Autore: Franz Russo

  • Messenger si prepara per le feste, arrivano Boomerang e altre funzionalità

    Messenger si prepara per le feste, arrivano Boomerang e altre funzionalità

    Messenger si prepara per le feste e aggiunge nuove funzionalità che prende in prestito anche da Instagram. Viene introdotta Boomerang, la funzionalità video loop nata su Instagram; la modalità Selfie, funzionalità per la fotocamera che mette più in risalto il soggetto; nuovi filtri per le vacanze e stickers in realtà aumentata.

    Messenger si sta preparando le prossime feste natalizie e lo fa annunciando oggi nuove funzionalità che in parte mutua dall’altra app di casa Facebook come è Instagram. E siccome l’app di messaggistica, o meglio di utilità (la messaggistica in casa Facebook è prerogativa di WhatsApp), vuole comunque far sentire la sua voce, ecco che aggiunge nuove funzionalità con l’obiettivo di coinvolgere meglio l’utente.

    Il layout dell’app della fotocamera risulta leggermente rinnovato. E così, nella inferiore sono messe in evidenza proprio le novità che adesso vi presenteremo. Da Instagram arriva Boomerang, la funzionalità nativa dell’app di condivisione di immagini che realizza dei video loop, sempre molto efficaci a seconda delle circostanze. Tra le novità troviamo la modalità Selfie, una funzionalità che nel momento in cui viene attivata provvede a sfumare subito il contesto dell’inquadratura provvedendo a mettere in evidenza il soggetto. Diciamo che sono queste le due novità più interessanti di questo aggiornamento.

    facebook messenger boomerang selfie

    Infatti, l’aggiunta di nuovi filtri natalizi era normale attenderselo, così come era normale attendersi anche l’aggiunta di adesivi di realtà aumentata, elementi questi presenti in casa Facebook da un po’. Gli adesivi in realtà aumentata possono essere anche inviati via chat.

    Insomma, Facebook con queste nuove funzionalità non vuole lasciare indietro Messenger che, ricordiamolo, secondo gli ultimi dati disponibili, ha 1,3 miliardi di utenti, un numero superiore a quelli di Instagram che resta, al momento, il vero fenomeno della famiglia riunita di Mark Zuckerberg.

    facebook messenger funzionalità boomerang selfie

    Se vi state chiedendo, giustamente, quando saranno disponibili queste funzionalità, allora, sempre da quanto lascia trapelare Facebook, le novità sono già disponibili da oggi per tutti gli utenti. Ovviamente, come spesso succede, sono novità che vengono rilasciate in propagazione, è quindi normale che ci sia chi le abbai disponibili da subito e chi invece deve aspettare qualche giorno. Ma tranquilli, arriveranno per tutti.

  • Ecco i trends del 2018 su Instagram: l’amore trionfa

    Ecco i trends del 2018 su Instagram: l’amore trionfa

    Per Instagram il 2018 è stato un anno fondamentale, soprattutto per quanto riguarda gli equilibri interni. Ma la piattaforma, la seconda preferita dagli italiani, dopo Facebook, pubblica il suo resoconto sul 2018. E scopriamo che #metoo è l’hashtag più usato a sostegno di una causa; l’emoji del cuoricino è stato usato 14 miliardi di volte nei commenti. Heart, la GIF di Arata è stata la più usata, mentre “Heart eyes” è stato il filtro facciale più usato nelle Stories.

    Il 2018 per Instagram è stato un anno fondamentale, fatto di grandi cambiamenti che stanno avendo inevitabili effetti sulla piattaforma. Basti pensare solo all’addio dei due co-fondatori della piattaforma, Kevin Systrom e Mike Krieger, avvenuto a fine settembre. Un passaggio che ha finito per chiarire quello che tanti immaginavano, e cioè dei forti attriti tra il modo di guidare l’azienda da parte di coloro che l’avevano creata e la nuova proprietà, Facebook.

    Ma Instagram, con una base utenti di oltre 1 miliardo di utenti, di cui 19 milioni in Italia, resta comunque una piattaforma capace di segnare nuovi trends. Ed è per questo che ha pubblicato una serie di dati che ci raccontano come sono andati questi 12 mesi del 2018. Vediamoli insieme.

    Si può tranquillamente dire che il 2018 è stato per Instagram l’anno dell’amore che compare diverse volte nei trends dei 2018. Il cuoricino, quello che tutti usano spesso tra i commenti, è stato usato 14 miliardi di volte durante l’anno, proprio tra i commenti. Restando sempre in tema amore, la GIF più usata è stata “Heart” di Arata, che solo su Giphy ha ottenuto quasi 140 milioni di visualizzazioni. Il filtro facciale più usato su Instagram nelle Stories, manco a farlo apposta, è proprio “Heart”.

    La faccina che ride è stata più usata associata al Disneyland di Tokyo.

    E poi, parlando proprio di tendenze, la community emergente dell’anno su Instagram è quella AMSR, Autonomous Sensory Meridian Response, in italiano “Risposta autonoma del meridiano sensoriale“. Una tendenza che non ha connotati scientifici, tutti da dimostrare, che consiste, in sintesi, nella sensazione di rilassamento indotta da un video anti-stress.

    #Fortnite, ad indicare fenomeno gaming del momento, è l’hashtag relativo ad una community che cresce di più durante l’anno. A fine novembre la community globale contava già oltre 200 milioni di utenti.

    La community di fan dei BTS #btsarmy è quella che ha caratterizzato di più l’anno dal punto di vista delle community fandom, quelle che condividono interessi o hobby. Da questo punto di vista Instagram si presta molto.

    Anche la più grande sfida di ballo virale dell’anno è nata su Instagram, con #inmyfeelingschallenge che ha coinvolto tutti da @theshiggyshow a @willsmith, che si è classificato al primo posto.

    Ma Instagram, nel 2018, è stata usata per far sentire la propria voce, una modalità che incontra un grande seguito. Ed è per questo che #metoo è l’hashtag più usato tra quelli dedicati a sostegno di una causa. E quindi #metoo (1,5 milioni), #timesup (597 mila), #marchforourlives (562 mila).

    Questa tutti i dati:

    • Il filtro facciale più usato in Instagram Stories: Heart eyes
    • L’adesivo Giphy più usato su Instagram Stories: Heart by Arata
    • ❤️ è stato utilizzato nei commenti 14 miliardi di volte
    • Località più felice del mondo (il più alto utilizzo di 🙂 nella descrizione): Disneyland Tokyo
    • Community emergente: ASMR
    • Hashtag legato a community più in crescita: #fortnite
    • Top Fandom Community: BTS (#btsarmy)
    • Top Dance Movement: #inmyfeelingschallenge
    • Hashtag più usati per le cause: #metoo (1,5 milioni), #timesup (597K), #marchforourvive (562K)

    instagram anno 2018

  • Il doodle di Google è per lo sciame meteorico delle Geminidi

    Il doodle di Google è per lo sciame meteorico delle Geminidi

    Il doodle che vediamo oggi, 13 dicembre 2018, sulla home di Google è dedicato allo sciame meteorico delle Geminidi che proprio oggi, nel giorno di Santa Lucia, trova il suo picco massimo di visibilità, dove possibile. Lo sciame, secondo le ultime scoperte, sarebbe causato dall’asteroide 3200 Phaeton che avvicinandosi al Sole si sbriciola, dando vita al fenomeno.

    Il doodle che vediamo oggi, 13 dicembre 2018, sulla home di Google è dedicato allo sciame meteorico delle Geminidi che proprio oggi tocca il suo punto di massima visibilità. Il doodle mostra il percorso dello sciame che nasce, secondo le ultime scoperte, dall’asteroide 3200 Pheton.

    L’asteroide 3200 Phaeton conosciuto anche come Fetonte, del diametro medio di circa 5,1 km, è stato scoperto 35 anni fa e dalle osservazioni si è notato che avvicinandosi, in questo periodo dell’anno, molto al nostro Sole comincia a sbriciolarsi, dando vita a questo fenomeno quasi simile a quello delle stelle cadenti. Il nome Geminidi è dato per il fatto che sembra che lo sciame provenga dalla costellazione dei Gemelli. Pensate che quando la Terra si trova in prossimità del nodo ascendente di 3200 Phaeton si possono contare circa 120 meteore ogni ora. Lo scontro dello steroide verso la nostra atmosfera avviene a circa 127 mila km orari. Da quel momento in poi prende vita lo sciame delle Geminidi.

    google doodle sciame geminidi 2018

    E’ possibile vedere lo sciame tra oggi e domani anche ad occhio nudo e non serve un cannocchiale. Certo, l’ideale sarebbe allontanarsi dai centri abitati, ma con il meteo di questi giorni sarà molto difficile trovare uno spazio libero da nubi lungo il nostro stivale. Il culmine dovrebbe verificarsi nel nostro paese attorno alle 2 di notte, quindi ci sarebbe ancora domani per poter vedere al meglio lo sciame.

    E pare, sempre secondo gli esperti, che data la veloce evoluzione del fenomeno, sempre più intensa, lo sciame delle Geminidi possa estinguersi nel giro di 100 anni. Quindi, approfittiamone per vederlo prima che scompaia del tutto.

  • Plick, il servizio di pagamenti digitali alternativo al vecchio assegno

    Plick, il servizio di pagamenti digitali alternativo al vecchio assegno

    Plick è un servizio che permette di effettuare pagamenti digitali senza necessariamente essere registrati su app terze. Il servizio è disponibile anche su Banca Mediolanum e per trasferire denaro è sufficiente inserire il numero di telefono o l’indirizzo e-mail del ricevente. Una buona alternativa all’assegno cartaceo.

    Il tema dei pagamenti digitali è un tema che ci interessa molto, anche per il fatto che è uno di quei temi su cui gli italiani, da sempre grandi utilizzatori di mobile, si stanno concentrando molto. In un contesto in cui, quindi, ci si concentra su nuove modalità di pagamento sempre più flessibili, digitali e facili da usare, il servizio di cui vi parliamo oggi merita un piccolo approfondimento in più.

    plick mediolanum wallet

    Raccontiamo spesso qui sul nostro blog di nuovi servizi e sistemi di pagamento che, a voler essere un po’ visionari (mica tanto, poi), per certi versi, fanno sembrare quasi obsoleto lo stesso portafoglio per come lo abbiamo sempre conosciuto. E seguendo questo nostro interesse, vogliamo parlarvi di Plick, il servizio brevettato in tutto il mondo da Paydo, startup italiana, che rivoluziona il concetto del trasferimento di denaro. Il servizio è oggi disponibile per tutti i clienti di Banca Mediolanum, la prima ad adottarlo qualche mese da in realtà, e non necessita alcuna app esterna o registrazione particolare. Certo, può suonare strano che un servizio possa funzionare in questo modo, ma è proprio questo che rende Plick ancora più interessante.

    plick mediolanum

    Come funziona Plick su Mediolanum Wallet

    Come dicevamo, Plick è disponibile per i clienti di Banca Mediolanum ed è utilizzabile dall’interno dell’app Mediolanum Wallet (disponibile per iOS e Android). Dall’app non bisogna fare altro che selezionare il servizio Plick, appunto, e inserire il contatto del beneficiario, è sufficiente il numero di telefono o il suo indirizzo e-mail, insieme alla data di trasferimento e alla quantità di denaro che si vuole trasferire. In questa fase non è necessario inserire l’IBAN, sarà lo stesso beneficiario ad inserirlo. Essendo collegato al contro corrente, il trasferimento di denaro con Plick è quindi molto semplice.

    https://www.youtube.com/watch?v=qyG9FphFySI&feature=youtu.be
    Come funziona Plick su Mediolanum Wallet

    Ora, completati questi piccoli passaggi, il beneficiario riceverà un link per incassare, all’interno della sua casella e-mail o tramite SMS, in modo semplice e sicuro, il suo pagamento. E’ possibile impostare una data futura, come avviene per l’assegno. Nei fatti questo sistema diventa una valida alternativa al vecchio assegno cartaceo.

    E’ un modo semplice e sicuro di effettuare un pagamento, l’operazione avviene in assoluta sicurezza, e rappresenta una modalità che non si pone l’obiettivo di sostituirsi alla banca, anzi, è un sistema che permette alla banca di offrire ai suoi clienti modalità sempre più flessibili, sicure e facili da usare. Ecco perchè non ci sorprende che ad usarla per prima sia stata Banca Mediolanum, da sempre attenta ad innovare i suoi servizi.

    Allora, se siete clienti di Banca Mediolanum e non avete ancora scaricato l’app Mediolanum Wallet, questo è il momento di farlo: per iOS  e per Android.

  • WhatsApp, ecco gli smartphone su cui l’app non funzionerà più da gennaio 2019

    WhatsApp, ecco gli smartphone su cui l’app non funzionerà più da gennaio 2019

    WhatsApp, così come già successo ad inizio del 2017, smetterà di funzionare, a partire dal 1° gennaio 2019 su alcuni smartphone, in quando “obsoleti”. Per quel che riguarda Android, si tratta di tutti quelli come la versione 2.37. Per iPhone anche quelli con iOS7.

    WhatsApp continua la sua evoluzione smettendo, via via, di funzionare su quei dispositivi considerati “obsoleti”, ormai fuori mercato, e non è difficile pensare che siano tanti. Non è la prima volta che la società oggi di proprietà di Facebook faccia un annuncio del genere, già ad inizio 2017 WhatsApp aveva annunciato che l’app avrebbe poi smesso di funzionare entro il mese di giugno di quell’anno sui sistemi operativi sistemi operativi BlackBerry, BlackBerry 10, Nokia S40 e Nokia Symbian S60, mentre su Android 2.1, Android 2.2, Windows Phone 7, iPhone 3GS/iOS 6 l’app ha smesso di funzionare già a gennaio del 2017.

    Ma da gennaio 2019 WhatsApp smetterà di funzionare su tutti i dispositivi che ancora hanno il sistema operativo Android 2.37 (Gingerbread), stiamo parlando di dispositivi effettivamente un po’ datati, di almeno 8 anni fa. No funzionerà più su Nokia S40, Windows Phone 8.0 e per tutti i sistemi operativi basati su BlackBerry OS. Per quanto riguarda gli iPhone, WhatsApp smetterà di funzionare anche su quelli con iOS7.

    whatsapp non funziona android ios

    WhatsApp è ormai l’app di messaggstica istantanea più usata al mondo, conta 1,5 miliardi di utenti attivi/mese e 1 miliardi di utenti attivi al giorno. Nel corso degli anni ha effettuato continui aggiornamenti che non la rendono più adeguata a sistemi operativi ormai un po’ antiquati. Ecco perchè l’azienda si trova costretta a disattivare l’app su sistemi operativi e dispositivi che non sono più in grado di reggere il peso dell’app. 

    Come verificare la versione del sistema operativo

    Se non sapete quale versione sia il sistema operativo che state usando sul vostro smartphone Android, nessun problema, è molto semplice. Basta andare sulla voce Impostazioni del vostro telefono fino a Sistema e poi Info telefono. Su iOS, Impostazioni, poi Generali e su Info/aggiornamento software. 

    E’ anche vero, come dicevamo prima, che si tratta di smartphone ormai datati, è forse il caso di pensare di passare ad uno smartphone un po’ più aggiornato.

  • L’Antitrust multa Facebook per 10 milioni di euro: ha violato il Codice del Consumo

    L’Antitrust multa Facebook per 10 milioni di euro: ha violato il Codice del Consumo

    L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso l’istruttoria contro Facebook avviata un mese fa, il risultato è una multa di 10 milioni di euro per aver violato il Codice del Consumo. In pratica, l’Antitrust contesta alla società di Mark Zuckerberg di aver usato i dati degli utenti per scopi commerciali senza dichiararlo chiaramente.

    Pesante multa da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ai danni di Facebook: 10 milioni di euro. E’ questo l’esito della chiusura dell’istruttoria che l’Autorità aveva avviato un mese fa nei confronti di Facebook Ireland Ltd. e della sua controllante Facebook Inc. per presunte violazioni del Codice del Consumo. La multa è comminata alle due società e il valore è complessivo.

    Nella nota diffusa dall’Autorità si legge che è stato accertato che Facebook, in violazione degli artt. 21 e 22 del Codice del Consumo, induce ingannevolmente gli utenti consumatori a registrarsi nella piattaforma Facebook, non informandoli adeguatamente e immediatamente, in fase di attivazione dell’account, dell’attività di raccolta, con intento commerciale, dei dati da loro forniti, e, più in generale, delle finalità remunerative che sottendono la fornitura del servizio di social network, enfatizzandone la sola gratuità; in tal modo, gli utenti consumatori hanno assunto una decisione di natura commerciale che non avrebbero altrimenti preso (registrazione al social network e permanenza nel medesimo). Le informazioni fornite risultano, infatti, generiche e incomplete senza adeguatamente distinguere tra l’utilizzo dei dati necessario per la personalizzazione del servizio (con l’obiettivo di facilitare la socializzazione con altri utenti “consumatori”) e l’utilizzo dei dati per realizzare campagne pubblicitarie mirate.

    antitrust facebook multa 10-milioni

    L’Autorità ha inoltre accertato che Facebook, in violazione degli artt. 24 e 25 del Codice del Consumo, attua una pratica aggressiva in quanto esercita un indebito condizionamento nei confronti dei consumatori registrati, i quali subiscono, senza espresso e preventivo consenso – quindi in modo inconsapevole e automatico- la trasmissione dei propri dati da Facebook a siti web/app di terzi, e viceversa, per finalità commerciali. L’indebito condizionamento deriva dall’applicazione di un meccanismo di preselezione del più ampio consenso alla condivisione di dati. La decisione dell’utente di limitare il proprio consenso comporta, infatti, la prospettazione di rilevanti limitazioni alla fruibilità del social network e dei siti web/app di terzi; ciò condiziona gli utenti a mantenere la scelta pre-impostata da Facebook.

    Nello specifico, Facebook, attraverso la pre-selezione della funzione “Piattaforma attiva”, preimposta l’abilitazione ad accedere a siti web e app esterni con il proprio account Facebook, predisponendo la trasmissione dei dati dell’utente ai singoli siti web/app, in assenza di un consenso espresso da parte dello stesso. Facebook reitera, poi, il meccanismo della pre-selezione in opt out, rispetto ai dati che vengono condivisi, nella fase in cui l’utente accede con il proprio account Facebook a ciascun sito web/app di terzi, inclusi i giochi. L’utente può, infatti, anche in questo caso, solo deselezionare la pre-impostazione sui dati operata da Facebook, senza poter attuare in ordine agli stessi una scelta attiva, libera e consapevole .

    In considerazione dei rilevanti effetti della pratica sui consumatori, l’Autorità ha altresì imposto al professionista, ai sensi dell’art. 27, comma 8, del Codice del Consumo, l’obbligo di pubblicare una dichiarazione rettificativa sul sito internet e sull’App per informare i consumatori.

    E Facebook ha risposto:

    “Stiamo esaminando la decisione e speriamo di poter lavorare con loro per fare chiarezza in merito a quanto contestato – commenta un portavoce di Facebook -. Quest’anno abbiamo reso più chiare le nostre Condizioni d’uso e le nostre normative, in modo da aiutare le persone a capire meglio come utilizziamo i dati e come funziona il nostro business. Abbiamo anche reso le nostre impostazioni sulla privacy più facili da trovare e utilizzare e lavoriamo costantemente per migliorarle. Le persone hanno il possesso e il controllo delle loro informazioni personali su Facebook“.

    Non è la prima volta che l’Antitrust italiana multa Facebook, lo aveva già fatto nel 2017 quando aveva comminato una multa da tre milioni di euro per non aver reso chiari le condizioni di utilizzo, e poi ad inizio di quest’anno, sempre WhatsApp, con una multa da 50 mila euro.

    E’ evidente che questa di oggi solleverà forti polemiche.

  • Rapporto Censis 2018: Facebook in calo come mezzo di informazione

    Rapporto Censis 2018: Facebook in calo come mezzo di informazione

    Il 52° Rapporto Censis è sempre un momento per fare il punto sul capitolo “Comunicazione e media”, su come gli italiani usano gli strumenti di informazione. Facebook in calo del 9% come strumento di informazione, ma resta, insieme a YouTube, il social network più usato dagli italiani. Cresce Instagram, 26,7% e 55,2% tra i giovani. Twitter è in calo al 12,3%.

    Continuiamo la nostra rassegna per fare il punto sul 2018, sempre dal punto di vista della comunicazione e da come gli italiani hanno usato i social media per comunicare e informarsi. Ed oggi è la volta del 52° Rapporto Censis relativamente al capitolo “Comunicazione e media”, un momento in cui si fa il punto sul modo in cui gli italiani hanno usato i mezzi di informazione per tenersi informati. Noi, come sempre, cercheremo di dare più spazio su quello che è il nostro ambito di interesse, cioè internet e i social media, ma non mancheremo di dare altri spunti che il prezioso rapporto di quest’anno fornisce.

    Facebook in calo come strumento per informarsi

    Il Rapporto Censis ci mette di fronte al fatto che Facebook, come strumento di informazione, è in calo: in un anno perde il 9%, anche se resta comunque uno degli strumenti più usati. In particolare, Facebook perde il 15,8% degli utenti a scopi informativi tra gli under 30 (dal 48,8% al 33%). Non è stato certamente un anno facile per la piattaforma di Mark Zuckerberg, lo scandalo di Cambridge Analytica ha sicuramente influito su questo dato. E Facebook resta ancora uno degli strumenti principali attraverso cui gli italiani si informano, insieme a ai telegiornali che crescono del 5% in un anno (dal 60 al 65%). Su questo tema torneremo poi più avanti.

    Gli italiani che usano internet passano dal 75,2% al 78,4%, con una crescita del 3,2% rispetto al 2017 e del 33,1% dal 2007. Gl italiani che utilizzano gli smartphone salgono dal 69,6% al 73,8% (con una crescita annua del 4,2%, mentre ancora nel 2009 li usava solo il 15% della popolazione). Gli utenti dei social network aumentano dal 67,3% al 72,5% della popolazione. Continuano ad aumentare gli utenti di WhatsApp (il 67,5% degli italiani, l’81,6% degli under 30), mentre più della metà della popolazione fa ricorso ai due social network più popolari: Facebook (56%) e YouTube (51,8%).

    rapporto censis facebook social media 2018

    Cresce in maniera notevole Instagram, che arriva al 26,7% di utenza (e al 55,2% tra i giovani), mentre Twitter scende al 12,3%.

    La televisione, nell’anno che ormai sta volgendo al termine, ha registrato una leggera flessione dei telespettatori, determinata dal calo delle sue forme di diffusione più tradizionali (la tv digitale terrestre e la tv satellitare si attestano, rispettivamente, all’89,9% e al 41,2% di utenza tra gli italiani: entrambe cedono il 2,3% di pubblico nell’ultimo anno), mentre continuano a crescere la tv via internet (web tv e smart tv possono contare su una utenza del 30,1%, +3,3% in un anno) e la mobile tv (che è passata dall’1% del 2007 all’attuale 25,9% di spettatori, con un aumento del 3,8% nell’ultimo anno).

    La radio continua a rivelarsi all’avanguardia all’interno dei processi di ibridazione del sistema dei media: complessivamente, i radioascoltatori sono il 79,3% degli italiani. Ma se la radio tradizionale perde 2,9 punti percentuali di utenza (oggi al 56,2%), come l’autoradio (il 67,7% di utenza, -2,5% rispetto allo scorso anno), la flessione è compensata però dall’ascolto delle trasmissioni radiofoniche via internet con il pc (lo fa il 17% degli italiani) e soprattutto attraverso lo smartphone (con una utenza al 20,7%, +1,6% rispetto allo scorso anno).

    Ritornando per un momento sugli strumenti che gli italiani usano per informarsi, il rapporto Censis rileva che il calo coinvolge anche altre piattaforme, quindi YouTube (-5,3%), Twitter (-3%) e la rete in generale (i motori di ricerca hanno perso il 7,8% di utenza a fini informativi). Nello specifico, abbiamo già visto Facebook, i motori di ricerca passano dal 25,7% al 16,5% (-9,2%), YouTube dal 20,7% al 17,6% (-3,1%), Twitter dal 10,6% al 3,9% (-6,7%). 

    Politica e social media, il giudizio degli italiani è positivo

    Non manca, all’interno del Rapporto Censis, un accenno al grande tema attuale dell’uso dei social media da parte dei politici. Ebbene, il 47,1% reputa l’uso che ne fanno i politici come positivo. Il 16,8% ritiene che siano preziosi, perché così i politici possono parlare direttamente, senza filtri, ai cittadini. Il 30,3% pensa che siano utili, perché in questo modo i cittadini possono dire la loro rivolgendosi direttamente ai politici. Invece, il 23,7% crede che siano inutili, perché le notizie importanti si trovano nei giornali e in tv, il resto è gossip. Infine, il 29,2% è convinto che siano dannosi, perché favoriscono il populismo attraverso le semplificazioni, gli slogan e gli insulti rivolti agli avversari.

    Gli italiani e lo smartphone

    Interessante momento dedicato poi al grande tema dell’uso dello smartphone da parte degli italiani, tema che qui ci limitiamo ad accennare ma che meriterebbe un serio approfondimento. Il Censis rileva che il 59,4% degli italiani che possiedono un cellulare evoluto dichiara che, invece di telefonare, preferisce inviare messaggi per comunicare. Il 50,9% controlla le notifiche del telefono come prima cosa al risveglio o come ultima prima di andare a dormire. Il 48,4% controlla le previsioni meteo nel corso della giornata. Il 30,1%, invece di digitare sulla tastiera, invia messaggi vocali. Un’altra piccola ossessione quotidiana riguarda il rapporto con la memoria. Il cellulare diventa una «protesi» utile ai nostri ricordi e alle nostre conoscenze, al punto che il 37,9% degli utenti, quando non ricorda un nome, una data o un evento, si affida alle risposte della rete per fugare ogni dubbio. E il 25,8% non esce di casa senza portare con sé il caricabatteria del cellulare.

    Gli italiani e i problemi dell’era digitale

    Altro spunto interessate del Rapporto è quello relativo a quale tipo di problemi possa dare vita l’era digitale che stiamo vivendo. E questo comporta l’uso che si fanno degli strumenti digitali che non sono diretti responsabili, come spesso si crede, dell’insorgere di problematiche. La classifica dei principali problemi dell’era digitale secondo gli italiani riflette una visione molto individualistica, prevalentemente centrata su di sé e sull’impatto negativo che le tecnologie digitali possono eventualmente avere sul proprio vissuto quotidiano. Per il 42,5% il problema numero uno è la diffusione di comportamenti violenti, dal cyber-bullismo alle diffamazioni e intimidazioni online. Al secondo posto, il 41,5% colloca il tema della protezione della privacy. Segue il rischio della manipolazione delle informazioni attraverso le fake news (40,4%) e poi la possibilità di imbattersi in reati digitali, come le frodi telematiche (35,5%). Solo a grande distanza vengono citati problemi di sistema, come l’arretratezza delle infrastrutture digitali del nostro Paese e l’inadeguatezza dei servizi online della pubblica amministrazione (14,9%), oppure le minacce all’occupazione che possono venire da algoritmi, intelligenza artificiale e robotica (10,5%).

  • Le imprese storiche di Milano approdano su eBay

    Le imprese storiche di Milano approdano su eBay

    eBay, uno dei più grossi marketplace, ha lanciato un progetto molto interessante, in collaborazione con Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza e con il Club Imprese Storiche, per favorire la digitalizzazione delle eccellenze sul territorio con oltre 25 anni di attività. Sono 20 le imprese storiche di Milano che approdano online, realizzando un vero percorso di eccellenza “made in Italy”.

    eBay, uno dei più grossi marketplace del mondo, è da sempre molto attento a trovare modalità adeguate al tessuto imprenditoriale del territorio, fatto per lo più da piccole e medie imprese, per portarle ad espandere il loro business e ad esportare le loro eccellenze. In questa ottica il colosso di San Jose, California, insieme alla Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza e al Club Imprese Storiche di Milano ha lanciato una lodevole iniziativa con lo scopo di portare online le imprese storiche del territorio, quelle di Milano, con oltre 25 anni di attività: Le Imprese Storiche di Milano su eBay.

    L’iniziativa, come ha sottolineato Susana Voces, General Manager di eBay in Italia e Spagna, è un esempio assoluto, “un progetto unico in Italia”, che ha visto prima partecipazione delle 20 imprese storiche ad un vero e proprio periodo di formazione, durante il quale hanno appreso tutte le nozioni e le informazioni per presentare al meglio le loro eccellenze online, per sfruttare al meglio tutte le potenzialità che eBay può offrire loro, a partire dalla possibilità di raggiungere un bacino di oltre 177 milioni di acquirenti attivi, in Italia e nel mondo.

    imprese storiche Milano su eBay 2018

    Le imprese sono quindi sbarcate nel mondo dell’eCommerce aprendo un negozio online su eBay.it inserito in una pagina ad esse dedicata all’interno del sito del marketplace, così da avere l’opportunità di far conoscere i loro prodotti e le loro storie. Si tratta di un’occasione importante anche per Milano che può così mostrare al mondo la ricca tradizione delle sue imprese.

    Da considerare che Lombardia è una delle regioni italiane più aperta alle innovazioni digitali. Secondo i recenti dati diffusi dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, le imprese che fanno eCommerce in Lombardia negli ultimi 5 anni hanno registrato una crescita del 58%. Milano, con 1.378 imprese che vendono online e circa 4 mila addetti, si conferma prima tra le province lombarde. Anche i dati interni ad eBay confermano questo primato, collocando Milano sul podio per numero di venditori che fanno affari grazie alla piattaforma. La Lombardia è anche ai primi posti in Italia per numero di imprese che esportano su eBay, con una crescita del 65% negli ultimi 5 anni. Tuttavia, nel settore dell’eCommerce c’è ancora un potenziale inespresso, soprattutto da parte delle imprese tradizionali.

    Susana Voces imprese storiche eBay
    Susana Voces, Generla Manager eBay Italia e Spagna

    [box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]L’obiettivo di questo progetto, unico in Italia, è valorizzare la storia e la tradizione che queste imprese portano avanti, offrendo loro strumenti innovativi per poterla non solo preservare ma anche diffondere a un bacino di utenti davvero globale. Queste imprese vanno a unirsi agli oltre 35.000 venditori in Italia che hanno scelto eBay per aprirsi al mondo. Oggi infatti, quasi 7 venditori italiani su 10 esportano i loro prodotti attraverso la nostra piattaforma e siamo certi che grazie alla vetrina dedicata alle imprese storiche e alla disponibilità delle nuove tecnologie che eBay mette in campo per i propri venditori, come l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning, queste aziende potranno promuovere con successo le eccellenze del Made in Italy in tutto il mondo”, afferma Susana Voces, General Manager di eBay in Italia e Spagna.[/box]

    [box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]Siamo al lancio di quest’importante progetto con due conferme. La prima: il valore degli imprenditori storici del Club dipende ora più che mai dalla loro capcità di innovare. Che si tratti di una strategia, uno strumento, un prodotto. La seconda: in considerazione dell’impegno intrapreso nel percorso formativo, abbiamo avuto la conferma che questo è il momento ideale, anche per le imprese di piccole dimensioni, di entrare nel mercato del commercio elettronico” dichiara Alfredo Zini, coordinatore del Club Imprese Storiche di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza.[/box]

    [box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]Regione Lombardia, con il presidente Attilio Fontana, è al fianco delle botteghe storiche che hanno saputo vincere sfide difficilissimi in anni di grande crisi. Il nostro sostegno è concreto con provvedimenti e misure precise e soprattutto con il progetto di legge appena approvato in Giunta per valorizzare questo patrimonio. Noi sosterremo queste imprese e quelle che verranno favorendo per esempio il passaggio generazionale. Ai giovani il compito di portare avanti le tradizioni attraverso l’innovazione tecnologica. Il commercio lombardo è capace di essere innovativo e competitivo con nuove forme e strumenti, ma sempre ancorato a una storicità che metta al centro il commerciante con il proprio cliente” dichiara l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Alessandro Mattinzoli.[/box]

    Qui trovate la pagina dedicata all’iniziata Imprese Storiche su eBay e qui ci sono le storie delle 20 imprese storiche che prendono parte al progetto. In basso invece l’intervista a Avanguardia Arredamenti, azienda storica di Milano fondata nel 1982, specializzata nel design.

    Imprese storiche è un’iniziativa che ci è piaciuta particolarmente, un modo lodevole per digitalizzare le aziende. L’iniziativa comprende anche la realizzazione di una mappa, all’interno della quale sono segnate le 20 imprese storiche, che verrà distribuita ai turisti. Una volta raggiunta l’impresa, i turisti potranno anche accedere direttamente sulla pagina eBay dell’azienda attraverso il Qr code impresso all’interno della vetrofania che fa parte del kit delle imprese storiche.

    [In collaborazione con eBay]

  • YouTube Rewind 2018, ecco i video più popolari in Italia

    YouTube Rewind 2018, ecco i video più popolari in Italia

    Puntuale come sempre in questo periodo arriva anche YouTube Rewind 2018, la classifica dei video più popolari sulla piattaforma di video durante questo anno. La classifica si divide in due: quella musicale in cui il video più popolare è “Amore e capoeira” e quella non musicale in cui il video più popolare è l’audizione di Martina Attili e la sua “Cheorofobia”.

    Come sempre puntuale arriva il momento di tirare le somme di questo anno che ormai volge sempre più al termine. E così, dopo aver visto il 2018 su Twitter, passiamo adesso a vedere l’anno su YouTube con YouTube Rewind 2018.

    Si può dire che l’anno su YouTube è stato caratterizzato dai talenti, come quello di Martina Attili, la concorrente di X-Factor 2018, che ha incantato tutti con la sua canzone “Cherofobia” e si piazza la primo posto tra i video non musicali, con quasi 18 milioni di visualizzazioni. Quest’anno infatti la classifica si divide in due tra quella musicale e quella non musicale, anche se la musica e l’intrattenimento ha caratterizzato tutto l’anno sulla piattaforma video più usata in Italia. Ricordiamo che YouTube è a seconda piattaforma più usata, dopo Facebook in Italia e anche nel mondo, dove conta ormai oltre 1,5 miliardi di utenti.

    youtube rewind 2018 italia franzrusso.it

    Parlavamo di talenti e infatti, sempre nella classifica non musicale in seconda posizione troviamo iPantellas con tisana e 7,5 milioni di visualizzazioni. Nella classifica c’è spazio per il sociale con il video dei comici sardi per raccogliere fondi per la ricerca contro la SLA, “Per chi non lo SLA“, con 4,2 milioni di visualizzazioni. In classifica anche l’emozionante monologo di Pierfrancesco Favino che ha letteralmente conquistato tutti a Sanremo, oltre 2,6 milioni di visualizzazioni. E non poteva mancare l’esilarante video dei Cartoni Morti con Alessandro Borghese giudica le persone, tutto da ridere, con oltre 4,3 milioni di visualizzazioni.

    1. Martina Attili e la sua “Cherofobia” | Audizioni 1
    2. iPantellas – Tisana (Official Video) 
    3. Per chi non lo SLA – Comici Sardi Uniti – official video
    4. Alessandro Borghese giudica le persone
    5. Gli Autogol – Inno dei non mondiali – Formentera 2018 (feat. Dj Matrix)
    6. Young Cagnolino – Bau arf arf arf 
    7. Sanremo 2018 – Pierfrancesco Favino emoziona con il monologo “La notte…”
    8. Cristiano Ronaldo reagisce al video dove lo trovo su FIFA + Crossbar challenge
    9. Arriva alla cassa ma non ha soldi per pane e latte, le reazioni della gente [Esperimento sociale] 
    10. Mates – Intervista a cinque!

    Nella classifica musicale, al primo posto troviamo Takagi & Ketra – Amore e Capoeira ft. Giusy Ferreri, Sean Kingston il tormentone estivo che ha travolto anche YouTube con oltre 124 milioni di visualizzazioni. Sono ben 9 su dieci i video italiani in questa classifica. Una classifica in cui non poteva mancare Lo Stato Sociale con Una Vita In Vacanza.

    Questa la classifica per intero:

    1. Takagi & Ketra – Amore e Capoeira ft. Giusy Ferreri, Sean Kingston
    2. Baby K – Da zero a cento
    3. Ghali – Cara Italia (Prod. Charlie Charles)
    4. Nera — Irama Official video
    5. Alvaro Soler – La Cintura
    6. J-AX & Fedez – Italiana
    7. Fred De Palma – D’Estate non vale (feat. Ana Mena) (Official Video)
    8. Lo Stato Sociale – Una Vita In Vacanza (Sanremo 2018)
    9. Carl Brave – Fotografia ft. Francesca Michielin, Fabri Fibra
    10. Thegiornalisti – Questa nostra stupida canzone d’amore
  • Ecco com’è andato il 2018 su Twitter, in Italia e nel mondo

    Ecco com’è andato il 2018 su Twitter, in Italia e nel mondo

    Twitter, nell’avvicinarsi della fine dell’anno, fa un po’ il resoconto di quello che è accaduto sulla piattaforma in questo 2018. Sono stati 125 milioni gli hashtag condivisi ogni giorno; il 25 febbraio è stato il giorno in cui si è twittato di più con la chiusura dei Giochi Olimpici Invernali e le GIF pubblicate sono state più di 500 milioni. In Italia, Matteo Salvini è l’account più citato, dopo YouTube. Tra gli hashtag, primo #amici17 e poi #salvini.

    Si avvicina la fine dell’anno ed è il momento di fare il sunto di quello che è stato questo 2018, a cominciare da Twitter. Per la piattaforma di Jack Dorsey è stato un anno importante, sotto certi punti di vista, nel senso che la società ha comunque agito in qualche modo per cercare di rilanciare la piattaforma. E tutti gli sforzi di si sono concentrati nel tentativo, adesso quasi riuscito, di rendere la piattaforma un luogo pi sicuro. Anche se questo ha comportato il calo di 10 milioni di utenti, frutti di una massiccia operazione di pulizia di account fake e bot inattivi.

    Ma come dicevamo, è il momento di vedere gli account, gli hashtag e i personaggi più twittati durante l’anno, dando uno sguardo a livello globale con un piccolo focus sul nostro paese, sperando che il 2019 sia davvero l’anno del rilancio di Twitter, augurandoci che sia l’anno delle innovazioni sulla piattaforma. Augurandoci che arrivi davvero quel modifica tweet che iniziammo a chiedere dal 2014 ormai.

    twitter 2018 italia mondo

    Intanto, il giorno con più tweet dell’anno è stato il 25 febbraio, ​in occasione della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali​. Le ​GIF pubblicate nel 2018 sono state quasi più di 500 milioni, con una media di 1,6 milioni al giorni vale a dire 100 gif al minuto. E poi, sono stati ben 125 milioni gli hashtag condivisi ogni giorno nel 2018. Sono numeri, questi, che ci indicano che Twitter non è una piattaforma finita, anzi, spesso lo pensa chi non la usa come dovrebbe, anche se va riconosciuto il fatto che Twitter un po’ complica un effettivo coinvolgimento tra la piattaforma e l’utente. E’ su questo che Twitter dovrebbe lavorare di più.

    Twitter offre anche la possibilità agli utenti di condividere i più bei momenti, ricordi e conversazioni del 2018 utilizzando l’hashtag speciale ​#ThisHappened.

    Questi sono i tre hashtag più popolari nel 2018 su Twitter:

    • #nowplaying
    • #newprofilepic
    • #bbb18 (Big Brother TV show Brasil)

    Tra i tweet più retwittati dell’anno troviamo quello dello youtuber spagnolo @Rubiu5:

    Questo dei BTS è il tweet con più like in assoluto:

    https://twitter.com/BTS_twt/status/1021325648659296256

    E questo tweet di Summer Jeanne è quello con il più alto numero di quote dell’anno:

    Il 2018 su Twitter in Italia

    In Italia Twitter è ancora indietro tra le piattaforme più amate dagli italiani, ma risulta essere ancora molto usata dai circa 9 milioni di utenti. Questi sono gli account più menzionati durante il 2018:

    • @YouTube
    • @matteosalvinimi
    • @onedirection
    • @repubblica
    • @luigidimaio
    • @matteorenzi
    • @pdnetwork
    • @juventusfc
    • @fattoquotidiano
    • @ArianaGrande  

    Si vede benissimo che la politica, con 4 account, sia un argomento molto discusso su Twitter, soprattutto nell’anno delle elezioni politiche.

    Di seguito gli account più citati per Sport, Politica e Intrattenimento

    Sport Politica Intrattenimento
    @juventusfc @matteosalvinimi @BTS_twt
    @Inter @luigidimaio @YouTube
    @acmilan @matteorenzi @onedirection
    @pisto_gol @pdnetwork @ArianaGrande
    @sscnapoli @CarloCalenda @MetaErmal
    @Cristiano @borghi_claudio @Benji_Mascolo
    @OfficialASRoma @Rinaldi_euro @fedefederossi
    @SkySport @a_meluzzi @Harry_Styles
    @zazzatweet @AlbertoBagnai @BTS_ITALIA
    @DiMarzio @GiorgiaMeloni @Louis_Tomlinson

    Passiamo a vedere gli hashtag più twittati in Italia:

    • #amici17
    • #salvini
    • #directioners
    • #m5s
    • #sanremo2018
    • #gf15
    • #news
    • #selenagomez
    • #pd
    • #clario
    • #uominiedonne

    E questi invece per Sport, Politica e Intrattenimento:

    Sport Politica Intrattenimento
    #milan #salvini #amici17
    #finoallafine #m5s #directioners
    #juventus #pd #sanremo2018
    #inter #dimaio #gf15
    #asroma #renzi #selenagomez
    #f1 #mattarella #clario
    #forzajuve #lega #uominiedonne
    #calciomercato #conte #gfvip
    #juve #migranti #isola
    #forzanapolisempre #berlusconi #temptationisland

    Guardando al tweet più condiviso dell’anno, questo non poteva non essere quello di Cristiano Ronaldo:

    Altro tweet molto condiviso è stato poi quello dei Negramaro, a settembre, invitando tutti i propri fan ad raccogliersi attorno al chitarrista del gruppo Lele Spedicato, colpito da un’emorragia celebrale, adesso sta meglio ed fuori dall’ospedale in via di riabilitazione:

    Ecco, questo è stato Twitter in Italia e nel mondo, sperando che il prossimo anno sia un anno ancora più ricco per questa piattaforma che ha ancora molto da dare.