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  • Audiweb Marzo 2013, quasi 18 milioni gli italiani online via Mobile

    Audiweb Marzo 2013, quasi 18 milioni gli italiani online via Mobile

    Audiweb rende noti oggi i dati relativi all’audience online in Italia nel mese di Marzo 2013. Il dato più rilevante è che cresce il numero di utenti che accede alla rete via mobile, 17,9 milioni. 3,7 milioni quelli che vi accedono via tablets

    Audiweb rende noti i dati dell’audience relativa al mese di Marzo 2013. Dato rilevante che è che cresce il numero degli italiani che accede al web via mobile. Sono quasi 18 milioni, ossia il 38% degli accessi totali. Ma vediamo tutti i dati in dettaglio.

    Audiweb-marzo-2013

    Nel primo trimestre 2013 il 68,2% delle famiglie italiane (14,8 milioni) dichiara di disporre di un accesso a internet da casa attraverso computer, televisore o console giochi. Il 71,6% delle famiglie connesse, 10,5 milioni, dichiara di avere una connessione veloce – ADSL o fibra ottica – con abbonamento flat nel 93,5% dei casi.

    Sono 37,8 milioni gli Italiani che dichiarano di accedere a internet da qualsiasi luogo e device (l’80,2% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni), con una maggiore disponibilità di accesso a internet da casa attraverso computer (35 milioni di individui tra gli 11 e i 74 anni, pari al 74,5% dei casi).

    L’accesso a internet dai device mobili registra valori significativi, con 17,9 milioni di persone che dichiarano di poter accedere a internet da telefono cellulare/smartphone (il 38% degli 11-74enni), e 3,7 milioni da tablet (il 7,8% dei casi).

    Dal punto di vista socio-demografico, l’online in Italia si conferma ampiamente diffuso tra tutti i profili, presentando comunque tassi di concentrazione molto elevati tra i profili più qualificati in termini di istruzione e condizione professionale. I livelli più alti di concentrazione si registrano, infatti, tra i giovani (il 94% degli 11-34enni), tra i laureati (il 98% dei casi), tra gli studenti universitari (il 99,7%) e di scuole medie e superiori (il 96,6%), tra gli impiegati e gli insegnanti (il 97,7%), con un tasso di penetrazione del 100% tra i dirigenti, quadri e docenti universitari.

    L’accesso a internet da cellulare/smartphone risulta più diffuso tra i giovani (oltre la metà degli 11-34enni), in particolare tra gli studenti universitari (il 68,6%) e tra gli studenti di scuole medie e superiori (il 60,8%). Si riscontrano tassi elevati anche tra i profili più qualificati in termini di istruzione e condizione professionale. Infatti, possono accedere a internet via mobile il 57,5% dei laureati, il 65,1% degli imprenditori e liberi professionisti e il 59% dei dirigenti, quadri e docenti universitari.

    Ma cosa fanno gli italiani che accedono alla rete via mobile? Dai dati emerge che tra le attività più citate da chi dichiara di accedere a internet dal cellulare risultano: navigare su internet (il 65,8% dei casi), inviare/ricevere e-mail (il 40,5% dei casi), accedere ai social network (37,1%), scaricare e utilizzare applicazioni (37%), consultare motori di ricerca (36,2%), consultare il meteo (31,9%).

    Sono inoltre 6,6 milioni le persone che dichiarano di aver scaricato e utilizzato almeno una volta un’applicazione e la maggior parte, il 76,9%, ha scaricato solo applicazioni gratuite. Tra le applicazioni utilizzate negli ultimi 30 giorni, le principali sono quelle legate ai giochi (59,5%), al meteo (47,1%), le applicazioni che permettono di accedere e chattare sui social network (45,3%), le mappe, itinerari, informazioni sul traffico (44,1%), le applicazioni per foto e immagini (39,5%).

    Inoltre, nel giorno medio risultano online 14,8 milioni gli utenti, +8,2% rispetto all’anno precedente, collegati in media per 1 ora e 29 minuti, consultando 142 pagine per persona.

    E per quanto riguarda , i dati di sintesi sulla fruizione dei contenuti video online (Audiweb Objects Video), nel mese di marzo si registrano 68 milioni di stream views (video fruiti), con 6,5 milioni di utenti che hanno visualizzato almeno un contenuto video online su uno dei siti degli editori iscritti al servizio, con una media di 39 minuti e 14 secondi di tempo speso per persona. Nel giorno medio le stream views sono state 2,2 milioni, con 829 mila utenti che hanno dedicato alla visione dei contenuti video circa 10 minuti in media per persona.

  • LinkedIn aggiorna la app per Android e iPhone

    LinkedIn aggiorna la app per Android e iPhone

    LinkedIn annuncia un importante aggiornamento della propria mobile app per Android e iPhone. L’aggiornamento che si avvicina molto alla versione desktop, presenta un nuovo stream che ora comprende un flusso personalizzato per ogni utente, i post degli “influencer”, immagini degli utenti più grandi e anche contenuti sponsorizzati

    Come vi sarete accorti sicuramente, in questo periodo c’è molto fermento attorno al mobile. Molti stano seriamente cominciando a considerare il crescente numero di utenti che accede ai social media via mobile. E quindi anche LinkedIn che, in virtù del fatto che gli utenti di LinkedIn che vi accedono via mobile in un anno sono quasi raddoppiati, passando dal 15% al 27%, ha deciso di effettuare un importante aggiornamento della propria app, sia per Android che per iPhone, avvicinandosi molto alla versione desktop.

    linkedin-mobile-app

    L’annuncio dell’aggiornamento è stato dato dal blog ufficiale di LinkedIn e, come dicevamo prima, la nuova versione presenta un nuovo stream, ossia un nuovo flusso di notizie visualizzabile da ciascuno utente che sia loggato, che si presenta più chiaro, molto simile alla versione desktop e comprende i post degli “influencer”. Ma la novità più interessante è che adesso sono incorporati anche quelli che possiamo definire in gergo sponsored post, ossia i contenuti sponsorizzati. Come per la versione desktop, anche per la nuova versione mobile, gli algoritmi di LinkedIn provvederanno a rendere lo stream più personalizzato per ogni utente. Si crea quindi un livello di interazione più alto tra gli utenti che ora possono restare in contatto più facilmente via mobile, endorsement compresi. Viene  introdotto, e lo potete vedere bene nel video in alto, una sorta di “like” con l’icona molto simile a quella già in uso su Facebook.

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    A destra la vecchia versione; a sinistra la nuova mobile app

    E sempre nella direzione di espandere il proprio bacino di utenza, in occasione di questo aggiornamento mobile, LinkedIn annuncia l’introduzione di nuove lingue. Con il 64% di utenti registrati su LinkedIn proveniente da altri paesi all’infuori degli Stati Uniti che resta il paese più rappresentato, vengono oggi aggiunte nuove lingue come l’olandese e il norvegese per la versione iPhone, e turco, olandese e norvegese per Android. Questo porta ad un totale di 15 lingue disponibili per entrambe le applicazioni, incluso il Bahasa, per Indonesia e Malaysia, inglese, tedesco, spagnolo, francese, coreano, italiano, giapponese, portoghese, svedese, cinese, turco, olandese e norvegese.

    Adesso scaricate la nuova app e poi raccontateci cosa ne pensate.

  • Nuovo look per Google Play

    Nuovo look per Google Play

    Google Play, l’app store per i dispositivi mobili Android, si rifà il look. L’annuncio è stato dato poco fa dal blog ufficiale di Android. La nuova versione sarà più pulita e più chiara immagini più grandi. DI sicuro una versione migliore della precedente

    E’ tempo di aggiornamenti in questi giorni su Mobile, specie per quel che riguarda l’universo Android. Google Play infatti si rifà il look e questa nuova versione sembra essere davvero più funzionale a quella attualmente in vigore. La nuova versione sarà lanciata comunque nelle prossime settimane,  per essere poi visualizzata, a rotazione a partire da oggi, a livello globale.

    google-play-new-look-tablet

    L’app store di Android adesso sembra avere un’interfaccia più pulita, più funzionale. Niente più quel colore scuro di base che certamente non contribuiva a trasmettere chiarezza nelle informazioni. Ora, sotto la barra del menù, nella parte superiore sono posizionati tutti i menù delle varie categorie e quello che salta all’occhio sono le immagini più grandi. Nella parte inferiore dello store vengono visualizzate recommendations, i suggerimenti ad esplorare nuovi contenuti.

    E’ stato aggiornato anche il modo di acquistare che presto sperimenteremo.

    L’aggiornamento di Google Play sarà possibile dalla versione 2.2 (Froyo) in sù.

    Bene a questo punto non ci resta che attendere qualche giorno per poterlo visualizzare sui nostri dispositivi. Nel frattempo se qualcuno di voi dovesse già avere la nuova versione, fateci sapere cosa ne pensate.

     

  • Facebook Home, la tua vita dentro uno smartphone. E la Privacy?

    Facebook Home, la tua vita dentro uno smartphone. E la Privacy?

    [dropcap]E'[/dropcap] stata presentata ieri finalmente la casa di Facebook su Android, Facebook Home, il sistema operativo che dal 12 aprile sarà disponibile per tutti su Google Play. Ed è stato anche presentato First, il primo vero facebookphone, il telefono HTC che verrà commercializzato negli Usa a 99,99 dollari. In Europa arriverà in estate. Ma le impressioni non sono molto entusiaste, per non parlare della privacy

    E’ stato presentato finalmente, dopo giorni d’attesa, quella che dal prossimo 12 Aprile sarà la nuova casa di Facebook sul mobile, ossia su Android. Infatti Facebook Home, presentato ieri a Menlo Park, in California, dal CEO di Facebook Inc. Mark Zuckerberg, altro non è che un livello, come Zuck lo ha definito, che si poggia proprio sul sistema operativo mobile di Google, trasformandosi proprio in un vero sistema operativo che consente all’utente di estendere la sua esperienza con Facebook anche sul suo dispositivo mobile, meglio su suo “Facebook Phone”. Questo in buona sostanza, il senso di Facebook Home. E possiamo dire che per una volta tutte le previsioni si sono verificate veritiere. Il concetto che ha espresso Zuckerberg, che sta alla base di tutta questa operazione, è quello di spostare la tendenza per cui gli smartphone sono realizzati in funzione delle apps e impostarne una nuova, questa volta orientata verso gli utenti. In questo concetto risiede, dunque, tutta la strategia che ha portato Facebook a creare un proprio “livello” sul mobile.

    E’ vero, come sappiamo e ne parliamo spesso anche qui sul nostro blog sempre con interesse, che ormai gli smartphone sono parte integrante della nostra vita. Lo erano i cellulari e lo sono e lo saranno sempre di più anche gli smartphone. Se vedete bene il video in alto, lo spot realizzato per presentare Facebook Home, vuole sottolineare proprio questo aspetto e fare in modo che l’utente possa continuare la sua esperienza su Facebook anche quando non è collegato dal suo pc.

    facebook-home_phone

    Facebook Home quindi è un app launcher, chi li ha usati sul proprio smartphone sa che è quell’applicazione che trasforma il proprio sistema e nel momento in cui lo si lancia si può decidere se utilizzarlo come default oppure scegliere di utilizzarlo quando lo si desidera, e consentirà quindi l’utilizzo di tutte le altre apps in uso su Android. Il fulcro di Facebook Home è quello che viene definito Chat Heads, un widget di messaggistica che sarà sempre presente permettendovi di restare in relazione coi vostri contatti, senza lasciare l’applicazione che state visualizzando. Sarà poi presente questo cerchietto in cui verrà visualizzata la faccia del vostro amico e potete anche spostarla su altre applicazioni.

    Insomma con Facebook Home vi portate il vostro social network sempre con voi.

    Per l’occasione è stato presentato anche il primo smartphone che verrà commercializzato con la nuova Facebook Home, si chiama First ed è stato realizzato da HTC. Lo smartphone ha una configurazione che di certo non lo pone al top della categoria, è una configurazione discreta, pensata per essere accessibile a tutti, anche nel prezzo che sarà di 99,99 dollari: uno schermo di 4,3 pollici, processore dual-core Qualcomm Snapdragon 400 da 1.4GHz, fotocamera da 5 megapixel, 1 GB di RAM, 16 GB di disco e una batteria da 2,000 mAh.

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    Facebook Home sarà presente su HTC One, su Galaxy S3, sul nuovo Galaxy S4 e su Galazy Note II. Tutti gli altri potranno scaricarlo da Google Play dal 12 Aprile. In Europa, il primo HTC sarà disponibile in esclusiva con Orange in Francia e nel Regno Unito con EE, a partire dall’estate 2013.

    facebook-home-tablet

    Ora, dopo aver preso visione del dispositivo e dell’app, le perplessità che avevamo in parte già mosso, rimangono tutte. Senza dimenticare la grande questione sulla privacy. E’ lecito pensare che una volta installata la app Facebook possa in effetti tracciare ogni nostro singolo movimento (è presente un sistema di Gps che traccia i singoli spostamenti), ogni nostra singola conversazione. Immaginate di dover fare un viaggio di una settimana per lavoro o vacanza, o semplicemente di andare in un posto e non volete farlo sapere a nessuno, se non ai vostri amici o familiari più stretti, Facebook Home tiene traccia di questo e mette a conoscenza gli altri utenti. Come ben sapete, queste operazioni fino ad ora sono a discrezione dell’utente, decidete voi cosa far sapere dei vostri spostamenti e a chi, ma dopo?

    Il concetto dello smartphone, oggetto tanto prezioso quanto privato, viene in questo modo trasformato e il nostro telefono diventa uno strumento ad uso e consumo del più grande social network del web. Siamo davvero disposti a consegnare un pezzo della nostra libertà in virtù di una connessione continua coi nostri amici? Facebook ha necessità di estendere l’esperienza sul proprio social network per meglio “targetizzare” gli annunci per gli utenti, vero core business di Facebook Inc.

    Curiosità, ieri il titolo a Wall Street, dopo la presentazione di Facebook Home ha guadagnato il 3%.

    Allora, voi che ne pensate? Userete Facebook Home sul vostro smartphone?

  • New Media, doppia crescita nonostante la Crisi

    New Media, doppia crescita nonostante la Crisi

    Nuovi scenari per i Media nella loro corsa verso la digitalizzazione secondo l’Osservatorio New Media & New Internet della School of Management del Politecnico di Milano. La crisi limita e razionalizza i budget pubblicitari: i canali tradizionali, Tv, stampa e radio, registrano un calo tra il 10 ed il 20% nel 2012. Ma i media digitali continuano la loro crescita e arrivano a 5,4 miliardi di €, pari a un terzo del mercato complessivo dei Media

    Se il mercato complessivo dei Media è in calo del 5%, sull’onda del -10% registrato dai media tradizionali, i new media digitali continuano a crescere: più 3 %. Ma è soprattutto il New Internet a spingere la crescita dei media digitali: più 90% nel 2012. È quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Osservatorio New Media & New Internet della School of Management del Politecnico di Milano. I dati della ricerca, presentata oggi a Milano presso il Campus Bovisa in occasione del Convegno “New Internet +90%: inizia a delinearsi il nuovo scenario dei Media”, mostrano come canali Video online, Social Network, Applicazioni, Smartphone e Tablet possano diventare il motore del cambiamento del mondo dei Media.

    Dal 2008 a oggi, infatti, il mercato complessivo dei Media, che include introiti pubblicitari e ricavi pay è passato da 18,4 miliardi di € a 15,9, con una riduzione di 2,5 miliardi. Nell’ultimo anno la contrazione è stata pari al 5%. Ma non tutti i canali Media stanno registrando un trend negativo afferma Andrea Rangone, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio New Media & New Internet:

    I New Media, infatti, dal 2008 a oggi, sono cresciuti senza mai subire alcuna battuta di arresto. Con 5,4 miliardi di euro nel 2012 sono arrivati a pesare per oltre un terzo del mercato complessivo dei Media, quando solo 4 anni fa contavano per poco meno di un quarto. Nel 2013 si prevede una crescita del 6% circa che porterà il valore del mercato intorno ai 5,7 miliardi di euro, pari al 36% del mercato complessivo dei Media.”

    Aggiunge Riccardo Mangiaracina, Responsabile della Ricerca dell’Osservatorio New Media & New Internet:

    La crescita dei New Media è stata supportata da quella del digitale terrestre, il cui mercato registra un +6%, e da quella di tutti gli Internet Media, ovvero tutti i media digitali veicolati attraverso Internet, che hanno ottenuto un incremento del mercato pari all’11%”.

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    All’interno dei Media digitali, la componente più dinamica è sicuramente quella connessa al nuovo paradigma di Internet – il cosiddetto New Internet – che si basa su sette componenti principali: i nuovi device – Smartphone, Tablet, Connected Tv – che moltiplicano le occasioni di fruizione di Internet; i Social Network che, stanno sempre più diventando il luogo privilegiato di interazione digitale; le Applicazioni, che semplifica l’accesso ai contenuti; i modelli di business basati sulla vendita di contenuti a pagamento; i Video che si stanno diffondendosi in modo pervasivo in Rete. Tutte queste componenti sono molto più adatte al contesto italiano rispetto al “vecchio” Internet nato ormai 20 anni fa. Si svincolano parzialmente dal Pc per legarsi ai nuovi device (più in linea con le preferenze degli italiani), si basano sui Social Network (di cui gli italiani sono tra i principali fruitori) e sui Video (che nel nostro Paese sono più graditi rispetto al formato testuale).

    E infatti il mercato media abilitato dal New Internet – Video online, Social Network, Applicazioni, Smartphone e Tablet – cresce del 90% nel 2012.

    Il numero di Smartphone presenti in Italia è infatti cresciuto del 30% tra il 2011 e il 2012 raggiungendo i 32 milioni di unità, con una penetrazione del 60% e sono già circa 320 le applicazioni Media di varie testate disponibili per questi dispositivi. Il mercato Media veicolato attraverso questo device è cresciuto del 70% rispetto al 2011.

    ricavi-smartphone

    I Tablet in Italia hanno invece registrato nel 2012 una straordinaria crescita di oltre il 150%rispetto al 2011 e sono, attualmente, più di 3,5 milioni. Le testate giornalistiche che stanno creando un’app ad hoc sono in forte crescita: +46% nel 2012, per un totale di oltre 300 app disponibili. Il mercato è cresciuto del 90%.

    Le Connected Tv hanno un potenziale non ancora sfruttato: sono 2,5 milioni in Italia, in crescita di oltre il 120% rispetto al 2011, ma solo il 18% sono connesse. Attualmente i ricavi sono di tipo pay, legati soprattutto a servizi premium come Cubovision e Chili.

    Il mercato delle app in generale ha invece riscosso ottimi risultati: nell’ultimo anno sono state 800,000 le app scaricate. Il 70% ed il 64% degli utenti rispettivamente di Tablet e Smartphone scaricano e utilizzano applicazioni su questi dispositivi: ne installano mediamente 29. Tra queste, quelle utilizzate nell’ultimo mese sui Tablet sono 15, mentre sugli Smartphone sono 9.

    Già il 25% delle testate è entrato in questo canale, per un totale di circa 750 app.

    I ricavi pubblicitari sono promettenti anche sui Social Network: nel 2012 è stata registrata una crescita del 60%. L’85% degli utenti Internet li utilizza e la maggior parte di loro (circa il 95%) interagisce su Facebook: una platea da 23 milioni di persone.

    Una platea altrettanto vasta è quella che visualizza i Video online: a fine 2012 sono oltre 25 milioni gli utenti che li fruiscono, pari a quasi l’85% degli Internet User – in crescita del 30% circa rispetto al 2011. L’Italia sta recuperando terreno rispetto agli “utenti Video” nei principali Paesi europei, che crescono nel 2012 a ritmi inferiori a quelli registrati in Italia (Germania +3%, Francia +5%, UK +8%). Pre-rolle overlay permettono di sfruttare al meglio questa vetrina: il 50% della crescita dell’advertising in tutto il mercato Internet Media è dovuto a questo specifico canale.

    La penetrazione sempre più elevata delle nuove tecnologie ha inevitabilmente cambiato usi e costumi degli italiani nella fruizione dei Media. Il Tablet, in particolare, più di tutti gli altri nuovi device, sta modificando oggi le abitudini e le modalità di fruizione in ambito Media. Dai dati Doxa emerge come un Tablet user su tre dichiara di leggere meno quotidiani, meno libri e meno periodici cartacei; circa un Tablet user su quattro di navigare meno da Pc e di guardare meno programmi televisivi: tutte queste funzioni vengono già svolte direttamente sul dispositivo.

    second-screen-italia

    Ma un tablet o uno smartphone non risultano essere sostitutivi dei media tradizionali: il loro utilizzo è spesso complementare. Il 57% di chi guarda la TV, infatti, utilizza spesso almeno un altro device connesso: Tablet o smartphone. Di questi il 23% commenta sui social media e nelle chat e il 54% di chi utilizza un tablet davanti alla TV lo fa per riempire tempi morti, il 43% per lavoro/utilizzo dei social media. L’utente oggi non sta sacrificando l’offerta televisiva tradizionale a favore di quella online, ma al contrario la sta estendendo/completando in quei momenti della giornata in cui non ha accesso ad uno schermo televisivo, per fruire sia di video con contenuti molto mirati che per vedere quello che si è perso in Tv.

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  • UE difende gli utenti App e crea normativa per trattamento dei dati

    UE difende gli utenti App e crea normativa per trattamento dei dati

    
 [dropcap]L[/dropcap]e  autorità europee per la protezione dei dati
 hanno approvato il primo documento congiunto in merito alla privacy nelle applicazioni mobili nel quale si analizza l’incidenza ed i rischi che riguardano la protezione dei dati

    È la prima legge sulla protezione dei dati nel campo delle Applicazioni mobili, un settore poco coperto in termini di protezione dell’utente (e dei dati), che definisce gli obblighi del rivenditore e degli altri ruoli che intervengono nella distribuzione e nella vendita delle App con particolare attenzione verso le App usate dai minori.

    Le autorità ricordano che il quadro giuridico applicabile a qualunque App che si rivolge agli utenti europei è la Direttiva di Protezione dei Dati 95/46, in combinazione con la Direttiva 2002/58/CE sulla Privacy e Comunicazione elettronica. In particolare sottolinea la necessità di ottenere il previo consenso informato degli utenti.

    Un recente studio riflette che soltanto il 61% delle 150 Applicazioni più scaricate ha una informativa sulla privacy. Per ciò che riguarda il consenso, che costituisce la base giuridica per permettere ad un’azienda di trattare i dati personali di un utente, le autorità sottolineano che spesso questo si riduce ad una casella di verifica che indica che l’utente accetti i termini e le condizioni applicabili, senza offrire una opzione che permetta il rifiuto di tal termini e condizioni. Secondo uno studio realizzato per GSMA, al 92% degli utenti di App piacerebbe che gli si offrisse la possibilità di scegliere a quali funzioni del proprio apparecchio mobile possa accedere l’applicazione ed a quali non possa farlo.

    Questo quadro normativo è applicabile indipendentemente dalla collocazione territoriale dello sviluppatore dell’applicazione o del negozio che la commercializza, perché questi programmi utilizzano attrezzature che si trovano nell’Unione europea, come i computer degli utenti stessi.

    Gli App Store ricevono più di 1.600 nuove Applicazioni ogni giorno e, in media, un utente di uno smartphone ne scarica 37. Queste Applicazioni sono in grado di raccogliere grandi quantità di dati personali attraverso l’accesso, ad esempio, all’album di foto, alla rubrica o ai dati di localizzazione.

    Rischi per la privacy

    Le Autorità collegano il rischio dalla protezione dei dati all’elevato numero di agenti coinvolti nell’ecosistema mobile. Ognuno di loro ha la responsabilità per i suoi utenti in materia di privacy. Mentre gli sviluppatori di Applicazioni perseguono l’obiettivo di fornire servizi nuovi e innovativi, si deve ricordare che le loro Applicazioni possono comportare gravi rischi per la privacy degli utenti di dispositivi intelligenti, se non sono conformi alla legislazione sulla protezione dei dati nell’UE .

    Nella direttiva si definisce che gli utenti devono essere in grado di controllare i propri dati personali. Pertanto, gli sviluppatori di Applicazioni devono fornire informazioni sufficienti sui dati che devono essere trattati preventivamente, in modo che possano ottenere un valido consenso.

    Con questa misura, si precisa che l’utente non deve affrontare una schermata la cui unica opzione è quella di dire”sì” e che si deve permettere la visualizzazione di un pulsante per l’annullamento dell’installazione. L’utente deve essere in grado di sapere a quali informazioni accederà lo sviluppatore della App prima di installarla. In questo senso, lo scopo del trattamento di tali dati deve essere ben definito e comprensibile per l’utente medio, escludendo improvvisi cambiamenti delle condizioni di servizio.
    La direttiva mette in evidenza che il fatto che si clicchi sul pulsante “Installa” non è sia un valido consenso al trattamento dei dati personali, se non accompagnato da sufficienti informazioni sia sulle condizioni di trattamento sia sul fatto che il click sul pulsante “installa” dia di fatto il consenso al trattamento di dati in base alle condizioni dichiarate.

    Diritti degli utenti

    Il responsabile del trattamento dei dati deve informare in merito alla sua identità, a quali dati saranno raccolti, per quale uso o finalità, se queste informazioni saranno cedute a terze parti e in che modo l’utente può revocare il suo consenso e cancellare i suoi dati. La direttiva sottolinea che gli utenti delle Applicazioni devono poter esercitare il proprio diritto di accesso, rettifica, cancellazione e opposizione.

    Trasposizione in italiano dell’articolo “Se aprueba el primer dictamen de privacidad en las Apps móviles”
     
    (image credits: thanks to fotolia.com)
  • AppsBuilder entra nel nuovo BlackBerry World

    AppsBuilder entra nel nuovo BlackBerry World

    La soluzione online di AppsBuilder, la start up internet italiana che ha lanciato il sistema cloud per la creazione self service di app mobili multipiattaforma,supporterà anche BlackBerry 10

    AppsBuilder, la start up internet italiana che ha lanciato il sistema cloud per la creazione self service di app mobili multipiattaforma, annuncia un progetto speciale dedicato alla piattaforma BlackBerry®: tutti gli utenti, che da apps-builder.com  creano un’applicazione mobile – in 4 operazioni da 5 minuti – potranno aumentare i propri ricavi e la popolarità delle proprie applicazioni, grazie alla loro rivendita su BlackBerry® World™, l’elegante vetrina dove sono già disponibili più di 70mila app.

    Per celebrare il lancio della nuova applicazione nativa, AppsBuilder offre a tutti i suoi membri la straordinaria opportunità di pubblicare gratuitamente,per un anno a partire da oggi, la propria applicazione su BlackBerry World, previa creazione e attivazione di un account BlackBerry.

    Sulla piattaforma AppsBuilder sarà possibile realizzare applicazioni native per BlackBerry® 10 e gli smartphone BlackBerry® Z10 e BlackBerry® Q10, fra i device più attesi del 2013. Questa rilevante novità va a completare la gamma di ambienti mobili e sistemi operativi supportati da AppsBuilder (iPhone/iPod e iPad, smartphone e tablet Android, dispositivi Windows Phone 7.5, Windows 8, e le web app in HTML5).

    Commentando l’iniziativa, Daniele Pelleri, AD e co-fondatore di AppsBuilder spiega:

    Siamo lieti di aver avviato questa collaborazione con un player prestigioso come BlackBerry. Come dimostrano le ultime statistiche di Vision Mobile, il BlackBerry World è un marketplace che promette una crescita esponenziale: gli sviluppatori BlackBerry potranno guadagnare una media mensile di 3.853 dollari per applicazione”.

    AppsBuilder è una realtà tutta italiana, che ha iniziato a prendere forma nel 2010 dalla mente di due giovani studenti di ingegneria informatica del Politecnico di Torino: Daniele Pelleri (27 anni) e Luigi Giglio (25 anni) hanno lanciato ufficialmente ad aprile 2011 la startup grazie al sostegno iniziale di Massimiliano Magrini (Annapurna Ventures ), lead investor dell’operazione, e di Mario Mariani (The Net Value ), che li hanno sostenuti nella fase di seeding. Sono stati loro, i due Angel Investor, che hanno convinto i gestori dei fondi Vertis Venture e Zernike Meta Ventures , a finanziare la Startup Internet con un’iniezione di capitale pari a 1,5 milioni di euro (23 ottobre 2012).

  • Nielsen Mobile Consumer 2013, ecco uno sguardo globale

    Nielsen Mobile Consumer 2013, ecco uno sguardo globale

    In occasione del Mobile World Congress 2013 di Barcellona, Nielsen ci presenta i risultati di un’indagine svolta in 10 Paesi del mondo, tra cui l’Italia, per comprendere meglio il ruolo che i dispositivi di telefonia mobile svolgono nella vita di tutti i giorni, la loro diffusione e il loro utilizzo

    Interessante ricerca quella che oggi, in occasione del Mobile World Congress che si sta tenendo a Barcellona in questi giorni, Nielsen ci presenta un’indagine, “The Mobile Consumer. A Global snapshot – February 2013” che ci offre uno spaccato interessante di come usiamo ormai i nostri smartphone, analizzando tutte le attività senza le quali sembra quasi impossibile affrontare la nostra giornata. Quindi si va da uno sguardo su chi e come li usa, le caratteristiche degli utenti, fino ad attività ed usi come il Mobile Video, ma si parla anche di Mobile ADV , di applicazioni e di servizi. Insomma uno sguardo davvero completo che ci rivela come ormai gli italiani ritengano il loro dispositivo mobile uno strumento assolutamente fondamentale. Ma diamo uno sguardo dettagliato al report.

    Per comprendere meglio il ruolo che i dispositivi di telefonia mobile svolgono nella vita di tutti i giorni, la loro diffusione e il loro utilizzo, Nielsen ha condotto questa indagine di cui vi parliamo in dieci Paesi: Australia, Brasile, Cina, Corea del Sud, India, Italia, Russia, Turchia, UK e USA. In Italia l’indagine è stata effettuata su un campione di 1632 utenti (1026 dei quali possiedono uno smartphone) di età compresa fra i 16 e i 64 anni.

    Per quanto riguarda la diffusione dei dispositivi mobili e le caratteristiche degli utenti, la ricerca ci dice che i proprietari di smartphone sono la maggioranza in USA e UK, mentre in India, Brasile e Russia gli utenti continuano a preferire i telefonini più semplici (feature phone). In generale, i consumatori più giovani si orientano verso gli smartphone, si presume quindi che la diffusione di questi ultimi in futuro continuerà a crescere. Le funzionalità offerte dagli smartphone si riflettono sui prezzi: mentre in Corea del Sud, UK e USA si è disposti a pagare un prezzo fisso per un piano tariffario illimitato o a consumo, gli utenti dei Paesi nei quali gli smartphone sono meno diffusi preferiscono affidarsi alle schede prepagate.

    Come sappiamo bene noi italiani, e questa ricerca lo evidenzia bene, gli smartphone stanno cambiando le abitudini degli utenti in tutto il mondo e le app assumono una rilevanza sempre maggiore. Per esempio, quelle più diffuse in tutti i paesi, presi in esame dalla ricerca, sono quelle relative ai giochi e al social networking. Ed evidentemente non è un caso.

    Ma sappiamo bene, e su questo blog è un argomento che trattiamo spesso cercando di indagare, come gli utenti mobile italiani usano i loro dispositivi mobili e come si avvicinano a nuovi tipi di utilizzi. Come ad esempio il Mobile Shopping, la possibilità di fare acquisti direttamente dal proprio dispositivo. Questo tipo di attività è ancora un’abitudine generalmente poco diffusa, tranne negli USA, dove si ricorre a questa modalità almeno una volta al mese. In molti Paesi, tuttavia, gli utenti navigano via telefono mobile per cercare prodotti, leggere le recensioni e confrontare i prezzi.

    Per quanto riguarda il Mobile Video, non emerge ancora in maniera evidente una preferenza nel consumo di video da mobile: mobile web e app sono le scelte più diffuse, mentre il download di video clip è meno popolare. La maggioranza degli utenti sostiene che la fruizione di video da mobile non ha avuto ripercussioni sulle proprie abitudini televisive. Nei Paesi emergenti si riscontra l’impatto maggiore: un terzo degli utenti cinesi di smartphone sostiene di avere incrementato il proprio consumo di tv tradizionale, mentre il 28% degli indiani ritiene di guardare meno tv a causa della visione via mobile.

    Parlando di Mobile ADV, gli utenti di smartphone ricevono messaggi pubblicitari sul loro dispositivo in media una volta al giorno in tutti i Paesi tranne l’India, dove il 70% li riceve una volta alla settimana o meno. In generale, gli utenti di smartphone dei Paesi sviluppati ricevono meno annunci pubblicitari rispetto a quelli dei Paesi emergenti.

    Ci sono ancora notevoli differenze nella tipologia di apparecchi utilizzati. Ad esempio, Cina e India, le più grandi economie emergenti, sono agli antipodi: due terzi degli utenti cinesi possiedono uno smartphone, a fronte dell’80% degli indiani che preferiscono i telefonini tradizionali (feature phone).

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    Uno sguardo su chi e come li usa

    In Italia, gli utenti al di sopra dei 16 anni che utilizzano un telefono mobile sono il 97%, a pari merito con UK e preceduti solo da Corea del Sud (99%) e Russia (98%), seguono USA (94%), Cina (89%), Australia (86%), Brasile (84%), India (81%).

    Il 62% degli italiani possiede uno smartphone, (vs 67% Corea del Sud, 66% Cina, 65% Australia), il 27% preferisce i telefonini tradizionali, precedendo in classifica solo la Cina (25%) e la Corea del Sud (23%) e solo l’11% i telefonini con funzionalità multimediali (vs 21% Brasile e 20% Turchia).

    In generale in tutti i Paesi, fatta eccezione per l’Australia, gli utenti di smartphone sono uomini, mentre le donne preferiscono i telefonini tradizionali. La tendenza generale indica i giovani come i maggiori utenti di smartphone, con alcune eccezioni quali ad esempio l’Italia, dove sono più diffusi nella fascia di età fra i 35 e i 64 anni (anche se la penetrazione maggiore rimane nei giovani di età compresa tra i 25 e i 34 anni) e l’India, dove i telefonini tradizionali hanno una diffusione maggiore in tutti i segmenti di età.

    Oltre la metà dei consumatori Russi (51%) possiede più di un dispositivo mobile; questa percentuale scende al 35% in Italia, che si colloca al quarto posto alle spalle di Russia, Brasile (48%) e Cina (36%) e precede l’Australia (20%), gli USA (17%), UK e Corea del Sud (16%), Turchia (7%).

    Costi dei servizi mobili e piani tariffari

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    Il costo di un piano tariffario è la principale ragione di scelta per quanto riguarda il gestore e il dispositivo in sé. In Paesi quali Russia o India, dove la bolletta degli smartphone è significativamente più elevata, gli utenti scelgono opzioni più economiche e flessibili, come le schede prepagate, o sfruttano i vantaggi della connessione WiFi. In Italia il 57% di possessori di smartphone ha un piano tariffario, con una spesa media mensile di 22 euro, mentre la spesa media mensile per gli utenti di telefonini tradizionali è di 20 euro.

    I criteri per la scelta del telefono mobile variano da paese a paese: un buon rapporto qualità/prezzo è fondamentale per i consumatori di USA (30%), UK (28%) e Italia (28%), in Russia invece si sceglie soprattutto in base al design (23%, vs 14% in Italia) e in Cina è importante avere un’ampia scelta di applicazioni (21% vs 17% in Italia). Il 23% degli italiani sceglie il proprio telefono in base alla qualità del sistema operativo, il 14% in base alla facilità d’uso.

    Come usiamo gli smartphone

    Inviare e ricevere sms è l’attività più diffusa. Entrando nello specifico, in Corea del Sud gli utenti di smartphone sono i più attivi nel banking online (51% vs 22% in Italia), mentre i brasiliani preferiscono i social network (75% vs 47% in Italia).

    Gli italiani utilizzano lo smartphone soprattutto per inviare o ricevere sms (89% vs 95% Russia, 94% Australia, 93% Corea del Sud, 92% UK), per le email (51% vs 75% USA, 68%UK, 66% Brasile, 58% Cina, 55% Australia, 52% Corea del Sud), per le applicazioni (49%, precedendo solo la Turchia con il 38%, e l’India con il 13%) e per i social network (47%, seguiti solo dall’India con il 26%).

    Mobile APP – Video

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    Cinesi e Americani sono i più forti utilizzatori di app; la tendenza generale indica le app di giochi e quelle legate ai social network come le più diffuse in tutti Paesi presi in esame.

    In Italia, al primo posto troviamo le app di giochi (52%), seguite da quelle di social networking (47%), dai siti di mappe, navigazione e ricerca (46%) e dai siti meteo (39%). Fanalino di coda le app di banking/finanza e di shopping/retail (17%, vs 53% USA). Uno sguardo sulla navigazione web tramite mobile: Facebook, Google, YouTube, Twitter e eBay sono nella classifica dei 10 siti top fra gli utenti in tutto il mondo.

    Guardare video su smartphone, nonostante le dimensioni ridotte dello schermo, è diventata un’abitudine comune. Nella maggior parte dei Paesi, internet via mobile è la modalità di accesso più diffusa, soprattutto in Cina (74%), USA (72%) e Italia (68%); inglesi (58%) e coreani (52%) preferiscono guardare i video tramite app. Negli USA, gli utenti si dividono equamente fra chi guarda video via mobile e via app (72%), mentre gli utenti indiani preferiscono scaricare video clip (57%).

    Per ciò che riguarda la frequenza con cui si usufruiscono contenuti video da mobile, il 17% dei cinesi e del 15% dei brasiliani vi accede più di due-tre volte al giorno, modalità meno frequente nei mercati sviluppati, visto che un terzo degli utenti smartphone in UK, Australia e Italia vi accede meno di una volta a settimana. Fanno eccezione gli USA, con una volta al giorno per il 31% degli utenti.

    Ma guardare video su mobile che impatto ha sulla Tv? Guardare video sullo smartphone non ha grosse ripercussioni sulla visione della tv tradizionale; un terzo degli utenti cinesi sostiene di guardare di più la tv, il 28% degli indiani dichiara di guardarla di meno e in Italia il 68% ha mantenuto invariate le proprie abitudini.

    Mobile ADV su smartphone

    In India e in Turchia gli utenti di smartphone ricevono e guardano meno annunci pubblicitari; in Russia, la modalità più diffusa di ricevere adv (34%) è via sms. In Italia, il 48% dichiara di non guardare la pubblicità sul telefono, il 22% la riceve via sms, il 14% via giochi online.

    In Italia il 53% dei possessori di smartphone riceve messaggi pubblicitari almeno una volta al giorno, a fronte del 78% della Corea del Sud, del 74% della Turchia e del 65% della Cina, mentre il 25% la riceve una volta alla settimana, l’8% una volta al mese e il 13% meno di una volta al mese.

    In Italia il 39% degli utenti dichiara di essere favorevole a ricevere messaggi pubblicitari se questo comporta la possibilità di accedere gratuitamente a contenuti (vs 54% India e 50% Brasile, Russia e USA); il 31% è più propenso a cliccare su un annuncio che non lo indirizzi su un altro sito (vs 54% Brasile e India, 45% Cina, 36% Turchia e USA); il 35% è favorevole a fornire informazioni personali per ricevere annunci personalizzati (vs 53% India, 44% Brasile, 39% Cina e Russia).

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  • L’Italia pronta per il Mobile Payment, addio al Contante?

    L’Italia pronta per il Mobile Payment, addio al Contante?

    Il Mobile Payment sta cominciando sempre di più ad affermarsi nel nostro paese e i numeri raccolti dall’Osservatorio NFC & Mobile Payment del Politecnico di Milano presentati al convegno “Mobile Payment, l’Italia s’è desta!”, lo dimostrano. Gli acquisti da mobile in un anno sono aumentati del 30%, passando da 700 a 900 milioni di euro

    Come sapete il Mobile Payment è uno dei temi che seguiamo sempre con grande attenzione e oggi vi presentiamo dei dati interessanti che ci confermano che il nostro paese va nella direzione degli acquisti via mobile. Dopo una fase iniziale di ampia diffusione degli smartphone ma di limitata disponibilità di servizi per il loro utilizzo per finalizzare gli acquisti, si sta finalmente affermando in Italia l’utilizzo del Mobile Payment. È questa la fotografia scattata dall’Osservatorio NFC & Mobile Payment del Politecnico di Milano e i dati della ricerca, presentata a Milano presso il Campus Bovisa in occasione del Convegno “Mobile Payment, l’Italia s’è desta!”, mostrano un mercato in forte crescita che prosegue il trend molto positivo già delineato nel 2011.

    Il Mobile Payment in Italia nel 2012

    Alla base della diffusione del Mobile Payment in Italia ci sono tre fattori chiave:

    – la crescita del 20% dei servizi che consentono di completare gli acquisti online attraverso il telefono cellulare, come il pagamento dei bollettini postali e del canone Rai ma anche dei parcheggi e delle corse degli autobus;

    – la disponibilità della tecnologia che permette di usufruire di questi servizi trasformando il proprio cellulare in un bancomat, grazie all’intesa operativa raggiunta a Ottobre dalle principali Telco italiane (Telecom Italia, Vodafone, Wind, H3g e Poste Mobile) sull’impiego della SIM NFC (Near Field Communication);

    – una legislazione che incentiva l’uso dei pagamenti elettronici, posta alla ribalta con i decreti “SalvaItalia” e “Sviluppo-bis”.

    In questo contesto, l’attaccamento degli italiani al contante vacilla: nel 2012 quasi un miliardo di euro è stato pagato dagli italiani utilizzando il cellulare come strumento di attivazione del pagamento.

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    Il Mobile Remote Payment & Commerce passa infatti da 700 milioni di € nel 2011 a oltre 900 milioni di € nel 2012, registrando una crescita del +30%.

    Di questi, ben 470 milioni di € derivano dall’utilizzo del Mobile Payment per l’acquisto dei contenuti digitali per gli smartphone, in crescita del 15% rispetto al 2011: gli italiani abbandonano infatti l’acquisto di contenuti tramite SMS (in calo del 12%) ma si rivolgono agli app-store per effettuare acquisti di applicazioni, in crescita del 20%.

    L’utilizzo del Mobile Remote Payment & Commerce per beni e servizi registra invece una straordinaria crescita del 60% raggiungendo un valore di circa 310 milioni di €. Contribuisce a questo successo la crescita del Mobile Remote Commerce, ovvero gli acquisti online che implicano anche l’uso del cellulare in una o più fasi.

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    I settori più attivi

    Turismo e trasporti, coupon, aste e gruppi di acquisto sono i settori più attivi (86% del valore delle transazioni): il Mobile si conferma così un canale ottimale per veicolare quegli acquisti dove è importante per i consumatori cogliere un’occasione essendo online in un preciso istante. E diversi negozianti stanno cogliendo a loro volta questa opportunità: su un campione di oltre 200 tra i principali esercenti attivi nell’e-Commerce, 1 esercente su 3 ha puntato anche sul canale Mobile (nel 2011 era 1 esercente su 5). Il 55% dei player attivi ha sviluppato sia l’App sia il Mobile site.

    Il pagamento diretto con cellulare a fronte di un servizio raggiunge un valore pari a 130 dei 310 milioni di € del Mobile Remote Payment & Commerce per beni e servizi. L’80% circa di questo importo è stato speso per acquistare ricariche telefoniche e pagare i bollettini, ad esempio il canone Rai o i bollettini postali. Il restante 20% è stato utilizzato per pagare servizi soprattutto nell’ambito della mobilità, come il pagamento della sosta, dei biglietti del trasporto pubblico locale, e di taxi, car & bike sharing e ztl.

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    E proprio questo utilizzo può diventare la“killer application” in grado di diffondere il mobile payment. Si stima,infatti, che siano oltre 700.000 le ore di parcheggio pagate dagli italiani attraverso il cellulare, oltre 600.000 i biglietti di corsa semplice e qualche migliaio le ricariche degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale attivate da Mobile, mentre le corse di taxi pagate con cellulare sono quasi 10.000. Per un totale di oltre 1 milione di transazioni di piccolo importo.

    Gli ultimi 150 milioni di € del valore del mercato Mobile Remote Payment & Commerce,derivano dalle attività di Mobile Money Transfercresciute del 50% nel 2012: l’84% è rappresentato dall’acquisto di ricariche di carte prepagate, il 13% dal trasferimento di credito telefonico e solo il 3% da “vero e proprio” Mobile Money Transfer p2p.

    Mobile Proximity Payment

    L’affermazione del pagamento tramite cellulare in Italia è però legata soprattutto allo sviluppo del Mobile Proximity Payment, l’opportunità di utilizzare lo smartphone come una carta di credito mediante l’impiego della SIM NFC.

    L’accordo firmato a ottobre 2012, in concomitanza con il GSMA NFC Mobile Money Summit, dagli operatori telefonici nazionali ha permesso la realizzazione di una piattaforma comune dedicata al pagamento. E se il 2013 si preannuncia come l’anno dell’affermazione definitiva, il 2012 è stato l’anno del lancio di numerose sperimentazioni nel Mobile Proximity Payment.

    L’evoluzione attuale del mercato permette di tratteggiare due scenari di sviluppo del Mobile Payment nei prossimi tre anni, legati alla modalità tiepida o convinta con cui gli attori dell’ecosistema gestiranno la creazione di servizi e la diffusione di tecnologia per fruirli.

    Secondo la simulazione del Politecnico di Milano, a fine 2016 e con riferimento ai due scenari già menzionati, il numero di utenti che pagheranno mediante una soluzione di Mobile Proximity Payment, oscillerà tra 6,0 e 10,3 milioni di utenti, a fronte di un parco cellulari NFC medio che supera i 25 milioni di unità: il parco esercenti dotati di POS NFC oscillerà tra 405.000 e 610.000, caso quest’ultimo che mantiene nel tempo dinamiche di crescita simili al 2013, già notevoli.

    Da queste stime emerge come nello scenario “tiepido”, il valore dei pagamenti mediante Mobile Proximity Payment  al 2016 sarà di 4,7 miliardi di euro, dei quali 1,5 miliardi verranno effettuati nei micro-pagamenti. Nello scenario in cui gli attori sono convinti dell’investimento in questa nuova modalità di pagamento, il transato intercettato salirebbe a 10,8 miliardi di euro (+130%),di cui 4,3 miliardi di micro-pagamenti (+187%).

    E sono già molte le iniziative lanciate nel 2012 o programmate nel 2013, frutto della collaborazione “convinta” tra telco, issuer o acquirer. Nel corso della sessione pomeridiana della presentazione dell’Osservatorio NFC & Mobile Payment ne verrà presentata una selezione che include Bemoov (Consorzio Movincom),  Day Tronic Mobile (Day Ristoservice), Mobile Ticketing (Netsize), Move and Pay (Intesa Sanpaolo), Pay On Delivery (PayPal), QR Money (CartaSi), Quick POS (CartaSi, Ingenico Italia), Servizi Remote & Proximity di PosteMobile, TIM Wallet (Telecom Italia), myworkspace (Univerce), Vodafone Smart PASS NFC (Vodafone Italia, CartaSi, SIA), YouPass BNL (Vodafone Italia, 3 Italia, SIA) e Auriga.

  • Payleven: ecco Chip & Pin, novità nel mobile payment

    Payleven: ecco Chip & Pin, novità nel mobile payment

    payleven lancia la più innovativa soluzione tecnologica per i pagamenti mobili in Europa: è arrivato Chip & PIN, totalmente certificato da Visa e Mastercard. Una soluzione ideale per piccoli e medi esercenti. Le spedizioni del nuovo dispositivo partiranno dal 18 febbraio

    payleven, pioniere dei pagamenti mobili in Europa,  ha lanciato l’innovativa soluzione Chip & PIN. Da oggi, piccoli e medi esercenti possono registrarsi su www.payleven.it e ordinare il nuovo dispositivo ad un prezzo speciale di lancio di 49€. Il 18 febbraio partiranno le spedizioni.

    Grazie a Chip & PIN, payleven è la prima in Europa ad essere compatibile con tutti i circuiti di carte di credito e debito più utilizzati. Il dispositivo è ufficialmente certificato ad accettare tutte le carte marchiate Visa e V-pay ed inoltre è il primo super-esercente di Visa (c.d. Visa PSP). payleven continua ad avere la certificazione di Mastercard e Maestro.  Le altre soluzioni di pagamenti mobili supportano le soluzioni striscia e firma e chip&firma, che offrono un livello di sicurezza minore e quindi creano più complicazioni nell’accettazione delle carte.

    “La missione principale di Visa Europe è da sempre la sostituzione del contante, strumento di pagamento obsoleto e inefficiente.” – commenta Davide Steffanini, Direttore Generale Italia di Visa Europe  – “Uno dei nostri principali obiettivi in Italia è raggiungere una vasta rete di accettazione che permetta una rapida diffusione e utilizzo delle carte e dei dispositivi di pagamento a marchio Visa. La soluzione di payleven è ottima per le migliaia di piccoli esercenti e imprese presenti in Italia oggi. Queste aziende saranno in grado di accettare i pagamenti Visa in maniera comoda e conveniente.”

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    payleven è la prima società pan-europea che lancia una soluzione Chip & PIN totalmente certificata. La soluzione Chip & PIN utilizza un dispositivo compatto e sicuro che dà la possibilità di inserire il PIN direttamente sulla sua tastiera e si collega allo smartphone o al tablet via Bluetooth. Permette ai suoi clienti di avere una soluzione di pagamenti mobili di prossima generazione. Chip & PIN offre lo stesso livello di sicurezza di un POS tradizionale, grazie alle certificazioni EMV di secondo livello e la certificazione PCI 3.1.  Di conseguenza, gli esercenti hanno la massima protezione contro le frodi (cosa non possibile con le soluzioni senza il PIN).

    “Siamo entusiasti del lancio di una soluzione completa e perfetta per il mercato europeo.  Ci siamo impegnati duramente per rispettare tutti i requisiti di sicurezza dei principali circuiti – Visa e Mastercard.” – dice Alberto Adorini, fondatore e amministratore delegato di payleven Italia – “Ma ora con Chip & PIN possiamo offrire ai nostri  esercenti gli standard di sicurezza più alti nei pagamenti con carta. In una soluzione che è anche totalmente mobile, più flessibile e conveniente rispetto ai tradizionali POS.”

    I termini di payleven sono chiari e trasparenti:  nessuna commissione nascosta e nessun canone mensile. Tutto si basa esclusivamente su una commissione sul transato del 2,75% più 19 centesimi per transazione. Utilizzando payleven nessun pagamento è “troppo piccolo”: si possono accettare pagamenti con carta a partire da €1.  La soluzione Chip & PIN sarà disponibile in tutti i mercati Europei nei quali è presente payleven incluso Regno Unito, Germania, Italia, Olanda e Polonia ad un prezzo di lancio di €49.