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  • Nel processo d’acquisto online per gli utenti il supporto è fondamentale [Infografica]

    Nel processo d’acquisto online per gli utenti il supporto è fondamentale [Infografica]

    Da un’indagine commissionata da LivePerson, che vi presentiamo oggi accompagnata da un’infografica, si rileva che oltre l’80% degli utenti dichiara di aver bisogno di supporto durante il processo d’acquisto online. L’indagine analizza il comportamento d’acquisto dei consumatori online e il loro livello di engagement

    LivePerson, fornitore leader di soluzioni di online engagement intelligente e in tempo reale ha commissionato a una società indipendente un’indagine volta ad analizzare il comportamento d’acquisto di oltre 5.700 utenti, di cui 530 italiani, di siti di e-commerce, turismo, intrattenimento, telecomunicazioni e utility.

    In molti casi, le abitudini individuate così come la propensione allo shopping online hanno messo in evidenza una netta spaccatura tra le aspettative dell’utente e l’offerta delle aziende, soprattutto in termini di customer service. Sebbene l’accesso immediato alle informazioni in ogni luogo e da ogni dispositivo stiano cambiando il modo in cui i consumatori effettuano i loro acquisti, il supporto offerto dall’azienda non deve diminuire, anzi. Quanti clienti si sentono abbandonati a sé stessi davanti ai loro pc, smartphone o tablet? Più di quanti non si pensi, soprattutto in Italia.

    Utenti italiani: esperti o principianti?

    Il sondaggio ha chiesto innanzitutto agli intervistati di indicare il loro livello di esperienza in qualità di online shopper: il 28% degli intervistati si è definito principiante, ossia alla ricerca attiva di un supporto durante il processo d’acquisto; il 56% si è attribuito un livello di expertise medio, definendosi in linea di massima autosufficiente, e solo il 16% si è dichiarato un vero ‘guru’ in materia, tanto da poter dare consigli ad altri utenti. Tra i campioni analizzati, i tedeschi sembrano essere i più pratici in fatto di acquisti sul web (87% degli intervistati), mentre gli italiani si vedono invece come i meno esperti (solo il 55% degli intervistati dichiara di un livello di expertise medio o alto).

    Questa percezione trova conferma nelle abitudini d’acquisto: tra tutti i Paesi analizzati, sono infatti gli espertissimi tedeschi (53%) ad affermare di spendere più sul web che nei negozi, seguiti dagli inglesi (47%) e dagli americani (40%). Chiudono la classifica gli italiani: solo il 27% degli intervistati spende di più online.

    Ricevere supporto online non è scontato!

    A livello globale, sebbene solo 1 intervistato su 6 richieda effettivamente un supporto durante il processo d’acquisto online, l’83% dei consumatori online ammette che potrebbe averne bisogno. Tra i Paesi analizzati il Regno Unito è il meno propenso a cercare supporto (solo il 13% degli intervistati si dichiara a favore), mentre l’Italia è quello che lo è di più (43%).

    Durante il processo d’acquisto, il 71% degli utenti si aspetta di trovare supporto entro 5 minuti, il 31% si aspetta invece un aiuto immediato. La velocità di reperimento delle informazioni è risultata essere meno importante per i tedeschi (48% degli intervistati), ma fondamentale per americani (81%), inglesi, francesi e italiani (tutti al 73%). Se il supporto non fosse offerto entro il tempo indicato, il 48% si rivolgerebbe a un sito competitor o abbandonerebbe l’acquisto. In questo senso, il Regno Unito presenta la più alta percentuale di ‘disertori’ (58%) mentre gli italiani sono i più persistenti: solo il 30% è pronto a indirizzarsi altrove mentre il 9% opta per l’abbandono dell’acquisto.

    Velocità e dialogo: gli elementi differenzianti dello shopping online

    Quando è stato chiesto agli utenti cosa determina il successo di un’esperienza di customer service, due sono state le risposte principali: la rapidità nella risoluzione di un problema (per l’82% degli intervistati) e la capacità di risoluzione in un unico passaggio (first-contact resolution, 56%).

    Interessante notare che il 93% dei consumatori ritiene che il supporto in tempo reale possa tornare utile in più fasi del processo d’acquisto. Il 51% dichiara inoltre che, se potesse usufruire di una Live Chat, sarebbe più propenso all’acquisto, trend particolarmente forte in Italia, sostenuto dal 60% degli intervistati che, sempre in caso di Live Chat disponibile, esprimono una maggiore propensione a rivolgersi allo stesso sito una seconda volta e a fidarsi del brand.

    Spiega Mario Manzoli, Regional Sales Manager di LivePerson per l’Italia:

    Presso consumatori e aziende è ancora largamente diffusa la percezione del web come ambiente self-service. La realtà dei fatti indica però che i consumatori online si aspettano e hanno bisogno di ricevere lo stesso livello di supporto che troverebbero in un negozio fisico: se questo tipo di supporto non viene erogato – e, per di più, in breve tempo –  essi sono disposti ad abbandonare l’acquisto o a dirigersi su di un sito concorrente. Per fidelizzare i propri clienti, i business online devono essere capaci di identificare il livello e la tipologia di supporto richiesta dal consumatore, analizzando il suo comportamento e rispondendo di conseguenza”.

    A questo link potete visionare l’intera ricerca.

    Ora raccontateci come vi comportate voi nel momento di effettuare un acquisto onlie, vi ritrovate nelle casistiche rilevate dall’indagine?

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  • Gift, didattica e social media marketing [Infografica]

    Gift, didattica e social media marketing [Infografica]

    In un periodo di bilanci e di trend, ci sembra naturale porre l’attenzione su uno dei degli argomenti più evocati di fine anno, “il contenuto”. Poniamo quindi una serie di riflessioni a disposizione di chi si voglia confrontare sulla tematica del “cosa scrive un’azienda sui social network”? Uno spunto di conversazione sull’efficacia della comunicazione online che parte da un’esperienza ed un’osservazione personale

    Quando ho iniziato a studiare Social Media Marketing, nei webinar notturni di oltreoceano imperversava una parola chiave “gift“, una sorta di “do ut des” applicato alla presenza dei brand sui social network. In molti hanno identificato la chiave del word of mouth con il “regalare” qualcosa di tangibile per ottenere fan, follower o visibilità. Quel gift nel tempo si è trasformato nelle mie considerazioni in una sorta di Sacro Graal difficile da individuare, fino a diventare poi un’obbiettivo e trasformarsi nell’”aggiungere qualcosa”, “fare la differenza”, “contribuire”. Il contenuto diventa quindi mezzo fondamentale per andare in quella direzione, un fulcro introno al quale incentrare la propria strategia di marketing, un percorso verso il quale orientare le aziende che cercano risultati.

    Contenuto come mezzo, “gift” come fine, ROI come obbiettivo, Social Network come strumento.

    Seguendo questo schema mi sono chiesta se non fosse corretto tentare di intraprendere un percorso comunicativo “didattico” che avesse come argomento gli strumenti social. Ho provato quindi a strutturare una comunicazione su elementi che dessero un contenuto direttamente fruibile alla community di riferimento, per aumentare nell’utente il grado di comprensione degli strumenti e delle loro potenzialità, dandogli dei contributi utili per il suo percorso di autodidatta atto alla sperimentazione delle pratiche e degli strumenti stessi.

    Uno dei risultati è questa infrografica che è stata “tradotta” in italiano su richiesta di un utente che probabilmente sta cercando di comprendere meglio le possibilità di Facebook. Lo scopo è quello di avvicinare l’utente agli strumenti di social media marketing e nel contempo di fargli comprendere l’importanza delle strategie e delle competenze utili al raggiungimento degli obbiettivi.

    E’ ancora presto per poter parlare di risultati concreti ma qualcosa si è mosso.

    Pensate che questa teoria della didattica si possa applicare anche ad altri settori? Avete avuto esperienze simili?

    L’esigenza del “fai da te” è ancora molto viva e anziché svendere la propria professionalità inseguendo il cliente ideale, credo sia preferibile cercare di dare all’utente ciò di cui avesse bisogno, mettendo in piedi una serie di “gift” di contenuto, evitando l’aggressività del “se hai fatto così hai sbagliato” ma con la determinazione di chi sa quanto è complesso lo sviluppo quotidiano della propria professione di Social Media Marketer.

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  • Martin Luther King Day 2013, le citazioni in [Infografica]

    Martin Luther King Day 2013, le citazioni in [Infografica]

    Oggi negli Usa si celebra il Martin Luther King Day che si celebra il primo lunedì di Gennaio vicino al giorno della sua nascita, il 15 Gennaio. E ironia della sorte, oggi questo evento coincide con il giuramento di Barack Obama per il suo secondo mandato da presidente Usa. Per l’occasione vi proponiamo questa infografica con le più importanti citazioni di MLK

    Negli Usa oggi si celebra il Martin Luther King Day, una giornata dedicata ai diritti civili di cui il reverendo, ucciso il 4 aprile del 1968, si fece paladino assoluto in un periodo particolare della storia degli Stati Uniti d’America. E questa ricorrenza, che cade il primo lunedì di Gennaio più vicino alla data di nascita di MLK, ossia il 15 gennaio, quest’anno, per ironia della sorte, cade nel giorno del giuramento di Barack Obama per il suo secondo mandato, essendo il 20 Gennaio domenica, il giuramento è stato posticipato di un giorno. Una bella coincidenza che carica ancora di più di significato questa giornata.

    Per celebrare questa data, è stata creata un’infografica, molto semplice, che racchiude le principali citazioni del reverendo e se la guardate bene le stesse sono disposte in modo da raffigurarne il volto.

    Vediamo meglio quelle che sono le 1o principali frasi che Martin Luther King ha detto in vari discorsi:

    1. L’Oscurità non scaccia l’oscurità: solo la Luce può farlo. L’Odio non scaccia l’odio: solo l’Amore può farlo.

    2. Alla fine, non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici.

    3. Solo nel buio è possibile vedere le stelle.

    4. Anche se sapessi che domani il mondo potesse andare in pezzi, Io sarei ancora qui a piantare il mio albero di mele.

    5. Dobbiamo imparare a vivere insieme come fratelli o periremo tutti come stolti.

    6. La Libertà non è mai concessa dagli oppressori, ma deve essere richiesta dagli oppressi.

    7. La Storia dovrà registrare che in questo periodo di transizione sociale non ci fu solo lo stridente clamore delle persone cattive, ma il silenzio spaventoso delle persone buone.

    8. Su alcune posizioni, Codardia pone la domanda, è opportuno? E poi Convenienza arriva e pone la domanda, è politico? La Vanità pone la domanda, è popolare? La Coscienza pone la domanda, è giusto? – Arriva il momento in cui si deve prendere una decisione che non è nè sicura, nè politica, nè popolare, ma la si deve prendere perchè è la Coscienza che ci dice che è giusto.

    9. La Scienza indaga e la religione interpreta. La Scienza dà la Conoscenza all’Uomo, ossia il Potere, la religione offre all’Uomo la Sapienza, ossia il Controllo. La Scienza si occupa principalmente di fatti, la Religione si occupa di valori. I due non sono rivali.

    10. Di fronte alle difficoltà della mia situazione, ho realizzato che ci fossero due modi per per superarla: o affrontandola con amarezza, oppure trasformando la sofferenza in forza creativa. Ho deciso di seguire quest’ultima.

     

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  • Ticketbis, ecco gli eventi più venduti in Italia nel 2012 [Infografica]

    Ticketbis, ecco gli eventi più venduti in Italia nel 2012 [Infografica]

    Madonna è sempre la regina sullo stage; il rugby sale nella classifica degli sport più seguiti e il Rock in Rio a Madrid è stato l’evento internazionale più richiesto. Questi gli eventi più venduti su Ticketbis durante il 2012 che vi presentiamo con questa infografica

    Completamente controtendenza rispetto alla crisi, sembra che l’industria dell’intrattenimento goda di ottima salute nel nostro paese. Con più di 80.000 biglietti venduti per spettacoli in qualsiasi parte del mondo, Ticketbis.it ci svela la lista degli eventi protagonisti del 2012 italiano. 

    Innanzi tutto, nonostante l’insistente concorrenza da parte di altre Ladies, Madonna ha dimostrato nelle date di Roma, Firenze e Milano di continuare ad essere l’indiscussa regina del Pop. Medaglie d’argento e bronzo, rispettivamente, per Muse e Lady Gaga, che lasciano fuori dal podio, di poco, Caparezza e la sua data milanese. È stato un anno soddisfacente anche per i Coldplay: il loro tour internazionale li vede al quinto posto di questa classifica grazie con la data di Torino.

    Uno sguardo anche allo sport dove una speciale attenzione va dedicata al Rugby: l’incontro Italia – All Blacks nella città eterna è stato l’evento sportivo più richiesto del 2012, con Italia – Australia al terzo posto. Ma quando si parla di calcio, la squadra che genera più passione è quella dei Diavoli Rossoneri: il Milan si è classificato, prima contro la Juve poi, nel Derby contro l’Inter, secondo e quarto. Quinto posto per il recente Juventus – Chelsea, vinta dalla Vecchia Signora.

    Gli eventi più seguiti all’estero

    Per tutti coloro che hanno scelto il viaggio all’estero per assistere ad un evento la Spagna è stata la destinazione preferita e non solo per la sua allettante offerta turistica. Tra tanti eventi proposti, Rock in Rio di Madrid dell’estate passata ha visto una vasta predilezione da parte del pubblico italiano.

    Il secondo evento più venduto all’estero è stata la Supercoppa Europea, con la partita Atletico Madrid – Chelsea a Monaco e la vittoria madrilena. Medaglia di bronzo per la partita della Champions disputata tra il Milan e il Barcelona, che è costata alla squadra rossonera la squalificazione dalla competizione europea.

    A parte questi eventi, il secondo paese che ha ricevuto più italiani è stato il Regno Unito, seguito dalla Polonia: l’esodo degli italiani che hanno seguito gli azzurri negli Europei ha determinato il terzo posto nella lista delle destinazioni più gettonate.

    In definitiva: un anno carico di grandi tour nazionali e internazionali e di grandi eventi sportivi. E già da ora iniziano le nuove scommesse per vedere chi sarà in testa il prossimo anno 2013.

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  • Ecco il 2012 sui Social Media [Infografica]

    Ecco il 2012 sui Social Media [Infografica]

    L’infografica che vi presentiamo oggi racchiude al suo interno tutti i fatti salienti a cui abbiamo assistito in questo anno sui social media. Un 2012 davvero ricco di eventi. E il 2013? Lo sarà di più

    Raccontare tutto ciò che è accaduto sul web e sui social media è davvero difficile. So perchè il 2012 che sta per finire non è stato affatto avaro di fatti salienti che anche noi nel nostro piccolo vi abbiamo raccontato. E allora in questi casi non c’è niente di meglio di un’infografica come quella di cui vi parliamo oggi, sviluppata da The Seo Company, che sintetizza e illustra quelli che sono stati davvero i fatti più interessanti che hanno riguardato i Social Media.

    Il 2012 è stato l’anno che ha visto un passo in avanti nel progresso tecnologico, è stato, secondo le previsioni, l’anno del mobile. Molti social network hanno orientato le proprie strategie proprio in questa direzione. A cominciare da Facebook che nel prepararsi allo sbarco su Wall Street, ha acquistato Instagram, ma anche Gowalla, per cominciare a presidiare un settore fino ad allora poco frequentato e anche per cercare di andare a soddisfare quelle che erano le richieste dei creditori. Non è stato certo a guardare Twitter, anzi, con la modifica delle Api ha rivoluzionato il suo di fare, puntando a valorizzare la nuova proposta che ha visto grosse novità. Da ultima l’adozione di filtri fotografici, in netta concorrenza con Instagram evidentemente.

    Ma è stato l’anno anche di Pinterest. Dopo essere stata eletta miglior startup è stata la vera rivelazione di questo 2012 sui Social media. Mentre tutti, come noi del resto, aspettavano il grande exploit di Google Plus, Pinterest ha attirato a sè tutta l’attenzione, oscurando per buona parte dell’anno proprio il social network di casa Google che nell’ultima parte di quest’anno lo ha visto recuperare sensibilmente terreno. Chissà che il 2013 sarà il suo anno? Staremo a vedere.

    Intanto l’infografica raccoglie mese per mese i fatti principali come appunto Pinterest eletta come migliore startup a Gennaio, come il caso di Kony2012 che ha raccolto 87 milioni di visualizzazioni online e suscitando molte polemiche; oppure, e lo dicevamo prima, come lo sbarco di facebook a Wall Street con una quotazione molto alta per azione, 38 $, per poi vederlo protagonista in negativo, addirittura riuscendo a perdere il soli tre mesi il 50% della quotazione. Per non parlare delle vendite di azioni da parte di pezzi grossi come Sheryl Sandberg che ha venduto una buona fetta del suo pacchetto in dotazione.

    E’ stato anche l’anno in cui proprio Facebook ha raggiunto il miliardo di utenti, a settembre. Anche LinkedIn, nello stesso mese, ha raggiunto l’importante traguardo dei 175 milioni di utenti registrati. A Novembre abbiamo assistito alle elezioni presidenziali americane  con la conferma di Barack Obama, protagonista del tweet, Four More years, che ha collezionato più RTs della storia, con oltre 4 milioni di condivisioni.

    E arriviamo a qualche giorno fa quando abbiamo assistito allo sbarco di Benedetto XVI su Twitter ed è notizia di ieri che il video di PSY Gangnam style ha superato il miliardo di visualizzazioni su YouTube.

    Insomma, ne sono successe davvero tante in questo 2012. E per voi qual è stato l’evento più interessante del 2012 sui Social Media? Raccontatecelo.

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  • Groupon, ecco i coupon più venduti in Italia nel 2012 [Infografica]

    Groupon, ecco i coupon più venduti in Italia nel 2012 [Infografica]

    Groupon presenta un anno in coupon. Ecco quali coupon hanno acquistato di più gli italiani nel corso del 2012 sul popolare sito. I settori che hanno riscontrato più interesse sono il Benessere, Ristorazione e Viaggi

    Popolo di buone forchette e tanta vanità, gli italiani amano prendersi cura di sé, nonostante la crisi e lo spread, e per farlo preferiscono il web. Ristorazione, benessere e viaggi sono infatti le categorie di consumo più cliccate del Belpaese, amante di sconti e offerte online. È quanto emerge dall’analisi di Groupon Italia, leader nel settore dei gruppi di acquisto online e presente in 60 città della penisola, che nel 2012 ha registrato il boom di coupon acquistati.

    In pole position, nella classifica delle categorie più cliccate in Italia su Groupon, si trova la Ristorazione con più di 1 milione di coupon acquistati, e gli italiani non potevano certo smentirsi in questo campo: i menu pizza infatti sono stati i più desiderati (più di 250.000 coupon venduti, da 2 e 4 persone) seguiti poi dalla grigliata di carne e menu con fiorentina (oltre 140.000 coupon, da 2 e 4 persone).

    Il secondo posto se lo aggiudica invece la categoria del Benessere&Bellezza con un totale di più di 900.000 coupon venduti. Tra i più apprezzati: percorsi benessere, pacchetti per la cura dei capelli (circa 250.000)e depilazione (più di 70.000).

    Groupon---benessere

    Al terzo posto del podio si colloca il canale dei Viaggi con oltre 230.000 coupon acquistati e una predilezione per i weekend relax e le gite fuori porta. Toscana e Ischia le mete più gettonate.

    Veri e propri internauti gli italiani che acquistano i coupon online hanno un reddito medio di 38,7 mila euro annui, significativamente più alto di coloro che non utilizzano internet per fare shopping, pari a 33.2 mila euro annuali e sono soprattutto donne, per il 60%, tra i 25 e i 44 anni, con una laurea e un lavoro full time. È il profilo del social shopper italiano che emerge da un ricerca condotta dall’Istituto Ispos Media CT di Chicago (dati derivati dalla ricerca realizzata nel 2012 dall’Istituto di Ricerca Ispos Media CT di Chicago per Groupon).

    Tra le altre curiosità emerse risulta anche che i coupon Medical sono molto apprezzati (con più di 300.000 coupon venduti, soprattutto visite odontoiatriche con sbiancamento denti e visite fisioterapiche) seguiti poi dalla macro-area dei Servizi (circa mezzo milione di coupon venduti: corsi di formazione e di lingue i più gettonati in assoluto), dallo Sport&Tempo Libero (con più 250.000 coupon venduti soprattutto per parchi divertimento, abbonamenti in palestra e extreme  adventure); dalla categoria del Ticketing (concerti, spettacoli teatrali, mostre, match sportivi, cinema che hanno superato i 100.000 coupon) e infine dalla categoria dei Shopping (circa 900.000 coupon: i più venduti spaziano dai prodotti hitech ai casalinghi).

    Vi ritrovate in questi dati? Quali e quanti coupon avete acquistato su Groupon quest’anno? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Mozilla, un 2012 Mobile [Infografica]

    Mozilla, un 2012 Mobile [Infografica]

    Mozilla, uno dei più popolari browser, ha diffuso oggi alcuni dati dal suo blog ufficiale relativi al 2012. E si può dire che l’anno che sta per finire è stato all’insegna del Mobile. Diamo un’occhiata all’infografica

    Mozilla ha diffuso alcuni dati, dal proprio blog ufficiale, relativi al 2012. Un anno che è stato per il browser della Mozilla Foundation, decisamente all’insegna del Mobile. La più grossa novità dal 2004 per il browser è stata il rilascio di Firefox OS, il browser realizzato per i dispositivi mobili, andando in questo modo a coprire una grossa lacuna  e andando incontro ai fedeli utenti del browser che vogliono continuare ad usarlo anche sul proprio smartphone o tablet.

    Mozilla-2012

    Particolare attenzione è stata rivolta per i dispositivi Android, un vero banco di prova per Mozilla e a vedere anche i risultati questo sarà sicuramente un traino verso il 2013, che si preannuncia cruciale per il settore Mobile. Ricordiamo che Firefox prima dell’arrivo di Google Chrome era l’unico browser capace di tenere a bada Internet Explorer, anzi superarlo nettamente. Poi con l’arrivo del browser da Mountain View, ha sofferto per un pò. Tanto che in poco tempo è stato superato dal nuovo arrivato. Allora Mozilla Foundation ha pensato di riorganizzarsi e di tornare nuovamente alla carica, puntando proprio sul Mobile, senza abbandonare il browser desktop che nel corso del 2012 ha subito significative migliorie rendendolo un pò più fluido e leggero.

    Caratterizzato dall’essere un sistema aperto, Firefox ha colto la sfida di mettere insieme un sistema aperto per il mobile ed è ovvio che per fare questo si deve guardare a quello che fa Google che ha sfrutta proprio un sistema aperto, adesso forte anche sul mobile. Firefox ha come obiettivo quello di mettere insieme un sistema che sia aperto, ma che sia pensato solo per Mobile, una bella sfida e vedremo nel corso del 2012 come si svilupperà. Prima di passare a dare un’occhiata ai dati più interessanti che Mozilla ha fatto registrare in questo anno, va sottolineato che il 19% degli utenti Android hanno attivato la funzionalità “Don’t Track”, l’8% degli utenti l’ha attivata attraverso il desktop, questo a significare che c’è una fetta consistente di utenti che vuole essere libero di decidere quando si tratta della propria privacy. E ricordiamo anche che la Mozilla Foundation ha sostenuto la campagna contro i SOPA, il provvedimento legislativo americano che mirava anche a bloccare l’accesso al sito che avesse violato i diritti sul copyright.

    Dal punto di vista desktop:

    3 miliardi di add-ons scaricati

    social Api e integrazione con Facebook Messenger

    50% più veloce del predecessore e un uso della memoria ridotto di 4 volte

    Da punto di vista Mobile:

    browser 2 volte più veloce

    raggiunti 15 milioni di dispositivi

    Il 2013 sarà quindi per Firefox OS l’anno della prova e anche della maturazione e per questo Mozilla Foundation chiama a raccolta tutti i mozillian per far si che “il mondo che vogliamo sia fatto e costruito sulla base di questo incredibile, aperto, trasparente, potente e umile cosa che chiamiamo Web”.

    E voi avete provato Firefox OS? Vi piace?

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  • Ada Lovelace, il doodle di Google è per la mamma del computer

    Ada Lovelace, il doodle di Google è per la mamma del computer

    Ada Lovelace protagonista del doodle di Google, in occasione dei 197 anni dalla nascita, la donna che per prima elaborò la macchina analitica, ossia il primo computer della storia

    Ada Lovelace Google doodle 2012

    Il personaggio che Google omaggia oggi è uno di quelli senza il quale oggi non potremmo neanche scrivere questo post. Stiamo infatti parlando di Ada Byron Lovelace, la prima donna che elaborò il primo algoritmo della storia per essere elaborato da una macchina. In altre parola, stiamo parlando della mamma del computer. E il doodle che vediamo oggi sulla homepage di Google rappresenta il senso di quanto realizzò questa donna. Nello “scarabocchio” vediamo la Lovelace che elabora il suo algoritmo, ne vediamola sua evoluzione e progressi, fino ad arrivare a qello che tutti oggi conosciamo e usiamo, il computer.

    Ada Lovelace nacque a Londra nel 1815 ed era la figlia del poeta Lord Byron e già da piccola si distinse per le sue capacità. L’incontro con Charles Babbage in effetti cambiò la sua vita. Babbage aveva ideato e mai realizzato una macchina analitica e la Lovelace, frequentando e collaborando con Babbage, approfondì l’argomento elaborando le sue idee. La traduzione, dall’italiano all’inglese, poi di alcuni articoli dello scienziato italiano Luigi Federico Menabrea, sugli sviluppi della macchina di Babbage, le diedero modo di elaborare ancora meglio le sue idee dalle quali nacque poi l’algoritmo che diede vita al primo computer della storia.

    Ma le tesi di Ada Lovelace vennero riconosciute tali solo nel 1953, cento anni dopo, quando la macchina è stata riconosciuta come un primo modello per il computer e gli appunti di Ada come una descrizione di un computer e software.

    Di recente, il 16 ottobre, si è celebrato il Ada Lovelace Day, una giornata per celebrare le donne e le scoperte nel campo dell’ingegneria e della tecnologia. Per l’occasione IEEE, associazione internazionale di scienziati con l’obiettivo di promuover le scienze e le tecnologie, ha reso omaggio con un’infografica, che vi illustriamo in basso pubblicata da Forbes, a tutte le donne che a partire da Ada Lovelace hanno dato un grande contributo al mondo delle scienze e della tecnologia.

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  • Il ritmo di crescita dei Social Network, importanti i primi 3 anni [Infografica]

    Il ritmo di crescita dei Social Network, importanti i primi 3 anni [Infografica]

    Con la diffusione dei dispositivi mobili che ci permettono di essere connessi ogni giorno, cresce anche l’uso dei social network che aumentano sempre di più in termini di users. Silverpop ne ha raccolti 20 tra i maggiori e ne ha visto la crescita negli anni, vediamo cosa ne è venuto fuori

    Ne parlavamo proprio qualche giorno fa, a proposito di una recente ricerca di comScore sul crescente uso di smartphone in Europa e in Italia, con l’aggiunta del fatto che aumenta tra questi possessori anche chi possiede un tablet, è inevitabile il riflesso che questo comporta sulla crescita dei Social Network. Il nostro paese ad esempio è tra quelli che vanta il maggior uso dei social network proprio via mobile. E quindi la ricerca di Silverpop che ha raccolto 20 tra i più popolari social network, dimostra proprio questo stretto legame. Alle persone piace essere connessi col proprio social network preferito, ma anche di essere liberi di poterlo fare ovunque.

    Facebook e Twitter sono ormai i grandi protagonisti del panorama dei Social Network con, rispettivamente, 1 miliardo e 500 milioni di users, ma l’aspetto su cui si concentra questa ricerca è un social network cresca in maniera costante nei primi sei anni ed è fondamentale crescere nei primi tre anni di vita. Questo per far si che il progetto possa poi mostrarsi solido e duraturo capace di attrarre nei primi anni dal lancio un numero in crescita costate di utenti. Se guardiamo LinkedIn, ad esempio, notiamo che è uno l’unico a non essere mai riuscito a triplicare il numero degli utenti anno per anno, come invece è successo ad altri, capace però di mantenere ritmi di crescita e di fare il salto di qualità verso il terzo-quarto anno. E oggi LinkedIn è uno dei social network più importanti e seguiti.

    L’analisi effettuata su 20 social networks rivela che 9 su 11 sono cresciuti nei primi tre anni di vita e 5 di questi ha continuato a crescere anche nei successivi tre anni. Come abbiamo imparato la crescita costante del numero degli utenti determina poi il valore reale di un social network, ecco perchè è essenziale che questo ritmo rimanga costante proprio nei primi anni. Un esempio su tutti è Twitter capace di crescere al ritmo di otto volte le sue dimensioni tra il terzo e il quarto anno di vita. Facebook nello stesso periodo di vita è cresciuto di 6 volte e Tumblr invece è cresciuto di 4 volte.

    Chi ha poi puntato molto proprio sul Mobile, come Foursquare, il social network di geolocalizzazione, ha visto raddoppiare la sua base di utenti proprio nell’ultimo anno, questo anche per il fatto che l’unico che poteva contrastarlo, Gowalla, è praticamente uscito di scena essendo stato acquisito da Facebook. Anche Instagram, una delle mobile app più usate, sempre proprietà di Facebook, ha visto raddoppiare il suo numero di utenti tra il primo e il secondo anno, proprio in virtù dell’acquisizione da parte del social network di Zuckerberg. Pinterest, vero astro nascente tra i social network, è stato capace di 25 milioni di utenti in meno di tre anni. Google Plus è cresciuto raggiungendo la cifra di 400 milioni di utenti.

    Questo il quadro complessivo di questa interessante ricerca che a quanto pare mostra un panorama tra i social network comunque in crescita. Certo sarà interessante vedere cosa succederà nei prossimi anni. Voi che ne pensate? Chi credete che saprà mantenere costante la sua crescita e chi no?

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  • Chi compra moda online è un consumatore evoluto [Infografica]

    Chi compra moda online è un consumatore evoluto [Infografica]

    Sono donne, giovani, in quattro casi su dieci provengono dal Sud o dalle Isole. Ecco gli utenti che comprano di più e più spesso: in diversi casi acquistano in un anno più di 20 prodotti all’anno e negli ultimi tre mesi. Si aggiornano sui social network e amano condividere i propri look. Sono i risultati dell’ultimo approfondimento estratto dall’E-commerce Consumer Behaviour Report 2012 realizzato da ContactLab

    Se è vero che non vi sono grandi differenze di genere tra chi in Italia fa acquisti online, è vero anche che lo shopping ‘modaiolo’ è ancora una pratica ad appannaggio femminile: tra gli acquirenti online di abbigliamento e calzature che hanno comprato più di sei prodotti nell’ultimo anno sette su dieci sono donne. Ma dove abitano e quanti anni hanno questi fashion addicted digitali? Due su cinque vivono al Sud e nelle Isole e più della metà ha meno di 35 anni.

    Sono alcuni dei dati più significativi che emergono dalla ricerca Fashion ed e-commerce in Italia: le abitudini degli acquirenti online (disponibile in download gratuito su http://www.contactlab.com/report-ecommerce-moda), un approfondimento inedito a cura di ContactLab, estratto dall’E-commerce Consumer Behaviour Report 2012 e condotto sull’analisi dei comportamenti dei rispondenti che hanno acquistato online nell’ultimo anno almeno un prodotto di abbigliamento e calzature.

    E-commerce-e-moda-ContactLab

    Tra gli acquirenti del settore fashion si distinguono soprattutto coloro che in un anno acquistano online più di sei prodotti di questa categoria, arrivando in molti casi a superare i 20: è con loro che ContactLab traccia il profilo tipo dei ‘fashion addicted digitali’.

    Sono utenti la cui frequenza di acquisto è significativamente più alta rispetto a quella del totale degli utenti Internet italiani intervistati nell’indagine: uno su tre, infatti, ha acquistato online negli ultimi tre mesi più di 5 volte, mentre la metà degli utenti internet nel complesso dichiara di non avere acquistato online più di una volta nello stesso periodo di tempo.  Insomma, chi acquista dai siti e-commerce dedicati alla moda, acquista di più e più spesso.

    “Poter osservare così da vicino un determinato target di utenti, in questo caso gli acquirenti online di abbigliamento e calzature, permette alle aziende del settore di comprendere meglio le abitudini e i comportamenti dei propri utenti – dichiara Emanuela Del Forno, marketing manager di ContactLab. I dettagli della fotografia scattata offrono infatti spunti utili per elaborare strategie di comunicazione e vendita in linea con le aspettative e le esigenze della propria customer base. Questa tipologia di approfondimenti fa parte di un sistema di servizi a valore aggiunto che ContactLab grazie alle sue competenze specifiche mette a disposizione di aziende e brand che vogliono approfondire il proprio mercato di riferimento”

    Il ‘profilo tipo’ del fashion addicted digitale

    L’acquirente fashion più assiduo ha un’età piuttosto giovane – concentrata tra i 25 e i 44 anni, è donna in sette casi su dieci e nel 42% dei casi risiede al Sud o nelle Isole. Questo è molto interessante poiché dimostra come – almeno in questo comparto merceologico – l’acquisto online è una pratica consolidata in queste regioni, contrariamente al ‘ritardo digitale’ che spesso viene imputato a questi territori.

    Prendendo in considerazione la frequenza di acquisto, vi è un numero decisamente alto di ‘fashion addicted digitali’82% contro il 68% del totale degli acquirenti online monitorati dall’ECBR12- che hanno effettuato almeno un acquisto online negli ultimi tre mesi indipendentemente dalla categoria merceologica. Parliamo quindi di utenti che hanno un’alta frequenza di spesa e che, come per l’intero universo degli acquirenti online, comprano in rete già da anni usando l’e-commerce come una modalità di acquisto alla pari con i canali tradizionali.

    Sono high spender: uno su tre ha speso online nell’ultimo anno solo per l’abbigliamento più di 1000€, e c’è anche chi (il 15%) ha superato i 2000€. In generale oltre la metà di loro ha acquistato nell’ultimo anno beni per un valore di oltre 500€. Il dato acquisisce ancor più valore se consideriamo che il 27% di questi fashion addicted digitali ha meno di 25 anni e che nel tracciare il loro profilo la loro età non supera – in nove casi su dieci- i 44 anni. Un dato tanto caratterizzante quanto lo è la loro spesa media annua online, che si aggira sugli 850€, prevedibilmente più alta rispetto a quella dell’utente Internet Italiano (circa 650€).

    Inoltre questi acquirenti sono utenti internet più evoluti, come dimostra l’uso più consistente che fanno dei dispositivi mobili: due su cinque infatti si informano o acquistano da mobile, contro una media di tre utenti su dieci a livello nazionale. Un altro fattore degno di nota è l’utilizzo più massiccio che questi utenti fanno dei metacomparatori.

    Un target mattiniero, che fa acquisti responsabili

    In generale gli high spender del fashion, così come tutti gli altri utenti Internet italiani che hanno effettuato acquisti online, in un caso su due non hanno preferenze sull’orario di acquisto. Se però consideriamo solo gli utenti che esprimono una preferenza netta, invece di dichiarare di acquistare online indifferentemente nel corso della giornata, li scopriamo mattinieri: uno su quattro solitamente acquista prodotti di moda mentre fa colazione, mentre si reca in ufficio o comunque prima della pausa pranzo.

    Molto importante come sempre risulta essere la disponibilità del metodo di pagamento preferito sul sito prescelto per l’acquisto: per quasi nove acquirenti fashion su dieci incide sulla decisione di acquistare online.

    Tra questi utenti vi è inoltre una propensione maggiore al pagamento tramite PayPal – oltre alle carte di credito prepagate, ormai uno dei mezzi preferiti da buona parte di tutti gli acquirenti online – il che evidenzia non solo l’esigenza di un metodo più comodo interamente online, ma anche una maggiore attenzione alla privacy e alla garanzia nell’acquisto.

    Compro, mi vesto, condivido

    Infine questa parte di acquirenti forti ama condividere sui social network la propria esperienza d’acquisto: in un caso su tre scrivono recensioni e commenti sui social network, ma soprattutto amano diventare follower del brand raccontando le proprie esperienze e, nel caso dell’abbigliamento, condividendo talvolta anche i propri look.

    “Un dato molto importante per le aziende del comparto – conclude Del Forno –che possono trovare nel canale social una strada privilegiata per ottenere la fiducia dei propri consumatori e promuoverli ad ambasciatori del brand. In particolare, una strategia integrata che sfrutti le potenzialità dei diversi canali per fidelizzare e valorizzare il rapporto coi propri utenti è infatti la direzione che le aziende del settore devono seguire se vogliono fare la differenza”

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