Autore: Franz Russo

  • Twitter testa gli stickers rincorrendo Snapchat e Facebook

    Twitter testa gli stickers rincorrendo Snapchat e Facebook

    Twitter sta cominciando a testare gli stickers su immagini e video, così come accade già su Snapchat e Facebook. Durante gli MTV VMA 2015 si è notato che alcuni cantanti come Taylor Swift o Pharrell Williams condividevano foto e video con stickers, anche personalizzati. Lo stesso si è notato con l’inizio del torneo US Opens.

    Twitter, nel continuo tentativo di rendere la piattaforma sempre più coinvolgente, sta testando in questi giorni nuovi filtri, molto simili a quelli che hanno caratterizzato Snapchat e simili anche a quelli introdotti da Facebook. Stiamo parlando per lo più di stickers che alcuni cantanti hanno utilizzato durante gli ultimi MTV VMA 2015. Al momento infatti lo strumento fotografico presente su Twitter permette solo l’aggiunta di qualche filtro per modificare le immagini senza la possibilità di aggiungere altro. Quindi Twitter ha pensato bene di sfruttare un evento così importante, molto seguito tra l’altro da un pubblico giovane, offrendo la possibilità ad alcuni utenti verificati, di poter “giocare” con le immagini arricchendole con alcuni stickers personalizzati, in alcune occasioni. Quale occasione migliore per testare questa nuova funzionalità?

    twitter-filtri-stickers

    Basta dare un’occhiata ai tweet di Taylow Swift, seguitissima su Twitter con ben 63 milioni di followers, che ha condiviso alcuni tweet inserendo sticker con la scritta “Bad Blood” il titolo della canzone il cui video ha spopolato proprio agli MTV VMA 2015:

    https://twitter.com/taylorswift13/status/638194847057244160

    https://twitter.com/taylorswift13/status/638199601808338944

    https://twitter.com/taylorswift13/status/638121494405496833?ref_src=twsrc%5Etfw

    https://twitter.com/taylorswift13/status/638152747708100608?ref_src=twsrc%5Etfw

    Pharrel Williams invece ha usato solo l’hashtag ufficiale della manifestazione in un suo tweet:

    E lo stesso lo si è notato con alcuni tennisti, quelli più forti, che in occasione dell’inizio degli US Opens hanno cominciato a condividere contenuti inserendo appunto stickers.

    E’ evidente che l’obiettivo è quello di allargare la base utenti (obiettivo sempre più necessario) e anche quello di provare a misurarsi con piattaforme, come appunto Snapchat e anche Facebook, più di recente, per cercare di incrementare il livello di coinvolgimento degli utenti, inserendo appunto sulle proprie foto e sui propri video emoji e stickers.

    Ancora per la verità non si sa nulla su come questi strumenti saranno implementati sulla piattaforma, nel senso se andranno ad incrementare gli strumenti già esistenti  o se saranno impiegati all’interno di una soluzione nuova.

    Volendo fare una veloce considerazione, Twitter sta cercando di “inseguire”i servizi di messaggistica. Dopo le ultime novità che hanno riguardato per lo più i DM (via il limite dei 140 caratteri e poi le notifiche dei DM sono visibili anche in modalità desktop), con questa novità, tipica tra l’altro di una tipologia di contenuti privati, sembra voler inseguire questa tendenza. Anche se è ancora tutto da vedere quale sarà il vero impiego di questi nuovi strumenti.

    Da questo punto di vista, si continua a rimandare il problema, anche perchè la vera vocazione di Twitter, sin dalla sua nascita, è pubblica. E quella deve restare. Pensare di introdurre cose già viste sperando che gli utenti possano trascorrere più tempo sulla piattaforma non sembra essere questa la soluzione.

    E voi che ne pensate?

  • Ecco AgendaDottori, l’app che si rivolge ai medici di Dottori.it

    Ecco AgendaDottori, l’app che si rivolge ai medici di Dottori.it

    Con la crescita del fenomeno della “sanità digitale”, crescono anche progetti come il portale Dottori.it che ha lanciato AgendaDottori, l’app che consente ai medici di poter gestire l’agenda e le prenotazioni mediche direttamente dal proprio smartphone. Al momento l’app è solo per iOS, ma presto sarà disponibile anche la versione per Android.

    Cresce il fenomeno della “sanità digitale”, quello che viene definito di solito e-Health (oppure eHealth), ossia la gestione dei servizi per la salute che può avvenire anche con l’utilizzo di dispositivi mobili e applicazioni. Con l’effetto di rendere più facile agli utenti la possibilità di poter prenotare una visita e anche con l’effetto di migliore gestione e comunicazione con il medico e la stessa struttura sanitaria. Per questo il portale dei medici italiani, Dottori.it, ha lanciato nelle scorse settimane l’applicazione AgendaDottori, un’applicazione al momento disponibile solo per iOS ma che presto lo sarà anche per Android.

    AgendaDottori ha come primo effetto quello di aumentare il numero di pazienti migliorando la gestione degli appuntamenti anche via smartphone. L’applicazione è facile da usare ed intuitiva e consente la gestione delle richieste di appuntamento 24 ore su 24, confermandole con un semplice click, consultare gli impegni giornalieri e settimanali e tutti dettagli dei singoli appuntamenti, modificandoli o annullandoli direttamente via smartphone. E quindi il medico potrà leggere in tempo reale le informazioni sui pazienti, avendo accesso alle loro anagrafiche digitali in ogni momento, dato che tutti i dati restano salvati sul device mobile.

    agendadottori-app

    Interessante è lo  Smart Timing che  individua e suggerisce gli orari migliori in cui fissare un nuovo appuntamento per aiutare l’utente ad avere un’agenda sempre ottimizzata e smart.  Ed è sufficiente utilizzare AgendaDottori per aiutare il medico a gestire le agende di tutti gli studi, utilizzando i colori per permetterti per riconoscere facilmente la sede di riferimento per ogni appuntamento. E in aiuto c’è sempre la funzione filtro.

    AgendaDottori lavora anche in assenza di connessione, avendo la possibilità di consultare l’agenda e pianificare la giornata anche nelle situazioni più difficili.

    L’app è disponibile per iPhone e iPad ed è scaricabile dall’Apple Store, ma molto presto sarà disponibile anche una versione per Android.

  • Facebook raggiunge 1 miliardo di utenti in un solo giorno

    Facebook raggiunge 1 miliardo di utenti in un solo giorno

    In un post Mark Zuckerberg, CEO e fondatore del più grande e usato social network del web, ha dichiarato che per la prima volta Facebook ha raggiunto 1 miliardo di persone connesse sulla piattaforma in un solo giorno. Tra i commenti al post c’è chi si congratula ed elogia Facebook e chi invece vorrebbe tornare al “vecchio mondo” prima del social network.

    Facebook è il più grande social network del web, un dato ormai difficile da mettere in discussione. E mentre qualche giorno fa, riportando alcuni dati dell’ultima ricerca di Pew Research che sottolineavano che ormai Facebook cresce (negli Usa, ma un po’ ovunque) sempre più lentamente restando saldamente il più usato, oggi scopriamo che in effetti Facebook è sempre più grande.

    facebook-1-milardo-in-un-giorno---franzrusso.it-2015

    E la conferma di quanto sia grande Facebook ce la da proprio il suo fondatore e CEO, Mark Zuckerberg, che in un post proprio su Facebook (e dove se no?) ha dichiarato che per la prima volta, nella giornata di lunedì, 24 agosto 2015, Facebook ha raggiunto 1 miliardo di persone connesse in un giorno solo. Un traguardo solo fino a poco tempo inimmaginabile, e non solo per Facebook stessa. Come sottolinea lo stesse Zuckerberg nel suo post

    Lunedì 1 persona su 7 sulla Terra ha usato Facebook per connettersi con i suoi amici e familiari”.

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    E’ un dato che impressiona solo a pensare a 1 miliardo di persone connesse tutte sulla stessa piattaforma, tutte intente a condividere e a connettersi con i propri contatti.

    Facebook riesce dunque, nonostante sia ormai saturo, a creare quelle condizioni per cui il coinvolgimento degli utenti sia sempre più alto e costante. Di certo hanno contribuito a questo risultato tutta una serie di progetti che Facebook ha attivato per effettivamente realizzare e portare la connessione in tutto il pianeta, basti pensare a Internet.org, ma è evidente che quel quel progetto di rendere il mondo sempre più “aperto e connesso” porta vantaggio anche a Facebook stesso.

    facebook-1-milardo-in-un-giorno-susan---franzrusso.it-2015

    Tra i commenti, per la maggior parte contenenti congratulazioni e complimenti a Zuckerberg per il grande traguardo raggiunto, si colgono anche esperienza come quella di Susan Chesney che sottolinea come Facebook fosse stato fondamentale per informare i suoi familiari durante il terribile Terremoto in Giappone del 2011.

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    Ma c’è anche chi come Tarek Mahmoud dice che Facebook ha distrutto le nostre vite, tutto si vive in maniera virtuale e non più in modo reale e dice di voler tornare al “vecchio mondo” prima di Facebook. E al momento questo è il commento che ha ottenuto il maggior numero di like.

    Due facce della stessa medaglia.

    E voi che ne pensate, qual è il vostro pensiero a riguardo? Meglio adesso o prima senza Facebook?

  • Anche il look conta quando si acquistano prodotti tech

    Anche il look conta quando si acquistano prodotti tech

    Una recente ricerca condotta a livello globale da GfK, importante istituto di ricerca, ha rilevato che un consumatore su tre quando acquista prodotti tecnologici ritiene importante il look e lo stile del prodotto stesso. I consumatori più attenti a questi fattori sono in Turchia, Brasile e Messico. In Italia li ritiene importanti il 27% degli intervistati.

    Come si dice “anche l’occhio vuole la sua parte” e a quanto pare questa interessante ricerca di GfK, uno dei più importanti istituti di ricerca al mondo (presente anche in Italia), ci dimostra che questo detto vale anche quando acquistiamo prodotti tecnologici. La ricerca di GfK è stata condotta a livello globale online (faccia a faccia in Ucraina) su un campione di oltre 26 mila consumatori di età superiore ai 15 anni, in 22 paesi come Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Hong Kong, Italia, Giappone, Messico, Polonia, Russia, Corea del Sud, Spagna, Svezia, Taiwan, Turchia, Regno Unito, Ucraina e Usa.

    look-prodotti-tech

    La ricerca evidenzia che 1 consumatore su 3, il 33% degli intervistati, si dice assolutamente d’accordo sul fatto che anche il loook e lo stile dei prodotti tecnologici influiscono sulla decisione di acquisto. Solo 1 consumatore su 10 invece ritiene che questi elementi non siano importanti per l’acquisto definito. Una percentuale di gran lunga più alta quella che invece ritiene siano elementi essenziali e si dicono d’accordo allo stesso modo sia donne che uomini.

    Guardando i dati della ricerca più nel dettaglio, scopriamo che il 37% dei consumatori intervistati con un’età compresa tra i 20-29 anni sono quelli che ritengono importante il materiale con cui p costruito il prodotto; solo il 5% invece ritiene che non sia importante. Percentuale simile la troviamo nella fascia d’età 30-39 anni con a favore il 36% e contrario il 6%. Elemento importante questo per i più giovani, infatti lo ritengono importante anche il 34% degli intervistati della fascia di età 15-19 anni, l’11% non lo ritiene importante. Tra gli over 50 invece lo ritiene importante solo il 23%.

    look-prodotti-tech-GfK-infografica

    I consumatori italiani fanno registrare un’attenzione verso il look e lo stile dei prodotti tecnologici pari al 27% (poco più di 1 consumatore su 4), un dato un po’ più basso rispetto a quello rilevato a livello globale dalla ricerca, ossia il 33%. L’11% invece ritiene che non sia poi così rilevante. E’ un elemento a cui prestiamo attenzione mentre acquistiamo uno smartphone, un tablet o un nuovo pc, per fare qualche esempio, ma non tanto quanto i turchi. Per loro questo è l’elemento basilare, infatti i consumatori turchi intervistati fanno registrare il valore, in positivo, più alto: 49% (poco importante per il 6%). Ed è importante anche per i messicani (48%), brasiliani (45%), per gli ucraini e i russi (39%). Per i consumatori in Usa questo è un elemento importante per il 30% di essi (poco importante per il 14%).

    In senso negativo, quindi coloro che ritengono non importante l’elemento del look e dello stile dei prodotti tecnologici nel momento in cui si decide di acquistarli, troviamo con il valore più alto i consumatori svedesi con il 26% (il 17% lo ritiene invece importante). Anche per i consumatori belgi non è poi così rilevante (22%) e per i tedeschi (20% e il 21% lo apprezza).

    La ricerca quindi ci offre dei dati interessanti per quanto riguarda gli elementi che caratterizzano la scelta e poi l’acquisto di prodotti tecnologici. Le aziende produttrici sanno a questo punto che lo stile e il look dei loro prodotti verrà maggiormente apprezzato in Turchia o in Brasile oppure in Messico, sapendo che in questi paesi dovranno prestare, da questo punto di vista, maggiore attenzione.

    Allora, che ne pensate di questi dati e, soprattutto, fate anche voi attenzione al look e allo stile dei prodotti tecnologici che acquistate? E in che misura? Raccontateci la vostra esperienza.

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  • Twitter, ecco le notifiche dei DM anche su desktop

    Twitter, ecco le notifiche dei DM anche su desktop

    Twitter sta rilasciando una nuova funzionalità che permette di ricevere le notifiche dei Direct Message, i DM, anche sul desktop. Quindi gli utenti che stanno usando Twitter da un browser sul desktop anche mentre stanno consultando altre pagine potranno ricevere la notifica di un messaggio privato.

    Dopo aver eliminato il limite dei 140 caratteri dai DM, quasi due settimane fa, Twitter continua a spingere sulla strada della messaggistica allo scopo di creare maggiore coinvolgimento degli utenti sulla piattaforma. In pratica, da ieri Twitter sta rilasciando la possibilità di ricevere le notifiche dei Direct Messages, i messaggi privati, anche sul desktop. Se si tene una pagina parte del browser su twitter.com, mentre state facendo altro, consultando anche altre pagine, vedrete, in alto a destra del vostro schermo, una notifica (in opt-out) nel momento in cui avrete ricevuto un DM. Nel momento in cui si clicca sulla notifica si vedrà il messaggio.

    twitter-desktop-DM

    Fin qui sembra una novità carina, di quelle che forse non se ne sentiva il particolare bisogno, ma resta comunque un funzionalità che potrà essere utile specie per quelle aziende che puntano molto sul “social care”, quindi sull’assistenza ai propri clienti, sfruttando sia la possibilità di poter scrivere non avendo più alcun limite e anche, adesso, ricevendo delle notifiche che diventano dei veri avvisi di risposta. Per il resto c’è da tenere in considerazione che l’utilizzo maggiore di Twitter avviene da mobile, quindi l’utilità di questa feature sarà circoscritta.

    https://twitter.com/twitter/status/635873695550996480?ref_src=twsrc%5Etfw

    Al momento la funzionalità è in fase di avvio e presto sarà disponibile per tutti gli utenti. Se all’interno della tab dei DM troverete un messaggio tipo “Vuoi ricevere le notifiche dei DM sul tuo computer”, allora vuol dire che la feature è per voi disponibile e cliccando “Sì” avrete modo di ricevere le notifiche.

    Sempre in tema di messaggi diretti, altra novità riguarda, questa volta da mobile, la condivisione di un tweet pubblico attraverso un messaggio privato. A differenza di prima, quando una volta individuato il tweet da condividere appariva un lungo elenco di utenti, stavolta appariranno prima gli utenti con cui avete interagito di recente e poi gli altri suggeriti. Al momento questa funzionalità e solo per Android.

    condividere-tweet-dm-android

    Insomma, Twitter spinge ad utilizzare i DM in quanto i dati dimostrano che gli utenti usano molto questa opzione. Di conseguenza mira ad un miglioramento costante per accrescere il coinvolgimento degli utenti. Ed ecco che si spiegano le novità di queste settimane, compreso quest’ultima. In attesa di vedere novità interessanti per la piattaforma in generale, come Project Lightning, ormai necessarie.

  • Ecco il doodle di Google per Duke Kahanamoku, padre del surf moderno

    Ecco il doodle di Google per Duke Kahanamoku, padre del surf moderno

    Il doodle che Google dedica oggi è per Duke Kahanamoku, un nome certo noto a tutti i surfisti. Infatti l’hawaiiano, oltre che grande nuotatore nei primi anni del ‘900, è considerato il padre del surf moderno. Non è un caso infatti che il doodle sia una grande tavola da surf.

    La grande tavola da surf che troviamo oggi sulla homepage di Google è una dedica particolare. Ricorrono oggi i 125 anni dalla nascita di Duke Kahanamoku, grande nuotatore hawaiiano dei primi anni del ‘900, considerato il padre del surf moderno.

    duke-kahanamoku-google-doodle

    Duke Kahanamoku nasce a Honolulu il 24 agosto del 1890 e già da subito si appassiona al surf, disciplina che nasce proprio nell’isola. Comincia a surfare da giovanissimo con una tavola primitiva che lui chiamerà “papa nui“. Ma non è questo il momento della sua vita in cui mostra le sue grandi doti da surfer, infatti già nel 1912 si qualifica alle Olimpiadi di Stoccolma vincendo i 100 m stile libero e l’argento nella staffetta 4×200 m. Celebre il suo “Kahanamoku kick“, il calcio che lui usava come sua arma in più, una tecnica, dati i suoi grandi piedi, che gli era utile per spingere la sua lunga tavola, e che gli tornò utile da nuotatore. Chi lo vedeva in vasca sosteneva che grazie proprio al “Kahanamoku kick” quasi si sollevava dall’acqua “come un motoscafo”. Kahanamoku si confermerà campione olimpico anche alle Olimpiadi di Anversa del 1920.

    Duke Kahanamoku

    Dopo il nuoto si dedica al surf ed è da questo momento che viene considerato ambasciatore della disciplina negli Usa prima, e “padre del surf moderno” dopo, proprio per le sue grandi doti. E’ celebre la surfata del 1917 su un’onda enorme che si era generata dopo un terremoto in Giappone. Alla vista di quell’onda enorme tutti gli altri surfisti scapparono, ma Kahanamoku decise di affrontarla.

    Nel 1925 Kahanamoku dimostrò che la tavola da surf poteva essere usata anche come strumento salvavita. Mentre si trovava nelle acque californiane insieme ad un gruppo di attori per un film, uno yacht si capovolse al largo di Newport Beach. Kahanamoku prese la sua tavola e si lanciò a surfare verso l’imbarcazione. Delle 12 persone presenti sull’imbarcazione ne portò in salvo 8. Tra il 1920 e il 1930 si mise a produrre tavole da surf grandi specifiche per il salvataggio in mare.

    Duke Kahanamoku fu la prima persona ad essere iscritta sia nella International Swimming Hall of Fame (la Hall of Fame del nuoto) che nella Surfing Hall of Fame (la Hall of Fame del surf).

    Kahanamoku morì per attacco cardiaco nel 1968 all’età di 77 anni.

     

  • Google rende visibili i tweet anche da desktop, solo in inglese al momento

    Google rende visibili i tweet anche da desktop, solo in inglese al momento

    Dopo l’accordo raggiunto nel mese di febbraio tra Google e Twitter e dopo l’avvio dell’indicizzazione dei tweet da mobile, da ieri Google annuncia che l’indicizzazione dei tweet in tempo reale è possibile anche da desktop, al momento solo in inglese.

    Come certamente ricorderete, nel mese di febbraio di avevamo dato notizia del fatto che Google e Twitter avevano chiuso un accordo per portare i tweet direttamente sul motore di ricerca. Una indicizzazione in tempo reale che ovviamente porta giovamento ad entrambi, specie per Twitter che in questo modo può attrarre nuovi utenti sulla piattaforma. E dopo aver reso possibile l’indicizzazione da mobile, a partire dal mese di maggio, con una riga di aggiornamento apportata proprio al post sul blog ufficiale di Google che dava quella notizia, da ieri è dunque possibile l’indicizzazione dei tweet in tempo reale anche da desktop. Al momento però questo vale solo per la lingua inglese.

    https://twitter.com/twitter/status/634779747445276672?ref_src=twsrc%5Etfw

    L’annuncio è corso ovviamente anche via Twitter con questo siparietto che annunciava che da oggi i tweet sono incorporati nei risultati di ricerca da Google e rintracciabili anche da desktop.

    E’ quindi una svolta, non è difficile immaginare che questa opzione possa poi essere disponibile anche in altre lingue nel breve periodo. Ma è una svolta se vista proprio nell’ottica di ciò che sta accadendo in questi giorni in relazione alle difficili vicissitudini di Twitter e alle voci di una possibile acquisizione proprio da parte di Google. E’ questa forse una prova di un possibile accordo più vasto? Al momento si possono fare solo delle ipotesi, certo è che con questa possibilità Twitter ha davvero l’occasione di attrarre nuovi utenti.

    google-tweet-dr-dre

    Infatti se un utente effettua una ricerca per Dr Dre, ad esempio (lo scree che vedete in basso lo abbiamo rilevato da google.co.uk) lo stesso si troverà tra i risultati anche i tweet del personaggio in tempo reale.

    #blacklivesmatter--google-tweet

     

    Oppure se viene effettuata una ricerca per una notizia del momento e prova a inserire nel motore di ricerca l’hashtag relativo a un evento o notizia in particolare, come #BlackLivesMatter, ecco che tra i risultati vengono visualizzati anche gli ultimi tweet ed possibile scorrerli cliccando sulla freccetta di destra che si vede nello screenshot rilevato sempre da google.co.uk.

    E’ in effetti una grande possibilità per Twitter di poter raggiungere un pubblico più vasto sfruttando l’enorme potenzialità che offre Google che ancora è il motore di ricerca più usato sul web e da mobile. Google, dal canto suo, aggiunge un altro elemento “in tempo reale”.

    Allora, che ne pensate? E’ davvero questa l’anticamera di un possibile matrimonio tra le due società?

  • Facebook è leader, ma Instagram e Pinterest crescono di più

    Facebook è leader, ma Instagram e Pinterest crescono di più

    Lo studio di Pew Research ha rivelato che, tra i Social Media, Facebook è ormai il leader incontrastato, con un crescita ormai piatta. Ma dietro crescono molto Instagram e Pinterest: in tre anni il loro utilizzo è raddoppiato. Ferma la crescita di Twitter e in calo LinkedIn rispetto al 2014.

    Lo studio pubblicato un paio di giorni fa da Pew Research Center, indagando un campione di 1.907 americani adulti, offre, nonostante ci riguardi in maniera diretta, comunque degli spunti interessanti . E’ ormai chiaro che la comunicazione, meglio le conversazioni, oggi non sono scomparse, ma si spostano via via sul digitale. E il massiccio uso di social network e di servizi di messaggistica istantanea ne è la chiara dimostrazione. Questo, in estrema sintesi, potrebbe essere il succo di questo studio, la dimostrazione che ormai le persone conversano usando strumenti digitali, senza però sminuire l’importanza del contatto diretto, della relazione, del “faccia a faccia”.

    social-media-gente-facebook

    Lo studio, corposo per la verità, per quel che riguarda l’aspetto legato ai Social Media in realtà non ci rileva grandi novità quando vediamo che Facebook è il leader incontrastato, il social network più usato. La percentuale di utilizzo è passato dal 67% del 2012 al 72% del 2015, 1 punto percentuale in più rispetto al 2014. Vuol dire che ormai la crescita è piatta, si è toccato il livello massimo oltre il quale non si può più andare. Il social network di Zuckerberg è quello più usato più o meno da tutte le fasce di età monitorate nella ricerca, lo è un po’ meno per quanto riguarda gli over 65.

    facebook-social-media

    Ma la vera notizia, il vero dato interessante che rileva la ricerca di Pew Research è che Instagram e Pinterest sono i social network che negli ultimi tre anni sono cresciuti di più. Il loro utilizzo è addirittura raddoppiato. Instagram è passato da una percentuale di utilizzo nel 2012 del 13% e nel 2015 fa registrare una percentuale del 28%, e due punti percentuali in più rispetto al 2014. Instagram, di proprietà proprio di Facebook, riscontra molto successo soprattutto tra i più giovani (55% nella fascia di età 18-29 anni) e fa registrare il più alto livello di coinvolgimento sulla piattaforma, dopo Facebook ovviamente (70%): ogni giorno la usa infatti il 59% degli utenti.

    facebook-social-media-coinvolgimento

    Anche Pinterest fa registrare una forte crescita, è infatti passato da una percentuale di utilizzo del 15% nel 2012 al 31% del 2015, con una crescita di 3 punti percentuali rispetto al 2014. Sin dalla sua apparizione, nel 2011, Pinterest ha da subito riscontrato molto successo tra i pubblico femminile e a distanza di cinque anni questo dato trova ancora conferme. Le donne sono infatti il 44% degli utenti totali e la maggior parte ha un’età inferiore ai 50 anni.

    Twitter è ormai nel pieno della crisi legata alla scarsa crescita della base utenti, un problema che abbiamo ancora un volta sottolineato nella nostra recente analisi sul futuro della piattaforma. Il social network a 140 caratteri passa dal 16% del 2012 al 23% del 2015, solo che negli ultimi due anni la percentuale è rimasta praticamente identica.

    E LinkedIn per la prima volta fa registrare un dato negativo rispetto al 2014. Infatti è in calo del 3%, passando dal 28% del 2014 al 25% del 2015. Nel 2012 la percentuale era del 20%. E’ il dato che forse sorprende di più rispetto a tutti gli altri. Inoltre, tra quelli monitorati, è il social network che fa registrare la più bassa percentuale di engagement, lo usa giornalmente solo il 22% degli utenti. Gli utenti tipo sono per lo più di età matura, con una posizione economica forte.

    Insomma, Facebook resta leader, mentre avanzano i social network che fanno del visual il loro core business.

    E voi che ne pensate?

  • Con Twitter Audience Platform l’adv va oltre Twitter

    Con Twitter Audience Platform l’adv va oltre Twitter

    Twitter presenta Twitter Audience Platform, la piattaforma per gli inserzionisti con la quale aumentare l’audience. Con questa piattaforma, l’evoluzione di Twitter Publisher Network, sarà quindi più facile raggiungere un pubblico mirato sia su Twitter che sulle app. Anche fuori la piattaforma.

    Lo scorso anno venne Twitter lanciò Twitter Publisher Network, un sistema per aiutare gli inserzionisti a connettersi con il loro pubblico al di fuori di Twitter, su migliaia di app mobile, grazie a una serie di strumenti creativi, di targeting e analisi. E oggi quella stessa piattaforma si sviluppa cambiando nome e promettendo di essere più efficace. La nuova piattaforma si chiama Twitter Audience Platform, un sistema con cui gli inserzionisti potranno raggiungere  oltre 700 milioni di persone dentro e fuori da Twitter.

    Infografica-Twitter-Audience-Platform

    Twitter Audience Platform promette agli inserzionisti di raggiungere due obiettivi, ossia:

    • le interazioni con i Tweet;
    • le visualizzazioni dei video.

    Entrambi saranno disponibili per la prima volta in versione beta per tutti i clienti gestiti. Inoltre verranno lanciati nuovi formati per permettere agli inserzionisti di interagire al meglio con il proprio pubblico in-app.

    E quindi da oggi sarà possibile estendere a Twitter Audience Platform anche le campagne di Promoted Video e di interazione con i Tweet in maniera molto semplice, con un solo clic. E molti dei criteri di targeting presenti su Twitter come interessi, nome utente e parole chiave possono essere applicati alle campagne sulle app mobile. Anche su Twitter Audience Platform, come già avviene su Twitter, i Promoted Video sono visualizzati automaticamente con l’immagine visibile al 100%.

    I Promoted Tweet all’interno di Twitter Audience Platform  saranno trasformati in uno dei formati pubblicitari di Twitter, vale a dire video, native advertising, banner e interstitial. E quindi si verificheranno situazioni di questo tipo:

    • su Twitter, le campagne di interazione con i Tweet diventano interstitial e native advertising;
    • le campagne di Promoted Video si trasformano in pubblicità video in-app;
    • le campagne di installazione dell’app e nuove interazioni con l’app diventano interstitial o banner.

    Agli interstitial sono state poi aggiunte funzionalità creative che permettono di espandere i contenuti migliori al di fuori di Twitter. Gli utenti di Twitter potranno quindi retwittare e aggiungere ai preferiti direttamente dall’annuncio apparso in Twitter Audience Platform. Sono stati poi aggiunti  bottoni CTA personalizzabili per dare più efficace all’azione che si desidera compiere.

    Twitter negli ultimi mesi ha ricevuto diversi feedback positivi su come Twitter Audience Platform abbia permesso agli inserzionisti di ottenere installazioni e nuove interazioni con le loro app, con un tasso di interazione più elevato e una reach notevolmente più alta.  Gli inserzionisti che hanno avviato campagne sia su Twitter che su Twitter Audience Platform sono arrivati a raddoppiare la reach e abbassato il CPE del 30%.

    Nello scorso mese di giugno MediaScience ha reso noto uno studio commissionatogli che dimostrava come i consumatori, utenti Twitter e non, avevano trascorso circa il 123% di tempo in più sugli annunci di Twitter Audience Platform che sulle tradizionali pubblicità mobile interstitial. E gli utenti non registrati su Twitter che hanno visto un’inserzione su Twitter Audience Platform avevano espresso un sentiment positivo rispetto al brand dell’11% superiore.

    macy's-twitter-audience-platform

    Un esempio da indicare è la campagna di Macy’s (@Macys) avviata a luglio per aumentare la brand awareness. Il risultato è stato un tasso di interazione del 7,85%, che è al di sopra dei benchmark di settore per le campagne display mobile. E poi  l’espansione della reach dai Promoted Tweet alle app ha creato un unico grande flusso pubblicitario che ha di fatto elevato l’engagement con il brand.

    samsung-uk-twitter-audience-platform

    Altro esempio è stata la campagna di @SamsungMobileUK,  il primo inserzionista britannico a estendere i propri Promoted Video a Twitter Audience Platform e a raggiungere il loro target di riferimento in-app. Il risultato è stato  un incremento del 365% nelle visualizzazioni video su Twitter Audience Platform e una diminuzione dell’84% del CPV.

    Twitter Audience Platform è disponibile da oggi a livello globale per tutti gli inserzionisti che generano interazioni con i Tweet e visualizzazioni video.  Un’altra versione verrà testata da una selezione di inserzionisti che promuovono installazioni di app e nuove interazioni con app. Nel corso dei prossimi mesi il programma verrà esteso ad altri obiettivi, inclusi i clic verso il sito web e le conversioni.