Autore: Franz Russo

  • Facebook: crescita utenti continua e aumentano i ricavi da mobile

    Facebook: crescita utenti continua e aumentano i ricavi da mobile

    Di segno totalmente opposto, rispetto a Twitter, sono i dati finanziari relativi al Q2 2016 di Facebook. Superate le previsioni degli analisti con 6,44 miliardi di fatturato. Continua la crescita della base utenti, ora 1,7 miliardi e sono 1,13 miliardi gli utenti attivi al giorni. L’84% dei ricavi da advertising arriva dal Mobile.

    Anche per Facebook è arrivato il momento di far conoscere i dati finanziari relativi al secondo trimestre del 2016, il Q2, e a vederli di evince che sono di segno completamente opposto rispetto a quelli visti ieri di Twitter. La base utenti, seppur lentamente, continua a crescere, ricavi che sono in crescita, prezzo delle azioni alle stelle. Insomma, ci sono tutti gli elementi per dire che oggi Facebook è un colosso, meglio un ecosistema, da 351 miliardi di valutazione ed è in salute. I dati presentati nella notte italiana di ieri stanno a dimostrarlo. E’ la sedicesima volta (su 17) che Facebook batte le previsioni da quanto è quotata in borsa.

    facebook logo ufficiale franzrusso.it-2016

    La base utenti di Facebook oggi è 1,71 miliardi (MAU), un numero che nessuno prima d’ora aveva mai conosciuto. Certo la crescita è lenta, “solo” 3,63% rispetto a 3,77% del precedente, ma è pur sempre una crescita considerato il livello di saturazione che un social network come questo sta raggiungendo. E poi, 3% è il livello di crescita di Twitter nell’ultimo anno. Da questo punto di vista è un risultato niente male. E restando sempre in tema utenti, 1,13 miliardi sono gli utenti attivi ogni giorno sulla piattaforma (DAU), in crescita del 17%, e 1,53 miliardi sono gli utenti attivi al mese da mobile (MAU), anche questi in crescita del 20%.


    Questo che vedete è il post con cui Mark Elliot Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook, annuncia il traguardo di oltre 1,7 miliardi di utenti con un contenuto in modalità 360°, altra grande novità di quest’anno.

    Facebook Live continua a crescere, anche in seguito al rilascio di nuove feature e alle API che consentono ai broadcaster di utilizzare la modalità video in modo professionale. Da questo punto di vista Facebook è a tutti gli effetti competitor di YouTube, e lo abbiamo visto in questi mesi.

    facebook utenti globali luglio 2016

    facebook utenti globali luglio 2016 attivi giorno

    Per non parlare poi degli altri prodotti di casa Facebook, come Messenger e WhatsApp che hanno raggiunto (e superato) 1 miliardo di utenti, e come anche Instagram che ha raggiunto (e superato) il mezzo miliardo di utenti, puntando ora anche su funzionalità orientate al business.

    I ricavi totali sono stati 6,4 miliardi di dollari, nel 2015 erano 4,02 miliardi di dollari, con una crescita del 59%. I ricavi dall’advertising sono stati 6,2 miliardi di dollari con una crescita del 63% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’84% dei ricavi da advertising arriva dal mobile.

    Facebook resta quindi il punto di riferimento tra i social network presenti, nonostante la sua massa enorme. E il segreto resta nella sua capacità di diversificare i prodotti e quindi l’esperienza. Video, messaggistica, e altre tipologie coinvolgono sempre più l’utente.

  • Twitter, la base utenti cresce solo dell’1% in tre mesi

    Twitter, la base utenti cresce solo dell’1% in tre mesi

    I dati finanziari relativi al secondo trimestre di Twitter di quest’anno presentati ieri ci presentano ancora una crescita della base utenti molto lenta: +1% negli ultimi tre mesi e +3% negli ultimi 12 mesi. I ricavi totali sono 602 milioni di dollari cresciuti del 20% in tre mesi; erano cresciuti del 60% lo scorso anno. L’82% degli utenti mensili accede da mobile.

    A vedere i risultati finanziari di Twitter, presentati nella notte italiana di ieri, siamo sempre più convinti, come del resto Twitter stessa che l’ha pensata, che la prossima campagna video orientata a spiegare cosa è e come usare la piattaforma sia quanto mai necessaria. Ne scrivevamo proprio ieri. Twitter ha necessariamente bisogno di spiegare agli utenti come usare la piattaforma e soprattutto abbattere quella sensazione di difficoltà che pare spaventare gli utenti nell’avvicinarsi alla piattaforma. Twitter non è un social network per come definizione, è molto di più. Ma andiamo a vedere i risultati principali del Q2 2016 di Twitter, concentrandoci soprattutto sui dati legati alla base utenti.

    twitter base utenti 2016

    Negli ultimi tre mesi la base utenti su Twitter è passata da 310 milioni a 313 milioni di utenti, una crescita pari all’1% rispetto al Q1 di quest’anno e del 3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il Q2 2015. Il grafico in basso rende bene l’idea. Se guardiamo il dato più nel dettaglio si nota che sono 66 milioni gli utenti negli Usa, 1 milione in più rispetto al trimestre precedente. Va un po’ meglio a livello internazionale con 247 milioni di utenti: +1% rispetto al precedente trimestre e +4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    twitter base utenti 2015-2016

    twitter ricavi 2016

    Come si spiega una crescita così flebile visti anche i tanti sforzi in questi mesi? Per avere idea di come la crescita sia stata ancora una volta bassa è sufficiente dare un’occhiata all’evoluzione dei ricavi. Gli ultimi dati rilevano ricavi totali per 602 milioni di dollari (gli analisti avevano previsto 606 milioni di dollari) cresciuti del 20% rispetto al trimestre precedente. In pratica gli ultimi due trimestri sono sostanzialmente identici, lo scorso anno nello stesso periodo la crescita da questo punto di vista era del 60%; due anni fa era del 124%.

    twitter evoluzione ricavi 2016

    I dati del Q2 2016 rilevano una crescita dell’engagement verso l’advertising del 226%. I ricavi sono cresciuti del 18% su base annua e l’89% dell’advertising proviene dal mobile. Ma le previsioni in termini di ricavi per il prossimo trimestre, il Q3 2016, parlano di cifre simili, cioè 509/610 milioni di dollari. Si prevede quindi un’altra situazione come quella attuale, con, evidentemente, un effetto sulla crescita della base utenti molto simile.

    Nella lettera agli azioni dopo la presentazione dei dati finanziari Jack Dorsey, CEO di Twitter, ha rilevato le 5 priorità da affrontare nei prossimi mesi, e quindi: perfezionare il servizio di base; puntare su creators e influencers; sicurezza; sviluppatori.

    Intanto la campagna video che sta per partire sarà una grande mano per fare arrivare il messaggio agli oltre 800 milioni di utenti che ogni mese interagiscono con la piattaforma che Twitter è il luogo dove seguire le notizie, gli avvenimenti che accadono in tempo reale, creare relazioni. Twitter è tutto questo e molto di più.

  • Twitter si spiega a cosa serve in una nuova campagna video

    Twitter si spiega a cosa serve in una nuova campagna video

    Twitter è di fronte ad un passaggio importante che consiste nel far crescere la nuova base utenti. E per fare questo è necessario spiegare a cosa serve la piattaforma. E’ questa la nuova sfida lanciata nella nuova campagna video a cura di Leslie Berland, nuova CMO dall’inizio di quest’anno.

    Twitter ha un problema, come spesso abbiamo segnalato e spiegato qui sul nostro blog, un problema che si porta dietro ormai da tempo e che ora più che mai è necessario risolvere. Il problema è quello legato alla crescita degli utenti che è, a sua volta, strettamente legato alla difficoltà da parte di molti utenti nell’usare la piattaforma. La percezione che molti hanno è che essa sia complicata. Ed ecco allora che Twitter si pone di fronte alla sfida forse più difficile che ha di fronte a sè, ossia quella di spiegare cosa è Twitter, a cosa serve e come si usa. Per fare questo ha lanciato una campagna video “What’s Happening” per spiegare a tutti realmente a cosa serve la piattaforma a 140 caratteri. E’ il primo grande compito che ha assunto Leslie Berland, Chief Marketing Officer (CMO) di Twitter dall’inizio di quest’anno.

    twitter campagna video

    La campagna video nasce da un sondaggio che Twitter ha condotto sugli utenti per comprendere come Twitter viene percepito e quale fosse la difficoltà nell’usarlo. Ebbene, il 90% riconosce Twitter come brand e la maggior parte delle persone usa la piattaforma “perchè è il modo migliore e più veloce per comprendere cosa sta accadendo” nel mondo.

    Tra quelli che non usano Twitter, all’interno del sondaggio, sono emerse due motivazioni. La prima riguarda il fatto che molti fraintendono Twitter associandola ad un social network, sono tanti quelli che pensano che quello sia un luogo dove connettersi, trovare amici e condividere. La seconda riguarda il fatto che molti hanno inteso che per usare Twitter bisognasse “twittare tutti i giorni” e questo li ha spaventati. Di fronte a queste due motivazioni che di fatto fanno comprendere quanto ancora sia difficile far comprendere l’uso di Twitter, ecco l’esigenza di spiegare la piattaforma con un campagna video.

    https://twitter.com/twitter/status/757561453079474178?ref_src=twsrc%5Etfw

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    Obiettivo è quello di spiegare che Twitter è la piattaforma dalla quale vedere cosa succede nel mondo, in tempo reale. E’ quindi il luogo dove scoprire le ultime notizie, dove seguire gli eventi sportivi, dove seguire cosa accade in politica, dove commentare i fatti. Questo è quello che davvero rende unico Twitter che non è associabile all’idea di social network nel senso classico.

    Ecco perchè nei prossimi giorni e nelle prossime settimane Twitter lancerà questa nuova campagna marketing, anche con advertising mirato. I due esempi rappresentano proprio il modo con cui utilizzare Twitter, intenderlo come una vera finestra sul mondo per seguire tutto ciò che succede intorno.

    twitter campagna video obama

    E’ una bella sfida, la più difficile e la più necessaria da fare in questo momento. Da tempo c’era bisogno di spiegare davvero cosa fosse e come utilizzare Twitter, perchè prima ancora di parlare di crisi relativa alla base utenti, si deve parlare, come abbiamo più volte sottolineato, di crisi di prodotto, nel senso che la percezione che Twitter avessero della piattaforma non rispettasse la reale potenzialità della piattaforma. Proprio quello che è emerso dal sondaggio.

    Seguiremo con attenzione l’evolversi di questa campagna, così come i risultati finanziari (Q2 2016) che saranno resi noti tra qualche ora, già da lì si dovrebbe vedere, si spera, qualche segnale.

  • Prisma, l’app che trasforma le foto in quadri, è disponibile su Android

    Prisma, l’app che trasforma le foto in quadri, è disponibile su Android

    Dopo il grande successo ottenuto su iOS, Prisma, l’app che trasforma le foto in quadri grazie all’intelligenza artificiale, è disponibile anche su Android, dopo un breve rilascio di una versione beta. Su iOS numeri straordinari: 400 milioni di foto prismate e 10,6 milioni di download.

    Prisma è un’altra delle applicazioni mobile del momento, seconda solo a Pokémon Go che sta facendo impazzire gli utenti di tutto il mondo. Dopo il lancio avvenuto circa un mese solo su iOS, l’app realizzata dal russo Alexei Moiseenkov è ora disponibile anche sui dispositivi Android. La particolarità di Prisma è che si tratta non della solita app di editing, di quelle ne esistono centinaia infatti, ma rende le foto e le immagini come se fossero dei dipinti. L’applicazione ha ottenuto un successo enorme per il fatto che la resa molto realistica è basata su algoritmi di intelligenza artificiale, qualcosa di molto simile a quello che si vede con Google Deep Dream.

    Gli effetti a disposizione si rifanno ai grandi pittori come Kandiskij, Munch, Picasso, Chagall e altri, con delle rese davvero sensazionali. L’immagine viene praticamente ricreata di nuovo. Ecco spiegato il motivo del grande successo.

    prisma android

    In soli 10 giorni su iOS Prisma ha fatto registrare 1 milione di download. Ma ad oggi i download totali sono 10,6 milioni e 400 milioni sono state le foto “prismate”. E da oggi anche gli utenti che utilizzano dispositivi con il sistema operativo di casa Google potranno dare nuova vita alle proprie foto.

    Come utilizzare Prisma su Android

    L’uso di Prisma su Android è identico a quello su iOS. Prima di tutto è necessario scaricare l’applicazione da Google Play, l’app adesso è quella definitiva dopo che nei giorni scorsi era stata resa disponibile una versione beta che non funzionava benissimo. Una volta scaricata l’app ci sono due possibilità: o scattare una foto su cui poi applicare i filtri oppure scegleirne una dalla vostra galleria. Una volta scelta la foto non vi resta che applicare il filtro che preferite. Fatto questo siete pronti a condividere la vostra foto su Instagram, su Facebook o dove preferite.

    prisma android esempio

    La nostra prova oggi non è stata subito agevole, più volte usciva un messaggio che ci ricordava che “persone stavano usano l’app in quel momento” e bisognava attendere un po’. Ma col passare del tempo la situazione è migliorata.

    #UPDATE

    L’app in queste ore non funziona benissimo per via dei troppi utenti che la stanno utilizzando contemporaneamente. E’ troppo lenta e in alcuni casi appare un messaggio che vi conferma quanto detto, come vedete nell’immagine in basso.

    prisma app android

    A questo punto non vi resta che scaricarla, usarla e dirci cosa ne pensate.

     

  • Verizon acquisisce Yahoo, è la fine di un ciclo

    Verizon acquisisce Yahoo, è la fine di un ciclo

    Alla fine arriva la conferma ufficiale. Verizon annuncerà oggi l’acquisizione di Yahoo!, il motore di ricerca fondato nel 1994 da due studenti della Stanford University, David Filo e Jerry Yang. La crisi di Yahoo dura da qualche anno e Verizon in questo modo potenzia la sua presenza digitale.

    Molto probabilmente se vi avessero detto, qualche anno fa, che Yahoo! sarebbe stato un giorno venduto non ci avreste creduto. Invece nell’era del digitale e dove la ricerca e la fruizione delle informazioni in generale sta cambiando velocemente, anche questo può succedere. La notizia è che, dopo qualche settimana alla ricerca di un compratore, Verizon annuncerà oggi l’acquisizione di Yahoo per 4,8 miliardi di dollari. Per chi non lo sapesse, Verizon è uno degli operatori telefonici più grandi al mondo, al 15° post tra le Fortune 100, azienda non nuova a questo tipo di acquisizioni. Già, perchè Verizon, nel perseguire la sua strategia di posizionamento come leader anche tra i media digitali, ha acquisito l’anno scorso anche AOL, proprietaria di siti come TechCrung, Engadget e Huffington Post.

    Con l’acquisizione di Yahoo e del suo core business, quindi il motore di ricerca e dei suoi servizi principali annessi (gli altri dettagli verranno resi noti oggi) Verizon si pone come leader mondiale con un’acquisizione che certamente contribuirà a porlo come colosso digitale.

    yahoo verizon

    #UPDATE

    In un comunicato Verizon conferma l’acquisizione del business di Yahoo! per un ammontare di 4,83 miliardi di dollari. Un affare che permetterà al più grande operatore degli States di abbracciare 1 miliardo di utenti al mese, inclusi 600 milioni di utenti da mobile. Anche la Mayer, CEO di Yahoo!, si è detta entusiasta dell’operazione che avrà come obiettivo di puntare sul mobile. Vedremo allora nel corso dei prossimi mesi quale evoluzione avrà questa acquisizione.

    Yahoo è nato nel 1994

    Stiamo parlando del passaggio di mano del primo vero motore di ricerca della rete, infatti non è stato Google ad essere primo, è stato, ed è ancora, il più importante. Nato 22 ani fa, nel 1994 per mano di due studenti della Standford University, David Filo e Jerry Yang, Yahoo! in pochi anni si è imposto come punto di riferimento in un momento in cui la rete stava prendendo forma e in un momento in cui era chiaro che la direzione fosse quella, ossia quella di avere un sito che potesse raccogliere al suo interno tutte le informazioni in modo da poter essere consultata all’occorrenza, un vero grande indice.

    Il nome originale era “Jerry and David’s Guide to the World Wide Web”, poi fu scelto quello che tutti conosciamo oggi e cioè Yahoo, ossia “Yet Another Hierarchical Officious Oracle“.

    Come sappiamo, le cose nel corso degli anni non sono andate sempre benissimo per Yahoo!, l’avvento e la crescita di Google ha sicuramente contribuito ad un percorso non sempre facile. Oggi la quota di Yahoo come motore di ricerca il 10% a livello globale, il terzo.

    Yahoo e l’arrivo di Marissa Meyer

    Qualcosa ha cominciato a non girare come previsto, nonostante importanti acquisizioni come quella di Tumblr per 1,1 miliardi di dollari nel 2013 o come quella di Flickr e anche di Flurry. Ma si sono rivelate in realtà inconsistenti. L’arrivo di Marissa Meyer nel 2012, prima donna CEO e incinta, doveva servire a rilanciare l’azienda. E infatti è proprio lei l’artefice delle recenti acquisizioni, ma poi c’era anche la realtà dei fatti che a licenziare 3 mila dipendenti, il 20% della forza lavoro totale, tra il 2012 e il 2015. Senza contare il crollo degli utili passati da 310 milioni di dollari a 21 milioni di dollari, un crollo totale del 90%.

    Yahoo-nuovo-logo

    Vendere l’azienda era quindi l’unica strada per ridare nuova linfa a Yahoo e Verizon era alla ricerca di una ghiotta occasione come questa. Questa acquisizione, per il suo valore, non rientra nemmeno nelle prime 10 acquisizione tecnologiche fin qui realizzate. Per dare un’idea, la recente acquisizione di LinkedIn da parte di Microsoft si attesta come la quarta come 26,1 miliardi di dollari. L’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook nel 2014 è la terza. La più grande acquisizione finora è quella di Dell che l’anno scorso ha acquisito EMC Corporation per 67 miliardi di dollari.

    Yahoo, il Web è cambiato

    La vendita di Yahoo ci da la conferma che il Web cambia ad un ritmo elevato e che il segreto sta proprio nel riuscire ad interpretare e a seguire questo continuo cambiamento. Finisce un pezzo di Web storico e l’idea che Yahoo aveva cercato di portare avanti con il binomio “motore di ricerca + news”. Oggi le notizie si sono spostate da un’altra parte, quell’idea, quell’impostazione che Google invece ha saputo diversificare, non funziona più. Certo, non si spiega solo in questo la cessione di Yahoo, ma questo ha contribuito molto. Adesso vedremo quale sarà il futuro di Yahoo.

    E voi che ne pensate?

  • Se adesso Pokémon Go diventa un lavoro da 15 euro l’ora

    Se adesso Pokémon Go diventa un lavoro da 15 euro l’ora

    Il fenomeno Pokémon Go è ormai dilagante e non passa giorno che non ci sia qualche notizia ad esse legata. E infatti vi segnaliamo questa iniziativa di ProntoPro.it che ha lanciato il primo servizio nazionale di gioco Pokémon Go. E Loris Pagano, 27 anni di Ravenna, potrebbe diventare il primo cacciatore di Pokemon di professione.

    Ormai andare a caccia di Pokemon con l’app Pokemon Go, che sta letteralmente spopolando, è diventata quasi una mania. E non passa giorno, da qualche giorno a questa parte, che non spuntino notizie e curiosità legate al fenomeno del momento. E quella che vi segnaliamo oggi è una notizia di queste, anzi è una delle tante iniziative che stanno cominciando a concretizzarsi attorno al fenomeno. Quella di cacciatori di Pokémon per voi, ovviamente pagati.

    L’iniziativa è quella di ProntoPro.it, portale che mette in contatto domanda e offerta di lavoro, che ha lanciato quello che oggi è il primo servizio nazionale di gioco Pokémon Go.

    pokemon go

    Come funziona?

    In pratica, con questa iniziativa è possibile pagare qualcuno per giocare per voi, fino a 2 ore alla volta, per catturare nuovi Pokémon, farvi salire di livello attraverso le battaglie in palestra, covare le uova Pokémon o conquistare una Poké Gym nemica. Per trovare gli allenatori basterà digitare “Pokémon”  nella barra di ricerca del portale e compilare il form rispondendo alle domande sulla base delle proprie esigenze di gioco.

    Molti gli appassionati di videogame in tutta Italia che, approfittando delle vacanze estive, hanno deciso di mettere a disposizione il proprio tempo libero e le proprie competenze a  vantaggio di chi non ne ha. E tra i primi figura Loris Pagano che vive in provincia di Ravenna, ha 27 anni, e fino ad oggi lavora in un fast food, ma che un domani, chissà, potrebbe diventare un cacciatore di Pokémon professionista.

    Per permettere agli allenatori esperti di giocare, il cliente potrà scegliere se prestare il proprio cellulare o condividere i dettagli del proprio accesso a Gmail. In entrambi i casi, ProntoPro.it suggerisce di prendere le dovute precauzioni, come ad esempio quella di farsi consegnare i documenti dell’allenatore che saranno restituiti alla fine della passeggiata.

    A che prezzo? Due ore potrebbero arrivare a costare 30 euro.

    Secondo alcuni analisti chi farà gran cassa da questo fenomeno sarebbe Appl con 3 miliardi di dollari.

    E voi siete pronti a pagare per trovare i Pokémon? E, soprattutto, che ne pensate?

  • Periscope: è possibile incorporare le trasmissioni, e altre novità

    Periscope: è possibile incorporare le trasmissioni, e altre novità

    Periscope continua ad introdurre interessanti novità, anche per non perdere terreno nella sfida diretta con Facebook Live. E ieri ne sono state annunciate altre come la possibilità di incorporare le trasmissioni, un modo per estendere il coinvolgimento. Ma anche la possibilità di visualizzare gli Highlights, dei piccoli trailer dei video, e anche l’Autoplay.

    Periscope continua il suo sforzo nel migliorare l’utilizzo dell’applicazione di live broadcasting, una delle prime in questo genere di app. E oggi deve reggere la competizione agguerrita dei Facebook Live che già godono di una grande diffusione potendo permettere di una serie di funzionalità tutte direttamente in piattaforma. Questa è una delle grandi differenze con l’app di Twitter.

    Dal blog di Periscope, rigorosamente su Medium, vengono annunciate una serie di novità che sicuramente aiuteranno a coinvolgere di più gli utenti sull’app.

    periscope incorporare autoplay highlights

    La prima, forse quella più attesa tra le altre, è quella che permetterà da oggi di poter incorporare le trasmissioni in qualsiasi parte del web, sia esso un sito web o un blog. L’operazione è molto semplice, per prelevare il tweet è sufficiente completare l’operazione di embed allo stesso modo di quando si incorpora un tweet. Se siete quindi interessati a seguire un evento in particolare, se siete dei publisher interessati a condividere eventi con i vostri lettori, ecco che questo può tornarvi molto utile. Senza dimenticare che il contenuto incorporato ha anche in duplice effetto di contribuire ad apportare contenuto fresco e aggiornato in tempo reale. Il raggio di diffusione dei contenuti Periscope in questo modo si estende e si supera (per lo meno si tenta) uno dei grandi limiti che consisteva nel mantenere i contenuti relegati solo all’applicazione.

    Esempio di contenuto da incorporare:

    Altra novità interessante è l’introduzione degli Highlights, una sezione che genera in automatico dei trailer dei video che vi siete persi. La selezione è realizzata sulla base di vari segnali che riceve la piattaforma e che saranno sempre costantemente aggiornati. Potete rintracciare i momenti salienti di contenuti particolari anche in base ad un hashtag. Ad un primo sguardo ricorda molto la sezione Highlights su Twitter.

    Terza novità annunciata ieri riguarda l’Autoplay dei contenuti, una funzionalità che permette di riprodurre i video senza audio in modo che gli utenti abbiamo un assaggio della diretta. Per continuare a seguire la trasmissione completa è sufficiente cliccarci sopra.

    La funzionalità degli Higlights sarà disponibile nei prossimi giorni sia per iOS che per Android, mentre Autoplay è in arrivo per ora solo su Android e successivamente sarà disponibile su iOS.

  • Il futuro dei Big Data è nel Data Management

    Il futuro dei Big Data è nel Data Management

    Il futuro dei Big Data è nel Data Management. Questa è la diretta conseguenza della crescita continua del fenomeno dei Big Data. Un ebook di SAS Italy spiega bene l’importanza del Data Management e di come questa attività sia di assoluta importanza per le aziende che vogliono crescere oggi.

    I Big Data ormai non sono più una moda o un fenomeno passeggero, sono una certezza, una solida certezza. Questa enorme massa di dati che ogni giorno viene prodotta sta assumendo, e assumerà ancora, dimensioni sempre più grandi. Pensate che ogni giorno vengono prodotti 2,3 trilioni di gigabyte di dati e che entro il 2020 si prevede che il volume dei dati prodotti possa arrivare a toccare il volume di 43 trilioni di gigabyte, una massa enorme. Tutto questo è il riflesso dei nostri tempi, dove regna la connessione a tutti i livelli, basti pensare al fenomeno dell’Internet delle Cose, del fatto che su 7 miliardi di persone 6 miliardi possiedono uno smartphone.

    Tutto questo fenomeno produce di continuo una grande massa di Dati che in realtà costituiscono un vero tesoro. Le aziende oggi hanno l’interesse ad agganciare il fenomeno dei Big Data perchè questa è una grande opportunità di business, di crescita. E i Dati sono il tesoro, il vero elemento che rende tutto più prezioso.

    big data management ebook sas italy

    Ma per fare questo però bisogna dotarsi degli strumenti giusti, bisogna avere bene impressa la strategia adeguata da perseguire, bisogna, in altre parole, conoscere a fondo i dati, estrapolare da essi le informazioni per poi poterle utilizzare al proprio interno. Diversi dati negli ultimi tempi evidenziano che le aziende che hanno saputo imprimere una svolta positiva alla loro impresa in termini di crescita, di relazione con il cliente, sono state proprio quelle che hanno saputo utilizzare e interpretare al meglio i dati.

    E come hanno fatto? La risposta è semplice, hanno messo in pratica attività di Data Management, ossia l’attività che consiste nel futuro dei Big Data.

    data management 2016

    Come sapete su InTime seguiamo con grande interesse il tema dei Big Data e proprio per questo oggi vogliamo segnalarvi un nuovo ebook di SAS Italy, leader nel settore del business analytics, dal titolo “Il futuro dei Big Data si chiama Data Management“, un prezioso documento che illustra come il Data Management sia quell’attività che aiuta le aziende e i professionisti a ottimizzare la fase di elaborazione del dato. E in particolare due sono sono gli strumenti chiave del Data Managemente e cioè:  la Data Quality e la Data Integration.

    La Data Quality è l’insieme dei processi che garantisce la conformità del dato in relazione al business, un modo per non disperdere informazioni preziose; la Data Integration è quell’attività costituita da un insieme di processi che elabora dati diversi aggregandoli in un unico formato.

    big data management scientist

    Un insieme di attività quindi che garantisce l’elaborazione corretta del dato che si tramuta in grande vantaggio per le aziende. E di fronte alla crescita esponenziale dei Dati e di fronte alla necessità di implementare attività di Data Management, ecco che vanno emergendo figure professionali specifiche per questo tipo di attività, come il Citizen Data Scientist. Questa nuova figura ha alla base conoscenze  conoscenze trasversali di business, con una base di matematica e statistica, ma è anche una persona curiosa che farà da tramite, tra i due ruoli opposti del mondo dei Big Data: l’IT e il Business.

    Insomma, i Dati sono davvero elementi preziosi per le aziende che grazie dal Data Management possono conoscere, interpretare e usare nella maniera giusta per le proprie scelte di business.

    L’invito che vi facciamo è quelli di scaricare gratuitamente questo ebook da questo link e poi, se volete, vi invitiamo anche a condividere qui le vostre impressioni e domande.

     

  • Professioni del futuro, Business Data Analyst e Growth Hacker

    Professioni del futuro, Business Data Analyst e Growth Hacker

    Nell’era dei Big Data e delle startup, emergono professioni che sono sempre più specializzate in questi ambiti e sempre più ricercate dalle aziende. Due professionisti in particolare sono i più richiesti: il Business Data Analyst e il Growth Hacker.

    Qualche giorno abbiamo parlato di figure professionali emergenti e tra le più richieste in Europa, abbiamo analizzato quelle specifiche di Web Developer, UX (User Experience) Designer e E-commerce Specialist. Le stime sottolineano infatti  che nei prossimi quattro anni ci sarà una forte richiesta di professionisti dell’ICT e si prevede che si possa arrivare alla creazione di 1,3 milioni di posti di lavoro in area UE (dati Modis, Adecco). Oggi parliamo di Business Data Analyst e Growth Hacker. Si tratta di figure legate a due settori che sono in forte crescita, dato che come è noto viviamo sempre più nell’era dei Big Data e delle startup.

    professioni futuro business data growth hacker franzrusso.it 2016

    Più volte abbiamo affrontato qui su InTime il tema dei Biga Data e della necessità di studiare i dati, oggi fondamentali per ottenere informazioni che prima era impossibile immaginare di avere. Basti pensare che ogni giorno generiamo una quantità enorme di dati, il 90% in più solo negli ultimi due anni. Ma queste informazioni possono anche non rivelare nulla se non si usano gli strumenti adatti e se non le si interpreta nella maniera corretta. Dalla gran massa di dati che ogni giorno investono le aziende bisogna necessariamente prevedere una fase di analisi per essere in grado di prendere decisioni che permettano lo sviluppo del nostro business di riferimento. Ebbene, una figura chiave in questo processo di analisi e interpretazione è senza dubbio il Business Data Analyst.

    E vivendo l’era delle startup ecco che vanno delineandosi figure professionali utili proprio alle nuove imprese. Nonostante il basso volume di investimenti nelle startup se paragonato ad altri Paesi, le startup sono un fenomeno in grande crescita nel nostro Paese, e lo saranno sempre di più con la nascita di acceleratori strutturati e specializzati. Ecco perché le aziende sentono la necessità di reperire sul mercato figure che operano nel Growth Hacking Marketing. Il Growth Hacker è l’arma segreta usata dalle più grandi aziende digital del mondo per crescere rapidamente. Ha un unico focus: la crescita. Il marketing è creare opportunità di vendita e gli esperti di digital marketing sviluppano ogni giorno campagne dirette al proprio target sui mezzi più adatti e misurano i risultati, ma quando devi lanciare una startup o un nuovo prodotto e non sai chi siano i tuoi utenti, ti serve la creatività del growth hacking.
    I Growth Hacker conoscono alcuni contenuti base legati a digital marketing, comunicazione, programmazione e user experience. Il Growth Hacker è smart e determinato, sperimenta, individua il target a cui rivolgersi per far crescere velocemente la propria base utenti.

    E allora, come fare per diventare Business Data Analyst o Grow Hacker?

    Così come fatto la volta scorsa, anche oggi ci sentiamo di segnalarvi due Master che TAG Innovation School, la scuola del digitale e dell’innovazione di Talent Garden, ha lanciato di recente:

    • Business Data Analysis – è l’unica professional learning experience che in 6 weekend e 40 ore di formazione online forma 25 professionisti in grado analizzare la nuova mole di dati alla quale siamo connessi con il fine di individuare degli actionable insight, cioè delle indicazioni su come sviluppare e orientare le proprie attività di business andando ad accrescere il proprio vantaggio competitivo. Il corso inizia il prossimo 23 settembre ed è aperto a chi ha esperienza di marketing, dati, sales, business o management. 30 luglio 2016 la scadenza per candidarsi per la borsa di studio.
    • Growth Hacking Marketing – è la prima volta che questo sistema di studio, già molto forte negli Usa, approda in Italia, con l’obiettivo di generare utenti e a convertirli in clienti. Con Growth Hacking Marketing si diventa professionisti capaci di far crescere rapidamente gli utenti, attraverso l’analisi e l’utilizzo dei dati e mettendo insieme programmazione e digital marketing, approfondendo Seo, Sem, Social Adv, Native Advertising, Direct Email Marketing e User Experience. Il corso inizia il prossimo 23 settembre con 6 weekend di full immersion e 40 ore di formazione online e si rivolge a chi ha esperienza di marketing, web development, dati, business o design. 30 luglio 2016 la scadenza per candidarsi per la borsa di studio.

    I due Master si rivolgono a persone con un background già formato e con un’età compresa tra i 27 e i 40 anni.

    Trovate maggiori informazioni sul sito di TAG Innovation School