Autore: Franz Russo

  • Maker Faire 2015, la fiera dell’Innovazione in live streaming

    Maker Faire 2015, la fiera dell’Innovazione in live streaming

    La Maker Faire sta per prendere ormai il via. Il più grande evento dedicato all’innovazione in Europa, sta per prendere il via, si terrà a Roma, presso l’Università La Sapienza dal 16 a 18 ottobre. E oggi a partire dalle 18 potrete seguire qui sul nostro blog l’anteprima “Made in Rome, How to Remake the Eternal City”.

    E’ ormai prossima a prendere il via Maker Faire 2015, quello che è il più grande evento in Europa dedicato all’innovazione e alla tecnologia si terrà a Roma dal 16 al 18 ottobre presso l’Università La Sapienza. E questa sera, a partire dalle ore 18,  in live streaming, che potrete seguire anche qui sul nostro blog, l’anteprima “Made in Rome, How to Remake the Eternal City”. Di scena gli innovatori romani per raccontare un’altra storia della città eterna, quella di chi vuole accendere una scintilla per avviare il motore del cambiamento.

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    Maker Faire 2015 è più di 600 stand, oltre 700 invenzioni selezionate da tutto il mondo, centinaia di workshop e seminari con gli speaker più importanti del settore e un’area dedicata ai kids con più di 90 laboratori per imparare a programmare, costruire il proprio robot e tanto altro.

    E oggi, dalle 18 alle 20:30, dall’Ex Dogana nel quartiere di San Lorenzo di Roma, trasmetteremo l’evento “Made in Rome, How to Remake the Eternal City”. Una conferenza dedicata agli innovatori romani, di origine e di adozione, a tutti coloro che usano la scienza, l’arte, la tecnologia, la fantasia e la passione per migliorare il mondo. Startupper, makers, inventori, scienziati e sognatori per raccontare un’altra storia di Roma, quella di chi vuole accendere una scintilla per avviare il motore del cambiamento e ricostruire la città eterna dalle sue fondamenta di bellezza, integrazione, creatività, storia e innovazione.

    A condurre la serata ci sarà Riccardo Luna. Interverranno: Carlotta Sami portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), Paco Lanciano fisico e divulgatore scientifico, Gianluca di Girolami presidente UISP (Unione Italiana Sport per Tutti), Alessandro Messina direttore generale Banca Etica, Andrea Lupi segretario generale Fondazione Montessori, Diva Tommei CEO/Co-founder Solenica, Chiara Tonelli architetta, docente universitaria e conduttrice televisiva, Stefano Mosconi CTO/Founder Jolla, Roberto Macina CEO/founder Qurami, l’On. Ilaria Capua virologa, Nicola Greco PHD student MIT e Claudio Carnevale amministratore delegato Acotel Group.

    Domani, venerdì 16 ottobre, dalle 11.30 alle 13.30, invece spazio alla grande apertura della Maker Faire Rome, da seguire sempre qui sul nostro blog.

    In live streaming dall’Università Sapienza di Roma la “Opening Conference: Life with the machines”. Interverranno: WalkMan The Robot & Roberto Cingolani (IIT – Italian Institute of Technology Genova Scientific Director), Cesare Cacitti (Maker), Valeria Cagnina (blogger), Massimo Banzi (Co-founder Arduino), Caterina Caselli (talent scout, music publisher and artist), Maurizio Costabeber (DWS general manager), Carlo De Benedetti (honorary chairman at Make in Italy Foundation), Dario Pagani (information & communication technology executive vice president ENI), Carlotta Ventura (group senior vice president brand strategy & media at Telecom Italia) e Josh Walden (senior vice president Intel). A dare il benvenuto Riccardo Luna (Digital Champion Italy), Dale Dougherty (founder & executive chairman at Maker Media), Eugenio Gaudio (Rettore Università La Sapienza), Marta Leonori (assessore Roma produttiva, rapporti con le associazioni dei consumatori e città metropolitana), Lorenzo Tagliavanti (presidente della Camera di Commercio di Roma) e Nicola Zingaretti (Governatore della Regione Lazio).

    #MFR15 l’hashtag ufficiale con cui interagire sui social network.

  • Facebook adesso ci permette di filtrare i ricordi

    Facebook adesso ci permette di filtrare i ricordi

    Da qualche mese Facebook ha rilasciato la funzione Accadde oggi, attraverso la quale ci propone i nostri ricordi invitandoci a condividerli. E da oggi Facebook rilascia la possibilità di filtrare i ricordi per evitare di incorrere in qualche momento poco piacevole della nostra vita. Con l’introduzione di due strumenti possiamo quindi filtrare i nostri ricordi.

    Ormai possiamo ben dire che Facebook è anche una grande macchina dei ricordi, dei nostri ricordi. Ogni giorno condividiamo status, immagini, foto, video che sono un po’ la rappresentazione di quello che siamo e di quello che facciamo. Praticamente condividiamo tutto, condividiamo la nostra felicità, la nostra gioia, ma condividiamo anche i momenti brutti, quelli che spesso non amiamo ricordare. A questo proposito, ricorderete che nel marzo di quest’anno Facebook ha rilasciato Accadde oggi, “On This Day”, un funzionalità che ci ripropone ogni giorno ciò che abbiamo condiviso in quello stesso giorno negli anni passati. Un vero tuffo nel passato, un rovistare in un vecchio baule di ricordi da dove riaffiorano le tante gioie ma anche i dolori.

    accadde oggi ricordi facebook

    Dopo il rilascio di Accadde oggi Facebook venne accusata di crudeltà algoritmica, nel senso che l’algoritmo che va a pescare i ricordi non distingue da bello o brutto, di conseguenza gli utenti si sono trovati in bacheca (nel caso avessero attivato la notifica) anche i vecchi brutti ricordi.

    Ebbene, di fronte a tutto questo da oggi Facebook propone la soluzione al problema. In pratica accedendo alla vostra sezione Accadde oggi adesso potete filtrare i ricordi. E come? Semplice, basta cliccare su “Preferenze” il taso all’estrema destra in alto e subito dopo compare un finestra in pop-up come questa.

    filtri ricordi facebook

    Notate che vi sono due filtri “Persone” e “Date”, in alto una breve descrizione sui filtri che vi ricorda: “Usa questi filtri per assicurarti che ti vengano mostrati su Accadde oggi dei ricordi importanti per te.”

    filtri ricordi facebook persone

    filtri ricordi facebook date

    Cliccando su “Persone” potete selezionare le persone con cui avete condiviso dei ricordi e , per diversi motivi, non volete che Facebook ve li riproponga. Se cliccate su “Date“, da qui potete scegliere le date che volete ricordare, anche qui per diversi motivi, e quindi Facebook eviterà di richiamare ricordi in quella data specifica per voi poco piacevole.

    Se riuscite a settare bene questi filtri, allora vedrete che i vostri ricordi saranno sicuramente belli da ricordare senza spiacevoli sorprese. In questo modo il nostro baule digitale dei ricordi sarebbe più bello da consultare.

    E voi che ne pensate di questi filtri? Davvero Facebook sta diventando il nostro vecchio baule, digitale, dei ricordi? Vi piace quest’idea, che ne pensate?

  • Botteghe Digitali, la ricerca di artigiani digitali alla Maker Faire

    Botteghe Digitali, la ricerca di artigiani digitali alla Maker Faire

    La Maker Faire è ormai prossima, si terrà a Roma dal 16 al 18 ottobre, il più grande evento dedicato all’innovazione del mondo. E in occasione di questo grande evento vogliamo parlarvi oggi di Banca Ifis che con “Fare Impresa Futuro”, in collaborazione proprio con la Maker Faire, lancia il progetto “Botteghe Digitali”, alla ricerca degli artigiani del futuro per il nuovo progetto del 2016.

    La Maker Faire è ormai alle porte, si terrà infatti a Roma da 16 al 18 ottobre, il più grande evento al mondo dedicato all’innovazione. E l’evento romano ha dimostrato di essere davvero l’evento più interessante da questo punto di vista e l’edizione di quest’anno si annuncia ancora più ricca. L’occasione della grande fiera può essere però anche un momento non solo per riflettere il ruolo delle aziende dal punto di vista dell’innovazione e della tecnologia, su quali saranno le “invenzioni” più all’avanguardia che cambieranno il futuro. Ma questa è anche l’occasione per riflettere e, soprattutto, l’occasione per guardare al futuro. Un futuro che è fatto di tante aziende, anche piccole, quindi anche di artigiani. Si, gli artigiani, gli esperti che sanno usare gli attrezzi, quelli che con la loro creatività e la loro passione possono cambiare e trasformare oggetti. Pensate che prima della rivoluzione industriale tutta la produzione era affidata a loro

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    Ebbene Banca Ifis con “Fare Impresa Futuro”, in collaborazione proprio con la Maker Faire, lancia il progetto Botteghe Digitali, ossia gli artigiani del futuro per il nuovo progetto del 2016. Si è alla ricerca dunque di artigiani in grado di innovare e ammodernare l’artigianato italiano tradizionale, un settore prezioso che appartiene alla nostra storia e che oggi ha bisogno di essere sostenuto per competere e per affrontare le sfide del futuro. L’Italia ha una grande tradizione da questo punto di vista ed è, non a caso, il primo paese in Europa per le imprese artigiane. Gli elementi che distinguono l’artigianato italiano sono la profonda conoscenza delle tradizioni e del territorio, la lavorazione basta su elevata qualità in virtù del grande talento degli artigiani italiani. Tutto questo però può essere innovato in modo tale che l’artigianato italiano sia in grado di guardare al futuro.

    Ad esempio, Lino vedrà ripartire la sua azienda nel settore della stampa? Lino rappresenta proprio uno dei tanti artigiani italiani che ha iniziato la sua attività negli anni ’50 e che oggi si trova a doversi misurare con l’innovazione del suo settore. Un passaggio non facile quello di Lino, ma con l’aiuto degli artigiani digitali saprà di nuovo rendere competitiva la sua azienda per ripartire.

    Per questo vi invitiamo tutti coloro che sono veri artigiani digitali e che parteciperanno alla Maker Faire a candidarsi al progetto Botteghe Digitali 2016, per essere protagonisti del futuro.

    Per informazioni vi invitiamo a consultare il sito fareimpresafuturo.it. Qui trovate i video che sono stati realizzati e a questo link la partnership con la Maker Faire.

  • Ecco i brand della cultura e della formazione sui social media

    Ecco i brand della cultura e della formazione sui social media

    Sezione interessante quella che vi proponiamo oggi del report di Blogmeter che studia la presenza dei brand sui Social Media. Oggi parliamo di Cultura e Formazione e vediamo come i brand legati a questi mondi usano questi canali. Tra questi spiccano su Facebook spiccano il Museo Guggenheim di Venezia e Skuola.net, mentre su Twitter si evidenzia CICAP e il Maxxi.

    Cogliendo l’occasione che il mese di settembre rappresenta il periodo dei grandi rientri, primo tra tutti quello scolastico e delle università, così come in generale tutte le altre attività culturali, Blogmeter ha monitorato due aree di estremo interesse di cui oggi vi parliamo. All’interno del suo continuo monitoraggio dei brand sui Social Media, una sezione interessante è dedicata proprio a quei brand che appartengono al mondo della Cultura e della Formazione, cercando di vedere come e con quali risultati usano i Social Media. E da questa ricerca emergono brand variegati come università o musei, passando dai centri educativi e culturali. Ma vediamo i risultati della ricerca considerando i parametri che ormai abbiamo imparatoa conoscere, ossia coinvolgimento e acquisizione di nuovi fans/followers.

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    Su Facebook spicca il Museo Guggenheim di Venezia

    Partendo come al solito da Facebook, notiamo che dal punto di vista del prima parametro, quello dell’engagement, spicca la pagina del The Peggy Guggenheim Collection che si piazza anche al quarto posto della classifica dei brand che acquisiscono più fans nel periodo. A dare così tanta popolarità al museo di Venezia è stata la notizia del successo estivo della mostra di Pollock, diffusa il 1 settembre. Al secondo posto troviamo Treccani.it che ottiene questa posizione grazie alla diffusione di aforismi, citazioni e dei suoi #AccaddeOggi. In terza posizione troviamo Psicologia Psicoterapia Italia, il profilo della prima e-learning community italiana per la Formazione Continua in Psicologia.

    Guardando la classifica relativa ai brand che acquisiscono più nuovi fans nel periodo, vediamo che al primo posto si piazza la pagina si Skuola.net, con 12.237 nuovi fans, e restando in tema arte, al secondo posto troviamo la pagine de La Biennale di Venezia con la #BiennaleArte2015, con 2.509 nuovi fans. In terza troviamo l’Università Lumsa con 1.958 nuovi fans e proprio le università sono quelle che riservano molta attenzione a Facebook, attente proprio nel comunicare con i propri utenti. Si notano infatti l’Università Bocconi, il quarto profilo più coinvolgente della classifica, ma anche il Politecnico di Milano, oltre all’Università di Torino.

    Su Twitter spiccano CICAP e Maxxi

    Se su Facebook si notano una buona presenza delle università, lo stesso non può dirsi su Twitter dove invece se ne nota l’assenza, dimostrando di preferire Facebook per comunicare con i propri utenti. E su Twitter sia dal punto di vista del coinvolgimento che dal punto di vista dell’acquisizione di nuovi followers vediamo che trionfa il CICAP, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, che ha raggiunto il picco di interazioni il 25 settembre in occasione del live tweeting effettuato durante il Convegno CICAP, giorno in cui sono stati condivisi 337 tweet. Sempre per engagement, in seconda posizione troviamo il Circolo Lettori, che realizza numerosissime attività culturali promosse proprio attraverso Twitter. E anche in questa sezione si fanno notare Treccani e skuola.net, rispettivamente in terza e quinta posizione.

    Nella classifica dei brand che acquisiscono più nuovi followers nel periodo, notiamo che in seconda posizione, dopo CICAP, si piazza il profilo del Maxxi di Roma, che è molto attivo su Twitter. A generare grande interesse è l’iniziativa #Askacurator, attraverso cui i curatori del museo si mettono a disposizione degli utenti di Twitter rispondendo alle loro domande. In terza posizione troviamo Critica Letteraria, un blog letterario collettivo che appassiona gli internauti anche su Twitter con mini recensioni e frasi tratte da libri.

    Allora, che ne pensate di questi dati? Raccontateci la vostra esperienza.

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  • Agli italiani piace sempre di più la messaggistica istantanea

    Agli italiani piace sempre di più la messaggistica istantanea

    Secondo la nuova ricerca di TNS, Connected Life, gli italiani apprezzano sempre di più la messaggistica istantanea. Il 52% degli utenti italiani usa servizi di messaggistica ogni giorno. Tra questi WhatsApp è il più preferito e leader incontrastato con il 30%.

    Abbiamo già trattato questo argomento citando proprio delle recenti ricerche che evidenziavano di fatto come la messaggistica istantanea, l’Instant Meggasing (IM), sia ormai un fenomeno in forte crescita anche nel nostro paese. E oggi torniamo a parlarvene grazie a questa nuova ricerca di TNS, Connecetd Life, un vasto studio per comprendere come la connettività oggi ha cambiato il comportamento dei consumatori. Ebbene, all’interno di questa ricerca, ci concentriamo sull’aspetto che riguarda la messaggistica istantanea che offre opportunità anche ai brand.

    La ricerca evidenzia che i servizi di messaggistica istantanea cono cresciuti, rispetto allo scorso anno, del 6% dal punto di vista dell’utilizzo quotidiano e gli utenti optano sempre di più per piattaforme chiuse come WhatsApp, Facebook Messenger o Viber. E gli italiani che usano questi servizi, sempre ogni giorno, sono il 52%; il 71% invece li usa su base settimanale.

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    WhatsApp è la piattaforma più usata con una percentuale di utilizzo del 30%. Se ricordate, avevamo già visto una ricerca di comScore che rilevava che gli italiani sono grandi utilizzatori di dispositivi mobili e che l’utilizzo della piattaforme di messaggistica istantanea era proprio del 52% con WhatsApp ai vertici. E prima ancora, anche l’ultimo Rapporto Assinform 2015 aveva rilevato il grande interesse degli italiani verso le piattaforme IM con WhatsApp la piattaforma più usata (24%),

    Sempre per quanto riguarda le piattaforme IM, la ricerca di TNS rileva che queste sono molto forti nei paesi ad economie emergenti, dove il mobile ha ormai una penetrazione molto alta. E parliamo di paesi come la Cina Cina (69%), il Brasile (73%), la Malesia (77%) e il Sud Africa (64%). Percentuali molto diverse di paesi più sviluppati, basti guardare al Regno Unito (39%) e agli Stati Uniti (35%).

    Insomma, la crescita di questo tipo di piattaforma potrebbe essere un dato interessante anche per i brand che potrebbero approfittarne per la creazione di contenuti sempre più coinvolgenti, sfruttando poi la modalità di condivisione che da questo punto di vista risulta essere molto più dinamica.

    E mentre crescono le piattaforme di messaggistica istantanea, la ricerca rileva che anche i social network continuano a crescere, di fatto riuscendo a mantenere l’avanzata dell’IM. La crescita su base annua è del 2%, con una percentuale di utilizzo quotidiano del 66%.

    Facebook mantiene la sua posizione come piattaforma preferita nel mondo. Un terzo degli utenti internet a livello globale dice di usare questa piattaforma giornalmente. In Italia, la utilizzano ogni giorno il 68% degli utenti. WeChat invece domina il mercato in Cina, con il 69% degli intervistati che dichiarano di usarlo ogni giorno.

    Ma c’è poi da considerare le altre piattaforme emergenti che ancora registrano una portata di utenti (la reach) ancora militata, facendo comunque registrare livelli di attività molto alti. Ed utile sapere anche che il 54% degli utenti italiani di Instagram ed il 61% di quelli di Snapchat dicono che guardano contenuti brandizzati su queste piattaforme ogni settimana, dati interessanti per i brand specie nell’ottica di scegliere piattaforme su cui intavolare delle attività.

    E allora, che ne pensate di questi nuovi dati?

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  • PappanoInWeb 2015, la grande musica classica in live streaming

    PappanoInWeb 2015, la grande musica classica in live streaming

    Riparte stasera, dalle ore 20:30, PappanoinWeb, l’evento che TIM e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia realizzano insieme ancora una volta con l’intento di portare la grande musica classica sul web. E quest’anno la grande novità sarà la ripresa “panoramica a 360°. Potrete seguire il primo concerto stasera anche qui sul nostro blog: “Beethoven e i contemporanei”.

    pappanoinweb-2015

    Riparte da stasera PappanoinWeb, l’evento, giunto ormai alla quinta edizione, che TIM organizza insieme all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per portare ancora una volta la grande musica classica sul web. E siamo ben felici di annunciare che trasmetteremo, a partire da stasera, tutti i concerti dell’evento in live streaming anche qui sul nostro blog, e per questo vogliamo ringraziare TIM per l’occasione che ci offre.

    I concerti di musica sinfonica e musica da camera saranno diretti dal Maestro Antonio Pappano, che da pochi giorni è anche Direttore Musicale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, e saranno arricchiti da guide all’ascolto, curate da un esperto musicologo.

    Il primo concerto di stasera rientra nel progetto “Beethoven e i contemporanei” e impagina musiche di Ludwig Van Beethoven affiancato dal coevo Gaspare Spontini e sarà diretto da Antonio Pappano, sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

    Le altre date, di cui vi daremo approfondite informazioni nei prossimi giorni, sono lunedì 19 ottobre (ore 20:30);lunedì 2 novembre (ore 20:30); e giovedì 17 dicembre (ore 20:30).

    Nelle quattro edizioni precedenti di PappanoinWeb sono stati oltre 200.000 gli utenti che hanno seguito i concerti utilizzando le piattaforme di TIM, registrando – solo nell’edizione 2014 – oltre 1.500 conversazioni sui social network.

    Per condividere le emozioni del concerto e partecipare alle conversazioni sarà sufficiente utilizzare l’hashtag #pappanoinweb. Inoltre è possibile far “sentire” il vostro applauso agli artisti inserendo anche #bravo. L’utilizzo corretto di questi hahstag consente al tuo tweet di essere aggregato nel flusso della conversazione sul sito web. Ecco un esempio:  “Ho visto il concerto di #pappanoinweb #bravo”.

    Allora, appuntamento a stasera!

  • PappanoinWeb 2015, la grande musica classica a 360°

    PappanoinWeb 2015, la grande musica classica a 360°

    Ritorna PappanoinWeb, che giunge alla quinta edizione, e quest’anno sarà ancora più entusiasmante con la ripresa panoramica a 360°. TIM e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia portano ancora una volta la grande musica classica sul web, evento che potete seguire anche qui sul nostro blog. Il primo concerto è lunedì 12 ottobre alle 20:30.

    Ritorna PappanoinWeb, l’evento, giunto ormai alla quinta edizione, che TIM organizza insieme all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per portare ancora una volta la grande musica classica sul web. E siamo ben felici di annunciare che trasmetteremo tutti i concerti dell’evento in live streaming anche qui sul nostro blog, e per questo vogliamo ringraziare TIM per l’occasione che ci offre.

    I concerti di musica sinfonica e musica da camera saranno diretti dal Maestro Antonio Pappano, che da pochi giorni è anche Direttore Musicale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, e saranno arricchiti da guide all’ascolto, curate da un esperto musicologo.

    pappanoinweb-2015

    Ma questa PappanoinWeb presenta una grande novità per i tanti appassionati di musica e anche di tecnologia. Infatti, con l’edizione di quest’anno la user experience online si arricchisce di nuovi punti di vista grazie alle tecnologie di ripresa “panoramica 360°”. Questa modalità arricchisce la visione con immagini ravvicinate dell’Orchestra, del Coro e del Direttore, dando così allo spettatore del web la sensazione di essere realmente presente in sala. PappanoinWeb è appunto un progetto che si rivolge sia ai “giovani”, che grazie al web possono avvicinarsi alla musica classica, sia ai “meno giovani”, che possono apprezzare in qualunque momento contenuti di loro interesse grazie alle potenzialità delle nuove tecnologie.

    E come sempre, durante i concerti gli appassionati di musica potranno scambiarsi commenti e opinioni sui canali social di TIM con gli hashtag #pappanoinweb #ilfuturoèditutti e interagire live con l’esperto per poter soddisfare in tempo reale tutte le curiosità.

    PappanoinWeb, i concerti

    L’edizione 2015 è strutturata in quattro appuntamenti e il primo concerto sarà lunedì 12 ottobre alle 20:30, da seguire qui sul nostro blog. Il primo rientra nel progetto “Beethoven e i contemporanei” e impagina musiche di Ludwig Van Beethoven affiancato dal coevo Gaspare Spontini e sarà diretto da Antonio Pappano, sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

    Le altre date, di cui vi daremo approfondite informazioni nei prossimi giorni, sono lunedì 19 ottobre (ore 20:30); lunedì 2 novembre (ore 20:30); e giovedì 17 dicembre (ore 20:30). In basso potete vedere l’infografica con tutti i dettagli dei concerti.

    Il successo di PappanoinWeb sul web e sui social media

    Il successo dell’iniziativa è testimoniato dagli obiettivi raggiunti: nelle quattro edizioni precedenti infatti sono stati oltre 200.000 gli utenti che hanno seguito i concerti utilizzando le piattaforme di TIM, registrando – solo nell’edizione 2014 – oltre 1.500 conversazioni sui social network.

    Inoltre, PappanoinWeb è stato vincitore del Premio Cultura + Impresa 2013 – promosso dal Comitato no profit Cultura + Impresa,  dedicato alle migliori partnership innovative in ambito culturale – e si è aggiudicato il Premio per il miglior sito Corporate istituzionale e il secondo Premio nella categoria Digital Branded Content agli NC Digital Awards 2014, dedicati alle migliori campagne di comunicazione interattive e on line del 2013.

    Il progetto è parte delle attività #ilfuturoèditutti di Corporate Shared Value di TIM, un programma di interventi basati sulla creazione di valore condiviso con le comunità in cui TIM opera.

    Allora non ci resta che invitarvi a seguire con noi questo evento a cui siamo molto legati per il fatto che è una bella rappresentazione in cui la cultura e le nuove tecnologia possono dar vita ad eventi di grande interesse divulgativo. Vi aspettiamo allora da lunedì dalle 20:30 con #pappanoinweb!

    pappanoinweb concerti infografica

  • Facebook avvia i test dei tasti Reactions in Spagna e Irlanda

    Facebook avvia i test dei tasti Reactions in Spagna e Irlanda

    Esattamente un mese fa era bastato aver sentito pronunciare la parola “dislike” perchè la rete si scatenasse, ma il vero intento di Facebook era di introdurre i tasti empatia. E da quanto riporta Engadget ES, Facebook comincerà presto a testare i tasti “Reactions” in Spagna e in Irlanda. Saranno l’estensione del tasto “like”.

    Ricorderete certamente cosa successe circa un mese fa quando durante un Q&A with Mark uno dei presenti fece una domanda a Mark Zuckerberg se Facebook avesse mai considerato l’idea di introdurre un tasto alternativo al classico “like”, parlando di “dislike” per rendere meglio l’idea. La risposta del CEO del social network più usato fu quella di dire che era allo studio una sorta di “tasto empatia” in modo da dare possibilità all’utente di esprimersi andando oltre il like.

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    Ebbene, a distanza di qualche settimana quello studio a cui faceva riferimento Zuckerberg nel tradizionale incontro con i dipendenti a Menlo Park (tutti i venerdì presso la sede di Facebook) arriva la conferma che quello studio in effetti è qualcosa di più. Infatti Facebook sta per avviare dei test, in Spagna e in Irlanda già da domani, dei tasti “Reactions”, una serie di opzioni rappresentate da emojis che raffigurano diversi stati d’animo. E sono: Like, Love, Risata, Yay (approvazione), Wow (sorpresa), Triste e Arrabbiato. I tasti si attivano tenendo premuto il Like e dopo compaiono i vari bottoni.

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    Il primo ad accorgersi di questo test è stato Engadget ES, la versione spagnola del popolare blog tecnologico, seguito quasi immediatamente da TechCrunch. Le voci si sono rincorse in maniera vorticosa e poi dopo qualche ora Facebook ha ufficializzato i test con un comunicato e lo stesso Zuckerberg ha dato conferma con un post su Facebook dove si vede un video che illustra il funzionamento dei nuovi tasti.

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    C’è già chi dice che sia la copia esatta di quelli usati da Path nel 2012, in effetti, come evidenzia proprio TechCrunch la somiglianza è evidente.

    La scelta di testare i “Reactions” prima in Spagna e in Irlanda è dettata dal fatto che gli utenti di questi due paesi non hanno amici in altri paesi, sono “isolati” da questo punto di vista. Ed è quindi più facile per Facebook fare dei test di questo tipo in contesti come questi.

    Come sappiamo, gli utenti in realtà non avrebbero mai voluto un tasto “dislike”, non avrebbe certo risolto il problema, ne avrebbe creato un altro. Ma certamente bisognerà attendere la fine di questi test per verificare se poi verranno estesi a livello globale.

    Ma voi che ne pensate? Credete che questi Reactions risolveranno il problema?

  • I come e i perché della vera Dipendenza da Internet

    I come e i perché della vera Dipendenza da Internet

    Si parla spesso di Dipendenza da Internet senza distinguerla dal fatto di rimanere costantemente connessi. La Dipendenza si basa su una necessità, e in questo caso, il bisogno è quello di poter vivere in un mondo quasi perfetto, che accetti i nostri limiti, rispetti le nostre aspettative e in cui sia facile vivere. Senza un confronto reale. E’ solo l’educazione al confronto, infatti, la chiave per guarire da questa Dipendenza.

    Smarphone e Tablet ormai entrano perfino nel nostro letto. Ci addormentiamo cercando le ultime notizie sul Web e ci svegliamo pensando già a leggere le email.

    A volte iniziamo a girare in Rete prima ancora di dire “ciao” a chi vive con noi. E arriviamo a strutturare il tempo della nostra giornata in base ai device che abbiamo a disposizione, per non rimanere troppo lontani da quello che succede lì, sul Web.
    Questo non vale solo per chi lavora su Internet, per chi ha la responsabilità della gestione di Social Network.
    Basta andare in giro e guardarsi attorno. In metrò, al bar, alla fermata dell’autobus, ma anche improvvisamente lì, fermi per strada.
    Se il cellulare suona – e sono scarse le possibilità che si tratti realmente di una telefonata – la nostra attenzione è istantaneamente catturata.

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    Che esista una Dipendenza da Internet non è una novità per nessuno.
    Eppure non tutti sanno che già nel lontano 1995 il disturbo di Dipendenza dal Web rientrava nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali – il famoso DSM-IV – e veniva diagnosticato come una patologia comparabile alla Dipendenza da Gioco d’Azzardo.

    E’ vero, tuttavia, che nella successiva edizione del DSM del 2013 nacque la proposta di sottoporre questo disturbo -inizialmente etichettato come Psichiatrico – a nuove diagnosi sperimentali e, attualmente, la Dipendenza da Internet non può essere, per esempio, utilizzata a fini legali o assicurativi.
    Diversi studiosi affermano oggi con certezza che non si tratti di una vera e propria Patologia Psichiatrica ma di un Sintomo Psicologico, quindi sicuramente meno grave e più facile da curare.

    E’ importante sottolineare che la difficoltà nello stabilire i confini della diagnosi è data dal fatto che questa Dipendenza – quando è veramente tale – si unisce a altre forme di disagio mentale, come quella del Gioco Ossessivo, Disturbi della Personalità, Devianze Sessuali e Isolamento Sociale.

    Questo naturalmente non significa che i siti di gioco o i siti di incontri online siano fonte di pericolo in sé.
    La natura del mezzo di comunicazione non è mai determinante.
    Non è certo “colpa” di Internet o dei Social Network
    se oggi, ad esempio, è possibile avere relazioni con partner virtuali nascosti da un monitor.
    E’ vero, però, che la possibilità di mentire nascondendo la propria reale identità è divenuta più facile, e che – più frequentemente che nella realtà – si possono sviluppare forme insane di comportamento.

    Il concetto di Dipendenza ha una radice comune in tutte le sue forme, a partire da quella più nota alle sostanze stupefacenti o all’alcool.
    Alla base, c’è una mancanza che richiama il bisogno di una soddisfazione immediata.
    Il problema è che la forma di soddisfazione che si cerca non è quella definitiva, o lo è solo al momento. Solo per il tempo di mettere a tacere il bisogno, creando così quella ripetizione inesauribile di necessità che rende poi l’individuo prigioniero.
    Una mancanza, dunque, di nutrimenti fisico e psicologico, di affetto, di sicurezza, di approvazione sociale.

    La Tecnologia è innocente.
    E’ di fatto solo un immenso terreno fertile alla portata di tutti.
    Tutti: chi ci lavora, chi si informa, chi gioca, chi cerca tutt’altro e trova il vantaggio di eludere il confronto reale.
    E proprio qui si pone il confine. Il limite tra esigenze di lavoro, gioco, relazione e vera e propria Dipendenza

    Nella vita reale la possibilità e la capacità di confrontarsi con gli altri, di giocare, di amare e di trovare sicurezza interiore avviene in lunghi anni di crescita personale. Dall’età infantile in poi, dal rapporto coi genitori in poi.
    L’esperienza non può essere esclusa. Non possiamo non sbagliare, non cadere, rialzarci e imparare poi a camminare.
    L’educazione forma e aiuta. 
    Siamo inevitabilmente ogni giorno a mettere a (duro) confronto la nostra indole – quindi, i nostri desideri, sogni, speranze, aspettative, volontà, capacità e limiti personali – con il mondo reale che ci circonda.
    Che non è un mondo “costruito” per adattarsi al nostro carattere.
    La realtà c’è, siamo noi a dover imparare ad adattarci.

    Ecco: il mondo virtuale tende a illuderci che questo confronto possa non esserci.
    Che sia il mondo – virtuale – a doversi adattare a noi.

    Si possono eliminare i feedback negativi semplicemente bloccando una persona sulle piattaforme dei Social Media.
    Si ci può sentire onnipotenti – o comunque importanti e capaci – solo per un numero elevato di Like e di Follower.
    Si può filtrare quello che non ci piace o che non vogliamo tra i piedi, basta saper usare i motori di ricerca e avere qualche nozione di SEO.
    Se le aspettative reali sono troppo alte e non ci sentiamo adatti, Internet ci permette di mascherarci facilmente.

    Quella che nel mondo di oggi si può considerare una vera e propria Dipendenza di Internet è, in realtà, assai meno diffusa di quanto si pensi.
    La si confonde essenzialmente con il comportamento di stare costantemente sul Web.
    La Dipendenza nasce, invece, quando si può stare bene solo se si è connessi.

    Si parla di Patologia in presenza evidente di Disturbi del Carattere, come la negazione stessa del disturbo, l’isolamento, la perdita dell’appetito, del sonno, di ogni altra relazione sociale.
    In questo caso, la Dipendenza dalla Rete può essere curata (o ridotta) essenzialmente con un’educazione all’utilizzo di questo potentissimo mezzo di comunicazione.
    Una educazione sentimentale e disciplinare che istruisca ciascuno di noi a comportarsi in modo corretto, a evitare comportamenti non etici e a rendere, invece, questo mondo di nuove comunicazioni più comprensibile, più creativo, più geniale, e – perché no – anche più divertente per tutti.

    Se innovare giustamente significa integrare novità complesse rendendole più facili e fruibili per ognuno di noi, Internet porta all’Innovazione: è la mancanza  di una educazione al suo utilizzo che porta ad ammalarsi.
    A creare una fusione non realistica e non vera del Mondo Reale col Mondo Virtuale.
    Una fusione dove certamente quest’ultimo rende tutto più facile e possibile, più bello, senza difetti, senza mancanze. Dove è perfino possibile la perfezione.

    Questo è il vissuto quotidiano di tutti nell’Era Digitale 2.0.
    In quella che ci aspetta – dell’Internet of Thinks e del Web 3.0 – tutti questi aspetti saranno ancora più marcati e decisivi.
    La domanda che sorge spontanea, a questo punto, è se siamo realmente preparati, maturi, quindi educati a sufficienza per affrontare un cambiamento così radicale di vita. 
    Da chi possiamo imparare un’esperienza sana all’uso dell’Internet del futuro e del Web 3.0? 

    Diteci la vostra!

     

     

  • I 5 anni di Instagram in un’Infografica GIF

    I 5 anni di Instagram in un’Infografica GIF

    Da pochi giorni Instagram ha compiuto 5 anni, è stata fondata infatti il 6 ottobre del 2010, un grande traguardo per l’app di photo sharing acquistata da Facebook nel 2012. E ripercorriamo le tappe e qualche dato con questa infografica in GIF. E, sempre in questi giorni, Instagram fa sapere quali sono i 5 account più seguiti al mondo: la prima è Taylor Swift.

    Da qualche giorno Instagram ha compiuto 5 anni, l’app di photo sharing che nel 2012 è diventata di proprietà di Facebook, è stata fondata precisamente il 6 ottobre del 2010 da Kevin Systrom e Mike Krieger. E per celebrare l’evento l’agenzia creativa irlandese One Productions ha realizzato questa infografica interamente in GIF, altrimenti denominata GIFographic. E scopriamo che ad oggi, in questi ultimi 5 anni appunto, le foto condivise su Instagram sono state ben 40 miliardi; ogni giorno ne vengono condivise ben 70 milioni. Il nome Instagram è in effetti la risultante di “Instant camera” e di “telegram“, un nome quindi che spiega al meglio il senso dell’app.

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    Come riportato nei giorni scorsi, Instagram ha da poco raggiunto un altro grande risultato, ossia il traguardo dei 400 milioni di utenti attivi al mese, arrivando a superare finanche Twitter, fermo appena sopra i 300 milioni di utenti. Un risultato che dimostra quanto sia usata l’app che continua a crescere in termini di utenti e di interesse da parte dei brand.

    Alcuni dati di questa speciale infografica sono noti, come appunto quelli relativi al fatto che il 70% degli utenti provenga da paesi al di fuori degli Usa e che il 53% degli utenti ha un’età compresa tra 18-29 anni. E come riporta anche l’infografica, in questi giorni scopriamo che i 5 account più seguiti al mondo sono 5 donne, quasi tutte appartenenti al mondo della musica. La più seguita è Taylor Swift con 49,9 milioni di followers, Taylor è anche la più seguita su Twitter. Al secondo posto si piazza Kim Kardashian con 48,3 milioni di followers; terza è Beyonce con 47,3 milioni di followers; quarta è Selena Gomez con 46,1 milioni di followers; e, infine, quinta è Ariana Grande con 44,8 milioni di followers. In effetti tutte superano i 40 milioni di followers e Taylor Swift è ormai vicina al traguardo dei 50 milioni. Tanto per fare un veloce paragone, Barack Obama ne ha “soli” 4,7 milioni.

    L’infografica ci indica anche che il post che ha ricevuto il più alto numero di like è quello della modella Kendall Jenner, la cui foto ha ricevuto 2,5 milioni di like in 5 settimane.

    Dal lato dei brand invece i post dei brand più seguiti hanno una media di 216 commenti e che Instagram comporta un livello di engagement per utente 58 volte quello realizzato su Facebook e ben 12o quello realizzato con Twitter. Inoltre, il messaggio più funzionale è quello di 138 caratteri, hashtag incluso, quindi meno di un tweet per intenderci. E che aggiungendo la location riferita al contenuto il livello di engagement potenziale cresce del 79%.

    Sapete qual è stato il primo post su Instagram? Eccolo riportato nell’infografica, era la foto di un golden retriever postato dal fondatore Kevin Systrom. E poi sono elencate tutte le funzionalità introdotte in questi anni, inclusa l’ultima che riguarda il formato rettangolare delle immagini.

    Insomma, c’è tutto quello che riguarda i 5 anni di Instagram appena trascorsi, in attesa di vedere le sorprese dei prossimi 5 anni.

    infografica-5-anni-Instagram-GIF