Tag: latest

  • Twitter delude le attese ma punta tutto sul mobile: 184 milioni gli utenti attivi

    Twitter delude le attese ma punta tutto sul mobile: 184 milioni gli utenti attivi

    mobile-twitter

    Twitter ha rivelato ieri, con un po’ di ritardo rispetto ai tempi canonici, i dati Q4 2013, relativi all’ultimo trimestre del 2013, i primi dallo sbarco a Wall Street. E Twitter dimostra di essere una piattaforma orientata al Mobile, il 76% lo usa infatti da dispositivi mobili e sono in totale 184 milioni gli utenti attivi

    E finalmente dopo avere atteso anche qualche giorno più del dovuto, Twitter ha ieri ufficializzato i dati del Q4 2013, dati molto attesi perchè si tratta dei primi dati dallo sbarco a Wall Street avvenuto nel Novembre del 2013. Come molti analisti avevano già previsto, Twitter guadagna e molto, 243 milioni di dollari con un balzo del 116% rispetto allo stesso periodo del 2012. Note dolenti della giornata sono quelle relative alla lenta crescita del numero di utenti, cresciuto nell’ultimo trimestre solo del 4% arrivando ad una popolazione di utenti unici pari a 241 milioni. Ma è pur sempre cresciuto di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E anche ad un quadro dei conti finanziari sui quali pesano ancora le perdite.

    Ma Twitter rivela, anche se era abbastanza chiaro, una grande vocazione per il Mobile. Infatti il numero di utenti attivi che loi usano dai dispositivi mobili è pari a 184 milioni, ossia il 76% del totale e gli utenti crescono del 30%. E a confermare questa vocazione Mobile è anche il fatto che il 75% dei ricavi da advertising proviene dal Mobile, pari a 165 milioni di dollari.

    Twitter conferma dunque la strategia orientata al Mobile, dove è certo potrà ottenere risultati ancora più positivi, sia in termini di ricavi, l’acquisto di MoPub come piattaforma di adv per mobile capace di offrire soluzione dinamiche va in questo senso. Ma anche in termini di sviluppo della piattaforma. Da ultimo per incrementare la condivisione da mobile è visibile, proprio da ieri, già dalla timeline il numero di condivisioni (RT e preferiti) sotto il tweet stesso. E ricordiamo anche le recenti modifiche alla versione desktop ispirata proprio alla versione mobile della piattaforma.

    Insomma, Twitter per crescere punta sul Mobile e voi che ne pensate? E soprattutto, usate Twitter più da Mobile o da Desktop? Fateci sapere tra i commenti.

    [divider]

     

  • Il 43% dei lavoratori di piccole e medie imprese sono multi-screener

    Il 43% dei lavoratori di piccole e medie imprese sono multi-screener

    mobile-multi-screener

    Una recente indagine di F-Secure, “Digital Company Survey 2013”, rivela che quasi la metà dei lavoratori di piccole e medie imprese sono multi-screener, nel senso che utilizzano sia i Pc che i dispositivi mobili per svolgere la quotidiana attività lavorativa

    Sul nostro blog siamo soliti indagare come ci stiamo relazionando al Mobile che sempre di più interessa il nostro quotidiano. E, tra le tante conferme, da ultima abbiamo visto quanto rilevato da Audiweb evidenziando come nel 2013 29 milioni di italiani si sono connessi alla rete attraverso i propri dispositivi mobili, 22 milioni da smartphone e 7 milioni da tablet. Allora ci siamo chiesti, anche attraverso i vostri feedback e le vostre opinioni attorno a questi temi, quanto il mobile in effetti influenzi anche la nostra vita lavorativa. E per rispondere a questo quesito oggi vi proponiamo questo interessante sondaggio realizzato da F-Secure, una delle più importanti aziende a livello mondiale nella produzione di software antivirus, al quale hanno risposto 805 dipendenti di aziende con un massimo di 500 dipendenti, provenienti da Germania, Italia, Francia, UK, Svezia, Finlandia, Polonia e Stati Uniti, su argomenti come corporate security e servizi cloud. Il 67% degli intervistati erano uomini, mentre il 37% erano donne. Ma vediamo l’esito di questo sondaggio:

    • il 43% dei lavoratori di piccole-medie aziende sono multi-screener: usano un PC o un notebook così come i dispositivi mobili per lavorare quotidianamente;
    • le percentuali di multi-screener sono più elevate tra le aziende sotto i 50 dipendenti (63%), e più basse in aziende dai 50 ai 500 dipendenti (45%);
    • il 39% dei lavoratori usa dispositivi mobili forniti dall’azienda;
    • nelle realtà sotto i 50 dipendenti, l’uso di dispositivi mobili forniti dall’azienda è più elevato, 75%;
    • nelle aziende dai 50 ai 500 dipendenti la percentuale scende al 40%.
    • le aziende svedesi e finlandesi hanno le percentuali più elevate di dispositivi mobili, rispettivamente dal 50% e 47% dei lavoratori;
    • le aziende tedesche e statunitensi hanno invece il numero più basso di dispositivi mobili, 35% e 34%.
    • il 34% dei dipendenti lavora fuori ufficio o viaggia regolarmente.

    Anche in questo caso, questo numero è più elevato tra le aziende più piccole (50%), e scende al 35% per aziende dai 50 ai 500 dipendenti. Le aziende in Francia e UK hanno il numero più elevato di persone che lavorano fuori ufficio regolarmente, con il 43% e 40% rispettivamente.

    Oggi il posto di lavoro è sempre meno rappresentato da una scrivania in un ufficio, ma sempre più dalla mobilità che consente di essere ovunque e accedere e condividere informazioni in ogni momento” dice Miska Repo, Country Manager F-Secure Italia. “La produttività dipende dalla sincronizzazione e cooperazione tra le persone ovunque esse si trovino. Così come per gli utenti consumer, F-Secure fornisce sicurezza per questi ‘nuovi’ ambienti lavorativi e i loro dispositivi, oltre a servizi di ‘content collaboration’ per il frenetico mondo aziendale. Perché le idee uniche di un’azienda devono essere protette e anche accessibili”.

    F-Secure fa sapere, a questo proposito, che presto lancerà una soluzione per la condivisione dei contenuti dedicata alle PMI, che permetterà di migliorare la produttività e flessibilità aiutando così le aziende a rispondere alle esigenze del futuro.

    Allora, che ne pensate di questo sondaggio? Vi riconoscete in questi dati? Raccontateci tra i commenti la vostra esperienza diretta.

    [divider]

  • Plannify, nuovo investimento da 725 mila euro per la startup dedicata agli eventi

    Plannify, nuovo investimento da 725 mila euro per la startup dedicata agli eventi

    plannify

    Plannify, la startup italiana dedicata agli eventi italiani e internazionali, ha annunciato di aver ricevuto un nuovo e importante investimento di 725 mila euro grazie all’accordo raggiunto tra Digital Magics, venture incubator, e Atlante Seed, Gruppo Uvet e altri business angels

    Di Plannify, il motore di ricerca dedicato agli eventi italiani e internazionali, ve ne avevamo parlato proprio in occasione del suo lancio, avvenuto alla fine del 2012. E oggi torniamo a parlarvene perchè la startup italiano ha ricevuto un importante investimento di 725 mila euro grazie all’accordo raggiunto tra Digital Magics, venture incubator, attraverso il suo Angel Network di cui fanno parte Atlante Seed (Fondo del Gruppo Intesa Sanpaolo), Gruppo Uvet (leader italiano nel mondo dei viaggi con un giro d’affari di 2,2 miliardi di Euro), Withfounders (società italiana di investimento che ha sostenuto importanti iniziative imprenditoriali e startup di successo come Buongiorno Vitaminic, SaldiPrivati, Jobrapido e Glamoo).

    Con questa operazione, Plannify potenzierà lo sviluppo tecnologico della piattaforma, migliorando il motore di ricerca nell’efficacia e nel raccogliere il maggior numero di eventi possibile. La startup innovativa di Digital Magics, fondata da due giovani imprenditori veneti, Enrico Gennari e Carlo Scabin, svilupperà l’applicazione mobile per Smartphone e Tablet, e rilascerà nuove funzionalità social per l’agenda. Plannify punterà quindi all’internazionalizzazione, lanciando nuove versioni con gli eventi in lingua per i Paesi europei e per favorire l’incoming del turismo straniero in Italia.

    Entra a far parte della società, nel ruolo di Presidente di Plannify, anche Massimo Fregnani, imprenditore da oltre 35 anni nella produzione e organizzazione di eventi come Notre Dame de Paris, Cirque du Soleil, Sensation Italia. Fregnani con la sua esperienza supporterà la società nella fase di espansione internazionale, contribuendo alla nascita di nuove partnership a livello mondiale. Il team di Plannify si rafforzerà inoltre con l’ingresso di sviluppatori, grafici, content editor e account commerciali per svilupparne la rete vendita.

    Plannify

    Come dicevamo all’inzio, Plannify nasce alla fine del 2012 e propone ad oggi oltre 300.000 attività al mese. Su www.plannify.com i 15.000 utenti iscritti possono trovare eventi, manifestazioni, spettacoli – gratis o a pagamento – nelle città italiane e nelle principali capitali europee, organizzare le proprie agende, condividere e commentare le proprie scelte sui social network, invitare gli amici e acquistare direttamente i biglietti online. Plannify ha stretto importanti partnership italiane con le principali società di biglietteria e intrattenimento live, locali pubblici e agenzie di promozioni come Barley Arts Promotion, Elita Milano, Show Bees, e ha sviluppato soluzioni business to business per Superflash (Gruppo Intesa Sanpaolo) e BizTravel (Gruppo Uvet).

    Plannify è stata individuata dagli investitori come lo strumento ideale per raccogliere gli eventi, le attività, le location di Expo 2015 di Milano e per suggerirli agli oltre 20 milioni di visitatori italiani e stranieri previsti. La startup propone giorno per giorno le iniziative più vicine agli utenti, a seconda del luogo in cui si trovano e dei loro gusti, hobby e passioni: dalla musica live alle rassegne cinematografiche, dai festival letterari alle fiere di paese, dalle degustazioni enogastronomiche agli spettacoli dedicati ai bambini. Plannify permette anche di creare eventi privati per invitare i propri amici, e offre anche un servizio business per gli organizzatori di eventi, che possono promuovere la propria iniziativa e rivolgersi direttamente al pubblico interessato.

    [divider]

  • Groupon e AIRC lanciano il coupon solidale per la ricerca sul cancro

    Groupon e AIRC lanciano il coupon solidale per la ricerca sul cancro

    coupon-solidale-groupon-airc

    Groupon e AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, insieme lanciano un coupon solidale per raccogliere fondi che potranno aiutare i giovani ricercatori italiani. E’ possibile fare donazioni con un click sul deal solidale da 3 a 15 euro. L’iniziativa è iniziata ieri e continuerà fino al 16 Febbraio 2014

    Groupon e AIRC insieme per raccogliere fondi da destinare ai giovani ricercatori italiani. Attraverso un coupon solidale da 3 fino a 15 euro, è possibile fare donazioni fino al 16 Febbraio 2014. L’intero ricavato sarà offerto all’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro che ogni giorno sostiene il lavoro di oltre 4 mila ricercatori nel campo oncologico. L’iniziativa ha come titolo A San Valentino dona un bacio accademico e proprio in occasione di San Valentino Groupon e AIRC propongono di fare un regal diverso dal solito, a sostegno della ricerca.

    [box type=”note” align=”aligncenter” width=”660″ ]AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro è impegnata da quasi 50 anni a rendere il cancro sempre più curabile. Per questo sostiene progetti scientifici innovativi grazie a una raccolta fondi trasparente e costante, diffonde l’informazione scientifica, promuove la cultura della prevenzione nelle case, nelle piazze e nelle scuole.[/box]

    L’obiettivo della raccolta fondi è quello di finanziare una  borsa di studio di un giovane ricercatore del valore di 25.000€. Testimonial della campagna Valentina Grosso, titolare di una borsa AIRC, impegnata presso il Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale dell’Università di Bologna a identificare nuovi trattamenti in grado di prevenire la comparsa del tumore al seno o di limitarne l’aggressività.

    Il deal solidale promosso da Groupon Italia a favore di AIRC prosegue infatti un progetto già avviato da tempo, che prende il nome di Groupon Community, a favore di organizzazioni no profit italiane. Solo nel 2013 Groupon Italia, grazie al contributo dei suoi iscritti, ha raccolto più di 200.000€ interamente devoluti per sostenere progetti e cause sociali. Maggiori info su Groupon Community.

    [divider]

     

  • Edison Start premia i progetti innovativi e si presenta a Bologna il 6 Febbraio

    Edison Start premia i progetti innovativi e si presenta a Bologna il 6 Febbraio

    edison-start

    Edison Start è il bando a cura di Edison, una delle più antiche società di energia in Europa che compie quest’anno 130 anni, che premia le idee innovative. Il premio è dedicato a startup innovative e micro, Piccole Imprese, team di persone fisiche, studenti e organizzazioni non profit. E’ possibile aggiudicarsi 100 mila euro per ogni categoria a cui si partecipa. Edison Start Tour si presenta a Bologna, giovedì 6 Febbraio

    Edison Start, il bando che premia le idee innovative, si presenta a Bologna, il prossimo 6 Febbraio 2014 dalle ore alle 18.00 alla sala conferenze del Mambo in via Don Minzoni 14. Edison Start in tour è in realtà è un barcamp attraverso il quale presentare la propria idea innovativa, ma è anche l’occasione per ascoltare tre esperti di innovazione e per ascoltare qualche buon consiglio dei tutor del progetto Edison. 

    L’evento che si preannuncia molto interessante, prevede la presentazione del Bando Edison Start che ha come obiettivo quello di  premiare le startup che si attivano su energia, sostenibilità sociale e smart community. Su Edisonstart.it è possibile votare e condividere i progetti che man mano vengono pubblicati.  In palio ci sono 300.000 euro, 100 mila per ogni categoria, e il coaching a 30 finaliste per sostenerle nella realizzazione del loro progetto.

    Il barcamp Edison Start intour avrà inizio alle 15.00 e sarà moderato da Luca De Biase, giornalista ed esperto di innovazione e tecnologia. Ad parirlo sarà Andrea Prandi, direttore Relazioni Esterne di Edison, che farà il punto sul Bando Edison Start. Seguiranno poi le tre sessioni tematiche che si apriranno con la relazione di un esperto in innovazione  e saranno seguite dalla presentazione di tre startup iscritte al barcamp. L’apertura della sessione “Sviluppo sociale e culturale” è affidata a Flaviano Zandonai, European Research Institute on Cooperative and Social Enterprises che farà il punto sul tema dell’innovazione sociale. Seguirà la sessione Energia  introdotta dalla relazione di Lorenzo Montelatici, Ricerca & Sviluppo e Innovazione in Edison. L’ultima sessione  sarà dedicata al tema delle smart communities e sarà introdotta da Michele Vianello, Smart communities strategist e autore del libro “Smart Cities” (ed. Maggioli 2013) che presenterà alcuni casi studio di progetti e startup che innovano e hanno effetti positivi per la qualità della vita domestica e della comunità a cui si appartiene.

    Per partecipare potete iscrivervi qui.

    Da questo link potete consultare e scaricare il programma dettagliato della giornata.

    In parallelo con il barcamp, dalle 15.30 fino alle 18.30 si svolgerà la sessione di Coaching start: tre tutor Edison saranno a disposizione di chi vuole maggiori informazioni per partecipare alle tre categorie del premio Edison Start: Energia, Smart Communities, Sviluppo Sociale e Culturale. Lo spazio coaching si prenota su Eventbrite con il biglietto “Coaching con i Tutor Edison”.

    [divider]

  • Facebook compie 10 anni, diamo uno sguardo indietro [Look back]

    Facebook compie 10 anni, diamo uno sguardo indietro [Look back]

    Facebook, ormai il più grande social network della rete, con ben oltre 1 miliardo di utenti, compie oggi 10 anni e per l’occasione ci a dare uno sguardo indietro, a quella che è stata la vostra storia in questi ultimi anni. Ne viene fuori un video con i momento più importanti degli ultimi 5 anni. Ma da quando siete iscritti voi su Facebook? #SonoSuFacebookDal

    facebook-lookback-uno-sguardo-al-passato

    Oggi, 4 febbraio 2014, Facebook, il più grande social network della Rete, compie 10 anni. Un traguardo per molti versi straordinario e quasi impensabile. Pochi, 10 anni fa, avrebbero scommesso sulla effettiva resistenza di quel progetto web che aveva preso spunto dal libro in cui vengono inseriti i profili e le foto degli studenti. Da lì il nome Facebook.

    Ma oggi Facebook non è solo e “semplicemente” un social network, è molto di più. E’ un colosso, una galassia, una realtà economico-finanziaria di un certo rilievo, è stato infatti il primo social network ad essere quotato a Wall Street. E’ entrato, comunque la si pensi su questo, entrato nelle nostre vite e nel nostro quotidiano.

    In questi anni ne abbiamo sentite tante su Facebook: c’era chi diceva che ci avrebbe bruciato il cervello, che era per fannulloni, c’era anche chi a soli due anni dall’arrivo nel nostro paese ci intimava di abbandonarlo. Insomma, nonostante tutto Facebook è ancora qui, vivo e vegeto, anche se di recente uno studio dell’Università di Princeton ne ha previsto l’estinzione. Ma molto probabilmente non sarà così. Certo, Facebook di problemi ne ha e ne ha creati anche, però è certamente un fenomeno sociale la cui rilevanza non può più essere taciuta. Basti pensare, se ci riflettete un attimo, all’attualità di oggi, non c’è un evento, politico, di cronaca, economico che non faccia riferimento a Facebook, come strumento per comunicare o come fonte di notizie. Un aspetto su cui vale la pena continuare a riflettere.

    E oggi, Facebook stesso, ci invita a dare uno sguardo al nostro recente passato, Look Back, ai nostri momenti passati sul grande social network negli ultimi 5 anni. Potete guardare i vostri momenti più importanti, i vostri post più apprezzati, insomma la vostra storia che avete condiviso a questo link, facebook/lookback. E avrete modo di vedere il vostro video di circa 1 minuto che riassume i momenti salienti, simile a questo che vedete in copertina a questo post. E da lì potete condividerlo con i vostri amici.

    E proprio nella giornata di oggi, vogliamo lanciare con voi una piccola iniziativa, un piccolo gioco, ossia twittare e scrivere post con questo hashtag, #SonoSuFacebookDal, così da condividere da quanto siete iscritti su Facebook. Potete scrivercelo anche qui tra i commenti. Allora, comincio io: mi sono iscritto la prima volta ad ottobre 2007, poi sono scappato via per poi ritornarci a gennaio 2008 e poi non sono più fuggito. E voi?

    [divider]

  • 29 milioni di italiani accedono al Web da smartphone e tablet nel 2013

    29 milioni di italiani accedono al Web da smartphone e tablet nel 2013

    Audiweb ha reso noti di dati relativi all’accesso al web in Italia nel 2013 e per la prima volta questi dati sono stati estesi anche al Mobile. E quindi, nel 2013 sono stai 29 milioni gli italiani che hanno avuto accesso al Web da Mobile, 22 milioni da Smartphone e 7 milioni da Tablet

    Come già ampiamente previsto, Audiweb da questo mese integrerà tra i dati degli italiani che hanno accesso al web, monitorati ogni mese, anche quelli che accedono via Mobile, quindi da smartphone e da tablets. Una svolta importante che tiene finalmente conto dei devices mobili e del fatto che questi sono entrati ormai nella vita quotidiana degli italiani che li usano per navigare in internet, per leggere e inviare le email, per consultare i vari social network. Insomma, il navigare la rete, concetto prima legato solo al pc, oggi è un concetto più mobile e di conseguenza se si vuole avere la popolazione effettiva che ogni mese naviga in rete, la mobilità è ormai un dato dal quale non si può più prescindere.

    Dunque, a partire dal mese di Gennaio Audiweb ci darà anche i dati relativi al mobile e nel diffondere i dati relativi al mese di Dicembre 2013, ha reso noto anche un report dedicato al 2013, Audiweb Trends. E da questo report si evince che sono stati 39 milioni gli italiani che hanno avuto accesso a Internet da location fisse (computer da casa, ufficio o da un luogo di studio) o da mobile (cellulare/smartphone o tablet), l’82% della popolazione residente tra gli 11 e i 74 anni.

    Sono dunque 35 milioni che hanno la possibilità di accedere a Internet da casa, quindi 15 milioni di famiglie. Di queste, il 72% accede a internet da casa tramite computer (10,8 milioni) e dichiara di disporre di una connessione ADSL/Fibra ottica e quasi la totalita’ ha un abbonamento flat (10,2 milioni di famiglie).

    mobile_2013

    Ma dicevamo prima del mobile. Nel 2013 sono 22 milioni gli italiani che dichiarano di accedere a Internet direttamente dal proprio smartphone, mentre sono 7 milioni gli italiani che dichiara di accedere al Web dal proprio tablet. Dal punto di vista geografico, la disponibilità di accesso da mobile riguarda tutto il paese con queste percentuali: 86% del Centro Italia, l’85% del Nord Est, l’84% del Nord Ovest e il 78% dell’area Sud e Isole. E sono soprattutto i più giovani ad usare il proprio smartphone per navigare in rete, infatti il 70% ha un età compresa tra gli 11 e i 34 anni; mentre è il 14,6% nella fascia 11-34 anni che accede al web dal proprio tablet, di conseguenza il profilo di chi usa il tablet per il web è un po’ più elevato.

    Per quanto riguarda invece l’audience nel 2013 da PC, in media sono stati 28 milioni gli italiani connessi al mese e 13,6 milioni quelli connessi nel giorno medio. Nel 2013 gli utenti online nel giorno medio hanno dedicato 1 ora e 22 minuti alla navigazione da PC.

    Nel mese di Dicembre 2013, infine, sono stati circa 28 milioni gli utenti che si sono collegati almeno una volta da un computer. Nel giorno medio sono stati 13 milioni gli utenti online, collegati in media per di 1 ora e 11 minuti a persona.

  • Social Tv, Masterchef sempre primo ma è boom per Le Invasioni Barbariche

    Social Tv, Masterchef sempre primo ma è boom per Le Invasioni Barbariche

    social-tv-invasioni barbariche

    Nuovo appuntamento settimanale per conoscere insieme la” Top Social TV Programs di Blogmeter” e vedere l’andamento della Social Tv italiana. Anche questa settimana Masterchef mantiene il suo primato, ma il boom lo fa registrare Le Invasioni Barbariche che ritorna in classifica in seconda posizione. E da questa settimana viene considerato anche Facebook

    Prima di passare a vedere tutti i risultati della classifica è utile evidenziare una grande novità a partire proprio da questa settimana. Infatti, cambiano le metriche di valutazione e alla voce “messaggi” vengono considerati non più solo i tweets, ma anche i post su Facebook. Di conseguenza anche la voce “autori unici” comprenderà gli utenti di Twitter e anche di Facebook.

    Anche questa settimana Masterchef, il talent show culinario in onda su Sky Uno mantiene il suo primato nella Top Social TV Programs di Blogmeter che ci dà di settimana in settimana il polso della Social Tv in Italia. Ma la notizia della settimana è il ritorno in classifica de Le Invasioni Barbariche, fuori la settimana scorsa, e oggi ritroviamo il programma di Daria Bignardi in seconda posizione, un vero e proprio boom. Forse sarà frutto del cambio delle metriche di cui dicevamo prima e quindi Le Invasioni Barbariche potrebbero aver giovato dell’aggregazione di Facebook nelle rilevazioni della settimana. Oppure, siamo sicuri che in molti lo penseranno, pesa l’”effetto Di Battista”, in relazione all’intervista che Daria Bignardi ha fatto all’esponente del MoVimento 5 Stelle e anche, ad onor del vero, dell’intervista a Corrado Augias. Insomma, il ritorno all’attualità con personaggi protagonisti degli eventi di cui si parla, sembra giovare al programma della Bignardi. Ma vediamo adesso i risultati.

    Masterchef, lo abbiamo già ricordato, rimane stabile al primo posto con 31.200 messaggi, 9.400 autori unici, 6.2 milioni di unique impressions. Le Invasioni Barbariche, secondo, con 23.800 messaggi, 7.700 autori unici, 6.4 mln di unique impressions. Da registrare il ritorno ai vertici de Le Iene, questa settimana in terza posizione con 21.200 messaggi, 12.900 autori unici, 4.4 mln di unique impressions.

    In quarta posizione, come la settimana scorsa, troviamo Mistero, in onda su Italia1, con 17.500 messaggi, 4.900 autori unici, 5.5 mln di unique impressions, mentre dal nono posto della scorsa settimana plana al quinto posto Amici di Maria de Filippi di Canale 5, com 16.700 messaggi, 5.400 autori unici, 2.4 mln di unique impressions. Perde posizioni Servizio Pubblico, in onda su La7, con 15.100 messaggi, 6.100 autori unici, 5,6 mln di unique impressions che dal secondo scivola al sesto posto in classifica. Perde posizioni anche C’è Posta per Te di Canale 5 che dal terzo posto scivola al settimo, con 15.000 messaggi, 3.500 autori unici, 4.2 mln di unique impressions.

    Ritorna in classifica, all’ottavo posto, Che Tempo che fa di RaiTre con 12.900 messaggi, 6.000 autori unici, 5.5 mln di unique impressions, mentre al nono e al decimo posto troviamo i due talk politici di La7, Piazza Pulita con 12.900 messaggi, 4.100 autori unici, 2.8 mln di unique impressions, che la scorsa settimana era al quinto posto, e La Gabbia con 12.200 messaggi, 4.000 autori unici, 3.2 mln di unique impressions che invece si conferma  nella stessa posizione. Per far posto a Le Invasioni Barbariche e a Che tempo che fa, questa settimana escono dalla classifica, Lucignolo di Italia 1 e Ballarò di RaiTre.

    La7 si conferma la rete più social in assoluto con quattro programmi presenti in classifica, seguita da Italia 1 e Canale 5, rispettivamente con due e da RaiTre e Sky Uno con un programma a testa.

    social-tv-invasioni-barbariche

     

  • Super Bowl 2014. Gli U2 presentano Invisible, gratis per 24 ore

    Super Bowl 2014. Gli U2 presentano Invisible, gratis per 24 ore

    Ormai il Super Bowl 2014 è alle porte e la febbre sale, milioni di americani aspettano la finale del campionato NFL. Ma il Super Bowl è ormai anche una grossa vetrina, vista la portata, e i grandi players dell’advertising mondiale guardano a questo evento con maggiore interesse. E anche gli U2 ne approfittano annunciando in uno spot il nuovo singolo “Invisible”, scaricabile gratis per 24 ore

    L’attesa per il Super Bowl 2014 è ormai alle stelle, l’attesissima finale del campionato NFL si prevede quest’anno venga vista da oltre 100 milioni di telespettatori e da questi numeri si capisce il gradne interesse da parte dei grossi players dell’advertising mondiale ad investire su questo evento. Si stima una spesa media di 4 milioni di dollari per 30 secondi di spot.

    U2-invisible

    Ma questa è davvero una grande occasione anche per lanciare nuove iniziative e nuovi eventi. E quindi neanche gli U2 vogliono lasciarsi sfuggire l’occasione che ha comunque un risvolto benefico. Infatti, per il lancio del nuovo singolo “Invisible”, la storica band irlandese vuole sfruttare il grande interesse mediatico sul Super Bowl per lanciare la loro nuova ultima fatica che anticipa l’uscita del loro nuovo album. Il video verrà mandato in onda, per 60 secondi, durante un break dell’evento sportivo e sarà visualizzabile dalle ore 20 (orario Usa) anche su YouTube.

    Dal momento della messa in onda, il singolo sarà scaricabile gratuitamente su iTunes a livello globale e ogni singolo download contribuirà a raccogliere fondi per (RED), ricevendo 1 dollaro per ogni download da Bank Of America.

    (RED) è l’associazione benefica fondata da Bono Vox e da Bobby Shriver nel 2006 ed è stata creata per raccogliere fondi per contrastare l’AIDS, la tulercolosi e la malaria e, sin dalla sua creazione, ha generato 240 milioni di dollari. I fondi raccolti da (RED) al momento vengono utilizzati in Ruanda, Lesotho, Swaziland, Zambia, Ghana, Kenya, Tanzania e Sud Africa per contrastare l’AIDS.

    Bank of Amercia donerà per questo progetto 10 milioni di dollari, altri 10 milioni arroveranno dalla Fondazione Bill & Melinda Gates, 1 milione di dollari anche da SAP e da South Africa’s Motsepe Family, per un totale di 22 milioni di dollari.

    Invisible è prodotto da Danger Mouse e mixato da Tom Elmhirst. Il video del singolo è diretto da Mark Romanek che vanta collaborazioni con Jay Z, Johnny Cash, Nine Inch Nails.

    [divider]

  • Programmatic Advertising, là dove ti porta il Consumatore

    Programmatic Advertising, là dove ti porta il Consumatore

    A proposito della crescita del video advertising in Italia che si stima arrivare nel 2017 ad un valore di oltre 60 milioni di euro, vi proponiamo oggi un intervento sul nostro blog di José Enrique Rodriguez, Regional Manager Southern Europe di Videology. L’occasione è quella di approfondire l’argomento del Programmatic Avdertising

    programmatic-advertising

    [dropcap]N[/dropcap]egli ultimi cinque anni la fruizione del media e entertainment si è notevolmente trasformata grazie a nuove tecnologie, maggiore larghezza di banda e il diffondersi di dispositivi smart che permettono ai consumatori di interagire con i contenuti video in modi completamente nuovi rispetto al passato. Di tutto questo gli advertiser devono tenerne conto, adeguandosi rapidamente alla nuova realtà.

    Il pubblico che brand e agenzie vogliono raggiungere, visualizza infatti numerosi contenuti su una gamma eterogenea di dispositivi – spesso  anche simultaneamente – capace di trasmettere lo stesso contenuto – o uno correlato – in ogni momento, ovunque, con feature e interattività social e applicazioni di content-amplification. I content provider confezionano i propri contenuti e le pubblicità adattandoli a molteplici dispositivi – come nel caso di servizi quali SkyGo – per servire al meglio questi consumatori, soddisfacendo le loro esigenze, indipendentemente dal momento e dal dispositivo.

    Negli USA, una ricerca di TechCrunch ha rivelato che quasi la metà dei consumatori comincia a guardare un video su un dispositivo, per poi finirlo di vedere su un altro – di solito si comincia su uno smartphone e si termina su un device con schermo più ampio.

    I consumatori stanno anche combinando il loro tempo di visualizzazione, passando da un device all’altro. Una ricerca Mediascope di IAB Europe dello scorso giugno ha rivelato come ad oggi quasi 25 milioni di persone nel Regno Unito usano regolarmente tre schermi per guardare e interagire coi contenuti.

    L’advertising audio-visivo è sempre più in voga. È emotiva, d’impatto ed efficace. La pubblicità è diventata sempre più un’estensione del contenuto stesso – personalizzabile, social, interattiva e targhetizzata.

    Tuttavia la crescente diffusione della possibilità di visualizzare contenuti video in ogni momento su qualsiasi tipo di schermo, fa sì che gli advertiser non possano più acquistare lo spazio TV in modo isolato rispetto al digitale. Le strategia media devono quindi riflettere la natura cross-channel della visione TV. Il mondo ha superato la divisione “TV vs digitale” entrando in un’epoca nella quale entrambe le realtà devono collaborare per raggiungere il pubblico in tempo reale e assicurare un impatto migliore per i brand. Tutto questo deve partire con i consumatori prendendo in considerazione i loro movimenti tra schermi e dispositivi. Quando gli inserzionisti cambieranno il proprio investimento in linea col comportamento dei consumatori si renderanno conto che tradurre una conoscenza approfondita del complesso mondo della fruizione di contenuti video in un unico piano media integrato offre un impatto di gran lunga più amplificato.

    Dispositivi e piattaforme devono essere gestiti per essere complementari tra loro, per consentire ai brand manager di sfruttare al meglio le potenzialità di ogni singolo device. Per cui proprio come nessun editore si sognerebbe di distribuire contenuti su un unico canale, nessun brand dovrebbe restringere il proprio messaggio a un unico dispositivo e a una singola modalità di visualizzazione. La TV e il digitale sono diventati una continuazione dell’esperienza totale del consumatore.

    Ma dato che le abitudini dello “spettatore tipo” stanno evolvendo, le piattaforme di programmatic technology  devono aiutare brand e agenzie a muoversi in questa nuova realtà. Dato che i meccanismi d’acquisto e alcune metriche sono differenti per ogni piattaforma, è importante affidarsi a un partner tecnologico che sia capace di uniformare e facilitare il più possibile l’acquisto a un dato prezzo o a una particolare metrica su tutte le piattaforme. Esistono infatti realtà come la nostra che collaborando con  partner specializzati nel data e media research, sono in grado di utilizzare le migliori best practice tecnologiche per seguire i consumatori sfruttando il frequency capping cross-device e l’ottimizzazione della spesa relativa ai contenuti multimediali su dispositivi complementari per amplificare l’impatto della TV.

    Le nuove metriche digitali consentono una pianificazione integrata dalla TV al digitale.

    Queste metriche non solo offrono ai media buyer gli strumenti per identificare i tipi di pubblico sui vari schermi, ma consentono anche di comprendere i fattori e le azioni che in definitiva portano i consumatori nell’imbuto del marketing dalla brand awareness all’acquisto.

    L’adozione di un approccio multi-screen assicura un maggiore impatto sul brand, una migliore delivery della campagna e meno sprechi, consentendo a brand manager e media buyer di prendere decisioni più ponderate. Una nostra ricerca – basata su oltre 500 milioni di impressioni nel Regno Unito – sull’impatto della convergenza dei video illustra questo punto. Il video online, da solo, ha garantito un’impressionante crescita media del 33 percento per quel che riguarda il richiamo del brand tra i consumatori che hanno visto le campagne rispetto a quelli che non hanno visto nessun tipo di pubblicità. Tuttavia le campagne su tre schermi hanno avuto un 90 percento di successo in più nel favorire il richiamo del brand rispetto a quelle basate solo su video online.

    In definitiva, tutto viene fatto per consentire al brand di emergere e, ovviamente, per favorire la vendita dei prodotti. I contenuti video possono avere un impatto incredibile, cosa che ha reso la pubblicità televisiva così efficace all’inizio. Ora sono disponibili su molteplici schermi e fanno parte della “dieta multimediale quotidiana” di milioni di consumatori, che guardano sempre più video, più spesso e su un numero maggiore di device. Tutto ciò crea grandi ed entusiasmanti opportunità che consentono ai brand di ottenere un impatto persino maggiore – dato che quando il consumatore chiama, l’advertising deve rispondere.

    [author image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2014/01/videology.jpg-550×190-.png” ]José Enrique Rodriguez è Regional Manager Southern Europe di Videology, piattaforma di video advertising leader sul mercato rivolta a editori, agenzie e advertiser[/author]

    [divider]