Autore: Franz Russo

  • Twitter, ecco gli Articoli Popolari nella sezione Esplora da mobile

    Twitter, ecco gli Articoli Popolari nella sezione Esplora da mobile

    Twitter ha rilasciato all’interno della tab Esplora la possibilità di visualizzare gli articoli più popolari sulla piattaforma. E’ un modo per scoprire subito quali sono gli articoli più condivisi a 140 caratteri. Lodevole lo sforzo, ma posizionarla così in fondo ci certo non aiuta.

    Twitter è sempre più alla ricerca di un modo che tenga gli utenti più coinvolti sulla piattaforma. E lo fa puntando tutto sul mobile, non a caso dai dispositivi mobili proviene l’80% degli accessi sulla piattaforma. Per creare più coinvolgimento bisogna quindi mettere in evidenza quello che viene più condiviso, per il fatto che, come è accaduto (e accade ancora), l’utente ha speso difficoltà a trovare da subito un contenuto che sia per lui interessante. In questa ottica, Twitter ha rilasciato nella tab Esplora gli Articoli Popolari, un elenco degli articoli più condivisi a 140 caratteri sulla piattaforma. Questa modalità adesso è rilasciata a livello globale per iOS e Android, ma alcuni utenti (come è accaduto a me) avevano avuto la possibilità di visualizzarla qualche settimana fa per pochissimo tempo. Ed eccola qua.

    Dopo il lancio di Esplora, avvenuto nel gennaio scorso, Twitter sta cercando di creare più ordine proprio in quella sezione. Il fine è quello di creare un “luogo” dove gli utenti possano trovare subito quello che più interessa, come argomenti più condivisi, adesso selezionati per tema, e ora anche gli Articoli Popolari.

    twitter articoli popolari esplora

    In pratica in questa sezione verranno raccolti gli articoli che sono stati più twittati con il link relativo. BuzzFeed, il primo a lanciare la notizia sul rilascio globale, lo ha paragonato ad una specie di Nuzzel, il servizio forse poco usato in Italia ma molto utilizzato negli Usa specie dai giornalisti. Nuzzel aggrega le notizie più condivise, offrendo in questo modo uno spazio dove capire quali sono le notizie che fanno “più rumore” sui social media.

    Bene, se così fosse per Twitter “Articoli Popolar” sarebbe davvero una manna dal cielo per creare maggiore coinvolgimento tra gli utenti e offrire contenuti interessanti. Ma, davvero, non si capisce perchè “seppellire” questa funzionalità così in fondo, alla fine di tutto. Si deve “scrollare” fino in fondo per trovare quello che di fatto interesserebbe molti. Allora, l’auspicio è che presto questa sezione venga spostata più in alto e, altro auspicio, è che vengano resi visibili i Momenti anche in Italia nella sezione Esplora, quest sì che verrebbero rivalutati molto e potrebbero contribuire ad un maggiore coinvolgimento.

    Per il momento godiamoci questa sprazzo di miglioramento.

  • Genius, la soluzione intelligente e digitale di Eni gas e luce per risparmiare sulla bolletta

    Genius, la soluzione intelligente e digitale di Eni gas e luce per risparmiare sulla bolletta

    La tecnologia oggi è in grado di sviluppare strumenti che possono aiutarci nella gestione della casa. Un esempio da questo punto di vista è Genius, la soluzione intelligente e digitale di Eni gas e luce che aiuta a diminuire i consumi di casa tua, grazie agli strumenti “Il Tuo Profilo Energetico”, “La Tua Offerta Ideale” e “Il Tuo Diario Energetico”.

    La tecnologia e il digitale oggi hanno invaso la nostra vita a 360°, un dato di fatto sotto gli occhi di tutti. Grazie a nuovi dispositivi che sfruttano il potenziale tecnologico oggi in circolazione, riusciamo a comunicare meglio e a gestire aspetti della nostra vita con grandi vantaggi. Un esempio è quello di utilizzare strumenti altamente tecnologici che ci permettono addirittura di poter risparmiare sulla nostra bolletta luce e gas di casa. Espedienti impossibili solo rispetto a qualche anno fa e che permettono all’utente di avere il pieno controllo di quello che consuma.

    E siccome siamo molto attenti a proporvi soluzioni altamente tecnologiche, oggi vogliamo parlavi di una in particolare che ci ha colpiti per la sua facilità di utilizzo e per la sua grande efficacia. Si tratta di Genius, la soluzione intelligente e digitale di Eni gas e luce, che permette di risparmiare sui consumi, personalizzando il consumo di energia per usarla meglio e usarne meno.

    La caratteristica di Genius è la presenza di tre strumenti che, analizzando i consumi domestici di gas e luce, permette di trovare l’opzione migliore per le esigenze di ogni utente.

    Il Tuo Profilo Energetico

    Sappiamo bene quanto sia importante usare bene l’energia per riuscire a contenere gli sprechi energetici. Con questo primo strumento è possibile verificare subito quanto consuma la casa e calcolare il proprio profilo energetico attraverso questi semplici passaggi:

    • scegliere quale tipologia di consumi si intende conoscere (acqua calda e cucina 2 minuti, elettrodomestici 4 minuti, riscaldamento e luce 5 minuti);
    • scoprire come migliorare: in base al risultato, Genius svela come ottimizzare i consumi e limitare la spesa energetica;
    • seguire i pratici ed utili consigli di per rendere più efficiente la propria casa.

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    La Tua Offerta Ideale

    Genius offre anche la possibilità selezionare la propria offerta ideale, rispondendo ad alcune domande per poter elaborare l’offerta più adeguata alle proprie esigenze. Basta infatti:

    • rispondere ai quesiti posti da Genius relativi all’utilizzo dell’energia domestica;
    • scoprire l’offerta più adatta alle proprie necessità, che Genius fornirà in base ai dati analizzati;
    • approfondire i vantaggi dell’offerta su misura proposta da Genius, che potrà essere subito attivata online.

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    Il Tuo Diario Energetico

    Grazie a questo strumento è possibile monitorare i consumi energetici e ridurre gli sprechi di energia attraverso suggerimenti mirati sullo stile di vita dell’utente. Tutti i clienti luce possono accedervi gratuitamente, ogni volta che lo desiderano. Non si dovrà fare altro che visitare la propria area personale My Eni. Ecco cosa offre:

    • monitoraggio costante dell’energia consumata a casa; analisi dei consumi energetici: monitora costantemente quanta energia consuma la propria casa;
    • confronto con case simili alla propria accedendo all’area personale My Eni;
    • consigli mirati sui consumi domestici.

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    Con Eni gas e luce c’è Genius, la generazione di strumenti digitali che ti consente di personalizzare l’energia di casa. Così puoi usarla meglio e usarne meno. Perché con Genius, l’energia è tua.

    Insomma, se siete alla ricerca di uno strumento e di una soluzione per eliminare gli sprechi energetici, allora Genius è quello che fa per voi.

    [In collaborazione con Eni gas e luce]

     

  • Talkwalker lancia la Sentiment Analysis con l’Intelligenza Artificiale

    Talkwalker lancia la Sentiment Analysis con l’Intelligenza Artificiale

    Talkwalker, l’azienda lussemburghese che offre una tra le più usate piattaforme per la social media analytics, lancia un nuovo modo di fare la Sentiment Analysis. La nuova tecnologia è sviluppa grazie all’Intelligenza Artificiale, in questo modo l’azienda fornirà il 90% di accuratezza sui risultati per i brand.

    La Sentiment Analysis è uno degli aspetti della social media analysis tra i più importanti, perchè permette di capire, dato un numero di dati rilevati, quale sia la tendenza prevalente, positiva o negativa. E’ un aspetto che, soprattutto dalle aziende, è stato sempre visto con molto interesse, anche se, va detto, i risultati non raggiungevano mai un’accuratezza precisa. La ricerca, da questo punto di vista, è andata avanti a passi da gigante negli ultimi anni e la notizia che stiamo per darvi in effetti lo dimostra.

    talkwalker intelligenza artificiale sentiment analysis

    Talkwalker, azienda lussemburghese che offre una tra le più usate piattaforme per la social media analytics, lancia un nuovo modo di fare la Sentiment Analysis. La nuova tecnologia di sentiment analysis è stata sviluppata grazie all’Intelligenza Artificiale, che consente ai brand di fotografare il sentiment dei consumatori con il 90% di precisione. Gli algoritmi, dotati di profonde capacità di apprendimento, comprendono il significato di frasi complesse e sono in grado di determinare accuratamente le attitudini del cliente e le sue reazioni contestuali all’interno dei tweet, dei post e degli articoli, rendendola la tecnologia di sentiment analysis più avanzata sul mercato.

    Robert Glaesener, CEO di Talkwalker, dando l’annuncio dell’importante lancio, ha dichiarato:

    Un tweet sarcastico è stato sufficiente a mettere in ginocchio un rilevamento del sentiment basato sulle parole chiave, ma le nostre reti neurali sono già in grado di comprendere il sarcasmo e l’ironia a livelli basici. I brand saranno finalmente in grado di esaminare non solo l’andamento macro degli atteggiamenti dei clienti su un’ampia mole di dati, ma otterranno anche risultati molto dettagliati e spendibili. Si tratta di uno strumento unico sul mercato e stabilisce un nuovo standard nella sentiment analysis. Essere in grado di classificare accuratamente il sentiment è solo l’inizio. La definizione di standard di riferimento per determinare lo “stato di salute” dei marchi, l’analisi integrata dei dati di sentiment con informazioni demografiche o con le caratteristiche dei singoli prodotti nella nostra piattaforma: è qui che avviene la vera magia”.

    Le rilevazioni non affidabili del sentiment, basate sulla valutazione di parole-chiave o su categorie predefinite, hanno afflitto gli analisti per anni. I livelli verificati con precisione tipicamente si aggirano tra il 50% e l’80%, per questa ragione molti brand sono portati a taggare manualmente i risultati o addirittura a tralasciare gli indicatori di sentiment dai loro report.

    Per arrivare a questo tipo di risultato, Talkwalker ha addestrato diversi prototipi machine learning con decine di milioni di dati utili puliti, una metrica fondamentale per avere risultati sempre coerenti per ogni tema. Questo permette ai clienti di ottenere immediatamente risultati significativi per qualsiasi progetto.

    Insomma, si tratta di un grosso passo in avanti verso una sentiment analysis sempre più affidabile e non è un caso che a proporlo sia proprio Talkwalker. Già, perchè l’azienda lussemburghese è stata la prima società di social listening a rilasciare una tecnologia proprietaria di image recognition per marchi, luoghi e oggetti nel 2016. Una tecnologia che copre una vasta maggioranza del web “visivo”, con oltre 100 milioni di immagini elaborate ogni giorno su Twitter, Instagram, Facebook, siti di notizie online e altre fonti. Questo ha fatto sì che Talkwalker si consolidasse come azienda leader nel campo dell’Intelligenza Artificiale e innovatrice in quello del social listening.

  • Sicurezza e Tecnologia, ecco le app per la sicurezza personale

    Sicurezza e Tecnologia, ecco le app per la sicurezza personale

    La Tecnologia è in grado di offrire un aiuto per la propria sicurezza? QualeScegliere.it ha testato le applicazioni a disposizione, selezionando le migliori e segnalando quelle più adatte a seconda delle varie esigenze: se SecurWoman 2.0 è la soluzione più completa, Siamo Sicure! e S.H.A.W. offrono molte informazioni utili, bSafe è perfetta per le giovani smart e Where Are U è il progetto ufficiale del NUE 112.

    La Tecnologia è in grado di offrire un aiuto per la propria sicurezza? La risposta è sì e oggi abbiamo modo di scoprirne di più grazie a uno studio di QualeScegliere.it, il contenitore online di guide, consigli, recensioni e informazioni utili per il consumatore digitale, che ha testato e selezionato le migliori applicazioni, segnalando quelle più adatte a seconda delle varie esigenze. Purtroppo i fatti di cronaca recenti non offrono un quadro confortante, ma quanto meno si prova a suggerire queste applicazioni che possono offrire una maggiore percezione di sicurezza.

    Un’analisi Istat, del marzo 2017, rilevava che il numero delle donne che ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale supera i 6 milioni in Italia, mentre sono oltre 3 milioni le donne tra i 16 e i 70 anni che sono state vittime di stalking. Un aiuto diretto e personale può arrivare dal mondo della tecnologia, che mette a disposizione diversi sistemi per sentirsi più sicuri. Gli esperti del portale QualeScegliere.it hanno messo a confronto le più note applicazioni per smartphone, mettendo in evidenza le cinque soluzioni migliori per praticità d’uso, innovazione ed efficienza, utili per la sicurezza personale delle donne e non solo. L’analisi è stata fatta secondo alcuni parametri generali e sulla base di test pratici e ha l’obiettivo di aiutare gli utenti a fare una scelta orientata all’affidabilità e soprattutto alle specifiche necessità.

    E allora, scopriamole insieme:

    SecurWoman 2.0

    Una delle più note applicazioni di pronto intervento, è compatibile con sistemi iOS e Android. L’interfaccia è pulita ed intuitiva, può quindi essere usata da tutte, a prescindere dalla familiarità che si ha con gli strumenti tecnologici. Mette a disposizione i principali sistemi di sicurezza: permette di essere geolocalizzati, di attivare segnali per attirare l’attenzione o disorientare, ed allontanare, eventuali malintenzionati (grazie a suoni e segnali luminosi). Basta un tocco su un pulsante per chiamare direttamente i numeri di emergenza e, grazie all’esistenza di una community che mette in relazione tutti gli utenti, permette di segnalare la presenza di eventuali pericoli agli altri utilizzatori nei paraggi. È disponibile solo in italiano ed è una delle poche soluzioni a pagamento: prevede infatti un canone mensile di 2,99 euro per una serie di servizi extra.

    Plus: non si occupa solo di sicurezza in termini di prevenzione, ma anche di rimedi, grazie ad un’assicurazione che copre furto e scippo, assistenza medica, ripristino serratura e rifacimento chiavi o documenti. Ha la funzione “outdoor”: basta tirare il cavetto delle cuffie per ricevere soccorso immediato. La Centrale Operativa può tenere compagnia telefonicamente in caso di bisogno; è attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, disponibile in due lingue (italiano ed inglese) e può interfacciarsi, se serve, con le Forze dell’Ordine e di Primo Soccorso.

    sicurezza personale app donne franzrusso.it 2017

    Siamo Sicure!

    Interfaccia semplice ed immediata: da un unico “ambiente virtuale” che mostra quattro pulsanti, è possibile attivare allarmi sonori o luminosi (anche il segnale codificato luminoso di SOS); far partire una chiamata di emergenza al 112; inviare, con due soli “tap”, un SMS di richiesta di aiuto (con indicazione della propria posizione ai destinatari tramite tracciamento del GPS). Compatibile sia con sistemi iOS sia con Android, ha la peculiarità di essere interamente gratuita: gli sviluppatori hanno segnalato che non saranno previsti neanche in futuro aggiornamenti a pagamento (eventuali upgrade saranno sempre rilasciati gratuitamente).

    Plus: oltre ad essere davvero semplice nell’utilizzo, si distingue perché mette a disposizione dei consigli di comportamento con un decalogo. Lo scopo è porre l’attenzione anche sulla prevenzione, segnalando i comportamenti migliori per scoraggiare eventuali aggressori o per essere pronte ad affrontarli.

    S.H.A.W.

    Ideata e realizzata da Soroptimist International (associazione femminile internazionale, composta da donne professionalmente attive che opera per la promozione dei diritti umani, l’avanzamento della condizione della donna, l’uguaglianza e lo sviluppo e l’accettazione delle diversità) per la prevenzione della violenza contro le donne, oltre ai tasti di chiamata rapida al 112 o al 1522 (snodo operativo delle attività di contrasto alla violenza di genere e stalking), permette alle utenti di individuare i centri antiviolenza o di ascolto più vicini alla propria posizione, tramite liste, mappe o ricerche avanzate, regione per regione. Nella sezione “Leggi” sono sintetizzati i principali aspetti legislativi relativi ai reati di violenza sessuale, con un focus aggiuntivo sullo stalking. È una soluzione gratuita e disponibile sia su Apple Store, sia sul market Google Play.

    Plus: è davvero alla portata di tutte le donne, a prescindere dalle loro nazionalità. È infatti disponibile in dodici lingue: Arabo, Albanese, Cinese, Francese, Inglese, Italiano, Rumeno, Russo, Sloveno, Spagnolo, Tedesco e Ucraino.

    bSafe

    Una delle più note app di tracciamento, è adatta a chi è pratico di social network e non ha problemi con l’inglese. L’app, disponibile gratuitamente per iOS e Android, è infatti disponibile solo in questa lingua. Le funzioni la rendono adatta soprattutto alle più giovani: come un social network, permette di creare una rete di amici o familiari all’interno della quale indicare il contatto principale da avvisare in caso di pericolo; il pulsante “Alert Friends” consente di avvisare i contatti della rete in caso di bisogno, di lanciare un allarme sonoro, di registrare video e audio e di inviare immediatamente la propria posizione; è possibile anche invitare gli amici a seguire l’utilizzatore nei suoi spostamenti, tramite tracciamento GPS e in caso di percorsi poco sicuri.

    Plus: si tratta di due funzioni molto semplici, ma pratiche. Da una parte “Fake Call” – una simulazione di chiamata in entrata per allontanarsi da qualcuno, utile anche in caso di appuntamenti al buio che non stanno andando come ci si aspettava -, dall’altra “Follow Me with Timer” – permette di definire la durata di un’attività; se non si fa check-in in tempo e non si sposta la scadenza, l’allarme allerta gli amici del ritardo.

    Where Are U

    Un’interfaccia abbastanza chiara e la gratuità contraddistinguono questa soluzione connessa direttamente alle Centrali Uniche di Risposta del NUE 112 (Numero Unico di Emergenza europeo con il quale richiedere l’intervento di Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco e Soccorso Sanitario), che vede tra i partner il Ministero dell’Interno, la Regione Lombardia e la Regione Lazio. Permette di contattare immediatamente i soccorsi della propria zona, inviando la posizione all’operatore del 112 che sta gestendo l’emergenza. Attualmente è disponibile solo in alcune zone: Lombardia, provincia di Roma, Liguria, Friuli Venezia Giulia, provincia di Trento, Catania, Caltagirone, Siracusa e Ragusa.

    Plus: oltre ad una “vicinanza” virtuale con gli operatori di emergenza della propria zona, permette anche una “chiamata muta”. Nel caso in cui si sia fisicamente impossibilitati a parlare, la app consente di chiamare e di segnalare tramite appositi pulsanti il tipo di soccorso richiesto. Oltre che per iOS e Android, è disponibile anche per Windows Phone.

    Queste le app che QualeScegliere ha testato e selezionato per la sicurezza personale. E’ un chiaro esempio di come la Tecnologia può essere utile anche per sentirsi più sicuri. Certo non risolve tutti i problemi, ma ad esempio queste app possono dimostrarsi utili nel caso in cui ce ne fosse bisogno. Ecco, abbiamo ritenuto che fosse utile comunque conoscerle e rendervi informati.

  • Ccleaner, violato il software della Avast che ripulisce il pc

    Ccleaner, violato il software della Avast che ripulisce il pc

    Ccleaner, il popolare software usato spesso per ripulire il proprio pc, è stato violato da alcuni hackers. I pirati informatici hanno nascosto un malware all’interno del software facendo in modo che questo possa poi infettare tutti i pc che usano il software. Si parla di circa 2,3 milioni di pc infettati.

    Un gruppo di hackers, di cui ancora non si conosce molto, è riuscito a violare Ccleaner, software molto popolare ed usato spesso per fare pulizia all’interno del proprio pc. Il gruppo di pirati informatici è riuscito a nascondere all’interno del software un malware capace di infettare i pc sui quali è presente il software. Si parla di numeri molto alti, dalle stime sembrerebbe che i pc infettati possano essere 2,3 milioni. Ccleaner è un software molto utilizzato di solito per ripulire il proprio pc, per eliminare spazio all’interno del proprio disco fisso. Una pratica che si è diffusa anche sui dispositivi mobili. A scoprire la violazione sono stati i ricercatori di Cisco Talos.

    ccleaner hacker

    Lo scorso mese di luglio la Piriform, la società che ha realizzato e prodotto il software fino ad allora, è stata acquisita dalla Avast, azienda molto conosciuta per il software anti-virus. In quell’occasione si disse che Ccleaner è usato da 130 milioni di persone, 15 milioni da mobile ed è stato scaricato oltre 2 miliardi di volte (novembre 2016).

    Le versione del software che risultano infette sono quelle aggiornate nel periodo di tempo che va dal 15 agosto al 12 settembre. Controllate subito la vostra versione, dunque, quella infetta è la 5.33 che al momento è stata rimossa e non è più disponibile per il download. I ricercatori di Cisco fanno però sapere che molti utenti sono ancora a rischio e rimarranno purtroppo in questa situazione anche dopo l’aggiornamento del loro software CCleaner.

    Una volta installato il malware, gli aggressori hanno potenzialmente accesso al computer dell’utente e ad altri sistemi connessi per rubare dati personali sensibili o credenziali che potrebbero essere utilizzate per l’online banking o altre attività online. In modo analogo al malware Nyetya diffuso a fine giugno, anche in questo caso gli aggressori hanno violato un software legittimo e affidabile, trasformandolo in un’applicazione dannosa.

    Quindi fate attenzione, controllare la versione del software e il vostro pc.

  • Ecco Amazon Music Unlimited, la sfida di Amazon a Spotify

    Ecco Amazon Music Unlimited, la sfida di Amazon a Spotify

    Il mondo della musica in streaming, dove Spotify è il servizio più usato, si arricchisce di un nuovo probabile protagonista. Si tratta di Amazon che lancia Amazon Music Unlimited, un servizio disponibile anche nel nostro paese con oltre 50 milioni di canzoni. Gratis i primi 30 giorni, poi abbonamento a 9,99 euro al mese.

    Il mondo della musica in streaming si arricchisce di un nuovo, forse, grande protagonista. Grande perchè in effetti è il più grande sito di e-commerce, quale è appunto Amazon, e decide di lanciare la sfida ad un altro grande come è Spotify, il servizio di musica in streaming più usato sul web. Jeff Bezos quindi non vuole lasciarsi sfuggire la presenza in un settore, quello della musica, che grazie ai servizi in streaming ha visto aumentare i ricavi del 40% in 15 anni, arrivando fino a 16 miliardi di dollari solo nel 2016.

    Il servizio che Amazon ha lanciato anche in Italia è Amazon Music Unlimited, un servizio di musica on-demand che mette propone un catalogo di oltre 50 milioni di canzoni, centinaia di playlist e radio personalizzate. L’impatto grafico, da desktop come da mobile, e la stessa organizzazione dell’app, ricorda molto proprio Spotify. E’ possibile ascoltare le ultime novità, come i brani consigliati e condividerli con gli amici via mail o via social media. Nella parte destra dell’app Amazon Music prevede una sezione dove di volta in volta proporrà musica sulla base di quella che si ascolta. Amazon Music basa tutto sul fatto che siate già utenti Amazon, o Amazon Prime. E, come Spotify, prevede una versione sfruttabile da browser e l’app da scaricare sul desktop e l’app da scaricare sul vostro dispositivo mobile. Senza dimenticare la sezione Store che permette di acquistare musica su Amazon e di averla disponibile su Amazon Music.

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    Tra gli artisti nel catalogo ci sono Fabio Rovazzi, Francesco Gabbani, Fedez, Baby K, Taylor Swift, Ed Sheeran, Katy Perry e Coldplay, insieme ad altri artisti importanti come Vasco Rossi, Tiziano Ferro, Zucchero, Fabrizio de André, Elvis Presley e David Bowie.

    Gli utenti iscritti ad Amazon Music Unlimited possono scegliere esattamente quali canzoni e album ascoltare oppure scoprire nuove canzoni in modo semplice e immediato grazie ai suggerimenti personalizzati di Amazon.

    Sarà quindi possibile organizzare una festa, allenarsi o prendersi una pausa e rilassarsi con centinaia di playlist curate appositamente per loro dagli esperti di musica italiani di Amazon Music. Saranno inoltre disponibili radio personalizzate e prive di contenuti pubblicitari basate su diversi generi come pop e rap ma sarà anche possibile godersi la musica a seconda del proprio mood, scegliere quella adatta all’allenamento o al relax, o ancora semplicemente scegliere l’artista preferito o le hit del decennio. Sarà possibile scaricare le canzoni, gli album e le playlist dal catalogo di Amazon Music Unlimited sui propri dispositivi per ascoltarli in modalità offline su aerei, treni e in qualsiasi luogo si trovino senza una connessione internet.

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    Ci si potrà iscrivere ad Amazon Music Unlimited al prezzo di 9,99€ al mese. Al lancio, i clienti Amazon Prime riceveranno un’offerta temporanea con un credito di 10€ (equivalente a un mese di uso gratuito) iscrivendosi all’abbonamento mensile. L’abbonamento annuale è disponibile per i clienti Amazon Prime al prezzo di 99€ in un’unica soluzione di pagamento, corrisponde al costo di soli 8,25€ al mese, equivalente ad un risparmio di oltre 20€ l’anno. I clienti Amazon Prime riceveranno un’offerta temporanea con un credito di 10€ anche iscrivendosi all’abbonamento annuale.

    Amazon Music Unlimited prevede anche un abbonamento Family a cui sarà possibile iscriversi consentendo l’accesso al servizio a sei componenti della famiglia al costo di 14,99€ al mese. Gli utenti Amazon Prime avranno inoltre la possibilità di iscriversi all’abbonamento annuale Family di Amazon Music Unlimited al prezzo di 149€ in un’unica soluzione di pagamento, che corrisponde al costo di soli 12,42€ al mese e con un risparmio di oltre 30€ l’anno. Anche in questo caso, gli utenti Amazon Prime riceveranno un’offerta temporanea con un credito di 10€ anche sull’abbonamento Family sia mensile che annuale. Con l’abbonamnto Family tutti i membri potranno ascoltare in streaming la musica che desiderano, in qualsiasi momento e in diversi luoghi contemporaneamente.

    Ovviamente Amazon Music Unlimited è anche su mobile. Tra le funzionalità più importanti dell’app, “Home” mostra le selezioni degli esperti di Amazon Music per consentire ai clienti di rimanere aggiornati sulla musica che amano, sulle novità o sulle tendenze, mentre “Consigliato” permette ai clienti di trovare i consigli musicali personalizzati offerti dalla tecnologia alla base dei suggerimenti di Amazon. Amazon Music è disponibile per dispositivi Fire, iOS, Android, Web, PC e Mac.

    Allora, provatela e poi raccontateci cosa ne pensate.

  • Facebook: Snooze ci permetterà di silenziare un account temporaneamente

    Facebook: Snooze ci permetterà di silenziare un account temporaneamente

    Facebook, secondo quanto riportato inizialmente da TechCrunch, sta sperimentando il tasto “Snooze”, una modalità che permetterebbe di silenziare amici, ma anche pagine e gruppi, temporaneamente: per un giorno, 7 giorni o 30 giorni. Una modalità che potrebbe essere un’alternativa all’idea di non seguire più quell’account o quella pagina o quel gruppo.

    Quante volte vi siete trovati nella condizione di vedere il vostro feed su Facebook tempestato di contenuti, da parte di un vostro amico, o amica, che vi annoiano particolarmente o che vi danno fastidio? La prima cosa che si pensa, di solito, è quella di non seguirlo/a più, quindi di non vedere più nulla di quello che condivide; o al massimo, di bloccare il suo account in maniera permanente. Solo che, alle volte, non si vuole arrivare a rompere definitivamente, se non in casi particolarmente gravi, si vorrebbe solo interrompere quel momento in cui quella persona sta condividendo contenuti che non vi aggradano.

    Ecco che Facebook potrebbe venire in vostro aiuto, infatti, secondo quanto riportato inizialmente da TechCrunch, dal sempre attento Josh Costine, starebbe sperimentando un tasto “Snooze”, una modalità con cui “silenziare”, “addormentare”, “zittire” (scegliete voi la traduzione più adatta) un account che vi sta particolarmente annoiando in quel momento. Questa modalità può essere estesa anche alle pagine e ai gruppi.

    facebook snooze silenziare franzrusso.it 2017

    Per attivare la modalità “snooze” su un account è molto semplice, sempre che alla fine della sperimentazione rimanga quella collocazione. Una volta che avete individuato un account che volete silenziare, è sufficiente cliccare sui tre pallini in alto a destra, subito dopo si aprirà un menù a tendina (lo stesso dove trovare “Non seguire più Tizio” o “Segnala”) dove si potrà trovare la modalità snooze (unfollow or snooze). Da quella dicitura si aprirà un sottomenù che ci darà la possibilità di “silenziare” l’account per un giorno, 7 giorni o 30 giorni; in ultima ipotesi possiamo sempre decidere per l’unfollow.

    facebook snooze bottone

    facebook snooze 1 giorno 7 giorni 30 giorni

    E’ una modalità che potrebbe rivelarsi utile a rendere la timeline sempre più affine ai nostri interessi, ripulendo il rumore di fondo che proviene, talvolta, da account, e anche da annunci pubblicitari, che rischiano di annoiarci o di infastidirci con contenuti non interessanti per noi.

    Facebook ha confermato la fase di test e non è chiaro se si tratti di un test casuale, quindi per un ristretto gruppo di account, oppure se si tratti di un rilascio molto lento. In ogni caso, è certo che presto potremo silenziare qualcuno in maniera temporanea.

    E voi che ne pensate?

  • Agcom pronta a sanzionare gli operatori telefonici che fatturano a 28 giorni

    Agcom pronta a sanzionare gli operatori telefonici che fatturano a 28 giorni

    Da qualche mese gli operatori telefonici hanno cominciato ad utilizzare la modalità dei 28 per quanto riguarda le fatture. Una modalità che ha comportato il passaggio da 12 a 13 mensilità da pagare in un anno con un aumento delle tariffe dell’8,6%. Oggi Agcom ha dichiarato che prenderà “provvedimenti sanzionatori” per chi non fatturerà a 30 giorni.

    Se ne è discusso molto e se ne discute ancora di questa prassi che molti operatori della telefonia mobile hanno adottato per fatturare a 28 giorni e non più a 30, come accadeva prima. Una modalità che ha finito per trasformarsi in un ulteriore esborso per gli utenti. Di recente infatti si è scoperto che la fatturazione a 28 giorni a comportato il passaggio da 12 a 13 mensilità da pagare, con un aumento delle tariffe telefoniche dell’8,6%. Una situazione che ha portato le associazioni dei consumatori ad ipotizzare anche una class action in difesa de consumatori.

    Il vero problema è che Agcom, il garante della comunicazione, aveva già emesso, nel marzo di quest’anno, una delibera, la 121/17/CONS, nella quale l’autorità richiamava gli operatori a rivedere questo atteggiamento, aggiungendo che questa modalità di fatturazione non dovesse essere adottata per la telefonia fissa (per questo caso le compagnie hanno fatto ricorso e si attende la sentenza ad inizio 2018).

    agcom compagnie telefoniche 2017 franzrusso.it

    Di fronte a questa delibera gli operatori hanno continuato come se niente fosse, ignorando il garante e continuando a fatturare a 28 giorni. E oggi, Agcom in un comunicato fa sapere che verranno presi

    “procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori telefonici Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb per il mancato rispetto delle disposizioni relative alla cadenza delle fatturazioni e dei rinnovi delle offerte di comunicazioni elettroniche.

    In relazione alla delibera di cui parlavamo prima, il garante, a seguito delle verifiche avviate, si è reso conto che gli operatori hanno ignorato la delibera. Quello che chiede Agcom è che gli operatori devono tornare alla fatturazione mensile per evitare che i prezzi lievitino, come in effetti è successo, e per una mantenere modalità standard sui consumi, che è quella su base mensile.

    Inoltre, spiega Agcom, questi provvedimenti vengono presi per evitare che anche in altri settori (vedi Sky, ad esempio) possano iniziare a fatturare a 28 giorni.

    Bisognerà vedere cosa succederà, è necessario che Agcom sia sempre in una posizione autorevole perchè è già capitato in passato che gli operatori della telefonia non dessero tanto peso ai pareri del garante. Questo è un provvedimento sacrosanto, ma si è giunti a questa situazione nonostante ci fosse già un parere di Agcom.

  • Terza edizione del Premio Cuore Digitale, la Scienza per la Vita raccontata dalle Donne

    Terza edizione del Premio Cuore Digitale, la Scienza per la Vita raccontata dalle Donne

    Il prossimo 2 ottobre, presso la sala Zuccari di Palazzo Giustiniani a Roma, si terrà la terza edizione del Premio Cuore Digitale, che quest’anno ha come tema: “Scienza per la Vita, la tecnologia che ha a cuore la vita delle persone, raccontata dalle donne”.

    Il 2 ottobre 2017, presso la sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, si terrà la terza edizione del Premio Cuore Digitale, con il patrocinio del Senato della Repubblica, alla presenza del Presidente del Senato Pietro Grasso e di numerose personalità istituzionali. Il tema di questa edizione è: “Scienza per la Vita, la tecnologia che ha a cuore la vita delle persone, raccontata dalle donne“.

    Gianluca Ricci, Presidente dell’Associazione Cuore Digitale, così ci presenta l’edizione 2017 del Premio Cuore Digitale:

    Protagoniste di questa edizione saranno le storie di giovani, provenienti da tutta Italia, che hanno messo la loro creatività e il loro ingegno a servizio della collettività, sviluppando soluzioni tecnologiche altamente innovative, per migliorare le condizioni di salute e la qualità di vita delle persone fragili”.

    E aggiunge:

    Ascolteremo le storie di vita di persone che stanno traendo giovamento da queste innovazioni e il contributo di personalità del mondo della ricerca scientifica e della medicina che hanno collaborato al loro sviluppo, le loro testimonianze ne dimostreranno il reale impatto”.

    Il Premio Cuore Digitale è un premio simbolico, istituito nel 2015 dall’Associazione no-profit Cuore Digitale di Roma, che viene assegnato, a titolo di riconoscimento del merito personale e di incoraggiamento, a start-up, ricercatori, maker italiani che si sono distinti per aver sviluppato soluzioni tecnologiche a servizio della collettività, con uno spiccato orientamento al sociale. Durante l’evento sarà garantito il servizio di interpretariato LIS (Lingua Italiana dei Segni) a cura dell’Ente Nazionale Sordi.

    cuore digitale 2017

    Lo scorso anno Premio Cuore Digitale ha coinvolto 40 partecipanti in una maratona informatica dedicata alle disabilità visive, un hackathon inclusivo che ha visto vincitore il team che ha sviluppato “Arianna”, una app mobile per orientare le persone all’interno di supermercati. Candidate alla terza edizione del Premio sono sei start-up italiane che hanno sviluppato soluzioni tecnologiche in ambito di: autismo, parkinson, ictus, oncologia, limitazioni sensoriali e motorie.

    Queste le startup che partecipano per il premio:

    Le innovazioni tecnologiche realizzate saranno presentate da donne appartenenti ad ogni start-up candidata. L’Associazione Cuore Digitale crede fermamente nella parità di genere, pertanto le start-up invitate a partecipare hanno nel team la presenza di entrambi i generi, femminile e maschile”, dichiara l’atleta paralimpica Giusy Versace, madrina dell’evento.

    cuore digitale premio 2017

    Dopo la presentazione delle start-up in gara, avrà luogo la tavola rotonda dal titolo “Il valore dell’interazione uomo-macchina – le protesi tecnologiche”, con la partecipazione di Lorenzo De Michieli, responsabile del Laboratorio congiunto di Istituto Italiano di Tecnologia e INAIL “Rehab Technologies”, Daniele Mazzei, ricercatore del “Centro E. Piaggio” dell’Università di Pisa e Giusy Versace, con la moderazione di Roberta Ammendola. Nel corso della tavola rotonda sarà inoltre eseguita una dimostrazione del funzionamento di una mano robotica. Al termine, una giuria di qualità, composta da esponenti delle istituzioni, dell’imprenditoria, di aziende leader in campo ICT e Over-The-Top, delle associazioni di categoria, del mondo della ricerca e dell’informazione (tra i quali figurano Camera dei Deputati, Comune di Roma, Università Tor Vergata, Google, Amazon, Microsoft, IBM, Intel), decreterà la start-up vincitrice della terza edizione di Premio Cuore Digitale.

    Per seguire la giornata del 2 ottobre sui social media, ed interagire, usate l’hashtag ufficiale della manifestazione #CuoreDigitale, e seguire i canali del premio su Facebook, Twitter e YouTube,

  • Facebook insiste con le Stories e ha deciso di prendersele da Instagram

    Facebook insiste con le Stories e ha deciso di prendersele da Instagram

    Secondo quanto riportato da Mashable, Instagram avrebbe iniziato un test tra alcuni utenti che prevede la possibilità di condividere una storia dall’app verso Facebook. Una modalità che permetterebbe a Facebook di avere finalmente uno spazio dedicato alle Stories che funziona e permetterebbe agli utenti di avere una visibilità maggiore. Insomma, se le Stories non vanno su Facebook, Facebook va a prendersi le Stories da Instagram.

    Facebook ha da un po’ di tempo il pallino delle Stories, lo sappiamo bene. Dopo il lancio delle Instagram Stories, Facebook ha replicato questa modalità di condivisione immediata, ed effimera, su WhatsApp e anche su Messenger. Questi ultimi due esperimenti, nonostante il rischio di ripetere una modalità già fin troppo inflazionata, hanno dato esiti soddisfacenti. Poi Facebook ha voluto “tirare un po’ la corda”, come si dice, portando questa modalità anche sulla propria app e l’esito non è stato così brillante, tutt’altro. Allora, da Menlo Park avevano una sola cosa da fare, ed è quella che hanno fatto.

    instagram stories su Facebook

    Secondo quanto riporta Mashable, Instagram avrebbe iniziato una fase di test, attraverso alcuni utenti, che prevederebbe la possibilità di condividere le Instagram Stories direttamente su Facebook. In questo modo Facebook avrebbe le sue Stories e gli utenti di Instagram avrebbero in questo modo una ulteriore visibilità. E il cerchio si chiude. E sempre su Mashable, Instagram, opportunamente interpellata, conferma il test. Quindi è molto probabile che presto questa modalità di condivisione possa essere resa disponibile a tutti.

    Quello che vedete il basso è il tweet di Matt Navarra, direttore Social Media a The Next Web, uno dei primi a twittare la novità:

    Una volta che l’utente ha creato una storia su Instagram potrà poi condividerla su Facebook attraverso un apposito bottone. Su Facebook la storia comparirà con il nome dell’utente e in basso si vedrà la dicitura “Instagram”, per segnalare che quel contenuto proviene da quelll’app.

    Facebook in questo modo riuscirà ad animare quello spazio, in alto sul feed, che al momento resta praticamente inutilizzato. E’ evidente che questa modalità per gli utenti di Facebook non è molto interessante.

    In pratica, Facebook vorrebbe che le Stories rendessero allo stesso modo come visto su Instagram, e se non ci riesce a farlo coi mezzi propri, allora ci prova mutuando la funzionalità dal proprio parco di app. Obiettivo sarebbe quindi quello di garantirsi un po’ del coinvolgimento da Instagram, visto anche il numero di persone che utilizza la modalità delle Stories su Instagram: più di 250 milioni al mese.

    Avrà successo? Sarà un flop? Al momento è difficile dirlo, col tempo, una volta che sarò resa disponibile, saremo in grado di fare qualche considerazione in più sul merito. Certamente questa azione denota una forma di “disperazione”, nel senso che Facebook ha desiderato ardentemente che le Stories funzionassero anche sulla sua app e, alla fine, ha dovuto arrendersi sul fatto che questa modalità agli utenti Facebook (che sono diversi dagli utenti di Instagram) in realtà non interessa. Ma c’è quello spazio in alto da movimentare, allora se le Stories non vanno su Facebook, Facebook va a prendersi le Stories da Instagram.

    E voi che ne pensate?