Autore: Franz Russo

  • Snapchat ora ha più utenti giornalieri di Twitter

    Snapchat ora ha più utenti giornalieri di Twitter

    La crescita del fenomeno Snapchat sembra non arrestarsi. La notizia è che, secondo quanto riporta Bloomberg, gli utenti che giornalmente usano l’app sono di più di quelli di Twitter: 150 milioni contro i 140 milioni di utenti che ogni giorno usano la piattaforma da 140 caratteri.

    La crescita di Snapchat sembra non arrestarsi, anche se questa non è la vera notizia, nel senso che ci si attendeva un fenomeno in crescita. Ma la vera notizia, secondo quanto riporta Bloomberg, è che Snapchat ha reso noto quanti sono gli utenti che usano l’app ogni giorno. Un dato che comincia ad essere significativo.

    snapchat utenti giornalieri twitter franzrusso.it 2016

    Ebbene, ogni giorno sono 150 milioni gli utenti che interagiscono sull’app, a dicembre dello scorso anno erano 110 milioni, ossia una crescita in poco più di sei mesi che è del 35%. Ma la notizia assume ancora più importanza se paragoniamo i dato degli utenti giornalieri ad altre piattaforme. Si scopre così che Snapchat ha più utenti giornalieri di Twitter. Sono infatti 140 milioni gli utenti che ogni giorno interagiscono sulla piattaforma a 140 caratteri. Come sapete, Twitter nella pubblicazione dei dati trimestrali rivela il dato complessivo degli utenti mensili, che dall’ultima trimestrale sono 310 milioni, ma non rivela il dato giornaliero. Ma dall’ultima rilevazione Twitter ha rivelato che ogni giorno gli utenti che usano la piattaforma sono pari a circa il 44% del totale. E facendo due conti, viene fuori che in effetti gli utenti che twittano ogni giorno sono 136,4 milioni.

    Snapchat ha 150 milioni di utenti giornalieri, Twitter 140 milioni

    Ora, va detto, come del resto lo si sa ormai abbondantemente, che Snapacht fa leva su un pubblico più giovane e che mette in campo tutta una serie di strumenti per indurre gli utenti ad usare la piattaforma, è quindi più coinvolgente di Twitter. Caratteristica che lo stesso Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter, ha ammesso qualche giorno fa quando ha detto che è più moderna e ha messo in evidenza, come già fatto in altre occasioni, il fatto che Twitter risulta ancora poco coinvolgente e poco usabile. E su questo sappiamo stanno lavorando molto negli ultimi mesi.

    Certo il dato fa notizia e si mette ancora in evidenza la stretta relazione che esiste tra la difficoltà di una parte di utenti nell’usare la piattaforma (il prodotto) e la scarsa crescita della base utenti.

    Intanto Snapchat, che oggi vale 20 miliardi di dollari (dopo i recenti finanziamenti da 1,8 miliardi di dollari) e dopo il record di visualizzazioni video che superano i 10 miliardi al giorno, continua la sua crescita, seppur ancora non pienamente espressa.

    Staremo a vedere cosa succederà nei prossimi mesi.

  • Slow Brand Festival 2016, quando il Business sa essere Slow

    Slow Brand Festival 2016, quando il Business sa essere Slow

    Si terrà a Milano il prossimo 8 giugno, presso i Villini Storici dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – ALTIS, “Slow Brand Festival 2016”, giunto alla seconda edizione e realizzato da Brandforum.it in collaborazione con l’Arte del Vivere con Lentezza. Un’occasione per conoscere aziende e leader che hanno saputo rendere il proprio business anche Slow.

    Essere Slow non fa male, anzi, aiuta a comprendere meglio la direzione che si sta prendendo, ad una velocità adeguata, per meglio prendere delle decisioni. In un’era dove tutto corre a velocità sostenuta, forse in alcuni casi essere Slow può tradursi in una strategia vincente. Ma essere Slow non significa essere lenti, tutt’altro! Significa saper vedere le cose ad una velocità adatta alla propria realtà, al proprio modo di essere, introducendo pratiche nuove, più in linea con il proprio modo di vivere e lavorare. Si perchè ad essere Slow è anche il Business, con aziende che oggi decidono di adottare misure più consone alla propria realtà, decidono di adottare ritmi di lavoro meno stressanti, perchè consapevoli che quello può tradursi in un grande vantaggio per tutta l’organizzazione. Di esempi di aziende Slow non ne mancano, anzi, aumentano sempre di più, perchè si è notato che adottando ritmi di lavoro più vicini al proprio stile di vita non influisce sulla resa dell’organizzazione, anzi.

    [dropcap]I[/dropcap] brand devono avere il coraggio di innestare “nuovi tempi in nuovi spazi, più a misura d’uomo”

    E per conoscere meglio queste realtà e queste aziende l’occasione è lo “Slow Brand Festival 2016“, la seconda edizione del festiva che nasce dal  Brandforum in collaborazione con l’Arte del Vivere con Lentezza fondata da Bruno Contigiani. L’appuntamento per il Festival “lento”, che si inserisce anche quest’anno nella cornice della X Giornata della Lentezza, è per mercoledì 8 giugno (orario 14.30 – 19.30), presso gli splendidi Villini Storici dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – ALTIS. Una location Slow immersa in uno storico giardino nel centro cittadino, dove poter rallentare, discutere, ascoltare e dare ritmo al proprio tempo.

    slow brand festival 2016

    L’evento nasce nel 2015 da un’idea di Patrizia Musso (Direttore di Brandforum.it) e quest’anno lo si potraà seguire in rete e sui social media con questo hashtag: #SBF016. Slow Brand Festival 2016 vuole essere un momento di approfondimento e dibattito sulla maturità del fenomeno Slow in Italia, ma è volto anche a valorizzare e premiare grandi e piccoli Slow Brand già presenti sul nostro territorio oltre a quelle figure imprenditoriali – gli Slow Boss – che hanno saputo distinguersi per le loro scelte Slow in azienda e verso i consumatori.

    Per avere un’idea di chi sia oggi uno Slow Boss, è utile sapere che è un imprenditore che si è particolarmente distinto per aver operato a favore dei suoi dipendenti, dell’ambiente circostante in modo virtuoso e lungimirante mettendo in atto strategie d’impresa che mettono al centro le persone e i loro bisogni.

    L’evento si aprirà con il saluto introduttivo del Prof. Vito Moramarco, Direttore di ALTIS (Università Cattolica) e proseguirà con una Lectio inaugurale a cura di Maura Franchi, sociologa dell’Università di Parma, dal titolo “Il valore dei sogio: alla ricerca di un’alleanza fra brand e persone”. Si entrerà nel vivo con la prima parte di Slow Brand Talk sul tema Slow ADV e Slow Factory (moderato dal giornalista Andrea Di Turi) con Bruno Contigiani, Julia Schwoerer (Director Brand Development and Innovation presso Barilla G&R F.lli SpA), Andrea Ferrazzi (Confindustria Belluno Dolomiti, fondatore di Slow Communication), Maria Angela Polesana (sociologa, Università IULM), Sergio Tonfi (Director Superbrands Italia), Alessia Coeli (Responsabile Innovazione sociale e Welfare, ALTIS, Università Cattolica); a cui seguirà la seconda parte (moderata da Patrizia Musso) sul tema Slow web, con la partecipazione di prestigiose aziende tra cui Google Italia (Paola Marazzini – Agency Director Google Italy), Gruppo ENI (Daniele Chieffi – Head of Web Media Relations, Social Media management and Reputation Monitoring), Hole In One (Giovanni Santilio – Partner & Digital Engagement Director) ed esponenti del mondo delle PMI. Chiuderemo con la presentazione della ricerca sul tema “Slow Life contemporanea” a cura di Alessandra Olietti (Redazione Brandforum), e con le premiazioni finali di Slow Brand e Slow Boss.

    A fare da trait d’union ci sarà una rappresentazione teatrale innovativa a tema Slow con gli attori professionisti Matilde Dondena e Daniele Giulietti in collaborazione con gli studenti del Master in Account e Sales Management (ALMED) e i docenti Prof. Claudio Bernardi, Giulia Innocenti Malini e Laura Cantarelli.

    A valutare le griglie definitive ci sarà una giuria tecnica nella quale figuro anche io ma ci sono tante illustri personalità come Maura Franchi, Bruno Contigiani, Andrea Ferrazzi, Andrea Di Turi, Maria Angela Polesana, Alessia Coeli, Sergio Tonfi, Silvia Giovannini (Giornalista e consulente di comunicazione social), Maria Rosa Ambroso (space planner), Patrizia Musso e i redattori senior over 30 di Brandforum.it.

    Da ricordare di nuovo l’hashtag dell’evento #SBF016 e seguite anche il Brandforum su Facebook, Twitter e Instagram.

  • Le Amministrative 2016 sui Social, la sfida su Twitter e Facebook

    Le Amministrative 2016 sui Social, la sfida su Twitter e Facebook

    Domenica 5 giugno 2016 in molte città italiane di voterà per le Amministrative. Con lo studio di Blogmeter vediamo come la sfida si è giocata anche sui Social Media, in particolare su Twitter e su Facebook. In particolare, la Meloni è leader sui social network, la Raggi è la più coinvolgente. A Milano testa a testa su Facebook tra Sala e Parisi con il candidato del centrosinistra che primeggia su Twitter.

    La politica tende ormai sempre di più a utilizzare i Social Media, forse un po’ meno a usarli nel senso stretto, cioè aperta al dialogo e ascoltare i cittadini, questo è un dato di fatto. Ed è soprattutto in occasione di elezioni che si registra il massimo della presenza dei politici, per ovvi motivi. Nonostante la presenza della politica sui Social Media sia cresciuta negli anni, almeno negli ultimi 5, la sensazione è quella che l’approccio non sia stato tanto diverso da quello utilizzato solitamente con i mezzi di comunicazione tradizionali, ossia si è soltanto pensato a replicare un certo tipo di comunicazione piuttosto che crearne uno nuovo, più aperto al dialogo e alla conversazione con i cittadini. Molto rumore, ma poco ascolto, una strategia che in effetti non porta lontano.

    amministrative 2016 facebook twitter

    Ma restando sul tema elettorale, vediamo oggi grazie a questo studio di Blogmeter come i politici stanno usando, e hanno usato, i Social Media per le Amministrative 2016 che si terranno domenica prossima, 5 giugno, in molte città italiane (1372 comuni) tra le quali le più importanti come Milano, Roma, Torino, Napoli, Firenze, Palermo e Bologna. Nello specifico, lo studio prende in esame l’uso e l’attività dei candidati nelle città di Roma e Milano, disegnando scenari diversi.

    La sfida social per le Amministrative 2016 a Roma

    A Roma il candidato più forte sui Social Media è Giorgia Meloni che grazie anche al ruolo istituzionale a livello nazionale è riuscita a costruirsi un seguito ampio di sostenitori. Su Facebook ha superato i 580.000 fan, seguita a gran distanza da Virginia Raggi con circa 140.000 e dagli altri che ne hanno meno di 50.000. Ma, come sappiamo, questo rappresenta comunque un dato molto variabile dal punto di vista temporale, resta però interessante analizzare i tassi di crescita dei fan nelle ultime due settimane. E da questo punto di vista si nota che a crescere più velocemente degli altri sono Roberto Giachetti (+25%) e l’esponente del Movimento 5 Stelle (+18%).

    Ed è proprio Virginia Raggi a fare meglio degli altri in termini assoluti, infatti: ogni giorno riesce ad aggiungere mediamente 1.550 fan alla sua base. Se guardiamo i dati dal punto di vista del coinvolgimento, dell’engagement, degli utenti emerge che, in valore assoluto, la Meloni è leader, ma se si considerano i valori relativi le cose cambiano. Infatti la Raggi riesce a stimolare mediamente 2.660 interazioni (like, commenti, condivisioni) per post pubblicato, mentre la Meloni 1.587 e Giachetti 683.

    sindaci roma facebook twitter amministrative 2016

    Anche su Twitter Giorgia Meloni distanzia gli altri candidati in termini di follower: ne ha oltre 260.000, mentre Stefano Fassina ne ha 118.000 e gli altri molti di meno. A crescere più velocemente degli altri, nelle ultime due settimane, sono la Meloni e Giachetti. In termini di coinvolgimento sulla piattaforma da 140 caratteri, primeggia la candidata 5 stelle che per ogni tweet riesce a stimolare, in media, 436 interazioni (retweet, risposte, like). La segue il candidato del PD con 320 e la Meloni con 198.

    Giorgia Meloni ha quindi grandi numeri ma riesce ad essere poco coinvolgente se paragonata alla candidata Virginia Raggi del MoVimento 5 Stelle.

    La sfida social per le Amministrative 2016 a Milano

    Più equilibrata e combattuta è invece la sfida a Milano, anche per il fatto che si tratta di candidati nuovi (o quasi) sulla scena politica. Su Facebook, sia in termini di follower che di engagement, il candidato del centro destra e quello del centro sinistra sono vicini. Il candidato del Movimento 5 Stelle, Gianluca Corrado, è molto distanziato, anche per il fatto di essere arrivato sulla scena milanese in ritardo rispetto agli altri candidati. Beppe Sala ha circa 25.000 fan (+16% nelle ultime due settimane rispetto alle precedenti) mentre Stefano Parisi ha superato i 21.000 (+40%) e Gianluca Corrado ne ha poco più di 8.000 (+14%). Dal punto di vista del coinvolgimento le posizioni si mantengono inalterate se si guarda all’engagement in valori assoluti, mentre si invertono se si considerano quelli relativi. Parisi riesce a stimolare mediamente 487 interazioni per post pubblicato, mentre Sala si ferma a 472 e Corrado a 139.

    sindaci milano facebook twitter amministrative 2016

    Su Twitter lo scenario è diverso. In termini di sostenitori è Sala a primeggiare con oltre 13.000 follower (+0,3%), mentre Parisi si aggira intorno ai 5.000 (+5%) e Corrado ha superato i 1.000 (+13%). Quest’ultimo ha, però, la miglior capacità di coinvolgimento: per ogni tweet riesce a ricevere, in media, 62 interazioni, mentre Parisi si ferma a 24 e Sala a 16.

     

  • Instagram si evolve: ecco strumenti e profili Business

    Instagram si evolve: ecco strumenti e profili Business

    Instagram vira verso il Business, una scelta per molti attesa da tempo. Le novità annunciate riguardano la possibilità per le aziende di creare dei profili business, la possibilità di entrare in contatto con gli utenti attraverso email e l’introduzione degli insight per misurare l’andamento delle campagne. Nei prossimi mesi in Usa, Australia e Nuova Zelanda, entro l’anno a livello globale.

    Instagram cresce, continua a crescere in maniera costante e, allo stesso tempo, crescono le aziende che cominciamo ad investire sulla piattaforma. Di conseguenza, cresce anche l’esigenza per le aziende di avere adeguati strumenti per usare la piattaforma in chiave business. Un aspetto che mancava, fino ad oggi. Infatti è di poco l’annuncio di Instagram l’introduzione di opzioni e strumenti orientati al Business, proprio per soddisfare tutte quelle aziende, tante, che chiedevano di poter cominciare a sviluppare strategie più mirate anche su Instagram. Uno sviluppo atteso da tempo

    instagram business cover

    Le novità annunciate sono il frutto di un continuo dialogo con le aziende, da parte di Instagram, per comprendere le esigenze delle oltre 200 mila aziende che oggi usano la piattaforma. Ne è venuto fuori un insieme di strumenti e misure che consentiranno alle aziende di distinguersi, avendo la possibilità  di avere gli strumenti per farlo. Allora:

    Profili Business

    instagram profili business

    I nuovi profili business consentiranno agli account di accedere a diverse opzioni. Prima di tutto, c’è da dire che le aziende che vorranno avere un account business su Instagam dovranno avere una Pagina su Facebook. I Profili Business potranno quindi avere la possibilità di entrare in contatto con gli utenti via mail o via telefono attraverso il tasto “Contatto”. Questo perchè molte aziende hanno riferito, nei vari sondaggi che Instagram ha sostenuto, di trovare difficoltà ad entrare in contatto con gli utenti. Il tasto Location consentirà poi agli utenti di avere informazioni geografiche sull’azienda.

    Insights

    instagram business insight

    Sezione molto attesa dagli addetti ai lavori. Attraverso gli Insights su Instagram si avranno informazioni utili sui followers e misurare l’efficacia della comunicazione adottata sulla piattaforma. Sarà quindi possibili migliorare, con queste informazioni, i propri contenuti per renderli più coinvolgenti, ma anche avere informazioni sui tempi di pubblicazioni in relazione alle interazioni ricevute. Al momento questa è una possibilità legata agli account verificati e a quelli che hanno largo seguito, solo successivamente gli Insights saranno disponibili per tutti gli altri profili.

    Promozioni

    instagram business promozioni

    Questa possibilità di promozione renderà i post più performanti trasformabili in ads all’interno della piattaforma, con la possibilità di entrare in contatto con molti più utenti. Quindi per attivare un annuncio, sarà sufficiente selezionare il contenuto più performante e aggiungere un bottone, invitando gli utenti ad interagire. Sarà possibile selezionare un target di riferimento oppure lasciarsi suggerire da Instagram. Fatto questo, si potrà scegliere il periodo di visualizzazione dell’annuncio. E’ una modalità, come avrete certamente notato, piuttosto semplice, sicuramente sarà estesa nel corso del tempo anche in base ai feedback che arriveranno.

    I nuovi strumenti e i nuovi profili saranno rilasciati nei prossimi mesi in Usa, Australia e Nuova Zelanda. Entro l’anno lo saranno a livello globale.

  • Quando lo smart working o essere freelance diventa strategia di vita

    Quando lo smart working o essere freelance diventa strategia di vita

    Quando la libera professione è una scelta, regala una libertà di cui è necessario assumersi anche la responsabilità personale. Perché in un mondo in cui la competizione si fonda sulla flessibilità, tra Smart Working e Freelance, ci sono rischi da non correre per preservare Autenticità, Creatività ed Efficacia lavorativa.

    Sul portale nazionale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, lo Smart Working è definito come la nuova modalità di lavoro di un’azienda, nella quale le esigenze personali del lavoratore si conformano, in modo complementare, con quelle dell’intera organizzazione.
    Gli obiettivi fondamentali sono quelli di favorire le condizioni dei singoli, ma allo stesso tempo di innovare i servizi dell’impresa, rendendola – grazie a questa conciliazione – molto più competente sul mercato.

    Da una parte, dunque, le singole persone possono contare sia su orari sia su spazi nuovi di lavoro – in particolare fuori dagli uffici come è l’Home Working – e conciliare le esigenze personali, dall’altra parte l’azienda stessa ristruttura le dimensioni ambientali e il funzionamento e conta sullo sviluppo completo di tutte le sue potenzialità.
    Un risultato lavorativo uguale a prima? Si suppone e ci si aspetta che sia meglio di prima.

    smart working freelance lavoro

    E’ il potere della Flessibilità del lavoro: il concetto chiave su cui convergono sia Smart Working e Home Working aziendale sia una nuova forma di lavoro ormai conosciutissima, quella del Freelance e del Libero Professionista.
    Come scrive Francesco Russo nel suo post i dati rilasciati da Adecco Italia sulle assunzioni a tempo indeterminato nel 2015 evidenziano come, anche in Italia, comincino ad affacciarsi concetti come smart working e freelance.
    Nel 2020 negli USA si stima che già il 50% dei lavoratori sarà costituito da liberi professionisti, mentre in Italia da oggi a cinque anni “quando si chiede “come ti vedi fra 5 anni?” 3 su 4 (il 74% dei lavoratori) si vede come lavoratore dipendente, mentre solo il 22% risponde che svolgerebbe una professione autonoma”.

    Approfondendo il significato attribuito al lavoro, continua Francesco Russo: “il 42% degli intervistati vede il contratto a tempo indeterminato come una tutela e solo il 19% come una costrizione”.
    E questo, dal punto di vista psicologico, è un dato estremamente rilevante.
    Certo si sa che la stabilità lavorativa è la moneta di scambio, ma ci si chiede concretamente se la flessibilità sul lavoro possa realizzare uno stile di vita migliore.
    Più rispettoso delle condizioni umane e sentimentali – in termini di aspettative e qualità della vita -, meno stressante e anzi più aperto a una crescita professionale e personale.

    Purtroppo la libera professione non è sempre una scelta.
    Tuttavia, lo è sempre di più e – quando lo è – significa dover fare prima ancora una vera e propria scelta di vita.
    Spazio, tempo, priorità.
    Domeniche. Vacanze.
    Iniziare il lavoro di freelance o di libero professionista significa riguadagnare potere decisionale su queste variabili.
    E prendere decisioni, psicologicamente parlando, è sempre la via più difficile.
    Scegliere e decidere di sé implica necessariamente aver fatto prima almeno una pausa – magari solo interiore – sufficiente ad essersi ascoltati per capire cosa si vuole diventare da grandi. E non è affatto un giochetto da bambini.
    Decidere fa paura, perché la libertà fa paura.
    E fa paura perché la responsabilità cade tutta su di noi.

    Flessibilità lavorativa vuol dire imparare ad amministrare e coordinare il tempo e le mansioni da soli, ottimizzando la libertà di muoversi e diversificando le competenze, per realizzare al meglio il proprio potenziale intellettivo, conoscitivo e lavorativo.
    Piegarsi e non spezzarsi? L’elasticità è questo.
    Una condizione veramente difficile per la mente umana: per rimanere vigile e creativa al tempo stesso deve costantemente aggiornare le informazioni immagazzinate, ampliare e diversificare la precedente formazione e restare comunque aperta a ricominciare da capo.
    Ricominciare in altri ambiti, in altre modalità, e a volte proprio da zero.
    Senza che questo comporti un senso di fallimento.

    Esiste un limite nella nostra psiche che non va superato: quello di mettere a repentaglio la propria stabilità interiore e la natura della propria personalità.
    Il costo psichico sarebbe quello di una quota d’ansia quotidiana e un livello dello stress insuperabili da gestire, che a loro volta non possono che annientare tutti nostri sforzi.
    L’identità personale percepita è il caposaldo da conservare.
    Tutti noi abbiamo un‘immagine di quello che siamo, spesso incoscientemente alterata da vissuti precedenti o da ambizioni più o meno soddisfatte. E’ esattamente quell’immagine quella che va preservata.
    Al costo – non reversibile – di arrivare a una frammentazione del senso di sé.
    Esiste un nucleo di noi, la nostra Autenticità, che è il bene più prezioso che abbiamo.
    Lo riconosciamo – e lo riconoscono gli altri – nel nostro modo di parlare più spontaneo, nel nostro modo di pensare, usare il Linguaggio Non Verbale, confrontarsi rimanendo fedeli a se stessi. Coerenti.
    Coerenza non come concetto morale, ma come parametro per non smarrire se stessi.

    E’, quindi, necessario imparare ad adattarsi alla flessibilità.
    La dottoressa Mary-Anne Barclay, dell’Università del Queensland in Australia, ha condotto una ricerca in cui sono stati identificati i fattori di maggior rischio psicologico e sociale della flessibilità al lavoro.
    Secondo il suo team di ricerca (2013), i fattori cruciali da non perdere di vista sono il Controllo e la Gestione del Tempo, le Relazioni Interpersonali – soprattutto le relazioni di coppia – e le Risorse Fisiche e Nervose.

    In primo luogo i danni sulla salute: l’esaurimento di forze comporta non solo squilibri psicologici di ansia e stress, ma tende con facilità estrema a somatizzarsi, provocando alterazioni negative del sistema immunitario e digerente.
    L’affaticamento cerebrale comporta poi, anche se ostinatamente non vogliamo accorgercene, una diminuzione della concentrazione e della memorizzazione di nuove informazioni.
    Non solo si è più stanchi e più nervosi: si è anche più distratti e si produce di meno.

    Certo rimane il fatto che – nel lavoro autonomo – “più lavori e più guadagni”, e ovviamente è per questo che si tende a spingersi fino al limite delle proprie possibilità mentali e fisiche.
    Eppure quel limite va definito con una strategia di vita, che va rispettata esattamente come si rispettano le strategie lavorative.
    I vantaggi saranno moltissimi: gestire il tempo dedicato al lavoro rispettando gli intervalli necessari ai ritmi biologici (sonno/veglia e alimentazione) e al riposo mentale porta sicuramente ad avere una marcia in più, una volta rientrati.
    Si può sperimentare facilmente come, allontanandoci dal lavoro – dalla nostra continua connessione – possiamo ridimensionare con equilibrio i problemi, scoprire soluzioni, trovare un livello decisamente più alto di creatività e produrre di più.
    E molto utile è alternare il lavoro solitario con modalità di lavoro in spazi di Coworking, dove potersi relazionare, confrontare, stimolarsi a vicenda, ma dove è anche più facile fare una pausa per un caffè.

    Il lavoro autonomo si traduce, dunque, in una sfida: se da un lato viene scelto (quando viene scelto) per la libertà di autogestirsi e di conciliare lavoro e vita privata, dall’altro presenta rischi perfettamente riconoscibili.
    Assumerci la responsabilità di noi stessi, della nostra salute e del rispetto della nostra Autenticità, rimane il primo passo da fare.

  • Uefa Champions League, la finale si gioca anche su Twitter

    Uefa Champions League, la finale si gioca anche su Twitter

    Stasera a Milano si gioca la grande finale della Uefa Champions League tra Atletico Madrid e Real Madrid, uno dei grandi classici spagnoli. E anche Twitter si appresta a raccontare la serata della finale. Gli utenti potranno scatenarsi a twittare con hashtag e emoji, vediamo insieme quali.

    I tifosi di tutto il mondo attendono la partita di stasera, la finale di Uefa Champions League 2016 che allo Stadio S. Siro di Milano vede di fronte due squadre spagnole: l’Atletico Madrid e il Real Madrid. Un autentico derby che diventa internazionale per una notte. E anche Twitter si appresta a vivere questa grande notte di sport, come sapete uno dei temi più seguiti sulla piattaforma da 140 caratteri è proprio il calcio.

    Hashtag ufficiale dell’evento sportivo è #UCLfinal, di fianco trovate il tradizionale pallone a stelle. Tutti gli appassionati potranno seguire in tempo reale su Twitter la partita e interagire, commentando l’evento ed esprimendo le proprie preferenze in supporto di Real Madrid (@realmadrid) o Atletico Madrid (@Atleti). La sfida non sarà soltanto sul campo: i tifosi potranno scatenarsi con l’utilizzo di Emoji e Hashtag, che non solo renderanno la conversazione su Twitter più divertente e immediata, ma che, per questa speciale occasione, si trasformeranno in vere e proprie EmojiBattle e HashtagBattle.

    twitter uefa champions league emoji cover

    Una dichiarazione di schieramento per gli uni o per gli altri che sta già infiammando gli appassionati di calcio italiani, che, dal 24 maggio, hanno la possibilità di far illuminare, a suon di Tweet, la guglia più alta di Milano, la UniCredit Tower,  a favore dell’una o l’altra squadra usando #HalaMadrid o #AupaAtleti, grazie all’iniziativa in collaborazione con Unicredit (@Unicredit_IT) che vede anche la proiezione dei Tweet e selfie dedicati alla finale sul building Unicredit.

    E Twitter sarà anche presente con uno stand al UEFA Fan Festival, uno spazio dedicato in Piazza Castello, da cui si potrà seguire l’evento attraverso Tweet e dati proiettati in tempo reale sugli schermi.

    Per chi non potrà essere presente alla finale o al UEFA Fan Festival, sarà comunque possibile vivere le emozioni di questo incredibile match grazie agli account ufficiale delle due finaliste, @realmadrid e @Atleti, all’account ufficiale della Champions League, @ChampionsLeague.

    Questi alcuni tweet da parte dei due team che nei giorni scorsi hanno raggiunto Milano in vista della finale di stasera:

    Da non dimenticare i giocatori: tra i nomi in campo spicca sicuramente Cristiano Ronaldo, @Cristiano, lo sportivo più seguito al mondo su Twitter con ben 42,4 milioni di follower, che capitalizzerà l’attenzione dei tifosi di tutto il mondo. Solo nel corso di questa edizione del trofeo, ci sono stati più Tweet su di lui che sull’intera squadra dell’Atletico Madrid.

    Diamo qualche numero sulla Uefa Champions League e Twitter

    Come dicevamo prima, Twitter si conferma il luogo delle conversazioni per eccellenza relative ai grandi eventi sportivi: solo in Italia, ad esempio, l’83% degli utenti è interessato allo sport. Il calcio, in particolare, aggrega gli appassionati italiani che vedono Twitter come la miglior piattaforma per seguire il calcio in diretta e le breaking news (53%).

    La UEFA Champions League 2016 ha iniziato a creare conversazioni su Twitter nove mesi fa, dai gironi fino alle semifinali, raggiungendo un numero totale di 65 milioni di Tweet dallo scorso settembre (1.9 milioni di Tweet con i soli hashtag delle singole partite).

    Di seguito i primi dieci picchi di conversazioni che hanno caratterizzato la stagione su Twitter:

    1. 14 aprile 2016: l’Atletico batte il Barcellona e si aggiudica la semifinale – 76mila Tweet al minuto

    2. 14 aprile 2016: nello stesso match, Griezmann segna all’88’ minuto il rigore che porta la squadra sul 2-1 complessivo – 56mila Tweet al minuto

    3. 3 maggio 2016: l’Atletico batte il Bayern di Monaco e si aggiudica la finale – 56mila Tweet al minuto

    4. 4 maggio 2016: il Real Madrid batte il Manchester City per 1-0 e si aggiudica la finale – 49mila Tweet al minuto

    5. 12 aprile 2016: Cristiano Ronaldo segna due gol in due minuti per riportare la squadra sul 2-2 complessivo nel ritorno dei quarti di finale contro il Wolfsburg – 45mila Tweet al minuto

    6. 20 ottobre 2016: Il gol di Ozil che porta l’Arsenal sul 2-0 contro il Bayern di Monaco nel girone – 41mila Tweet al minuto

    7. 12 aprile 2016: Cristiano Ronaldo segna una memorabile tripletta contro il Wolfsburg che regala al Real Madrid il passaggio alla semifinale – 40mila Tweet al minuto

    8. 16 marzo 2016: l’incredibile apporto alla partita di Morata contro il Bayern che, insieme a Cuadrado, regala la momentanea vittoria alla Juventus all’Allianz Arena – 40mila Tweet al minuto

    9. 3 maggio 2016 – Neuer compie una parata miracolosa sul rigore di Fernando Torres durante la semifinale – 40mila Tweet al minuto

    10.  5 aprile 2016 – Suarez segna un bellissimo goal al Camp Nou che riapre le speranza del Barcellona nella partita contro l’Atletico – 39mila Tweet al minuto.

    Questi invece i protagonisti più chiacchierati su Twitter durante questa edizione del trofeo:

    1.    Diego Simeone – @simeone

    2.    Pep Guardiola – @pepteam

    3.    Cristiano Ronaldo @cristiano

    4.    Gareth Bale

    5.    Fernando Torres

    6.    Antoine Griezmann

    7.    Zinedine Zidane

    8.    Jan Oblak

    9.    Yaya Touré

    10.  Manuel Neuer.

    Il Tweet più Retwittato in questa stagione è quello di Robert Huth (@robert_huth), il difensore tedesco del Leicester City che non vede l’ora di poter giocare in Europa con la sua squadra, fresca vincitrice della Premier League inglese: il suo divertente Tweet ha avuto 31 mila Retweet:

    Ecco gli altri:

    La Uefa annuncia le squadre approdate ai quarti di finale: 27 mila Retweet

    Il Real Madrid festeggia la vittoria contro il Wolfsburg: 19 mila Retweet

    Sergio Ramos si prepara ad affrontare il Wolfsburg dopo aver battuto il Barcellona nella Liga spagnola: 17 mila Retweet

    Jiker Casillas si congratula con il Real Madrid per essersi aggiudicato la finale: 17 mila Retweet

    Allora, seguirete anche voi la finale di stasera? E per chi tiferete?

  • Al via il Wired Next Fest 2016, da seguire in live streaming dal BNL Dome

    Al via il Wired Next Fest 2016, da seguire in live streaming dal BNL Dome

    wired next fest 2016

    Prende il via da oggi, per concludersi domenica ai Giardini Indro Montanelli di Milano, la quarta edizione del Wired Next Fest. Una tre giorni per parlare di innovazione e tecnologia con la presenza di oltre 150 ospiti tra. Qui su InTime trasmetteremo la diretta a partire dalle 14 fino a domenica tutti gli eventi dal palco BNL Dome.

    Prende il via da oggi fino a domenica il Wired Next Fest 2016, la tre giorni dedicata a innovazione e tecnologia che si tiene fino a domenica 29 maggio presso i Giardini Indro Montanelli a Milano. Per tutti coloro che non potranno esserci trasmettiamo, a partire da oggi e per tutte le giornate, il #WNF16 anche qui su InTime. Dalle ore 14 potremo seguire insieme tutti gli eventi in programma durante questo festival, che giunge quest’anno alla sua quarta edizione, dal palco BNL Dome.

    Tra dibattiti, dimostrazioni ed esibizioni live, si avvicenderanno numerosi ospiti che racconteranno le loro esperienze su come innovare in Italia e su quali possibilità presenti all’estero.

    Nella prima giornata si parlerà di cinema e animazione con Marco Savini, fondatore della scuola di tecnologie Big Rock, di navigatori gps indoor con Domenico Colucci e Giangiuseppe Tateo di Nextome e di Edilportale con il suo fondatore Ferdinando Napoli.

    Sabato pomeriggio siederanno, tra gli altri, davanti alle telecamere Marco De Rossi di WeSchools che racconterà come si può innovare la scuola, Marco Astorri di BioOn che illustrerà nuovi materiali rispettosi dell’ambiente, Ottavio Crivaro e Matteo Campodonico che spiegheranno la tecnologia applicata nello sport.

    Nella giornata conclusiva di domenica, saliranno sul palco Roberto Dal Bosco di Si14 che tratterà di design, Giovanni Caturano di Spinvector di tecnologie italiane per videogiochi e simulatori, Marco Trombetti di Translated, azienda leader nel mondo delle traduzioni e, in conclusione, Marco Ariani che racconterà come ci si può liberare dai rifiuti spaziali.

  • Snapchat, nuovi finanziamenti e valore a 20 mld di dollari

    Snapchat, nuovi finanziamenti e valore a 20 mld di dollari

    Snapchat, l’applicazione per lo scambio di video messaggi che si cancellano in pochi secondi, secondo quanto riporta TechCrunch, ha raccolto un nuovo finanziamento da 1,8 miliardi di dollari. Una situazione che fa crescere il valore della startup fino a 20 miliardi di dollari.

    Snapchat, è inutile dirlo, è sicuramente uno dei fenomeni del momento. Non passa giorno che non vi sia una notizia riguardo alla sua forte crescita, per lo più localizzata negli Usa. Grande crescita che si rispecchia anche nella crescita dal punto di vista aziendale. Secondo le notizie che riporta TechCrunch, la startup che ha sede a Venice (Los Angeles) ha raccolto un nuovo finanziamento per 1,8 miliardi di dollari. A dimostrarlo sono dei documenti depositati presso la SEC (la nostra Consob) i quali dimostrano questi finanziamenti e l’ultimo ricevuto, un round F. E grazie proprio a questa tipologia di riesce a comprendere meglio il valore dell’azienda che adesso dovrebbe essere intorno a 20 miliardi di dollari, prima si parlava di 17,5 miliardi di dollari.

    snapchat valore

    Sul valore in realtà ci sono delle valutazioni contrastanti, anche se si è concordi nel dire che in effetti questo ultimo finanziamento è un insieme di finanziamenti che permettono di arrivare a questa cifra. Tra i finanziatori ci sono General Atlantic, Sequoia Capital, T. Rowe Price, Lone Pine, Glade Brook Capital, IVP, Coatue Management, Fidelity e altri ancora.

    L’ultimo finanziamento dell’inizio dell’anno era stato di 175 milioni di dollari e il valore era arrivato a 16 miliardi di dollari.

    Snapchat continua a registrare molto interesse da parte degli investitori, un interesse che riflette un’attenzione particolare da parte delle aziende che stanno cominciando a utilizzare l’app per cercare di intercettare un pubblico molto giovane. Val la pena evidenziare che stiamo parlando di un app che conta 110 milioni di utenti attivi al giorno, di cui il 18% è localizzato negli Usa. I Millennials americani che usano l’app sono il 30%. Il 60% della base utenti posta di continuo contenuti e sono 9 mila gli snap al secondo sull’app.

    In Italia è ancora un fenomeno tutto da scoprire e l’invito, per saperne di più sull’uso e sui casi interessanti che emergono via via, è quello di seguire Giuliano Ambrosio e ha anche aggiunto i dati sul pubblico italiano che sarebbe composta da 673 mila utenti, di cui il 61% rientra nella fascia di età 16-24 anni e il 60% degli utenti sono uomini.

    Qualche settimana fa vi riportavamo la notizia che su Snapchat le visualizzazioni sono state più di 10 miliardi al giorno, un dato raggiunto grazie a “Stories”, una opzione che permette agli utenti di condividere immagini e video, quindi momenti della propria vita, nell’arco di 24 ore.

    Cresce l’interesse e l’attenzione verso Snapchat. E’ ancora un fenomeno da scoprire nel nostro paese, molti utenti si stanno avvicinando all’app consapevoli comunque che si tratti di un’applicazione che non si addice a tutti gli utenti.

    Intanto continueremo a seguirne gli sviluppi. E voi la usate?

  • #inflUTILITY, il nuovo approccio all’Influencer Marketing. Intervista a Flavia Rubino

    #inflUTILITY, il nuovo approccio all’Influencer Marketing. Intervista a Flavia Rubino

    E’ stato da poco pubblicato “#inflUTILITY, Un nuovo approccio strategico al marketing collaborativo” l’ebook che tratta il tema dell’Influencer Marketing e soprattutto degli “influencer” con un approccio diverso. L’ebook fa parte di un progetto più ampio che mette al centro il marketing collaborativo. E in questa intervista ne parliamo con l’ideatrice, Flavia Rubino.

    Si parla sempre più spesso di Influencer Marketing e soprattutto di “influencer” e a volte il tema stesso viene trattato da un punto di vista che non approfondisce le tematiche da un punto di vista della loro funzionalità all’interno del Marketing. Si, perchè l’Influencer Marketing è una parte del Marketing, non la si scopre oggi, ma grazie ai social media e alle loro caratteristiche legate alle Relazioni/Conversazioni, trova una nuova dimensione per svilupparsi.

    #influtility influencer marketing

    In questi giorni è stato pubblicato un ebook interessante che mi vede partecipe insieme ad altri illustri e bravi professionisti del settore “#inflUTILITY, Un nuovo approccio strategico al marketing collaborativo“, vi partecipano infatti Claudio Gagliardini, Marcello Coppa e Flavia Rubino, che è poi l’artefice dell’ebook il quale fa parte però di un progetto più ampio che non si esaurisce con la pubblicazione del testo. Ne è nata infatti una piattaforma, appunto influtility.com, che vuole introdurre un nuovo modo per approcciare all’Influencer Marketing, teso a sottolineare il valore della collaborazione e della “co-creazione” che nasce dalla stretta collaborazione tra influencer e azienda.

    Per questo motivo, ho fatto qualche domanda proprio a Flavia Rubino che ci spiega il progetto e il perchè nella esigenza di pubblicare questo ebook che potete scaricare gratuitamente da questo link.

    Allora Flavia, come nasce e cosa sta a significare #inflUTILITY?

    #inflUTILITY nasce dall’esigenza di fare informazione ed educazione sull’approccio che YourBrand.Camp persegue ormai da un anno, ovvero l’influencer marketing collaborativo e dal basso, molto diverso dal consueto “buzz marketing”.
    Influenza utile, infl-utility dunque, come visione strategica ma anche come linea guida molto pratica nella realizzazione di tutti i nostri progetti in cui mettiamo in contatto le aziende con le persone della rete.
    Ho deciso di scrivere un Book e ho chiamato alcune teste eccellenti ad aiutarmi, per spiegare cosa significa fare influenza utile, in modo semplice, a tutti.

    #influtility approccio influencer marketing

    Si parla sempre più spesso di Influencer Marketing, come é affrontato il tema in questo ebook?

    Cerchiamo di ribaltare il punto di vista tradizionale, chiedendoci non cosa gli influencer possono fare per i brand ma esattamente il contrario, non come fare più quantità ma più qualità. Se il valore dell’influenza rispetto alla pubblicità classica sta nella conversazione earned, cioè maggiormente credibile, è quanto meno paradossale limitarsi a trattare gli influencer come paid media, semplici ripetitori di campagne. C’è invece un potenziale, una miniera di risorse e competenze ancora inesplorate nella coda lunga dei cosiddetti Power middle: persone attive in rete disposte a collaborare a progetti di marketing utili, lontani dai riflettori e senza atteggiamenti da vip.

    Qual é, secondo te, l’aspetto che non bisogna assolutamente trascurare quando si parla di Influencer Marketing?

    La cocreazione. Per creare valore utile con un progetto di influencer marketing, sono diversi gli aspetti da considerare, e li approfondiamo tutti nel book.
    Tra i più importanti: la creatività e l’empowerment, ovvero lasciare spazio agli influencer per farli contribuire al progetto con le loro idee e le loro competenze, fornendo loro tante ispirazioni e mai costrizioni. La relazione di fiducia, che si crea con tempo e pazienza, ed è indispensabile per lasciare quello spazio. La credibilità, che deriva da obiettivi trasparenti e da progetti di valore a cui l’influencer possa aderire con vera convinzione. E molta sensibilità, per capire come aggiungere valore e non vuoto buzz/volume.

    Quali sono i prossimi step di #inflUtility?

    Abbiamo appena lanciato un Camp, cioè un’area dedicata al progetto #inflUTILITY su www.yourbrand.camp dove invitiamo la nostra community a far conoscere YBC e la sua visione diventando “digital PR” con noi. Invece di parlare della teoria del social media marketing e dell’influencer marketing, facciamolo insieme. Inoltre il sito http://influtility.com continuerà a raccogliere nel tempo articoli, video e pillole di #inflUTILITY.

    Ovviamente seguiremo insieme questo progetto, contribuendo alla sua crescita. Ringrazio Flavia Rubino per la sua disponibilità e vi invito a scaricare e leggere l’ebook, e ovviamente attendo i vostri feedback.

  • Social Media e Personalità, la foto profilo può rivelare chi siamo

    Social Media e Personalità, la foto profilo può rivelare chi siamo

    Presentato al recente ICWSM (International Conference on Web and Social Media) di Colonia, uno studio condotto da Daniel Preoţiuc-Pietro dell’Università della Pennsylvania ha dimostrato che la foto profilo sui Social Media può rivelare alcuni dettagli sulla nostra personalità.

    La foto profilo, quella che scegliamo con cura perchè ci rappresenti al meglio, oltre a presentarci è indicativa anche sulla nostra personalità. Sembra una forzatura, ma non lo è. Infatti uno studio condotto dal team di Daniel Preoţiuc-Pietro dell’Università della Pennsylvania, presentato di recente a ICWSM (International Conference on Web and Social Media) di Colonia, “Analyzing Personality through Social Media Profile Picture Choice“, ha dimostrato che la foto profilo può indicare qualche dettaglio sulla nostra persona, al punto da delineare cinque profili in cui chiunque in effetti potrebbe riconoscersi. Lo studio è stato riportato anche da New Scientist.

    social media personalità

    Chissà quante volte vi sarà capitato di osservare una foto profilo di un vostro contatto sui Social Media e vi sarete chiesti che tipo di carattere sia. Magari c’è un particolare che sembra indicarvi qualcosa ma po resta sempre il contatto diretto a rivelare la vera personalità delle persone (e scusate il gioco di parole). Fatto salvo che il contatto diretto sia quello che davvero ci permette di conoscere le persone con cui siamo in contatto quotidiano attraverso i Social Media, possiamo comunque prendere in considerazione questo studio che ci offre qualche spunto in più per provare a riconoscere meglio le persone anche dalla foto profilo.

    Lo studio che ha condotto Daniel Preoţiuc-Pietro ha esaminato 66 mila utenti su Twitter e analizzato 3.200 tweet tra i più recenti di ognuno. Intanto dei 66 mila utenti sono stati selezionati 434 utenti sui quali è stata condotta un’analisi psicologica più approfondita attraverso il metodo, che i psicologi conoscono bene, denominato “Big Five“. A quel punto è bastato mettere in relazione i risultati dei test con i caratteri emersi dalle foto profilo. E il risultato è questo.

    Riprendendo proprio i tratti della personalità definiti dal Big Five, viene fuori:

    Estroversione

    Le persone estroverse per definizione si riconoscono anche dalla loro foto profilo sui Social Media. Le loro foto sono molto colorate, spesso sono foto artistiche di bassa qualità. Quasi mai amano mostrarsi in foto con gli occhiali e tendono ad apparire più giovani.

    Amicalità

    Se nella vostra foto profilo dimostrate tratti che vi fanno sembrare molto amichevoli è molto probabile che voi tendete ad andare spesso d’accordo con gli altri e siete dei tipi allegri. La vostra foto profilo è spesso colorata ma sfocata e non molto nitida, e vi mostrate di solito sorridenti.

    Coscienziosità

    Questo tratto della personalità delinea persone che spesso si comportano in maniera pianificata col rischio, a volte, di apparire testardi e inflessibili. Nelle loro foto le persone coscienziose appaiono sorridenti e felici, un tratto che spesso non si ritrova in questo tipo di persone. Nelle foto appaiono spesso da soli, sono foto mosse, con gli occhiali e a volte appaiono più vecchi di quello che sembrano in realtà.

    Stabilità emotiva (nevrotici)

    Le persone che presentano questi tratti fanno fatica a celare i loro caratteri negativi anche in foto. la foto profilo di queste persone spesso è un oggetto piuttosto che il proprio volto.

    Apertura Mentale

    Le persone che presentano tratti di apertura mentale sono quelle che si presentano in modo stravagante e inusuale. Spesso, anche loro, utilizzano un oggetto nella loro foto profilo invece che del loro volto. Amano usare foto di qualità anche se non troppo colorate. Mostrano gli occhiali e le loro immagini sono spesso “ad alto contenuto di emozioni negative” e spesso hanno lo sguardo arrabbiato.

    Questi i profili che sono emersi dallo studio, uno dei tanti che rivelano sempre più dettagli relativi agli utenti.

    Lo studio è interessante, prova a dare qualche elemento in più rispetto alle persone che siamo partendo da uno status, da un tweet in relazione alla nostra foto profilo. In questo modo diamo dei segnali alle persone che entrano in contatto con noi, segnali che possono essere utili per conoscenze personali tra i contatti, ma anche per chi deve selezionare delle figure professionali, ad esempio.

    E voi che persone siete? Vi riconoscete in questi profili? Raccontateci la vostra esperienza.