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  • Firefly Video Model, ecco la rivoluzione dei video con la IA

    Firefly Video Model, ecco la rivoluzione dei video con la IA

    Adobe lancia Firefly Video Model in beta pubblica, un nuovo strumento di intelligenza artificiale generativa per creare video con semplici comandi di testo. L’integrazione con la grande piattaforma Adobe è il suo punto di forza.

    Il mondo del video editing continua la sua evoluzione all’insegna dell’intelligenza artificiale. L’ultimo modello annunciato, durante la conferenza Adobe Max, è Firefly Video Model, per ora in fase beta pubblica.

    Questo modello di IAG (intelligenza artificiale generativa) è stato pensato per trasformare l’approccio creativo al video editing, rendendo l’intero processo più rapido e flessibile.

    La grande forza di questo modello è che Firefly Model Video si integra perfettamente con applicazioni come Adobe Premiere Pro e la suite Creative Cloud. Offrendo funzionalità di generazione video attraverso semplici comandi di testo (prompt).

    Nella sua composizione, si tratta di un modello interessante, soprattutto per i professionisti del settore, che avranno modo di esplorare nuove possibilità creative grazie all’automazione generativa.

    Come funziona Firefly Video Model

    Come dicevamo prima, la peculiarità di Firefly Video Model risiede nella sua capacità di generare video da semplici prompt testuali, sfruttando una serie di controlli avanzati come angoli di ripresa, movimento della telecamera e zoom.

    Gli utenti possono descrivere dettagliatamente una scena e Firefly si occuperà di trasformare quelle parole in video dinamici.

    Firefly Video Model, ecco la rivoluzione dei video con la IA

    Ad esempio, è possibile creare b-roll (riprese supplementari) che riempiano automaticamente spazi vuoti nella timeline o trasformare immagini statiche in clip animate.

    Questo approccio rende più accessibile e veloce l’editing, consentendo a chiunque, anche ai meno esperti, di produrre contenuti video di alta qualità.

    Le funzioni di text-to-video e image-to-video sono le caratteristiche principali che rendono Firefly Video Model particolarmente interessante. Si può generare una sequenza video utilizzando descrizioni testuali, oppure arricchire filmati esistenti con elementi visivi che completano la scena.

    Ciò è utile per chi deve lavorare con deadline strette o ha bisogno di aggiungere dettagli senza girare ulteriori riprese. Gli editor possono modificare ogni aspetto della clip generata, dai colori agli effetti, per ottenere risultati perfettamente integrati nel loro progetto.

    Interessante è Generative Extend, strumento utile ad estendere le clip di 2 secondi e possono essere generate a 720p o 1080p a 24 FPS.

    Text-to-Video, Image-to-Video e Generative Extend per essere generati impiegano circa 90 secondi. Anche se Adobe afferma che sta lavorando a una “modalità turbo” per ridurre ulteriormente questo range di tempo.

    A chi può essere utile Firefly Video Model

    Firefly Video Model è un prodotto progettato per video editor professionisti, registi e creatori di contenuti digitali.

    Ma, grazie alla sua facilità d’uso, può essere utile anche ai meno esperti per creare video di grande impatto. I creator di contenuti per i social media, ad esempio, potranno sfruttare questo strumento per produrre clip accattivanti in modo rapido, aumentando l’efficienza delle loro creazioni.

    Firefly Video Model è stato pensato anche per il mondo aziendale, grazie all’integrazione con Adobe Experience Cloud e Adobe Express, permettendo alle aziende di gestire più facilmente la loro pipeline di contenuti visivi.

    Le sue capacità non si fermano alla sola generazione di contenuti. Firefly Video Model offre un grado di personalizzazione molto elevato, permettendo ai professionisti di controllare ogni minimo dettaglio, adattando i contenuti alle loro esigenze specifiche.

    Quando e dove sarà disponibile Firefly Video Model

    Firefly Video Model per il momento è in versione beta pubblica e potrà essere utilizzato all’interno delle principali applicazioni di Adobe, come Premiere Pro, Creative Cloud e Adobe Express.

    Questo permetterà agli utenti di accedere facilmente al modello generativo, senza dover imparare nuove interfacce o cambiare software.

    Adobe ha introdotto anche un modello di crediti generativi, che consente agli utenti di utilizzare queste nuove funzionalità con piani a pagamento. Ogni piano include una quantità di crediti per generare contenuti in modo rapido, con la possibilità di acquistare crediti aggiuntivi in base alle esigenze.

    Il fatto che sia in beta pubblica significa che è disponibile a un’ampia base di utenti, ma non è ancora nella sua versione definitiva.

    Per l’Italia si dovrà attendere ancora.

    Firefly Video Model, ecco la rivoluzione dei video con la IA

    Accorgimenti nell’utilizzo di Firefly Video Model

    Uno degli aspetti chiave di Firefly Video Model, enfatizzato da Adobe, è quello di essere “commercialmente sicuro”. Adobe ha dichiarato che il modello è stato addestrato su contenuti con licenza, come quelli provenienti da Adobe Stock, per garantire che ogni creazione sia conforme alle leggi sul copyright.

    Si tratta di un aspetto è fondamentale per chi lavora in ambito commerciale e vuole evitare problemi legali con l’utilizzo di contenuti generati. Ogni asset creato con Firefly include delle Content Credentials, ovvero metadati che attestano come è stato generato il contenuto, fornendo un livello di trasparenza e sicurezza che pochi altri strumenti offrono.

    Confronto con Meta Movie Gen e SORA di OpenAI

    Nel panorama delle IA generative, Firefly Video Model non è l’unico attore.

    Recentemente, Meta ha rilasciato, in forma ristretta per ora, Movie Gen, una IA simile che permette la generazione automatica di video. Mentre Firefly Model Video si distingue per la sua integrazione nel flusso di lavoro professionale e le sue ampie opzioni di personalizzazione, Movie Gen si concentra su un utilizzo più casual, possiamo dire, e sui social media.

    La qualità visiva dei video di Movie Gen è notevole, ma l’integrazione di Firefly con strumenti professionali come Premiere Pro lo rende più adatto per un pubblico di editor video esperti.

    Un’altra interessante IA nel settore è SORA di OpenAI, un modello che promette di rivoluzionare la creazione di video grazie all’elaborazione linguistica avanzata. SORA, a differenza di Firefly, si concentra maggiormente sull’interazione umana, offrendo una maggiore comprensione del contesto linguistico nei prompt testuali.

    In ogni caso, Firefly ha il vantaggio di essere integrato all’interno di una piattaforma più matura e di un’integrazione più ampia nelle applicazioni Adobe.

    Firefly Video Model la svolta del video editing con la IA

    Adobe Firefly Video Model rappresenta una nuova svolta nel mondo del video editing professionale. Le sue enormi capacità di generazione video, combinate con un’ampia personalizzazione e un focus sulla sicurezza commerciale, lo candidano a diventare uno strumento indispensabile per i creativi di tutto il mondo.

    Pur trovandosi a competere con tecnologie emergenti, questo modello si distingue per la sua profondità funzionale e la sua integrazione all’interno di una suite di lavoro estremante ricca.

    Sarà interessante vedere come Firefly influenzerà l’industria del video editing, rendendo la creazione di contenuti visivi più accessibile, rapida e flessibile.

    Non stiamo parlando semplicemente di un nuovo strumento, ma di una piattaforma che apre nuove frontiere alla creatività digitale.

  • Meta annuncia Movie Gen, i video realizzati con la IA

    Meta annuncia Movie Gen, i video realizzati con la IA

    Meta presenta Movie Gen, un modello di IA per la creazione automatica di video. Una novità che apre nuove possibilità creative, ma solleva anche dubbi sulla disinformazione.

    A distanza di pochi mesi la concorrenza si concentra sui video generati con l’intelligenza artificiale.

    Dopo OpenAI che aveva presentato SORA, non ancora rilasciato a tutti, ecco la proposta di Meta. Che potrebbe rivoluzionare la generazione di contenuti video e condividerla anche sui social media.

    E questo può essere un fatto positivo, ma anche negativo. Basti pensare alla diffusione di disinformazione. E di esempi come questi, anche senza le proposte più recenti, non ne mancano.

    Ecco Movie Gen di Meta

    Quello che propone Meta si chiama Movie Gen, ossia la possibilità di generare video attraverso piccoli input.

    Basterà quindi digitare qualche riga di testo per generare in maniera automatica nuovi video. Oltre a modificare filmati e immagini esistenti.

    Meta annuncia Movie Gen, i video realizzati con la IA

    Come riporta il New York Times, raccontando della presentazione di questa nuova modalità di Meta, anche l’audio che viene associato ai video può essere generato attraverso la IA.

    I formati video possono essere differenti, prestandosi quindi a diverse modalità di condivisione. E, come detto, si possono creare video ex novo, ma anche modificare quelli esistenti. Aspetto non da poco questo per la verità.

    Tante possibilità per generare e modificare video con la IA

    Un esempio che è stato mostrato alla presentazione fa vedere la generazione di un video in cui si deve una che sorseggia una bibita in un campo di zucche. Tutto partendo da una foto della donna che, appunto, diventa protagonista del video.

    Ma le varianti che si possono realizzare modificando video, immagini, aggiungendo audio sono davvero infinite.

    Non è ancora un prodotto finito.

    Come si racconta sul NYT, il modello genera video a 16 fotogrammi al secondo che durano fino a 16 secondi. In certi casi questi video sono difettosi.

    Durante la dimostrazione, quando è stato chiesto a Movie Gen di generare un video di un cane in un parco che parlava al cellulare, il modello IA ha erroneamente inserito una mano umana sul telefono.

    Qualità video con la IA sempre più elevata

    In ogni caso, si resta impressionati dal livello qualitativo che si è raggiunto in così poco tempo. Circa due anni, ormai.

    Due anni di ricerca e sviluppo. Ma l’accelerazione in termini di rilascio di nuove soluzioni possiamo dire che si è avuta negli ultimi sei mesi. O giù di lì.

    Come detto in apertura, abbiamo assistito alla presentazione di SORA, non ancora disponibile a tutti. Ma OpenAI in questi mesi non è stata certa ferma.

    E c’è anche Google che a maggio ha presentato il suo modello per la generazione di video con la IA che si chiama Veo.

    Per ora è solo un annuncio

    Come per OpenAI, anche per Meta questo si tratta di un annuncio.

    Come ha spiegato Chris Cox, responsabile dei prodotti di Meta, su Threads, “Meta non è ancora pronta a rilasciarlo come prodotto a breve”. Si tratta ancora di un modello costoso e i tempi di generazione sono ancora troppo lunghi.

    Tutto questo è meraviglioso, ma pone comunque dei quesiti e delle perplessità.

    In primo luogo il pensiero va alla velocità con cui sarà possibile realizzare video. Una possibilità che avremo a portata di mano.

    Video e IA, a rischio creatività e disinformazione

    Da sempre i video sono la forma più complessa e affascinate per generare contenuti coinvolgenti. Si tratta di una forma di contenuto che mette in gioco un elevato livello di creatività. Basti pensare ai registi, ai videomaker, a tutte quelle persone che lavorano per generare racconti attraverso i video.

    Tutto questo può essere messo a repentaglio, se non altro sotto il profilo creativo e qualitativo.

    Non è un caso che proprio le professionalità che operano e lavorano con i video hanno mosso serie perplessità rispetto a tutto quello che sta per arrivare.

    Il fatto che questo poi sia a portata di mano sulle piattaforme digitali pone anche un serio rischio di qualità dell’informazione che viene veicolata anche in forma video.

    E mi riferisco alle possibili manipolazioni per diffondere disinformazione e deepafake.

    Staremo a vedere.

    [L’immagine è uno screenshot prelevato da un video che Meta ha pubblicato sul sul blog Meta AI]

  • Su Bluesky adesso si possono caricare i video

    Su Bluesky adesso si possono caricare i video

    Su Bluesky è finalmente possibile caricare video fino a 60 secondi. La piattaforma, sull’onda della crescita degli utenti abilità la funzionalità tanto attesa. E da oggi si riduce il divario, benché ancora molto ampio, rispetto a X.

    Bluesky sta conoscendo il suo momento di crescita più importante. Il traguardo dei 10 milioni di utenti è ormai sempre più vicino, e questo ha accelerato alcune iniziative.

    Una di queste è quella che la maggior parte degli utenti attendeva da molto tempo: la possibilità di caricare i video.

    Proprio nei giorni scorsi, nel pieno della crescita del numero degli utenti, a seguito del divieto di X in Brasile, Bluesky aveva fatto intendere che sarebbe stata davvero questione di giorni. E così è stato.

    Sarà possibile condividere video della durata massima di 60 secondi, sia tramite app che da desktop, nei formati .mp4, .mpeg, .webm e .mov.

    Su Bluesky adesso si possono caricare i video

    I video approdano su Bluesky

    I video saranno riprodotti automaticamente di default, ma questa impostazione può essere modificata nel pannello delle impostazioni della piattaforma.

    Ogni post permetterà di allegare un solo video e sarà possibile aggiungere dei sottotitoli. Ogni utente può condividere un massimo di 25 video o 10 GB di contenuti video al giorno.

    Grande attenzione è rivolta alla sicurezza, anche se sarà consentito condividere video per adulti apponendo l’etichetta “per adulti”. Questi video possono comunque essere ignorati attraverso le impostazioni di moderazione.

    Bluesky e video, attenzione alla sicurezza

    Sarà quindi richiesta la verifica dell’indirizzo email dell’utente per evitare spam e altri abusi. La piattaforma si riserva la possibilità di impedire la pubblicazione di contenuti video in caso di reiterata violazione delle linee guida della community.

    La piattaforma permetterà lo streaming dei video attraverso le piattaforme Hive e Thorn per garantire verifiche sui video segnalati e per assicurarsi che materiale illegale come CSAM (materiale di abuso sessuale sui minori) non venga pubblicato.

    Il caricamento dei video nei post sarà possibile se l’app è aggiornata alla versione 1.91 o tramite la versione web.

    Con questo passo, Bluesky avanza nel tentativo di colmare sempre più il divario rispetto a X. Divario che resta ancora ampio, ma questa nuova funzionalità potrebbe spingere nuovi utenti ad avvicinarsi alla piattaforma.

    Vedremo se sarà davvero così.

     

     

     

  • Instagram Stories, i video sotto i 60 secondi non saranno divisi

    Instagram Stories, i video sotto i 60 secondi non saranno divisi

    Su Instagram si potranno condividere nelle stories video di 60 secondi senza che questi vengano suddivisi in segmenti. La strategia è sempre quella di puntare sui video.

    Se è vero, come abbiamo visto di recente, che i video su Instagram saranno trasformati tutti in Reels, è vero anche che questo processo, per rincorrere TikTok, non risparmierò neanche le Stories.

    Infatti, Instagram sta implementando una nuova funzionalità che permetterà agli utenti di condividere nelle storie video fino a 60 secondi, senza che questi vengano poi spezzettati in vari segmenti. Il test era stato avviato alla fine dello scorso anno e ora, via via, si procede ad un rilascio a livello globale.

    In pratica, grazie a questa possibilità, nel momento in cui si tenta di condividere un video nella modalità effimera della piattaforma, appare una notifica in cui c’è scritto che “i video lunghi fino a 60 secondi non saranno più suddivisi in segmenti“.

    Come ricorderete, prima, caricando un video di 1 minuto nelle stories, lo stesso veniva spezzettato in tanti segmenti da 15 secondi. Quindi da adesso in poi si assisterà ad una progressiva omologazione dell’app il formato video che restano sempre i Reels.

    Obiettivo per Instagram è sempre quello di avere a disposizione nuovi Reels da proporre nel feed e questa mossa di accordare una lunghezza fino a 60 secondi serve proprio ad armonizzare la visualizzazione dei video.

    instagram stories video 60 secondi

    Però, questa novità arriva a distanza di pochi giorni dalla pubblicazione di dati interni di Meta che dicono che in realtà in formato dei Reels non funziona come sperato. I dati dicono che gli utenti di Instagram trascorrono 17,6 milioni di ore al giorno a guardare Reels, vale a meno di un decimo dei 197,8 milioni di ore che gli utenti di TikTok trascorrono ogni giorno sulla piattaforma di ByteDance.

    I Reels su Instagram non funzionano, TikTok è sempre avanti

    Insomma, aggiungere un video più lungo nelle stories risulterà sicuramente più comodo e coinvolgente, ma resta ancora da capire sul campo il valore dei Reels, anche perché questa continua omologazione tra le piattaforme, alla lunga, può anche risultare noiosa.

  • Su Instagram i nuovi video saranno trasformati in Reels

    Su Instagram i nuovi video saranno trasformati in Reels

    Su Instagram, entro poche settimane, tutti i nuovi video della durata inferiore ai 15 minuti saranno trasformati in Reels, con il vantaggio, a seconda dei punti di vista, di poter acceder ad una audience più estesa. Intanto Instagram da oggi, per davvero, non è più una app di photo-sharing.

    Se Facebook prova a rinnovarsi, arrivando a proporre un nuovo design del feed “splittandolo” in due parti, Home e Feeds, rincorrendo TikTok, possiamo dire che Instagram non è da meno. Anche perché sempre di Meta si parla, la loro casa comune.

    Allora, prima di vedere meglio la novità che è stata annunciata, sarebbe meglio, per comprenderla meglio, partire da una dichiarazione di Adam Mosseri di un anno fa quando, presentando il nuovo corso di Instagram disse, in maniera non molto celata, che Instagram non è più una app di photo-sharing come l’abbiamo imparata a conoscere e ad usare in questi anni. Non più. Disse, allora, che l’intenzione era quella di “abbracciare il formato video in maniera più estesa“.

    Alla luce di queste parole, si può comprendere meglio il senso dell’annuncio di ieri che trova, forse, la sua rilevanza proprio nel collegamento alle parole di Adam Mosseri.

    In pratica, per andare meglio a parlare della novità, Instagram ieri ha annunciato un po’ di novità tra cui quella che è la più interessante e che segna, per davvero, il nuovo cambio di passo.

    Instagram video Reels

    Entro le prossime settimane, il tempo che la possibilità sull’app si estenda a tutti, tutti i nuovi video inferiore ai 15 minuti di durata saranno automaticamente trasformati in Reels. Un annuncio questo che segue il test, avviato il mese scorso, che trasformava la condivisione di video su Instagram, appunto, in Reels.

    Si tratta di una novità che avrà un impatto notevole per gli utenti, quindi se non siete avvezzi all’utilizzo dei Reels, la cosa potrebbe non farvi piacere.

    L’impatto sta nel fatto che se un video, dopo questa novità, verrà condiviso su Instagram, e che dura meno di 15 minuti, se il profilo dell’utente è pubblico, il contenuto verrà visualizzato sull’app in modalità estesa. Questo significa anche da utenti che non vi seguono. Questo perché l’algoritmo proporrà il contenuto in formato Reels a tutti gli utenti sulla piattaforma che potrebbero essere interessanti, indipendentemente se si  è seguiti o meno.

    Se, invece, il profilo di utente è privato, i video non verranno trasformati in Reel e solo le persone che seguono quell’account li vedranno sulla loro timeline. Ma, oltre a vederli, quei contenuti video potranno essere remixati e condivisi con i propri follower, amplificando la portata del video originale.

    Ma attenzione, se tutto questo non rientra più nel vostro modo di intendere Instagram, non vi preoccupate. I video già presenti sull’app non saranno trasformati in Reels, lo saranno, come dicevamo prima, solo i nuovi video che saranno condivisi dopo che questa modalità sarà attiva, nel giro di qualche settimana.

    E se qualcuno potrà trovare poco interessante questa modalità, ci saranno tanti utenti, influencer o meno, che avranno enorme piacere a sapere che i propri video saranno trasformati in Reel e che potranno incontrare una audience più estesa.

    A fronte di tutto questo, Instagram fa sapere che questa modalità porterà all’unione dei video e dei Reels sotto una unica sezione. E, aggiungiamo, non poteva essere diversamente.

    Facebook rincorre TikTok e propone un nuovo design del feed

    E tra le novità più interessanti, segnaliamo anche quella di creare Reels utilizzando le foto dal proprio rullino.

    Insomma, Instagram non è più quella di una volta dove il vero contenuto era caratterizzato dalle foto. Del resto, la motivazione che aveva portato alla sua nascita nel 2010 era proprio questa.

    Adesso Instagram va verso una strada che mette al centro sempre di più i video. Questo per poter meglio contrastare la concorrenza di TikTok e per poter dare ai propri utenti, e ai propri creator, nuovi strumenti per coinvolgere gli utenti.

  • Su Instagram arrivano le didascalie automatiche nei video

    Su Instagram arrivano le didascalie automatiche nei video

    Un anno dopo TikTok, Instagram segue a ruota. Sull’app di Meta arrivano le didascalie automatiche nei video che possono essere anche disabilitate. Instagram punta sempre più sui video raccolti tutti nell’app principale.

    Un anno dopo TikTok, anche Instagram segue a ruota. Del resto, il destino delle due app è ormai segnato per sempre, dopo che l’app di Meta, nel 2016, ha praticamente copiato la funzionalità dell’app di ByteDance, chiamandola Instagram Stories.

    E sappiamo bene quanto questa mossa, nel tempo, si sia rivelata azzeccata per la società guidata oggi da Adam Mosseri.

    La notizia di questi giorni, allacciandoci a quello che dicevamo in apertura, è che su Instagram arrivano le didascalie automatiche nei video. Una funzionalità che gli utenti, specialmente i creator, apprezzeranno particolarmente, visto che fino a ieri dovevano utilizzare altri metodi.

    Su Instagram arrivano le didascalie automatiche nei video

    Instagram e le didascalie in 17 lingue

    La nuova funzionalità viene rilasciata in 17 lingue, tra cui l’italiano. Le altre sono inglese, spagnolo, portoghese, francese, arabo, vietnamita, tedesco, turco, russo, tailandese, tagalog, urdu, malese, hindi, indonesiano e giapponese. Presto verrà esteso a tutte le altre lingue. Sono 105 le lingue ufficiali nel mondo e 33 risultano essere quelle più parlate.

    Le didascalie offriranno la possibilità ai creator di provare a cambiare le abitudini di uso dell’app del proprio pubblico. Infatti, la possibilità che venga aggiunto del testo in automatico permetterà, da una parte, ad altri utenti con disabilità di poter accedere con un ausilio in più. E, dall’altra, permetterà agli utenti di poter vedere il video anche senza audio, avendo appunto la possibilità di leggere, senza arrecare fastidio a chi si ha di fianco, per esempio.

    Ovviamente, per i creatori, questa può essere un’occasione per provare a verificare come reagisce il proprio pubblico.

    Le didascalie possono essere anche disattivate e la tecnologia di Intelligenza Artificiale che sta dietro alla funzionalità migliorerà man mano che la stessa funzionalità viene utilizzata.

    Instagram, ancora una volta, punta sui video, in particolar modo sui Reels. In questa direzione va anche l’ultima decisione che è quella di disattivare definitivamente IGTV, l’app standalone che avrebbe dovuto aprire nuove opportunità, scegliendo quindi di raccogliere tutti i contenuti video all’interno dell’app principale.

  • YouTube, ecco la sfida a TikTok con YouTube Shorts

    YouTube, ecco la sfida a TikTok con YouTube Shorts

    YouTube, dopo alcuni mesi di test in India, lancia negli Usa YouTube Shorts, il formato di video brevi con una lunghezza massima di 60 secondi. La sfida a TikTok è partita.

    Come anticipato esattamente un mese fa, YouTube lancia da oggi la sfida a TikTok negli Usa. Il formato di video brevi chiamato YouTube Shorts era stato lanciato in India, in fase di test, qualche mese fa e da oggi inizia a comparire negli Stati Uniti.

    YouTube Shorts è un formato di video brevi che possono essere registrati con il proprio smartphone, attivando la telecamera Shorts, e possono avere una durata massina di 60 secondi. L’ideale sarebbe quello di realizzare mini video di 15 secondi con diversi clip. I video brevi possono essere accompagnati da brani musicali grazie ad accordi con diverse case discografiche come Universal Music Group, Sony Music Entertainment, Warner Music Group e Warner Chappell Music, Believe, Merlin, 300 Entertainment, Kobalt, Beggars, CD Baby, Empire, Peer, Reservoir, OneRPM e altre. Si parla di accordi, a livello globale, con circa 250 etichette, e questo è, senza dubbio, un grande punto di forza per YouTube Shorts.

    youtube shorts tiktok

    Il formato prevede anche la possibilità di utilizzare testo, alcune funzionalità sono state arricchite proprio in occasione del lancio negli Usa, e anche la possibilità di impostare un Timer, impostando il conto alla rovescia e lavorare liberamente, e anche la Velocità, per accelerare o rallentare il video.

    La modalità di visualizzazione degli YouTube Shorts è identica a quella per vedere i video su TikTok, quindi un feed infinito, gestito da algoritmi, il quale permette di esplorare tag e account specifici. Per dirla tutta, l’interfaccia è identica a TikTok.

    Attenzione però, si tratta di in formato ancora in divenire e quindi, paragonandolo a TikTok, si notano ancora diverse mancanze. Al momento di tratta di un semplice formato di video brevi, con visualizzazione a scorrimento, all’interno di YouTube, ma non ancora ai livelli di TikTok. Molto probabile che, nel corso delle prossime settimane, quando si completerà la propagazione negli Usa, verranno lanciati nuovi strumenti.

    Il motivo per cui YouTube ha deciso di dare vita a un formato di video brevi è, senza dubbio, quello di estendere l’accesso sulla piattaforma a chiunque voglia realizzare un video su YouTube, in maniera smart e veloce, senza per forza avventurarsi a creare video più lunghi. Gioco forza, questa strategia guarda evidentemente a quanto già fa TikTok, anche se il risultato finale al momento somiglia molto ai Reels di Instagram, che, a loro volta, nascono proprio copiando TikTok.

    youtube shorts tiktok franzrusso.it

    Il tentativo di YouTube appare forse tardivo, ma sappiamo quale sia la forza della piattaforma di condivisione di video più usata. Con questa funzionalità, ai creator viene offerta la possibilità di diversificare il contenuto, abbracciando anche il contenuto breve, in alternativa al formato più lungo. E poi, un altro grande vantaggio, è quello di poter attingere ai brani musicali originali, cosa non da poco.

    A proposito di India, la fase di test non è casuale in quanto il paese asiatico ha ormai vietato TikTok ormai da mesi. Ed è notizia di questi giorni che ByteDance, la startup proprietaria della piattaforma, si è arresa del tutto al volere delle autorità, procedendo a chiudere del tutto i propri uffici e licenziando oltre 2 mila dipendenti.

    YouTube prova a far sentire la sua voce all’interno di un settore, quello dei video brevi, presidiato da TikTok, da Spotlight di Snapchat e dai Reels di Instagram. resta da capire cosa farà la piattaforma per evitare che questo formato diventi una repository di video già pubblicati su TikTok, come accade per i Reels (adesso penalizzati in termini di portata) e cosa intende fare in termini di monetizzazione. Tutte domande che troveranno risposta nei prossimi mesi.

    Al momento non si conosce alcun piano di espansione del formato in altri paesi.

  • TikTok, nel 2019 in Italia caricati 236 video al minuto

    TikTok, nel 2019 in Italia caricati 236 video al minuto

    Il 2019 è stato l’anno di TikTok, senza dubbio, e l’app ha riscosso molto successo anche nel nostro paese. Gli italiani si sono cimentati con un altro tipo di creatività e hanno condiviso ben 236 video al minuto. Ecco Trend, video e creator che hanno caratterizzato il 2019 di TikTok in Italia.

    Avevamo già parlato di TikTok e del suo primo anno di successo in Italia, mentre invece adesso scopriamo qualcosa in più facendo il classico resoconto di fine anno, giusto per non farci mancare nulla.

    Il primo dato che colpisce, e che ci offre la dimensione del successo dell’app del momento anche nel nostro paese, è quello che riguarda i ben 236 video al minuto caricati dagli utenti italiani durante questo anno che sta per concludersi, a base di danze, meme, creatività, video virali e celebrità. Agli italiani piace TikTok, non vi è dubbio. Le ore più creative per gli italiani? La pausa pranzo, dalle 12:30 alle 14:00, e la sera dopo le 20:00.

    Questa nuova passione degli utenti italiani di raccontarsi e fari conoscere in una veste molto creativa,  è passata attraverso la commedia, il beauty, il fashion, il mondo degli animali, la natura, i viaggi, lo sport, il food, l’arte e l’education. Tutto questo fatto con molta creatività, ma anche molto senso dell’umorismo, dell’ironia che agli italiani di certo non manca.

    Come molti di voi già molti sapranno, perché utilizzano già l’app, le “challenge” rappresentano la modalità attraverso la quale è possibile personalizzare il flusso di condivisione dei contenuti, con video a tema, una modalità che si presta molto per le aziende. Una challenge che merita una menzione speciale è #nowlookatme, la challenge globale in cui si mostra in modo spettacolare un cambio d’abito, altre sono nati proprio in Italia per poi diventare trend in tutto il mondo, come la hit “Senza Filtro” di Loomy o il trend #carote. E proprio il settore musicale è quello che ha visto la nascita di alcuni dei talenti più apprezzati di quest’anno tra cui Vago con la canzone “Io e Lei”, Random con “Chiasso” o Dandy Turner con “Troppi Sguardi”.

    tiktok italia 2019

    TikTok è l’app che sta riscuotendo molto successo specialmente tra gli utenti che appartengono alla Generazione Y o ai Millennals e tra i creator più amati che sono nati proprio sull’app troviamo Gabriele Vagnato, Cecilia Cantarano, e Daniele Davì ma non mancano i creator che parlano alle famiglie, come Vanessa Padovani, o quelli che realizzano i propri video con l’aiuto dei nonni, tra cui spicca Botteo, a conferma del fatto che sulla piattaforma chiunque può lasciare libera la creatività, esprimere il proprio talento e divertirsi ma anche e soprattutto trovare messaggi positivi come l’inclusione e l’accettazione di sé. Molte sono infatti state le campagne sociali promosse su TikTok tra cui ricordiamo le challenge #SaveOurOceans, #TheRealChallenge e #ForClimate.

    Nata nel 2017, anno in cui acquisisce Musical.ly, l’applicazione viene lanciata in tutto il mondo nel 2018 come TikTok, nome con cui è conosciuta e presente oggi in oltre 150 Paesi e tradotta in ben 75 lingue, e con il quale è diventata la piattaforma di intrattenimento e la destinazione preferita per la creazione e fruizione di brevi video direttamente dal proprio smartphone. La mission di TikTok è quella di ispirare la creatività e portare allegria, incoraggiando gli utenti a condividere le proprie passioni e momenti della loro vita reale attraverso video di 15 secondi e offrendo un Feed video personalizzato su ciò che gli utenti guardano, apprezzano e condividono.

    TikTok ha sviluppato nel corso di quest’anno una serie di risorse, policy e linee guida per la community per promuovere un ambiente positivo, invitando i propri utenti a rispettarle e utilizzarle. Per fornire ulteriore e continuo supporto ai creator della community è stato inoltre creato il Centro Sicurezza, sezione dedicata del sito e app che include numerose misure, strumenti di controllo e impostazioni di privacy che TikTok ha messo a punto specificamente per proteggere gli utenti da un uso improprio.

    Ma ecco il 2019 di TikTok in Italia. Questa la Top 10 dei video:

    1. [Comicità: Il sensore di parcheggio “umano] https://www.tiktok.com/@fabiolatte/video/6735044780063001861?enter_from=h5_
    2. [Comicità: la fidanzata virtuale] https://www.tiktok.com/@lapresatwins/video/6756639060325944582?enter_from=h5_m
    3. [Comicità: l’interpretazione comica del trend #iosonogiorgia] https://www.tiktok.com/@manuelspadea/video/6755809621920795909?enter_from=h5_m
    4. [Creatività & Glam: la giacca con la “presa d’aria”] https://www.tiktok.com/@not.your.alex/video/6753210616137272581?enter_from=h5_m
    5. [Cibo: gli gnocchi della nonna sono sempre i più buoni] https://www.tiktok.com/@chiaraclemot/video/6762846587728235782?enter_from=h5_m
    6. [Cibo: l’intepretazione stellare del trend #carote da chef Barbieri] https://www.tiktok.com/@bruno.barbieri/video/6742786385335422213
    7. [Celebrity: Chiara Ferragni si prepara per il red carpet] https://www.tiktok.com/@chiaraferragni/video/6761093091836382470?enter_from=h5_m
    8. [Animali: il citofono a quattro zampe] https://www.tiktok.com/@thelifeofyoda_/video/6760906472739048709?enter_from=h5_m
    9. [Animali: gatti e coccole] https://www.tiktok.com/@lyothecat/video/6749655661275073797?enter_from=h5_m
    10. [Cause sociali: puliamo il Pianeta] https://www.tiktok.com/@sespo/video/6729871045483891974

    tiktok italia 2019

    Questi sono i 5 Top Trend, questi i più popolari:

    1. #nowlookatme – la sfida basata sul cambio d’abito sulle note della hit “Absolutely Anything” di CG5 con 746 milioni di visualizzazioni
    2. #senzafiltro – la hit estiva Made in Italy di Loomy con 1.7 milioni di video caricati in tutto il mondo
    3. #solocarote e #carote – che ha fatto scoppiare nel mese di settembre una vera e propria “febbre da carote” con oltre 2.5 milioni di visualizzazioni
    4. #iosonogiorgia – il meme che ha ispirato la vena ironica dei TikToker italiani con migliaia di video pubblicati
    5. #forclimate e #salvailpianeta – le sfide che hanno mosso tantissimi giovani in tutto il mondo, animati dalla voglia di far sentire la propria voce per tutelare il Pianeta

    Questi i 5 Top Filtri più usati nel 2019 in Italia su TikTok:

    1. Senza Filtro per la naturalezza
    2. Double Split Screen per la dicotomia colore/bianco e nero
    3. 9 schermi per la moltiplicazione degli schermi
    4. Selfie_cavolo tra gli effetti speciali
    5. Italianodocquiz e Roulettemusicale tra le proposte interattive

    Questi la Top 10 dei Creator italiani per categoria:

    1.     Jessica Brugali 6.     Sespo
    2.     Rosalba 7.     Maryna
    3.     Gabriele Vagnato 8.     Elena Rossi
    4.     Daniele Davì 9.     Cecilia Cantarano
    5.     Vincenzo Tedesco 10.     Simone Vandelli

    Guardando invece al mondo delle celeb italiane e dei personaggi famosi troviamo:

    1.     Fiorello 6.     Fabio Rovazzi
    2.     Michelle Hunziker 7.     Chiara Ferragni
    3.     Aurora Ramazzotti 8.     Chef Barbieri
    4.     Marco Montemagno 9.     Elisabetta Canalis
    5.     Barbara D’Urso 10.  Paulo Dybala

     

    Su scala internazionale, tra le star più attive su TikTok più seguite in Italia figurano:

    1.     Will Smith 6.     Selena Gomez
    2.     Miley Cyrus 7.     Arnold Schwarzenegger
    3.     Dwayne “The Rock” Johnson 8.     Steve Harvey
    4.     Howie Mandel 9.     Post Malone
    5.     Terry Crews 10.  Shawn Johnson

    Questa invece la Top 5 della Musica

    1. Vago con “Io e Lei”
    2. Random con “Chiasso”
    3. Dandy Turner con “Troppi Sguardi”
    4. NDG con “Panamera”
    5. Ludwig con “Weekend”

    Non sono poi mancate le challenge musicali tra cui quelle che hanno generato il maggior numero di video:

    1. #doveequando di Benji e Fede
    2. #tijuanachallenge di Emis Killa
    3. #ognigiornoweekend di Ludwig
    4. #tivoglioberev di Lemandorle
    5. #thinkabout di Andrea Damante

    Le canzoni italiane più utilizzate come colonna sonora dei video dei creator sono state:

    1. “Io e Lei” di Vago
    2. “Chiasso” di Random
    3. “Uno Squillo” di Capo Plaza
    4. “Mancavi Tu” di Peppe Soks
    5. “Soldi” di Mahmood

    Quelle internazionali più usate in Italia sono invece:

    1. “Pookie” di Aya Nakamura feat. Capo Plaza
    2. “Pump It Up!” di Danzel
    3. “Wannabe” di Why Mona
    4. “Can We Kiss Forever?” di Kina
    5. “Love Songs” di Kaash Paige

    Ecco, con questo abbiamo visto per intero il resoconto di TikTok in Italia nel 2019 e siamo sicuri che per l’app il 2020 sarà un anno importante dove le dinamiche di influencer marketing saranno sempre più presenti. Noi saremo qui a raccontarvelo.

  • IGTV, dopo un anno arriva il supporto per il formato orizzontale

    IGTV, dopo un anno arriva il supporto per il formato orizzontale

    Lanciata un anno fa, IGTV aveva provato a fare quello che nessuno aveva mai fatto, ossia lanciare un’app video di lunga durata solo nel formato verticale. Dopo dodici mesi, Instagram abbandona la peculiare dell’app stand alone, abbracciando il formato orizzontale.

    Appena dodici mesi dopo, è stata lanciata nel giugno dello scorso anno, IGTV abbraccia il formato orizzontale, abbandonando quella che era una peculiarità dell’app di video di lunga durata: l’esclusività del formato verticale. La notizia viene data da Instagram, annunciando che il formato panoramico, quello orizzontale, è in aggiunta a quello verticale. Eppure, solo un anno fa, Kevin Systrom, co-fondatore dell’app che nel frattempo ha abbandonato Instagram a settembre del 2018, sosteneva che quella fosse la vera caratteristica interessante di IGV, “semplicemente perché nessuno ce l’ha“.

    E’ evidente che questa scelta riflette l’esigenza di rilanciare un’app che, per la verità, non è riuscita a soddisfare tutte le aspettative. Forse perché il video poteva essere caricato, e visto, solo nel formato verticale? Certo, questo alla lunga, dopo l’entusiasmo iniziale, ha finito per trasformarsi in un limite alla creatività. In effetti risulta difficile sbizzarrirsi quando a disposizione hai un solo formato molto limitativo.

    IGTV instagram tv orizzontale

    Ma forse, un altro limite è rappresentato dal fatto che i video di lunga durata non fanno proprio per Instagram, potrebbe anche essere. Pensare a video su Instagram fa pensare ormai a brevità, immediatezza, velocità, mentre un video di lunga durata fa pensare ad altro e ad altre piattaforme che riescono a soddisfare meglio questa esigenza (ogni riferimento a YouTube è puramente voluto).

    E i numeri parlano chiaro. I download dell’app non sono entusiasmanti, Sensor Tower riporta che l’app in Italia è al 131° posto tra le app più scaricate su iOS nella categoria “Foto e Video”, andazzo simile anche negli Usa. E Facebook ancora non ha mai rilasciato numeri ufficiali sull’app.

    Instagram fa sapere di aver deciso questo importante aggiornamento dopo aver dato ascolto ai tanti utenti che chiedevano il formato orizzontale. In realtà, quello che chiede la stragrande maggioranza degli utenti di IGTV è adottare un sistema che permetta loro di monetizzare. Questa sarebbe la vera motivazione per rilanciare IGTV, offrendo ai tanti utenti creators, infuencer che finora hanno cercato di fare del loro meglio nel formato verticale, sapendo benissimo che altrove era fora più facile avviare un canale per farsi conoscere.

    Chissà che non ci arrivino tra un po’.

  • Favij denuncia un calo di visualizzazioni su YouTube, ma il problema è l’algoritmo

    Favij denuncia un calo di visualizzazioni su YouTube, ma il problema è l’algoritmo

    Il popolare youtuber Favij in un recente video denuncia un calo delle visualizzazioni dei suoi contenuti sulla piattaforma del 30-40%. Secondo la sua valutazione, questa sarebbe una delle conseguenze del progressivo chiusura di Google +. In realtà, come sollevato anche dai suoi colleghi stranieri, il vero problema è l’algoritmo.

    Come sapete, YouTube è una delle prime piattaforme video nel panorama web ed è la più usata dai creatori di video, meglio riconosciuti come youtuber. Col passare del tempo, YouTube ha dovuto affrontare l’emergere della concorrenza, specie negli ultimi 4-5 anni, da quando Facebook ha deciso di puntare sulla forma di contenuto video, molto più coinvolgente.

    Di conseguenza, per contrastare quindi questa concorrenza, anche YouTube ha dovuto modulare meglio il suo algoritmo, per meglio distribuire le visualizzazioni dei contenuti video contenuti sulla piattaforma e, quindi, per attirare più visualizzazioni.

    L’ultima modifica dell’algoritmo è avvenuta lo scorso mese di giugno, una modifica che ha costretto i creatori di video a modificare in maniera considerevole la pubblicazione dei contenuti, soprattutto da un punto di vista dei contenuti da trattare.

    youtube visualizzazioni algoritmo

    Fatta questa doverosa premessa per meglio centrare il tema della notizia, il popolare youtuber italiano Favij, (vero nome Lorenzo Ostuni) che vanta un seguito sulla piattaforma di quasi 5 milioni di followers (4,9 per la precisione), il quale in un suo video recente, “YouTube sta morendo?“, denuncia un calo delle visualizzazioni dei suoi video del 30-40%. Un calo considerevole evidentemente per chi vive di quella piattaforma.

    Dopo esseri interrogato molto sulle possibili cause, tra le quali anche quella di cambiare un po’ il format dei propri video, Favij avanza la tesi che questo calo delle visualizzazioni, dopo averlo verificato anche con suoi colleghi italiani e non solo, sarebbe dovuto alla progressiva chiusura di Google+.

    Come molti di voi sapranno, e ne abbiamo dato notizia anche sul nostro blog, Google+ è ormai destinato a chiusura definitiva nel 2019, ed essendo molto legata a YouTube, per generare interazioni con gli utenti, secondo Favij questo avrebbe finito per avere conseguenze sulle visualizzazioni.

    favij youtube visualizzazioni algoritmo
    Favij

    Ma in realtà le cose non stanno così. E’ vero che molti youtubers stanno denunciando un forte calo delle visualizzazioni, ma non è per Google+, anche perchè nessuno forse si sognerebbe di dare tutta questa responsabilità ad un piattaforma social che in realtà non è mai partita.

    Il vero problema, se così lo si vuol definire, per rispondere a Favij, è proprio l’algoritmo.

    YouTube ha rimodulato in maniera considerevole la spinta dei video degli yuoutuber più blasonati per redistribuire meglio le visualizzazioni. In questo modo, la piattaforma ha attivato una sorta di competizione tra tutti gli yuotuber per riuscire ad ottenere lo stesso livello di visualizzazioni.

    Come quasi sempre succede, ad essere colpiti da un cambio di algoritmo sono sempre quelli che vantavano visualizzazioni e interazioni molto alte con il precedente. Ma un altro problema, sollevato poi da molti youtubers, è che non si ancora ben compreso quale sia la vera discriminante attraverso cui l’algoritmo seleziona i video.

    Alcuni yuoutuber americani hanno cominciato a costruire video più lunghi del solito. Molti creatori stanno allungando la durata dei video, ad esempio dai 12 ai 16 minuti secondo l’esperienza di Cody Ko, con l’obiettivo di intrattenere di più il proprio pubblico e quindi di essere promossi dall’algoritmo.

    Leggi anche:

    Addio Google+, anche i grandi a volte sbagliano

    Questo tema si lega, ovviamente, all’altro grande tema che è quello dell’advertising e della monetizzazione degli yuotubers. YouTube potrebbe aver spinto i creatori ad allungare la durata dei propri video anche per usare il formato “mid-roll”, ossia l’inserimento di annunci pubblicitari nel mezzo del video, quindi non solo annunci “pre-roll” prima della visione del video. Questo potrebbe spiegare molte cose.

    La denuncia di Favij ha quindi un riscontro oggettivo, del resto qualche giorno fa sul sito di CbC Radio Canada è stato pubblicato un interessante articolo su quella che è l’ansia degli yuotuber, di quelli che sono delle vere e proprie star e che adesso devono riconsiderare la loro presenza sulla piattaforma.

    Il calo delle visualizzazioni, la continua rincorsa alle visualizzazioni per mantenerle sempre alte ha finito per generare, in alcuni, una vera e propria ansia.

    Sul tema degli algoritmi e di come questi sia ormai l’unica discriminante delle piattaforme ci sarebbe molto da scrivere, ma, per ora, ci fermiamo qui dopo aver cercato di offrire una risposta al problema sollevato da Favij.

    Restiamo a disposizione di tutti coloro che volessero contribuire a chiarire la questione, rivolgiamo quindi un invito a YouTube a offrire una sua visione e a Favij, e a tutti gli altri youtubers, che volessero confrontarsi per meglio comprendere il problema.