Autore: Franz Russo

  • Instagram sorpassa Twitter, gli utenti sono 400 milioni

    Instagram sorpassa Twitter, gli utenti sono 400 milioni

    Instagram ha annunciato di aver raggiunto il traguardo dei 400 milioni di utenti attivi al mese. Un traguardo importante che viene raggiunto nove mesi dopo aver annunciato i 300 milioni. Ed è anche importante perchè con questo dato l’app di Facebook supera Twitter per numeri di utenti.

    Instagram ha annunciato di aver raggiunto il traguardo dei 400 milioni di utenti attivi al mese sulla piattaforma. Un traguardo importante che arriva dopo appena nove mesi dall’annuncio dei 300 milioni di utenti, era infatti dicembre dello scorso anno. Instagram continua a crescere aggiungendo altri 100 milioni di utenti attivi in meno di un anno, a dimostrazione che l’app piace, viene usata sempre di più. Di recente ha implementato anche la possibilità per i brand di poter fare pubblicità, una modalità molto attesa tra l’altro.

    Instagram-logo-colori

     

    Per dare qualche numero di questo importante risultato, va detto che ad oggi le foto condivise sull’app sono qualcosa come 40 miliardi e il 75% degli utenti proviene da paesi diversi dagli Usa, da cui proviene il restante 25%. E la media dei “like” giornalieri è di 3,5 miliardi. Numeri enormi che testimoniano che oggi Instagram è molto di più di una semplice app.

    Gli ultimi 100 milioni che si sono aggiunti in questi mesi provengono da Europa e Asia, e il maggior numero proviene da Brasile, Indonesia e Giappone.

    instagram 400 milioni

    Su Facebook sono arrivate anche le congratulazioni di Mark Zuckerberg, CEO e fondatore di Facebook, a Kevin Systrom, co-fondatore di Instagram nel 2010 insieme a Mike Krieger.

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    Ma a pochi è sfuggito che questo risultato vale ancora di più se lo si guarda da un’altra ottica. Proprio in occasione dell’annuncio del traguardo dei 300 milioni di utenti, da qual momento è partito il raffronto con Twitter che di utenti ad oggi ne ha poco più di 300 milioni (316 milioni per l’esattezza). Il risultato di oggi è che Instagram (nata nel 2010) ha superato Twitter (nato nel 2006) in termini di utenti attivi al mese. Un sorpasso che da un lato dimostra la crescita dell’app, recentemente dimostrata dalla ricerca di Pew Research Center, che evidenziava il fatto che l’app di Facebook insieme a Pinterest erano quelli che crescevamo di più. Dall’altro lato, questo risultato evidenzia, ancora una volta (in effetti), le difficoltà in cui naviga, e continua a navigare, Twitter, alla ricerca ancora di un nuovo CEO. E a quanto pare, dopo oltre 100 giorni non di vede all’orizzonte alcuna via d’uscita da questo punto di vista.

    Insomma, questo risultato dovrebbe dare una svegliata ai vertici di Twitter, il tempo passa e gli altri crescono, rubando quote di mercato. Ad oggi Twitter ha una soluzione che potrebbe rilanciare la piattaforma, parliamo di Project Lightning che verrà lanciata solo alla fine di questo anno. Solo che potrebbe rivelarsi anche troppo tardi.

  • Ecco i brand Tech più forti sui Social Media

    Ecco i brand Tech più forti sui Social Media

    Blogmeter torna ad elaborare la classifica dei brand del settore technology più forti sui Social Media nel mese scorso. Da evidenziare tra i vari brand le performance su Twitter di Samsung, mentre su Facebook si segnalano le ottime performance di Intel e Huawei.

    Grazie alla classifica elaborata da Blogmeter, vediamo quali sono stati, durante il mese scorso, i brand del settore technology più forti sui Social Media. La classifica è stata realizzata basandosi su due metriche principali, vale a dire coinvolgimento e capacità di attrarre nuovi fan durante il periodo monitorato. Ne viene fuori che in questo settore i contenuti che permettono ai brand di collezionare il maggior numero di interazioni e il più alto livello di visibilità sono i grandi eventi e, soprattutto, il lancio di nuovi prodotti. E durante il mese scorso di eventi e annunci di lanci di nuovi prodotti ce ne sono stati un bel po’.

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    Su Facebook, spiccano Intel e Huawei

    Per quanto riguarda l’engagement, su Facebook, leader è la fanpage italiana della multinazionale Intel che, sebbene risulti poco attiva durante tutto il mese di agosto, conquista un alto livello di interazioni durante l’Intel Developer Forum che si è tenuto il 22 agosto a San Francisco. Al secondo posto si posiziona Nikon con il suo #NFPC2015, il contest fotografico che dagli inizi di agosto coinvolge gli utenti di Facebook. Da segnalare le ottime performance di Nvidia e Philips. In terza posizione per engagement e in prima per numero di nuovi fan, si piazza Huawei che raggiunge il picco di interazioni e new fan in occasione della premiazione di #HuaweiP8 agli EISA Awards 2015.

    Nelle prime tre posizioni per quanto riguarda nuovi fan si posizionano Samsung Mobile e Asus: la crescita della fan base dei due brand dipende nel primo caso dall’iniziativa concorsuale attivata in occasione del lancio del nuovo #GalaxyS6edge+; nel caso di Asus invece è frutto della pubblicazione frequente di post divertenti e spiritosi per promuovere i propri prodotti.

    Da segnalare, inoltre, quarto nella classifica per i nuovi fan, Bimby che si distingue per aver la più alta percentuale di donne che interagiscono con la pagina.

    Su Twitter trionfa Samsung

    Su Twitter leader indiscusso è invece Samsung. Alla base di questo successo, sia in termini di engagement che di new follower, è il lancio del #GalaxyS6edge+ che è stato comunicato sui social media, specie su Twitter, con grande entusiasmo e con immagini estremamente emozionali. E un buon numero di interazioni è relativo anche ai tweet che promuovono #IFA15, il grande evento di elettronica di Berlino.

    Su Twitter si distingue anche Lumia che con i suoi tweet estivi e colorati si piazza al quinto posto per engagement e al secondo posto per nuovi follower. Microsoft si posiziona terzo sia per capacità di coinvolgere gli utenti che per nuovi seguaci, grazie ai numerosi tweet relativi a #Windows10, e grazie all’anniversario dei 20 anni di #Windows95, il 24 agosto, che, oltre a diventare trending topic, ha generato un boom di interazioni tra i più nostalgici.

    Un’occhiata alla classifica generale

    Velocemente diciamo anche che, per quanto riguarda la classifica generale elaborata da Blogmeter, tenendo conto dei brand più forti sui social media in tutti i settori, su Facebook i migliori di agosto sono PaesiOnline per page engagement, Amazon.it per new fan e Wind per response time. Interessante notare l’ingresso in top 3 per crescita della fan-base della pagina di Lidl Italia, la quale durante tutto il periodo estivo è stata animata costantemente con concorsi, sondaggi e promozioni.

    Su Twitter invece è il profilo di Juventus FC che continua a sbancare sia per engagement che per nuovi seguaci, seguito da Serie A TIM: tutte le novità calcististiche relative alla nuova stagione di campionato non possono che portare nuovi follower a entrambi i profili. Tra le novità di agosto, c’è l’ingresso di Ikea Italia in classifica per new follower, grazie alla promozione del nuovo catalogo 2016. Infine, il brand migliore nel social caring si conferma Infoatac, il profilo ufficiale dell’azienda di trasporti romana.

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  • MTV Digital Days, la Musica è sempre più Digital

    MTV Digital Days, la Musica è sempre più Digital

    L’esperienza fatta agli MTV Digital Days ci ha confermato ancora una volta che il futuro della Musica è sempre più Digital. E sono tanti i progetti di startup che provano ad estendere l’esperienza dell’ascoltare musica. Così come sono tante le app che offrono servizi analoghi. La due giorni raccontata e vissuta insieme a Gianvito Fanelli di Polkadot.

    La recente esperienza agli MTV Digital Days ci ha confermato ancora una volta che il futuro della Musica è sempre più Digital. La due giornate che abbiamo vissuto, con Gianvito Fanelli di Polkadot, agli MTV Digital Days ci hanno offerto una nuova dimostrazione che il mondo della musica è cambiato e che il legame con il digitale e le nuove tecnologie in generale è sempre più forte. I contenuto dei panel organizzati nella splendida Villa Reale di Monza avevano tutti un comune argomento di fondo, e cioè qual è lo stato di questo legame, ossia quanto la musica oggi è digitale. La risposta che mi viene da dare è che la musica oggi vive, se così possiamo definirla, una seconda giovinezza, una seconda era, dopo quella analogica.

    MTV-Digital-Days-2015 musica

    Il mercato musicale, dal punto di vista della fruizione, vede un consumo di contenuti musicali digitali che è ormai pari al 50%. Quindi le persone “consumano” musica in maniera crescente e questo mi pare che ormai sia un dato assodato. Spotify è solo un esempio di questa evoluzione digitale. Nel 2014 il consumo di musica in streaming è cresciuto del 39% e gli utilizzatori sono 41 milioni. Presumiamo che questo numero sia ancora più alto.

    Ma allo stesso tempo il digitale ha aperto nuove frontiere, nuove opportunità per giovani artisti di farsi conoscere e di farsi ascoltare. Si va oltre quindi le piazze ordinarie e si sfruttano le tecnologie per arrivare direttamente sullo smartphone della gente. Non a caso lo smartphone (un po’ meno il tablet) è il dispositivo mobile più usato per lo streaming (invece che per il download). E questo ci dà la dimensione del fenomeno musica oggi, più vicina anche nel senso fisico agli utenti.

    Anche se poi, come abbiamo avuto modo di vedere, la musica vive del contatto con la gente. Più di 30 mila persone sono accorse alla Villa Reale per trascorrere due giorni di musica ininterrotta e per vedere da vicino i loro idoli.

    A proposito di idoli, mi riallaccio al pane di Samsung in cui erano ospiti appunti i The Kolors, gruppo fenomeno del momento. In quell’occasione un gruppo giovane, adorato dai giovanissimi, ha messo in evidenza che, in relazioni alle nuove tecnologie, social media in particolare, è meglio avere un rapporto non troppo ossessivo. Questi strumenti, come ha sottolineato lo stesso Stash, leader del gruppo, servono molto a promuovere la propria musica, anzi oggi giocano un ruolo fondamentale da questo punto di vista, anche se è meglio “non restarne schiavi”.

    E sempre in quel panel, dal titolo “Sempre connessi: come utilizziamo la tecnologia“, Samsung ha introdotto il tema dell’essere sempre connessi in virtù del dilagare del fenomeno dell’Internet delle Cose, un fenomeno che nel nostro paese ormai vale 1,55 miliardi di euro. Samsung dunque guarda con molto interesse a questo settore, puntando decisamente alle tecnologie indossabili, come gli smartwatch, con lo sviluppo di applicazioni permettendo alle persone di rimanere “sempre connesse” anche attraverso oggetti che indossano tutti i giorni. E da questo punto di vista i settori i settori sono vasti: si va dalla sanità all’automotive, all’elettronica di consumo, al commercio. Un fenomeno che coinvolgerà sempre più le nostre vite e che ci permetterà di interagire direttamente con gli oggetti di uso quotidiano grazie alla rete.

    Ma l’essere “sempre connessi” lo abbiamo visto anche i due concerti che si sono tenuto ai Giardini della Villa Reale. Abbiamo avito nuove conferme, guardano un pubblico vario, fatto di giovanissimi e non, che era un pullulare di dispositivi mobili, smartphone e tablet. Tutti intenti a “raccontare” dal vivo cosa stava accadendo. E non solo attraverso foto e video condivisi poi tra i vari social network, come Facebook o Instagram, ma abbiamo visto come fossero tanti ad utilizzare app come Periscope, l’app di Twitter che permette di raccontare in live streaming ciò che sta accadendo. Ed è questa la nuova frontiera che si apre davanti a noi. Lo storytelling diventa sempre più “Live” e sempre più interattivo. E nel prossimo futuro assisteremo ad una crescita ulteriore di questa tendenza con app che non faranno che migliorare l’esperienza del “raccontare” ciò che accade intorno a noi. E un concerto, uno show musicale, che diventa un vero e proprio evento, è la condizione ideale.

    E la stessa tecnologia legata alla musica per certi aspetti va percorrendo proprio questa strada, ossia quella di estendere l’esperienza che va oltre lo stesso ascolto. E proprio in occasione degli MTV Digital Days abbiamo conosciuto “Feel the music”, un’installazione permette di sentire la musica e quindi farla diventare anche un’esperienza visiva. Non a caso è stata premiata al RUFA Contest 2015, il concorso indetto dalla Rome University of Fine Arts in collaborazione con MTV. Insomma, il mondo della musica insieme alla tecnologia e al digitale va verso nuovi percorsi che aumentano l’esperienza, una direzione inevitabile.

    E dal punto di vista musicale Gianvito, cosa ha ti ha colpito nella due giorni degli MTV Digital Days?

    Noi, dal canto nostro, ci siamo dedicati con anima e corpo alla parte notturna, quella che dalle 20 fino all’1 ha animato il prato della Villa Reale grazie a dj set e live di grande qualità. Per esempio, quello di Dardust, giovane compositore e autore italiano che ha voluto e saputo miscelare la musica neoclassica con l’elettronica, seguendo il filone di compositori come Nils Frahm e Olafur Arnalds. Promosso da MTV New Generation, il contenitore che ha permesso a tanti artisti di emergere sulla scena contemporanea. Vale davvero la pena ascoltarlo!

    Highlights della prima giornata sono stati sicuramente Robin Schulz e Benny Benassi, il primo certamente più vicino ai nostri gusti musicali, con la sua house allegra ed estiva (e il clima, in effetti, ricordava ancora un po’ l’estate); di Benny Benassi possiamo solo dire che è riuscito a farci mettere da parte i “pregiudizi”, facendoci ballare e sudare.

    Una menzione sicuramente va fatta sulla produzione dell’evento, impeccabile dal punto di vista musicale e dei visual, parte integrante dello spettacolo.

    La seconda giornata ci ha visti sempre impegnati fra panel, start-up ma soprattutto musica. Fra i nostri preferiti, il nostro idolo Julio Bashmore, fresco fresco di “Knockin’ Boots”, il primo disco uscito ad agosto; UK bass e house ai massimi livelli e pubblico ovviamente impazzito. Su Coccoluto è inutile dilungarsi, è una leggenda e non è necessario chiedersi il perché: semplicemente perfetto.

    Ci è piaciuto moltissimo anche il dj set di Klangkarussel, il dj austriaco che ci ha conquistato con Sonnentanz, uno dei maggiori successi degli ultimi tempi.

    Ha chiuso Vitalic, e anche qui forse non c’è bisogno di presentazioni: l’electro-clash al massimo livello, tutti a casa sudati, felici e un po’ più consapevoli della rivoluzione tecnologica in atto.

    E sempre in questa occasione, abbiamo avuto modo di conoscere dal vivo la #NewIbiza4MTV, l’auto che permette davvero una connettività social di cui abbiamo parlato anche qui.

    Grazie Gianvito e grazie SEAT per averci invitato a questo evento a cui speriamo di tornare a parteciparvi anche il prossimo anno.

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    (gallery credits: SEAT Italia)

    [parte del post appare qui: MTV Digital Days: la rivoluzione tecnologica è qui]

  • L’Assertività è vincente anche nella Comunicazione Online

    L’Assertività è vincente anche nella Comunicazione Online

    La nostra capacità di Comunicare risente, come ogni altro nostro Comportamento, di due caratteristiche psicologiche particolari: Aggressività e Passività. Per poter essere Autorevoli, quindi poter convincere i nostri interlocutori senza imporsi né farsi prevaricare, esiste un punto di equilibrio e di armonia che è definito come Assertività. Ecco di cosa si tratta e perché è vince sempre, nella vita reale come sul Web.

    Si dibatte tanto, ultimamente, del fenomeno dell’Influencer Marketing sulla Rete e di quanto sia necessario essere autorevoli e costruire un Personal Branding credibile per poter emergere e ottenere risultati vincenti.

    Uso apposta la parola Autorevolezza, che è decisamente tutt’altro rispetto ad Autorità.
    Mentre quest’ultima si impone, e detta le sue leggi, la prima si fa ascoltare, persuade e conquista. Senza bisogno di forzature.
    Ecco: è la Comunicazione in grado di raggiungere l’interlocutore senza imporsi quella che vince e convince. E questo è valido sia nel marketing digitale che nella vita reale.

    In un flusso talmente vasto di informazioni, condivisioni e pareri più o meno concordanti, com’è possibile trovare e mantenere un Tono Autorevole nell’incontro-scontro di voci sul Web?
    Esiste una caratteristica distintiva della Comunicazione che ci viene in aiuto: l’Assertività.

    Nella nostra personalità ci sono due estremi fondamentali da tenere sempre in considerazione, perché -anche inconsciamente – determinano la maggior parte delle nostre risposte ai condizionamenti ambientali: la Componente Aggressiva e quella Passiva.

    assertività

    L’Assertività si pone proprio come livello di armonia tra questi due aspetti del nostro carattere.
    Essere capaci di comunicare le proprie opinioni senza prevaricare né farsi prevaricare è esattamente quel punto di equilibrio comunicativo che ci rende vincenti.
    Si tratta, tuttavia, di un equilibrio tra tono aggressivo e tono passivo in continuo aggiustamento, perché non esiste una posizione definitiva in cui porsi all’interno di una conversazione.
    La difficoltà nell’Essere Assertivi è proprio questa: saper modulare, in un confronto dinamico, la Comunicazione in modo da rimanere liberi di esprimersi. Senza crearsi ansie interiori o esasperati timori e, allo stesso tempo, senza adeguare per forza il proprio tono a quello degli altri e negare se stessi.

    L’Assertività è, dunque, l’abilità di comunicare a prescindere dai condizionamenti dell’ambiente, cioè i toni e i modi delle comunicazioni altrui.
    E’ la capacità di agire e non reagire, di essere pro-attivi anziché rimanere intrappolati all’interno di un circolo chiuso di domanda-risposta, in cui facilmente si perde la propria personalità.
    Si arriva, infatti, spesso a pensare “ora mi comporto come ti comporti tu” o “uso il tuo stesso tono”.
    E se arriviamo a pensare questo, il più delle volte, è perché abbiamo perso di vista qual è realmente la nostra opinione.
    O meglio, abbiamo perso di vista la modalità adeguata di esprimere la nostra opinione che, invece, con tutta probabilità, è esattamente quella che ci vuole. Autoritaria al punto giusto. Credibile, perché spontanea.

    Naturalmente, tutto questo, nel quotidiano lavoro sui Social Network è particolarmente difficile.
    E’ necessario dare risposte veloci e pareri personali su questioni che magari non conosciamo approfonditamente. Soprattutto, non si può – o non si dovrebbe – evitare il confronto.
    Per non scivolare nel dibattito, e dal dibattito alla polemica, saper Essere Assertivi è essenziale.
    Solo così la nostra Comunicazione diventa veramente efficace e si traduce in reale Abilità Verbale.

    C’è chi è particolarmente dotato, per carattere, e chi invece deve fare molto esercizio dentro di sé per riuscire a porsi in modo assertivo.
    E’ certamente necessario mettere in gioco il proprio mondo emozionale – la nostra Intelligenza Emotiva – perché dietro a questa coerenza comunicativa ci sia davvero una coerenza psicologica stabile. 

    Raggiungere un alto livello di Assertività significa, in ogni caso, Auto-realizzarsi mantenendo una visione oggettiva del contesto sociale e delle opinioni altrui.
    Una giusta dose di Autostima aiuta a prendere le decisioni appropriate e a comunicare con gli altri nel rispetto dei ruoli e delle forme sociali.
    Non si tratta solo di sicurezza in se stessi e forza interiore, ma della conquista di una “Maturazione Emotiva” sufficientemente solida da saper esercitare un adatto Autocontrollo: quello che non svalorizza la nostra persona e ci fa raggiungere la serenità interiore che è la chiave per stare bene, dirsi la verità e saperla dire agli altri.

    L’Assertività, come tutte le abilità del Comportamento e della Comunicazione, si riconosce da alcuni aspetti particolari.
    In primo luogo la capacità di Ascoltare.
    Non esiste possibilità di Autorevolezza e Credibilità nel comunicare se non si è capaci di Essere Empatici
    , di mettersi nei panni del nostro interlocutore e capire realmente la sua posizione.
    Essere in grado di esprimere la propria opinione in modo libero e coerente con noi stessi – quindi assertivo – significa anche sapersi assumersi rischi e gestire aspettative.
    Non abbiamo e non possiamo avere il possesso del parere altrui, perché prima di tutto verrebbe meno la libertà di pensiero e di confronto.
    Inoltre – e forse è questo uno degli aspetti più critici – essere assertivi ci pone la necessità di saper criticare le opinioni altrui. Essere in contrasto fa parte di qualsiasi scambio comunicativo, esattamente come il consenso.
    Quello che distingue una Critica Costruttiva da un mero Giudizio, tuttavia, è il saper dare motivazioni, spiegazioni, alternative.
    E anche saper dire dei NO, con tutta la nostra convinzione, evitando accuse e ponendoci in maniera positiva, cioè aperta alla riflessione e al dialogo.
    Insieme a un atteggiamento costruttivo ed empatico, può essere molto utile incominciare per primi ad “aprirsi”, a comunicare le proprio emozioni alle persone con cui dialoghiamo, perché questo generalmente evita irrigidimenti e posizioni difensive.

    Non è facile, certamente.
    Eppure non credete anche voi che – come nella vita reale – l’Assertività sia la soluzione vincente per la nostra comunicazione sul Web?

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  • E Pinterest adesso ha 100 milioni di utenti

    E Pinterest adesso ha 100 milioni di utenti

    Pinterest ha reso noto i dati relativi alla base utenti registrati sulla piattaforma. Ad oggi sono 100 milioni gli utenti registrati, il primo vero traguardo da quando è nata. E sono raddoppiati negli ultimi 18 mesi e le ricerche sono cresciute dell’81%.

    Qualche settimana fa, a proposito di un recente studio di Pew Research Center, mettevamo in evidenza come Pinterest, insieme a Instagram, fosse la piattaforma che era cresciuta di più negli ultimi mesi. E oggi ne abbiamo conferma. Per la prima volta in 5 anni, da quando praticamente la piattaforma è attiva, Pinterest rende noto che gli utenti attivi sulla piattaforma sono 100 milioni. Si può dire che questo è il primo vero traguardo della piattaforma, e ci sono voluti appunto 5 anni. Anche se, come ha dichiarato la società a VentureBeat, gli utenti sono raddoppiati proprio negli ultimi 18 mesi. A testimoniare quindi il crescere dell’interesse verso la piattaforma che la ricerca americana aveva appunto intercettato.

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    L’ultimo dato che era noto, diffuso da comScore, parlava di 76 milioni di utenti sulla piattaforma.

    Su Pinterest, il cui valore è stimato sugli 11 miliardi di dollari, il 55% degli utenti arriva dagli Usa e il restante 45% da altri paesi. Il dato rilevante della crescita proprio nell’ultimo anno e mezzo si accompagna anche con una crescita delle ricerche effettuate in piattaforma dell’81% e che circa il 70% degli utenti non si limita solo a visitare il sito, ma compie attività come ricercare materiale di interesse oppure salvarli. Inoltre, i due terzi degli elementi che gli utenti “pinnano” arrivano da siti aziendali.

    Ben Silbermann e Evan Sharp fondatori di Pinterest
    Ben Silbermann e Evan Sharp fondatori di Pinterest

    Negli ultimi mesi si è fatto un gran parlare di una sfida tra Pinterest e Instagram che di utenti ne ha 300 milioni. Ma la sfida non sta già nei termini, essendo due piattaforme molto diverse. Poi, come sapete, tutto può succedere in futuro e magari una prende spunto dall’altra, ma al momento restano differenti. Di sicuro, nel panorama dei social network, sono le due piattaforme che sono cresciute di più, verso le quali è in crescita l’interesse degli utenti. Vuol dire che hanno la capacità di offrire qualcosa di più specifico, e quindi in “interesse”. Qualche tempo fa parlavamo appunto di “social network per interessi“, ossia una serie di piattaforme che avevano il proprio focus nel portare gli utenti a coltivare i propri interessi in una maniera più diretta e ordinata.

    E Pinterest negli ultimi 12 mesi ha cominciato anche a monetizzare la sua forza, introducendo prima i Promoted Pins, una modalità offerta alle aziende per offrire i propri prodotti con CPM, quindi le aziende pagano solo se gli utenti faranno effettivamente click e visualizzeranno il contenuto. E poi ha introdotto anche i “Buyable Pins“, offrendo la possibilità alle aziende di vendere direttamente i propri prodotti. Per molti questa è la vera strada attraverso la quale Pinterest può monetizzare il suo potenziale. Staremo a vedere.

    E voi? Siete anche voi fedeli “pinners” della piattaforma? Raccontateci la vostra esperienza.

     

  • Twitter Highlight per Android adesso è disponibile per tutti

    Twitter Highlight per Android adesso è disponibile per tutti

    Da un paio di giorni Twitter ha reso disponibili gli Highlight su Android per tutti. Dopo il lancio di qualche mese fa, solo in lingua inglese, adesso gli Highlight, cioè la sintesi per ogni utente dei tweet più interessanti, sono disponibili in oltre 35 lingue.

    Twitter da un paio di giorni ha reso disponibile per tutti, quindi a livello globale, Highlight, la funzionalità che offre una sintesi dei Tweet più interessanti per ciascun utente, attraverso notifiche rich push. Quindi oltre alla timeline la modalità principaleper vedere quello che succede e interagire con i diversi Tweet, anche se non è sempre facile leggere tutto quello che ci interessa, per diversi motivi, incluso quello che ha evidenziato lo stesso CEO ad-interim, Jack Dorsey, e cioè “che l’uso della piattaforma in effetti è complicato”.

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    Con Twitter Highlight in effetti si mira a migliorare l’esperienza dell’utente sulla piattaforma.

    Qualche mese fa Twitter ha lanciato Highlight in lingua inglese per tutti i dispositivi Android e da un paio di giorni questa funzionalità è stata estesa a livello globale, in oltre 35 lingue supportate da Twitter.

    Come funziona Highlight di Twitter

    Highlight è quindi un semplice e veloce riassunto di ciò che succede su Twitter e consente all’utente di trovare velocemente i contenuti più rilevanti. Al fine di creare gli Highlight più rilevanti per l’utente, Twitter analizza una serie di elementi, come gli account e le conversazioni più popolari fra le persone seguite, i Tweet delle persone a cui si è più legati, gli argomenti e gli eventi di tendenza nell’area geografica o all’interno del proprio network, e le persone popolari o in trending fra gli account seguiti.  Con l’introduzione di Highlight, ogni utente riceverà una notifica sul cellulare che indica che gli Highlight sono pronti. All’apertura della notifica, si potrà entrare direttamente nella app di Twitter dove, attraverso una nuova interfaccia, si potranno vedere gli Highlight. Si potranno visualizzare scorrendoli da destra a sinistra. Una volta arrivati all’ultimo Highlight con un ultimo tocco si tornerà direttamente sulla timeline. Gli Highlight si possono vedere in qualsiasi momento toccando l’icona overflow nella timeline.

    Come attivare gli Highlight

    Nelle prossime settimane la maggior parte di coloro che hanno una versione aggiornata di Android inizieranno in modo automatico a ricevere le notifiche di Highlight. È dunque necessario controllare le impostazioni del cellulare relative alle notifiche siano attive. Prima di tutto un consiglio è quello di aggiornare comunque l’app sul vostro smartphone o tablet Android. Eventualmente, ecco come attivare le notifiche:

    1. Selezionare l’icona Overflow e in seguito toccare Impostazioni;

    2. Selezionare l’account per il quale si vuole ricevere le notifiche;

    3. Selezionare le notifiche mobile e assicurarsi che siano attivate;

    4. Selezionare la casella vicina a Highlight.

    Ecco spiegato tutto.

    Twitter fa anche sapere che la modalità Highlight verrà poi estesa anche su altre piattaforme e anche su questo vi terremo informati.

    Intanto fateci sapere cosa ne pensate e se davvero migliora la vostra esperienza con Twitter.

  • Il doodle di Google per i Mondiali di Rugby

    Il doodle di Google per i Mondiali di Rugby

    Il doodle di Google di oggi è dedicato all’ottava edizione dei Mondiali di Rugby che iniziano stasera a Twickenham, in Inghilterra, la patria di questo sport che in questi ultimi anni sta appassionando anche gli italiani. La Nazionale ovviamente è molto attesa.

    Il doodle che vediamo oggi sulla homepage di Google, il primo visibile anche in Italia dal cambio del nuovo logo di inizio mese, è dedicato all’ottava edizione dei Mondiali di Rugby che stasera prendo il via a Twickenham, in Inghilterra, la vera patria di questo sport. Una disciplina, il Rugby che negli ultimi anni ha appassionato anche l’Italia, grazie ad una Nazionale che negli ultimi tempi si è dimostrata più matura e preparata. E infatti, proprio la nostra Nazionale è chiamata ad una prova di maturità e crescita in questi Mondiali.

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    Il doodle, dinamico, vede un giocatore infangato che corre con la palla ovale tenuta con il braccio destro al posto della “G” del logo, e poi si vede il resto del logo. Semplice, nello stile già visto in altre occasioni simili.

    I Mondiali di Twickenham vedono la partecipazione di 20 squadre divise in 4 gironi. L’Italia è nel girone D insieme a squadre come la Francia e Irlanda, e ci sono anche Canada e Romania. Come sempre la squadra da battere è quella della Nuova Zelanda, la mitica squadra degli All Blacks, il team che  vanta il maggior numero di giocatori ammessi nella International Rugby Hall of Fame. Incutono già timore con il loro tradizionale haka (danza Māori) prima di ogni match.

    Ma temibile è anche la squadra dell’Inghilterra, la squadra di casa che oggi alle 21, ora italiana, inaugurerà i Mondiali incontrando la squadra delle Fiji. La nostra Nazionale debutterà domani sera nel match contro la Francia. Tutte le partite saranno trasmesse in diretta da Sky e una semifinale e la finale saranno trasmesse anche in differita su Mtv, da poco acquisita.

    Val la pena ricordare che il Rugby è uno sport di squadra tra i pià antichi al mondo (nasce infatti nel 1823, anche se esistono testimonianze più antiche come il “calcio storico fiorentino”) ed è il padre degli altri giochi a squadre, Calcio compreso.

  • Ecco Signal, il nuovo strumento di Facebook per i giornalisti

    Ecco Signal, il nuovo strumento di Facebook per i giornalisti

    Facebook punta sempre di più verso il mondo delle news e presenta Signal, un nuovo strumento rivolto proprio ai giornalisti. Negli ultimi due anni Facebook ha rivolto molta attenzione verso le notizie e ora offre uno strumento con cui i giornalisti possono scoprire e curare nuovi contenuti.

    Come sappiamo bene, Twitter in tema di notizie è la piattaforma a cui i giornalisti, o comunque gli utenti che sono alla ricerca di notizie, guardano prima di tutto. Certamente per la sua caratteristica di “real time”, e come abbiamo visto anche in eventi recenti, spesso le notizie che vengono twittate anticipano gli stessi organi di informazioni, costretti poi a guardare alla piattaforma da 140 caratteri come fonte principale. E’ il segno che il giornalismo, dal web 2.0 in poi, sta cambiando, sta diventando più social. Questo non vuole essere un elemento riduttivo, anzi. E’ forse la caratteristica più significativa degli ultimi anni che i giornalisti devono cogliere, in termini di maggiori fonti a cui guardare (e da scoprire) e in termini di velocità.

    Facebook-Signal

    E Facebook vuole entrare anche in questo settore, vuole prendersi un po’ di terreno al momento (e fino a quando?) appannaggio di Twitter. E per questo ha presentato un nuovo strumento chiamato Signal che servirà ai giornalisti per scoprire e curare nuovi contenuti a cui guardare. Il nuovo tool, annunciato da Facebook, permetterà agli operatori dell’informazione di attingere a news, immagini, video e tendenze che arriveranno sia da Facebook che da Instagram.

    Facebook-Signal-news

    Siamo entusiasti di introdurre Signal, per Facebook e Instagram, uno strumento gratuito rivolto ai giornalisti, per scoprire e curare nuovi contenuti, che vogliono raccogliere, gestire le fonti e incorporare contenuti interessanti da Facebook e da Twitter.

    Insomma uno strumento che i giornalisti non potranno che apprezzare e che spinge ancora una volta Facebook nel mondo delle news. Ancora una volta perchè questa non la sola mossa fatta in questa direzione. E’ da almeno due anni che Facebook prova a entrare in questo settore. Per un semplice motivo, perchè le notizie sono i contenuti più ricercati dagli utenti in assoluto, anche su Facebook. Un dato che è ormai inconfutabile. E dare spazio alle news significa visualizzazioni sulla piattaforma, quindi advertising e quindi revenues. E il cerchio si chiude.

    Facebook-Signal-giornalisti

    Facebook due anni fa avviò un altro strumento che è la sezione Trending, molto simile a quella che si vede già su Twitter, ma più organizzata. Con Signal Facebook si spinge oltre, offrendo la possibilità di accedere ai contenuti con uno strumento più adeguato, infatti i contenuti possono essere rintracciati per località, possono essere salvati in specifiche collezioni. Le redazioni possono poi integrare anche le API di Signal in modo da avere il feed delle notizie e le visualizzazioni delle news all’interno del loro stesso sito. Qui tutte le informazioni.

    Facebook dunque sfida Twitter che a sua volta è pronta a lanciare Project Lightning, un progetto che dovrebbe aiutare e incrementare l’uso della piattaforma sia per gli utenti ma anche per i giornalisti. E in questa direzione, nel mese di agosto Twitter ha annunciato l’avvio di test per la sezione News da mobile, una sezione dedicata alle Trending News.

    La sfida sulle news dunque si accende e stavolta è Twitter ad apparire in affanno.

    Al momento Facebook Signal è solo per giornalisti in lingua inglese e, anche se non si conoscono dettagli precisi, è presumibile che presto lo sarà anche per i giornalisti di tutto il mondo.

  • Prezi arriva in Italia con il traguardo di 60 milioni di utenti

    Prezi arriva in Italia con il traguardo di 60 milioni di utenti

    Da oggi Prezi arriva in Italia e porta con sè l’annuncio del traguardo, appena raggiunto, di 60 milioni di utenti. Il servizio per realizzare presentazioni dinamiche conta in Italia 350 mila utenti che da oggi potranno vedere esaudite le loro esigenze in maniera più diretta.

    Siamo sicuri che molti di voi sanno già di cosa si tratta e apprezzeranno molto questa notizia. Prezi, il servizio per realizzare presentazioni dinamiche, rivolto ad aziende, professionisti e freelance, annuncia oggi il suo arrivo ufficiale in Italia. Una notizia che farà felici i 350 mila utenti italiani registrati che già oggi usano Prezi per le loro presentazioni e che ogni ora effettuano oltre 300 visualizzazioni di una delle tantissime presentazioni in archivio. In questo modo la ex startup fondata nel 2009 potrà meglio rispondere alle esigenze degli utenti italiani. Una notizia dunque che, siamo sicuri, farà felici tanti di voi che già usano questo servizio.

    prezi_logo

    Ma questa non è la sola notizia. Prezi annuncia sempre oggi che gli utenti che utilizzano il servizio sono 60 milioni, un traguardo importante per l’azienda fondata da Adam Somlai-Fischer, Peter Halacsy e Peter Arvai che in questi sei anni è cresciuta in modo esponenziale. Gli utenti erano 50 milioni a novembre dello scorso anno, quindi una crescita di 10 milioni di utenti in 10 mesi.

    I 60 milioni di utenti hanno ad oggi creato 190 milioni di Prezi pubblici, collezionando 1 miliardo di visualizzazioni. Se si provasse a sommare il tempo che gli utenti hanno trascorso a vedere le presentazioni, allora verrebbe fuori un numero di 2.711 anni!

    Come dicevamo, Prezi è molto usato tra i professionisti e le agenzie per preparare presentazioni coinvolgenti, molto simili a questa. Ma sono tanti anche i brand che fanno uso di Prezi, aziende come Lufthansa, il festival South per South West, Discovery Channel, il Gruppo Bloomberg.

    I risultati rilevanti aggiunti da Prezi, in termini di users, redemption e numeri, hanno creato le condizioni con cui affrontare la prossima fase che vede il coinvolgimento di due nuovi dirigenti a livello globale, Jim Szafranski, Chief Operating Officer (COO) e Jim Banister, a capo dello sviluppo del prodotto, e una nuova collaborazione strategica con Logitech, è pronta a lavorare per permettere ai suoi utenti, professionali e non, di realizzare presentazioni ancora più coinvolgenti e travolgenti.

    prezi-fondatori

    Infatti, Prezi e Logitech collaboreranno insieme per trovare soluzioni integrate in grado di migliorare sempre di più le performance del prodotto Prezi, dal punto di vista tecnologico, da quello della user interface e dal quello della user experience. A questo proposito Charlotte Johs, global vice president dello sviluppo periferiche computer di Logitech, ha dichiarato:

    Lavorare con Prezi ci permetterà di capire meglio le esigenze di chi deve effettuare presentazioni, così da sviluppare tecnologie in grado di aiutarli a costruire e consegnare presentazioni sempre più efficaci e impattanti”.

    Prezi, ormai ex startup e azienda che viene sempre più citata come caso di successo, continua a crescere e a migliorarsi, mantenendo ben saldo il suo elemento di forza e distintivo, ossia il “visual storytelling”. Prezi vuole essere il servizio con cui le presentazioni vengono pensate, preparate e “consegnate” grazie alla sua efficacia e alla sua capacità di arrivare meglio e prima al pubblico, usando immagini, icone e simboli.

    E sull’elemento della “narrazione visiva” interviene anche Peter Arvai, CEO e co-fondatore di Prezi:

    La narrazione visiva è la chiave per il successo dei nostri clienti, li aiuta a distinguersi e a venire notati in contesti sempre più caotici e piatti, dove gli elenchi puntati hanno iniziato a sostituire il significato delle cose.

    Prezi ha oggi una doppia sede, a Budapest e San Francisco, e impiega più di 250 dipendenti provenienti da 27 paesi diversi. La piattaforma è disponibile in 9 lingue, tra cui inglese, tedesco, francese, giapponese coreano e, da oggi, anche italiano.

    Da oggi Prezi arriva nel nostro paese e siamo felici di darvi questa importante notizia e ricordatevi da oggi #PreziParlaItaliano!

  • Facebook lancia il tasto empatia, non il dislike

    Facebook lancia il tasto empatia, non il dislike

    E’ bastata la sola parola “dislike” contenuta in un domanda fatta a Mark Zuckerberg nel “Q&A with Mark” per scatenare tutti con il lancio del tasto “non mi piace”. Ma le cose non stanno così. Zuckerberg nel rispondere alla domanda di un utente ha dichiarato che si sta lavorando su un tasto “empatia”, per dare più alternative al classico “like”.

    Che tutti fossero lì pronti a parlare di tasto “non mi piace“, “dislike“, è cosa arcinota. Di un possibile tasto per esprimere un parere negativo al classico tasto “like” se ne parla ormai da anni, anche se in effetti Facebook non avrebbe alcun interesse a lanciare una simile iniziativa. E durante il “Q&A with Mark“, un momento, che sta diventando ormai una tradizione a Menlo Park (la sede di Facebook), di domande e risposta con il CEO e fondatore del socialnetwork più usato al mondo, un utente ha formulato una domanda in cui chiedeva a Zuckerberg se Facebook stesse studiando un tasto alternativo al “like”, quindi una sorta di “dislike”. E’ bastato solo la citazione della parola #dislike per scatenare un fiume di news che davano per imminente l’arrivo sulla piattaforma l’arrivo del “tanto atteso” tasto “non mi piace.

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    Ma ovviamente niente di tutto questo è vero perchè Zuckerberg non ha detto che Facebook è pronto a lanciare il tasto “dislike”. Tutt’altro! Ha dichiarato che è allo studio un “tasto empatia”, una formula che possa offrire agli utenti diverse possibilità di interagire con un contenuto postato da un amico. E nella risposta lo stesso Zuckerberg conferma che sono ormai centinaia gli utenti che hanno chiesto il tasto “dislike”.

    L’intento è dunque quello di offrire agli utenti la possibilità di esprimere empatia e il CEO di Facebook ha fatto l’esempio di contenuti che fanno riferimento alla tragedia dei rifugiati oppure ad un contenuto in cui un utente annuncia la morte di un proprio caro. Ecco, in queste situazione “gli utenti di trovano a disagio e vorrebbero esprimersi per fa capire che comprendono quel contenuto”. Allo stesso modo, si posso citare anche contenuti più allegri dove sempre lo stesso “mi piace” può risultare riduttivo.

    Ecco perchè credo che sia importante dare agli utenti più opzioni rispetto ad un solo “like”

    Zuckerberg ha poi dichiarato che su questo stanno lavorando da molto e che presto potrebbe essere lanciato.

    Ecco, in effetti c’è una bella differenza tra quello che ha dichiarato Zuckerberg e quello che tanti hanno compreso.

    Il “tasto empatia”, se vogliamo continuare a chiamarlo così (visto che lo stesso Zuckerberg non ha fatto nome), è una modalità che in effetti si rende necessaria per come ormai si è evoluto Facebook.

    Siete d’accordo? Che ne pensate?