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  • Martin Sorrell – WPP: nel 2018 ricavi tra il 40% e il 45% nel digital advertising

    Martin Sorrell – WPP: nel 2018 ricavi tra il 40% e il 45% nel digital advertising

    Il Digital Advertising nel 2018 raggiungerà ricavi tra il 40% e il 45%. A sostenerlo è Sir Martin Sorrell, CEO del Gruppo WPP a cui fanno capo Hill & Knowlton, TNS, Burson-Masteller, Ogilvy Group, per citarne alcune. Sorrell sostiene anche che da questo punto di vista il settore è in netta crescita nei paesi emergenti

    Come avevamo già registrato all’inizio dell’estate con il post “In crescita nel 2013 l’advertising sui media digitali e social media“, il trend del DIgital Advertising è in netto aumento rispetto agli altri anni, nonostante le crisi infatti il settore resta in crescita a livello internazionale. C’è da chiedersi perché in Italia si continui ad affidare la propria presenza online ad un certo pressapochismo e perché gli strumenti digitali debbano ancora essere visti con scetticismo o timore, soprattutto alla luce di taluni articoli da ombrellone che non hanno fatto altro che sbandierare le dipendenze da smartphone o da social network in questi mesi estivi.

    Ma veniamo alla notizia fondamentale: Sir Martin Sorrell, CEO del Gruppo WPP (Wire and Plastic Products plc), ovvero della multinazionale di pubblicità e pubbliche relazioni più grande al mondo con sede principale a Londra e 3.000 uffici in 110 paesi, nonchè proprietaria di un certo numero di network pubblicitari, di pubbliche relazioni e di ricerche di mercato ( Grey , Burson-Marsteller , Hill & Knowlton , JWT , Ogilvy Group , TNS , Young & Rubicam and Cohn & Wolfe ); ha dichiarato che nel 2018 prevedono di ottenere ricavi per il 45% provenienti dai mercati emergenti e dal digital advertising.

    La WPP ha infatti chiuso il primo semestre con un utile netto pari a 280,9 milioni di streline, in rialzo dell’1,1% rispetto ai 277,8 milioni di sterline dell’analogo periodo dello scorso anno, grazie all’incremento delle vendite del 7,1% a 5,33 miliardi di sterline, il cui 32% deriva dai media digitali.

    I ricavi sono cresciuti del 2,7% nel 2° trimestre, mettendo a segno un aumento del 2,3% nei primi quattro mesi dell’anno, grazie alla forte crescita registrata negli Stati Uniti e nei mercati emergenti. A luglio il dato ha raggiunto il 5%, segnando il livello più elevato dell’anno.

    Altri trend positivi registrati in WPP riguardano l’intera sfera dei media:

    1. gli investimenti nei paesi emergenti e mercati globali in rapido movimento
    2. la transizione dall’advertising tradizionale ai media digitali
    3. il maggiore utilizzo di automazioni e tecniche pubblicitarie basate sui dati.

    Per WPP oggi i nuovi mercati costituiscono infatti il 30% delle entrate ed i nuovi media il 34 per cento.
    sorrell digital advertising in crescita 2018
    Mentre per Sir Martin Sorrell la WPP del 2018 si presenterà con un “marketing mix” diverso nelle percentuali rispetto a quello odierno sopra riportato:
    New Markets, New Media and Data Investment Management

    Sir Sorrell conclude infine la sua dichiarazione sottolineando con il seguente grafico che i pubblicitari investono troppo nella stampa mentre non investono a sufficienza nelle piattaforme digitali e mobili.

    digital advertising New Media

    Mentre il più grande colosso al mondo sposta sostanzialmente la propria attenzione verso i media digitali sulla base di obbiettivi già raggiunti e prospettandone di nuovi nella stessa direzione, quali sono le tendenze registrate in Italia ed in Europa?
    C’è forse da ricordare che nell’era della globalizzazione i mercati non hanno confini e il detto “chi tardi arriva male alloggia” assume nuove ed inquietanti prospettive?

    Approfondimenti: CEO del Gruppo WPP, Martin Sorrell parla del futuro del marketing e dell’approccio multifunzionale globale a 360°.

  • App-Shop di Amazon compie un anno e vi regala 10 app

    App-Shop di Amazon compie un anno e vi regala 10 app

    Amazon festeggia il primo compleanno di App-Shop, lo spazio dove ogni giorno è possibile scaricare un app completamente gratuita per dispositivi Android, smartphone e tablet, e per Kindle Fire e Kindle Fire HD. E per l’occasione Amazon offre 10 applicazioni gratis, per la solo giornata di oggi, tutte da scaricare del valore di 26 euro

    Se è vero che la terza attività che gli italiani preferiscono è quella di scaricare e utilizzare app sul proprio dispositivo, allora quello di cui vi stiamo parlando vi farà senz’altro piacere. L’utente androidiano conosce già App Shop di Amazon, ma per qualcuno questa può essere una felice scoperta. Amazon App-Shop è lo spazio attraverso il quale ogni giorno viene offerta un’app completamente gratis. Ma oggi, essendo il giorno del primo compleanno, per l’occasione le app diventano 10 e hanno complessivamente un valore di 26 euro, davvero niente male come regalo. E vediamo i titoli che sono messi a disposizione fino alle 23 e 59 di oggi:

    amazon app shop 30 agosto

    • Angry Birds (Ad-Free) Rovio Entertainment Ltd. 0,79 EUR – L’applicazione n°1 di tutti i tempi si guadagna un nuovo aggiornamento! Vediamo adesso se siete bravi anche a colpire il bersaglio in movimento.
    • CalenGoo Gunia UG 5,39 EUR – Un’app calendario che si sincronizza coi calendari Android e con Google Calendar con funzionalità drag&drop per spostare gli eventi.
    • TAVOLOZZA Darren Murtha Design 1,55 EUR – Esprimi la tua arte del disegno utilizzando pastelli, matite, pennarelli, pennelli, matite colorate, etichette, penne biro virtuali. Davvero eccellente!
    • Jamie’s 20 Minute Meals Zolmo 5,99 EUR – Indispensabile applicazione per ricette all’ultimo minuto: 65 piatti, spiegati passo per passo, per un successo assicurato in un tempo di realizzazione minimo.
    • Paper Camera JFDP Labs LTD 1,49 EUR – Basta effetti post-foto: con questa app potrai scegliere il filtro che preferisci prima di fare lo scatto, tra effetti cartoon,sketch,comic e tanti altri.
    • Shazam Encore Shazam Entertainment Ltd. 0,99 EUR – Nessuna pubblicità ma funzioni esclusive: riconosci le canzoni in meno di un secondo, compra il brano, ottieni testi e video. (Non disponibile per Kindle Fire)
    • Sprinkle Mediocre AB 1,58 EUR – 72 puzzle strizzacervello per spegnere incendi con ingegnosi cannoni ad acqua nel gioco che ha vinto l’International Gaming Award 2012 come best casual game.
    • SwiftKey TouchType Ltd. 3,99 EUR – Una tastiera che aumenta la precisione del touchscreen rendendola ancora più intuitiva e migliora il dizionario adattandolo alle parole che usi più spesso. (Non disponibile per Kindle Fire)
    • World of Goo 2D BOY, LLC 1,99 EUR – Belli e sorprendenti, i milioni di Goo Ball che vivono nel Mondo di Goo sono curiosi di esplorare, ma non sanno di estremamente deliziosi.
    • PAC-MAN HD NANMCO BANDAI Games Inc. 2,69 EUR – Un gioco che ha fatto storia, ora disponibile su Kindle Fire.

    Bene, allora le potete già scaricare tutte, ma affrettatevi!

    La selezione di app è arricchita ogni giorno con numerose novità e App-Shop Amazon in Italia oggi conta decine di migliaia tra applicazioni e giochi, suddivisi fra le 40 categorie. I clienti possono scoprire e acquistare le app di App-Shop anche dal browser del proprio computer all’indirizzo: www.amazon.it/appshop.

    I giochi e le applicazioni di App-Shop sono disponibili per Kindle Fire, Kindle Fire HD e smartphone e tablet Android. Le app acquistate su App-Shop Amazon possono essere utilizzate su tutti i dispositivi Android, permettendo ai clienti di acquistare una app o un gioco una volta e goderne ovunque.

    E ricordate di controllare ogni giorno, magari trovate proprio quell’app che vi serve e la scaricate anche gratis.

     

  • Ecco i paesi con la più alta diffusione di smartphone al mondo

    Ecco i paesi con la più alta diffusione di smartphone al mondo

    Recentemente Mashable e Statista hanno realizzato uno studio su dati “Google – Our Mobile Planet” che evidenzia lo stato della diffusione degli smartphone nel mondo, nei primi tre mesi del 2013. La classifica rappresenta i 15 paesi con il tasso di penetrazione più alto. Al primo posto ci sono gli Emirati Arabi, 3 cittadini su 4 possiedono uno smartphone. In Italia, fuori dalla classifica, il tasso è del 41,3%, in crescita dal 2012

    I dati che Mashable e Statista hanno raccolto per stilare la classifica dei paesi con il più alto taso di diffusione degli smartphone nel mondo, tiene conto dei dati della piattaforma “Google – Our Mobile Planet” che traccia tutta una serie di dati molto interessanti. Ebbene, da questa classifica dei primi 15 paesi al mondo, l’Italia è fuori. Eppure abbiamo sempre detto che l’Italia è uno dei maggiori fruitori di dispositivi mobili per cittadino. In effetti è così, soprattutto se guardiamo il dato italiano con una diffusione nei primi tre mesi del 2013 che si attesta al 41,3% rispetto al 2012, quando era al 27,9%. Nei dati, è il paese, almeno in Europa (EU5: Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito), che fa registrare il tasso di crescita più alto. Di conseguenza, c’è da credere che se non alla prossima, forse già a quella successiva, l’Italia sarà certamente tra i primi 15.

    smartphone penetrazione EU5

    Tornando al dato rappresentato da Statista, in partnership con Mashable, la classifica che ne viene fuori offre spunti davvero interessanti. Intanto basta guardare la prima posizione dove troviamo gli Emirati Arabi. Forse ci saremmo aspettati qualche altro paese, ma sta di fatto che 3 cittadini su 4 negli Emirati Arabi possiedono uno smartphone. Infatti il tasso di penetrazione è del 73,8%. Al secondo posto, con il 73% di diffusione, troviamo la Corea del Sud e questa non è una sorpresa. I paesi asiatici, e lo abbiamo ricordato altre volte, da questo punto di vista sono in forte e costante crescita. E infatti, dopo l’Arabia Saudita (72,8%), troviamo un altro paese asiatico, Singapore (71,7%).

    smartphone-penetrazione-mondiale-statista

    Il primo paese europeo che troviamo in classifica è la Norvegia con il 67,5%, di fatto il primo paese in Europa con il più alto tasso. Poi al settimo la Svezia (62,9%). Il Regno Unito è non con il 62,2% e supera anche gli Stai Uniti che si piazzano al 13° posto con 56,4%. E questo ultimo dato è la vera sorpresa della classifica. Siamo certamente in tanti ad aver pensato che gli USA in una classifica del genere avrebbero fatto registrare un posto più alto. Ma evidentemente non è così.

    Quindi la classifica evidenzia un blocco di paesi tra il Medio Oriente e l’Asia che trainano la diffusione degli smartphone nel mondo. E non è un caso se infatti proprio dall’Asia arrivano anche in Europa app che trovano largo consenso di pubblico, basti pensare alla messaggistica.

    L’Europa è divisa a metà con i paesi del Nord più avanti degli altri. Il distacco tra Norvegia e UK è di oltre il 5%, poco meno la metà del tasso di crescita che ha visto il nostro paese. L’Italia, come dicevamo all’inizio si trova ancora molto distaccata dai 15, il distacco con la Spagna è di oltre il 14%, ma ha grosse potenzialità. Sarà quindi interessante vedere cosa succederà nei prossimi mesi.

    E voi che ne pensate?

  • Banjo, la mobile app di social discovery apre le API ai developers

    Banjo, la mobile app di social discovery apre le API ai developers

    Banjo, la principale piattaforma geolocalizzata di content discovery per la condivisione di feed in tempo reale dai più diffusi social network, ha annunciato oggi la decisione di aprire l’utilizzo delle proprie API alla community internazionale di sviluppatori

    Vi abbiamo già parlato e fatto conoscere Banjo, la principale piattaforma geolocalizzata di content discovery per la condivisione di feed in tempo reale dai più diffusi social network. E forse non sapete che Banjo possiede il più grande social graph geolocalizzato del mondo: l’app è già utilizzata in quasi 200 Paesi per localizzare concerti, eventi, fatti di cronaca attraverso gli aggiornamenti social postati dai propri contatti. E oggi Banjo fa un annuncio importante, cioè quello di aprire le API agli sviluppatori. Questo comporterà che, dando accesso alle proprie API, altri sviluppatori potranno essere inclusi nell’ecosistema geolocalizzato di Banjo, che aggrega post in tempo reale da ogni parte del pianeta. Questo offrirà ai developers l’opportunità di accedere ad una piattaforma attraverso cui far scoprire nuovi contenuti a milioni di contatti in tutto il mondo. Banjo fornirà anche un link gratuito per scaricare direttamente l’app del programmatore.

    Banjo-API

    Come sviluppatore, so quanto sia difficile poter far conoscere e scaricare le proprie app. Per questo, abbiamo voluto avvantaggiare i developers di app geolocalizzate, offrendo loro una soluzione gratuita per trovare nuovi utenti. Allo stesso tempo vogliamo proporre alla nostra community internazionale in rapida crescita una vasta offerta di app a cui potrebbero essere interessati.” ha dichiarato Damien Patton, founder e CEO di Banjo. “Includendo nuove app location based in Banjo, il nostro ecosistema aggiornato in tempo reale continuerà a crescere e a dare agli utenti una visione del mondo ancora più completa”

    L’API sarà inizialmente disponibile a un numero limitato di aziende che ne faranno richiesta e sarà poi ulteriormente diffusa. Gli sviluppatori possono richiedere in anteprima l’accesso alle API di Banjo visitando il sito https://dev.ban.jo/

  • Vine raggiunge i 40 milioni di utenti, ma in Italia non convince

    Vine raggiunge i 40 milioni di utenti, ma in Italia non convince

    Vine, l’applicazione di Twitter che consente di inserire nei tweets anche i video lanciata all’inzio di questo, annuncia di aver raggiunto e superato i 40 milioni di utenti. E pare che una grossa mano l’abbia data Android. Infatti dal rilascio della app per la piattaforma Google, gli utenti sarebbero più che triplicati. Ma il Italia in realtà non ha molto successo

    Vine, l’applicazione di Twitter che consente di caricare video della durata dei 6 secondi direttamente in un tweet, ha annunciato di aver raggiunto e superato i 40 milioni di utenti. E sembra proprio che una grossa mano in questo senso l’abbia data Google. Si perchè dal giorno del rilascio dell’applicazione per la piattaforma mobile di casa Google, gli utenti da 13 milioni che erano, sono arrivati ad essere, nel giro di appena due mesi, più di tre volte tanto.

    Dal giorno del lancio, ricordate era gennaio di quest’anno e il primo ad annunciarla in maniera quasi furtiva fu proprio Dick Costolo col famoso teet “Steak tartare in six seconds.“, Vine ha incuriosito molto e molti non erano poi molto convinti che avesse avuto successo. Invece l’app via via ha conquistato utenti e anche le aziende che hanno cominciato ad adottarla. Conferma definitiva è stato poi l’annuncio di Instagram, proprio due mesi fa, della possibilità di poter caricare anche video dalla proprio app. La battaglia  tra le due app è ancora in pieno svolgimento e certamente questo traguardo per Vine è un dato molto significativo, anche per le strategie future.

    vine-on-android

    L’annuncio è stato dato via Twitter dall’account ufficiale, anche se in questi casi ci si attende un comunicato ufficiale. Ma è in linea con la filosofia adottata ormai sin dall’annuncio dell’acquisizione da parte di Twitter.

    Ma di fronte a questo successo, come va Vine nel nostro paese?

    Proprio in occasione del possibile annuncio di Facebook sulla nuova feature di Instagram, avevamo provato a dare un’occhiata su come fosse stata accolto lo sbarco di Vine su Android. E avevamo notato che il debutto non era stato così glorioso. Anzi, l’app debuttava nella classifica generale in 335° posizione, mentre nella classifica “Social” settimanale si piazzava in 11° posizione e nella classifica, sempre “Social”, ma quotidiana si piazzava in 14° posizione. E ora?

    Abbiamo usato sempre Distimo per verificare la classifica delle app più scaricate dopo esattamente due mesi e vediamo che nella classifica generale, in Italia su piattaforma Android riferita al mese di Luglio, Vine si trova in posizione 703, in discesa di altre 254 posizioni. Mentre nella classifica “Social” settimanale è in posizione 23, in discesa dalla nostra ultima rilevazione, e nella classifica “Social” quotidiana (20 agosto 2013) si piazza in posizione 25, in calo di una posizione rispetto al giorno prima.

    Quindi, tirando le somme, Vine nel nostro paese non ottiene lo stesso successo che ha altrove.

    Secondo voi perchè? Voi lo state usando? Raccontateci tra i commenti la vostra esperienza.

  • Yahoo rinnova l’app per Android per consultare il meteo

    Yahoo rinnova l’app per Android per consultare il meteo

    Yahoo! è ormai lanciato in una grossa operazione di rinnovamento e questo porta anche a rinnovare “Yahoo! Meteo”, una delle applicazioni mobile dedicate per monitorare le condizioni del tempo più scaricate. E il rinnovo, per la versione Android, rende l’app più accattivante e ricca di dati

    Se è vero come è vero che una delle attività più frequenti che gli italiani fanno con il proprio smartphone è proprio quella di controllare il meteo (lo fa il 37% degli italiani secondo gli ultimi dati Audiweb), allora l’applicazione di cui vi parliamo oggi farà contenti buona parte di voi. E visto il meteo di oggi, ritorna davvero utile! Infatti in questi giorni Yahoo!, ormai lanciata in una grossa operazione di rinnovamento, dal proprio blog ufficiale (realizzato ovviamente su Tumblr) da pochi giorni ha annunciato il rilascio della nuova versione Yahoo! Meteo per Android. L’app adesso è ancora più accattivante e davvero ricca di dati per fare felice gli utenti più accaniti. Questa versione arriva dopo il rilascio della app per iPhone, avvenuto quattro mesi fa.

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    Per chi avesse mai avuto la vecchia versione, troverà questa davvero rinnovata. Intanto, viene aggiunta la modalità di previsioni a 10 giorni, la “probabilità di precipitazioni” per le prossime 24 ore, le condizioni del vento con i mulini che evidenziano il monitoraggio in tempo reale in versione animata. E poi ancora i dati relativi alla pressione, una mappa che rileva la posizione della città che state monitorando, ma è anche navigabile in versione full, e poi vi permette di vedere anche le fasi lunari e anche i dati di alba e tramonto in versione animata per ciascuna città.

    A fare da sfondo, ed è la caratteristica più importante ed originale, sono le immagini rilevate da Flickr (sempre di casa Yahoo! parliamo) che evidenziano lo stato del meteo in quel preciso momento. Ad esempio, se state monitorando Bologna in una giornata come oggi, quindi nuvolosa, per non dire piovosa, ecco che il sistema andrà a ricercare un’immagine della città nuvolosa o con la pioggia. Si possono inserire fino a 20 città, inclusa se volete la vostra posizione attuale.

    Provate a navigarla con 20 città e vi sembrerà di fare un giro del mondo in tempo reale con delle immagini stupende.

    Allora, se vi abbiamo incuriosito abbastanza e se siete appassionati di meteo e non potete far a meno di consultare le condizioni dal vostro smartphone, allora questa app fa al caso vostro. La potete scaricare da Google Play a questo link (media voto 4,4).

    E poi, una volta scaricata e provata, tornate qui e tra i commenti ci dite cosa ne pensate.

    (l’immagine di copertina è di © natara)
     
     
  • HTC Change, campagna da 1 miliardo di dollari con Robert Downey Jr.

    HTC Change, campagna da 1 miliardo di dollari con Robert Downey Jr.

    Robert Downey Jr. sarà il nuovo volto della campagna Htc Change, il cui costo complessivo è di 1 miliardo di dollari. L’azienda taiwanese ha reso noti oggi i dettagli e spera che questo sforzo possa servire a dare nuovo slancio all’azienda. Vi mostriamo il primo teaser diffuso oggi mentre la campagna inizierà il prossimo 15 Agosto

    Sarà Robert Downey Jr. il nuovo volto della massiccia campagna che HTC sta per far partire il prossimo 15 Agosto, come ha anticipato oggi Engadget. “HTChange” sarà denominata la campagna, ossia cambiamento che per l’azienda taiwanese suona più come un’incitazione e un’esortazione (nonchè una speranza) a cambiare rotta. Si perchè l’azienda non ha ottenuto quello che sperava dal lancio di First, il primo smartphone che integrava il sistema operativo di Facebook, Home, ricorderete anche che il giorno del lancio del telefonino era presente anche il CEO di Htc, Peter Chou, insieme a Mark Zuckerberg. Bene, l’azienda di Taipei, da 17 anni presente sul mercato mobile, attende per la prima volta nella sua storia la chiusura del prossimo trimestre finanziario col segno negativo. Ma di fronte a questo, l’azienda parte col rilancio, quindi con “Change”. Da notare che di fronte a queste difficoltà l’azienda non si tira indietro, anzi mette in campo una campagna degna di un colossal per rilanciare i propri prodotti e il proprio brand.

    htc-Robert-Downey-Jr.

    E il ruolo di innescare questo cambiamento viene affidato proprio a Robert Downey Jr., uno degli attori più pagati di Hollywood, ma certamente uno dei più ironici e brillanti che già nel primo video che vedete in alto in copertina mostra al meglio le sue qualità. L’attore ha firmato un contratto biennale da 12 milioni di dollari.

    Gli spot che verranno diffusi a partire, come dicevamo prima, dal prossimo 15 Agosto, vedono alla regia Bryan Buckely, uno dei registi commerciali più ricercati, definito da Creativity Magazine come “una delle 50 menti più creative degli ultimi 25 anni, e regista di ASAD, nomination al recente Oscar 2013 come Miglior Corto in Live Action, girato in Somalia.

    La musica è firmata da Beacon Street Studios, molto noto per aver firmato la musica di spot di brand come Pepsi Cola, Sprite, Toyota e altri.

    Come notate già dal primo teaser, Robert Downey Jr. avrà da subito il compito di dare vita al nuovo acronimo appunto di Htc. E ne vedremo delle belle. Qualche esempio? “Hipster Troll Carwash”, “Hold This Cat” oppure “Humongous Catamarano Tinfoil”.

    La campagna avrà una durata di 24-36 mesi e sarà suddivisa in tre fasi. Costo complessivo 1 miliardo di dollari e solo successivamente verranno reclamati i prodotti Htc.

    Allora che ne pensate? Basterà questo enorme sforzo per risollevare le sorti del marchio asiatico?

     

  • WhatsApp, 300 milioni di utenti attivi e una sfida davanti

    WhatsApp, 300 milioni di utenti attivi e una sfida davanti

    WhatsApp ieri ha rilasciato una novità interessante, ossia la possibilità di poter usare e inviare attraverso l’app anche i messaggi vocali. Una funzione però che altri competitors già mettono a disposizione. Ma sarà in grado WhatsApp, con 300 milioni di utenti attivi e ancora un grosso vantaggio, di vincere la sfida nel mondo della messaggistica?

    WhatsApp è fino ad ora l’app di messaggistica più conosciuta e usata. E la notizia di ieri ha fatto molto parlare proprio per il fatto che sono già molti gli utenti attivi che usano questa app per inviare messaggi. Il rilascio della nuova funzione, ieri infatti è stata di certo una delle notizie più interessanti e seguite, ossia della possibilità di poter inviare da oggi anche i messaggi vocali, in effetti non è proprio una novità nel settore. Già altri competitors mettono a disposizione dei loro utenti funzioni molto più ricche di quanto invece offra WhatsApp.

    Dicevamo prima dei 300 milioni di utenti attivi, un record assoluto nel mondo della messaggistica. E a questo risultato WhatsApp vi è giunta con una rapidità sorprendente. E lo dimostra bene il grafico realizzato da Statista, dove si vede che nel giro di 4 mesi, gli utenti sono passati da 200 a 300 milioni. E i numeri che vengono generati da questi utenti sono davvero enormi:

    Whatsapp_300 milioni utenti attivi

    • 11 miliardi sono i messaggi inviati al giorno dall’applicazione;
    • 20 miliardi sono i messaggi ricevuti al giorno, il dato è così elevato per il fatto che spesso i messaggi vengono inviati a utenti multipli;
    • 325 milioni sono le immagini caricate ogni giorno, pensate che su Instagram sono “solo” 45 milioni!

    Sapete che WhatsApp da qualche mese è a pagamento, 0,89 €/c, dopo il primo anno gratis e quindi questa fino ad ora è l’unica forma di guadagno che in effetti non genera grossi fatturati. A differenza di quello che fanno i diretti competitors, ossia LINE, WeChat e Kakao Talk in particolare che hanno realizzato una vera e propria piattaforma dalla quale offrire non solo la possibilità di messaggi, ma anche di offrire giochi e altre funzionalità (es. gli stickers) pagando anche piccole cifre e offrendo anche pubblicità, WhatsApp invece fonda il suo core-business solo sulla messaggistica. E a vedere i numeri che abbiamo prima elencato, sembra che questa strada possa essere quella giusta. Ma basterà a contenere l’agguerrita concorrenza asiatica?

    Guardate questo grafico in basso realizzato da Onavo, specializzata nell’offrire insights su mobile app per tutte le piattaforme, esso mette in evidenza quanto in effetti WhatsApp abbia un grosso vantaggio competitivo anche su FB Messenger, oltre che sui diretti competitor asiatici. Ma bisogna dire che proprio questi ultimi stanno cominciando ad arrivare anche da noi in Europa e non è errato pensare che presto i numeri che vediamo nel grafico non possano invece aumentare, se non nel breve, almeno nel lungo periodo. I dati che vedete nel grafico si basano solo su iPhone, ma i dati, riferiti a giugno 2013, sono comunque interessanti in quanto ci danno la dimensione chiara anche per quel che riguarda il nostro paese.

    Global-Messaging-Report-1

    Guardate i dati relativi all’Italia. Sono il 93% gli utenti attivi al mese che usano WhatsApp, mentre sono il 33% quelli che usano Facebook Messenger. Solo il 3% usa LINE. Mentre potete osservare una situazione completamente a numeri ribaltati nei paesi asiatici. Prendiamo ad esempio la Korea, qui solo il 3% usa WhatsApp, mentre il 95% usa Kakao Talk. Hong Kong invece è l’unico paese dove sono presenti numeri più equilibrati su tutte le app, nonostante ci sia il 96% che usi WhatsApp.

    Di fronte a questi numeri e a questi dati, WhatsApp ha molto da temere in fatto di concorrenza e sarà interessante vedere come l’affronterà. Rimarra focalizzata sulla messaggistica o cercherà di virare nell’offrire servizi da piattaforma? Vedremo.

    Certo è da tenere sotto osservazione anche Facebook Messenger, in quanto se è vero che sono 800 milioni gli utenti mensili sul mobile e se è vero che il 40% degli introiti di Facebook nei recenti dati finanziari provenga proprio dal mobile, è lecito pensare che anche la messaggistica possa essere un terreno interessante su cui investire.

  • Estate & Vacanze. Aumenta l’accesso ai siti di viaggi da Mobile

    Estate & Vacanze. Aumenta l’accesso ai siti di viaggi da Mobile

    Estate & Vacanze, binomio indissolubile e noi italiani lo sappiamo bene. Da bravo popolo di viaggiatori, ci siamo adeguati alle nuove tecnologie e infatti in Italia cresce del 37% l’accesso a siti di viaggi via mobile, rispetto al 2012. 6 volte di più di quanto invece avviene via PC. comScore registra che i siti più consultati a Giugno 2013 da PC sono stati Tripadvisor, gruppo Priceline.com (Booking.com, Kayak) e Ferrovie dello Stato

    Estate & Vacanze, due parole che in questo periodo dell’anno tutti amano, nessuno escluso. E noi italiani ci distinguiamo per essere un popolo di viaggiatori anche durante la bella stagione, nonostante il grande caldo di questi giorni. Se poi alla passione per i viaggi uniamo anche quella per il Mobile in generale, allora il cerchio si chiude.

    Già, scherzi a parte, le due cose trovano conferma dai dati che diffonde oggi comScore rilevando che in Italia, durante i mesi estivi, l’accesso da Mobile ai siti web di viaggi in un anno è cresciuto del 37%. A giugno 2013 erano 4,5 milioni gli utenti italiani che dai propri dispositivi mobili consultavano siti di viaggi per programmare le proprie vacanze estive.

    estate viaggi comscore mobile

    L’accesso da mobile è cresciuto 6 volte tanto rispetto a quello da PC che comunque fa registrare un dato positivo, essendo cresciuto l’accesso a siti di viaggi da desktop del 6% in un anno e gli utenti sono stati oltre 12 milioni.

    Rapportare i numeri tra accesso via PC e via Mobile è evidente che il divario è ancora molto alto, a favore dell’accesso via PC, ma ci premeva riportare l’indagine di comScore per testimoniare ancora una volta quanto il Mobile nel nostro paese stia crescendo, a ritmi sempre più elevati. E il futuro non sarà tanto diverso.

    I siti maggiormente consultati via PC, a Giugno 2013, sono stati TripAdvisor, i siti del gruppo Priceline.com come Booking.com, Kayak, Rentalcars.com, e il sito delle Ferrovie dello Stato.

    E voi vi ritrovate in questi dati? Anche voi avete consultato i vostri siti di viaggi preferiti per programmare la vostra vacanza? raccontateci la vostra esperienza.

  • Ecco CheWiFi!, l’app per l’Open Data del wifi in Italia

    Ecco CheWiFi!, l’app per l’Open Data del wifi in Italia

    Ecco finalmente “CheWiFi” l’applicazione che svela tutti gli hotspot wifi disseminati lungo il nostro stivale. L’applicazione, disponibile per Android e presto per iPhone, Windows Phone e Blackberry, nasce dall’iniziativa di “CheFuturo!” e di “CheBanca!” e rappresenta ad oggi il primo tentativo di realizzare un database completo del wifi in Italia. Grazie alla partecipazione di tantissime persone, sono stati mappati 10,139 hotspots di cui il 60% al Nord, il 28% al Centro e 12% Sud e Isole

    E’ arrivata finalmente “CheWifi!“,  l’App di “CheFuturo!” studiata per offrire un servizio a chi si connette in mobilità e per creare una mappa aggiornata degli hotspot in tutta Italia. Fortemente voluta da “CheFuturo! – il lunario dell’innovazione” e da “CheBanca!“, editore di CheFuturo! e banca retail del Gruppo Mediobanca, la nuova app contiene l’elenco degli hotspot disponibili più vicini a chi si connette.

    Grazie alla collaborazione di tutti coloro che hanno partecipato nella segnalazione, oltre 24 mila, dei vari hotspots wifi sul territorio italiano, sono stati quindi mappati ben 10,139 mila hotspots. L’App fornisce così lo stato del wifi in Italia con due obiettivi:

    • fornire un servizio essenziale a chi usa l’applicazione in mobilità;
    • creare una mappa aggiornata del wifi nel nostro paese. 

    Tutti possono ancora partecipare attivamente alla creazione della mappa del wifi che va sviluppandosi man mano. E come si può fare? Basta segnalare i punti hotspot conosciuti attraverso la pagina Facebook di CheFuturo!, su Twitter inviando un tweet con hashtag #chewifi, oppure proponendosi come uno dei 50 beta tester per provare in anteprima l’applicazione, iscrivendosi al programma di beta, attraverso Facebook o Twitter.

    Sarà un database aperto a tutti – dichiara Riccardo Luna, direttore di CheFuturo! – Riteniamo che questa sia la modalità giusta per consentire a chiunque di creare una app,  se lo vorrà, con i dati che raccoglieremo, perché anche questo serve a far crescere l’ecosistema dell’innovazione: le app civiche sono servizi, creano mercati, producono valore e diffondono cultura.” 

    Un esempio su tutti? La rete wireless di Firenze, che mette insieme Comune e Università di Firenze, è una tra le più estese a livello nazionale ed europeo ed è destinata a svilupparsi ulteriormente nei prossimi mesi. O l’esempio di Milano dove è attiva OpenWifiMilano, rete wireless outdoor gratuita del Comune di Milano che permette di navigare all’aperto con qualsiasi dispositivo Wi-Fi nelle aree coperte dal servizio e che conta al momento circa 500 punti hotspot, numero in crescita.

    Come dicevamo all’inizio, l’app è già disponibile per i dispositivi Android e scaricabile da Google Play, seguendo questo link, ed sarà presto disponibile per iPhone, Windows Phone e Blackberry. Per quel che riguarda l’app per iPhone è già testabile per tutti coloro che si registrano sulla pagine di CheFuturo!

    chewifi-BolognaNoi l’abbiamo e scaricata e lo screenshot che vi mostriamo è relativo alla città da cui scriviamo, Bologna. “CheWifi!” vi fornisce, una volta individuata la vostra posizione in automatico, tutti gli hotspots mappati nella vostra zona e quindi vi permette di poter cercare il punto dal quale connettervi senza problemi.

    In basso trovate l’infografica che raccoglie tutti i dati che sono venuti fuori dalle segnalazioni, ricordiamo oltre 24 mila. E notate che il 60% degli hotspots wifi è localizzato al Nord, il 28% al Centro e il 12% al Sud e nelle Isole.

    La città con più punti wifi è Roma con il 14,1% degli hotspots, seguita a ruota da Milano (13,7%) e fin qui era abbastanza normale attendersi le grandi metropoli tra le posizioni alte. Ma poi arrivano le prime sorprese, infatti subito dietro Milano si piazza Trento (8,6%). Poi segue Firenze (4,8%). La prima città del Sud che incontriamo scorrendo la classifica è Napoli (1,2%).

    Gli hotspots localizzati sul tutto lo stivale sono stati, su 24.212 segnalazioni, appunto 10,139 di cui il 66% gratuiti e il 34% a pagamento.

    La Lombardia (20%) è la regione italiana con più hotspots localizzati, segue poi il Lazio (16,1%), poi Emilia Romagna e il Trentino Alto Adige (11,6%).

    Molti i comuni e le regioni che hanno aderito a CheWifi!: Firenze e Milano in primis ma anche Prato, il Friuli Venezia Giulia, il Trentino, le Marche, Napoli solo per citarne alcuni.

    Infografica-CheWifi

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