Autore: Franz Russo

  • WhatsApp, da oggi la versione web è anche per utenti iOS

    WhatsApp, da oggi la versione web è anche per utenti iOS

    WhatsApp, dopo aver rilasciato all’inizio di quest’anno la versione web per Android, ha da ieri rilasciato la versione web per utenti iOS. La notizia si è diffusa, come riporta VentureBeat, dopo che alcuni utenti su Twitter si erano accorti della novità, la stessa poi confermata, sempre su Twitter, da Neeraj Arora, VP Business Development di WhatsApp.

    Dopo aver rilasciato la versione web per gli utenti Android all’inizio di quest’anno, WhatsApp ha da ieri rilasciato anche la versione web per utenti iOS, un rilascio molto atteso dagli utenti di dispositivi mobili Apple. Al momento però non tutti gli utenti iOS possono avere accesso alla piattaforma via web, come accade in questi casi il rilascio avviene per fasi e non è escluso che si possa poi risolvere in breve tempo.

    Come riporta VentureBeat, la notizia si è diffusa via Twitter quando alcuni utenti hanno cominciato a twittare il nuovo rilascio. Sul blog ufficiale non vi è alcuna conferma ufficiale, come invece avvenne per la versione web di Android, ma la notizia trova conferma in un RT ad un utente da parte di Neeraj Arora, VP Business Development di WhatsApp, un RT che vale come una conferma appunto. Altra conferma è che sulla versione web dell’app di instant messaging adesso compare anche il logo iOS.

    https://twitter.com/ofkrishna/status/634002726439878657

    WhatsAppWeb-iPhone-iOS

    Ecco come usare WhatsApp anche da desktop

    In questo caso, come forse già saprete, non si tratta di una versione web stand-alone, ma si tratta di una vera e semplice integrazione tra la piattaforma mobile e la piattaforma web. Per abilitare il vostro account non dovete fare altro che andare a questo indirizzo web.whatsapp.com, contemporaneamente dalla app sul vostro smartphone cliccare sui tre pallini che trovate sull’estrema destra in alto e poi cliccare su “WhatsApp Web”. A questo punto abilitate lo scanner dal vostro smartphone e quindi potete scannerizzare il QR code che vi compare sulla pagina web. E il gioco è fatto. Da questo momento avrete il vostro WhatsApp anche via web. E, se volete, potete anche abilitare le “notifiche desktop”, in modo da essere avvisati direttamente sul vostro pc nel momento in cui ricevete un nuovo messaggio.

    Allora, che ne pensate? La state già usando?

     

  • Ecco LinkedIn Lookup, l’app per cercare colleghi

    Ecco LinkedIn Lookup, l’app per cercare colleghi

    LinkedIn, il social business network più usato per le relazioni professionali, ha presentato ieri una nuova app. Si chiama Lookup e ha lo scopo di facilitare la ricerca tra colleghi che possono ora anche inviarsi dei messaggi. L’app per ora è per iOS, presto lo sarà anche per Android, ed è attivabile se si ha un account LinkedIn e se la società per cui si lavora ha una business page attiva.

    LinkedIn, popolare social business network, il più usato per le relazioni professionali, ha presentato ieri una nuova app, Lookup, descrivendola sul blog ufficiale con la forma di Ankit Gupta, il co-fondatore dell’app di news readind, Pulse. Con questa nuova applicazione, disponibile per ora solo per iOS,  e presto lo sarà anche per Android, LinkedIn mira a diventare una grande rubrica aziendale dando la possibilità di creare relazioni immediate tra colleghi che lavorano per la stessa azienda. Infatti l’acceso all’app è consentito solo a coloro che hanno un account LinkedIn e solo se l’azienda per cui si lavora ha una business page attiva.

    LinkedIn-Lookup-app

    Con LinkedIn Lookup è possibile cercare colleghi per nome, per titoli, per esperienza, per competenze o per formazione. L’applicazione consente anche di inviare messaggi ai colleghi che potranno riceverli anche se non hanno ancora scaricato l’applicazione.

    LinkedIn ha deciso di puntare su questo tipo di app perchè si è resa conto che in seguito ad un sondaggio dell’aprile scorso solo il 38% degli intervistati (la base era di 814 professionisti negli Usa) utilizza directory interne per cercare informazioni sui colleghi. Inoltre su LinkedIn il 30% delle ricerche effettuate riguarda proprio la ricerca di informazioni sui propri colleghi che spesso porta ad avere informazioni più approfondite.

    linkedin-lookup

    Allora sulla base di questi elementi nasce Lookup, un modo per mettere in relazione diretta collegi di una stessa azienda. Un utilizzo concreto potrebbe essere per colleghi di una grande azienda che hanno bisogno di scambiarsi informazioni riguardo ad un progetto sul quale sono coinvolti, sebbene appartengano a dipartimenti diversi.

    Come dicevamo prima, con questa app LinkedIn, con il suo enorme potenziale, si presenta anche con la veste di grande rubrica aziendale. Allora che ne pensate? Credete che possa funzionare?

  • Twitter, è giunta l’ora di puntare sulla qualità

    Una riflessione sul futuro di Twitter e dei problemi che attanagliano la piattaforma. Uno su tutti è la crescita della base utenti, ormai quasi stagnante. Ma Twitter per tornare a crescere deve puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Serve una strategia e una leadership capace. Sullo sfondo resta lo scenario di una possibile acquisizione da parte di Google.

    Twitter dopo la pubblicazione dei dati finanziari del Q2 2015 ha visto ancora una volta la propria situazione resa sempre più difficoltosa. I dati sebbene hanno rilevato un aumento dei ricavi, e un andamento delle perdite ridotto rispetto ai dati finanziari precedenti, hanno evidenziato invece, e per l’ennesima volta, quello che è ormai diventato il problema numero 1 per gli investitori (e non solo), e cioè la lenta, lentissima crescita degli utenti. Tanto lenta da poter quasi parlare di stagnazione.

    Infatti, da questo punto di vista, la crescita della base utenti rispetto a tre mesi prima è stata di soli 2 milioni. Adesso sono in effetti 304 milioni gli utenti attivi mensili sulla piattaforma. Altri 12 milioni arrivano dai paesi emergenti ed ecco spiegato perchè si parla di 316 milioni di utenti.

    Ma questo non è solo un problema. Accanto alla lentissima crescita degli utenti i dati finanziari della fine di luglio hanno evidenziato un crollo dell’engagement sulla piattaforma, qualcosa come -40%. E tutto questo nonostante le tante (ma poco efficaci in realtà) novità introdotte.

    Bene, fatta questa premessa, che tanti di voi già conosceranno perchè se ne è parlato molto, vediamo di capire insieme quale potrebbe essere un strategia di uscita da questo lungo impasse che attanaglia Twitter.

    E’ evidente che dalla quotazione a Wall Street la situazione, già non proprio eccellente, è peggiorata, eppure la quotazione avrebbe dovuto provocare l’effetto opposto. Ma Wall Street ha in effetti acuito quelle che sono le mancanze e i difetti della società e della piattaforma, di riflesso. Apro una parentesi ricordando che anche Facebook immediatamente dopo la quotazione visse un momento di smarrimento, il titolo arrivò a toccare il fondo, ossia 17 dollari per azione e tutti erano pronti ad elencare i giorni che distavano dalla sua fine. Ma tempo un paio di mesi la situazione di risolse subito, e sapete perchè? Semplice, si diedero una strategia, una visione, sapendo bene che da quel momento tutto sarebbe stato diverso. E la strategia fu quella di orientare tutto il business sul Mobile. A distanza di cinque anni quella strategia è risultata vincente.

    Twitter e la mancanza di strategia e di leadership

    Quindi, cosa manca in questo momento a Twitter? Una strategia appunto. E la cosa peggiore è che adesso non c’è una figura in grado di dare una direzione. Come sapete Dick Costolo si è dimesso da CEO è dal 1° luglio la figura è gestita ad interim dal fondatore Jack Dorsey. E lo stesso Dorsey non gode di simpatia tra gli investitori che vedono in lui un ostacolo in più. Senza dimenticare che lo stesso Dorsey è impegnato anche su altri fronti, specie quella di dedicarsi alla quotazione in borsa della sua startup Square. Insomma, manca strategia e figura leader in grado di mettere in pratica una tale strategia. E quanta strada può fare un’azienda in queste condizioni? E da quello che si sa il nome del nuovo CEO potrebbe slittare addirittura all’autunno.

    Ma il vero problema che è emerso ormai chiaramente con i dati del Q2 2015, ed in realtà è sempre rimasta in sottofondo, è che Twitter è ormai una piattaforma non per tutti. E questo è evidente, sebbene i più affezionati utenti continuino a negarlo (come me d’altronde). In questo caso è utile una riflessione oggettiva. Twitter ancora risulta a molti di difficile consultazione e a nulla è valsa l’introduzione del “Mentre non c’eri” che di fatto non ha risolto il problema. Per cercare qualcosa di interessante, o comunque le notizie del momento, l’utente deve scrollare in basso diverse volte. Può andare sulla tab “Cerca su Twitter” per verificare gli argomenti più discussi (da mobile) mentre da pc si devono consultare le Tendenze, ma a quanto pare non sembra essere di grande aiuto per la gran parte degli utenti.

    Ed è quindi logico che Twitter a questo punto deve necessariamente puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità, caratteristica che è rimasta valida fino a ieri, ma oggi è necessario voltare pagina. Ormai le notizie su Twitter girano a velocità “in tempo reale” ed è l’unica piattaforma su cui questo accade. Ora serve dare un ordine in termini qualità a tutto questo, per fare in modo che lo stesso utente possa trovare la piattaforma più semplice da consultare.

    La strada in effetti sarebbe già pronta ed è rappresentata da Project Lightning, il nuovo progetto che ha proprio lo scopo di mettere in risalto, catalogati per argomenti, i tweet e le notizie più popolari e condivise. Da qui l’utente avrà un accesso più facilitato sulla piattaforma. Qualcosa si sta cominciando a vedere in queste settimane, anche se ancora mancano notizie certe su quando in effetti questo progetto verrà messo in pratica. Ecco che ci risiamo sul problema della strategia e di una leadership in grado di interpretare e attuare una strategia valida.

    Twitter e l’advertising che ancora non soddisfa

    Mettendo in risalto la qualità in questo modo è evidente che questo può essere utilizzato anche in chiave di advertising, altro anello debole della piattaforma. Come sappiamo, a differenza di Facebook, Twitter non ha altri strumenti su cui puntare per monetizzare e quindi provare a diversificare, no. Twitter è afflitto dal problema tanto semplice quanto basilare e cioè che per impostare qualsiasi tipo di strategia di advertising servono gli utenti, altrimenti tutto resta inutile. E quindi, restando sulla strategia della qualità, anche gli advertiser avrebbero interesse a sfruttare questa opportunità avendo l’occasione di essere presenti lì dove si registra l’interesse degli utenti. E subito dopo innescare strumenti in grado di offrire agli advertiser strumenti per intercettare un pubblico sempre più interessato. Qualcosa in questo senso comincia ad intravedersi, ma resta sempre legato al “limbo” proprio perchè la crescita della base utenti è quasi pari a zero.

    Twitter ed un’eventuale acquisizione. Da Google?

    Detto questo, alcune considerazioni su un eventuale acquisizione bisogna farle. Perchè se Twitter non ha la forza di trovare la soluzione al suo interno, allora un possibile scenario (e nemmeno tanto lontano) resta che la società possa essere acquisita da un’altra. E chi potrebbe essere se non Google? Il nome della società di Mountain View è quello che ormai circola insistentemente negli ambienti, anche se in effetti non vi ancora nulla di concreto. Ma come possibile scenario potrebbe essere conveniente sia per Twitter che per Google stessa.

    Prima di tutto perchè uno dei punti deboli di Google continua ad essere ancora quello relativo ai Social Media. Google+ non è riuscito ad imporsi come doveva, l’idea di un’integrazione forzosa con YouTube ad esempio non ha funzionato molto, tra le proteste degli stessi utenti oltre che dello stesso fondatore della piattaforma video che un giorno disse “Google fa schifo”.

    E quindi, se il video è il vero contenuto su cui investire e se è vero che il live streaming (altro punto debole di Google) è la modalità del momento, ecco che acquisendo Twitter Google potrebbe risolvere in un solo colpo i due suoi punti deboli. Il live streaming di Twitter è ovviamente garantito da Periscope che ad oggi conta 10 milioni di utenti. Periscope stessa in questa fase, sin dal lancio avvenuto a marzo di quest’anno, non è stato adeguatamente sostenuto, proprio perchè manca una strategia (e ritorniamo sempre al punto di partenza). Pensate ad un’integrazione YouTube con Twitter e vedere i propri tweet su un contenuto video visualizzati all’interno della stessa pagina del contenuto, non sarebbe male.

    Insomma, Twitter deve cambiare e subito. Serve una strategia immediata e questa può essere solo individuata nel rendere più facile l’utilizzo della piattaforma puntando tutto sulla qualità dei contenuti, ossia puntando a rendere visibili e facilmente rintracciabili i contenuti davvero rilevanti. E’ ora di puntare sulla qualità e subito, di tempo se ne è perso ormai tanto e non ne resta poi tanto

  • Con TIMvision porti la tue serie Tv anche in vacanza

    Con TIMvision porti la tue serie Tv anche in vacanza

    TIMvision è la Tv on demand di TIM che in un sono abbonamento mette a disposizione più di 6 mila titoli senza vincoli di durata e in HD. TIMvision è una piattaforma anycast, è quindi possibile vederla dove e quando si vuole, ed è anche su tablet e smartphone. E quest’estate con l’offerta “Ogni estate ha le sue storie – Seguile su TIMvision” porti le tue serie tv anche in vacanza.

    I servizi tv “in streaming” e “on demand” sono sempre più diffusi nel nostro paese e certamente uno dei più interessanti è TIMvision, la tv on demand di TIM che rappresenta l’evoluzione di Cubovision, uno dei primi servizi di tv on demand in Italia. TIMvision è quindi la Tv che si può portare sempre con sè, anche in vacanza, proprio la grande comodità che offre nel dare la possibilità di potersi costruire il proprio palinsesto senza interruzioni pubblicitarie. La piattaforma è accessibile anche da tablet e da smartphone grazie alle app apposite, scaricabili gratuitamente, da Google Play, App Store o Windows Store. E proprio in relazione a questo elemento di mobilità, assolutamente non trascurabile e che rende ancora più comodo il servizio, va aggiunto che per i clienti TIM il traffico per la visione dei contenuti in abbonamento è incluso proprio su rete mobile TIM.

    TIMvision con un solo abbonamento mette a disposizione 6 mila titoli tra serie TV, cartoni animati e cinema visibili senza vincoli di durata e in HD.

    E anche quest’estate è possibile portare con sè in vacanza le serie Tv preferite grazie all’offerta  “Ogni estate ha le sue storie – Seguile su TIMvision“, un’offerta imperdibile per tutti gli amanti di serie Tv come:

    Geek – rappresenta l’eterna giovinezza, vivere gli anni del college sperimentando di tutto e di più e di come le confraternite rappresentino davvero un luogo di appartenenza e aggregazione. Ottimo per chi vuole usa serie tv che contenga tutto, comicità amore e anche rivalità.

    Make it or brake it – questa serie è una vera e propria catapulta che trasporta nel mondo competitivo e spietato degli atleti. Protagoniste sono 4 giovani donne, 4 giovani promesse della ginnastica artistica che dimostreranno come non esista ostacolo quando si è spinti da passione e bravura. Il telefilm è un’iniezione di autostima, perchè se loro ce l’hanno fatta a superare i loro ostacoli perchè non potremmo riuscirci anche noi. Temi principali della serie sono sicuramente l’amicizia, la perseveranza e credere in se stessi.

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    La vita segreta di una teenager americana – questo telefilm gira principalmente attorno alla vita di Amy, teenager che dopo una notte di follie resta incinta. Le sue disavventure non riguarderanno solo la gravidanza ma sopratutto il rapporto con i suoi amici e con i fidanzati. La scuola a quell’età può essere molto difficile da vivere e Amy dimostrerà, tra alti e bassi, come superare tutte le difficoltà.

    Allora, se siete amanti di queste serie non dovete fare altro che cogliere al volo l’offerta di TIMvision “Ogni estate ha le sue storie – Seguile su TIMvision” e gustarvele anche in vacanza.

    Buzzoole

  • Cosa succede in 1 minuto sul web e Social Media, nel 2015

    Cosa succede in 1 minuto sul web e Social Media, nel 2015

    Cosa succede in un minuto sul Web e sui Social Media nel 2015? A vedere questi dati è proprio il caso di dire che i dati non dormono mai. Negli ultimi due anni la popolazione mondiale online è cresciuta del 20% e sempre negli ultimi due anni si sono emerse nuove realtà come Vine e Uber. Ma guardiamo tutti i dati in questa infografica.

    L’ultima volta che ne siamo occupati era proprio il 2013, ma vedere cosa succede online in 1 minuto, sul Web e sui Social Media in particolare, è sempre molto interessante. E’ proprio dalla verifica di questi dati che si ha la reale dimensione di quanti dati condividiamo in rete in soli 60 secondi, verificando inoltre che i dati, in effetti, non dormono mai. La ricerca di cui vi parliamo oggi è la terza edizione di una raccolta di dati iniziata da Domo, una software house americana, nel 2012 e questa edizione del 2015 è proprio la più ricca, mettendo in risalto altri servizi come Vine o Uber che contribuiscono ormai alla produzione quotidiana di dati.

    minuto-social-media

    Un dato che va assolutamente sottolineato è che in due anni la popolazione online è cresciuta del 20% e oggi le persone online sono 3,2 miliardi, erano 2,4 nel 2013. Cresce dunque la popolazione online e aumenta la quantità di dati che ogni giorno condividiamo. E sono proprio quei dati che in un certo qual modo delineano, in maniera abbastanza chiara, tutto ciò che facciamo online, evidenziano quella che è la nostra identità digitale. Ovvio che di fronte ad una mole di dati di queste dimensioni è necessario affrontare una riflessione più approfondita, anche perchè con il passare del tempo e con il nascere di nuovi servizi, i dati continuano a crescere a dismisura.

    Ma vediamo insieme qualche dato che tra l’altro potete vedere anche nell’infografica in basso.

    Allora:

    • su Facebook, il più grande social network della rete, ogni minuto i “like” sono 4 milioni e 166 mila, nel 2013 erano 1,8 milioni;
    • su Twitter oggi, ogni 60 secondi, i tweet sono 347.222, nel 2013 erano 278 mila;
    • su YouTube ogni minuto vengono caricate 300 ore di nuovi video, nel 2013 erano 72 ore;
    • su Instagram gli utenti mettono “like”, ogni minuto, a 1 milione e 736 mila foto;
    • su Pinterest gli utenti pinnano 9.722 immagini al minuto, nel 2013 erano 3.472.

    Questi un po’ i dati dei social network che conosciamo meglio e che hanno fatto registrare negli ultimi due anno numeri eccezionali. Ma come dicevamo all’inizio, accanto a questi negli ultimi anni sono sorti e si sono affermati nuovi servizi. ad esempio in questa edizione compare Vine sul quale ogni minuto vengono visualizzati oltre 1 milione di video. Interessante anche il dato che riguarda Uber, ogni minuto sono 694 i passeggeri che utilizzano il servizio. E su Netflix ogni minuto sono oltre 77 mila le ore di video streaming visualizzate dagli utenti, servizio che tra l’altro sta per approdare anche nel nostro paese.

    I dati dunque continuano a crescere senza sosta. E voi che ne pensate? Qual è la vostra opinione?

    minuto-social-media-infografica

  • Twitter elimina il limite dei 140 caratteri nei DM

    Twitter elimina il limite dei 140 caratteri nei DM

    Dopo averlo annunciato lo scorso giugno, Twitter da ieri ha eliminato il limite dei 140 caratteri nei DM, i messaggi diretti e privati tra gli utenti. E’ quindi possibile scrivere messaggi che superano il limite che resta invece attivo nei tweet pubblici. L’aggiornamento è iniziato sulle app Android e iOS, su twitter.com, TweetDeck e Twitter per Mac e continuerà a livello globale nelle prossime settimane.

    Se ne parlava un paio di mesi fa, giugno di quest’anno, e ora è diventato effettivo. Twitter da ieri, anche se con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia (infatti si parlava di luglio) ha eliminato il limite dei 140 caratteri nei DM, i messaggi diretti e privati tra gli utenti. Da ieri è quindi possibile scrivere messaggi superando il famoso limite che resta invece attivo per i tweet pubblici. 

    Sappiamo ormai fin troppo bene che la caratteristica di Twitter è proprio quella della brevità, dettata proprio dal limite dei 140 caratteri, un caratteristica che è di fatto un elemento distintivo della piattaforma. Ma lo stesso non valeva per i DM che necessitavano di qualche carattere in più per essere più appetibili. Se ne avete fatto spesso uso, vi sarete accorti di quanti messaggi bisognava scrivere per esprimere un pensiero o un concetto e quasi sempre la discussione finiva per trasferirsi altrove (spesso email) proprio per il limite dei 140 caratteri.

    twitter-DM

    Ebbene, da oggi sarà possibile scrivere messaggi più lunghi senza bisogno di esprimere un pensiero “a tweet“, ma scrivendo utilizzando uno spazio più lungo. Quanto lungo non si sa, ma certamente ben oltre i 140 caratteri.

    E viste le recenti novità, non è un mistero che Twitter negli ultimi mesi ha puntato molto a migliorare i DM, uno strumento che torna molto utile in certe circostanze. Basti pensare all’ultima novità lanciata a gennaio di quest’anno che riguardava proprio i DM di gruppo, ossia la possibilità di poter inviare DM, e quindi avviare una conversazione diretta e privata, tra più utenti.

    L’aggiornamento è iniziato sulle app Android e iOS, su twitter.com, TweetDeck e Twitter per Mac e continuerà a livello globale nelle prossime settimane, mentre l’invio e la ricezione dei DM via SMS rimarrà invece ancora limitato ai 140 caratteri.

    Allora, che ne pensate di questa novità? Fate uso di DM? Raccontateci la vostra esperienza!

  • Twitter sta testando la sezione News da Mobile

    Twitter sta testando la sezione News da Mobile

    Secondo quanto riporta oggi BuzzFeed, da oggi Twitter sta cominciando a testare una sezione dedicata alle News sulle app per Android e iOS. Si tratta di uno sforzo per fare in modo che gli utenti possano trovare in maniera veloce ciò che interessa. Di sicuro è l’anticipazione di Project Lightning.

    Secondo quanto riporta oggi BuzzFeed da oggi Twitter sta testando una sezione dedicata alle News, si tratta di una scheda che al momento sarebbe visibile solo da Mobile, sulle app per Android e per iOS. Dalle immagini raccolte infatti dal sito americano si nota una scheda “Trending News” dove vengono raccolte le notizie diffuse dagli account dei principali organi di informazioni americani. Di fianco invece si vede quello che accade quando si clicca su una notizia, con in evidenza l’immagine, il titolo e la descrizione della notizia e in basso i tweet. Al momento questo esperimento sembra avere molte similitudini con la vecchia tab “Scopri” oppure con l’attuale interfaccia che si visualizza dopo aver effettuato una ricerca. Ma in realtà questa mossa anticipa quello di cui vi abbiamo parlato più di un mese fa, ossia di Project Lightning.

    twitter_news-mobile

    Twitter ha in cantiere un progetto, chiamato appunto Project Lightning, che dovrebbe offrire in maniera più chiara e diretta agli utenti una quelli che sono gli argomenti più twittati, raccogliendoli in sezioni dedicate e arricchite con tweet più condivisi, immagini e video da Vine e Periscope. La piattaforma cerca in questo modo di mettere al centro il vero punto di forza, ossia quello di veicolare informazioni e news, e allo stesso tempo le rende facilmente rintracciabili, andando incontro in questo modo verso quegli utenti che trovano la piattaforma ancora dispersiva. E’ un modo, se non “il” modo, per aumentare senza dubbio il coinvolgimento degli utenti già registrati e anche “il” modo per invogliare una grossa fetta di utenti che ogni mese arrivano sulla piattaforma ma non si registrano.

    Twitter ha quindi bisogno di cominciare a puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Nel senso che è arrivato il momento di puntare a rendere la piattaforma più vicina alla grossa fetta di utenti che ancora trova Twitter un luogo dove è difficile seguire il flusso dei tweet e dove è difficile risalire alla notizia che interessa. Ecco dunque che questo test, ma lo sarà ancora di più Project Lightning, vanno proprio in questa direzione.

    Al momento questa nuova sezione per le news è visibile in Giappone e ancora non si conoscono altri dettagli su quando sarà visibile in altri paesi. Certo che bisogna fare presto, come bisognerà fare presto anche a nominare un nuovo CEO, altrimenti tutte queste novità potrebbe risultare vane. Per Twitter ormai si è nella fase in cui il tempo è un fattore determinante.

  • Amyko, ecco il braccialetto per le emergenze

    Amyko, ecco il braccialetto per le emergenze

    Amyko è il braccialetto ideato da una startup italiana, la WeCare fondata da Filippo Scorza e Riccardo Zanini, che grazie alle informazioni contenute al suo interno può soccorrere o anche salvare la vita di una persona. La tecnologia sviluppata si basa su NFC. Su Indiegogo si può ancora contribuire a finanziare il progetto per produrre il braccialetto su larga scala.

    A vederlo sembra un normale braccialetto di plastica, di quelli che se ne vedono tanti ormai, spesso non proprio utilissimi. Ma Amyko è un’altra cosa. Non è un semplice braccialetto di plastica, ma è molto di più. Senza esagerare, Amyko è l’evoluzione della wearable technology, la tecnologia dei dispositivi indossabili che spesso viene circoscritta solo agli smartwatch. In realtà i dispositivi indossabili possono davvero essere utili.

    amyko-indiegogo

    Come utile è Amyko, il braccialetto realizzato da una startup, la WeCare, fondata da due ragazzi italiani, Filippo Scorza e Riccardo Zanini, che dopo aver iniziato ad elaborare, e a mettere insieme le loro idee, nel 2013, adesso vogliono provare a fare quel salto in più che permetterebbe loro di produrre Amyko su larga scala. Per questo motivo è stata lanciata una campagna su Indiegogo con l’obiettivo di raccogliere 70 mila dollari, utili per permettere un lancio su larga scala. Mancano ancora pochi giorni al termine della campagna e potete contribuire acquistando il braccialetto oppure facendo una donazione.

    Cos’è e come funziona Amyko

    Amyko è un braccialetto innovativo che permette di far leggere informazioni importanti di tipo anagrafico, di reperibilità o su un particolare regime terapeutico o alimentare archiviate precedentemente nel cloud privato Amyko direttamente sul cellulare di un eventuale soccorritore o familiare. E’ un braccialetto facilmente indossabile da grandi e piccoli che garantisce a tutti sicurezza e serenità in caso di bisogno.

    amyko-funzionamento

    Pensate ad un bambino che si perde al parco o in una piazza molto affollata, ecco che un braccialetto come Amyko potrebbe davvero essere di grande aiuto.

    Associate il braccialetto alle informazioni pubbliche e private di un utente, basterà poi avvicinare il braccialetto ad uno smartphone con tecnologia NFC, la stessa utilizzata per i pagamenti, per visualizzare tutte le informazioni. E in caso di particolari necessità e in situazioni di pericolo dall’app partirà una telefonata al numero della persona precedentemente inserito, quindi di un parente o di un amico. In pratica, l’applicazione riconosce il tag NCF che legge un URL collegato al cloud personale dell’utente, avendo la possibilità di scegliere anche quali informazioni rendere visibili senza app, e ne visualizza il profilo sanitario. Il tag NFC comunica al telefono un URL che, una volta aperto dal browser in https, richiede il codice univoco stampato nella parte posteriore del braccialetto. Inserendo tale codice di verifica, il soccorritore può visualizzare i dati personali per prestare un primo soccorso in maniera mirata o risalire ai contatti delle persone di fiducia indicate. Il soccorritore può anche mettersi in contatto con queste semplicemente toccando il numero visualizzato (tap to call).

    amyko-braccialetto

    Amyko è composto da un modulo centrale, all’interno del quale viene “annegato” il tag NFC in fase di stampaggio e da una serie di ulteriori moduli componibili che consentono all’utente di costruire il proprio braccialetto adattandone la misura e customizzandolo in diversi colori, materiali e stampe. Il materiale utilizzato per il braccialetto un bicomponente, termoplastico completamente riciclabile e atossico, ma sono allo studio altri materiali per rendere Amyko indossabili anche in occasioni diverse.

    Questa è l’evoluzione wearable che ci piace.

  • Digital Think-In, il futuro dei Musei nell’era del Digitale

    Digital Think-In, il futuro dei Musei nell’era del Digitale

    Digital Think-In è la prima edizione di un evento che, unico nel suo genere nel panorama italiano, vuole mettere a confronto idee e progetti per costruire il futuro dei Musei nell’era del Digitale. L’evento è promosso dal MAXXI, il primo museo dedicato all’arte contemporanea in Italia, e vedrà la partecipazione di addetti ai lavori, professionisti per confrontarsi il prossimo 4 novembre.

    Senza sembrare esagerati, ma il Digital Think-In è proprio l’evento che manca in Italia, anzi che mancava. Il nostro paese ha un’offerta dal punto di vista culturale che non ha pari nel mondo, ma forse è il caso di provare a ragionare come questa offerta culturale possa abbracciare, e approfittare, delle grandi opportunità del Digitale. Ecco che la prima edizione di Digital Think-In, evento unico nel suo genere nel panorama digitale italiano, assume una grande importanza e rilevanza, occasione unica per discutere, promuovere e ragionare su idee e progetti che possono aiutare a costruire il futuro dei musei nell’era del digitale.

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    Un tema appassionante per chi ama la cultura, ma una sfida da non mancare per me e per i tanti professionisti che operano nel digitale in Italia.

    Digital Think-In si terrà a Roma mercoledì 4 novembre e sarà un’intera giornata dedicata all’evoluzione tecnologica in ambito museale con keynote, speech, presentazioni, tavole rotonde, un evento aperto ai geek e ai tanti appassionati e addetti ai lavori.

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    Con grande orgoglio, avrò il piacere, e l’onore, di essere tra i relatori della giornata con professioni e esperti del calibro di Alessandro Bollo, responsabile Ricerca e Consulenza Fondazione Fitzcarraldo (Torino); James Davis, Program Manager at Google Art Project (Londra); Luca De Biase, giornalista e scrittore, responsabile di Nòva24 (Milano); Antonella Di Lazzaro, Direttore Media Twitter Italia (Milano); Ezra Konvitz Co-Founder Art Stack (Londra); Conxa Rodà Head of Strategy and Communication – Museu Nacional d’Art de Catalunya (Barcellona); Lia Barcellona Tamborra Museum Hack (New York); Rebecca Taylor Executive Vice President – FITZ & CO (New York); Gruppo Mud Museo Digitale, MiBACT (Roma); Prisca Cupellini, Comunicazione Online e Progetti Digitali, Maxxi (Roma).

    E’ il caso dunque di segnarsi questa data del 4 novembre per non perdersi questo evento, quindi save-the-date! Hashtag per interagire con l’evento è #DigitalTinkIn.

    digital-think-in-maxxi-2015-#ditcall

    Ma Digital Think-In è, come abbiamo detto, occasione per parlare di progetti e infatti all’interno di questa iniziativa c’è anche il #DITcall la call for proposals rivolta a tutti i musei e istituzioni culturali italiani che ha l’obiettivo di individuare e presentare, proprio il 4 novembre,  i migliori progetti digitali dell’anno legati alle attività culturali, educative, promozionali e di ricerca. Tutti i dettagli e le informazioni per partecipare e per iscriversi per presentare il proprio progetto le trovate sul sito fondazionemaxxi.it.

    Allora, ci vediamo a Roma?

  • Il 60% degli italiani ha uno smartphone e usa molto WhatsApp

    Il 60% degli italiani ha uno smartphone e usa molto WhatsApp

    Secondo un’indagine condotta da comScore, gli italiani amano e usano gli smartphone più degli altri cittadini europei. Il 60% degli italiani possiede uno smartphone e lo usa per app di messaggistica istantanea e per social network. Infatti, WhatsApp è l’app più usata dagli italiani.

    Gli italiani amano e usano molto gli smartphone. In effetti non sarebbe neanche una notizia, essendo ormai un dato abbastanza assodato. Ma vi parliamo dei dati della nuova ricerca comScore sul mobile in Europa perchè, in relazione al nostro paese, troviamo in effetti mole conferme. Di recente vi avevamo riportato i dati di Audiweb del mese di marzo 2015 in cui si vedeva bene che gli italiani navigano su internet sempre più da Mobile e si dedicano ai social network. E poi i dati del recente Rapporto Assinform 2015 ci avevano confermato proprio questo, e cioè che gli italiani sono sempre più digital grazie al Mobile e ai Social Media.

    I dati di comScore ci offrono qualche dato in più, in un contesto dunque già conosciuto, con un piccolo raffronto con gli altri paesi europei. E’ quindi interessante notare che il 60% degli italiani possiede uno smartphone e che lo usa per più tempo e per più servizi. La ricerca è mirata ai paesi EU5, ossia Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Il sistema mobile operativo più usato in Italia è Android (67%) e cresce del 7% rispetto al 2014; Apple nel nostro paese detiene una quota di mercato stabile tra il 2014 e quest’anno (17%); Windows è ancora indietro (11%).

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    Anche comScore rileva che gli italiani amano particolarmente le app di messaggistica istantanea (52%), preferite dal 75% degli uomini (60% è il dato riferito alla media europea) e dall’83% delle donne (63% media europea). E non è un caso quindi che anche comScore (così come rilevato anche dal Rapporto Assinform 2015) rilevi WhatsApp come l’app più usata (59,6%). Interessante notare che WhatsApp risulta essere l’app più usata dagli under 35 (69,2%) ma anche dagli over 35 (52%). I possessori di smartphone più giovani poi usano Facebook (59,4%) e poi Google (56,8%). Guardano a possessori over 35 le posizioni si invertono, infatti troviamo prima Google (46,4%) e poi Facebook (40,1%).

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    Non vi sarà certo sfuggito che Twitter compare solo per quanto riguarda gli utenti smartphone più giovani con una percentuale di utilizzo del 10,2%, in ultima posizione tra le 15 app più usate dagli smartphone. Mentre non compare, ovviamente, nella media e nella classifica delle 15 app più usate dagli over 35.

    Notate che gli under 35 usano più eBay (14,2%) che Amazon (13,8%). Negli over 35 si invertono, anche se le percentuali d’uso sono molto vicine: Amazon (9,8%) e eBay (9,6%).

    Guardando alle categorie di app più consultate, notate che, da mobile, dopo il Meteo (una costante ormai, 33,2%), troviamo il social networking (31,5%). Poi troviamo la consultazione delle mappe (26,8%) e la consultazione delle email (23.8%). Da browser invece gli italiani usano molto fare attività di search (37,9%), è del 15,2% rispetto alle app), leggere notizie (35,6%), il Meteo (29,1%, percentuale più bassa rispetto all’app) e poi attività di intrattenimento (27,9%), messaggistica istantanea (27,7%) e poi social networking (27,3%, anche in questo caso dato più basso rispetto alle app).

    Infine, per quanto riguarda le abitudini di acquisto degli utenti smartphone italiani, la ricerca rileva differenti atteggiamenti per quanto riguarda la tipologia dei beni acquistati. Infatti, gli utenti che possiedono un iPhone sono più propensi all’acquisto di beni per la Persona, abbigliamento, biglietti aerei e offerte giornaliere. Gli utenti che possiedono smartphone Android invece sono più propensi ad acquistare prodotti di elettronica, o per la casa, e giochi per bambini. Mentre gli utenti che possiedono Whindows Phone sono più propensi all’acquisto di libri o prodotti per cura e igiene personale.

    Allora, cosa ne pensate di questi dati?