Tag: smart speaker

  • Ecco Sonos Radio, il servizio di radio in streaming di Sonos

    Ecco Sonos Radio, il servizio di radio in streaming di Sonos

    Sonos ha lanciato il suo servizio di radio in streaming gratuito che presto sarà disponibile anche in Italia. Si chiama Sonos Radio e sarà subito disponibile sugli speaker dell’azienda americana con oltre 60 mila stazioni locali. Vi è pure una stazione radio curata da Tom Yorke.

    In un momento in cui il mercato degli smart speaker deve rivedere al ribasso le stime di crescita che davano +20% secondo Canalys, oggi +13%, Sonos, uno dei vendor globali con i suoi smart speaker ormai presenti in oltre 10 milioni di abitazioni nel mondo, decide di giocare la sua carta vincente.

    E questa carta è un servizio radio in streaming, si chiama Sonos Radio con la più ampia selezione di radio di tutto il mondo. Una mossa dettata anche dal fatto che oggi la riproduzione radiofonica rappresenta quasi la metà di tutto il tempo che i clienti trascorrono ascoltando musica sui prodotti Sonos.

    sonos radio

    Tutti coloro che sono in possesso di uno speaker della casa di Santa Barbara (California, Usa), potranno da subito, e in maniera gratuita, godere di questo servizio che si presenta come molto interessante, anche per la qualità degli artisti coinvolti. Sonos Radio è gratuito, perché è finanziato con la pubblicità.

    Il nuovo servizio integra le oltre 100 opzioni di riproduzione disponibili su Sonos e offre un approccio onnicomprensivo e strutturato alla radio, con più di 60.000 stazioni di vari partner di streaming, in aggiunta alla programmazione originale proposta da Sonos.

    A scegliere le nuove stazioni di Sonos Radio sono stati chiamati Dj e musicisti, spaziando tra diversi stili musicali in modo da garantire un’offerta musicale molto ampia, integrando sia i grandi classici della musica mondiale che i tormentoni del momento.

    Le stazioni degli artisti, senza pubblicità, propongono le influenze musicali attuali, a partire dalla stazione curata da Thom Yorke, leader dei Radiohead. Inoltre, Sonos Sound System presenta nuovi artisti, storie e approfondimenti sulla musica contemporanea.

    https://www.youtube.com/watch?v=aXdZvYvbElM

    Su Sonos Radio tutte le stazioni del mondo

    Con Sonos Radio è facile scoprire stazioni internazionali grazie a servizi radio Internet come TuneIn e altri che verranno aggiunti successivamente. Gli utenti possono ascoltare la musica, lo sport, i notiziari e altri contenuti delle stazioni locali in base al codice postale e accedere a qualsiasi stazione del mondo. Si può iniziare la giornata ascoltando una stazione locale o la radio internazionale preferita, come SomaFM di San Francisco o la stazione radio francese, RTL. Sonos Radio sarà costantemente aggiornata con le nuove stazioni offerte dai partner, comprese integrazioni con la più grande radio company europea, Global, e Radio.com per gli utenti statunitensi. Entrambe presto in arrivo.

    Nuova musica su Sonos Sound System

    Sonos Radio propone una programmazione radiofonica originale ideata da Sonos con una selezione musicale di DJ e artisti. Sonos Sound System, l’esclusiva stazione Sonos senza pubblicità, è curata e gestita dal team Sonos e registrata in uno studio radiofonico appena costruito nel flagship store di New York.

    Gli utenti potranno ascoltare nuova musica e brani già noti da riscoprire, aneddoti del dietro le quinte e trasmissioni di artisti come Angel Olsen, JPEGMAFIA, Phoebe Bridgers, Jeff Parker (Tortoise), Vagabon e tanti altri. Durante le trasmissioni degli artisti, disponibili ogni mercoledì, verrà riprodotto Sonos Sound System per 60 minuti con musica e commenti su artisti e uscite di grande ispirazione e sugli ultimi lavori del presentatore.

    Le stazioni senza pubblicità curate dagli artisti propongono una serie regolarmente aggiornata di centinaia di canzoni di artisti che amano o a cui si sono ispirati. Oggi verrà lanciata In the absence there of…, la stazione di Thom Yorke, che la descrive così:

    Vi propongo in una nuova veste la compilation dei brani che ascolto continuamente o, se vogliamo, la mia classifica personale delle ultime scoperte che mi affascinano, mi ossessionano, rappresentano una sorta di sfida, aprono nuove strade, mi ricordano quello che forse ho dimenticato, risultano incredibilmente complesse o elegantemente semplici, violente, divertenti, caotiche, leggere o pesanti. In sostanza, qualsiasi cosa mi abbia davvero colpito, nuova, vecchia o riscoperta. Con tutto il tempo che abbiamo ora a disposizione, spero che sia un modo piacevole per entrare in contatto con gli altri e fuggire dalla realtà… e magari uno spiraglio per chi si sente oppresso”. – Thom

    sonos radio stazioni

    Le stazioni curate da Brittany Howard degli Alabama Shakes, David Byrne e Third Man Records saranno disponibili nelle prossime settimane. E poi verranno proposte regolarmente stazioni di altri artisti.

    Le Stazioni Sonos, basate sui generi preferiti degli utenti Sonos, comprendono più di 30 stazioni curate e finanziate con la pubblicità. Si possono ascoltare stazioni come Concert Hall, Country Outlaws, Hip Hop Archive, Kids Rock e tante altre.

    La programmazione originale di Sonos, le Stazioni Sonos, saranno disponibili negli Stati Uniti, in Canada, Regno Unito e Irlanda, Australia, a partire da oggi. E presto saranno lanciate anche in Italia e in altri Paesi.

     

  • Cresce il mercato smart home in Italia, vale 530 milioni di euro

    Cresce il mercato smart home in Italia, vale 530 milioni di euro

    Continua a crescere il fenomeno smart home in Italia. I nuovi dati dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano rilevano una crescita nel 2019 del 40% in un anno e un valore, nel 2019, di 530 milioni di euro.

    Agli italiani piace il fenomeno smart home, un dato di fatto che avevamo sottolineato anche lo scorso anno, proprio in occasione dei dati che l’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano rende noti proprio in questo periodo. E i dati appena pubblicati, riferiti al 2019, confermano questo trend che continua a crescere. Il mercato che il fenomeno è in grado di generare in Italia è cresciuto in un anno del 40%, un po’ meno dell’anno precedente quando era del 52%, ma tale da portare il valore di mercato a 530 milioni di euro. L’anno precedente il valore era di 380 milioni di euro.

    mercato smart home italia franzrusso.it 2020

    Una crescita che è trainata per lo più da soluzioni per la sicurezza, smart home speaker ed elettrodomestici che complessivamente coprono oltre il 60% del mercato. Va rilevato che l mercato nel nostro paese cresce ai livelli degli altri paesi europei, anche se il divario in termini di valore di mercato è ancora molto ampio. Basti pensare che in Uk e in Germania si parla di un valore di 2,5 miliardi di euro e in Francia di 1,1 miliardi di euro. Ma superiamo la Spagna che cresce del 40% con un valore di mercato di 420 milioni di euro.

    Sicuramente il boom degli smart speaker, degli assistenti vocali, ha dato una grande mano a tutto il settore. La diffusione di questi dispositivi intelligenti spinge l’avanzata dei retailer online e multicanale come principale canale di vendita di oggetti connessi per la casa (47%), mentre la filiera tradizionale, composta da produttori, architetti, costruttori edili, distributori di materiale elettrico e installatori, mantiene un ruolo rilevante (39%) ma perde quote di mercato.

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    Aumenta il numero di aziende che lavora al lancio di nuovi servizi per la smart home. Di esempi ce ne sono tanti e spaziano dal pronto intervento garantito da aziende di vigilanza in caso di tentativo di infrazione, al supporto per la riduzione dei consumi energetici, al riordino automatico dei prodotti di cui si stanno esaurendo le scorte, fino alla possibilità di migliorare l’assistenza agli anziani. Si moltiplicano, inoltre, alleanze e partnership fra gli operatori per offrire nuovi servizi che sfruttano la progressiva integrazione tra intelligenza artificiale e dati raccolti attraverso gli oggetti connessi.

    E gli italiani, oltre che ad amare la smart home, sono sempre più consapevoli della diffusione di oggetti smart nelle proprie case. Il 68% degli italiani ha sentito parlare almeno una volta di casa intelligente e il 40% possiede almeno un oggetto smart, con soluzioni per la sicurezza e smart home speaker in cima alle preferenze degli acquirenti. Crescono anche i timori dei cittadini per i rischi legati alla cyber security e alla violazione della privacy: il 54% è restio a condividere i propri dati personali (+3% rispetto al 2018).

    Ora vediamo qualche numero più n dettaglio rispetto a quanto riportato fino ad ora in generale.

    I numeri del mercato smart home in Italia

    Le soluzioni per la sicurezza, come detto in apertura del post, trainano il fenomeno nel nostro paese e si confermano al primo posto in termini di quote di mercato, con un valore di 150 milioni di euro, pari al 28% della spesa (+15% nel 2019). In seconda posizione, gli smart home speaker, 95 milioni di euro pari al 18% del mercato (+58%), che nel 2019 hanno continuato trainare le vendite degli altri dispositivi IoT per la casa connessa. Crescono anche gli elettrodomestici, che valgono 85 milioni di euro e il 16% del mercato (+55%), di cui sempre più utenti usano le funzionalità smart (il 35%, +10% sul 2018). Subito dietro al podio si posizionano le caldaie, i termostati e i condizionatori connessi per la gestione del riscaldamento e della climatizzazione, che beneficiano della progressiva integrazione con gli assistenti vocali, dell’offerta di servizi legati alla manutenzione e della possibilità di aumentare risparmio energetico e comodità, con un valore complessivo di 65 milioni di euro (il 12% del mercato, +44%). Seguono le casse audio (50 milioni di euro, 9%) e le lampadine connesse (35 milioni di euro, 7%), spinte dalle offerte che ne prevedono la vendita insieme agli smart home speaker.

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    I consumatori italiani e la smart home

    Dicevamo prima di un incremento in termini di consapevolezza dei consumatori italiani verso la diffusione degli oggetti intelligenti. E infatti, il 68% del campione intervistato dall’Osservatorio, in collaborazione con Doxa, ha sentito parlare di casa intelligente almeno una volta (+9% sul 2018), il 63% conosce il termine domotica, con percentuali che salgono rispettivamente al 77% e al 65% fra gli utenti con meno di 35 anni. La diffusione degli oggetti smart nelle case degli italiani è stabile rispetto al 2018 (di poco superiore al 40%), ma aumenta il numero di dispositivi posseduti, con sensori per porte e finestre (presenti nelle case del 16% del campione), telecamere (15%), altoparlanti e casse audio (14%) ai primi posti, seguiti da videocitofoni e serrature (12%), soluzioni per il riscaldamento (9%), assistenti vocali (8%), lampadine (8%), grandi elettrodomestici (7%) e caldaie (6%).

    Cresce anche il numero di consumatori in grado di installare in autonomia gli oggetti smart acquistati, senza l’aiuto di un professionista (64% dei rispondenti, +10% rispetto al 2018), e l’utilizzo delle funzionalità smart da parte degli utenti (65%, +7%). Le motivazioni più frequenti che frenano ancora l’uso sono l’eccessiva complessità (18%), la mancata percezione dei benefici (10%) e la difficoltà a utilizzare le app per la gestione (6%). Nonostante la buona crescita del mercato, sono ancora relativamente pochi i consumatori interessati ad acquistare prodotti per la smart home in futuro (37%), con appena l’11% che intende farlo nel 2020 e il 26% che lo prevede nei prossimi tre anni. Le funzionalità più desiderate sono le soluzioni per il riscaldamento (23% dei rispondenti) e i grandi elettrodomestici (21%), seguite da lampadine (15%), telecamere (15%) e caldaie (12%).

    Come afferma Angela Tumino, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things, autrice anche di un contributo all’interno del libro “IoT e Nuovo Marketing“, scritto insieme a Claudio Gagliardini (edito da Flaccovio Editore), a commento dei dati, “il mercato delle soluzioni per la casa intelligente cresce rapidamente e mostra oggi maggiore maturità, con offerte che si concentrano sempre più sui servizi e i bisogni che gli oggetti connessi possono soddisfare. Una spinta determinante viene dall’espansione di assistenti vocali e dallo sbarco degli Over The Top, che ora puntano a estendere le funzionalità dei loro smart speaker integrandole in dispositivi sviluppati da terzi e supportando attività tipiche dell’e-commerce, come le consegne a domicilio e il monitoraggio delle scorte. Perdono quote di mercato i tradizionali canali di vendita, che ancora riescono a cogliere solo in parte le opportunità offerte dalle nuove soluzioni, a vantaggio di retailer online e multicanale, che ormai coprono quasi il 50% del mercato, e operatori telco, che raggiungono quota 10%”.

  • Gli italiani sempre più appassionati di Smart Home

    Gli italiani sempre più appassionati di Smart Home

    Nell’ultimo anno si è registrato una crescita di interesse degli italiani verso tutto ciò che riguarda la smart home, la casa connessa. I dati recenti del Politecnico di Milano evidenziano bene questo trend rilevando anche che l’intero mercato cresce del 52% con un valore di 380 milioni di euro. Il 41% degli italiani possiede un oggetto smart, è boom di vendite per gli smart speaker.

    Gli italiani sono sempre più appassionati di Smart Home, della casa connessa. Un trene che sta esplodendo in questo periodo, ma che si stava manifestando già nel 2016. I recenti dati dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano ci dicono che il mercato è cresciuto in un anno del 52% e che nel 2018 ha raggiunto un valore di 380 milioni di euro. Sono dati che trovano forte traino nell’arrivo sul mercato italiano di quella tipologia di prodotti che si sono affacciati in Italia proprio nel 2018 come gli smart speaker, in particolare si parla di Google Home e di Amazon Echo. Il mercato italiano cresce molto anche se, paragonato ad altri mercati, risulta ancora un po’ indietro, ma non vi è dubbio che possa recuperare e anche presto.

    In termini assoluti, l’Italia si colloca davanti solo alla Spagna (300 milioni di euro, +59%), mentre è ancora ampio il divario con Germania (1,8 miliardi, +39%), Regno Unito (1,7 miliardi, +39%) e Francia (800 milioni, +47%).

    Insieme al mercato crescono anche il livello di conoscenza e la diffusione degli oggetti connessi nelle case degli italiani: il 59% ha sentito parlare almeno una volta di casa intelligente e il 41% possiede almeno un oggetto smart, con le soluzioni per sicurezza (come sensori per porte e finestre) in prima posizione. Il boom degli assistenti vocali (smart speaker) ha favorito soprattutto i retailer online e offline, che insieme incidono per il 40% del mercato (in crescita del 160% rispetto al 2017), a scapito della filiera tradizionale, produttori, architetti, costruttori edili, distributori di materiale elettrico e installatori, che mantiene un ruolo di primo piano ma perde terreno in termini di quote di mercato (dal 70% del 2017 al 50% di quest’anno).

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    Un ruolo importante, infine, continua a essere giocato dalle startup che sviluppano soluzioni di “casa connessa”: si moltiplicano le collaborazioni con i grandi player e continuano a crescere i finanziamenti erogati dagli investitori istituzionali. Sono 141 le nuove imprese censite a livello internazionale, di cui 102 finanziate, per un totale di 1,5 miliardi di dollari di investimenti raccolti.

    Ma vediamo qualche dato più in dettaglio.

    La quota maggiore di mercato è legata alle soluzioni per la sicurezza, che vale 130 milioni di euro, pari al 35% del mercato. In seconda posizione troviamo la principale novità del 2018, gli smart speaker, che oltre a generare vendite per 60 milioni di euro (16% del mercato), hanno direttamente o indirettamente trainato buona parte della crescita complessiva. Di poco inferiori le vendite degli elettrodomestici, pari a 55 milioni di euro e al 14% del totale, fra cui spiccano le lavatrici – connesse, controllabili via App e dotate in alcuni casi anche di assistente vocale – che continuano a trainare le vendite del comparto.

    Si allarga l’offerta (alcuni produttori hanno già più di metà della gamma “connessa”), ma l’utilizzo delle funzionalità smart è un’abitudine solo per il 25% degli utenti che posseggono un elettrodomestico connesso (in crescita rispetto al 15% del 2017). Caldaie, termostati e condizionatori connessi per la gestione del riscaldamento e della climatizzazione incidono per il 12% del mercato (circa 45 milioni di euro), con un incremento dovuto alla crescente integrazione con gli assistenti vocali e alla possibilità per il consumatore di ottenere benefici importanti in termini di risparmio energetico e comfort. Tra le rimanenti soluzioni spiccano con una crescita del +50% le soluzioni per la gestione dell’illuminazione (lampadine connesse).

    Leggi anche:

    Ecco Amazon Echo Show, lo smart speaker con schermo da 10 pollici

    Il traino degli Smart Speaker

    Il lancio degli smart speaker ha portato a una progressiva evoluzione delle abitudini dei consumatori, sempre più disposti ad acquistare in autonomia i dispositivi per la Smart Home (online o nei negozi) e a richiedere eventualmente in un secondo momento l’aiuto di un professionista per l’installazione: soltanto il 19% del campione, infatti, ha acquistato di l’oggetto connesso tramite il proprio installatore di fiducia, contro il 33% del 2017. Si consolida la diffusione di oggetti smart nelle case, presenti nel 41% delle abitazioni (+3%), anche se una buona fetta degli utenti non usa ancora le funzionalità smart di questi oggetti (42%), soprattutto a causa della scarsa utilità percepita (per il 41% è poco utile, il 34% non ne ha l’esigenza) e a volte per l’eccessiva complessità del prodotto (14%). Chi invece non possiede oggetti connessi non ne sente il bisogno (41%), li considera troppo futuristici (19%), non ne comprende appieno i benefici (12%) o non ne ha ma sentito parlare (8%).

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    Il mercato è in crescita, ma sono ancora pochi i consumatori che si dichiarano interessati ad acquistare prodotti per la Smart Home in futuro, poco più di uno su tre (35%), e fra questi il solo il 10% prevede di comprare nei prossimi dodici mesi, mentre il 25% entro tre anni. Le soluzioni che riscuotono maggiore interesse per il 2019 riguardano la gestione dell’illuminazione (20% del campione) e gli smart home speaker (14%). Proprio gli assistenti vocali possono essere un volano per l’intero mercato, perché i consumatori più che per ottenere informazioni o gestire i propri impegni quotidiani vorrebbero usarli per gestire altri oggetti smart, come elettrodomestici (23%), caldaie e termostati (23%), luci (21%) e antifurto (16%).

    La conferma che gli smart speaker siano, ormai ovunque e non solo in Italia, un volano per la “casa connessa”, arriva anche dai recenti dati diffusi da Strategy Analytics che ha rilevato che le vendite degli smart speaker sono quasi raddoppiate in un anno, ne sono stati venduti 38,5 milioni.

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    Amazon e Google sono le aziende che hanno fatto registrare una crescita molto più solida nell’ultimo trimestre dello scorso anno, grazie alla forte domanda degli altoparlanti economici Echo Dot e Home Mini. Buon andamento anche per l’HomePod di Apple: consegne a +45%, ma la quota di mercato scende al 4,1% e non dà alla Mela un posto in top five.

    Amazon è regina con 13,7 milioni di speaker Echo consegnati (+91%) nel quarto trimestre, ha oltre un terzo del mercato mondiale (35%). Segue Google, con 11,5 milioni di dispositivi Home (+123%). La classifica prosegue con le cinesi Alibaba (2,8 milioni, +30%), Baidu (2,2 milioni, +19%) e Xiaomi (1,8 milioni, -5%). Apple è sesta a 1,6 milioni di speaker.

    smart home infografica

     

  • Ecco Amazon Echo Show, lo smart speaker con schermo da 10 pollici

    Ecco Amazon Echo Show, lo smart speaker con schermo da 10 pollici

    Amazon Echo Show da oggi è disponibile anche in Italia, la casa di Seattle estende l’offerta degli smart speaker dotando l’ultimo arrivato con uno schermo HD da 10 pollici. Oltre a visualizzare la lista della spesa, le cose da fare, le ricette, con Echo Show è possibile visualizzare le foto da Amazon Photos e anche i film. E’ possibile anche effettuare video chiamate.

    Amazon Echo Show arriva anche in Italia. Se è vero, come è vero, che ormai gli italiani si stanno appassionando sempre di più agli smart speaker, allora questo nuovo dispositivo siamo sicuri diventerà il nuovo oggetto del desiderio per molti. Il nuovo dispositivo di Amazon della categoria smart speaker si aggiunge ad Alexa, il dispositivo parlante già molto diffuso nel nostro paese e, in aggiunta, presenta la vera grossa novità, ossia uno schermo immersivo HD da ben 10 pollici che trasforma il dispositivo da smart speaker a tablet, a seconda dell’utilizzo. Il dispositivo mostra quindi i contenuti con un sistema audio che si preannuncia potente. Si tratta quindi dell’evoluzione degli smart spekaer che da assistenti vocali diventano sempre più dei veri hub, capaci di gestire attività differenti.

    Grazie alo schermo HD da 10 pollici, Echo Show può essere utilizzato per organizzare le attività domestiche: impostare un timer per la cucina e vederne il countdown, guardare e gestire in modo semplice il proprio calendario o chiedere di visualizzare la lista della spesa o l’elenco delle cose da fare. È possibile chiedere ad Alexa di mostrare le foto su Amazon Photos, gli orari dei film e molto altro. Lo schermo è completato da due driver al neodimio da 2 pollici, un radiatore passivo per i bassi e una gestione del segnale Dolby che permettono di diffondere un suono con bassi profondi e potenti e alti nitidi e cristallini, perfetti per ascoltare la propria musica preferita. Basta chiedere di riprodurre musica da Amazon Music, Spotify Premium, Deezer e dalle radio in streaming attraverso le skill di RTL 102.5, Radio Deejay, Radio 105, RDS, Radio Italia, Radio Kiss Kiss e da molte altre tramite Tuneln. Il dispositivo include 8 nuovi microfoni sulla parte superiore che utilizzano la tecnologia beam-forming e isolano il rumore di fondo, cosicché Echo Show possa sentire il cliente da ogni direzione anche mentre sta riproducendo musica. Se si possiede più di un Echo Show, Echo, Echo Plus o Echo Dot, Alexa usa la tecnologia ESP (Echo Spatial Perception) per rispondere utilizzando il dispositivo Echo più vicino.

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    Echo Schow diventa quindi uno strumento per l’intrattenimento. Infatti, per i clienti Amazon Prime è possibile guardare film e programmi TV semplicemente dicendo “Alexa, riproduci The Grand Tour” per vedere Prime Video , oppure “Alexa, riproduci le ultime notizie” per essere sempre aggiornati sulle news di Sky TG24, ANSA o La Gazzetta dello Sport. Presto i clienti potranno accedere a video musicali grazie all’integrazione con Vevo. Basta chiedere “Alexa, riproduci video musicali di Marco Mengoni” per iniziare a guardare i propri video musicali preferiti sullo schermo ad alta risoluzione.

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    Echo Show offre la possibilità di comunicare in modo bidirezionale utilizzando il videocitofono di Ring. Quando il campanello suona, o viene rilevato un movimento dalla telecamera, basta dire “Alexa, rispondi alla porta d’ingresso” per vedere e parlare con la persona all’uscio senza dover aprire la porta. Inoltre, è possibile chiedere ad Alexa di riprodurre uno specifico suono quando qualcuno suona il campanello. Si possono anche usare le Routine Alexa per riprodurre un messaggio personalizzato quando la telecamera rileva un movimento o se qualcuno suona alla porta. Con l’hub Zigbee integrato, Echo Show rende semplice creare la propria Casa Intelligente. È sufficiente dire “Alexa, scopri i miei dispositivi” per collegarsi automaticamente e configurare le lampadine, le prese e gli interruttori compatibili senza dover utilizzare altri hub o app. Una volta configurato, è possibile chiedere ad Alexa di accendere le luci oppure si può utilizzare lo schermo touch per accendere o spegnere i dispositivi.

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    Il nuovo Echo Show è dotato di una fotocamera integrata da 5 MP che supporta videochiamate in alta definizione ed è perfetto per chiamate “senza mani” ad amici e parenti che hanno un Echo Spot, un Echo Show o l’App Alexa. Inoltre, utilizzando la funzionalità Drop-In sui dispositivi Echo compatibili, si può controllare cosa succede nella camera dei bambini oppure vedere come si comporta il cane in salotto. E prossimamente sarà disponibile anche effettuare chiamate con Skype.

    Echo Show diventa quindi uno strumento ideale per fare tutto quello che si fa di solito con l’ausilio di uno smart speaker, ma la dotazione dello schermo da 10 pollici lo rende uno strumento completo per l’intrattenimento e non solo.

    Echo Show è già disponibile su Amazon in pre-ordine a 229,99 euro e sarà poi spedito a partire da prossimo 27 febbraio.

  • Ecco Facebook Portal, il social network fa il suo ingresso nel mondo hardware

    Ecco Facebook Portal, il social network fa il suo ingresso nel mondo hardware

    Facebook ha presentato ufficialmente Facebook Portal, il primo prodotto hardware commercializzato da Menlo Park. E’ un tentativo per lanciare la sfida ad Amazon Echo. Portal permette le video chat, ma anche chiamare gli utenti, riprodurre musica da Spotify. Portal ha un costo di 199 dollari e Portal+ ha un costo di 349 dollari. E la privacy?

    Facebook lancia ufficialmente Facebook Portal, il primo prodotto hardware interamente commercializzato da Menlo Park. Da questo punto di vista si tratta di un lancio non da poco, Facebook decide di sfidare Amazon Echo entrando anche nel modo degli smart speaker che si stanno diffondendo anche nel nostro paese. In realtà si tratta di un lancio atteso, e rimandato tra l’altro per via dei tanti dubbi che pone sotto il profilo della privacy. Il lancio era stato infatti ritardato per lo scandalo Cambridge Analytica. Il prodotto, per ora, verrà commercializzato da novembre e solo per gli Stati Uniti.

    Portal è quindi un dispositivo che può essere utilizzato per le video chat, per chiamare gli utenti Facebook e Facebook Messenger, ma è anche smart speaker, come dicevamo, potendo riprodurre musica da Spotify e da Pandora (non attivo in Italia).

    facebook portal

    Un elemento che è stato molto apprezzato del dispositivo è lo zoom automatico del dispositivo, nel senso che il dispositivo è dotato di una fotocamera grandangolare capace di identificare la corporatura corporea e quindi seguirvi in automatico anche se vi spostate nella stanza. Il dispositivo è in grado di gestire la video chiamata se fatta da una persona o da più persone, il grandangolo si auto gestisce in maniera intelligente.

    Portal supporta la realtà aumentata ma non vi è traccia ancora di Intelligenza Artificiale. Segno che il dispositivo, almeno per ora, verrà utilizzato per lo più per fare video chat con parenti e amici che abitano lontano. Un uso abituale potrebbe essere quella della telefonata della buona notte ai genitori che abitano lontano, solo che la telefonata avviene in video.

    Portal si presenta con due modalità e dispositivi diversi nelle dimensioni. Portal (display da 10″), appunto, più piccolo, sembra quasi la copia di Amazon Echo, che ha un costo di 199 dollari, e Portal+, dispositivo più grande con display da 15,6″, sembra un tablet messo in verticale, che ha un costo di 349 dollari. Ad occhio, Portal può andar bene in cucina e Portal+ anche in soggiorno.

    facebook portal+

    Il vero problema è la privacy, l’accoglienza negli Usa è stata abbastanza fredda perchè in molti ormai non hanno molta fiducia in Facebook. E non so tratta solo dello scandalo Cambridge Analytica. Portal permette di spegnere microfoni e fotocamera nel caso in cui non è attivo e si può apporre un cappuccio sopra la telecamera quando questa non è utilizzata in una chiamata vocale. Facebook sostiene che Porta non registra, ascolta o visualizza le chiamate e i suoi dati sono criptati. Però registra i meta dati, nel senso che registra chi ha effettuato la chiamata e per quanto tempo.

    https://www.facebook.com/facebook/videos/320275651886768/

    Inoltre, elemento non da poco che, forse non aiuterà a riconquistare la fiducia degli utenti americani, le conversazioni non hanno la crittografia E2E (end-to-end), di conseguenza qualsiasi autorità potrebbe richiedere a Facebook una conversazione e Facebook non potrebbe sottrarsi a questa richiesta.

    Insomma, Portal potrebbe no aiutare Facebook in un momento in cui serve davvero molta fiducia in termini di gestione della privacy. Anzi, lo stesso Portal potrebbe rivelarsi un problema.

  • Anche in Italia si apre l’era degli smart speaker con l’arrivo di Google Home

    Anche in Italia si apre l’era degli smart speaker con l’arrivo di Google Home

    Google Home, lo smart speaker del colosso di Mountain View, è disponibile da oggi anche in Italia. Rispetto ai competitor gioca di anticipo essendo questo il primo speaker che sbarca nel nostro paese. Disponibile anche nella versione mini, Google Home sarà nei negozi a partire dal 27 marzo.

    Anche in Italia si apre l’era degli smart speaker e il primo ad arrivare è Google Home, lo speaker del colosso di Mountain View che sarà disponibile nei negozi, anche in versione mini, dal prossimo 27 marzo. Una mossa che anticipa i competitor come Amazon e Apple, ancora non presenti con i loro prodotti in Italia, un vantaggio che Google non vuole sprecare.

    Google Home è un vero e proprio assistente, molti definiscono gli smart speaker dei maggiordomi dell’era digitale. In un certo senso è anche così. E’ in pratica un altoparlante con assistente vocale che si presenta come “assistente per la casa”. Attraverso i comandi vocali si può chiedere agli speaker di riprodurre canzoni da servizi come Spotify, ma anche di rispondere a domande, tradurre una frase in altre lingue, fare un calcolo matematico, fornire notizie e informazioni su meteo, traffico o finanza.

    Google Home Kitchen

    Con Google Home è possibile accendere le luci di casa con un comando vocale e trasmettere video da YouTube e Netflix sul televisore di casa. E, ancora, può essere usato come sveglia al mattino, come timer in cucina e come promemoria della lista della spesa. Insomma, fa un sacco di cose.

     

    Il suo design audio intelligente include un altoparlante a lunga escursione integrato che assicura toni alti cristallini e bassi profondi per un suono ad alta fedeltà che viene riprodotto in streaming tramite Wi-Fi. Il dispositivo è anche in grado di recepire il comando “Ok Google” mentre ascolti musica o svolgi altre attività, grazie ai microfoni a lungo raggio e alla sofisticata elaborazione del linguaggio naturale di Google.

    Google Home e Google Home mini
    Google Home e Google Home mini

    Con Google Home arriva in Italia anche la sua versione mini, di dimensioni ridotte e compatte che lo rendono infatti adatto per ogni stanza della casa. Design elegante e lineare, senza spigoli o bordi, conserva tutte le funzionalità di Google Home, ma in dimensioni più piccole. Funziona da solo o è possibile averne alcuni in giro per la casa, così da poter disporre dell’Assistente Google in tutta la casa o ascoltare la musica che amate in ogni stanza. In Italia è disponibile nei colori grigio chiaro, grigio antracite e corallo.

    Google Home e Google Home Mini sono già prenotabili online sul Google Store e saranno in vendita anche nei negozi dal 27 marzo a un prezzo, rispettivamente, di 149 e 59 euro e presso tutti i rivenditori autorizzati, tra cui Unieuro, Mediaworld, Euronics, e dal 3 aprile presso i negozi Wind e 3.