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  • Mercato pubblicitario negativo a Febbraio 2014, male anche su Internet

    Il mercato pubblicitario in Italia continua a far registrare un trend negativo anche se nei nei precedenti stava riprendendo quota. A Febbraio 2014 si registra -5,8% su base annua e -4,3 nei primi due mesi del 2014. Segno negativo anche per quanto riguarda la pubblicità su Internet che è in continua mutazione: -6,3% rispetto a Febbraio 2013 e -8,1% al mese di Febbraio 2014.

    Nielsen ha diffuso i dati riguardo al mercato pubblicitario a Febbraio 2014 e il dato che emerge è che il settore fa registrare –5,8%, rispetto allo stesso mese del 2013, e una riduzione del -4,3% per il primo bimestre, pari a circa 42,7 milioni di euro in meno sul periodo gennaio-febbraio dello scorso anno.  Come spiega Alberto Dal Sasso, Advertising Information Services Business Director di Nielsen

    L’inaspettata debolezza del mercato di febbraio interrompe il trend di avvicinamento a “quota zero” che si era registrato per sei mesi consecutivi a partire dallo scorso agosto, quando da un gap di -10,9% si era arrivati al -2,8% di gennaio 2014. Non è un buon segnale, se pensiamo che si confronta con quel febbraio 2013 che aveva fatto registrare la seconda peggior performance dello scorso anno”.

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    Internet in calo

    Tra i mezzi quello che vogliamo segnalarvi prima di tutto è Internet che fa registrare, con un po’ di sorpresa, dei dati negativi. Relativamente al periodo preso in considerazione, Internet chiude il bimestre gennaio-febbraio a -6,3% rispetto allo stesso periodo del 2013, seppur con una crescita importante per gli Alimentari (+77%) e una buona tenuta dell’Automotive (+8,7%). Il solo mese di febbraio si chiude con -8,1%. Un dato che, sia pur negativo, riflette in realtà un momento di transizione e di mutamento, soprattutto con nuove opportunità che stanno prendendo piede in questo ultimo periodo e che potranno dare qualche esito nei prossimi mesi.

    L’offerta pubblicitaria sul web” – afferma Dal Sasso – “sta attraversando una fase di grande cambiamento, con un riposizionamento delle piattaforme e del ruolo dei diversi players. Credo che lo stallo registrato nella parte di mercato analizzata sia dovuto proprio al cambio di pelle che sta avvenendo a causa della tecnologia che traina e provoca il cambiamento di alcune logiche consolidate”.

    Gli altri mezzi

    Per quanto riguarda gli altri mezzi, la TV chiude il singolo mese a -1%, mantenendo la crescita per il periodo cumulato gennaio-febbraio, seppur molto vicina al pareggio (+0,2%). Il mezzo Stampa conferma la perdurante difficoltà nel raccogliere investimenti pubblicitari, chiudendo i primi due mesi a -16,3% per quel che riguarda i quotidiani e a -14,7% per i periodici. Anche il dato del singolo mese, -17,4% per entrambe le categorie, è peggiore rispetto a quanto registrato a gennaio. Buoni segnali invece dalla Radio che va in controtendenza rispetto al mercato, grazie a un incremento del +9% per febbraio e del +7,5% per il bimestre. Si confermano le buone performance di gennaio e una crescita diffusa e generalizzata che non ha però riguardato i 10 top spender che sono decrementati del 7%. Ancora in negativo il Cinema, il Direct Mail e l’Outdoor.

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    I settori merceologici

    Pper quanto riguarda i settori merceologici, nel periodo gennaio-febbraio si registra complessivamente una situazione negativa. A eccezione di un brand in netta controtendenza, emerge una vistosa frenata in termini di spesa da parte degli spender della Telefonia. Si tratta di una perdita superiore ai 22 milioni di euro, su un totale mercato per il singolo mese di febbraio che ne ha persi circa 25. Crescono l’Automotive e il Pharma, rispettivamente di 6 e 4 milioni di euro, mentre gli Alimentari registrano un sostanziale pareggio. In generale si ferma il settore del Largo Consumo frenato dai decrementi di Beverage, Cura persona e Gestione casa.

     

  • Brands & Social Media, analisi del settore Beauty in Italia [Infografica]

    Brands & Social Media, analisi del settore Beauty in Italia [Infografica]

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    Dopo l’ultimo rapporto dedicato all’Editoria, l’Osservatorio Brands & Social Media rilascia il quinto rapporto dedicato al settore Beauty. E dall’analisi le tendenze che emergono sono attenzione al target, consolidamento dell’uso di tutorial, coinvolgimento di YouTuber e blogger

    Dopo l’ultimo report dedicato all’Editoria, l’Osservatorio Brands & Social Media, realizzato da OssCom (Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica) e Digital PR, pubblica il quinto report, dedicato al settore Beauty – Make Up/Cosmetici. Sono diciotto i brand presi in esame dall’analisi nel periodo di Febbraio 2014, selezionati fra i principali players all’interno del mercato consumer italiano.

    Sul gradino più alto del podio troviamo un brand molto noto qual è Pupa Milano, con 61,29 punti, seguito a breve distanza da Deborah Milano con 58,48 punti. Al terzo posto si classifica invece Kiko Make Up Milano con 49,28 punti.

    Il settore in relazione ai punteggi (compresi fra i 61,29 di Pupa Milano e i 16,42 di Miss Broadway) è omogeneamente rappresentato, e rivela una buona presenza sui social network e un uso maturo delle piattaforme. Si nota, inoltre, la tendenza a utilizzare le piattaforme più diffuse, Facebook e YouTube in particolare, con stili di appropriazione e performance differenziate, ovvero la leadership sui parametri considerati si distribuisce su diversi brand e non su uno solo.

    Come già verificato in altri settori, anche nel Beauty il social network più utilizzato risulta essere ancora Facebook, pratcamente usato dalla totalià dei brands esaminati, 18 su 18; seguito da YouTube (17/18 brand). Le due piattaforme si presentano rispettivamente come il luogo dove aggiornare quotidianamente le fan su prodotti e iniziative e la repository dei video dedicati ai prodotti e al loro utilizzo. Twitter è invece utilizzato solo da 13 brand su 18, ma i profili realmente attivi durante il periodo di rilevazione sono 10, evidenziando una presenza di settore limitata e una probabile difficoltà ad appropriarsi di questo social network su un mercato come quello italiano dove gli utenti sono ancora una nicchia. Spicca l’utilizzo di Google+ (14/18 brand), anche se nella maggioranza dei casi si tratta di profili di mero presidio, con una scarsa attività da parte degli utenti, o collegati ai canali YouTube. Sorprende, e non poco visto il settore, lo scarso utilizzo dei social media emergenti più visuali, come Pinterest (5/18 brand) o Instagram (6/18 brand).

    I Brand del Beauty in dettaglio

    Andando a vedere un po’ più nel dettaglio come si muovono questi brand nel settore, notiamo che Pupa Milano costruisce la leadership di settore attuando una presenza estesa su tutti i social network considerati (tranne Instagram) e costante nelle sue performance. In questo modo riesce a mantenere mediamente elevati sia l’aggiornamento dei contenuti sulle diverse piattaforme sia l’engagement degli utenti. La scelta è quindi quella di presidiare in modo accurato tutti i canali, adattando i contenuti alle caratteristiche di ciascuno, facendo leva soprattutto sulla presentazione dei prodotti e il dialogo attivo con le proprie utenti, principalmente su Facebook (677.451 fan nel periodo di rilevazione) e Twitter (16.300 follower nel periodo di rilevazione). Questa tendenza è incentivata dall’aver creato attorno al brand una vera e propria community alimentata anche attraverso il sito dedicato Pupa4Fun e la Pupa Nail Academy dedicata ai tutorial per la nail art realizzate in collaborazione con blogger e YouTuber. Pupa Milano si fa notare dunque nell’aver messo in pratica anche una efficace strategia di comunicazione visuale (sviluppato anche su Pinterest) con cui vengono presentati i prodotti e le modalità di utilizzo. Fra i dati quantitativi rilevati Pupa Milano presenta il massimo punteggio per la frequenza di aggiornamento su Twitter (una media di 7,04 tweet al giorno nel periodo di rilevazione) e per il numero di iscritti al canale YouTube (oltre 30.500 nel periodo di rilevazione).

    Deborah Milano presenta caratteristiche simili a quelle di Pupa Milano, sia per quantità che per qualità della presenza sui social network, ma con un livello di performance lievemente inferiore. Anche Deborah Milano punta alla comunicazione di prodotto e al dialogo con le utenti, coinvolgendo anche blogger e YouTuber per la realizzazione di tutorial. Da evidenziare in questo senso il livello di commenti sui video più popolari del canale YouTube (una media di 114,7 commenti per i 10 video più popolari), concentrati soprattutto sui video tutorial che coinvolgono le YouTuber più famose. Deborah Milano si distingue anche per l’utilizzo sia di Instagram che di Pinterest, attribuendo così un importante valore alla comunicazione visuale dei prodotti.

    Fra gli altri brand spiccano Kiko Make Up Milano per quanto riguarda il profilo Twitter dove è leader per i follower (49.900 nel periodo di rilevazione), retweet (una media di 8,10 nel periodo di rilevazione) e listed (il brand è inserito in 111 liste nel periodo di rilevazione). Il brand bergamasco attira inoltre un elevato numero di fan, grazie anche ad iniziative promozionali ad hoc (oltre 2 milioni nel periodo di rilevazione), ma non raggiunge i vertici della classifica per una presenza meno estesa sui social network considerati per l’analisi e per una minore efficacia del canale YouTube rispetto a quella dei primi due classificati.

    Da segnalare la performance di L’Oréal Paris per quanto riguarda la media di commenti e di like su Facebook (rispettivamente una media per post di 89,5 e 1573,75 nel periodo di rilevazione) e per il numero di visualizzazione dei caricamenti su YouTube (41.622.355 nel periodo di rilevazione). Il brand francese riesce quindi a guadagnare il quarto posto in classifica nonostante attui un presidio limitato di piattaforme: Facebook, YouTube e Google+. Infine, segnaliamo le performance di Yves Rocher per quanto riguarda la condivisione dei contenuti Facebook (una media di 1188,82 per post nel periodo di rilevazione), risultato ottenuto anche coinvolgendo le “consigliere di bellezza”, molto attive sulla pagina, e il numero di fan su Facebook di Nivea (13.267.517 nel periodo di rilevazione, un dato davvero notevole se si considera che si tratta di una pagina riservata al mercato italiano).

    Come detto all’inizio, una delle tendenze che emerge dall’analisi ed è ormai consolidata, è quella dell’utilizzo di tutorial realizzati coinvolgendo famosi make up artist oppure note make up YouTube e blogger, ma anche la presenza di una forte fidelizzazione in termini di marca e soprattutto di condivisione della filosofia del brand per quanto riguarda lo stile proposto o l’approccio alla cosmesi. In questa direzione spicca l’attenzione per gli inci (la composizione dei prodotti) da parte delle fan e clienti di brand che usano per esempio materie prime vegetali oppure che storicamente non effettuano test sugli animali.

    “Anche questo settore si presenta come peculiare rispetto alla comunicazione sui social network, e la concentrazione sulle piattaforme maggiormente diffuse nel nostro Paese mostra l’attenzione che i brand hanno nei confronti del proprio target, andando a intercettarlo nei luoghi e con gli stili comunicativi più adatti, anche ottimizzando gli investimenti – spiega Piermarco Aroldi, direttore di OssCom -. In questo senso la diversità delle performance si spiega anche in base al diverso mercato e caratteristiche dei brand considerati per l’analisi che spaziano dal mass market alla vendita diretta”.

    Quello della cosmetica – dichiara Nicolò Michetti – è da sempre un tema molto dibattuto sui social media. E’ un settore dove si parla molto di prodotto e dove la componente visiva è molto forte. Molti brand hanno saputo cogliere quest’opportunità, avviando una conversazione attiva con i propri interlocutori sulle più varie piattaforme social e rivelandone un uso maturo rispetto ad altri comparti. Chi eccelle deve il proprio successo non solo a un uso estensivo e accurato delle varie piattaforme, ma anche alla capacità di adattare sapientemente i messaggi e le storie alle diverse caratteristiche dei canali social, con la creazione di vere e proprie brand community.”

    La Ricerca sul settore Beauty

    La ricerca, che si propone di analizzare la comunicazione sui social media di alcuni dei più rilevanti brand nazionali e internazionali presenti sul mercato italiano, si avvale di una metodologia in grado di cogliere con precisione uno scenario comunicativo dinamico e sempre in evoluzione grazie a più di 60 diversi indicatori relativi alle variabili di esposizione, di coerenza e di interazione con il pubblico. Per questo report il campione dei brand beauty più rilevanti sul mercato italiano è stato definito a partire dai fatturati 2013 dei maggiori gruppi cosmetici, confrontato con la classifica degli utenti e quella della giuria dei Beauty Web Awards 2013 e definito in collaborazione con Cosmetica Italia – associazione nazionale imprese cosmetiche.

    Allora, che ne pensate di questa ricerca? Vi sorprendono questi dati relativi al Beauty?

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  • Twitter, al via le notifiche di messaggi o retweet in tempo reale

    Twitter, al via le notifiche di messaggi o retweet in tempo reale

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    Ormai Twitter sta perfezionando quello che per tutti, nel giro di poche settimane, sarà il nuovo layout grafico che sta facendo molto discutere. Ma oggi si ha notizia di un’altra novità. Sempre nel giro di pochi giorni, sarà disponibile la funzione di notifica in tempo reale di messaggi o retweets

    Twitter è ormai alla ricerca di una propria anima, nuova. E questo lo si spiega semplicemente nel fatto che dalla IPO la company, guidata dal CEO Dick Costolo, deve necessariamente guadagnare e soprattutto dare più attenzione ai propri investitori. Un passaggio non da poco e lo si nota dalle recenti nuove funzionalità introdotte nelle ultime settimane. E tutte hanno fatto discutere tra i propri utenti, accusando una evidente similitudine con diretto competitor, ossia Facebook. Twitter deve recuperare in borsa ma anche deve recuperare numeri di utenti e con l’avvio della nuova piattaforma per l’advertising anche questa è una componente non da poco.

    E quindi, dopo aver ufficializzato il nuovo layout grafico che presto sarà attivo per tutti gli utenti (lo è già per una cerchia ristretta e per i nuovi utenti), molto ma molto simile a Facebook, ecco che Twitter rilascia una nuova funzionalità (anche questa attiva tra qualche settimana per tutti), cioè sarà possibile ricevere le notifiche il tempo reale dei messaggi, dei retweets e dei preferiti. Una volta che si accede a Twitter, ecco che compare a destra una notifica che vi segnala un DM oppure un nuovo follower. Quindi attraverso questa notifica si potrà rispondere in tempo reale al messaggio piuttosto che al RT.

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    E’ evidente per quanto già detto, Twitter mira a coinvolgere il più possibile i propri utenti e lo fa però rincorrendo altri schemi, forse già visti da qualche altra parte, ma non importa, ciò che conta è che gli utenti utilizzino sempre di più la piattaforma. Per fare una piccola similitudine, Facebook la notifica dei muovi messaggi la fa proprio in basso a destra, quando vi compare il nome della persona che vi sta scrivendo, con il riquadro in rosso dei messaggi che ha scritto, in tempo reale.

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    Ora, se pensate che questa funzionalità possa arrecarvi fastidio, basta andare nelle Impostazione, dal vostro account, e impostare da lì le notifiche.

    Allora, che ne pensate?

    (cover image credits: © wormig via Fotolia) 

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  • Twitter, Salvatore Ippolito è il nuovo Country Manager per l’Italia

    Twitter, Salvatore Ippolito è il nuovo Country Manager per l’Italia

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    Twitter ha ufficializzato oggi la nomina di Salvatore Ippolito a nuovo Country Manager per l’Italia. Ippolito, con esperienze di marketing e comunicazione in aziende come Nielsen, Unicredit, Wind, Microsoft, sarà dunque il nuovo responsabile dello sviluppo commerciale dell’azienda nel nostro paese

    Twitter punta finalmente al mercato italiano e ufficializza la nomina di Salvatore Ippolito a Country Manager per l’Italia, una notizia che ci dimostra che l’azienda di Dorsey & Co. decide di puntare con decisione al nostro paese e lo fa con un nome di spessore come appunto è quello di Salvatore Ippolito. Nome conosciuto agli addetti ai lavori, Salvatore Ippolito vanta un’esperienza nel marketing e nella comunicazione, nonché nel digital advertising di ben 15 anni, ricoprendo spesso ruoli di responsabilità in aziende importanti come Nielsen Italia, UniCredit, 3M Italia con ruoli di marketing e comunicazione. Ma si è occupato dello sviluppo in Italia, Spagna e Portogallo di Net Rating di Nielsen, divenendone poi Vice President sales EMEA.

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    Salvatore Ippolito, Country Manager Twitter Italia

    Nel febbraio 2008 passa a Microsoft Advertising Italy in qualità di Country Head con responsabilità per lo sviluppo delle attività della società in Italia. Due anni più tardi entra in Wind Telecomunicazioni e nel 2011, a seguito dello spin off da Wind e della successiva fusione con Matrix, viene nominato Vice President Sales e Responsabile di Italiaonline Advertising, dove si occupa dello sviluppo delle attività commerciali del portale.

    Ma Salvatore Ippolito è stato anche membro del board di Audiweb, del Board di IAB Italy dal 2008 al 2013 e ha ricoperto l’incarico di Presidente di IAB Italy dal 2011 al 2012.

    Da oggi lo attende un nuovo e prestigioso incarico, cioè quello dello sviluppo di una forza vendita che si affiancherà alle principali marche che operano sul mercato italiano per assisterle a sfruttare al massimo le potenzialità offerte dalla piattaforma di social broadcasting. La forza vendite sarà complementare alla squadra che attualmente si occupa di partnership e che supporta l’uso organico di Twitter da parte di aziende, organizzazioni e individui, e sarà responsabile della promozione della gamma di prodotti di advertising di Twitter. Tra questi, Tweet sponsorizzati, Account sponsorizzati e Tendenze sponsorizzate.

    E’ un compito arduo, ma siamo anche certi che data l’esperienza, la profonda conoscenza del mercato italiano da questo punto di vista, la nomina di Salvatore Ippolito sia una delle più azzeccate. E quindi non ci resta che fargli un grosso in bocca al lupo!

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  • Martini conferma la fiducia a Lookaround per il secondo anno consecutivo

    Martini conferma la fiducia a Lookaround per il secondo anno consecutivo

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    Martini, storico brand italiano del beverage famoso in tutto il mondo, rinnova la fiducia per il secondo anno consecutivo all’agenzia romana Lookaround. La giovane agenzia curerà il ritorno di Martini® al Fuorisalone 2014 e nei prossimi mesi partirà in tour in giro per l’Italia

    Dopo l’esperienza in occasione dei 150 anni del brand Martini® dello scorso anno, Lookaround torna nuovamente a collaborare con lo storico brand italian del beverage, famoso in tutto il mondo. La giovane agenzia di Roma, fondata nel 2009 da Fabrizio Bandinelli, Natale Porcino e Matteo Foderaro, si occuperà di ideare e curare il ritorno da protagonista di Martini® al Fuorisalone 2014, da cui partirà anche un Tour nazionale che toccherà tutta la penisola nel corso della primavera/estate.

    Fino al 12 aprile 2014, all’interno della settimana di eventi legati alla creatività e al design che animano Milano durante la Design Week, partono le attività di comunicazione di Martini® che quest’anno rilancia Martini Racing e la sua storica presenza nel mondo dei motori con Williams Martini Racing.

    Dunque, nell’anno del ritorno in Formula 1, Martini Italia rinnova la sua fiducia a LookAround (A-typical communication agency) che cura, per il secondo anno consecutivo, sia la localizzazione della campagna atl global che gli eventi btl.

    Di Lookaround vi avevamo già segnalato la bella iniziativa curata per “Cosa ti dice il cervello?“, il programma di successo di National Geographic Channel.

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  • Gli italiani sono utenti sempre più convergenti [Ricerca]

    Gli italiani sono utenti sempre più convergenti [Ricerca]

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    Presentata nei giorni scorsi l’edizione 2013 della ricerca del Laboratorio ConMe che ha evidenziato che gli italiani sono sempre più utenti “convergenti”, ossia utenti con dotazione di device e accesso a internet molto elevata. Si stima che siano il 45% della popolazione italiana, cioè 23,4 milioni di individui

    E’ stata presentata lunedì’ scorso, a Milano, l’edizione 2013 della ricerca a cura del Laboratorio ConMe, Convergenza Mediale, che ha evidenziato come gli italiani siano sempre di più un popolo di potenziali convergenti, cioè di utenti che hanno un’alta disponibilità di devices e anche un’elevata possibilità ad essere sempre connessi a internet. La ricerca stima che siano il 45% della popolazione al di sopra dei 14 anni, stiamo parlando quindi di una popolazione di 23, 4 milioni di persone.

    La ricerca evidenzia il 55% della popolazione attiva, quella compresa tra 16 e 64 anni, crescendo del 5% rispetto alla precedente rilevazione. Ma il picco massimo di “convergenti, lo si ha tra gli utenti compresi tra i 25 e i 34 anni, dunque il 72% della popolazione. Ma la ricerca rileva anche un altro dato interessante e cioè che crescono i cosiddetti “silver surfer”, ad evidenziare il fatto che oggi anche gli utenti più maturi hanno possibilità di connessioni elevati.

    Da un punto di vista geografico, i potenziali convergenti si concentrano per il 28% nel Nord Ovest, per il 21% nel Nord Est, per il 25% nel Centro e infine per il 26% nel Sud e nelle Isole. Il 38% dei convergenti svolge la professione di impiegato o quadro. Come è prevedibile, il loro livello di reddito è superiore rispetto alla media italiana.

    La Tv sempre molto seguita

    Nell’esaminare il rapporto tra marca e consumatore, il Laboratorio ha considerato 8 categorie merceologiche: prodotti alimentari, personal care, servizi bancari, servizi di telefonia, bevande non alcoliche, prodotti per la cura della casa, automotive e farmaci da banco.

    Per le seguenti categorie merceologiche, prodotti alimentari, personal care, servizi bancari, servizi per la telefonia, il primato assoluto spetta alla televisione (47%); al secondo posto troviamo le riviste e i giornali (28%). Esaminando invece la penetrazione delle diverse iniziative pubblicitarie attraverso i media digitali, sempre per le stesse categorie merceologiche, emerge che tra i diversi touch point quello che ha ancora una rilevanza assoluta sono i siti che parlano della categoria di riferimento (27%), al secondo posto troviamo i siti, ovvero news e portali (26%).

    La Tv come fonte di informazione su marche e prodotti

    Le persone esposte ad uno spot tv di marche preferite si attivano, nel mantenersi in relazione con contenuti legati alla marca, su più piattaforme: sito internet dell’azienda, profilo ufficiale su Facebook, app della marca; oppure ricercano informazioni su internet attraverso motori di ricerca e social network. Oppure ancora commentano sui social network, o addirittura vanno a cercare lo spot televisivo su internet, come per esempio su YouTube, per poi condividerlo sui propri spazi social.

    Se guardiamo, ad esempio, la categoria “prodotti alimentari”, è interessante notare che il 52% dei consumatori (responsabili di acquisto, RA) Internet user, dopo aver visto uno spot televisivo, ricerca informazioni in Internet; la percentuale scende a 48% se ci limitiamo a chi visita il sito della marca. Prendendo invece in esame i “servizi di telefonia”, la percentuale dei consumatori Internet user che visita il sito della marca aumenta (72%), allo stesso modo aumentano anche coloro che ricercano informazioni in Internet (71%), mentre il 35% scarica l’app della marca. Esaminando poi la categoria “prodotti di personal care”, emerge che il 57% dei consumatori Internet User ricerca le informazioni in Internet dopo essere stati esposti al messaggio pubblicitario mentre il 47% visita il sito della marca.

    La Ricerca mostra infine che i consumatori potenziali convergenti sono in relazione con i contenuti che le marche veicolano in tutti i punti di contatto e lo fanno con un’intensità più elevata rispetto ai non convergenti. Sono 13,2 milioni gli individui che utilizzano la pubblicità come fonte di informazioni su marche e prodotti e circa 10,0 milioni la considerano affidabile e rilevante. Internet è utilizzato abitualmente da 8,0 milioni,mentre sono 11,1 milioni a considerarlo rilevante.

    Altra aspetto che ci sembra rilevante e in linea con quello che trattiamo sul nostro blog, è che oltre 10 milioni di italiani maggiori di 14 anni, utilizzano nella giornata feriale almeno tre schermi (Pc, Smartphone e Tablet) per fare esperienze mediali.

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    Al tempo stesso analizzando i contesti di fruizione delle esperienze mediali emergono conferme su momenti canonici di fruizione mediale come a cena, a pranzo e dopocena, ma occorre considerare ben 8 milioni di italiani che fruiscono contenuti nei contesti di mobilità quotidiana per raggiungere il posto di lavoro: in generale aumenta la penetrazione delle esperienze mediali nei cosiddetti tempi interstiziali, e nei tempi del lavoro (mattina a pomeriggio). Inoltre rispetto al 2012 aumenta il numero di potenziali convergenti che fanno esperienze mediali prima di andare a dormire. Infine Smartphone e tablet sono utilizzati con la stessa intensità nei giorni feriali e nel weekend.

    Dai di assoluta rilevanza questi ultimi, come del resto tutta la ricerca, che mettono in evidenza che cambiano le abitudini degli italiane dal punto di vista della fruizione di informazioni e di messaggi. Un chiaro messaggio quindi alle aziende che di fronte all’aumento di questo fenomeno, devono rivedere i loro paradigmi di comunicazione, andando sempre più nella direzione di offrire maggiore copertura con momenti che stimolino sempre d più il coinvolgimento degli utenti. L’obiettivo è quindi quello di cogliere l’attenzione dell’utente al momento giusto e visto l’elevato livello di connessione è necessario tenere conto di questi dati per costruire strategie più attente.

    E voi che ne pensate di questa ricerca? Siete anche voi “potenziali convergenti”?

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  • Per i Comunicatori italiani ok la Rete, ma è meglio il contatto personale

    Un’interessante ricerca, realizzata in occasione del Festival of Media Global, a Roma dal 6 all’8 Aprile 2014, ha evidenziato che i comunicatori italiani costruiscono le loro relazioni anche attraverso il networking, ma il contatto personale è ancora il preferito

    Il Festival of Media Global 2014, evento importante dedicato ai professionisti della comunicazione che quest’anno fa tappa a Roma dal 6 all’8 Aprile 2014, ha voluto indagare proprio per questa occasione come i “comunicatori”, ossia i professionisti della comunicazione italiani curano le loro relazioni, e in che modo, mettendoli a paragoni coi loro colleghi di Stati Uniti, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito. Lo studio ha intervistato oltre 200 professionisti tra advertisers e professionisti di agenzie di comunicazione.

    E diciamo subito, dando una prima estrema sintesi della ricerca, che per i comunicatori italiani, ma vale lo stesso per i colleghi europei, resta e gioca un ruolo importante il contatto personale, quindi la costruzione di relazioni che parta da contatto diretto tra le persone. Mentre i colleghi statunitensi nella costruzione delle loro relazioni professionali, si ispirano più spesso ai principi della “cultura online”, quindi dando più spazio all’online networking. E questo dato si riflette anche nel rapporto che loro gestiscono anche coi clienti.

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    E proprio in relazione alla caratteristica “personale”, i comunicatori italiani sostengono che il 25% delle nuove opportunità di business proviene proprio dall’attività di networking, quindi grazie alla Rete. Lo stesso dato lo si riscontra tra i loro colleghi del Regno Unito, mentre per i colleghi Usa si passa dal 10% al 25%. Per i professionisti della comunicazione francesi il networking permette loro di ottenere il 10% di nuove occasioni di business, mentre i tedeschi sostengono di ottenere dal 25% fino al 50% di nuove opportunità grazie al networking. Comunque il 36% dei professionisti, dei paesi presi in esame, sostiene di essere spinti ad usare la rete dalle loro stesse aziende.

    Altro dato interessante che emerge da questa ricerca, è che gli italiani, insieme ai colleghi spagnoli e britannici, preferiscono mantenere contatti per lo più all’interno di contesti locali, durante meeting. Ma nonostante tutto, anche nonostante il contatto diretto di gran lunga preferibile, l’online networking per i comunicatori italiani è comunque un fattore importante, al quale viene dedicato il 75% del tempo dedito alle relazioni usando gli strumenti della rete per accrescere le loro reti di contatti locali e globali. Il restante 25% è dedicato alle interazioni “face-to-face”. E in relazione a quest’ultimo aspetto, il momento migliore per gli italiani è quello del pranzo, piuttosto che la cena o un altro momento. Il momento del convivio si conferma per i professionisti della comunicazione italiani come momento importante anche per sviluppare relazioni professionali. Gli americani invece preferiscono eventi di settore oppure sviluppare relazioni davanti ad un drink.

    Lo studio ha considerato LinkedIn come piattaforma online per stringere relazioni di business e la maggior parte dei professionisti della comunicazione italiani intervistati hanno tra i 100 e i 500 contatti, mentre la maggior parte dei colleghi di Stati Uniti, Francia, Spagna e Regno Unito hanno tra i 500 e i 1.000 contatti. I colleghi tedeschi invece di dividono tra 100 e 1.000 contatti.

    I comunicatori italiani hanno dichiarato che i loro contatti professionali si sviluppano tra 2 o 3 paesi massimo, mentre i colleghi di Stati Uniti, Francia e Germania dichiarano di sviluppare contatti in oltre 10 paesi. I colleghi di Spagna e regni Unito sviluppano i loro contatti tra 4 e 10 paesi. E se gli italiani, insieme ai tedeschi, francesi e spagnoli, dichiarano che i loro contatti si sviluppano tra le 50 e le 100 aziende, gli americani e i britannici invece sostengono che i loro contatti si sviluppano in oltre 100 aziende.

    La ricerca è molto interessante che ci fornisce spunti importanti, ma anche un quadro più chiaro di come i comunicatori italiani costruiscono e mantengono le loro relazioni professionali e, soprattutto, attraverso quali piattaforme. Per quanto riguarda i professionisti italiani, si nota in maniera abbastanza evidente un approccio ancora molto offline, ma la ricerca evidenzia anche un forte impegno a stringere relazioni professionali usando gli strumenti della rete.

    Il Festival of Media Global si tiene a Roma fino all’8 Aprile. Per consultare il programma delle giornate potete farlo direttamente sul sito del festival, mentre se volete restare aggiornati e seguire le conversazioni, @FestivalofMedia e l’account del festival su Twitter e #FOMG14 l’hashtag ufficiale.

  • Riparte PappanoinWeb, quando la Musica Classica è in Live Streaming

    Riparte PappanoinWeb, quando la Musica Classica è in Live Streaming

    Ritorna il ciclo di concerti di musica classica “PappanoinWeb”, iniziativa nata in collaborazione tra il Maestro Antonio Pappano e Telecom Italia, presso  l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. Primo appuntamento stasera, a partire dalle 20:30, con il pianista tedesco Alexander Lonquich. Potrete seguire l’evento anche qui sul nostro blog

    Riprende il ciclo di concerti di musica classica “PappanoinWeb“, un’iniziativa nata dalla collaborazione tra il Maestro Antonio Pappano e Telecom Italia che dedica sempre molta attenzione alla diffusione della culture attraverso la Rete. L’evento giunge oggi alla quarta edizione e sin dalla prima ha sempre attratto migliaia di ascoltatori che attraverso il web hanno potuto seguire la loro passione e vivere grandi emozioni con grandi protagonisti della Musica da Camera e Sinfonica. E proprio di recente, Pappanoinweb ha vinto il premio Cultura+Impresa come migliore partnership culturale del nostro Paese registrando oltre 150.000 spettatori virtuali grazie allo streaming.

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    L’edizione 2014 di PappanoinWeb prevede quattro appuntamenti, tutti preceduti da una utile guida all’ascolto curata dal musicologo Giovanni Bietti o dallo stesso Antonio Pappano, per fornire al pubblico informazioni indispensabili sui capolavori in programma.

    Il primo appuntamento è stasera, ore 20:30, con il famoso pianista tedesco Alexander Lonquich che insieme agli eccellenti Solisti di Santa Cecilia (Alessandro Carbonare al clarinetto, Alessio Allegrini al corno, Carlo Maria Parazzoli al violino e Gabriele Geminiani al violoncello) affronterà un programma interamente dedicato a Johannes Brahms. Nel concerto verranno eseguiti oltre ai Sei pezzi op. 118, due originalissimi trii: l’opera 40 per violino, corno e pianoforte e l’opera 114 per clarinetto, violoncello e pianoforte.

    Grazie a Telecom Italia, a partire già da stasera, trasmetteremo l’intera manifestazione di PappanoinWeb, convinti che la Cultura debba essere divulgata anche attraverso la rete che permette di condividere anche emozioni.

    Questi i prossimi appuntamenti:

    Lunedì 28 aprile – ore 20.30

    Orchestra e Coro dell’Accademia di Santa Cecilia
    Antonio Pappano direttore

    Beethoven
    Fidelio: Scena dalla prigione
    Dallapiccola
    Il prigioniero, opera in un atto
    Beethoven
    Sinfonia n. 9: III e IV movimento
     

    Venerdì 27 giugno – ore 20.30

    Omaggio a Roma
    Orchestra e Coro dell’Accademia di Santa Cecilia

    Antonio Pappano direttore
    Respighi
    Pini e Fontane di Roma
    Maxwell Davies
    Sinfonia n. 10: Alla ricerca di Borromini
     

    Lunedì 6 ottobre – ore 20.30

    Omaggio a Meyerbeer
    Orchestra e Coro dell’Accademia di Santa Cecilia

    Antonio Pappano direttore
    Diana Damrau soprano

    Quindi non perdete l’appuntamento di stasera e se volete contribuire alla discussione e commentare su Twitter, l’hashtag della manifestazione è #Pappanoinweb. Inoltre potete far “sentire” il vostro applauso agli artisti inserendo anche #bravo. Durante il concerto la musicologa Laura de Mariassevich condividerà con gli utenti le curiosità su musiche, strumenti, autori e musicisti coinvolti.

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  • Alcune applicazioni per gestire la propria presenza sui Social Media

    Alcune applicazioni per gestire la propria presenza sui Social Media

    social-media-presenza-app

    Dovendo gestire diversi canali in alcuni casi è consigliato dotarsi di alcune applicazioni che possano semplificare la gestione della propria presenza sui Social Media, migliorando l’esperienza con essi. Ad oggi sono decine le applicazioni che possono essere utili in questo senso, ma cerchiamo di fare una piccola panoramica

    Alzi la mano chi non usa almeno un’applicazione per gestire e migliorare la propria presenza ed esperienza sui Social Media. Se fossimo davanti ad una platea adesso forse le mani alzate sarebbero poche. Però, ad ogni modo, il panorama offre una vasta scelta, in alcuni casi anche troppo vasta, rendendo la scelta alle volte complicata. Allora cerchiamo di fare una piccola panoramica di applicazioni che possano davvero essere utili da questo punto di vista e per fare questo ci ispiriamo ad un post uscito di recente su Mashable che useremo come guida, inserendo anche altre applicazioni tra quelle suggerite. E poi attendiamo anche i vostri feedback e i vostri suggerimenti.

    Allora, come sapete Facebook, Twitter, LinkedIn, Pinterest, Google+ (e si potrebbe continuare oltre, ma meglio fermarsi qui) richiedono impegno nella gestione dei vari canali e per ognuno di essi esistono diversi servizi esterni che possono aiutarci a gestire e a diffondere meglio anche in nostri contenuti. In alucni casi, vista la mole di lavoro da implementare è utile affidarsi alla programmazione di tweet, di statu, di posts. Ecco che nella vostra dotazione di applicazioni non deve mancare mai:

    Buffer: un must della serie “imposta e dimentica”, ossia è un’applicazione molto semplice da usare che offre un livello di efficacia molto alto. Permette di connettersi a Facebook, Twitter, LinkedIn, Google+ e da un’unico form è possibile programmare e impostare i vostri contenuti. Una volta fatto, potete stare davvero tranquilli;

    TweetCaster: applicazione molto utile che raccoglie già 10 milioni di utenti e offre diversi tool per ottimizzare i vostri tweets.

    A questi due vi consigliamo anche due semplici tool come:

    Later Bro: strumento molto efficace che vi connette al momento solo con Facebook e Twitter, ma molto preciso;

    FutureTweets: anche questa browser app è molto semplice nell’uso e vi permette in pochi passaggi di programmare i vostri tweets con una buona precisione.

    Nel gestire la propria presenza sui Social Media, torna utile dare anche un’occhiata a chi vi segue, anche per essere sicuri che i vostri follower o fans siano effettivamente delle persone. Per controllare allora la vostra community potete usare:

    Fllwrs: traccia la vostra presenza su Twitter, indicandovi chi vi segue e chi non vi segue più. Tenete in considerazione il fatto che questa app invia in automatico dei tweet che aggiornano la vostra community su chi vi segue e chi ha invece deciso di non farlo più.

    Altra applicazione molto simile a quella appena vista è JustUnfollow, che vi permette di gestire i vostri followers anche su Instagram. L’app è anche utile offrendovi strumenti per analizzare i vostri followers segnalandovi non solo chi non vi segue più, ma anche gli inattivi.

    Cloak invece aiuta a gestire la vostra community quasi “reale, nel senso che attraverso Foursquare vi permette di evitare persone che in quel momento sono dalle vostre parti. Diciamo che è uno strumento anti-social, no?

    E adesso vediamo quelle app che davvero possono aiutarci a gestire l’enorme flusso di informazioni che ogni giorno ci passa davanti. E per tutti quelli che davvero non vogliono perdersi nulla, tra le app non può mancare:

    Hootsuite: vero strumento di organizzazione social, una delle applicazioni più affidabili e flessibili che esistono sul mercato. davvero permette di fare un sacco di cose, tra cui anche programmare i vari contenuti. Ad oggi si stima che siano quasi 10 milioni gli utenti che la utilizzano;

    IFTTT: “If This, Then That”, buona applicazione utile per gestire le vostre azioni sui social media. E’ un’applicazione molto utile e permette anche di salvare inautomatico dei contenuti su Dropbox una volta collegato. Ad esempio, se condividete un’immagine su Instagram, allora IFTTT provvederà a salvarla su Dropbox.

    Giusto per arrivare alla fine, vogliamo anche menzionarvi due applicazioni che siamo sicuri vi potranno tornare utili. Una è ManageFlitter, molto strutturata che permette davvero un controllo approfondito della vostra community e anche di programmare dei contenuti.

    E vi consigliamo anche PostPickr, applicazione italiana, che vi permette davvero di gestire al meglio i vostri contenuti. E’ in versione beta, ma fate richiesta e usatela, poi fateci sapere cosa ne pensate.

    Allora, vi sono sembrate utili queste applicazioni? Quali altre aggiungereste? Mandateci i vostri feedback!

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  • E intanto LINE raggiunge i 400 milioni di utenti registrati

    E intanto LINE raggiunge i 400 milioni di utenti registrati

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    LINE, l’app di messaggistica istantanea tra le più popolari, ha annunciato di aver raggiunto il traguardo dei 400 milioni di utenti registrati. E in 10 paesi l’app, tra cui Stati Uniti e Messico, registra oltre 10 milioni di utenti per paese. Il Giappone è quello che fa registrare il numero più alto di utenti, sono infatti 50 milioni

    LINE Corporation, azienda che produce l’applicazione di messaggistica istantanea LINE, ha annunciato il traguardo dei 400 milioni di utenti registrati toccato ieri a livello globale. Nel giro di tre anni, l’app è stata infatti lanciata nel 2011, LINE ha fatto sempre rgistrare una crescita costante e oggi LINE può dirsi certamente un’applicazione mobile di comunicazione completa che consente agli utenti di comunicare oltre che attraverso i messaggi coi coloratissimi stickers, anche attraverso il video e la voce.

    Nel novembre scorso era stato raggiunto e superato il traguardo dei 300 milioni, quindi a conti fatti gli utenti registrati crescono ad un ritmo di 20 milioni ogni mese e se questo ritmo dovesse mantenersi costante, allora il traguardo dei 500 milioni fissato per la fine del 2014 sarà certamente raggiunto.

    LINE è cresciuto in questi mesi in diversi Paesi del Nord America e dell’Europa e andandosi a sommare alle già ampie basi di utenti di Spagna e del Sud-Est asiatico. La quantità di nuovi utenti ha raggiunto la quota record di 1,7 milioni al giorno, evidenziando una rapida crescita a livello mondiale. Dall’inizio del nuovo anno la quantità di paesi con oltre 10 milioni di utenti registrati è salito a un totale di 10 e comprende, tra gli altri, USA, Corea, Malesia e Messico. Insieme al crescente numero di utenti, anche la quantità di comunicazioni effettuate tramite LINE è salita vertiginosamente. Dall’inizio del 2014, sono stati raggiunti nuovi record nell’uso quotidiano di messaggi nelle chat (10 miliardi/giorno), sticker (1,8 miliardi/giorno) e telefonate (oltre 12 milioni/giorno).

    L’applicazione è sempre in costante aggiornamento e nuove features sono state integrate in queste ultime settimane, come LINE Call che, annunciata lo scorso febbraio, permette agli utenti di chiamare telefoni fissi e cellulari a prezzi bassi, e come LINE Creators Market, dove gli utenti possono creare e vendere i propri adesivi. LINE spera così di aumentare i benefici che offre ai suoi utenti evolvendosi da uno strumento di comunicazione completo a una vera e propria piattaforma mobile all-in-one.

    E proprio ieri in occasione del nuovo #whatsappdown, LINE non ha perso tempo a rilanciare la sua offerta e dall’account ufficiale di LINE Italia sono partiti dei tweets che con simpatia invitavano gli utenti, impossibilitati ad usare l’app da poco acquisita da Facebook, usare LINE:

    L’Infografica

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