Tag: formazione

  • Microsoft investe in Italia su IA e Cloud, la formazione al centro

    Microsoft investe in Italia su IA e Cloud, la formazione al centro

    Microsoft pronta ad investire in Italia 4,3 miliardi di euro per infrastrutture IA e cloud. Al centro la formazione di oltre un milione di persone e sostegno all’innovazione delle aziende italiane.

    Proprio ieri davamo notizia di nuovi investimenti da parte di Oracle in Malesia, con l’apertura di una nuova cloud region. E il pensiero, non espresso, restava sempre su: “e nel nostro paese quando?”.

    Ed ecco che, sempre nella stessa giornata di ieri qualcosa di importante, effettivamente, si è mosso.

    La notizia ha fatto il giro del mondo per via della cifra che il colosso di Redmond vuole investire nel nostro paese. Ci si augura che poi tutto questo auspicio diventi, presto, una realtà concreta.

    Andiamo sulla notizia e su cosa significa per l’Italia, e per l’Europa.

    Microsoft investe in Italia su cloud e IA

    Microsoft ha annunciato ieri un investimento di ben 4,3 miliardi di euro (4,8 miliardi di dollari) in Italia nei prossimi due anni. L’obiettivo è quello di rafforzare l’infrastruttura per l’intelligenza artificiale (IA) e la capacità Cloud nel paese.

    Si tratta della più grande iniziativa di Microsoft in Italia, ed è parte del suo impegno a lungo termine per sostenere la trasformazione digitale del Paese.

    Secondo Brad Smith, vicepresidente e Presidente di Microsoft, l’investimento mira a equipaggiare “il governo italiano, le aziende e la forza lavoro con le tecnologie necessarie per sviluppare un’economia guidata dall’IA, creando nuovi posti di lavoro e generando nuove opportunità di crescita”.

    microsoft investimenti italia IA cloud franz russo 2024

    Cosa prevede l’investimento

    L’investimento prevede la creazione di nuove infrastrutture cloud e datacenter per accelerare l’adozione dell’IA in Italia, sostenendo così l’innovazione e la produttività delle imprese.

    Microsoft opererà secondo i suoi “AI Access Principles”, che promuovono l’innovazione e la concorrenza nel settore dell’IA, impegnandosi a rendere accessibili le tecnologie IA sia alle organizzazioni sia agli individui. E a farlo in modo responsabile e inclusivo​.

    Oltre all’infrastruttura tecnologica, Microsoft introdurrà un programma di formazione chiamato “AI National Skilling Initiative”. Un programma che prevede di formare oltre un milione di persone in Italia entro il 2025, focalizzandosi sulla promozione delle competenze in IA, sia a livello tecnico che di business.

    Attraverso questa iniziativa, Microsoft e i suoi partner forniranno opportunità di formazione a professionisti e studenti in tutto il Paese, compresi coloro provenienti da comunità svantaggiate​.

    L’impatto dell’investimento sulle aziende italiane

    L’IA ha il potenziale di influire significativamente sulla produttività e sul benessere delle società odierne. Specialmente in un contesto come quello italiano, caratterizzato da carenza di talenti e di invecchiamento della popolazione.

    L’Italia potrebbe perdere circa 3,7 milioni di lavoratori entro il 2040, causando un calo del PIL nazionale notevole.

    L’adozione diffusa delle tecnologie IA potrebbe, invece, contribuire a mantenere i livelli di benessere economico, con un potenziale incremento annuo del PIL fino a 312 miliardi di euro nei prossimi 15 anni.

    Questo aumento includerebbe un impatto positivo di 122 miliardi di euro per le PMI e le aziende del Made in Italy​.

    Il valore della formazione al centro

    La formazione di nuovi talenti nel settore dell’IA rappresenta, quindi, una delle strategie chiave dell’investimento di Microsoft. Attraverso la collaborazione con organizzazioni, istituzioni governative e associazioni, l’iniziativa di Microsoft mira a ridurre la “povertà educativa” e a supportare l’inclusione sociale. Un esempio è l’iniziativa “Include to Grow” della non-profit ELIS, che si concentra sull’aiutare le donne che non sono riuscite a trovare lavoro dopo il congedo di maternità​.

    L’infrastruttura cloud di Microsoft, che verrà potenziata da questo investimento, consentirà alle aziende italiane di sfruttare appieno il potenziale dell’IA per crescere e innovare in modo sicuro.

    Il programma AI L.A.B. di Microsoft Italia ha già coinvolto oltre 320 aziende, portando alla creazione di più di 450 progetti basati sull’IA generativa, con il 50% di essi già in fase operativa.

    Quasi metà delle aziende usa soluzioni IA

    Secondo uno studio condotto da THEA Group e Microsoft Italia, il 47% delle aziende che utilizzano soluzioni basate sull’IA ha registrato un aumento della produttività superiore al 5%, mentre il 74% ha riportato un incremento di oltre l’1%.

    Questi guadagni di produttività sono particolarmente rilevanti considerando che la crescita della produttività in Italia negli ultimi vent’anni è stata solo dell’1,6%​

    L’approccio responsabile e sostenibile all’IA di Microsoft

    Microsoft si impegna a sviluppare l’IA in modo responsabile e sostenibile, seguendo sei principi chiave: equità, affidabilità e sicurezza, privacy e sicurezza, inclusività, trasparenza e responsabilità.

    Inoltre, l’azienda si è impegnata a garantire che la sua infrastruttura cloud in Italia rispetti gli standard nazionali per la classificazione dei dati, offrendo servizi cloud anche all’Amministrazione Pubblica attraverso il “Polo Strategico Nazionale”​.

    Microsoft ha inoltre introdotto iniziative per la sostenibilità dell’IA, tra cui l’uso di energie rinnovabili nelle sue infrastrutture.

    Il colosso di Redmond ha sottoscritto tre accordi di acquisto di energia (PPA) per fonti rinnovabili in Italia e sta pianificando ulteriori investimenti per garantire che i suoi data center funzionino in modo efficiente dal punto di vista energetico.

    Questi data center utilizzano sistemi di raffreddamento diretti che riducono il consumo di acqua ed energia, contribuendo a un minore impatto ambientale​.

    Un grande segnale di fiducia

    L’investimento di Microsoft rappresenta un importante segnale di fiducia per il mercato italiano.

    Rafforzare l’infrastruttura digitale attraverso l’IA e il cloud può favorire l’innovazione e la crescita economica del Paese, specialmente per le piccole e medie imprese (PMI) che costituiscono la spina dorsale dell’economia italiana.

    Inoltre, la formazione di un milione di persone entro il 2025 potrebbe aiutare a colmare il gap di competenze nel settore dell’IA, posizionando l’Italia come uno dei principali hub di sviluppo tecnologico in Europa.

    L’attenzione di Microsoft alla sostenibilità e all’inclusività, inoltre, rappresenta un passo significativo verso una trasformazione digitale che non lasci indietro nessuno, rispondendo alle sfide sociali ed economiche legate alla modernizzazione del Paese.

    Una grande opportunità e speriamo diventi realtà

    Questo investimento non rappresenta solo un’opportunità economica, ma anche un catalizzatore per una trasformazione culturale che potrebbe influenzare positivamente diversi settori della società italiana.

    L’investimento di 4,3 miliardi di euro di Microsoft in Italia è destinato ad avere un impatto significativo sul panorama tecnologico e sull’economia del Paese.

    Da un lato, offrirà alle aziende italiane gli strumenti necessari per innovare e rimanere competitive in un mercato globale sempre più digitalizzato; dall’altro, contribuirà a creare una forza lavoro qualificata, pronta ad affrontare le sfide del futuro con un approccio responsabile e sostenibile all’IA.

    Certo, ci si augura che tutto questo possa tradursi in fatti concreti, dovendo confrontarsi con una realtà italiana molto complessa e molto frastagliata.

    [L’immagine di copertina è realizzata da @franzrusso attraverso IA con Image Creator di Microsoft]

  • Aziende e IA generativa nel 2024 alla prova del marketing

    Aziende e IA generativa nel 2024 alla prova del marketing

    Nel 2024, l’IA generativa trasformerà il marketing. Diversi dati mostrano già un’adozione del 60% da parte delle aziende. In rilievo la personalizzazione, le sfide sulla privacy e la formazione.

    Nel 2024, il settore del marketing si appresta a vivere una trasformazione senza precedenti grazie all’avvento dell’Intelligenza Artificiale (AI) generativa. Una ricerca di Deloitte Digital ha rivelato che nel 2023, il 26% dei professionisti del marketing aveva già adottato l’AI generativa, con un ulteriore 45% che pianificava di farlo entro la fine del 2024.

    Questo cambiamento si deve all’aumento del 54% nel volume dei contenuti necessari. E alle sfide poste dalla crescente domanda da questo punto di vista.

    L’IA generativa, un tempo nicchia tecnologica, sta rapidamente diventando una forza trainante nel marketing, lo sappiamo. Con un ROI significativo del 12% riportato dai primi utilizzatori, l’IA generativa si sta dimostrando non solo efficiente dal punto di vista del risparmio di tempo, ma anche nel potenziamento delle strategie di marketing.

    IA generativa marketing aziende 2024 franzrusso.it

    L’evoluzione dell’IA generativa nel Marketing

    Nel 2024, le previsioni di Gartner suggeriscono che l’80% dei professionisti creativi incorporerà l’AI generativa nel loro flusso di lavoro quotidiano. Dando vita a una nuova ondata di creatività  sempre più strategica.

    Una delle applicazioni più interessanti dell’IA generativa nel marketing è la capacità di portare la personalizzazione a un nuovo livello. Dalle campagne email iper-personalizzate ai chatbot, l’IA sta trasformando l’esperienza del cliente.

    IA generativa e personalizzazione nel Marketing

    L’analisi predittiva, guidata dall’IA, sta emergendo come uno strumento chiave nel marketing. Si stima che il mercato globale per l’analisi predittiva raggiunga i 28 miliardi di dollari entro il 2027. Una crescita significativa rispetto ai 10,5 miliardi del 2022. Questa tecnologia è impiegata per la segmentazione dei clienti, la valutazione dei lead e l’ottimizzazione delle campagne, offrendo previsioni sempre più accurate e approfondite.

    Una recente ricerca di Capgemini rivela che quasi il 60% delle organizzazioni sta implementando o esplorando le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale (AI) generativa nel settore del marketing. Secondo la maggioranza dei dirigenti di area marketing (62%), l’AI generativa potrebbe significativamente potenziare la creatività umana, arricchendo le principali qualità come intuizione, emozioni e comprensione del contesto.

    IA e Marketing, farsi trovare pronti

    Le organizzazioni che investono in AI generativa per il marketing stanno dedicando circa il 62% del loro budget tecnologico a questa innovazione, vedendola come un catalizzatore per la creatività e l’innovazione nel settore.

    Il report del Capgemini Research Institute sottolinea che la metà delle organizzazioni ha già stanziato budget specifici per l’AI generativa nel marketing, e quasi la metà (47%) ha team dedicati all’implementazione della stessa.

    Con l’aumento dell’adozione dell’AI generativa, le aziende stanno investendo in modo proattivo nella governance e nella conformità dell’AI. Questo include il controllo dell’utilizzo dell’AI da parte dei dipendenti e la preparazione per le normative governative proposte o già in vigore.

    Entro il 2027, Gartner prevede che il 20% dei marchi si distinguerà scegliendo consapevolmente di non utilizzare l’AI nei propri prodotti e servizi. Questa strategia mira a soddisfare i mercati di nicchia che valorizzano i metodi tradizionali e l’elemento umano.

    Gartner prevede che entro il 2028, il traffico organico dei siti web subirà una diminuzione del 50% o più. A causa dell’ascesa delle ricerche potenziate dall’AI generativa.

    I modelli multimodali, che combinano diversi tipi di dati, sono in rapida ascesa. Google, con l’introduzione di Gemini, ha mostrato cosa possono offrire questi modelli in futuro. Parallelamente, si assiste a una proliferazione di modelli open source.

    IA generativa e Marketing, le sfide sulla formazione

    L’impiego dell’AI generativa anche nel marketing presenta delle sfide.

    Una delle principali è la gestione dei dati e la privacy. Con l’incremento della raccolta dati per alimentare gli algoritmi di AI, le aziende devono assicurarsi di rispettare le normative sulla privacy e garantire la sicurezza dei dati dei clienti.

    Un’altra sfida è l’autenticità del contenuto generato dall’AI. C’è il rischio che i contenuti creati automaticamente possano apparire impersonali o non completamente allineati con il messaggio del brand.

    Infine, una sfida significativa è rappresentata dall’adattamento delle competenze professionali: il personale di marketing deve acquisire nuove competenze tecnologiche per poter utilizzare efficacemente gli strumenti di AI generativa, un processo che richiede tempo e investimenti in formazione.

    E a proposito di formazione, è utile citare di nuovo la ricerca di Capgemini. Secondo quest ricerca, la maggior parte delle organizzazioni (il 63%) è consapevole del fatto che la domanda di competenze relative all’IA generativa nel marketing superi di gran lunga l’offerta.

    Per colmare questo gap di competenze e sfruttare appieno il potenziale dell’IA generativa nel marketing, le aziende stanno implementando strategie interne ed esterne. In media, il 53% delle organizzazioni sta pianificando di offrire formazione sull’AI generativa ai propri team di marketing nei prossimi sei mesi, con le aziende di Paesi Bassi, India, Australia e Stati Uniti più propense a implementare queste iniziative.

    Anche settori come quello dei media, assicurativo, automobilistico e life science mostrano un impegno superiore alla media nell’offrire formazione sull’AI generativa ai loro team di marketing.

    IA generativa e Marketing, la sfida del futuro

    Affrontare queste sfide sarà cruciale per le aziende che desiderano sfruttare al meglio le opportunità offerte dall’AI generativa nel marketing.

    L’IA generativa sta trasformando il panorama del marketing in modi inimmaginabili solo pochi anni fa. Dai modelli multimodali e open source alla personalizzazione estrema e alla governance dell’AI, le aziende devono navigare in questo nuovo paesaggio con cautela e innovazione.

    La sfida per i marketer sarà quella di rimanere al passo con queste rapide evoluzioni, adottando strategie che sfruttino al meglio le potenzialità dell’AI generativa, mantenendo al contempo un impegno etico e responsabile verso i consumatori e la società.

  • Imprese aperte 2023: innovazione, formazione e futuro

    Imprese aperte 2023: innovazione, formazione e futuro

    Imprese Aperte Parma 2023 valorizza eccellenze imprenditoriali locali, svelando il cuore di aziende come Davines. Eventi, incontri e visite guidate permettono di esplorare l’innovazione e la cultura d’impresa che continuano anche nel mese di giugno.

    Nei giorni scorsi ho preso parte a Imprese Aperte Parma 2023, l’iniziativa promossa dall’associazione “Parma, Io Ci Sto!”, che continuerà fino a giugno per poi riprendere in autunno.

    Durante questa occasione ho avuto il privilegio di visitare una delle aziende partecipanti, Davines, leader mondiale nel settore della cosmesi. Questa azienda è un perfetto esempio di come l’innovazione e la formazione possano essere fondamenta solide per la crescita e il successo di un’impresa.

    Davines celebra quest’anno il suo 40esimo anniversario e ha colto l’occasione di Imprese Aperte Parma per aprire le porte e far conoscere i propri valori fondamentali. Al cuore della filosofia dell’azienda c’è l’idea che la bellezza è un valore fondamentale che va ricercato e costruito con le persone come riferimento.

    davines imprese aperte parma 2023

    Non sorprende che Davines Group, dal 2016, sia un’azienda certificata B Corp, un marchio di eccellenza che certifica l’attenzione dell’azienda alla sostenibilità e all’impatto sociale.

    Davines ha sedi in tutto il mondo, ma è a Parma che svolge la sua produzione e la ricerca e sviluppo. Ho avuto la fortuna di visitare il loro giardino scientifico, il luogo dove nuovi prodotti vengono pensati, sviluppati e perfezionati.

    Imprese Aperte Parma, promosso dall’associazione “Parma, Io Ci Sto!”, continuerà fino a giugno, con ulteriori incontri programmati per l’autunno. Questa iniziativa rappresenta una rara opportunità per scoprire da vicino la cultura d’impresa che anima le aziende del territorio, spesso vere eccellenze internazionali come Dallara e Barilla.

    L’invito è quindi quello di cogliere l’occasione per partecipare a questi incontri gratuiti e scoprire la varietà e la qualità delle imprese locali. Per informazioni dettagliate, potete visitare il sito di “Parma, Io Ci Sto!”.

    Da questa esperienza, ho portato con me un messaggio potente, una frase che risuona ancora nelle mie orecchie: “Non vogliamo essere la migliore azienda del mondo, ma l’azienda migliore per il mondo“. Un motto che, spero, possa essere d’ispirazione per tutte le imprese del nostro territorio e oltre.

    Come già ricordato, “Imprese Aperte Parma 2023” celebra la cultura d’impresa attraverso vari temi come l’agroalimentare, la cultura, il turismo, la formazione e l’innovazione, la sostenibilità ambientale, dimostrando la diversità e la ricchezza del nostro tessuto imprenditoriale.

    imprese aperte parma 2023 franzrusso.it

    Questo progetto innovativo, ideato da “Parma, io ci sto!” e l’Unione Parmense degli Industriali, in collaborazione con Cisita Parma, si sforza di esaltare il talento imprenditoriale di Parma. Attraverso una serie di incontri con la comunità, coinvolgiamo sia le aziende storiche che le nuove realtà per creare un ambiente di crescita, conoscenza e valore per il territorio.

    Nei mesi a venire, le aziende apriranno le loro porte a cittadini, turisti e studenti. Questo porta a una serie di eventi culturali, workshop, laboratori e visite guidate, consentendo a tutti di vedere come funzionano le cose dietro le quinte e di entrare in contatto con il capitale umano che spinge l’innovazione.

    Sono stati previsti 58 eventi per la prima parte del progetto, tra maggio e giugno, e chiunque può registrarsi gratuitamente attraverso la piattaforma Eventbrite o l’app Parma 2020+21.

    14 aziende rappresentative del territorio parteciperanno a questa iniziativa, ognuna con il suo settore di specializzazione. Queste vanno dall’agroalimentare alla cosmesi, dall’abbigliamento sportivo all’automotive, fino alla logistica.

    “Imprese Aperte” non è solo un evento per le aziende partecipanti, ma anche per il pubblico che è interessato a scoprire l’eredità imprenditoriale del territorio. Il forte aumento della partecipazione rispetto all’edizione del 2022 e la varietà delle aziende partecipanti dimostrano l’importanza di questo progetto e il senso di appartenenza che le imprese hanno nei confronti di un tessuto imprenditoriale unico, che desiderano condividere.

    “Imprese Aperte” ha l’obiettivo di evidenziare il ruolo cruciale che le imprese giocano per la comunità, non solo come generatori di lavoro e benessere, ma anche come attori culturali che lavorano in rete per mettere a disposizione del territorio le loro esperienze, competenze e creatività.

    Il calendario ricco di eventi mira a coinvolgere un vasto pubblico, con particolare attenzione alle nuove generazioni, per scoprire e valorizzare l’immensa ricchezza del patrimonio aziendale locale.

    Nell’edizione precedente, “Imprese Aperte” ha raggiunto cifre impressionanti: 28 imprese hanno aperto le loro porte a 2.000 visitatori, organizzando 250 eventi. Tra questi, un programma speciale dedicato esclusivamente agli studenti universitari, testimonianza del nostro impegno a coinvolgere la futura generazione di imprenditori.

    Una volta conclusa la prima serie di appuntamenti, il progetto riprenderà da settembre a novembre 2023, con molte altre imprese che hanno già confermato la loro partecipazione, testimoniando l’entusiasmo e la dedizione del nostro tessuto imprenditoriale.

    La celebrazione della cultura d’impresa non termina qui. Il viaggio continua per valorizzare e riconoscere il ruolo fondamentale che le imprese svolgono nel plasmare la comunità e nel definire il futuro del territorio.

  • Il futuro delle aziende, quando Innovazione fa rima con Formazione

    Il futuro delle aziende, quando Innovazione fa rima con Formazione

    Il 2020 verrà ricordato anche come l’anno in cui il tessuto imprenditoriale, ad ogni livello, ha dovuto affrontare sfide forse mai conosciute prima. E la sfida si vince investendo sulla Formazione, per abbracciare l’Innovazione.

    Il 2020 verrà ricordato anche come l’anno in cui il tessuto imprenditoriale, ad ogni livello, ha dovuto affrontare sfide forse mai conosciute prima. L’emergenza sanitaria ha posto le aziende e le organizzazioni di fronte al fatto che l’unico modo per superare le difficoltà è investire in formazione e in innovazione.

    Non è un caso che Innovazione faccia rima con Formazione, e viceversa: sono due facce della stessa medaglia.

    Nel nostro piccolo, in questo periodo, abbiamo cercato di raccontare come le aziende hanno affrontato la pandemia da Covid-19 e tutto quello che ne è scaturito. Il momento iniziale è stato difficile! Nel giro di poco tempo le aziende italiane hanno dovuto affrontare una riorganizzazione del lavoro, ricorrendo allo smart working: modalità di lavoro da remoto a cui, si può dire, la maggior parte delle aziende non era preparata. Per mancanza di mezzi, di investimenti e anche di competenze.

    fondartigianato innovazione formazione

    Non sono mancati i disagi, nonostante la possibilità di poter lavorare da casa. Ma l’errore principale è stato quello di non aver compreso subito la portata dell’evento e non aver reagito con la prontezza che la situazione richiedeva. Mancavano le giuste competenze per affrontare una modalità di lavoro del tutto nuova. Del resto, fino a quel momento, solo 570 mila lavoratori italiani potevano ricorrere a questa modalità.

    Non vi era stato il tempo per formarsi con il lavoro da casa, che non vuol dire stare a lavorare con il computer dal salotto di casa (nel migliore dei casi), vuol dire organizzare il lavoro e gestire i processi di lavoro, vuol dire accedere ai programmi dal proprio pc, saper gestire i flussi proprio come se si fosse in ufficio.

    Sembra banale, ma per fare questo servono le competenze giuste, serve una conoscenza degli strumenti, dei software da usare, significa aver dimestichezza con il cloud e tutte le app.

    Come sempre succede, da una grande crisi possono derivare delle grandi opportunità, ma perché questo succeda bisogna essere preparati, bisogna essere formati e agire, per quanto possibile, in maniera preventiva. Ecco, se c’è una lezione che le aziende possono imparare da tutto quanto successo in questo anno, che non dimenticheremo facilmente, è che la preparazione, le competenze in situazioni difficili sono quelle che fanno la differenza.

    Fare Formazione per abbracciare l’Innovazione. Questo potrebbe essere un titolo, una frase che tutti dovremmo imparare e non dimenticare. Le competenze aiutano a superare i momenti di crisi, aiutano a risolvere i problemi, anche quando non previsti, e a guardare al futuro.

    Ma come possono fare le aziende per organizzarsi a formare i propri collaboratori?

    Semplice, affidarsi a chi sa come gestire queste situazioni e i processi formativi, in modo da trasferire alle organizzazioni le giuste competenze. Affidarsi a chi ha esperienza nel settore perché la formazione non è statica, ma in continua evoluzione.

    Il Cambiamento in atto, che coinvolge tutti i settori, ci ha insegnato che la formazione offre strumenti dinamici, adeguati al momento, per sapere guardare oltre.

    Si dice che il Covid-19 abbia permesso alle aziende di fare un salto in avanti come mai negli ultimi 30 anni, verso certi punti di vista. Solo che non tutte ne sono state capaci e non tutte hanno sapute cogliere il momento. Perché non avevano le competenze adatte.

    E ad essere più esposte a questa grande crisi e alla mancanza di competenze sono soprattutto le PMI, l’ossatura economica del nostro paese.

    Ecco perché oggi è meglio affidarsi a chi ha fatto della Formazione il proprio scopo, come, ad esempio, Fondartigianato: associazione riconosciuta, costituita da Confartigianato, CNA, Casartigiani, CLAAI, CGIL, CISL, UIL. Si tratta del primo Fondo autorizzato dal Ministro del Lavoro, con decreto del 31 ottobre del 2001 che ad oggi ha formato oltre 362 mila lavoratori con oltre 457 milioni di euro stanziati dal 2004 ad oggi, e con oltre 150 mila aziende aderenti per un totale di 560.000 dipendenti.

    Inoltre il 4 gennaio 2021 Fondartigianato ha pubblicato l’Invito 1°-2021 che mette a disposizione ben 32 milioni di euro per 7 linee di finanziamento, con diverse modalità di presentazione per tutto il 2021 concludendosi con l’ultima scadenza il 5 aprile 2022

    Numeri che da soli dicono dell’autorevolezza e dell’affidabilità del Fondo.

    In un momento di incertezza, affidarsi a chi sa indicare la strada verso il miglioramento delle competenze per il futuro è la scelta migliore. Basta solo saper cogliere le opportunità che un fondo come Fondartigianato offre.

    Per conoscere meglio Fondartigianato, gli Inviti a disposizione e come aderire, vi invitiamo a consultare il sito: fondartigianato.it.

    [In collaborazione con Fondartigianato]

  • L’italiana Teleskill finalista con un articolo a eLearning Learning MVP Awards

    L’italiana Teleskill finalista con un articolo a eLearning Learning MVP Awards

    “eLearning Learning MVP Awards” è uno dei più prestigiosi concorsi per aziende che si caratterizzano per l’impegno a diffondere cultura sulla materia. Teleskill è in short list con un pezzo sul tema della Learning Culture.

    Teleskill azienda da sempre attiva nella condivisione della conoscenza nel settore dell’e-learning e della didattica a distanza (DAD) ha partecipato a un contest internazionale e che selezionava i migliori articoli in lingua inglese sul tema dell’e-learning. La società di innovazione digitale, guidata da Emanuele Pucci, è tra i finalisti di questo concorso con un articolo sul tema del webinar come ambiente di apprendimento, con un approfondimento sulle differenze e le opportunità di classe virtuale e aula stesa.

    Essere tra i finalisti è una grande opportunità per una società 100% made in Italy che, con le sue soluzioni digitali proprietarie, si confronta spesso con i giganti internazionali dell’e-learning, molte volte con successo. In senso più ampio costituisce comunque un’opportunità per tutti gli addetti del settore per fare emergere le qualità digitali italiane a livello internazionale ed è per questo che il voto di tutti, da registrare sul sito eLearning Learning MVP Awards, è fondamentale.

    elearning teleskill
    L’articolo di approfondimento curato da Teleskill è stato selezionato nella categoria “learning culture” e, come accennato sopra, tratta il tema del webinar come ambiente di apprendimento e le sue declinazioni in classe virtuale o aula estesa, due modalità di grande interesse e di attualità, visto il contesto nazionale e globale che stiamo vivendo.
    Per votare l’articolo di Teleskill basta spuntare più sul quadratino a sinistra dell’articolo. Come in molti contest internazionali per votare occorrere registrarsi alla piattaforma, ma si tratta di un’operazione semplice e veloce.

    Mai come in questo momento la diffusione e la conoscenza degli strumenti relativi all’e-learning alla didattica a distanza diventa necessaria e vitale per tanti enti, aziende, università e scuole – commenta Emanuele Pucci, amministratore delegato Teleskillma quello che mi interessa sottolineare e l’impegno che Teleskill promuove nel proporre il giusto strumento per il giusto contesto.

    Abbiamo vissuto nei mesi scorsi un momento di emergenza e forse di qualche improvvisazione nello scenario della formazione online, o della didattica distanza come molti lo chiamano oggi. Con qualche esperienza in più e con una riflessione approfondita che è stato possibile fare, è possibile concentrarsi sugli strumenti più opportuni per ogni obiettivo di formazione. Proponendo il webinar come ambiente di apprendimento e due declinazioni di straordinaria attualità, classe virtuale e aula estesa, l’articolo è stato realizzato con il fine di condividere questa visione del progetto didattico, oggi sempre più premiata anche dal mercato“.elearning teleskill

    [In collaborazione con Teleskill Italia S.r.l. a s.u.]

  • E-learning. Moodle e Teleskill live, integrazione completa

    E-learning. Moodle e Teleskill live, integrazione completa

    L’integrazione bidirezionale tra Moodle e Teleskill live permette una completa gestione di corsi e-learning, dalla loro creazione fino al rilascio di tutti i risultati formativi.

    Moodle gode oggi di una popolarità straordinaria grazie anche alla recente implementazione della didattica a distanza. Questa piattaforma, la più usata al mondo, conta oggi oltre 100.000 siti web registrati in 190 Paesi, oltre 20 milioni di corsi avviati, più di 176 milioni di utenti.
    Moodle è utilizzato da molti Atenei, dalla maggioranza degli Enti PA e da moltissime aziende.
    Un plug-in molto importante per eseguire formazione sincrona, sviluppato da Teleskill è Teleskill Live, che integra Moodle con il software di Aula Virtuale. Questo permette la creazione di percorsi formativi “blended” (classe virtuale e corsi online registrati, oltre ai corsi in presenza naturalmente), ma con un vantaggio decisivo in più: lo strumento di aula virtuale integrato, offre un’integrazione bidirezionale dei dati.

    Cosa significa? Si tratta di uno scambio di informazioni tra plug in e piattaforma continuo, automatico e di straordinaria utilità per diminuire l’attività di segreteria e monitoraggio dei risultati formativi.

    Vediamo in dettaglio il concetto di Bidirezionalità in questa integrazione.

    Da Moodle verso Teleskill live:

    • creazione aula virtuale come attività nel percorso formativo;
    • configurazione dell’aula virtuale (assegnazione tutor, diretta, obiettivi da raggiungere per il completamento come percentuale di risposte positive ai questionari in diretta e partecipazione all’aula virtuale);
    • iscrizione utenti e classi di Moodle. Gli utenti accederanno all’aula virtuale direttamente dal percorso formativo di Moodle senza necessità di effettuare un secondo login, in modalità di accesso Single Sign-on.

    Da Teleskill live verso Moodle:

    Rilascio continuo ed automatico dei dati di tutti i risultati formativi ottenuti dall’utente in aula virtuale. In Moodle tornano indietro, ad esempio, dati rilevanti come tempo di partecipazione (tempo netto calcolato tramite pulsante “inizia lezione” presente in Teleskill live e non il tempo da quando l’utente si collega a quando si scollega), il risultato ai questionari, anche multipli, in diretta lanciati dal docente indicando la risposta giusta tra quelle proposte, consentendo di ottenere le percentuali di risposte giuste o sbagliate.

    Questi dati vanno ad inserirsi nel percorso formativo di Moodle e possono essere un elemento per stabilire la propedeuticità e il completamento di un percorso formativo misto (formazione asincrona o registrata e formazione in diretta o aula vituale/webinar).

    Leggi anche:

    Ecco come fare un webinar grazie alla personalizzazione del format

    Inoltre, la registrazione evoluta in Teleskill live permette di registrare la diretta, eliminando automaticamente dal video della registrazione quelle “zone” dell’aula virtuale non utili ad una fruizione on-demand (chat, lista partecipanti). Con questa funzionalità è possibile ottenere corsi ad esempio in modalità audio/video + slide, già sincronizzati, con i contenuti dell’aula virtuale in diretta, anche in formato SCORM (Shareable Content Object Reference Model – modello di riferimento che consente lo scambio di contenuti digitali in maniera indipendente dalla piattaforma).

    Teleskill Live oggi può essere anche utilizzato per esercitazioni e project work live, la sperimentazione live dei contenuti appresi durante il percorso didattico formativo. Il plug-in Teleskill Project work live permette sessioni collaborative tra gruppi ristretti; può essere utilizzato, inoltre, per la preparazione di esami, o per proporre lezioni specifiche a gruppi di studenti con particolari lacune.

    [In collaborazione con Teleskill Italia S.r.l. a s.u.]

  • Ecco come fare un webinar grazie alla personalizzazione del format

    Ecco come fare un webinar grazie alla personalizzazione del format

    La personalizzazione riguarda una serie di aspetti del webinar e serve a renderlo più utile a chi partecipa e più efficace per chi lo crea. I consigli di Teleskill, azienda italiana con esperienza specifica, ventennale, sul webinar, con un software proprietario e un customer care d’eccellenza.

    Il webinar è diventato un elemento centrale di ogni progetto formativo sia tradizionale che digitale.
    Il grande sviluppo della didattica a distanza e della formazione online, dovuta agli accadimenti più recenti, hanno reso popolare lo strumento del webinar in Italia, ma anche se ogni anno si organizzano milioni di webinar, sono pochi quelli che arrivano a centrare l’obiettivo formativo e a risultare davvero utili per chi vi partecipa. I motivi sono principalmente tre: poco tempo dedicato alla preparazione, lacune nella ricerca e nell’analisi dello scenario, obiettivo dell’evento formativo poco a fuoco, mancanza di personalizzazione del webinar.
    In questo articolo, realizzato in collaborazione con Teleskill, vediamo come si possano migliorare organizzazione e personalizzazione e come rendere efficace al massimo il nostro prossimo webinar.

    Webinar Teleskill

    Lo scenario e la sua analisi

    L’analisi dello scenario comprende due tipologie di elementi:

    • il contesto generale;
    • il momento storico aziendale;

    Il contesto generale riguarda la sfera digitale in cui si muove l’utente del webinar, in molti settori caratterizzata da mancanza di tempo per la formazione, attitudine alla distrazione, scarsa capacità di concentrazione. Sono molti i sociologi che imputano questi fattori alla trasformazione digitale, all’iperconnessione, al multitasking, a cui oggi si aggiunge il crescente senso di disagio per l’esposizione mediatica a notizie allarmanti. Quali che siano le cause occorre tenere in considerazione questi e altri elementi di scenario. Non siamo gli unici a organizzare un webinar, ma, operando in internet, facciamo parte di un organismo molto vasto e in cui accadono molti fatti interessanti ogni istante.

    Il momento storico aziendale riguarda la capacità di comprendere in quale punto siamo della nostra storia e come siamo percepiti dai pubblici interni ed esterni. Per quanto riguarda la formazione, questo comprende anche l’analisi degli eventi formativi passati, e il riflettere sul loro gradimento o su che risultati hanno portato.

    Focus del webinar

    Questo argomento riguarda la progettazione del webinar sulla base dello scopo o dell’obiettivo da raggiungere. Più sarà definito questo obiettivo, più il webinar risulterà focalizzato, includendo in questo la scelta dei contenuti e dei relatori. Ma cosa significa definire gli obiettivi del webinar? Significa descrivere con precisione l’obiettivo da raggiungere e in base a questo scegliere i contenuti migliori che possono essere file da condividere, video, sondaggi, test. L’importante è che tutto sia mirato, personalizzato, ritagliato su misura per gli obiettivi prescelti.

    Format del webinar

    Il format dell’evento è di immenso rilievo per rendere l’evento efficace. Un webinar per la formazione ha un format differente da uno destinato al marketing e alla vendita, che magari ospita molti momenti di “vetrina” e di confronto sul servizio o prodotto; un webinar dedicato al coaching è molto differente, nel format, da uno dedicato all’assistenza post vendita che può ospitare videotutorial o test di gradimento. Sono tutti contesti differenti che richiedono “ambienti (o format)” differenti.

    Leggi anche:

    Videoconferenza: ecco i 5 migliori software sul mercato

    Personalizzazione grazie all’esperienza Teleskill

    Naturalmente può accadere che si abbiano le idee chiare su molti argomenti, ma più approssimative su altri; o che ci siano indecisioni su alcuni temi. Il servizio di assistenza e consulenza di Teleskill, formatosi su milioni di webinar erogati nei settori più differenti, si chiama Training Angel, e ha proprio l’obiettivo di aiutare chi vuole organizzare uno o più webinar, affiancandolo in ogni fase del progetto, favorendo la personalizzazione del webinar, collaborando in modo consulenziale di partnership fin dai primissimi incontri, e quindi non solo con un assistenza operativa puntuale ma con una fattiva collaborazione alla realizzazione degli obiettivi della strategia e quindi orientando con precisione al focus e al format.
    In pratica si tratta di un “angelo” Teleskill che prima, durante e dopo il webinar fornisce tutti quei supporti cui il relatore non può dedicarsi, come ad esempio:

    • gestione delle iscrizioni;
    • stanza virtuale assistita per provare la postazione degli utenti;
    • supporto dell’organizzazione per la sala da cui si trasmette;
    • supporto tecnico agli utenti tramite call center;
    • gestione del setting hardware;

    e tutti gli altri dettagli che contribuiscono a fare la differenza per la riuscita di un webinar.

    Anche in un contesto affollato di informazioni e con pressione mediatica molto elevata, seguendo queste buone pratiche il webinar sarà un successo e raggiungerà gli obiettivi prescelti senza difficoltà.

    [In collaborazione con Teleskill Italia S.r.l. a s.u.]

  • “Diversity Drives Societal Change”. A Roma la conferenza womENcourage 2019

    “Diversity Drives Societal Change”. A Roma la conferenza womENcourage 2019

    Si è tenuta martedì 10 settembre a Roma, presso il Senato Accademico dell’Università Sapienza, la conferenza stampa di presentazione della 6a edizione europea dell’ACM Europe Celebration of Women in Computing: Women Encourage 2019

    Organizzata da due Dipartimenti Sapienza, il Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale “Antonio Ruberti” e il Dipartimento di Informatica, l’edizione di quest’anno ha come tema “Diversity Drives Societal Change” e si terrà presso la sede del Museo MAXXI, dal 16 al 18 settembre.
    L’obiettivo della conferenza è quello di unire e coinvolgere le donne nelle professioni ICT, e fornire un sostegno speciale per studiose, ricercatrici e per chi inizia la carriera informatica.

    In base a quanto rilevato dalla Commissione Europea, nei prossimi anni, fino al 2020, potrebbero essere oltre 900.000 i posti di lavoro vacanti nel campo ICT (Information and Communication Technology) in Europa. Si stima che con una percentuale femminile in ICT pari a quella maschile, il PIL europeo registrerebbe un incremento di circa 9 miliardi l’anno. Purtroppo però, come fa notare Eugenio Gaudio, Magnifico Rettore di Sapienza Università di Roma, sono sempre di più le donne che scelgono di non acquisire le competenze informatiche che sono cruciali in questo periodo di trasformazione digitale: in Europa sono soltanto 24 le laureate in ICT su 1000 (2,4%), di queste solo 6 lavorano nel settore. La carenza di donne è di fatto un danno in termini di innovazione e crescita economica.

    womenencourage 2019

    Il ruolo dell’Università è fondamentale ed è da questa consapevolezza che è nata l’iniziativa congiunta del Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale “Antonio Ruberti” e del Dipartimento di Informatica dell’Università “Sapienza” di Roma di partecipare, vincendola, alla call competitiva internazionale per organizzare in Italia la sesta edizione europea di Acm Women Encourage.

    Alla presentazione della Conferenza ha partecipato anche Paolo Orneli, presidente di Lazio Innova, che ha ricordato l’obiettivo della Regione di rendere il Lazio una regione modello per le pari opportunità. Alle iniziative come “Donna Forza 8” e “Innovazione Sostantivo Femminile” si aggiunge il sostegno a Women Encourage 2019.

    Gli stereotipi di genere condizionano fortemente le scelta delle donne e lo strumento migliore per superarli sono i modelli di riferimento femminile, lo scambio di conoscenze ed esperienze. La Conferenza, che si articola in 3 giornate, sarà una occasione importante di incontro e confronto, una iniziativa che saprà essere di ispirazione ma che, al contempo, offrirà concretezza. Tante le attività previste tra cui hackathon, career fair, keynote speakers di altissimo livello, workshops, panel e interventi di “role models”. Non mancheranno preziose occasioni di partecipazione e networking.

    «La trasformazione digitale – dichiara Tiziana Catarci, direttrice del DIAG Sapienza e ACM womENcourage 2019 General Chair – investe tutti i settori della società e produce cambiamenti di rilievo in ogni aspetto della vita delle persone. Questa tendenza sarà ancora più accentuata nei prossimi anni. Le donne, tuttavia, si stanno autoescludendo da questo processo, lasciandolo in larga misura agli uomini, perché scelgono di non acquisire le competenze informatiche che sono cruciali. Gli stereotipi di genere, infatti, e ancor prima il patrimonio profondo culturale ed emotivo acquisito in ambito familiare, condizionano sottilmente scelte e comportamenti, indirizzando le ragazze verso professioni “femminili”, convincendole della loro inferiorità in campo matematico e scientifico, e facendo percepire l’ingegneria, le scienze e la matematica come temi prettamente maschili, il che non è vero.

    womenencourage 2019

    In Italia le donne ottengono risultati scolastici migliori dei maschi in tutte le materie, matematica compresa, ma sono solo il 23% degli iscritti nei corsi di laurea in ingegneria e il 33% nei corsi di area scientifica. Con riferimento in particolare ai dati relativi a Sapienza, in linea con il dato nazionale, tra i corsi di laurea con la minor presenza femminile c’è quello in Ingegneria Informatica e Automatica (13%).
    Eppure soltanto la cultura della diversità e dell’inclusione è capace di generare un mondo migliore, come auspicato dal titolo del convegno: “Diversity Drives Societal Change”. Tanto per citare un esempio, la mancanza di diversità, di genere e di etnia, sta creando già problemi negli algoritmi di machine learning, che ripropongono un mondo quasi esclusivamente a misura di maschio bianco.»

    «C’è da domandarsi perché, come nota la professoressa Catarci, le donne non siano né artefici né supporters della rivoluzione che l’informatica ha introdotto nelle nostre vite e nel nostro modo di lavorare – dichiara Paola Velardi, professore ordinario del DI Sapienza e ACM womENcourage 2019 Program Chair – Le ragioni sono tante, e cercare di comprenderle è importante per definire politiche adeguate ad invertire la tendenza. La prima cosa da osservare è che gli stereotipi di genere (“la tecnologia non è adatta alle donne”) non sono la prima motivazione. In alcuni paesi del terzo mondo, ad esempio l’India, non certo famosa per favorire l’eguaglianza di genere, molte donne si iscrivono ai corsi di laurea in Informatica. Al contrario, paesi all’avanguardia come i paesi scandinavi, non mostrano tendenze significativamente diverse dall’Italia. Le motivazioni dunque sono da cercare altrove, ed in primo luogo sulla percezione che le donne hanno di questa disciplina. Da una parte l’immagine stereotipata del “nerd” trasmessa insistentemente dai media (Garzanti fornisce questa definizione: “giovane dall’aspetto goffo e insignificante, che sublima la propria condizione con una grande abilità e passione per computer e videogame”) non è certo adatta ad attrarre le ragazze. Dall’altra, il fatto che la nostra esistenza sia oramai condizionata dalle, e immersa nelle, applicazioni dell’informatica – i giovani tengono continuamente lo sguardo fisso sul quel meraviglioso contenitore di “giocattoli” informatici che è il cellulare – impedisce di apprezzarne la presenza, un po’ come la lettera rubata di Edgard Allan Poe, che nessuno vedeva ed era sotto lo sguardo di tutti. Le ragazze, è noto, scelgono una professione per passione, perché ne percepiscono la creatività e l’impatto sociale: né l’immagine del “nerd”, né la visione sbiadita del ruolo dell’informatica le aiutano a comprenderne quanto invece questa professione sia creativa e ad alto impatto. Con le nostre iniziative, ed in particolare nel definire il programma di questa conferenza, la Prof. Catarci ed io ci siamo sforzate proprio di trasmettere questo messaggio, chiedendo a scienziati di grande valore e professionisti (maschi e femmine perché non vogliamo discriminare al contrario) di parlare di molte applicazioni affascinanti ed interdisciplinari, nell’ambito della medicina, nell’architettura, nelle scienze sociali, nell’etica. Inoltre, le ragazze saranno coinvolte, attraverso l’hackathon, nel processo di ideazione di nuove soluzioni per l’economia circolare, la sostenibilità urbana, il bilanciamento tra lavoro e vita, le applicazioni sociali dell’intelligenza artificiale. Siamo sicure che questi stimoli potranno ispirare le loro future scelte professionali.

    ACM è la prima associazione scientifica mondiale in Computer Science, e da anni supporta iniziative volte a favorire la carriera di donne che intraprendono studi nell’area ICT, attraverso un capitolo dedicato, ACM Women Encourage (ACM-W). Le conferenze annualmente organizzate da ACM-W Europe hanno l’obiettivo di ispirare e sostenere le donne che scelgono una carriera nel settore dell’informatica.

    Il Convegno di Roma ha ottenuto il patrocinio della Regione Lazio e il supporto prestigioso di Enti e aziende italiane e internazionali: Eni, EY, Lazio Innova, Sapienza, SIGCHI in qualità di Super Diamond sponsor; Accenture, Google, Links, Oracle Academy, VarGroup in qualità di Diamond sponsor; Rai Way, Uc3m in qualità di Platinum sponsor, Avio, Fondazione Bracco, Fondazione Ugo Bordoni, CTNA, IBM in qualità di Gold sponsor; CINI, CRAT, Microsoft in qualità di Silver sponsor; Fondazione Balsano, Informatics Europe, Lyit in qualità di Bronze sponsor.
    Fondazione Mondo Digitale, IBM, Lazio Innova, Sapienza, SheTech hanno inoltre contribuito all’organizzazione del Convegno.

    Link ufficiale della Conferenza https://womencourage.acm.org/2019/

  • Content Marketing per eventi, il primo corso a Milano

    Content Marketing per eventi, il primo corso a Milano

    Il 5 giugno a Milano si terrà il primo corso sul Content Marketing dedicato agli organizzatori di eventi. Un’occasione per apprendere suggerimenti e tecniche su come utilizzare il contenuto per agganciare le enormi opportunità della comunicazione online.

    Il Content Marketing è una branca del Marketing che negli ultimi anni, specialmente nell’era della comunicazione digitale, sta ricoprendo un ruolo sempre più crescente. Tanto per dare qualche dato, alcuni analisti rilevano che la spesa per il Content Marketing passerà, a livello globale, dai 4,2 miliardi di dollari del 2018 ai 9,6 miliardi di dollari entro il 2013. Un volume di affari che aumenta più del doppio nel giro di 5 anni.

    Una parte consistente del Content Marketing è rappresentata proprio dal ruolo che giocano i social media, questi strumenti sono oggi una parte integrante di questa branca del Marketing.

    Questa premessa per introdurvi ad un corso, il primo nel suo genere, sul Content Marketing dedicato agli organizzatori di eventi. Una giornata a Milano, il 5 giugno 2019, insieme a due docenti d’eccezione come Alessandra Boiardi e Cristina Maccarrone che illustreranno modalità, tecniche, suggerimenti su come utilizzare il contenuto per sfruttare al meglio le grandi opportunità che offre la comunicazione digitale oggi.

    content marketing eventi

    Ci si concentrerà quindi sulla SEO, che non è morta, anzi. Se ricordate, qualche mese fa avevamo riportato i dati di una interessante ricerca di Clutch che rilevava come il search, all’interno di un contesto B2B, sia ancora rilevante. Infatti le audience B2B entrano in contatto con in contenuto prevalentemente dal search 87% e poi dai social media 85%.

    Due aree di argomenti che saranno oggetto del corso, senza tralasciare l’altro grande tema legato alla Reputazione. Tutte tematiche che riguardano direttamente anche chi è alle prese nell’organizzazione di eventi e vuole imparare ad usare meglio gli strumenti digitali per comunicarli meglio e per coinvolgere gli utenti interessati.

    L’evento formativo si rivolge ad agenzie di organizzazioni di eventi e meeting planner d’azienda. E questo è il programma della giornata:

    Content marketing: cos’è e a cosa serve nel mondo degli eventi

    • Inbound marketing: blog, social media, SEO, brand journalism
    • Tutto inizia dalla strategia
    • L’importanza della pianificazione (chi meglio di voi lo sa?) → piano e calendario editoriale
    • Tone of voice → come si comunica è fondamentale
    • Come fare in modo che il tuo sito per l’evento sia indicizzato e sia sempre ai primi posti quando si è alla ricerca di informazioni
    • Le cose da sapere sulla SEO e come utilizzarla per gli eventi

    Social media marketing

    • Che tipo di contenuti
    • Quali social e principali differenze
    • I tool
    • Principali tool di content marketing e social media marketing
    • Tool di analisi

    Personal branding

    • Cos’è e come farlo al meglio

    Esercitazione finale

    • Le ultime 2 ore saranno dedicate a un’esercitazione pratica personalizzata

    Come detto all’inizio, le docenti della giornata sono:

    Alessandra BoiardiAlessandra Boiardi, giornalista, content manager di MeetingeCongressi.com, formatrice per corsi di content management (Ordine dei giornalisti della Lombardia e associazioni).

     

     

     

    cristina maccarroneCristina Maccarrone, giornalista, blogger e formatrice per corsi di content marketing (Randstad, Civica, Ordine dei giornalisti della Lombardia) oltre che social media editor.

     

     

     

    Il corso si terrà presso lo Studio 4 in Via Eustachi 31 a Milano (nei pressi di Porta Venezia). Il termine per le iscrizioni è il 30 maggio e il costo della partecipazione dell’intera giornata è di 159 euro, iva compresa.

    Per iscrizioni e informazioni, potete scrivere a contentpereventi@gmail.com.

  • All’OpenDIAG Sapienza 5 donne ingegnere invitano alle professioni STEM

    All’OpenDIAG Sapienza 5 donne ingegnere invitano alle professioni STEM

    Il 7 marzo 2019 cinque donne condivideranno le loro storie e i loro successi durante l’evento “Ingegneri di altro genere” un incontro promosso dal Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale Antonio Ruberti (DIAG) dell’Università La Sapienza e da ACM womENcourage.

    Sono da sempre convinto che la diversità di genere sia un valore per tutti, in qualsiasi settore, lavorativo o di studio, e non è un’opinione personale. Da qui al 2020 potrebbero essere oltre 900.000 i posti di lavoro vacanti nel campo ICT (Information and Communication Technology) in Europa  e, in base a quanto rilevato dalla Commissione Europea , se questi posti di lavoro fossero ricoperti in pari percentuale da donne e da uomini, il PIL europeo registrerebbe un incremento di circa 9 miliardi l’anno. La realtà oggi è purtroppo molto diversa: la percentuale di donne impiegate nel settore varia, in Europa, dal 10% al 30%, con un valore medio al di sotto del 20%, in Italia fra l’8% ed il 15% nei vari Atenei.

    OpenDIAG InTime 2019

    “La tecnologia è troppo importante per essere lasciata agli uomini”
    Con questo slogan Neele Kroes, all’epoca in cui ricopriva la carica di Commissario Europeo per l’Agenda Digitale, ha incoraggiato donne e ragazze ad intraprendere lo studio e una carriera nel settore delle tecnologie dell’informazione.
    E sono proprio i modelli di riferimento femminile nell’ambito delle professioni STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) ad essere uno degli strumenti di sensibilizzazione più efficaci.

    OpenDIAG locandinaA tal fine il Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale Antonio Ruberti (DIAG) dell’Università La Sapienza di Roma, una delle strutture in Italia da tempo più attive in tal senso, il 7 marzo 2019, in occasione di OpenDIAG – giornata di orientamento rivolta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado – organizza un incontro dal titolo “Ingegneri di altro genere”, in cui donne di 5 generazioni diverse, attive nell’area STEM, descriveranno le loro esperienze di successo e il cammino professionale intrapreso.

    “Ingegneri di altro genere” sarà moderato da Laura Astolfi, docente DIAG, e permetterà di ascoltare l’esperienza umana e professionale di 5 donne di generazioni diverse tra cui:

    • Luigia Carlucci Aiello, già professoressa ordinaria di Ingegneria presso la Sapienza e dal 1991 professoressa di Intelligenza artificiale. Può essere considerata la “madre” dell’intelligenza artificiale in Italia. È stata tra l’altro direttrice del DIAG e preside della facoltà di Ingegneria dell’Informazione, Informatica e Statistica, fondatrice e primo presidente della Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale, Fellow della AAAI (Association for the Advancement of Artificial Intelligence), dal 1995.
    • Alessandra Macchietti, ingegnere e Digital Transformation Senior Executive Ericsson
    • Laura Tassinari, ingegnere e Direttore Internazionalizzazione, Clusters e Studi Lazio Innova.
    • Mara Sorella, Dottoranda e ricercatrice in Intelligenza artificiale e cybersecurity DIAG.
    • Giulia Giugno, Laureanda Magistrale in Ingegneria Informatica con tesi in Intelligenza Artificiale.

    Durante l’incontro, la direttrice DIAG, Tiziana Catarci, una delle 50 donne più influenti del settore tecnologico secondo Inspiring Fifty, presenterà le iniziative esistenti per promuovere una maggior presenza delle donne nelle aree tecniche e nei profili professionali oggi ricoperti per la maggior parte da uomini.
    «In Italia le donne ottengono risultati scolastici migliori dei maschi in tutte le materie, matematica compresa, – dichiara la direttrice Catarci – ma sono solo il 23% degli iscritti nei corsi di laurea in ingegneria e il 33% nei corsi di area scientifica. Con riferimento in particolare ai dati relativi a Sapienza, in linea con il dato nazionale, tra i corsi di laurea con la minor presenza femminile c’è quello in Ingegneria Informatica e Automatica (13%). Gli stereotipi di genere, infatti, e ancor prima il patrimonio profondo culturale ed emotivo acquisito in ambito familiare, condizionano sottilmente scelte e comportamenti, indirizzando le ragazze verso professioni “femminili”, convincendole della loro inferiorità in campo matematico e scientifico, e facendo percepire l’ingegneria, le scienze e la matematica come maschili. In tutto ciò, precludendo loro un settore come il nostro che, dopo gli studi è in grado di garantire loro un impiego sicuro e stabile nel mondo del lavoro. #Disoccupazionezero” è uno degli hashtag con cui stiamo proponendo, infatti, l’#OpenDIAG».

    “Ingegneri di altro genere” si svolge durante la giornata di porte aperte del Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale Antonio Ruberti, organizzata per consentire a studenti e persone interessate, l’accesso all’intero Istituto, inclusi i laboratori, in cui si terranno live show tecnologici per condividere le diverse eccellenze e ricerche del DIAG.

    L’iscrizione è gratuita: http://bit.ly/OpenDIAG2019_Ingegneridialtrogenere

    RosaDigitale 2019L’evento è uno dei “petali” de “La settimana del Rosa Digitale”, una manifestazione per le pari opportunità di genere nella tecnologia, giunta alla quarta edizione.

    Di questa e di altre iniziative previste in occasione della giornata internazionale della donna ne parleremo presto qui su InTime, come ogni anno.