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  • Oltre il 20% della pubblicità su Facebook è sul Mobile

    Oltre il 20% della pubblicità su Facebook è sul Mobile

    Il 20,3% della pubblicità su Facebook è sul Mobile e la notizia è stata data oggi al CES 2013 che si tiene a Las Vegas da Kenshoo. I maggiori investimenti fatti da Zuckerberg sul Mobile pare stia dando i suoi risultati

    Gli annunci sugli smartphone e tablet rappresentano ormai oltre il 20% della spesa pubblicitaria su Facebook, per l’esattezza il 20,3%. E nonostante questi abbiano un costo più alto degli annunci desktop. Altro aspetto interessante è che quando si vanno a confrontare le due piattaforme, iOS e Android, dal punto di vista della visualizzazione degli annunci, scopriamo che il 97% degli annunci iOS sono targettizzati per tablets mentre il 71% degli annunci per Android sono targettizzati per smartphones.

    Evidentemente questi dati faranno felice Mark Zuckerberg che solo un paio di mesi fa sosteneva che:

    Voglio sfatare il mito che Facebook non può fare soldi sul Mobile. La cosa più importante da tener presente è che da poco abbiamo iniziato a realizzare un nostro modello di prodotto mobile e quindi di monetizzazione”

    E questi dati sembrano andare proprio nella direzione indicata da Zuckerberg.

    I dati provengono da uno studio effettuato su 2 milioni di clicks sugli annunci e sulle conseguenti conversioni su Facebook da investitori da tutto il mondo che usano la piattaforma Kenshoo. Il risultato di questo studio è stato presentato oggi da AaronGoldman, CMO di Kenshoo, durante la conferenza di Citi “Global Internet, Media & Telecommunications” al CES 2013 che si sta tenendo a Las Vegas.

    Altri dati interessanti che val la pena di annotare:

    – Gli annunci di Facebook per Mobile registrano una maggiorazione pari al 70% rispetto a quelli desktop: 0,81 $/cents desktop contro 1,38 $ mobile.

    In basso la ripartizione della spesa così come l’abbiamo spiegata all’inizio:

    Facebook Ad Spend: Ripartizione metriche chiave 

    Ad Spend Cost-per-Click (USD)
    Desktop Ads 79.7% $0.81
    Mobile Ads (Phone + Tablet) 20.3% $1.38

    Questo invece lo schema che risguara iOS e Android:

    Facebook AdSpend: confronto tra iOS e Android

    Apple iOS Google Android
    Tablet Ads 97% 3%
    Smartphone Ads 29% 71%

    Goldman ha infine sostenuto che ormai il mondo dei top brand ha abbracciato la pubblicità di Facebook su Mobile e ci si aspetta quindi  che questo canale possa crescere e diventare competitivo, capace di offrire esperienze sempre più all’avanguardia come i dispositivi che sono in mostra in questi giorni proprio al CES.

    Che Facebook abbia imboccato la strada giusta per iniziare a monetizzare seriamente sul Mobile e cominciare ad essere competitivo con Google e Twitter?

  • Ecco quando è meglio postare su Facebook [Infografica]

    Ecco quando è meglio postare su Facebook [Infografica]

    Facebook, ecco uno degli argomenti che interessa molti che lo usano, ossia quando è meglio pubblicare un post per ottenere un alto engagement? Questa infografica può esserci di aiuto

    Chiunque abbia a che fare con Facebook, lavorandoci ogni giorno, si pone il problema di quale sia il momento giusto per fare in modo che il proprio post riesca ad attrarre un alto livello di engagement, attraverso likes, commenti e condivisioni. Una domanda che spesso trova risposta proprio andando a fare una analisi sui vari post pubblicati e guardando se ci sono similitudini tali da poter arrivare ad arguire quale sia il momento più opportuno. Fatto questo, capita che poi tutto ad un tratto il traffico si capovolga. Succede spesso, specie quando si ha a che fare con brand che fanno riferimento a diverse categorie merceologiche, quindi capaci di attrarre diversi tipi di utenti, o anche con brand un pò più specifici e particolari.

    L’infografica che vi proponiamo oggi, forse, può tornarci utile anche perchè illustra le tempistiche separate proprio per settori e quindi questo può essere un’ottima indicazione. L’infografica è opera di LinchpinSeo che ha raccolto una serie di dati in un periodo che va dal 1° aprile al 31 maggio del 2012 analizzando 1800 pagine su Facebook. I dati sono, come dicevamo prima, separati per settore e quindi notiamo che alcuni ottengono maggiore attenzione e interazione durante i giorni feriali, mentre altri durante il fine settimana.

    E così le aziende della Grande Distribuzione sembrano ottenere maggiore engagement nella giornata di Lunedì, mentre nel settore Non-profit il maggiore livello di engagement si ottiene durante il fine settimana. Advertising e consulenza, discreto durante la settimana, mentre alto livello di engagement durante il sabato e la domenica; più o meno analogo il settore dell’Automotive; mentre Abbigliamento e Fashion ottiene un alto livello di engagement verso il centro della settimana, specie nella giornata di giovedì, proseguendo fino al sabato; l’Entartainment ha due momenti di engagement elevato durante la settimana, il primo all’inizio della settimana e poi tra il sabato e la domenica, più alto.

    Possiamo dire che quasi tutti i settori registrano un alto livello di Engagement durante il fine settimana, tranne il settore Technology, livello alto tra il lunedì e il martedì e poi basso durante il fine settimana. Segno che la programmazione dei post, quindi la linea editoriale da costruire attorno al brand che si vuole comunicare deve puntare a raccogliere engagement durante il fine settimana, quando le persone sono un pò più libere di dedicarsi a seguire i marchi preferiti e comunque più liberi di scoprirne altri.

    E’ chiaro che questo studio fa riferimento al mercato Usa, ma crediamo non ci siano molte differenze con quello che succede da noi.

    Quindi, vi ritrovate in questa casistica? Anche voi siete alla ricerca del momento giusto per pubblicare il vostro post su Facebook? Raccontateci la vostra esperienza.

    facebook-post-data

  • La salita di Monti su Twitter, pareri contrastanti

    La salita di Monti su Twitter, pareri contrastanti

    Sabato mattina abbiamo assistito alla “salita” di Monti su Twitter, #MontiLive, un paio d’ore di conversazione con gli utenti durante le quali ha risposto a delle domande. Ma il primo esempio di conversazione diretta tra un politico e cittadini ha suscitato tra gli esperti pareri contrastanti. Vediamo quali

    Dopo aver annunciato la sua “salita” in politica, Monti da seguito anche alla “salita” su Twitter. Sabato mattina ha conversato per circa un paio d’ore, #MontiLive, con gli utenti, una quindicina per la verità e tra questi per lo più giornalisti ed esperti nell’uso dello strumento, rispondendo alle domande. Visto così potrebbe sembrare davvero un evento da incorniciare, caso unico tra l’altro nel nostro paese, ma purtroppo, memori della risaputa lontananza della politica dalle nuove tecnologie, l’esperimento è senza dubbio un tentativo da migliorare e certamente, come sottolineato da più parti, si poteva fare meglio. Ma quello che colpisce è la lontananza tra di loro dei pareri che esperti del settore hanno espresso circa l’evento.

    Va detto, come ricordato prima, che questo è di sicuro il primo tentativo che un uomo politico fa di conversazione diretta con gli utenti su Twitter in Italia, ma va circoscritto anche il contesto e cioè quello elettorale. La “salita”, come lui stesso l’ha definita, in politica del dimissionario Presidente del Consiglio ha fatto seguito ad un altra “salita”, poco consueta visto il personaggio di solito schivo di fronte ai mezzi di comunicazione, quella appunto verso i media e quindi verso i nuovi media. L’apertura dell’account su Twitter, @SenatoreMonti, è stata anticipata dal lancio del sito agenda-monti.it, il blog di Mario Monti, sviluppato sul tema di default di WordPress, Twenty Eleven, e subito dopo seguita dal lancio del sito del movimento Scelta Civica – Con Monti per l’Italia. Ma anche di una presenza sui media mainstream, come tv e radio, insolita per il personaggio Monti, ma necessaria per il suo nuovo ruolo di uomo politico.

    Dicevamo dei pareri contrastanti. E in effetti gli esperti che hanno seguito #MontiLive hanno espresso pareri molto distanti tra loro. E cominciamo da Riccardo Luna, già direttore di Wired Italia, giornalista ed editorialista di Repubblica, interpellato proprio dal suo giornale.

    “E’ stata un successo (il #MontiLive n.d.r.), è stata un’ottima prova. In sole due settimane Mario Monti ha dimostrato l’immobilismo dei politici italiani su Twitter. Si è messo in gioco, si è messo in gioco sulla rete assistito da un team giovane esperto di cose della Rete”, ha esordito Luna, “si è messo in gioco e ha occupato uno spazio importante della comunicazione. Quella a cui andiamo incontro è la prima campagna elettorale davvero social della nostra storia”

    Un giudizio molto positivo quello di Riccardo Luna. Forse il team esperto, e lo è davvero, avrebbe dovuto prestare più attenzione alle immagini postate, che mostravano Monti alle prese con il proprio computer per rispondere alle domande, in alcuni casi anche sfuocate. E poi c’è anche il piccolo incidente del video prima pubblicato e poi cancellato che mostrava delle immagini di traverso. Ecco un team esperto queste cose non le deve fare.

    Ma veniamo ad un altro parere, diametralmente opposto a quello di Luna, espresso da Arianna Ciccone, fondatrice de la Valigia Blu e anima del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, interpellata sempre da Repubblica:

    “Ho trovalo l’iniziativa del senatore Monti su Twitter pessima, per diversi motivi. Sono state scelte le persone a cui rispondere, tra cui twit-star e giornalisti, quindi non i cittadini. Inviterei i giornalisti ad essere un pò più critici e a non farsi strumentalizzare. Monti non ha risposto ai cittadini, ha risposto a dei giornalisti e comunque a delle persone cosiddette influencers. Il contenuto è stato insufficiente e anche il linguaggio, come ad esempio le faccine che tutti hanno visto come innovative, mentre invece sono risultate tristi”.

    Un parere molto negativo. Ci sentiamo di condividere una considerazione che fa Arianna Ciccone e cioè che su Twitter gli utenti non sono facilmente “ammaliabili” da linguaggi diversi. E’ meglio comunicare quello che si è, senza forzature e sicuramente si verrà apprezzato di più.

    Altro parere che vi proponiamo è quello di Anna Masera, responsabile de LaStampa.it:

    (…) non sono rimasta delusa ma al contrario, ho apprezzato l’idea, di Monti (70 anni a marzo), di rischiare le critiche e fare un primo passo verso Twitter. Si è esposto, ma almeno ci ha provato. Il suo hashtag #MontiLive ha scalato rapidamente i trending topics diventando il primo argomento di discussione per tutta la mattinata e il suo account @SenatoreMonti ha superato i 107 mila followers in un amen. Certo, adesso qualcuno deve spiegargli che per ascoltare il suo pubblico, deve “seguirlo” a sua volta, e deve imparare a rispondere più rapidamente. Deve scegliersi uno staff più “twittero”, perché nel mondo effimero delle chat virtuali le sfumature sono importanti e un emoticon sbagliato può dare il tono sbagliato a tutto un pensiero. Sarebbe ancora più apprezzato se imparasse a twittare da solo, magari dal suo smartphone. Anziché criticare il tentativo, esorto gli esperti di Internet a non gettare la spugna e a offrire corsi di aggiornamento ai politici volenterosi. Sarebbe utile per migliorare la comunicazione politica e chissà che poi questa alfabetizzazione non serva anche a far crescere una classe politica più sensibile all’Agenda Digitale.

    La Masera esprime un giudizio comunque positivo e invita gli esperti ad offrire la propria opera ai politici, al fine di aiutarli a migliorare i loro approccio alle nuove tecnologie. Per quello che può servire, noi siamo qui a disposizione di chiunque ne avesse bisogno.

    Ma veniamo a qualche dato sui numeri che il #MontiLive ha prodotto e ci avvaliamo dei dati che ha raccolto Vincenzo Cosenza, attraverso la piattaforma BlogMeter, pubblicati su #6gradi del Corriere della Sera. Dalle 11 alle 13 il senatore ha ricevuto migliaia di domande (oltre 2.000) ed ha risposto soltanto a 16 di esse. Sono oltre 5000 i follower acquisiti in due ore, più del doppio della media giornaliera che fa registrare solitamente l’account. Questi sono serviti a superare la soglia dei 100.000 follower in soli 14 giorni. E adesso sono diventati 150.950.

    montilive_blogmeter

    Il live tweeting ha dato luogo a circa 15.000 tweet, con un picco di 116 tweet al minuto. Oltre 8000 tweet sono stati indirizzati espressamente all’account @senatoremonti. L’hashtag più usato è stato quello ufficiale #montilive (2909 volte), seguito da #monti (1.415 volte).

    Facciamo nostre le osservazioni che fa Vincenzo Cosenza, tipo “rispondere a @tizio senza far precedere il tweet da un puntino, rende la risposta invisibile ai follower” e

    soprattuto nello stile adottato, su tutti l’uso di “WOW!!” al raggiungimento dei 100.000 follower, che è risultato forzato e non aderente all’immagine del professore.

    Insomma un esperimento che si spera stimoli altri politici a comunicare più direttamente con i cittadini, evitando di occupare gli spazi della rete con una comunicazione vecchia e unidirezionale.

    Insomma, questo il quadro delle opinioni. Ma voi che opinione vi siete fatta. E avete mandato anche voi una domanda alla quale Monti non ha risposto? Se si, vi va di riproporla qui?

  • Social Tv, durante le feste bene MasterChef su Facebook e Otto e Mezzo su Twitter

    Social Tv, durante le feste bene MasterChef su Facebook e Otto e Mezzo su Twitter

    Durante le feste natalizie, su Facebook spopola MasterChef Italia che potrebbe diventare il nuovo X Factor. Su Twitter vincono Otto e Mezzo fa il pieno con Ingroia e Monti e Che tempo che fa va bene con D’Alema

    Ed eccoci di nuovo a seguire la Social Tv e a proporvi i dati  relativi al periodo natalizio grazie al lavoro di Reputation Manager, AudiSocial Tv®. In attesa che il palinsesto televisivo torni alla normalità nella prossima settimana e in attesa della prossima puntata di Servizio Pubblico di giovedì 10 gennaio che vedrà la partecipazione di Silvio Berlusconi e che sicuramente non deluderà dal punto di vista dell’audience sui social media, ecco i dati che riguardano il periodo che va dal 21 dicembre 2012 al 4 gennaio 2013.

    Facebook

    Con la pausa natalizia di alcuni dei principali talk politici e di informazione (Servizio Pubblico, Ballarò, Report ecc) il popolo di Facebook  si è lanciato sui programmi di intrattenimento, specie quelli di cucina. MasterChef  Italia domina le classifiche di partecipazione e interazione con 1940 fan attivi che hanno prodotto nelle ultime due settimane 3602 post e commenti. Seguito da Uomini e Donne (1680 fan attivi e 2085 post e commenti) e da Alle falde del Kilimangiaro (1278 fan attivi e 1623 post e commenti).

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    The Best Post

    I post più graditi per numero di like e condivisioni sono stati gli auguri di Blob, che annuncia la messa in onda delle puntate speciali per le feste e del mega-riassunto dedicato al 2012, e quelli doppi di Cotto e mangiato.

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    Sempre per quanto riguarda Facebook, Che tempo che fa, è stato il programma che più ha stimolato la reazione dei fan che hanno risposto con 13.488 like ai suoi post, seguito da Alle Falde del Kilmangiaro e Report.

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    MasterChef Italia supera per livello di azione G Day con Geppy Cucciari, sempre in testa a questa classifica nelle scorse settimane. Si piazza bene anche Cotto e mangiato al terzo posto.

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    Twitter

    #Ottoemezzo con il 17% dei tweet e #Chetempochefa (16,5%) sono i programmi che hanno conquistato più spazio durante la pausa di #ServizioPubblico (12,5%) superato al terzo posto anche da #AvantiUnAltro (15,3%). In particolare su Otto e Mezzo si è twittato molto quando era ospite Beppe Severgnini e i topic più caldi delle ultime puntate sono stati Ingroia e Monti.

    La puntata più twittata di Che tempo che fa è stata invece quella in cui era ospite D’Alema.

    Curioso notare che una buona parte di tweet (6,1%) è ancora dedicata a X Factor, e un dato interessante è che spesso gli utenti lo utilizzino come termine di paragone per MasterChef  Italia:

    Stasera #MasterChefIt mi annoia. Tanto che sono andata a rivedere dei video di #XF6 così, random!

    Ma che senso ha #MasterChefIta ? Non puoi assaggiare i piatti e credi ai gusti altrui, almeno a #XF6 senti le canzoni e giudichi! Mah!!!

    Dovrebbero dare anche a noi spettatori la possibilità di assaggiare i piatti di #masterchefIT. Le canzoni di #XF6 non le ascoltiamo?

    Pensavo che Arisa con #XF6 ce la fossimo levata… Anche a #MasterChefIt ?

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  • Twitter vale 11 miliardi di dollari e ci si prepara alla IPO

    Twitter vale 11 miliardi di dollari e ci si prepara alla IPO

    E adesso si comincia seriamente a parlare di una concreta IPO di Twitter per il 2014 dopo che un’agenzia ha valutato il valore del popolare social network compreso tra gli 8 e 11 miliardi di dollari

    L’anno appena trascorso, il 2012, dal punto dei vista dei Social Media per tanti versi è stato un anno di successi, ma sotto altri punti di vista, soprattutto quelli finanziari, ci ha mostrato un aspetto inedito e non troppo florido. Basta semplicemente guardare al sofferto sbarco di Facebook a Wall Street dal quale ci si attendeva sicuramente un esito diverso, oppure alla crisi che ha coinvolto Zynga, altro colosso colpito da guai finanziari. Senza dimenticare Groupon. Insomma il 2012 dei Social Media dal lato finanziario non è stato entusiasmante. Eppure le voci insistenti di una possibile IPO di Twitter, colosso tra i social network e secondo solo a Facebook per numero di utenti, sembrano ormai portare a un progetto concreto, specie dopo la valutazione che viene fatta della società, con un valore compreso tra gli 8 e gli 11 miliardi di dollari, da parte di Greencrest Capital.

    Si parla del 2014 anche se non vi è nulla di certo. Quello che si comincia a sapere che Greencrest Capital stessa comincia a consigliare a Twitter di prendere in considerazione una IPO e di seguire certe modalità. La valutazione è frutto di un’attenta analisi di quello che è stato anche il 2012 per Twitter, anno in cui ha modificato decisamente alcuni assetti importanti, basti pensare alla massiccia modifica delle API, con un profitto in crescita che proviene dalla pubblicità e dagli investimenti fatti per migliorare l’uso via mobile, settore cruciale per Twitter.

    La data del 2014, secondo quanto riporta Greencrest Capital, è concreta per il fatto che si comincia a vedere un avvicendamento tra personaggi che hanno giocato ruoli importanti in situazioni analoghe. I personaggi coinvolti sono Ali Rowghani, assunto di recente come Responsabile Finanziario alla Pixar, già CFO, Chief Financial Officer, di Twitter, e Mike Gupta, ex tesoriere di Zynga, che subentrando a Rwoghani in Twitter, porta la sua esperienza a proposito di IPO fatta proprio con Zynga. Ora, vista la fine di Zynga non ci sembra che questa mossa possa essere azzeccata, però certamente queste azioni fanno presagire che qualcosa di concreto per un reale sbarco di Twitter a Wall Street comincia a farsi strada.

    Bisogna ricordare che l’ultima valutazione di Twitter riportava un valore di 1 miliardo di dollari e quella attuale effettivamente tiene conto dei recenti sforzi fatti da Twitter, come dicevamo prima, che ha come conseguenza l’aumento del numero degli utenti.

    Intanto attendiamo di vedere come sarà questo 2013 per Twitter anche dopo il lancio dei filtri fotografici con il chiaro intento di sfidare Intasgram (e Facebook) e anche dopo il recente pasticcio sulle regole della privacy di Instagram che ha avuto come conseguenza una riduzione del 25% degli utenti. Ma sarà interessante vedere quanti altri brand utilizzeranno i Promoted Tweets, arma che si è rivelata vincente che ha garantito ai marchi un aumento del 40% di engagement via mobile, un dato davvero interessante.

    Certo che l’imperativo di Twitter per una IPO nel 2014 deve essere quello di evitare quanto è successo a Facebook. Ci riuscirà?

  • Buon 2013 a tutti!

    Buon 2013 a tutti!

    Dopo i festeggiamenti per l’arrivo del Nuovo Anno ecco che il doodle di Google diventa una sala vuota con le lettere del logo che cominciano a fare le pulizie. Auguriamo a tutti voi un 2013 straordinario!

    E dopo la festa con tutti i protagonisti dei doodle che hanno caratterizzato il 2012 sia nella versione globale del sito che in quella locale, ecco che oggi il doodle  di Google è una sala svuotata con le lettere del logo che cominciano a fare le pulizie. Rimangono il lupo della favola di Cappuccetto Rosso, protagonista del doodle dedicato alle Fiabe dei Fratelli Grimm, accucciato sul pavimento e “Il Pensatore” di Rodin ancora alle prese con il computer cercando di seguire le lezioni impartitegli la sera prima da Ada Lovelace. E la luce del giorno si intravede dalle finestre.

    Il 2012 è stato un anno difficile per tutti, da ogni punto di vista lo si guardi. Il 2013 forse lo sarà ancora di più ma certamente non dovremo perdere la fiducia in noi stessi e non dovremo mai smettere di cercare di ottenere ciò che vogliamo. Perchè anche nelle situazioni più difficili c’è sempre una soluzione. Sperare che altri la trovino per noi non serve più e non è mai stato sufficiente.

    Allora il nostro augurio è quello, dopo che la sala si è svuotata, di rimetterci in cammino con ancora più entusiasmo e speranza, ma soprattutto dovremo fare nostra una caratteristica che ha segnato la vita di una grande donna come Rita Levi Montalcini che ci ha lasciati da poco, la Tenacia. Lei diceva di non temere le difficoltà e di non aver paura e lei nella sua vita non ne ha avuto affatto nonostante le tante difficoltà. Ecco non dobbiamo aver paura.

    Buon 2013 a tutti!

  • Mangatar chiude il 2012 con un nuovo finanziamento

    Mangatar chiude il 2012 con un nuovo finanziamento

    Mangatar, tra le startup italiane più dinamiche e attive del 2012, chiude l’anno alla grande con l’annuncio di un nuovo finanziamento da Digital Investments SCA SICAR. dPixel è advisor dell’operazione. Il finanziamento servirà anche a lanciare la nuova versione di Dengen Chronicles

    Mangatar, gaming factory specializzata nello sviluppo di social games, grazie all’accordo con dPixel è pronta a lavorare sulla nuova versione del suo social game. Dengen Chronicles, il primo titolo ludico di Mangatar srl, è un trading card game ambientato nel mondo del Manga giapponese nel quale gli utenti possono personalizzare in modo estremamente dettagliato le proprie carte e sfidarsi in epiche battaglie scrivendo in prima persona la propria saga. Dengen Chronicles è giocabile in versione beta all’indirizzo www.dengenchronicles.com, versione che già racchiude molte delle funzionalità della versione finale, in questo momento in pieno sviluppo.

    Il mercato dei social game, con oltre 300 milioni di giocatori mensili, è uno dei più interessanti e sui quali si punterà molto nei prossimi mesi. Infatti, genera oltre il 60% dei ricavi dalla vendita di beni virtuali utilizzabili nel gioco stesso. Nell’arco dell’ultimo anno sono stati venduti oltre 4 miliardi di dollari di virtual goods, mentre per il 2015 si stima che questo valore crescerà oltre i 15 miliardi di dollari.

    La tecnologia sviluppata dal team di Mangatar sfrutta al massimo le potenzialità di HTML5+CSS, permettendo la creazione di un framework di creazione di social games proprietario potente e riutilizzabile.

    Come abbiamo detto all’inizio, advisor dell’operazione è dPixel e Gianluca Dettori, che ne è il presidente, ha così commentato:

    “Sono molto contento di annunciare questa operazione, in dPixel crediamo nel team di Mangatar. Un team rodato, che ha investito molto su questo progetto. Sono fiducioso si saprà distinguere nel mercato del gaming online. E’ un mercato molto competitivo ma molto ampio e assolutamente globale.”

    Mangatar è stata fondata nel marzo 2012 da Andrea Postiglione (CEO), Raffaele Gaito, Enrico Rossomando, Alfredo Postiglione e Michele Criscuolo, dopo avere maturato insieme diverse esperienze nello sviluppo e promozione di applicazioni web e mobile.

    Questo il commento di Andrea Postiglione, CEO di Mangatar:

    “Questo investimento non si limita al solo supporto finanziario, ma alla condivisione di una visione strategica dei social game. Abbiamo oggi la possibilità di rendere il nostro prodotto veramente speciale e di affrontare questo mercato con maggiore forza”.

    Nel Consiglio di Amministrazione con l’operazione entra Niccolò Sanarico, Associato di dPixel.

    “Crediamo che Mangatar sia ottimamente posizionata per diventare un caso di successo nel panorama dell’online social gaming”.

    E Raffaele Gaito, co-Founder di Mangatar ne è certo:

    “Siamo entusiasti. Ci siamo fatti notare nell’arco dell’ultimo anno sullo scenario delle startup italiane con le sole nostre forze, ottenendo premi e citazioni. Ora, con dPixel al nostro fianco, è arrivato il momento di fare sul serio e mostrare al mondo le nostre potenzialità”.

    E ne siamo convinti anche noi. Per questo auguriamo a Mangatar e a tutto il suo team di ottenere successi ancora maggiori nel 2013 e noi saremo qui a raccontarveli.

  • Felice 2013 con i doodle di Google!

    Felice 2013 con i doodle di Google!

    Non poteva certo mancare il doodle di Google che ci augura l’arrivo del 2013. E stavolta lo fa in maniera davvero originale. In un solo doodle sono raccolti i più belli del 2012. Buon Anno!

    Ecco puntuale il doodle di Google che saluta l’arrivo del nuovo anno e per questa occasione per una volta tutti i doodle dell’anno 2012 che ormai ci lascia vengono raccolti in un unico, visibile oggi sulla homepage del popolare motore di ricerca.

    E così, mentre forse ci si aspettava qualcosa di diverso e spettacolare, Google ci sorprende proponendo il meglio dei doodle che hanno caratterizzato il 2012. Così i personaggi e tutto quello che è ritratto sono i protagonisti dei doodles che sono stati proposti nella versione globale e locale del sito durante l’anno.

    E vediamo quindi, ad esempio, Clara Schumann suonare il sintetizzatore di Robert Moog sul quale si vede la rana che canta “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini, Bob Ross che osserva un quadro di Juan Gris, di fianco al quale si vede una finestra mentre passa la USS Enterprise, a ricordare il doodle dedicato a Star Trek. Oppure si vede il capitano Achab di Moby Dick, opera di Herman Melville che parla con il Conte Dracula, Ada Lovelace che insegna ad usare i computer a “Il Pensatore” di Rodin, si vede, sullo sfondo, anche una tenda che richiama la cerniera di Gideon Sundback, oppure si vede anche un’altra finestra dalla quale si osserva la Terra.

    Ma c’è anche il Little Nemo di Winsor McCay, alcuni atleti che abbiamo visto nella carrellata dei doodle dedicati alle Olimpiadi di Londra 2012, ci sono il lupo e Cappuccetto Rosso, visti di recente nel doodle dedicato alle Fiabe dei Fratelli Grimm, mentre ha a che fare coi giochi che abbiamo visto nel doodle dedicato a Maria Montessori nella versione globale.

    Insomma ci sono davvero tutti.

    E’ però curioso notare che cliccando nel doodle nella versione italiana si va alla ricerca “buon anno 2012”, mentre dovrebbe essere “2013” ed è anche curioso, forse più curioso, notare che nelle versioni di altri paesi i personaggi e le cose ritratte nel doodle sono cliccabili riportando al sito google.com/doodles nel quale Google raccoglie tutti i doodles che man mano vengono pubblicati, sulla versione italiana questo non si vede ed è davvero un peccato.

    Comunque sia, non vogliamo essere da meno e facciamo anche noi a tutti voi i migliori auguri per un grandioso 2012, ricco di ogni cosa possiate desiderare.

    Buon Anno!

  • Libertà d’espressione e istigazione all’odio

    Libertà d’espressione e istigazione all’odio

    Capita spesso e purtroppo che il limite tra libertà di espressione e istigazione all’odio sia più vicino. E questo lo vediamo anche con episodi recenti sul web. La domanda è allora come garantire la libertà di espressione e annullare manifestazioni di odio. Ecco una nostra riflessione

    M’interrogo spesso sul confine fra la libertà di espressione e l’istigazione all’odio. Nella Germania nazista Geobbeles si servì della radio che divenne il principale media di propaganda dell’odio verso gli ebrei. La funzione della radio era sicuramente più virale rispetto a quella del cinema e della stampa, era già all’epoca un mezzo popolare fruibile anche dalle persone più povere. Questa campagna di disprezzo, insieme alla sistematica volontà di annientamento di un popolo, costò la vita a circa 6.000.000 di ebrei. Un totale di 11.000.000 di persone vennero uccise nei campi di concentramento, individui condannati per reati politici, testimoni di Geova, rom e omosessuali. Prima di loro 70.000 furono le persone disabili sterminate dal regime, vite che non meritavano di essere vissute, bambini nati non perfetti uccisi per essere studiati. Vennero sterilizzate 375.000 persone in quanto ritenute non degne di vita.

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    Questa immagine faceva parte di un manuale di biologia, il testo recita: “Stai sostenendo questo peso! Il costo di una persona affetta da malattia ereditaria fino al raggiungimento dei 60 anni è di circa 50.000 marchi” 

    Nel 1994 fu sempre la radio in Ruanda a fomentare l’odio, lo speaker Kantano ripeteva in continuazione che si dovevano seviziare e sterminare gli scarafaggi Tutsi con il risultato che in 100 giorni furono un milione le persone massacrate, perlopiù a colpi di macete.

    Recentemente nel nostro paese abbiamo assistito alla condanna e all’amnistia di un direttore di un giornale che aveva editato un articolo delirante in cui si condannava in pratica l’aborto di un’adolescente. In questi giorni abbiamo visto come la campagna dell’odio verso le donne, propagata da un sito, abbia fatto presa su un prete che ha sposato l’ennesima follia di un sedicente giornalista.

    Da tempo in rete viene segnalata una pagina che, usando un nome per trarre in inganno le persone, usa propinare argomentazioni falsate riguardo al tragico fenomeno del femminicidio negandone a priori l’esistenza.

    Numerosi sono i gruppi e le pagine su facebook che inneggiano al fascismo e al nazismo, pagine intrise di razzismo e di omofobia. Oltre queste ve ne sono altre che oltraggiano le persone in carne, i disabili, insomma ce n’è per tutti.

    In queste ore il governo francese si sta interrogando su eventuali misure da prendere riguardo all’uso su twitter di hastag inquietanti che hanno dato il via a tweet omofobi, antisemiti e razzisti.

    Mi è capitato ieri di leggere un post che condanna chi invoca la censura per tali deliri equiparando questa al fascismo. Mi chiedo però se il consentire di vomitare oscenità sia segno di apertura mentale o lassismo. Abbiamo visto in passato, anche in quello più recente, come il lasciar perdere sia costato caro a milioni di persone. Non credo che  misure restrittive come il carcere possano funzionare da deterrente, spesso chi viene condannato si attinge a martire e questo non fa che aumentate l’odio che ha motivato lui e i suoi simpatizzanti. Tuttavia non riesco a non provare indifferenza quando leggo qualcosa che lede la dignità delle persone, i diritti umani. Se offesa reagisco con i mezzi che ho, certamente il sentirmi ferita mi fa perdere lucidità, ma sento che l’indifferenza sarebbe per me ancora peggio. Mi chiedo spesso se sia solo una cerchia ristretta d’individui ad indignarsi e protestare e se questa possa o meno influenzare anche altri.

    Rammento benissimo i commenti razzisti che lessi nei giornali online quando, il 13 dicembre dello scorso anno, vennero uccisi due uomini senegalesi a Firenze. Ogni volta che leggo un articolo riguardo a vittime di violenza o di guerra noto l’affiorare di commenti pieni di odio, frasi vomitate per screditare altri, parole che offendono l’umanità intera.

    Non possiamo impedire che venga detto di tutto sulla pelle degli altri, ma io non posso che condannarlo, la mia morale me lo impone, me lo impone quello che mi hanno insegnato i miei genitori, quello che ho imparato sui libri di storia.

    L’odio è presente in rete, questa finestra non fa che amplificare e far sentire potenti chi costruisce siti, pagine o hastag offensivi. Qualcuno lo farà per uno stupido gioco, altri perché accecati da sentimenti negativi. E’ comunque un fenomeno sul quale ci dobbiamo interrogare, che non dobbiamo sottovalutare.

    Ricordo una frase di un film, Mississipi Burning, che racconta dell’indagine sulla sparizione di tre attivisti dei diritti civili negli anni 60 nel sud degli Stati Uniti, ad un certo punto la moglie di un appartenente al Klux Klux Klan dice: “L’odio non è qualcosa con cui si nasce, te lo insegnano fin da piccoli e con l’odio ci si cresce e io quell’odio l’ho sposato”.

    Si può scegliere chi sposare, l’educazione però ci viene impartita e siamo tutti soggetti al nostro ambiente che è fatto di persone, ma anche dai mezzi di comunicazione.

  • Ecco il 2012 sui Social Media [Infografica]

    Ecco il 2012 sui Social Media [Infografica]

    L’infografica che vi presentiamo oggi racchiude al suo interno tutti i fatti salienti a cui abbiamo assistito in questo anno sui social media. Un 2012 davvero ricco di eventi. E il 2013? Lo sarà di più

    Raccontare tutto ciò che è accaduto sul web e sui social media è davvero difficile. So perchè il 2012 che sta per finire non è stato affatto avaro di fatti salienti che anche noi nel nostro piccolo vi abbiamo raccontato. E allora in questi casi non c’è niente di meglio di un’infografica come quella di cui vi parliamo oggi, sviluppata da The Seo Company, che sintetizza e illustra quelli che sono stati davvero i fatti più interessanti che hanno riguardato i Social Media.

    Il 2012 è stato l’anno che ha visto un passo in avanti nel progresso tecnologico, è stato, secondo le previsioni, l’anno del mobile. Molti social network hanno orientato le proprie strategie proprio in questa direzione. A cominciare da Facebook che nel prepararsi allo sbarco su Wall Street, ha acquistato Instagram, ma anche Gowalla, per cominciare a presidiare un settore fino ad allora poco frequentato e anche per cercare di andare a soddisfare quelle che erano le richieste dei creditori. Non è stato certo a guardare Twitter, anzi, con la modifica delle Api ha rivoluzionato il suo di fare, puntando a valorizzare la nuova proposta che ha visto grosse novità. Da ultima l’adozione di filtri fotografici, in netta concorrenza con Instagram evidentemente.

    Ma è stato l’anno anche di Pinterest. Dopo essere stata eletta miglior startup è stata la vera rivelazione di questo 2012 sui Social media. Mentre tutti, come noi del resto, aspettavano il grande exploit di Google Plus, Pinterest ha attirato a sè tutta l’attenzione, oscurando per buona parte dell’anno proprio il social network di casa Google che nell’ultima parte di quest’anno lo ha visto recuperare sensibilmente terreno. Chissà che il 2013 sarà il suo anno? Staremo a vedere.

    Intanto l’infografica raccoglie mese per mese i fatti principali come appunto Pinterest eletta come migliore startup a Gennaio, come il caso di Kony2012 che ha raccolto 87 milioni di visualizzazioni online e suscitando molte polemiche; oppure, e lo dicevamo prima, come lo sbarco di facebook a Wall Street con una quotazione molto alta per azione, 38 $, per poi vederlo protagonista in negativo, addirittura riuscendo a perdere il soli tre mesi il 50% della quotazione. Per non parlare delle vendite di azioni da parte di pezzi grossi come Sheryl Sandberg che ha venduto una buona fetta del suo pacchetto in dotazione.

    E’ stato anche l’anno in cui proprio Facebook ha raggiunto il miliardo di utenti, a settembre. Anche LinkedIn, nello stesso mese, ha raggiunto l’importante traguardo dei 175 milioni di utenti registrati. A Novembre abbiamo assistito alle elezioni presidenziali americane  con la conferma di Barack Obama, protagonista del tweet, Four More years, che ha collezionato più RTs della storia, con oltre 4 milioni di condivisioni.

    E arriviamo a qualche giorno fa quando abbiamo assistito allo sbarco di Benedetto XVI su Twitter ed è notizia di ieri che il video di PSY Gangnam style ha superato il miliardo di visualizzazioni su YouTube.

    Insomma, ne sono successe davvero tante in questo 2012. E per voi qual è stato l’evento più interessante del 2012 sui Social Media? Raccontatecelo.

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