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  • Con #Save su Periscope adesso salvi i tuoi video

    Con #Save su Periscope adesso salvi i tuoi video

    Da ieri su Periscope è possibile salvare i video, una piccola ma grande rivoluzione per l’app di Twitter. Per salvarli è sufficiente scrivere nel titolo del video #Save, di conseguenza il video sarà salvato in maniera permanente. Una feature che permetterà a Periscope di essere più competitiva.

    Da ieri su Periscope è possibile salvare i video, una notizia che fa felici gli utenti appassionati, sin dalla prima ora (ormai un anno fa) dell’app di live broadcasting di proprietà di Twitter. Una piccola grande rivoluzione per l’app che con l’aumento della concorrenza negli ultimi mesi, rappresentata per lo più dai Live Video di Facebook, rischiava di essere appannata. Ma con questa nuova feature le cose cambiamo e Periscope può tornare ad essere competitiva. Di cosa stiamo parlando? Di quella che ad occhio era la più grossa mancanza che l’app potesse avere, e non è un’esagerazione. Ma da ieri non è più così.

    periscope #save @franzrusso.it 2016

    In pratica, da ieri (si tratta comunque di una soluzione beta per l’app su Android e iOS) aggiungendo semplicemente #Save al titolo del video su Periscope, sarà possibile salvare lo stesso video in maniera permanente, mentre normalmente svaniscono nel giro di 24 ore. Si tratta, come detto, di una soluzione beta che passerà al vaglio degli utenti che con i loro feedback determineranno la soluzione migliore.

    Con #Save i video resteranno visibili sui profili degli utenti e i link condivisi ad esempio su Twitter resteranno sempre attivi.

    https://twitter.com/periscopetv/status/728031744847433729

    Se è vero che molti apprezzano il fatto che i video possano cancellarsi automaticamente in 24 ore, perchè fatti in una condizione veloce e senza una cura particolare, per molti altri invece questa è la soluzione che si attendeva. L’apprezzeranno gli utenti che curano i propri video, contenuti quindi non adatti ad un consumo veloce ma che si prestano a rappresentare ciò che fa l’utente. Quindi con #Save è possibile salvare quei contenuti che davvero aiutano a caratterizzare l’utente e a farsi conoscere meglio. Questa può essere un modo per utilizzarli.

    Ma #Save su Periscope significa anche mettersi alla pari su un mercato che negli ultimi tempi ha visto crescere una concorrenza sempre più forte. Basta citare i Live Video di Facebook che permette di condividere i video sulla timeline e di salvarli in maniera permanente come un qualsiasi video condiviso sulla propria bacheca.

    Sicuramente, come è già successo nelle ore successive dall’annuncio, i feeback saranno positivi e quindi la feature sarà resa ufficiale. Ora Periscope ha tutte le carte in regola per riprendersi il ruolo che aveva fino a qualche mese fa. Ricordiamo che Periscope è arrivata un anno fa con un vantaggio competitivo non sfruttato al meglio. Adesso le cose cambiano, ma c’è da recuperare molto. Vedremo, come sempre quali saranno gli sviluppi.

    [L’immagine è stata liberamente modificata da @franzrusso, se il proprietario del marchio lo ritenesse inopportuno verrà immediatamente rimossa]

  • Snapchat, Stories porta a 10 miliardi le visualizzazioni giornaliere

    Snapchat, Stories porta a 10 miliardi le visualizzazioni giornaliere

    Snapchat, l’applicazione per lo scambio di video messaggi che si cancellano in pochi secondi, raggiunge un traguardo importante: 10 miliardi di visualizzazioni giornaliere. Il boom di visualizzazioni avviene grazie alla funzionalità “Stories” che permette agli utenti di condividere immagini e video nell’arco di 24 ore.

    Snapchat è ormai un fenomeno in crescita, consolidato, e comincia a prendere anche piede nel nostro paese, sebbene i numeri non siano lontanamente paragonabili agli Usa. Ma Snapchat sta dimostrando che è in grado di fare grandi numeri e di ottenere grandi risultati. Dopo aver pubblicato i dati di una ricerca che metteva a confronto Instagram e Snapchat, specie in relazione all’uso che ne fanno i brand, torniamo a parlare dell’app di messaggistica in video perchè Bloomberg ha diffuso nei giorni scorsi un dato rilevante. Ad oggi Snapchat ha superato il traguardo di 10 miliardi di visualizzazioni al giorno, dato confermato proprio da Snapchat.

    Un dato rilevante che è sicuramente il risultato di una funzionalità chiamata “Stories”, una opzione che permette agli utenti di condividere immagini e video, quindi momenti della propria vita, nell’arco di 24 ore. E’ evidente che questo arco di tempo più lungo del solito permette agli utenti di poter accedere anche più volte ai video, ed ecco spiegato il risultato che resta comunque eccezionale. Solo nel febbraio scorso le visualizzazioni era 8 miliardi.

    snapchat visualizzazioni video

    Per chi non sapesse ancora come funziona Snapchat, l’app si presenta da subito con una macchina fotografica proprio per indurre l’utente a condividere quello che stanno facendo. A questo punto la modalità di creazione di video è o quella standard, quindi la possibilità di inviare video ai propri amici che si cancellano dopo pochi secondi, o, appunto “Stories” che permette la condivisione di immagini e video della durata di 24 ore.

    La caratteristica principale di Snapchat, ed è quella che lo distingue dagli altri social network, è che le conversazioni si attivano proprio con la condivisione di video, non sono parte di essa come accade ad esempio su Facebook o Twitter.

    Questo dato rilevante sulle visualizzazioni serve a Snapchat per informare gli investitori sui risultati raggiunti dall’app. Ricordiamo che di recente la startup, fondata nel 2011 da Bobby Murphy e Evan Spiegel, ha ricevuto un nuovo finanziamento da 175 milioni di dollari e il valore è di 16 miliardi di dollari.

    E questi sono dati che di fatto pongono Snapchat in competizione con Facebook che, grazie al lancio dei Live Video, sta facendo si che questa modalità di contenuti sia sempre più rilevante all’interno del social network. Il dato relativo alle visualizzazioni su Facebook a novembre scorso erano di 8 miliardi, anche se c’è da dire che la visualizzazione dei video su Facebook (in auto play di default, disattivabile) inizia dopo 3 secondi. Su Snapchat il conteggio parte nel momento in cui un utente visualizza uno “snap”, un video.

    Vedremo quali saranno gli sviluppi anche se al momento Snapchat conta circa 200 milioni di utenti e Facebok 1,7 miliardi.

  • Facebook Live Video, ecco spiegata l’ossessione di Zuckerberg

    Facebook Live Video, ecco spiegata l’ossessione di Zuckerberg

    L’annuncio di ieri del rilascio dei Live Video su Facebook arricchiti da tante funzionalità non è certamente arrivato a sorpresa. Da mesi Zuckerberg ha voluto che si investisse molto sul live video streaming, quasi in maniera ossessiva. Il fondatore di Facebook sa bene che i video dal vivo sono molto più coinvolgenti e utili anche per le aziende.

    Quello che da mesi vi abbiamo raccontato, sin dalle fasi sperimentali, ieri è stato di fatto annunciato. Da ieri, in maniera graduale come spesso capita in questi casi, tutti potranno utilizzare i Live Video di Facebook che sono stati arricchiti con tante funzionalità. L’appuntamento con Zuckerberg attorno alle 19:30 per dare l’annuncio proprio con una diretta video è stato uno dei momenti più condivisi della giornata, anche se il primo tentativo non è andato benissimo. Ma ci può stare.

    live video facebook zuckerberg

    E non è stato un caso che ad annunciare il lancio dei Live Video per tutti fosse proprio il fondatore di Facebook, no. Qualche settimana fa, in un Q&A a Berlino, dove aveva annunciato i Live Video disponibili anche per Android e in altri 30 paesi, aveva detto che la scelta di puntare su live video streaming “è una delle cose di cui sono più entusiasta”. Zuckerberg sa benissimo che Facebook negli ultimi mesi ha fatto registrare perfomance tali da superare piattaforme come YouTube, praticamente nate con i video. Come certamente ricorderete, nel periodo tra aprile e novembre 2015 la media delle visualizzazioni giornaliere di video su Facebook è passata da 4 miliardi a 8 miliardi, praticamente raddoppiate in soli 7 mesi.

    Ma Zuckerberg sa bene tutta una serie di dati che vedono i contenuti video, e quindi anche i video in live streaming, sulla cresta dell’onda e dal punto di vista degli utenti e dal punto di vista delle aziende. Per dare qualche dato, che si trova o sarà passato sulla scrivania (sarà condivisa?) di Zuckerberg, Forrester qualche mese fa che includere la sola parola “video” in una mail alimenta un CTR (Click Through Rate) con picchi del 200/300%. Invodo invece ha rilevato che il 92% degli utenti che guardano video da mobile li condividono ben volentieri con altri. E sa anche che le impressions da mobile nel secondo trimestre del 2015 sono aumentate del 49% (34% smartphone e 15% tablet), nello stesso periodo del 2014 erano del 38%.

    live video interazioni

    Il fondatore di Facebook saprà anche che il 57% del traffico di internet era composto dal consumo di video lo scorso anno e che sarà del 69% entro il 2017 e sarà del 79% nel 2018. E poi, più in generale, Zuckerberg sa anche che il contenuto visual è 40 volte più condiviso sui social media di qualsiasi altra tipologia.

    E dovete anche sapere che un ricercatore di Forrester ha affermato che un minuto di video equivale a 1,8 milioni di parole!

    In occasione dell’annuncio di Live Video per Android vi avevamo proposto anche alcuni dati rilevati da GlobalWebIndex che rilevavano che:

    • il 40% dei giovani dice di guardare più video da mobile rispetto ad un anno prima e preferiscono sempre di più i live broadcast;
    • il 53% degli utenti di età 16-34 anni dice di preferire live video divertenti;
    • il 41% preferisce le news in diretta;
    • il 38% preferisce la musica o gli eventi dal vivo;
    • il 30% preferisce i video dal vivo dei propri amici o dei propri familiari.

    live video inviti

    Tutti dati che messi insieme aiutano a comprendere meglio perchè Zuckerberg abbia voluto fortemente scendere in campo a tutti i costi, forte del fatto che ha una macchina che non tutti hanno. E questo è vero se guardiamo i competitor di oggi. Facebook entra in diretta competizione con Snapchat, il social che sui video ha fondato la sua ragion d’essere, molto popolare tra i giovani. Si troverà in competizione per forza di cose con Periscope, di cui abbiamo già parlato altre volte. Twitter oggi dovrebbe solo rendersi conto di aver perso tempo mentre aveva in mando un prodotto che altri ancora non avevano e che poteva supportare diversamente. Adesso con i Live Video, che consentono la permanenza dei video sulla piattaforma a differenza di Periscope che li cancella dopo 24 ore, il gioco si fa davvero molto duro. Ma non è la fine di Periscope che troverà certamente una sua dimensione all’interno dei Twitter Moments e speriamo che arrivino presto anche in Italia.

    E Facebook troverà come competitor anche Google, visto che anche YouTube sta puntando sui video in live streaming.

    La forza di Facebook è comunque il quasi miliardo di utenti che accedono ogni giorno sulla piattaforma da Mobile. E se mettiamo insieme questo dato, con il fatto che Facebook è ad oggi il luogo online dove la gente parla di quello che accade, allora spingere tutto questo sui video giustifica pienamente la strategia voluta da Zuckerberg, che ancora una volta ci ha visto giusto e meglio di altri.

  • Twitter lancia First View in Italia con Sky e Samsung

    Twitter lancia First View in Italia con Sky e Samsung

    Twitter da oggi lancia anche in Italia First View, il nuovo formato che pubblicitario che permette ai brand di attirare maggiore visibilità sui loro video. Il nuovo formato viene inaugurato da Sky per il Legends Weekend di Sky Sport targato #SkyLegendsWE e da Samsung per la campagna Galaxy S7 edge.

    Dopo averlo rilasciato in altri paesi nelle scorse settimane, in maniera graduale, Twitter lancia First View anche in Italia da oggi. First View è il nuovo formato che pubblicitario che permette ai brand di attirare maggiore visibilità sui loro video. Le aziende da oggi hanno uno strumento in più per poter raggiungere in tempo reale il proprio pubblico di riferimento, attraverso i prodotti sponsorizzati. First View agisce quindi in combinazione con i Promoted Trend, di conseguenza i brand possono aumentare in maniera significativa la portata delle loro campagne beneficiando di un posizionamento pubblicitario esclusivo per un periodo di 24 ore. E infatti, quando un utente si connette per la prima volta all’app Twitter o a twitter.com, la prima pubblicità a cui sarà esposto sarà un Promoted Video del brand inserzionista, mentre il Promoted Trend apparirà in cima alla lista delle Tendenze.

    twitter advertising first view

    First View si candida quindi a diventare la soluzione migliore per soddisfare gli obiettivi di visibilità delle campagne delle aziende, che si tratti del lancio di un prodotto, di un evento live, di sponsorizzazioni e progetti speciali o della sincronizzazione con uno spot TV. Da tenere quindi in forte considerazione.

    twitter first view

    E il nuovo formato viene inaugurato in Italia da @SkySport, per il Legends Weekend di Sky Sport, #SkyLegendsWE, e @SamsungItalia per la campagna Galaxy S7 edge. 

    Nel lancio negli Usa la prima azienda ad inaugurarlo è stata la 20th Century Fox con il trailer del nuovo film che vede come protagonista Zac Efron, Mike and Dave Need Wedding Dates, che arriverà nelle sale americane il prossimo 8 luglio, con l’hashtag #MikeAndDaveNeedYou.

  • Gli italiani e il video on demand, 1 su 3 lo apprezza

    Gli italiani e il video on demand, 1 su 3 lo apprezza

    Secondo una recente ricerca, la “Global Video on Demand Survey” di Nielsen, gli italiani apprezzano il video on demand, il VOD, cioè la modalità che consente di vedere video in qualsiasi momento. Il 36% usufruisce di servizi a pagamento, percentuale comunque bassa rispetto alla media europea del 50% o rispetto a quella globale del 65%.

    Negli ultimi mesi si è molto parlato proprio di video on demand con l’arrivo in Italia di Netflix avvenuto lo scorso ottobre, un avvenimento che ha di certo contribuito a migliorare il mercato italiano, anche dal punto di vista dell’offerta. E a quanto pare gli italiani apprezzano il video on demand, anche se questo apprezzamento va considerato in un contesto in cui il mercato deve ancora svilupparsi per poter essere in linea con altri paesi dove il fenomeno è sicuramente più diffuso. E su questo andrebbero fatte altre considerazioni. Ma oggi parliamo di video on demand perchè qualche giorno fa Nielsen ha pubblicato i dati di una interessante ricerca, la “Global Video on Demand Survey”, condotta in 61 paesi, Italia inclusa, che ha coinvolto un campione di intervistati di 30 mila utenti. Diamo un’occhiata ai risultati.

    video on demand

    1 italiano su 3 usa servizi di video on demand a pagamento

    Il 36% degli italiani utilizza servizi di video on demand a pagamento, quindi 1 su 3, un dato interessante che dimostra l’apprezzamento degli italiani verso questo nuovo fenomeno. Anche se è comunque sensibilmente più basso quando lo paragoniamo con la media europea del 50% e con la media globale del 65%.

    Il 48% accede a questi contenuti dal proprio smartphone, il 38% vi accede dal proprio tablet, anche se poi gli utenti ritengono che la visione di video da schermi più grandi è sicuramente più coinvolgente. Ma questo dato evidenzia al meglio la caratteristica principale del video on demand, ossia quella di essere fruita in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo, e lo smartphone di fatti permette proprio questo. Mediamente la fruizione avviene attraverso 2 o 3 dispositivi.

    La ricerca evidenzia anche il fatto che il video on demand va molto d’accordo con i social media, infatti il 39% degli italiani ama dialogare sui social media mentre sta guardando un video, una modalità di interazione che permette di conversare e approfondire il video che si sta guardando grazie al contributo di altri utenti. Ma, anche in questo caso, il dato è inferiore alla media europea che è del 49%.

    Altri dati interessanti che emergono dalla ricerca è che il 50% degli utenti che utilizzano servizi di video on demand vi accedono almeno tre volte alla settimana, quindi non è un uso quotidiano. Al livello globale questo dato è del 65%, mentre la media europea di allinea a quella italiana.

    Video on demand, le motivazioni e cosa guardano gli italiani

    Ma quali sono le motivazioni che spingono gli italiani a scegliere il video on demand? A questa domanda gli utenti rispondono che con il VOD è possibile fruire di un “palinsesto personalizzato“, quindi una programmazione costruita in base alle proprie esigenze di orario (69%) che dal punti di vista di poter fruire di un’intera serie in sequenza (67%). Inoltre il 46% degli italiani apprezza il VOD per il fatto che consente ai membri di una famiglia di poter fruire contenuti diversi da dispositivi diversi, anche nello stesso tempo. La media globale è del 66%. Un dato che di fatto cancella quell’immagine della tv come “focolare” familiare, tutti intorno allo schermo per vedere un programma o un film. Adesso ognuno ha più libertà di scelta.

    Ma cosa vedono gli italiani con il video on demand? Il 75% risponde film, il 41% risponde serie tv e il 33% documentari. Ad oggi in Italia solo il 5% utilizza player alternativi, come Netflix appunto, per accedere ai video su richiesta, la media europea è dell’11%, mentre quella globale è del 26%.

    Infine, il 53% degli utenti italiani si dice disposto a guardare pubblicità mentre guarda programma di interesse, il 39% ritiene poi che i messaggi pubblicitari siano d’aiuto per meglio guidare la propria scelta. Si registra quindi un atteggiamento positivo verso la pubblicità sul video on demand.

    video on demand mobile netwflix

    Le piattaforme di video on demand in Italia

    Per concludere, un rapido sguardo sulle piattaforme video on demand attive in Italia, ad oggi. E tra le più usate, tra acquisto, noleggio e abbonamento, vi indichiamo:

    Infinity – piattaforma in abbonamento che permette anche il noleggio;

    Tim Vision – piattaforma in abbonamento che consente il noleggio e anche l’acquisto;

    Sky online – piattaforma in abbonamento;

    Netflix – piattaforma in abbonamento;

    Chili – piattaforma che permette l’acquisto e il noleggio;

    Google Play Film – piattaforma che permette l’acquisto e il noleggio;

    Wuaki tv –  piattaforma che permette l’acquisto e il noleggio;

    Mymovies Live –  piattaforma in abbonamento che permette l’acquisto e il noleggio.

    E a voi piacciono i video on demand? Vi ritrovate nei risultati di questa ricerca? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Facebook punta sui video e ci mostra quelli che più ci piacciono

    Facebook punta sui video e ci mostra quelli che più ci piacciono

    La scorsa settimana avevamo riportato i risultati di una interessante analisi che dimostrava come Facebook sta battendo YouTube, la piattaforma video per antonomasia, o meglio era. Adesso Facebook decide di puntare con decisione sui video che registrano 4 miliardi di visualizzazioni e introduce un algoritmo che mostra sul feed i video che più piacciono agli utenti.

    Come già ricordato la scorsa settimana, Facebook punta decisamente sui video. I risultati dell’interessante analisi che vi abbiamo presentato in questo post ci dimostrano che Facebook oggi è in grado di battere YouTube sul suo terreno. YouTube, val la pena ricordarlo, è la piattaforma, di proprietà di Google, di condivisione e visualizzazione di contenuti video. Ora, Facebook decide di incrementare gli sforzi verso questo tipo di contenuto che ad oggi conta 4 miliardi di visualizzazioni, erano 3 miliardi a fine 2014. E lo fa annunciando un nuovo algoritmo che è in grado di mostrare agli utenti i contenuti video che piacciono di più agli utenti.

    Ed ecco l’arma in più di Facebook che è proprio il feed, cosa che YouTube non ha. E’ chiaro che parliamo di un contenuto particolare, un tipo di contenuto che deve essere in grado di catturare l’attenzione dell’utente già da primi secondi. Adesso per essere più visibili sul news feed devono essere così interessanti a tal punto che l’utente li guardi per intero e in alta risoluzione HD.

    Proprio qualche giorno fa Facebook annunciava che cominciava a considerare il numero dei video visualizzati e il tempo trascorso per vederli. Una serie di mosse che giustifica l’intenzione di Facebook di voler massimizzare il suo enorme potenziale. Va ricordato che il 75% delle visualizzazioni video avvengono da mobile. Un dettaglio non da poco e che rispetta il dato per cui Facebook è molto usato dagli utenti proprio dai dispositivi mobili.

    Ma questa non è l’unica mossa che Facebook mette in campo. Uno degli argomenti emersi dal dibattito generato con la nostra pubblicazione sui dati della ricerca a cui facevamo riferimento prima era quello di attendere il momento in cui Facebook rilasciasse anche gli insights per i video, in modo tale da dare agli advertiser più strumenti analitici per meglio lavorare sui contenuti video. Ebbene, anche questo adesso è possibile. Come annunciato da Facebook, adesso direttamente dalle pagine, così come avviene per i post pubblicati, è possibile visualizzare tutta una serie di informazioni interessanti come le visualizzazioni, i video più visti all’interno di un range temporale, metriche riferite ai video condivisi su altre pagine. A questo link tutte le informazioni.

    Insomma, Facebook punta a diventare anche la nostra televisione, la televisione al tempo dei social media.

    Allora, che ne pensate? Raccontateci tra i commenti la vostra opinione.

  • Facebook batte YouTube sui Video online

    Facebook batte YouTube sui Video online

    Secondo un report realizzato dalla società londinese Ampere Analysis, Facebook sta per battere YouTube proprio in quello che sa fare meglio, e cioè condivisione e visualizzazione di video. Facebook quindi guadagna terreno per la sua capacità di fare meglio advertising con questo tipo di contenuti.

    Lo avreste mai pensato qualche anno fa? Probabilmente no – ma questo vale in generale per un sacco di altre cose. Ma quello di cui vi parliamo oggi è emblematico perchè Facebook adesso è in grado di battere anche YouTube proprio su quello che gli riesce meglio. Conosciamo YouTube infatti per essere la piattaforma regina delle condivisione di video e di conseguenza anche delle visualizzazioni che questa riesce a generare. Ebbene, un rapporto di Ampere Analysis, società di analisi londinese, ci dice che Facebook adesso è in grado di battere YouTube in quanto è riuscita a imporsi come piattaforma video più profittevole dal punto di vista dell’advertising.

    facebook video youtube franzrusso.it

    Secondo il rapporto in questione, Facebook supererà i due terzi del totale delle visualizzazioni video su YouTube: 2 mila miliardi contro i tre mila miliardi di YouTube. E il dato in certo senso acquista ancora più importanza se guardiamo la base utenti delle due piattaforme: 1,4 miliardi Facebook contro 1,3 miliardi di YouTube. Un dato questo che rema certamente a favore di Facebook che, come evidenzia lo stesso rapporto, riesce ad offrire agli advertisers soluzioni più mirate rispetto a quelle offerte da YouTube. Ed è questo il punto di forza di Facebook, un dato che lo si può considerare vincente in un contesto di adversting online in generale se messo a confronto con le soluzioni di avdertising messe in campo da Google. Anche se va detto, al momento YouTube dispone di una gamma di soluzione di adv sui video online molto più flessibile s trutturata. Non è detto però che col tempo e con questi risultati anche Facebook non possa predisporre di una serie di soluzioni più complete.

    Quindi Facebook si appresta a diventare leader dei video online, un settore, secondo i dati di un’altra interessante ricerca ad opera di ZenithOptimedia – entrambe le ricerche sono state presentate a “Cannes Lions” – che rileva che la pubblicità su Internet sarà del 28% entro il 2017 e che proprio il settore dei video online continuerà a crescere. La crescita parte da +33% registrato nel 2014, fino ad arrivare a +29% previsto nel 2017.

    Insomma, Facebook si dimostra vincente anche sui video online. E voi che ne pensate?

    ampere-analysis-video-online

     

  • Twitter, ecco l’autoplay dei video e un nuovo standard di misurazione

    Twitter, ecco l’autoplay dei video e un nuovo standard di misurazione

    Twitter continua a migliorare la visualizzazione dei video sulla piattaforma. E infatti introduce l’autoplay, la riproduzione automatica, per fruire meglio video nativi, GIF e anche di Vine. E allo stesso tempo lancia anche un nuovo standard per la misurare l’effettiva visualizzazione dei video.

    Twitter introduce un nuovo modo per fruire adei video nativi, delle GIF e dei Vine su Twitter. Da oggi questi contenuti, sui quali Twitter ha lavorato molto negli ultimi due anni, si riprodurranno in maniera automatica sulla timeline degli utenti e su tutta la piattaforma. La novità è disponibile per i dispositivi iOS e per la versione desktop di Twitter, e presto sbarcheranno anche su Android.

    twitter-video-autoplay

    Da oggi, quando un utente scorrerà la sua Twitter timeline e vedrà un video, lo stesso si riprodurrà automaticamente senza audio. Una volta cliccato sul video si visualizzarà il contenuto a schermo intero, con l’audio. E lo stesso meccanismo sarà applicato anche alle GIF e ai Vine condivisi su Twitter. Inoltre, i video appariranno sulla timeline con un formato più largo, che darà maggiore risalto al contenuto. Da quello che riferisce Twitter, sulla base di test effettuati, gli utenti interagiscono con più frequenza con i video in questo nuovo formato e  gli stessi i brand ed editori partner di Twitter hanno rilevato un incremento dei tassi di visualizzazione. E questo si traduce in un minore cost-per-view per gli inserzionisti e, potenzialmente, in un maggiore ricordo del video da parte degli utenti. Anche in questo Twitter si accoda a Facebook che proprio grazie a video ha avuto la possibilità di poter competere con un YouTube. Vedremo se questo si verificherà anche con Twitter.

    Questi alcuni dati rilevati:

    • gli utenti i video in autoplay in misura 2,5 volte maggiore rispetto agli altri metodi di visualizzazione (inclusi click-to-play e le anteprime video)
    • grazie all’autoplay gli utenti conservano un maggior ricordo del video. E’ stato rilevato un incremento del 14% della video recall rispetto agli altri formati video.
    • durante i test di autoplay è stato rilevato che, per i brand, le visualizzazioni complete dei Promoted Video sono aumentate di 7 volte.

    Un esempio da citare può essere quello di Budweiser che, con l’obiettivo di raggiungere un pubblico soecifico come quello dei Millennials, ha realizzato risultati interessanti con la sua campagna video #FriendsAreWaiting: 532 mila visualizzazioni in un’ora, 2 milioni e mezzo in una settimana, e quasi 120 mila interazioni.

    E, allo stesso tempo, Twitter lancia un nuovo modo attraverso il quale le visualizzazioni video saranno misurate e conteggiate. In pratica, la visualizzazione video su Twitter sarà addebitata all’inserzionista solo nel momento in cui il video sarà visibile al 100% nel dispositivo dell’utente e sarà fruito per almeno 3 secondi. E quindi, se un video non è in-view al 100%, Twitter non addebiterà nulla all’advertiser.

    E sempre in relazione a questo, Twitter fa sapere di migliorare l’effettiva visualizzazione dei Promoted Video in modo da riuscire a raggiungere un pubblico sempre più vicino all’annuncio stesso. E sono anche in corso attività con Nielsen e con Moat per fornire una verifica di terza parte sulle metriche delle campagne Promoted Video, in modo da assicurare ai nostri partner la più completa trasparenza sull’efficacia dei loro sforzi di marketing su Twitter.

  • Periscope in calo anche in Italia, ecco qualche dato

    Periscope in calo anche in Italia, ecco qualche dato

    A proposito di Periscope in Italia oggi si è riaccesa l’attenzione verso l’app di video live streaming di Twitter che fa registrare un calo negli Usa uscendo fuori dalla classifica delle 100 app più scaricate. Nel nostro paese si registra in effetti un calo: si piazza in posizione 128 tra le app più scaricate ed è 11° nella categoria Social Networking, secondo i dati di App Annie.

    Si parla molto di Periscope che negli Usa farebbe registrare un calo di attenzione uscendo dalle prime 100 app più scaricate nell’App Store di Apple ed è comunque tra le 25 app più scaricate nella sezione Social Networking. Su questa notizia in Italia oggi si è molto discusso per la verità, molti hanno solo riportato la notizia senza però verificare l’effettiva situazione. Eppure ci siamo occupati tra i primi nel monitoraggio della situazione di Periscope soprattutto per ciò che riguarda il nostro paese, indicando anche il tool con cui verifichiamo i dati relativi alla diffusione dell’applicazione. In una prima fase abbiamo utilizzato Distimo e App Annie e come forse qualcuno di voi saprà Distimo si è fusa in App Annie proprio in questi giorni ed è di fatto il solo strumento, ad oggi, in grado di dare qualche dato concreto in merito. Tra l’altro lo hanno usato come primobolan fonte anche siti e blog come TechCrunch, Mashable, TNW, The Verge, insomma tutti i blog specializzati che danno questo tipo di informazioni con la solita autorevolezza che li contraddistingue.

    periscope-logo

    In seguito alla notizia molti hanno riportato dell’effettivo calo di Periscope anche in Italia ma senza verificarlo in realtà, cioè senza andare a vedere come stanno le cose usando lo strumento adeguato. Allora ci permettiamo di offrirvi una visione più reale usando, appunto, il prezioso tool di App Annie che ci dice che, alla data di ieri 11 maggio, Periscope in Italia si piazza in posizione 128 tra le app più scaricate in generale, e in 11° posizione tra le app più scaricate della categoria “Social Networking” del market che fa riferimento a iOS. Ad aprile era la quarta app più scaricata, il miglior risultato dal 26 marzo, ossia dal debutto.

    periscope-italia-maggio-2015

    Questa invece la situazione negli Usa: in posizione 161 nella classifica delle app in generale e in posizione 22 tra le app più scaricate della categoria “Social Networking”.

    periscope-usa-maggio-2015

    Situazione molto simile la troviamo in Spagna (qui il calo è un poì più accentuato rispetto agli altri paesi europei), in Francia e in Germania. Resta forte in Arabia Saudita (3° app più scaricata nella categoria “Social Networking”, 10° in generale), in Qatar.

    Intanto Periscope continua ad aggiornare l’applicazione, con il nuovo aggiornamento dell’app (ancora solo disponibile per iOS) è possibile registrarsi senza usare le credenziali di Twitter, anche se poi Twitter raccomanda di tenere collegati i due account per poter raggiungere un pubblico più ampio nell’utilizzo dell’app.

    Da tenere in forte considerazione il fatto che a breve verrà rilasciata la versione per Android, anzi è probabile che di fronte a questi dati il rilascio possa essere anticipato. Ed è plausibile che da quel momento in poi si possano vedere delle conseguenze dirette, in positivo, in relazione ad un maggiore utilizzo dell’applicazione. Vedremo.

    Certo, altro aspetto poco considerato, era tutto sommato fisiologico osservare un calo dell’utilizzo. Stiamo parlando di un’applicazione che non si rivolge ad un uso tadalafil generico di massa, ma si rivolge ad utenti definiti ormai “broadcaster”, cioè persone che hanno già una vocazione al video e al live streaming. Resta quindi un’applicazione interessante che certamente ha ancora alcuni aspetti da migliorare, ma è ancora presto prevedere un fallimento come si vuol far credere. Attendiamo il rilascio per Android e poi vedremo di fare un altro controllo.

    E voi che ne pensate di Periscope, la state usando?

  • Amplifon compie 65 anni e alle volte #bastaprovarci [Video]

    Amplifon compie 65 anni e alle volte #bastaprovarci [Video]

    #Bastaprovarci è la campagna di sensibilizzazione di Amplifon, brand italiano nel settore delle soluzioni acustiche, che celebra i suoi 65 anni con un video che emoziona davvero. Obiettivo è riuscire a convincere chi soffre di problemi acustici a superare il proprio “muro”. E con questo video ci riesce, eccome.

    Sappiamo bene ormai quanto sia importante un contenuto video perchè, da quello che dicono le tendenze e le statistiche, è il contenuto che riesce a raccogliere più coinvolgimento, è il contenuto, in alcuni casi, che riesce meglio a trasmettere un messaggio. Quello di cui vi parliamo oggi è uno dei tanti esempi. E’ il caso di un video emozionale che riesce ad esprimere in maniera perfetta un messaggio particolare, è coinvolgente e convincente allo stesso tempo. E la rete per questo tipo di contenuto è il veicolo più adatto. Non vogliamo fare l’analisi del contenuto, è un video che ci ha emozionato e molto perchè tocca il rapporto tra nonni e nipoti, un rapporto da sempre speciale. E siamo sicuri che emozionerà anche voi.

    #bastaprovarci-amplifon

    Amplifon è un brand italiano che offre soluzioni acustiche ed è presente ormai in tutto il mondo. Quest’anno l’azienda, fondata a Milano, compie 65 anni e per l’occasione lancia una campagna di sensibilizzazione #bastaprovarci rivolta a tutte quelle persone che soffrono di problemi uditivi ma che sono restie ad ammetterlo e quindi a farsi aiutare. Tutte le persone che soffrono di questi problemi tendono sempre a negarlo, rimandando il problema che col passare del tempo potrà solo peggiorare. Allora il video che vedete in alto in copertina ci mostra che alle volte sono proprio i legami familiari a fare da leva perchè si possa scatenare quel momento giusto per dire che in effetti #bastaprovarci. E se un nonno pensa il meglio per il proprio nipotino  – “Cosa direste al vostro nipotino per convincerlo che mettere gli occhiali non è un dramma?” – , la stessa cosa vale anche per il nipotino che vuole che il suo nonno stia bene.

    Sul sito dedicato alla campagna avrete la possibilità di condividere il video con un vostro caro o con un vostro amico inviando un messaggio con le parole che più preferite per ricordare anche a loro che #bastaprovarci.

    E sempre sul sito è possibile anche raccontare la vostra storia, quello che avete fatto poi nel momento in cui avete avvertito che quello era il momento del #bastaprovarci.

    E se vi va diteci cosa pensate del video e della campagna anche qui tra i commenti.