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  • Real Time e Programmatic Buying, una rivoluzione è alle porte

    Real Time e Programmatic Buying, una rivoluzione è alle porte

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    Il Real Time Bidding (RTB) e il Programmatic Buying sono due attività in forte crescita. Si stima che RTB nel 2017 rappresenterà il 26% dello spending totale su display e mobile adv. E che, ad esempio, il programmatic video arriverà a toccare, sempre nel 2017, il valore di 627 milioni di euro in Europa. Insomma, una rivoluzione è davvero alle porte

    Qual è quella sola cosa che rende ogni persona allegra o entusiasta? Lo shopping, il calcio, il Natale o l’ultimo film di Checco Zalone? Credo che siamo tutti d’accordo nel ritenere che la risposta sia “non ne esiste una” – al lavoro tra i colleghi, in famiglia o con gli amici al pub, gusti e preferenze variano in continuazione. Tuttavia quando si parla di pubblicità, non solo siamo giunti a un punto in cui possiamo badare a ognuna di queste preferenze, ma possiamo anche farlo in modo tale da entusiasmare genuinamente il settore dei media.

    Il programmatic buying sta alla base di molto del buzz presente ora nel mercato e, a mio avviso, rappresenta il futuro dei media. Il motivo? È adatto a tutti – clienti, publisher e agenzie – creando un mondo dei media sano ed equilibrato, di dimensioni degne di nota verso tutte le piattaforme emergenti ed esistenti. La capacità di indirizzare dinamicamente i messaggi pubblicitari verso i consumatori in tempo reale rappresenta un’opportunità fenomenale per i clienti e per la gestione degli strumenti di un editore, specialmente nell’ambito del video, in cui sono mancate e mancano soluzioni mirate.

    Secondo una ricerca realizzata da PubMatic per IDC il transato generato dalle piattaforme di Real Time Bidding (RTB consente di intercettare e mostrare in tempo reale annunci pubblicitari a un target mirato e selezionato in base a esigenze, comportamenti e abitudini che mostrano in Rete) a livello mondiale passerà dai 2,7 miliardi di dollari del 2012 agli oltre 20 miliardi del 2017, arrivando a rappresentare il 26% dello spending totale su display e mobile adv. Anche le previsione per il mercato europeo sono allineate su dinamiche simili: sempre IDC stima che il fatturato del RTB passerà dai 287 milioni dell’anno scorso ad oltre 2,4 miliardi nel 2017.

    Parlando solamente di programmatic video, le previsioni parlano di un valore di oltre 627 milioni di euro nel 2017 per l’Europa – anche questo un chiaro segno che ci si trova solo all’inizio dell’innovazione.

    In questo senso, è utile andare a evidenziare alcuni dei vantaggi del programmatic world che appaiono particolarmente promettenti e significativi:

    • 1+1=3: in barba alla matematica, ma questo è il bello del programmatic. Consente di trovare tante volte di seguito lo spot perfetto per un annuncio su piattaforme differenti. È scalabile e conveniente – la combinazione perfetta dell’advertising intelligente.
    • Mostrare le proprie emozioni: nonostante i pregiudizi che accompagnano questo approccio, esso non consiste nel rimuovere l’elemento umano dal media placement. Con i corretti attributi di tagging, gli annunci possono essere piazzati all’interno di contenuti emozionalmente in linea con il messaggio del brand. Per esempio, un video di cucina sul sito web di una catena di supermercati non dovrebbe mai contenere un annuncio che sponsorizza una partita di rugby – sarebbe con tutta probabilità irrilevante per l’audience di riferimento e nuocerebbe al contenuto del video stesso. A meno che non si stia cucinando una tarte-tatin a forma di palla da rugby, ma la cosa sarebbe un tantino inquietante.
    • Controllo, Controllo, Controllo: l’esigenza di controllo sul settore non è mai stata così sentita – sia che si tratti di un’emittente TV che intende trasferire parte del suo budget sul canale online, o di un brand per bambino che vuole evitare alcune proprietà “per adulti”. Sebbene il programmatic buying sembri offrire poco controllo a causa della sua natura automatica, è invece molto semplice andare a definire regole per una campagna in questo ambiente, e – con un livello ulteriore di dati –  i vari brand possono stare tranquilli sul fatto che una determinata campagna raggiunga l’audience desiderato, sul dispositivo e nel momento prescelti. 

    Il  nostro settore è stato frammentato per molti anni, con le varie componenti che spesso e volentieri si sono trovate in contrasto tra loro.  L’emergere del programmatic buying sta finalmente riunificando il nostro ecosistema con la promessa di portare benefici a tutte le parti coinvolte – forse è davvero arrivato il momento di entusiasmarsi!

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  • Ecco com’è andata la fiducia al #GovernoRenzi su Twitter [Infografica]

    Ecco com’è andata la fiducia al #GovernoRenzi su Twitter [Infografica]

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    Attorno alla fiducia, ottenuta, del #GovernoRenzi si è registrato su Twitter un intenso dibattito, segno che gli utenti hanno voglia di partecipare e di dire la propria. IQUII ha realizzato una ricerca, con relativa infografica, che ci dimostra anche il sentiment di 16 mila tweet nel giorno della fiducia alla Camera

    Il #GovernoRenzi ha ottenuto la fiducia alle Camere e ora è nel pieno delle sue funzioni. Ma nelle giornate di passaggio per ottenere il sigillo definitivo, sui Social Media e su Twitter in particolare si è registrato un forte interesse e una forte partecipazione. Aspetti che riscontriamo anche nell’ultima ricerca di IQUII che, sulla base degli scambi in Twitter, ha mostrato anche il sentiment degli italiani, analizzando toni che vanno dal sarcastico al serio. Lo si è notato anche dal forte buzz registrato grazie alla creazione di hashtag ad hoc.

    La fascia oraria tenuta in considerazione va delle 8 alle 20. E quindi martedì 25 Febbraio, giorno in cui il Governo Renzi chiedeva la fiducia alla Camera dei Deputati – ottenendola con 378 sì e 220 no, si sono registrati ben 16 mila tweet recanti gli hashtag: #Renzi, #opencamera, #fiducia, #fiduciacamera.

    Per un evento politico italiano sono numeri considerevoli, senza ombra di dubbio. Come potrete notare, il picco si è avuto alle 17:00, momento in cui il nostro attuale Presidente del Consiglio ha iniziato il suo speech. Il livello di engagement è stato tale da portare gli oltre 2000 utenti coinvolti a propagare il messaggio per circa 70 milioni di volte (reach).

    In linea con gli hashtag sopracitati ci sono stati anche i nomi degli altri partiti, dove ha spiccato su tutti il M5S. La loro presenza massiccia sul web, Twitter in particolare, nonché la sortita da parte del deputato Di Maio per gli scritti con Renzi ha fatto infiammare la curva 2.0 del Movimento.

    Chiudo citando gli esponenti politici più richiamati, tra i quali emergono: @matteorenzi per ovvie ragioni, @carlosibilia del M5S per via di alcuni scambi vivaci con il Presidente del Consiglio, la Boldrini ma anche Padoan, @civati che era atteso a grandi movimenti contro il suo PD, che però non sono arrivati, ed infine @pbersani per essere rientrato alle votazioni in seguito al malore che lo aveva colpito lo scorso 5 gennaio.

    In basso l’infografica completa.

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  • Ecco quanti sono gli italiani che usano WhatsApp [Infografica]

    L’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook è ormai uno degli argomenti più trattati sui Social Media, sul Web in generale e non solo. E qualche giorno fa Luca Della Dora, dell’agenzia We Are Social, ha elaborato un po’ di dati ed è venuto fuori che gli italiani, sulla base degli utenti mobili attivi, che usano WhatsApp sono il 56%

    Ormai WhatsApp è da giorni l’argomento più discusso, più condiviso, più chiacchierato sui Social Media, sul Web in generale e non solo. 19 miliardi di dollari non sono pochi e finora non si era mai vista una cifra così alta in un acquisizione del genere. Anche noi ne abbiamo parlato spesso qui sul nostro blog, dando la notizia dell’acquisizione a caldo, ma anche provando a dare una spiegazione circa l’acquisizione stessa. E oggi ritorniamo sull’argomento perchè il buon Luca Della Dora, dell’agenzia We Are Social Italia, una delle più importanti web agency in Europa, dopo lo studio su Google+ in relazione a quanti italiano lo usino in realtà, si è cimentato nel ricercare qualche dato su WhatsApp che riguardasse il nostro paese. E i dati raccolti, sfruttando i dati messi a disposizione da Global Web Index, sono davvero molto interessanti.

    Intanto, iniziando con una considerazione generale, gli utenti attivi su WhatsApp, come abbiamo ben imparato in questi giorni, a livello globale sono 450 milioni, di cui il 70% di questi lo è ogni giorno, vale a dire 320 milioni di utenti. E in più, WhatsApp ha la capacità di attrarre 1 milioni di nuovi utenti al giorno. Dato però messo di recente in crisi, in seguito al blackout dell’applicazione subito sabato scorso, incidente che ha finito, anche, per avvantaggiare la diretta concorrenza. Infatti, LINE in un solo giorno ha visto crescere il suo bacino di utenza di 2 milioni. Un incidente che ha inevitabilmente scatenato l’ironia degli utenti sulla rete, associando l’incidente proprio alla recente acquisizione. Si scoprirà poi che i 210 minuti di blackout sono stati dovuti a problemi di server.

    Ma torniamo alla ricerca.

    Gli utenti condividono ogni giorno su WhatsApp qualcosa come 1 miliardo di messaggi, ossia la totalità di SMS che si condividono giornalmente. E le immagini sono 600 milioni, i messaggi vocali sono 200 milioni e i video sono 100 milioni.

    E veniamo adesso alla parte che ci interessa direttamente, cioè quanti sono gli italiani che usano WhatsApp.

    Ebbene, gli utenti attivi italiani che usano questa app sono il 56%, sulla base degli utenti mobili attivi sul web. E il nostro paese è uno di quelli che più usano questa applicazione. Il paese che lo usa di più è la Spagna con il 74% degli utenti, segue poi la Germania (61%), poi, dopo l’Italia, il Regno Unito (29%), infine la Francia (4%) con il dato più basso. Al di fuori dell’Europa, vediamo che negli Usa WhatsApp è usata dal 5% degli utenti attivi mobili e in Cina il 4%.

    Interessante poi vedere WhatsApp in relazione alle altre app competitors. E scopriamo che è proprio in Germania che l’app è più usata, seguita dalla Spagna. Seguono poi Italia e Regno Unito. WeChat è ovviamente la più usata in Cina ed è discretamente usata anche nel nostro paese. Snapchat è ovviamete usata molto negli Usa e anche in Uk. LINE, altro agguerrito competitor è usato molto, in proporzione, in Spagna, in Cina e anche nel nostro paese.

    Questo il resoconto di questa bella ricerca e in basso trovate anche l’infografica, ma ci interessa sapere anche se voi WhatsApp lo usate o se state usando qualche app alternativa. Fateci sapere tra i commenti.

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  • La King Digital sbarca a Wall Street: mossa vincente o una nuova Zynga?

    La King Digital sbarca a Wall Street: mossa vincente o una nuova Zynga?

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    Stando a guardare i numeri, la casa madre di “Candy Crush Saga” dovrebbe quotarsi immediatamente: nel 2011 aveva un fatturato di 63,9 milioni di dollari, chiude invece il 2013 con 567,6 milioni di utili! Tuttavia la londinese King Digital ha il 78% del suo fatturato concentrato nell’app delle caramelle e potrebbe dunque subire un arresto nella crescita proprio dopo l’entrata in borsa, nel caso Candy Crush lo subisse

    Tratto personalmente temi economici che ricadono sul quotidiano delle persone. Tuttavia, analizzando nel dettaglio il prossimo sbarco a Wall Street di King Digital Entertainment, non vedo cambiamenti per gli amici che utilizzano tutti i giorni l’app delle caramelle. E’ interessante però chiedersi quanto possa durare la parabola ascendente della società londinese, per farsi una opinione nell’acquisto delle azioni.

    In base agli utili fatti da King Digital, la sua offerta d’acquisto potrebbe attestarsi intorno ai 500 milioni di dollari, ed arrivare poi intorno ad un valore tra 1 e 5 miliardi. Ci si chiede come possa una società, conosciuta solo per una applicazione che muove caramelle, arrivare tanto in alto. Ma partiamo col mettere sul piatto che dal 2011 ad oggi il fatturato della società è cresciuto del 2842%.

    Questo dato nasce proprio grazie alla creazione di Candy Crush, la quale permette l’interazione del Social durante il Gaming; nasce grazie a colori brillanti che ti attaccano allo schermo così come alla voglia di competizione insita nell’essere umano. Candy Crush può infatti essere condiviso con i propri amici su Facebook, si possono chiedere aiuti per superare i livelli e la sfida non è quindi solo contro lo smartphone.

    I numeri che è riuscita a portare a casa King Digital sono spaventosi: stiamo parlando di 1 miliardo di partite giocate e 93 milioni di utenti unici al giorno!

    E ovviamente la matrice “utenti (93 milioni) * partite (1 miliardo)” genera altro enorme fatturato da quei piccoli .89 cents che di tanto in tanto vengono chiesti per passare quel livello, distruggere quella caramella o avere quell’attrezzo speciale.

    Tuttavia, come suggerivo ad inizio articolo, la King Digital Entertainment ricorda l’esperienza già vissuta degli investitori con Zynga (produttori di Farmville) che, finito l’entusiasmo per l’orto tra i profili di Facebook, subirono un tracollo sul titolo del 70% circa. Il problema per la King potrebbe chiamarsi ancora Candy Crush, non avendo diversificato a dovere i loro sforzi: basti pensare che il secondo titolo in download del gruppo fa “15 milioni di utenti unici * 100 milioni di partite/giorno”. Passato il momento di questo gioco, e si sa quanto in fretta corrano i tempi oggi, King digital potrebbe trovarsi quotata in borsa senza avere più il suo cavallo di battaglia in campo a combattere.

    zynga candy crush

    Il rischio che un investitore si porta a casa è quindi davvero importante e nel caso sia l’unico investimento fatto forse decisamente troppo.

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  • Ecco Orion 102, il nuovo tablet in alluminio da GOCLEVER

    Ecco Orion 102, il nuovo tablet in alluminio da GOCLEVER

    GOCLEVER, il mobile brand in forte ascesa e da poco sbarcato anche in Italia, presenta Orion 102, il nuovo tablet dal 10″ interamente in alluminio che garantisce alte prestazioni. Il nuovo tablet è anche dotato di una comoda tastiera wireless

    GOCLEVER, mobile brand in forte ascesa di cui vi abbiamo parlato di recente in occasione del suo sbarco in Italia, presenta quello che di sicuro si imporrà sul mercato come uno dei suoi gioielli. Stiamo parlando di Orion 102, nuovo arrivato nella famiglia di tablet Android a marchio GOCLEVER, dotato di processore quadcore 1.6Ghz, di un eccellente schermo IPS da 10” e di una comoda tastiera wireless Bluetooth in italiano. Il dispositivo è ideale come centro multimediale portatile, ma risulta essere anche un ottimo strumento di lavoro per chiunque voglia realizzare o modificare documenti, utilizzare l’e-mail, consultare i social media, e molto altro ancora.

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    Con il nuovo dispositivo di alta fascia GOCLEVER si è focalizzata sugli utenti che desiderano un tablet per fare di più che semplicemente giocare e consumare contenuti

    Il tablet, con sistema operativo Android 4.2, deve le sue strabilianti prestazioni al processore quad-core 1.6 GHz Rockchip 3188 che garantisce una navigazione web senza intoppi, multitasking fluido e un’eccellente risposta ad ogni applicazione, essendo in grado di gestirne diverse contemporaneamente. La grafica viene governata dalla GPU Mali400MP4 che supporta anche i giochi più innovativi soddisfacendo la loro sete di prestazioni. Il chip è supportato da 1GB di RAM DDR3 e gli utenti possono salvare i loro dati su un flash storage interno da 16 GB, o avvalersi di schede microSD esterne intercambiabili (fino a 32 GB di capacità).

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    Dotato di un display IPS 5-point multitouch 1280×800 (16:10) che garantisce un’eccellente qualità delle immagini e ampi angoli di visuale, il tablet vanta un design moderno ed elegante e l’ergonomica tastiera, in italiano, che si piega a proteggere lo schermo quando si è in movimento, rappresenta sicuramente un elemento distintivo.

    Grazie a questa tastiera wireless (e alle applicazioni office preinstallate) il tablet è un vero e proprio strumento di lavoro, e può essere impiegato per scrivere testi, e-mail, creare presentazioni e molto altro. I progettisti di GOCLEVER hanno ascoltato il feedback dei clienti e hanno puntato sull’alluminio. Il modulo Bluetooth integrato consente agli utenti di utilizzare la tastiera in modo flessibile, posizionando il tablet su di essa (dando luogo al classico design clamshell dei notebook) o sistemando i due dispositivi lontani l’uno dall’altro. La tastiera integra una batteria che può essere caricata tramite la porta microUSB. In aggiunta, l’utente può semplicemente ampliare il tablet con un modem 3G esterno, un mouse o una chiavetta, collegando tutti questi accessori alla porta microUSB del tablet con il cavo USB-OTG compreso nella confezione. Ovviamente i designer non si sono dimenticati del minijack audio da 3.5 mm per gli auricolari e gli altoparlanti. E’ disponibile anche una porta miniHDMI (1.4 FullHD).

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    L’Orion 102 dispone di due moduli Wi-Fi e due videocamere, una da 0,3 Mpix sul davanti e una da 2.0 Mpix sul retro, ed è equipaggiato con una batteria da 6000 mAh che assicura circa 6 ore di operatività. Il dispositivo misura 261x178x10mm e pesa 896gr (entrambi i dati comprendono anche la tastiera).

    GOCLEVER Orion 102 è già disponibile al prezzo di €229,9 iva compresa e, come tutti i prodotti GOCLEVER, è coperto da una garanzia di 24 mesi.

    Grazie poi all’accordo siglato con skinzone, l’Orion 102 può essere personalizzato con una cover adesiva a scelta fra le 1.200 texture già pronte, oppure tramite l’invio del proprio file immagine personale. Si tratta di un’opzione che può interessare non solo l’utente finale, ma anche le aziende che potranno così ‘vestire’ con il proprio marchio i dispositivi GOCLEVER in uso.

    In Italia, grazie a un accordo sottoscritto con CPP, a breve sarà possibile attivare “CPP Easy Care Mobile”, una copertura assicurativa opzionale che copre eventuali danneggiamenti e furti di tutti i tablet e gli smartphone a marchio GOCLEVER, i cui dettagli saranno prossimamente visionabili sul sito goclever.com/it.

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  • Ecco come usano Twitter i neo ministri del #governorenzi [Infografica]

    Ecco come usano Twitter i neo ministri del #governorenzi [Infografica]

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    Il #governorenzi, dopo aver ottenuto la fiducia al Senato la notte scorsa, si appresta oggi a ottenere la fiducia alla Camera. E per questa occasione IQUII ha realizzato una infografica che ci offre un quadro completo di come i neo ministri usino Twitter. Renzi è il più seguito, ma speriamo che da oggi tutti lo trasformino in strumento per dialogare

    Da ieri il nuovo #governorenzi ha ottenuto la fiducia al Senato. Un governo che, con l’Italia ancora lontana dal 2.0 visto il dato raccapricciante del 34% dei cittadini che non ha mai utilizzato internet (dati Eurostat), dovrebbe in realtà puntare su di una burocrazia accessibile, comprensibile e veloce per migliorare le condizioni dei cittadini stessi.

    Io, da cittadina, mi immagino l’agenda digitale come un Google Calendar pubblico dal quale poter seguire le vicissitudini dei ministri che stanno facendo le mie veci.

    Ora, poiché questa è un mio desiderio non [ancora] attuabile [Google pensaci tu!], ad oggi il vero canale aperto nell’interazione cittadino-politico è effettivamente solo Twitter. I numeri dicono che sarà difficile avere i ministri come follower, ma che indubbiamente gli account sono seguiti dai ministri stessi o da loro team. Renzi utilizza addirittura una interessante combinazione: Hangout live [una videoconferenza in diretta da Google+] mentre sul suo tablet scorrono veloci i tweet ai quali risponde. Ad alcuni anche scrivendo!

    E allora, difficoltà nel farsi sentire a parte, ecco che IQUII propone una interessante infografica che analizza proprio questo rapporto tra politica e cittadini.

    I dati raccolti si riferiscono alla data del 23 Febbraio 2014, quindi potrebbero subire qualche variazione con il passare del tempo, ma il quadro è ottenuto interrogando le API di Twitter. Come era prevedibile Matteo Renzi, oggi Presidente del Consiglio, è il più seguito del governo con 857 mila followers (ed è anche il più “anziano” essendo sbarcato su Twitter nel 2009). Dopo il passaggio di ieri in Senato, si appresta oggi ad affrontare la Camera dei Deputati per ottenere la fiducia; le operazioni dovrebbero chiudersi in serata.

    Tra i più seguiti, dopo Renzi, segue Angelino Alfano (su Twitter dal 2010), Ministro degli Interni, anche se molto distaccato dall’ex sindaco di Firenze, con 165 mila followers; dietro di lui si piazza Dario Franceschini (anche lui su Twitter dal 2009) con 119 mila followers ed infine Maurizio Lupi, con 71 mila followers.

    L’attuale Ministro degli Esteri, Federica Mogherini (su Twitter dal 2012), è il ministro con più following, seguendo ben 7.384 utenti; a ruota poi Roberta Pinotti, Ministro della Difesa, seppur ben distanziata, con poco più di mille utenti seguiti. Il ministro che segue meno utenti di tutti è Maria Elena Boschi, infatti ne segue solo 29.

    Tra i ministri che twittano di più, Roberta Pinotti (su Twitter dal 2010) è quella che lo fa di più infatti si piazza in prima posizione con 6.911 tweets, segue poi Maurizio Lupi (arrivato su Twitter nel 2011), con quasi 6 mila tweets.

    E di cosa parlano i neo ministri del #governorenzi? L’indagine di IQUII ha preso in esame gli ultimi 100 tweets dei neo ministri ed è venuto fuori che una delle parole più presenti è “ST”, ossia “staff”. Seguono poi “governo”, “lavoro”, “legge”, “paese” e “Renzi”. Si capisce come il “lavoro” sia il tema centrale di questo nuovo governo. È altrettanto evidente che buona parte di questi account non sono gestiti direttamente dai ministri, ma da un team che lo fa per loro.

    Sarebbe bello se alla prossima occasione quelle due lettere scomparissero: il dialogo coi cittadini risulterebbe aperto, diretto e proficuo. Alternativamente l’account urlerebbe come un megafono pensieri e idee con le quali è impossibile confrontarsi. Verrebbe meno il significato stesso di poter utilizzare strumenti come Twitter per interagire e dibattere con i propri followers.

    Di seguito l’infografica completa:

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  • Social Tv, questa settimana Sanremo 2014 fa il pienone [Infografica]

    Social Tv, questa settimana Sanremo 2014 fa il pienone [Infografica]

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    Era abbastanza prevedibile e infatti la classifica ”Top Social TV Programs” di Blogmeter della settimana che va dal 17 al 23 febbraio 2014, vede Sanremo 2014 dominare la classifica, realizzando il record dell’anno sulla base del buzz creato nelle cinque serate. Resistono Braccialetti Rossi, Masterchef e Piazza Pulita

    Come era ampiamente prevedibile, questa settimana la consueta classifica ”Top Social TV Programs” di Blogmeter, che va dal 17 al 23 Febbraio 2014, è stata dominata da Sanremo 2014 e noterete, dall’infografica in basso, che metà classifica è occupata dalle cinque serate del Festival di Sanremo. Quindi se da un lato il Festival ha accusato un calo negli ascolti, dall’altro invece ha spopolato tra gli utenti di Twitter e Facebook. Il buzz attorno al Festival è stato sempre molto alto e non c’è stata serata che non abbia fatto registrare numeri altissimi, da record.

    Secondo le rilevazioni di Blogmeter, sulla base dei dati elaborati dalla piattaforma SocialTVmeter, la serata inaugurale di martedì 18 febbraio è prima con 361.500 messaggi (tweets e post su Facebook), realizzati da 90.100 autori unici, pari a 72.5 milioni di unique impressions (solo Twitter). Seguono poi la serata della finalissima, sabato 22 febbraio, con 187.300 messaggi, 48.700 autori unici, 46.6 mln di impressioni uniche; poi quella di mercoledì 19, con 177.000 messaggi, 47.300 autori e 45.8 milioni di impressioni uniche; segue poi la serata di giovedì 20, con 145.000 messaggi, 38.700 autori e 42.6 milioni di impressioni uniche; e infine venerdì 21 Febbraio, con 141.600 messaggi, 36.800 autori e 42.1 milioni di impressioni uniche.

    In questa classifica straordinaria, resistono i programmi storici come Braccialetti Rossi, andato in onda ieri sera, che ha ottenuto il sesto posto, a conferma ancora una volta il forte impatto social di questa miniserie tv (37.600 messaggi, 9.500 autori, 10.4 milioni di impressioni uniche). Questa settimana resiste anche Masterchef, settimo in classifica, che al giovedì sera ha raccolto un grande buzz attorno all’eliminazione di Rachida, concorrente marocchina molto discussa (29.200 messaggi, 11.600 autori, 7.2 milioni di impressioni uniche). All’ottavo posto troviamo invece Piazza Pulita, andato in onda il lunedì, un giorno prima dell’inizio del Festival (22.200 messaggi, 6.400 autori, 4.9 milioni di impressioni uniche), seguito da Amici di Maria de Filippi (13.200 messaggi, 4.300 autori, 2.2 milioni di impressioni uniche). Chiude la classifica il talk politico La Gabbia su La7, che sfidando il Festival mercoledì sera è stato premiato con risultati in linea con le altre puntate (9.600 messaggi, 3.200 autori, 2.1 milioni di impressioni uniche).

    Questa settimana la classifica delle reti televisive più social vede nettamente in testa la prima rete della Rai, ed è la prima volta che succede, con sei programmi presenti in classifica, seguita da La7 con due programmi e da Sky Uno e Canale 5 con un programma a testa.

    social-tv-sanremo-2014-17-23-febbraio-2014

  • Facebook e l’affare WhatsApp: takeover o engagement?

    Facebook e l’affare WhatsApp: takeover o engagement?

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    L’affare WhatsApp concluso da Facebook continua a tenere banco sui Social Media e non solo. La cifra pagata e i retroscena che coinvolgono Google continuano a far discutere. Oggi proviamo ad analizzare l’affare anche dal punto di vista finanziario chiedendoci se si tratti solo di takeover oppure di un’operazione orientata all’engagement

    Nei giorni scorsi il mondo si è trovato disorientato di fronte all’acquisizione di WhatsApp da parte del colosso Facebook. Non solo le time-line erano intasate di articoli riguardanti la cifra dell’accordo, ma i professionisti dei Social Media si sono chiesti come questo evento potrà in futuro cambiare una piattaforma pulita e libera come WhatsApp.

    [ironia della sorte, mentre scrivo questo post, i server di WhatsApp sono down da circa 3 ore].

    Di pari passo le frasi taglienti sono arrivate anche dal mondo della finanza. Capire perché una società che fattura 50 milioni di dollari possa essere pagata ben 19 miliardi è tuttora difficile e cercheremo di spiegarlo nelle prossime righe. Sicuramente il prezzo che vi abbiamo riportato è una semplice moltiplicazione:

    costo utente WhatsApp * numero totale utilizzatori.

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    Il capitale quindi non è valutato evidentemente solo in base al fatturato o alla capitalizzazione di borsa, bensì al capitale umano, cioè quanto posso guadagnare da un contatto che possiedo dal momento in cui questi è effettivamente attivo.

    Le strade tuttavia qui possono essere due e, non essendo Mark, cercherò di mostrarvi le possibilità che si sono aperte con questo acquisto:

    1. WhatsApp è stato acquistato per ingrandire il bacino di utenza di Facebook, rincorrere Google e come Google+ avere persone che quotidianamente aprono un account collegato direttamente al social. L’applicazione è infatti semplicissima, riceve circa un milione di download al giorno e, a differenza di molte altre app, ha ben il 70% di utenti attivi che utilizzano il servizio di messaggistica. In linea insomma con la mission di Facebook indicata nel post di acquisizione: “make the world more open and connected”.
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    2. WhatsApp è stato acquistato per un takeover crudele e strategico, come ogni buona società quotata a Wall Street che si rispetti deve fare per conquistare il mercato. Si ritene infatti che a breve il traffico mobile possa superare quello desktop. Per questo motivo, avendo perso la sfida in molti mercati sulla messaggistica istantanea, Facebook potrebbe distruggere le basi sulle quali era stata costruita una applicazione:
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      Centinaia di milioni di utenti avevano fornito completa fiducia [cioè: rubrica e privacy] grazie a questo piccolo post-it e buttarlo nel cestino potrebbe essere un’ottima strategia per convincere gli utenti a cambiare piattaforma.

    Nel primo caso andrebbe velocemente a raddoppiare gli utenti, poiché la crescita di WhatsApp è ormai esponenziale. Nel secondo  caso non avrebbe comunque rimesso nulla, in quanto gli attuali concorrenti di WhatsApp dovrebbero spartirsi la fetta di mercato e Messenger se ne porterebbe via una parte.

    WhatsApp era in concreto una concorrente terza oltre a Facebook e Google [che si è scoperto in seguito abbia tentato l’acquisto senza riuscirci] sulla quale gli utenti mobile spendevano circa 25%. Inglobarla o fermarla sono le soluzioni più adeguate per guadagnare istantaneamente terreno sull’avversario. E in questo caso Facebook ha fissato un prezzo per avvicinare chi sembra già avere in pugno servizi imprescindibili nel mondo 2.0!

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  • Sanremo 2014, un milione i tweets per la finale [Infografica]

    Sanremo 2014, un milione i tweets per la finale [Infografica]

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    Sanremo 2014 finisce colo botto anche su Twitter, infatti nella finale di ieri sera Audisocial Tv®, l’Osservatorio permanente di Reputation Manager, ha rilevato 1 milione di tweets. Boom di commenti per Arisa, vincitrice della 64esima edizione del Festival della Canzone Italiana, e il picco si è avuto con l’annuncio dei finalisti

    La 64esima edizione del Festival di Sanremo ha ricevuto complessivamente 1.050.021 tweet nelle cinque serate, inviati da 214.485 utenti unici, e solo nella serata finale di ieri sono arrivati 191.223 tweet inviati da 37.544 utenti unici. Questo il dato diffuso da Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager che misura le performance dei programmi televisivi sul web e che ha monitorato l’andamento degli hashtag su Twitter e dell’interazione sulla Fan Page ufficiale “Festival di Sanremo” su Facebbok.

    [dropcap]A[/dropcap]nche se il volume complessivo è elevato – commenta Andrea Barchiesi CEO di Reputation Manager– per questa edizione del Festival si prevedeva un’ interazione social ancora più alta. Nella prima puntata sono stati infatti inviati più del 50% dei tweet rispetto alle puntate successive, se si fosse mantenuto il trend inziale il risultato complessivo sarebbe stato quindi raddoppiato rispetto a quello ottenuto”

    Gli hashtag più utilizzati per commentare la finale sono stati: #sanremo2014 (90%), #Staisanremo (6%), #sanremo (3%), #fanremo (1%).

    La vincintrice Arisa domina su tutti anche su Twitter con il 33% dei tweet ricevuti e sul podio social insieme a lei salgono Francesco Renga (13%) e Noemi che ottiene l’11% dei tweet a parimerito con i due finalisti effettivi Renzo Rubino e Raphael Gualazzi. A seguire: Perturbazione (5%), Francesco Sarcina (4%), Giusy Ferreri (3%), Antonella Ruggiero (3%), Giuliano Palma (2%), Frankie HI Nrg (2%), Cristiano De Andrè (1%), Ron (1%).

    Sulla vittoria di Arisa il tweet più retwittato è, come spesso accaduto in questa edizione, di Spinoza:

    Si polemizza sul tweet del Corriere.it che annunciava la vittoria 10 minuti prima:

    C’è poi chi critica, come Selvaggia Lucarelli:


    E chi invece apprezza come Luca Dondoni:

    Anche Ieri sera Fabio Fazio ha ricevuto il triplo dei tweet rispetto alla Littizzetto. Il tweet più retwittato su di lui è ancora di Spinoza:


    Mentre sulla coppia  arriva la critica di Marco Mazzocchi:

    Tra gli ospiti Crozza e Ligabue hanno suscitato quasi lo stesso volume di tweet, rispettivamente il 42% e il 41%. L’11% dei tweet era invece per il cantante belga Stromae, il 5% per Claudia Cardinale e solo l’1% per Terence Hill.
    Il tweet su Ligabue di Spinoza è stato quello più retwittato in assoluto nella serata:

    L’account satirico lancia anche il commento più retwittato su Crozza


    Il momento più twittato della serata è coinciso con l’annuncio dei tre finalisti, che ha suscitato diversi commenti negativi, il più retwittato quello di Nek:

     

    Sulla Fan Page ufficiale di Facebook hanno interagito 4.483 utenti attivi che hanno prodotto 10.306 post e commenti totali, e risposto ai post dell’amministratore della pagina con 102.185 like.

    Il post con più like condivisioni e commenti è dedicato alla vittoria di Arisa: “‪#‎Sanremo2014 – ‪#‎Campioni VINCE “Controvento” di #‎ARISA (2.937 like, 261 condivisioni e 462 commenti).

    Sanremo 2014, la finale in infografica

    sanremo_2014_Infografica-22-feb-2014-finale

     

  • Ecco i punti di forza di Bee, il nuovo editor di MailUp [Video]

    Ecco i punti di forza di Bee, il nuovo editor di MailUp [Video]

    Eccoci arrivati ad un nuovo appuntamento video con l’intervista esclusiva di InTime a Matteo Bettoni, CTO di MailUp, leader in Italia per l’email marketing, per conoscere in anteprima “Bee” il nuovo editor di prossima uscita. In questo nuovo brano dell’intervista conosceremo quelli che sono i punti di forza

    Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta di “Bee“, il nuovo editor di MailUp, leader in Italia per quanto riguarda l’email marketing, grazie all’intervista esclusiva che InTime ha avuto il piacere di fare a Matteo Bettoni, CTO di MailUp, per scoprire e conoscere in anteprima nazionale tutto ciò che riguarda il nuovo editor che verrà rilasciato prossimamente.

    potenzialità nuovo editor-bee-mailup

    In questo nuovo brano tratto dall’intervista, conosciamo oggi quelli che sono i punti di forza e soprattutto quali sono le differenze con i vari competitor sul mercato. Come abbiamo imparato a conoscere in questa intervista che vi stiamo proponendo a brani, il nuovo editor di MailUp si caratterizza per la sua semplicità di utilizzo, senza dover conoscere per forza linguaggi di programmazione per iniziare a costruire la propria campagna di email marketing. Con Bee è tutto più semplice e sono necessari davvero pochi minuti per poter iniziare ad usarlo.

    [dropcap]V[/dropcap]a puntualizzato il fatto che il precedente editor non è scomparso: anzi, è vivo e vegeto e permette ancora a quanti hanno conoscenze di HTML di utilizzarlo per personalizzare altamente le proprie comunicazioni di marketing.”, ci dice Matteo Bettoni, CTO di MailUp. “Con Bee sarà invece possibile concentrarsi esclusivamente sui contenuti, scrivendo un perfetto html anche senza avere alcuna conoscenza di programmazione. Immagina di poter creare una newsletter davvero d’impatto senza avere conoscenze di design: con il nuovo editor di MailUp, ora è possibile.”

    Il nuovo editor “Bee” di MailUp verrà rilasciato in versione pubblica Beta prossimamente. I clienti di MailUp potranno potranno trovare maggiori informazioni su mailup.it.

    Continueremo ancora nei prossimi giorni a proporvi nuovi brani per scoprire ancora a fondo tutte le novità in anteprima del nuovo editor.

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