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  • Dyson, quando la tecnologia rispetta anche l’ambiente

    Dyson, quando la tecnologia rispetta anche l’ambiente

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    Dyson è leader mondiale nel settore degli aspirapolvere e, continuando la sua storia fatta di tecnologia e innovazione, annovera tra i suoi valori anche il rispetto per l’ambiente. Tutti i prodotti dell’azienda fondata da James Dyson rispettano la nuova normativa ErP già da prima che la stessa entrasse in vigore

    Dyson è un brand ormai molto conosciuto anche nel nostro paese, leader mondiale nel settore degli aspirapolvere. La storia di Dyson, azienda fondata nel 1992 da James Dyson (da una sua creazione del 1978), è fatta di innovazione e di tanta tecnologia. E questi due elementi hanno fatto si che il brand Dyson si posizionasse negli anni come marchio di qualità e affidabile, perchè affidabili e di qualità sono sempre stati i suoi prodotti. Di recente ho avuto modo di conoscere meglio questa azienda più da vicino, soprattutto in occasione della presentazione di Dyson 360 Eye, il primo robot della casa inglese presentato ad IFA 2014 di Berlino e che verrà introdotto sul mercato a partire dalla prossima primavera. E quella che era solo un’impressione e invece diventata un’idea più chiara. L’azienda Dyson ha nel suo dna l’innovazione, la tecnologia, basta guardare i suoi prodotti per accorgersene. In questi mesi sono stati tanti che mi hanno parlato della loro soddisfazione usando prodotti Dyson, ma uno in particolare mi ha detto: “è la Ferrari degli aspirapolvere“. Ecco, in questa frase è racchiusa l’immagine che offre Dyson. Quel consumatore intendeva dire che sebbene i prodotti si posizionano sul mercato ad un prezzo superiore della media, la resa è senz’altro superiore della media. Ed è assolutamente così.

    E su questo posso portare una testimonianza diretta usando un “Dyson DC 52 Animal turbine“, un prodotto eccezionale che sorprende per la sua efficacia. Non ci sono sacchetti e questo è già un bel risparmio e non ci sono filtri. Il “52” indica i cicloni “Dyson Cinetic” che presentano punte oscillanti per impedire l’otturazione del ciclone. Il compito dei cicloni è quello di separare la polvere con efficienza, ecco perchè non esistono filtri da pulire. Tutto questo si traduce quindi nel mantenere costante nel tempo la capacità di aspirazione dell’aspirapolvere. E questo è uno dei grandi punti di forza dei Dyson.

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    I prodotti Dyson sono progettati per durare nel tempo, lo testimonia la garanzia di 5 anni (e non 1 come quasi tutti gli altri prodotto sul mercato) ed è parte della filosofia dell’azienda britannica che va un po’ controcorrente (a ragione!). Nel senso di non allinearsi nella produzione ossessiva di modelli che hanno un ciclo di vita molto ridotto. Gli aspirapolvere Dyson nascono per garantire un ciclo di vita molto più ampio in quanto sono tecnologicamente avanzati, innovativi e attenti all’ambiente. E tutto questo si ottiene con investimenti. E’ notizia di qualche giorno fa, come riporta il Financial Times, che Dyson è pronta ad investire per i prossimi 4 anni qualcosa come 1 miliardo di sterline (1,25 miliardi di euro) in ricerca e sviluppo. 200 milioni di sterline sono stati stanziati per la sede di Singapore. L’idea è quella di dare vita a 4 nuove aree per lanciare 100 nuovi prodotti.

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    Come già detto in un’altra occasione in cui abbiamo parlato di Dyson, i prodotti dell’azienda britannica rispettano la nuova direttiva europea ambientale (Direttiva 665/2013) denominata “ErP”, che di fatto introduce l’etichettatura ambientale anche per gli aspirapolvere, già da prima che la stessa entrasse in vigore. In pratica questa direttiva  la classificazione energetica anche per questa tipologia di prodotti con una classificazione che va da A a G, che indicherà la classe di efficienza energetica, la stima del consumo annuo, il livello di rumorosità e la classe di efficienza pulente. Inoltre, la direttiva introduce dei parametri minimi di riferimento per i quali potranno essere commercializzati solo aspirapolvere che hanno un consumo non superiore a 1600 W (sarà di 900 W entro il 2017). Infatti, i motori dei prodotti Dyson sono già progettati con una potenza non superiore ai 1600 W. E proprio in riferimento alla storia di Dyson, al fatto che i suoi prodotti siano innovativi ed efficienti, in relazione ai consumi, ma in relazione all’etichettatura ambientale in generale, gli aspirapolvere rispondono già alla normativa “ErP”, per il fatto che, come afferma proprio James Dyson:

    Un’efficiente tecnologia non è il risultato di un’etichetta energetica, bensì il risultato di un costoso processo di ricerca e sviluppo. Da quando ho eliminato il sacchetto dal mio Hoover Junior e di conseguenza anche i costosi materiali di consumo, dannosi per l’ambiente, l’approccio è sempre stato lo stesso: sviluppare una tecnologia altamente performante che si basi sull’utilizzo di meno materiali, meno energia e senza ulteriori costi.”

    Anche se su questa etichettatura va fatta una precisazione e su questo non si può non essere d’accordo con Dyson. Attualmente i controlli sull’efficienza ina base alla nuova normativa, vengono effettuati su prodotti senza polvere, un po’ come provare un’auto senza carburante, no? Come si fa a misurare l’efficienza di un prodotto senza provarlo di fatto, quindi mettendola alla prova? L’etichettatura tra l’altro non dice neanche che tra le varie etichette c’è una differenza di 6 kw, ossia 9 € all’anno tra la prima e l’ultima etichetta, e non tiene neanche conto dei costi nascosti dietro all’uso di sacchetti. Insomma, ci sono dei punto che devono assolutamente essere rivisti e questo è evidente.

  • I #Giovani #LiberidiAmare con creatività

    I #Giovani #LiberidiAmare con creatività

    #liberidiamare

    Si è concluso ieri il contest  “#Giovani #LiberidiAmare – una gara di idee: voce alle donne”. I progetti presentati sono stati 50 ottenendo in totale quasi 30 mila voti sul web. “Love Sex Creative Express” è il progetto di Sara Negrosini e Francesca Mamo che si aggiudica il premio finale di 10 mila euro

    Finora gli strumenti d’indagine per “sondare” i sentimenti e i comportamenti dei giovani di oggi nei confronti dell’amore e del sesso, sono state le tradizionali ricerche con tanto di somministrazione di questionari. In tempo di internet, l’AIED di Roma e la Cocoon Projects hanno pensato di raggiungere lo stesso obiettivo attraverso un contest di livello nazionale, “#giovani #liberidiamare – una gara di idee: voce alle donne”. Giovani (donne e uomini) dai 18 ai 35 anni sono stati chiamati a formulare dei progetti sul tema della sessualità consapevole e felice. I progetti presentati sono stati 50, provenienti da tutta Italia, e quelli più votati sul web hanno raggiunto quasi 30.000 voti. Il che dimostra il forte interesse dei giovani ad acquisire una conoscenza adeguata per affrontare in maniera responsabile le problematiche più sentite: contraccezione, omofobia, prevenzione delle gravidanze indesiderate, violenza, malattie sessualmente trasmesse, parità di genere.

    Oltre a ciò, questa diversa forma d’indagine ha messo in luce non solo realtà già conosciute, come una componente fortemente tecnologica tra i giovani e l’uso massiccio dei social network, ma anche la voglia d’incontrarsi e di confrontarsi, l’importanza del ruolo della scuola nell’educazione sessuale, il desiderio di vivere la sessualità con allegria e perfino con ironia.

    Il progetto proclamato vincitore durante l’evento che si è tenuto oggi è “Love Sex Creative Express” ed ha avuto un premio totale di 10.000 €, 3.000 in contanti e 7.000 in servizi di supporto alla definizione e all’avvio dei progetti erogati dalla Cocoon Projects per i prossimi tre mesi. Le vincitrici Sara Negrosini e Francesca Mamo hanno detto:

    #liberidiamare Sara-Negrosini-e-Francesca-Mamo-#liberidiamare

    Siamo contentissime, siamo agitatissime e siamo prontissime ad iniziare il nostro progetto. Grazie per aver creduto in noi e aver creduto a un sesso che sia consapevole ma che passi soprattutto attraverso la relazione e la comunicazione che sono le cose più importanti”.

    Anche Luigi Laratta, presidente dell’AIED di Roma, ha voluto manifestare la sua soddifatti:

    Siamo molto soddisfatti di questa iniziativa. Tutti i partecipanti hanno presentato progetti di grande interesse, facendo conoscere in forma spontanea e diretta quali sono i vissuti reali dei giovani di oggi nel campo dei sentimenti, smentendo così alcuni luoghi comuni su di essi, che li vogliono sempre disinformati e poco responsabili”.

    E si aggiunge anche Stelio Verzera, co-fondatore della Cocoon Projects:

    Abbiamo scelto un tema non per tutti facile da affrontare, ma fondamentale per la crescita della persona. Non vediamo l’ora di rimboccarci le maniche insieme alla squadra vincitrice per testare e mettere in pratica l’idea”.

    Siamo davvero felici di aver dato il nostro piccolissimo contributo come media partner dell’evento e siamo molto felici di come l’evento si sia sviluppato raccogliendo tanta partecipazione ed entusiasmo. Segno che le idee e il coinvolgimento di tutti vince sempre.

  • Ecco i migliori brand e media su Facebook e Twitter a Ottobre 2014

    Ecco i migliori brand e media su Facebook e Twitter a Ottobre 2014

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    Nuova indagine, unitaria, a cura di Blogmeter che ci mostra quelli che sono stati i brand e i media che si sono distinti nel mese di Ottobre 2014, su Facebook e su Twitter. Nel mese considerato, spiccano le pagine di ScuolaZoo, Fanpage.it e Caffeina, mentre su Twitter la regina è la Juventus, ma fanno bene anche X Factor e Repubblica

    Nuova indagine di Blogmeter che per i migliori brand e media del mese di Ottobre mette insieme i dati raccolti su Facebook e su Twitter. Uno sguardo unitario, appunto, che ci permette di vedere quali brand e quali media usano meglio i social media per conversare, comunicare, in una parola, interagire con il proprio pubblico di riferimento. La ricerca considera i 200 migliori brand e media su Facebook e Twitter: il panel di riferimento è composto da più di 3 mila pagine Facebook italiane e più di 2.300 profili Twitter.

    Su Facebook

    E cominciamo subito a vedere chi si è distinto su Facebook.

    Come già successo in altre analisi, anche nel mese di Ottobre 2014 spicca la pagine si ScuolaZoo che si conferma il brand più coinvolgente del mese grazie alla varietà dei contenuti e allo stile accattivante. La leadership viene confermata anche dal dato sugli Autori Unici che vede la pagina in cima alla classifica. In tema di coinvolgimento (engagement), lo sport e la difesa degli animali sono i temi che meglio stimolano l’interazione: Enpa, Lega Nazionale Per La Difesa Del Cane e Wwf si confermano nella top 20, mentre per quanto riguarda lo sport troviamo nella top ten due fanpage riguardanti il volley: Lega Pallavolo Serie A Femminile e Federazione Italiana Pallavolo.

    Per quanto riguarda i media, Caffeina si conferma al primo posto, ma la novità è la presenza di ben tre pagine di area cattolica nella top ten, da Avvenire a Famiglia Cristiana con Radio Maria addirittura al terzo posto. Per quanto riguarda gli Autori Unici, sezione Brand, dietro al già citato ScuolaZoo, la classifica è pressoché monopolizzata dalle pagine riguardanti la Serie A e i principali club calcistici (Juventus e Roma su tutti), oltre alla divertente pagina di Calciatori Brutti che guadagna la posizione d’onore.

    Sempre per quanto concerne gli Autori Unici, ma sezione Media, spicca la pagina di Fanpage.it, seguita a distanza dalle pagine di quotidiani come Repubblica.it e il Fatto Quotidiano. Sono invece le compagnie di Tlc che la fanno da padrone nel segmento Post Addressed: Fastweb guida la classifica, seguita da Tiscali Help Desk e Wind. Per quanto riguarda i media, invece, l’attività di rispondere ai propri utenti è meno diffusa, si salvano Real Time, Fox Italia e QVC Italia.

    L’analisi riporta anche i brand che si sono distinti per essere i più veloci a rispondere ai propri utenti. E qui le le compagnie telefoniche, le TelCo, performano meglio di tutti: PosteMobile si conferma alla testa della classifica con soli 5 minuti di attesa medi per gli utenti, seguita da altri operatori di telefonia, nell’ordine Wind, Tiscali e Vodafone.

    Su Twitter

    Per quanto riguarda il coinvolgimento, la classifica continua a essere dominata da Juventus F.C, mentre tra i restanti top 10 account troviamo oltre al calcio anche account legati all’attualità come Expo 2015, CGIL nazionale e Matera 2019, città recentemente incoronata Capitale della Cultura 2019.

    Tra i media X Factor irrompe nella classifica lasciando a La Repubblica e al Corriere della Sera la consueta sfida nel testa a testa per il secondo e terzo posto per il profilo più coinvolgente. Per quel che riguarda gli Autori Unici la classifica rispecchia in parte quella sul coinvolgimento: al primo posto tra i brand troviamo il profilo della Juventus F.C. oltre all’account di Expo 2015 Milano al terzo posto. Tra i media si ripropone la sfida tra La Repubblica e il Corriere, vinta questa volta dal quotidiano fondato da Eugenio Scalfari.

    In conclusione, uno sguardo ai migliori brand che si dedicano al social CRM, ovvero a gestire le attività di customer care sui social. Come già visto su Facebook, anche in questo caso, tra quelli con il maggior numero di Post Addressed, troviamo rappresentanti del settore delle compagnie telefoniche: Tiscali Help Desk, Giulia, assistente online del 119 di TIM, e FASTWEB Help, il profilo di FASTWEB dedicato al CRM. Il più veloce è l’account de LeFrecce che lascia gli utenti in attesa di risposta per soli 3 minuti.

    Anche su Twitter, come già visto anche in questo caso su Facebook, i media sono quelli che rispondono a meno citazioni: il migliore è l’account di Einaudi Editore, che è anche il più veloce a rispondere, facendo aspettare gli utenti solo 12 minuti.

    In basso le due infografiche per Facebook e per Twitter (clicca per vederla meglio):

    Allora, questo il quadro complessivo. E voi che ne pensate?

     

  • Ecco le origini del Black Friday in un’infografica

    Ecco le origini del Black Friday in un’infografica

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    Oggi è il venerdì del Black Friday, il giorno dopo la festa del Giorno del Ringraziamento negli Usa che di fatto apre la stagione degli acquisti natalizi, a livello globale ormai. In questa giornata saranno tante le occasioni da non farsi scappare. Proviamo a vedere insieme allora le origini del Black Friday con l’aiuto di questa interessante infografica

    Ormai siamo in quello che si attende da qualche anno con ansia in questo periodo. E’ infatti arrivato il Black Friday, il fenomeno che negli Usa è molto popolare ma che negli ultimi anni si sta diffondendo a livello globale, Italia compresa. Per chi ancora non lo conoscesse e si sta chiedendo “Ma che cos’è questo famigerato Black Friday?” proviamo a dare una risposta guardano un po’ quelle che sono le origini del fenomeno anche con l’aiuto di questa interessante infografica che oggi vi proponiamo.

    Il Black Friday è l’evento che da alcuni anni da il via ufficiale alla stagione dello shopping natalizio, è quindi il momento che sdogana la voglia di acquisti proprio nell’avvicinarsi delle periodo natalizio. Ogni anno questa giornata cade nell’ultimo venerdì del mese di novembre e nel corso di questa giornata, migliaia di negozi e catene commerciali s’impegnano a offrire sconti e promozioni di portata eccezionale. Tant’è vero che sono in milioni le persone negli Stati Uniti e nel mondo ad appostarsi fuori dai negozi già prima del loro orario di apertura e ad assalirli letteralmente per accaparrarsi le occasioni migliori. Giusto per dare qualche dato, nel 2013 sono stati più di 140 milioni gli americani hanno approfittato di queste imperdibili offerte, arrivando a spendere fino a un totale di 57,4 miliardi di dollari (1,2 miliardi solo di vendite online). Una somma con cui si potrebbero acquistare qualcosa come 40 mila Ferrari oppure 100 Gulfstream.

    Il Black Friday non è una festa, ma ci sono stati negli Usa, come la California e altri che osservano “The Day after the Thanksgiving Day” come una festività, infatti gli uffici pubblici restano chiusi. Sapete perchè si chiama proprio Black Friday?

    Black Friday è un nome con cui si indicava del 19° secolo negli Usa veniva associato alla crisi economica del 1869. Il nome comincia a comparire poi nel 1961 a Philadelphia e stava ad indicare il pesante traffico di auto e pedonale che caratterizzava il giorno dopo la festa del Giorno del Ringraziamento. Dal 1975 in poi questa definizione comincia ad essere usata al di fuori di Philadelphia. Un’altra versione dell’origine di questa definizione si riferiva al ricavato dei commercianti che da gennaio a novembre era “rosso”, nel senso che si guadagnava poco, e in quel venerdì dell’anno invece cominciavano a guadagnare, in “nero”. Molti negozi agli inzi aprivano alle sei di mattina, poi qualcuno cominciò ad aprirli anche alle 5. Fino a quando nel 2011 si arrivò ad aprirli a mezzanotte.

    Il paese che cerca più di tutti il Black Friday online, su Google, è il Brasile con quasi 3 milioni di ricerche (riferite al 2013), segue poi, a sorpresa, gli Usa con 2,57 milioni di ricerche; a seguire la Germania, primo paese europeo, Spagna, Francia e infine l’Italia con 95 mila ricerche.

    In Italia, negli ultimi due anni l’interesse al Black Friday si è diffuso esponenzialmente soprattutto sul web, grazie, in particolare, a grandi aziende quali Apple e Amazon che già a partire dal 2011 hanno lanciato le prime iniziative promozionali associate a quest’evento. E anche quest’anno sono numerosi i negozi online e i portali web dedicati ai codici sconto che si sono fortemente attivati per offrire occasioni imperdibili agli utenti della rete. Tra questi, ci piace segnalarvi CupoNation, autore tra l’altro dell’infografica che vedete in basso, che ha dedicato un’intera pagina agli sconti del Black Friday: tra le tante opportunità di risparmio dedicate all’evento, segnaliamo il codice sconto Amazon del 50% dedicato a Dvd e Blu-ray, e quello del 20% sugli accessori per tablet.

    Tra i prodotti più ricercati in questo Black Friday saranno in televisori 4k, gli iPhone 5c e 5s, Kindle Fire HD, le cuffie Beats (ormai di proprietà di Apple).

    Quindi per tutti gli amanti dello shopping, in vista delle prossime feste natalizie, non lasciatevi perdere le occasioni che questa giornata vi offrirà e fate buoni acquisti.

    E voi cosa comprerete in questa giornata? Raccontateci la vostra esperienza di Black Friday.

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  • I nostri competitor sono una risorsa per crescere

    Molto spesso siamo portati a pensare al nostro competitor solo come ad un nemico, una forza da combattere per raggiungere il nostro obiettivo. In alcuni settori della società questo meccanismo si accentua. In altri, invece, sarebbe meglio cominciare a vedere il nostro competitor come a una risorsa per migliorarci

    Fra le tante conversazioni che nascono su Facebook, emergono di frequente veri e propri paradossi.
    Magari non ce ne rendiamo conto, ma è un paradosso ritenere il competitor una risorsa oppure simpatizzare col nemico (troller, azienda, cliente altrui, ecc.) per vincere una competizione.
    Perché in fondo, fin da molti millenni di anni fa, il competitor era chi voleva per se stesso esattamente quello che vogliamo noi.

    Quindi, il nemico. Nemico antropologicamente spiegato come chi vuole rubarci qualcosa. Qualcosa che magari non abbiamo ancora, ma che stiamo finalmente per conquistare. E diventa nemico arrivando prima di noi a mettere il proprio vessillo sul terreno in gioco. Materiale o mentale. Prodotto o persone.

    Millenni dopo, il competitor non è poi così diverso. Sono cambiate le armi, sono cambiati i ruoli – per le donne, soprattutto – sono cambiate le dinamiche.
    Non e’ che l’altra faccia di noi, in qualsiasi campo ci troviamo. Magari è più spiritoso e gagliardo, ma è pur sempre  smaliziato e pronto a fregarti.
    E poi vi vengono a dire che può essere una tua risorsa? Un paradosso, appunto!

    E’ nostro rivale e come tale farà di tutto per vincere. Aziendalmente, per portare a casa clienti e soddisfarli per non perderli. A livello personale, per trovare un accordo e una sintonia tale da creare nuove relazioni.

    Mentre scrivo penso alla pubblicità, quella che oggi guardiamo in TV. Siete, tuttavia, completamente liberi di portare questa riflessione in qualsiasi campo di vostra competenza.

    Profumi. Macchine.
    Credo veramente che siano fra i settori più statici nelle pubblicità contemporanee. I protagonisti sono sempre modelle e modelli di successo, vestiti divinamente e il clou della scena è lo stupore al loro apparire, l’invidia di chi guarda, dal divano, la loro bellezza.
    Tuttavia, il pubblicitario è furbo: non vuole farci scappare. Ha trovato una via per rendere quell’invidia sostenibile, risolvibile: l’utente è sollevato perché, in fondo, basta comprarlo quel profumo.

    E’ la vittoria dell’apparenza, ma va bene così: siamo grandi abbastanza per sapere che il mondo del marketing e dell’advertising si regge su questi giochetti.

    Però poi succede che virino le tendenze, che cambino le mode, e se vogliamo stare al passo col mercato dobbiamo per forza cambiare.
    E si cambia sempre iniziando a guardarsi intorno.
     Studiare le mosse e capire come si comportano i nostri rivali, i competitor che abbiamo.
    Loro – lo sappiamo perfettamente – nello stesso modo stanno guardando e studiando noi.

    Un’implicita lotta tra rivali per chi arriva primo all’idea creativa, alla soluzione adatta per il cliente, alla ricetta per il successo.
    La spinta a eccellere sul nostro competitor è quella che ci porta a dare il massimo di noi, perché sappiamo che c’è solo un primo posto sulla scena, e vogliamo sia nostro.

    Personalmente – proprio perché siamo grandi abbastanza per capire come funziona il mercato – non credo che ci sia nulla di male nel considerare i propri competitor una grande risorsa, fonte di energia e forza nuova, di vigore, di nuove possibilità.
    Non copiando – attenzione, però! -. Né giocando sporco.

    Come fosse un gioco che ha come traguardo l’innovazione e come pedine la creatività.

    Questo è il gioco, pulito, che mi piacerebbe vedere nel mondo pubblicitario di oggi.

    Studiamo il nostro competitor.
    E’ la nostra risorsa migliore, perché ne possiamo infrangere le regole di marketing, utilizzare strategia nuove, inesplorate, emozionali e percorrere una strada alternativa.
    Questo è ciò che io chiamo Creatività e Innovazione.

  • Ecco Cobox, il coworking per ricerca e sviluppo di startup

    Ecco Cobox, il coworking per ricerca e sviluppo di startup

    Si inaugura oggi, giovedì 27 novembre alle ore 17:45, a Cremona, Cobox lo spazio di coworking che si pone come obiettivo quello di diventare la “casa” delle startup e degli imprenditori, emergenti o già affermati, nel campo dell’information technology. Ospite di eccezione sarà Riccardo Luna, da poco nominato Digital Champion dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri

    Manca davvero pochissimo al taglio del nastro di Cobox, lo spazio di coworking di Cremona che verrà inaugurato oggi giovedì 27 novembre, con inizio alle 17:45. Nato dalla volontà del consorzio CRIT (Cremona Information Technology) e soprattutto di MailUp, Microdata Group e Linea Com, Cobox si pone come obiettivo quello di diventare la “casa” delle startup e degli imprenditori, emergenti o già affermati, nel campo dell’information technology.

    La sede di Cobox è a Cremona, in via dei Comizi Agrari 10, e nasce come spazio attrezzato e funzionale: sono 26 le postazioni in openspace per coworker, a cui si aggiungono quattro uffici, già occupati da quattro aziende residenti. Esiste poi una zona formazione di 30 posti, un’ala ristoro, uno spazio per eventi, workshop e presentazioni; infine, una sala riunioni con videoproiettore da 12 posti e salette per riunioni da quattro posti. Tutto lo spazio è provvisto di collegamenti in banda ultra larga grazie a Linea Com.

    Cobox è un ecosistema locale a supporto della digital innovation e delle imprese nascenti. Perché, oltre a mettere a disposizione postazioni di lavoro, Cobox crea sinergie e partnership, mettendo in contatto startup e imprenditori con consulenti qualificati. Tutto questo grazie alle collaborazione già siglata, tramite PoliHub, con la sede cremonese del Politecnico di Milano.

    E per l’inaugurazione di oggi, Cobox ha scelto un ospite d’eccezione: Riccardo Luna, il principale interprete della cultura digitale in Italia, insignito lo scorso settembre del titolo di Digital Champion dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

    Se ne avete la possibilità, vi consigliamo di partecipare all’evento ed è sufficiente iscriversi qui: http://inaugurazionecobox.eventbrite.it.

  • Internet, per l’80% degli italiani è un Diritto dell’Uomo

    Internet, per l’80% degli italiani è un Diritto dell’Uomo

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    Un’indagine condotta da Ipsos in 24 paesi, tra cui l’Italia, per CIGI (Centre for International Governance Innovation) presentata ieri, rileva che Internet è per l’80% degli utenti italiani da ritenersi come un Diritto dell’Uomo

    E’ evidente che Internet è lo strumento che ha cambiato la nostra società ad una velocità mai vista prima. Internet, ed è sotto gli occhi di tutti, ha rivoluzionato il nostro modo di comunicare, ha influenzato la nostra economia, la politica e anche il diritto. Proprio ieri all’Internet Governance Forum Italia si discuteva di regole da dare alla rete, di Net Neutrality, valore, questa è la mia personale opinione, assolutamente da preservare per fare si che davvero tutti abbiano uguale accesso alla rete e quindi uguale accesso alle opportunità che Internet offre. E gli italiani questo lo sanno bene, meglio degli stessi politici.

    Infatti, sono otto su dieci gli italiani che ritengono l’accesso a Internet come un Diritto dell’Uomo, quindi alla stregua di un Diritto Fondamentale. E’ questo il dato che emerge da un’indagine condotta da Ipsos in 24 paesi per CIGI (Centre for International Governance Innovation) e presentata ieri ad Ottawa, in Canada. Un dato importante che ci conferma quanto ormai Internet sia sempre più uno strumento importante per la crescita anche del nostro paese. A patto però che si superino gli annosi problemi strutturali che ancora affliggono il nostro paese. Ma su questo si intravede qualche segnale positivo.

    Tornando ai dati della ricerca, l’80% degli utenti italiani ritiene che il Web sia importante per lo svago e il 63% ritiene sia importante per il futuro economico. Ma il 55% mostra qualche preoccupazione per la sua privacy online rispetto a un anno fa; il 69% poi teme un furto dei dati bancari e il 71% dei dati personali.

    L’indagine, oltre che in Italia, è stato condotto in altri 23 paesi. A livello globale, l’accesso abbordabile al web dovrebbe essere un diritto dell’uomo per l’83% del campione. Si sale fino all’89% in Africa e Medio Oriente, per poi scendere al 77% nelle nazioni del G8. In Medio Oriente e in Africa si registrano le percentuali più alte di chi considera il web importante per avere accesso alle informazioni, 96%, e libertà d’espressione, 87%, così come per il futuro economico, 88%; mentre sono poche le differenze tra i paesi sulla rete come fonte di svago, che in media si attesta all’87%.

    In generale, il 64% del campione dimostra preoccupazione per la privacy, con una punta massima dell’81% in America Latina. La percentuale minima, del 51%, si registra invece in Europa. La paura che gli hacker accedano ai dati bancari online è condivisa dal 78% degli intervistati; il 77% teme il furto dei dati personali;  il 74% è preoccupato che le sue attività online vengano monitorate e rivendute a scopo commerciale; in Italia il dato è del 67%.

    La censura sul web preoccupa il 64% del campione, in testa ci sono i messicani (87%) e in coda gli Svedesi (37%). In Italia si registra il 59%, più della Cina, ferma al 50%.

    Anche voi ritenete Internet come un Diritto dell’Uomo? Raccontateci cosa ne pensate tra i commenti.

  • Ecco Twitter Offers, le offerte arrivano sulla timeline

    Ecco Twitter Offers, le offerte arrivano sulla timeline

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    Twitter fa un passo in più nella direzione dell’e-commerce. Da poco è stato presentato sul blog ufficiale Twitter Offers, un modo attraverso il quale agganciare un’offerta direttamente dalla timeline, aggiungerla alla propria carta di credito o di debito e poi riscattare il tutto presso il negozio. Twitter Offers è per adesso solo disponibile negli Usa

    La tendenza, evidente in questa fase dell’anno con il Black Friday e Cyber Monday in arrivo, per non parlare del Natale, è quella di agganciare gli interessi e le conversazioni sui socia media per tramutarli in vendite. Una tendenza che sicuramente avrà modo di consolidarsi meglio nel 2015. E Twitter oggi compie un altro passo in questa direzione, verso l’e-commerce per permettere agli utenti di agganciare offerte direttamente dalla timeline. Ed ecco che negli Usa arriva Twitter Offers, un esperimento che consentirà agli inserzionisti di connettersi con i propri utenti, potenziali acquirenti, su Twitter per poi trasformarli in clienti affezionati sul proprio sito o sulle loro app. L’annuncio è stato dato dal blog ufficiale a firma di Tarun Jain (@tarunkj) responsabile commerce di Twitter.

    Il funzionamento di Twitter Offers è molto semplice.

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    Quando gli utenti vedranno un’offerta sulla loro timeline, la stessa offerta (parliamo di sconti) la potranno agganciare alla loro carta di credito o alla loro carta di debito (una carta prepagata, ad esempio) e riscattare il tutto presso il negozio. Quindi se l’offerta reclama uno sconto di 2€ su un servizio o un prodotto che ne costa 5€, basta pagare con la stessa carta che si utilizza per agganciare l’offerta per pagare il prezzo scontato. Non c’è bisogno quindi di coupon o altro.

    Twitter Offers da quindi la possibilità alle aziende di misurare in maniera rapida il ROI di quella campagna, cosa non da poco. Il tutto senza che l’azienda sia costretta ad usare software particolari o che abbia bisogno di fare una formazione particolare ai propri collaboratori.

    I dati saranno criptati, quindi saranno resi sicuri e gli utenti avranno anche la possibilità di rimuoverli in qualsiasi momento.

    Al momento Twitter Offers è in fase sperimentale negli Usa per il web e per il mobile e Twitter sta lavorando con una serie di brand dei quali ancora non si conoscono i loro nomi, ma verranno rivelati presto.

    Twitter Offer segue a pochi mesi dall’introduzione di Buy, il tasto Compra, che Twitter introdusse nel mese di settembre, sempre solo per gli Usa, la modalità con cui formulare l’acquisto direttamente cliccando il tasto Buy all’interno del tweet.

    La dimostrazione che Twitter vuole agganciare il treno dell’e-commerce, il trend che determinerà il prossimo futuro dei social media, che nel 2015 prenderà una forma più consistente. Dopo la fase delle conversazioni, una volta in grado di conoscere meglio l’utente attraverso le informazioni a disposizione, la fase successiva è quella di agganciare gli interesse per proporre occasioni di acquisto interessanti. Non è un caso che la sperimentazione parta dagli Usa dove risiede la grande maggioranza della base utenti della piattaforma.

    Allora che ne pensate di Twitter Offers?

  • Ecco Whooming, l’app contro le telefonate moleste

    Ecco Whooming, l’app contro le telefonate moleste

    Whooming-25-novembre-no-violenza-donne

    Whooming è l’app gratuita contro il fenomeno dello stalking. E proprio oggi nella Giornata contro la Violenza sulle Donne, l’applicazione lancia nuovi servizi. Obiettivo di Whooming è quello di eliminare definitivamente il problema delle chiamate anonime moleste che spesso rappresentano il primo passo della violenza

    Whooming, letteralmente “Who might be” è  la prima app contro gli stalker. Dopo aver lanciato il servizio gratuito per sapere chi chiama con numero anonimo e aver raggiunto il milione di download fornendo dati utili anche ad alcune indagini della Polizia e delle forze dell’ordine, Whooming (nel suo secondo significato, dal cinese Wu ming, inteso come senza nome, che era la firma dei cittadini cinesi che chiedono democrazia e libertà di parola), raddoppia i servizi per l’utente e scende in campo in una nuova versione oggi, 25 novembre, insieme a milioni di donne che dicono NO alla violenza di genere.

    Gli sviluppatori di Whooming infatti hanno scelto di lanciare proprio nella Giornata contro la Violenza sulle Donne le nuove applicazioni della app con la quale sarà possibile avere un aiuto in più contro le molestie telefoniche. Infatti con la seconda versione di Whooming sarà possibile ricevere la chiamata da anonimo e in tempo reale, svelare sul proprio display l’identità del chiamante. E poi volendo, registrare la chiamata che proviene da numero anonimo. Con questo strumento la vittima ha un elemento decisivo in più, da presentare, eventualmente, a chi indaga.

    Per usare Whooming basta registrarsi al sito www.whooming.com e poi seguire le semplici istruzioni di configurazione. In questo modo ogni volta che si rifiuterà una chiamata anonima, verrà automaticamente deviata a Whooming che la trasformerà in cifre numeriche.

    whooming-logo

    Obiettivo di Whooming è quello di eliminare definitivamente il problema delle chiamate anonime moleste che spesso rappresentano il primo passo della violenza. Perché nascondere la propria identità dietro ad un telefono? Ognuno ha il diritto di sapere chi lo sta chiamando, ed è proprio su questo proposito che si basa l’azione di Whooming.

    Con la nuova versione, Whooming si arricchisce di diverse modalità per rispondere ai bisogni più diversi. Resta l’offerta base gratuita, ma arrivano anche nuove opzioni per chi decide di comprare il pacchetto premium o anche solo di condividere su Facebook la propria preferenza.  E’ sufficiente un click per avere i servizi premium per 24 ore.

    Per far funzionare Whooming è necessario che sia attiva la deviazione di chiamata: all’arrivo di una chiamata anonima bisogna rifiutarla, così Whooming potrà “agganciarla” e riconoscere il numero. Whooming non invade la privacy in quanto identifica solamente il numero della telefonata e lo inserisce nell’elenco chiamate all’interno del profilo dell’utente interessato. Alcuni telefoni non hanno la possibilità di rifiutare la chiamata se occupato; in questo caso Whooming potrà essere utilizzato durante la notte attivando la deviazione su tutte le chiamate. Il servizio funziona sia con i fissi sia con i cellulari e senza costi di attivazione. Per qualsiasi tipo di problema si potrà contattare l’assistenza attiva 24 ore su 24.

  • Natale 2014, quasi 10 milioni di italiani faranno acquisti online

    Natale 2014, quasi 10 milioni di italiani faranno acquisti online

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    Secondo gli ultimi dati raccolti da Netcomm, Consorzio del Commercio Elettronico Italiano in collaborazione con Human Highway, sono quasi 10 milioni gli italiani che in occasione del Natale 2014 effettueranno acquisti online. Erano 7,2 milioni nello stesso periodo dello scorso anno

    Come era prevedibile, anche in occasione del Natale 2014 gli italiani non rinunceranno a fare i propri regali natalizi online e il dato è in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Secondo gli ultimi dati raccolti da Netcomm, Consorzio del Commercio Elettronico Italiano in collaborazione con Human Highway, attraverso una ricerca che ha considerato gli ultimi tre mesi, con un focus particolare sugli acquisti natalizi, sono infatti quasi 10 milioni gli italiani che faranno acquisti online, per la precisione: 9,2 milioni. Erano 7,2 milioni un anno fa, quindi si registra un aumento di quasi il 30%. La spesa si aggira intorno ai 2,5 miliardi di euro.

    Ancora una volta abbiamo la dimostrazione di quanto gli italiani apprezzino l’E-commerce anche in occasioni speciali come è appunto il Natale. E il tasso di crescita registrato in questo periodo dell’anno risulta superiore a quello degli acquirenti online in generale, indice evidente di come la prassi di acquisto online sia ormai stata assunta a “nuova normalità” da molte persone.

    E saranno 2 milioni gli italiani che effettueranno acquisti natalizi principalmente o esclusivamente su internet, registrando un aumento del +35% rispetto allo scorso anno. Un segmento che rappresenta circa il 20% di coloro che dichiarano di acquistare almeno un regalo di Natale sul web e composto da persone che si rivolgono in prima istanza alla Rete già per compiere buona parte dei loro acquisti abituali, dai libri all’elettronica, dai viaggi ai contenuti digitali. Il trend di crescita è confermato, inoltre, dall’analisi delle intenzioni di acquisto per questa stagione: il 35% degli acquirenti online dichiara infatti che quest’anno farà più acquisti di regali di Natale online rispetto all’anno scorso. La quota di coloro che sono orientati a fare meno acquisti di regali online scende negli anni, indice della soddisfazione verso una soluzione che risulta comoda e piena di opportunità.

    Il 2014 è stato un anno positivo per l’E-commerce italiano” – dichiara Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, Consorzio del Commercio elettronico italiano – “In particolare, in vista del periodo natalizio l’aumento degli acquirenti online come vediamo è una tendenza che si conferma in crescita ormai da quattro anni. Nel corso del 2014 abbiamo assistito a un forte incremento del numero degli e-shoppers. Secondo i dati degli ultimi mesi gli italiani che hanno comprato online almeno una volta nella vita sono 21,8 milioni, di questi 10 milioni sono acquirenti online abituali, ovvero persone che compiono questa operazione una volta al mese. Cifre considerevoli raggiunte grazie alla convergenza di diversi fattori. Tra questi, sicuramente incide la diffusione degli acquisti proveniente da dispositivi mobile, si attesta, infatti, al 23% la quota di chi, negli ultimi sei mesi, ha fatto acquisti via App da smartphone o tablet. Secondo le nostre ultime rilevazioni ogni 100 acquisti online 15 sono originati da dispositivo mobile. Si tratta di un segmento di consumatori molto interessanti in quanto acquistano con importi medi più elevati e con frequenza maggiore della media. Questi fenomeni sono indice del fatto che ci troviamo davanti a una nuova tipologia di consumatore che abbiamo definito Superconsumatore, un individuo abituato alla multicanalità e che possiede il pieno controllo sul processo di acquisto per soddisfare i propri bisogni.”

    In un periodo che vede le famiglie italiane ancora in fase di assestamento rispetto alla crisi economica anche i settori delle flash sales e del couponing hanno giocato un ruolo positivo nello sviluppo dell’E-commerce in quanto propongono prodotti e servizi di qualità a prezzi assolutamente vantaggiosi. Per quanto riguarda, invece, le tendenze nelle diverse categorie l’abbigliamento ha sicuramente avuto un peso rilevante nello sviluppo degli ultimi anni, ma anche il food e l’arredamento si stanno affermando come categorie emergenti”.

    Le categorie che ricavano maggior impulso dagli acquisti della stagione natalizia sono, nell’ordine, prodotti di:

    • Salute & Benessere
    • Attrezzatura sportiva
    • Biglietti di viaggio
    • Abbigliamento e scarpe
    • Soggiorni di vacanza.

    E voi effettuerete i vostri acquisti di Natale online? E in che misura? Raccontateci la vostra esperienza.