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  • Facebook, al via la sezione Trending anche su Android

    Facebook, al via la sezione Trending anche su Android

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    Facebook ha annunciato il rilascio della funzione Trending, migliorata per la versione web e anche per la versione Android. Al momento però solo limitata per gli Usa. Nelle prossime settimane sarà disponibile per iOS e per altri paesi. La sezione Trending era stata lanciata nel mese di gennaio solo per web

    Quello che un anno fa il WJS aveva lanciato come rumors, oggi comincia ad assumere una veste più ufficiale. E dopo aver lanciato lo scorso gennaio la versione per web, ecco che Facebook che annuncia il lancio della sezione Trending in una versione migliorata per il web e i lancio della versione mobile solo per Android. E comunque questa sezione resta, ancora una volta, solo limitata agli utenti degli Stati Uniti, mentre nelle prossime settimane la funzione verrà rilasciata per iOS e per altri paesi.

    Come spiegato dai Product Managers, Diana Hsu e Andrew Song, adesso accedendo alla sezione Trending le conversazioni appaiono organizzate in 5 diversi modi:

    • Articoli – da qui è possibile avere una panoramica delle notizie con due post sull’argomento mostrati in alto;
    • In the Story – qui vengono mostrati i post delle persone e delle pagine che trattano del tema in questione, evidenziando i messaggi che condividono;
    • Near the scene – qui vengono mostrati i post delle persone che stanno vivendo dal vivo l’evento, ad esempio i post di utenti che assistono ad una partita o ad un concerto molto discusso in quel momento;
    • Live Feed – qui vengono mostrati i post in tempo reale relativamente ad tema specifico. Molto simile al modo in cui vengono visualizzati i tweet relativi ad un dato trending topic su Twitter, visualizzando i tweet in senso cronologico.
    • Amici e Gruppi – qui è possibile visualizzare le reazioni dei propri contatti su un dato tema ed possibile visualizzare contenuti non pubblici.

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    Ed è proprio questo ultimo punto che differenzia Facebook da Twitter in relazione al Trending. Mentre su Twitter si ha la possibilità di verificare come si sta evolvendo un particolare argomento, per lo più in senso cronologico, Facebook, magari sempre seguendo lo stesso argomento, offre dei punti di vista diversi, in modo che l’utente abbia davvero una visione completa delle informazioni che via via si formano su quell’argomento.

    La vera novità è che Facebook rilascia questa nuova funzione anche per mobile, un passaggio importante questo che testimonia ancora una volta quanto sia importante il mobile per Facebook.

    Allora, che ne pensate?

  • Se Instagram diventa più grande anche di Twitter

    Se Instagram diventa più grande anche di Twitter

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    Instagram, il servizio di photo sharing di proprietà di Facebook, ha dichiarato ufficialmente di aver raggiunto la quota di 300 milioni di utenti attivi al mese. E con questo dato supera anche Twitter che di utenti attivi al mese ne conta 284 milioni. E se fosse stato un servizio indipendente, oggi Instagram varrebbe circa 20 miliardi di dollari

    La notizia che Instagram ha raggiunto i 300 milioni di utenti al mese fa felice certamente Mark Zuckerberg che l’ha acquisita nel 2012 per la cifra di 1 miliardo di dollari e fa felice anche il suo fondatore, Kevin Systrom, che si compiace certamente di questo nuovo grande risultato raggiungo in soli 4 anni. Instagram sin dalla sua prima apparizione su iPhone nell’ottobre del 2010 ha catturato l’attenzione degli utenti che attraverso un’app possono condividere immagini (e in seguito anche video) dando vita ad un modo di comunicare proprio basato sulle emozioni che le immagini riescono a trasmettere. L’applicazione già dopo due mesi dal lancio contava 1 milione di utenti. Nel 2012, l’anno in cui Facebook riuscì ad acquisirla, l’applicazione contava 30 milioni di utenti. Da quel momento, e con in contemporaneo rilascio dell’applicazione anche per Android, Instagram è cresciuta molto, fino al traguardo di oggi. Solo nove mesi fa aveva 200 milioni di utenti attivi.

    instagram-crescita

    Se fosse stata oggi un’applicazione ancora indipendente, il suo valore si aggirerebbe introno ai 20 miliardi di dollari. E qualcuno dice che sarebbe stato almeno quanto quello di Uber che oggi vale 40 miliardi di dollari.

    E con questi numeri, con 70 milioni di immagini condivise al giorno, Instagram è più grande di Twitter che conta, secondo gli ultimi dati relativi al terzo trimestre di quest’anno, 284 milioni di utenti attivi. E questa invece non è affatto una bella notizia anche considerato il fatto che rispetto al 2013 la piattaforma a 140 caratteri guidata dal CEO Dick Costolo ha visto diminuire la propria base di utenti attivi mensili crescere di appena il 5%. Una crescita quasi piatta che ha costretto Costolo ad adottare nuove strategie improntate ad aumentare la reach totale che era calata notevolmente, soprattutto nel primo trimestre del 2014. Il rinvigorimento apportato dai Mondiali di Calcio in Brasile infatti si è verificato solo un episodio che non ha apportato benefici duraturi. E questo lo si spiega anche per la natura stessa di Twitter, molto legato agli eventi, alle notizie, quindi ad eventi che accadono in questo momento, piuttosto che sul contenuto delle condivisioni.

    E la strategia nuova messa in atto è stata ormai ribattezzata “facebookizzazione” della piattaforma che ha adottato una serie di misure già viste altrove, ma che chiariscono l’obiettivo stesso della strategia, cioè fare in modo che più utenti utilizzino la piattaforma per più tempo. Facile a dirsi ma difficile da applicarsi. Certo è che ora Twitter ha un problema in più in questa fine d’anno che si ritroverà anche con l’inizio del 2015.

    Instagram ha ancora molte carte da giocare e Costolo è costretto a rincorrere di nuovo.

  • Facebook 2014, sono i Mondiali i più discussi in Italia

    Facebook 2014, sono i Mondiali i più discussi in Italia

    E Facebook rende noto quello che gli utenti hanno discusso e condiviso sulla piattaforma in questo 2014 con “Facebook 2014, year in review”, con un video e un sito dedicato. A livello globale gli argomenti più discussi sono stati i Mondiali di Calcio, il virus Ebola e le Elezioni in Brasile. Anche in Italia troviamo i Mondiali, poi la Pasqua e Papa Francesco

    Questo è tradizionalmente il periodo dei bilanci, si passa in rassegna quando è accaduto durante l’anno e si evidenziano gli eventi più importanti che l’hanno caratterizzato. Ed è quello a cui ci ha abituati anche Facebook che, puntuale, pubblica “Facebook 2014, year in review“, una rassegna globale e locale degli argomenti diffusi attraverso un video e un sito dedicato yearinreview.fb.com.

    A livello globale, i temi più discussi nel 2014 sono stati, tra gli altri, i Mondiali di Calcio in Brasile, evento che sicuramente troveremo tra i più discussi anche su Twitter, la diffusione del virus Ebola, Robin Williams, scomparso lo scorso agosto, e poi l’Ice Bucket Challenge. Questa la classifica dei 10 argomenti discussi a livello globale:

    1. Coppa del Mondo
    2. L’epidemia di Ebola
    3. Elezioni in Brasile
    4. Robin Williams
    5. Ice Bucket
    6. Guerra a Gaza
    7. Malaysia Airlines
    8. Super Bowl
    9. Michael Brown/Ferguson
    10. Giochi Olimpici invernali di Soci

    facebook-2014-italiaNegli Usa al primo posto invece c’è proprio la diffusione del virus Ebola che ha colpito proprio gli Stati Uniti nei mesi scorsi; al secondo l’Ice Bucket Challenge, l’evento benefico per la SLA che ha coinvolto tutto il mondo l’estate scorsa; e poi la morte di Robin WIlliams.

    Un anno in Rassegna in Italia

    Nel nostro paese tra gli argomenti più discussi su Facebook nel 2014 troviamo in prima posizione, e non poteva essere diversamente, i Mondiali di Calcio, la Pasqua, poi Papa Francesco, che si conferma personaggio più discusso dell’anno (lo scorso anno fu l’argomento più discusso a livello globale), e poi troviamo anche il premier Matteo Renzi. Robin Williams lo troviamo in ottava posizione e Ebola in decima.

    Questi i 10 temi più discussi in Italia:

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    Il Duomo di Milano è il luogo più condiviso sulla piattaforma, seguito da Piazza San Pietro (Vaticano), e da Gardaland. Di seguito i 10 luoghi più condivisi in Italia nel 2014:

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    Allora che ne pensate di queste classifiche? Come è stato il vostro anno su Facebook?

  • Rapporto Censis: italiani tra selfie, solitudine e social network

    Rapporto Censis: italiani tra selfie, solitudine e social network

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    E’ stato pubblicato oggi il 48° Rapporto Censis che fa una fotografia completa del nostro paese. E l’istituto rileva anche che gli italiani amano i social network: il 49% degli utenti web e l’80% degli utenti tra 14 e 29 anni. E cresce il fenomeno dei selfie, visto come una componente della solitudine degli italiani online

    Il 48° Rapporto Censis pubblicato oggi, oltre a fotografare un paese ancora in difficoltà e a “rischio deflazione delle aspettative”, ci offre anche un quadro del rapporto che gli italiani hanno con Internet in generale. Quelli che stiamo per vedere in effetti non sono dei dati così nuovi da destare sorpresa anche perchè è quello che usiamo raccontare un po’ qui sul nostro blog. Ma quello che balza agli occhi è che per la prima volta compare nel rapporto il riferimento esplicito al fenomeno dei “selfie” o dell’autoscatto come in effetti viene citato. Un fenomeno che il rapporto inquadra in quella che è la solitudine dell’utente internet italiano che trascorre da solo più di 5 ore al giorno. E questo vale per la quasi metà degli utenti web, cioè il 47%.

    Ma guardiamo qualche dato. Il Censis rileva che il 63,5% degli italiani usa internet. Ma il grande amore degli utenti italiani sono i social network, e questa è una conferma, non certo una novità. Il 49% degli utenti internet italiani usa il web solo per restare in contatto con i propri amici e condividere con loro i propri interessi e dedichiamo a questo 2 ore al giorno. La percentuale sale addirittura all’80% nella fascia di età che va dai 14 ai 29 anni, ossia la categoria più giovane degli utenti. In questo caso, proprio in relazione alla categoria più giovane, quando si scrive “social network” si legge Facebook. E propri riguardo al social network più grande del web, il Censis rileva che tra il 2009 e il 2014 gli utenti di Facebook con un’età compresa tra 35 e i 45 anni sono aumentati del 153%, mentre gli over 55 sono aumentati addirittura del 405%.

    Il rapporto ci dice anche che gli utenti italiani su Instagram sono circa 4 milioni, il che significa più o meno quanto quelli su Twitter. E questa, di per sè, è già una notizia.

    E adesso veniamo al momento dedicato ai selfie.

    Il rapporto rileva che gli utenti internet italiani trascorrono, per il 47%, più di 5 ore al giorno in solitudine e su questo punto il Censis fa un parallelo proprio con il fenomeno del selfie. Infatti si dice nel rapporto che il fenomeno è

    l’evidenza fenomenologica della concezione dei media come specchi introflessi in cui riflettersi narcisisticamente, piuttosto che strumenti attraverso i quali scoprire il mondo e relazionarsi con l’altro da se”.

    Insomma chi si fa i selfie è un narcisista, o che comunque questa pratica va inserita in una visione orientata alla solitudine piuttosto che alle relazioni. Qualche mese fa a proposito di selfie e adolescenti, avevamo pubblicato un sondaggio di LINE, con infografica, che rilevava che i giovani italiani fino a 15 anni di età, dichiaravano di scattarsi selfie più volte al giorno.

    A questo va aggiunto che sono ormai 7,4 milioni gli italiani che accedono a internet da Mobile, superando quelli che vi accedono da pc (5,3 milioni) o da entrambi (7,2 milioni).

    Insomma, adesso ci interessa davvero sapere cosa ne pensate di questi dati e se credete che questa visione della “solitudine” sia corretta oppure esagerata.

  • Gangnam Style, così visto da rompere YouTube

    Gangnam Style, così visto da rompere YouTube

    Gangnam Style, il tormentone di Psy, è stato così visto da rompere il contatore di YouTube. Infatti il video nel mese di dicembre ha superato il numero di visualizzazioni massime supportate dalla piattaforma video. In pratica il video ha ottenuto più di 2,15 miliardi di visualizzazioni, quando il massimo era di 2.147.483.647

    Ebbene sì, il video di Psy non solo verrà ricordato come il video che ha ottenuto il maggior numero di visualizzazioni nella storia, ma addirittura verrà anche ricordato per il video che ha praticamente rotto i contatori di YouTube. Infatti non era mai successo e l’evento ha colto di sorpresa anche i tecnici di YouTube che su Google+ hanno scritto:

    Non abbiamo mai pensato che un video sarebbe stato visto in numeri maggiori di una variabile intera a 32 bit. Ma questo è stato prima di conoscere Psy. ‘Gangnam Style’ è stato visto così tante volte che dobbiamo fare un aggiornamento.”

     

    gangnam style

    Il video della canzone tormentone a dicembre 2012 ottenne 1 miliardo di visualizzazioni, poi a giungo di questo anno aveva ottenuto il record con 2 miliardi di visualizzazioni, a dicembre ha invece ottenuto più di 2,15 miliardi di visualizzazioni, “rompendo” il limite dei contatori che era di 2.147.483.647. Il numero di visualizzazioni ha assorbito interamente i 32-bit e di conseguenza i tecnici, come spiegato nel post su G+, hanno dovuto fare un’integrazione per portare il valore a 64-bit che consentirà un numero massimo di visualizzazioni di 9,223,372,036,854,775,808, provate voi a leggerlo perchè è davvero infinito.

    Eppure questo video con questa musica coinvolgente e questa danza strana non ha smesso ancora la sua portata e molti in queste ore sono pronti a scommettere che presto raggiungerà 4 miliardi di visualizzazioni. Di sicuro la piattaforma reggerà.

    Ma chi mai raggiungerà il nuovo limite e in quanto tempo? Vedremo, prima o poi succederà.

  • Twitter e lo shopping natalizio, alcuni dati e consigli per le PMI

    Twitter e lo shopping natalizio, alcuni dati e consigli per le PMI

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    Più del 50% degli utenti dichiara di essere influenzato nelle decisioni di acquisto dai contenuti visti su Twitter e il 69% ha effettuato poi un acquisto. Sono questi alcuni dati di un sondaggio che dimostrano il valore di Twitter negli acquisti. E visto il periodo dello shopping natalizio ecco alcuni consigli per le aziende, per ottimizzare al meglio questa opportunità

    Siamo ormai in pieno periodo natalizio e ci si prepara al meglio per affrontare questo periodo. Oggi vi proponiamo questi interessanti risultati, con qualche consiglio, che riguardano Twitter, la piattaforma a 140 caratteri che negli ultimi mesi sta dimostrando di voler agganciare il trend degli acquisti. Basti pensare agli esperimenti con il tasto Buy e con il recente esperimento con Twitter Offers, un’idea che sembra essere più che un semplice test. Twitter, come anche altre piattaforme del resto, sa che gli utenti stanno dimostrando di muoversi in questa direzione, cioè in quella di poter concretizzare gli interessi che si condividono acquistandoli. Una tendenza questa che vedremo concretizzarsi  meglio in tutto il 2015.

    Ebbene, è interessante sapere che oltre il 50% degli utenti afferma di essere direttamente influenzato nelle decisioni d’acquisto dai contenuti visti su Twitter. Di recente Twitter, in collaborazione con la società di ricerche Millward Brown, ha esplorato il ruolo della piattaforma all’interno del processo d’acquisto. A questo proposito è stato realizzato un sondaggio a livello europeo fra i consumatori che usano Twitter almeno una volta al mese e che sono soliti fare shopping natalizio. I risultati sono decisamente interessanti.

    Per le piccole imprese, Twitter può importante soprattutto per dare impulso alle vendite. Il sondaggio ha rilevato che il 69% degli utenti ha effettuato un acquisto perché direttamente influenzato da un contenuto visto su Twitter. Inoltre, i consumatori usano Twitter come strumento di shopping, e il trend è in crescita. Il 28% del campione dichiara di avere intenzione di usare Twitter per lo shopping natalizio di quest’anno, mentre il 78% dei consumatori afferma di voler fare acquisti presso esercizi commerciali più piccoli durante le prossime feste.

    Le persone usano Twitter per accedere a nuove informazioni su argomenti di loro interesse, e lo shopping natalizio è uno di questi. Per gli utenti Twitter la scoperta di contenuti relativi allo shopping di Natale può  avvenire in vari modi: dal vedere nella propria timeline un Tweet che cita uno specifico negozio alle conversazioni sui saldi di stagione. E gli utenti Twitter non solo scoprono queste nuove informazioni, ma, a quanto pare, ne approfittano anche. Infatti, più della metà degli utenti Twitter ha effettuato un acquisto in base a qualcosa che ha visto sulla piattaforma.

    La piattaforma da 140 caratteri, in occasione dell’imminente shopping natalizio, ha elaborato alcuni consigli da seguire, rivolti per lo più ad aziende di piccole dimensioni, le PMI. Consigli che possiamo comunque tenere a mente anche per altre strategie in generale:

    Pianificare i momenti da prevedere in anticipo: è sufficiente dare uno sguardo alle prossime festività del mese di dicembre per rendersi conto delle opportunità che si possono cogliere facendo un minimo di pianificazione, senza dimenticare le feste di fine e di inizio anno;

    Twittare contenuti interessanti: condividere contenuti interessanti è un modo per aumentare la propria base di utenti entrando in contatto con persone interessate alla vostra attività. Meglio se condividete contenuti multimediali, come i video, immagini e grafici che catturano quasi immediatamente l’attenzione degli utenti. Allo stesso modo, vale la pena di condividere contenuti esclusivi e magari provate a rispondere alle richieste e alle esigenze del vostro pubblico, Twitter da questo punto di vista funziona molto bene. Specie in un periodo come le feste natalizie.

    L’importante è Interagire: twittare significa conversare e per conversare si intende rispondere agli utenti che reagiscono ai vostri tweet. E’ senza dubbio una buona pratica quella di dare seguito all’attenzione rivolta dagli utenti ai contenuti che condividete, magari con l’aggiunta di un hashtag dedicato alla vostra campagna che vi aiuterà a distinguervi meglio;

    Curare i dettagli: i vostri utenti sono già sopraffatti da tante proposte e da tweet che propongono già tante possibilità di scelta, meglio quindi pianificare i contenuti curandone i dettagli cercando di proporre contenuti che siano davvero rilevanti per i vostri utenti/followers. Importante è che i vostri contenuti siano per loro un valore aggiunto.

    Allora che ne pensate? Anche voi siete tra gli utenti che sono interessati all’acquisto direttamente dai tweet?

  • Il doodle di Google oggi è per il 119° anniversario della nascita di Anna Freud

    Il doodle di Google oggi è per il 119° anniversario della nascita di Anna Freud

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    Il doodle di Google oggi è per i 119 anni della nascita di Anna Freud, figlia di Sigmund Freud, che ha dedicato la sua vita alla psicoanalisi infantile. E’ infatti considerata la fondatrice di questo ramo della psicoanalisi

    Il doodle che troviamo su Google oggi che compare a livello globale (tranne che negli Usa, in alcuni paesi dell’Europa e in buon parte dell’Asia) è dedicato ad Anna Freud, figlia si Sigmund Freud, che nacque il 3 dicembre del 1895, quindi 119 anni fa. Fu l’unica dei sei figli del celebre psicoanalista a seguire le orme del padre. Solo che da subito Anna Freud si interessa delle psicoanalisi infantile di cui, insieme ad un’altra studiosa come  Melanie Klein, ne è ritenuta la fondatrice.

    Il doodle raffigura un po’ il senso del personaggio che si interesso della psicoanalisi e della psicologia dei più piccoli, seguendo anche qualche intuizione del padre.

    Il suo avvicinamento a questo ramo della psicoanalisi inizia molto preso, già all’età di 13 anni Anna Freud inizia a partecipare agli incontri settimanali che il padre teneva e durante i quali si discuteva delle diverse idee sulla psicoanalisi. Seguì la famiglia nella fuga verso Londra poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, dopo aver lasciato l’Austria in seguito alla crescente persecuzione degli ebrei. Divenne insegnante ma abbandonò presto la professione per dedicarsi ai suoi studi e per problemi di salute.

    Anna Freud contribuì in particolare a concettualizzare, stabilire e sistematizzare il funzionamento dei meccanismi di difesa dell’Io, inizialmente intuiti da Sigmund Freud ed aggiungendone altri alla teorizzazione paterna. Oltre alla rimozione e a nove classici descritti già dal padre quali: regressione, modificazione attiva dell’io, isolamento, annullamento retroattivo, identificazione, proiezione, rivolgimento contro se stessi, trasformazione al contrario, sublimazione (fonte: Wikipedia).

    Anna Freud Sigmund Freud
    Anna e Sigmund Freud

    Dopo lo scoppio della guerra, Anna Freud aprì la “Hampstead War Nursery“, per i bambini bisognosi e orfani in seguito al conflitto. Da qui la sua ricerca sull’impatto dello stress sui bambini e sulla separazione che venne poi pubblicata (“Bambini senza famiglia”, Astrolabio 1972). Dopo la chiusura della nursery, Anna Freud diede vita alla “Hampstead Child Therapy Course and Clinic“.

    Anna Freud continuò i suoi studi e i suoi scritti: nel 1965 pubblicò “Normalità e patologia del bambino. Valutazione dello sviluppo“, il modello che seguì nell’ultima parte della sua vita. Negli anni ’70 si interessò dei bambini svantaggiati ed emotivamente indigenti seguendo la direzione della sua “Hampstead Child Therapy Course and Clinic”. Morì nell’ottobre del 1982.

  • Enjore assume, si cercano sviluppatori e marketing specialist

    Enjore assume, si cercano sviluppatori e marketing specialist

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    Enjore, la startup che ha realizzato la prima piattaforma per gestire e vivere competizioni di ogni tipo, sta assumendo ed è alla ricerca di diverse figure. La startup sta confermando il suo periodo di crescita e ora vuole compiere il grande salto e per farlo ha bisogno di nuovi talenti. Ecco le figure che servono

    Enjore è la startup che nasce nel 2012 da un’idea di Nicola Taranto, oggi CEO della startup, creando una piattaforma che permettesse agli utenti di gestire e vivere competizioni attraverso un sistema organizzativo molto semplice. Con Enjore è quindi possibile organizzare qualsiasi tipo di torneo: da quello sportivo, come tornei di calcio, pallavolo, pallacanestro, pallamano, pallanuoto, rugby, tennis, hockey, tennis tavolo, baseball e football americano a quelli legati al mondo dei videogame, specie di FIFA e PES. Si possono organizzare anche tornei di calciobalilla e di subbuteo.

    Oggi Enjore è pronta a fare il grande salto dopo una periodo di forte e costante crescita in questi ultimi due anni. Per farlo ha bisogno di nuovi talenti che l’aiutino a crescere ancora. Per questo la startup ha bisogno di assumere nuove figure al suo interno che le diano al possibilità di continuare a scommettere sul mobile e di continuare a migliorare la propria strategia di marketing.

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    Le figure che si cercano attualmente sono:

    • Sviluppatore iOS
    • Sviluppatore Android
    • UX e UI Designer
    • Marketing Specialist

    La sede di lavoro è Bari (per il Marketing Specialist si valiuta anche l’opzione di lavoro a distanza). La tipologia di contratto è da concordare. Remunerazione in base ad esperienza.

    Il candidato ideale deve soddisfare almeno una delle seguenti caratteristiche:

    • gioca a calcio balilla
    • pratica sport
    • è  appassionato di videogame (non valgono Candy Crash, FarmVille..)

    Se siete amanti di nuove  avventure, se siete dinamici, propositivi e vi piace il lavoro di gruppo allora inviate il vostro CVjob@enjore.com. Non mandate curricula necessariamente in formato europeo. Dovrete trasmettere al meglio cosa sapete fare, i vostri progetti, le vostre passioni, le vostre motivazioni.

    In bocca al lupo a tutti!

  • Il Dark Social è tre volte le condivisioni su Facebook

    Il Dark Social è tre volte le condivisioni su Facebook

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    Una interessante ricerca di RadiumOne, “The Light and Dark of social sharing”, ci offre un quadro più chiaro su quello che viene definito Dark Social, cioè quella attività non tracciabile con analytics che avviene via email o messaggi istantanei. E rappresenta tre volte l’attività di condivisione su Facebook. In Europa rappresenta il 77%

    Il primo a parlare di Dark Social fu nel 2012  Alexis C. Madrigal, senior editor presso The Atlantic, riferendosi alla condivisione social dei contenuti che si verifica al di fuori di piattaforme misurabili con programmi di web e social analytics. Quindi il Dark Social si verifica quando un link viene inviato tramite messaggi istantanei o e-mail, piuttosto che essere condiviso su una piattaforma di social media, da cui rinvii possono essere misurati. In sostanza, è quando si copia/incolla un link da un sito web all’interno di un messaggio privato che può essere quindi anche una email (o anche post nei forum), per poi essere condiviso in maniera selettiva con amici, parenti e colleghi di lavoro. Fatta questa premessa, anche perchè il fenomeno Dark Social non è stato mai approfondito bene con dati alla mano, ecco che in aiuto arriva questa interessante analisi di RadiumOne, The Light and Dark of social sharing, che sulla base delle condivisioni a livello globale da parte di 9.027 utenti, con i dati forniti durante il mese di ottobre 2014 da Po.st con 900 milioni di utenti unici, ci offre le reali dimensioni del fenomeno, a livello globale appunto.

    Dall’analisi risulta che il Dark Social è praticamente tre volte l’attività di condivisione che avviene su Facebook, quindi un fenomeno molto ampio che costituisce per gli advertisers e per i publishers un bacino di traffico molto interessante anche per comprendere in real-time gli interessi e le intenzioni dei consumatori. Una componente quindi tale da attrarre nuovi utenti e nuovi consumatori.

    A livello globale la ricerca rileva che l’84% degli utenti condivide contenuti online e che il 32% lo fa solo attraverso i Dark Social. A livello globale, il 69% dei contenuti viene condiviso proprio attraverso il Dark Social e che solo il 31% viene condiviso via Facebook o altri piattaforme (23% Facebook, 8% altre piattaforme). Il 36% dell’attività di Dark Social avviene poi via mobile. Un fenomeno che non si può ignorare.

    Guardando ai dati che ci interessano più da vicino, quindi quelli europei, notiamo che il 77% dei contenuti viene condiviso con attività di Dark Social, il 16% via Facebook e 7% via altre piattaforme. Dati più alti di quello che accade negli Usa dove la condivisione via Facebook è al 31% e il Dark Social al 59%. In Uk Dark Social è il 75%, 19% Facebook e 7% altre piattaforme; in Francia, 81% l’attività di condivisioni via Dark Social (il dato più alto rilevato dalla ricerca) e 11% Facebook, 8% via altre piattaforme.

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    La ricerca evidenzia anche che regolarmente il 94% degli utenti europei utilizza attività di Dark Social accanto alle altre attività di condivisione che definiamo “tradizionali”. E che il 34% degli utenti europei condividerà contenuti solo attraverso il Dark Social. Provando un po’ a tradurre questi ultimi dati, significa che se un brand non contempla nella sua strategia anche il monitoraggio e la comprensione dell’attività che avviene attraverso il Dark Social, rischia di non sapere nulla di più di un terzo degli utenti europei, questo dato arriva ad essere il 32% a livello globale.

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    Questi che vedete sono le categorie dei contenuti condivisi e notiamo che in Europa tra le più condivise via Dark Social ci sono Real Estate (86%), Society (84%), Travel (89%), Careers (87%), Arts and Entertainment (84%).

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    E dopo tutto questo l’analisi ci offre anche l’attività di “clickback” che il Dark Social genera. Il clickback si ha quando un utente clicca effettivamente sul link condiviso. In Europa questo valore è del 20% via Dark Social, 72% via Facebook e 9% via altre piattaforme. Si nota quindi che il Dark Social essendo un’attività di condivisione one-to-one, quindi più intima, non ottiene un livello di click che si riesce a ottenere via Facebook, abbracciando un pubblico più ampio.

    clickback-dark-social

    Come fare per monitorare le attività di Dark Social? Semplice (a dirsi), basterebbe usare i servizi di short Url, un esempio valido da questo punto di vista può essere Bit.ly, o anche Goo.gl. Questi servizi, specie Bit.ly, permettono di personalizzare l’Url, quindi renderlo facilmente individuabile.Quindi una volta creato lo short Url,il consiglio è quello di inserirlo all’interno del sito perchè una volta che quell’indirizzo viene condiviso diventa al tempo stesso tracciabile e quindi capace di illuminare tutta quella attività che altrimenti diventerebbe Dark Social.

    Allora, che ne pensate di questa ricerca? Fate anche voi uso di Dark Social? Utilizzate servizi come Bit.ly? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Nuova Ford Focus, l’auto che si parcheggia da sola

    Nuova Ford Focus, l’auto che si parcheggia da sola

    E’ arrivata la Nuova Ford Focus ed è proprio il caso di dire che è l’auto che si parcheggia da sola. Infatti, con l’innovativo sistema Active Park Assist è possibile parcheggiare l’auto anche a pettine senza alcuna difficoltà

    Quando si parla di Ford Focus si parla di un auto solida, affidabile e che si rinnova nel tempo. E proprio in tema di rinnovamento ve ne parliamo oggi perchè è infatti uscito l’ultimo modello che di fatto è come se fosse assolutamente nuova. Dopo oltre 9 milioni di auto vendute e una storia iniziata nel 1998, oggi la nuova Ford Focus si presenta in una versione totalmente nuova nello stile con un nuovo frontale stile “Aston Martin” (già visto sulla nuova Fiesta) che la rende molto elegante.

    Ma la vera novità della nuova Focus sta negli accessori e in particolare nel nuovo Active Park Assist (Parcheggio semi-automatico) che grazie alle nuove funzionalità consente di effettuare parcheggi non solo in linea, ma anche a pettine, senza alcuna difficoltà e senza dover toccare il volante. Con questo dispositivo l’auto in pratica si parcheggia da sola, realizzando quello che è un vero sogno per qualsiasi automobilista.

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    Infatti con Active Park Assist la Focus la si può parcheggiare non solo in parallelo, sistema che tra l’altro funziona già molto vene, ma adesso anche in presenza di parcheggio a pettine, cioè quella posizione in cui in cui l’auto è perpendicolare e non parallela al marciapiede. Un vero e proprio sollievo.

    Per attivarlo basta premere un pulsante e a quel punto l’auto attiva la modalità di parcheggio semi-automatico riducendo il rischio di danni accidentali al veicolo. Una volta premuto il pulsante si attivano i sensori ad ultrasuoni che provvedono ad identificare lo spazio del parcheggio. Una volta fatta questa operazione il sistema chiederà conferma al conducente, a quel punto l’auto comincerà a fare la manovra di parcheggio da sola.

    Insomma, è davvero il caso di dire che solo per l’Active Park Assist vale la pena di avere la nuova Ford Focus.