Autore: Franz Russo

  • Zomato, il sito dei foodie, sbarca in Italia

    Zomato, il sito dei foodie, sbarca in Italia

    Zomato, ​il più grande servizio web e mobile che fornisce informazioni su oltre 1 milione di ristoranti, sbarca in Italia da oggi. Dopo l’integrazione con Cibando la piattaforma è attiva anche sul mercato italiano con più di 18 mila locali online.

    ​Zomato​, il più grande servizio web e mobile che fornisce informazioni dettagliate su oltre 1 milione di ristoranti in 22 paesi nel mondo, è da oggi disponibile anche in Italia nelle città di Milano e Roma. All’interno del portale sono già presenti più di 18.000 locali: oltre alle coordinate geografiche, ​ ogni singola pagina permette di visualizzare il menu digitalizzato con i relativi prezzi e le immagini degli ambienti interni e delle pietanze. A disposizione dell’utente, inoltre, numerosi filtri e categorie di ricerca (come, tra gli altri, la tipologia di cucina ela fascia di prezzo) che permettono di selezionare con pochi click il ristorante desiderato,senza dimenticare le “​collezioni ​”, selezioni tematiche costantemente aggiornate per scoprire le ultime novità in campo gastronomico.

    I ​foodie ​ possono scrivere recensioni, condividere il proprio voto e interagire tra loro, creando così un network personalizzato di amici creando un vero e proprio viaggio gastronomico. Il sito e l’applicazione mobile (disponibile gratuitamente per iOS, Android e Windows Phone) sono consultabili in italiano, inglese e in altre 7 lingue. Il lancio del portale è solo il primo passo di Zomato in Italia. Nel corso dei prossimi due anni l’azienda investirà 6 milioni di dollari per far crescere il proprio business: attualmente il team è formato da 25 persone ma il numero dei dipendenti triplicherà nei prossimi mesi.

    zomato

    Fondata nel 2008, in pochi anni Zomato è diventata un fenomeno planetario. Nell’arco degli ultimi sette mesi, la web company ha rilevato ben sette aziende in tutto il mondo: nel luglio 2014 è avvenuta l’acquisizione del portale neozelandese ​ManuMania ​ a cui sono seguite, un mese dopo, le integrazioni di ​Lunchtime.cz ​ e ​ Obedovat.sk​ , i portali di ricerca ristoranti più popolari della Repubblica Ceca e della Slovacchia. Dopo pochi mesi, sempre in Europa, è stata la volta di ​Gastronauci e ​Mekanist ​ che hanno permesso all’azienda di sbarcare, rispettivamente, in Polonia e Turchia.

    Zomato, inoltre, ha recentemente annunciato l’acquisizione dell’americana ​Urbanspoon ​ in una delle più grandi operazioni mai portate a termine da parte di una startup indiana nei confronti di una ​consumer internet company ​ statunitense. L’accordo strategico segna l’ingresso di Zomato nel mercato nordamericano e australiano, rafforzando la sua posizione come strumento primario per milioni di persone in tutto il mondo alla ricerca del loro ristorante ideale.

  • I consumatori digitali italiani sono sempre più consapevoli e informati

    Il Digital Trends 2015 di Microsoft, la ricerca che il colosso di Redmond conduce ogni anno, ha visto coinvolti 13 mila utenti di 13 paesi. Per quanto riguarda l’Italia, la ricerca evidenzia che i consumatori digitali italiani sono sempre più consapevoli e informati. Il 47% sostiene di essere in grado di rimuovere informazioni diffuse in maniera errata.

    Gli italiani sono sempre più utenti digitali e anche consapevoli. E’ questa, in sintesi, la fotografia dell’Italia fatta dal Digital Trends 2015 di Microsoft, la ricerca che il colosso di Redmond conduce ogni anno con l’obiettivo di osservare l’evoluzione del rapporto tra tecnologia e consumatori, che quest’anno ha visto coinvolti più di 13 mila utenti di 13 paesi. Rispetto alla media registrata dalla ricerca, di fatto i consumatori digitali italiani risultano essere più attenti e in grado di riconoscere il valore delle informazioni veicolate via web. A livello globale, il 78% degli utenti interpellatati  è consapevole dell’importanza che le aziende attribuiscono loro in quanto come consumatori digitali e agli stessi dati che derivano dalla loro presenza digitale. Il 61% degli utenti si dice poi favorevole a condividere informazioni riservate sempre che anche le aziende facciano la stessa cosa. Il consumatore, come sappiamo, nell’era digitale con la possibilità offerte dai vari strumenti, ha il potere da un lato di far sentire e far valere la sua opinione in relazione con le aziende. Dall’altra parte, le stesse aziende hanno di fronte una grande opportunità in termini di informazioni e di comportamenti dei loro utenti, a patto che questo avvenga nell’assoluta trasparenza.

    Ma vediamo ancora qualche altro dato prima di conoscere meglio i dati che riguardano il nostro paese. La ricerca ci dice anche che il 74% degli utenti è interessato al mercato dei wearables, quindi, ad esempio, degli smart watch. Una ulteriore conferma che questo sarà nei prossimi mesi e nei prossimi anni un settore in forte crescita.

    E passiamo ora a vedere i dati che riguardano il nostro paese.

    Come dicevamo all’inizio, il 47% dei consumatori digitali italiani è in grado di rimuovere dalla rete informazioni indesiderate postate erroneamente; la media rilevata dalla ricerca è del 40%. Il 64% desidera poter scegliere per quanto tempo mantenere online le informazioni condivise, contro il 57% della media globale e il 59% della media europea.

    Per quanto riguarda l’Internet of Things (IoT), anche in questo caso i consumatori digitali italiani sono più avanti degli altri che hanno partecipato alla ricerca. Gli italiani sono quelli che usano più degli altri dispositivi e applicazioni per tracciare, scaricare e analizzare i dati: 41% dato più alto in Europa, a fronte di una media dell’area pari al 23%. Allo stesso modo gli italiani, più degli altri cittadini europei, non sanno concretamente come impiegare i dati rilevati (29,1% contro 28,3%). Il 74,8% degli italiani vorrebbe poi oggetti legati alla quotidianità, capaci di tracciare i dati (come macchine e case smart), a fronte di una media europea del 54% e globale del 60%.

    La ricerca evidenzia che c’è un interesse crescente per le app e i dispositivi di tracciamento dei dati: tre quarti dei partecipanti, il 74%, afferma di usare dispositivi di wearable technology. Nonostante lo sviluppo registrato, però, c’è una sostanziale ammissione di non sapere con certezza come utilizzare queste tecnologie per migliorare le proprie prestazioni: meno di un terzo (il 28%) le usa per definire attività e obiettivi, mentre un altro terzo (ancora il 28%) afferma di non aver mai utilizzato i dati così ottenuti.

    Di fronte a questa enorme massa di dati che i consumatori digitali dovranno gestire, ecco che cresce l’esigenza di fornirsi di tools e di informazioni su come gestire questa grande massa e questo sarà il vero terreno su cui ci si dovrà confrontare.

    Cresce quindi la consapevolezza, l’esigenza di informazioni sempre più trasparenti. E crescono anche i canali digitali con cui i consumatori digitali riescono ad assecondare le loro esigenze e ad espletare meglio le loro attività.

    Allora che ne pensate di questi dati? Come vi ponete voi consumatori digitali di fronte a questi temi?

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  • Gli utenti Twitter scaricano più app mobile della media

    Gli utenti Twitter scaricano più app mobile della media

    Una ricerca commissionata da Twitter a Research Now, “Mobile App Research”, condotta in 9 paesi ha rilevato che, sulla base di 4.500 consumatori, gli utenti Twitter sono quelli che scaricano più applicazioni mobile rispetto alla media: in Italia il 47% degli utenti scarica un’applicazione che ha visto prima su Twitter.

    Sappiamo bene ormai quanto sia importante, se non fondamentale, il Mobile per Twitter. Basti pensare, come ci ricorda Nielsen, che l’80% degli utenti Twitter accede alla piattaforma attraverso dispositivi mobile e il 90% delle visualizzazioni video su Twitter avviene via mobile. Gli utenti Twitter sono anche molto interessati all’ecosistema delle applicazioni, un interesse che si riflette nelle loro conversazioni sulla piattaforma. E Twitter, proprio su questo argomento ha commissionato una ricerca a Research Now, “Mobile App Research”, un sondaggio online che ha coinvolto 4.500 consumatori di  Italia, Gran Bretagna, Francia, USA, Spagna, Germania, Brasile, Paesi Bassi e Giappone.

    mobile app twitter

    Ebbene, la ricerca rileva che in Italia il 61% degli utenti parla delle applicazioni d’interesse con amici e familiari. In effetti, gli utenti Twitter scaricano più applicazioni: in Italia il 63% degli utenti ha installato un applicazione nel corso dell’ultimo mese (e la gamma di applicazioni scaricate è vasta). La ricerca rileva anche che esiste un evidente collegamento tra Twitter, la scoperta e il download di applicazioni mobile. E questo è bene evidente anche nel nostro paese: in Italia, il 47% degli utenti scarica un’applicazione che ha visto prima su Twitter e il 34% scopre delle applicazioni sulla piattaforma prima che lo facciano i suoi amici.

    E sempre nel nostro paese, l’utente medio di Twitter ha il 18% di applicazioni in più rispetto alla media di coloro che possiedono uno smartphone ed è più propenso a pagare per queste applicazioni. Il 47% degli utenti Twitter ha infatti nel telefono delle applicazioni che ha scaricato a pagamento.

    Oltre a scoprire e condividere applicazioni sulla piattaforma, in Italia gli utenti Twitter sono spesso i loro migliori ambasciatori. E questa potrebbe trasformarsi in un’opportunità per gli sviluppatori e i distributori delle applicazioni che possono trovare in Twitter, un’importantissima vetrina, non solo per presentare e promuovere i propri prodotti, ma anche per renderne disponibile il download, gratuito o a pagamento, direttamente dalla piattaforma.

    Allora, che ne pensate di questi dati? Siete anche voi tra quegli utenti Twitter che scaricano mobile app viste prima sulla piattaforma? Raccontateci tra i commenti la vostra esperienza.

  • Musement, 5 milioni di euro nel suo secondo round di investimento

    Musement, 5 milioni di euro nel suo secondo round di investimento

    Musement raccoglie 5 milioni di euro nel suo secondo round di investimento. Il servizio per la prenotazione di esperienze di viaggio punta ad arricchire la sua offerta ed espandere i suoi servizi a livello globale.

    Musement, l’innovativa  piattaforma  online  che  aggrega  tour,  musei,  attrazioni,  eventi  e  visite  guidate  in tutto  il  mondo, annuncia la raccolta di 5 milioni di euro nel suo secondo round di investimento (i cosiddetti “Series A round”), fondi raccolti da P101, 360 Capital Partners, Micheli Associati e Italian Angels for Growth. Lanciata nel 2013, Musement seleziona e promuove le migliori attività disponibili per ogni tipo di viaggiatore, rendendone possibile la prenotazione e l’acquisto in maniera semplice e intuitiva.

    I nuovi finanziamenti verranno utilizzati per espandere l’offerta della startup, anche in un’ottica di crescita e acquisizione di nuovi territori, consentendole così di giocare un ruolo da protagonista all’interno di un mercato che vale 100 miliardi di dollari a livello globale e 37 miliardi di dollari soltanto in Europa (PhoCusWright, dati di Febbraio 2014).

    Oggi il viaggiatore ha già a disposizione una moltitudine di opzioni per la prenotazione di hotel, di voli o di auto a noleggio, ma ancora poca scelta, soprattutto se su guarda al di fuori degli Stati Uniti, in relazione alle attività e alle esperienze di viaggio da fare una volta arrivati a destinazione.

    musement

    Musement è nata proprio per fornire un ulteriore servizio a chi ama viaggiare: dal sito o scaricando la app, infatti,  si ha la possibilità di prenotare ogni genere di attività – dalle visite guidate e dai biglietti per musei, monumenti, castelli, parchi divertimenti e attrazioni turistiche a esperienze più particolari, dai giri a piedi a quelli in elicottero o in mongolfiera, dai tour enogastronomici fino alla scoperta dei tesori nascosti di città e destinazioni meno note – risparmiando tempo una volta arrivati a destinazione e garantendosi bellissimi ricordi di viaggio.

    L’investimento permetterà inoltre l’ampliamento del team di Musement, rendendolo sempre più internazionale, e lo sviluppo e il miglioramento della piattaforma tecnologica e dell’offerta commerciale. Musement punta a offrire un’esperienza innovativa, utilizzando un approccio curato e selettivo nei confronti dell’enorme quantità di tour, attività e attrazioni presenti in tutto il mondo. Uno dei punti chiave sarà la segmentazione dell’offerta in diverse macro aree e specifici “verticali”: in questo modo chi viaggia avrà la possibilità di ricercare e trovare facilmente l’attività di suo interesse.

    Già oggi Musement offre migliaia di attività in 30 nazioni del mondo. Grazie a una strategia di marketing ed editoriale che tenga conto delle specificità di ciascun segmento di offerta (quali ad esempio, i tour panoramici, le esperienze enogastronomiche, il trekking e il diving), Musement punta a diventare in un primo momento il player di riferimento per i viaggiatori del Sud Europa, per poi rafforzarsi anche nel resto d’Europa e in America.

    Nel 2014, Musement è stata tra i vincitori della Red Herring Top 100 Europe e la sua app è stata selezionata tra le “Migliori Nuove App” e “Scelte dalla Redazione” negli Apple App Store europei. Musement è disponibile in inglese, italiano, francese, spagnolo, tedesco, portoghese e russo.

  • Facebook rimuove i like inattivi sulle pagine

    Facebook rimuove i like inattivi sulle pagine

    Dal 12 marzo Facebook comincerà a rimuovere i like inattivi sulle pagine business e su quelle dei personaggi famosi. Questo per rendere l’audience delle pagine quanto più precisa possibile. E’ possibile attendersi, da quella data in poi, un calo dei like.

    Come tanti addetti ai lavoro si saranno già accorti accedendo, come di solito fanno, nelle “Insights” delle pagine che gestiscono, Facebook annuncia che dal 12 marzo comincerà a rimuovere dalle pagine business e dalle pagine dei personaggi famosi quei like che risultano essere inattivi. L’annuncio è stato dato in via ufficiale dalla sezione “Facebook for business“.

    facebook pagine 12 marzo

    La finestra che si trova all’interno delle Insights porta il seguente annuncio:

    Di recente abbiamo aggiornato il modo in cui misuriamo a quante persone piace la tua Pagina. Le Pagine potrebbero registrare una diminuzione dei “Mi Piace” dopo il 12 marzo, una volta rimossi i “Mi Piace” degli account Facebook non attivi”

    In sostanza, questo aggiornamento ha l’obiettivo di rendere l’audience della pagina più precisa mettendo in evidenza i like più attivi, in modo tale che il brand abbia la possibilità di sapere con certezza che la sua base fan all’interno della pagina è in realtà attiva. Facebook infatti tiene a precisare che questa operazione andrà a colpire utenti, infatti, non più attivi.

    Di conseguenza, l’effetto più evidente sarà un calo dei like nelle pagine. Un calo che non farà di certo contenti i CM che ogni giorno lavorano sulle pagine, ma sarà comunque un aggiornamento utile per comprendere l’effettivo grado di attività delle pagine per impostare al meglio le azioni successive da intraprendere. Si tratta quindi una “ripulita” che dovrebbe rigenerare le pagine e farle ripartire.

    Facebook tiene a precisare anche che nel momento in cui l’utente inattivo dovesse successivamente riattivare il proprio account, il suo like verrà nuovamente conteggiato all’interno della pagina. Cosa molto probabile che possa accadere.

    Allora, e ci rivolgiamo agli addetti ai lavori, che ne pensate di questo aggiornamento? Credete che le pagine che gestite subiranno delle conseguenza da questo punto di vista?

     

  • Love has no Labels, la campagna video che celebra la Diversità

    Love has no Labels, la campagna video che celebra la Diversità

    Love has no Labels, l’Amore non ha etichette, è la campagna video che sta spopolando in questi giorni sui social media. Nata da un’idea di Ad Council, organizzazione non profit, e realizzata da R/GA, una delle più importanti agenzia di comunicazione, celebra la diversità, dimostrando di fatto che siamo in fondo tutti uguali.

    Love has no Labels, l’Amore non ha Etichette, è la campagna video che in questi giorni sta spopolando sui Social Media. La campagna nata da un’idea di Ad Council, organizzazione non profit, e realizzata da http://www.rga.com/, una delle più importanti agenzia di comunicazione mondiali, è quella che in gergo si chiama PSAs, ossia public service advertisements, un sorta di pubblicità progresso che si verifica quando il contenuto pubblicitario vuole di fatto veicolare un messaggio sociale utile per tutti. La campagna nasce in concomitanza dell’imminente 50° anniversario della “Selma March” (il film ad esso dedicato era da molti indicato come possibile vincitore ai recenti Oscar) una marcia per rivendicare il diritto di voto a Selma (Alabama, Usa). La marcia si svolse nel 1965 lungo il percorso che collega Selma a Montogmery.

    Love has no Labels è dunque una campagna digitale con l’obiettivo di favorire la comprensione e l’accettazione di tutte le comunità, senza alcuna distinzione di razza, religione, sesso, orientamento sessuale, età e capacità. La campagna è stata lanciata il 12 febbraio scorso e via via è cresciuta molto nei giorni a seguire, facendo aumentare la consapevolezza verso questi tempi prima sul Facebook che ha visto la partecipazione di partner importanti come The Coca–Cola Company, PepsiCo, P&G, Unilever, Allstate e State Farm che hanno diffuso il messaggio sulle proprie fanpage.

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    La campagna è stata poi materialmente realizzata, come dicevamo, da R/GA la quale ha svolto la sua attività pro bono senza quindi percepire alcun compenso, ed è stata filmata il giorno di San Valentino a Santa Monica durante un evento. Nei video si vedono questi grandi schermi x-ray nei quali si vedono questi scheletri che si abbracciano. Poi gli stessi scheletri si incamminano verso i bordi degli schermi rivelando la propria identità al pubblico. Le coppie che prendono parte a questa campagna dimostrano appunto che l’amore non ha etichette, che la diversità è un valore e che siamo tutti uguali senza alcuna distinzione di colore della pelle o di orientamento sessuale o di orientamento religioso.

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    Gli spot televisivi e i video online hanno come soundtrack la canzone “Same Love” di Macklemore & Ryan Lewis con Mary Lambert.

    La campagna ha previsto anche la creazione di un sito web lovehasnolabels.com in cui è presente anche un quiz con cui gli utenti possono verificare i loro pregiudizi.

    Dal 12 febbraio da oggi la campagna su Twitter ha generato una reach di 8,5 milioni e su Facebook la pagina legata alla campagna ha raggiungo 1,8 milioni di fans. I messaggi dei partner, sempre su Facebook, hanno generato più di 15 mila like e quasi 2 mila condivisioni.

    Allora, che ne pensate di questa campagna?

  • Il doodle di Google oggi è per Gerdardo Mercatore

    Il doodle di Google oggi è per Gerdardo Mercatore

    Il doodle che vediamo oggi sulla homepage di Google ci ricorda che si celebrano i 503 anni dalla nascita di Gerardo Mercatore, diventato celebre per i suoi studi sulla cartografia e il doodle lo rappresenta bene.

    Siamo sicuri che in molti vi sarete chiesti oggi chi fosse il personaggio che oggi Google ricorda sulla homepage con un doodle. E infatti lo scopo dei doodle è anche questo, celebrare momenti e personaggi che hanno fatto la storia. E non si può non dire che il personaggio di oggi non abbia segnato la storia.

    Il doodle di oggi celebra Gerardo Mercatore, noto anche con il nome latinizzato Gerardus Mercator, matematico e astronomo fiammingo (Gerhard Kremer) celebre per i suoi studi sulla cartografia e per aver inventato un sistema di proiezione cartografica che porta il suo nome, “proiezione di Mercatore”.

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    Gerardo Mercatore nacque il 5 marzo del 1512 a Rupelmonde (Belgio) da una famiglia di origini tedesche. Da subito si mostrò abile incisore tanto che fu incaricato da Gaspard van der Heyden di produrre le lastre di rame per il globo terrestre e per quello celeste del matematico Gemma Frisius. Le due opere, apparse intorno al 1537, sono considerate le opere più antiche attribuibili a Mercatore. La sua prima mappa fu quella della Palestina nel 1537, poi incise un mappamondo cordiforme (1538), una grande carta della Fiandra in 4 fogli (1540), un globo terrestre (1541) e, dieci anni dopo (1551), un gemello globo celeste.

    Mercatore fu perseguitato dall’Inquisizione, era infatti protestante, e per questo si trasferì a Duisburg. In questo periodo realizzò la grande carta d’Europa in 15 fogli (1554), la carta delle Isole Britanniche in 8 fogli (1564), poi il planisfero ad usum navigantium in 18 fogli (1569) rimasto famoso per la proiezione cilindrica isogona a latitudini crescenti (detta proiezione, appunto, “proiezione di Mercatore”) tuttora usata nella navigazione lossodromica, e ancora una carta del Nuovo Mondo (15 fogli), oggi andata perduta.

    In seguito realizzò una delle opere di maggiore successo, l’Atlas sive cosmographicae meditationes de fabrica mundi et fabricati figura, del quale uscirono prima le carte della Gallia, del Belgio inferiore e della Germania, 61 in tutto (1585), poi quelle dell’Italia, Slavonia e Grecia, in numero di 23 (1589); infine una terza parte, di 29 carte che apparve solo dopo la sua morte, nel 1595, a cura del figlio Rumoldo.

    Il doodle è visibile in gran parte dell’Europa, in Canada, in parte dell’Africa e in Corea del Sud.

  • Ecco il profilo digitale dello studente italiano [Infografica]

    Ecco il profilo digitale dello studente italiano [Infografica]

    Uno studio di Docsity, il social network con finalità didattiche, rileva quello che è il profilo digitale dello studente italiano. Il 56% degli studenti che usa la tecnologia per studiare sono donne.

    Il binomio tecnologia e studio è ormai diventato sempre più forte, al punto per gli studenti oggi le nuove tecnologie sono strumenti importanti per le loro attività. In passato ci siano occupati di verifica questo rapporto, anche se lo abbiamo visto dal punto di vista delle Università online, quindi in termini di offerta didattica via web. Ma oggi, grazie a Docsity, il social network che ha finalità didattiche, conosciamo qualcosa in più su quello che è il profilo digitale dello studente italiano con uno studio interessante accompagnato da un’infografica.

    Obiettivo era quello di indagare come gli studenti usano le nuove tecnologie, ossia Internet, siti educational e altro, per studiare e per reperire materiale utile per le attività di studio. La ricerca di Docsity è stata realizzata coinvolgendo 410 mila studenti italiani e un primo dato che si rileva è che il 56% degli studenti che usano le nuove tecnologie per studiare sono donne, il 44% sono uomini.

    La ricerca ci offre anche un interessante dato geografico, localizzando sullo stivale dove si trovano gli studenti più digitali. Le regioni del centro-sud sono molto presenti. E scopriamo che la Lombardia è la regione con il più alto numero di studenti dal profilo digitale, con 70.687 studenti; segue poi il Lazio con 60.482 studenti; in terza posizione troviamo la Campania con 55.529 studenti; più distaccata è la Sicilia con 31.198 “studenti digitali”. Le ultime posizioni sono occupate dalle regioni italiane più piccole, ossia Molise, Valle D’Aosta e Basilicata con, rispettivamente, 2.299, 1.632 e 1.000 studenti digitali.

    Ma quali sono le materie che ricercano gli studenti sul web? Ebbene, non è la Matematica come si è portati di solito a pensare, ma è il Diritto; seguono poi Storia, Economia, Psicologia, Legge e, infine, la Sociologia.

    E la ricerca ci offre anche alcune informazioni relative agli orari preferiti si studio che si concentrano a metà mattina (alle ore 11) e a metà pomeriggio (alle 17). Anche le 16 sono un orario molto apprezzato, mentre sono pochi quelli che preferiscono le ore serali. Nessuno degli studenti intervistati ha indicato orari alla mattina presto e a notte fonda.

    Insomma, il profilo tracciato da questa interessante ricerca dello studente digitale è abbastanza chiaro ed evidenzia come la tecnologia sia ormai uno strumento di studio a tutti gli effetti. Ci piacerebbe sapere, e per questo speriamo in una nuova ricerca, che ruolo giocano i Social Media e il Mobile per gli studenti digitali italiani. Vedremo.

    Intanto che ne pensate di questa ricerca? Vi riconoscete in questi dati? Raccontateci la vostra esperienza tra i commenti.

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  • Cosmobile realizza lo store di Arena e lo presenta al Meet Magento

    Cosmobile realizza lo store di Arena e lo presenta al Meet Magento

    Cosmobile, la software house di Bologna, composta da giovanissimi talenti, che sviluppano applicazioni native per dispositivi mobili per brand e aziende importanti, presenta al prossimo Meet Magento Italy 2015 “Arena Water Instict”, il portale del brand Arena.

    Cosmobile, la software house di Bologna, composta da giovanissimi talenti, che sviluppano applicazioni native per dispositivi mobili per brand e aziende importanti come, per citarne alcuni, Laura Pausini, Kontatto e Arena, parteciperà al Meet Magento 2015 il 6 marzo prossimo. Il Meet Magento Italy 2015, che si terrà il prossimo 5 e 6 marzo, è uno degli eventi più importanti legati al mondo di Magento (uno dei CMS dedicato al commercio elettronico attualmente più utilizzati al mondo) organizzato in 12 paesi, dall’anno scorso viene organizzato in Italia da Webformat e, con oltre 400 presenze tra merchant, fornitori di servizi e sviluppatori, si afferma come l’evento più importante legato nello specifico alla community italiana Magento.

    E Cosmobile parteciperà a questo grande evento con uno speech su un proprio lavoro, una case history davvero speciale: il progetto di un multistore internazionale realizzato per il marchio Arena. Nello specifico si tratta di un intervento incentrato sul lavoro svolto nell’ultimo anno e mezzo su Arena Water Instict: il portale di respiro internazionale che Cosmobile ha realizzato per il famosissimo brand di abbigliamento sportivo. Quindi venerdì 6 marzo nella sala business (l’evento è diviso in due sale, business e tech, in base alle macro aree di interesse) Alessandro Montalti, Senior Developer di Cosmobile, terrà un intervento incentrato sul lavoro fatto nell’ultimo anno e mezzo su Arena Water Instinct, con lo scopo di presentare le principali politiche di gestione ed ottimizzazione necessarie quando si lavora su uno store internazionale, con un carico di utenti distribuito e delle politiche di marketing davvero complesse.

    Titolo dello speech sarà “Gestione di un multi-store internazionale in Magento CE: il caso Arena Water Instinct”. Il caso reale portato a supporto dell’intervento riguarderà quindi la progettazione e lo sviluppo del portale Arena Water Instinct, che conta più di 28 store aperti nel mondo ed oltre 10.000 prodotti gestiti. Un’altra grande sfida che Cosmobile ha affrontato con professionalità e competenza, in un percorso di crescita sempre più aperto all’internazionale e ai grandi brand italiani nel mondo.

  • Sono più di 50 i musei italiani iscritti alla #MuseumWeek

    Sono più di 50 i musei italiani iscritti alla #MuseumWeek

    Dopo il grande successo ottenuto lo scorso anno, torna anche quest’anno la #MuseumWeek,  la settimana dei musei su Twitter che avrà luogo sulla piattaforma dal 23 al 29 marzo 2015 a livello mondiale. E sono già più di 50 i musei italiani che hanno aderito all’iniziativa.

    Prenderà il via tra poche settimana la nuova edizione di #MuseumWeek, l’evento mondiale che riunisce su Twitter musei, gallerie d’arte e tutti coloro che amano la cultura. E sono già oltre 50 i musei italiani che hanno aderito all’iniziativa. Dal 23 al 29 marzo 2015 i musei di tutto il mondo avranno l’opportunità di mettersi in luce e dialogare su Twitter nel corso di 7 giorni, attraverso 7 temi e utilizzando 7 hashtag. A oggi sono oltre 500 i musei e le gallerie d’arte registrate, in 31 Paesi e 324 città. Seguire la #MuseumWeek su Twitter è facile attraverso l’account Twitter @MuseumWeek e il sito: www.museumweek2015.org

    Musei, fondazioni gallerie d’arte e istituzioni culturali italiane che non si fossero ancora registrate e che desiderassero partecipare possono ancora farlo sul sito ufficiale dell’evento . La 7 giorni sarà ricca di iniziative e ciascun giorno sarà contrassegnato da un hashtag che corrisponderà a uno specifico tema.

    Nata nel 2014, in occasione della prima edizione la #MuseumWeek ha riunito 630 fra musei e istituzioni europee, registrando oltre 260.000 Tweet. I musei italiani che avevano aderito all’iniziativa erano stati 74. Quindi a distanza di qualche settimana è possibile che questo numero venga superato.

    Ecco una selezione di tweet dei musei che hanno già aderito all’iniziativa:

    Di seguito il programma della settimana:

    Lunedì 23 marzo #secretsMW

    Lunedì i musi faranno scoprire al pubblico la vita quotidiana delle istituzioni, il “dietro le quinte” e anche qualche segreto ben custodito.

    Martedì 24 marzo #souvenirsMW

    Martedì i musi inviteranno il pubblico a condividere i ricordi che hanno di una loro visita al museo, ad esempio attraverso un oggetto (foto, magnete, mug, libro, cartolina) o un incontro o un momento che ha lasciato il segno. Per i bookshop interni sarà l’occasione ideale per presentare i propri prodotti di punta.

    Mercoledì 25 marzo #architectureMW

    Mercoledì i musei racconteranno la storia dei loro edifici, dei loro giardini, del loro quartiere e dei loro luoghi emblematici. Un modo per presentare il museo da un’altra prospettiva.

    Giovedì 26 marzo #inspirationMW

    Giovedì il pubblico sarà invitato a catturare, intorno a sé, dei contenuti correlati alle specializzazioni dei musi. L’arte, la scienza, la storia, l’etnografia… sono dappertutto davvero dappertutto. E con gli smartphone tutti possono inventare e creare.

    Venerdì 27 marzo #familyMW

    Venerdì i musei presenteranno al pubblico tutto ciò che offre l’istituzione per rendere una visita in famiglia o con la scuola un’esperienza indimenticabile: in loco (contenuti online, aree dedicate, audioguide, laboratori, visite guidate…) oppure online (materiale didattico, opuscoli, giochi). E ovviamente il pubblico sarà incoraggiato a condividere la sua esperienza.

    Sabato 28 marzo #favMW

    Sabato sarà il giorno dei colpi di fulmine! I visitatori saranno invitati a condividere – con una foto, un video o un Vine – ciò che hanno amato di più del museo. E’ un modo per mettere in evidenza i fiori all’occhiello deli musi stessi (opere, dispositivi, spazi…) e utilizzate Twitter come strumento per orientare la visita.

    Domenica 29 marzo #poseMW

    Domenica i visitatori saranno invitati a considerare il museo come un set e a mettersi al centro della scena. Pose, memi, selfie, … il pubblico potrà occupare lo spazio a modo suo.

    Insomma, anche quest’anno la #MuseumWeek si presenta come un evento tutto da seguire.