Autore: Franz Russo

  • Cresce la pubblicità online in Italia nel 2015, bene Video e Social Media

    Cresce la pubblicità online in Italia nel 2015, bene Video e Social Media

    Sulla base della survey annuale condotta per verificare lo stato della pubblicità online in Italia, Nielsen stima che nel 2015 in Italia il mercato pubblicitario sul web sarà di 2 miliardi di euro con una crescita dell’8,4%. Il peso sul totale del mercato pubblicitario complessivo sarà del 26,5%. In leggero calo search e display, crescono video e social media.

    Interessante i dati che Nielsen ha rilevato dalla survey annuale condotta su circa 800 aziende investitrici, utili per comprendere meglio la direzione del mercato complessivo, ma soprattutto per verificare che il mercato sta crescendo soprattutto nella direzione digital. Quello che rileva Nielsen, in relazione al mercato pubblicitario online in Italia, è che nel 2015 il web advertising crescerà dell’8,4%, con un raccolta pubblicitaria di 2 miliardi di euro, nello specifico saranno 2,1 miliardi di euro. Di conseguenza la quota complessiva del mercato pubblicitario online, sul totale, sarà del 26,5%, in crescita dell’1,7% rispetto al 2014, quando era del 24,8%. E proprio questi dati faranno da traino al mercato pubblicitario italiano che 2015 crescerà dell’1,5% con un raccolta di quasi 8 miliardi di euro (7,9 miliardi rispetto ai 7,8 miliardi dell’anno precedente).

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    E come potete notare dal grafico, i 2/3 del mercato pubblicitario online in Italia di divide su Search (parole chiave sponsorizzate sui motori di ricerca) e Display (principalmente banner). Anche se c’è da rilevare che proprio questi due segmenti nel 2015 fanno registrare un leggero calo: -1% il segmento Search e -2% il segmento Display. Di segno opposto invece altri due segmenti che nel corso di questi ultimi mesi stanno facendo registrare segni di crescita. E sono il Video, che nel 2015 vedrà una crescita dell’1% arrivando ad una quota del 17%, e i Social Media (social media advertising), che nel 2015 crescerà del 3% con una quota dell’11%. Sono dati significativi che rispecchiano l’andamento generale del mercato. In Italia stiamo, lentamente assistendo a questo tipo di fenomeni, mentre altrove i mercati sono più maturi da questo punto di vista. Ma sono comunque segnali interessanti, specie in relazione al calo dei due segmenti più importanti, come il Display e il Search. E specie dal punto di vista del Display ci sarebbe dare fare una riflessione più ampia, che non mancheremo di fare.

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    Continuando a vedere i dati del mercato pubblicitario online in Italia, notiamo che anche la quota del canale directory (micro inserzioni in categorie web tematiche) scenderà al 7% dopo un 2014 in cui si attestava al 9%.

    Se guardiamo in dati in termini di valore dell’investimento per il 2015, allora quello che sostenevamo prima assume un significato ancora più forte. E infatti, il valore dell’investimento sui Video cresce del 16%, mentre quello sui Social Media cresce di ben il 46%. Valori importanti se li guardiamo in relazione agli altri segmenti. Più contenuti sono quelli del Display, +2%, e il Search, +7%; sono in calo le Directories: -8% nel 2015.

    Per quanto riguarda i macro settori, le aziende del settore Persona investono il 39% del proprio budget su internet. Si registrano poi ampi margini di crescita per il Largo Consumo, che ancora si attesta a meno del 10% in termini di quota. Al suo interno, però, si registra una buona performance del video advertising, che raccoglie il 25% degli investimenti totali del macrosettore sul web. Tale quota si differenzia molto tra alto spendenti (oltre i 10 milioni di investimenti all’anno) dove si attesta al 21% e basso spendenti (meno 500.000 € anno) per i quali scende al 15%.

    I settori Distribuzione e Automobili sono quelli che destinano al digital advertising le quote più elevate rispetto alla media del mercato, rispettivamente 53% e 41%, seppur con differenze al loro interno in termini di canali web: nel primo caso, il 70% del budget è rivolto a display e directories, per l’Automotive investe il 70% in search e video.

    Allora, che ne pensate di questi dati?

  • Twitter, più sicura la piattaforma con il nuovo Safety Center

    Twitter, più sicura la piattaforma con il nuovo Safety Center

    Twitter ha lanciato in questi giorni il nuovo Safety Center, obiettivo è chiaramente quello di rendere l’esperienza sulla piattaforma ancora più sicura. Tra le novità, l’introduzione  di modifiche alle procedure di segnalazione, una rinnovata modalità di revisione delle segnalazioni degli utenti e un miglioramento della funzione di Blocco.

    Twitter punta a rendere la piattaforma più sicura, un passaggio che si rende necessario anche per diversi episodi accaduti in passato, e anche di recente. E per fare questo lancia il nuovo Safety Center che vede, tra le novità, l’introduzione di modifiche alle procedure di segnalazione, una rinnovata modalità di revisione delle segnalazioni degli utenti e un miglioramento della funzione di Blocco.

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    Safety Center si presenta come una risorsa per tutti coloro che vogliono saperne di più sulla sicurezza online, su Twitter ma anche fuori della piattaforma a 140 caratteri. SC è il risultato del lavoro che Twitter ha condotto insieme a esperti di sicurezza online che hanno contribuito costantemente a promuovere una buona digital citizenship. Queste informazioni sono ora accessibili a tutti in modo ancora più semplice grazie a questo nuovo sito.

    Il Safety Center fa riferimento agli strumenti e alle politiche di Twitter dedicate alla sicurezza, con sezioni create appositamente per adolescenti, genitori ed educatori.

    Sono risorse queste che hanno lo scopo di aiutare l’utente a comprendere quasi da sibuto come gestire la propria esperienza su Twitter, oltre a capire come la comunità e Twitter agiscano in maniera congiunta quando le politiche vengono violate.

    La sicurezza online diventa importante anche per Twitter che la vede come una responsabilità condivisa. E promuove il concetto della digital citizenship, fondamentale per favorire un ambiente sicuro per tutti. Twitter dunque si evolve parallelamente al mondo della sicurezza online e nuovi strumenti saranno resi disponibili sempre sul Safety Center. E nelle prossime settimane il Safety Center verrà tradotto in alcune delle lingue più usate sulla piattaforma (al momento è solo in inglese – safety.twitter.com) che aumenteranno con il tempo. Twitter fa sapere  che continuerà a lavorare con i propri partner in tutto il mondo per condividere con la community tutte le informazioni più utili.

  • Earned Media, sempre più utili per un modello di comunicazione moderno

    Earned Media, sempre più utili per un modello di comunicazione moderno

    Una ricerca di Ogilvy PR, condotta su giornalisti da Nord America e Uk, rileva che gli Earned Media sono ritenuti ormai parte essenziale per realizzare oggi un modello di comunicazione moderno. Gli Earned Media vengono visti come il mezzo per guidare decisioni di acquisto e per costruire il valore della marca.

    Interessante ricerca quella che Ogilvy PR ha pubblicato ieri, ricerca condotta tra 118 giornalisti, produttori ed editori provenienti da Nord Amrica e Regno Unito. L’indagine ci offre una visione ancora più ampia di come gli Earned Media stanno ormai acquisendo uno spazio sempre più ampio, necessario. In un contesto come quello che stiamo vivendo, in cui i Social Media hanno effettivamente cambiato il modo di comunicare, gli Earned Media sono un po’ la risultante di un sistema di comunicazione più ampio, che deve contenere al suo interno anche le altre due forme, ossia Paid e Owned Media. E la ricerca di Ogilvy PR ci dice proprio che questo concetto che gli Earned Media devono essere una parte di un sistema di comunicazione moderno, quindi integrato, è assolutamente valido.

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    I Social Media sono ormai una fonte a cui i giornalisti attingono per avere notizie, anche se l’informazione “tradizionale” viene ancora vista come “più affidabile”. Dalla ricerca emerge che gli Earned Media sono il modello più efficace per guidare le decisioni di acquisto e influire i risultati di business. E quindi se è vero che serve utilizzare modelli di comunicazione per far conoscere il brand, attraverso Paid e Owned Media, è vero anche che oggi serve curare le relazioni. Gli Earned Media sono utili per le aziende per costruire il valore della marca (brand equity) e quindi per avere anche dei risultati in termini di business.

    [easy-tweet tweet=”#EarnedMedia utili per le aziende per costruire il valore della marca, la #brandequity” user=”franzrusso”]

    La ricerca ci dice, nel dettaglio, che:

    • il 44% degli intervistati ritiene che le campagne oggi richiedano social media, media tradizionali e Paid Media;
    • quasi la metà, il 47%, degli intervistati vede gli Earned Media come modello efficace per guidare le decisioni di acquisto;
    • i media tradizionali (giornali/agenzie/magazine) vengono ancora visti come affidabili, seguono poi le notizie diffuse dagli influencer;
    • il 65% degli intervistati ritiene che più i media parlano di un brand e più questo risulta credibile, anche se buona parte di essi ritiene che una eccessiva copertura può anche diventare dannosa;
    • il 35% degli intervistati, in termini di consumo delle notizie e per tenersi aggiornati, dice di basarsi sui social media, il 33% sui giornali tradizionali, il 12% su agenzie di stampa, l’11% su tv e radio, 5% sui blog.

    Insomma, come potete notare dai dati che abbiamo messo in evidenza, i social media giocano un ruolo sempre più importante per chi si occupa di informazione e che anche gli influencer, ossia personaggi che dimostrano una forte abilità nel veicolare certi messaggi in base alla propria conoscenza dell’argomento, stanno ritagliandosi un proprio ruolo.

    [easy-tweet tweet=”Oggi le #aziende non possono più sottovalutare gli #EarnedMedia” user=”franzrusso”]

    La ricerca mette in evidenza che oggi le aziende non possono assolutamente sottovalutare gli Earned Media.

    Allora, che ne pensate voi di questa ricerca e come vedete voi il ruolo oggi degli Earned Media.

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  • Instagram rende disponibile la ricerca anche via desktop

    Instagram rende disponibile la ricerca anche via desktop

    Instagram va sempre di più nella direzione di migliorare l’utilizzo dell’app anche da desktop. L’ultima funzione rilasciata è quella di estendere la possibilità di ricerca anche da desktop, in questo modo sarà possibile effettuare ricerche per hashtag, per profili o per luoghi.

    Instagram, il sito che ha rivoluzionato il modo di condividere foto e immagini, sta sempre di più andando nella direzione del desktop. E l’ultima funzione rilasciata ne è la testimonianza più chiara. Da Instagram.com (che visualizzerete con il vostro account) vedrete che in alto al vostro profilo compare uno spazio per la ricerca con la classica lente e la scritta “Cerca”. Attraverso questa funzione sarà quindi possibile effettuare ricerche per hashtag, per profili o per luoghi (ad esempio, inserendo la vostra città).

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    Instagram va quindi alla ricerca di un coinvolgimento più esteso degli utenti, nel senso che l’utilizzo dell’app possa quindi estendersi anche nella modalità desktop, rendendo quindi l’app più attiva e non solo una mera pagina dalla quale scorrere delle immagini con poche funzionalità. Di conseguenza, si crea anche un incentivo ai web embeds che ad oggi hanno generato 5,3 miliardi di visualizzazioni. Obiettivo è quindi quello di rendere ancora più completa l’esperienza degli utenti dell’app che è nata per essere usata da mobile, ma che adesso mira a essere utilizzabile anche via desktop.

    A distanza di tre anni dalla sua prima comparsa, la versione web di Instagram diventa più matura. Noterete che le landing page realizzate per gli hashtag o per le posizioni geografiche si presentano bene e vedrete che in alto ai risultati vengono proposti i più popolari e poi i più recenti.

    E’ chiaro che la funzione ricerca non rende ancora la versione usabile alla perfezione. Il massimo si otterrà quando sarà possibile, addirittura, caricare immagini direttamente da desktop. Ma è probabile che ciò non accada, anche perchè Instagram nasce per il mobile e quello è il suo luogo d’elezione. Altre estensioni di utilizzo servono a migliorare l’esperienza degli utenti.

    Ma, guardando a quello che accade, ossia di app mobile che cominciano ad estendere i propri servizi anche per desktop, non è del tutto escluso che Instagram possa fare la stessa cosa, rendendo l’app pienamente utilizzabile anche da desktop. Sicuramente marketers e affini apprezzerebbero molto.

    Ma ad ogni modo, voi che ne pensate? Raccontateci la vostra opinione.

  • Expo 2015 e Social Media, a giugno buzz in calo ma il sentiment resta positivo

    Expo 2015 e Social Media, a giugno buzz in calo ma il sentiment resta positivo

    Continua il nostro viaggio alla scoperta di come i Social Media vivono Expo 2015 in corso a Milano. Dopo i dati molto positivi diffusi dall’Osservatorio Expo 2015 Milano di Blogmeter il mese scorso, a giugno con i nuovi dati continua il trend positivo rispetto al sentiment che genera la manifestazione, anche se è in calo il buzz.

    Per essere estremamente sintetici potremmo dire che di Expo 2015 a giugno sui Social Media se ne è parlato di meno, ma sempre bene. Ecco, questo può essere un po’ il dato in sintesi in riferimento ai dati che l’Osservatorio Expo 2015 Milano di Blogmeter ha diffuso relativamente alle conversazioni che si sono generate attorno ad Expo 2015, in corso a Milano, sui Social Media. Continuiamo così il viaggio nella scoperta di come i Social Media stanno vivendo questa importante manifestazione globale che sta riscuotendo interesse e successo di pubblico. Il mese scorso avevamo visto che in effetti sui Social Media, nel primo mese di manifestazione, se ne parlò tanto e anche bene. Allora vediamo insieme qualche dato rispetto a giugno 2015.

    Albero-della-Vita_Expo-2015

    Il mese scorso l’Osservatorio rilevava 1,3 milioni di messaggi che riguardavano la manifestazione, mentre a giungo i messaggi sono in calo del 57%, tutto sommato si tratta di un calo fisiologico visto che il mese scorso tutta l’attenzione si era concentrata sulla giornata inaugurale. Ma il calo di messaggi non significa in un peggioramento del sentiment, anzi. Anche a giugno questo dato si conferma più che positivo e, tra gli argomenti più discussi e apprezzati online, spiccano l’Albero della Vita (lo era stato anche il mese scorso), i padiglioni, tra i quali il più amato si riconferma quello Italia, e le visite di personalità internazionali. Infatti c’era molta attesa per la visita di Michelle Obama il cui account Twitter è tra i più menzionati del mese. Il momento più coinvolgente sui social si è rivelato l’incontro con Emma Bonino e Agnese Renzi, twittato dal profilo di WomenForExpo.

    Altro argomento che ha suscitato molto interesse è stata l’iniziativa delle #WomensWeeks, il progetto di Expo Milano 2015 in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori che per la prima volta pone le donne al centro di un’Esposizione Universale.

    Invece il messaggio che ha ottenuto il maggior numero di interazioni, dedicato a Expo 2015, nel mese di giugno è stato il tweet del vincitore della 7° edizione di X Factor, Michele Bravi:

    I National Day spopolano su Facebook e Twitter

    Guardando i dati più nel dettaglio vediamo che su Facebook su registra una diminuzione del coinvolgimento complessivo del 69%, mentre, in contro tendenza, i fan sulla fanpage continuano a crescere, aumentando nel mese di giugno di 85.000 nuovi fans. I followers sono in crescita anche su Twitter di 46.000 nuovi utenti, mentre è in calo il numero delle unique impression, -13,1%. Sia su Facebook che su Twitter emerge che i post e tweet più attrattivi sono quelli relativi ai National Days di Expo che costituiscono un elogio alle varie nazioni partecipanti, e le cui celebrazioni ispirate dalle varie culture catturano particolarmente l’attenzione degli utenti.

    Un esempio è il video postato sulla fanpage di Expo 2015 che ritrae un momento dei festeggiamenti per il National Day dell’Irlanda, che colleziona più di 120 mila visualizzazioni. Il video è tratto dall’account Instagram di Giuseppe Sala, amministratore delegato di Expo 2015 .

    "Grande gioia con gli irlandesi nel loro National Day! Padiglione Irlanda / Ireland Pavilion Expo 2015 #Expo2015 #Bloomsday"- Giuseppe Sala https://instagram.com/beppesala/

    Posted by Expo 2015 Milano on Martedì 16 giugno 2015

    Oppure le immagini, twittate dall'account ufficiale di Expo 2015, relative alla giornata dedicata all'Ecuador.

    Ma il vero protagonista, anche a giugno, è il cibo. L’iniziativa che ha generato un boom di interazioni è stata la realizzazione della pizza più lunga del mondo, ben 1,5 km, che, con i suoi 80 pizzaioli, 1.500 kg di pomodoro, 1.700 kg di mozzarella e cinque forni mobili, si è aggiudicata il Guinness World Record prima di essere offerta ai partecipanti. Apprezzato dagli utenti è stato anche lo scopo benefico dell'iniziativa ideata dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus: 300 metri di pizza infatti sono stati donati ai più bisognosi.

    "#Expo2015 entra nel #guinnessworldrecord per la pizza più lunga del mondo: 1595 metri! Expo sempre di più #expodellagente."Guinness World Records- Giuseppe Sala https://instagram.com/beppesala/

    Posted by Expo 2015 Milano on Sabato 20 giugno 2015

    Su Instagram l'Albero della vita sempre più protagonista

    Il canale Instagram di Expo 2015 è quello i cui numeri rimangono più stabili: il total engagement infatti si riduce solo del 5,2%, mentre i follower continuano a crescere in maniera esponenziale, + 182.200 rispetto al mese scorso. Merito di questi dati è delle immagini sempre molto suggestive che vengono condivise e il protagonista indiscusso è sempre più l'Albero della Vita.

    Gli hashtag pubblicati dall’account di Expo che collezionano il maggior numero di interazioni tra gli utenti sono #faccedaexpo, che raccoglie tutti le impressioni e i pareri di coloro che hanno visitato il sito espositivo, ed #expotube attraverso il quale viene promosso il nuovo canale Youtube di Expo 2015 aperto a fine maggio che racconta tutti i momenti salienti dell’evento.

    Allora, questi i dati, ma voi avete già visitato Expo? E cosa avete condiviso di più? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Google omaggia Giorgio Morandi con un doodle

    Google omaggia Giorgio Morandi con un doodle

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    Google omaggia oggi con un doodle il grande pittore bolognese Giorgio Morandi in occasione dei 125 anni dalla sua nascita. Il grande pittore “metafisico” viene ricordato con un doodle, visibile solo in Italia, che richiama le sue celebri opere.

    Era da un po’ che Google celebrasse con un doodle grandi artisti e personaggi italiani, ma certamente questo che troviamo oggi sulla homepage, nella versione italiana, del più grande motore di ricerca del web, è, come si dice, un gran bel vedere e anche motivo di orgoglio. Si perchè oggi il grande pittore, e incisore, bolognese Giorgio Morandi avrebbe compiuto 125 anni e come grandi artisti viene celebrato con un doodle che si rifà alle sue celebri opere “metafisiche”, quelle opere tanto semplici ma che rappresentano davvero l’opera morandiana.

    Giorgio Morandi nasce a Bologna il 20 luglio del 1890, viveva in via Fondazza con la sua famiglia e la sua casa rimase il suo studio per molti anni, prima di trasferire il suo laboratorio nel paese di Grizzana, sulle colline bolognesi, che nel 1985 cambiò il suo nome proprio in onore del pittore bolognese diventando Grizzana Morandi.

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    Giorgio Morandi

    Morandi frequentò l’Accademia di Belle Arti di Bologna e tra gli artisti che influenzarono il suo percorso c’erano Paul Cézanne, André Derain e Pablo Picasso. L’influenza di Derain non su mai diretta, si dice che ne fosse venuto a conoscenza dal suo amico Osvaldo Licini, mentre di Cézanne di di Picasso ci sono influenze dirette nelle sue opere.

    Giorgio Morandi è un artista completo, guarda al passato ispirandosi a nomi come Giotto, Masaccio, Piero della Francesca e Paolo Uccello che ebbe modo di ammirare in suo viaggio a Firenze, ma in un primo momento della sua vita artistica espose con in “futuristi” diventando nel 1918 uno dei massimi rappresentanti della scuola metafisica affiancato a nomi come Carrà e De Chirico. Molto presenti, in questo periodo che durerà fino al 1920, le nature morte di bottiglie, tazze e alcuni motivi paesistici. Del resto il doodle di oggi si ispira proprio al periodo metafisico di Morandi.

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    Giorgio Morandi muore a Bologna nel 1964 e oggi giace nella Certosa nella tomba di famiglia. Nel 1992, all’interno di Palazzo d’Accursio, la sede del comune, nacque il Museo dedicato a Giorgio Morandi e dal novembre del 2012 lo stesso museo è ospite presso il MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna.

    Il MoMa di New York ha dedicato un’area all’artista bolognese e alcune opere si possono ammirare anche online.

  • TIMreading, la tua nuova libreria digitale

    TIMreading, la tua nuova libreria digitale

    TIMreading è lo store di Telecom Italia dedicato all’editoria digitale e si presenta come piattaforma completa per l’acquisto e la fruizione di contenuti editoriali digitali. Gli utenti possono quindi leggere quotidiani e libri e usufruire della formula “all you can read” per leggere ebook e magazine senza limiti.

    TIMreading è lo store di Telecom Italia dedicato all’editoria digitale e si presenta come piattaforma completa per servire l’acquisto e la fruizione dei contenuti editoriali digitali. La sua missione è quella di guidare la trasformazione dell’esperienza di lettura, incoraggiando le persone a leggere di più, con maggiore frequenza, in ogni momento ed ovunque, senza però sostituirsi all’esperienza classica di lettura del prodotto cartaceo. Molto interessante è l’offerta in abbonamento “all you can read” per ebook e magazine.

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    La nuova libreria digitale permette di acquistare e leggere i libri preferiti senza alcun limite di orario e nessuna attesa. Gli ebook sono facilmente acquistabili con pochi click, in qualunque momento della giornata per poi leggerli comodamente in qualsiasi momento della giornata o in vacanza.

    Come si acquista

    Tutti i contenuti, quindi eBook, quotidiani e magazine, possono essere acquistati da PC e Tablet accedendo al sito di TIMreading. Una volta acquistati i contenuti saranno rintracciabili nelle sezioni dell’App “La mia Libreria” e “La mia Edicola”. Per questo è necessario che venga avviato il download del contenuto, in connettività mobile o in wifi e, al termine del download, il contenuto è pronto per essere sfogliato anche in assenza di connettività.

    Da qualche mese è stata rilasciata la nuova App TIMreading disponibile per tablet e smartphone con sistemi operativi Android, dalla versione 2.4, ed IOS, dalla versione 6.0. Il download delle app è assolutamente gratuito.

    Ma vediamo insieme adesso quali sono le novità e i plus dell’app:

    • registrazione dell’account TIMreading direttamente dall’app ed alla Newsletter;
    • riconoscimento account registrato su altri servizi ma non su TIMreading, es. TIMmusic/TIMvision: il cliente non deve registrarsi, ma deve solo dare i consensi;
    • sezione gratis per te per provare l’esperienza di sfoglio anche se non si è registrati al servizio;
    • gestione dei contenuti personali attraverso la creazione di cartelle locali sul dispositivo.

    E ancora:

    • leggerezza ed accessibilità, che consentono l’acquisto, la lettura e lo sfoglio “quando e dove si vuole”, con il solo peso dello Smartphone/Tablet;
    • completezza, sul sito TIMreading è possibile acquistare tra oltre 75.000 titoli in costante aggiornamento delle principali case editrici italiane, più di 50 magazine ed i principali quotidiani nazionali e sportivi;
    • le nuove funzionalità e la nuova veste grafica dell’App, che rendono la User experience molto più fluida.

    Ecco, questa è TIMreading e fateci sapere cosa ne pensate.

    Buzzoole

  • Brandend Entertainment di successo, ecco il caso di Vodafone Unlimited

    Brandend Entertainment di successo, ecco il caso di Vodafone Unlimited

    Oggi parliamo di Branded Entertainment, un’evoluzione del Content Marketing, ancora non molto sviluppata in Italia, e vogliamo parlarvi del caso di successo di Vodafone Unlimited che ha realizzato una strategia agganciando il popolare programma televisivo “Amici 14”. E i risultati sono molto interessanti.

    Come di solito facciamo, ci piace andare alla ricerca di “casi” da proporvi, perchè li riteniamo interessanti e perché sappiamo che possano esserlo anche per voi. Con il caso di oggi vogliamo parlarvi di Branded Entertainment, un’evoluzione del Content Marketing, ancora non molto sviluppata in Italia e per la quale si è alla ricerca di una definizione esatta. Nel tentativo di spiegarla diremo che fare Branded Entertainment significa avvicinare due mondi con l’obiettivo di agganciare una audience mirata, sfruttando il Branded Content come strumento indispensabile per veicolare messaggi esclusivi e ingaggianti. Per estensione possiamo anche affermare che in un progetto di Branded Entertainment ci si ispira alla filosofia e alla cultura del brand, puntando alla creazione di contenuti originali in grado di intrattenere il pubblico in target per l’azienda.

    Come potete immaginare, ci stiamo per addentrare in un tema molto interessante, ancora non molto esplorato ma che nei prossimi mesi o anni caratterizzerà un certo modo di fare comunicazione “mirata“. E il caso di cui vogliamo parlarvi oggi ha il pregio di essere riuscito nel suo intento, raggiungendo un pubblico certamente interessato e agganciandosi ad un contenuto di intrattenimento assolutamente in linea con il brand stesso.

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    Il caso riguarda Vodafone Unlimited e una trasmissione televisiva di successo come Amici che quest’anno è giunta alla 14° edizione. La compagnia telefonica, leader del settore, ha “agganciato” il celebre programma televisivo con lo scopo di raggiungere un pubblico ben definito al quale proporre il 4G Vodafone, il servizio di connessione mobile di quarta generazione di Vodafone. Gli obiettivi della strategia di Branded Entertainment erano quelli di incrementare la fanbase della pagina Facebook del servizio e, di conseguenza, incrementare anche l’engagement rate, il tasso di coinvolgimento della pagina. Il tutto con un “piano editoriale” non strettamente legato alle tariffe e ai servizi Vodafone ma attraverso la condivisone di contenuti di intrattenimento di sicuro appeal per il target della pagina

    Il target a cui si mirava era infatti quello dei giovani, assolutamente in linea con quello del programma televisivo che abbraccia principalmente un pubblico compreso tra i 13-30 anni.

    Attraverso quindi una strategia che prevedeva una serie di contenuti di branded integration (il brand in questo caso è presente nello show), di branded content (quindi con contenuto che arricchiscono lo storytelling dello show) e di branded entertainment (quindi contenuto che trasformano l’utente attivo in partecipativo) il brand, in quasi 5 mesi di attività, sulla pagina Facebook di Vodafone Unlimited:

    • Ha pubblicato centinaia contenuti;
    • Caricato circa 150 video;
    • Realizzato più di 50 chat con i protagonisti dello Show, ricevendo dai fan migliaia di domande;
    • Realizzato 8 eventi sul territorio sempre con i protagonisti dello Show.

    Si è quindi puntato ad uno strategico mix di contenuti ed eventi che ha portato la community ad interagire con il brand sia online sia offline, in un circolo assolutamente virtuoso.

    Brandend-entertaiment_vodafone

    E i risultati?

    È questa la parte più interessante, perché i risultati di questa strategia sono stati davvero rilevanti. In 5 mesi:

    • La base utenti sulla fanpage è raddoppiata.
    • La reach mensile è stimata in oltre 5 milioni di persone.
    • Un tasso di coinvolgimento sulla fanpage a due cifre.
    • Circa 800 mila interazioni sulla pagine Facebook e più di un milione di visualizzazioni totali dei video.

    Il brand Vodafone Unlimited  nel periodo è quindi emerso, rispetto ai suoi competitor del mercato TLC,  come quello più capace di far crescere la community dei fan e di raggiungere il più alto livello di coinvolgimento sulla fanpage.

    Insomma, i numeri dicono che effettivamente l’operazione ha raggiunto i due scopi che si prefissava all’inizio, e a questi va aggiunto l’elevata relazione che è cresciuta tra gli utenti e la marca, relazione che è continuata anche dopo la fine del programma.

    Il caso dimostra quindi che una comunicazione mirata, agganciando un certo tipo di media, sfruttando altri canali, in questo caso Facebook, può portare il brand ad incrementare sia il numero di utenti, sia il coinvolgimento sui contenuti, raggiungendo soprattutto un obiettivo di fondamentale importanza: la relazione che il brand costruisce con i suoi utenti durante tutto l’arco della campagna. Un “tesoretto” da preservare, proprio perché è questa relazione che dà valore al brand e ai contenuti pubblicati.

    Ci piaceva condividere con voi queste nostre impressioni su questo progetto di Branded Entertainment e siamo sicuri che questo esempio non sarà l’unico. Altri ne seguiranno e certamente potranno trovare ispirazione proprio in questo esempio.

    E voi che ne pensate?

  • Ecco le migliori aziende del retail sui Social Media

    Ecco le migliori aziende del retail sui Social Media

    Blogmeter ha rilasciato in questi giorni una nuova classifica relativa alle aziende retail presenti sui social media nel mese di giugno 2015. Franciacorta Outlet Village e Leroy Merlin sono i brand più coinvolgenti su Facebook, mentre su Twitter si impongono Coop e Carrefour.

    Ecco un’altra interessante classifica relativa alle aziende retail presenti sui social media, realizzata da Blogmeter. Quello che emerge sempre di più, e anche questa indagine lo conferma, è che le aziende retail stanno cominciando a presidiare meglio i propri canali instaurando una relazione sempre più completa con i propri utenti e consumatori. Stiamo parlando di aziende B2C e quindi orientate (di solito dovrebbe esserlo) ad una comunicazione più aperta  verso i propri consumatori. I social media da questo punto di vista ampliano queste possibilità di relazione e sta a questi brand saper cogliere le opportunità che derivano da un rapporto più aperto e diretto verso i propri utenti. Ma vediamo adesso qualche dato in più in relazione alla ricerca.

    Su Facebook

    Le due pagine più coinvolgenti su Facebook nel mese di giugno sono state quelle di Franciacorta Outlet Village e Valdichiana Outlet Village, due centri commerciali dedicati alla moda facenti parte del Gruppo Percassi, e si trovano, rispettivamente, in provincia di Brescia e Arezzo. Sostanzialmente, i due centri realizzano una comunicazione molto simile tra loro puntando sulla condivisione di post molto colorati e ispirati al mondo della moda e del fashion, generando in questo modo un altissimo livello di interazione. Nelle posizioni successive, tra i primi 5 della classifica, troviamo tre brand che appartengono alla GDO, e sono: Carrefour Italia (terzo), che ottiene molte interazioni su Facebook grazie al testimonial Frank Matano e alla campagna #VitaTraCoinquilini (al supermercato); Eurospin (quarto) che ha coinvolto la sua fan base con la campagna #oggivadoamille con la quale i negozi Eurospin di tutta Italia hanno festeggiato l’apertura del millesimo punto vendita; infine, quinto classificato Despar Nordest che conquista i propri utenti con la condivisione di consigli e ricette e con una comunicazione ironica e divertente.

    Per la classifica relativa al maggior numero di fan acquisiti nel mese di giugno, il brand è cresciuto più di tutti è Leroy Merlin Italia con la campagna improntata sul “Fai da te”. Al secondo posto si piazza Carrefour Italia e in terza posizione Decathlon Italia, il retailer di articoli sportivi che ha acquisito un numero elevato di nuovi fan in occasione dell’evento “Fit Days” dedicato al mondo del fitness e delle arti marziali. In quarta posizione troviamo Lidl Italia che grazie ai numerosi contest e alle iniziative concorsuali ha collezionato numerosi nuovi fan e si è distinto anche in ambito di social CRM con un tasso di risposta alle richieste ricevute del 94%. Chiude la Top 5 ancora una volta un brand del gruppo Percassi, ed è Sicilia Outlet Village.

    Su Twitter

    Su Twitter il brand che fa registrare più interazioni è Coop Italia che si posiziona anche al terzo posto per numero di nuovi follower acquisiti nel mese di giugno. Il picco di maggiore coinvolgimento raggiunto dalla catena di supermercati italiana si è registrato il 22 giugno scorso in occasione della conferenza a Expo 2015: “2050: Il cibo che vogliamo”. In seconda posizione troviamo GameStop Italia, il più grande rivenditore di videogiochi nuovi e usati del mondo che è riuscito a coinvolgere fortemente i propri utenti durante l’evento #BatmanSeiTu, apertura notturna dei punti vendita di Milano e Roma per il lancio del videogioco “Batman: Arkham Knight“. Al quarto e quinto posto invece, si posizionano rispettivamente Autogrill Italia e U2Supermercato.

    Per la classifica relativa ai nuovi follower, in prima posizione troviamo Carrefour Italia, che bissa il terzo posto ottenuto in termini di engagement, seguito in seconda e quarta posizione da due grandi rivenditori di prodotti elettronici: Unieuro che ha lanciato sul proprio profilo Twitter diverse offerte già a partire da metà giugno catturando dunque l’attenzione di nuovi utenti, e Euronics Italia. A chiudere la classifica è Bimbostore  con le sue numerose promozioni.

    Insomma facendo qualche breve considerazione sui dati appena visti, Carrefour Italia si conferma uno dei brand retail più attivi e coinvolgenti, riuscendo a piazzarsi bene sia su Facebook che su Twitter, uno dei pochi a riuscire ad ottenere risultati simili. Altri invece riescono ad essere più performanti solo su uno dei due canali presi in considerazione.

    E voi che ne pensate?

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  • Spotify, ecco la mappa geografica delle canzoni più ascoltate

    Spotify, ecco la mappa geografica delle canzoni più ascoltate

    Spotify, il popolare servizio di musica in streaming, ha realizzato una mappa navigabile delle canzoni più ascoltate in diverse città del mondo. Cliccando infatti su una città appare un link collegato alla playlist del posto. Un grande atlante musicale per ascoltare musica di altri posti, spesso poco conosciuta.

    Come sapete la battaglia dei servizi di musica in streaming è ormai entrata nel vivo con l’entrata in campo anche di Apple Musica, dal 30 giugno scorso. Ed è quindi facile attendersi continui colpi da una parte e dall’altra. Ed proprio quello che vi presentiamo oggi. Spotify ha realizzato una mappa navigabile (la trovate in basso) segnalando le canzoni più ascoltate in diverse città del mondo. Si tratta di un vero atlante della musica online che permette di scoprire canzoni di altri paesi che spesso restano sconosciute.

    spotify-mappa

    Nel presentare la mappa Spotify garantisce che ogni playlist è distintiva del posto indicato sulla mappa. In pratica navigando sulla mappa scegliete la città di cui vorreste conoscere i gusti musicali, magari anche la vostra città in modo da scoprire cantanti e band più ascoltati. Una volta cliccata sulla città preferita vi compare il link della playlist su Spotify, a questo punto non dovete fare altro che ascoltare la selezione realizzate per quella città. Si tratta quindi di musica in genere più ascoltata in certi posti e meno in altri, la curiosità sta a questo punto nel navigare questa sorta di atlante della musica alla scoperta di nuovi gusti musicali di altre città.

    Il progetto evidenzia la portata globale che ha oggi Spotify, il più usato (almeno fino ad ora) servizio di musica in streaming. Dalla mappa noterete che si sono ampie zone senza segnalazioni, sono appunto quelle zone in cui Spotify ancora non è presente. E quindi non ci sono segnalazioni in Africa, in Asia dove mancano infatti la Cina, il Giappone, l’India. Manca anche la Russia.

    Spotify oggi è presente in 58 mercati e altri ne arriveranno prossimamente, specie in virtù della battaglia a cui facevamo riferimento prima.

    Le playlist della mappa verranno aggiornate due volte al mese e ogni aggiornamento proviene dalla selezione fatta su 20 miliardi di brani.

    Allora, che ve ne pare?