Autore: Franz Russo

  • Plusplus 24 Diritto, il motore di ricerca per professionisti

    Plusplus 24 Diritto, il motore di ricerca per professionisti

    Plusplus 24 Diritto è molto di più di una banca dati e lo si può considerare come un vero motore di ricerca, capace di tirar fuori qualsiasi tipo di risposta per i professionisti del diritto, e non solo.

    Plusplus 24 Diritto, del Gruppo 24 Ore, è facile, personalizzabile, ancora più completo grazie ai nuovi contenuti in materia di Fisco, Lavoro, Condominio, Enti Locali; in pratica, in un unico prodotto il meglio dell’offerta del Sole 24 ORE.

    Plusplus 24 Diritto-home

    Il vero punto di forza è quindi il motore di ricerca, semplice ma in grado di offrire una pertinenza elevata tra i risultati. Per tutte le ricerche più frequenti o legate ai temi di maggiore attualità, in cima ai risultati si ha sempre l’evidenza dei 3 documenti più rilevanti, individuati per te dalla redazione, così da avere una risposta immediata ai bisogni informativi.

    Interessanti le nuove funzionalità che offre Plusplus 24 Diritto:

    • Salva la ricerca: puoi memorizzare le ricerche di maggiore interesse con il vantaggio di rimanere informati, attraverso un alert automatico, ogni volta che viene aggiunto in PlusPlus24 Diritto un documento importante.
    • Crea i tuoi dossier: Consente di salvare le cartelle personali con la documentazione di Plusplus24 Diritto, organizzandole per argomento o per cliente, inserendo anche documenti e note personali all’interno delle cartelle stesse.
    • Filtra risultati: All’interno dei risultati di una ricerca è sempre possibile filtrare quelli desiderati, scegliendo tra una o più categorie.

    plusplus-24-diritto

    Plusplus 24 Diritto si presenta come un nuovo strumento di lavoro per i professionisti che vuole imporsi come affidabile e rivoluzionario. Ed è un prodotto autorevole, affidabile come affidabile è il Gruppo 24 Ore, da sempre sinonimo di contenuti di alta qualità. Obiettivo di Plusplus 24 Diritto è quindi quello di introdurre un nuovo metodo di lavoro che supera la consultazione cartacea, portando il professionista verso una consultazione più organica della materia.

    Buzzoole

  • Le Interazioni sul Web: ma chi ha cominciato?

    Le Interazioni sul Web: ma chi ha cominciato?

    Le Interazioni umane sono dettate da un tipo di causalità molto diverso da quello lineare causa-effetto, dove esiste un inizio e una fine. Si tratta di una Causalità Circolare, dove sono le nostre emozioni sottostanti a innescare le reazioni. Osservare dall’esterno questo processo ci aiuta a capire che ne siamo parte integrante e a porre un punto affinché la Comunicazione sia efficace per tutti.

    I processi che regolano le Interazioni e la Comunicazione sui Social Network sono lo specchio esatto di quanto succede nella vita reale, ma in un contesto assai più scivoloso.
    Perché è pubblico, perché è sotto gli occhi di tutti in pochi attimi, perché è amplificato e perché spesso è sfalsato dalla mancanza di una conoscenza reale delle persone.
    Abbiamo già parlato ampiamente di come i Social Network permettano, a chi lo vuole, di creare schermi e maschere di sé, o a addirittura personaggi ben lontani dalle persone che effettivamente stanno dietro ai monitor.
    Sappiamo bene che Web e i Social Network sono Mezzi di Comunicazione, e come tali non sono direttamente colpevoli degli errori. Siamo noi a dover imparare ad usarli.
    La messaggistica istantanea, che è esponenzialmente ogni giorno più diffusa, rende ancora più facile deviare le conversazioni, considerando che spesso sono solo le emoticon a far capire il nostro stato d’animo.

    comunicazione-interazioni

    Uno dei più importanti assiomi psicologici della Comunicazione, tuttavia, ci aiuta a comprendere l’importanza di conoscere la dinamica delle Interazioni.
    Non è possibile Non Comunicare.
    Ogni comportamento – perfino il silenzio e l’immobilità – è una Comunicazione.
    Proviamo, allora, a chiederci insieme quali implicazioni ponga questo principio, prima di tutto nella Comunicazione Virtuale.

    Come in qualsiasi interazione nella quotidiana realtà, rarissimamente succede che uno solo degli interlocutori inizi lo scambio. Così, dal nulla.
    Uno scambio di parole, di accordi e disaccordi, di comportamenti.
    La Comunicazione ha una caratteristica affascinante quanto delicata: è soggetta a una causalità circolare.

    Abbandoniamo il pensiero che esista una causa cui segue un effetto in maniera lineare.
    La causalità lineare, molto più meccanica e fisica, rientra difficilmente nelle relazioni umane.
    Certo, è sempre possibile che all’improvviso qualcuno ci insulti o, viceversa, inizi a complimentarsi senza aver mai prima parlato con noi.
    Se però una persona ci tira un pugno in faccia, o ci bacia, forse – io me lo chiederei – qualcosa abbiamo fatto.
    Causa (= pugno o bacio) ed effetto (= stupore) non sono solo poco probabili, ma non convincono.
    A meno che non si entri nella PsicoPatologia delle Relazioni, che non è il nostro campo di indagine.

    La realtà di un’Interazione Circolare è più complessa, ma vale la pena comprenderla bene affinché la nostra Comunicazione sia vincente anche sul Web.
    Perché sia più facile da riconoscere, proviamo a porci come osservatori esterni di una conversazione.
    Essere all’esterno ci regala la prospettiva giusta, perché il mondo emozionale di chi non è direttamente coinvolto non solo è generalmente imparziale, ma sicuramente è meno potente.

    Ci accorgiamo, ad esempio, che Tizio espone la sua opinione e Caio la prende come un’offesa personale e ribatte a sua volta ponendosi in difesa. Tizio cade dalle nuvole e si chiede cosa stia facendo Caio, ma non rimane inerme e ribadisce con più forza la sua posizione.
    In un’Escalation di Comunicazione che esce da ogni schema previsto inizialmente.
    Questo forse significa che Tizio ha incominciato per primo (Causa) e Caio ha semplicemente risposto (Effetto)?
    Sembra.
    Eppure nelle Relazioni Umane e nella Comunicazione che ne intercorre molto difficilmente è così davvero.
    Quello che più consciamente è accaduto è che Tizio ha esposto la propria opinione già in risposta a reali o presunte aspettative di Caio, o di altri che non sono Caio. Tizio non ha iniziato per primo: ha risposto a sua volta.
    Strano?
    No. E’ prerogativa della Natura Umana, dove il Confronto non è mai facile. Perché vincono più frequentemente le aspettative, i desideri e la paura del giudizio, il bisogno di prevaricare e di tracciare il confine di sé.
    Più o meno coscientemente.

    In termini tecnici si parla, a questo punto, di Punteggiatura della Comunicazione Umana.
    Il porre, cioè, un punto da cui organizzare la successiva sequenza di eventi comunicativi.
    Se, infatti, non esiste una comunicazione che inizia nel senso assoluto del termine – quindi Tizio non è la causa – è pur sempre possibile fermare il processo della Comunicazione, almeno il tempo sufficiente perché gli interlocutori coinvolti si possano rendere conto di quanto sta accadendo.
    E diventare consapevoli che non c’è mai chi inizia e chi finisce, ma c’è un processo circolare, dove causa ed effetto si ripropongono e si scambiano le parti.

    Organizzare la sequenza delle Comunicazioni è particolarmente importante nella Comunicazione Virtuale. L’assenza del Linguaggio del Corpo e delle espressioni gestuali rende più difficile la comprensione delle Interazioni, soprattutto delle emozioni che spingono ad interagire e che, in ogni caso, sottostanno all’Interazione.
    Il Leader, per esempio, nella Cultura Occidentale ha uno Stile Comunicativo ben preciso, e ci sia aspetta che sia tale. Se però venisse a mancare il Seguace, non ci sarebbe più un Leader: la sua Comunicazione perderebbe ogni efficacia.
    Potremmo noi stabilire chi è più “importante” nella circolarità di causa-effetto che ha la Comunicazione?
    Il Leader o il Seguace detengono entrambi una posizione necessaria per coesistere.

    Tuttavia, proprio gli innumerevoli disaccordi che nascono nella Punteggiatura della Comunicazione sono i responsabili dei frequenti conflitti relazionali anche e soprattutto virtualmente.
    In altre parole, se sia Tizio che Caio rimangono convinti di essere stati vittima di una precedente offesa o polemica da parte dell’altro, il processo comunicativo è destinato all’ostilità. O almeno a un monotono scambio di messaggi assolutamente non costruttivi.
    <<Io mi comporto così perché tu mi offendi>> – <<Io ti offendo perché tu ti comporti così>>.
    La possibilità di risolvere una tale Comunicazione statica e polemica è pressoché impossibile dall’interno.
    E’ di nuovo il porci all’esterno della conversazione che ci può fa comprendere l’inutilità di tale processo, dove a litigare non sono le opinioni, ma più spesso le emozioni sottostanti.

    Per tornare a Comunicare in maniera costruttiva ed efficace è, quindi, necessario distaccarsi e darsi la possibilità di prendere coscienza di ogni processo circolare che si è messo in atto.
    Arrivando – con piena soddisfazione di tutti – a rinunciare alla pretesa che la serie circolare abbia realmente avuto un inizio.

    La parola a voi: cosa ne pensate?

    [divider]

  • Ecco Twitter Poll, lo strumento per fare sondaggi su Twitter

    Ecco Twitter Poll, lo strumento per fare sondaggi su Twitter

    Twitter ha annunciato il rilascio di una nuova funzionalità che avverrà nei prossimi giorni. Si tratta di Twitter Poll, lo strumento utile per creare sondaggi sulla piattaforma da 140 caratteri, con cui gli utenti avranno la possibilità di esprimere la propria opinione sugli argomenti per loro più rilevanti, in pochi click.

    Twitter ha annunciato il rilascio di una nuova funzionalità che avverrà nei prossimi giorni. Si tratta di Twitter Poll, strumento con cui si potranno creare dei sondaggi sulla piattaforma e gli utenti davvero in pochi click potranno esprimere la propria opinione. Ad un primo sguardo, per la stessa natura di Twitter, questa funzionalità sembra adeguata alla piattaforma, crea infatti interazione e permette di conoscere l’opinione del proprio pubblico. Gli utenti, dal canto loro, potranno far valere il loro parere.

    Twitter-Poll

    Già in passato Twitter si era avventurato con diverse modalità per fare sondaggi, twittando domande, tracciando le risposte del pubblico, conteggiando i voti con gli hashtag o chiedendo ai follower di favorire o retwittare un Tweet per votare. Ora, invece, ognuno potrà creare il proprio sondaggio (una domanda e due possibili risposte) direttamente dalla casella di composizione del Tweet e resterà online per 24 ore. Si potrà partecipare a ogni sondaggio e il voto non sarà reso pubblico.

    Nei prossimi giorni la funzionalità attraverso la quale creare sondaggi sarà introdotta gradualmente su Twitter per iOS, Twitter per Android e Twitter.com. Quando comparirà l’icona dei sondaggi nella casella di composizione del Tweet, sarà possibile creare un sondaggio.

    Twitter-Poll-mobile

    Come detto prima, l’idea di lanciare sondaggi in maniera abbastanza rapida come in questo caso, possibilità per tutti, non è male specie per tanti operatori dell’informazione che con questa modalità potranno sondare le opinioni degli utenti per diversi argomenti. Basti pensare alle prossime elezioni negli Usa, uno strumento come questo verrà certamente usato dagli organi di informazione per verificare l’orientamento di voto degli utenti.

    Ma potrebbe essere utile anche per trasmissioni televisive che in un attimo potranno interrogare gli utenti sul tema che si sta trattando durante una data trasmissione.

    Tutto questo, evidentemente, può aiutare il dato dell’engagement sulla piattaforma, un dato che nei mesi scorsi era in calo continuo. Vedremo come verrà accolta dagli utenti.

    E voi che ne pensate? (In attesa di fare anche noi un sondaggio eh!).

  • Facebook è una delle principali fonti di informazione in Italia

    Facebook è una delle principali fonti di informazione in Italia

    Il terzo Osservatorio delle Comunicazioni dell’Agcom fornisce una serie di informazioni interessanti anche per quanto riguarda i social media. Facebook è per gli italiani non solo il social network preferito ma anche una delle principali fonti di informazione ed è anche il secondo sito più consultato, dopo Google.

    Parliamo spesso dei social media, come ben sapete, cercando di conoscere e interpretare, come meglio possiamo, le evoluzioni e le trasformazioni in atto. Ma ci piace anche vedere come i social media vengono utilizzati dagli italiani. Ora, sappiamo bene che gli italiani amano i social media, per tempo trascorso (2,5 ore in media ogni giorno per utente) siamo il primo paese in Europa, con una penetrazione del 46%, tra le più alte sempre in Europa. Ma i social media sono anche fonte di informazione e gli italiani questo ormai lo hanno compreso benissimo.

    Il terzo Osservatorio delle Comunicazioni dell’Agcom da questo punto di vista offre spunti davvero interessanti, soprattutto in relazione ai social media. Forse questi che stiamo per elencare sono dati già conosciuti. Risalgono, infatti, a qualche mese fa, ma è sempre buon cosa poterli vedere e analizzarli insieme ad altri.

    facebook-informazioni

    Tra le fonti di informazione più consultate, restando nel perimetro specifico dei social media, Facebook (8,3%) è la prima fonte, e già questo è un dato rilevante. Comunque è una delle più importante per gli italiani. Infatti, nella classifica generale, al primo post si trova il sito de la Repubblica (13,5%), poi segue Google (8,8%), ANSA (8,4%) e di poco distante appunto Facebook. Quindi il social network per antonomasia viene visto dagli italiani come una fonte importante dalla quale reperire informazioni su fatti locali e nazionali. Guardando la classifica notiamo anche YouTube (3,4%), dietro il Sole 24 Ore, e troviamo anche Wikipedia (2,8%).

    In fondo a questa classifica troviamo Twitter con una percentuale molto bassa: solo l’1,7% degli utenti italiani lo ritiene una fonte importante di notizie. Un dato che la dice lunga sulle difficoltà in cui versa la piattaforma da 140 caratteri che sulle informazioni e sulle notizie ha praticamente costruito, quasi, la sua ragion d’essere. E’ un’osservazione molto importante, perché è  la dimostrazione che la piattaforma è difficile da usare per gli utenti, tanto da essere consultato poco.

    Ricordiamo che la fonte principale per le informazioni in Italia resta, incontrastata, la televisione (99,3%), mentre Internet è al 54,1%, anche se è in crescita di quasi il 16% in cinque anni.

    Se guardiamo poi i siti più consultati dagli utenti italiani, notiamo che Google (95,3%) è al primo posto con un tempo di navigazione mensile per persone di poco superiore alle 5 ore. In seconda posizione troviamo Facebook (81,2%) con un tempo di navigazione al mese per utente di ben 13,2 ore.

    WhatsApp (57,6%) vanta un tempo di navigazione per mese di 9 ore e 52 minuti e guadagna tre posizioni in classifica.

    Facebook, quindi, non è solo un social network, e questo lo si era ben capito, ma è ben oltre questa definizione che ormai comincia ad stargli stretta. E’ usato per reperire informazioni ed è uno dei siti più consultati. Per intenderci, molti appena accendono il pc alla mattina hanno come pagina impostata sul proprio pc quella di Google, e questo lo si riscontra. Ma tanti altri, appena acceso il pc, accedono direttamente su Facebook.

    E voi? Anche per voi Facebook è fonte di informazioni? Raccontateci la vostra esperienza.

  • F-Secure, ecco il Cyber Security Stress Test per le aziende

    F-Secure, ecco il Cyber Security Stress Test per le aziende

    F-Secure, il colosso finlandese leader nel settore dei software per la sicurezza, ha lanciato il Cyber Security Stress Test, un questionario di 20 domande per aiutare le aziende a superare le lacune aziendali in termini di sicurezza informatica.

    F-Secure, il colosso finlandese leader nel settore dei software per la sicurezza, ha lanciato il Cyber Security Stress Test, un questionario di 20 domande per aiutare le aziende a superare le lacune aziendali in termini di sicurezza informatica. Un tema quello della cyber security sempre più sentito dalle aziende anche per via di recenti e gravi incidenti che hanno coinvolto aziende come Sony e altre. Il nuovo Cyber Security Stress Test è un questionario online rapido che può aiutare le aziende e i dipendenti a conoscere meglio i punti deboli che possono esporre a costose violazioni di dati e ad altri tipi di rischi.

    cyber-security

    Il questionario è composto da 20 domande che possono essere utili ai professionisti IT per individuare lacune nelle loro strategie di sicurezza. Di recente, un’indagine di F-Secure (condotta tra aprile e maggio 2015 in Germania, Francia, Polonia, Norvegia, Danimarca, Svezia, Finlandia e UK) ha rilevato che le aziende stanno facendo investimenti in soluzioni che non sono allineate con le loro priorità di sicurezza, creando una situazione paradossale e cioè si stanno esponendo proprio a quei rischi che vorrebbero e dovrebbero evitare.

    Restando sempre sulla ricerca, il 94% di chi ha risposto è d’accordo sul fatto che le aziende possono rappresentare un bersaglio per attacchi informatici, indipendentemente dal tipo di azienda o dalle dimensioni. E chi ha risposto ha classificato la protezione contro attacchi informatici in entrata come una delle priorità di sicurezza più alte. Dall’indagine è emerso che ben 4 delle 6 più alte priorità sono indirizzate alla prevenzione di attacchi informatici in entrata.  Ma solo il 31% di chi ha risposto ha dichiarato che la propria azienda aveva in essere misure di prevenzione/rilevazione delle intrusioni sugli endpoint, che sono parte integrante nella lotta contro questo tipo di attacchi.

    cyber-security-stress-test

    Oggi è sempre più importante conoscere i propri sistemi” meglio di quanto li conoscano i tuoi avversari”, sostiene Erka Koivunen – F-Secure Cyber Security Advisor – “perché non puoi proteggere qualcosa se non sai che è esposta a pericolo. Installare solo un software di sicurezza seguendo la moda “installa e dimenticatene” sta portando a trascurare la realtà delle minacce odierne, e continuiamo a vedere aziende che ne pagano il prezzo.”

    Il Cyber Security Stress Test tocca tutta una serie di argomenti, inclusa la protezione degli endpoint, la sicurezza di rete, i ruoli e le policy in azienda. Il test intende fornire degli indicatori che il personale IT può usare per identificare aspetti problematici tuttavia risolvibili della condizione di sicurezza della propria azienda.  Presenta a chi risponde una semplice classifica su una scala da uno a cinque, con uno che indica un rischio “elevato” e cinque che indica un rischio “basso”. Fornisce anche consigli che gli IT manager possono usare per migliorare la sicurezza della loro azienda.

    A questo punto non ci resta che consigliarvi di fare il questionario e, se vi va, raccontateci la vostra esperienza.

    [divider]

  • Cresce l’e-commerce e il mobile commerce in Italia è al 22%

    Cresce l’e-commerce e il mobile commerce in Italia è al 22%

    L’E-commerce continua a crescere nel nostro paese e ce lo confermano i dati resi noti di recente dall’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano e da Netcomm. Il valore sale a 16,6 miliardi di euro e la penetrazione arriva al 4%. Forte ascesa del mobile commerce che vale il 22% sul totale, 11% solo da smartphone.

    I recenti dati resi noti dall’Osservatorio eCommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, ci confermano quello che è ormai una realtà consolidata e che spesso abbiamo ripetuto su questo blog. Gli italiani acquistano sempre di più online e oggi il valore dell’E-commerce nel nostro paese è di 16,6 miliardi di euro, ossia una crescita del 16% rispetto al 2014 che tradotto significa una crescita di oltre 2 miliardi di euro. Tutto questo comporta un aumento della penetrazione dell’e-commerce in Italia che arriva al 4%, e questo, nel contesto italiano è da considerarsi un buon risultato. Siamo ancora lontani da paesi come Uk, dove la penetrazione è del 16%, ma questa tendenza positiva è comunque da valorizzare.

    ecommerce-italia-2015

    Gli italiani che acquistano online abitualmente (almeno un acquisto al mese sottolinea la ricerca) sono oggi 11,1 milioni, anche questo un dato in crescita.

    Il dato che ci sembra ancora più rilevante è quello relativo al mobile commerce, agli acquisti effettuati da dispositivi mobili. I dispositivi mobili giocano dunque un ruolo sempre più rilevante, infatti, gli acquisti online tramite Smartphone aumentano del 64%, superando il valore di 1,7 miliardi di € valgono il 10% dell’e-commerce nel 2015. Si raggiunge poi il 21% se aggiungiamo quelli via Tablet. Un dato, sia pur con tutte le considerazioni del caso, questo che ci mette davvero in linea con gli altri grandi mercati europei. Basta guardare sempre al Regno Unito, ricordiamo che è il più grande mercato in Europa, dove gli utenti che acquistano da mobile sono il 28,6%, mentre la percentuale più alta in assoluto la si riscontra in Giappone con il 46%.

    mobile-commerce-italia-2015-ecommerce

    La crescita degli acquisti da mobile traina poi un altri fenomeni come quello di cercare informazioni online, spesso proprio da mobile, su un prodotto visto al momento in un negozio; e cresce quindi il fenomeno dello showrooming, oggi sono 13,6 milioni che cercano online un prodotto visto in negozio precedentemente.

    Il mobile diventa per il consumatore non uno strumento alternativo per la ricerca di prodotti e per informazioni sugli stessi, ma diventa parte integrante del suo processo decisionale finalizzato all’acquisto. Il consumatore oggi è in grado di destreggiarsi tra strumenti online e offline, soddisfando al meglio i propri bisogni.

    Altro dato che la ricerca evidenzia è che i settori che trainano la crescita dell’e-commerce in Italia sono Turismo (+14%), l’Informatica ed elettronica (+21%) e l’Abbigliamento (+19%); ma anche l’Editoria (+31%) e settori emergenti come Food & Grocery, l’Arredamento e Home living, e il Beauty. Il valore medio dello scontrino è di 89 euro.

    Allora, che ne pensate di questi dati? Siete anche voi tra quelli che acquistano via mobile? Raccontateci la vostra esperienza!

    [divider]

  • Appathon 2015, prorogate le iscrizioni al 25 ottobre

    Appathon 2015, prorogate le iscrizioni al 25 ottobre

    Le iscrizioni per Appathon 2015, l’hackathon che si terrà il 7 e 8 novembre prossimo, che quest’anno avrà ancora di più una dimensione internazionale, sono state prorogate di una settimana. Infatti adesso c’è tempo per iscriversi fino al 25 ottobre. Il montepremi è di 50 mila euro.

    Dopo il grande successo riscosso lo scorso anno, Appathon 2015 saprà ripetersi sicuramente. Infatti, a grande richiesta vengono prorogate le iscrizioni, ci sarà tempo fino al 25 ottobre per iscrivere il proprio team, il termine inizialmente previsto era fino al 18 ottobre.

    appathon-2015

    La nuova edizione si annuncia ancora più interessante e di respiro internazionale. L’hackathon si terrà infatti in Italia ma anche in Austria e in Germania. In questa nuova edizione di Appathon 75 team di web developer, designer e marketing specialist si cimenteranno ad ideare applicazioni e idee. Parliamo quindi di un evento che unisce diversi ambiti e quindi diversi elementi che vanno considerati quando ci si cimenta in un progetto che non vuole essere solo ragionare sull’idea tecnologica, ma trovare anche soluzioni di marketing e comunicazione. Aspetti questi ultimi che spesso mancano.

    In Italia e Austria si ragionerà sui pagamenti digitali con una sfida sul Customer Centric Wallet, e poi ogni Paese avrà due temi specifici:

    • in Italia i team si affronteranno su social media customer services e servizi a valore aggiunto;
    • in Austria saranno impegnati su advisory e wealth planning;
    • in Germania lavoreranno su wearables & mobile banking, digital private banking e servizi premium.

    Il tempo che si avrà a disposizione è di 24 ore.

    Le APP migliori verranno premiate con un montepremi complessivo di oltre 50.000 euro e numerosi premi speciali come stage, licenze software e partecipazioni a corsi di digital innovation.

    https://youtu.be/mk-cVGiU6-k

    Ma oltre al contesto internazionale e all’ampio spettro dei temi toccati, la capacità creativa e innovativa dei concorrenti sarà chiamata a confrontarsi con due ulteriori livelli di profondità:

    • Alcune delle app dovranno poter essere utilizzate su wearable device, in particolare Apple Watch e Samsung Gear
    • In Italia e Germania, le app potranno essere sviluppate con l’utilizzo delle cosiddette API (Application Programming Interface) ovvero dei codici di programmazione che consentono di sviluppare un vero e proprio prototipo dell’app.

    A questo punto non ci resta che ricordarvi ancora una volta che le iscrizioni saranno aperte fino al 25 ottobre, quindi una settimana in più rispetto alla data prevista. E noi continueremo ad aggiornarvi sulle novità.

  • PappanoInWeb 2015, Beethoven e Cherubini in live streaming

    PappanoInWeb 2015, Beethoven e Cherubini in live streaming

    Secondo concerto dell’edizione 2015 di PappanoInWeb, l’evento con cui TIM e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia portano ancora una volta la grande musica classica sul web. Il concerto di stasera, che potrete seguire in live streaming a partire dalla 20:30 anche qui sul nostro blog, prevede musiche musiche di Ludwig van Beethoven e Luigi Cherubini.

    pappanoinweb-2015

    Secondo concerto di PappanoinWeb, l’evento, giunto ormai alla quinta edizione, che TIM organizza insieme all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per portare ancora una volta la grande musica classica sul web. Il concerto di stasera, che potrete seguire in live streaming a partire dalla 20:30 anche qui sul nostro blog, prevede musiche musiche di Luigi Cherubini (Medea: Ouverture) e di Ludwig van Beethoven (Sinfonia n. 4 e Sinfonia n. 7).

    La grande novità di quest’anno sono le riprese in  ripresa “panoramica 360°”. Questa modalità arricchisce la visione con immagini ravvicinate dell’Orchestra, del Coro e del Direttore, dando così allo spettatore del web la sensazione di essere realmente presente in sala. Utilizzando un tablet o uno smartphone (iOS, Android) lo spettatore avrà la sensazione di essere realmente presente sul palcoscenico e vedendo le immagini ravvicinate dell’Orchestra.

    PappanoinWeb è appunto un progetto che si rivolge sia ai “giovani”, che grazie al web possono avvicinarsi alla musica classica, sia ai “meno giovani”, che possono apprezzare in qualunque momento contenuti di loro interesse grazie alle potenzialità delle nuove tecnologie.

    Durante il concerto gli appassionati di musica potranno scambiarsi commenti e opinioni sui canali social di TIM con gli hashtag #pappanoinweb #ilfuturoèditutti e interagire live con l’esperto per poter soddisfare in tempo reale tutte le curiosità. Inoltre è possibile far “sentire” il vostro applauso agli artisti inserendo anche #bravo. L’utilizzo corretto di questi hahstag consente al tuo tweet di essere aggregato nel flusso della conversazione sul sito web. Ecco un esempio: “Ho visto il concerto di #pappanoinweb #bravo”.

    Programma del 2° PappanoinWeb – concerto sinfonico

    Lunedì 19 ottobre 2015 ore 20.30

    Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma

    Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia,

    Antonio Pappano Direttore

    • Cherubini Medea: Ouverture
    • Beethoven, Sinfonia n. 4
    • Beethoven, Sinfonia n. 7

     

  • L’Arte della Manipolazione in Rete

    L’Arte della Manipolazione in Rete

    La Manipolazione è un’arte: si tratta di influenzare il pensiero delle persone, raggirandole. Nella vita reale è più facile riconoscere i comportamenti manipolatori, ma nella Comunicazione in Rete è difficile, perché la natura virtuale consente perfino di falsificare le identità. Ecco qualche trucco per individuare le tipologie più frequenti di manipolatori.

    Sono lucida e fresca e inizio la giornata. Leggendo prima di tutto i post delle persone che seguo di più, partendo dai Feed Rss dei loro siti e dalle notifiche sui Social Network.
    Spesso lo faccio mentre ancora finisco di bere il caffè.
    Perché è il mio lavoro, perché amo farlo, perché amo leggere non solo le news, ma soprattutto le opinioni che “le mie persone di riferimento” hanno riguardo alle news.
    E qui arriva il bello, perché succede a volte che io credo di essere lucida e fresca, ma evidentemente non lo sono, perché la mia bocca inizia a stortarsi, perché rileggo due o tre volte la stessa frase, perché scuoto la testa e arrivo alla rapida conclusione che – di un dato argomento – io proprio non ho capito nulla.

    manipolazione-web

    Esattamente questo dovrebbe essere il punto di partenza per iniziare un confronto e perfino un dibattito aperto con gli altri.
    Ci possono essere anche in Rete argomenti di nicchia, in cui la preparazione universitaria o una forte esperienza lavorativa possono fare la differenza. In questi casi, ci si fida maggiormente delle persone preparate in materia, prima di formulare la propria opinione.
    In ogni caso, la bellezza della Comunicazione 2.0 sta proprio nello scambio e nel confronto di pareri e opinioni.
    Siamo invitati e spronati a lasciare alla fine di un post il nostro commento, e quel commento si aspetta una risposta.

    Negli scambi preziosi che avvengono ogni giorno – sul Web come nella Mondo Reale – esiste, tuttavia, anche il pericolo di incorrere in forti condizionamenti altrui, comportamenti che ci possono privare di spontaneità per uno strano timore di dire la nostra.  
    Che il mondo del Business e del Consumo, così come quello della nostre Relazioni Affettive, siano condizionati dall’esterno lo sappiamo tutti. Non è possibile vivere senza accettare questo dato di fatto, ma è necessario essere coscienti per porvi dei limiti.
    Nella Vita Reale questo è più facile, perché guardare negli occhi e osservare il comportamento non verbale del nostro interlocutore ci rende più facile capire quando il condizionamento avviene in buona fede, senza il desiderio di un raggiro.
    E’ più facile accorgerci di quando si è manipolati
    , e allora evitiamo di uscire troppo allo scoperto, ci si astieniano dal fare scelte precipitose e di decidere rapidamente.

    Raggiro e Manipolazione come avvengono, invece, nella Comunicazione Online?

    Saper Manipolare è un’arte.
    E la Rete facilita le tecniche di Manipolazione, perché l’Essenza Virtuale della Comunicazione permette schermi maggiori e consente addirittura identità sfalsate.
    Ci sono, tuttavia, delle caratteristiche distintive tipiche delle persone manipolatrici che è bene imparare per poterle riconoscere.

    La manipolazione non ha criteri precisi, regole o confini.
    Non ha un codice scritto
    .
    Eppure a volte la soluzione è quella di distaccarci un po’, di riuscire a guardare in maniera più distaccata la conversazione o la relazione che stiamo vivendo per poter salvaguardarci. E riconoscere le classiche tipologie delle persone manipolatorie.
    Proviamoci insieme.

    Esiste, in primo luogo, il Facilitatore.
    E’ colui che ci propone qualcosa che sembra davvero poterci facilitare la vita, alleviare le difficoltà inevitabili e – addirittura – rendere le nostre abitudini più salutari. Vincenti. Facendoci magari anche guadagnare di più.
    Perché non ci abbiamo pensato prima?
    Ecco: i facilitatori sembrano realizzare quel miglioramento della nostra vita che non siamo mai riusciti a realizzare da soli.

    Riconosciamo poi il Venditore Ambulante, o Piazzista: è colui che ci spaccia un impegno molto serio e complesso per un divertimento, col risultato di farci assumere per gioco una responsabilità a cui poi non potremo più sottrarci.

    A seguire c’è l’Uomo di Spettacolo.
    Sapersi divertire è essenziale nella vita: è qualcosa che fa bene allo spirito e alla salute. E in moltissimi casi anche al lavoro.
    Eppure bisogna stare un po’ attenti: chi tenta di illuderci che la vita sarà sempre un divertimento, ci sta ingannando, perché il divertimento è una condizione passeggera. E tale deve rimanere per poter essere vero divertimento.
    Può subentrare la nostalgia, quando il divertimento finisce, ad esempio quando finiscono le vacanze.
    Tuttavia i giochi più avvincenti sono quelli che durano poco, e chi tenta di dissuaderci sta manipolando la nostra vulnerabilità nei confronti delle responsabilità da assumerci ogni giorno.

    Il Commerciante o Venditore, invece, è ancora più scaltro. Conosce perfettamente i nostri punti deboli e lavora sulle leve adatte per attirare la nostra attenzione.
    Generalmente è chi ci illude di poter guadagnare molto facilmente: tanto e facilmente. E, guarda caso, lo fa proprio nel momento giusto, in cui quel guadagno ci servirebbe davvero.
    L’unico consiglio è quello di imparare a difenderci raccogliendo tutte le informazioni possibili su questa persona, cercando di conoscerne i veri progetti.

    Aggiungerei che i Venditori sono anche capacissimi di manipolare l’immagine che abbiamo di noi stessi. Ad esempio, la nostra competenza o preparazione.
    Guarda caso sono i prima che ti diranno con certezza quali scelte vincenti potrai fare nella tua carriera.
    Hanno le nostre chiavi di casa in mano. Sta a noi riprenderle.

    Adulazione, complimenti esagerati, lusinghe, ruffianerie sono le più frequenti armi manipolatorie usate da chi ha capito benissimo le nostre vulnerabilità e ci gioca per aumentare il proprio Ego e le proprie mancanze.

    Sicuramente, nell’esperienza personale e lavorativa – sul Web come nella vita reale – ognuno di noi è stato ferito almeno una volta da un Manipolatore.
    Pur consapevoli di noi, non arriviamo a percepire di essere forzati e raggirati, e finiamo per sentirci ingannevolmente padroni delle nostre scelte.
    Feriti è la parola giusta.
    Perché qualsiasi genere di manipolazione offende e umilia.
    Chi ci manipola fa questo: raggira la nostra capacità di comprendere quello che veramente vogliamo senza che ce ne rendiamo conto.
    L’inganno non è manifesto. La violenza che subiamo non è diretta.
    E quando finalmente torniamo padroni delle nostre opinioni, consapevoli di noi, capiamo che quello che abbiamo pensato o fatto è stato “quasi” dettato dalla nostra stessa volontà.
    Brucia solo quel “quasi”, che fa la differenza. Perché si tratta di una sottile e bruciante violenza.

    Ora, raccontateci le vostre opinioni e le vostre esperienze!

    [divider]

  • Jeffrey Kang: “IngDan è una grande opportunità per i makers”

    Jeffrey Kang: “IngDan è una grande opportunità per i makers”

    Alla Maker Faire di Roma abbiamo avuto l’occasione di incontrare Jeffrey Kang, CEO di IngDan Ltd, per il lancio in Italia della piattaforma IngDan dedicata a makers, startup e creativi che guardano al mercato cinese. “Nel primo anno di IngDan in Italia vogliamo aiutare più di 2.000 aziende nell’IoT”.

    Alla Maker Faire di Roma, che si tiene quest’anno presso l’Università la Sapienza, fino a domani, abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Jeffrey Kang, CEO di IngDan Ltd, per il lancio in Italia della piattaforma online IngDan, focalizzata su IoT, dedicata a makers, startup e creativi italiani che vogliono sbarcare nel mercato cinese. L’occasione è stata dunque quella di capire come funziona la piattaforma e di comprendere anche come i makers italiani possono sfruttare questa opportunità. Ad oggi IngDan conta già 2 milioni di membri e conta ad oggi 2 mila progetti, senza dimenticare collaborazioni strategiche con collaborazioni strategiche con Baidu, JD, Wechat, 360, Intel, Broadcom e Freescale. Ma IngDan selezionerà proprio durante la Maker Faire i 40 progetti IoT più innovativi per esporli gratuitamente alla Maker Faire di Shenzhen nel 2016. E i migliori 4 saranno invitati ad un roadshow nella “Shenzhen Valley”: un’area che ospita la più grande produzione dell’elettronica a livello mondiale e vanta un’estensione due volte quella della Silicon Valley.

    IngDan-jeffrey-kang

    Mr. Kang, perchè avete scelto l’Italia per il lancio di IngDan?

    “IngDan è una piattaforma su internet che si rivolge agli innovatori, ai makers che lavorano per sviluppare soluzioni IoT a livello globale. E le mettiamo in contatto con produttori e con le risorse che esistono oggi in Cina, al fine di sviluppare le loro idee che possano poi essere vendute direttamente ai consumatori. L’Italia rappresenta il nostro primo step verso il mercato europeo e per noi l’Italia è il paese delle idee, della creatività della moda, questo è il motivo principale per cui siamo convinti di partire dal vostro paese. E poi, ne parla anche il vostro primo ministro Renzi che guarda ai giovani convinto di creare un nuovo ambiente. E noi guardiamo proprio alle nuove generazioni, quelle che saranno in grado di cogliere le opportunità del futuro. Ed è un pò la mission che sta alla base di IngDan.”

    Che tipo di reazione e di accoglienza vi attendete dai makers?

    “Noi siamo molto focalizzati verso l’IoT e quindi verso gli ambianti dell’Internet delle Cose. Oggi lanciamo da qui, dal grande palcoscenico della Make Faire di Roma IngDan Italia che svilupperà la piattaforma. Quello che ci aspettiamo, quindi il nostro primo obiettivo legato dall’investimento in Italia è quello di aiutare entro il primo anno, quindi entro i primi 12 mesi, più di 2 mila aziende italiane dell’IoT. Questo si traduce poi nella creazione di posti di lavoro e in una maggiore collaborazione tra le aziende italiane e quelle cinesi.”

    intervista-Jeffrey-Kang-IngDan

    Quali sono in questo momento le esigenze del mercato cinese in termini di innovazione e tecnologia, e come la creatività italiana può essere d’aiuto per far crescere il marcato ancora di più?

    “Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere l’innovatore, il geek, le startup, ma anche l’azienda tradizionale che cambia il suo modo di fare business per diventare un nuovo player sul mercato. Il nostro scopo è quindi di metterli in contatto con costruttori e produttori in Cina e di dare loro accesso alle risorse che ci sono adesso nel paese. Questo comporta un abbassamento dei prezzi ed un equilibrio del mercato. Senza dimenticare che la Cina oggi è uno dei mercati più grandi del mondo, dove ci sono molti consumatori. E quindi questa è una grande opportunità per i maker italiani per sviluppare il loro business in Cina, grazie proprio a IngDan.”

    Quali sono in Cina le aree in cui i makers possono sviluppare meglio le proprie idee?

    “Al momento simo focalizzati su IoT che abbraccia praticamente ogni area, quindi hardware e software che viaggiano insieme. Quindi i segmenti che possono essere raggiunti sono tanti come healthcare, elettronica di consumo, automotive, bike, scooter e tanti altri ancora. E quindi l’Italia, la terra delle idee, della creatività, del design, della moda, tutto questo può essere incorporato nelle idee da sviluppare in ottica IoT. E questo è il motivo per cui crediamo che l’IoT creerà condizioni economiche di sviluppo e prosperità.”

    Quali sono i prossimi step di IngDan e che tipo di risposta vi aspettate a livello globale?

    “In questo momento i nostri passi successivi alla presentazione qui a Roma è quello di entrare in contatto con il governo italiano, con le associazioni aziendali, con gruppi di investimento. Anche perchè tutti abbiamo lo stesso obiettivo e cioè aiutare le aziende, gli innovatori, i makers,  le startup a sviluppare nuove opportunità di business. Dobbiamo fare quindi questo cammino insieme offrendo piattaforme internet, strumenti di business e risorse per fare in modo che questi nuova economia possa crearci e svilupparsi con successo.”

    Quindi IngDan si propone come anello di congiunzione tra i makers italiani e il mercato cinese nell’ambito dell’IoT che vale 55 miliardi di dollari (toccherà il valore di 166 miliardi di dollari entro i prossimi 5 anni), contro 1,55 miliardi di euro del mercato italiano. IngDan si presenta quindi come una grande opportunità da cogliere per proiettarsi verso uno dei mercato che sta crescendo di più in questo momento, dove c’è voglia di idee e creatività italiana.