Autore: Franz Russo

  • Google dedica il doodle alla Festa del Papà

    Google dedica il doodle alla Festa del Papà

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    Oggi, 19 marzo, in Italia, come in altri paesi, si celebra la Festa del Papà. Festa molto sentita nel nostro paese e anche Google non ha voluto far mancare il suo contributo con un doodle animato.

    Quello che troviamo oggi sulla homepage di Google è il doodle animato per celebrare la Festa del Papà, una ricorrenza civile che si celebra in Italia,  e in altri paesi, il 19 marzo, mentre in altri si festeggia la terza domenica di Giugno. Il doodle che vediamo oggi è un’animazione che celebra il significato di questa giornata. Il doodle è visibie in Italia, in Messico, in Bolivia, in Spagna, in Portogallo, in Croazia e in Mozambico.

    Nel nostro paese la festa si rifà molto alla tradizione cattolica, infatti oggi è il giorno di San Giuseppe, padre putativo di Gesù, archetipo del padre e del marito devoto che nella tradizione popolare protegge anche gli orfani, le giovani nubili e i più sfortunati. In alcune zone della Sicilia, il 19 marzo è tradizione invitare i poveri a pranzo. Pensate che fino al 1977 era considerato come giorno festivo.

    E, nel rispetto delle migliori tradizioni, anche per celebrare questa giornata non mancano dolci e piatti tipici. E non si possono non citare le ormai celebri “zeppole di San Giuseppe“. Secondo la tradizione, infatti, dopo la fuga in Egitto, con Maria e Gesù, San Giuseppe dovette vendere frittelle per poter mantenere la famiglia in terra straniera. Sono realizzate con pasta simile ai bignè, di forma schiacciata, e possono essere fritte o al forno; al di sopra viene posta di norma crema pasticcera e marmellata di amarene.

    A questo punto non ci resta che fare gli auguri a tutti i Papà!

  • Facebook: ecco i pagamenti via Messenger, solo negli Usa per ora

    Facebook: ecco i pagamenti via Messenger, solo negli Usa per ora

    Facebook ha annunciato ufficialmente che nei prossimi mesi, e solo per gli Usa (per ora), sarà possibile inviare e ricevere denaro attraverso Messenger. Una funzionalità che mette in condizione il più grande social network di competere con realtà come WeChat, piuttosto che PayPal.

    Quello che TechCrunch nel mese di ottobre aveva rivelato come un progetto su cui Facebook stava lavorando, ecco che a distanza di poco tempo quel progetto diventa realtà. Infatti Facebook ha annunciato ufficialmente che nei prossimi mesi, e solo negli Usa (per ora), sarà possibile ricevere e inviare denaro su Messenger. Una funzionalità che farà felici gli utenti, ma sopratutto gli investitori che avranno modo di vedere il social network più grande del web competere con realtà forti come WeChat. Quindi Facebook, anche in virtù del fatto di essere proprietaria del più usato servizio di instant messaging, quale è WhatsApp, si introduce in un settore non del tutto sconosciuto, per l’appunto, ma prova a far valere il suo grande potenziale.

    L’operazione per l’invio di denaro, come spiegato nel comunicato ufficiale, è molto semplice. Basta scrivere un messaggio, toccare l’icona “$”, inserire l’importo che si desidera inviare, toccare la voce “Pay” in alto a destra per inserire o modificare la carta di credito Visa o Mastercard. E il gioco è fatto.

    Oggi stiamo aggiungendo una nuova funzionalità su Messenger che offre agli utenti un modo più conveniente e sicuro per inviare o ricevere denaro tra amici. Questa funzione verrà lanciata nei prossimi mesi negli Stati Uniti”

    Quindi Facebook, grazie al suo enorme potenziale, invece di appoggiarsi ad un partner forte, come poteva essere proprio PayPal, ha pensato di costruirsi una propria piattaforma per consentire i pagamenti su Messenger. Del resto, era la cosa più naturale da fare.

    E quindi in questo modo Facebook si va ad inserire in un settore dove WeChat (sviluppata da Tencent, conosciuta in Cina come Weixin), dal punto di vista di applicazione standalone, con più di 450 milioni di utenti attivi (dati a fine 2014), di cui 70 milioni al di fuori della Cina, è arrivato prima.

    facebook-pagamenti messenger

    facebook pagamenti messenger

    Ora, in attesa di sapere cosa succederà e quali altre novità verranno annunciate al prossimo f8 il prossimo 25 e 26 marzo al Fort Mason Center di San Francisco, è lecito pensare che Facebook stia pensando di sviluppare Messenger come applicazione a sè stante, e questa ultima mossa ne è la dimostrazione. Anche se poi esiste WhatsApp con i suoi 700 milioni di utenti. Staremo a vedere.

    Facebook sostiene che verranno prese tutte le misure per rendere il più sicuro possibile il passaggio di denaro e che per i dispositivi iOS sarà possibile abilitare Touch ID.

    La nuova funzionalità per ora sarà rilasciata solo negli Usa e sarà utilizzabile da Android, iOS e da desktop.

  • 99designs e Jimdo, in partnership per offrire ancora più servizi

    99designs e Jimdo, in partnership per offrire ancora più servizi

    99designs e Jimdo annunciano oggi la nascita di una nuova partnership pensata per offrire ancora più servizi ai professionisti e alle PMI, grazie anche al pacchetto “Logo e Sito web”. La partnership fra le due realtà consente alle PMI di ricevere, in meno di due settimane e a costi accessibili, logo, web design e hosting del sito.

    99designs e Jimdo sono due realtà che in questi ultimi anni abbiamo seguito in modo particolare. E oggi 99designs, il più grande marketplace per il design creativo in crowdsourcing del mondo, sbarcato in Italia nel 2013, e Jimdo, website builder leader nel settore mobile, annunciano la nascita della loro nuova partnership che si pone l’obiettivo di offrire ancora più servizi ai professionisti e alle PMI: logo personalizzato e website hosted con design coordinato. Il pacchetto “Logo e Sito web”, disponibile sulla piattaforma di 99designs, rende più semplice, veloce e accessibile il lancio di qualsiasi nuovo progetto di business.

    La collaborazione mette a punto una soluzione integrata che permette alle aziende di risparmiare tempo e risorse e di ottenere su una sola piattaforma la progettazione di un logo su misura, design coordinato del sito e web hosting.

    Siamo convinti che il successo di un brand sia strettamente legato all’immagine dell’azienda e inizi da un logo efficace. 99designs ha creato centinaia di migliaia di loghi per imprese e professionisti in tutto il mondo,”commenta Patrick Llewellyn, Presidente e CEO di 99designs. “Il nostro sviluppo è proporzionale alla domanda, sempre più forte ed esigente. La partnership con Jimdo ci permette di ampliare la nostra offerta: le imprese possono adesso usufruire di un servizio che estende l’essenza del brand, espressa nel logo, al sito web”.

    Con il nuovo pacchetto “Logo e sito web”, il cliente lancia il contest su 99designs, riceve numerose proposte creative da designer professionisti, sceglie il logo design che preferisce e, in meno di due settimane, al costo di 419 euro, riceve il logo e il design coordinato di un sito web professionale. Il cliente potrà poi apportare qualsiasi aggiornamento ai contenuti del sito in autonomia, in modo intuitivo e da qualsiasi dispositivo, grazie alla semplicità del sistema Jimdo.

    Noi di Jimdo e 99designs crediamo che un sito di successo e un fantastico design non debbano essere esclusiva di chi dispone di grandi budget”, dichiara Christian Springub, co-fondatore di Jimdo. “Con la nostra partnership offriamo alle imprese la possibilità di avere, a prezzi accessibili, un marchio unico e una forte presenza online, presupposti essenziali non solo per un ottimo inizio ma anche per lo sviluppo del business.”

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    La soluzione “Logo e sito web” in 4 semplici passi:

    1. il cliente va sulla piattaforma di 99designs e lancia un contest per il pacchetto “Logo + sito web”;
    2. il cliente completa il brief creativo rispondendo a domande dettagliate sul proprio business e sullo stile di design desiderato;
    3. il cliente riceve proposte di loghi creati su misura da designer qualificati e può interagire con loro per perfezionare la richiesta;
    4. infine, il cliente sceglie il logo definitivo e il designer vincitore crea il design per il sito web, abbinandolo al logo. Tutto in meno di due settimane. Il cliente riceve quindi l’accesso al sito e da quel momento può modificarlo e aggiornarlo in autonomia, senza alcuna conoscenza informatica, utilizzando il sistema Jimdo.

    Il pacchetto “Logo e sito web” da 419 euro include: logo realizzato da un graphic designer professionista; design coordinato del sito web; dominio per il sito; un anno di hosting per sito e dominio su Jimdo.

    Ad oggi 99desings conta 950.000 designer in 192 paesi del mondo e ha fornito, dal lancio della piattaforma nel 2008, design di qualità a un prezzo accessibile ad oltre 350.000 clienti. 99designs è sostenuta da Accel Partners.

    Jimdo, disponibile in 9 lingue, ha permesso la creazione di oltre 12 milioni di siti e oltre 200.000 negozi online in tutto il mondo. La startup, fondata nel 2007 da Fridtjof Detzner, Matthias Henze e Christian Springub, è oggi un’impresa internazionale con un team di 200 persone nelle sedi di Amburgo, San Francisco e Tokyo.

  • BuzzMyVideos a Cosmoprof 2015, anche la bellezza è digital

    BuzzMyVideos a Cosmoprof 2015, anche la bellezza è digital

    Anche BuzzMyVideos sarà a Cosmoprof 2015, che si terrà a Bologna dal 20 al 23 marzo 2015, con  un workshop su trend, best practice e opportunità per le aziende del beauty. Saranno coinvolte anche YouTuber, che racconteranno sul canale YT ufficiale della fiera la quattro giorni con videocamera alla mano.

    BuzzMyVideos, network internazionale di video maker di talento su YouTube, parteciperà a Cosmoprof, l’evento internazionale più importante nel settore della bellezza professionale previsto dal 20 al 23 marzo nel quartiere fieristico di Bologna. Come evidenziato da uno studio Pixability sul settore del Beauty, YouTube conta oggi quasi 15 miliardi di visualizzazioni di video a tema beauty, 700 milioni al mese, con un incremento del 133% rispetto al 2010. Questo conferma un trend in significativa crescita per gli argomenti beauty discussi in ambito social, dove il pubblico, soprattutto quello delle giovanissime, dimostra di preferire il canale online per informarsi su nuovi prodotti e nuovi trend, chiedere consigli o raccogliere idee e spunti.

    Come sostiene Paola Marinone, founder e CEO di BuzzMyVideos, i brand del settore beauty controllano solo il 3% di questi 15 miliardi di visualizzazioni e appaiono solo il 2,5% delle volte nelle ricerche su YouTube. Uno spazio enorme tutto da riempire ed è quindi necessario saperlo fare in modo corretto.

    Anche la “bellezza”, dunque, può essere declinata in chiave digital, un canale ormai parte integrante delle strategie di comunicazione aziendali. Sarà questo uno dei temi di cui si parlerà durante il workshop “Marketing con le YouTube Creator: trend internazionali e opportunità innovative”, organizzato a Cosmoprof da BuzzMyVideos e in programma domenica 22 marzo alle 14.30. Durante il workshop, saranno illustrati i trend internazionali, le best practice e le opportunità per le aziende di settore nella creazione di campagne di content marketing innovative, pianificazione pubblicitaria e distribuzione di contenuti su YouTube. E’ inoltre prevista una tavola rotonda per approfondire e discutere le tecniche per il coinvolgimento delle consumatrici di prodotti Beauty, con la partecipazione di:

    Brunella Barbone, beauty & fashion creator su YouTube, 28 anni ed è originaria di Napoli. Si trasferisce a Londra nel 2011 per inseguire il suo sogno. Nel 2011, dopo essersi diplomata come truccatrice ai Londra, torna in Italia e decide di iniziare a truccare se stessa, filmandosi, e di caricare poi queste sue “prove” su YouTube. Ad oggi, Brunella, attraverso tutti i suoi canali attivati sui social media, raggiunge migliaia di fan;

    Elisabetta Vedovato, giovanissima YouTuber di 16 anni di Santa Maria di Sala, in provincia di Venezia. Nonostante la sua giovanissima età, ha già un formidabile seguito di appassionati che la seguono sui diversi canali social.

    Cosmoprof non è solo una vetrina per novità e tendenze di settore, ma rappresenta il più importante punto di incontro per decision maker e professionisti. Ecco dunque che, oltre al workshop, BuzzMyVideos, in collaborazione con Cosmoprof, ha deciso di coinvolgere direttamente le youtuber, con attività “sul campo”.

    Ecco cosa succederà:

    Beauty reporter per un giorno: videocamera alla mano, le YouTuber diventano reporter ufficiali del Cosmoprof e gireranno per la fiera riprendendo e parlando delle novità presentate dalle diverse aziende espositrici, condividendo i video sui loro canali YouTube e social network. Insieme, le beauty report, comunicheranno con una platea di oltre 300mila fan!  I video verranno poi caricati sul canale ufficiale di Cosmoprof, al link www.youtube.com/Cosmoprofworldwide.

    L’incontro con i fan: non esiste video blogger senza un seguito di appassionati ascoltatori. Ecco così che Cosmoprof diventa un’occasione d’incontro tra appassionate di make-up. Nei prossimi giorni, le YouTuber annunceranno la propria presenza, invitando i fan a incontrarle a Cosmoprof ed essere così protagonisti dell’evento più trendy del settore. I video creati, verranno poi caricati sui canali delle YouTuber, per condividere esperienze e opinioni con tutta la community.

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    Paola Marinone, CEO BuzzMyVideos

    “I nuovi strumenti di comunicazione sul web hanno cambiato il tradizionale paradigma della promozione dei brand”, commenta Paola Marinone. “Social network e strumenti quali ad esempio il video online, hanno reso possibile per i brand instaurare un dialogo con il proprio pubblico di riferimento e creare una vera e propria community, anche grazie a nuovi opinion leader che online hanno già un proprio posizionamento e un proprio seguito”.

    BuzzMyVideos è un network internazionale che riunisce i più promettenti video maker su YouTube. Con sede principale a Londra, è stato fondato nel 2012 da Paola Marinone e Bengu Atamer, ex manager di YouTube. Forte dell’esperienza del suo team e grazie a un programma di partnership e all’offerta dei migliori strumenti tecnologici, BuzzMyVideos supporta i nuovi talenti del video online nella crescita dell’audience e nella monetizzazione dei contenuti. A oggi, BuzzMyVideos riunisce più di 5000 partner da 100 Paesi, oltre 1000 italiani, per un totale di circa 200 milioni di visualizzazioni video al mese. BuzzMyVideos offre anche servizi alle aziende, supportandole nella pianificazione pubblicitaria e nella creazione di campagne innovative di content marketing su YouTube.  A novembre 2014 ha ricevuto 2,5 milioni di dollari da United Ventures.

  • E-commerce, sono 11 milioni gli italiani che fanno acquisti online

    E-commerce, sono 11 milioni gli italiani che fanno acquisti online

    La rilevazione trimestrale di “Net Retail, Il ruolo del digitale negli acquisti degli italiani”, realizzata da Netcomm con il supporto di Human Highway, ci dice che nel nostro paese sono 11 milioni che acquistano abitualmente online. E che ben 22 milioni hanno fatto almeno un acquisto nella loro vita.

    Il rapporto tra e-commerce e utenti italiani è in continua crescita e i dati trimestrali di “Net Retail, Il ruolo del digitale negli acquisti degli italiani”, realizzata da Netcomm con il supporto di Human Highway, e in partnership con Banzai, Postecom e QVC, ce ne danno una ulteriore conferma. I dati ci dicono che sono ormai 11 milioni che abitualmente, almeno una volta al mese, fanno acquisti online, e che sono 16,4 milioni che hanno fatto acquisti negli ultimi tre mesi. Sono poi 22 milioni gli utenti che hanno effettuato almeno un acquisto online nella loro vita.

    Cresce dunque la frequenza con cui si fanno gli acquisti online che ha portato ad oltre 200 milioni di transazioni nel 2014, pari a 3,4 transazioni per acquirente nei tre mesi (un acquisto in media la mese). Una crescita che era stata già rilevata negli ultimi due anni e che nel 2014 è stata del 22,1%. E negli ultimi sei mesi il 75% degli acquirenti online hanno effettuato acquisti utilizzando in modo esclusivo il sito web.

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    Anche se la ricerca evidenzia una nuova modalità di acquisto attraverso le applicazioni mobili. Tra i 16 milioni di acquirenti online degli ultimi sei mesi viene rilevato che il 18,3% di essi ha effettuato acquisti utilizzando un’app su smartphone e l’11,5% di essi almeno un acquisto utilizzando un’app su tablet. Sono ancora pochi casi di acquirenti online che negli ultimi mesi hanno compiuto i propri acquisti utilizzando unicamente le App dei merchant sui dispositivi mobili: l’1,0% per gli utenti di tablet e l’1,6% per gli utenti di smartphone.

    Ma chi è che compra online in Italia? La ricerca ci fornisce anche alcuni dati utili per tracciarne un profilo, allora:

    • età compresa tra i 25-44 anni (quelli che acquistano meno hanno dai 55 anni in sù); da notare però che l’11,4% degli acquirenti abituali ha in media 54 anni;
    • in prevalenza sono uomini (57%) e la concentrazione di laureati è tre volte superiore alla media della popolazione;
    • coloro che fanno acquisti online si concentrano nei grandi centri urbani: al crescere della dimensione del centro di residenza cresce la concentrazione di acquirenti online nella popolazione. Nei piccoli centri, quelli al di sotto dei 10 mila abitanti, si trova 1 acquirente online ogni 5,8 individui, mentre nei grandi centri 1 ogni 2,1.

    E cosa comprano?

    Intanto la ricerca rileva che gli utenti si rivolgono, per effettuare i loro acquisti, a quelli che vengono definiti e-retailers, ossia “operatori che sono nati con la Rete e non esistevano prima dell’avvento di Internet”, seguono poi i “Marketplace”, ossia “quelle piattaforme che abilitano lo scambio di prodotti tra consumatori o tra aziende e consumatori finali”. Tornando alla domanda che ci ponevamo, “cosa comprano gli utenti online”, la ricerca rileva che l’effetto stagionale sulla distribuzione della spesa è evidente: a dicembre tornano prevalenti i prodotti a scapito dei servizi in seguito alla riduzione dell’incidenza dei servizi turistici dopo l’estate. A dicembre il 26% degli acquisti online è rappresentato da viaggi e turismo. Abbigliamento e calzature, elettrodomestici, prodotti alimentari e servizi online a pagamento sono le categorie che sono cresciute di più negli ultimi anni.

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    Lo scontrino medio degli acquisti online è di 90 € e la ricerca rileva inoltre che lo scontrino medio della donna è leggermente inferiore a quello dell’uomo, di circa sette punti percentuali. Gli acquisti delle donne generano il 39% del valore complessivo del Net Retail perché, insieme allo scontrino medio più basso, le acquirenti di sesso femminile sono caratterizzate dalla minore frequenza di acquisto rispetto agli uomini. Da rilevare che le donne acquistano più ebook degli uomini.

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    Infine, la ricerca rileva anche che il device utilizzato per effettuare acquisti in sostanza incide sula frequenza stessa con cui si effettuano acquisti online. E quindi, gli acquirenti online da smartphone fanno acquisti più frequenti, caratterizzati da un importo medio paragonabile a quello di chi utilizza altri dispositivi: si tratta quindi di un segmento più alto spendente.

    Ecco questi i dati più rilevanti della ricerca, adesso ci piacerebbe conoscere le vostre abitudini di acquisto e se riscontrate anche voi i dati evidenziati dalla ricerca. Raccontateci le vostre esperienze.

  • BMW i3, l’utilitaria del futuro adatta alla città

    BMW i3, l’utilitaria del futuro adatta alla città

    Sono sempre di più le auto elettriche in Italia, un settore in cui BMW, storico marchio bavarese, crede in modo particolare. Abbiamo provato la BMW i3, una delle auto elettriche più vendute in Italia, che dimostra di essere briosa, perfetta per la città e per la famiglia.

    Le auto elettriche in Italia sono sempre più una realtà in crescita, lo dimostra il dato che ad oggi sono oltre 5 mila le auto elettriche in circolazione nel nostro paese e il settore è in crescita. E proprio il 2015 potrebbe essere l’anno della svolta. Siccome crediamo che queste siano le auto del futuro, abbiamo provato per una giornata intera la BMW i3, l’auto elettrica del marchio bavarese più venduta in Italia. Pensate che la stessa BMW prevede che entro il 2030, quindi entro una quindicina d’anni, oltre il 60% del parco auto sarà elettrico, segno che anche BMW ha compreso che bisogna continuare ad investire in questa direzione. E la BMW i3 ne è una dimostrazione.

    Quella che abbiamo avuto il piacere di provare era la versione completamente elettrica, l’altro modello della i3 è quello ibrido con Range Extender, cioè in aggiunta al motore elettrico vi è un piccolo serbatoio da 9 litri di benzina.

    La BMW i3 Elettrica è una piccola monovolume, lunga 4 metri, costruita con materiali leggeri, plastica per i pannelli della carrozzeria, fibra di carbonio per l’abitacolo, che risulta subito essere molto maneggevole e briosa con i suoi 170 cavalli. Gli interni sono molto essenziali con un cruscotto tutto digitalizzato su cui campeggia il grande display da 6,5 pollici dove si possono visualizzare tutte le informazioni, compreso un comodo navigatore satellitare. Si guida facilmente la BMW i3 con un cambio automatico comodo, e già dopo i primi chilometri ci si innamora subito di questa utilitaria elettrica. A proposito di chilometri, con la BMW i3 i chilometri che si possono fare con le batterie cariche sono più o meno 140 (diventano più del doppio con la versione RE), anche se dovendo circolare molto in città questo non è affatto un problema.

    I posti all’interno dell’abitacolo sono 4 e l’accesso ai posti posteriore avviene apprendo le due piccole portiere nel senso opposto a quelle anteriore, cioè in contromarcia.

    E infatti, con la nostra BMW i3 abbiamo girato in lungo e largo la città di Bologna arrivando a fine giornata con un’autonomia di 50 Km da fare ancora.

    Con la i3 si ha la possibilità di vivere la città a 360°, grazie al fatto che con quest’auto si può accedere tranquillamente a tutte le ZTL della città, potendosi addentrare in tanti punti del centro storico, un’esperienza straordinaria. Ovviamente non è mancata nel nostro tour l’attenzione dei cittadini, dei passanti e dei tanti appassionati di BMW che si sono avvicinati per ammirare e apprezzare l’auto da vicino.

    Il nostro tour aveva l’obiettivo di dimostrare che con questa auto è possibile andare ovunque in città, senza inquinare, quindi senza emettere emissioni dannose di alcun tipo, e questo è davvero il grande punto di forza di quest’auto, come del resto di tutte le auto elettriche.

    Con la BMW i3 siamo stati in tanti punti importanti della città, nonostante il grande disagio dei lavori in centro. Abbiamo quindi potuto ammirare davvero da vicino Piazza Santo Stefano, uno dei punti più belli e suggestivi della città, siamo stati in Piazza San Domenico, la grande piazza di fronte alla Basilica che è poco distante da Piazza Dei Tribunali. Siamo arrivati anche a San Giovanni in Monte, abbiamo percorso via Farini, la strada dello shopping e della moda bolognese. Tappa obbligata poi nel verde dei Giardini Margherita. Nonostante i disagi dei lavori siamo potuti arrivare sotto le Due Torri, tappa immancabile, e per mettere alla prova anche l’autonomia della BMW i3 siamo saliti fino al santuario di San Luca, uno dei luoghi più cari e amati dai bolognesi. E sulla strada tutta in salita, caratterizzata dai 666 archi del portico (il più lungo del mondo) che conduce al santuario, l’auto si è dimostrata perfettamente a suo agio.

    Alla fine della nostra prova non possiamo non apprezzare le grandi qualità di questa auto elettrica che, nonostante la ridotta autonomia, dimostra di essere davvero l’auto del futuro, che non è poi così lontano.

    Un ringraziamento speciale va a BMW Italia che ha reso possibile questa giornata.

  • Ceres e l’assoluzione di Berlusconi, esempio di instant marketing?

    Ceres e l’assoluzione di Berlusconi, esempio di instant marketing?

    Ceres è uno dei brand che usa i Social Media in modo brillante, con attenzione agli avvenimenti che coinvolgono l’opinione pubblica. Ultimo esempio è quello di poco fa, pubblicato sulla propria pagina Facebook, che dà la sua interpretazione riguardo all’assoluzione di Berlusconi con un’immagine molto pungente. Altro esempio di instant marketing?

    Brand e instant marketing, un rapporto che grazie ai social media è ormai sempre più crescente, anche se non certamente facile. L’instant marketing è una delle attività che i brand, alcuni per meglio dire, hanno preso a praticare specie su Twitter, basti pensare al Super Bowl 2013 e quindi a Oreo quando riuscì a cogliere l’attimo del blackout in campo e a twittare “Power out? No problem” con un’immagine in cui si vedeva un biscotto Oreo avvolto nell’oscurità e la scritta “You can still dunk in the dark“. Il tweet ricevette più di 20 mila interazioni.

    Ebbene, oggi vi segnaliamo un caso di instant marketing tutto italiano, apparso davvero poco fa e vede protagonista il famoso brand Ceres, non nuovo ad esempi di questo tipo.

    Cavalcando l’indignazione della rete a proposito della recente sentenza della Cassazione che ha di fatto confermato l’assoluzione per Silvio Berlusconi, ristabilendo dunque l’esito dell’Appello, coinvolto nel processo Ruby, ha pubblicato un post con un’immagine molto pungente:

    Come si può notare, il post è ironico e riesce davvero ad agganciarsi con simpatia al fatto in questione. Quasi sempre il tentare di dare un'interpretazione ironica dei fatti politici è impresa ardua e difficile, e proprio il caso di Berlusconi e del processo Ruby non è certamente cosa facile. Ma qui il brand gioca appunto con l'immagine, azzeccata dato il contesto, e con una frase davvero pungente. E' sicuramente un caso di instant marketing.

    Allora, cosa ne pensate voi? Ottimo esempio di instant marketing oppure pensate che il brand abbia rischiato un po' troppo? Raccontateci tra i commenti la vostra opinione.

  • Twitter, nuova home per gli analytics e introduce Quick Promote

    Twitter, nuova home per gli analytics e introduce Quick Promote

    Dopo diversi mesi dal rilascio dei Twitter Analytics, ecco un aggiornamento della home che introduce delle novità. La più evidente è che adesso è possibile promuovere i tweet direttamente dalla piattaforma con Quick Promote, feature che sarà disponibile per tutti nel giro di poche settimane.

    Dopo sette mesi dal rilascio definitivo per tutti delle Twitter Analytics, strumento importante per comprendere meglio la strategia di comunicazione attivata su questa piattaforma, Twitter con un post sul blog ufficiale annuncia un aggiornamento della home e delle novità. La più evidente è proprio quella che adesso è possibile promuovere i tweet che ritenete essere più interessanti per i vostri follower direttamente dalla piattaforma con Quick Promote, prima disponibile solo all’interno delle analytics. Una novità importante per Twitter che spinge a fare advertising sulla piattaforma a 140 caratteri nella maniera più semplice e rapida possibile.

    https://twitter.com/TwitterSmallBiz/status/574009662737022976

    Da oggi, una volta che accedete a analytics.twitter.com noterete che la “Home Account”, come si chiama adesso, è decisamente diversa da come era all’inizio (il colpo d’occhio iniziale non è il massimo però). Quello che vi trovate di fronte è dunque una istantanea della vostra attività sulla piattaforma. nella parte più in alto della home trovate i dati relativi alle ultime 4 settimane, in ordine:

    • quante volte avete twittato;
    • quante persone hanno visto i vostri tweet, quante hanno visto il vostro profilo, quante vi hanno menzionato e seguito;
    • quanti sono stati i followers che hanno condiviso i link del vostro sito.

    Nella parte bassa, quindi quella centrale, si nota subito l’altra novità e cioè la catalogazione, ordinata per mese, del Tweet più popolare, della Menzione più popolare, del Top follower, del Tweet con Card più popolare e Tweet con contenuti multimediali più popolare. Quindi un cruscotto con tutte le informazioni che servono subito a portata di mano.

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    L’introduzione di Quick Promote, quindi della possibilità di promuovere i propri tweet direttamente dal proprio profilo, sarà disponibile per tutti nel giro di poche settimane.

    Allora che ne pensate?

  • #HomelessHome, l’iniziativa per i senzatetto di MIA su Airbnb

    #HomelessHome, l’iniziativa per i senzatetto di MIA su Airbnb

    Da stamattina nella sezione milanese di Airbnb, il marketplace leader mondiale per condividere e affittare alloggi unici in tutto il mondo, sono apparsi annunci di senzatetto che affittano i loro spazi. Si tratta di #HomelessHome, l’iniziativa di MIA che dà sostegno e conforto a chi è costretto a vivere per strada.

    Spesso siamo soliti segnalare iniziative digitali brillanti che ci hanno colpito particolarmente e quasi ogni giorno se ne scoprono di interessanti e sensazionali. E oggi vogliamo segnalarvene una che di particolare ha tanto, e di brillante pure. E’ uno di quegli esempi mirabili di come il digitale può essere utile per veicolare messaggi sociali e di grande utilità, per sensibilizzare gli utenti verso problemi che quasi mai vengono trattati sul Web.

    #homelesshome-airbnb

    L’iniziativa di cui vogliamo parlarvi è #HomelessHome, a cura dell’associazione MIA (Milano In Azione Onlus). Da stamattina su Airbnb, il grande marketplace per condividere e affittare alloggi, che molti di voi già conoscono e usano, sono apparsi nella sezione milanese degli annunci molto particolari. Gli annunci riguardano posti letto presso portici, stazioni e panchine, ossia proprio quei luoghi in cui gli homeless trascorrono le loro notti e in cui Mia opera per dare loro sostegno e conforto.

    #homelesshome-annuncio

    In sostanza, affittando un posto letto su Airbnb, gli utenti faranno una donazione a MIA. In questo modo, l’associazione potrà continuare a offrire ai senzatetto tanti strumenti concreti per togliersi definitivamente dalla strada. Perché la strada non deve più essere la casa di nessuno.

    Sul sito homelesshome.org si possono visualizzare gli annunci, ognuno di essi è collegato a una storia “reale” e si ha la possibilità di conoscere la realtà degli homeless di Milano da vicino e condividere la loro storia.

    MIA è un’associazione fondata nel 2012 per aiutare i senza tetto a riconquistare una vita normale e togliersi così dalla strada. L’associazione si sostiene unicamente grazie all’azione dei volontari e alle donazioni. E in soli tre anni è riuscita a organizzare diverse iniziative per i senzatetto, come questa che abbiamo conosciuto oggi.

  • E Twitter sbarca ad Hong Kong per fare affari in Cina

    E Twitter sbarca ad Hong Kong per fare affari in Cina

    Twitter sbarca in Cina, nonostante il servizio sia vietato, per lanciare il suo business nel grande paese asiatico. Da ieri è attivo un ufficio ad Hong Kong, la grande metropoli cinese, uno dei poli finanziari più importanti del mondo. Obiettivo è quello di portare le aziende locali ad investire in adv sulla piattaforma.

    Sarà pure vietato, ma Twitter (così come Facebook) non vuole lasciarsi scappare l’occasione di provare a fare business nel più grande paese asiatico che è la Cina. E quindi, quale migliore città si poteva scegliere se non Hong Kong. Secondo quanto riporta TechCrunch, ma anche il South China Morning Post, da ieri la società guidata da Dick Costolo ha aperto un ufficio nella metropoli cinese, uno dei poli finanziari più importanti al mondo. Obiettivo è quello di portare le aziende ad investire in ads sulla piattaforma per agganciare i mercati internazionali. Una bella sfida che significa anche provare a contrastare la forte concorrenza di piattaforme popolari in Cina come WeChat e Sina Weibo, quest’ultimo considerato poìroprio il “Twitters asiatico”.

    La strategia adottata è quindi molto simile a quella messa in atto da Facebook, anch’esso vietato in Cina, che in buona sostanza la si può sintetizzare in questo modo: non importa se non ci sono utenti sulla piattaforma, l’importante è avere aziende che possono investire e aprire account aziendali.

    Al momento Twitter per la sede di Hong Kong è alla ricerca di un Account Executive e di un Media Partnership Manager, il che significa che si punterà a contattare e convincere celebrità del posto e società di intrattenimento ad aprire un account per abbracciare una audience internazionale. Una strategia già vista in altri paesi.

    Questo di Hong Kong è il secondo ufficio che Twitter apre in Asia dopo quello aperto a Giacarta in Indonesia, uno dei paesi più in crescita dal punto di vista dei social media, ma in particolare del Mobile in quanto, come abbiamo visto in altre occasioni [I dispositivi mobili connessi superano la popolazione mondiale, Mobile, l’accesso al Web è cresciuto del 67% a livello globale], è il paese in cui gli smartphone crescono vertiginosamente.

    Ricordiamo che Hong Kong è è una delle due regioni amministrative speciali della Repubblica popolare cinese insieme a Macao (Wikipedia) e la città ha una popolazione di 7 milioni di persone edè una delle aree più densamente popolate del mondo. Nei mesi scorsi la città è stata teatro di proteste, “Umbrella Revolution”, da parte dei cittadini che chiedevano una maggiore apertura alla democrazia e all’autonomia dal governo centrale cinese.