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  • Aaron Swartz, la morte di un vero innovatore

    Aaron Swartz, la morte di un vero innovatore

    La morte del giovane Aaron Swartz, suicidatosi a soli 26 anni, ha scosso il web e non solo. Di fronte a questa tragedia molti si sono lasciati a facili conclusioni, ma nella sua breve vita questo ragazzo è stato capace di piccole e grandi innovazioni di cui tutti gioviamo ogni giorno. Doloroso e incomprensibile ancora il suo gesto

    Fiumi di parole, tweet, post si sono spesi in questi giorni per il suicidio avvenuto l’11 gennaio a New York fa di Aaron Swartz, definito come l’hacker fautore della liberalizzazione dei contenuti digitali. Questo ragazzo, 26 anni appena, diplomato all’Etich Center Lab di Harvard, sarà probabilmente ricordato più per il suo ultimo gesto e per la polemica che ne è derivata piuttosto che per quanto di buono, in termini di innovazioni tecnologiche, ha lasciato in eredità. Ed è di questo che vogliamo parlare.

    Vogliamo ricordare il contributo che Swartz diede, appena quattordicenne, alla creazione di quello che quotidianamente ciascuno di noi usa: l’RSS (Really Simply Syndication), il nostro “acchiappanotizie”, quello che ci aiuta a rastrellare dalla Rete le cose che ci interessano e ad organizzarle tramite servizi come FeedBurner o Google Reader.

    Vogliamo parlare del suo contributo alla fondazione di  Creative Commons e quindi alla più facile diffusione e circolazione dei contenuti in Rete.

    Vogliamo parlare del suo social network Reddit, fondato nel 2006 con lo scopo di presentare notizie originali postate dagli utenti iscritti, favorendo i contenuti di maggiore qualità che possono salire nella graduatoria delle notizie grazie ai voti dei lettori.

    Per ultimo, ma non meno importante, vogliamo riportarvi alla memoria la sua ultima creature Open Library, nata nel 2007 e definita come “one web page for every book ever published”. Un luogo in Rete, insomma, dove i contenuti sono liberi, fruibili da parte di tutti, perché come disse lo stesso Swartz : “Open library è tua. Navigala, correggila, alimentala”.

    L’ultimo tassello che manca a questa storia è quello della minacciata condanna a trent’anni di reclusione per aver scritto un programma in Python tramite il quale rendere più veloce il download di documenti e tramite il quale Swartz avrebbe scaricato un archivio di documenti del MIT da JSTOR. Un tassello su cui anche troppo è stato scritto adducendo a questo le motivazioni di un gesto così incomprensibile. Come troppo convinto il giudizio di chi ha scritto

    “come tanti, troppi smanettoni depressi come lui, entusiasti delle macchine e con la testa nelle nuvole, nei mille cloud che custodiscono i nostri dati e le nostre vite”

    Troppo difficile comprendere i motivi per i quali, come scriveva lo stesso Swartz in quello che è stato considerato un testamento:

    “C’è un momento, immediatamente prima che la vita diventi non più degna di essere vissuta, in cui il mondo sembra rallentare: e quella sua miriade di dettagli appare improvvisamente, e chiaramente, in tutto il suo dolore”.

    Possiamo “limitarci” a ricordare ciò che questo dolore lascia. E se anche solo alcuni iscrivendosi a un feed RSS con la mente andranno ad Aaron Swartz, vorrà dire che è passato il concetto che le persone passano ma le innovazioni restano, a beneficio di tutti.

    Che siano fatte da un hacker, da uno smanettone, da un giovane entusiasta con lo sguardo intelligente che nei sogni ci credeva e che la vita non è stata in grado di trattenere.

    (questo post è già comparso sul web magazine Girl Geek Life)
  • Design on fire, il contest di BIC® per i 40 anni dell’accendino

    Design on fire, il contest di BIC® per i 40 anni dell’accendino

    L’accendino BIC® compie 40 anni e invita tutti a festeggiare con “Design on fire”, il concorso per scegliere “il volto” della special edition celebrativa. Dal 3 Gennaio al 1 Marzo libero sfogo alla creatività per vestire l’accendino più famoso al mondo. Il vincitore sarà premiato con 4.000€ e la produzione della linea in oltre 62.500 pezzi in Italia

    Il 2013 si presenta come l’anno degli anniversari importanti, vedrete che nel corso dell’ano ne parleremo. Ma oggi vogliamo presentarvi questo simpatico e interessante contest, iniziato il 3 gennaio, per celebrare i 40 anni di un oggetto che chissà quante volte vi sarà passato tra le mani e non necessariamente implica l’essere fumatore. Stiamo parlando dell’accendino BIC®, da un’intuizione del Barone Bich che nel corso degli anni ha visto modificare la sua forma caratteristica con le continue innovazioni tecnologiche che lo hanno caratterizzato.

    Sicuramente uno dei prodotti più famosi al mondo, una vera e propria icona, trasversale e democratica che ha portato davvero la fiamma a portata di tutti.

    BIC®, storico brand leader mondiale nei prodotti di scrittura, accendini e rasoi, ha voluto che fosse proprio la gente comune ad essere protagonista di questo importante traguardo dando il proprio personale contributo con la partecipazione a “Design on Fire”, il concorso che selezionerà la grafica celebrativa per i 40 anni dello storico accendino BIC®. Giunto quest’anno alla sua seconda edizione, “Design on Fire” è lo stimolante concorso europeo con cui BIC® invita tutti i suoi fan, fino al 1 Marzo 2013, a dare libero sfogo alla propria creatività progettando la “special edition” dell’accendino più venduto al mondo.

    Gli utenti potranno partecipare sia creando la propria decorazione che votando la grafica preferita tra quelle inviate accedendo al sito www.mybiclighter.com, tramite la pagina Facebook dedicata (https://www.facebook.com/laccendinobic!#!/designonfire) o il proprio profilo Twitter. Sarà una giuria interna a BIC® a selezionare le 18 grafiche più originali che avranno accesso alla finale e parteciperanno al “BIC® Match”, il divertente gioco che permetterà a tutti gli utenti di votare online il proprio decoro preferito.

    L’autore della decorazione che otterrà il maggior numero di consensi del pubblico vincerà un premio dal valore di 4.000 €* e la produzione e commercializzazione della linea vincitrice in oltre 62.500 pezzi sul mercato italiano. “Design on Fire” però non premierà solo gli autori delle decorazioni: in palio infatti per tutti coloro che voteranno le decorazioni preferite e caricheranno online lo slogan più bello su “Design on Fire” 2.000 €*. (*in Ticket Compliments Edenred).

    Note legali “Design on Fire 2013”

    Montepremi totale: 6.504 Euro (Iva inclusa e non scorporabile e Iva esclusa)

    Regolamento su: www.mybiclighter.com

    Date concorso: 03.01.2013 – 1.03.2013

  • Getty Images lancia THE FEED, nuovo modo di comunicare sui social per immagini

    Getty Images lancia THE FEED, nuovo modo di comunicare sui social per immagini

    The Feed by Getty Images automatizza la diffusione dell’archivio di immagini Getty Images sui social network e sulle piattaforme emergenti. In questo modo con Getty Images gli argomenti di tendenza diventano visivi attraverso l’innovazione social-driven

    Getty Images Inc. annuncia il lancio di The Feed by Getty Images, una innovativa applicazione della Connect API di Getty Images alle piattaforme social media. Questa nuova e potente integrazione software mette in evidenza l’ampia gamma di contenuti Getty Images in base agli argomenti e alle conversazioni di tendenza presentando immagini inerenti le notizie, gli eventi sportivi e gli aggiornamenti dal mondo dello spettacolo che fanno discutere l’ambiente social.

    GettyImages_TheFeed_TwitterFacendo leva sulla API di Twitter per determinare gli argomenti del momento, The Feed cerca nell’archivio Getty Images usando la Connect API per identificare le immagini corrispondenti ai termini di tendenza per pubblicare infine i contenuti pertinenti sul sito Web e sui canali social di Getty Images. Sul profilo Facebook di Getty Images sono state create timeline tematiche aggiornate che sfruttano The Feed per coprire in maniera adeguata e interessante eventi, avvenimenti sportivi e notizie dal mondo dello spettacolo.

    Su Twitter, Getty Images ha lanciato @FeedMeGetty, che utilizza The Feed per twittare ogni ora un’immagine di tendenza e rispondere in tempo reale alle richieste di contenuti con un’immagine corrispondente. Infine, The Feed viene adoperato dal sito Web di Getty Images per visualizzare immagini associate agli argomenti di tendenza sia globali che locali (http://thefeed.gettyimages.com).

    Yvonne-Chien_Getty-Images“The Feed è un’innovazione che ci rende entusiasti perché semplifica e automatizza il processo di pubblicazione di contenuti altamente coinvolgenti e pertinenti sui social media. Collaborando con il team di R/GA siamo stati in grado di concepire e realizzare questo strumento nell’arco di pochi mesi”, ha dichiarato Yvonne Chien, Senior Vice President of Marketing di Getty Images. “La tecnologia brevettata di The Feed sfrutta la nostra API scalabile e le API del settore social in modo da poter fornire continuamente contenuti interessanti ai nostri fan e follower”.

    The Feed by Getty Images fa seguito a numerose altre recenti iniziative social come la Getty Images Connect API e recenti partnership social-driven con brand come Soundcloud e SparkRebel. Getty Images sta rafforzando la presenza del proprio brand sui canali social capitalizzando la diffusione dei comportamenti ispirati alla condivisione di contenuti visual per comunicare sulle piattaforme social. The Feed sfrutta in maniera specifica le dimensioni e la forza delle basi di utenza delle piattaforme social per supportare Getty Images nell’entrare in contatto con i fan e approfondire il coinvolgimento attraverso contenuti premium. La società è impegnata a innovare costantemente ed a scoprire nuovi metodi per connettere i brand ai rispettivi clienti attraverso i contenuti, in modo da essere funzionale agli obiettivi di business.

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    Per maggiori informazioni su The Feed by Getty Images è possibile visitare l’indirizzo gettyimages.com/thefeed

  • Contomax ora attivabile e sessione #ContomaxLive con AD di Banca Ifis

    Contomax ora attivabile e sessione #ContomaxLive con AD di Banca Ifis

    Da qualche giorno è finalmente attivabile Contomax, il conto nato sulla rete attraverso i suggerimenti degli utenti. E lunedì Giovanni Bossi, AD di Banca Ifis, risponderà alle domande dei risparmiatori live su Twitter con hashtag #contomaxlive

    Attivabile dal 7 gennaio, Contomax è il primo conto bancario nato sulla rete attraverso i suggerimenti degli utenti che hanno partecipato a perfezionare le caratteristiche del conto che i presentano come davvero interessanti. caratteristica che non sfuggirà certo agli utenti e ai futuri correntisti, è l’alto rendimento che da subito Contomax offre: ben 1,5% di interessi con liquidazione trimestrale.

    Come dicevamo prima, Contomax nasce sulla rete e infatti i principali servizi sono stati individuati dagli utenti attraverso una serie di sondaggi online (oltre 12.000 preferenze raccolte) e includono:

    – il bancomat evoluto (che permette anche di effettuare acquisti online sul circuito Maestro);

    – la domiciliazione delle utenze;

    – il pagamento del Telepass, i giroconti e la possibilità di fare ricariche telefoniche;

    – la sicurezza invece è garantita dal sistema Token, che genera codici monouso.

    Abbiamo visto prima l’altro rendimento che Contomax offre da subito a tutti i correntisti, ma ci sono altre soluzioni interessanti, come quelle vincolate con liquidazione anticipata, contomax Now, tra cui scegliere scadenze da 1 a 24 mesi, che propongono interessi dal 2,85% al 3,85%. contomax Up, invece, propone di vincolare con liquidazione posticipata per periodi che vanno dai 3 ai 24 mesi, con interessi dal 3,10% al 4,35%. Non manca la soluzione contomax One che, in linea con la proposta di rendimax Like , permette di richiamare le somme desiderate con un preavviso di 33 giorni e rende il 3,5%.

    Altra caratteristica di contomax, assolutamente importante e da tenere in considerazione, è che è un conto low cost : nessuna spesa di apertura e gestione della liquidità, imposta di bollo a carico della banca. Inoltre, nessun canone per il bancomat evoluto e per l’Internet banking: gratuiti anche i primi 5 prelievi del mese dagli sportelli in Italia.

    Ricorderete il contest StreetNetwork che Banca Ifis ha organizzato per la grafica di Contomax vinto dallo street-artist Riccardo Bernucci. Quella che vedete in basso è la grafica che sarà visibile sui primi 10 mila conti aperti, mentre dai successivi sarà visibile quella di Bernucci.

    contomax_grafica

    Per l’assistenza massima copertura: Servizio Clienti a disposizione dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 20:00 e il sabato dalle 8:00 alle 14:00 e customer care su Twitter all’account @contomax4you.

    E come dicevamo in apertura, Banca Ifis, proprio per andare sempre più nella direzione dei social media, utilizzandoli come canali di comunicazione innovativo ma anche come strumenti pe confrontarsi coi propri clienti e coi propri risparmiatori  ha organizzato per Lunedì 14 dalle ore 11:30 alle ore 13:30, una sessione live su Twitter in cui l’Amministratore Delegato di Banca Ifis, Giovanni Bossi, si confronterà con gli utenti e rispondendo alle domande dei risparmiatori. Obiettivo di questa operazione, notevole e interessante, è rispondere ad ampio raggio ai quesiti della Rete per entrare nel vivo della strategia, le caratteristiche e i futuri sviluppi di contomax. Hashtag della sessione è #contomaxlive.

  • Chiude Windows Live Messenger, finisce l’era delle chat

    Chiude Windows Live Messenger, finisce l’era delle chat

    La notizia è ormai ufficiale anche se lo si sapeva da un pò. Il prossimo 15 Marzo Windows Live Messenger chiude i battenti per dare spazio a Skype già proprietà di Microsoft. Si chiude l’era delle chat, quindi ICQ, MIRC, per come le abbiamo conosciute

    Chatti o non chatti? Fino a qualche anno fa la domanda lasciava pensare a qualcosa di trasgressivo, che facevano in pochi, magari celandosi sotto un nick name fantasioso. Questo erano le chat anni Novanta, quelle nate nei canali IRC e diffuse con programmi come ICQ (nato nel 1996), in quelle “stanze” dove sembrava quasi surreale poter scambiare opinioni a distanza, senza conoscersi, semplicemente fidandosi e affidandosi ad un nomignolo e ad un numero progressivo che ICQ assegnava ad ogni new entry. Il passo da ICQ o da MIRC a qualcosa di graficamente più accattivante era una bella novità per tutti. Con entusiasmo quindi, nel 1999, è stato accolto il programma di istant messaging di Microsoft, MSN trasformato negli anni in Windows Live Messenger. 331 milioni di persone in tutto il mondo al mattino accendevano il pc e vedevano i due mezzi busti stilizzati colorarsi di un verde e di un celeste acceso mentre si passava on line e si poteva subito curiosare per capire se qualche altro amico era pronto a scambiare due chiacchiere.

    Chi MSN l’ha usato in passato sicuramente lo ricorda e con dispiacere ha appreso la notizia secondo la quale dal prossimo 15 marzo i due mezzi busti andranno in pensione per lasciare il posto alla S azzurra di Skype. Sì, perché nel frattempo la stessa Microsoft, esattamente nel 2011, ha acquisito il programma di istant messaging che offre la possibilità di effettuare chiamate e videochiamate sfruttando un protocollo VoIP.

    MSN o meglio Windows Live Messenger, insomma, spegne per sempre i suoi mezzibusti che non andranno propriamente in pensione ma si uniranno alla nutrita famiglia Skype, che conta già 280 milioni di utenti. Come già successo in questo frammento di 2013 per i netbook e la Playstation 2, buttiamo un pezzo di storia per guardare avanti, per migliorare i servizi, per togliere quanto anche gli utenti considerano ormai cosa superata.

    A dare il colpo di grazia all’antico MSN non solo Skype, ovviamente, ma anche i social network come Facebook e Google Plus, le piattaforme di micro blogging come Twitter oltre alle applicazioni come WhatsApp, che consentono anche l’invio di sms gratuiti tra utenti registrati. Il tempo passa, le abitudini informatiche cambiano e qualche prodotto lo si deve pensionare.

    Se l’addio si fosse fatto su una vecchia chat sarebbe stato /quit addio caro MSN compagno di molte giornate.

    (illustration: Imaan Sheikh)
  • Servizio Pubblico sbanca su Twitter secondo BlogMeter

    Servizio Pubblico sbanca su Twitter secondo BlogMeter

    Si potrebbe dire che la puntata di ieri di Servizio Pubblico con ospite Silvio Berlusconi è stata quella dei record. 33,5% di share e 9 milioni di ascolti in tv e picco di 200 mila tweets come vediamo dall’indagine fatta da BlogMeter

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    Il talk-show condotto da Santoro non ha soltanto centrato l’obiettivo Auditel (share 33,58%), ma è stato anche il più commentato di sempre sui social network. In particolare la “visione connessa” attraverso Twitter ha fatto registrare dei numeri record: sono stati 204.636 i cinguetti lanciati, con un picco di 1.885 tweet al minuto, secondo l’analisi compiuta da Blogmeter. Il record precedente apparteneva al confronto tra Bersani e Renzi, a cura del TG1, che aveva prodotto 131.847 tweet provenienti da 25.074 utenti. Ieri anche la platea dei commentatori è stata più ampia, tanto da raggiungere 48.469 persone attive.

    “Sono numeri che potrebbero sembrare piccoli, ma segnalano l’esistenza di un nuovo tipo di pubblico, sempre più attivo e capace di influenzare, con le proprie opinioni, la propria cerchia di contatti” commenta Vincenzo Cosenza, social media strategist di Blogmeter.

    I termini più utilizzati hanno rispecchiato i protagonisti della trasmissione:

    – “Berlusconi” è stato usato 62.766 volte

    – “Santoro” 40.559 volte

    – “Travaglio” 36.495.

    Le discussioni, aggregate principalmente attorno all’hashtag #serviziopubblico, usato 118.397 volte, sono state caratterizzate da un mood prevalentemente negativo, il 68% secondo l’analisi semantica e da una prevalenza di contenuti non prettamente politici. Molte le critiche alla gestione della trasmissione e le battute di spirito a commento: le più rilanciate sono state quelle di Sabina Guzzanti “#ServizioPubblico non mi avete convinta. Non voterò Berlusconi” e di Leonardo Pieraccioni “Altri tre giovedi’ da Santoro e Silvio piglia il 40%.

    L’analisi di BlogMeter ci dimostra come la rete ieri sia servita a tanti per manifestare il proprio apprezzamento o dissenso sulla trasmissione. E dall’indagine si vede benissimo che prevale il dissesno. In effetti la punatata di ieri per molti poteva essere una “resa dei conti” che in effetti poi non si è verificata. Michele Santoro ha avuto la grande occasione ieri di affrontare quello che da sempre è il suo obiettivo preferito. Invece a parte il finale un pò più accesso del resto della puntata, non ha dato seguito a nessun tipo do vendetta. Anzi, in alcuni casi Berlusconi ha saputo gestire meglio il ruolo che molto gli avevano cucito già addosso, cioè di bestia nell’arena. Sarà interessante vedere se questo avrà un seguito.

  • Social TV, Santoro fa il botto con Berlusconi anche su Facebook e Twitter

    Social TV, Santoro fa il botto con Berlusconi anche su Facebook e Twitter

    La puntata di ieri di Servizio Pubblico con ospite Silvio Berlusconi ha fatto il pieno di ascolti in tv e ha fatto il pieno anche sui social media come vediamo coi dati AudiSocial Tv® di Reputation Manager

    Ecco come di consueto proporvi al venerdì i dati AudiSocial Tv® di Reputation Manager che questa volta hanno un focus preciso ossia la puntata di ieri sera di Servizio Pubblico che ospitava Silvio Berlusconi. Un evento molto atteso che infatti ha fatto registrare altissimi ascolti in televisione, con ben 9 milioni di telespettatori, un record per la rete, La7, e che ha visto i social media letteralmente presi d’assalto dai tanti utenti che volevano esprimere il proprio parere e condividerlo. Un evento che nel day-after ha lasciato molti addetti ai lavori, e anche molti telespettatori e utenti della rete, delusi dal confronto, lamentando che di fatto un vero confronto, o meglio “scontro”, tra due personaggi che potremmo definire “nemici giurati”, non c’è stato.

    Michele-Santoro-e-Silvio-Berlusconi---(c)2013-LaPresse

    Comunque sia diamo uno sguardo ai dati AudiSocial Tv®, di Reputation Manager, e vediamo che la puntata di ieri sera di Servizio Pubblico con Berlusconi è stata in assoluto la più seguita della settimana sui social network: 6.653 fan attivi hanno prodotto 12.674 commenti e reagito con 49.597 like su Facebook, mentre su Twitter l’hashtag #serviziopubblico è stato twittato 47.198 volte (il triplo dei tweet ricevuti da Porta a Porta quando ha ospitato Berlusconi).

    L’intervento di Marco Travaglio è stato il momento  più caldo della puntata per interazione dei fan, e in particolare la sua replica alla lettera di Berlusconi “se davvero sono il re dei delinquenti, mi chiedo come mai lei non mi abbia proposto almeno la Presidenza del Senato…” (14.659 like, 3.028 condivisioni e 1.336 commenti).

    In settimana buon seguito social anche per La Prova del Cuoco, che nella puntata speciale del 6 gennaio ha registrato1.510 fan attivi, 2107 post e commenti e 8960 like, e per MasterChef che conferma il successo della scorsa settimana (1.345 fan attivi, 2.262 post e commenti). Su Twitter, Otto e Mezzo si piazza al secondo posto dopo Servizio Pubblico e prima di Porta a Porta con il 20,08% dei tweet totali sui programmi tv della settimana.

    Facebook

    AudiSocialTv-Facebook-Fan-Active-4-11gen2013-Reputation-Manager

    AudiSocialTv-Facebook-Interaction-4-11gen2013-Reputation-Manager

    The Best Post

    Il best post è quello relativo al momento in cui Travaglio risponde a Berlusconi che gli elenca tutte le denunce che lo riguardano e gli risponde:

    Se davvero sono il re dei delinquenti mi chiedo come mai lei non mi abbia proposto almeno la Presidenza del Senato…

    Il post raccoglie ben 14.659 likes.

    AudiSocialTv-Facebook-Reaction-4-11gen2013-Reputation-Manager

    Twitter

    Questa che vedete in basso è la classifica percentuale degli hashtag ufficiali dei programmi per frequenza nei tweet in cui sei vede che #serviziopubblico è quello più frequente anchein relazione agli altri programmi.

    AudiSocialTv-Twitter-Hashtag-programmi-4-11gen2013-Reputation-Manager

    Mentre questa è la classifica che mostra percentuale degli hashtag totali utilizzati nei tweet in relazione ai programmi e anche stavolta #serviziopubblico è al primo posto con il 24,4%.

    AudiSocialTv-Twitter-Hashtag-tot-tv-4-11gen2013-Reputation-Manager

    (image credits: LaPresse)
  • Social Media, solo il 13% delle aziende li usa bene

    Social Media, solo il 13% delle aziende li usa bene

    In un recente sondaggio condotto da Nasdaq OMX e l’agenzia Ragan negli Usa viene rilevato che solo il 13% delle aziende intervistate ritiene di usare bene i Social Media, il 64% ritiene di dover imparare ancora molto. Facebook è lo strumento più usato, seguito da Twitter e da YouTube

    social_media_effortsSondaggio interessante quello che Nasdaq OMX ha condotto insieme all’agenzia americana Ragan allo scopo di vedere come le aziende Usa usano i Social Media per comunicare. L’indagine è stata condotta sulla base di 2.714 interviste coinvolgendo aziende della PA, Non profit e società con oltre 50 mila dipendenti, quindi parliamo di grandi organizzazioni aziendali. Ebbene  il risultato forse più interessante è che solo il 13% di queste aziende ritiene di usare bene i Social Media all’interno della propria organizzazione. Ma l’altro dato interessante è che il 64%, nettamente la maggioranza, afferma si di usarli ma di avere ancora molto da imparare. Il restante 23% si definisce newbie.

    Il motivo per cui quest aziende hanno cominciato ad utilizzare i Social Media all’interno della propria organizzazione sono diversi. Il primo, nell’87% dei casi, per aumentare la brand awarness, il secondo, nel 62% dei casi, per incrementare il traffico web, e il terzo, nel 61% dei casi, per migliorare la propria Reputazione.

    Dall’indagine viene fuori una certa discrepanza proprio nel cercare di rendere omogenea la strategia, l’azione da intraprendere sui Social Media per cercare di raggiungere l’obiettivo che ci si prefigge. In molti casi si è trattato di situazioni in cui è prevalsa una insufficiente preparazione all’uso dello strumento. Spesso hanno risposto di non riuscire a stare dietro alla grossa mole di informazioni da monitorare, di non riuscire a sfruttare al meglio la piattaforma che si sta usando. Ma anche le grosse aziende hanno problemi, in molti casi lamentano di non trovare tempo a sufficienza da dedicare ai SM e che in alcuni casi mancano delle strutture adeguate, nonostante gli sforzi.

    social_media_platformsTra gli strumenti più utilizzati, Facebook è di gran lunga quello più usato nel 91% dei casi; seguito da Twitter, 88%, da YouTube, 73% e da LinkedIn, 69%. Poi Google+, 33%, e Pinterest, 32%. Molti hanno anche risposto di usare Vimeo e di usare WordPress per il proprio blog aziendale. Tra questi strumenti, alcuni hanno segnalato anche Social Network molto localizzati come i russi Odnoklassniki, Mail.ru  e VKontakte, oppure come i cinesi Sina Weibo, Renren, e Youku. Pensate che in alcuni casi si è verificato un divieto d’uso di alcuni social network all’interno di qualche azienda e tra questi c’è anche Pinterest. E sempre per quanto riguarda Pinterest, in alcuni casi viene indicato, insieme ad Instagram, lo strumento su cui l’azienda punterà nei prossimi anni.

    Molti lamentano che ormai gli strumenti sono troppi e per questo non si riesce a starci dietro. Come abbiamo sempre sostenuto, è bene usare gli strumenti che più sono in linea con la strategia da seguire, ma sostenere che ci sono tanti strumenti e conviene usare sempre gli stessi non è corretto. Si rischia di non raggiungere in effetti il pubblico desiderato. Per questo conviene comunque provare ad usarli e poi sulla base di questo privilegiare quelli dai quali si ottengono maggiori risposte in linea con gli obiettivi.

    Da questo quadro si desume che nonostante i buoni propositi e investimenti, c’è ancora molto da lavorare. E’ necessario avere una formazione adeguata, altrimenti tutti gli sforzi saranno vani ed è comunque necessario, quando possibile, aumentare gli investimenti in tal senso.

    E’chiaro che questo sondaggio fa riferimento agli Usa, ma siamo sicuri che ci sono molte similitudini con il mercato italiano. Sarebbe il caso di conoscere meglio le proporzioni. E per far questo cominciate col raccontarci la vostra esperienza di uso dei Social Media nella vostra azienda.

  • LinkedIn supera i 200 milioni di utenti [Infografica]

    LinkedIn supera i 200 milioni di utenti [Infografica]

    LinkedIn ha oggi ufficializzato sul suo blog ufficiale di aver raggiunto e superato il traguardo dei 200 milioni di utenti. Il più grande social business network conta ora utenti provenienti da oltre 200 paesi che parlano 19 lingue. Gli Usa il paese più rappresentato ma crescono i paesi dell’Asia e del Sud America. L’italia tra i paesi che crescono di più via mobile

    LinkedIn, il più usato social business network della rete, ha annunciato oggi dal proprio blog ufficiale di aver raggiunto e superato il traguardo dei 200 milioni di utenti. Un traguardo importante anche per la società quotata a Wall Street e sarà interessante vedere, in attesa del Q4/2012, di vedere che ripercussioni avrà il titolo in questo inizio d’anno.

    Per l’occasione è stata realizzata una infografica che vedete in basso che riporta i fatti salienti che spiegano il raggiungimento dei 200 milioni di utenti. Intanto c’è da registrare la crescita nei paesi dell’Asia e del Sud America che hanno dato un apporto di rilievo nel raggiungimento di questo obiettivo. In queste aree, denominate “economie emergenti” si sta assistendo ad un vero periodo di crescita florida per quanto riguarda i social network. Lo è per Twitter e lo stesso vale anche per Facebook che nonostante abbia superato il miliardo di utenti può contare su una maggiore crescita proprio in questi paesi.

    Ma torniamo a LinkedIn e vediamo un pò di dati.

    I paesi dove è cresciuto maggiormente, nel periodo compreso tra Dicembre 2011 e Dicembre 2012 è la Turchia, segue poi la Colombia e l’Indonesia. Mentre i paesi che crescono di più via mobile sono Cina, Brasile, Portogallo, India e poi l’Italia.

    E tra i profili più seguiti al primo posto troviamo Richard Branson fondatore e capo della Virgin, poi il presidente Usa Barack ObamaDeepak Chopra, saggista indiano tra i più conosciuti, Tony Robbins, formatore americano, e Jeff Weiner, CEO di LinkedIn.

    Questi invece i settori che vedono il più alto numero di utenti:

    • IT e servizi (4 milioni)
    • Servizi finanziari (2 milioni)
    • Istruzione superiore (1,95 milioni)
    • Computer Software (1,65 milioni)
    • Telecomunicazioni (1,59 milioni)

    E’ bene precisare che si sta parlando di utenti registrati e non si conosce in effetti il numero degli utenti attivi. Ma il risultato è comunque impressionante, anche perchè non si parla di un social network generalista, e se fosse la popolazione di un paese sarebbe il 5° più grande del mondo, sarebbe più grande del Brasile e più piccolo dell’Indonesia e sarebbe poi l’equivalente della popolazione di Francia, Inghilterra, Italia messi insieme. 

    LinkedIn-200-milioni

  • 21DIAMONDS sceglie hybris come partner globale

    21DIAMONDS sceglie hybris come partner globale

    21DIAMONDS, il portale per la vendita di gioielli online più grande d’Europa, sceglie la soluzione hybris Commerce Accelerator che ha consentito una rapida implementazione di siti e-commerce in 18 Paesi, tra i quali anche l’Italia

    hybris, tra i principali fornitori di software per il commercio omni-canale, annuncia oggi che 21DIAMONDS, retailer online specializzato in gioielli realizzati a mano, ha scelto la soluzione hybris Commerce Accelerator per la sua politica di espansione internazionale in 18 Paesi, tra cui anche l’Italia, oltre a Francia, UK, Spagna, USA, Brasile, India e Australia.

    La collaborazione con hybris risale a fine 2011: 21DIAMONDS desiderava andare live con il proprio sito in meno di 12 settimane, in modo da non perdere le occasioni in arrivo con la stagione natalizia. Inoltre, poiché il web è l’unico canale di vendita dell’azienda, 21DIAMONDS aveva la necessità di mettere a punto uno store online che offrisse, da un lato, la qualità e il livello di servizio tipici di una boutique affermata e, dall’altro, una shopping experience online ineccepibile. Per venire incontro a queste esigenze, 21DIAMONDS ha scelto hybris Commerce Accelerator, la soluzione pronta all’uso di hybris che consente ai retailer di realizzare in tempi brevissimi un sito e-commerce ricco di funzionalità. Con uno storefront completamente operativo costruito sulla piattaforma hybris, Commerce Accelerator offre una base pre-configurata che include le best practice di commercio omnicanale, oltre a funzioni di gestione degli ordini e di call center. hybris Commerce Accelerator riduce tempi e costi di implementazione per garantire un’esecuzione veloce e di sicuro successo del progetto.

    L’arte orafa è il cuore del nostro business: le tecniche di colatura, cesellatura e incastonatura vengono sempre effettuate da un équipe di professionisti e, prima della spedizione, ogni singolo gioiello è sottoposto a controlli di qualità e autenticità. Il nostro sito deve dunque riflettere un simile livello di cura e attenzione”, dichiara Emanuel Schleussinger, CTO di 21DIAMONDS. “Oggi stiamo sfruttando hybris Commerce Accelerator in tutto il suo potenziale: questa soluzione ha velocizzato notevolmente l’implementazione del nostro store online, consentendoci di focalizzarci solo ed esclusivamente sul nostro core business: vendere gioielli su misura e di alta qualità”.

    A fronte del successo dell’implementazione, Ariel Lüdi, CEO di hybris, dichiara:

    E’ stato molto stimolante lavorare con 21DIAMONDS, essere parte della sua strategia di lancio e contribuire al suo successo internazionale. Il sito dell’azienda è costruito sulla nostra piattaforma e, per tanto, può crescere ed essere ampliato ulteriormente in modo da rimanere sempre al passo con i tempi, quindi con le esigenze dell’azienda e dei consumatori”.

    Grazie al rapido sviluppo della propria presenza in 18 regioni, 21DIAMONDS ha aumentato il suo giro d’affari altrettanto velocemente, ampliando anche l’assortimento: oltre 6.500 prodotti tra gioielli e orologi.

    hybris Commerce Accelerator è stato, e continua ad essere, un prezioso alleato per i piani di espansione internazionale di 21DIAMONDS, perché ha permesso un rapido ingresso sui mercati globali, supportando più lingue e valute. Grazie a questa soluzione, l’azienda ha potuto lanciare siti e-commerce in più Paesi entro la prima metà del 2012.