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  • Cosa succede sul web e sui social media ogni 60 secondi, nel 2019

    Cosa succede sul web e sui social media ogni 60 secondi, nel 2019

    Dare i numeri a volte è importante, sapete? E i numeri che ci fornisce, con una certa puntualità, Domo, con la consueta infografica “Data Never Sleeps”, giunta alla settima edizione, ci dicono che l’economia della condivisione oggi spazia ovunque, dalle piattaforme alle app, con numeri impressionanti che fotografano quello che facciamo ogni minuto.

    I numeri regnano sull’universo“, diceva Pitagora, certamente sono importanti, è evidente. Ci aiutano a quantificare fenomeni e, quindi, ad interpretarli, per meglio contestualizzarli. I numeri sono importanti anche nell’era del digitale che stiamo vivendo, l’era in cui tutto è tracciabile, quantificabile. Attraverso i numeri quindi riusciamo a comprendere l’evoluzione e l’importanza dei fenomeni stessi, e anche dalla comparsa di nuovi.

    Insomma, tutta questa premessa, che a tratti vi sembrerà noiosa, per dire che Domo, che negli anni abbiamo imparato a conoscere, ha pubblicato la settima edizione della celebre infografica “Data Never Sleeps”, i dati non dormono mai. Verrebbe da dire che anche quelli che lo tracciano e li analizzano non dormono mai, ma questa è un’altra storia.

    L’edizione 2019 di questa infografica ci mette di fronte al fatto che oggi l’economia della condivisione è presente ovunque e che spazia dalle piattaforme alle app. Se guardiamo le precedenti edizioni, prima di passare a conoscere meglio in dettaglio questa nuova versione, ci accorgiamo che oggi le persone condividono non solo per il gusto di farlo, come poteva apparire evidente nelle edizioni iniziali, ma per meglio definire la propria personalità digitale, “personas” dicono gli esperti. Quello che facciamo online dice molto di quello che siamo, sono dati che per le aziende oggi sono preziosi, proprio perché solo 20 anni fa, o anche meno, non erano disponibili.

    social media dati 60 secondi 2019 franzrusso.it

    Provate a pensare cosa sarà la versione di questa infografica nei prossimi anni, quando sarà più evidente il passaggio alla relazione sempre più stretta con gli oggetti connessi, sarà interessante sapere cosa ne verrà fuori ogni minuto.

    Già, perché la grande caratteristica di questa infografica è che ci offre un panorama di quello che facciamo online ogni minuto, cioè ogni 60 secondi, sul web, sui social media, sulle app. Ovunque.

    E allora, ecco i dati più aggiornati dalla settima edizione di “Data Never Sleeps”, versione 2019.

    Intanto partiamo da questa considerazione generale, nel mondo oggi le persone connesse sono 4,39 miliardi, vale a dire che il 56% della popolazione mondiale oggi è connessa alla rete, con un aumento di quasi il 10% rispetto allo scorso anno. Un dato che evidentemente crescerà ancora.

    A proposito di numeri, in un minuto, nel 2019, tanto per citare realtà che solo fino a qualche anno fa non c’erano, sono state effettuate 1.389 prenotazioni attraverso Airbnb. Netflix è passato da 97.222 ore a 694.444 ore di visualizzazioni al minuto nel 2019, con un incremento del 614%. Nel 2017 erano 69.444, un decimo di quelle di quest’anno. Su YouTube le visualizzazioni di video sono passate da 4.333.560 video visti al minuto a oltre 4.500.000.

    Per parlare dell’amato Twitter, che ha attraversato tanti problemi negli ultimi due anni e che adesso sta cercando di recuperare terreno, ha visto crescere il numero di tweet inviati al minuto. Si è passati dai 473 mila ogni 60 secondi nel 2017 ai 511.200 nel 2019. 

    Val la pena di segnalare Instagram per due motivi. Il primo è perché ogni 60 secondi sono gli utenti condividono 277.777 stories; il secondo perché passano da 49.380 a 55.140 foto condivise al minuto, con un aumento di quasi il 12%.

    C’è poi da evidenziare che ogni minuto vengono scaricate oltre 390 mila app; Tinder continua ad essere la dating app più usata con 1,4 milioni di swipe, erano 1,1 milioni lo scorso anno.

    Ma di dati interessanti ce ne sono tanti altri che potete visualizzare nell’infografica in basso.

    E voi che ne pensate?

    ogni minuto social media web app 2019

  • Facebook supera YouTube come piattaforma video preferita dagli utenti

    Facebook supera YouTube come piattaforma video preferita dagli utenti

    Il video è ormai la forma di contenuto più coinvolgente, tutti amano vedere video sui social media. Una recente indagine di Slidely ha rilevato che Facebook ha superato YouTube come piattaforma video più usata dagli utenti. Inoltre, sempre su Facebook, il 71% dichiara di trovare rilevanti gli annunci video.

    Non vale ripetere che il video sarà la forma di contenuto più usata, lo è già. Per la sua natura, per la sua grande capacità di coinvolgere e intrattenete, il video oggi è la forma di contenuto che tutte, quasi tutte, le aziende dovrebbero adottare. Anche perchè agli utenti i video piacciono. Da non dimenticare lo scenario video che da poco si è arricchito anche di Instagram TV. La ricerca di Slidely, che fra poco conosceremo più in dettaglio, ci dice proprio questo. E ci dà un altro elemento su cui riflettere e cioè che Facebook ha finito per sorpassare YouTube come piattaforma video preferita dagli utenti. E questa è la notizia principale che si ricava da questa ricerca. Se è vero che già tre anni fa la piattaforma di Zuckerberg era in grado di tallonare la piattaforma video di Google in termini di visualizzazioni, oggi si aggiunge l’elemento più importante, da questo punto di vista.

    L’elemento è che il 47% degli utenti preferisce vedere video da Facebook, è quindi la piattaforma più popolare per la visualizzazione di video. Mentre gli utenti che preferiscono vedere video da YouTube sono il 41%. Come sappiamo Facebook dà molta rilevanza ai video nativi rispetto a quelli condivisi da altre piattaforme. E’ stato rilevato che i contenuti video nativi ricevono, in media, il 477% di condivisioni in più e il 530% in più di commenti, rispetto ai video inviati su Facebook da piattaforme esterne. La cosa che a questo punto conviene fare, e questo vale soprattutto per le aziende, è quella di caricare il video direttamente su Facebook, anziché caricarla su un’altra piattaforma per poi caricare il link.

    facebook video youtube

    Facebook genera 8 miliardi di visualizzazioni video al giorno. Ora considerando 3 secondi di visualizzazione per video, stiamo parlando dell’equivalente di 760 anni di visualizzazioni video al giorno.

    Oltre a questo, un dato che forse potrà risultare sorprendente, è che il 71% degli utenti dichiara di trovare rilevanti i contenuti video sponsorizzati su Facebook. Significa che l’operazione di trageting porta i suoi frutti e che quindi il pubblico individuato effettivamente approva. Un pubblico mirato ha una importanza enorme in un strategia di social video marketing e Facebook da questo punto di vista, insieme a Instagram, risulta vincente.

    Altro elemento che vogliamo portare alla vostra attenzione è quello secondo cui il 58% dichiara di compiere un’azione concreta in relazione alla visualizzazione del video. L’utente, quindi, risponde in maniera attiva dopo aver visto il video sponsorizzato. Musica per i marketers e per le aziende. Infatti, il 70% degli intervistati ha dichiarato di visitare più volte il sito web di un’azienda dopo aver visto un video online. Inoltre, un altro 60% visita la pagina o il profilo dopo aver visualizzato un video sui social. Altro elemento che potrà essere d’aiuto, l’89% dichiara di leggere la didascalia che accompagna i video.

    Il video quindi non è solo strumento per ottenere visualizzazioni, ma può aiutare ad ottenere risultati concreti.

    E se si parla di video, non si può non parlare di Stories. Il 68% degli intervistati dichiara di vedere spesso le Stories su Facebook o su Instagram; il 52% dichiara poi di pubblicarle. L’81% degli utenti sotto i 34 anni, millennials, dichiara di vedere sempre le Stories.

    Questi alcuni dati della ricerca in pillole:

    • il 44% degli intervistati guarda più di cinque video online al giorno;
    • il 56% trascorre più tempo su Facebook che su qualsiasi altra piattaforma social;
    • quando si guarda un video su Facebook, il 65% lo preferisce con l’audio acceso; gli uomini preferiscono guardarli con l’audio attivo più delle donne;
    • il 32% dei consumatori preferisce la “voce fuori campo” sui video che guardano;
    • il 60% visita la pagina Facebook di un editore dopo aver visto un video, mentre un altro 70% dichiara di visitare il sito web dell’azienda dopo aver visto il contenuto video.

    Allora, che ne pensate? In basso l’infografica associata alla ricerca.

    facebook video youtube social media infograifca

  • Realtà Aumentata e Intelligenza Artificiale tra i trend del Social Media Marketing 2018

    Realtà Aumentata e Intelligenza Artificiale tra i trend del Social Media Marketing 2018

    Tra le tendenze che caratterizzeranno i Social Media, e quindi anche il Social Media Marketing, ci sono anche la Realtà Aumentata e l’Intelligenza Artificiale, senza dimenticare Video e contenuto effimero che attrae sempre più i brand. Lo dice una ricerca, con infografica, realizzata dall’agenzia Mo Agency.

    Quali saranno le tendenze in questo 2018 che arricchiranno i social media e quindi anche il social media marketing? Una domanda che ha senso porsi anche a marzo 2018, soprattutto alla luce di quanto avvenuto di recente. Facebook da qualche settimana ha introdotto il supporto per file 3D, attraverso applicazioni è possibile creare dei contenuti che gli utenti possono visionare in 3D o visionarli anche in Facebook Spaces in Realtà Virtuale. Si tratta di un esempio che potrebbe davvero aprire la strada ad una nuova forma di contenuti commerciali, si immagini le aziende che vorranno far visionare il realtà aumentata i propri prodotti, e ci sono già esempi in questa direzione.

    Non è un caso che la Realtà Virtuale e la Realtà Aumentata siano tra le tendenze che caratterizzeranno il 2018 dal punto di vista dei social media. Una recente ricerca dell’agenzia Mo Agency infatti individua queste due tecnologie come quelle su cui i marketers investiranno per arricchire il proprio contenuto da veicolare sui social media. Si tratta di una tendenza, quella nello specifico della Realtà Aumentata, che ha visto in Pokemon Go come il primo grande “di moda” che diventa modalità di contenuto consolidata per le aziende.

    social media realtà aumentata trends 2018 3d facebook post

    Il Video nel 2018 continuerà ad essere una forma di contenuto in grande crescita, basti pensare che il “social video advertising” è cresciuto del 130% lo scorso anno e che ormai l’86% del traffico globale è generato da contenuti video. Il Live Streaming avrà anch’esso un ruolo dominante, si prevede che al 2021 avrà un valore di mercato di 75 miliardi di dollari e che dal 2020 il traffico globale sarà costituito per l’82% dal live streaming.

    Ma quella che emergerà di più è la Realtà Aumentata che creerà nuove modalità di connessione tra utenti e brand. Abbiamo già citato in apertura Facebook con le recenti novità, ma possiamo anche aggiungere la camera del social network che ingloba contenuti in realtà aumentata. Tra l’altro, iPhone X e iPhone 8 di Apple sono già abilitati per offrire un’esperienza “aumentata”

    Non saranno da meno l’Intelligenza Artificiale e i chatbot. Pensate che ad oggi sono le chat attive su Messenger sono 12 mila al mese e che già a partire da quest’anno il 30% delle conversazioni sui social media. Nel 2017 il 38% delle organizzazioni ha fatto uso dell’Intelligenza Artificiale e ci si aspetta che questa percentuale cresca, nel 2018, fino al 62%.

    Di fianco a queste tendenze, ce ne sono altre che sono in parte una conferma già oggi come l’utilizzo da parte dei marketers di strumenti per la messaggistica istantanea, abbiamo anche visto di recente l’arrivo di WhatsApp Business per le PMI. Del resto, WhatsApp conta 1,3 miliardi di utenti, poco di più della “cugina” Messenger, l’altra piattaforma di messaggistica istantanea, che ne conta 1,2 miliardi di utenti. Senza dimenticare i 963 milioni di utenti di WeChat. Si prevede poi che il mercato delle app di messaggistica istantanea avrà, dal 2022, un valore di mercato di 8 miliardi di anno l’anno.

    E non mancherà, tra i trends 2018 per i social media, la modalità del contenuto effimero, quella modalità che permette di condividere del contenuto che ha una durata limitata di 24 ore. Parliamo quindi di Instagram Stories, al momento una delle modalità più usate con oltre 200 milioni di utenti al mese, ma anche di Facebook e Snapchat Stories. Modalità che sta di fatto coinvolgendo anche le aziende, si stima che il 50% delle aziende presenti su Instagram abbia già creato contenuti effimeri e che più di 1 milione di advertiser usa Instagran Stories per fare promozioni almeno una volta al mese.

    Insomma, questo è lo scenario che si sta sviluppano per quanto riguarda i social media e il social media marketing. Nuove tendenze che andranno ad alimentare l’evoluzione del contenuto che è sempre più visual e meno testuale. E quella parte testuale, almeno per quel che riguarda le aziende, sarà sempre più gestita attraverso l’Intelligenza Artificiale.

    E voi che ne pensate? Qualche di queste modalità state giù utilizzando all’interno della vostra organizzazione?

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  • Ecco cosa succede sul Web e sui Social Media ogni 60 secondi nel 2017

    Ecco cosa succede sul Web e sui Social Media ogni 60 secondi nel 2017

    Ecco un classico che compare ciclicamente ma è comunque utile per capire l’evoluzione di Internet. Cosa succede sul Web e sui Social Media ogni 60 secondi? A questa domanda si può rispondere con la versione 2017 di DOMO, “Data Never Sleeps 5.0”. Oggi sono oltre 69 mila le ore di streaming su Netflix ogni minuto, oltre 45 mila le corse effettuate con Uber.

    E’ una domanda che ricorre ciclicamente, tanto da diventare un classico ormai, ed è “Cosa succede sul Web e sui Social Media ogni 60 secondi?“. In realtà si tratta di una domanda molto utile per capire come evolve la dimensione di Internet, sopratutto nell’era dei Social Media, vista la grossa mole di dati che ogni giorno viene condivisa. L’ultima volta che ne abbiamo parlato è stato nel 2015, riprendendo i dati di DOMO, “Data Never Sleeps”. Ebbene, per dare una visione completa relativa al 2017, ci rifacciamo ai nuovi dati che sempre DOMO ha elaborato con “Data Never Sleeps 5.0“.

    Una delle caratteristiche che via via è andata sviluppandosi è che il traffico Internet è sempre più generato da mobile. Ormai, nel 2017, si tratta di oltre la metà del totale e si prevede che entro il 2020 saranno oltre 6 miliardi le persone che avranno accesso a Internet da mobile. Ed aumentata la popolazione online: nel 2017 si attesta sui 3,7 miliardi di utenti online, rispetto 2,5 miliardi del 2012.

    social media 60 secondi web 2017 franzrusso.it

    Ed interessante notare come nel corso degli anni Internet e i Social Media siano evoluti a ritmi vertiginosi e di come nuove realtà, come Netflix, Uber e anche Instagram, siano diventate in poco tempo parte integrante di questa grande mole di dati che viene sprigionata ogni giorno, ogni minuto.

    Ad esempio:

    • su Netflix ogni 60 secondi gli utenti visualizzano 69.444 ore di video in streaming (erano 77.160 nel 2015);
    • su Uber ogni 60 secondi sono 45.787 le corse prenotate (erano solo 694 nel 2015);
    • su Giphy ogni 60 secondi sono 694.444 le gif visualizzate (non c’era nei dati del 2015);
    • su Spotify ogni 60 secondi vengono caricate 13 nuove canzoni (non c’era nei dati del 2015, ma erano 14 nel 2013);
    • su Instagram ogni 60 secondi sono 46.740 le immagini condivise (erano 3.600 nel 2013);
    • su Google ogni 60 secondi vengono effettuate oltre 3,6 miliardi di ricerche (erano 2 milioni nel 2013);
    • su Twitter ogni 60 secondi vengono inviati 456 mila tweet (erano 347 mila nel 2015; 278 mila nel 2013).

    Questi e altri dati li potete vedere nell’infografica in basso al post.

    Allora, che ne pensate?

    web internet social media 60 secondi 2017

  • Sui Social Media trascorriamo più di 5 anni della nostra vita

    Sui Social Media trascorriamo più di 5 anni della nostra vita

    Quanto tempo trascorriamo sui Social Media? Domanda che si ripropone spesso, e allora cerchiamo di dare una risposta con questi dati di Mediakix. L’infografica ci mostra che trascorriamo ben 5 anni e 4 mesi della nostra vita sui Social Media, ossia il tempo che ci vorrebbe per andare sulla Luna e tornare 32 volte.

    Quante ore trascorriamo su Facebook? E su Twitter? E Instagram? Domande che di tanto in tanto ritornano e che è utile conoscere la risposta, anche per avere un’idea sempre più precisa di quanto i Social Media ormai facciano sempre più parte della nostra vita, in ogni situazione. L’ultima volta ce ne eravamo occupati nel 2012, quando avevamo visto che su Facebook in tre mesi si trascorrevano 405 minuti. E oggi? Proviamo a dare un’occhiata con questi dati rilevati da Mediakix, una piattaforma californiana di influencer marketing, qualche mese fa. Va anche detto che questi dati tornano utili anche in chiave business, basti sapere che entro il 2017 la spesa complessiva per quanto riguarda le attività di social media marketing sarà di 36 miliardi di dollari, più di un terzo saranno spessi tra Usa e Canada (12,5 miliardi di dollari). E va detto anche che nel 2015 il tempo trascorso sui social media superava quello trascorso a guardare la tv. Diciamo anche che ci interessa conoscere il tempo che trascorriamo sui social media anche per verificare come gli utenti accolgono le continue modifiche che le diverse piattaforme stanno introducendo di continuo negli ultimi mesi.

    social media tempo trascorso vita @franzrusso.it 2017

    I dati raccolti da Mediakix rilevano che ogni giorno trascorriamo 2 ore sui social media, dato tra l’altro riscontrato anche nell’analisi di We are social combinando anche i dati di GlobalWebIndex, così ripartiti: 40 minuti su YouTube; 35 minuti su Facebook; 25 minuti su Snapchat; 15 minuti si Instagram; e (sorprendentemente) 1 minuto su Twitter. Il dato relativo di Twitter in effetti rispecchia molto la situazione di difficoltà, dal punto di vista del prodotto, che sta attraversando in questo periodo. Spanpchat gode ancora di una posizione di rilievo da questo punto di vista, ma per quanto tempo ancora? Una volta che Instagram ingranerà la marcia, sarà difficile per la piattaforma appena approdata a Wall Street riuscire a mantenere gli utenti coinvolti. E poi, se ci fate caso, in realtà il tempo trascorso su Facebook, in senso esteso, è di 50 minuti: Facebook+Instagram. Senza contare WhatsApp e Messenger.

    E se volessimo sapere quanto tempo trascorriamo sui social media durante la nostra vita? I dati rispondono anche a questa domanda. In pratica, trascorriamo complessivamente sui social media ben 5 anni e 4 mesi della nostra vita. Anche in questo caso possiamo sapere su quale piattaforma trascorriamo più tempo. Quindi:

    • YouTube, 1 anno e 10 mesi;
    • Facebook, 1 anno e 7 mesi;
    • Snapchat, 1 anno e 2 mesi;
    • Instagram, 8 mesi;
    • Twitter, soli 18 giorni.

    L’analisi rivela quindi che il tempo che trascorriamo nella nostra vita sui social media si piazza al secondo posto, dopo i 7 anni e otto mesi che trascorriamo guardando la tv. E prima dei 3 anni e 5 mesi che trascorriamo per alimentarci; prima di 1 e 10 mesi che passiamo davanti ad uno specchio; e così via. E’ evidente che ormai i social media sono una parte rilevante della nostra vita, questi dati ci aiutano, ancora una volta, a comprenderlo meglio. E cosa avremmo potuto fare anzichè trascorrere 5 anni e 4 mesi sui social media? Anche a questa domanda la ricerca ci offre una risposta.

    Ebbene, con il tempo equivalente saremmo potuti andare sulla Luna e tornare ben 32 volte, forse con l’aiuto di Jeff Bezos potremmo anche impiegarci qualcosina in meno. Avremmo potuto percorrere a piedi la Grande Muraglia in Cina per 3,5 volte; oppure, avremmo potuto guardare la serie dei Simpson per 215 volte, se siete appassionati ovviamente; o, ancora, avremmo potuto scalare l’Everest ben 32 volte; e così via.

    E allora, che ne pensate do questi dati? E su quale piattaforma trascorrete più tempo? Fateci sapere tra i commenti.

    tempo trascorso social media

     

  • Donne e l’Automobile: più concrete nella scelta e meno stressate degli uomini

    Donne e l’Automobile: più concrete nella scelta e meno stressate degli uomini

    Un interessante studio di Automobile.it, “Uomini e Donne al volante – Tutta la verità”, prova a sfatare alcuni falsi miti che riguardano le donne al volante. Ebbene, le donne sono più pragmatiche degli uomini impiegando il 10% del tempo in meno nel momento dell’acquisto; e sono anche meno stressate degli uomini alla guida in mezzo al traffico.

    Se siete tra quelli che credono al detto “donne al volante pericolo costante”, allora dovrete cominciare a ricredervi. Si perche questo interessante studio, a cura di automobile.it, di falsi miti che riguardano le donne e il mondo dell’auto ne smentisce parecchi. Esistono ancora oggi dei pregiudizi difficili da abbattere, ma i dati che stiamo per conoscere insieme ci mostrano che in realtà le donne in fatto di auto e guida hanno qualcosa da insegnare agli uomini.

    Allora, cominciamo col dire che è vero che gli uomini sono quelli che guidano di più, 57% contro il 43% delle donne, ma se guardiamo ai chilometri percorsi in un anno la differenza non è così elevata, infatti: 11.500 i chilometri percorsi dagli uomini e 10.500 i chilometri percorsi dalle donne. E come si differenziano gli uomini e le donne nel momento di scegliere e acquistare un’auto? Ecco che questo è un vero banco di prova che dimostra quanto le donne siano in realtà molto più concrete degli uomini. Al momento della scelta infatti gli uomini sono i soliti “sognatori”, mentre le donne sono più concrete impiegando anche il 10% del tempo in meno rispetto agli uomini.

    donne volante automobile.it 2017

    Ed essendo sognatori, gli uomini sono alla ricerca di Ferrari (7%), Bmw e Porsche (4%); mentre le donne ricercano più che altro auto come la Smart (6%) e Mini (3,5%), anche se non mancano le donne che ricercano Ferrari (4%).

    In fatto di guida le donne si rivelano essere le più spericolate, anche se le percentuali rilevate dallo studio di automobile.it sono in calo: si è passati da 6,3% del 2012 al 5,9% del 2015 per le donne e dal 5,9% del 2012 al 5,6% del 2015 per gli uomini.

    Sia per le donne che per gli uomini le strade dove avvengono più incidenti stradali sono le strade urbane (71% per le donne e 70% per gli uomini); mentre sulle autostrade la percentuale di incidenti è identica al 6%. Situazione molto simile sulle altre strade: 23% per gli uomini e 21% per le donne.

    E le donne dimostrano di essere meno stressate degli uomini alla guida, infatti lo studio rileva che gli uomini al volante danno registrare un livello di stress di 7 volte superiore alle donne in situazioni di traffico.

    La ricerca poi rileva anche che il 50% degli italiani pensa che le donne trascurino l’auto, che il 50% crede che le donne siano insicure e che il 35% le ritiene distratte. A questi pregiudizi l’atteggiamento delle donne è diviso a metà. Infatti, il 45% delle donne risponde che è meglio dimostrarsi migliori, un altro 45% risponde che in realtà sono pregiudizi che non si possono cambiare. L’8% vorrebbe poi impedire l’uso dell’auto agli uomini e un restante 2% ritiene che sia meglio cominciare a diffondere pregiudizi verso gli uomini.

    In basso trovate il link e anche l’infografica con tutti i dati per intero. E diteci cosa ne pensate voi donne di questi dati e cosa ne pensate voi uomini, es e avete anche voi dei pregiudizi. Vi aspettiamo tra i commenti.

    Uomini e donne al volante: tutta la verità in un'infografica
    Infografica a cura di automobile.it

    infografica donne uomini automobile

  • Miss Italia sui social media, boom di tweet e tanta ironia

    Miss Italia sui social media, boom di tweet e tanta ironia

    Miss Italia resta ancora uno degli eventi più seguiti, in televisione e anche sui social media. Da questo punto di vista dati di The Fool infatti rilevano quasi 80 mila contenuti generati durante la diretta di sabato scorso. Grande attenzione ma non è mancata anche tanta ironia.

    Miss Italia è uno degli eventi che, comunque la si pensi, raccoglie ancora molta attenzione, tanto in televisione (oltre il 20% di share) quanto sui social media. E la diretta di sabato scorso, quella che ha coronato Rachele Risaliti come Miss Italia 2016, è stata molto seguita anche su Twitter, dove non è certamente mancata tanta ironia a 140 caratteri. Con i dati raccolti da The Fool scopriamo che l’evento ha totalizzato quasi 80 mila contenuti (79.692 per la precisione). Ma vediamo insieme tutti gli altri dati della ricerca.

    L’hashtag più usato durante la diretta di sabato scorso è risultato essere proprio #MissItalia, usato per il 90% dei casi; #MissItalia2016 è stato usato molto poco, solo il 2,8%. Nelle conversazioni “miss italia” compare nel 10% dei casi; “rachele” nel 7,4% dei casi. Da notare, e qui si fa chiaro il contenuto ironico dei contenuti condivisi a 140 caratteri, l’uso di “antonio conte” per il 4,1% dei casi. Questo perchè è nata una forte ironia sulla somiglianza di Rachele Risaliti con Antonio Conte, ex Ct della Nazionale di calcio e ora manager del Chelsea. Non è un caso che il contenuto più condiviso giochi proprio su questa ironia.

    I dati di The Fool tracciano anche un profilo dal punto di vista dell’età degli utenti che hanno seguito #MissItalia su Twitter. E scopriamo che il 49% ha un’età superiore ai 35 anni (sarebbe stato interessante approfondire questo dato) e il 48%, quindi la metà, ha un’età inferiore ai 17 anni. Quindi Miss Italia su Twitter è stato un evento che ha polarizzato due fasce di pubblico potenzialmente in antitesi: molto giovane da una parte e più maturo dall’altra. Le fasce mi mezzo infatti non sono pervenute.

    Influencer su Twitter, sulla base di uno score, sono proprio Miss Italia, Alessio Bernabei e Francesco Facchinetti. Mentre i contenuti più condivisi sono quello di Calciatori Brutti:

    https://twitter.com/CB_Ignoranza/status/774889737438060544

    Segue poi quello di @trash_italiano:

    E poi quello de il @droghiere:

    The Fool ha raccolto tutti i dati nell’infografica che vedete in basso.

    Allora che ne pensate? Avete seguito anche voi l’evento su Twitter?

    miss italia 2016 twitter infografica the fool

  • Vino e digitale 2016: meglio sui social e ancora poco mobile

    Vino e digitale 2016: meglio sui social e ancora poco mobile

    Sta per iniziare la 50° edizione di Vinitaly e allora vediamo, con l’interessante analisi e infografica di AQuest, come le aziende del settore del vino oggi usano il web per comunicare. Su 37 aziende vinicole analizzate solo il 43% ha un sito responsive e il 59,5% è attivo sui social media.

    Da domani prende il via a Verona la 50° edizione di Vinitaly, una delle più importanti manifestazioni al mondo dedicate al vino. E proprio in occasione di questo grande evento, torniamo al nostro interesse nel verificare come le aziende del vino usano il web per comunicare. Già in passato abbiamo analizzato questo settore verificando una certa crescita nell’uso del web e dei social media, anche se resta ancora da fare molto. E lo vediamo anche con questa bella analisi, con relativa infografica di AQuest, una delle più importanti agenzie digital creative in Italia, che ci offre ancora una volta l’occasione di indagare il settore.

    vino digitale social media

    Le aziende produttrici di vino stanno cominciando a comprendere meglio che nell’usare il web e i social media non ci si limita solo a raccontare una storia, ma serve raccontare e trasmettere, soprattutto, l’esperienza che sta intorno al mondo del vino. E farla vivere questa esperienza agli utenti e consumatori che oggi sono sicuramente più esigenti di un tempo. L’analisi di AQuest ci restituisce un quadro in cui le aziende, almeno le principali aziende del settore del vino in Italia, stanno andando in questa direzione. Anche se resta ancora da fare molto. Guardiamo insieme allora qualche dato rimandandovi comunque all’infografica in basso al post.

    L’analisi di AQuest si sviluppa prendendo in esame 37 tra le principali aziende del settore del vino indagando la presenza online di queste aziende quindi: sito web e social media.

    Aziende produttrici di vino e sito web

    Ad oggi il 43% delle aziende produttrici di vino ha un sito mobile friendly, l’8% ha un sito mobile, ma quasi la metà, il 49%, ha ancora un sito mobile unfriendly quindi non ottimizzato per la navigazione web dai dispositivi mobili. Il 51%, quindi la maggioranza, dei siti analizzati presenta un livello di velocità di caricamento delle pagine ottimale; il 27% presenta un livello di velocità media; mentre il 22% presenta ancora dei problemi da questo punto di vista (14% lento; 8% molto lento). Interessante l’analisi anche dal punto di vista della SEO: solo il 30% ha un sito SEO friendly. Il il 27% presenta un sito con un livello SEO avanzato, un altro 27% ha un livello SEO base, mentre il 16% presenta un livello minimo o nessun livello SEO. Altro dato che l’analisi evidenzia è che quasi la metà dei siti presi in esame ottiene meno di 500 backlinks.

    Come le aziende del vino usano i Social Media

    Passiamo adesso a vedere come le aziende italiane del settore del vino usano i Social Media.

    Ebbene dall’analisi di AQuest risulta che il 59,5% delle aziende del settore sono attive sui Social Media, quindi di potrebbe dire che il risultato potrebbe essere interpretato in maniera positiva, infatti si parla della maggioranza delle aziende analizzate. Ma questo stesso dato può essere anche interpretato in maniera non troppo positiva se viene messo in relazione con il fatto che ancora il 40,5% non sfrutta le potenzialità dei Social Media per comunicare e, come si diceva prima, per trasmettere l’esperienza. E forse vale in questo caso ricordare, come avevamo visto in un’altra analisi, che è vero che migliora l’utilizzo di questi strumenti da parte delle aziende del vino, ma è ancora un utilizzo che punta alla quantità piuttosto che alla qualità. Non serve produrre contenuti e informazioni in serie se da questi stessi contenuti non si trasmette l’esperienza del vino, del proprio modo di intendere e raccontare il vino, e se non si costruiscono Relazioni.

    L’analisi evidenzia anche che queste aziende stanno cominciando ad usare la modalità video come strumento di promozione rilevando che in media un contenuto video viene visualizzato 728 volte.

    Infine, l’analisi ci offre anche alcuni dati relativi ai brand più seguiti e più attivi sui social media. Tra i più seguiti vediamo Frescobaldi, Ca’ del Bosco e Mionetto; mentre tra i brand del vino più attivi vediamo Zonin, Frescobaldi e Masi Agricola.

    Allora, che ne pensate di questi dati? Raccontateci la vostra opinione e anche la vostra esperienza.

    Infografica Vino digitale AQuest

  • I 5 anni di Instagram in un’Infografica GIF

    I 5 anni di Instagram in un’Infografica GIF

    Da pochi giorni Instagram ha compiuto 5 anni, è stata fondata infatti il 6 ottobre del 2010, un grande traguardo per l’app di photo sharing acquistata da Facebook nel 2012. E ripercorriamo le tappe e qualche dato con questa infografica in GIF. E, sempre in questi giorni, Instagram fa sapere quali sono i 5 account più seguiti al mondo: la prima è Taylor Swift.

    Da qualche giorno Instagram ha compiuto 5 anni, l’app di photo sharing che nel 2012 è diventata di proprietà di Facebook, è stata fondata precisamente il 6 ottobre del 2010 da Kevin Systrom e Mike Krieger. E per celebrare l’evento l’agenzia creativa irlandese One Productions ha realizzato questa infografica interamente in GIF, altrimenti denominata GIFographic. E scopriamo che ad oggi, in questi ultimi 5 anni appunto, le foto condivise su Instagram sono state ben 40 miliardi; ogni giorno ne vengono condivise ben 70 milioni. Il nome Instagram è in effetti la risultante di “Instant camera” e di “telegram“, un nome quindi che spiega al meglio il senso dell’app.

    instagram-5-anni-franzrusso.it-2015

    Come riportato nei giorni scorsi, Instagram ha da poco raggiunto un altro grande risultato, ossia il traguardo dei 400 milioni di utenti attivi al mese, arrivando a superare finanche Twitter, fermo appena sopra i 300 milioni di utenti. Un risultato che dimostra quanto sia usata l’app che continua a crescere in termini di utenti e di interesse da parte dei brand.

    Alcuni dati di questa speciale infografica sono noti, come appunto quelli relativi al fatto che il 70% degli utenti provenga da paesi al di fuori degli Usa e che il 53% degli utenti ha un’età compresa tra 18-29 anni. E come riporta anche l’infografica, in questi giorni scopriamo che i 5 account più seguiti al mondo sono 5 donne, quasi tutte appartenenti al mondo della musica. La più seguita è Taylor Swift con 49,9 milioni di followers, Taylor è anche la più seguita su Twitter. Al secondo posto si piazza Kim Kardashian con 48,3 milioni di followers; terza è Beyonce con 47,3 milioni di followers; quarta è Selena Gomez con 46,1 milioni di followers; e, infine, quinta è Ariana Grande con 44,8 milioni di followers. In effetti tutte superano i 40 milioni di followers e Taylor Swift è ormai vicina al traguardo dei 50 milioni. Tanto per fare un veloce paragone, Barack Obama ne ha “soli” 4,7 milioni.

    L’infografica ci indica anche che il post che ha ricevuto il più alto numero di like è quello della modella Kendall Jenner, la cui foto ha ricevuto 2,5 milioni di like in 5 settimane.

    Dal lato dei brand invece i post dei brand più seguiti hanno una media di 216 commenti e che Instagram comporta un livello di engagement per utente 58 volte quello realizzato su Facebook e ben 12o quello realizzato con Twitter. Inoltre, il messaggio più funzionale è quello di 138 caratteri, hashtag incluso, quindi meno di un tweet per intenderci. E che aggiungendo la location riferita al contenuto il livello di engagement potenziale cresce del 79%.

    Sapete qual è stato il primo post su Instagram? Eccolo riportato nell’infografica, era la foto di un golden retriever postato dal fondatore Kevin Systrom. E poi sono elencate tutte le funzionalità introdotte in questi anni, inclusa l’ultima che riguarda il formato rettangolare delle immagini.

    Insomma, c’è tutto quello che riguarda i 5 anni di Instagram appena trascorsi, in attesa di vedere le sorprese dei prossimi 5 anni.

    infografica-5-anni-Instagram-GIF

  • Cosa succede in 1 minuto sul web e Social Media, nel 2015

    Cosa succede in 1 minuto sul web e Social Media, nel 2015

    Cosa succede in un minuto sul Web e sui Social Media nel 2015? A vedere questi dati è proprio il caso di dire che i dati non dormono mai. Negli ultimi due anni la popolazione mondiale online è cresciuta del 20% e sempre negli ultimi due anni si sono emerse nuove realtà come Vine e Uber. Ma guardiamo tutti i dati in questa infografica.

    L’ultima volta che ne siamo occupati era proprio il 2013, ma vedere cosa succede online in 1 minuto, sul Web e sui Social Media in particolare, è sempre molto interessante. E’ proprio dalla verifica di questi dati che si ha la reale dimensione di quanti dati condividiamo in rete in soli 60 secondi, verificando inoltre che i dati, in effetti, non dormono mai. La ricerca di cui vi parliamo oggi è la terza edizione di una raccolta di dati iniziata da Domo, una software house americana, nel 2012 e questa edizione del 2015 è proprio la più ricca, mettendo in risalto altri servizi come Vine o Uber che contribuiscono ormai alla produzione quotidiana di dati.

    minuto-social-media

    Un dato che va assolutamente sottolineato è che in due anni la popolazione online è cresciuta del 20% e oggi le persone online sono 3,2 miliardi, erano 2,4 nel 2013. Cresce dunque la popolazione online e aumenta la quantità di dati che ogni giorno condividiamo. E sono proprio quei dati che in un certo qual modo delineano, in maniera abbastanza chiara, tutto ciò che facciamo online, evidenziano quella che è la nostra identità digitale. Ovvio che di fronte ad una mole di dati di queste dimensioni è necessario affrontare una riflessione più approfondita, anche perchè con il passare del tempo e con il nascere di nuovi servizi, i dati continuano a crescere a dismisura.

    Ma vediamo insieme qualche dato che tra l’altro potete vedere anche nell’infografica in basso.

    Allora:

    • su Facebook, il più grande social network della rete, ogni minuto i “like” sono 4 milioni e 166 mila, nel 2013 erano 1,8 milioni;
    • su Twitter oggi, ogni 60 secondi, i tweet sono 347.222, nel 2013 erano 278 mila;
    • su YouTube ogni minuto vengono caricate 300 ore di nuovi video, nel 2013 erano 72 ore;
    • su Instagram gli utenti mettono “like”, ogni minuto, a 1 milione e 736 mila foto;
    • su Pinterest gli utenti pinnano 9.722 immagini al minuto, nel 2013 erano 3.472.

    Questi un po’ i dati dei social network che conosciamo meglio e che hanno fatto registrare negli ultimi due anno numeri eccezionali. Ma come dicevamo all’inizio, accanto a questi negli ultimi anni sono sorti e si sono affermati nuovi servizi. ad esempio in questa edizione compare Vine sul quale ogni minuto vengono visualizzati oltre 1 milione di video. Interessante anche il dato che riguarda Uber, ogni minuto sono 694 i passeggeri che utilizzano il servizio. E su Netflix ogni minuto sono oltre 77 mila le ore di video streaming visualizzate dagli utenti, servizio che tra l’altro sta per approdare anche nel nostro paese.

    I dati dunque continuano a crescere senza sosta. E voi che ne pensate? Qual è la vostra opinione?

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