[dropcap]L[/dropcap]e autorità europee per la protezione dei dati hanno approvato il primo documento congiunto in merito alla privacy nelle applicazioni mobili nel quale si analizza l’incidenza ed i rischi che riguardano la protezione dei dati
È la prima legge sulla protezione dei dati nel campo delle Applicazioni mobili, un settore poco coperto in termini di protezione dell’utente (e dei dati), che definisce gli obblighi del rivenditore e degli altri ruoli che intervengono nella distribuzione e nella vendita delle App con particolare attenzione verso le App usate dai minori.
Le autorità ricordano che il quadro giuridico applicabile a qualunque App che si rivolge agli utenti europei è la Direttiva di Protezione dei Dati 95/46, in combinazione con la Direttiva 2002/58/CE sulla Privacy e Comunicazione elettronica. In particolare sottolinea la necessità di ottenere il previo consenso informato degli utenti.
Un recente studio riflette che soltanto il 61% delle 150 Applicazioni più scaricate ha una informativa sulla privacy. Per ciò che riguarda il consenso, che costituisce la base giuridica per permettere ad un’azienda di trattare i dati personali di un utente, le autorità sottolineano che spesso questo si riduce ad una casella di verifica che indica che l’utente accetti i termini e le condizioni applicabili, senza offrire una opzione che permetta il rifiuto di tal termini e condizioni. Secondo uno studio realizzato per GSMA, al 92% degli utenti di App piacerebbe che gli si offrisse la possibilità di scegliere a quali funzioni del proprio apparecchio mobile possa accedere l’applicazione ed a quali non possa farlo.
Questo quadro normativo è applicabile indipendentemente dalla collocazione territoriale dello sviluppatore dell’applicazione o del negozio che la commercializza, perché questi programmi utilizzano attrezzature che si trovano nell’Unione europea, come i computer degli utenti stessi.
Gli App Store ricevono più di 1.600 nuove Applicazioni ogni giorno e, in media, un utente di uno smartphone ne scarica 37. Queste Applicazioni sono in grado di raccogliere grandi quantità di dati personali attraverso l’accesso, ad esempio, all’album di foto, alla rubrica o ai dati di localizzazione.
Rischi per la privacy
Le Autorità collegano il rischio dalla protezione dei dati all’elevato numero di agenti coinvolti nell’ecosistema mobile. Ognuno di loro ha la responsabilità per i suoi utenti in materia di privacy. Mentre gli sviluppatori di Applicazioni perseguono l’obiettivo di fornire servizi nuovi e innovativi, si deve ricordare che le loro Applicazioni possono comportare gravi rischi per la privacy degli utenti di dispositivi intelligenti, se non sono conformi alla legislazione sulla protezione dei dati nell’UE .
Nella direttiva si definisce che gli utenti devono essere in grado di controllare i propri dati personali. Pertanto, gli sviluppatori di Applicazioni devono fornire informazioni sufficienti sui dati che devono essere trattati preventivamente, in modo che possano ottenere un valido consenso.
Con questa misura, si precisa che l’utente non deve affrontare una schermata la cui unica opzione è quella di dire”sì” e che si deve permettere la visualizzazione di un pulsante per l’annullamento dell’installazione. L’utente deve essere in grado di sapere a quali informazioni accederà lo sviluppatore della App prima di installarla. In questo senso, lo scopo del trattamento di tali dati deve essere ben definito e comprensibile per l’utente medio, escludendo improvvisi cambiamenti delle condizioni di servizio.
La direttiva mette in evidenza che il fatto che si clicchi sul pulsante “Installa” non è sia un valido consenso al trattamento dei dati personali, se non accompagnato da sufficienti informazioni sia sulle condizioni di trattamento sia sul fatto che il click sul pulsante “installa” dia di fatto il consenso al trattamento di dati in base alle condizioni dichiarate.
Diritti degli utenti
Il responsabile del trattamento dei dati deve informare in merito alla sua identità, a quali dati saranno raccolti, per quale uso o finalità, se queste informazioni saranno cedute a terze parti e in che modo l’utente può revocare il suo consenso e cancellare i suoi dati. La direttiva sottolinea che gli utenti delle Applicazioni devono poter esercitare il proprio diritto di accesso, rettifica, cancellazione e opposizione.
Trasposizione in italiano dell’articolo “Se aprueba el primer dictamen de privacidad en las Apps móviles” (image credits: thanks to fotolia.com)







E’ un tema che da un pò di tempo comincia ad appassionare, specialisti e non, proprio per il fatto che ormai viviamo in un’era in cui si producono, quindi produciamo, una mare di dati che spesso non vengono analizzati e interpretati a dovere, ma che solo a guardarli fa impressione.
E’ ormai dato di fatto che l’uso delle tecnologie si rivela sempre più utile e anche provvidenziale in molto ambiti, ma per questo siamo costretti a fare qualche “cessione” in termini di Privacy. Ma siamo davvero convinti di questo? C’è secondo te da parte dei cittadini/utenti/clienti una reale coscienza del problema?![Come Selezionatori e Candidati usano i Social Media in Italia [Infografica]](https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2012/07/Social-Media-Candiati-e-Selezionatori-personale_Studio-Adecco.jpg)


Il 6 giugno 2012 LinkedIn, il più noto Social Network professionale del mondo, subisce un grave attacco informatico: vengono decriptate sei milioni e mezzo di password, circa il 5% di tutti account registrati. Le password rubate vengono pubblicate su un sito russo e il giorno successivo l’azienda non può che confermare il furto di identità. Chi ne è stato vittima deve modificare la parola di accesso per poter rientrare nel Social Network. Il mese precedente, un tentativo di attacco era avvenuto su Twitter e diverse migliaia di utenti erano stati oggetto dell’azione degli hacker. Sulle pagine dei profili violati risultavano tweet mai scritti e frasi come “how to make extra money”, che rimandavano a link esterni. Anche in questo caso, il Social Network aveva chiesto agli utenti di resettare la password. 



![Sondaggio Microsoft, italiani ed europei con la testa tra le nuvole [Infografica]](https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2012/06/Cloud-computing.jpg)


A poca distanza dal rilascio di Magento 1.7, Artera presenta le nuove personalizzazioni sviluppate per rendere la piattaforma ancora più flessibile, usabile e funzionale per la vendita online. L’obiettivo di Artera? Rendere il CMS Magento sempre più funzionale e pre-configurato per tutte le leggi che regolano la vendita online in Italia. Le novità introdotte garantiscono, infatti, un software estremamente all’avanguardia, conforme alla legislatura italiana e perfettamente compatibile con i merchant europei, per soddisfare ogni tipo di esigenza. Quali sono le potenzialità specifiche progettate da Artera? Innanzitutto, lo staff tecnico di Artera ha migliorato ulteriormente la versione in italiano dell’interfaccia, che prevede la traduzione di tutti i contenuti testuali presenti: non solo quelli relativi al negozio, ma anche le e-mail e le comunicazioni inviate agli acquirenti. Una funzionalità altamente richiesta, che permette di essere subito online con il proprio negozio.