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  • Come affrontano la IA le aziende e gli utenti italiani

    Come affrontano la IA le aziende e gli utenti italiani

     

    Una ricerca di Deloitte esplora il crescente fenomeno dell’Intelligenza Artificiale in Italia. I dati raccolti ci offrono uno sguardo su come utenti e aziende vedono questa tecnologia rivoluzionaria.

    Il tema dell’intelligenza artificiale si sta estendendo sempre di più in qualsiasi ambito. Sia personale che professionale. E parliamo soprattutto di IA generativa, dopo il boom di ChatGPT, esattamente un anno fa.

    Ed è proprio a distanza di un anno dalla IA di OpenAI che vale la pena dare un’occhiata alla ricerca di Deloitte sull’Intelligenza Artificiale in Italia. Ricerca che getta luce su un panorama in costante mutamento anche nel nostro paese. La gestione e l’implementazione dell’AI stanno diventando sempre più cruciali per le imprese e la società.

    Panorama sulla IA in Italia nel 2023

    Ma cosa ne pensano gli italiani?

    Le opinioni si dividono tra curiosità e timore. Gli italiani sperano che l’IA trovi applicazione soprattutto in campo medico (38%) e nella semplificazione burocratica (31%). C’è anche chi non esclude di “fare amicizia” con un’intelligenza artificiale (41%), mentre molti lo troverebbero “inquietante” (28%).

    Secondo il report, ben il 59% delle imprese italiane ha già sperimentato con l’IA. Il 40% prevede di aumentare gli investimenti nei prossimi tre anni. Questa crescita è spinta dall’esigenza di ottimizzare i processi, analizzare dati e gestire i rischi.

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    Il 35% delle aziende è pronto per l’implementazione dell’AI, mentre il 53% guarda al medio termine. Si punta alla riduzione dei costi di questa tecnologia, che attualmente rappresenta un ostacolo per la maggior parte delle imprese italiane (66%).

    L’IA e le aziende italiane

    Tra le soluzioni più comuni vi sono quelle per l’automazione, l’ottimizzazione e la gestione di processi (38%), l’analisi dei dati (16%), l’analisi e la gestione dei rischi (15%). Meno frequenti l’uso di chatbot (13%), l’impiego per la formazione dei dipendenti (8%) e le applicazioni per la produzione di testo e/o immagini, usate solo dal 3% delle aziende nonostante il grande clamore mediatico di cui sono state protagoniste negli ultimi mesi.

    Solo nel 41% dei casi le aziende non hanno mai fatto alcun utilizzo di applicazioni IA.

    Il fenomeno della Intelligenza Artificiale va guidato e gestito nel migliore dei modi, affinché si creino le opportunità e si riducano i rischi. E per fare questo c’è bisogno di competenze.

    La ricerca evidenzia quelle che sono le barriere che ostacolano l’implementazione aziendale di tecnologie AI. E sono: la mancanza di conoscenze e competenze tecniche (40%); l’incompatibilità tecnologica con i sistemi attuali (37%); la carenza di adeguate risorse finanziarie (31%), che nel caso delle aziende del Sud arriva al 47%.

    Aziende e IA, non senza difficoltà

    Altri ostacoli che vengono segnalati dalle aziende sono la difficoltà nella raccolta e gestione dei dati (27%); il grado di maturità del mercato/settore di riferimento (17%).

    E poi, il 71% delle aziende ritiene che l’orizzonte temporale per la diffusione dell’IA sia di lungo periodo. Il 66% fa notare come nel breve periodo la maggior parte delle tecnologie e innovazioni IA abbia un costo proibitivo. Come si ricordava all’inizio.

    7 aziende su 10 concordano sul fatto che la collaborazione fra pubblico e privato sarà imprescindibile per delineare un quadro normativo equo ed efficace sull’AI.

    Il 68% conviene che per garantire uno sviluppo etico e responsabile sarà fondamentale regolamentare la tecnologia AI fin dalle prime fasi della progettazione.

    Come poter garantire uno sviluppo etico dell’AI? Il 59% sottolinea l’importanza delle competenze delle persone all’interno delle imprese. Un 33% indica come prioritaria la formazione di ricercatori e sviluppatori di algoritmi AI su problematiche etiche. Il 31%, invece, pone l’accento sull’importanza di una maggiore trasparenza sui meccanismi di funzionamento dell’AI.

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    AI e Sostenibilità Ambientale

    Le aziende vedono nell’IA un potenziale enorme per la sostenibilità ambientale. In particolare, per l’efficienza energetica (70%); la riduzione dell’inquinamento (57%) e l’economia circolare. L’impiego dell’AI, invece, secondo il 20% potrebbe servire allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. L’8% ne sottolinea il potenziale nella protezione della biodiversità.

    Cosa pensano gli italiani della IA

    Circa un quarto dei cittadini italiani ha già sperimentato applicazioni per la generazione di testi come ChatGPT e Bard. La traduzione simultanea, gli assistenti vocali e le previsioni del traffico in tempo reale emergono come le applicazioni di AI più utilizzate nella vita quotidiana.

    Molto utili anche le previsioni del traffico in tempo reale, che sono adottate dal 37% e continueranno a essere usate da un cittadino su tre.

    Come dicevamo, il 25% ha provato applicazioni per la generazione di testo, come ChatGPT e Bard, e il 15% continuerà a usarle. Tra le applicazioni ancora di “nicchia” la guida autonoma di veicoli (il 13% l’ha provata, il 4% continuerà), la creazione di contenuti artistici e multimediali (l’11% ha provato, il 5% continuerà) e quelle per i servizi finanziari (provati dal 10%, continueranno a essere usati dal 5%).

    Sorprendentemente, il 41% degli intervistati è aperto all’idea di fare amicizia con un’intelligenza artificiale (il 22% “possibilista se avesse connotati umani”; il 19% risponde di sì con entusiasmo); mentre il 28% lo trova “impossibile” e “inquietante”.

    Gli altri settori che gli italiani ritengono prioritari per lo sviluppo della IA siano in ambito medico (38%). E tra chi scommette sull’IA per il settore salute, il 57% immagina di utilizzarla per monitoraggio dello stato di salute e rilevamento di segnali di attenzione; il 52% pensa che sarà utile alla ricerca farmaceutica-sanitaria; il 47% ipotizza un miglior accesso a servizi di prevenzione o assistenza sanitaria personalizzata; mentre il 41% spera in un supporto alla diagnosi attraverso l’analisi di dati.

    Significativa anche l’indicazione sul settore dei servizi pubblici e l’interazione con la PA (31%), che grazie all’AI potrebbe essere migliorata tramite l’automazione e semplificazione burocratica. Segue l’indicazione di un possibile utilizzo applicato a “telecomunicazioni, media e intrattenimento” (30%).

    “Quanto conosci l’IA?”

    Ma gli italiani quanto ne sanno di IA? Allora, dalla ricerca emerge che gli italiani si suddividono in quattro categorie: i “grandi conoscitori” (17%) sono coloro che affermano di conoscere bene le applicazioni e i prodotti AI, nonché la tecnologia sottostante; il 19% si definirebbe come “grande utilizzatore”, cioè utilizza frequentemente prodotti e servizi AI nella vita quotidiana ed è interessato all’utilizzo di futuri sviluppi nel settore; i “non utilizzatori” sono il 22% e dichiarano uno scarso uso e interesse verso l’AI; il 42%, invece, esprime timore o preoccupazione per i futuri rischi che questa tecnologia pone.

  • Il lavoro e le competenze nell’era dell’Intelligenza Artificiale

    Il lavoro e le competenze nell’era dell’Intelligenza Artificiale

    Una recente ricerca analizza l’effetto dell’Intelligenza Artificiale sul mondo del lavoro, con focus su professioni emergenti, necessità di upskilling e crescita dei green jobs entro il 2030.

    Ormai da un po’ di tempo ci stiamo dedicano a comprendere quanto l’Intelligenza Artificiale stia cambiando la nostra società. E, soprattutto, il nostro modo di lavorare e interagire. Una ricerca molto interessante, condotta da ManpowerGroup, EY e Sanoma, ci svela come, entro il 2030, 8 professioni su 10 subiranno cambiamenti rilevanti, con un’ascesa delle professioni informatiche e tecnologiche parallela a quella dei servizi di cura e assistenza alla persona.

    Secondo il modello predittivo elaborato dalla ricerca, grazie a tecniche di Intelligenza Artificiale (IA) e algoritmi di machine learning, la domanda di lavoro in Italia continuerà a crescere, anche se con un rallentamento atteso a partire dal 2024, che diverrà più marcato dal 2027. Questo rallentamento è correlato all’adozione crescente di soluzioni IA e robotica avanzata nelle aziende.

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    Crescita e declino: professioni rimodellate dall’IA

    L’IA influenzerà in modo differenziato i diversi settori: da un lato aumenterà la domanda in settori tecnologicamente maturi (9 su 23) e in quelli legati alla trasformazione dei servizi e delle competenze; dall’altro, ridurrà la domanda in settori come banche e assicurazioni, già impegnati in percorsi di ristrutturazione tecnologica.

    Le previsioni dettagliate mostrano una crescita della domanda legata all’IA per professioni eterogenee, dai profili ingegneristici e fisici (+7%) a quelli creativi e manageriali. I dati specifici evidenziano ad esempio:

    • Ingegneri industriali e gestionali: +68%
    • Registi: +59%
    • Specialisti nella commercializzazione di beni e servizi: +46%
    • Fisici: +45%
    • Imprenditori e amministratori di grandi aziende nei servizi alle imprese e alle persone: +45%
    • Direttori e dirigenti del dipartimento finanza ed amministrazione: +32%
    • Specialisti dell’organizzazione del lavoro: +30%
    • Specialisti dell’economia aziendale: +29%
    • Specialisti dei sistemi economici: +29%
    • Analisti di mercato e psicologi dello sviluppo e dell’educazione: +27%
    • Architetti e pianificatori paesaggisti: +24%

    In parallelo, alcune professioni vedranno una significativa decrescita:

    • Intervistatori e rilevatori professionali: -64%
    • Venditori a distanza: -63%
    • Centralinisti: -60%
    • Croupiers: -58%
    • Personale non qualificato nei servizi di ristorazione: -52%

    Implicazioni sul Lavoro, enfasi sulla Sostenibilità

    Queste tendenze implicano una transizione verso lavori che richiedono un alto livello di qualifica e competenze ibride, sia tecnologiche che di settore, come nella ricerca e sviluppo e nel marketing.

    Emergerà una maggiore enfasi sulla sostenibilità, con una crescita dei green jobs e una domanda trasversale di green skills, essenziali per il miglioramento dell’impatto ambientale delle aziende.


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    Il 51% degli italiani pensa che l′Intelligenza Artificiale ridurrà il lavoro


    L’upskilling e il reskilling diventano quindi critici per preparare la forza lavoro attuale e futura. Le aziende e i sistemi educativi dovranno collaborare per allineare le offerte formative con le esigenze del mercato, evitando squilibri e talent shortage.

    Il modello predittivo utilizzato dalla ricerca stima anche il mismatch in uscita dai percorsi universitari italiani. Si verificherà un significativo disallineamento tra le competenze dei neolaureati italiani e i lavori di primo impiego nel corso del decennio, soprattutto in uscita dai percorsi STEM.

    Si può consultare, e scaricare, l’intera ricerca da questo link su www.competenze2030.it.

  • Il ritorno dei Beatles grazie anche all’IA

    Il ritorno dei Beatles grazie anche all’IA

    I Beatles tornano con “Now and Then”, una canzone completata grazie all’intelligenza artificiale. Ecco la storia dietro questa traccia e come la tecnologia ha dato nuova vita alla musica.

    Oggi questa data va ricordata perché segna il ritorno dei Beatles. Il leggendario gruppo di Liverpool, formato da John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr ritorna oggi a fare musica insieme. Grazie anche all’intelligenza artificiale. E l’occasione è stata il lancio di una “nuova canzone”, come non accadeva dal 1995.

    La traccia, intitolata “Now and Then”, non è solo un tributo allo straordinario talento del gruppo. È anche un esempio brillante di come la tecnologia di oggi possa dare nuova vita alla musica.

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    Il ritorno inatteso dei Beatles

    La storia dietro la produzione di “Now and Then” è davvero affascinante ed emozionante. Paul McCartney e Ringo Starr, gli unici membri viventi della band, hanno utilizzato la tecnologia di apprendimento automatico per assemblare una traccia finita da una vecchia registrazione “lo-fi” di John Lennon. Questa demo, che risale agli anni ’70, era rimasta incompleta a causa di problemi tecnici.

    Malgrado tutto, grazie alle innovazioni tecnologiche, è stato possibile separare la voce di Lennon dal pianoforte, eliminare i rumori di sottofondo. Questo ha permesso ai Beatles rimanenti di aggiungere la loro magia.

    La magia dell’IA nella Musica

    Il software di apprendimento automatico, sviluppato dal team del regista Peter Jackson per il documentario “Get Back”, ha permesso di separare la voce di Lennon dal pianoforte senza alcuna sovrapposizione o degradazione della qualità.

    Questo ha dato a Paul McCartney e Ringo Starr la possibilità di aggiungere nuovi elementi musicali alla traccia, completandola. La stessa tecnica avanzata è stata poi utilizzata per dare vita a “Now and Then”. Il passato e il presente uniti in un’armonia perfetta.

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    In sintesi, possiamo dire che l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico (ML, machine learning) hanno giocato un ruolo cruciale nel restauro e nel miglioramento delle vecchie registrazioni dei Beatles per il documentario “Get Back”. Lo stesso è valso anche per la realizzazione di “Now and Then”. Si tratta di tecnologie che hanno permesso di superare le sfide tecniche.  E dare vita a un’esperienza audiovisiva di alta qualità che rende omaggio all’eredità dei Beatles.

    L’impresa di oggi non solo celebra l’eredità dei Beatles. Apre anche la porta a infinite possibilità per la musica del passato. Con la tecnologia moderna, vecchie registrazioni possono essere restaurate e rivitalizzate, permettendo alle nuove generazioni di apprezzare la magia della musica in modi mai immaginati prima.

    L’eredità dei Beatles nell’Era Digitale

    “Now and Then” potrebbe essere davvero l’ultimo saluto dei Beatles. Il loro spirito e la loro innovazione continueranno a vivere. Continuando ad ispirare artisti e appassionati di musica in tutto il mondo. E, come sempre, i Beatles ci ricordano che la musica è eterna, proprio come il loro leggendario talento.

    Dove ascoltare la nuova canzone dei Beatles

    Potete ascoltare la nuova canzone dei Beatles sulle piattaforme di streaming, con supporto per il mix Atmos dove supportato. La si può ascoltare su Spotify, YouTube, Apple Music. E poi, sempre da oggi, è disponibile un documentario “Now and Then” su Disney Plus che racconta i momenti in cui Paul McCartney e Ringo Starr hanno contribuito a lavorare sulla canzone.

    Ascoltatela perché è davvero un viaggio musicale straordinario.

  • L’IA generativa e la rivoluzione nel Marketing

    L’IA generativa e la rivoluzione nel Marketing

    L’intelligenza artificiale generativa sta trasformando diversi ambienti, incluso il mondo del marketing. Per cercare di comprendere meglio come l’IA può essere di aiuto alle aziende, ecco tre esperti che condividono le loro visioni.

    Nell’era digitale contemporanea, l’intelligenza artificiale (IA) sta emergendo come una forza trainante anche per il mondo del marketing. L’IA generativa sta rivoluzionando il modo in cui le aziende interagiscono con i clienti, creano contenuti e prendono decisioni strategiche. Ci troviamo in un momento cruciale in cui l’IA generativa sta definendo lo scenario tra presente e futuro del marketing.

    Questa tecnologia offre opportunità senza precedenti per personalizzare la comunicazione, ottimizzare le campagne pubblicitarie e persino rivoluzionare i motori di ricerca. E, come ogni innovazione, porta con sé sfide e domande sul suo impatto anche sul marketing.

    Ma come vedono il futuro del marketing attraverso l’uso dell’IA generativa gli esperti del settore? Tre professori di importanti università italiane hanno condiviso le loro opinioni in un approfondimento realizzato da Giorgia Pisano, Gartner.

    IA generativa e Marketing, il parere degli esperti

    Francisco Villarroel, Università LUISS Guido Carli:
    Quando si parla di IA generativa, una delle domande più frequenti è se in futuro la maggior parte dei contenuti sarà creata dall’IA piuttosto che dall’uomo. Secondo Villarroel, questo è un futuro molto probabile. Già oggi si notano algoritmi che decidono quali contenuti visualizzare. Il passo successivo sarà la creazione di tali contenuti. Tuttavia, sottolinea l’importanza della supervisione umana, essenziale per garantire l’efficacia dell’IA, soprattutto nella preparazione e nella valutazione del contenuto generato.

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    Andreina Mandelli, SDA Bocconi:
    La dott.ssa Mandelli evidenzia come l’IA generativa stia diventando parte integrante dei processi aziendali. Le aziende devono monitorare l’evoluzione di questa tecnologia per sfruttarla al meglio. La tecnologia crea valore quando è utilizzata per generare efficienza o per creare nuove risorse strategiche, come dati e insight utili per comprendere e servire al meglio i clienti.

    Guido Di Fraia, Università Iulm:
    Il dott. Di Fraia fornisce esempi pratici di come l’IA generativa possa essere utilizzata nelle strategie di marketing. Ad esempio, nella fase di awareness, le imprese possono utilizzare l’IA per raggiungere il target specifico. Questo permette di evitare sprechi di tempo e risorse. Nell’email marketing, l’IA può creare email personalizzate; mentre negli A/B test può aiutare a evitare bias, offrendo soluzioni più efficaci basate su test reali sui clienti.

    L’IA Generativa: opportunità e sfide per le aziende

    Mentre ci avviciniamo a un futuro sempre più digitalizzato, l’importanza dell’IA generativa nel panorama del marketing non può essere sottovalutata.

    Secondo un articolo di Salesforce, l’IA generativa ha il potenziale di fornire bozze in pochi secondi. Questo permetterebbe alle aziende di produrre contenuti in modo più efficiente e mirato. Questa capacità di generare contenuti rapidamente e accuratamente può rivoluzionare il modo in cui le aziende interagiscono con i loro clienti.

    Ancora, come sottolineato da Capterra, l’IA generativa può apportare contributi significativi in tutte le fasi del processo di marketing, dalla conversione all’awareness. Questa tecnologia non solo offre alle aziende strumenti avanzati per ottimizzare le loro strategie, ma anche la possibilità di innovare e adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato.

    L’innovazione tecnologica continua a progredire e l’IA generativa emerge come uno strumento fondamentale per le aziende. Una tecnologia che si rivela fondamentale in ottica di competitività.

    Sebbene tutti riconoscono la capacità della IA e le sue potenzialità, è essenziale che le aziende ricordino il valore insostituibile dell’intervento e della creatività umana. Insieme, tecnologia e ingegno umano possono dare vita strategie di marketing davvero rivoluzionarie, centrando le esigenze del cliente in modi assolutamente innovativi.

    [L’immagine di copertina è stata generata da ChatGPT di OpenAI con DALL·E 3]

  • Meta al lavoro per un sistema IA più potente di GPT-4

    Meta al lavoro per un sistema IA più potente di GPT-4

    Meta non ama stare a guardare e si prepara a entrare nel competitivo mondo dell’Intelligenza Artificiale Generativa. Ovviamente si presenta con grandi ambizioni e una strategia unica, consapevole di sfidare OpenAI e Google.

    Meta, l’azienda di Mark Zuckerberg, sta progettando di entrare nel competitivo mercato dell’intelligenza artificiale generativa. Vediamo insieme qualche dettaglio in più del progetto e le implicazioni per l’industria tecnologica.

    Meta e il suo nuovo progetto IA

    Come riportato dal Wall Street Journal, Meta è attualmente impegnata nello sviluppo di un avanzato sistema di intelligenza artificiale che mira a superare il modello linguistico GPT-4 di OpenAI. L’azienda prevede che il nuovo modello sia pronto per il 2024 e ha l’obiettivo di offrire analisi di testo avanzate e altri servizi alle imprese.

    Obiettivi di Meta nell’IA

    Meta ha ambizioni significative per quanto riguarda l’intelligenza artificiale. L’azienda mira a sfruttare questa tecnologia per potenziare le capacità di analisi del testo e altri servizi aziendali. Ciò include il miglioramento dell’elaborazione del linguaggio naturale, il riconoscimento dei modelli nei dati e l’automazione di attività complesse basate sul testo, come la ricerca, il marketing digitale e l’assistenza clienti.

    Meta al lavoro per un sistema IA più potente di GPT-4

    Come sappiamo bene, Meta non è l’unico attore che punta sull’IA generativa. OpenAI ha già lanciato GPT-4, un modello di intelligenza artificiale avanzato, mentre Google sta sviluppando Gemini, un modello di linguaggio di grandi dimensioni. La competizione è intensa, e ciascuna azienda cerca di dimostrare la superiorità dei propri modelli.

    Per questa nuova iniziativa, Meta può contare su una strategia unica rispetto agli altri competitor. A differenza di OpenAI, che ha utilizzato il cloud computing di Microsoft Azure per distribuire il suo modello, Meta intende addestrare il nuovo sistema utilizzando la propria infrastruttura, compresi i potenti chip di addestramento AI Nvidia H100. Questo approccio potrebbe offrire a Meta un maggiore controllo sulla formazione e le prestazioni del modello.

    Inoltre, Meta ha l’intenzione di rendere il suo modello di intelligenza artificiale open source e gratuito per le aziende, aprendo la strada a una diffusione più ampia. In ogni caso, ci sono preoccupazioni legate a questo approccio, come il possibile uso improprio delle informazioni protette da copyright e la diffusione della disinformazione attraverso sistemi basati sull’IA.

    Meta e il futuro nell’Intelligenza Artificiale generativa

    Questo nuovo progetto di Meta rappresenta un tentativo di Mark Zuckerberg di riaffermare il ruolo dell’azienda nell’ambito dell’intelligenza artificiale, dopo gli investimenti nel metaverso che non hanno ancora prodotto risultati tangibili. Come è noto, l’industria della IA si sta evolvendo rapidamente e Meta non vuole certo restare a guardare, consapevole che dovrà affrontare la concorrenza e le sfide legate all’uso dell’IA generativa.

    In conclusione, il nuovo progetto di Meta nell’ambito dell’intelligenza artificiale generativa mette in gioco nuove sfide e opportunità che l’azienda si appresta affrontare. Il futuro di Meta nell’IA sarà interessante da seguire, poiché l’azienda cerca di ridefinire il proprio ruolo nell’industria dell’IA e compete con giganti come OpenAI e Google. Resta da vedere se Meta riuscirà a realizzare con successo questo ambizioso obiettivo, tenendo conto delle sfide e delle incertezze presenti in questo settore in rapida evoluzione.

    Intanto, segnaliamo che il prossimo 13 settembre si terrà un importante evento negli Usa sulla IA, voluto e organizzato dal senatore Chuck Schumer, a cui parteciperanno tra gli altri anche: il CEO di Google Sundar Pichai e l’ex CEO di Google Eric Schmidt; Mark Zuckerberg, CEO di Meta; Sam Altman, CEO di OpenAI; Satya Nadella, CEO di Microsoft; il CEO di Nvidia, Jensen Huang; e anche Elon Musk, oggi CEO di X, ex Twitter.

  • Meta regala la sua tecnologia AI per battere ChatGPT

    Meta regala la sua tecnologia AI per battere ChatGPT

    Meta ha reso open-source il suo grande modello linguistico LLaMA 2 ed entra in competizione con ChatGPT. LLaMA 2 è stato addestrato su un dataset di testo e codice molto più grande di ChatGPT.

    Meta ha reso open-source il suo modello linguistico in collaborazione con Microsoft. La società di Mark Zuckerberg ha annunciato che sta rendendo libero il suo modello linguistico chiamato LLaMA 2, rendendolo gratuito per l’uso commerciale e di ricerca e puntando ad entrare in sfida con GPT-4 di OpenAI, che alimenta strumenti come ChatGPT e Microsoft Bing.

    Meta ha annunciato questo momento molto importante per l’azienda in occasione dell’evento Microsoft Inspire, il grande evento di Microsoft dedicato ai partner, sottolineando il suo supporto per Azure e Windows e una “crescente” collaborazione tra le due società.

    Allo stesso tempo, Microsoft ha rivelato maggiori dettagli sugli strumenti AI integrati nella sua piattaforma 360 e quanto costeranno.

    Qualcomm ha anche annunciato che sta lavorando con Meta per portare LLaMA su laptop, telefoni e visori a partire dal 2024 in poi per le app alimentate dall’intelligenza artificiale che funzionano senza fare affidamento sui servizi cloud.

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    Il comunicato di Meta spiega la decisione di aprire LLaMA come un modo per dare alle imprese, alle startup e ai ricercatori accesso a più strumenti di intelligenza artificiale, consentendo l’esperimento come comunità. Secondo Meta, LLaMa 2 è stato addestrato su un 40% di dati in più rispetto a LLaMa 1, che include informazioni da “fonti online pubblicamente disponibili“. Dice anche che “supera” altri LLM come Falcon e MPT per quanto riguarda ragionamento, codifica, competenza e test di conoscenza.

    Aprendo LLaMA, Meta ha dichiarato che vuole migliorare la sicurezza e la trasparenza. La società ha affermato che il modello LLaMA 2 è stato “red-teamed”, o testato per la sicurezza generando “richiami ad avversari per facilitare la messa a punto del modello“, sia internamente che esternamente. Meta divulga anche come vengono valutati e modificati i modelli e ha detto anche che il modello LLaMA 2 open-source sarà disponibile tramite la piattaforma Azure di Microsoft.

    La società madre di Facebook ha detto che LLaMA sarà disponibile anche tramite AWS, Hugging Face e altri provider. “Crediamo che un approccio aperto sia quello giusto per lo sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale odierni, specialmente in quello generativo in cui la tecnologia sta progredendo rapidamente“, ha affermato Meta in una dichiarazione. “L’apertura all’accesso ai modelli di intelligenza artificiale odierni significa che una generazione di sviluppatori e ricercatori può stressarli, identificando e risolvendo i problemi rapidamente, come comunità“.

    Dopo questo annuncio, è naturale aspettarsi che più persone abbiano accesso a LLaMA 2, siamo quindi destinati a vedere nuovi strumenti basati sull’intelligenza artificiale costruiti su questo modello. Meta afferma di aver ricevuto già oltre 100.000 richieste da parte di ricercatori per utilizzare il suo primo modello, ma la LLaMA 2 open-source avrà probabilmente una portata ben più alta.

    Meta ha rilasciato LLaMa 2 per la ricerca e l’uso commerciale, in un tentativo di battere ChatGPT, un modello linguistico simile realizzato da OpenAI.

    LLaMa 2 è stato addestrato su un dataset di testo e codice molto più grande di ChatGPT, il che gli conferisce una maggiore capacità di generare testo di qualità umana. Inoltre, LLaMa 2 è stato progettato per essere più sicuro e trasparente di ChatGPT.

    Meta spera che LLaMa 2 diventerà lo standard di fatto per i modelli linguistici, sostituendo ChatGPT e altri modelli simili. Il rilascio di LLaMa 2 è un significativo passo avanti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, e segnerà probabilmente l’inizio di un’era di modelli linguistici più potenti e sofisticati.

  • Microsoft, ecco il Copilot AI per Microsoft 365 a 30 dollari

    Microsoft, ecco il Copilot AI per Microsoft 365 a 30 dollari

    Microsoft annuncia il costo del Copilot per Microsoft 365 potenziato con IA: 30 dollari per utente aziendale. E poi, è in fase di rilascio Bing Chat Enterprise, versione del chatbot IA dedicata alla privacy.

    In occasione dell’evento Microsoft Inspire dedicato ai partner, il colosso di Redmond ha annunciato il prezzo di quello che è il Copilot per Microsoft 365 potenziato con intelligenza artificiale (IA).

    La suite di strumenti di IA contestuali, frutto della partnership con OpenAI, costerà 30 dollari per utente per gli account aziendali. Inoltre, l’azienda lancerà Bing Chat Enterprise, una versione del chatbot IA orientata alla privacy, con una sicurezza potenziata per gestire dati aziendali sensibili.

    Rivelato a marzo, Microsoft 365 Copilot rappresenta la visione di Microsoft del futuro del lavoro. La suite di strumenti alimentata da GPT-4 permette di generare contenuti per Office utilizzando semplici comandi di testo in linguaggio naturale.

    Si può chiedere a PowerPoint, ad esempio, di creare una presentazione basata su un documento Word, generare una proposta a partire dai dati di un foglio di calcolo o riassumere email e redigere risposte in Outlook, il tutto digitando semplici comandi.

    Basando le risposte sui dati aziendali, come documenti, email, calendari, chat, riunioni e contatti, e combinandoli con il contesto lavorativo – la riunione in corso, le email scambiate su un argomento, le chat della scorsa settimana – Copilot fornisce risposte più ricche, pertinenti e praticabili alle vostre domande“, ha scritto in un annuncio di oggi Frank X. Shaw, Chief Communications Officer di Microsoft.

    Microsoft ha iniziato a testare Copilot con un piccolo gruppo di partner aziendali selezionati all’inizio di quest’anno, ma non ha ancora annunciato quando tutti i clienti aziendali avranno accesso.

    Microsoft Copilot Microsoft 365 AI 30 dollari franzrusso.it

    Il costo di 30 dollari al mese sarà applicato ai clienti Microsoft 365 E3, E5, Business Standard e Business Premium. L’azienda non ha ancora annunciato il prezzo o la disponibilità di Copilot rivolto a tutti gli altri utenti, quelli non aziendali quindi.

    Bing Chat Enterprise è la variante di Microsoft del popolare chatbot IA, più orientata alla sicurezza, che è stata lanciata per i consumatori a febbraio. “Dopo il lancio del nuovo Bing a febbraio, abbiamo ricevuto feedback da molti clienti aziendali entusiasti di potenziare le loro organizzazioni con nuovi potenti strumenti IA, ma preoccupati che i dati delle loro aziende potrebbero non essere protetti“, ha scritto Shaw. “Ecco perché oggi annunciamo Bing Chat Enterprise, che offre alle organizzazioni una chat alimentata da IA per il lavoro con la protezione dei dati commerciali. Ciò che entra e ciò che esce rimane protetto, dando ai clienti commerciali accesso gestito a risposte migliori, maggiore efficienza e nuovi modi di essere creativi“.

    Bing Chat Enterprise inizia a essere rilasciato da oggi in anteprima – senza costi aggiuntivi – per i clienti Microsoft 365 E5, E3, Business Premium e Business Standard. Inoltre, l’azienda prevede di rendere disponibile il chatbot orientato alle imprese come un’opzione di abbonamento standalone da 5 dollari “in futuro”.

  • Elon Musk lancia xAI, la sua nuova società di intelligenza artificiale

    Elon Musk lancia xAI, la sua nuova società di intelligenza artificiale

    Elon Musk ha lanciato una nuova società di intelligenza artificiale chiamata xAI. La società si propone di rivaleggiare con OpenAI, Microsoft e Google. Musk ha previsto che un’IA più intelligente degli umani sarà realtà tra cinque o sei anni.

    Elon Musk, già proprietario di Twitter e CEO di SpaceX e Tesla, ha ufficialmente lanciato la sua nuova impresa nel settore dell’intelligenza artificiale. Si chiama xAI e si presenta come potenziale competitor di colossi dell’IA come OpenAI, Microsoft e Google (proprio Bard arriva in Italia da oggi).

    xAI è qui per capire la realtà,” così Musk ha annunciato su Twitter, la piattaforma di social media di sua proprietà. Musk aveva costituito l’azienda di IA in Nevada a marzo, reclutando ricercatori nel tentativo di creare un rivale per OpenAI, la compagnia che ha lanciato ChatGPT. Musk ha criticato ChatGPT definendolo e ha avvertito che potrebbe portare l’IA a diventare troppo potente per essere controllata dagli umani.

    La rapida scalata di ChatGPT (100 milioni di utenti in 5 giorni) ha scatenato un vortice di interesse da parte degli investitori nel settore dell’IA. Microsoft, che aveva stretto una partnership con OpenAI, ha poi preferito andare a fondo con la partnership a gennaio con un investimento pluriennale di diversi miliardi di dollari. Google, parte del colosso Alphabet, ha cercato di tenere il passo, rilasciando il proprio chatbot, Bard che, come ricordavamo all’inizio, è finalmente disponibile anche in Italia.

    xAI intelligenza artificiale elon musk franzrusso.it

    La visione di Elon Musk per l’IA

    Durante un spazio live su Twitter, Elon Musk ha presentato la nuova società e la sua visione per l’IA, espremendo il suo sostegno alla regolamentazione governativa dell’IA. Ha, inoltre, suggerito l’idea di una cooperazione internazionale con il governo cinese sulla tecnologia dell’IA.

    Se potessi mettere in pausa l’IA o l’IA superintelligente, lo farei. Ma non sembra realistico,” ha detto Musk. E ancora, il CEO di Tesla crede sia possibile “far crescere” un’IA curiosa riguardo all’umanità e all’universo, e che non sia pericolosa. Musk ha previsto che un’IA più intelligente degli umani sarà realtà tra cinque o sei anni, una tempistica più breve rispetto a quella prevista dalla maggior parte dei ricercatori in Intelligenza Artificiale.

    Durante lo space, Musk ha accolto con favore la supervisione governativa e ha detto di aver avuto recentemente conversazioni con alti funzionari del governo cinese riguardo ai rischi dell’IA e alla regolamentazione.

    Il Futuro dell’Intelligenza Artificiale

    La competizione nell’IA è ora feroce. Google, Microsoft e altre grandi aziende tecnologiche hanno da anni investito miliardi di dollari nella ricerca sull’IA, integrando le loro scoperte in prodotti esistenti come Google Search o per rendere i loro data center più efficienti. L’anno scorso, OpenAI ha suscitato una nuova ondata di entusiasmo attorno alla tecnologia rilasciando ChatGPT direttamente ai consumatori, permettendo loro di vedere gli avanzamenti nell’IA.

    Durante l’evento Twitter Spaces, Musk ha affermato che ci vorrà del tempo prima che xAI raggiunga il livello di OpenAI e Google. Ha inoltre parlato a lungo del suo recente viaggio in Cina, dove ha incontrato alti funzionari governativi e leader aziendali. Ha affermato di credere che la Cina stia regolamentando aggressivamente la propria industria dell’IA e che abbia avvertito i funzionari governativi che un’IA super intelligente potrebbe sottrarre il controllo del paese al Partito Comunista Cinese.

    Il difficile problema di Taiwan una volta risolto, spero che ci saranno relazioni positive tra Cina e Stati Uniti,” ha detto Musk. “Probabilmente avremo una strada accidentata tra ora e allora.

    Curiosità. La storia di Musk con la lettera X risale a molto tempo fa. La sua ex startup di servizi bancari online, X.com, è poi diventata PayPal.

    Nonostante le sfide, Elon Musk rimane deciso a plasmare il futuro dell’intelligenza artificiale con la sua nuova compagnia, xAI, portando la competizione nel settore dell’IA a un nuovo livello.

    Vedremo se riuscirà. Certamente, se decidesse di occuparsi solo di IA e la smettesse di occuparsi di Twitter sarebbe pure meglio.

  • Tech Vision 2023, l′AI guida il cambiamento del lavoro

    Tech Vision 2023, l′AI guida il cambiamento del lavoro

    La Tech Vision 2023 mette al centro l’Intelligenza Artificiale Generativa. Secondo lo studio di Accenture fino al 40% delle ore lavorative potrà essere potenziato dall’IA basata sul linguaggio. E l’AI porterà alla creazione di 2,5 milioni di nuovi lavori.

    L’ultima edizione del report Accenture Technology Vision 2023Quando gli atomi incontrano i bit” indaga le tendenze che caratterizzeranno il futuro dello sviluppo tecnologico. Questo studio si propone di anticipare i principali trend che avranno un impatto significativo sulle imprese e sui consumatori, nei prossimi anni. Uno dei principali punti di interesse di questo rapporto è l’ascesa dell’intelligenza artificiale generativa e le sue implicazioni per il mondo degli affari e della ricerca scientifica.

    L’Intelligenza Artificiale Generativa, insieme ad altre tecnologie all’avanguardia, sta aprendo la strada a un nuovo futuro in cui la fusione tra digitale e fisico va oltre la creazione di nuovi prodotti e servizi. Questa convergenza si sta rivelando essere il traino di una nuova era di scoperte scientifiche. Sotto il focus principale del report, troviamo anche l’importanza dell’aggregazione e dell’utilizzo responsabile dei dati come driver fondamentale di questa nuova realtà.

    accenture tech vision 2023 AI lavoro

    Al centro dell’attenzione, come dicevamo in apertura, c’è l’Intelligenza Artificiale Generativa, poiché offre un potenziale notevole nell’aumentare le capacità umane.

    Secondo lo studio di Accenture, e qui arriviamo alla prima grande notizia che si desume dal rapporto, si stima che fino al 40% delle ore lavorative potrebbe essere supportato o potenziato dall’intelligenza artificiale basata sul linguaggio. I dirigenti aziendali sono consapevoli dello sviluppo di questo fenomeno e riconoscono che i modelli di base dell’AI avranno un ruolo significativo nelle strategie delle loro organizzazioni nei prossimi tre/cinque anni.

    Già di per sè, pensare che il 40% delle ore lavorate verrà gestito dall’intelligenza artificiale è uno dei dati più interessanti della ricerca. Ma non c’è solo questo, perché Mauro Macchi, amministratore delegato di Accenture Italia, nella conferenza di presentazione della ricerca tenutosi nell’ACIN di piazza Gae Aulenti a Milano, ha dichiarato che l’IA renderà necessario un percorso di upskill che coinvolgerà 9 milioni di lavoratori e la creazione di 2,5 milioni di nuovi lavori.

    Oggi l’Italia – dichiara Mauro Macchi, CEO di Accenture Italia – “ha la grande opportunità di raggiungere i livelli di produttività dei principali paesi accelerando l’adozione delle tre tecnologie che rappresentano il digital core delle organizzazioni contemporanee: cloud, dati e intelligenza artificiale. Ciò consentirà di mettere in pratica quella che in Accenture definiamo una reinvenzione totale, una trasformazione continua, consapevole e responsabile in cui la tecnologia gioca il ruolo di abilitatore del cambiamento. Questo, insieme ad un dialogo sempre più strutturale tra pubblico e privato, consentirà di aumentare la competitività e guidare la crescita. Il nostro Sistema Paese sarà in grado di vincere questa sfida solo se riuscirà a sincronizzare ed indirizzare opportunamente le trasformazioni nella tecnologia, nello sviluppo di nuove competenze e nei meccanismi organizzativi.

    L’Intelligenza Artificiale Generativa è senz’altro la tecnologia più promettente e la sua adozione renderà necessario formare non solo i nuovi talenti ma, soprattutto, la forza lavoro attuale con l’upskilling/reskilling di 9 milioni di lavoratori. Investire in formazione porterà anche alla creazione di 2,5 milioni di nuovi lavori direttamente collegati a questa tecnologia“.

    La Technology Vision 2023 di Accenture, che coinvolge 4.777 aziende in 34 paesi e 25 settori merceologici, identifica quattro tendenze fondamentali che caratterizzeranno il prossimo futuro. La prima tendenza è l’AI generativa, considerata dagli intervistati come il co-pilota dell’ingegno e delle capacità umane, stimolando creatività e innovazione. La seconda tendenza riguarda l’identità digitale e la sua importanza come punto di congiunzione tra il mondo digitale e quello fisico. La terza tendenza evidenzia la raccolta e l’utilizzo consapevole dei dati, riconoscendo che i dati sono diventati un fattore chiave di differenziazione competitiva per tutte le organizzazioni in tutti i settori. Infine, la quarta tendenza sottolinea la dialettica tra scienza e tecnologia, in cui l’una accelera il progresso dell’altra.

    La digital identity, la gestione consapevole dei dati e la stretta connessione tra scienza e tecnologia stanno ridefinendo il panorama dell’innovazione. Le aziende devono adattarsi a queste nuove sfide per rimanere competitive. La digital identity rappresenta un imperativo strategico per le organizzazioni, mentre il corretto utilizzo dei dati è considerato un fattore chiave di differenziazione competitiva. Inoltre, la sinergia tra scienza e tecnologia promette di affrontare le sfide più pressanti dell’umanità.

    La gestione delle identità digitali, in particolare, sta aprendo nuovi orizzonti, permettendo un’approccio radicalmente diverso alla condivisione e alla proprietà dei dati. Con l’introduzione di sistemi di core digital identity, l’ecosistema dei dati si basa sempre più sul consenso e sul valore, garantendo maggiore sicurezza e fiducia per le organizzazioni e i loro stakeholder.

    La raccolta e l’utilizzo consapevole dei dati sono diventati prioritari per le aziende, in quanto riconoscono che i dati sono diventati un’importante fonte di vantaggio competitivo. Attraverso l’intelligenza artificiale e l’analisi dei dati, le aziende possono trarre informazioni significative per migliorare l’efficienza operativa, rafforzare le relazioni con i clienti e affrontare le sfide chiave nel loro settore.

    Accenture, in risposta a queste tendenze, ha creato il Generative AI and Large Language Model (LLM) Center of Excellence, che riunisce un vasto team di esperti dedicati all’AI generativa. Con un investimento di 3 miliardi di dollari in tre anni, Accenture mira a rafforzare la propria divisione AI e a lanciare la piattaforma AI Navigator for Enterprise.

  • Accenture investe 3 mld di dollari sull′intelligenza artificiale

    Accenture investe 3 mld di dollari sull′intelligenza artificiale

    Accenture si impegna a investire 3 miliardi di dollari nell’IA nei prossimi tre anni. L’obiettivo è potenziare la divisione Data & AI, raddoppiando il numero di talenti e lanciando nuove piattaforme. Questo aiuterà le organizzazioni a progredire in modo rapido e responsabile nel campo dell’IA.

    Accenture, azienda globale di servizi professionali, ha deciso di investire fortemente nella divisione Data & AI, destinando ben 3 miliardi di dollari nei prossimi tre anni per potenziare il settore e contribuire a sviluppare nuove soluzioni e modelli. Si tratta di un imponente investimento che si prefigge l’obiettivo di sostenere le organizzazioni di 19 settori industriali nella creazione di un maggiore valore, aumentando la crescita, l’efficienza e la resilienza grazie all’Intelligenza Artificiale.

    Accenture investimento intelligenza artificiale

    Tra le iniziative previste dal colosso globale di consulenza, figura il lancio della piattaforma AI Navigator for Enterprise, dedicata a supportare lo sviluppo di strategie di Intelligenza Artificiale, e il Center for Advanced AI, creato per massimizzare il valore della Generative AI e di altre forme di IA. L’investimento prevede inoltre il raddoppio del numero di talenti attivi nella divisione IA, arrivando a coinvolgere 80.000 persone attraverso nuove assunzioni, acquisizioni e formazione specifica.

    Il commento della CEO Julie Sweet

    Julie Sweet CEO Accenture
    Julie Sweet CEO Accenture

    Oggi c’è un rinnovato e forte interesse verso tutte le aree dell’IA e l’importante investimento che stiamo per attuare nella practice Data & AI aiuterà i nostri clienti ad evolvere dall’interesse all’azione e infine alla creazione di valore in modo responsabile attraverso la condivisione di casi aziendali“, ha dichiarato Julie Sweet, Presidente e CEO di Accenture.

    Le organizzazioni che si creano una solida base di IA adottandola e scalandola adesso che la tecnologia è matura, godranno di un migliore posizionamento che le aiuterà a reinventarsi, competere e raggiungere nuovi livelli di performance. In un momento di vorticosi cambiamenti tecnologici come quello attuale, la nostra profonda conoscenza di soluzioni ci permette di aiutare i nostri clienti ad agire rapidamente per prendere le migliori decisioni.

    L’Intelligenza Artificiale rappresenta un mega-trend per il prossimo decennio, in grado di trasformare in maniera massiccia i settori industriali, le aziende e il modo di vivere e lavorare delle persone“, ha dichiarato Paul Daugherty, Group Chief Executive di Accenture Technology. Con queste parole Daugherty sottolinea l’importanza cruciale che l’IA ricoprirà nel prossimo futuro, aspetto su cui Accenture intende puntare con decisione.

    Accenture, oltre 1450 brevetti

    L’investimento di Accenture rafforza una posizione di leadership nel campo dell’IA maturata in decenni di lavoro. Con oltre 1.450 brevetti e richieste di brevetto in tutto il mondo, e centinaia di soluzioni su misura sviluppate per clienti di svariati settori, la società ha già una solida base da cui partire per rafforzare ulteriormente il suo ruolo di leader nel settore dell’IA.

    Accenture ha integrato l’IA nel suo intero approccio alla fornitura di servizi, offrendo efficienza e visione e accelerando la creazione di valore per migliaia di clienti attraverso piattaforme leader come myWizard, SynOps e MyNav.

    In un mondo in cui i cambiamenti tecnologici sono sempre più rapidi e incisivi, l’investimento di Accenture rappresenta un segnale forte di fiducia nel potenziale dell’IA. Questa mossa strategica conferma una volta di più come l’Intelligenza Artificiale sia destinata a giocare un ruolo sempre più rilevante nel panorama tecnologico e industriale globale.

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