Tag: innovazione sostenibile

  • Culligan apre il suo headquarter italiano a Bologna

    Culligan apre il suo headquarter italiano a Bologna

    Culligan apre il nuovo headquarter italiano a Bologna, un edificio eco-friendly. Tra innovazione, rebranding e partnership, l’azienda rinnova il suo impegno verso sostenibilità e inclusione.

    Quando si dice Culligan si pensa subito al mitico boccione che si trova ormai in tutti gli uffici. Il nome dell’azienda è sempre stato sinonimo di acqua sicura e sostenibile. E lo è ancora oggi.

    L’azienda americana, leader globale nella filtrazione dell’acqua, ha inaugurato a Bologna il suo nuovo headquarter per l’Italia. Si tratta di un passo importante per un’azienda che è presente nel bolognese (lo stabilimento industriale è a Cadriano di Granarolo) ormai da 60 anni. Ed è qui che Culligan posiziona il suo punto di riferimento per il mercato italiano.

    Culligan in Italia

    L’azienda vanta un fatturato nel nostro Paese di oltre 200 milioni di euro (a fronte di un fatturato globale di 3 miliardi di dollari), in crescita del 10% su base annuale. E conta oltre 1000 dipendenti.

    L’inaugurazione del nuovo headquarter ha visto la partecipazione di Scott Clawson, Chairman e CEO di Culligan International. Una presenza rilevante a suggellare l’importanza del mercato italiano per l’azienda.

    Le parole del CEO, Scott Clawson

    La nostra nuova sede qui a Bologna riflette l’allineamento della mission, delle persone, della passione e delle priorità di Culligan in Italia e in Europa. Oggi vogliamo rinnovare il nostro impegno per promuovere un cambiamento virtuoso, migliorando la qualità dell’acqua per il benessere dei consumatori e rafforzando la nostra dedizione alla salvaguardia del nostro pianeta, per le generazioni presenti e future.”

    Scott Clawson - CEO Culligan
    Scott Clawson – CEO Culligan

    Le parole di Clawson quindi rinnovano l’impegno di Culligan nel perseguire la grande mission verso un’acqua sempre sicura e sostenibile.

    Culligan e il rebranding

    L’apertura del nuovo headquarter a Bologna, in via Ferrarese, rappresenta anche un’opportunità per rinnovare il processo di rebranding dell’azienda americana.

    Infatti, come spiegato da Giulio Giampieri, presidente di Culligan Italiana, il rebranding si focalizza sul proiettare l’azienda da “brand” a “consumer brand”. Si rivolge sempre più a un pubblico giovane, particolarmente sensibile ai temi della sostenibilità.

    Da segnalare l’annuncio della partnership con la Maratona di Bologna 2025: Culligan sarà acqua ufficiale della manifestazione sportiva che si terrà il prossimo 2 marzo 2025.

    Scott Clawson Giulio Giampieri Culligan
    Scott Clawson, a sinistra – Giulio Giampieri, a destra

    Sostenibilità e Inclusione valori fondanti

    Il rebranding prevede anche il posizionamento di Culligan sul mercato non più come azienda che fornisce solo prodotti, ma come realtà che offre soluzioni e servizi. Sostenibilità e DEI (Diversity, Equity, Inclusion) diventano valori fondanti.

    Gli uffici sono caratterizzati da spazi ampi e da aree più raccolte. Sempre accompagnati dal verde, che è presente in ogni angolo.

    L’intero headquarter è eco-friendly: l’edificio è stato progettato per ridurre in modo significativo il proprio impatto sull’ambiente.

    I nuovi uffici eco-friendly

    Lo spazio complessivo, dall’area espositiva fino agli uffici, si snoda come se fosse una goccia d’acqua. Tenendo in grande considerazione il benessere delle persone che ci lavorano.

    Culligan non si limita a inaugurare una nuova sede: ridefinisce il suo ruolo nel mercato, combinando tradizione e innovazione.

    Con un headquarter progettato per ispirare sostenibilità e benessere, e una strategia che punta al futuro, l’azienda rinnova il suo impegno a essere un punto di riferimento non solo per la qualità dell’acqua, ma anche per il valore che porta nelle vite delle persone e nella salvaguardia del pianeta.

    Bologna diventa così il simbolo di una nuova era per Culligan, che continua a scrivere la sua storia con una visione sempre più chiara e responsabile.


    L’azienda Culligan

    Fondata nel 1936 da Emmett J. Culligan, la sede centrale di Culligan International si trova a Rosemont, Illinois, USA.

    Culligan opera in oltre 90 paesi, con una rete di più di 1.000 concessionari, di cui oltre 600 in Nord America, e conta su un organico di circa 14.000 dipendenti.

    L’azienda si dedica alla fornitura di soluzioni per il trattamento dell’acqua, garantendo acqua pulita e sicura per abitazioni, uffici e comunità in tutto il mondo.

    Culligan offre una gamma completa di prodotti per il trattamento dell’acqua, tra cui addolcitori, filtri, distributori d’acqua in bottiglia e sistemi senza bottiglia, progettati per migliorare la qualità dell’acqua potabile.

    Nel 2023, i prodotti e servizi di Culligan hanno erogato 30 miliardi di litri di acqua filtrata, sostituendo l’equivalente di 40 miliardi di bottiglie di plastica monouso, sottolineando l’impegno dell’azienda verso pratiche sostenibili.

    Culligan promuove iniziative di sostenibilità e responsabilità sociale, focalizzandosi sulla diversità, equità e inclusione (DEI) come valori fondamentali della cultura aziendale.

    L’azienda è riconosciuta per il celebre slogan pubblicitario “Hey, Culligan Man!”, utilizzato per oltre tre decenni nelle campagne promozionali.

  • Innovazione sostenibile, l’impegno di Elmec Informatica

    Innovazione sostenibile, l’impegno di Elmec Informatica

    Elmec Informatica si impegna per la sostenibilità con iniziative innovative per dipendenti e ambiente. Dai servizi di benessere alla riduzione delle emissioni, l’azienda punta a un futuro più verde e responsabile nel settore IT.

    Elmec Informatica ha recentemente evidenziato il suo impegno per ridurre l’impatto ambientale e sociale attraverso una serie di iniziative innovative. Durante la Settimana della Sostenibilità, l’azienda ha promosso diverse attività focalizzate sulla salute e il benessere dei dipendenti, inclusi servizi di visite mediche, corsi di formazione e spazi per la socializzazione.

    Nuovi servizi e iniziative per i dipendenti

    L’azienda ha annunciato una serie di nuovi servizi destinati alla comunità dei propri dipendenti. Tra queste iniziative vi sono visite mediche periodiche, programmi di formazione continua e la creazione di aree destinate alla socializzazione e al benessere. Queste azioni mirano a migliorare la qualità della vita lavorativa e a favorire un ambiente di lavoro più sano e produttivo.

    Riduzione di emissioni: Progetto Road to 20

    Elmec ha lanciato il Progetto Road to 20, volto a ottimizzare il consumo di carburante delle auto aziendali e a ridurre le emissioni di CO2. Questo progetto rappresenta un passo significativo verso la riduzione dell’impatto ambientale dell’azienda, promuovendo al contempo una cultura della sostenibilità tra i dipendenti.

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    Economia Circolare: Progetto Greta

    L’azienda supporta i principi dell’economia circolare attraverso varie iniziative, tra cui il riciclo delle capsule di caffè, Progetto Greta. Questo processo consente uno smaltimento più rapido e sostenibile, riducendo l’impatto ambientale delle capsule consumate quotidianamente dai dipendenti e ne promuove il riciclo.

    Oltre a questo, Elmec ha creato un frutteto e un orto aziendale, che non solo riducono gli sprechi ma contribuiscono anche a creare un ambiente di lavoro più verde e sostenibile. I prodotti del frutteto e dell’orto vengono utilizzati nelle mense aziendali, promuovendo l’autosufficienza e l’alimentazione sana.

    Elmec e il Bilancio di Sostenibilità

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    Elmec ha presentato il proprio Bilancio di Sostenibilità, un documento che delinea le azioni e i progetti implementati per raggiungere obiettivi ESG (Environmental, Social, and Governance). Questo bilancio rappresenta un impegno concreto dell’azienda a promuovere la sostenibilità in tutte le sue operazioni, garantendo trasparenza e responsabilità. Tra gli obiettivi principali, Elmec punta a ridurre le emissioni di CO2 del 30% entro il 2025 e a raggiungere il 100% di utilizzo di energie rinnovabili.

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    In conclusione

    Attraverso queste iniziative, Elmec Informatica dimostra il proprio impegno per un futuro più sostenibile, sia a livello ambientale che sociale. L’azienda continua a lavorare per migliorare la qualità della vita dei propri dipendenti e per ridurre il proprio impatto ambientale, confermandosi un leader nell’innovazione sostenibile.

     

  • Acea Innovation Day, l′Innovazione è Sostenibile e Digitale

    Acea Innovation Day, l′Innovazione è Sostenibile e Digitale

    L′Innovazione e Sostenibilità sono ormai due sinonimi. Da qui inizia quel grande processo di ripartenza che vede al centro di tutto le città sempre più connesse e il cuore di nuovi servizi per i cittadini.

    Se c’è un aspetto che tutti abbiamo compreso, dopo la grave pandemia da Covid-19 che ha contrassegnato tutto il 2020, è che l’Innovazione e Sostenibilità sono diventati due sinonimi. L’una non può esistere senza l’altra, sono diventati in poco tempo due facce della stessa medaglia. Questo è una delle considerazioni più importanti emerse dalla Acea Innovation Day, edizione 2021. Una giornata di confronto e di incontro di Acea, dal titolo “Costruttori di Futuro“, con l’obiettivo, raggiunto, di mettere al centro la collaborazione e la condivisione di idee, l’Innovazione e le città sempre più connesse.

    Ai panel della mattinata hanno preso parte Gianmatteo Manghi, Ceo Cisco Italia, Stefano Rebattoni, General Manager IBM Italia, Massimo Tedeschi, Chief Technology Officer Leonardo, Fabio Fregi, Country Manager Google Cloud Italia, Claudio Arcudi, Responsabile Energy & Utility di Accenture Italia, nonché della Presidente di Acea Michaela Castelli e dell’Amministratore Delegato Giuseppe Gola.

    Acea Innovation Day Innovazione Sostenibile Digitale franzrusso.it

    Ognuna di queste aziende è partner di Acea nella costruzione di un ecosistema che possa dare vita a idee, soluzioni e servizi sempre più efficienti e che rispondano ai bisogni dei cittadini. E sullo sfondo vi è il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), il piano attraverso cui mettere in pratica tutti i progetti innovativi per il rilancio del paese.

    Le soluzioni messe in campo comprendono Cloud e Intelligenza Artificiale, andando nella direzione del “quantum computing“, come ricordato da Stefano Rebattoni, il quale ha sottolineato come il PNRR possa costituire da acceleratore in questo senso, sull’esempio di quanto avviene in Germania.

    Gianmatteo Manghi ha invece posto l’accento su Come oggi l’Innovazione si muova in tre direzioni: Digitale, Sostenibile e Inclusiva. Un aspetto fondamentale che la pandemia ha messo ancora di più in risalto, è l’importanza della Cyber Security, al centro della partnership tra Acea e Leonardo.

    Acea Innovation Day è stato anche un momento per parlare di e-mobility e self-driving, delle auto a guida autonoma che Google sta al momento sperimentando in Arizona e California, ma che un giorno, non tanto lontano, possano essere realtà concreta anche nel nostro paese con lo sviluppo delle Smart City.

    Allo sviluppo delle Città Connesse possono partecipare le startup, come sottolineato da Claudio Arcudi, che se in possesso di dati, in continuo aumento, posso realizzare soluzioni e servizi sempre più smart e sempre più “as a service“.

    L’occasione dell’evento, svoltosi in parte in presenza e in parte online, ha permesso anche di effettuare una survey, dalla quale è emerso che il futuro sostenibile è green (70%) e che le smart city del futuro dovranno essere connesse e dotate di piattaforme “open” per abilitare sempre nuovi servizi (80%).

    L’Innovazione Sostenibile è reale quando al centro del processo di applicazione viene messa l’efficacia dei progetti stessi, che rappresenta il vero Valore da tenere in considerazione. Bisogna abbracciare una logica da ecosistema dove ogni azienda, ogni attore, contribuisca a realizzare progetti sempre più innovativi, concreti ed efficaci.

    [In collaborazione con Acea Spa]

  • Il futuro dell’area del Mediterraneo passa dallo Sviluppo Sostenibile

    Il futuro dell’area del Mediterraneo passa dallo Sviluppo Sostenibile

    Il futuro dell’area del Mediterraneo passa dallo SviluppoSostenibile. Il Report “Sustainable Development in the Mediterranean – Transformations to achieve the Sustainable Development Goals (SDGs)”evidenzia come tutta la regione sia indietro rispetto al raggiungimento degli SDGs entro il 2030, ma la strada è indicata.

    Il futuro dell’area del Mediterraneo passa dallo Sviluppo Sostenibile. Sembra una frase fatta, ma non lo è. Specie in un periodo così difficile come questo.
    Come già ricordavamo nell’anticipazione del report, a distanza di 10 anni dalla raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, tutta la regione è indietro.
    La presentazione del Report Sustainable Development in the Mediterranean – Transformations to achieve the Sustainable Development Goals (SDGs)#SDGMedReport –  realizzato da Sustainable Development Solutions Network for the Mediterranean (SDSN Med) e
    Santa Chiara Lab ha messo in evidenza come il ritardo sia abbastanza evidente.
    Eppure, non tutto è perduto, anche se le sfide davanti sono difficili.
    futuro mediterraneo sviluppo sostenibile sdgs
    Alcuni dati:
    • 50 milioni di persone sono a rischio povertà, di cui 23 milioni di europei;
    • il 26% (circa 95 milioni di persone) della popolazione è in condizione di obesità
    • necessità di introdurre pratiche sostenibili nell’agricoltura
    • il 70% della popolazione vive in città ed è esposta ad alte concentrazioni di polveri sottili.
    • occorre potenziare le infrastrutture digitali e garantire una più ampia accessibilità a Internet. Accesso a Internet: 80% in Europa e solo il 57% in MENA (74,4% in Italia).
    https://twitter.com/SDSNMed/status/1328660232629850114
    La costituzione di 6 hubs, in pieno spirito di collaborazione, che è quello che ci salverà sempre, permetterà ai paesi della zona di trovare soluzioni per obiettivi specifici, con la collaborazione di enti e aziende. Ecco quali sono:
    sdgs med hub
    1. educazione e disuguaglianze sociali e di genere (SDSN France);
    2. salute e benessere (SDSN Spain);
    3. energia, decarbonizzazione e produzione sostenibile (SDSN Greece);
    4. cibo, suolo, acqua e mare (SDSN Mediterranean – Italy, con sede in Italia al Santa Chiara Lab – Università di Siena);
    5. città e comunità sostenibili (SDSN Turkey);
    6. rivoluzione digitale (SDSN Cyprus).

    Jeffrey Sachs, uno dei più importanti economisti sulla scena mondiale, Presidente del Sustainable Development Solutions Network (SDSN), ha sottolineato che abbiamo di fronte ben 6 sfide e riguardano: l’economia, il cibo, l’istruzione, l’energia, il sociale e la #digitaltransformation. Ognuna di queste sfide deve essere affrontata “attraverso la ricerca di soluzioni comuni che nasce da una continua collaborazione. Il #GreenDeal europeo è un grande esempio”.

    Il Mediterraneo è una delle zone più vulnerabili ai cambiamenti climatici, un altro elemento che complica la strada verso gli SDGs. La sfida energetica comunque non può prescindere dai trend crescita delle popolazioni nell’area.

    Le sfide che tutta la regione ha davanti per i prossimi 10 anni sono importanti, difficili, certo, ma non impossibili da vincere. Anche perchè è proprio da queste sfide che dipenderà il futuro del Mediterraneo.
  • AgriFuture, il contest che premia l’innovazione sostenibile

    AgriFuture, il contest che premia l’innovazione sostenibile

    AgriFuture è il contest del Santa Chiara Lab, con Maker Faire Rome The European Edition, Commissariato italiano per Expo 2020 Dubai, Rinnovabili.it che premia le migliori pratiche di innovazione sostenibile delle aziende agroalimentari italiane. Ecco come partecipare.

    Si chiama AgriFuture il contest che il Santa Chiara Lab di Siena ha avviato nei giorni scorsi, in collaborazione con Maker Faire Rome – The European Edition e il Commissariato italiano per Expo 2020 Dubai e con il supporto di Rinnovabili.it.. Scopo del contest è quello di che premiare le buone pratiche di innovazione orientate alla sostenibilità delle aziende agroalimentari.

    L’iniziativa si svolge nell’ambito della manifestazione “Maker Faire Rome – The European Edition” che si terrà a Roma dal 10 al 13 dicembre 2020. Il Contest nasce dalla volontà di selezionare e premiare le aziende italiane del settore agroalimentare che si sono distinte per aver adottato pratiche innovative in termini di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Le pratiche aziendali saranno pubblicate sulle pagine di PRIMA Observatory on Innovation (POI), la piattaforma digitale del Segretariato Italiano di PRIMA.

    AgriFuture contest 2020

    Le aziende agroalimentari potranno sottoporre la propria candidatura entro il 20 novembre 2020 compilando il modulo di adesione on line sul sito PRIMA Observatory on Innovation (POI).

    Le candidature pervenute saranno analizzate da un comitato di esperti che ne verificherà l’originalità, l’innovatività e le ricadute positive in termini ambientali, sociali e economici. Le sei aziende finaliste illustreranno la propria esperienza nell’ambito dell’ottava edizione di Maker Faire Rome 2020 #MFR2020, in programma dal 10 al 13 dicembre 2020. Le due migliori pratiche verranno presentate a Expo Dubai 2020, l’Esposizione Universale che si terrà negli Emirati Arabi Uniti dal 1 ottobre 2021 al 31 marzo 2022.

    L’iniziativa si inserisce nell’ambito del Progetto di ricerca Fixing the Business of Food.

    Maker Faire Rome – The European Edition”- dichiara Angelo Riccaboni, Presidente del Santa Chiara Lab e della Fondazione PRIMA – “è la cornice ideale per valorizzare e promuovere le innovazioni delle imprese agrifood e favorire lo scambio tra il mondo della ricerca e le aziende. Siamo molto lieti di collaborare con il Commissariato italiano per Expo 2020 Dubai per portare all’Esposizione Universale l’eccellenza dell’agroalimentare italiano”.

    Trovate il regolamento e tutte le informazioni necessarie informazioni per partecipare al contest #AgriFuture, fino al 20 novembre 2020, a questo link: primaobservatory.unisi.it/it/agrifuture-contest.

  • Eni For, il report di sostenibilità che punta sull’innovazione e guarda al futuro

    Eni For, il report di sostenibilità che punta sull’innovazione e guarda al futuro

    Viviamo in un’era in cui la sostenibilità è riconosciuta come valore imprescindibile da perseguire per il progresso delle società e delle organizzazioni. Eni, presente in 67 paesi del mondo, ha pubblicato “Eni for 2018”, il tredicesimo report di Sostenibilità, un impegno al miglioramento continuo per la creazione di valore a lungo termine.

    Viviamo in un’era in cui la sostenibilità è riconosciuta come valore imprescindibile da perseguire per il progresso delle società e delle organizzazioni. La sensibilità globale attorno a questo grande tema è uno stimolo anche per le aziende, impegnate a raggiungere quegli obiettivi, che sono alla base dell’Agenda 2030, i Sustainable Development Goals (SDGs) fissati nel 2015 dalle Nazioni Unite, per imprimere un percorso di crescita sostenibile all’intera società. Oggi alle aziende viene riconosciuto un ruolo cruciale per il perseguimento degli SDGs, in quanto driver principali dello sviluppo economico. Le imprese di tutto il mondo sono chiamate a dare il loro contributo per raggiungere uno sviluppo sostenibile attraverso nuovi modelli di business responsabili, investimenti, nuovi processi di innovazione e digitalizzazione.

    E in questo momento storico Eni sta giocando un ruolo da protagonista. La multinazionale italiana, presente in 67 paesi del mondo con oltre 30 mila persone che lavorano al suo interno, nata nel 1953 e guidata agli inizi degli anni ’60 dall’indimenticato Enrico Mattei, ha pubblicato “Eni for 2018“, il tredicesimo report di Sostenibilità, verificato da EY. Il report mostra come l’azienda stia evolvendo per affrontare le sfide globali e per contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. All’interno del rapporto Eni sottolinea l’impegno verso la decarbonizzazione: “Con una popolazione mondiale che nel 2040 potrebbe superare i 9 miliardi, avvertiamo la responsabilità, in quanto compagnia del settore dell’energia, di portare energia innovativa e più pulita dove necessario – dichiara l’amministratore delegato di Eni, Claudio DescalziPossiamo contribuire a promuovere lo sviluppo economico, investire nell’istruzione e nella formazione, migliorare le condizioni di salute e l’accesso all’acqua”.

    Eni for 2018

    Eni ha sviluppato un modello di business volto alla creazione di valore per gli stakeholder e gli shareholder: la principale sfida del proprio settore è l’accesso alle risorse energetiche in maniera efficiente e sostenibile per tutti, contrastando il cambiamento climatico. Il modello, alimentato dall’applicazione delle proprie tecnologie innovative e dal processo di digitalizzazione, si basa sui seguenti pilastri:

    1. eccellenza operativa
    2. neutralità carbonica nel lungo termine
    3. promozione dello sviluppo locale.

    All’interno di questo modello, con la presentazione del piano strategico 2019-2022, Eni ha definito gli obiettivi per contribuire direttamente o indirettamente al conseguimento degli SDGs, come:

    1. aumentare l’accesso all’energia (SDG 7) contrastando il Cambiamento Climatico (SDGs 13) con l’impegno, tra gli altri, della riduzione del 43% dell’intensità emissiva upstream entro il 2025; del Net zero carbon footprint sulle emissioni dirette delle attività upstream valorizzate in equity entro il 2030;
    2. incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile (SDGs 5,8,9,16) con al centro:
    • le persone, aumentando la percentuale di donne assunte, investendo 2 milioni di euro all’anno in formazione su          temi innovativi come la digitalizzazione, la transizione energetica e i cambiamenti climatici e 180 milioni di euro in salute entro il 2022;
    • l’Integrità nella gestione di business, avendo come obiettivo il miglioramento continuo del Compliance Program anti-corruzione;
    • i diritti umani, continuando la campagna di formazione sul tema; finalizzando il codice di condotta dei fornitori e completando l’integrazione dei diritti umani nelle analisi di impatto ambientale, salute e sociale;
    • l’innovazione tecnologica, con investimenti in ricerca e sviluppo previsti di circa €900 milioni di euro al 2022.

    Il report di Sostenibilità Eni for fissa anche l’impegno di ridurre gli impatti ambientali attraverso una gestione responsabile di risorse e modelli sostenibili di produzione e consumo (SDGs 6, 12), proteggendo gli ecosistemi in cui si opera (SDGs 14, 15). Un impegno che verrà realizzato attraverso l’aumento della quota di acqua di falda bonificata e riutilizzata, con l’86% di acqua di formazione reiniettata entro il 2022 e con l’aumento della quota di rifiuti destinati al recupero, ma anche attraverso la sicurezza delle persone e degli asset con l’obiettivo di azzerare gli infortuni e rafforzare la cultura della sicurezza di processo.

    eni for report sostenibilità innovazione

    Una società come Eni si impegna per lo sviluppo delle comunità locali in cui si trova ad operare (SDGs 1, 2, 3, 4, 10, 11, 17), prevedendo un piano di investimenti di 431,5 milioni di euro entro il 2022 in progetti relativi a:

    • accesso all’energia off grid;
    • diversificazione economica;
    • educazione e formazione;
    • accesso all’acqua e servizi igienici e salute.

    Leggendo il report di Sostenibilità e trovandolo estremamente interessante, ci premeva sottolineare, visto che rientra tra gli argomenti trattati qui sul nostro blog, l’impegno di Eni per quel che riguarda l’innovazione tecnologica. Nel periodo 2019–2022 Eni ha in programma un piano di investimenti in innovazione tecnologica pari a 900 milioni di euro, con una spesa totale in Ricerca e Sviluppo (R&S) di 197 milioni di euro nel 2018. Per Eni la R&S ricopre un valore fondamentale per il futuro dell’azienda, orientato sempre più al “low carbon”.

    Eni for 2018 temi materiali

    La trasformazione digitale che Eni ha avviato in questi anni riguarda tutta l’azienda, è un processo che mette al centro le persone, vero fulcro attorno al quale si sviluppa tutta la trasformazione. E per attuarla, Eni punta ad un processo di change management che rinnovi la cultura aziendale e cambi il tradizionale approccio al lavoro, individuando percorsi più flessibili e agili e strumenti adeguati per coinvolgere le persone razionalmente ed emotivamente.

    Per Eni la trasformazione digitale è anche un processo di rinnovamento culturale e un’opportunità per chiunque voglia coglierla. Nel corso degli anni l’azienda ha avviato con ECU (Eni Corporate University) un importante programma di formazione e numerose sono le iniziative avviate per la digital transformation: una Call for Innovation rivolta alle start up italiane, il primo Hackathon interno, innovativi corsi di training operativo (virtual reality), percorsi di formazione interna per approfondimenti sul mondo digitale, rapporti con le università per attrarre nuovi talenti, e molto altro.

    Per approfondimenti vi invitiamo a consultare a questo link l’intero report di Sostenibilità Eni for 2018 che contiene informazioni dettagliate su tutto quanto qui descritto.

    [In collaborazione con Eni]

  • Agrifood Next, a Siena innovazione e sostenibilità nel settore agrifood

    Agrifood Next, a Siena innovazione e sostenibilità nel settore agrifood

    A Siena, 15 e 16 novembre 2019, si terrà Agrifood Next, l’evento organizzato da Segretariato Italiano di PRIMA, Fondazione Qualivita, Università di Siena, Comune di Siena dove imprenditori, innovatori, esperti, ricercatori, rappresentanti delle istituzioni, operatori e studenti discuteranno di innovazione nel settore agrifood all’insegna della sostenibilità.

    A Siena, 15 e 16 novembre 2019 al Santa Maria della Scala, Palazzo Squarcialupi, si terrà Agrifood Next, l’evento organizzato da Segretariato Italiano di PRIMA, Fondazione Qualivita, Università di Siena, Comune di Siena dove imprenditori, innovatori, esperti, ricercatori, rappresentanti delle istituzioni, operatori e studenti discuteranno di innovazione nel settore agrifood all’insegna della sostenibilità. Obiettivo delle due giornate è valorizzare i casi di innovazione tecnologica e organizzativa da parte di piccole e medie imprese del settore agroalimentare e promuovere le figure professionali del futuro.

    L’evento, presentato oggi, si aprirà venerdì 15 novembre con i saluti istituzionali di Luigi De Mossi, Sindaco di Siena, Francesco Frati, Rettore dell’Università di Siena, Fulvio Esposito, in rappresentanza del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Silvio Franceschelli, Presidente Provincia di Siena, Carlo Rossi, Presidente Fondazione MPS cui seguirà l’intervento di apertura di Paolo De Castro, Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo e quello di Raffaele Borriello Direttore generale dell’ISMEA ente di riferimento insieme a CREA del Ministero delle Politiche agricole.Le tematiche al centro di Agrifood Next verranno introdotte da Angelo Riccaboni, Presidente Fondazione PRIMA e Mauro Rosati, Direttore Fondazione Qualivita.

    conferenza stampa agrifood next

    Sarà poi la volta del mondo delle imprese con 30 imprenditori che presenteranno le migliori soluzioni e le loro esperienze di innovazione sostenibile: dalle serre idroponiche alle fattorie verticali, dai sistemi evoluti di tracciabilità e blockchain ai sistemi di supporto decisionale (DSS, Decision Support System) per la gestione sostenibile di acqua, suolo e ottimizzazione della produzione e molto altro. Nel pomeriggio i casi e le storie di innovazione saranno lo spunto per la discussione nei tavoli tematici di confronto fra esperti, ricercatori, decisori politici e imprenditori sui temi: Agricoltura di precisione, Territorio ed Indicazioni geografiche, Formazione, Filiere, Digitale, Blockchain e Big Data, Agribusiness, Benessere e Sostenibilità.

    Le raccomandazioni e i suggerimenti derivati dal dibattito e dal confronto verranno presentati nella giornata conclusiva di sabato 16 novembre e discussi da un panel di esperti e dal pubblico. Tra i relatori presenti: Daniela Rondinelli – Europarlamentare, Mario Lolini – Vicepresidente Commissione Agricoltura Camera dei deputati, Susanna Cenni – Commissione agricoltura Camera dei Deputati, Marco Remaschi – Assessore Agricoltura Regione Toscana, Paolo Glisenti – Commissario generale per l’Italia Expo 2020 Dubai, Massimo Inguscio – Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

    Interessante da seguire sarà anche AgriCircus, lo spazio per toccare l’agrifood del futuro: workshop, opportunità di lavoro, eventi.

    Accanto al dibattito specialistico e di settore, Agrifood Next propone iniziative rivolte anche al pubblico più ampio di cittadini, ragazzi e bambini con AgriCircus: uno spazio dove i ricercatori e gli imprenditori, attraverso stand e workshop interattivi, promuoveranno le soluzioni tecnologiche e organizzative utili a supportare le imprese del settore, faranno toccare e vedere le innovazioni più importanti come ad esempio le serre idroponiche usate per sperimentare le coltivazioni su Marte.

    AgriCircus sarà anche opportunità di lavoro e formazione con il Career Day e il Salone dell’Orientamento, momenti di incontro tra studenti, neolaureati, università e mondo delle imprese per dialogare sulle nuove figure professionali, le capacità e le competenze richieste per lo sviluppo del settore agrifood. Spazio quindi a Università, Master, Scuole, Aziende, Enti per promuovere le professionalità del futuro.

    conferenza stampa agrifood next siena 2019

    La due giorni sarà infine animata con appuntamenti culturali e di intrattenimento per tutte le età che, usando il linguaggio della fotografia, del cinema, del teatro, dell’arte e della letteratura, mettono al centro il ruolo dell’agricoltura, del cibo e della nutrizione per la nostra società, il nostro ambiente e la nostra salute: tre appuntamenti teatrali parleranno di cibo “Il pane. Quando farlo con amore è un’arte” di Dendi_Scalzi_Nardin, “Fame da lupo” di La Baracca – Testoni Ragazzi, “Sandokan o la fine dell’avventura” de I Sacchi di sabbia; una mostra fotografica a cura di TerraProject illustrerà il nuovo agrifood italiano; “Soyalism” il docufilm di Stefano Liberti e Enrico Parenti sulla produzione della soia sarà presentato per la prima volta a Siena; spazio anche alla letteratura per scoprire, guidati dalla voce di Luce Cardinale, come gli scrittori italiani raccontano e hanno raccontato il mondo agricolo; infine il lavoro pittorico dedicato all’agricoltura dell’artista Lucamaleonte.

    Ma Agrifood Next è anche innovazione digitale: a tutti i partecipanti che ne faranno richiesta sarà rilasciato un Open Badge. Si tratta di una nuova metodologia di certificazione delle competenze che studenti, cittadini, imprenditori possono inserire nel proprio curriculum, una fotografia digitale che valorizza le competenze trasversali e le conoscenze acquisite con la partecipazione alla due giorni.

    Insomma, Agrifood Next a Siena, 15 e 16 novembre 2019, è un appuntamento da non perdere per tutti coloro che sono interessati a conoscere i progetti di innovazione e sostenibilità nel settore agrifood.

  • Unipol, il nuovo piano industriale punta su Innovazione e sostenibilità

    Unipol, il nuovo piano industriale punta su Innovazione e sostenibilità

    E’ stato presentato a Milano il nuovo piano industriale del Gruppo Unipol per il prossimo triennio. Un piano ambizioso che poggia su una forte Innovazione dei servizi e delle competenze e anche sulla sostenibilità. Carlo Cimbri, CEO del gruppo, ha sottolineato come il gruppo oggi sia leader tecnologico europeo nel settore assicurativo.

    E’ stato presentato ieri a Milano il nuovo piano industriale del Gruppo Unipol, leader storico nel settore assicurativo, che punta ad obiettivi ambiziosi, ma raggiungibili, come ha più volte sottolineato Carlo Cimbri, CEO del gruppo bolognese. Il piano, denominato Mission Evolve, vuole segnare un ulteriore passo avanti del gruppo, nei prossimi tre anni (2019-2021) puntando molto sull’innovazione e sulla tecnologia, la base di un processo ormai maturo che ha portato il gruppo ad essere leader europeo dal punto di vista tecnologico nel settore assicurativo.

    Dal punto di vista degli obiettivi, “sempre più industriali” come ha voluto sottolineare Cimbri, il nuovo piano prevede un utile netto cumulato di 2 miliardi di euro, “un obiettivo alla portata” ha detto Cimbri, “perché il gruppo ha una grande forza retail come pochi“. Il piano prevede l’uscita di 600 persone con il fondo di solidarietà e l’assunzione di 300 dipendenti, così da ridurre l’età media di 2 anni e portare nel gruppo nuove competenze, e oltre 200 milioni di investimenti in tecnologia.

    Ed è proprio la tecnologia e l’innovazione la base del nuovo piano “Mission Evolve 2019-2021” che renderà il gruppo sempre più “multicanale”, proprio per il fatto che l’innovazione e la tecnologia di questi ultimi anni hanno reso il cliente sempre più esigente e consapevole. E le tecnologie su cui punterà Unipol sono Internet delle Cose, Intelligenza Artificiale, robotica, Blockchain, un piano di innovazione che punta quindi a rendere i servizi sempre più flessibili e pronti all’uso.

    Unipol, come già detto, è leader tecnologico europeo nel settore assicurativo, un primato reso possibile dalla distribuzione di 4 milioni di “black box”, un elemento non da poco che permette a Unipol di accedere ad una grossa mole di dati. I Big Data sono per il gruppo uno dei principali asset per il nuovo piano industriale, come ha spiegato il Direttore Generale del gruppo, Matteo Laterza. Una massa di dati, 350 terabyte (TB), cioè 350 mila GB, che permetteranno al gruppo di elaborare nuove strategie e nuove soluzioni sempre più dirette e vicine ai propri clienti, grazie anche alla startup del gruppo, Alfa Evolution, che sulla base della elaborazione dei dati, sta lavorando ad una black box ancora più evoluta.

    E non manca nel nuovo piano industriale il tema della sostenibilità, tema caro al gruppo, consapevole che “always one step ahead” significa anche soddisfare obiettivi che rendono il gruppo sempre più sensibile e consapevole da questo punto di vista. E infatti, il nuovo piano industriale prevede di centrare entro il 2021 tre obiettivi previsti dall’Agenda 2030, il programma racchiuso all’interno dell’”Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile” istituita dalle Nazioni Unite nel 2015. L’obiettivo dell’Agenda è quello di raggiungere, entro il 2030, un modello di sviluppo sostenibile che soddisfi i 17 obiettivi, quelli che si definiscono SDGs (Sustainable Development Goals). E’ un tema che spesso viene racchiuso e circoscritto al tema dell’ambiente, ma lo sviluppo sostenibile riguarda non solo questo ma anche aspetti economici e sociali. E Unipol ha già dimostrato di essere una delle poche realtà italiane che investe da questo punto di vista.

    Entro il 2021 il Gruppo Unipol prevede di soddisfare 3 dei 17 con un investimento di 600 milioni di euro:

    • L’obiettivo 3, Salute e Benessere, attraverso una serie di soluzioni accessibili che si integreranno anche con il sistema pubblico del welfare, estendendo la protezione a un pubblico più ampio e intervenendo nella prevenzione. Obiettivo e ampliare i canali di distribuzione per raggiungere nuovi segmenti sotto assicurati.
    • L’obiettivo 8, Lavoro Dignitoso e Crescita Economica, sostenendo e rafforzando il business e la resilienza delle agenzie. Attraverso anche lo viluppo di modelli predittivi sul rischio climatico per le imprese, al fine di aumentare la resilienza dei vari settori.
    • L’obiettivo 11, Città e Comunità Sostenibili, attraverso prodotti e servizi di mobilità integrata per privati e imprese, per una maggiore sicurezza e sostenibilità delle città e delle comunità, anche attraverso la valorizzazione dei dati generati da collaborazioni tra pubblico e privato.

    Tutti obiettivi che il Gruppo Unipol intende soddisfare puntando su Mobilità, Welfare e Famiglie, tre leve importanti che Cimbri ha tenuto più vote a sottolineare.

    [Nella foto di copertina, Carlo Cimbri, CEO Gruppo Unipol – In Collaborazione con Unipol]

  • Le Idee in movimento che innovano il trasporto locale

    Le Idee in movimento che innovano il trasporto locale

    A volte le Idee in Movimento sono proprio quelle che riescono a portare Innovazione sul territorio. Un esempio  sono i nuovi treni ad Alta Capacità del Gruppo FNM che entreranno in servizio da maggio 2020 in Lombardia. Si tratta di treni tecnologicamente avanzati, grande attenzione alla sicurezza, alla connettività e alla sostenibilità ambientale.

    Viviamo un’era in cui le nuove tecnologie, il digitale, l’innovazione hanno ormai pervaso le nostre vite, questo è un dato di fatto. Le hanno pervase migliorandole, venendo incontro alle nuove esigenze imposte da ritmi quotidiani diversi da quelli che si registravano solo pochi anni fa. Il trasporto locale, se lo guardiamo da questo punto di vista, non è immune da questa pervasione e, anzi, comincia ad uniformarsi ai tempi, rendendo le esigenze di movimento e di trasporto locali sempre più vicine a quelle dei viaggiatori e sempre più al passo coi tempi.

    Qui sul nostro blog ci piace raccontarvi esempi che possano dare l’idea di che cosa significa dare concretezza ad un cambiamento, ad una trasformazione digitale che comincia a palesarsi anche a livello locale. E l’esempio di cui vi parliamo oggi è quello del Gruppo FNM, il principale gruppo integrato nel trasporto e nella mobilità in Lombardia, rappresenta il più importante investitore non statale italiano del settore, che è pronto a immettere nella regione i nuovi treni ad Alta Capacità che entreranno in servizio a maggio del prossimo anno. Si tratta di treni altamente innovativi e tecnologici, con una grande attenzione verso la sicurezza, la connettività e la sostenibilità ambientale.

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    I nuovi convogli sono dotati di tutte le più moderne tecnologie e realizzati con particolare attenzione al comfort, all’accessibilità e alla sostenibilità ambientale, fanno parte del programma di rinnovamento della flotta approvato e finanziato con 1,6 miliardi da Regione Lombardia, che prevede l’acquisto di 161 nuovi treni. Nel mese di settembre dello scorso anno, FNM e FERROVIENORD hanno firmato con Hitachi Rail, azienda che si è aggiudicata la gara e che produrrà i treni, l’Accordo Quadro e il primo Contratto applicativo per la fornitura.

    Il mock up del “Caravaggio”, che si trova esposto in piazzale Cadorna, a Milano, fino al prossimo 3 maggio, mostra per la prima volta dal vivo come saranno i nuovi treni a doppio piano, in grado di trasportare fino a 1.000 persone alla volta, tra posti seduti e in piedi. Con l’occasione, sarà anche visibile la nuova livrea, sviluppata dallo studio Giugiaro Architettura, per i treni del servizio regionale. Le forme sono forme lineari, sobrie e semplici; i colori, il verde e il blu, sono quelli del servizio di trasporto pubblico in Lombardia, utilizzati con gradazioni più chiare e leggere che li rendono più moderni. Entrambi i colori inoltre sono inoltre legati ai temi dell’ambiente, della sostenibilità, dell’utilizzo del mezzo pubblico come comportamento virtuoso.

    Da punto di vista delle tecnologie adottate e della sicurezza, da segnalare la presenza di: illuminazione LED, Wi-Fi, prese 220V e USB, sistema informazione a passeggeri, misuratore energia, conta-persone, telecamere laterali e frontali, telediagnostica da remoto, videosorveglianza intelligente con tecnologia “Anomalous Behavior detection”. I convogli saranno inoltre dotati del più moderno e avanzato sistema di sicurezza ERTMS/ETCS che, oltre a garantire elevatissimi standard di sicurezza, permetterà di incrementare la capacità di traffico sulle linee ferroviarie.

    Per quanto riguarda i benefici ambientali, è da sottolineare la riduzione del 30% dei consumi di energia elettrica, la riduzione della rumorosità, il recupero di energia elettrica in frenatura, l’utilizzo di materiali innovativi che permettono la riduzione del peso ed elevati tassi di riutilizzabilità (96%) e biodegradabilità (95%). Presenti anche postazioni per le biciclette e prese elettriche per la ricarica delle e-bike.

    L’invito che vi facciamo è di andare a visitare il modello che trovate, ricordiamolo, in piazzale Cadorna fino al 3 maggio, avendo modo di vedere da subito come si presenta.

    L’Innovazione e la tecnologia possono essere davvero utili per migliorare la viabilità e il trasporto locale, venendo incontro alle esigenze delle persone.

    Ma quando si parla di treni si parla anche di viaggi, e il treno è proprio è uno dei mezzi più adatti e veloci per scoprire le bellezze di un territorio, per conoscere luoghi e tradizioni di una regione. Con questi nuovi treni sarà possibile anche farlo senza mai perdere la possibilità di poter condividere le emozioni del viaggio con i propri amici.

    Allora, raccontateci le vostre esperienze di viaggio e territorio e condividetele con noi usando #IdeeInMovimento sui social media.

    [In collaborazione con Gruppo FNM]

  • Banca Mediolanum, la sostenibilità è il vero approccio al cambiamento

    Banca Mediolanum, la sostenibilità è il vero approccio al cambiamento

    Nei giorni scorsi, Banca Mediolanum ha presentato il suo impegno verso una migliore sostenibilità, intesa come valore per il cambiamento. La banca fondata da Ennio Doris rinnova quindi il suo impegno a realizzare un modello di impresa sostenibile, attenta soprattutto alle persone. Un impegno che avviene a 10 anni esatti dal crack Lehmann Brothers.

    Il tema della sostenibilità è ormai crescente tra le imprese e, senza alcun dubbio, una buona spinta arriva dalla Agenda 2030, il programma racchiuso all’interno dell’”Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile” istituita dalle Nazioni Unite nel 2015. L’obiettivo è quello di raggiungere, entro il 2030, un modello di sviluppo sostenibile che soddisfi i 17 obiettivi, quelli che si definiscono SDGs (Sustainable Development Goals). E’ un tema che spesso viene racchiuso e circoscritto al tema dell’ambiente, ma lo sviluppo sostenibile riguarda non solo questo ma anche aspetti economici e sociali. Lo sviluppo di una società è tale se crescono, insieme, tutte le sue componenti.

    Per questo motivo, da un po’ di tempo, abbiamo iniziato a comprendere e conoscere meglio come le aziende italiane stanno affrontando questo tema, segnalandovi, qui sul nostro blog, quelle che si stanno muovendo con tanta convinzione.

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    Una di queste è proprio Banca Mediolanum, la banca fondata da Ennio Doris, che tutti voi certamente conoscete, nel 1996, la prima banca, allora, telefonica, che superava il concetto della banca fisica, per come si è sempre conosciuta, istituendo la figura del “family banker”, del consulente che è vicino alle persone. Nei giorni scorsi nella nella Casa della Consulenza meneghina di Banca Mediolanum – Palazzo Biandrà a Milano, Banca Mediolanum ha presentato i suoi 5 impegni per costruire un modello di impresa sostenibile. Alla conferenza erano presenti: Massimo Doris, Amministratore Delegato di Banca Mediolanum; Enrico Giovannini, professore ordinario di statistica economica presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, già presidente dell’Istat e ministro del lavoro e delle politiche sociali, portavoce di ASVIS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile; Oscar di Montigny, direttore Innovation, Sustainability & Value Strategy di Banca Mediolanum; Ennio Doris, il presidente, con la moderazione della giornalista Barbara Carfagna.

    Per certi versi, e non è una considerazione forzata, alla luce degli impegni che prevede l’Agenda 2030, Banca Mediolanum, per il fatto di essere stata sempre indicata come “banca delle persone tra le persone”, ha un po’ anticipato certi temi. E, come ha ricordato proprio Massimo Doris, la banca lo dimostrò esattamente 10 anni fa, nel 2008 l’anno del crack di Lehmann Brothers che scatenò l’inizio di una delle più gravi crisi finanziarie della storia. In quella circostanza, Banca Medionalum decise rimborsare tutti i clienti, 11 mila, l’1% dei clienti di allora, che erano stati coinvolti nel crack. mettendo subito a disposizione 142 milioni di euro. Un piano di sostegno al cliente che trova ulteriore dimostrazione nel piano di 230 milioni di sostegno, messo a disposizione negli ultimi anni.

    Enrico Giovannini ormai rappresenta una delle voci più autorevoli per quanto riguarda il tema dello sviluppo sostenibile in Italia e ha ricordato come ancora il tema in sè fa poca notizia. Come non fanno notizia le tante aziende che stanno procedendo lungo questa strada con grandi traguardi raggiunti. Il tema cresce nel nostro paese, ma molto resta da fare.

    Oscar di Montigny ha poi tenuto a precisare l’impegno verso la formazione, uno dei valori su cui si basa lo sviluppo sostenibile che Banca Mediolanum ha iniziato con la creazione della Corporate University con un investimento di 28 milioni di euro. Un investimento che oggi permette alla banca di soddisfare uno degli impegni fissati dall’Agenda 2030.

    Il presidente Ennio Doris ha poi voluto raccontare la nascita della banca, un impegno da sempre legato ai suoi valori genuini. “Compresi da subito che cosa volessi fare, no solo per avere successo, ma perchè fosse davvero utile”.

    L’impegno sociale di Banca Mediolanum si concretizza anche con la Fondazione Banca Mediolanum presieduta da Sara Doris, una fondazione che si occupa di infanzia con 135 volontari che in 12 anni ha permesso di aiutare 66 mila bambini con 386 progetti.

    Ma vediamoli nel dettaglio i 5 impegni di Banca Mediolanum per uno sviluppo sostenibile:

    1 – Solidità e stabilità finanziaria

    Sin dalla sua quotazione in Borsa nel Giugno 1996 ha prodotto utili e distribuito dividendi significativi, nel quadro di un incremento dimensionale totalmente organico e pressoché ininterrotto, con una costante attenzione alla soddisfazione di tutti gli stakeholder.

    2 – Personalizzazione, sicurezza e innovazione delle soluzioni finanziarie

    L’impegno nell’offerta di prodotti e servizi è basato sull’importanza di garantire un elevato livello di soddisfazione, attraverso soluzioni sempre più flessibili e all’avanguardia.

    3 – Multicanalità, digitalizzazione e rete di Family Banker

    Gli strumenti operativi sono studiati in modo tale da soddisfare le diverse esigenze del cliente. La digitalizzazione dei servizi permette l’operatività a distanza da parte dei clienti i quali hanno la possibilità di avere la propria banca a portata di mano e un Family Banker sempre reperibile e disponibile ad indirizzarli nelle scelte di gestione del risparmio.

    4 – I Dipendenti del Gruppo Mediolanum

    l’Azienda promuove lo sviluppo di una cultura aziendale basata su valori condivisi e sull’orientamento all’impegno e all’integrità. Costruisce, coerentemente ai valori, leve e azioni che rafforzano la valorizzazione delle persone e il riconoscimento delle conoscenze e capacità dei collaboratori del Gruppo. I dipendenti vengono “accompagnati” in percorsi di sviluppo professionale finalizzati a far emergere talento e competenze e sono destinatari di politiche di Welfare aziendale inclusive, atte a stimolare il Work- Life Balance e a garantire il benessere della persona.

    5 – Responsabilità verso la Collettività e l’Ambiente

    La Banca promuove un approccio globale nel supporto dello sviluppo della collettività attraverso la diffusione della cultura etica a tutti gli stakeholder mediante i programmi specifici messi in atto da Mediolanum Corporate University; il supporto tramite i prodotti e servizi di Banca Mediolanum; le iniziative per Clienti e collaboratori in difficoltà; l’attenzione all’ambiente e al consumo di risorse; le politiche di approvvigionamento responsabili; la collaborazione con Fondazione Mediolanum Onlus.

    Infine, per celebrare quel momento in cui Ennio Dorsi annunciò che tutti i clienti copliti dal grave crack sarebbero stati rimborsati, Banca Mediolanum ha lanciato un nuovo spot televisivo, che porta la firma di Armando Testa, che sarà in onda dal 22 ottobre all’11 novembre con oltre 5.200 spot nel formato da 30” pianificati sulle reti Rai, Mediaset, La7, Class CNBC, Paramount Channel, Sky e Cielo.