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  • Una Focus è per la vita e il protagonista sei tu!

    Una Focus è per la vita e il protagonista sei tu!

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    Ford lancia una nuova iniziativa che rende i possessori della Focus i veri protagonisti della grande storia di quest’auto in produzione dal 1998 che ha conquistato ad oggi più di 9 milioni di automobilisti. Con “A Focus on yuor lifetime” il consumatore è il vero protagonista della storia. E potete raccontare anche voi la vostra storia e le vostre emozioni che potranno poi diventare un piccolo film

    L’acquisto di un auto non è solo il comprare un’automobile, ma è scegliere in un certo senso una compagna di viaggio che si legherà in modo particolare ai nostri ricordi. Viaggi, eventi speciali o semplici situazioni di tutti i giorni, ecco l’auto è anche questo. E quando poi quest’auto è una Focus allora questi nostri ricordi, quelle emozioni particolari che conserviamo possono addirittura prendere forma ed essere realizzaati come un film, il nostro film, il tuo film. La bella iniziativa che Ford sceglie di adottare è quella di rendere protagonisti del racconto in video che davvero ha avuto il piacere di guidare una Ford Focus. E per fare questo basta raccontare la propria storia su A Focus on your lifetime e raccontare la vostra esperienza con questa auto che sin dal suo debutto si è sempre distinta per piacere di guida e per il suo design sempre accattivante.

    Per Ford quindi i consumatori, ossia gli oltre 9 milioni di persone che dal 1998 ad oggi hanno acquistato una Focus non sono solo dei semplici “consumatori”, ma sono i veri protagonisti di questa lunga storia. Una storia fatta di tanti episodi che rispecchiano la vostra vita con la vostra Focus. Un viaggio nel tempo ma proiettato nel futuro come dimostra da sempre la storia di Ford. Quindi se anche voi che state leggendo questo post siete dei possessori di una Focus allora l’invito è quello di andare sul sito e raccontare la vostra storia, sarete anche voi protagonisti di Focus e avrete poi la grande possibilità di vedere un pezzo della vostra vita sceneggiata.

    Oggi parto“, è la puntata pilota di questo grande racconto fatto da voi con la vostra Focus.

    Ford Focus debutta nel 1998 per sostituire la Escort. Il design rivoluzionario per quel tempo e per il suo stile di guida hanno saputo da subito conquistare milioni di automobilisti eleggendola spesso come migliore auto del segmento C, quello delle auto compatte. E questa iniziativa ci da la possibilità anche di vedere quanta storia è stata fatta con questa auto che ancora oggi, soprattutto con il nuovo modello presentato da poco, punta a segnare il futuro.

    Allora, se anche tu vuoi essere protagonista di Focus vai sul sito A Focus on your lifetime e racconta la tua storia, da protagonista.

  • #ITALIAX10 e ScienzainWeb [Live Streaming]

    #ITALIAX10 e ScienzainWeb [Live Streaming]

    #ITALIAX10. La scienza non ha tempo: dieci brillanti ricercatori in dieci minuti. Telecom Italia è partner del Festival della Scienza 2014. E Telecom Italia presenta per questa occasione un appuntamento speciale di #ITALIAX10, stasera dalle 21:30 da seguire anche sul nostro blog

    Telecom Italia è partner del Festival della Scienza 2014. E Telecom Italia presenta per questa occasione un appuntamento speciale di #ITALIAX10. Stasera, sabato 25 ottobre, alle ore 21:30, presso il Palazzo Ducale di Genova e in live streaming da seguire anche qui sul nostro blog, appuntamento imperdibile con #ITALIAX10. La scienza non ha tempo: dieci brillanti ricercatori in dieci minuti.

    I ricercatorti hanno ciascuno 7 minuti per esporre il proprio lavoro e 3 minuti per rispondere alle domande del pubblico della rete condividendo i loro percorsi professionali e personali.

    L’evento, moderato da Marco Cattaneo, Direttore di Le Scienze, Mente&Cervello e National Geographic.

    #italiax10

    ScienzainWeb, invece, è il nuovo progetto multimediale realizzato da Telecom Italia e Festival della Scienza, per condividere una selezione di contenuti del Festival con il grande pubblico del web: grazie al live streaming e all’on demand, il pubblico della rete può partecipare agli eventi, condividere impressioni, emozioni e curiosità usando l’hashtag #oradiscienze.

    ScienzainWeb prevede inoltre una raccolta di short-video pensati per il pubblico più giovane. Eduscienza, così si chiama la raccolta dei video, è un progetto didattico innovativo che permette ai protagonisti del Festival di trovare risposta ai quesiti sui legami tra scienza e tempo, attraverso un linguaggio fresco e diretto, comprensibile appunto anche dai più giovani. Eduscienza è un progetto del Festival della Scienza realizzato in collaborazione con Telecom Italia.

    La partnership con il Festival della Scienza rientra nell’ambito delle attività di Corporate Social Responsibility del Gruppo Telecom Italia, che ispirandosi ai valori chiave dell’innovazione, dell’accessibilità e della valorizzazione dei contenuti culturali in ottica divulgativa, mette a disposizione il proprio know-how per diffondere i saperi contemporanei e contribuire alla crescita del Paese.

    Ancora una volta siamo felici di poter trasmettere questo evento importante e vi invitiamo a seguirlo insieme a noi. E grazie a Telecomo Italia per questa opportunità.

  • Intervista a Richard Stallman: Non si dovrebbe usare Facebook

    Intervista a Richard Stallman: Non si dovrebbe usare Facebook

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    Intervista a Richard Stallman a SIGEF 2014 a Ginevra. Il fondatore della Free Software Foundation ci dice che il software libero dovrebbe essere usato anche a Scuola, che lo Stato dovrebbe usare solo software liberi. Stallman considera Edward Snowden un eroe nazionale. E poi, parlando di social network ci dice che “non si dovrebbe mai usare Facebook

    Incontrare un personaggio di questa importanza mette sempre un po’ di nervosismo, visto anche il personaggio molto attento a quello che si dice durante l’intervista e saputo che sono italiano s’è messo a scherzare in italiano dicendomi subito che lui fa spesso scherzi, meglio indovinelli, in italiano da lui stesso ideati del tipo “Cosa fanno due sogni? Un bisogno!” oppure “Il nome perfetto per un autista? Guido Spesso”. Al SIGEF 2014, qui a Ginevra, incontro quindi il fondatore della Free Software Foundation (FSF) Richard Stallman, il primo a parlare di “software libero” già più di 30 anni fa, era infatti il 1983. Stallman è qui a Ginevra per parlare ovviamente di libertà, di software libero, di etica e di valori solidali, tutti temi che lui affronta quotidianamente in giro per il mondo durante le sue presentazioni. E’ una chiacchierata dove abbiamo spaziato molto, rimanendo sempre legati al concetto di software libero e di libertà.

    Partendo dal concetto di software libero, ossia la possibilità di modificare il codice sorgente, senza alcuna restrizione, per poi condividerlo con tutti, guardiamo a che tipo di implicazioni ha oggi il raffronto di questi due concetti e soprattutto che tipo di conseguenze ha generato oggi l’utilizzo di software proprietari. Tanto per chiarire, Richard Stallman ritiene che Edward Snowden sia un “eroe, perchè grazie a lui abbiamo scoperto quello che forse non avremo conosciuto mai”, si riferisce ovviamente allo scandalo NSA e PRISM.

    Ma partiamo quindi con le domande. Stallman ha una spilla sul petto con su scritto “Don’t be tracked, pay the cash”, un frase che esprime molto della sua filosofia.

    Signor Stallman, sono trascorsi ormai più di 20 anni da quando lei ha creato il progetto GNU. La domanda è, qual è lo stato del software libero e quale futuro immagina da questo punto di vista?

    Il progetto GNU è un sistema operativo ed esiste da 22 anni e successivamente è stato possibile aggiungere il programma Linux “liberato”. Ora, il sistema GNU deve essere compatibile e usato solo con software veramente liberi e non “proprietari”, altrimenti non si parlerebbe più di software libero. Ecco, il nostro compito è quello di combattere questa tendenza. Pensa che ci sono utilizzatori del software libero che non valorizzano il concetto della libertà in quanto tale e questo è un problema. Se viene meno questo concetto è poi facile farsi corrompere dall’idea del  software proprietario, perdendo di fatto “la sua propria libertà” (lo dice in italiano)”.

    Ora, guardiamo ad esempio Skype, programma proprietario, e quanto uno lo utilizza per chiamare di fatto invita l’altra persona ad utilizzare lo stesso software. Quando mi propongono una call via Skype io mi rifiuto perchè va contro la mia idea di libertà. Ad esempio uso Ekiga, un software libero, un programma programma compatibile con altri software liberi e che ti permette di chiamare in audio e anche in video. Altro esempio è LinePhone e i due sono assolutamente compatibili. Skype usa un codice segreto, quindi proprietario, e nei fatti implica che se due vogliono chiamarsi e uno dei due usa Skype, anche l’altro è costretto ad usarlo, un concetto contrario alla libertà.”

    Signor Stallman, libertà e privacy sono due facce della stessa medaglia. Edward Snowden è stato in grado di scoperchiare uno dei più grandi scandali, quello della NSA. E se non ci fosse stato lui molto probabilmente non avremmo saputo nulla. Qual è il suo pensiero a questo riguardo?

    Edward Snowden lo considero un grande eroe del mio paese e anche durante le conferenze che teniamo in giro per il mondo lo celebriamo come un eroe nazione degli Stati Uniti D’America. Prima di Snowden se chiedevi ad un americano se la NSA lo stese ascoltando quello ti rispondeva “non credo perchè non faccio niente di interessante”, dopo che Snowden ha rivelato lo scandalo NSA invece lo stesso americano ti risponde “eh si, adesso lo so, spiano me come spiano tutti quanti”. Vede, oggi il livello attuale di sorveglianza diffusa nella società è incompatibile con i diritti umani, obiettivo è quello di ridurre ridurre il livello di sorveglianza diffusa. Quindi usare software libero, come sostengo da 30 anni, è il primo passo per assumere il controllo delle nostre esistenze digitali. Non possiamo fidarci del software non libero; la NSA sfrutta e addirittura crea debolezze nel software non libero per invadere i nostri computer e router. Il software libero ci garantisce il controllo dei nostri computer, ma non è in grado di proteggere la nostra privacy quando mettiamo piede su Internet. Se si desidera avere privacy non bisogna mai rinunciarvi: la protezione della privacy dipende innanzitutto da se stessi. Non bisogna fornire i propri dati a siti web, si deve utilizzare Tor e usare un browser che blocchi le tecnologie usate dai server per tenere traccia dei visitatori.” [Richard Stallman invita poi ad approfondire il suo pensiero su questa pagina, dove ha illustrato meglio il suo pensiero a riguardo]

    Il software libero, come lei ci ha spiegato, da a chiunque la possibilità di approfondire e condividere. Ma, secondo lei, cosa potrebbe fare lo Stato, quindi le istituzioni e la Scuola da questo punto di vista?

    Partiamo subito da un concetto molto chiaro e cioè che lo Stato dovrebbe utilizzare solo programmi liberi, lo Stato quindi, per rispetto al suo popolo, deve gestire anche l’aspetto informatico della società, deve gestire tutto quello che riguarda i computer, deve avere lo Stato il controllo totale dell’informatica. Altrimenti il rischio è quello di cadere nelle mani dei privati, quindi è lo Stato che deve avere il controllo su tutto questo aspetto.

     

    I programmi da usare devono essere liberi, tutti gli utenti dovrebbero usare software liberi, sia esso lo Stato o un libero cittadino. Anche la Scuola deve usare solo programmi liberi, in modo tale che la sua funzione sia quella di formare persone che siano consapevoli della libertà, che siano indipendenti, che siano quindi partecipi di una società digitale e libera. Quindi se la Scuola non prende in mano questa importante funzione succede che essa stessa insegna ai suoi ragazzi l’uso di software proprietari. In questo modo è la Scuola stessa che insinua nei ragazzi la dipendenza da programmi proprietari. Ovvero sia, gli studenti diventano dipendenti del proprietario del software.

    La missione generale della Scuola è quindi quella di insegnare questi programmi liberi, di essere leale allo spirito dell’educazione. La Scuola deve aprire alla conoscenza e se quella conoscenza non è accessibile, come succede con i software proprietari, viene meno la sua funzione. La Scuola diventa quindi nemica dello spirito dell’educazione e dell’istruzione.

    Chi volesse interessarsi di informatica deve conoscere i codici, leggerli, molto, e scriverli, molto. Quindi se non c’è accesso ai codici di software i ragazzi non conosceranno mai bene i codici. Quindi se non hanno conoscenza di codici non potranno mai scrivere il codice di un gran programma. So i programmi liberi consentono ai ragazzi di apportare piccole modifiche al software e questa è una possibilità di imparare.

    La questione più importante da questo punto di vista è quella morale. La scuola deve trasmettere lo spirito di buona volontà, l’abitudine di aiutarci fra di noi, aiutare gli altri. Ogni classe deve avere questa regola di aiuto reciproco. Bisogna condividere i software per insegnare, dare il codice sorgente agli studenti per che possano imparare. La Scuola deve seguire queste regole per dare sempre il buon esempio. Ci sono altre due sezioni del nostro sito che vi invito ad approfondire questa sull’Istruzione e questa sulla nostra filosofia.”

    Signor Stallman, cosa ne pensa del fenomeno dei Social Network e soprattutto di Facebook?

    Ci sono grandi differenze fra le reti sociali ed é importante non generalizzare. Twitter proprio per i tweets non é cattivo al contrario di Facebook che spia tutti quanti. Il tweet é pubblico quindi non si perde niente della propria vita privata nel fatto che la gente possa vedere quello che hai pubblicato. Invece Facebook che contiene delle informazione private, spia le persone.

    Su Twitter, una persona può avere più di un account, con il suo nome proprio oppure aprire un account anonimo. Si può decidere di avere vari conti: personale, professionale… Se ti connetti con Twitter via Tor, riesci a nascondere a Twitter che sei la stessa persona con vari account. Non é una bugia ma una scelta personale, una libertà che va conservata.

    Facebook invece é ingiusto, sopratutto con la politica restrittiva di avere soltanto un account col vero nome della persona. Bisognerebbe non utilizzare mai Facebook. E pensate che ci sono scuole che impongono agli studenti di creare account su Facebook. E poi succede che gli stessi studenti mi scrivono per chiedermi aiuto e su come fare per rifiutare questa politica. La scuola non deve mai rivelare i dati personali suoi studenti a delle aziende private.

    Ormai le persone usano sempre più spesso questi strumenti e con il messaggio di rendere ai propri utenti un servizio sempre migliore, rischiamo davvero di dare loro buona parte dei nostri interessi a queste aziende: (risposta lapidaria)

    Io no!”

    Grazie signor Stallman per la sua disponibilità.

    [buona parte dell’intervista è apparsa prima su Tech Fanpage]
  • Fabric, la nuova piattaforma di Twitter per app Mobile

    Fabric, la nuova piattaforma di Twitter per app Mobile

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    Lanciata ieri in occasione di Flight, la conferenza dedicata agli sviluppatori per mobile, Twitter annuncia Fabric, la nuova piattaforma per app Mobile composta da tre kit leggeri e modulari che faciliteranno la creazione di ottime app mobile, migliorando notevolmente l’esperienza d’uso degli utenti

    In occasione della prima conferenza per sviluppatori mobile che si è tenuta ieri a San Francisco, Flight, alla presenza del CEO Dick Costolo, Twitter lancia la piattaforma Fabric, composta da tre Kit modulari che affrontano alcune delle sfide più comuni e diffuse che ogni sviluppatore deve affrontare: stabilità, distribuzione, ricavi e identità. Fabric combina i servizi di Crashlytics, MoPub, Twitter e altri ancora per assistere gli sviluppatori nella creazione di app più stabili, generare ricavi all’interno dell’ad exchange mobile più grande al mondo, nonché sfruttare i sistemi di login di Twitter e il suo ricco flusso di contenuti in tempo reale, e ottenere quindi una maggiore diffusione dell’app e una creazione più semplice dell’identità degli utenti. L’installazione di Fabric richiede pochi minuti e la maggior parte delle features necessita solo di poche stringhe di codice. Fabric è oggi disponibile per tutti i partecipanti al Flight, mentre nelle prossime settimane Twitter lo renderà disponibile anche agli attuali clienti di Crashlytics e MoPub e, più in generale, alla comunità degli sviluppatori mobile. E’ possibile iscriversi su dev.twitter.com/fabric per ricevere ulteriori aggiornamenti.

    Crashlytics

    Come si sa, tutte le app crashano e gli stessi crash hanno un impatto molto concreto sull’adozione e la diffusione di un’app. Dal momento che esistono milioni di applicazioni fra le quali scegliere, le persone tendono a ignorare le app che hanno una valutazione scarsa all’interno degli app store. Individuare e risolvere i crash può essere per un processo che può essere complicato e frustrante. Crashlytics potrebbe essere la soluzione a questo problema. Velocizza i processi di individuazione, accesso e risoluzione dei bug, in modo che gli sviluppatori possano sprecare meno tempo nei debug e focalizzarsi sulla creazione di ottime app. Poi c’è l’usabilità, altra componente cruciale nel lancio di un’applicazione di successo. Con Beta by Crashlytics, si potranno ricevere feedback dagli utenti ancor prima che l’app venga mandata in produzione, e con Answers by Crashlytics, avere analytics in tempo reale ottimizzate per l’app. Il Crashlytics Kit di Fabric, ossia Crashlytics, Beta e Answers, non aiuta solo a produrre app stabili e di alta qualità, ma fornisce anche un quadro a 360° e sempre aggiornato sullo stato di salute delle app. @Spotify sta, ad esempio, utilizzando Crashlytics per creare e testare al meglio i propri prodotti.

    Spotify è il più vasto servizio di streaming musicale a pagamento al mondo: è disponibile in 58 mercati, conta più di 40 milioni di utenti attivi e oltre 10 milioni di abbonati a pagamento. Le persone si aspettano che il servizio di streaming musicale sia affidabile e Crashlytics ci aiuta a fornire app della migliore qualità possibile”, dice Jorge Espinal, Head of Business Development di Spotify.

    Il Twitter Kit

    Twitter ha annunciato il Twitter Kit, che include 3 nuovi prodotti.

    • Embedding nativo dei Tweet
 – Fino ad ora, includere i Tweet in un’ app voleva dire centinaia di ore di lavoro. Ora, semplicemente con qualche stringa di codice, è possibile inserire i Tweet direttamente nell’app e perfino personalizzarli in modo che siano in linea con lo stile dell’applicazione. Per esempio, @WSJ già supporta i Tweet nel proprio sistema back-end di gestione di contenuti. Per anni, questo ha permesso al Wall Street Journal di portare la conversazione globale di Twitter all’interno delle sue storie sul web
    • Compositore di Tweet – Il compositore di Tweet permette alle persone di condividere momenti importanti – un punteggio sportivo, un traguardo nell’allenamento, un nuovo artista o una nuova canzone preferita – con i propri follower su Twitter direttamente dall’app. Si tratta di momenti che le persone amano condividere, e Fabric rende questa azione più semplice che mai. Anche @Spotify usa il nuovo compositore di Tweet per far condividere con i propri follower la musica preferita.
    • Accesso tramite l’account Twitter
 – E’ stato inoltre aggiornato l’accesso via Twitter per rendere l’autenticazione tramite il proprio account ancora più semplice. Dopo l’autenticazione, è possibile importare i profili Twitter all’interno della propria app, permettere agli utenti di condividere link e foto e aiutarli a connettersi con i propri amici e i propri interessi.

    Il Kit MoPub

    MoPub è la piattaforma leader di monetizzazione per gli sviluppatori di app mobile, pensata per ottimizzare i ricavi delle app. A differenza di altre piattaforme di monetizzazione, con questa piattaforma non ci si limita a un numero ristretto di inserzionisti. E’ possibile lavorare con più network pubblicitari ed entrare in contatto con centinaia di inserzionisti del marketplace di MoPub che fanno a gara fra di loro per essere scelti. MoPub assicura la massimizzazione dei ricavi mostrando le ads provenienti dagli inserzionisti disposti a pagare di più. MoPub supporta tutti i principali formati pubblicitari, banners, interstitial, video e native ads, e ha recentemente annunciato una serie di nuove funzionalità che renderanno ancora più facile creare e sperimentare ads native. Con il location control nativo di MoPub adesso è anche possibile scegliere la posizione e la frequenza con cui appariranno gli annunci pubblicitari direttamente dall’interfaccia utente di MoPub, in modo da trovare il giusto equilibrio fra le pubblicità e i contenuti della tua app.

    Digits

    Qualunque sia l’utilizzo dell’app, l’identità dell’utente è fondamentale. Sempre più il numero di telefono, o l’indirizzo email, sono il primo elemento per identificare un individuo e in alcuni casi, il numero di telefono è l’unico elemento che identifica i possessori di smartphone, poiché non sempre l’utente ha una e-mail. Digits, cioè una parte del Twitter Kit, permette di accedere direttamente con il numero di telefono ed è integrato all’interno dell’infrastruttura Twitter. Digits è completamente personalizzabile in modo da essere in linea con l’esperienza d’uso progettata per l’app. Digits non posterà nulla per conto dell’utente poiché non sarà collegato direttamente agli account social, inclusi gli account Twitter. E, con Digits, le app sono pronte per essere adottate a livello globale: è immediatamente disponibile in 216 paesi e in 28 lingue per iOS, Android e il web.

    Digits risolve inoltre una serie di problemi per gli utenti. Poiché Digits usa un numero di telefono, non c’è bisogno che gli utenti ricordino username o password complicate. @McDonaldscorp usa Digits nella sua app Alarm. L’app permette di condividere con i propri amici offerte speciali su alimenti e bevande McDonald. Per poter usufruire dell’offerta, la persona deve autenticarsi come utente reale. McDonald ha pensato che un login social sarebbe stato un peso eccessivo per gli utenti, che avrebbero dovuto consentire l’accesso a dettagli personali e intimi, senza contare che e-mail e password spesso sono dimenticate con facilità. Con Digits invece, le persone possono autenticarsi velocemente come utenti reali ed accedere all’app in modo semplice.

    Fabric è leggero

    E’ possibile selezionare semplicemente il Kit da includere nella propria app. Twitter rilascia il Crashlytics Kit, il Twitter Kit, e il MoPub Kit e integrarli fra loro è molto semplice. E una volta installato, non ci sarà bisogno di preoccuparsi di avere o meno l’ultima versione di un Kit, sarà Fabric ad avvisare quando saranno disponibili nuovi aggiornamenti.

    Fabric è disponibile per tutti i partecipanti a Flight e presto sarà rilasciata anche per la community degli sviluppatori mobile in generale.

    Per ottenere Fabric è necessario iscriversi su dev.twitter.com/fabric per essere messo poi in lista.

  • La PA non è Mobile, solo il Piemonte ha un sito responsive

    La PA non è Mobile, solo il Piemonte ha un sito responsive

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    La Pubblica Amministrazione non è Mobile. Questo è l’esito di una nuova ricerca, “La PA nel mobile”, che verrà presentata oggi alle 16 alla Smart City Exhibition 2014 di Bologna. Solo la Regione Piemonte ha un sito responsive, così come solo il 9% delle Province e il 15% dei Comuni. Le amministrazioni puntano sulle app ma con scarsa penetrazione

    All’interno del tema Pubblica Amministrazione e Internet, ieri abbiamo visto, riportando una interessante ricerca del Forum PA, anticipandovi la presentazione che si terrà domani al Smart City Exhibition 2014 di Bologna, come Torino sia la città che usa meglio Twitter. Oggi vi anticipiamo un’altra interessante ricerca, “La PA nel mobile”, che verrà presentata oggi 22 Ottobre all’interno del laboratorio “PA nel Mobile: un’indagine sulla presenza delle PA italiane nei dispositivi mobili”  alle ore 16.00 presso Bologna Fiere. LA ricerca è stata effettuata tra il 25 agosto e il 15 settembre 2014.
    Sappiamo bene che gli italiani preferiscono amano collegarsi a internet dal proprio smartphone e dal proprio tablent e secondo i dati Audiweb di Maggio 2014 il 60% degli accessi alla rete avviene proprio da mobile. Bene, in questo contesto la PA è quasi assente dai terminali mobili delle persone, in altre parole non è Mobile! Dispongono di un sito web correttamente fruibile da smartphone solo una Regione su 20, il 9% delle Province, il 15% dei Comuni capoluogo, il 10% delle Camere di Commercio e il 19% delle Amministrazioni centrali (un insieme che comprende Ministeri ed Enti pubblici nazionali). Uno scenario desolante, tenendo conto delle risorse a disposizione e di come queste vengono impiegate male.
    La regione italiana che dimostra di essere al passo coi tempi è la Regione Piemonte unica ad adottare un sito responsive, e quindi non sorprende il fatto che Torino usi bene i social media per informare e dialogare con i propri cittadini. Ma resta una goccia in mezzo al mare.
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    Gli sforzi degli Enti pubblici per raggiungere cittadini e imprese sui loro terminali mobili si indirizzano maggiormente sulla realizzazione di app. Forum PA ne ha censite in tutto 290, che si concentrano soprattutto nel Centro-Nord e offrono informazione (38%), servizi per il turismo (27%), servizi al cittadino (17%), servizi in ambito sanitario (6%), pagamenti (3%), sistemi di partecipazione (3%). Ma evidenziano una capacità di penetrazione assai limitata, dal momento che il 49% delle app è disponibile per un solo sistema operativo (Android o Apple), il 45% per entrambi i sistemi e solo il 17% per almeno 3 sistemi. Chi possiede un telefono con sistema Windows può accedere solo al 5% delle app della PA. Inoltre sono poco utilizzate, dal momento che, a parte iPatente, la app del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha registrato più di 800 mila download, l’app del settore pubblico più scaricata è “Giustizia civile”, del Ministero della Giustizia, con 84 mila download, tra Android e Apple. Tra quelle delle regioni la app più scaricata risulta “Visito Tuscany”, con 1 mila download totali. Niente che dal punto di vista quantitativo possa essere paragonato agli accessi ai siti web degli stessi Enti.
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    Dunque in uno scenario nel quale i cittadini vogliono avere sempre la rete sempre più a contatto diretto col proprio corpo, nel luogo e nel momento in cui ne hanno bisogno, la PA rimane lontana, spesso assente. Colmare il gap non sarà facile, anche a causa della scarsità di risorse. Ma i casi analizzati hanno anche fatto emergere una possibile strada risolutiva: quella della condivisione di progetti e soluzioni tra Enti dello stesso tipo.

    Speriamo davvero che questa ricerca possa essere da stimolo. E voi che ne pensate? Il comune della vostra città ha un sito responsive? Raccontateci la vostra esperienza.

  • SIGEF 2014, anche Breading al Forum sulla Social Innovation

    SIGEF 2014, anche Breading al Forum sulla Social Innovation

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    Si aprirà mercoledì 22 Ottobre SIGEF 2014, il Forum Internazionale sulla Social Innovation e sull’Etica Globale, organizzato da Horyou. E tra i tanti che presenteranno i loro progetti ci saranno anche i ragazzi di Breading, l’app che mira a ridurre gli sprechi alimentari

    Ormai manca pochissimo a SIGEF 2014, il Forum Internazionale sulla Social Innovation e sull’Etica Globale. E dopo aver conosciuto i relatori (più di 30), tra cui vi abbiamo segnalato anche la presenza di Richard Stallman, il pioniere del “software libero”, e dopo aver conosciuto anche gli interessanti workshop che si terranno durante le tre giornate, oggi annunciamo la presenza a SIGEF 2014 di Breading, l’app che riduce gli sprechi alimentari. Unico progetto italiano presente al Forum.

    Breading è un progetto italiano che proprio oggi è stato presentata all’Università Cattolica di Milano in occasione del convegno “Lotta allo spreco alimentare. Buone pratiche e prospettive” e che è stata lanciata ufficialmente giovedì scorso, 16 Ottobre, per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

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    Breading è una startup che ha una forte vocazione sociale, nata dall’idea di sei ragazzi di Milano e di Bergamo che sono partiti da questa idea. In Italia ad oggi ci sono 6 milioni di persone in stato di povertà assoluta, dati Istat 2013. Una condizione che negli ultimi anni è cresciuta, complice la crisi che ha acuito il fenomeno. Sono tante le associazioni e le organizzazioni nel nostro paese, quelle che costituiscono il cosiddetto Terzo Settore, che si adoperano per dare assistenza a molte di queste persone e il primissimo scopo è quello di poter dare da mangiare a chi ne ha bisogno. Se proviamo a dare uno sguardo da tutt’altra parte, notiamo che ogni giorno 46 mila chili di pane vengono buttati nell’immondizia, per un valore di 120 mila euro e se proviamo a calcolare questo per ogni giorno dell’anno viene fuori una cifra di 43,8 milioni di euro. Uno spreco enorme.

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    Ed ecco che Breading da questo punto di vista offre una grossa mano. In pratica l’app permette ai panettieri di comunicare la quantità di pane in surplus e di conseguenza rendere la stessa quantità pronta per esser consegnata, in giornata, presso un’associazione che ne ha bisogno in modo da poter soddisfare tutte le richieste. L’esempio è fatto sul pane, ma vale per tutti gli altri prodotti che restano invenduti negli esercizi commerciali. Basti pensare a quanto frutta viene buttata solo perchè un po’ matura ma che potrebbe essere utile.

    Breading lo scorso giugno si è aggiudicata la Start Cup Live 2014 di Bergamo e ha riscontrato l’interesse del vice ministro alle Politiche Agricole, Andrea Oliverio, che ha incontrato il team a Roma e che ha definito Breading “un modo per realizzare economia civile“.

    Conosceremo il team di Breading a Ginevra e vi racconteremo la loro presentazione.

  • Twitter, il nuovo flusso dei tweet è in base agli interessi

    Twitter, il nuovo flusso dei tweet è in base agli interessi

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    Twitter continua a rilasciare novità ma stavolta si è di fronte ad una modifica sostanziale e non una semplice feature. Dopo una fase di testing, Twitter annuncia che il flusso dei tweet che visualizziamo sulla nostra timeline comprenderà anche tweet di persone che non seguiamo ma che comunque ci interessano. Addio al flusso cronologico?

    Questa di Twitter di cui parliamo oggi non è una delle tante features che vengono rilasciate per un uso più completo ed esteso della piattaforma, no. E’, da quando Twitter è nato, nel “lontano” 2006, la prima sostanziale modifica sostanziale che rischia anche di stravolgere la piattaforma per come l’abbiamo sempre conosciuta. Esagerazione? Forse no. Come si sa e come abbiamo scritto spesso anche qui, il problema che ha riscontrato Twitter negli ultimi mesi è quello relativo al coinvolgimento degli utenti. Twitter non è uno strumento semplice, ad un primo sguardo risulta complesso e di difficile comprensione e per tanti risulta complicato seguire il flusso dei tweet che spesso viene paragonato ad un “fiume in piena“. Ovviamente queste estremizzazioni, molto comuni, ma che possono essere facilmente superate con la qualità degli account che si seguono, sempre più vicini ai nostri interessi, con le liste che ci aiutano a fare un po’ di ordine, e con gli hashtag per meglio “centrare” gli argomenti. Strumenti di base questi, il tutto deve essere poi completato con l’utilizzo della piattaforma e quindi con la capacità di twittare a 140 caratteri.

    Bene, come annunciato da Trevor O’Brien, ex Google ed ex YouTube, in un post sul blog ufficiale di Twitter, dopo un periodo di esperimenti su un numero ristretto di account, il flusso dei tweets verrà visualizzato ora non più in senso cronologico, quello che (a fatica) abbiamo imparato a conoscere ed usare, ma secondo i nostri interessi e quindi sarà possibile visualizzare anche tweet di account che non seguiamo.

    https://twitter.com/twitter/status/522902216303075328

    Questo dovrebbe migliorare di molto il coinvolgimento degli utenti perchè, come scrive O’Brine, spesso gli utenti “si perdono contenuti che potrebbero risultare interessanti” anche da account che non si seguono. E’ chiaro che se seguiamo degli account di persone che reputiamo interessanti allora siamo già sincronizzati con i nostri interessi, ma può succedere che ci siano dei contenuti che ottengano un forte interesse e che provengano da utenti che non seguiamo. Questo nei fatti potrebbe provocare una maggiore coinvolgimento e potrebbe risultare un prezioso aiuto per coloro che spesso si perdono in una timeline che risulta dispersiva. Ma, secondo il mio modesto punto di vista, abbandona una delle principali caratteristiche più apprezzate, ossia il carattere cronologico, per molti elemento essenziale. In tanti erano abituati a seguire il flusso “in tempo reale”, ora resteranno molto delusi.

    Resterà da capire se questa modalità sarà definitiva o se lascia invece la possibilità di poter ritornare al senso cronologico. Da quello che si sa fino a questo momento, la modifica resta proprio definitiva senza possibilità di poter tornare indietro.

    E come ogni grossa modifica, sostanziale, che si rispetti, anche questa è stata accolta certamente non con grande entusiasmo, anzi. I più critici si sono affrettati a dire che questa è la vera “facebookizzazione” della piattaforma a 140 caratteri. E qui ritorniamo al cruccio di Twitter, ossia il coinvolgimento reale degli utenti sulla piattaforma e questo renderà certamente più appetibile Twitter a chi oggi lo ha usato poco.

    Provocazione, se stiamo assistendo alla “facebookizzazione” della piattaforma, allora la prossima novità sarà il superamento del limite dei 140 caratteri?

    Ma adesso mi piacerebbe conoscere il vostro parere, che ne pensate? Credete davvero che questa nuova modifica renderà la piattaforma più coinvolgente?

    [special thanks to Fotolia for the cover image]
  • Twitter Audio Card, la musica arriva sulla timeline

    Twitter Audio Card, la musica arriva sulla timeline

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    Twitter introduce da oggi le Twitter Audio Card e completa i formati dedicate alle cards. Infatti dopo foto e video la piattaforma implementa una nuova funzionalità dedicata ai contenuti audio. Basta un semplice tap per ascoltare musica direttamente dalla timeline

    Twitter continua a sviluppare l’app e a introdurre novità sempre nell’ottica di incrementare l’engagement degli utenti sulla piattaforma, il vero obiettivo di tutte le novità che sono state introdotte negli ultimi mesi.

    Con le Twitter Audio Card su permetterà agli utenti di poter ascoltare musica direttamente dalla propria timeline. Basterà infatti un semplice tap per scoprire e ascoltare prodotti audio direttamente dall’app. Una volta partita la riproduzione, si può continuare ad ascoltare la musica anche mentre si sta twittando, trascinando il player verso il basso nell’app. Attraverso la partnership con servizi di streaming di terze parti come @SoundCloud, è stato invitato un gruppo di artisti, autori e testate musicali a testare la nuova Audio Card sui dispositivi iOS e Android con diversi tipi di contenuti quali podcast, brani musicali e altri tipi di prodotti audio. Mentre il brano è in riproduzione, è possibile installare l’app nativa SoundCloud e scoprire ulteriori contenuti.

    Questi i partner e gli artisti coinvolti:

    
 • @ThatKevinSmith
    • @WhiteHouse
    • @NASA
    • @CricketAUS
    • @TheWorldGame
    • @ThisAmerLife
    • @NPR
    • @planetmoney
    • @neiltyson
    • @glennbeck
    • @washingtonpost
    • @EW / @EWLive
    • @BleacherReport & @BR_Radio
    • @radiobandnewsfm
    • @bandnewsfmrio
    • @R_Bandeirantes
    • @rstnoar
    • @radioesportesfm
    • @NFSAonline
    • @serial
    • @EBCnaRede
    • @pitchfork
    • @abexlumberg@bbcworldservice
    • @MadDogRadio
    • @odesza
    • @laidbackluke
    • @cashcash
    • @mau5trap / @deadmau5
    • @alt_J

    • @sigurros
    • @gilbertogil
    • @PartyOMO
    • @MajidJordan
    • @steveaoki
    • @feedme
    • @sizerecords / @maxvangeli
    • @MartinGarrix
    • @Coldplay
    • @whoszed
    • @davidguetta
    • @madeon
    • @GuySebastian
    • @cashtimelife
    • @chancetherapper
    • @RickRubin
    • @mikecaren
    • @ollyofficial
    • @george_ezra
    • @Savagesband
    • @Chromeo
    • @portugaltheman
    • @Prioryband
    • @DillonFrancis
    • @OnBandstand
    • @MigosATL

    twitter-audio-card_blog

    Ad esempio, @DavidGuetta  ha appena rilasciato un nuovo remix in esclusiva per i suoi 15,6 milioni di follower su Twitter:

    Anche l’astro nascente del Rap di Chicago @ChanceTheRapper ha offerto agli appassionati di hip hop il suo nuovo singolo “Hate”, con un Tweet:

    E come dicevamo prima, sono stati diversi i prodotti e le funzionalità implementate lanciati da Twitter per  rendere i contenuti sempre più multimediali e migliorare l’esperienza degli oltre 271 milioni di utenti sulla piattaforma. Oggi su Twitter è possibile caricare fino a un massimo di 4 immagini per Tweet e taggare fino a 10 persone senza che questo influisca nel conteggio dei 140 caratteri; arricchire un Tweet con un’immagine animata (GIF), o con un Vine, un video-loop di 6 secondi; riprodurre i video con un solo tap e senza dover uscire dall’app di Twitter, grazie alle Twitter Video Card.

    Insomma, alla fine Twitter è riuscita a raggiungere l’obiettivo di portare la musica direttamente sull’app.

    Ma voi twitteri che ne pensate? Vi piace ascoltare musica mentre twittate?

  • SIGEF 2014, tutto pronto per i workshop al forum della Social Innovation

    SIGEF 2014, tutto pronto per i workshop al forum della Social Innovation

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    Dal 22 al 24 Ottobre si terrà a Ginevra la prima edizione di SIGEF 2014, Forum Internazionale sulla Social Innovation e sull’Etica Globale, organizzato da Horyou. Ed è tutto pronto anche per i workshop che si terranno durante l’evento. Inoltre sarà allestita la mostra “I Popoli del Mondo”, ad opera di vari fotografi internazionali

    Mancano ormai pochi giorni al SIGEF 2014, il primo forum internazionale dedicato alla Social Innovation e all’Etica Globale che si terrà presso il Conference Centre di Ginevra (CICG) dal 22 al 24 Ottobre, e come già ricordato InTime è felice si essere media partner di questo importante evento. Il forum è organizzato da Horyou, il primo social network, nato nel 2012 che, sin dal suo lancio online a fine 2013, si prefissa come obiettivo quello di mettere in relazione organizzazioni e utenti impegnati nel sociale allo scopo di creare e diffondere progetti che possano trovare l’interesse di tutti.

    Sono trenta gli speakers internazionali dell’evento che all’interno di sei sessioni plenarie ci illustreranno le loro opinioni sui principali temi che saranno affrontati in modo più ampio durante i workshops, in cui i partecipanti avranno l’opportunità di continuare la riflessione e sviluppare nuove idee sulle tematiche seguenti:

    • L’Intelligenza della Natura
    • Acqua per tutti: fonte di Vita
    • Social Media con impatti positivi
    • Investimenti Efficienti per il Bene Comune
    • L’Arte é Empowerment
    • Responsabilità sociale d’impresa: l’Inizio di un Viaggio
    • Giovani e Social Innovation

    Inoltre, il SIGEF 2014 presenterà la mostra “I Popoli del Mondo“, una collezione di fotografie che illustra la diversità umana attraverso la storia. Saranno esposte le opere dei fotografi Tony Cece, Dominique Darbois, Félix Nadar, Myriam Abdelaziz, Armin Pflanz, Guillaume Megevand, Edward Curtis e Rankin.

    Le sessioni plenarie saranno trasmesse in diretta sul sito del forum: sigef2014.com

    Infine, il SIGEF 2014 organizzerà il 22 Ottobre, prima della cerimonia di apertura, una colazione “Meet & Greet” che riunirà oratori del SIGEF, rappresentanti delle Missioni permanenti presso le Nazioni Unite, rappresentanti della città di Ginevra, membri di NGO e i media internazionali.

    Come media partner dell’evento, da Ginevra vi racconteremo i momenti del forum e intervisteremo i protagonisti.

     

  • Ecco Nielsen Twitter TV Ratings: 2,6 milioni i tweet a Settembre

    Ecco Nielsen Twitter TV Ratings: 2,6 milioni i tweet a Settembre

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    Disponibile da oggi anche in Italia, a quasi due anni dal suo debutto negli Usa, Nielsen Twitter TV Ratings, lo strumento che misura le conversazioni su Twitter relativi alle trasmissioni tv. A Settembre i tweet complessivi sono stati 2,6 milioni da 240 mila persone. X Factor è il programma più twittato nell’ultima settimana

    Finalmente a quasi due anni dal suo debutto negli Usa, Nielsen Twitter TV Ratings lo strumento che misura le conversazioni su Twitter relativamente alle trasmissioni televisive, grazie all’accordo pluriennale tra le due società. Un argomento che ci interessa molto e chi ci segue lo sa bene. Ogni settimana cerchiamo, con l’aiuto dei dati raccolti da Blogmeter o da Reputation Manager, di raccontare com’è andata la settimana precedente dal punto di vista televisivo sui social media. Parliamo quindi di Social Tv, un fenomeno che in Italia ha conosciuto, e continua a conoscere, un grande successo e una grande partecipazione da parte degli utenti.

    Ma parliamo quindi di Second Screen e come vedete nel grafico, sono 29,1 milioni gli italiani che usano altri dispositivi mentre guardano la tv: 21,5 milioni usa lo smartphone e 4,6 milioni usa il tablet:

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    E questo invece il grafico che sintetizza le attività che si svolgono dai propri dispositivi mentre si guarda la Tv:

    attività-second-screen-italia-nielsen-twitter-tv ratings

    Sin da subito, per le sue caratteristiche, Twitter si è dimostrato lo strumento più adatto per condividere commenti, impressioni e pareri sui vari programmi televisivi. Basta ricordare il grande successo che ormai da tre edizioni ottiene X Factor, ma possiamo citare anche The Voice oppure i vari talk show, come Servizio Pubblico, Ballarò, Piazza Pulita. Uno studio di Nielsen dello scorso anno arrivò a sostenere che l’attività degli utenti su Twitter mentre guardano un programma in televisione può, ma non è sempre detto, portare anche ad un aumento dell’audience televisiva dello stesso programma. E questo in alcuni casi possiamo dire che si è verificato anche nel nostro paese.

    Ecco che l’arrivo di Nielsen Twitter TV Ratings renderà ancora più interessante seguire il fenomeno della social tv in Italia, con dati che verranno aggiornati di settimana in settimana e noi ve li mostreremo e li commenteremo.

    E in occasione del lancio in Italia del nuovo strumento vengono resi noti i primi dati. Sono 2,6 milioni i tweet sui programmi televisivi postati a settembre. Circa 240 mila persone (unique author) hanno twittato almeno una volta su quello che stavano guardando in TV: questi tweet hanno generato complessivamente oltre 128 milioni di impression (numero complessivo delle volte in cui i tweet relativi a un programma sono stati visti) e un’audience media di 225 mila persone al giorno.

    I dati quindi che verranno tenuti in considerazione, e che in parte abbiamo già imparato a conoscere, sono i tweet, i unique author e la reach, ossia impression e unique audience relativa ai tweet stessi.

    Ogni giorno centinaia di migliaia di telespettatori discutono, condividono e leggono su Twitter opinioni su quello che stanno guardando in TV” – ha dichiarato Giovanni Fantasia, Amministratore Delegato di Nielsen. “I social network e il second screen stanno cambiando l’industria televisiva. Nielsen, che ha colto fin da subito l’importanza di questo fenomeno, da oggi offre al mercato uno strumento innovativo in grado di supportare i broadcaster nel valutare il coinvolgimento dei propri telespettatori e aiutare inserzionisti e agenzie a massimizzare il ritorno dei propri investimenti in comunicazione attraverso la risonanza dei social network”.

    Ogni settimana, dunque, Nielsen elaborerà una classifica dei cinque programmi di prima e seconda serata che hanno generato l’audience più ampia su Twitter durante la settimana precedente. Sono esclusi gli eventi sportivi e le repliche. La top5 sarà pubblicata sul profilo Twitter di Nielsen Social Italy, @NielsenSocialIT.

    E, in occasione del lancio, Nielsen ha diffuso la classifica dei top10 programmi dell’ultima settimana (6 – 12 ottobre), sulla base della uniqie audience, ossia il numero di account che hanno effettivamente visto almeno un tweet relativo a un programma TV:

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    Dove si vede, come previsto, al primo posto X Factor 60 mila tweet, 13.300 unique author, 131.700 unique audience, 3.4 milioni di impressions. Al secondo posto, Che tempo che fa del 12 Ottobre, cioè la puntata dove sono stati ospiti gli U2, con 10.800 tweet e 112.400 unique audience. Terzo Pechino Express, con 58.300 tweet e 92.600 unique audience.

    Da notare che dei talk show in onda in questa stagione televisiva, non sono entrati in classifica nè Ballarò e nè il nuovo programma (gemello) di Floris su La7, Di Martedì.