Autore: Franz Russo

  • Non c’è pace per Facebook: Elon Musk cancella la pagine di SpaceX e Tesla

    Non c’è pace per Facebook: Elon Musk cancella la pagine di SpaceX e Tesla

    Il momento negativo per Facebook sembra non finire, da quando è esploso il caso Cambridge Analytica. A coronare una settimana difficile, oggi Elon Musk, il fondatore di Tesla, istigato da un utente su Twitter, ha cancellato la pagina di SpaceX e poi anche quella di Tesla. Entrambe seguite da oltre 2,5 milioni di utenti.

    Se Mark Zuckerberg pensava di aver calmato un po’ le acque con il suo post e, subito dopo con la sua intervista alla CNN, allora è il caso che ci ripensi. Lo scandalo Cambridge Analytica sembra non dare pace all’aienda di Menlo Park. Ci mancava solo Elon Musk a coronare una delle settimane più difficili di Zuckerberg & Co.

    Cosa è successo? Il buon Elon Musk, molto attivo su Twitter per la verità, ha risposto questo pomeriggio al tweet di Brian Acton, il co-fondatore di WhatsApp che qualche giorno fa ha fatto molto discutere scrivendo “It’s time. #deletefacebook. La risposta di Musk al tweet è stata: “What’s Facebook?”, “Cos’è Facebook?”. Una sorta di “Facebook chi???”. Un tweet che non è passato certo inosservato.

    elon musk spacex tesla facebook
    Elon Musk, CEO SpaceX e Tesla

    Infatti, un attimo dopo è arrivato un utente che, con fare da troll, ne senso che voleva approfittare della situazione per prendere in giro Musk, gli scrive: “Cancella la pagina Facebook di SpaceX se sei un Uomo”. Era evidente che si trattasse di un troll, ma a quanto pare Musk lo ha preso sul serio, ma prima ha anche dichiarato di non sapere dell’esistenza della pagina. Aggiungendo poi: “Lo farò”. E lo ha fatto.

    Lo scambio ovviamente ha cominciato ad attrarre l’attenzione degli utenti su Twitter, in primis un giornalista di BuzzFeed, che hanno cominciato ad incalzare Elon Musk. Nel frattempo, arriva un altro utente che lo incalza per cancellare anche la pagina Facebook di Tesla. Stiamo parlando di due pagine molto frequentate con più 2,5 milioni di utenti ciascuna, con livelli di coinvolgimento altissimi. In poco tempo è stata cancellata anche la pagina di Tesla.

    Se provate a cliccare su facebook.com/SpaceX e su facebook.com/Tesla, vi renderete conto che non esistono più.

    I troll non si sono fatti sfuggire la presenza dei due brand su Instagram e per poco Musk non cancellava anche i due profili. Ma per il momento pare che siano ancora lì.

    Insomma, la situazione sta toccando punti mai visti prima e un caso come questo legato ad personaggio come Elon Musk rischia di alimentare davvero il fenomeno del #deletefacebook. Ma fa davvero strano che Elon Musk si sia comportato con una tale leggerezza senza il minimo rispetto dei team di social media manager che lavorano sui due brand. Si tratta di un danno notevole, un gesto forse troppo frettoloso, avventato. Il rischio è che qualcuno adesso imiti il suo gesto. E poi basta così poco per trollare Elon Musk?

    E voi che ne pensate?

     

  • Entrano in vigore le nuove regole su Twitter: si rischia la sospensione per Spam

    Entrano in vigore le nuove regole su Twitter: si rischia la sospensione per Spam

    Da oggi entrano in vigore le nuove regole su Twitter e quindi bisognerà prestare molta attenzione su alcuni aspetti. In particolare, bisognerà fare molta attenzione a non pubblicare più contenuti duplicati, menzioni, risposte “su un unico account” oppure creare account duplicati o molto simili. E’ forte il rischio di sospensione per Spam.

    E’ bene che tutti coloro che operano su Twitter, in particolar modo blogger, social media manager, influencer e altri si segnino la data del 23 marzo, perchè da oggi su Twitter le regole cambiano drasticamente. Come sappiamo bene, uno dei grandi vantaggi di Twitter è quello di poter veicolare i propri contenuti in momenti diversi, un modo per agganciare un pubblico sempre più esteso che possa essere interessato a ciò che condividiamo. Un lavoro che farlo manualmente è davvero faticoso. Allora, nella gran parte dei casi, di passa all’operazione di “scheduling“, quindi di programmazione della pubblicazione dei contenuti, facendoci aiutare da app che rendono il tutto molto più semplice.

    Questa è un’operazione che adottano in tanti, blogger e social media manager in primis. In alcuni casi, per rendere il messaggio più condiviso possibile, si passati ad utilizzare lo stesso contenuto, o comunque molto simile, utilizzando uno o più account. Quindi lo stesso contenuto che veniva condiviso da account diversi, in orari e giorni diversi. Utilizzando proprio le app di gestione e programmazione dei contenuti.

    twitter nuove regole account spam

    Bene, fatta questa premessa, doverosa, da oggi tutto questo su Twitter non sarà più possibile, il rischio è la sospensione dell’account per Spam. La regola adesso parla chiaro, infatti nella sezione dedicata proprio allo Spam c’è un punto molto chiaro, questo:

    Ecco alcuni fattori che prendiamo in considerazione per determinare se il comportamento attuato è considerato spam: (…)

    – pubblichi risposte, menzioni o contenuti duplicati (o molto simili) su più account o più aggiornamenti duplicati su un unico account oppure crei account duplicati o molto simili;

    Sembra molto chiaro, se prima Twitter chiudeva un occhio quando si condividevano contenuti anche duplicati sullo stesso account o da account duplicati, da oggi non sarà più possibile. Il rischio di vedersi sospeso l’account per Spam è molto alto. Tra l’altro, qualche giorno fa, il 10 marzo, Twitter ha sospeso per questo motivo decine e decine di account, anche in Italia, anche fino a 48 ore. Badate che stiamo parlando di account che non sono soliti condividere spam, tutt’altro. Il fatto era che l’algoritmo, aggiornato alle nuove regole, “leggeva” e interpretava quel modo di condividere come Spam e, quindi, procedeva alla sospensione.

    Vi è poi un altro punto critico da tenere in considerazione, questo:

    pubblichi più aggiornamenti su un argomento popolare o di tendenza con l’intenzione di sovvertire o manipolare l’argomento per dirottare il traffico o l’attenzione verso account, iniziative, prodotti o servizi non correlati;

    E non manca anche una regole più ferrea per quelli che sono soliti seguire o smettere di seguire account in maniera quasi maniacale, spesso appoggiandosi ad app di terze parti:

    hai seguito e/o smesso di seguire un gran numero di account in un breve lasso di tempo, in particolare avvalendoti di mezzi automatizzati (following o abbandono di follower aggressivo);

    E sono proprio le app di terze parti che in questi giorni stanno allertando gli utenti visto l’importante aggiornamento che da oggi entra in vigore. Parliamo di app come Crowdfire App e simili, come Hooutsuite ad esempio, TweetDeck (l’app di Twitter), ma ci sono anche app che permettono di condividere tweet programmati dal proprio blog (su WordPress) che invitano a fare attenzione, aggiornando l’app alle nuove regole di Twitter.

    Allora, ricapitolando, da oggi, in seguito alle nuove regole di Twitter, non è più consentito pubblicare contenuti identici o sostanzialmente simili su più account. Di conseguenza, tutti i tutti per la gestione dei contenuti non permettono più agli utenti di inviare lo stesso messaggio da più account Twitter.

    Il consiglio, se avete programmato dei contenuti per i prossimi giorni, è quello di cancellare tutti i contenuti identici e tutti i contenuti duplicati da condividere da più account. Fatelo per non rischiare di sospendere l’account Twitter vostro o quello dell’azienda che state seguendo.

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    [L’immagine di copertina è realizzata da @franzrusso, si prega di citare la fonte; qualora i leggimi proprietari dei loghi la reputassero inopportuna, verrà rimossa immediatamente]

  • Anche in Italia si apre l’era degli smart speaker con l’arrivo di Google Home

    Anche in Italia si apre l’era degli smart speaker con l’arrivo di Google Home

    Google Home, lo smart speaker del colosso di Mountain View, è disponibile da oggi anche in Italia. Rispetto ai competitor gioca di anticipo essendo questo il primo speaker che sbarca nel nostro paese. Disponibile anche nella versione mini, Google Home sarà nei negozi a partire dal 27 marzo.

    Anche in Italia si apre l’era degli smart speaker e il primo ad arrivare è Google Home, lo speaker del colosso di Mountain View che sarà disponibile nei negozi, anche in versione mini, dal prossimo 27 marzo. Una mossa che anticipa i competitor come Amazon e Apple, ancora non presenti con i loro prodotti in Italia, un vantaggio che Google non vuole sprecare.

    Google Home è un vero e proprio assistente, molti definiscono gli smart speaker dei maggiordomi dell’era digitale. In un certo senso è anche così. E’ in pratica un altoparlante con assistente vocale che si presenta come “assistente per la casa”. Attraverso i comandi vocali si può chiedere agli speaker di riprodurre canzoni da servizi come Spotify, ma anche di rispondere a domande, tradurre una frase in altre lingue, fare un calcolo matematico, fornire notizie e informazioni su meteo, traffico o finanza.

    Google Home Kitchen

    Con Google Home è possibile accendere le luci di casa con un comando vocale e trasmettere video da YouTube e Netflix sul televisore di casa. E, ancora, può essere usato come sveglia al mattino, come timer in cucina e come promemoria della lista della spesa. Insomma, fa un sacco di cose.

     

    Il suo design audio intelligente include un altoparlante a lunga escursione integrato che assicura toni alti cristallini e bassi profondi per un suono ad alta fedeltà che viene riprodotto in streaming tramite Wi-Fi. Il dispositivo è anche in grado di recepire il comando “Ok Google” mentre ascolti musica o svolgi altre attività, grazie ai microfoni a lungo raggio e alla sofisticata elaborazione del linguaggio naturale di Google.

    Google Home e Google Home mini
    Google Home e Google Home mini

    Con Google Home arriva in Italia anche la sua versione mini, di dimensioni ridotte e compatte che lo rendono infatti adatto per ogni stanza della casa. Design elegante e lineare, senza spigoli o bordi, conserva tutte le funzionalità di Google Home, ma in dimensioni più piccole. Funziona da solo o è possibile averne alcuni in giro per la casa, così da poter disporre dell’Assistente Google in tutta la casa o ascoltare la musica che amate in ogni stanza. In Italia è disponibile nei colori grigio chiaro, grigio antracite e corallo.

    Google Home e Google Home Mini sono già prenotabili online sul Google Store e saranno in vendita anche nei negozi dal 27 marzo a un prezzo, rispettivamente, di 149 e 59 euro e presso tutti i rivenditori autorizzati, tra cui Unieuro, Mediaworld, Euronics, e dal 3 aprile presso i negozi Wind e 3.

  • Instagram riporta in alto sul feed gli ultimi post e presenta il tasto New Posts

    Instagram riporta in alto sul feed gli ultimi post e presenta il tasto New Posts

    Instagram introduce delle novità per rendere più interessante il feed. La prima novità, quella più interessante, è la modifica dell’algoritmo in modo da avere i post più recenti in alto sul feed. La seconda è l’introduzione del tasto “New Posts”, premendo il quale si potrà aggiornare il feed in maniera autonoma.

    Instagram introduce delle novità che dovrebbero rendere più interessante la consultazione del feed, il cui algoritmo, in relazione agli ultimi aggiornamenti, lo ha reso forse più statico e meno dinamico. Un feedback che molti utenti hanno riferito a Instagram ed ecco che qualcosa si muove per renderlo più dinamico.

    La prima novità riguarda proprio la modifica dell’algoritmo in modo tale da avere gli ultimi post in alto sul feed. Capita spesso, infatti, che sia difficile risalire, dal feed, all’ultimo post del vostro account preferito, spesso è necessario visitare proprio l’account. Con questa novità sarà molto più facile visualizzare subito l’ultimo post dell’account che seguite particolarmente, senza dover scrollare di continuo. Non si tratta di un ritorno al feed cronologico, ma è un aggiornamento che molti utenti apprezzeranno.

    instagram new posts feed

    E, sempre in materia di feed, Instagram introduce anche un’altra novità ed è quella dell’introduzione del tasto New Posts, un modo per gestire autonomamente l’aggiornamento del feed. Capita alle volte che il feed si aggiorni e l’utente venga sbalzato in alto, perdendo poi il post che stava guardando. Con questa funzionalità l’aggiornamento del feed sarà ad opera dell’utente.

    Si tratta di due novità che sono correlate fra loro. Infatti, premendo il tasto “Nuovi Post” (immaginiamo che sia questa la traduzione italiana), automaticamente visualizzeremo per primi i nuovi post degli account che seguiamo.

    Negli ultimi due anni, da quanto Instagram ha modificato l’algoritmo nel 2016 mettendo in rilevanza i contenuti più popolari, in molto si sono lamentati del fatto che il feed avesse perso un po’ di freschezza. Ecco, forse adesso un po’ di quella freschezza la si può recuperare.

  • Mark Zuckerberg presto parlerà su Cambridge Analytica e Facebook recupera a Wall Street

    Mark Zuckerberg presto parlerà su Cambridge Analytica e Facebook recupera a Wall Street

    Da giorni Mark Zuckerberg è sparito dalla circolazione, precisamente da quando è esploso il caso Cambridge Analytica. Negli ultimi giorni era nato l’hashtag #WhereIsMark su Twitter. Ma un portavoce di Menlo Park ha fatto sapere che il CEO e fondatore di Facebook parlerà nelle prossime 24 ore e il titolo FB a Wall Street inverte la rotta e comincia a guadagnare di nuovo: +3%.

    In molti si sono chiesti in questi giorni in cui è esploso il caso Cambridge Analytica che fine avesse fatto Mark Zuckerberg, CEO e fondatore di Facebook, di solito sempre molto presente sul suo social network. Un silenzio comprensibile, fino ad un certo punto. Zuckerberg ha sicuramente sentito il bisogno di avere tempo per raccogliere le idee e presentarsi al mondo per dare la sua versione, insieme ad una soluzione convincente. Ma ora sembra che Zuckerberg sia pronto per rompere il silenzio, un portavoce oggi ha riferito alla NBC che il CEO parlerà nelle prossime 24 ore. Ovviamente dovrà dare qualche spiegazione su quanto accaduto e rispondere alle tante richieste di chiarimenti che arrivano da ogni parte del mondo. In particolare, deve dare risposta al parlamento di Londra e quello europeo che lo hanno convocato per chiarimenti.

    mark zuckerberg facebook cambridge analytica

    E, come avevamo previsto, è bastato che si diffondesse la notizia che Zuckerberg parlerà presto perchè il titolo FB in borsa invertisse la rotta. Infatti, il titolo dopo due giorni in cui ha ceduto circa 50 miliardi di capitazzazione, sta guadagnando adesso il 3%.

    facebook cambridge analytica wall-street

    Il silenzio di Zuckerberg, ma anche quello di alcuni dirigenti come Sheryl Sandberg, COO di Facebook, ha sicuramente pesato ulteriormente su una situazione ormai incandescente. Su Twitter in questi ultimi giorni, negli usa, impazza l’hashtag #WhereIsMark.

    Cosa dirà Mark Zuckerberg? Certamente dovrà cercare di riportare un clima di fiducia, operazione non facile, ma non impossibile. Dovrà per forza fornire qualche spiegazione ed essere convincente. Ricordiamo che in questi giorni Alex Stamos ha annunciato che abbandonerà Facebook entro agosto, è la prima testa che cade finora. serve riportare un clima di tranquillità e annunciare qualche operazione che sia di rottura con il passato. Zuckerberg deve farlo per far calare la pressione politica sulla sua azienda e per ridare fiato al titolo in borsa.

    Ovviamente riporteremo qui ciò che Zuckerberg dirà per commentarlo insieme a voi.

  • Secondo il co-fondatore di WhatsApp è tempo di cancellare Facebook

    Secondo il co-fondatore di WhatsApp è tempo di cancellare Facebook

    Brian Acton, che ha fondato WhatsApp insieme a Jan Koum, ha scritto in un tweet: “It’s time. #deletefacebook”. Secondo Acton, in seguito allo scandalo Cambridge Analytica che ha travolto il social network più usato al mondo, è arrivato il momento di cancellare Facebook.

    Lo scandalo Cambridge Analytica non accenna a rallentare la sua intensità, anzi. Ormai da giorni Facebook è nell’occhio del ciclone, è sufficiente ricordare quanto è successo a Wall Street in questi giorni dove il titolo ha perso, in termini di valore di capitalizzazione, quasi 50 miliardi di dollari. Il caso cresce sempre di più e ora il parlamento inglese e quello europeo convocano il fondatore Mark Zuckerberg perchè chiarisca meglio la vicenda. Da queste audizioni forse dipenderà l’esito di tutta la vicenda.

    Come dicevamo, le polemiche non accennano a diminuire e a gettare benzina sul fuoco adesso arriva anche il co-fondatore di WhatsApp, Brian Acton. Ricordiamo che proprio Facebook comprò nel 2014 WhatsApp da lui e da Jan Koum per 16 miliardi di dollari. Acton oggi non fa più parte di WhatsApp, a differenza di Koum che ne è il CEO, e cura un progetto legato ad una sua fondazione. Possiede un patrimonio di 6,5 miliardi di dollari e il mese scorso ha investito 50 milioni di dollari su Signal, un’app che si presenta come alternativa a WhatsApp.

    delete facebook cancellare facebook

    Brian Acton ieri, dal suo profilo Twitter ha scritto: “It’s time. #deletefacebook“. Secondo Acton, questa vicenda sta facendo maturare i tempi per cui è il momento di cancellare Facebook.

    L’hashtag #deletefacebook ha cominciato a fare la sua comparsa nei primi giorni del caso Cambridge Analytica, diventando sempre più condiviso dal 19 marzo. Adesso il tweet di Acton è quello che ha ottenuto il livello più alto di interazioni e non vi è dubbio che verrà usato come “manifesto” legato a questa discussione.

    Acton scrivendo che è arrivato il momento di cancellare Facebook è ben consapevole che se ciò avvenisse, significherebbe anche la fine di WhatsApp, l’app che ha contribuito a far nascere. Non si capisce se si tratta di una opinione personale oppure se ritiene che sia arrivato il momento di superare il modello di social imposto da Facebook in questi anni. Al momento si possono fare solo delle ipotesi, non essendoci altre sue dichiarazioni chiarificatrici.

    Del resto, è ben nota la sua posizione a difesa della privacy che si è sempre manifestata ostacolando qualsiasi tipo di advertising su WhatsApp, all’epoca in cui operava al suo interno. Per il semplice motivo, come scrisse nel 2012 proprio sul blog di WhatsApp, “ricordate nel momento in cui prende piede la pubblicità, allora il prodotto siete voi“. Un principio che abbiamo ben compreso in questi anni, mettendo sempre in guardia gli utenti che i nostri dati sono preziosi, al punto da diventare “moneta di scambio”. Il “trucco” che abbiamo sempre consigliato era quello di far sapere agli altri solo ciò che noi vogliamo che si sappia, non tutto. Un modo per mantenere piena consapevolezza di ciò che si condivide sui social media.

    Il pensiero di Brian Acton per la verità non è solitario, da giorni negli Usa su tutti i network ci si interroga se questa vicenda, se questa crisi possa davvero portare alla distruzione di Facebook. Per non dimenticare Chamath Palihapitiya, ex digerente di Facebook che lo scorso anno affermò che Facebook ah contribuito a creare “strumenti che stanno lacerando il tessuto sociale che fa funzionare le nostre società”. Un’affermazione che fece davvero molto discutere.

    Facebook non scomparirà, almeno non con questa vicenda. E’ plausibile pensare che questa storia dovrà mettere fine ad un modello che va ripensato, che sia più rispettoso della privacy degli utenti. Questo sì.

    Ma voi che ne pensate? Pesante anche voi che sia arrivato il momento di cancellare Facebook?

  • Agcom chiede informazioni a Facebook sulla vicenda Cambridge Analytica

    Agcom chiede informazioni a Facebook sulla vicenda Cambridge Analytica

    Anche Agcom si muove per fare luce sulla vicenda Cambridge Analytica, lo scandalo dei dati che sta coinvolgendo Facebook ormai da giorni. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha inviato a Facebook una specifica richiesta di informazioni per sapere se ci sia stato un uso di dati in occasione delle ultime elezioni politiche del 4 marzo.

    Anche Agcom si muove nella vicenda Cambridge Analytica che coinvolge Facebook ormai da giorni, con pesanti conseguenze a Wall Street. E’ notizia di oggi che il Parlamento Europeo ha inviato una convocazione al fondatore Mark Zuckerberg affinchè fornisca chiarimenti sui fatti.

    E l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni vuole fare luce sulla vicenda, a seguito dell’indagine dell’autorità indipendente britannica ICO – Information Commissioner’s Officer relativa ai rapporti tra partiti politici, “data companies” e piattaforme online per la profilazione degli utenti e la personalizzazione dei messaggi elettorali. Agcom nelle Comunicazioni che ha inviato a Facebook fa una specifica richiesta di informazioni riguardo l’impiego di “data analytics” per finalità di comunicazione politica da parte di soggetti terzi.

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    In particolare, riferisce Agcom, dal comunicato del 19 marzo pubblicato da Facebook, è emerso che la società mette a disposizione degli utenti applicazioni sviluppate da soggetti diversi dalla piattaforma. “Queste app permettono la raccolta di dati degli utenti tali da consentire la realizzazione di campagne mirate di comunicazione pubblicitaria a carattere politico-elettorale, in grado cioè di raggiungere audience profilate in base alle caratteristiche psico-sociali e di orientamento politico”. “Tali tecniche di profilazione degli utenti e di comunicazione elettorale “selettiva”, peraltro” – continua Agcom – “sembrerebbero essere state utilizzate nel 2012 anche su commissione di soggetti politici operanti in Italia”.

    Agcom ricorda che nell’ambito del Tavolo tecnico istituito dall’Autorità con la delibera n.423/17/CONS, è stato sviluppato un filone specifico di attività riguardante il monitoraggio sulla parità di accesso all’informazione e la comunicazione politica per le elezioni del 4 marzo (per cui l’Autorità ha adottato specifiche linee guida) e l’istituzione di gruppi di lavoro sulla tematica dell’utilizzo di dati e informazioni per finalità di comunicazione politica. Con una precedente comunicazione, sono state già richieste informazioni circa l’acquisizione di dati relativi a servizi e strumenti messi a disposizione da Facebook, sia per gli utenti sia per i soggetti politici, durante la campagna elettorale italiana per le scorse elezioni politiche 2018.

    La seconda richiesta inoltrata dall’Autorità si inserisce pertanto in continuità con le iniziative intraprese.

    Insomma, si cerca di capire se la vicenda abbia investito anche il nostro paese. A questo punto bisogna attendere la risposta di Facebook.

  • Facebook, nuovo crollo a Wall Street e il Parlamento UE convoca Mark Zuckerberg

    Facebook, nuovo crollo a Wall Street e il Parlamento UE convoca Mark Zuckerberg

    Facebook fa registrare un nuovo crollo a Wall Street anche oggi, perde adesso il 5,5%. E mentre il capo della sicurezza ha annunciato il suo addio entro agosto, il Parlamento Europeo convoca il CEO e fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, come annunciato dal presidente Antonio Tajani in un tweet.

    La giornata di ieri è stata nera per Facebook, che ha perso il 6,7% a Wall Street, e per quasi tutti i titoli tech che hanno chiuso in perdita, e la giornata odierna per l’azienda di Menlo Park non si annuncia tanto diversa. Il titolo FB apre a 167,47 dollari, dopo un massimo di 170, recuperando qualcosa, ha ripreso a scendere, facendo registrare adesso 163 dollari, con un calo del 5,5%. Si tratta quindi di un nuovo calo che riflette un’altra giornata difficile per Facebook iniziata con l’annuncio del prossimo addio di Alex Stamos, responsabile della sicurezza di Facebook, che abbandonerà del tutto l’azienda entro il prossimo mese di agosto, e dalla convocazione di Mark Zuckerberg da parte del Parlamento Europeo, come annunciato da un tweet del presidente Antonio Tajani.

    Un appunto per quanto riguarda gli altri titoli, buona parte fa registrare una lieve ripresa rispetto alla giornata di ieri, a parte un nuovo crollo di Twitter che perde l’8,2% (era arrivato a cedere anche 9,7%), vanificando quanto di buono aveva realizzato nelle scorse settimane. In calo ancora Snapchat che perde più del 3%.

    cambridge analytica facebook gate wall street calo

    cambridge analytica facebook gate wall street calo

    Come dicevamo all’inizio, Mark Zuckerberg è stato convocato dal Parlamento Europeo, lo riporta il tweet del presidente del parlamento, Antonio Tajani:

    https://twitter.com/EP_President/status/976119350112538629

    “Abbiamo invitato Mark Zuckerberg al Parlamento Europeo.” – scrive Tajani – “Facebook deve chiarire ai rappresentanti di 500 milioni di europei che i dati personali non vengono usati per manipolare la democrazia.”

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    E si muove anche il Parlamento Uk, la Commissione parlamentare britannica sulla Cultura, i Media e il Digitale ha chiesto a Mark Zuckerberg di comparire per un’audizione sullo scandalo relativo all’abuso dei dati di milioni di utenti che coinvolge Facebook e la società di consulenza politica Cambridge Analytica. Lo ha reso noto il presidente della commissione, Damian Collins, citando una sua lettera al patron del colosso Usa del web in cui si accusa il management dell’azienda di aver “ingannato” l’organismo in precedenti audizioni (fonte: Ansa).

    Insomma, accuse esanti e una situazione molto difficile per Facebook che potrebbe sbloccarsi proprio con le prossime audizioni del fondatore Zuckerberg. Le sue dichiarazioni potrebbero risollevare la situazione. Staremo a vedere.

  • Lo Shopping di Instagram da oggi è disponibile anche in Italia

    Lo Shopping di Instagram da oggi è disponibile anche in Italia

    Da oggi, insieme ad altri sette paesi, la possibilità di fare Shopping su Instagram è attiva anche in Italia. Instagram si avvia a diventare uno strumento e-commerce per le aziende che adesso possono diversificare le opportunità di vendita.

    Arriva da oggi in Italia la funzionalità che molte aziende attendevano con molto interesse, Stiamo parlando di Shopping su Instagram, da oggi disponibile anche in Italia insieme ad altri sette paesi come Australia, Brasile (il mercato numero uno per l’azienda Instagram), Canada, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Quello che era partito come funzionalità sperimentale verso la fine del 2016, con gli shoppable post, oggi diventa una funzionalità strategica, anche per le aziende italiane. E’ la dimostrazione che Instagram non è più solo un’app di visual content, ma punta a diventare un’app appetibile anche per il business.

    E i numeri danno ragione ad Instagram. Secondo alcuni recenti dati di Facebook, l’80% degli utenti segue almeno un’azienda e 200 milioni di utenti visitano un profilo business almeno una volta al giorno. E’ la conferma di quello che abbiamo sempre saputo, Instagram è un luogo dove la relazione tra marca e utente avviene in maniera più coinvolgente, grazie al potere del contenuto visual, quindi immagini e video. Adesso questa relazione può addirittura trasformarsi in possibilità di acquisto.

    instagram shopping italia

    Come funziona Shopping di Instagram

    L’azienda che ha un profilo business può taggare fino a 5 prodotti consentendo alle persone di poter acquistare. Anche in questo caso si mette in pratica il principio di Facebook, l’esperienza avviene all’interno dell’app, senza abbandonarla. Infatti, anche in questo caso, l’esperienza di acquisto può realizzarsi senza abbandonare l’applicazione. Si tratta di una vera e propria vetrina di prodotti, ognuno dei quali ha visibili i tag con le informazioni dei prodotti, ad esempio nome e prezzo, cliccando sui quali si approda alle altre informazioni successive, sempre restando nell’app.

    Fino ad oggi le aziende potevano approfittare della funzionalità Shopping solo attraverso gli Usa, ma da oggi tutto cambia. Infatti, è possibile usare questa funzionalità sfruttando piattaforme di e-commerce come Shopify, che supporta la funzionalità dalla fine dello scorso anno. In questo modo, oltre mezzo milione di aziende che usano questa piattaforma, possono oggi raggiungere gli utenti di altri 8 mercati.

    Insomma, da oggi Instagram diventa un’app capace di offrire esperienza di business sempre più avanzate, agganciando il trend della vendita online via dispositivi mobili. Una recente ricerca di Facebook IQ, “Fashion Path to Purchase“, ci dice infatti che il 39% delle persone, negli ultimi 3 mesi, ha acquistato articoli di moda da smartphone o tablet. Ecco spiegato quello che sarà un nuovo successo di Instagram.

  • Giornata nera a Wall Street, in calo i titoli tech trainati dal crollo di Facebook

    Giornata nera a Wall Street, in calo i titoli tech trainati dal crollo di Facebook

    E’ una giornata nera a Wall Street per tutti i titoli tech, trainati dal calo di Facebook. Il titolo FB è in calo al momento del 7,5%, portandosi dietro Twitter (-2,3%), Alphabet (-3,65%), Apple (-1,70%), Microsoft (-2%), Amazon (-2,16%). Il caso Cambridge Analytica sta facendo sentire il suo peso anche sul mercato.

    Il Cambridge Analytica inevitabilmente sta facendo sentire i suoi effetti anche a Wall Street. Il titolo Facebook (FB) in questo momento sta perdendo il 7,5%, un calo pesante che sta finendo per portarsi dietro anche altri titoli tech. Infatti, per il settore, a Wall Street questa è una giornata nera. A far registrare perdite ci sono anche Twitter (-2,3%), Alphabet (-3,65%), Apple (-1,70%), Microsoft (-2%), Amazon (-2,16%); ma anche Snapchat (-3,6%), Netflix (-2%), Adobe (-1,9%), eBay (-1,06%), Akamai (-1,95%), Altaba (-2,23%), Salesforce (-1,5%), Alibaba (-1,4%). E l’elenco potrebbe continuare.

    La notizia del calo di Facebook ha cominciato a fare il giro del mondo quando era già a -4%, ma col passare dei minuti il titolo ha fatto registrare sempre più un calo pesante. Tutti gli indici Nasdaq e Dow Jones sono in calo.

    Da venerdì, da quando Facebook ha provveduto prima a oscurare Cambridge Analytica, l’attenzione è puntata su come Menlo Park intende spiegare il “furto” di dati di 50 milioni di americani, usati poi per spot politici mirati e per influenzare gli elettori. Da oggi le autorità Usa e quelle di Uk stanno mettendo pressione all’azienda Facebook perchè spieghi come è potuto accadere una situazione simile.

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    Facebook sospende Cambridge Analytica, società britannica che si occupa di analisi e big data, che avrebbe raccolto dati da 50 milioni di utenti con un sondaggio “tranello”, dati che sarebbe poi serviti per manipolare l’esito delle elezioni presidenziali vinte da Donald Trump. Ma Facebook sostiene di aver ricevuto rassicurazioni dall’azienda inglese che quei dati sarebbero stati cancellati. Ora, perchè sospendere l’azienda oggi e non nel 2015, quando l’azienda raccolse quei dati? E’ questa la domanda che al momento tutti si stanno facendo, sopratutto i parlamentari americani e inglesi, in grande pressing su Facebook.

    Un altro esempio di quanto si alta la pressione su Facebook e di come in realtà da Menlo Park facciano trasparire molto nervosismo. L’ultimo esempio lo segnala The Intercept, infatti Facebook ha cancellato la sezione dedicata alle storie politiche di successo, cioè quelle che grazie all’uso del social network sono riuscite ad emergere ed ottenere risultati elettorali. Anche in questo caso è stata data una spiegazione molto evasiva.

    Christopher Wylie facebook cambridge analytica
    Christopher Wylie

    L’attenzione di tutti i media e bloggers del settore è anche sulla figura che ha rivelato tutto il meccanismo che aveva messo in campo Cambridge Analytica, è cioè Christopher Wylie, ex dipendente dell’azienda inglese, l’uomo che materialmente ha escogitato il meccanismo, personaggio di cui si sentirà parlare ancora.

    Ma adesso l’attenzione è tutta su Facebook e su come supererà questa crisi. Le pressioni di Usa e Uk puntano ad una nuova regolamentazione, ipotesi che gli analisti finanziari vedono come un ulteriore segnale di “problemi sistemici” di Facebook.

    Staremo a vedere come Facebook supererà questa crisi, di certo non è la fine del social network, è senza dubbio un momento importante in cui valutare una nuova fase. Questo sì.