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  • Social Media e genitori: il 30% pubblica foto o video dei figli ogni giorno

    Social Media e genitori: il 30% pubblica foto o video dei figli ogni giorno

    Un’indagine di McAfee, “The Age of Consent”, dedicata alle problematiche relative alla pubblicazione online delle foto di bambini, ha rilevato che il 30% dei genitori pubblica sui social media una foto o un video del proprio bambino almeno una volta al giorno.

    L’indagine di McAfee, nota azienda specializzata nella sicurezza informatica, tocca un tema spesso al centro del dibattito sui social media, sulla opportunità o meno di pubblicare foto o video dei propri figli e delle conseguenze che ne conseguono. Dal titolo The Age of Consent, l’indagine è stata pubblicata qualche giorno fa, quando ormai manca pochissimo alle riaperture delle scuole per il nuovo anno scolastico nel nostro paese, proprio per sensibilizzare i genitori, e l’opinione pubblica, su quelli che possono essere i rischi che comporta la scelta di pubblicare liberamente foto e video dei propri figli. E’ anche utile per conoscere quale sia, ad oggi, l’atteggiamento dei genitori riguardo a questo tema. Nonostante l’indagine sia stata condotta negli Usa, crediamo che sia molto utile per i contenuti e i dati che sono emersi.

    Prima di tutto, crediamo che vada sottolineato il dato che dice che il 30% dei genitori pubblica sui social media una foto o un video del proprio bambino almeno una volta al giorno. Esiste poi un 12% di essi che pubblica addirittura più volte al giorno. Sono dati, questi ultimi che preoccupano circa la eccessiva esposizione di minori sui social media, mettendoli a grave rischio.

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    La maggior parte dei genitori ha identificato i seguenti problemi associati alla condivisione di immagini online, tra cui pedofilia (49%), stalking (48%), rapimento (45%) e cyberbullismo (31%). Ma molti genitori (58%) non considerano nemmeno se il figlio è d’accordo sulla pubblicazione online della propria immagine, altro tema molto importante. Infatti, il 22% dei genitori ritiene che il figlio sia troppo giovane per decidere se la propria immagine debba essere condivisa online, un altro 19% ritiene che debba sempre essere il genitore a decidere.

    Al di là di queste che sono le preoccupazioni che affliggono, in ogni caso i genitori, la ricerca evidenzia anche come le stesse preoccupazioni non portano i genitori ad agire di conseguenza, anzi. Molti, infatti, ammettono di includere ancora le informazioni personali e i dati personali dei bambini nelle immagini online.

    Ad esempio, la metà dei genitori intervistati ammette di avere o di voler condividere una foto del proprio figlio sui banchi di scuola, nonostante il rischio di esporre le informazioni personali. Conforta, però, vedere che la maggior parte dei genitori, il 70%, condivida foto di bambini solo su account di social media privati. Si tratta certamente di un buon primo passo, ma c’è ancora molto da fare affinché i genitori proteggano l’identità dei loro figli.

    La ricerca mette in rilievo come i genitori ritengano che le pubblicazioni di foto e video sui social media non comportino disagi emotivi per i propri figli. Solo il 23% dei genitori teme che la pubblicazione di un’immagine del proprio figlio online possa turbare o suscitare ansia nel minore, e solo il 30% ritiene che il proprio figlio possa essere imbarazzato dall’immagine. Gli effetti collaterali sull’emotività dei bambini non devono essere sottovalutati. Un sondaggio condotto da ComRes ha rilevato che più di un bambino su quattro tra i 10 e i 12 anni si sente imbarazzato, ansioso o preoccupato quando i genitori pubblicano le loro foto online. È interessante notare che le mamme sembrano considerare la possibilità di imbarazzare i bambini più dei papà, con il 45% di papà che ritiene che i loro figli passeranno sopra qualsiasi contenuto imbarazzante rispetto a solo il 14% delle mamme.

    Sono dati che destano una certa preoccupazione e che è necessario che si parli sempre di più dei rischi che questo tipo di pubblicazioni possa comportare per i nostri figli. Bisogna che siano proprio i genitori i primi a proteggerli e che siano ben consapevoli delle conseguenze. Ecco perchè abbiamo ritenuto necessario condividere con voi questa ricerca.

    The Age of Consent offre anche qualche suggerimento utile, come questi, che dovrebbero già essere applicati:

    Attenzione alla geolocalizzazione. Molti social network taggano la posizione di un utente quando viene caricata una foto. I genitori devono assicurarsi che questa funzione sia disattivata per evitare di rivelare la propria posizione. Questo è particolarmente importante quando si pubblicano le foto fuori casa.

    Impostare regole di riservatezza. I genitori devono condividere le foto e gli altri post sui social media solo con il pubblico a cui sono destinate. Anche se servizi come Facebook e Instagram hanno caratteristiche che permettono di condividere i messaggi solo con connessioni confermate, tutto ciò che viene postato su un social network deve essere trattato come se fosse pubblico.

    Stabilire regole di base con amici, familiari e bambini. Essere chiari con amici e familiari sulle linee guida quando si pubblicano le immagini dei minori. Queste regole possono aiutare a evitare situazioni indesiderate come se un parente che condivide le foto senza autorizzazione esplicita. Non dimenticate che queste regole di base dovrebbero applicarsi anche ai genitori per proteggere i bambini ritratti nelle immagini da imbarazzo, ansia e anche cyberbullismo.

    Prendere il controllo delle proprie informazioni personali. Il numero di violazioni dei dati segnalate continua ad aumentare, così come la possibilità di furto di identità. Per i bambini che sono troppo piccoli per una carta di credito, i genitori dovrebbero bloccare il proprio accesso al conto per evitare qualsiasi uso non autorizzato. Una soluzione di protezione contro il furto d’identità come McAfee Identity Theft Protection può aiutare a proteggere in modo proattivo l’identità e i dati personali da un uso improprio.

    E voi che ne pensate di questa indagine? Siete anche voi tra quelli che pubblicano foto e video dei propri figli? Che regole vi siete dati? Raccontateci la vostra esperienza.

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  • L’UE obbligherà Netflix e Amazon ad inserire il 30% di contenuti europei nei propri cataloghi

    L’UE obbligherà Netflix e Amazon ad inserire il 30% di contenuti europei nei propri cataloghi

    Una legge europea obbligherà Netflix e Amazon ad inserire nei propri cataloghi almeno il 30% di contenuti europei. Significa che una legge stabilirà che Netflix dovrà garantire in Italia almeno un terzo del suo catalogo a contenuti locali. Una quota che, a discrezione dei singoli stati, potrebbe arrivare al 40%.

    Preso verrà varata una norma europea che imporrà a società come Netflix e Amazon (Prime Video) di garantire all’interno dei propri cataloghi almeno il 30% di contenuti europei, made in Europe. Questo comporterà che, in Italia, Netflix dovrà dare più spazio a produzione italiane. Le società citate, ma tutte le altre similari, dovranno commissionare spettacoli e film di produzione europea, acquistarli o contribuire a fondi cinematografici nazionali. Inoltre, le società dovranno inoltre assicurarsi che i contenuti locali abbiano una adeguata visibilità nelle loro biblioteche.

    La notizia è stata diffusa da Variety dopo una chiacchierata a Venezia, in occasione della 75°Mostra del Cinema, con Roberto Viola, responsabile del dipartimento della Commissione europea che regola le reti di comunicazione, contenuti e tecnologie. Secondo Viola la legge è ormai vicina all’approvazione finale, il voto dovrebbe arrivare a dicembre e dovrebbe trattarsi di una “mera formalità”.

    netflix

    Dal momento in cui la legge entrerà in vigore, come abbiamo detto entro dicembre 2018, i singoli stati membri hanno tempo 20 mesi per renderla efficace all’interno del proprio ordinamento. Ma c’è di più, perchè ogni singolo stato potrà anche elevare la quota dal 30% al 40%. Sarà, ancora, facoltà dei singoli stati decidere se le società come Netflix e Amazon debbano rispettare un minimo di produzione locale di film e spettacoli. Il contributo per i fondi cinematografici nazionali resta invece come opzione.

    A dire il vero, Netflix è già vicina al raggiungimento del 30% di titoli europei, all’interno del quale ci sono grandi produzioni, un nome si tutti “La Casa di Carta”. Il mese prossimo l’UE pubblicherà le quote europee attive delle società, in modo da comprendere meglio lo stato dell’arte in vista dell’approvazione della legge. In basso l’infografica che mostra lo stato dei cataloghi Netflix a livello mondiale.

    Ma non è tutto, perchè l’UE sta anche elaborando una norma che impone a società come YouTube di riconoscere diritti d’autore più elevati a registi e scrittori cinematografici e televisivi.

    E voi che ne pensate?

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  • Facebook supera YouTube come piattaforma video preferita dagli utenti

    Facebook supera YouTube come piattaforma video preferita dagli utenti

    Il video è ormai la forma di contenuto più coinvolgente, tutti amano vedere video sui social media. Una recente indagine di Slidely ha rilevato che Facebook ha superato YouTube come piattaforma video più usata dagli utenti. Inoltre, sempre su Facebook, il 71% dichiara di trovare rilevanti gli annunci video.

    Non vale ripetere che il video sarà la forma di contenuto più usata, lo è già. Per la sua natura, per la sua grande capacità di coinvolgere e intrattenete, il video oggi è la forma di contenuto che tutte, quasi tutte, le aziende dovrebbero adottare. Anche perchè agli utenti i video piacciono. Da non dimenticare lo scenario video che da poco si è arricchito anche di Instagram TV. La ricerca di Slidely, che fra poco conosceremo più in dettaglio, ci dice proprio questo. E ci dà un altro elemento su cui riflettere e cioè che Facebook ha finito per sorpassare YouTube come piattaforma video preferita dagli utenti. E questa è la notizia principale che si ricava da questa ricerca. Se è vero che già tre anni fa la piattaforma di Zuckerberg era in grado di tallonare la piattaforma video di Google in termini di visualizzazioni, oggi si aggiunge l’elemento più importante, da questo punto di vista.

    L’elemento è che il 47% degli utenti preferisce vedere video da Facebook, è quindi la piattaforma più popolare per la visualizzazione di video. Mentre gli utenti che preferiscono vedere video da YouTube sono il 41%. Come sappiamo Facebook dà molta rilevanza ai video nativi rispetto a quelli condivisi da altre piattaforme. E’ stato rilevato che i contenuti video nativi ricevono, in media, il 477% di condivisioni in più e il 530% in più di commenti, rispetto ai video inviati su Facebook da piattaforme esterne. La cosa che a questo punto conviene fare, e questo vale soprattutto per le aziende, è quella di caricare il video direttamente su Facebook, anziché caricarla su un’altra piattaforma per poi caricare il link.

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    Facebook genera 8 miliardi di visualizzazioni video al giorno. Ora considerando 3 secondi di visualizzazione per video, stiamo parlando dell’equivalente di 760 anni di visualizzazioni video al giorno.

    Oltre a questo, un dato che forse potrà risultare sorprendente, è che il 71% degli utenti dichiara di trovare rilevanti i contenuti video sponsorizzati su Facebook. Significa che l’operazione di trageting porta i suoi frutti e che quindi il pubblico individuato effettivamente approva. Un pubblico mirato ha una importanza enorme in un strategia di social video marketing e Facebook da questo punto di vista, insieme a Instagram, risulta vincente.

    Altro elemento che vogliamo portare alla vostra attenzione è quello secondo cui il 58% dichiara di compiere un’azione concreta in relazione alla visualizzazione del video. L’utente, quindi, risponde in maniera attiva dopo aver visto il video sponsorizzato. Musica per i marketers e per le aziende. Infatti, il 70% degli intervistati ha dichiarato di visitare più volte il sito web di un’azienda dopo aver visto un video online. Inoltre, un altro 60% visita la pagina o il profilo dopo aver visualizzato un video sui social. Altro elemento che potrà essere d’aiuto, l’89% dichiara di leggere la didascalia che accompagna i video.

    Il video quindi non è solo strumento per ottenere visualizzazioni, ma può aiutare ad ottenere risultati concreti.

    E se si parla di video, non si può non parlare di Stories. Il 68% degli intervistati dichiara di vedere spesso le Stories su Facebook o su Instagram; il 52% dichiara poi di pubblicarle. L’81% degli utenti sotto i 34 anni, millennials, dichiara di vedere sempre le Stories.

    Questi alcuni dati della ricerca in pillole:

    • il 44% degli intervistati guarda più di cinque video online al giorno;
    • il 56% trascorre più tempo su Facebook che su qualsiasi altra piattaforma social;
    • quando si guarda un video su Facebook, il 65% lo preferisce con l’audio acceso; gli uomini preferiscono guardarli con l’audio attivo più delle donne;
    • il 32% dei consumatori preferisce la “voce fuori campo” sui video che guardano;
    • il 60% visita la pagina Facebook di un editore dopo aver visto un video, mentre un altro 70% dichiara di visitare il sito web dell’azienda dopo aver visto il contenuto video.

    Allora, che ne pensate? In basso l’infografica associata alla ricerca.

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  • Video e Social Media, ecco la lunghezza ideale da tenere a mente su ogni piattaforma

    Video e Social Media, ecco la lunghezza ideale da tenere a mente su ogni piattaforma

    Il Video oggi è uno degli strumenti più potenti per fare marketing, coinvolgimento, comunicazione, posizionamento. I benefici sono davvero tanti e per questo i video condivisi saranno sempre di più. Le piattaforme social si stanno ormai adattando a questo grande trend. Ma qual è la lunghezza ideale di un video? Lo scopriamo con questa utile infografica.

    Se un paio di anni fa, forse anche tre, si riteneva (a ragione) che il video sarebbe stata la forma di contenuto su cui scommettere. Ebbene, oggi quella scommessa è stata vinta da tanti che hanno creduto subito nei Video. Come ben saprete, anche perchè l’abbiamo ripetuto varie volte, Cisco nel 2016 aveva previsto che entro il 2020 i Video saranno la forma di contenuto più diffusa all’80%. E le piattaforme social si sono subito adattate a questo grande trend, lanciando a loro volta il proprio strumento video da utilizzare per fare marketing, comunicazione, coinvolgimento, posizionamento. Tutti vantaggi che derivano dal buon utilizzo dei Video. Già, perchè sebbene i video siano così condivisi, questa è comunque una forma di contenuta impegnativa, che richiedere una testosterone propionate certa preparazione. Per dirla breve, non tutti riescono a fare dei buoni video, ma non è detto che non ci si riesca però. Anche perchè improvvisarsi non sempre è una buona soluzione.

    Partiamo con qualche considerazione: il 92% degli utenti che visualizzano video, di proprio gradimento, dal proprio dispositivo mobile, saranno più portato a condividerlo con altri; l’82% degli utenti Twitter apprezza i contenuti video; l’87% dei marketer utilizza il video come forma di contenuto all’interno delle strategie di comunicazione/marketing.

    Detto questo, lo scopo di oggi è quello di fare una bella panoramica su un tema specifico, ossia quale sia la migliore lunghezza dei video da condividere sulle diverse piattaforme. Lo facciamo con l’aiuto di questa preziosa infografica che è stata tenuta in costante aggiornamento, propri per il fatto che ormai le piattaforme social lanciano quasi quotidianamente (stiamo esagerando?) nuovi strumenti per utilizzare al meglio i video.

    Allora, abbiamo suddiviso l’argomento tenendo presente le principali piattaforme che permettono la creazione al condivisione di video come Instagram, Facebook, Twitter, YouTube, Pinterest, andando a vedere i vari strumenti e le varie possibilità che queste piattaforme propongono, tenendo ben presente la lunghezza ideale per fare in modo che il video sia performante al meglio. Ne viene fuori, ripetiamo, una bella panoramica che può tornare utile ad aziende, professionisti, blogger, marketer, insomma a tutte le quelle figure che vogliono scommettere su questa forma di contenuto.

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    I Video su Instagram

    Instagram introdusse i Video nel 2013 della durata massima di 15 secondi, aumentandola poi, nel 2016 a 60 secondi. Ebbene sottolineare che il pubblico che visualizza Video da questa piattaforma non va oltre 1 minuto e che il tempo ideale resta comunque quello compreso tra i 30-45 secondi, video di questa durata sono molto performanti.

    Instagram Stories

    Come sapete Instagram Stories è ormai lo strumento principe di Instagram, da poco ha anche raggiunto il traguardo dei 400 milioni di utenti. Ebbene, sapete che si tratta di contenuti effimeri, e qui la durata massima dovrebbe essere di 15 secondi. Se ritenete che il video debba essere condiviso per intero, allora spezzettatelo condividendolo in momenti diversi come forse una piccola saga. In alternativa, avete sempre la modalità Live da sfruttare, con un tempo massimo di 60 minuti che poi svaniranno superate le 24 ore.

    IGTV

    E’ l’ultima novità di Instagram, la vera sfida che la piattaforma di Kevin Systrom lancia a YouTube. Infatti questa app stand-alone permette la condivisione di lunga durata in modalità verticale. Ricordate che la lunghezza massima da mobile è di 15 minuti e da desktop è di 60 minuti (solo per uteti con una grande audience e per gli utenti verificati). E’ una modalità nuova, per il pubblico a cui mirate di solito, vale la pena quindi sperimentare.

    I Video su Facebook

    Facebook è la piattaforma che di solito viene scelta anche per il fatto che non pone molti limiti di lunghezza, un dato che lo si riscontra anche per quanto riguarda i video. Infatti, la durata massima dei Video su questa piattaforma è di ben 120 minuti. Non è detto che il miglior video debba durare 2 ore, anzi, tutt’altro. E’ dimostrato, quasi scientificamente, che la lunghezza ideale si attesti intorno al minuto e mezzo, quindi considerate questa lunghezza su cui realizzare le vostre performance video.

    Facebook Stories

    Anche in questo caso parliamo di video effimeri ed anche in questo caso dobbiamo parlare di video brevi ed accattivanti. La lunghezza di un Video in una storia è di 20 secondi, più lunga di 5 secondi rispetto a Instagram Stories. Secondi in più da sfruttare allora.

    Facebook Live

    Facebook Live è stato rilasciato per Android nel 2016, dopo il rilascio per iOS, e da allora è stato un crescendo. Da tenere in considerazione che si tratta di una modalità dal vivo che permette una durata massima di 4 ore di diretta. Il consiglio è quello di ottimizzare la durata, sottolineando le parti salienti, mettendola a disposizione per la vostra audience sulla vostra pagina in versione on-demand.

    Facebook Video Cover

    Sapete che da un po’ di tempo è possibile adottare copertine in modalità video, molto coinvolgenti. La durata ottimale di questa forma di contenuto è tra i 20-90 secondi. E sapete anche che il video gira in loop, quindi potete tarare il video anche su una durata inferiore al minuto e mezzo.

    Facebook Video Profilo

    Anche il profilo può essere caricato in video, anche in questo caso, se fatto bene, può risultare molto coinvolgente. Consiglio sulla durata massima è di 5-7 secondi, in alternativa potete caricare una GIF.

    I Video su Twitter

    E passiamo ora a Twitter dove i Video, come ricordavamo prima sono molto coinvolgenti e molto apprezzati dagli utenti di questa piattaforma. I Video devono quindi ricalcare le caratteristiche della piattaforma all’insegna della rapidità e della brevità, quindi, nonostante la durata massima sia di 2 minuti e 20 secondi, cercate di mantenere una durata più breve. Anche 30 secondi possono bastare se si riesce a veicolare bene il messaggio.

    I Video su YouTube

    YouTube è la piattaforma per antonomasia quando si parla di Video. Nel tempo gli utenti hanno costruito su questa piattaforma un proprio palinsesto, alternativo a quello della Tv (imposto). Di conseguenza, si tratta di una piattaforma complessa in termini di offerta di modalità e sta quindi a voi scegliere quella più adatta alle vostre esigenze. Di certo, se si avanafil generico tratta di video tutorial, la lunghezza ideale è quella di 45-90 secondi. Se in video è uno spot, allora mantenetevi tra i 15 secondi e 1 minuto di durata. Tenete presente che a durata video, quella più generalista, è di 2 minuti e mezzo.

    I Video su Pinterest

    Alcuni studi recenti ci dicono che il 75% degli utenti è ben predisposto a visualizzare video su questa piattaforma e il 67% di essi dichiara la visualizzazione di invita a compiere un’azione. Quindi, se forse questo vi sorprenderà, è forse il caso di prendere in considerazione anche questa piattaforma nella vostra strategia video. La lunghezza massima è di 30 minuti e, dopo tutto quello che abbiamo sin qui esaminato insieme, sperimentate la durata idela per quella audience.

    Dopo questa panoramica sulla durata consigliata e ideale, è ben chiaro che non esiste una formula ben precisa. Se c’è un elemento che dovete certamente considerare è che, come è ormai conclamato da più parti, se il vostro video non dimostra da subito di essere coinvolgente, rischiate di perdere il 33% di pubblico nei primi 30 secondi. Dopo 1 minuto di perde addirittura il 45%.

    I consiglio finale è quindi quello di concentrarsi prima sul contenuto, sulla capacità di coinvolgimento, solo dopo prendete in considerazione la durata ideale.

    E allora, che ne pensate? Qual è la vostra esperienza su questa tema. Condividete con noi le vostre esperienze tra i commenti o sui nostri canali social.

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  • Twitter introduce le Video Webiste Cards per tutti gli inserzionisti

    Twitter introduce le Video Webiste Cards per tutti gli inserzionisti

    Twitter introduce le Video Website Cards, un formato creativo, che si aggiunge alle altre Cards, che combina le potenzialità dei video con la possibilità di indirizzare gli utenti al proprio sito per saperne di più o per interagire in maniera immediata.

    Twitter introduce una nuova Card, il formato creativo che rende il contenuto più coinvolgente e diretto per l’utente. Si tratta delle Video Website Cards, un formato che punta sulle potenzialità dei video, come sappiamo contenuto molto coinvolgente, con la possibilità di offrire agli utenti una modalità più interessante per invitarli a visitare il proprio sito e per interagire in modo più immediato.

    Perchè usare le Video Website Cards?

    Prima di tutto questa modalità sfrutta il grande potenziale dei video, contenuto molto coinvolgente. Quindi, per annunciare il lancio di un prodotto, per invitare i viaggiatori a cliccare per scoprire di più sulla destinazione descritta, o per mostrare in anteprima il gameplay per incentivare le vendite di un nuovo videogioco, la Video Website Card può risultare una forma di contenuto utile all’utente per interagire subito con l’iniziativa.

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    Cosa possono fare le aziende con le Video Website Cards?

    Con le Video Website Cards le aziende possono:

    Attirare i consumatori qualificati con un auto-play immersivo che mostra i valori, il prodotto o il servizio di un marchio ancor prima che una persona clicchi. Complessivamente nella versione beta, la Video Website Card ha raggiunto una percentuale di clic 2 volte più elevata rispetto al benchmark del settore per gli annunci adv nel video mobile. Gupta Media (@GuptaMedia) ha collaborato per diversi clienti beta, tra cui Republic Records (@RepublicRecords), che ha utilizzato la Video Website Card per incentivare lo stream digitale dell’album di debutto della cantante hip-hop Aminé (@heyamine), “Good for You”.

    Estendere l’engagement col brand con una creatività pensata per indirizzare i consumatori al sito per scoprire di più o interagire col marchio. Per esempio, la Bank of America (@BofA) ha utilizzato vignette divertenti per mostrare le caratteristiche della sua app per il servizio di mobile banking e ha indirizzato direttamente al proprio sito tutti coloro che volevano maggiori dettagli.

    Mantenere alta l’attenzione dei consumatori. Sul cellulare, il video è fissato nella parte superiore dello schermo e continua la riproduzione anche mentre il sito web è in fase di caricamento. Riempendo anche questo momento dell’esperienza, si è notato una significativa riduzione del numero di utenti che abbandonano rapidamente il sito mentre sta ancora caricando. I brand che hanno partecipato alla beta, infatti, hanno visto un aumento medio del 60% nel mantenimento dell’utente rispetto alle medie del mercato.

    Jaguar USA (@JaguarUSA) ha utilizzato questo format per attrarre gli utenti con un video che mostra l’elegante design della F-TYPE, e che invitava i consumatori ad andare sul sito per saperne di più.

    https://twitter.com/JaguarUSA/status/879338463551795202?ref_src=twsrc%5Etfw&ref_url=https%3A%2F%2Fblog.twitter.com%2Fmarketing%2Fen_us%2Ftopics%2Fproduct-news%2F2017%2FMake-your-videos-work-harder-with-the-Video-Website-Card.html

    La Video Website Card dispone di un video a riproduzione automatica, un titolo personalizzabile e un URL di destinazione associato a un ampio target. Gli inserzionisti possono scegliere di implementare questa funzionalità creativa nelle visualizzazioni video, nei click del sito web o negli obiettivi di awareness, in modo da ottimizzare e pagare solo per le attività più rilevanti per loro. Per esempio, uno studio cinematografico che vuole lanciare un nuovo film potrebbe utilizzare la Video Website Card per ottimizzare le visualizzazioni video del trailer nella fase iniziale della campagna, quando l’obiettivo primario è quello di incrementare l’awareness e, successivamente, ottimizzare i clic al sito quando il film è nelle sale e lo scopo principale diventa quello di vendere i biglietti.

    La creatività  Video Website Card è ora disponibile per tutti gli inserzionisti a livello globale.

     

  • Agli italiani piacciono i video in streaming e sono più di 4 milioni gli abbonati

    Agli italiani piacciono i video in streaming e sono più di 4 milioni gli abbonati

    Gli italiani sono sempre più appassionati di video in streaming, una ricerca dell’Osservatorio EY in Italia evidenzia che sono 19 milioni gli italiani che fruiscono di contenuti video online, cresciuti di quasi 3 milioni in un anno. Gli utenti italiani che decidono di abbonarsi sono 4,3 milioni: Netflix conta oltre mezzo milione di abbonati.

    Non è un mistero che gli italiani siano appassionati di video online, da sempre gli utenti hanno sempre amato il fatto di potersi costruire un proprio palinsesto per i contenuti video, decidendo che quello dovesse essere il modo di fruire contenuti video. Questa è una modalità che di fatto ha finito per trasformare il ruolo della televisione che, all’interno di questa trasformazione digitale ha saputo ritagliarsi un proprio ruolo, anche se non è più un ruolo centrale come lo era fino a qualche anno fa.

    L’indagine che ha presentato l’Osservatorio EY di recente a Capri rileva questo amore degli italiani per i video in streaming, per lo più di quei video trasmessi dagli Over The Top, vale a dire colossi come Facebook o Netflix. Gli italiani che decidono di fruire video in streaming, considerando quindi tutte le piattaforme gratuite e non, sono 19,1 milioni, con una crescita di quasi 3 milioni in anno (2,9 milioni), nel periodo compreso tra settembre 2016 e luglio 2017.

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    E cresce in maniera significativa anche il numero di chi decide di abbonarsi per fruire a pagamento di contenuti video. Secondo l’indagine EY, a giugno 2017 gli abbonati erano 4,3 milioni.

    E cosa guardano gli italiani in streaming?

    Tra i contenuti video preferiti ci sono cinema e serie tv, per gli utenti a pagamento, e intrattenimento, per i consumatori delle versioni gratuite. La metà di coloro che guardano contenuti video gratuiti utilizza le piattaforme digitali offerte dai principali broadcaster italiani, come RaiPlay, Mediaset.it, DPlay, La7.it. Mentre la ricerca evidenzia che tra i servizi a pagamento i servizi più utilizzati dagli italiani sono Netflix e Tim Vision, che hanno raggiunto e superato i 500.000 sottoscrittori già nei primi mesi del 2017. NowTV e Infinity, invece, possono contare a metà del 2017 di una base clienti attorno ai 300.000 sottoscrittori ciascuna.

    Il recente Rapporto del Censis aveva rilevato che l’11,1% degli italiani guarda programmi dalle piattaforme video, un dato che arriva al 20,6% tra i giovani con età compresa tra i 14 e i 29 anni.

  • Entro poche settimane anche su LinkedIn tutti potranno caricare video

    Entro poche settimane anche su LinkedIn tutti potranno caricare video

    LinkedIn è sempre più un social network, nella definizione più classica. Dall’acquisizione di Microsoft lo scopo era quello di portare gli utenti a condividere contenuti più spesso e la notizia di oggi va in questa direzione. Dopo averlo lanciato in fase di test, nelle prossime settimane tutti potranno caricare video anche su LinkedIn. Come avviene già su qualsiasi social network.

    Nel maggio scorso, quando LinkedIn ha raggiunto e superato il traguardo dei 500 milioni di utenti, dicevamo che forse era quello il momento in cui considerare la piattaforma, nata per mettere in contatto professionisti e aziende, come un vero social network. Aveva raggiunto di fatto la maturità. In realtà, questo processo verso una piattaforma che mettesse al centro sempre la condivisione del contenuto, e meno la condivisione (spesso esclusiva) del solo CV, inizia quando Microsoft acquisisce la piattaforma nel 2016. Da allora tutte le funzionalità introdotte hanno traghettato la piattaforma più verso la sponda dei social network. E l’ultima funzionalità introdotta ne è una nuova conferma.

    LinkedIn, dal suo blog ufficiale, annuncia che nelle prossime settimane tutti gli utenti, a livello globale, potranno caricare video sulla piattaforma. Sarà possibile registrare video direttamente sulla piattaforma oppure caricare video già realizzati. La funzionalità era stata lanciata in forma di test il mese scorso e forse qualcuno di voi ha avuto modo di provarla.

    linkedin funzionalità video franzrusso.it 2017

    Come avviene già su altre piattaforme, la possibilità di condividere video su LinkedIn offre anche la possibilità di accedere a dati sulle visualizzazioni, su quanti commenti e like ha ottenuto il contenuto, oltre che vedere quali aziende hanno visualizzato i video. Il tutto sarà visibile dalla propria dashboard, da desktop e da mobile.

    LinkedIn spinge ancora più a fondo sulla condivisione continua di contenuti sulla piattaforma, cercando di accrescere l’utilizzo attivo della piattaforma da parte degli utenti (vero neo di LinkedIn: solo il 25% degli utenti è di fatto attivo). E visto che il video è la forma di contenuto più coinvolgente, non sorprende che in poco tempo questa modalità arrivi anche su LinkedIn.

  • Facebook comincia a rimuovere il video clickbaiting dal news feed

    Facebook comincia a rimuovere il video clickbaiting dal news feed

    Facebook continua il suo sforzo nel contrastare il fenomeno del clickbaiting e, con il nuovo aggiornamento del news feed, prende di mira i video. Nelle prossime settimane contenuti video con immagini fisse e che rimandano a siti non collegati alla notizia verranno penalizzati.

    Chissà quante volte vi sarà capitato, su Facebook, di reputare interessante un video e di cliccarci sopra, e, solo in un secondo momento, di esservi accorti che quello non era in realtà un contenuto video reale, ma era solo un contenuto fake con il fine di ottenete il vostro click. Immaginiamo sarà capitato qualche volta, come del resto a tutti. Ebbene, Facebook ha annunciato che nel prossimo aggiornamento dell’algoritmo che regola la visibilità dei contenuti sul news feed questi video saranno penalizzati.

    Si tratta di un nuovo fenomeno legato al clickbaiting, appunto il video clickbaiting. Se il contenuto sembra un video interessante, riconoscibile dal tasto play, in realtà, una volta cliccato proprio il tasto play, si tratta di un contenuto “esca”, che ha come scopo solo quello di “incassare” il nostro click, o, peggio ancora, di rimandarci su un sito che non avremmo voluto certamente visitare.

    Il nuovo aggiornamento sarà attivo nelle prossime settimane.

    facebook video clickbaiting mobile

    In pratica, una volta che l’algoritmo di Facebook riconosce una foto con un contenuto falso, trattandosi quindi di un video con nessuna attività in movimento, automaticamente la visibilità di questo contenuto verrà abbassata. Questa è, al momento, l’unica azione possibile, non vi sarà la rimozione del contenuto e non vi sarà alcuna penalizzazione per le pagine che ospiteranno contenuti come questi. Si tratta quindi di una azione a metà.

    Ma, come dicevamo all’inizio, questo è un nuovo sforzo che Facebook sta facendo per rendere il news feed sempre più integro. Il mese scorso un nuovo aggiornamento dell’algoritmo era stato annunciato con l’obiettivo di contrastare lo spam. Tutti gli utenti che continueranno a condividere notizie false e fuorvianti vedranno progressivamente ridurre la visibilità degli stessi contenuti sul News Feed. E sempre nell’ottica si migliorare la qualità delle notizie condivise sulla piattaforma, qualche giorno fa Facebook aveva annunciato il rilascio, negli Usa, Paesi Bassi, Francia e Germania, della funzionalità degli articoli correlati, aiutare gli utenti a capire se la notizia condivisa sia una fake news, offrendo una serie di notizie correlate all’argomento.

  • Sui video di Facebook Live si possono aggiungere i sottotitoli

    Sui video di Facebook Live si possono aggiungere i sottotitoli

    Facebook continua ad intensificare Facebook Live e stavolta introduce forse una funzionalità che per molti sarebbe dovuta essere già presente. In pratica, da oggi è possibile aggiungere sui video in diretta dalla piattaforma anche i sottotitoli, per rendere il live accessibile davvero a tutti.

    All’interno del grande obiettivo che è quello di rendere Facebook accessibile a tutti, con l’obiettivo di “costruire una grande community globale”, viene introdotta una nuova funzionalità per i Facebook Live, i video in diretta che oggi gli utenti possono realizzare sia da desktop che da mobile, da iOS e da Android. La novità era stata annunciata al recente F8, la conferenza annuale di Facebook dedicata agli sviluppatori. In pratica, da oggi è possibile aggiungere ai video in diretta anche i sottotitoli, un modo per estendere l’audience del video che in questo modo permette anche agli utenti non udenti o a coloro che presentano problemi all’udito, di seguire il live. E questa nuova funzionalità è valida quindi per le diretta via web e per le dirette via mobile.

    facebook live video sottotitoli

    Con questo aggiornamento gli utenti che utilizzano le Live API potranno aggiungere lo standard “CEA-608” alle proprie dirette. In questo modo sara possibile attivare i sottotitoli ai video. Quindi gli utenti che a loro volta attiveranno i sottotitoli per seguire il live, li vedranno comparire riuscendo a seguire il video. Una funzionalità che è utile, come detto, a tutte quelle persone che presentano problemi di udito, più o meno gravi, ma, se ci pensate, è utile anche a tutte quelle persone che, per motivi di lavoro o personali, non possono seguire il video con l’audio attivato, quindi i sottotitoli tornano utili.

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    Ad oggi è possibile aggiungere sottotitoli ai video non in diretta nel momento in cui il video viene caricato e nella fase di montaggio si può anche usare il servizio di riconoscimento vocale del social network per generare automaticamente i sottotitoli.

    Facebook Live è un fenomeno in crescita, cosa che abbiamo già avuto modo di sottolineare in altre occasioni. Nell’ultimo anno, le visualizzazioni giornaliere di Facebook Live sono quadruplicate e 1 video su 5 è una diretta, secondo quanto riferisce Facebook. E’ quindi molto probabile che, grazie all’aggiunta dei sottotitoli, le visualizzazioni saranno destinata ad aumentare per il fatto che ancora più persone avranno la possibilità di seguire i Facebook Live.

  • Twitter punta sui contenuti video in streaming con 16 nuovi partner

    Twitter punta sui contenuti video in streaming con 16 nuovi partner

    Twitter punta, a ragione, sui contenuti video. I dati per primo trimestre in effetti avevano premiato l’idea di puntare su questa modalità con le partite della NFL. L’annuncio viene dato rivelando la nuova strategia che comporta 16 nuove partnership tra cui figurano Bloomberg, The Verge, BuzzFeed e altri.

    Qualche giorno fa, descrivendo e commentando i dati del primo trimestre del 2017 di Twitter, avevamo sottolineato come la crescita degli utenti, che ora è di 328 milioni, fosse stata anche grazie alla partnership video con la NFL. E avevamo sottolineato come forse quella crescita potesse essere solo una piccola fiammata, visto che ora la NFL ha chiuso un accordo con Amazon. Ma Twitter, un po’ a sorpresa, dimostra di non voler demordere, e forte delle 800 ore di video che aveva coinvolto 45 milioni di utenti, rilancia con una nuova strategia che vede la partecipazione di ben 16 nuovi partner per trasmettere centina a di ore di video. 

    Come ricordavamo, i dati finanziari, per certi positivi soprattutto perchè avevano rivelato, dopo due anni, una crescita della base utenti, avevano premiato l’azienda in borsa con una crescita a due cifre. L’effetto lo si è avuto quando due giorni fa a “New Fronts” Jack Dorsey, CEO di Twitter, ha annunciato la prima grande partnership video con Bloomberg, uno dei 16 partner. Segno che i mercati apprezzano il fatto che Twitter stia provando a muovere le acque, infatti ieri il titolo TWTR ha guadagnato il 6,4%. Va detto anche, per essere precisi, che il rialzo è frutto anche dell’acquisto di un nuovo pacchetto di 574 mila azioni, pari a 9,5 milioni di dollari di investimento da parte di Dorsey. Un “attestato di fiducia” premiato dal mercato, fino ad ora.

    twitter partner video streaming franzrusso.it 2017

    I nuovi partner appartengono a più settori, quindi si va dalle News, allo Sport all’intrattenimento. Twitter quindi punta a spaziare sulla varietà dei contenuti video da trasmettere nel tentativo di coinvolgere un pubblico sempre più vasto con partite, notizie, curiosità ed eventi live. Si tratta, in ogni caso, di contenuto originale, e questa non è cosa da poco.

    Il primo partner ad essere stato annunciato è Bloomberg, con cui Twitter ha già collaborato altre volte. La partnership prevede la trasmissione 24 ore su 24 di contenuti in streaming, gratuiti, 7 giorni su 7. Gli altri sono:

    • Sport – WNBA (lega femminile di basket) una partita a settimana per le stagioni 2017-2018-2019; MLBAM, 3 ore una volta a settimana; Stadium, programmazione 24/7; The Players’ Tribune; PGA Tour, 31 tornei per un totale di 70 ore di video.
    • News – Bloomberg Media, programmazione esclusiva 24/7; The Verge, programmazione del gadget show dal prossimo autunno, Cirucuit Breaker; BuzzFeed News, programmazione quotidiana di Morning Feed; Cheddar, programmazione quotidiana alle 9 del mattino da Wall Street.
    • Intrattenimento – Live Nation, concerti live a partire dal 13 maggio; IMG Fashion, cuorisità e backstage dalle settimana della moda di Milano, New York, Parigi e Londra; Propagate, programmazione di #whatshappening.

    Twitter ha anche annunciato nuove partnership esclusive con Viacom per trasmettere gli MTV Movie & TV Awards e l’evento annuale Video Music Awards.

    Insomma, almeno su questo fronte Twitter dimostra di avere (finalmente) una strategia chiara da seguire e sicuramente porterà giovamento all’intera piattaforma. A questo punto è lecito attendersi una adeguata attenzione a tutto il resto, perchè se è vero che il coinvolgimento aumenta è necessario che la stessa piattaforma sia resa più facile da usare. E’ vero che con la programmazione della NFL gli utenti entrati in contatto sono stati 45 milioni, ma non tutti poi sono diventati nuovi utenti. Ecco, questa è la prova che, nonostante gli sforzi, Twitter resta ancora “difficile da usare” per molti. Sarebbe un peccato non agire su questo punto, nonostante tutti gli sforzi programmati.

    [l’immagine di copertina è stata creata da @franzrusso; qualora l’interessato la ritenesse inopportuna, verrà rimossa immediatamente]