Autore: Franz Russo

  • Uber ad un bivio: aumentano le corse ma vanno in fumo 2 miliardi di dollari l’anno

    Uber ad un bivio: aumentano le corse ma vanno in fumo 2 miliardi di dollari l’anno

    Il quadro finanziario e societario che delineano i dati del secondo trimestre del 2017 di Uber ci offrono un quadro a tinte fosche, nonostante le corse siano aumentate del 150% in un anno e un aumento delle entrate nette. Ma crescono le perdite e diminuisce il denaro in cash, ora di 6,6 miliardi di dollari in calo rispetto a marzo. In pratica, con questo ritmo, vanno in fumo 2 miliardi di dollari. E resta vivo il problema della leadership e continua la ricerca del nuovo CEO.

    Uber sta vivendo un periodo a tinte fosche, con forti tonalità di grigio, specialmente negli ultimi sei mesi di quest’anno. Una situazione che di fatto potrebbe mettere in difficoltà una delle startup più promettenti degli ultimi anni, capace di apportare (comunque la si pensi) un forte livello di innovazione all’interno del mondo del noleggio si auto con conducente, rendendolo possibile attraverso un’app. Ma oggi Uber si trova davvero di fronte ad un bivio.

    I dati finanziari relativi al secondo semestre, illustrati su Axios, evidenziano dati contrastanti che di fatto sottolineano tutti i problemi che l’azienda sta vivendo. Nel secondo semestre le prenotazioni delle corse sono crescite del 17% rispetto al primo trimestre, e sono cresciute del 150% rispetto allo stesso periodo del 2016. Le entrate nette nel secondo semestre sono pari a 1,75 miliardi di dollari, in crescita rispetto a 1,5 miliardi del primo trimestre e più che raddoppiate se le confrontiamo con quelle del secondo semestre del 2016 quando erano di 800 milioni di dollari. Restano ancora alte le perdite nette però, pari a 645 milioni di dollari, in calo del 14% rispetto allo stesso periodo de 2016.

    Come dicevamo, le corse prenotate attraverso l’app di Uber sono cresciute del 150% in anno, un dato che è stato possibile data la crescita del 90% nei paesi sviluppati e del 250% che proviene dai paesi definiti “economie emergenti”. Da questi va esclusa la Cina ma va inclusa la Russia, vista la collaborazione con Yandex.

    uber perdite franzrusso.it 2017

    Una delle principali preoccupazioni degli analisti finanziari e degli esperti è che sta calando il cash che Uber aveva in dotazione. A giugno 2017 era di 6,6 miliardi di dollari, in calo dai 7,2 miliardi di dollari del marzo scorso. Un ritmo al ribasso notevole al punto che si potrebbe prefigurare la dispersione di ben 2 miliardi l’anno.

    Questo problema va affrontato subito, solo che manca un leader capace di prendere una direzione solida. Uber è di fatto ancora alla ricerca di un CEO, dopo che Travis Kalanick ha deciso di allontanarsi per un po’. Ovviamente questa assenza preoccupa, e non poco gli investitori. Dopo che Meg Whitman ha declinato l’invito, dichiarando di volersi dedicare a sviluppare HPE, pare che adesso l’indiziato numero uno sia Jeff Immelt, ex chariman della General Electric. Solo che ancora non si sa nulla se Immelt abbia accettato o meno.

    Gli investitori non sono più così contenti di dare altri soldi a Uber, sono stati infatti oltre 15 miliardi di dollari i finanziamenti ricevuti e una eventuale IPO in questa situazione non, forse, sarebbe auspicabile, nonostante l’elevata valutazione dell’azienda che si aggira attorno ai 70 miliardi di dollari. E i soldi in finanziamenti non saranno per sempre.

    travis kalanick uber franzrusso.it 2017
    Travis Kalanick

    Ma oltre a questo Uber ha vissuto gli ultimi 6 mesi in modo abbastanza tumultuoso, alle prese con la campagna #DeleteUber e poi con scandali sessisti che hanno lasciato il segno, per non parlare della partenza, oltre a Kalanick, di altri dirigenti dell’azienda.

    Uber a questo punto, per affrontare la situazione, in attesa di un nuovo CEO e quindi di una nuova guida che faccia crescere il business mettendo al sicuro l’azienda in grado di affrontare la IPO, potrebbe aumentare le tariffe, una soluzione che potrebbe da un lato risollevare temporaneamente le sorti finanziare, ma dall’altro potrebbe portare ad una perdita di clienti. E’ una situazione che Uber deve risolvere in fretta perchè continuare a gestire solo la crescita per giustificare la sua alta valutazione non potrà durare ancora a lungo.

    Insomma, i prossimi mesi ci diranno quale sarà il destino di Uber. Una situazione che, forse, nessuno aveva pensato che si verificasse solo un anno fa.

    #Update

    Il board di Uber ha scelto il suo CEO, è Dara Khosrowshahi, ex numero uno di Expedia

    E voi che ne pensate?

  • Twitter deve molto al cancelletto, l’hashtag compie 10 anni

    Twitter deve molto al cancelletto, l’hashtag compie 10 anni

    Se c’è un elemento davvero distintivo di Twitter, oltre ai 140 caratteri, quello è l’hashtag che oggi compie 10 dalla prima sua apparizione sulla piattaforma. Era proprio il 23 agosto del 2007 quando Chris Messina suggeriva l’hashtag per i gruppi. Oggi questa è una modalità che rende personalizzabile il modo di usare i 140 caratteri.

    L’hashtag compie su Twitter 10 anni, era infatti il 23 agosto del 2007 quando Chris Messina, avvocato di San Francisco, suggeriva di usare l’hashtag per creare dei gruppi sulla piattaforma. Da allora l’utilizzo dell’hashtag su Twitter è cresciuto a tal punto da diventare uno degli elementi che meglio caratterizzano la piattaforma. Pensateci, l’hashtag è una modalità che permette di personalizzare il proprio modo di usare e comunicare su Twitter, una modalità che in 140 caratteri funziona benissimo. Ma, a differenza di quello che si pensa, l’hashtag non è stato inventato da Twitter. L’intuizione che ebbe 10 anni fa Chris Messina in effetti la spiega. Il cancelletto, verso la metà degli anni ’90 in poi, veniva usato sulle prima chat proprio per creare delle “camere di conversazione” tra gli utenti.

    https://twitter.com/chrismessina/status/223115412

    Oggi Twitter, giustamente, festeggia questo elemento che lo distingue dagli altri, sebbene oggi l’hashtag sia attivo anche su Facebook (dal 2013), su LinkedIn, su Pinterest, su Google Plus (dal 2012), su Tumblr, su YouTube, e lo era su Friendfeed e su Orkut. Pensate che sulla piattaforma da 140 caratteri ogni giorno vengono condivisi circa 125 milioni di hashtag.

    hashtag 10 anni #hashtag10 twitter franzrusso.it 2017

    Ma se Messina può essere ricordato come l’inventore dell’hashtaf su Twitter, è Nate Ritter, imprenditore del settore IT, il primo utente ad usarlo. E lo fece il 23 ottobre del 2007 raccontando, in quello che può essere definito il primo vero live tweeting della storia, di uno spaventoso incendio a San Diego, in California utilizzando #sandiegofire. Questo in basso è il primo tweet di una lunga serie:

    Nel 2012 l’hashtag venne eletta parola dell’anno e nel giugno 2014 il termine hashtag è stato inserito nell’Oxford English Dictionary. In questi dieci anni, gli eventi, le campagne e i temi più discussi sono diventati #trendtopic con hashtag come #JeSuisCharlie, #PrayforParis, #OccupyWallStreet, #LoveisLove, #Brexit, #IceBucketChallenge, #RoyalBaby e, in Italia, #Expo2015, #MafiaCapitale, #terremoto, #Referendum, #FamilyDay, #Petaloso per citarne solo alcuni.

    Alcuni degli hashtag legati agli account di alcuni degli uomini e delle figure più importanti del mondo hanno generato milioni di Tweet in tutto il mondo. Per fare due esempi celebri, i tre hashtag più utilizzati legati all’account di Donald Trump (@realdonaldtrump) sono #Trump2016, #MakeAmericaGreatAgain e #CelebApprentice. Nel caso di un’altra figura influente uomo del nostro tempo, invece, quella del Papa (con un account Twitter, @pontifex, che ha appena raggiunto i 37 milioni di follower) i tre hashtag più usati sono #LaudatoSi, JMJ e Rio2013.

    Dai più importanti eventi mondiali alle campagne di sensibilizzazione, fino alle foto dei throwback settimanali, tutto accade ormai con un hashtag, e tutto accade su Twitter.

    Ecco di seguito alcuni dati interessanti sull’evoluzione dell’hashtag negli ultimi dieci anni:

    • Attualmente, si registra una media di 125 milioni di hashtag Twittati ogni giorno.
    • L’hashtag più Twittato nel 2007 è stato usato circa 9.000 volte. L’hashtag più utilizzato fino ad ora nel 2017 è stato usato più di 300 milioni di volte.

    #FollowFriday:

    • Il primo #Followfriday è stato il 16 gennaio 2009, e l’hashtag #FF (o #followfriday) è stato usato più di 500 milioni di volte da quel momento ad oggi

    #NowPlaying

    • L’hashtag #nowplaying/#np è stato utilizzato per la prima volta in un Tweet in merito alla canzone “Open your Heart” di De Lavender Diamond, nel 2007.
    • L’hashtag #NowPlaying (o #np) è stato utilizzato nei Tweet più di 1 miliardo di volte.

    Award e Premiazioni:

    • Cinque degli hashtag più popolari degli ultimi dieci anni sono nati dalle community di fan che hanno Twittato durante gli show di premiazioni e award: che sia stato per votare o per prendere parte al live tweeting dell’evento, questi cinque hashtag sono stati usati complessivamente più di 3 miliardi di volte.
    • #MTVHottest
    • #MTVStars
    • #KCA
    • #iHeartAwards
    • #BestFanArmy

    Tra gli hashtag più usati per votare degli artisti:

    • #BTSBBMAs
    • #EMABiggestFansJustinBieber
    • #EMABiggestFans1D
    • #vote5sos
    • #PushAwardsKathNiels

    TV/Film:

    • L’hashtag dedicato ad uno show televisivo più Twittato di sempre è #TheWalkingDead
    • L’hashtag dedicato ad un film più twittato di sempre è #StarWars.

    Sports:

    • L’hashtag dedicato ad un evento sportivo più Twittato di sempre è #Euro2016.
    • L’hashtag sportivo più utilizzato di sempre negli USA è #SuperBowl.
    • L’hashtag dedicato ad una lega sportiva più Twittato di sempre è #NFL.
    • L’hashtag dedicato ad un team sportivo più Twittato di sempre è #MUFC.

    Gaming:

    • L’hashtag del mondo del gaming più Twittato di sempre è トレクル (TreCru/Treasure Cruise), usato più di 269 milioni di volte.

    Allora, questo un resoconto sull’hashtag che compie 10 anni su Twitter e i momenti salienti di questi anni. L?hashtag da usare oggi è #Hashtag10 con il quale verrà attivata una emoji personalizzata per 24 ore.

    [l’immagine di copertina è realizzata da @franzrusso]

  • Entro poche settimane anche su LinkedIn tutti potranno caricare video

    Entro poche settimane anche su LinkedIn tutti potranno caricare video

    LinkedIn è sempre più un social network, nella definizione più classica. Dall’acquisizione di Microsoft lo scopo era quello di portare gli utenti a condividere contenuti più spesso e la notizia di oggi va in questa direzione. Dopo averlo lanciato in fase di test, nelle prossime settimane tutti potranno caricare video anche su LinkedIn. Come avviene già su qualsiasi social network.

    Nel maggio scorso, quando LinkedIn ha raggiunto e superato il traguardo dei 500 milioni di utenti, dicevamo che forse era quello il momento in cui considerare la piattaforma, nata per mettere in contatto professionisti e aziende, come un vero social network. Aveva raggiunto di fatto la maturità. In realtà, questo processo verso una piattaforma che mettesse al centro sempre la condivisione del contenuto, e meno la condivisione (spesso esclusiva) del solo CV, inizia quando Microsoft acquisisce la piattaforma nel 2016. Da allora tutte le funzionalità introdotte hanno traghettato la piattaforma più verso la sponda dei social network. E l’ultima funzionalità introdotta ne è una nuova conferma.

    LinkedIn, dal suo blog ufficiale, annuncia che nelle prossime settimane tutti gli utenti, a livello globale, potranno caricare video sulla piattaforma. Sarà possibile registrare video direttamente sulla piattaforma oppure caricare video già realizzati. La funzionalità era stata lanciata in forma di test il mese scorso e forse qualcuno di voi ha avuto modo di provarla.

    linkedin funzionalità video franzrusso.it 2017

    Come avviene già su altre piattaforme, la possibilità di condividere video su LinkedIn offre anche la possibilità di accedere a dati sulle visualizzazioni, su quanti commenti e like ha ottenuto il contenuto, oltre che vedere quali aziende hanno visualizzato i video. Il tutto sarà visibile dalla propria dashboard, da desktop e da mobile.

    LinkedIn spinge ancora più a fondo sulla condivisione continua di contenuti sulla piattaforma, cercando di accrescere l’utilizzo attivo della piattaforma da parte degli utenti (vero neo di LinkedIn: solo il 25% degli utenti è di fatto attivo). E visto che il video è la forma di contenuto più coinvolgente, non sorprende che in poco tempo questa modalità arrivi anche su LinkedIn.

  • Videogiochi e console: PS4 e giochi sportivi i più amati dagli italiani

    Videogiochi e console: PS4 e giochi sportivi i più amati dagli italiani

    Domani apre al pubblico gamesom 2017 a Colonia, una delle più importanti fiere dedicate dedicata al mondo del gaming, e idealo ha voluto indagare quelle che sono le tendenze e le classifiche in fatto di giochi e console tra i gamers italiani e tedeschi. Per gli italiani la PS4 resta la più amata, i giochi sportivi sono quelli preferiti.

    Apre domani al pubblico, a Colonia, gamescom 2017, una delle più importanti fiere al mondo dedicati al gaming, un vero punto di incontro tra aziende e appassionati del settore. E per l’occasione idealo, portale internazionale per la comparazione prezzi degli acquisti online, ha realizzato un approfondimento per svelare le principali tendenze e le classifiche in fatto di videogiochi e accessori nel nostro paese, mostrando anche da che parte si schierano gli addicted italiani quando si tratta di scegliere tra Sony, Microsoft o Nintendo.

    Il mondo dei videogiochi nel 2017 realizza un giro di affari da 109 miliardi di dollari, nel quale si evidenzia l’ascesa del mobile gaming, 46,2 miliardi in un anno e rappresenta il 46% dei ricavi globali. Mentre il mercato delle console nel 2017 realizzerà 33,5 miliardi di dollari, seguito dal pc gaming con 27 miliardi di dollari. Dopo questi dati economici, che ci danno un po’ la misura del settore, passiamo a vedere i dati che ha rilevato idealo.

    console videogiochi italiani gamers gamescom franzrusso.it 2017

    I gamer italiani mostrano un legame molto forte con la loro console di gioco preferita, tanto da cercare di più i giochi e meno le nuove soluzioni a livello di piattaforme. Il 72,6% degli utenti in esame, infatti, si concentra sulle novità di gioco e solo il 27,3% sulle nuove piattaforme (il restante 0,1% presta invece attenzione a tutti i possibili accessori). In pratica, due terzi dei “games addicted” italiani pensa alla varietà della propria esperienza di gioco, muovendosi fedelmente nell’ambito della console che usa normalmente. In Germania l’attitudine degli appassionati di videogiochi è diversa:  l’interesse per le nuove console è molto simile a quello per le novità in fatto di titoli di gioco (registrano rispettivamente il 52,7 e il 47,2%). Un dato che potrebbe indicare più apertura alle nuove piattaforme e minor legame con quelle che già si possiedono.

    I giochi più cliccati a seconda del tipo di console cui fanno riferimento, segnalano delle vere e proprie preferenze “di bandiera”. In Italia troviamo così al primo posto i giochi per PlayStation (25%), seguiti da quelli per XBOX (5,9%) e Nintendo (2,7%). I giochi per PC sono il fanalino di coda nel nostro paese (con 1,6%). Le preferenze tedesche confermano la predominanza “PlayStation” (20,8%) ma vedono un rinnovato interesse verso i giochi per PC, in seconda posizione (5,7%), seguiti da quelli per Nintendo (5,1%) e XBOX (4,1%).

    I dati raccolti da idealo ci permettono di stilare il profilo del gamer italiano, scopriamo infatti che per quanto riguarda la console sceglie decisamente la bandiera Sony, privilegiando il prodotto PlayStation in varie forme e versioni (le preferenze raggiungono il 71,8%); seguono ben distanziati i brand e le soluzioni Nintendo e Microsoft che raggiungono rispettivamente il 16,1 e il 12,1%. La Top 5 delle console più amate nell’ultimo anno rispecchia esattamente questo dato: in ordine troviamo PS4 (32,5%), PS4 Slim (11%), PS4 500 GB (6,9%), PS4 Pro (6%), XBOX One (5%). Nintendo compare per la prima volta solo in sesta posizione con Nintendo 3DS XL (4,4%).

    A tre settimane dal lancio ufficiale, inoltre, idealo fa anche il punto della situazione su New Nintendo 2DS XL. Presentato ufficialmente il 27 aprile, con l’avvicinarsi della data di lancio l’attenzione è cresciuta in modo considerevole. Il picco è stato raggiunto il 28 luglio, giorno di arrivo sugli scaffali. In particolare si è registrato un aumento di interesse del + 23,72% per la console.

    A seconda che si usi PC o console, si scorgono differenze e similitudini tra le passioni dei giocatori: il gamer italiano che usa il PC è prima di tutto un amante dello Sport (quasi per la metà delle preferenze, con il 46,8%); anche gli FPS (Sparatutto in prima persona) riscuotono una certa attenzione (15,1%), insieme ai giochi di azione e avventura (12,2%), rappresentati in larga parte dal famigerato Grand Theft Auto 5. Le tendenze includono anche simulatori come The Sims 4 o Farming Simulator (10,1%), action-fantasy (6,1%), RPG, ovvero giochi di ruolo, come Fallout 4 o Nier: Automata (5,4%) e giochi strategici come Sid Meier’s Civilization VI  o XCOM 2 (4,4%). Nel dettaglio, nella Top 5 di idealo per i videogiochi da PC troviamo: FIFA 17 (con uno stratosferico 37,4%), GTA 5 (12,2%), Dark Souls 3: The Fire Fades – Games of the Year Edition (6,1%), Overwatch – Origins Edition (4,8%) e infine Battlefield 1 con il 4,4%.

    Ancora più sportivi e amanti del brivido da azione e avventura quelli che giocano con la console: i dati relativi alle prime due tendenze – Sport e Action-Adventure -, infatti, sono al 69,8% e al 13,8%. Spazio anche qui per gli FPS (10,9%), per gli RPG (3,4%), mentre si registrano percentuali davvero basse per i “sandbox” come Mindcraft (1,1%) e per i simulatori (0,9%).

    Nelle prime 5 posizioni dei videogiochi da console che coinvolgono anima e corpo i giocatori italiani troviamo alcune somiglianze con la classifica dei giochi per PC (anche qui FIFA 17 al 62,4% e GTA 5 all’11%). Cambiano le cose per le altre tre posizioni, con la comparsa di due famosissimi FPS come Tom Clancy’s Rainbow Six: Siege (4,4%) e Call of Duty: Black Ops 3 (2,8%), e infine di Pro Evolution Soccer 2017, al quinto posto con il 2,3% dell’interesse.

    E voi siete dei gamers? Quale piattaforma preferite e quali sono i vostri giochi preferiti?

    Infografica idealo Videogiochi e console identikit gamer Italia e Germania

  • Ecco cosa succede sul Web e sui Social Media ogni 60 secondi nel 2017

    Ecco cosa succede sul Web e sui Social Media ogni 60 secondi nel 2017

    Ecco un classico che compare ciclicamente ma è comunque utile per capire l’evoluzione di Internet. Cosa succede sul Web e sui Social Media ogni 60 secondi? A questa domanda si può rispondere con la versione 2017 di DOMO, “Data Never Sleeps 5.0”. Oggi sono oltre 69 mila le ore di streaming su Netflix ogni minuto, oltre 45 mila le corse effettuate con Uber.

    E’ una domanda che ricorre ciclicamente, tanto da diventare un classico ormai, ed è “Cosa succede sul Web e sui Social Media ogni 60 secondi?“. In realtà si tratta di una domanda molto utile per capire come evolve la dimensione di Internet, sopratutto nell’era dei Social Media, vista la grossa mole di dati che ogni giorno viene condivisa. L’ultima volta che ne abbiamo parlato è stato nel 2015, riprendendo i dati di DOMO, “Data Never Sleeps”. Ebbene, per dare una visione completa relativa al 2017, ci rifacciamo ai nuovi dati che sempre DOMO ha elaborato con “Data Never Sleeps 5.0“.

    Una delle caratteristiche che via via è andata sviluppandosi è che il traffico Internet è sempre più generato da mobile. Ormai, nel 2017, si tratta di oltre la metà del totale e si prevede che entro il 2020 saranno oltre 6 miliardi le persone che avranno accesso a Internet da mobile. Ed aumentata la popolazione online: nel 2017 si attesta sui 3,7 miliardi di utenti online, rispetto 2,5 miliardi del 2012.

    social media 60 secondi web 2017 franzrusso.it

    Ed interessante notare come nel corso degli anni Internet e i Social Media siano evoluti a ritmi vertiginosi e di come nuove realtà, come Netflix, Uber e anche Instagram, siano diventate in poco tempo parte integrante di questa grande mole di dati che viene sprigionata ogni giorno, ogni minuto.

    Ad esempio:

    • su Netflix ogni 60 secondi gli utenti visualizzano 69.444 ore di video in streaming (erano 77.160 nel 2015);
    • su Uber ogni 60 secondi sono 45.787 le corse prenotate (erano solo 694 nel 2015);
    • su Giphy ogni 60 secondi sono 694.444 le gif visualizzate (non c’era nei dati del 2015);
    • su Spotify ogni 60 secondi vengono caricate 13 nuove canzoni (non c’era nei dati del 2015, ma erano 14 nel 2013);
    • su Instagram ogni 60 secondi sono 46.740 le immagini condivise (erano 3.600 nel 2013);
    • su Google ogni 60 secondi vengono effettuate oltre 3,6 miliardi di ricerche (erano 2 milioni nel 2013);
    • su Twitter ogni 60 secondi vengono inviati 456 mila tweet (erano 347 mila nel 2015; 278 mila nel 2013).

    Questi e altri dati li potete vedere nell’infografica in basso al post.

    Allora, che ne pensate?

    web internet social media 60 secondi 2017

  • Twitter, ecco i tweet per argomenti nella tab Esplora

    Twitter, ecco i tweet per argomenti nella tab Esplora

    Da qualche giorno su Twitter è attiva, all’interno della tab Esplora, la visualizzazione dei tweet per argomenti, in base agli interessi. La funzionalità permette di avere un colpo d’occhio immediato sui contenuti in relazione ad un determinato argomento e i tweet sono resi visibile anche senza la necessità di seguire qualcuno. La nuova funzionalità è disponibile per iOS e Android.

    Abbiamo tante volte evidenziato il fatto che Twitter non rendesse facile la consultazione della timeline, e questo vale specialmente per i nuovi utenti. Trovarsi di fronte ad un vero fiume in piena (parliamo, in media, di 6 mila tweet al secondo; 500 mila tweet al giorno) può essere fuorviante e dispersivo, una situazione che, di certo, non aiuta la ricerca di contenuti interessanti. Un tema questo su cui Twitter ha lavorato in questi ultimi due/tre anni, ma senza riuscire a dare una soluzione adeguata. Ma, forse, adesso sembra esserci andata veramente vicina.

    twitter esplora argomenti tab franzusso.it 2017

    Da qualche giorno, la prima segnalazione per la verità arriva da BuzzFeed, Twitter ha reso possibile la visualizzazione dei tweet catalogandoli per argomenti, e un funzionare dell’azienda guidata da Jack Dorsey ha confermato. Il tutto visibile nella sezione Esplora, quella che è stata lanciata ad inizio di quest’anno, un unico luogo dove rintracciare più o meno quello che succede sulla piattaforma. La visualizzazione degli argomenti viene gestita, ovviamente, dagli algoritmi elaborandoli in base ai nostri interessi.

    Che tipo di implicazioni potrà dare questa funzionalità?

    Pur riconoscendo l’utilità della stessa, sarebbe davvero interessante conoscere quanti sono gli utenti che ogni giorno accedono alla tab Esplora alla ricerca dei tweet interessanti. Da qui si potrebbe comprendere molto dell’atteggiamento degli utenti e delle conseguenze positive che questa potrebbe apportare. Ma sappiamo bene che Twitter, almeno per il momento, non rilascerà questo tipo di informazioni. E quindi non sapremo effettivamente se questo strumento possa effettivamente aiutare nella crescita della piattaforma in termini di coinvolgimento e, soprattutto, in termini di nuovi utenti iscritti. Certo, questa funzionalità offre maggiore “ordine”.

    Implicazione diretta sarebbe quella di non usare più le Liste perchè la visualizzazione dei tweet avviene per argomenti e, quindi, è possibile visualizzare anche contenuti interessanti da parte di account che non si seguono. Va detto, le Liste già sono poco usate e con questa modalità il rischio è che li si comincia ad usare sempre di meno. Per chi le avesse usate poco, la funzionalità delle Liste è molto utile, invece, permettendo una panoramica sempre più completa di ciò che interessa trovare su Twitter, realizzando timeline sempre più verticali sui temi di interesse.

    Al momento, come è forse logico in attesa di nuovi sviluppi, la funzionalità non mostra in realtà tutti i temi di interesse, ma la strada è quella. Per ora solo per iOS e Android.

    Allora, che ne pensate? Avete avuto già modo di visualizzarla?

  • Facebook comincia a rimuovere il video clickbaiting dal news feed

    Facebook comincia a rimuovere il video clickbaiting dal news feed

    Facebook continua il suo sforzo nel contrastare il fenomeno del clickbaiting e, con il nuovo aggiornamento del news feed, prende di mira i video. Nelle prossime settimane contenuti video con immagini fisse e che rimandano a siti non collegati alla notizia verranno penalizzati.

    Chissà quante volte vi sarà capitato, su Facebook, di reputare interessante un video e di cliccarci sopra, e, solo in un secondo momento, di esservi accorti che quello non era in realtà un contenuto video reale, ma era solo un contenuto fake con il fine di ottenete il vostro click. Immaginiamo sarà capitato qualche volta, come del resto a tutti. Ebbene, Facebook ha annunciato che nel prossimo aggiornamento dell’algoritmo che regola la visibilità dei contenuti sul news feed questi video saranno penalizzati.

    Si tratta di un nuovo fenomeno legato al clickbaiting, appunto il video clickbaiting. Se il contenuto sembra un video interessante, riconoscibile dal tasto play, in realtà, una volta cliccato proprio il tasto play, si tratta di un contenuto “esca”, che ha come scopo solo quello di “incassare” il nostro click, o, peggio ancora, di rimandarci su un sito che non avremmo voluto certamente visitare.

    Il nuovo aggiornamento sarà attivo nelle prossime settimane.

    facebook video clickbaiting mobile

    In pratica, una volta che l’algoritmo di Facebook riconosce una foto con un contenuto falso, trattandosi quindi di un video con nessuna attività in movimento, automaticamente la visibilità di questo contenuto verrà abbassata. Questa è, al momento, l’unica azione possibile, non vi sarà la rimozione del contenuto e non vi sarà alcuna penalizzazione per le pagine che ospiteranno contenuti come questi. Si tratta quindi di una azione a metà.

    Ma, come dicevamo all’inizio, questo è un nuovo sforzo che Facebook sta facendo per rendere il news feed sempre più integro. Il mese scorso un nuovo aggiornamento dell’algoritmo era stato annunciato con l’obiettivo di contrastare lo spam. Tutti gli utenti che continueranno a condividere notizie false e fuorvianti vedranno progressivamente ridurre la visibilità degli stessi contenuti sul News Feed. E sempre nell’ottica si migliorare la qualità delle notizie condivise sulla piattaforma, qualche giorno fa Facebook aveva annunciato il rilascio, negli Usa, Paesi Bassi, Francia e Germania, della funzionalità degli articoli correlati, aiutare gli utenti a capire se la notizia condivisa sia una fake news, offrendo una serie di notizie correlate all’argomento.

  • Catalogo IKEA 2018, come l’azienda svedese ha previsto i cambiamenti

    Catalogo IKEA 2018, come l’azienda svedese ha previsto i cambiamenti

    IKEA, celebre brand svedese, come ogni anno lancia il suo catalogo, la modalità con cui presenta le novità dell’anno. Ma quest’anno con il Catalogo IKEA 2018 si scopre di più, e cioè che l’azienda nei suoi cataloghi è stata addirittura in grado di prevedere gli eventi. La nuova campagna dimostra infatti come l’azienda sia stata in grado di prevedere 8 cambiamenti epocali. Vediamo insieme quali.

    IKEA, storico brand svedese nel settore dei mobili e dell’arredamento, tra i primi 30 brand più amati al mondo, ha presentato in questi giorni, come da tradizione, il suo catalogo, molto atteso. Il Catalogo IKEA 2018 è, come sempre, portatore di tutte le novità che l’azienda svedese propone per il prossimo anno, un modo per presentare i propri prodotti e per anticipare le tendenze. Ma quest’anno Ikea presenta davvero qualcosa di più, per con il nuovo Catalogo IKEA 2018 non si parla più di anticipare le tendenze, no. Qui si tratta addirittura di prevedere i cambiamenti della società. Ora, pensare fino a questo punto ci è sembrata una leggera forzatura, ma poi, guardando bene, le cose stanno veramente così. E sono ben 8 i cambiamenti epocali che IKEA è stata in grado di prevedere, nel corso di questi anni, tutti raccolti e “documentati” in altrettanti video.

    catalogo IKEA 2018 prevedere eventi epocali

    E’ questa la nuova campagna di Ikea, “Ispirazione o Cospirazione?” che lancia il nuovo catalogo IKEA 2018 con il nuovo concept #SiamoFattiPerCambiare.

    Cavalcando il web trend delle conspirancy theories, la nuova campagna analizza in 8 video i cambiamenti epocali che IKEA avrebbe previsto già da tempo tra le pagine delle edizioni passate del catalogo: dal Royal Baby alla Brexit, passando per gli alieni e la fine del mondo. Teorie assurde, spesso sconclusionate e proprio per questo virali, il brand rivela così la natura pseudoprofetica dei suoi cataloghi:

    Millennium Bug 

    https://www.youtube.com/watch?v=sXrqaa1x9jo&feature=youtu.be

    Fine del mondo 

    https://www.youtube.com/watch?v=BNZrW9GzB3Q&feature=youtu.be

    Royal Baby 

    https://www.youtube.com/watch?v=-5t7C8RCjBA&feature=youtu.be

    Alieni

    https://www.youtube.com/watch?v=1-4KfBItheQ&feature=youtu.be

    Onde gravitazionali 

    https://www.youtube.com/watch?v=zXBicZ33KPQ&feature=youtu.be

    Brexit 

    https://www.youtube.com/watch?v=HBL9leKhTls&feature=youtu.be

    7 pianeti 

    https://www.youtube.com/watch?v=gNT-KTAKlOA&feature=youtu.be

    Acqua su Marte 

    https://www.youtube.com/watch?v=rnnSqtcOGRA&feature=youtu.be

    Insomma, guardando questi video di sicuro guarderemo i cataloghi IKEA in maniera diversa.

    Campagna molto carina che ci piaceva farvi conoscere.

  • Da Agcom la web app per verificare la copertura della Banda Larga

    Da Agcom la web app per verificare la copertura della Banda Larga

    Agcom, Autorità Garante delle Comunicazioni, ha lanciato oggi una web app che permette di visualizzare la copertura della banda larga e ultralarga in Italia. Un modo utile per gli utenti per verificare quali servizi e tecnologie sono presenti nella zona in cui si risiede.

    Agcom, Autorità Garante delle Comunicazioni, ha lanciato oggi una web app che permette di visualizzare la copertura della banda larga e ultralarga in Italia. L’app, raggiungibile a questo indirizzo maps.agcom.it/agcomapps/BBmap, e ottimizzata per smartphone e tablet, sembra una sorta di Google Maps della Banda Larga in Italia. E infatti lo scopo di questo strumento è quello di offrire agli utenti la possibilità di visualizzare statistiche a livello regionale o comunale in tempo reale, verificando quali servizi e tecnologie sono disponibili nonché il relativo bacino di utenza.

    L’app, grazie alla sua interattività, oltre a prevedere nuove funzionalità di download dei dati, permette agli utenti di contribuire al miglioramento del sistema segnalando eventuali errori o imprecisioni che, dopo una verifica da parte di Agcom, saranno corretti e riportati on line. La BBmap è un ulteriore sviluppo della broadbandmap, il primo sistema di mappatura nazionale delle Reti di accesso ad Internet da poco lanciato dall’Autorità al fine di fornire in modo semplice e intuitivo informazioni dettagliate sulle reti accesso ad Internet disponibili sull’intero territorio nazionale.

    BBmap agcom web app banda larga

    Uno strumento che siamo sicuri si rivelerà utile in un contesto, quello della Banda Larga in Italia, che presenta aspetti contrastanti. Proprio Agcom, in occasione della relazione annuale, ha messo in evidenza che gli italiani sono al penultimo posto nella classifica europea per l’utilizzo di Internet, un dato che contrasta invece con il fatto che la popolazione web sia cresciuta in un anno del 3%, arrivando ad essere online il 60% sul totale. E quindi ciò significa che 4 italiani su 10 non hanno mai usato internet. Agcom ha rilevato che che gli italiani: usano meno internet per fare acquisti e accedere a servizi bancari, al di sotto della media europea; usano i social network, questo dato nella media europea; consumano contenuto digitale, come video e musica, al di sopra della media europea.

    Oltre a questo va sottolineato che, nonostante tutto, la copertura nazionale con reti a banda ultralarga fa un deciso balzo in avanti nel 2016, dal 41% delle unità abitative nel 2015 al 72%. La percentuale di popolazione abbonata a reti a banda ultralarga passa dal 5% nel 2015 al 12% nel 2016, anche se l’Italia resta al 25esimo posto della classifica europea e ben al di sotto del valore medio di utilizzazione che nella media Ue è del 37 percento.

    Insomma, se questo strumento può servire anche ad un miglioramento della qualità della Banda Larga, consentendo sempre a più persone di potersene servire, allora sarà davvero molto utile.

    Intanto provatelo e fateci sapere cosa ne pensate.

  • Web e Social Media trainano la pubblicità in Italia nel primo semestre 2017

    Web e Social Media trainano la pubblicità in Italia nel primo semestre 2017

    I dati Nielsen sugli investimenti pubblicitari in Italia nei primi sei mesi del 2017 evidenziano un calo complessivo di -0,4%. Un calo che poteva essere più pesante se a trainare il settore non fossero stati gli investimenti sul web e sui social media: +2,6%. A giungo 2017 il calo complessivo è di -4,7%; web e social media +3,9%.

    In Italia gli investimenti pubblicitari riescono a sviluppare performance positive solo grazie agli investimenti su web e social media. Questo è un dato di fatto che evidenzia anche l’ultimo report di Nielsen sugli investimenti pubblicitari in Italia nei primi sei mesi del 2017. Complessivamente, gli investimenti sono in calo dello 0,4% rispetto allo scorso anno. A trainare in senso positivo gli investimenti è il dato di +2,6% riferito a web e social media, infatti senza questi dati il dato complessivo sarebbe di -3%. Tradotto, significa 1 milione di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2016.

    Se guardiamo poi il dato riferito solo al mese di giugno 2017, notiamo che l’andamento non cambia e i numeri sono quelli. E cioè: -4,7% come dato complessivo; +3,9% per web e social media. Senza questi ultimi investimenti, il dato complessivo sarebbe di -8,6%.

    web social media pubblicità advertising 2017 franzrusso.it

    In pratica va consolidandosi la tendenza che avevamo giù evidenziato a inizio 2016, sono gli investimenti su web e social media che trainano la pubblicità in Italia, a fronte di un settore che è sempre più in calo. E guardiamoli i dati riferiti ai singoli mezzi, come rilevato da Nielsen.

    La Tv nei primi sei mesi dell’anno è in calo dell’1,9%, un dato che risente il calo drastico di giugno 2017: -10,9%. E non va meglio per la stampa, nel singolo mese su giornali si registra -12,8% e sui magazine si registra -11,7%. Nei primi sei mesi del 2017 rispettivamente si ha -10,8% e -7%. Dato diverso quello che fa registrare la radio, con +5% nel primo semestre e +8,9 nel mese di giugno di quest’anno.

    Nello specifico, le stime di Nielsen rilevano che il web advertising nei primi sei mesi dell’anno fa registrare +6,8% che diventa -1,7% se si escludono search e social media. Buona la performance della GoTv, +7,6%.

    Tra i settori merceologici, performance positive si registrano nelle automobili e farmaceutici, rispettivamente +0,9% e +6,8%. Negativi telecomunicazioni (-3%), alimentari (-3,8%), distribuzione (-11,5%). Molto positivi invece elettrodomestici, giochi/articoli scolastici e informatica che incrementano il proprio fatturato rispettivamente del 51,1%, 44,1% e 31,4%, con un apporto complessivo di circa 22 milioni di euro.