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  • BuzzMyVideos, 2,5 milioni di dollari da United Ventures

    BuzzMyVideos, 2,5 milioni di dollari da United Ventures

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    BuzzMyVideos, la startup fondata nel 2011 da Paola Marinone, ex manager di YouTube, ha annunciato oggi un importante finanziamento da United Ventures: 2,5 milioni di dollari. Con queste risorse, la società mira a rafforzare la posizione di leadership quale network internazionale di produttori di contenuti video, capitalizzando sulla rapida crescita dell’intrattenimento online

    BuzzMyVideos, la startup fondata nel 2011 da Paola Marinone, ex manager di YouTube, e sbarcata in Italia nell’aprile dello scorso annoannuncia di aver ottenuto un finanziamento di 2,5 milioni di dollari da parte di United Ventures (fondo di Venture Capital fondato nel 2013 da Massimiliano Magrini e Paolo Gesess). L’investimento del fondo di venture capital di Massimiliano Magrini e Paolo Gesess consentirà a BuzzMyVideos di espandere la propria leadership nel promettente mercato dell’intrattenimento online.

    Fondato a Londra nel 2011 dall’ex manager di YouTube Paola Marinone, cui si è quasi subito unita Bengu Atamer (anche lei ex YouTube/Google), BuzzMyVideos si è rapidamente affermato quale network di riferimento per la nuova generazione di video star. Ai creatori di contenuto, BuzzMyVideos offre servizi e tecnologie per favorire la crescita dell’audience e la monetizzazione dei contenuti prodotti.

    Con una community internazionale comprendente oltre 5000 YouTuber di talento, tra i quali 1000 italiani, BuzzMyVideos conta oggi quasi 3 miliardi di visualizzazioni e oltre 15 milioni di iscritti ai canali dei content creator partner. BuzzMyVideos è stato il primo multi-channel network (MCN) europeo a firmare un accordo di content syndication con AOL e a lanciare uno strumento innovativo, gratuito e un unico nel suo genere – BuzzScorecard – per la valutazione e ottimizzazione automatica del proprio canale YouTube al fine di incrementarne l’audience, disponibile in quattro lingue: inglese, italiano, russo e turco.

    Grazie alla propria lungimiranza, BuzzMyVideos è oggi ottimamente posizionata per rispondere all’evoluzione e alle nuove richieste del mercato dell’ intrattenimento online, ancora al suo stadio iniziale e dunque con un ampio potenziale da cogliere”, ha dichiarato Massimiliano Magrini, co-fondatore e Managing Director di United Ventures. “Paola e Bengu hanno un’esperienza senza rivali nel mondo del video online e sono supportate da un team eccezionale con un debole per le tecnologie innovative e una prospettiva internazionale. Siamo davvero entusiasti di aiutarli a rafforzare la loro posizione come pionieri nel nuovo territorio del video online”.

    Paola-MarinoneSiamo solo all’inizio di una rivoluzione dell’intrattenimento, dove l’interesse degli utenti si sposta sempre più dal broadcasting allo streaming online. Le modalità di produzione e distribuzione dei contenuti online stanno cambiando rapidamente e i modelli di monetizzazione si stanno reinventando. E’ un momento ricco di opportunità per tutti: siamo orgogliosi di condividerlo con i nostri creator e i brand che credono in noi e nel futuro dell’online video”, ha aggiunto Paola Marinone, co-fondatrice e CEO di BuzzMyVideos.

    Per i creator, questo investimento e la stretta collaborazione con United Ventures saranno fondamentali sia per l’ampliamento dell’audience sia per incrementare le opportunità di monetizzazione. Vision globale e soluzioni tecnologiche evolute sono i fattori chiave per la crescita di BuzzMyVideos e siamo felici di collaborare con un VC di grande reputazione quale United Ventures e in particolare con Massimiliano Magrini, che – come me e Bengu – è un ex Googler”, conclude Paola Marinone.

    Questa nuova iniezione di capitali da parte di United Ventures conferma il successo della vision e del modello BuzzMyVideos che la proietta verso una forte crescita internazionale. L’investimento servirà per progettare e migliorare ulteriormente gli strumenti tecnologici a disposizione dei creatori di contenuto e ad ampliare le opportunità di collaborazione con editori e brand partner.

    Contestualmente al cambiamento di preferenze dei consumatori, che progressivamente migrano dalla fruizione dei tradizionali contenuti tv a forme di intrattenimento online via PC, tablet e mobile, nel panorama media si sta sviluppando una nuova generazione di creator dalle potenzialità enormi. In questo ambito, BuzzMyVideos sta emergendo come player internazionale di rilievo operante nei maggiori vertical: beauty, intrattenimento, food, musica, tecnologia e game.

    Come già ricordato, e di recente lo abbiamo fatto anche con una ricerca di Videology proprio orientata al nostro paese, il mercato del video online cresce in maniera vertiginosa e il trend è di ulteriore incremento grazie alla penetrazione del mobile, che presto raggiungerà nuovi record, in particolare nelle economie emergenti. Un’altra ricerca, di Cisco, ci dice che entro il 2017 più dei due terzi (69%) del traffico internet mondiale sarà generato dal consumo di video e, secondo una previsione Informa, il mercato del video online raggiungerà la cifra record di 37 miliardi di dollari.

  • Facebook lancia Say Thanks, un tool per dire grazie a qualcuno

    Facebook lancia Say Thanks, un tool per dire grazie a qualcuno

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    Facebook ha annunciato un nuovo tool, si chiama Say Thanks e serve a creare video personalizzabili con cui dire grazie ai vostri amici. Basterà andare su facebook.com/thanks, scegliere l’amico e personalizzare il vostro video. Il tool punta sul video, il futuro del content marketing, mirando ad elevare l’engagement degli utenti

    Nell’intento di rendere la piattaforma sempre più coinvolgente, Facebook rilascia una nuova feature questa volta orientata ai video. Si chiama Say Thanks e permetterà agli utenti di realizzare video personalizzabili, utilizzando dei temi prestabiliti e usando vostre foto e immagini. E poi i video potranno essere condivisi sulla vostra timeline e con quella dei vostri amici.

    Per realizzare i video basta andare su questo link, facebook.com/thanks, selezionare l’amico a cui volete dire grazie, scegliere tema (al momento ce ne sono solo due: “Amici di vecchia data” e “Amici”) e immagini che volete utilizzare e poi, dopo aver visualizzato l’anteprima del vostro video, potete condividerlo sulla bacheca del vostro amico, inserendo un messaggio personalizzato. Noterete che di default troverete #grazie.

    Il lancio di questa nuova funzionalità arriva a due settimane dal Thanksgiving Day, il Giorno del Ringraziamento, festività diffusa negli Usa e in Canada che si celebra il quarto giovedì di Novembre. Da Facebook fanno sapere che il tool non c’entra nulla con la festività imminente, ma negli Usa in queste ore su molti siti si fa notare molto la similitudine. Infatti il tool è disponibile da oggi al livello globale in inglese, francese, tedesco, indonesiano, italiano, portoghese, spagnolo e turco.

    Say Thanks ricorda molto “Year in Review” il video generato in automatico a fine anno che passa in rassegna i momenti salienti degli utenti trascorsi su Facebook. Questo invece sembra sia un tool non temporaneo e ha certamente lo scopo di invogliare gli utenti a creare contenuti. E anche la scelta del video non è affatto casuale. Il Video è il futuro del Content Marketing e, come ha sottolineato una ricerca di Cisco, i contenuti video saranno il 69% dell’intero traffico web. Insomma, contenuti video e alto livello di engagement e il gioco è fatto.

    E voi che ne pensate?

     

     

  • Il panorama Video in Italia: in crescita nei prossimi tre anni

    Il panorama Video in Italia: in crescita nei prossimi tre anni

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    Una ricerca di Forrester Consulting, per conto di Videology, svela come i consumatori adotteranno nuove modalità di reperimento di contenuti video. L’indagine ha coinvolto media company, agenzie e advertiser rivelando una crescita sempre più rapida del video advertising

    Videology, una delle piattaforme di video advertising leader di mercato, ha diffuso i dati di una ricerca commissionata a Forrester Consulting sull’andamento del video in Italia nei prossimi tre anni. L’indagine ha coinvolto media company, agenzie e advertiser e nonostante le risposte abbiano evidenziato alcune aree di divergenza, le visioni di queste tre principali categorie di attori dell’ecosistema video sono risultate molto simili, preparando così il campo per una crescita e adozione più rapide del video advertising. Tutti concordano, infatti, nel ritenere che i consumatori italiani abbracceranno nuove modalità di reperimento di contenuti video nel prossimo triennio.

    L’uniformità di vedute si evidenzia nel fatto che nei prossimi tre anni aumenterà lo streaming dei programmi tv dai siti web delle varie reti televisive (73% advertiser, 79% agenzie e 66% media company), così come i servizi di streaming online on demand stile Netflix  (71% advertiser, 66% agenzie e 66% media company). La crescita della fruizione di video on demand via satellite o cavo non sembra invece convincere particolarmente media company (57%) e agenzie (60%), con le prime che sono ancora meno ottimiste (46%)  quando si parla di programmazione professionale online originale. Da notare come il 64% degli intervistati ritenga che la visione televisiva in diretta potrebbe rimanere invariata o addirittura diminuire.

    Per quanto riguarda i device maggiormente utilizzati per la fruizione dei video nel triennio a venire, i dati della ricerca evidenziano una maggiore diffusione delle Smart TV (90% advertiser, 70% media company e 69% agenzie) e dei tablet (92% advertiser, 64% media company e 87% agenzie). In terza posizione gli smartphone. Da notare come il 54% degli intervistati è convinto però che la fruizione dei contenuti video aumenterà su un dispositivo al momento non ancora identificabile.

    I prossimi tre anni, secondo gli intervistati, saranno caratterizzati dalla capacità del “second screen” di incrementare le possibilità di interagire con contenuti ulteriori relativi alla programmazione TV (la pensa così 82% advertiser, 70% agenzie e 70% media company) e ai contenuti degli advertiser (73% marketer, 78% agenzie e 70% media company). Oltre il 70% ritiene che il “second screen” offrirà nuove opportunità di engagement pubblicitario.

    Per ciò riguarda i possibili cambiamenti nel settore alla luce delle nuove abitudini dei consumatori nel prossimo triennio, tutti sono concordi nel ritenere che la tecnologia sarà un elemento differenziatore chiave (media company 76%, agenzie 75% e advertiser 74%) e che ci sarà una convergenza tra pianificazione TV e video online (advertiser 71%, media company 70%, agenzie 69%). Oltre la metà degli intervistati è fermamente convinta che ci saranno cambiamenti nel settore.

    In definitiva, la ricerca evidenzia tra gli intervistati un ottimismo generale sul futuro del video. L’ecosistema italiano è convinto che per sfruttare tutte le opportunità future sarà necessario essere in grado di operare sia a livello tradizionale che programmatico, con la flessibilità che sarà la parola d’ordine per il successo futuro della adv technology.

    La ricerca in Infografica

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  • Ecco 4 trends che determineranno il futuro del Video

    Ecco 4 trends che determineranno il futuro del Video

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    Il fatto che ci troviamo di fronte ad un cambiamento della TV e di come essa viene percepita oggi è evidente. Ed è per questo che vale la pena agganciare alcuni trend per meglio cogliere le opportunità che si troveranno di fronte gli advertiser. Ecco dunque 4 trend che determineranno il futuro del Video

    In un mondo in cui schermi e dispositivi continuano a cambiare, ci viene spesso domandato come si possa descrivere l’attuale panorama dei media. Per dirlo in una sola parola, risponderei “fluido”. Si tratta di un termine che continuo a utilizzare perché la democratizzazione digitale dei media fa sì che ci troviamo a operare in un ambiente realmente fluido in cui sono i consumatori a stabilire l’agenda, e quindi gli advertiser, se vogliono raggiungere il loro pubblico, devono avere sempre ben chiare le nuove modalità di fruizione dei contenuti.  Oggi ci troviamo alle soglie di un cambiamento relativo alla percezione e alla visione della TV da parte degli spettatori. I trend in arrivo nei prossimi anni fanno già sentire la loro presenza, offrendo all’ecosistema pubblicitario l’opportunità esclusiva di non farsi trovare impreparato e sfruttare al massimo la convergenza.

    Trend #1: Il nuovo spettatore TV

    Il profilo dello spettatore televisivo è cambiato. L’audience non fa più parte di un ambiente media caratterizzato dal rapporto “uno a molti”, bensì rientra in uno scenario diametralmente opposto caratterizzato dal “molti a uno”, nel quale dispositivi, piattaforme, contenuti e messaging entrano  in competizione per catturare la nostra attenzione. Grazie al video digitale i consumatori si sono resi indipendenti dalla programmazione e sono in grado di fruire dei contenuti alle loro condizioni.

    In altre parole, siamo passati dalla “nostra TV” a “io e la TV”: un’evoluzione dal “cosa mi mostreranno?” a “quale TV voglio scoprire e guardare?”.

    In tutto il mondo, stiamo assistendo a un incremento della fruizione di video su device differenti. Nella realtà, sia il tempo che si passa a visualizzare video online che il numero delle visualizzazioni stanno aumentando a tutti I livelli.

    Si tratta di una proposta convincente, ma con differenti device e sistemi operativi, è fondamentale comprendere il percorso che effettuano i consumatori tra i diversi contenuti e dispositivi. C’è la necessità di una fusione tra pianificazione televisiva e online per dare vita a piani “smart” in grado di mettere a frutto le migliori qualità di ogni dispositivo.

    Trend #2: La fine del boom del ‘programmatic’

    In parole semplici, per ‘programmatic’ si intende l’utilizzo di tecnologia per automatizzare il processo di acquisto. Può riferirsi all’automazione, basata su dati, del media buying, del pricing o della selezione dell’inventario, ma in definitiva significa l’utilizzo di dati, algoritmi, tecnologie e strumenti per ottimizzare il processo decisionale relativo alle adv e ottenere migliori risultati.

    Prevedo che il mercato del programmatic sarà maturo in pochi anni. E ritengo che dato che stiamo entrando in un’epoca ‘post-programmatic’, a quel punto il programmatic trading sarà universalmente riconosciuto, tanto che non se ne parlerà più come ora, come è successo per la cosiddetta ‘Internet era’. Sarà semplicemente il nostro modo di lavorare.

    I consumatori ci precedono sempre. Scelgono il device, la piattaforma e il contenuto che desiderano e noi dobbiamo trovare un modo per entrare efficacemente in contatto con loro. I livelli di efficienza del programmatic planning in vista del raggiungimento del pubblico appropriato su larga scala rendono la sua scelta scontata.

    Trend #3: I dati diventano il tessuto connettivo per la convergenza

    La cosa migliore relativa al fatto che siamo così di frequente a contatto con gli ambienti digitali è che lasciamo “tracce digitali” ogni volta che questo accade. Ciò contribuisce a creare ricchi set di dati che, uniti a un’analitica rigorosa, consentono all’industria dei media di accedere ai comportamenti dei consumatori e ottenere informazioni preziose dalle tracce che ci lasciamo alle spalle.  Dopo tutto non è la dimensione dei nostri dati ciò che conta, ma è quello che ci facciamo.

    Tramite una ricerca analitica, i dati offrono informazioni preziosi per l’indirizzabilità e il messaging efficace del pubblico, rendendo più efficaci le campagne dal principio. Dato che i comportamenti dei consumatori cambiano,  influenzano direttamente la distribuzione televisiva, e questo circolo è perpetuo. È per questo motivo che dobbiamo affidarci proattivamente alla tecnologia per valutare e comprendere questi comportamenti. Dobbiamo essere in grado di sprigionare il valore dei dati per  comprendere il nuovo spettatore televisivo e mettere a punto soluzioni capaci di soddisfare le esigenze del consumatore – e di conseguenza, dell’intero ecosistema.

    Trend #4: L’avvento della Addressable TV

    Oggi, quando parliamo di piattaforme multiple, facciamo riferimento a TV e set-top box connessi tramite IP già presenti nelle nostre case. Non si può parlare di multi-screen senza tenere in considerazione la cosiddetta addressable TV. L’addressable TV fa ora parte integrante del toolkit media – e diverrà sempre più importante negli anni a venire.  E ora che gli utenti “domestici” sono sempre più online, dobbiamo farci trovare pronti con le tecnologie che verranno adottate da questi ultimi, e sfruttare le loro abitudini a vantaggio dei clienti dell’advertising. Operiamo in un momento particolare nel quale frammentazione e convergenza sono la nuova regola. Ci sono sempre più opportunità perché i content provider, i fornitori di piattaforma, i publisher e gli advertiser possano riunirsi attorno a un set più ristretto e meglio definito di protocolli che potrà tradursi in un business migliore per tutti.

    Ma la corsa è decisamente partita. E’ ora il momento di agire, per avere successo domani. Abbiamo già molti indizi su come sarà il video del futuro; questo è il momento di cominciare a progettare soluzioni best in class in grado di soddisfare i membri dell’ecosistema e l’intera community pubblicitaria. E dato che si tratta di una gara, ognuno deve fare la sua parte. La comunità tecnologica deve consultarsi con ogni player che ha un interesse attivo nel futuro della TV e del video, e creare tecnologia per la sua base clienti di tutti i settori. Dobbiamo collaborare tutti per un futuro migliore.

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  • Super Bowl 2014. Gli U2 presentano Invisible, gratis per 24 ore

    Super Bowl 2014. Gli U2 presentano Invisible, gratis per 24 ore

    Ormai il Super Bowl 2014 è alle porte e la febbre sale, milioni di americani aspettano la finale del campionato NFL. Ma il Super Bowl è ormai anche una grossa vetrina, vista la portata, e i grandi players dell’advertising mondiale guardano a questo evento con maggiore interesse. E anche gli U2 ne approfittano annunciando in uno spot il nuovo singolo “Invisible”, scaricabile gratis per 24 ore

    L’attesa per il Super Bowl 2014 è ormai alle stelle, l’attesissima finale del campionato NFL si prevede quest’anno venga vista da oltre 100 milioni di telespettatori e da questi numeri si capisce il gradne interesse da parte dei grossi players dell’advertising mondiale ad investire su questo evento. Si stima una spesa media di 4 milioni di dollari per 30 secondi di spot.

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    Ma questa è davvero una grande occasione anche per lanciare nuove iniziative e nuovi eventi. E quindi neanche gli U2 vogliono lasciarsi sfuggire l’occasione che ha comunque un risvolto benefico. Infatti, per il lancio del nuovo singolo “Invisible”, la storica band irlandese vuole sfruttare il grande interesse mediatico sul Super Bowl per lanciare la loro nuova ultima fatica che anticipa l’uscita del loro nuovo album. Il video verrà mandato in onda, per 60 secondi, durante un break dell’evento sportivo e sarà visualizzabile dalle ore 20 (orario Usa) anche su YouTube.

    Dal momento della messa in onda, il singolo sarà scaricabile gratuitamente su iTunes a livello globale e ogni singolo download contribuirà a raccogliere fondi per (RED), ricevendo 1 dollaro per ogni download da Bank Of America.

    (RED) è l’associazione benefica fondata da Bono Vox e da Bobby Shriver nel 2006 ed è stata creata per raccogliere fondi per contrastare l’AIDS, la tulercolosi e la malaria e, sin dalla sua creazione, ha generato 240 milioni di dollari. I fondi raccolti da (RED) al momento vengono utilizzati in Ruanda, Lesotho, Swaziland, Zambia, Ghana, Kenya, Tanzania e Sud Africa per contrastare l’AIDS.

    Bank of Amercia donerà per questo progetto 10 milioni di dollari, altri 10 milioni arroveranno dalla Fondazione Bill & Melinda Gates, 1 milione di dollari anche da SAP e da South Africa’s Motsepe Family, per un totale di 22 milioni di dollari.

    Invisible è prodotto da Danger Mouse e mixato da Tom Elmhirst. Il video del singolo è diretto da Mark Romanek che vanta collaborazioni con Jay Z, Johnny Cash, Nine Inch Nails.

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  • Vine compie il primo compleanno, un anno di successi

    Vine compie il primo compleanno, un anno di successi

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    Vine, la video app di casa Twitter che consente di realizzare video brevi in loop da condividere coi propri contatti, compie il primo anno. E per celebrare l’evento, Vine ha realizzato una raccolta dei video di maggior successo, visibili al link yearonvine.vine.co. In Italia molti utenti celebri lo usano, come Max Gazzè, Asia Argento e Jovanotti

    Vine compie il primo anno. Infatti sono passati già 12 mesi da quando la video app divenne di proprietà di Twitter, ricorderete certamente il tweet con cui Dick Costolo, CEO di Twitter, dava l’annuncio dell’acquisizione, anticipato, tra lo stupore di tutti, da quello dove si vedeva la preparazione della bistecca alla tartara. Era la prima volta, infatti, che su Twitter, quindi in 140 caratteri, fosse possibile integrare un video, anche se solo di sei secondi. Da allora Vine ha conosciuto un momento di grande successo, arrivando a superare i 40 milioni di utenti, grazie anche al rilascio della app per i device Android.

    E’ stato un anno di successi questo primo anno per Vine, in tatnti lo usano ma anche tante celebrità si sono lasciate affascinare dai 6 secondi in video. Come il Presidente degli Usa, Barack Obama, manche tanti personaggi dello spettacolo, attori e musicisti di fama internazionale. Per l’occasione sono stati raccolti alcuni video memorabili, quelli che più di altri hanno fatto registrare il maggior numero di interazioni (like, commenti e condivisioni) e sono visibili sul sito yearonvine.vine.co.

    In Italia Vine e molto usato e anche nel nostro paese molte celebrità si sono lasciate affascinare, come Max Gazzè

    oppure come Nicola Vitiello

    o ancora, come Jovanotti

    Ma tra gli utenti celebri ci sono anche Asia Argento e Frank Matano.

    Di recente Vine ha rilasciato la possibilità di poter usare l’app anche da web e si possono visualizzare i profili e quindi anche condividerli o commentarli. Altra novità, e la potete vedere anche sul link che celebra il primo anno di Vine, è la modalità “Tv mode“, modalità con cui è possibile visualizzare i video caricati in sequenza e anche a schermo intero.

    Allora, tanti auguri a Vine e fateci sapere se anche voi lo usate.

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  • Come sarebbe la vita senza lo smartphone [Video]

    Come sarebbe la vita senza lo smartphone [Video]

    Come sarebbe vivere senza il nostro smartphone? E’ la domanda che accompagna il video realizzato da Charlene deGuzman, che ne è anche la protagonista, che mette in evidenza la forte dipendenza che tutti noi abbiamo ormai acquisito dall’uso dello smartphone, dal quale difficilmente ci separiamo

    Chissà quante volte guardando questo video vi sarete trovati nella stessa condizione, o forse neanche vi siete posti la domanda perchè vi siete comportati allo stesso modo, ossia senza mai abbandonare il vostro smartphone, in qualsiasi situazione vi troviate. E’ questo il tema del video, diventato ormai virale, “I forgot my phone“, che ha superato gli 8 milioni di visualizzazioni, per la precisione 8,407,959 in questo momento, realizzato da Charlene deGuzman (@charstarlene). Il video è la raccolta di tutte quelle situazioni, dalla più intima, alla più attesa, come può essere una proposta di matrimonio, che raccontano quanto siamo diventati ormai letteralmente dipendenti dall’utilizzo dello smartphone. Charlene racconta infatti la nostra dipendenza in un giorno un cui vi siete dimenticati il telefono. E allora vedete a quale livello di dipendenza sono arrivati il vostro o la vostra partner, i vostri amici, le persone che incontrate per strada. Insomma, tutti.

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    Vi ricordate quando cominciarono ad apparire i primi cellulari, qualche decina di anni fa, che venne fuori chi si lamentava del fatto che ormai diventava difficile fare una chiacchierata qualsiasi senza essere interrotti dalla suoneria, vuoi anche fastidiosa, di un telefono cellulare? Di sicuro ve lo ricordate. Ma adesso la situazione si complica. Perchè non solo non parliamo, o quasi, ma abbiamo l’irrefrenabile voglia di raccontare agli altri quello che stiamo facendo. O, e questo va ad aggiungersi, vedere gli altri cosa stanno facendo, in qualsiasi situazione. Appunto!

    E il video di Charlene deGuzman è quanto mai lo specchio di quello che è ormai la realtà quotidiana.

    Quindi, se vai a correre, c’è quello che s’è portato dietro il telefono perchè, nel mentre deve fare una telefonata. Ma non era meglio correre? Poi, c’è il pranzo con gli amici, state raccontando un momento della giornata mentre gli altri sono tutti lì con lo smartphone in mano e voi ad un certo punto vi sentite isolato. Ancora, c’è la festa di compleanno del vostro amico, dove tutti hanno in mano per immortalare l’evento, quasi disinteressati del fatto che sia la sua festa, ma con la voglia di farla vedere agli altri.

    Un momento topico è quando la protagonista si trova sull’altalena e di fianco una bimba che avrà avuto una decina d’anni che è intenta ad usare il suo smartphone. Vi è mai capitato di vedere una scena simile?

    Ma anche voi siete dipendenti del vostro smartphone come ci ha raccontato Charlene?

  • Vine raggiunge i 40 milioni di utenti, ma in Italia non convince

    Vine raggiunge i 40 milioni di utenti, ma in Italia non convince

    Vine, l’applicazione di Twitter che consente di inserire nei tweets anche i video lanciata all’inzio di questo, annuncia di aver raggiunto e superato i 40 milioni di utenti. E pare che una grossa mano l’abbia data Android. Infatti dal rilascio della app per la piattaforma Google, gli utenti sarebbero più che triplicati. Ma il Italia in realtà non ha molto successo

    Vine, l’applicazione di Twitter che consente di caricare video della durata dei 6 secondi direttamente in un tweet, ha annunciato di aver raggiunto e superato i 40 milioni di utenti. E sembra proprio che una grossa mano in questo senso l’abbia data Google. Si perchè dal giorno del rilascio dell’applicazione per la piattaforma mobile di casa Google, gli utenti da 13 milioni che erano, sono arrivati ad essere, nel giro di appena due mesi, più di tre volte tanto.

    Dal giorno del lancio, ricordate era gennaio di quest’anno e il primo ad annunciarla in maniera quasi furtiva fu proprio Dick Costolo col famoso teet “Steak tartare in six seconds.“, Vine ha incuriosito molto e molti non erano poi molto convinti che avesse avuto successo. Invece l’app via via ha conquistato utenti e anche le aziende che hanno cominciato ad adottarla. Conferma definitiva è stato poi l’annuncio di Instagram, proprio due mesi fa, della possibilità di poter caricare anche video dalla proprio app. La battaglia  tra le due app è ancora in pieno svolgimento e certamente questo traguardo per Vine è un dato molto significativo, anche per le strategie future.

    vine-on-android

    L’annuncio è stato dato via Twitter dall’account ufficiale, anche se in questi casi ci si attende un comunicato ufficiale. Ma è in linea con la filosofia adottata ormai sin dall’annuncio dell’acquisizione da parte di Twitter.

    Ma di fronte a questo successo, come va Vine nel nostro paese?

    Proprio in occasione del possibile annuncio di Facebook sulla nuova feature di Instagram, avevamo provato a dare un’occhiata su come fosse stata accolto lo sbarco di Vine su Android. E avevamo notato che il debutto non era stato così glorioso. Anzi, l’app debuttava nella classifica generale in 335° posizione, mentre nella classifica “Social” settimanale si piazzava in 11° posizione e nella classifica, sempre “Social”, ma quotidiana si piazzava in 14° posizione. E ora?

    Abbiamo usato sempre Distimo per verificare la classifica delle app più scaricate dopo esattamente due mesi e vediamo che nella classifica generale, in Italia su piattaforma Android riferita al mese di Luglio, Vine si trova in posizione 703, in discesa di altre 254 posizioni. Mentre nella classifica “Social” settimanale è in posizione 23, in discesa dalla nostra ultima rilevazione, e nella classifica “Social” quotidiana (20 agosto 2013) si piazza in posizione 25, in calo di una posizione rispetto al giorno prima.

    Quindi, tirando le somme, Vine nel nostro paese non ottiene lo stesso successo che ha altrove.

    Secondo voi perchè? Voi lo state usando? Raccontateci tra i commenti la vostra esperienza.

  • Lady Liberty arriva a Milano per il 4 Luglio

    Lady Liberty arriva a Milano per il 4 Luglio

    In occasione della Festa del 4 Luglio, il Giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti d’America, il Consolato Americano in Italia con sede a Milano realizza un video divertente in cui la Statua della Libertà viene ricevuta dal Console Generale Scott e dall’Ambasciatore Thorne. Il video verrà trasmesso alle 18 a Milano a Palazzo Isimbardi

    Oggi 4 Luglio è la Festa d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America che è anche la Festa di Compleanno degli Usa che compiono oggi 237 anni. E per l’occasione il Consolato Americano con sede a Milano ha realizzato un video divertente, che vedete in alto, un video certamente meno istituzionale, ma ugualmente rispettoso delle istituzioni e dei valori americani.

    Il video Lady Liberty Comes To Milan è il risultato della passione e della partecipazione di tutti i dipendenti del Consolato. E’ stato realizzato in-house, utilizzando le normali videocamere in commercio e registrato al Consolato ed in giro per Milano. Lo staff si è trasformato in un cast di attori non professionisti per dare volti diversi a Lady Liberty in visita a Milano e raccontarne la storia. Il Console Generale Kyle Scott l’ha incontrata per strada e le ha dato indicazioni, l’Ambasciatore David Thorne l’ha accolta in Consolato con una stretta di mano molto hip hop.

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    Lady Liberty ha visitato gli uffici del Consolato, passeggiato per Milano e preso i mezzi pubblici e partecipato al Milano Pride. In Piazza Duomo ha visto la statua sulla facciata che alcuni ritengono abbia ispirato Bartholdi e in largo Donegani ha partecipato ad una marcia dei dipendenti del Consolato riuniti con le bandiere dei 50 stati. E’ stata avvistata da Monica Sala DJ di RadioMonteCarlo che ne ha dato notizia durante il suo programma… insomma, sono state giornate intense per Lady Liberty!

    Il video è un modo per celebrare un’importante festa nazionale senza prendersi troppo sul serio, pur nel pieno rispetto delle istituzioni e dei valori degli Stati Uniti e ci è molto piaciuto questo spirito che abbiano voluto scriverne anche noi qui sul nostro blog.

    Il video è stato presentato ieri all’evento ufficiale del Consolato al Castello Sforzesco e verrà proiettato durante la festa organizzata da Easy Milano oggi 4 luglio a Palazzo Isimbardi. Inoltre è pubblicato sul profilo Facebook, su Twitter (@USConsMilan) e sul canale YouTube.

    L’occasione del video è anche per celebrare la riapertura al pubblico della Statua della Libertà a New York.

    Lady Liberty

    Dal 28 ottobre 1886 Lady Liberty, alta 93 metri e visibile fino a 40 chilometri di distanza, accoglie le navi che arrivano a New York con il loro carico di sogni e di speranza. Le saluta da Liberty Island con la fiaccola, simbolo del fuoco eterno della libertà e il libro con la data del «JULY IV MDCCLXXVI» (4 luglio 1776). Ai piedi, le catene spezzate simbolo della liberazione dal potere del sovrano dispotico e in testa la corona a sette punte, che rappresentano i sette mari ed i sette continenti.

    La Statua della Libertà venne donata dai francesi agli Stati Uniti d’America come segno dell’amicizia tra i due popoli nel 1886 in commemorazione della dichiarazione d’Indipendenza di un secolo prima. L’idea della statua fu di Edouard René de Laboulaye ma fu il giovane scultore, Frédéric Auguste Bartholdi, che ne disegnò il primo progetto.

    Lady Liberty ha un passato europeo e forse un legame con Milano, Firenze e l’Italia. La Statua della Libertà presenta una notevole somiglianza con un’opera di Camillo Pacetti che si trova a Milano, sulla facciata del Duomo, a sinistra del portale maggiore. La scultura di Pacetti si intitola La Legge Nuova e fu collocata sulla facciata del Duomo nel 1810.  La somiglianza tra le due statue è impressionante: entrambe reggono nella mano destra alzata una torcia e presentano il capo cinto da una corona di raggi.

    I francesi preferiscono pensare Bartholdi si sia ispirato al Colosso di Rodi. Alcuni testi inglesi parlano del San Carlone ad Arona e i toscani ribadiscono che la fonte d’ispirazione di Bartholdi fu la Statua della Libertà della Poesia, in Santa Croce a Firenze, di Pio Fedi.

     

     

  • Instagram sfida Vine sui video, ecco le differenze

    Instagram sfida Vine sui video, ecco le differenze

    Come avevamo preannunciato qualche giorno fa cogliendo l’anticipazione di TechCrunch, alla fine Instagram lancia davvero la sfida a Vine estendendo ai suoi ormai 130 milioni di utenti di poter inserire video di 15 secondi sulla piattaforma. Un passaggio ormai nell’aria, ma quali sono le differenze tra i due strumenti?

    Qualche giorno fa, esattamente tre giorni prima della conferenza stampa di dieri di Facebook, avevamo colto, quasi in tempo reale, l’anticipazione lanciata da TechCrunch, parlando di Effetto Vine, che prevedeva che quello che stava bollendo in pentola altro non era che la sfida di Instagram a Vine sui video. Un passaggio che certamente i più esperti avevano previsto e sapevano che sarebbe avvenuto. La sorpresa forse sta nei tempi, ricordiamo che Vine è stato lanciato a gennaio di quest’anno per iPhone e da qualche settimana reso disponibile anche su Android. Ma sappiamo anche che i tempi ormai sono veloci, i ritmi sempre più serrati e la concorrenza si fa sempre più spietata. Ed ecco che nella strategia di Facebook di voler acquisire una fetta sempre più crescente sul Mobile, si inserisce la sfida a Twitter, quindi a Vine, fino a ieri l’unico modo possibile di condividere video, delle dimensioni di un tweet.

    Altra motivazione, come avevamo ricordato sempre nell’anticipazione di quello che sarebbe stato poi presentato ieri, è che per stessa ammissione di Zuckerberg, in occasione della presentazione dei dati finanziari del Q1 2013, ci sarebbero molti investitori interessati a fare advertising su Instagram. Sappiamo bene che ancora non è possibile, ma la sfida a Vine si inserisce anche in questo contesto. Dunque, che sia possibile tra non molto fare pubblicità anche su Instagram proprio attraverso i video? Vedremo.

    Certo l’evento di ieri era molto atteso, soprattutto per le anticipazioni, meglio le soffiate che ci sono state attorno a questo evento che era stato targato come segreto, ma alla fine ieri tutti sapevano di cosa si sarebbe parlato. Anche questa è la forza del web e dei social media.

    Ma dicevamo in apertura, quali sono alla fine, le differenze tra i due strumenti, quindi tra la possibilità di aggiungere video su Instagram e le funzionalità di Vine. Jordan Crook su TechCrunch fa un bel post proprio su questo, che vi invitiamo a leggere, e la scheda in basso è abbastanza riassuntiva delle differenze.

    instagram-vs-vine

    Intanto c’è da dire che i video su Instagram possono avere una durata massima di 15 secondi, contro i 6 su Vine. Una differenza non da poco per quelli che ormai sono 130 milioni di utenti della piattaforma di condivisione di immagini più usata. Essendo Instagram una piattaforma che fa del suo punto di forza sui filtri, bè questi non potevano certo mancare anche per i video. Sono ben 13 i filtri già disponibili, altro punto a favore contro Vine.

    Nella fase di caricamento di un video, Vine però è più veloce. I video su Vine vanno in loop, mente su Instagram è possibile visualizzarli una sola volta prima di avviarlo di nuovo. Insomma da una parte e dall’altro ci sono dei pro e dei contro. Fino ad ora Vine è riuscito ad agire in maniera assoluta ma facendosi apprezzare bene da chi lo ha utilizzato e forse, nonostante Instagram, continuerà a farlo.

    Instagram si muove in direzione diversa, è un prodotto ormai di massa e lo sarà sempre di più. E in base a questo sembrerebbe sovrastare la presenza di Vine. Almeno stando così le cose. Il tempo, e sarà brevissimo ne siamo certi, ci dirà quale delle due piattaforme riuscirà a conquistare di più.

    E voi che ne pensate? Lascerete Vine per Instagram? Quali sono le vostre impressioni?