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  • E-commerce e PMI: c’è ancora tanta tanta strada da fare

    E-commerce e PMI: c’è ancora tanta tanta strada da fare

    Una ricerca condotta da TNS per eBay e Confcommercio ha messo in evidenza che esiste ancora una gran parte delle PMI che non crede nell’E-commerce. Ben il 92% delle piccole e medie aziende italiane non considera proprio il commercio online. L’88% ritiene poi che l’e-commerce sia poco o per nulla utile.

    Non è la prima volta che sottolineamo questo dato e cioè che esiste ancora una certa resistenza da parte delle PMI italiane, come sappiamo il cuore della nostra economia. E quello che emerge da questa nuova indagine condotta da TNS per Confcommercio e eBay, purtroppo ne è ancora una prova. Solo che stavolta i numeri sono molto più pesanti. Nel senso che, mentre in Italia il fenomeno E-commerce è in continua crescita, e quindi ci sono sempre più persone che acquistano online, dall’altro, invece, c’è un numero enorme di aziende, piccole e medie, che non crede che il commercio online possa essere un fattore di crescita per la propria azienda. E’ evidente il forte contrasto che constatiamo, come è altrettanto evidente che in questo modo di perde, senza esagerare, una grande opportunità. Ed è per questo motivo, come tra l’altro evidenziato dalla stessa ricerca di TNS, l’e-commerce in Italia ha una penetrazione del 4%, in altri paesi si parla di numeri a doppia cifra: in Francia, Germania e Inghilterra le percentuali vanno dal 12 al 16%.

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    Qualche dato della ricerca di TNS

    L’indagine è stata condotta su un campione di 202 PMI che non fanno commercio online provenienti da tutta Italia. I settori di provenienza delle aziende sono alimentare; salute e bellezza; casa, arredamento, giardino e bricolage; auto/moto – ricambi e accessori; abbigliamento e accessori – moda; elettronica.

    Dal punto di vista della “dotazione digitale”:

    • il 95% delle aziende ha una connessione a internet (quindi neanche la totalità);
    • l’80% dei dipendenti di queste aziende ha un computer o device mobile;
    • il 52% dichiara di avere un sito internet ma non lo utilizza per vendere online.

    Detto questo, vediamo che la ricerca ha rilevato.

    Ebbene, il 92% delle aziende che hanno partecipato a questa ricerca sostiene di  non aver mai preso in considerazione di utilizzare l’e-commerce. Se siete rimasti impressionati da questa affermazioni, allora potete stare tranquilli perchè ce ne sono degli altri.

    Infatti, l’88% delle aziende intervistate ritiene l’e-commerce poco o per nulla utile. E su questa affermazione si comprende facilmente lo sconforto di quanti di voi fanno divulgazione, formazione proprio sul tema e-commerce. Ed è facile comprendere che a questo punto bisogna fare leva sul tema culturale relativo alle nostre aziende. Queste affermazioni sono figlie di una continua ritrosia verso il digitale, in generale. E’ necessario fare leva sul concetto che è in atto un cambiamento che non significa buttare via tutto quello che si è fatto o che da un giorno all’altro nulla sia più utile. Il cambiamento è un fattore determinante per la crescita di un’azienda, specie per un’azienda medio-piccola. Il cambiamento comporta un rinnovamento del proprio modo di fare business. E, come questa ricerca ci conferma, la vera paura sta proprio in questo.

    Esiste poi un 26% di aziende che teme che il il commercio elettronico possa essere rischioso per il proprio commercio tradizionale, quando invece potrebbe essere i contrario. Il 69% è poi convinto che l’e-commerce non porti a un aumento di fatturato;  72% pensa che l’e-commerce sia un canale complesso;  il 56% ritiene che necessiti di investimenti considerevoli (vero fino ad un certo punto); il 43% è convinto che l’e-commerce sia adatto solo alle grandi aziende, ma niente di più falso ovviamente; il 21%, infine, ritiene che i propri prodotti non siano adatti alla vendita online e questa percezione raggiunge il suo picco tra le aziende del settore alimentare (il 44%).

    Insomma, tra E-commerce e PMI c’è ancora tanta, ma tanta, tanta strada da fare.

    E voi che ne pensate?

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  • E-commerce, ecco i mercati più grandi del mondo

    E-commerce, ecco i mercati più grandi del mondo

    Remarkety, piattaforma e-commerce per il data driven marketing, ha realizzato una ricerca, con relativa infografica, che mostra i mercati dove l’e-commerce è più grande. Forse non sarà una sorpresa per voi, ma la Cina è il paese dove il fenomeno è più forte, gli Usa sono secondi. L’Italia è fuori dai primi 10.

    L’e-commerce è ormai un fenomeno in forte crescita in tutto il mondo che nel 2014 faceva registrare un valore di oltre 1.200 miliardi di dollari. Anche nel nostro paese il fenomeno è in forte crescita, anche se restiamo ancora indietro in Europa in termini di penetrazione del fenomeno. E per conoscere quali sono i paesi, i mercati, dove l’e-commerce è più forte, Remarkety, società che ha realizzato una piattaforma e-commerce per il data driven marketing, ha realizzato una ricerca, e la relativa infografica (che trovate in fondo al post), in cui vengono evidenziati i paesi in cui l’e-commerce è effettivamente un fenomeno affermato, con una certa maturità, se si può dire così. La ricerca ha preso in esame diversi elementi tra i quali anche la penetrazione mobile in ogni paese o anche le abitudini di acquisto degli utenti.

    E allora si scopre, forse nemmeno con tanta sorpresa, che al primo posto di una classifica di dieci, la Cina è il mercato più grande con un valore di 506,66 miliardi di dollari. E’ chiaro che il fattore popolazione, specie in questo caso, conta parecchio in termini di dimensione del mercato. Gli utenti internet in cina sono 600 milioni e il 75% di essi prima di acquistare qualcosa online preferisce ricevere una mail con una promozione, elemento utile da sapere dunque. E proprio per questo gli acquisti vengono effettuati da mobile (33% da smartphone e 33% da tablet) proprio perchè da questi dispositivi è possibile controllare meglio la propria casella di posta elettronica. Inoltre, l’età media in Cina degli utenti che acquistano online è di 25 anni.

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    Al secondo posto in questa classifica troviamo gli Usa, che solitamente si pensi siano il mercato più grande in termini di e-commerce ma non è così. Negli Usa il valore del commercio online è di 349,06 miliardi di dollari e il 28% degli utenti effettua acquisti online da dispositivi mobili. Nonostante quasi 200 milioni di utenti online, c’è da dire però che solo il 28% delle piccole imprese ad oggi riesce a vendere online, anche se la ricerca registra anche che il 57% dei negozi americani vende anche online. Molti utenti poi considerano importante il fatto di poter controllare i prodotti che acquisteranno online in un negozio a loro vicino.

    Al terzo posto troviamo il Regno Unito che è poi il mercato più grande in Europa. In Uk il valore dell’e-commerce è di 93,89 miliardi di dollari con il 28,6% degli utenti che effettua acquisti online da dispositivi mobili. Le vendite online sono già il 13% dell’economia del Regno Unito e sono il 14% delle vendite al dettaglio. PayPal è il sistema di pagamento più usato, poi carta di credito. Non è più diffuso il pagamento in contanti alla consegna, cosa invece ancora molto presente in Russia. Più di un terzo delle vendite in Uk si verificano dopo le 18, quindi dopo la giornata lavorativa e a quanto pare l’invio di email promozionali funziona meglio se lo si effettua proprio nelle ore serali.

    In quarta posizione troviamo il Giappone che si distingue per il fatto che in questo paese si registra la percentuale più alta di utenti che effettua acquisti da smartphone, il 46% delle vendite le si effettua proprio da questo dispositivo mobile. Il valore dell’e-commerce in Giappone è di 79,33 miliardi di dollari. L’80% circa della popolazione online in Giappone fa acquisti online.

    Potete poi scorrere gli altri dati dall’infografica.

    Come avrete notato, in questa classifica a 10 manca il nostro paese. Con 11 milioni di utenti che fanno abitualmente acquisti online, e 22 milioni che fanno almeno un acquisto online nella loro vita, il valore dell’e-commerce in Italia per il 2015 sarà di 15 miliardi di euro, quindi 16,9 miliardi di dollari. Ecco perchè spiegato il motivo per cui non rientra nella classifica a dieci, visto che il decimo paese è il Brasile con un valore di 18,8 miliardi di dollari.

    L’e-commerce nel nostro paese è in forte crescita, nel 2014 il valore era di 13,2 miliardi di dollari, e sta crescendo molto il fenomeno del mobile commerce. Il valore delle vendite da mobile supera i 2 miliardi di euro e fa registrare una incidenza complessiva del 10% sul totale. La penetrazione del fenomeno complessivo dell’e-commerce resta ancora molto bassa, attestandosi intorno al 3,5%.

    Siamo lontani dai numeri che abbiamo appena visto dalla ricerca. Da una parte pesa il fatto che sono ancora tante le attività che non scelgono l’opportunità di vendere online e, tra chi già lo fa, spesso pesa anche la carenza di servizi adeguati. Dall’altra, dal lato utente, pesa anche una livello di fiducia non ancora ai livelli del Giappone, tanto per fare un esempio. Ma siamo sicuri che migliorando i servizi e soprattutto la qualità dei servizi, anche nel nostro paese l’e-commerce potrà assumere una dimensione paragonabile a quella di Uk, Germania o Francia.

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  • Gli italiani acquistano sempre più spesso online

    Dai risultati dell’ottava edizione della ricerca dell’Osservatorio Multicanalità 2015, presentati oggi a Milano, emerge che gli italiani fanno sempre più acquisti online. Sono infatti 4,8 milioni le persone che in un anno effettuano almeno 10 acquisti. Un dato da mettere in relazione anche con il fatto che aumenta l’audience online in Italia, specie quella mobile.

    Sono stati presentati oggi a Milano i dati dell’ottava edizione della ricerca dell’Osservatorio Multicanalità 2015, un progetto che vede insieme Nielsen, Connexia e la School of Management del Politecnico. E dai risultati emerge che il consumatore italiano è ormai “multicanale”. Più del 60% dei consumatori italiani vivono ormai la multicanalità in maniera quotidiana all’interno del loro processo di acquisto, un elemento che spiega il nascere di un nuovo modo di fare acquisti e di un nuovo modo, del consumatore, di relazionarsi coi brand. L’aspetto concettuale del “fisico” e “online” va via via scomparendo, il consumatore italiano oggi è in grado di effettuare le proprie scelte e i propri acquisti attraverso un processo complesso e più strutturato che tiene conto ovviamente dell’elemento “digitale”.

    L’aspetto interessante della ricerca è che si rileva che gli italiani, come ormai siamo soliti dire più volte, amano fare acquisti online, ma adesso aumenta anche il numero delle volte in cui questo avviene. La ricerca infatti rileva che in un anno quasi 5 milioni di persone (4,8 milioni precisamente) effettua almeno 10 acquisti online, poco meno di 1 acquisto al mese. E cresce il numero dei consumatori che in un anno effettua almeno 1 acquisto online (prodotto o servizio): +11%.

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    La ricerca ci dice anche chi sono coloro che acquistano online e spesso. Sono in prevalenza uomini (per il 59% dei casi) e hanno un’età compresa tra i 25-44 anni (per il 60% dei casi) e appartengono ad un livello socio-economico elevato. Sono consumatori che amano la tecnologia e che sono più aperti al tema dell’innovazione, anche se non amano molto le mode. All’interno di questi vi sono poi 1,7 milioni di persone per cui, ogni giorno, non fa molta differenza fare acquisti online o offline.

    La ricerca sulla multicanalità fa poi riferimento allo scenario digitale in Italia che sicuramente ha influenzato questi dati.E lo scenario, come spesso documentato anche qui sul nostro blog, ci dice che sono 28,5 milioni gli italiani che a marzo hanno avuto accesso a Internet e che il dato più rilevante è rappresentato da Mobile. Sono infatti cresciuti del 20% gli italiani che si connettono alla rete via dispositivo mobile, passando 14,5 milioni a 17,3 milioni.

    Allora, che ne pensate voi? Siete anche voi tra i consumatori muliticanale? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Ecommerce, nel 2015 gli acquisti da smartphone valgono 2 mld di euro

    Ecommerce, nel 2015 gli acquisti da smartphone valgono 2 mld di euro

    Alla 10° edizione dell’Ecommerce Forum sono stati presentati i dati relativi all’ecommerce nel 2014 e le previsioni per il 2015. In questo anno l’ecommerce crescerà del 15% per un valore di 15 miliardi di euro. Cresce il mobile commerce: in questo anno il valore delle vendite da smartphone sarà di 2 miliardi di euro.

    Dall’Ecommerce Forum, che si è tenuto oggi a Milano, giunto alla edizione numero 10, arrivano notizie e conferme interessanti per quanto riguarda l’ecommerce in Italia in generale, ma soprattutto per quel che riguarda il Mobile commerce, un settore sempre più in crescita nel nostro paese. Solo qualche settimana fa il Net Retail ci diceva che gli italiani che fanno acuisti online in Italia sono 11 milioni e che 22 milioni sono quelli che hanno effettuato almeno un acquisto nella loro vita. Quindi dati molto interessanti. Ma conosciamo qualche numero presentato oggi a Milano.

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    L’ecommerce in Italia continua a crescere e sempre in doppia cifra. Infatti se nel 2014 la crescita era stata del 16%, nel 2015 sarà del 15%. Il valore complessivo nel 2015 sarà di 15 miliardi di euro. Ma i dati, dal nostro punto di vista, ancora più interessanti sono quelli che si riferiscono al mobile commerce. E infatti, gli acquisti tramite smartphone crescono del 78% nel 2014 e registrano una crescita ulteriore del 68% nel 2015, con un valore triplicato in due anni: si passa infatti da un totale di 610 milioni nel 2013, a 1,8 miliardi di euro nel 2015.

    Sono quindi dati confermano lo stretto binomio che esiste ormai nel nostro paese tra elevato utilizzo di dispositivi mobili per accedere ad internet e crescita nell’uso di dispositivi mobili per effettuare acquisti online.

    (Clicca per vedere la gallery)

    Interessante notare che cresce anche la penetrazione dell’ecommerce nel nostro paese. Nell’ultimo anno si è passati dal 3,6% al 4%. Sono numeri ancora lontani rispetto agli altri paesi europei ma pur sempre indicativi di una tendenza in crescita. Un ruolo chiave in questa crescita l’ha giocato il settore dell’Arredamento che raggiunge quota 350 milioni di €, con una crescita del 75% rispetto al 2014, e anche il Food&Wine enogastronomico che sfiora i 260 milioni di €, con una crescita del 30% rispetto allo scorso anno.

    Le previsioni per il 2015, a livello europeo, dicono che il fatturato complessivo di beni e servizi realizzato via ecommerce sarà di 470 miliardi di euro con una preponderanza del 54% dei beni rispetto al 46% dei servizi. In Europa la popolazione di e-shopper supera i 230 milioni di individui e sono circa 2,5 milioni i posti di lavoro che direttamente o indirettamente l’ecommerce sta generando nel Vecchio Continente. Nel corso del 2014 i 3 Paesi europei in cima all’ideale classifica delle vendite online che catalizzano il 60% delle vendite online sono: UK con 122 miliardi di euro, Germania con 70 miliardi, Francia con 56,8 miliardi.  

  • I siti E-commerce in Italia ancora poco attrezzati per il Mobile

    Una nuova ricerca di Idealo, comparatore di prezzi online presente anche in Italia, mette in evidenza come i siti e-commerce in Italia, confrontati con quelli di Regno Unito, Germania, Francia, Spagna e Polonia, siano ancora poco strutturati. Solo la metà dei siti offre adeguata esperienza mobile ai propri utenti

    Ormai sappiamo bene quanto l’E-commerce sia un fenomeno in forte crescita anche in Italia, e qui sul nostro blog cerchiamo di raccontarvi proprio questo processo di evoluzione che procede in maniera spedita. L’ultima edizione del Netcomm E-Commerce Forum 2014 ci ha disegnato quale sia lo scenario del fenomeno oggi in Italia. 13 miliardi di euro di fatturato per l’E-commerce totale, con una previsione di crescita per questo anno del 17% e un fatturato di 13,2 miliardi di euro. Tasso di penetrazione che sale dal 3% al 3,6%, uno dei più bassi in Europa (in Uk è del 15%), ma è tra quelli che fa registrare una crescita più alta nell’ultimo anno. Segno che le potenzialità in Italia sono ancora molto alte. E quello che fa registrare numeri eccezionali è proprio il Mobile Commerce che “pesa” nel mercato E-commerce italiano il 9% e che fa registrare un tasso di crescita del 289%, con 1 miliardo di euro di valore. Insomma, numeri che evidenziamo, anche qui, il legame forte tra e-commerce e mobile, sempre in forte crescita nel nostro paese.

    Ma se proviamo ad andare a fondo rispetto proprio al fenomeno Mobile Commerce, notiamo che a livello strutturale, quindi di possibilità che i siti di e-commerce offrono ai loro utenti in modo da avere una esperienza di acquisto mobile ottimale, il nostro paese è indietro. E ce lo rivela una nuova ricerca di Idealo, comparatore di prezzi presente anche nel nostro paese, che ha effettuato una ricerca comparando i siti di e-commerce di Italia, Regno Unito, Germania, Francia, Spagna e Polonia.

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    La ricerca è stata condotta prendendo in considerazione questi parametri: siti ottimizzati per la visualizzazione su smartphone/tablet e offerta di apposite app per dispositivi iOS e Android. Ebbene, l’Italia da questo punto di vista mostra un ritardo notevole rispetto agli altri paesi europei. Riassumendo i punti chiave della ricerca:

    • il Regno Unito è il paese che mostra di essere ormai avanti a tutti;
    • il 64% dei siti e-commerce tedeschi ha un sito mobile e il 50% ha anche una app mobile;
    • dal punto di vista generale, il design responsive è ancora poco diffuso;
    • le app per iOS sono più diffuse di quelle per Android;
    • l’offerta Mobile in Italia è ancora molto esigua.

    Scendendo nel dettaglio dell’offerta Mobile, notiamo che l’86% dei vendors in Regno Unito offre una esperienza di acquisto mobile ai propri utenti completa e ben attrezzata, sia dal punto di vista del sito che dall’app dedicata. Poco più dietro, al 74% troviamo i siti e-commerce di Spagna e Francia che offrono una buona esperienza mobile. In Germania troviamo una percentuale del 68%, anche in questo caso si tratta di una buona esperienza Mobile. I vendors italiani che offrono una adeguata esperienza  mobile ai propri utenti sono solo il 50%, peggio di noi fa la Polonia (46%). A dimostrazione che, nonostante la forte crescita del fenomeno Mobile Commerce nel nostro paese, resta da fare molto, anche se le potenzialità sono enormi.

    mobile_vs_responsive mobile commerce

    Ricordiamo che i vendors per offrire una buona esperienza mobile possono attrezzarsi con un sito ottimizzato per mobile, la scelta ottimale, anche se richiedi uno sforzo maggiore dal punto di vista organizzativo. Oppure adottando una versione responsive, più immediata e dinamica come soluzione, anche se può presentare, proprio nel caso di siti e-commerce, alcuni limiti. La ricerca, da questo punto di vista, rileva che l’82% dei siti monitorati preferisce la prima soluzione, ossia quella del sito mobile. La versione responsive resta scarsa ovunque, anche se in Spagna si registra il livello massimo di adozione con il 18%.

    iOS_vs_Android_IT mobile commerce

    Per quanto riguarda lo scenario legato alle app, c’è da dire che la ricerca rileva che in Europa ci si concentra di più nel realizzare siti ottimizzati per smartphone e tablet, piuttosto che per le app mobile. Caso particolare in Francia, dove il 56% degli e-commerce propongono un’applicazione, contro il 52% dei siti ottimizzati per i dispositivi mobili. In Regno Unito la percentuale è del 52%, in Germania il 50%, in Spagna il 40%.

    In Italia la percentuale è del 25% e in Polonia il 10%. Da notare, in media, la prevalenza di app per iOS.

    Ecco, questo lo scenario italiano rispetto al Mobile Commerce che, come detto prima, ha fatto registrare una crescita eccezionale. Di conseguenza, se ci si concentrasse a superare i grossi limiti evidenziati dalla ricerca, allora il fenomeno potrebbe volare su cifre ancora più alte.

    E voi che ne pensate? Raccontateci, tra i commenti, la vostra esperienza di acquisto via mobile.

  • L’ora di punta in cui si fanno acquisti online in Italia e in Europa [Infografica]

    L’ora di punta in cui si fanno acquisti online in Italia e in Europa [Infografica]

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    Idealo, comparatore di prezzi online da alcuni anni presente anche nel nostro paese, ha da poco realizzato uno studio che ci mostra quale sia l’ora di punta in cui gli e-shoppers italiani ed europei si dedicano agli acquisti online. Ebbene, gli italiani amano fare acquisti via web alla sera. Ma vediamo cosa accade negli altri paesi

    Gli italiani amano l’Ecommerce, quindi fare acquisti online e qui sul nostro blog vi raccontiamo spesso di come il fenomeno in Italia, e non solo, sia in forte e costante crescita. Un po’ di tempo fa con una ricerca Ipsos – Webloyalty avevamo visto che il 75,9% degli italiani che utilizzano l’e-commerce è classificabile nella categoria degli “heavy buyer”, cioè tra coloro che hanno effettuato più di 4 acquisti su canali online negli ultimi 6 mesi. E avevamo anche visto che gli umbri erano quelli che più di tutti in Italia facevano più acquisti di tutti. Ma oggi, grazie allo studio effettuato da Idealo, comparatore di prezzi online tedesco ma da qualche anno presente anche in Italia, vediamo quale sia l’ora punta in cui gli italiani e i cittadini di Germania, Francia e Regno Unito fanno i loro acquisti online.

    E si scopre, sulla base dei dati raccolti che fanno riferimento solo alla modalità desktop (ricordiamo che gli acquisti online in Italia sono effettuati per l’89% dei casi da desktop) e al periodo dell’ultimo trimestre del 2013, gli italiani amano dedicarsi ai loro acquisti via web nelle ore pre serali, precisamente l’ora di punta è intorno alle 18, 7,2% di click, (come potete vedere anche dall’infografica in basso) con una buona attività anche verso le 15. Mentre le ore in cui gli italiani vi si dedicano meno sono proprio le ora dei pasti, quindi a pranzo (alle 13) e a cena (alle 20). Situazione simile la si verifica in Francia dove anche gli e-shopper transalpini fanno registrare l’ora di massima attività alle 18 e vi si dedicano meno proprio nelle ore dei pasti (alle 12 e alle 20).

    Ma se guardiamo cosa accade in Germania e in Regno Unito, scopriamo che gli utenti di questi paesi effettuano i loro acquisti proprio nelle ora in cui gli italiani e i francesi li fanno di meno. E quindi, i tedeschi fanno registrare l’ora di punta alle 20 e come potete vedere dal grafico in basso, l’ora di attività minima è tra le 15 e le 16. Anche gli e-shoppers del Regno Unito fanno registrare l’ora di massima attività alle 20 (quando gli italiani sono a cena, appunto).

    Insomma, anche l’attività di ecommerce riesce a darci delle informazioni che solo apparentemente sono banali, ma che possono essere davvero utili in chiave di offerta e di modalità per i retailers online e di conseguenza interpretare bene anche gli atteggiamenti degli utenti nei diversi paesi.

    Ma voi anche voi preferite fare acquisti nelle ore pre e post pasti? Raccontateci se vi va le vostre esperienze di acquisti online.

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  • Natale 2013, cresce il numero di italiani che acquista online i regali

    Natale 2013, cresce il numero di italiani che acquista online i regali

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    Aumentano gli italiani che fanno acquisti online anche durante questo Natale 2013. Secondo una ricerca condotta da Netcomm – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, in collaborazione con Human Highway, sono più di 7 milioni gli utenti che quest’anno compreranno almeno un regalo di Natale sul web: quasi 2 milioni in più rispetto all’anno scorso

    Come abbiamo più volte sottolineato durante questo 2013, riportando dati e numeri del fenomeno, l’E-commerce piace sempre di più agli italiani e anche durante questo Natale 2013 il fenomeno di crescita non si arresta, anzi. Vale la pena ricordare però, prima di procedere con i risultati della ricerca di Netcomm – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, in collaborazione con Human Highway, che la penetrazione dell’E-commerce in Italia è pari al 3% anche se il nostro paese in questo contesto è quello che cresce di più se lo confrontiamo con latri paese. Insomma, ci sono ampi ed evidenti margini di crescita anche se la strada è ancora molto lunga.

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    Sono 7,2 milioni gli italiani che a Natale 2013 faranno almeno un acquisto online, in aumento di 1 milione e 800 mila rispetto al 2012: gli acquirenti online abituali, infatti, coloro che compreranno i propri regali di Natale su Internet salgono dal 37% del 2011 al 50% del 2013 (erano il 44% nel 2012). E a sostegno di questo dato di crescita, va sottolineato anche il numero di coloro che comprano esclusivamente, o quasi, i loro regali online: il 20% degli intenzionati ad acquistare almeno un regalo di Natale online dichiara che li acquisterà tutti o in maggioranza attraverso Internet. Si tratta di un segmento molto particolare, formato da quasi un milione e mezzo di individui, più che doppio rispetto allo scorso anno. Sono persone che si rivolgono in prima istanza alla Rete per una buona parte dei loro acquisti abituali, dai libri all’elettronica, dai viaggi ai contenuti digitali.

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    La spesa online per questo Natale 2013 si aggira attorno ad una cifra superiore ai 2 miliardi di euro con un incremento del 20/25% rispetto all’anno scorso.

    In sintesi, alcuni dati rilevanti della ricerca:

    • il 50,4% degli acquirenti online (almeno una volta nella vita) cioè 7,2 milioni di persone ritiene molto probabile il ricorso a Internet come canale di acquisto dei regali di Natale: si tratta di 2 milioni di nuovi individui pronti ad acquistare regali online nella prossima stagione natalizia.
    • Il 25,5% degli acquirenti online di regali di Natale dichiara che farà meno acquisti rispetto all’anno scorso, ma il 29,3% degli acquirenti online di regali di Natale dichiara che farà più acquisti rispetto all’anno scorso.
    • Il 19,7% degli acquirenti online prevede quest’anno di acquistare la gran parte dei propri regali di Natale online. Si tratta di un numero più che doppio di quello stimato l’anno scorso (1,4 milioni vs 600mila): sono persone che faranno del Web il canale preferenziale di ricerca e acquisto dei regali di Natale nel 2013.

    Allora che ne pensate di questa ricerca? Siete anche voi tra quelli che per questo Natale faranno acquisti online? Raccontateci la vostra esperienza con gli acquisti online.

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  • Italiani e E-commerce. Gli Heavy Buyers italiani sono gli umbri

    Italiani e E-commerce. Gli Heavy Buyers italiani sono gli umbri

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    Sappiamo bene quanto il binomio Italiani e E-commerce stia dando vita ad un rapporto sempre più in crescita. E oggi, grazie sempre alla ricerca che Ipsos ha condotto per Webloyalty, possiamo tracciare la mappa dell’acquirente italiano online e scoprire che gli heavy buyers italiani sono gli umbri

    Dopo aver visto alcuni utili dettagli sulla ricerca “E-commerce in Italia: motivazioni e trend degli acquirenti online”, con un focus specifico sul fenomeno in crescita del cashback, ossia il meccanismo che prevede il rimborso per il consumatore di una parte della cifra spesa per ogni acquisto effettuato online, passiamo oggi a conoscere meglio chi sono gli acquirenti online in Italia, o meglio, conosciamo chi in Italia sono gli heavy buyers. E lo facciamo sempre grazie alla ricerca condotta da Ipsos per Webloyalty, azienda specializzata in programmi di sconti e nella generazione di reddito supplementare per aziende che fanno commercio online.

    Come sappiamo il nostro paese vive una condizione sicuramente non facile per quanto riguarda le connessioni alla rete e pensate che solo il 14% delle abitazioni è connessa tramite fibra ottica e a questo va anche associato il dato per cui ancora il 37% degli adulti in Italia non ha mai usato Internet. Ma nonostante tutto questo, i risultati di una ricerca condotta su quasi 5000 consumatori europei emerge la forte propensione all’acquisto dimostrata dagli utenti e-commerce italiani: quasi tre italiani su quattro tra quelli che si affidano al commercio digitale, infatti, hanno effettuato almeno cinque acquisti negli ultimi sei mesi.

    Dall’E-commerce  emerge, quindi, una tendenza che può permettere di colmare, almeno parzialmente, il gap nei confronti degli altri paesi europei in fatto di uso delle tecnologie digitali. In particolare, secondo la ricerca Ipsos – Webloyalty condotta su più di 1500 acquirenti nostrani,  ben il 75,9% degli italiani che utilizzano l’e-commerce è classificabile nella categoria degli “heavy buyer (in contrapposizione ai cosiddetti “occasional buyer”), cioè tra coloro che hanno effettuato più di 4 acquisti su canali online negli ultimi 6 mesi. Addirittura il 69% ha superato i 5 acquisti. C’è una stretta connessione, inoltre, tra chi si affida in maniera massiccia all’e-commerce e la persona che all’interno della famiglia è responsabile della maggior parte degli acquisti nel loro insieme (il 76,6% si classifica tra gli heavy buyer).

    Interessante appare lo spaccato che riguarda le singole regioni italiane e la suddivisione tra “grandi compratori” e “acquirenti occasionali”, con dati che per alcuni versi appaiono inaspettati: tra gli Heavy Buyers, a cui spetta la leadership dei grandi clienti dell’e-commerce in Italia, troviamo gli utenti dell’Umbria (89,5% di “grandi compratori” contro il 10,5 di “acquirenti occasionali” ), seguita nella top ten dagli utenti della Liguria (87,2% vs. 12,8%), da quelli della Toscana (83,6% contro 16,4%), da quelli della Basilicata (rispettivamente 80% e 20%), da quelli della Lombardia (79,4% vs. 20,6%), da quelli della Sardegna (78,9% contro 21,1% ), da quelli del Piemonte (rispettivamente 77,8% e 22,2%), da quelli dell’Emilia Romagna (77,2% vs. 22,8%), da quelli del Lazio (76,5% contro 23,5%) e e infine da quelli Veneto (75,9% a fronte del 24,1%).

    Al contrario, le regioni dove si concentrano maggiormente gli “acquirenti occasionali” sono il Trentino Alto Adige (50% di acquirenti occasionali e di grandi compratori), il Friuli Venezia Giulia (36,4% di occasionali contro 63,6% di clienti abituali dell’e-commerce) la Calabria (33,3% di occasionali vs 66,7% di abituali), la Campania  (29,1% occasionali e 70,9% abituali) e l’Abruzzo (rispettivamente 27% e 73%). Percentuali che solo in alcuni casi rispecchiano quelle relative all’utilizzo di Internet e all’accesso alla banda larga nelle varie zone del nostro Paese.

    I dati della ricerca dimostrano come l’e-commerce, una volta conosciuto, sia molto apprezzato dagli utenti e rappresenti una via privilegiata per stimolare i consumi, oltre a incrementare  la capacità di spesa degli acquirenti”, ha dichiarato Alexandre Cotigny, Direttore Generale Sud Europa di Webloyalty. “L’obiettivo dei player del settore deve essere quello di accrescere la conoscenza del commercio digitale, sia mediante forme di education per vincere residue resistenze culturali, sia tramite la proposta di programmi di promozione e scontistica specifici – come “Acquisti e Risparmi” di Webloyalty – e l’utilizzo del cashback, il meccanismo di rimborso parziale della spesa effettuata online, capace di garantire un incremento della domanda per le imprese e un risparmio concreto per gli utenti.”

    Allora, che ne pensate di questi dati? Siete anche voi tra gli heavy buyers di cui si parla nella ricerca? Raccontateci la vostra esperienza con l’E-commerce.

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  • Nuove opportunità per aziende B2B da E-commerce e Mobile [Studio]

    Nuove opportunità per aziende B2B da E-commerce e Mobile [Studio]

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    Interessante studio quello che hybris ha commissionato a Forrester Consulting, dal titolo “Online and Mobile are Transforming B2B Commerce”, in occasione del “Game Plan B2B E-Commerce Forum” di Berlino. La ricerca rivela che per le aziende B2B risulta più semplice fidelizzare il consumatore online rispetto a quello offline

    hybris, azienda SAP fornitrice della piattaforma a supporto del commercio a più rapida crescita a livello globale, ha presentato uno studio esclusivo a cura di Forrester Consulting durante “Game Plan B2B E-Commerce Forum”, tenutosi a Berlino  il 28/29 ottobre. Denominata “Online and Mobile are Transforming B2B Commerce”, la ricerca costituisce il più ampio studio globale sull’e-commerce B2B realizzato ad oggi (è possibile richiederne una copia a questo link: http://www.hybris.com/en/b2b-forrester-paper).

    Realizzata con l’obiettivo di indagare l’impatto dell’e-commerce sulla vendita di prodotti e servizi in ambito B2B, la ricerca ha messo in evidenza la fondamentale trasformazione del processo di acquisizione e mantenimento dei clienti. Non solo: la ricerca mostra che le aziende B2B che non scelgono l’online e il mobile come canali principali rischiano di perdere quote di mercato a breve e medio termine, oltre a un significativo vantaggio competitivo sul lungo periodo. Solo negli Stati Uniti, il fatturato proveniente dall’e-commerce B2B è ormai il doppio di quello B2C e genera vendite annuali pari a 559 miliardi di dollari (fonte: Key Trends In BtoB eCommerce For 2013, Forrester Research, Inc., 18 ottobre 2012).

    Presto o tardi, tutte le aziende B2B dovranno implementare strategie di e-commerce efficaci: il rischio è che i loro clienti si rivolgano a quei concorrenti che, invece, lo hanno già fatto”, dichiara Brian Walker, senior vice president, strategy, di hybris. “Una volta riconosciuto il potenziale e il valore del mercato online, risulterà evidente alle aziende anche il ruolo che l’e-commerce gioca nel mantenimento e nella fidelizzazione dei clienti esistenti.”

    Più in generale, dalla ricerca “Online and Mobile are Transforming B2B Commerce” sono emersi tre assunti principali:

    • Vendere online e su dispositivi mobile rappresenta un’opportunità senza precedenti per le aziende B2B.
    • Le aziende B2B che attendono troppo tempo prima di sviluppare una strategia eCommerce corrono un rischio sia a breve sia a lungo termine.
    • Gli strumenti di self-service stanno cambiando il modo in cui i clienti B2B interagiscono con le aziende.

    I clienti B2B sono, allo stesso tempo, anche acquirenti B2C: ciascuno di essi è dunque abituato a dinamiche di ricerca e acquisto dei prodotti proprie del mondo consumer, le quali hanno trasformato, di conseguenza, modalità e aspettative legate a ricerca e acquisto dei prodotti B2B. Per sottolineare questo punto, la ricerca mostra infatti che ‘il 50% delle aziende B2B che vendono online direttamente ai propri business partner ha indicato che i propri utenti finali si rivolgono a siti web consumer o versioni B2B dei siti consumer per l’acquisto di prodotti e servizi business”. Questo trend di crescita degli acquisti online è stato anche ripreso in un’altra sezione dello studio, che ha evidenziato come ‘il 69% delle aziende oggetto d’indagine pensa di sospendere definitivamente la pubblicazione dei cataloghi cartacei nei prossimi 5 anni”.

    Lo studio ha inoltre dimostrato che i clienti B2B ricorrono sempre più ai dispositivi mobili per acquistare online: le aziende B2B intervistate già attive sul web hanno infatti dichiarato che più della metà dei loro clienti utilizza smartphone e tablet per ricercare e acquistare a livello di business.

    Il mobile si sta affermando come canale primario per il commercio B2B. Le aziende devono sviluppare strategie che consentano ai loro clienti di vivere esperienze d’acquisto ineccepibili e coerenti, siano esse online, su smartphone o tablet”, aggiunge Walker.

    Secondo Forrester, chi acquista solo online è più propenso ad aggiungere articoli al carrello e tornare nuovamente a far shopping presso lo stesso rivenditore rispetto ai clienti che, invece, acquistano solo offline. Le aziende B2B intervistate hanno inoltre rivelato che le strategie di upselling e cross selling, così come quelle di fidelizzazione, sono molto più efficaci sul web che non nei negozi fisici.

    La ricerca mostra inoltre che i clienti B2B hanno elevato le proprie aspettative relative all’esperienza di shopping. In particolare, desiderano maggior flessibilità in fase d’acquisto online e un accesso al customer service online e mobile 24 ore al giorno.

    L’e-commerce B2B offre ai clienti pieno controllo sulla loro shopping experience: i clienti richiedono tecnologie a supporto di funzioni di ricerca, acquisto e customer service ma, naturalmente, alle loro condizioni”, dichiara Walker. “Le aziende B2B devono dunque garantire un’esperienza molto simile a quella tipica del mondo B2C durante tutto il ciclo di vita del cliente: solo così potranno primeggiare sulla concorrenza sia in termini di vendite sia in quanto a fidelizzazione.”

    Gli acquirenti B2B ricercano e acquistano prodotti online più di quanto abbiano mai fatto in passato.  Per beneficiare delle opportunità dell’e-commerce, queste aziende devono però investire nelle tecnologie a supporto dell’e-commerce nel momento in cui questo cresce ed evolve, concentrandosi sui canali online e mobile – i più critici per il futuro – e prepararsi ad affrontare concorrenti tanto in ambito B2B quanto in ambito B2C.

    Metodologia della ricerca

    Lo studio Forrester ha esaminato 717 aziende B2B distribuite in tre macro regioni (Nord America, EMEA e area Asia/Pacific), con una media di 240 intervistati ciascuna. Circa la metà dei soggetti – ossia, 353 aziende con un minimo di 100 soggetti in ciascuna delle tre aree esaminate – ha dichiarato di “vendere online direttamente ai loro business partner (B2B)”. Tutti gli intervistati appartengono ad aziende che hanno prodotto almeno 250 milioni di dollari in vendite annuali e sono personalmente responsabili (o, comunque, coinvolti in prima persona) nella vendita di prodotti e servizi online. Forrester ha inoltre intervistato 7 professionisti dell’e-commerce B2B, responsabili del mantenimento delle rispettive attività di vendita online. Infine, la ricerca ha indagato il comportamento d’acquisto in ambito eCommerce e multicanale, considerando anche l’integrazione di strumenti e tecnologie e identificando i dettagli della strutture organizzative internazionali necessari all’erogazione di un e-commerce B2B ineccepibile. Lo studio è stato realizzato tra maggio e luglio 2013.

  • E’ il cashback la chiave per il successo dell’E-commerce in Italia

    E’ il cashback la chiave per il successo dell’E-commerce in Italia

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    Interessante ricerca, condotta da Ipsos per Webloyalty, quella di cui vi proponiamo oggi, che rileva come il 26,4% dei consumatori italiani online sia stato spinto ad effettuare acquisti su siti di e-commerce beneficiando di buoni sconto e altre formule di risparmio, contro il 25,8% della Spagna e il 24% in Francia

    Abbiamo già altre volte visto quanto l’E-commerce sia un fenomeno in costante crescita nel nostro paese. Lo abbiamo notato anche con una recente ricerca che sottolineava quanto l’integrazione con Mobile e Social Media fosse importante, ma ci siamo tornati anche ieri con i risultati di un’altra ricerca, ad opera di comScore, che sottolineava di nuovo quanto il mobile stia dando una grossa mano alla crescita dell’E-commerce. La ricerca che vi proponiamo oggi, condotta da Ipsos per Webloyalty, azienda specializzata in programmi di sconti e nella generazione di reddito supplementare per aziende che fanno commercio online, non solo ci dà nuovi spunti di riflessione, ma ci dà uno spaccato più aggiornato di quale siano i siti online più frequentati dagli italiani per fare acquisti o anche quali siano i dispositivi più usati per effettuare acquisti. Vediamo allora la ricerca in dettaglio.

    Intanto per i consumatori italiani la voce “risparmio” costituisce il principale incentivo allo shopping online. Risparmio che è rappresentato non solo dai prezzi interessanti che un sito di e-commerce è in grado di garantire, ma anche dalla possibilità di usufruire di offerte speciali, buoni sconto e altre formule come il cosiddetto cashback, ovvero il meccanismo che prevede il rimborso per il consumatore di una parte della cifra spesa per ogni acquisto effettuato online.

    Tra i motivi che che spingono a scegliere un sito per lo shopping online la prima volta, al primo posto c’è sicuramente il prezzo vantaggioso  (45,2%, 51,6% in Spagna), seguito dalla comodità rispetto al negozio tradizionale (35,8%, in Spagna è il 38,4%) e dalla facilità nel trovare il prodotto desiderato (22,3%, in Spagna è il 25,7%). Mentre le prime 3 ragioni che spingono a ripetere l’acquisto sono l’esperienza positiva vissuta con il primo acquisto (28,6%), un sito user-friendly (26,9%) e l’ampiezza dell’offerta che il sito propone; per i francesi la principale ragione rimane rappresentata dai prezzi (72%, contro il 32,9% di Spagna e il 21,7% Italia).

    Un focus particolare, come già detto, è posto sulle dinamiche del cashback che in Italia sono ancora poco note rispetto ad altri paesi europei (29% in Italia  contro il 44% della Francia) e meno sfruttate che altrove, considerando che solo il 9% degli italiani è iscritto a un programma di cashback. Numeri che ci collocano dietro Francia (18%) e Spagna (11%), ma che sono in parte compensati dall’interesse che questo meccanismo, che prevede il rimborso di una parte della cifra spesa per ogni acquisto effettuato su un sito di e-commerce, suscita: infatti ben il  79% degli italiani ad oggi non iscritti a programmi di cashback, dopo aver ricevuto informazioni in proposito, si dichiara potenzialmente intenzionato a utilizzarlo. Il 60% è interessato a programmi di cashback grazie  alla combinazione virtuosa tra convenienza del prezzo praticato online e del rimborso, oltre alla possibilità di scelta tra svariati store online (36%). High tech (50%), turismo (43,5%), accessori moda e per la casa (36,2%) sono gli ambiti in cui gli italiani – e spagnolisfruttano i vantaggi del cashback, laddove i consumatori francesi privilegiano prodotti culturali come libri e DVD (36%).

    Il panorama dell’e-commerce in Italia si caratterizza come dinamico e in continua evoluzione” – afferma Alexandre Cotigny, Direttore Generale Sud Europa di Webloyalty – “grazie anche ad alcune peculiarità del mercato: la diffusione di smartphone e tablet, la propensione alla multicanalità da parte dei player e la soddisfazione per gli acquisti online. Ora un’adozione massiccia del cashback promette, come dimostrano le risposte date dagli utenti italiani, di fornire ulteriore impulso alla diffusione del commercio elettronico, permettendo di colmare almeno in parte il gap tuttora esistente con le economie più avanzate. Webloyalty opera da tempo in questo senso, e il portale “Acquisti e Risparmi” è nato specificamente per incentivare l’e-commerce e promuovere l’iscrizione a programmi che garantiscono sconti su ogni acquisto online”.

    Nel complesso, per i consumatori italiani l’esperienza di e-commerce è molto soddisfacente, solo per il 17% è negativa a causa della qualità del prodotto ricevuto (4,6%), del prodotto che non soddisfa le aspettative (3,8%) o dei lunghi tempi di attesa per ricevere il prodotto (3,5%).

    Il profilo dell’acquirente online in Italia: mediamente su base mensile si affida a quattro siti (in linea con Spagna e Francia) ed effettua almeno un’operazione. I cosiddetti heavy buyer, cioè i più attivi, sono fortemente presenti in Umbria (89,5%), Liguria (87,2%) e Toscana (83,6%). Mentre gli acquirenti occasionali si concentrano in Friuli (36,4%), Calabria (33,3%) e Marche (32,1%).

    Alcune differenze tra i consumatori dei paesi latini si notano rispetto alla stagionalità degli acquisti: se il 22% degli spagnoli, infatti, incrementa il numero delle proprie spese online durante i saldi invernali, solo il 16% di italiani e francesi lo fa.  Minore discrepanze si hanno invece per il periodo natalizio, con un terzo di francesi e spagnoli che compera più prodotti e servizi (il 28% in Italia).

    Lo studio dedica naturalmente un’ampia sezione al mobile commerce, con dati che sottolineano ancora una volta la vasta diffusione e il massiccio utilizzo di smartphone e tablet da parte degli italiani: il 17,9% dei  nostri connazionali usa uno smartphone per fare acquisti online, inferiore al 20,2% degli spagnoli ma ben al di sopra del 12% dei francesi, mentre il 13,3% utilizza un tablet (superiamo il 12,8% degli spagnoli e distanziamo i francesi fermi al 9%).

    Insomma, questa ricerca ci delle conferme su dati e rilevazioni già note e che quindi trovano ulteriore conferma. E ci riferiamo nello specifico al mobile commerce. Ma introduce quella che potrebbe essere davvero la chiave per accrescere il successo dell’E-commerce nel nostro paese, ossia il cahback. Vedremo se e come questi dati verranno confermati continuando a seguire l’argomento.

    Intanto, voi conoscevate già il cashback? Siete iscritti a programmi del genere? Raccontateci le vostre esperienze con l’E-commerce.

    cashback E-commerce_Infografica