Autore: Franz Russo

  • #SBF16, dalla Digital Transformation alla Piattaforma

    #SBF16, dalla Digital Transformation alla Piattaforma

    Prima giornata della nona edizione del Social Business Forum in corso a Milano che per questa edizione fa il punto della situazione dal punto di vista dell’Innovazione nel social business. L’evoluzione va ormai della direzione di convergenza: si passa quindi dalla Digital Transformation al concetto di Piattaforma. Ma il contenuto resta l’elemento fondamentale.

    Ha preso il via oggi a Milano la nona edizione del Social Business Forum, uno degli eventi più attesi e interessanti per comprendere in quale direzione sta andando il mondo del business digitale. E vista la qualità dei relatori presenti anche in questa edizione, possiamo dire che nella prima giornata le attese sono state assolutamente soddisfatte. In questa prima giornata, #SBF16 continuerà anche domani, è stata indicata quale direzione sta per prendere, e prenderà, l’evoluzione del business digitale. La strada da seguire è quella che va dalla Digital Tranformation, un processo che ha interessato molto le aziende in questi ultimi 6/7 anni, verso il concetto di Piattaforma. Un concetto che vuole fissare un momento assolutamente necessario di fronte ad una forte frammentazione dei dati. Siamo nella fase che serve anche idealizzare sotto forma di piattaforma, quindi più facilmente gestibile, tutte quelle strategie, azioni, strumenti che servono a sviluppare il business digitale.

    social business forum 2016

    Tutti gli interventi della mattinata sono andati nella direzione di descrivere, in diversi contesti aziendali e di attitudine, cosa si intende oggi per piattaforma e come la stessa piattaforma possa essere a sua volta un insieme di piccole piattaforme che comunicano tra loro. A dettare il tema della giornata è stato Emanuele Scotti, co-founder di OpenKnowledge, che ha fissato i punti chiave del concetto di piattaforma in uno scenario che vede ormai il passaggio da Enciclopedia Britannica a Wikipedia, oppure da Walmart a Alibaba, o ancora da Marriot Hotel a AirBnb. Un evoluzione che ha di fatto modificato lo scenario che eravamo abituati a conoscere, una vera e propria rivoluzione che investe anche il mondo delle competenze. Siamo in una fase in cui le aziende hanno più o meno acquisito il tema digital, trasformando le proprie organizzazioni e modificano il proprio business. Ma oggi serve la fase di convergenza, la fase in cui racchiudere in un solo luogo ciò che serve per ottimizzare l’operatività.

    L’intervento di Sangeet Paul Choudary, co autore del testo “Platform Revolution” è forse quello che meglio illumina il tema oggetto del Social Business Forum. Partiamo quindi da quello che abbiamo detto all’inizio, ossia siamo di fronte ad uno scenario che ha dato vita a realtà come Facebook, Uber, Airbnb. Ebbene, oltre ad avere rivoluzionato il modo di fare impresa, di fare economia nell’era del Digitale, tutte queste aziende hanno un grande elemento in comune, e cioè hanno fondato tutto il loro successo proprio sulla Piattaforma. E quindi tutte le Interazioni, gli effetti dell’attività di Networking, i feedback che riceviamo sono parte della Piattaforma che dobbiamo creare. Ma la Piattaforma è anche momento di aggregazione, fase importante questa, è fatta di trasparenza, è anche Creazione e al tempo stesso è Curation, cura di quello che facciamo. Tutto questo è quello di cui dobbiamo tenere conto.

    Nel concetto di piattaforma è parte anche quella di cui ha parlato Eugenio Cassiano di Sap che ha parlato di Hybris, piattaforma di Sap che abilità un nuovo concetto di customer experience basato sull’engament degli utenti. Oggi si vive quasi un paradosso che è fatto da un vasto accesso alle informazioni, ma resta ancora una grande carenza di coinvolgimento degli utenti, quello su cui le aziende, i retailer devono cominciare puntare.

    E se è vero che oggi viviamo una fase in cui siamo bombardati di notizie, informazioni, ma soprattutto veniamo continuamente bersagliati da messaggi che arrivano in continuazione attraverso i device che utilizziamo solitamente per il nostro lavoro. Bersagliati a tal punto che spesso veniamo assolutamente “disturbati”, de-concentrati da questi continui impulsi. Il 70% delle persone che si trovano al lavoro è de-concentrata durante il proprio lavoro. Una componente importante quindi. Ebbene anche in questo caso si può e si deve parlare di piattaforma, così come ha fatto Katrina Troughton, General Manager, Social & Smarter Workforce Solutions di IBM. E la piattaforma è compsta dai social software di IBM che aiutano a tenere sotto controllo tutti gli impulsi, aiutano a restare concentrati sul lavoro e abilitano appunto il sistema cognitivo che sta alla base di tutto.

    E di customer experience ha parlato anche Rene Van Der Laan di Sas, un concetto che è tornato più volte durante la sessione plenaria della giornata. Ma in questo caso il punto centrale è la Rilevanza, dare spazio alle interazione che fanno parte di quel contesto, concentrarsi e fare le cose che sono assolutamente necessarie in quella direzione. Tutto questo sicuramente eleva l’attenzione verso il cliente che oggi, più evoluto di ieri, ha esigenze sempre più alte. Van Der Laan ha riportato anche il caso di Telefonica adottando il sistema e la piattaforma di Sas, Customer Decision Hub, è arrivata ad aumentare i ricavi si 10 milioni di euro.

    Ma tutto questo ruota comunque attorno al grande tema che afferisce la strategia e l’operatività sul campo. Da questo punto di vista l’intervento di Giorgio Soffiato, founder e CEO di Marketing Arena, nel pomeriggio, è stato assolutamente concreto, pratico e illuminante. Il tema principale è sempre quello di “come fare per..”, ebbene il Contenuto, per quanti ancora non se ne fossero accorti, resta comunque l’elemento principale. In un contesto in cui le aziende non considerano alcuni aspetti come, cita Soffiato, “la saturazione del target” di cui pochi parlato, ecco che la strada da seguire resta quella del contenuto, del contenuto di qualità. Un punto fondamentale che ci sentiamo di condividere. Così come serve parlare di più di Marketing Automation e di Analytics, serve misurare le operazioni che si mettono in campo per non perdere gli spunti che si generano.

    Una prima giornata assolutamente ricca di spunti, di idee che ci hanno indicato la strada da seguire nel prossimo futuro, quella della Piattaforma.

  • Euro 2016: Italia-Germania, “a testa alta” anche sui Social Media

    Euro 2016: Italia-Germania, “a testa alta” anche sui Social Media

    La sfida ormai storica tra Italia e Germania andata in scena a Euro 2016 è stata molto seguita anche sui Social Media, anche se meno di Italia-Spagna. I messaggi totali sono stati 400 mila e le interazioni totali sono state 4,2 milioni. Tra i protagonisti più citati Buffon, Bonucci e Chiellini. Non è mancata l’ironia per i rigori falliti da Zaza e da Pellè.

    La delusione sta cominciando a diradarsi ed è ormai tempo di voltare pagina. Ma non prima di aver dato un’occhiata a come il “clasico” tra Italia e Germania è stato vissuto sui Social Media. Il match di sabato scorso, valido per i quarti di finale a Euro 2016, i Campionati Europei di Calcio in corso in Francia, è stato molto seguito anche su Facebook e, in particolar modo su Twitter, anche se meno rispetto alla partita tra Italia e Spagna.

    Secondo i dati elaborati da Blogmeter, i messaggi totali sono stati 400 mila da 150 utenti unici; le interazioni totali sono state 4,2 milioni, il 40% in meno rispetto alla partita con la Spagna. Tanta delusione tra i messaggi postati alla fine del match, anche se “A testa alta” è citato ben 11.600 volte.

    Infografica italia germania euro 2016

    Il picco di messaggi si è generato a partire dalle ore 23, 79.800 post, con l’inizio dei tempi supplementari e ha raggiunto l’apice durante i rigori, sebbene il post più coinvolgente del picco sia stato quello con cui il profilo Instagram della Nazionale ha annunciato l’ingresso in campo di Insigne al posto di Eder. Buona parte delle interazioni, 659 mila, si è registrata alle 22, quando quando il giovanissimo attore e cantante italiano Ruggero Pasquarelli ha pubblicato un post Instagram in cui faceva il tifo per gli azzurri e Bonucci ha segnato il rigore del pareggio.

    Italia-Germania, gli account più attivi e coinvolgenti

    I più attivi e coinvolgenti della serata spiccano i profili Twitter di Coca Cola Italia (il più attivo in assoluto con 469 post e commenti), Il divano di Rolling e Rai Sport. E anche stavolta, Twitter si conferma il social più utilizzato per commentare l’evento sportivo, raccogliendo l’80% dei messaggi.

    Questi gli autori più coinvolgenti durante il match. In vetta resta @Vivo_azzurro, l’account ufficiale della Nazionale Italiana, seguito da @trash_italiano e da @iPantellas.

    italia germania influencer

    Italia-Germania, i protagonisti più citati

    Tra i protagonisti della partita, Buffon, Bonucci e Chiellini sono i più citati: le performance del capitano della Nazionale hanno generato oltre 1 milione di interazioni sui social. Non certamente mancate le citazioni per Pellè (111 mila interazioni) e per Zaza (107,5 mila interazioni), il cui engagement in questo caso è legato ai diversi commenti negativi e ironie che sono piovuti sul web subito dopo i due rigori sbagliati.

    Italia-Germania, i Tweet più coinvolgenti

    Di seguito, alcuni dei tweet più condivisi durante tutta la serata del match:

    https://twitter.com/iPantellas/status/749360020215762944

    https://twitter.com/Fedez/status/749341679908429826

    https://twitter.com/cucchiaia/status/749367718621609984

    https://twitter.com/LaRomanelli/status/749343017941753856

    https://twitter.com/psycholock/status/749360568046329857

    https://twitter.com/9GagFootball/status/749347495210254336

    https://twitter.com/KeyDarkLady/status/749365750419353600

  • Una giornata in pista a Balocco per conoscere Uconnect Live

    Una giornata in pista a Balocco per conoscere Uconnect Live

    Una giornata al Centro Sperimentale FCA di Balocco è un’occasione che capita poche volte, se non unica. E davvero unica è stata la possibilità di provare in pista auto come la nuova Giulietta, la nuova Fiat Tipo SW oppure un bolide come Alfa Romeo 4C. E non è mancata la prova live di Uconnect, il sistema multimediale che estende l’esperienza di guida.

    Metti una giornata al Centro Sperimentale FCA di Balocco, il vasto centro con tante piste di prova che possono arrivare anche a 49 curve. Una giornata intensa ed emozionante, perchè la pista è sempre un’emozione, specie se è la prima volta. E le emozioni non sono di certo mancate con la possibilità di guidare auto come l’Alfa Romeo 4C, un “piccolo” bolide capace di raggiungere e superare i 250 Km orari.

    balocco fca alfa romeo 4C @franzrusso.it 2016

    Il tutto nasce dall’idea di conoscere Uconnect, il nuovo sistema multimediale di FCA (Fiat Chrysler Automobiles) che permette al guidatore di fruire di una serie di servizi che riguardano tanto l’intrattenimento quanto le utility da avere sempre a portata di mano. Un sistema innovativo che va molto al di là del concetto di avere le app a portata di mando anche in auto, con Uconnect si ha molto di più.

    Le prove in pista con le auto FCA

    Per l’occasione quindi c’è la possibilità di scendere in pista con auto come la Fiat 500, la nuova Fiat Tipo Sw, l’Alfa Romeo Giulietta e, come detto prima, l’Alfa Romeo 4C. Tutte auto super anche in pista, con un’agilità sorprendente e in particolare la Tipo Sw che nelle curve del circuito di Balocco di comportava egregiamente.

    Ad accompagnarci c’era la pilota di Auto GP, Michela Cerruti, figlia d’arte, il padre, Aldo Cerruti è stato infatti un campione dell’automobilismo italiano negli anni ’60 e ’70, ed era conosciuto con il soprannome di Baronio.

    Insomma, gli ingredienti c’erano tutti per toccare con mano, è il caso di dire, l’abilità di queste auto su un circuito impegnativo come quello a 49 curve e per testare Uconnect. Impagabile, mentre stai guidando, la lettura di DM da Twitter, tanto per fare un esempio. Ma nell’articolo dedicato al sistema multimediale trovate tutte le altre applicazioni che si possono attivare.

    L’esperienza in pista a Balocco, ecco il video

    Non essendo un pilota, noterete un po’ fiacca la mia prestazione con la Fiat 500 in pista, con un navigatore, e operatore, d’eccezione come Rudy Bandiera, compagno di viaggio in questa avventura.

    E’ stata una giornata intensa, ricca di emozioni e di adrenalina, come solo i motori sanno trasmettere. Una giornata tra motori e tecnologia, un connubio che stringendosi sempre di più, e siamo solo all’inizio.

    Un ringraziamento particolare a FCA per la grande giornata.

  • Euro 2016: Italia-Spagna è boom anche sui social media

    Euro 2016: Italia-Spagna è boom anche sui social media

    L’ottavo di finale di Euro 2016 tra Italia e Spagna, vinto dagli azzurri per 2 a 0, è stato un vero boom anche sui Social Media. La rilevazione fatta da Blogmeter riporta 454 mila messaggi (72% da Twitter) con 7 milioni di interazioni. Picco di 113 mila messaggi al momento del secondo goal.

    Gli Europei di Calcio 2016 in corso in Francia, come forse già saprete, stanno riscuotendo un grande interesse e seguito anche sui Social Media, come era prevedibile, visto che il tema Calcio è sempre tra i più discussi specialmente in ambito di competizioni internazionali. E così si è confermato ieri sera in occasione dell’ottavo di finale che ha visto di fronte l’Italia e la Spagna, match vinto dagli azzurri per 2 a 0 che proietta la Nazionale ai quarti che si giocheranno sabato prossimo contro la Germania, campione del mondo in carica.

    Infografica Italia Spagna euro 2016

    Italia-Spagna sui Social Media

    Il match di ieri sera è stato tra i più seguiti in Italia in questa competizione europea e lo vediamo con le rilevazioni fatte da Blogmeter: 454 mila messaggi, 72% dei quai da Twitter, con 7 milioni di interazioni. Quest’ultimo è da considerarsi un risultato da record che surclassa persino la prima partita vittoria degli azzurri contro il Belgio, che aveva fatto registrare un engagement pari a 5 milioni di interazioni.

    Il picco di 113 mila messaggi è arrivato in occasione del secondo goal, quando la pagina Facebook della Nazionale Italiana di Calcio ha pubblicato il post più coinvolgente della partita, in cui annunciava la vittoria degli azzurri e la qualificazione ai quarti di finale.

    Cloud Italia Spagna euro 2016

    Italia-Spagna, utenti più attivi e coinvolgenti

    Tra i contributor più attivi su Twitter si notano Sky Sport, Rai Sport e Coca Cola Italia. Invece tra i protagonisti della partita Chiellini conquista il podio dei calciatori più coinvolgenti, con oltre 19 mila interazioni, e Pellè, rivelazione di questi Europei, raggiunge ben 12,2 mila interazioni.

    Non sono mancati sui social i riferimenti ironici all’uscita dell’Inghilterra dagli Europei, dopo la sconfitta contro l’Islanda, a distanza di pochi giorni dalla #Brexit, che compare tra gli hashtag più utilizzati nella giornata di ieri.

    Mentre prima abbiamo visto gli utenti iù attivi durante il match, questi invece sono gli account più coinvolgenti. Si nota il più coinvolgente è @Vivo_Azzurro, l’account della Nazionale Italiana, @london_girl93 e il famoso @trash_italiano. Nella classifica anche Fedez, Alitalia, @lddio e Arsenale K.

    italia spagna euro 2016 influencer

    Italia-Spagna, i tweet più condivisi

    Di seguito alcuni tra i tweet più condivisi durante il match e immediatamente dopo, e non manca di certo l’ironia:

    https://twitter.com/london_girl93/status/747497773390499840

    Viste queste premesse, c’è da attendersi un quarto di finale tra Italia e Germania con numeri ancora più alti. E voi che ne pensate? State seguendo Euro 2016 anche attraverso i Social Media?

  • E gli stickers saranno disponibili presto anche su Twitter

    E gli stickers saranno disponibili presto anche su Twitter

    Dopo qualche mese di test gli stickers saranno disponibili presto anche su Twitter. La piattaforma guidata da Jack Dorsey fa sapere che presto anche sulla piattaforma a 140 caratteri sarà possibile scegliere tra set di sticker organizzati in diverse categorie, tra le quali Accessori, Animali, Cibo, Tecnologia e Bandiere.

    Qualche mese fa, era settembre 2015, vi avevamo parlato di Twitter che iniziava una fase di test sugli stickers. In occasione degli MTV VMA 2015 alcune star come Taylor Swift avevano avuto la possibilità di arricchire le loro foto utilizzando proprio gli stickers. Lo stesso era accaduto per gli US Open di tenni con i campioni che condividevano le proprie foto con qualche tocco creativo in più. Ebbene, a distanza appunto di qualche mese, Twitter fa sapere oggi che presto gli stickers saranno disponibili per tutti.

    twitter stickers

    Presto quindi di potrà navigare tra i set di stickers organizzati in diverse categorie, tra cui Accessori, Animali, Cibo, Tecnologia e Bandiere. La categoria Featured conterrà i Live Sticker legati agli eventi globali, le vacanze o altri argomenti. Sarà, così, possibile usare #Stickers per condividere quello che si sta facendo in quel momento, il proprio pensiero su un avvenimento, il proprio supporto ad una determinata causa o semplicemente per aggiungere un tocco di stile in più.

    Inoltre, sarà possibile applicare più stickers su una stessa foto, modificarne la dimensione o ruotarli, posizionandoli in qualsiasi punto dell’immagine.

    https://twitter.com/twitter/status/747429521440202752?ref_src=twsrc%5Etfw

    Altro particolare da segnalare è che dopo aver twittato un’immagine con uno sticker, quella stessa immagina sarà sarà ricercabile come un hashtag. Infatti, cliccando sullo sticker contenuto in un Tweet si verrà indirizzati ad una nuova timeline, che mostrerà come le persone che in quel stanno utilizzando quello sticker in modi diversi.

    Nelle prossime settimane per gli utenti Twitter su iOS e Android sarà possibile usare gli #Stickers e sarà inoltre possibile visualizzare e cliccare sugli sticker da Twitter.com.

    Twitter quindi si adegua con uno strumento che viene già usato su altre piattaforme come Snapchat, la piattaforma del momento, allo scopo di rendere ancora più coinvolgente, e divertente, l’esperienza a 140 caratteri. Dopo i filtri sulle immagini, i tag e le modifiche, adesso si introduce un nuovo strumento per condividere al meglio  le immagini.

    E voi che ne pensate?

  • Sui Social Media i contenuti si leggono meno, ecco qualche spiegazione

    Sui Social Media i contenuti si leggono meno, ecco qualche spiegazione

    Meno del 70% degli utenti di Facebook legge veramente i contenuti di un post prima di condividerlo o commentarlo. Ci si ferma al titolo. Ci si ferma al nome dell’Influencer che l’ha scritto. E’ il risultato di uno studio che rivela una preoccupante superficialità individuale, sociale e culturale. Vediamo insieme quali possono essere le motivazioni psicologiche.

    The Science Post ha pubblicato un recente studio della Minnesota Academy of Science and Art, condiviso inizialmente da Matteo G.P. Flora, che conferma ciò che gli esperti del settore suppongono da tempo. Solamente il 70% (precisamente il 68,4%) degli utenti di Facebook legge veramente il contenuto di un post prima di aggiungere una reazione, un like, un commento o di farne una condivisione.
    Ci si ferma al titolo.
    Tant’è che l’articolo originario non riporta altre informazioni dopo la notizia. Ottenendo, a sua volta, un numero esorbitante di condivisioni: ad oggi più di 50 mila.

    Certo, chiunque abbia condiviso un post che conferma una ricerca esemplare e che procede con “Lorem ipsum dolor sit amet…” – il testo pseudo-casuale utilizzato da grafici, designer e programmatori – si è divertito.
    Ma a sua volta ha dato prova di quanto vengano letti solo i titoli e non i contenuti, dal momento che l’articolo procede in latino prendendosi beffe dell’originaria opera di Cicerone.
    Cerchiamo di approfondire le motivazioni di tale comportamento, per altro di quotidiana esperienza.

    contenuti facebook

    Sono tantissime, da un punto di vista sociale e psicologico, le cause di questo modo di “usare” i Social Network.
    Non si parla, infatti, solo di Facebook, ma di tutti i canali Social in cui i professionisti quotidianamente scrivono e vengono letti.
    Retweettati, condivisi e, ancora più gravemente, commentati.
    Si commenta ciò che non si è letto. Si commenta anche ciò che si è letto e non si è capito.
    Senza chiedere spiegazioni, senza approfondire da soli la materia, senza accettare e preferire il silenzio.

    Chiedere spiegazioni e chiarimenti all’autore di un post è un po’ come ammettere di non sapere tutto.
    E non dovrebbe essere assolutamente così?
    Se – come si prevede – il futuro dei Social Network e dei Blog andrà sempre di più verso la verticalizzazione, verso la ricerca di una nicchia di utenti interessati a un solo genere di argomento, vince proprio chi resta specializzato in una competenza distintiva, che appaghi un solo segmento di mercato.
    Ne consegue, quindi, che sapere tutto non solo è umanamente impossibile, ma in Rete è un atteggiamento perdente e disprezzabile.

    Il primo motivo – senza volersi addentrare nelle controversie del caso – è senz’altro legato al concetto di Influencer.
    Appena si trova il nuovo post di un Influencer parte di default il primo like e il primo commento.
    Di cosa stia parlando l’Influencer lo dice il titolo, e questo è sufficiente.
    Il 70% delle persone non va oltre al titolo, anzi, non va neppure oltre al nome dell’Influencer.
    L’Influencer sta al “gioco”?
    Sì, perché conosce perfettamente questo fenomeno e i suoi numeri aumentano.
    Aumenta l’engagment, buono o cattivo che sia.
    Quanti esprimano concretamente la loro frustrazione, pur garbatamente parlando, perché i commenti ricevuti non c’entrano nulla col contenuto lo lascio dire a voi.
    Personalmente – Influencer o meno – quando dai commenti mi accorgo che il mio post è stato veramente letto e compreso per prima cosa mi stupisco, e per seconda ringrazio.
    Ringrazio molto. Perché è solo allora che la mia pubblicazione sul Blog e su un Social Network ha avuto il senso atteso: l’interazione.
    L’interagire di opinioni anche contrastanti. Anzi meglio: ci si confronta e si impara reciprocamente qualcosa di nuovo.
    Si lavora per il giusto scopo: crescere, creare nuove idee, fare Innovazione.

    Il bisogno di fare parte di un gruppo, di non essere esclusi dal gruppo è prevalente.
    Ecco la seconda motivazione.
    E’ un bisogno che, tuttavia, si scontra con un’altra esigenza umana fondamentale: quella di distinguersi dal gruppo.
    Far emergere la propria unicità.
    Sono le nostre due facce sociali e psicologiche e, ovviamente, si riflettono nel comportamento sui Social Network come in ogni modo di relazionarsi offline.
    Non condividere e soprattutto non commentare un post che è popolare è come non esistere per il mondo del Web.
    Non dire la propria è quindi non esistere. Una paura immensa: non vera, ma reale.
    Nulla di più falso, e – professionalmente parlando – di più sconveniente.
    Perché commentare fermandosi a leggere solo il titolo – che magari è una provocazione, e naturalmente è dettato da esigenze SEO – rivela in pieno la superficialità del proprio comportamento.

    Una superficialità estremamente dannosa a livello sociale e culturale, ancor più in un mondo come quello dei Social Network, dove il flusso di informazioni e di pubblicazioni è velocissimo e in cambiamento costante.
    Uno dei coautori dello studio, Arnaud Legout, sostiene infatti che

    Nella cultura di oggi, le persone formano le loro opinioni senza fare nessuno sforzo per andare più in profondità“.

    Una superficialità che psicologicamente parlando, tuttavia, si riconduce più che altro a una forte insicurezza personale.
    La maggior parte dei commenti non adeguati ai contenuti, infatti, riflette il bisogno di apparire e di ricevere approvazione sociale coi successivi like e commenti.
    Una carenza di autostima mascherata molto bene, dal momento che in ogni caso – e soprattutto su Facebook – ogni commento può diventare un gioco.
    E questo è sanissimo: l’ironia, l’autoironia, il mettere sul ridere e sdrammatizzare i post è fondamentale. E’ così che si instaurano le relazioni virtuali, che nascono amicizie che spesso si concretizzano offline.
    Il gioco è sempre qualcosa di estremamente sano, nel nostro lavoro come nella realtà.
    E non solo perché conduce alla creatività e al pensiero laterale, ma perché ci fa rimanere autentici.

    C’è una trappola, però.
    Un limite sottile quanto fastidioso e spinoso tra lo scherzare – lo scherzare lavorando – e la ricerca di una gratificazione personale.
    Che sia immediata.
    Nella comunicazione online, dove l’iperconnessione ha cambiato il modo di interagire, il bisogno di rinforzi positivi alla propria autostima si esprime proprio in una richiesta di riconoscimento immediato.
    E questo riconoscimento sui Social Network arriva effettivamente in tempo reale.
    Una soluzione magica per innalzare l’autostima?
    No. Perché la dimensione temporale delle interazioni è talmente fugace da non poter certo colmare vuoti o necessità personali non affrontate interiormente.

    Un’ulteriore riflessione riguarda la qualità delle emozioni che maggiormente spingono a commentare post non letti.
    Sono i titoli che rimandano ad espressioni di felicità, spensieratezza e positività quelli maggiormente condivisi, subito seguiti da quelli che generano, invece, ansia, paura e rabbia.
    Non solo si è in cerca di belle notizie, quindi, ma anche di mantenere aperto un canale che sia di sfogo all’aggressività.

    Ancora una volta, le motivazioni psicologiche del comportamento sui Social Network sono inscindibilmente legate al mondo emozionale.
    Sono le paure, le insicurezze, gli stati d’animo anche passeggeri a dettare il modo di vedere il mondo e lavorare.
    E la superficialità diventa, paradossalmente, un ottimo scudo per nascondere l’identità reale e proiettarne nel mondo una migliore.
    Una maschera che serve soltanto a se stessi e non certo al proprio successo professionale.

  • Uconnect, il sistema multimediale che arricchisce l’esperienza di guida

    Uconnect, il sistema multimediale che arricchisce l’esperienza di guida

    Uconnect è il nuovo sistema multimediale che di FCA che non solo permette di avere accesso alle app che per restare in contatto con i propri amici, ma anche di fornire in tempo reale tutte le informazioni riguardo al proprio stile di guida. Un sistema avanzato e innovativo che estende l’esperienza di guida.

    Da tempo ormai seguiamo qui sul nostro blog come il mondo dell’automotive si sta evolvendo e sta abbracciando le nuove tecnologie per estendere l’esperienza di guida. E oggi vogliamo portarvi un esempio che interpreta al meglio l’evoluzione e l’innovazione da questo punto di vista. Il sistema di cui vi parliamo oggi è Uconnect, il nuovo sistema multimediale di FCA (Fiat Chrysler Automobiles) che permette al guidatore di fruire di una serie di servizi che riguardano tanto l’intrattenimento quanto le utility da avere sempre a portata di mano.

    Abbiamo avuto la possibilità di provare Uconnect Live presso il Centro Sperimentale FCA di Balocco, una vasta area fatta di circuiti di prova che arrivano fino a 49 curve. L’esperienza di guida sul circuito è stata emozionante, specie su modelli come l’Alfa Romeo 4C, ma l’attenzione era rivolta a conoscere meglio il sistema Uconnect.

    uconnect balocco

    Intanto diciamo subito che Uconnect è un sistema che è utilizzabile per sistemi mobili iOS e Android. Il metodo per connettere il proprio dispositivo è molto semplice. Prima di tutto ci si deve munire dell’app di riferimento, subito dopo ci si registra e poi con il sistema Bluetooth si entra in comunicazione con il sistema Uconnect Live. Da quel momento sul display (che può arrivare fino a 7”) che si trova al centro della plancia dell’auto si attivano tutti i servizi disponibili. Abbiamo provato la connessione al sistema con la nuova Fiat Tipo Sw, davvero agile e dinamica anche in pista.

    In un attimo ci siamo connessi con il sistema e abbiamo avuto accesso a tutti i servizi disponibili. Uconnect Live ne prevede tanti, disponibili su Uconnect 5″ Radio LIVE, Uconnect 5″ Radio Nav LIVE, Uconnect 7″ HD LIVE e Uconnect 7″ HD Nav LIVE (quello della nostra prova) come Deezer, il servizio di musica in streaming con oltre 35 milioni di tracce disponibili; TuneIn Radio, la radio online con oltre 100 mila stazioni; Reuters, per restare sempre aggiornati sulle ultime notizie da tutto il mondo; Facebook e Twitter, per restare sempre in contatto con gli amici, così come la possibilità di condividere pensieri in 140 caratteri e fare RTs (prova fatta live).

    Senza dimenticare la possibilità di ascoltare in audio il messaggi in ricezione mentre si è alla guida, inclusi i DM su Twitter (quando connessi) e anche quelli da Facebook. Una comodità non da poco, perchè aiutano a combattere la cattiva abitudine, pericolosa, di guidare e contemporanemante usare lo smartphone per inviare o leggere messaggi.

    Inoltre è a disposizione eco:Drive, l’app che offre consigli sullo stile di guida e permette di diminuire i consumi di carburante fino al 16% contribuendo a ridurre le emissioni di CO2 grazie, appunto, ai consigli in tempo reale. Un’app assolutamente preziosa. Altra app interessante è my:Car che permette di controllare lo status dell’auto, ricevere gli avvisi degli indicatori direttamente sul display della radio o controllare il livello del carburante e il posto in cui si è parcheggiata l’auto dirottamente dallo smartphone.

    Esiste anche, all’interno di Uconnect Live, presente sulle auto con navigatore integrato, anche TomTom Live e avere quindi informazioni su traffico, informazioni riguardanti le code e i lavori stradali, garantendo così una valutazione precisa dell’Estimated Time of Arrival (ETA). In caso ci fosse bisogno, è possibile ricalcolare il percorso e prendere decisioni migliori per risparmiare tempo e ridurre lo stress; ricevere informazioni sugli autovelox, con avvisi in tempo reale sugli autovelox fissi e mobili presenti lungo il percorso; vi è anche la possibilità di usare Places con cui localizzare i POI più vicini e recarsi quindi al ristorante o albergo più vicino al luogo in cui vi trovate.

    Uconnect mette insieme intrattenimento e informazioni alla guida, senza mai essere fastidioso per il guidatore, è un sistema utile per essere sempre connessi, per restare informati e per migliorare il proprio comportamento di guida. Un sistema che rende più coinvolgente e piacevole l’auto, e dalle prove di Balocco vi assicuriamo che l’esperienza di guida fatta su auto FCA con sistema Uconnect Live è assolutamente pregevole.

    Con Uconnect si va oltre il semplice sistema di connessione dell’auto, insomma il sistema che serviva.

    Uconnect Live è disponibile su tutte le auto del gruppo FCA, quindi Fiat, Alfa Romeo, Lancia e Jeep.

  • Web e E-commerce, le professioni del futuro passano da qui

    Web e E-commerce, le professioni del futuro passano da qui

    Entro i prossimi quattro anni nei paesi UE ci sarà una richiesta di professionisti del settore ICT che porterà alla creazione di 1,3 milioni di nuovi posti di lavoro. Nel tentativo di orientarsi al meglio e di cominciare a pensare al proprio futuro per formarsi in questo ambito, vi segnaliamo qualche idea.

    Se è vero, come è vero, che nei prossimi 4 anni ci sarà una forte richiesta di professionisti dell’ICT, si stima che si possa arrivare a creare fino a 1,3 milioni di posti di lavoro in area UE (dati Modis, Adecco), allora è arrivato il momento di cominciare seriamente a pensare al proprio futuro e a formarsi in questo ambito.

    Ma quali sono le figure professionali che tutte le aziende cercano ma non trovano? Sono il Web Developer, lo UX (User Experience) Designer e l’E-commerce Specialist.

    È bene sapere che proprio il Web Developer è una delle figure professionali più richieste in questo ambito in Europa. Solo nel 2015 sono stati infatti creati 500 mila posti di lavoro e le previsioni, entro il 2020, dicono che si possa arrivare a creare dai 730 mila a 1,3 milioni di posizioni vacanti per questa figura.

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    In relazione all’e-commerce, fenomeno ormai in grande crescita anche nel nostro Paese, c’è da considerare i dati presentati al recente E-commerce Forum che ci dicono che il valore in Italia oggi dell’e-commerce è di 19,3 miliardi di euro, e ha registrato un aumento di 2,7 miliardi rispetto al 2015. Solo nel 2011 il valore era di poco superiore ai 9 miliardi, quindi si è più che raddoppiato in soli cinque anni. Per quanto riguarda poi l’ambito del Design della User Experience, sono state aperte 150 mila nuove posizioni lavorative e si stima che entro il 2020 la crescita della domanda passi da un 13% a un 30%.

    Dati interessanti che testimoniano e confermano le previsioni che gli esperti fanno in relazioni alle professioni del futuro. Allora, di fronte a questi numeri, e di fronte a queste enormi possibilità, ci siamo chiesti quale fosse la proposta formativa in Italia da questo punto di vista. Si perché il nostro Paese non resterà certo fuori da questa domanda di professioni specifiche e altamente specializzate. Infatti in Italia il 31% delle aziende che appartengono al settore ITC (dati UE) non riesce a trovare figure specializzate. Il tentativo è quindi quello di fornire opportunità e idee formative che possano servire ad orientarsi meglio nel fare la scelta migliore.

    E per questo, oggi nel cominciare indicarvi le modalità per orientarsi al meglio, iniziamo a segnalarvi i nuovi Master che TAG Innovation School, la scuola del digitale e dell’innovazione di Talent Garden, ha lanciato di recente. E lo facciamo soffermandoci su tre nuovi Master full time per i quali sono previste anche delle borse di studio, che preparano alle figure di cui parlavamo prima. I Master sono:

    • CodeMaster, giunto alla terza edizione, che mira a formare Frontend Web Developer; per questo Master sono previste 4 borse di studio: due totali e due a copertura del 50% dei costi di partecipazione. Per ottenere una borsa di studio è necessario prendere parte alla selezione entro il 5 luglio 2016.
    • E-commerce Master, seconda edizione, che punta a preparare gli E-commerce Specialist; anche per questo Master sono previste 4 borse di studio: due totali e due a copertura del 50% dei costi di partecipazione. Per ottenere una borsa di studio, è necessario accedere alla selezione entro il 5 luglio 2016.
    • UX Design Master, seconda edizione, che educa grafici e designer all’importanza della user experience, la progettazione dell’esperienza-utente all’interno di spazi complessi, non solo virtuali, ma anche fisici. Per questo Master le borse di studio previste sono 2: una totale e una a copertura del 50% dei costi di partecipazione. Per ottenere una borsa di studio è necessario accedere alla selezione entro il 5 luglio 2016.

    Tre Master di 12 settimane full immersion che formeranno i programmatori che le aziende cercano ma non trovano, gli specialisti del vasto mondo del vendere online e i grafici ed esperti dei design che saranno le professioni fulcro del prossimo futuro. I Master full time di TAG Innovation School garantiscono al termine delle 12 settimane, uno stage retribuito della durata di 6 mesi, a completamento del percorso formativo stesso e come ponte utile a introdurre gli studenti al mondo del lavoro.

    Se avete quindi un’età compresa tra i 22-30 anni, se siete appassionati di tecnologia, innovazione o di programmazione oppure se siete laureati in ingegneria, economia, architettura, design, media, marketing, comunicazione, allora è arrivato il momento di dare un futuro a ciò che vi piace e appassiona, cogliendo l’opportunità che offrono i Master di TAG Innovation School.

    Tutti i Master full-time prederanno inizio dal prossimo 12 settembre 2016 e per candidarvi potete trovare tutte le informazioni (comprese quelle relative alle borse di studio) sul sito di TAG Innovation School, www.taginnovationschool.com.

  • Indagine Ipsos: ecco i Brand più influenti in Italia, Google è primo

    Indagine Ipsos: ecco i Brand più influenti in Italia, Google è primo

    Ipsos ha presentato oggi a Milano presenta i risultati di “The Most Influential Brands”, indagine condotta a livello globale sulle marche più influenti. In Italia i dati del sondaggio condotto rivelano che Google è il brand più influente, seguito da Amazon e Facebook. Nutella è quinta e Parmigiano Reggiano è nono.

    Sono stati presentati oggi, 23 giugno 2016, a Milano, i dati della ricerca globale di Ipsos, leader mondiale nel settore delle ricerche di mercato, dal titolo “The Most Influential Brands“. La ricerca condotta in 21 paesi, Italia compresa, è molto interessante per comprendere come le marche influenzano la nostra vita quotidiana. I dati che stiamo per vedere insieme riguardano ovviamente il nostro paese e sono il risultato di un’indagine condotta su un campione di 2 mila utenti adulti. Gli intervistati sono stati invitati ad esprimere la loro opinione sulla base di un panel di 100 brand selezionati in base a quote di mercato, investimenti pubblicitari e rilevanza complessiva sullo scenario nazionale. Gli elementi presi in considerazione per arrivare a individuare il brand più influenti sono cinque, e sono: Trust (fiducia, affidabilità), Engagement (coinvolgimento), Corporate citizenship (impegno e ruolo sociale), Leading edge (innovazione, capacità di far tendenza), Presence (presenza).

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    Non è un caso che i brand che appartengono al mondo della tecnologia, del web e dei social media siano ai primi posti, è la dimostrazione esatta di quello che è la realtà di oggi. E poi ci sono anche quei marchi che caratterizzano molto il legame che gli utenti hanno con alcuni brand di casa nostra. Ma vediamo insieme subito la classifica delle 10 marche più influenti in Italia – #MibIT16:

    1. Google
    2. Amazon
    3. FaceBook
    4. Samsung
    5. Nutella
    6. Microsoft
    7. eBay
    8. Apple
    9. Parmigiano Reggiano
    10. You Tube

    I Brand Digital tra i più influenti anche in Italia

    Notate come Google sia il brand più influente in Italia, il brand di Mountain View conferma anche nel nostro paese la sua influenza che già dimostra a livello globale. Al secondo posto troviamo Amazon, il colosso e-commerce fondato da Jeff Bezos; al terzo troviamo Facebook, il social network fondato da Mark Zuckerberg, tra l’altro una delle aziende che vale di più, in termini di capitalizzazione, al mondo.

    Nella classifica sono presenti anche brand italiani, storici, che caratterizzano proprio quel legame che da sempre lega gli utenti italiani con questi marchi. Fanno appunto parte un po’ della nostra tradizione e fanno parte, e non affatto un caso, del grande mondo del Food. E sono Nutella (5) e Parmigiano Reggiano (9).

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    Brand e Generazioni

    Dalla ricerca di Ipsos emerge la differenza di percezione tra le generazioni (Boomer, Generazione X, Millennial) così come, complessivamente, l’importanza dominante del livello di Coinvolgimento/Engagement (34%), seguito dalla capacità di essere un Fenomeno d’Avanguardia nel proprio campo/Leading Edge (26%), l’Affidabilità/Trust (21%), la Responsabilità Sociale/Corporate Citizenship (14%) e, infine, la Presenza/Presence (5%).

    Di conseguenza, cambiano gli equilibri da settore in settore:

    • la responsabilità sociale pesa per il 20% nell’Energia mentre è solo all’1% nelle Telco e al 7% nei Media;
    • il livello di coinvolgimento è massimo (51%) per le Telco e ancora al 39% per i Media, ma più basso negli altri settori;
    • essere un fenomeno d’avanguardia è al 38% nel Digital & Social ma solo al 21% nelle Telco, dove il secondo fattore determinante è la Presenza.
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    Jennifer Hubber, CEO Ipsos Italia

    Ogni giorno ciascuno di noi interagisce con le marche per soddisfare le proprie esigenze e motivazioni, così come i desideri e le aspirazioni. Alcune marche riescono più di altre a creare un forte legame con i consumatori arricchendo con molteplici sfaccettature piene di significato il mero rapporto funzionale con il prodotto o servizio che rappresentano” – commenta Jennifer Hubber, CEO Ipsos Italia – “Non a caso sono marche che entrano in modo prorompente nel nostro quotidiano e che sono in grado di influenzare in modo profondo i nostri stili di vita e i nostri comportamenti”.

    La classifica dei 100 brand più influenti in Italia

    Dopo aver visto i primi 10 brand più influenti in Italia secondo la ricerca di Ipsos Italia, vediamo la classifica completa che vede i 100 brand al completo.

    11. Barilla 12. Ferrero 13. Mulino Bianco 14. IKEA 15. Visa 16. Ryanair 17. Coop 18. Kinder 19. Rai 20. Vodafone 21. Poste Italiane 22. Groupon 23. MasterCard 24. Lavazza 25. Coca-Cola 26. Disney 27. Mediaset 28. TIM 29. Decathlon

    30. Fiat 31. Telecom 32. Nokia 33. LIDL 34. Nike 35. Enel 36. Sky 37. Nespresso 38. SONY 39. Procter & Gamble 40. Gillette 41. H&M 42. McDonalds 43. Ray-Ban 44. Kellogs 45. Mediaworld 46. Twitter 47. Armani 48. ENI 49. Rana 

    50. American Express 51. Esselunga 52. Nestlè 53. EasyJet 53. Ferrari 55. Martini 56. Heineken 57. Campari 58. Fastweb 59. LG 60. Intesa Sanpaolo 61. Danone 62. Assicirazioni Generali 63. BMW 64. Lottomatica 65. Costa Crociere 66. Colgate 67. UniCredit 68. Toyota 69. Calzedonia

    70. Peroni 71. L’Orèal 72. Kraft 73. Red Bull 74. Starbucks 75. Carrefour 76. Audi 77. Pirelli 78. San Pellegrino 79 Unilever 80. Yahoo! 81. Nintendo 82. ING Direct 83. Ford 84. Volkswagen 85. Sephora 86. Gucci 87. Bayer 88. Mercedes 89. Benetton

    90. Allianz 91. Autogrill 92. IBM 93. Pepsi 94. Honda 95. Unipol 96. BNP Parisbas 97. Blackberry 98. Dell 99. Carrera 100. Esso

    I Punti di Forza dei Brand

    Guardano un po’ nel dettaglio la classifica dei 10 brand più influenti in Italia, Ipsos evidenzia che per Google uno dei punti di forza il fatto di essere all’avanguardia e l’affidabilità. Il marchio viene associato alla grande Innovazione che ha saputo imprimere e al grande futuro che ha davanti. Anche per Amazon vale il discorso di essere marchio all’avanguardia e affidabile, gli viene riconosciuto il valore di aver cambiato i comportamenti delle persone in relazione agli acquisti. I punti di forza del celebre social network, Facebook, sono la percezione di fenomeno d’avanguardia e l’elevato livello di coinvolgimento.


    Per restare sui brand italiani, anche per Nutella si parla di brand all’avanguardia e affidabile, e viene riconosciuto per la sua presenza pervasiva, sia in termini di investimenti pubblicitari che di capillarità distributiva ed utilizzo quotidiano. Per quanto riguarda Parmigiano Reggiano, i fattori determinanti sono l’affidabilità e la responsabilità sociale. Una marca consolidata, di uso quotidiano, fidata, in cui si crede e che si raccomanda volentieri.

    Questi i dati di questa ricerca interessante sui brand più influenti nel nostro paese. E voi che ne pensate? Riconoscere i vostri marchi in questa classifica?

  • Ora Instagram ha il doppio degli utenti attivi di Twitter

    Ora Instagram ha il doppio degli utenti attivi di Twitter

    Instagram cresce sempre di più e la prova sta nei dati diffusi due giorni fa secondo i quali gli utenti complessivi adesso sono 500 milioni e ben 300 milioni sono gli utenti che lo usano ogni giorno. Dopo Snapchat, anche Instagram supera Twitter per numero di utenti attivi al giorno, doppiandolo.

    Instagram continua a crescere a ritmi sempre più alti. L’annuncio fatto dalla società, ormai di proprietà di Facebook, di un paio di giorni fa è che ad oggi gli utenti complessivi sono ben 500 milioni, dunque mezzo miliardo. A settembre del 2015 erano in totale 400 milioni. La piattaforma per condividere immagini, e video, continua a crescere in dimensione, diventando sempre di più una piattaforma matura. Non a caso, ne scrivevamo qualche giorno fa, Instagram ha cominciato ad introdurre nuovi strumenti e i nuovi profili per il business.

    instagram 500 milioni utenti

    Ma a ben vedere, pur trattandosi di un interessante, senza dubbio l’attenzione va su un dato altrettanto interessante che è quello relativo al numero di utenti che utilizzano la piattaforma ogni giorno. Ebbene, anche da questo punto di vista Instagram dimostra di essere più grande di Twitter (che è fermo a 320 milioni di utenti totali), ancora una volta. La prima era stata proprio con il raggiungimento dei 400 milioni di utenti.

    Ad oggi, dunque, sono 300 milioni gli utenti che utilizzano Instagram ogni giorno. Più del doppio di quelli di Twitter, che sono circa 140 milioni, ed esattamente il doppio di quelli di Snapchat, che sono appunto 150 milioni.

    instagram 500 milioni utenti

    Twitter vede crescere la concorrenza anche in termini di utilizzo attivo giornaliero, vedendosi sorpassare da due piattaforme più giovani e, guarda caso, più usate dai giovani. Non è questo un risultato che arriva all’improvviso, sia chiaro. Questi risultati, dal punto di vista di Twitter, sono la diretta conseguenza di una gestione non perfetta della piattaforma, nel periodo post Wall Street, il periodo gestito da Dick Costolo, per intenderci. Ora Twitter sta adottando una serie di misure per migliorare la piattaforma, per renderla più usabile e coinvolgente per gli utenti, ma resta da recuperare un sacco di strada, tanta per la verità. E’ vero che Twitter ha comunque un bacino potenziale di utenti pari a mezzo miliardo, solo che ancora non si riesce ad agganciarli del tutto. E intanto al mezzo miliardo di utenti c’è arrivata Instagram

    Sulla piattaforma fondata da Kevin Systrom, oggi CEO di Instagram, vengono condivisi più di 95 milioni di immagini al giorno e in media i “like” sono 4,2 miliardi. In Italia, lo ricordiamo ancora una volta, gli utenti sono 9 milioni.

    Il 75% della base utenti proviene da paesi al di fuori degli Usa.

    Si ridisegna uno scenario nel panorama dei Social Media che al momento vede Facebook colo incontrastato, social network che incamera diverse tipologie di esperienze, orientato ai video come abbiamo visto. E subito dietro si collocano appunto Instagram e Snapchat, due applicazioni “visual”, segno che le immagini e i video, in special modo, sono il contenuto del futuro. Twitter continua a restare indietro, le potenzialità per recuperare ci sono tutte, solo che devono essere messe in pratica al più presto.

    [image credits: TechCrunch]