Autore: Franz Russo

  • Instagram con Reels prova a imitare Tik Tok, solo in Brasile per ora

    Instagram con Reels prova a imitare Tik Tok, solo in Brasile per ora

    Secondo quanto riportato da TechCrunch, Instagram ha avviato un test su un nuovo strumento chiamato Reels, per ora solo in Brasile. Si tratta di una funzionalità di video editing che imita TikTok.

    Che Instagram starebbe provando a imitare Tik Tok forse non sorprenderà proprio tutti. Dopo aver copiato le Stories da Snapchat, con grande successo, in molti si aspettavano che, di fronte all’esplosione del fenomeno TikTok, Facebook avrebbe prima o poi provato a imitarla. E così, secondo quanto riportato da TechCrunch, ma anche da Variety, Instagram ha lanciato un test su un nuovo strumento chiamato Reels, per ora solo in Brasile. Si tratta di una funzionalità di video editing che riprende alcune caratteristiche proprie di Tik Tok. Si tratta, appunto, di quel tentativo di imitazione che ci si aspettava.

    Come funziona Reel, il nuovo strumento di Instagram

    Instagram Reels

    In pratica, con Reel gli utenti possono registrare brevi video della durata di 15 secondi, è possibile aggiungere la musica da una sezione dedicata molto ricca, oppure prenderla in prestito da altri video, una funzionalità che ricorda molto “Duet” di TikTok. Una volta confezionato il video è possibile condividerlo nelle Stories. Instagram prevede anche una sezione chiamata Top Reels dove verranno visualizzati i video più coinvolgenti, proprio come funziona adesso la sezione “Esplora”.

    Siamo di fronte ad un nuovo tentativo di copiare, da parte di Facebook, da coloro che in questo momento dimostrano di essere più bravi, come TikTok? Sì, si può dire che è così, come nel 2016 Snapchat mostrava di avere qualcosa in più con le Stories rispetto ad Instagram.

    Ma forse tutto questo non dovrebbe neanche più meravigliarci più di tanto. E’ normale che qualcuno provi a “rubare” l’idea già usato da altri, provando, è quello che si spera sempre, a personalizzarla un po’ di più. Ed è questo che può rendere “unico” un prodotto anche molto simile ad un altro. Instagram Stories alla lunga è stato un successo, anche se questo ha certamente minato la crescita esponenziale di Snapchat che comunque oggi continua a contare su oltre 200 milioni di utenti unici al giorno.

    E’ molto probabile che questo test sarà un successo e che presto vedremo Reels disponibile per tutti, ma la mossa di Facebook era inevitabile e, se come si prevede, Reels dovesse ripetere il successo delle Stories, di certo non segnerà alcuna crisi, e tanto meno la fine, di TikTok.

    Facebook, come tutte le aziende nella sua posizione, quindi con grandi strumenti a disposizione, cerca di raggiungere quante più audience possibili. E, nello specifico, quella in cui non riesce a posizionarsi bene è quella dei più giovani. Allora, non resta che provare a imitare l’app, il fenomeno del momento come è TikTok, per provare ad intercettarla quella fascia di pubblico.

    E non è detto che poi i più giovani siano invogliati o incuriositi di usare Reels. E’ molto probabile che restino su TikTok e certamente assisteremo ad un proliferare di Reels soprattutto tra quelli che giovani non lo sono più, perché su Tik Tok non ci vogliono stare.

    Insomma, Facebook prova a creare la sua versione di TikTok, e presto la vedremo tutti, e TikTok avrà ancora vita lunga, questo è sicuro.

    E voi che ne pensate?

  • WhatsApp, gli utenti possono decidere chi può aggiungerli nei Gruppi

    WhatsApp, gli utenti possono decidere chi può aggiungerli nei Gruppi

    In molti lo stavano aspettando e da oggi su WhatsApp gli utenti hanno la possibilità di decidere chi può aggiungerli nei gruppi. La novità è attiva solo per un ristretto gruppo di persone e nei prossimi giorni sarà disponibile per tutti.

    Chiunque usi WhatsApp sa cosa significa essere aggiunto, di continuo, a gruppi indesiderati, un tema questo che, purtroppo va be oltre quello che può essere il disagio di un singolo utente. Infatti, i gruppi su WhatsApp negli ultimi anni sono diventati luoghi preferiti dove diffondere fake news e disinformazione. Di casi se ne sono registrati tanti, i più eclatanti in Brasile e in India.

    Ma oggi quella fastidiosa aggiunta a gruppi indesiderati da parte di chiunque sta per finire. WhatApp ha da poco annunciato nuove impostazioni per gli utenti in grado adesso di essere più liberi di gestire alcuni aspetti della privacy. E cioè, la possibilità di decidere quali utenti possono aggiungerli nei gruppi.

    whatsapp impostazioni gruppi

    Come attivare le nuove impostazioni per i Gruppi WhatsApp

    Per attivare questa funzionalità è sufficiente andare su Impostazioni > Account > Privacy > Gruppi. Una volta arrivati nella voce “Gruppi”, si possono selezionare queste tre opzioni:

    • Tutti
    • I miei contatti
    • I miei contatti eccetto… .

    “Se selezioni “I miei contatti”, solo i contatti presenti nella tua rubrica potranno aggiungerti ai gruppi, mentre l’opzione “I miei contatti eccetto…” offre ulteriore controllo permettendoti di stabilire chi tra i tuoi contatti può aggiungerti a un gruppo“. Questo è quello che si legge sul blog ufficiale di WhatsApp che ha dato la notizia.

    Nel caso in cui un amministratore non riesca ad aggiungere un utente, perché figura tra quelli bloccati, può comunque inviare un invito. Invito che può essere accettato solo entro tre giorni, trascorsi i quali, decade. Una bella differenza con l’essere aggiunti in maniera fastidiosa senza alcuna richiesta particolare.

    Al momento WhatsApp fa sapere che solo un ristretto gruppo di persone sta già usando le nuove impostazioni e che presto queste saranno disponibili per tutti gli utenti.

    Inutile ripetere che si tratta di una grossa novità che in tanti stavano aspettando, anche perché era annunciata da tempo.

    E voi che ne pensate? Raccontateci la vostra opinione.

     

     

  • Eni alla Maker Faire Rome 2019, tra energia dall’acqua ed economia circolare

    Eni alla Maker Faire Rome 2019, tra energia dall’acqua ed economia circolare

    Anche quest’anno Eni, per il sesto anno consecutivo, è stata Main Partner di Maker Faire Rome – The European Edition, un’occasione per presentare progetti innovativi che l’azienda sta sperimentando per produrre energia attraverso l’acqua, anche in ottica di economia circolare. Vediamo quali sono.

    Eni, per il sesto anno consecutivo, è stata Main Partner della Maker Faire Rome – The European Edition, una bella occasione per il Cane a sei zampe di presentare progetti innovativi che l’azienda sta sperimentando per produrre energia attraverso l’acqua, anche in ottica di economia circolare.

    eni maker faire 2019All’interno del Padiglione 3 della Fiera, uno spazio di oltre 600 mq progettato per il secondo anno consecutivo con lo Studio di design Carlo Ratti Associati, Eni ha raccontato l’impegno dell’azienda sui temi della Ricerca e Innovazione attraverso l’esposizione delle 4 principali tecnologie adottate per sfruttare la più grande fonte di energia rinnovabile, il mare:

    • ISWEC: la “Culla dell’Energia”, tecnologia italiana in grado di trasformare le onde in energia economicamente e ambientalmente sostenibile;
    • PowerBuoy®: tecnologia per la produzione dell’energia da onde in grado di aumentare l’eccellenza operativa delle attività offshore;
    • Place primo esempio nazionale di conversione di una piattaforma in un sistema di acquacultura integrata, in un’ottica di economia circolare a supporto di uno sviluppo sostenibile del mare;
    • Biofissazione Intensificata della CO2: riproduce il processo naturale della fotosintesi clorofilliana per la produzione di bio-olio utilizzando solamente microalghe, CO2 e luce solare.

    Eni e l’economia circolare

    Un’innovativa sezione è stata dedicata anche ai temi dell’economia circolare, tramite vasche di coltura acquaponica realizzate in collaborazione con lo Studio di design Carlo ratti Associati, come esempio di coltivazione alternativa e virtuosa, in termini di consumo di acqua e stagionalità della produzione, sensibilizzando così verso la riduzione degli sprechi a tutti i livelli.

    Inoltre, sempre in ambito di economia circolare, durante la Fiera ha fatto tappa, grazie alla presenza di ApeCar brandizzati – il “Circular Tour”: un viaggio nelle piazze italiane organizzato da Eni e Coldiretti per scoprire come cibo ed energia siano ingredienti indispensabili per il benessere dell’uomo e della terra.

    eni maker faire 2019

    L’accordo tra Eni e Coldiretti punta alla costruzione di un modello di economia circolare legato all’eccellenza della produzione agricola e alla valorizzazione degli scarti organici di produzione a fine vita. L’obiettivo è di promuovere la filiera agricola italiana, quindi contribuire a una miglior qualità di vita delle persone. Saper trasformare gli scarti organici in nuova energia vuol dire ridurre la pressione dell’uomo sul Pianeta.

    [In collaborazione con Eni]

  • Google acquista Fitbit per 7,3 miliardi di dollari ed entra nel settore wearable

    Google acquista Fitbit per 7,3 miliardi di dollari ed entra nel settore wearable

    La notizia era nell’aria da qualche giorno, ma adesso è ufficiale: Google acquista Fitbit, una delle cinque aziende leader di mercato nel settore wearables, per una cifra pari a 7,3 miliardi di dollari.

    Qualche giorno fa ha cominciato a girare in maniera insistente la notizia, data come possibile, ma oggi è ufficiale: Google acquista Fitbit, una delle 5 aziende leader di mercato nel settore wearables, per una cifra che è pari a 7,3 miliardi di dollari. Il valore dell’azienda californiana è salito a 2,1 miliardi di dollari e a Wall Street il titolo ha guadagnato oltre il 15%. Il colosso di Mountain View pagherà l’intera cifra on cash.

    Ad annunciarlo è proprio il colosso di Mountain Views con un post sul blog ufficiale a firma di Rick Osterloh, responsabile devices e servizi di Google, arrivato tre anni con l’obiettivo di sviluppare un settore che per Google è strategico.

    Osterloh poi spiega bene quale sia stata la motivazione di Google in questa acquisizione, è cioè “un’opportunità per investire ancora di più in Wear OS (il sistema operativo wearable di Google, n.d.r.) così come introdurre sul mercato dispositivi indossabili Made by Google“.

    L’annuncio viene dato anche da Fitbit che dichiara che i dati dei tanti clienti che già usano i dispositivi indossabile dell’azienda non saranno ceduti a Google a scopi pubblicitari.

    google fitbit versa 2
    Fitbit Versa 2

    L’acquisizione, come detto, è di 2,1 miliardi di dollari, una situazione molto simile a quella già vista con Nest, nel senso che l’azienda fondata a San Francisco nel 2007 entrerà a far parte della famiglia Google praticamente da subito.

    Se vi state chiedendo il perché di questa acquisizione, la risposta è molto semplice. Google da anni cerca di inserirsi in un mercato, quello dei wearables, ma non con il successo che ci si aspetterebbe. Non è riuscita ad imporre dispositivi made in Google, appunto, ma solo il sistema operativo che è in uso su buona parte de dispositivi in vendita. Incorporando un’azienda leader come Fitbit, Google ha l’opportunità, come mai prima, di entrare in un mercato in forte crescita, al punto che gli analisti prevedono un valore di 54 miliardi di dollari entro i prossimi tre anni.

    idc wearables

    A proposito di mercato dei wearables, Fitbit, come ricordato prima, all’interno di questo settore è la quinta azienda al mondo. Al primo posto di piazza la Apple con una quota di mercato, nel primo trimestre di quest’anno pari al 26%. Fitbit, che ricopre un ruolo di pioniere nel settore degli health wearables, sempre nel primo trimestre di quest’anno, detiene una quota di mercato del 6% (dati IDC), in calo del 3% rispetto all’ultimo trimestre del 2018.

    Questi dati di mercato per Google saranno un grande stimolo perché ha la possibilità di unire l’aspetto software, molto evoluto come è il Wear OS, con dispositivi di grande potenziale, come è il recente Versa 2 che ha ottenuto una buona accoglienza sul mercato.

    Il potenziale quindi c’è, bisognerà metterlo alla prova del mercato.

    [Aggiornato al 2 novembre 2019, ore 10:18]

  • Twitter vieta gli annunci politici, ecco perché è una scelta sensata

    Twitter vieta gli annunci politici, ecco perché è una scelta sensata

    Jack Dorsey, CEO di Twitter, ha annunciato che dal prossimo 22 novembre sulla piattaforma saranno vietati gli annunci pubblicitari politici. Una scelta coraggiosa e sensata che dovrebbero seguire tutte le piattaforme, Facebook in primis.

    Si sta molto discutendo, giustamente, della decisione annunciata da Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter, di voler vietare, dal prossimo 22 novembre, la pubblicazioni di annunci pubblicitari politici. Una scelta che a noi appare coraggiosa e sensata, e siamo convinti che anche altre piattaforme dovrebbero seguire questa scelta, Facebook su tutte. Ma, proprio perché il dibattito che si è giustamente generato può sembrare fuorviante, è necessario contestualizzare questa decisione che non arriva a sorpresa o in maniera spontanea.

    Come sapete, negli Usa si stanno avvicinando le elezioni presidenziali del 2020, un momento importante che, per i contenuti politici che si propagano da questo avvenimento, interessa tutto il mondo. E ricorderete, certamente, come le precedenti elezioni presidenziali, quelle del 2016, sono passate alla storia come le elezioni pilotate da fake news, specialmente su Facebook. E sappiamo bene tutti cosa ne è scaturito da quel momento come il Russiagate e, soprattutto, lo scandalo Cambridge Analytica che ha travolto Facebook. La piattaforma di Mark Zuckerberg è stata scelta da coloro che volevano pilotare l’elezione di Donald Trump, riuscendoci.

    facebook fake news trump
    Questo grafico mostra come Facebook sia stata, in occasione delle elezioni presidenziali Usa del 2016, la piattaforma attraverso la quale le fake news si sono diffuse in modo particolare

    Ebbene, sempre per contestualizzare la decisione di Jack Dorsey, qualche giorno fa, Joe Biden, già ex vice presidente degli Usa durante i due mandati di Barack Obama, e possibile sfidante di Trump da parte dei democratici, aveva rivolto un appello alle piattaforme social media di vietare la pubblicità da parte di politici. Questo perché Biden, fautore della richiesta di impeachment nei confronti di Trump a seguito delle vicende legate all’Ucraina, si è accorto, ma non solo lui, che la macchina delle fake news è già in moto, e il rischio che si possa ripetere quanto già successo nel 2016 è molto alto.

    Ecco che, a questo punto, Jack Dorsey risponde all’appello di Biden decidendo di vietare la pubblicità politica dalla piattaforma. Dal 15 novembre verrà condivisa la nuova policy e dal prossimo 22 novembre la pubblicità politica non sarà più possibile su Twitter.

    Una decisione che merita applausi per il coraggio. Certo, non è facile prendere una decisione del genere, sapendo benissimo che la piattaforma si regge sulla pubblicità, ma forse è arrivato il momento di prendere decisioni coraggiose nel rispetto degli utenti. “Il consenso va conquistato” – scrive Dorsey nei tweet che hanno annunciato la decisione – “non va comprato“. Questa frase dice molto, perché spesso la politica si è avvicinata a questo tipo di piattaforme con la logica tradizionale, nel senso che “non importa ciò che pensano gli altri l’importante è avere un luogo dove poter acquistare consensi con la pubblicità“. Pensate che due anni fa scrivevamo di questo riferito però alle aziende, quando le invitavamo a “guadagnarsi lo spazio” invece che comprarlo sulle piattaforme, nel senso di essere aperti al confronto e alla conversazione.

    jack dorsey twitter politica
    Jack Dorsey, CEO di Twitter

    Jack Dorsey vuole sottrarre la sua piattaforma da quella politica che le vede solo come strumento per “influenzare”, per “deviare” l’opinione degli utenti, e non per informare o per confrontarsi. Dorsey sottolinea il grande lavoro che Twitter sta facendo per contrastare la diffusione di fake news e disinformazione. Da ultima, la decisione di limitare le interazioni dei tweet dei politici che violano le regole di Twitter, una decisione che ha lo scopo di annullare la reach, e quindi di impedire quel contenuto che diffonde odio o disinformazione, contrassegnandolo in grigio. Per ora Twitter non ha mai attivato questa procedura, ma è sicuramente in linea con l’annuncio di vietare annunci pubblicitari da parte dei politici.

    Leggi anche: 

    Twitter limiterà le interazioni con tweet di leader politici che infrangono le regole

    Se Twitter ha deciso di rispondere in questo modo all’appello di Joe Biden, lo stesso non si può dire di Facebook che, rispondendo comunque, ha ribadito la sua idea di non vietarli, anzi. Facebook dice che impedire gli annunci sarebbe come vietare la libertà di espressione. n realtà non è così.

    Il gesto di Twitter, anche se per ora non è stato compreso nemmeno dai mercati, è da premiare, contro quella logica che per anni ha guidato le piattaforme, ossia quella dei profitti a tutti i costi, anche al costo di diffondere fake news e disinformazione. Ecco perché il gesto di Twitter è sensato e tutte le piattaforme dovrebbero seguirlo.

  • Agrifood Next, a Siena innovazione e sostenibilità nel settore agrifood

    Agrifood Next, a Siena innovazione e sostenibilità nel settore agrifood

    A Siena, 15 e 16 novembre 2019, si terrà Agrifood Next, l’evento organizzato da Segretariato Italiano di PRIMA, Fondazione Qualivita, Università di Siena, Comune di Siena dove imprenditori, innovatori, esperti, ricercatori, rappresentanti delle istituzioni, operatori e studenti discuteranno di innovazione nel settore agrifood all’insegna della sostenibilità.

    A Siena, 15 e 16 novembre 2019 al Santa Maria della Scala, Palazzo Squarcialupi, si terrà Agrifood Next, l’evento organizzato da Segretariato Italiano di PRIMA, Fondazione Qualivita, Università di Siena, Comune di Siena dove imprenditori, innovatori, esperti, ricercatori, rappresentanti delle istituzioni, operatori e studenti discuteranno di innovazione nel settore agrifood all’insegna della sostenibilità. Obiettivo delle due giornate è valorizzare i casi di innovazione tecnologica e organizzativa da parte di piccole e medie imprese del settore agroalimentare e promuovere le figure professionali del futuro.

    L’evento, presentato oggi, si aprirà venerdì 15 novembre con i saluti istituzionali di Luigi De Mossi, Sindaco di Siena, Francesco Frati, Rettore dell’Università di Siena, Fulvio Esposito, in rappresentanza del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Silvio Franceschelli, Presidente Provincia di Siena, Carlo Rossi, Presidente Fondazione MPS cui seguirà l’intervento di apertura di Paolo De Castro, Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo e quello di Raffaele Borriello Direttore generale dell’ISMEA ente di riferimento insieme a CREA del Ministero delle Politiche agricole.Le tematiche al centro di Agrifood Next verranno introdotte da Angelo Riccaboni, Presidente Fondazione PRIMA e Mauro Rosati, Direttore Fondazione Qualivita.

    conferenza stampa agrifood next

    Sarà poi la volta del mondo delle imprese con 30 imprenditori che presenteranno le migliori soluzioni e le loro esperienze di innovazione sostenibile: dalle serre idroponiche alle fattorie verticali, dai sistemi evoluti di tracciabilità e blockchain ai sistemi di supporto decisionale (DSS, Decision Support System) per la gestione sostenibile di acqua, suolo e ottimizzazione della produzione e molto altro. Nel pomeriggio i casi e le storie di innovazione saranno lo spunto per la discussione nei tavoli tematici di confronto fra esperti, ricercatori, decisori politici e imprenditori sui temi: Agricoltura di precisione, Territorio ed Indicazioni geografiche, Formazione, Filiere, Digitale, Blockchain e Big Data, Agribusiness, Benessere e Sostenibilità.

    Le raccomandazioni e i suggerimenti derivati dal dibattito e dal confronto verranno presentati nella giornata conclusiva di sabato 16 novembre e discussi da un panel di esperti e dal pubblico. Tra i relatori presenti: Daniela Rondinelli – Europarlamentare, Mario Lolini – Vicepresidente Commissione Agricoltura Camera dei deputati, Susanna Cenni – Commissione agricoltura Camera dei Deputati, Marco Remaschi – Assessore Agricoltura Regione Toscana, Paolo Glisenti – Commissario generale per l’Italia Expo 2020 Dubai, Massimo Inguscio – Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

    Interessante da seguire sarà anche AgriCircus, lo spazio per toccare l’agrifood del futuro: workshop, opportunità di lavoro, eventi.

    Accanto al dibattito specialistico e di settore, Agrifood Next propone iniziative rivolte anche al pubblico più ampio di cittadini, ragazzi e bambini con AgriCircus: uno spazio dove i ricercatori e gli imprenditori, attraverso stand e workshop interattivi, promuoveranno le soluzioni tecnologiche e organizzative utili a supportare le imprese del settore, faranno toccare e vedere le innovazioni più importanti come ad esempio le serre idroponiche usate per sperimentare le coltivazioni su Marte.

    AgriCircus sarà anche opportunità di lavoro e formazione con il Career Day e il Salone dell’Orientamento, momenti di incontro tra studenti, neolaureati, università e mondo delle imprese per dialogare sulle nuove figure professionali, le capacità e le competenze richieste per lo sviluppo del settore agrifood. Spazio quindi a Università, Master, Scuole, Aziende, Enti per promuovere le professionalità del futuro.

    conferenza stampa agrifood next siena 2019

    La due giorni sarà infine animata con appuntamenti culturali e di intrattenimento per tutte le età che, usando il linguaggio della fotografia, del cinema, del teatro, dell’arte e della letteratura, mettono al centro il ruolo dell’agricoltura, del cibo e della nutrizione per la nostra società, il nostro ambiente e la nostra salute: tre appuntamenti teatrali parleranno di cibo “Il pane. Quando farlo con amore è un’arte” di Dendi_Scalzi_Nardin, “Fame da lupo” di La Baracca – Testoni Ragazzi, “Sandokan o la fine dell’avventura” de I Sacchi di sabbia; una mostra fotografica a cura di TerraProject illustrerà il nuovo agrifood italiano; “Soyalism” il docufilm di Stefano Liberti e Enrico Parenti sulla produzione della soia sarà presentato per la prima volta a Siena; spazio anche alla letteratura per scoprire, guidati dalla voce di Luce Cardinale, come gli scrittori italiani raccontano e hanno raccontato il mondo agricolo; infine il lavoro pittorico dedicato all’agricoltura dell’artista Lucamaleonte.

    Ma Agrifood Next è anche innovazione digitale: a tutti i partecipanti che ne faranno richiesta sarà rilasciato un Open Badge. Si tratta di una nuova metodologia di certificazione delle competenze che studenti, cittadini, imprenditori possono inserire nel proprio curriculum, una fotografia digitale che valorizza le competenze trasversali e le conoscenze acquisite con la partecipazione alla due giorni.

    Insomma, Agrifood Next a Siena, 15 e 16 novembre 2019, è un appuntamento da non perdere per tutti coloro che sono interessati a conoscere i progetti di innovazione e sostenibilità nel settore agrifood.

  • Chiara Ferragni – Unposted a novembre disponibile su Amazon Prime Video

    Chiara Ferragni – Unposted a novembre disponibile su Amazon Prime Video

    Chiara Ferragni – Unposted, il documentario diretto da Elisa Amoruso approda su Amazon Prime. Il documentario sarà disponibile in più di 200 paesi nel mondo dal 29 novembre.

    Amazon Prime Video annuncia che, Chiara Ferragni – Unposted, il documentario che esplora la vita della blogger e poi imprenditrice digitale italiana, considerata la prima influencer al mondo nel campo della moda dalla rivista Forbes, sarà disponibile in esclusiva su Amazon Prime Video. Il documentario, diretto da Elisa Amoruso (Bellissime, Strane straniere), è dedicato alla vita di Chiara Ferragni, diventata un successo globale, dopo 10 anni dal lancio del suo blog “The Blonde Salad”. Dopo il successo alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e nelle sale italiane, il docufilm sarà disponibile in esclusiva per tutti i clienti dal 29 novembre su Prime Video in più di 200 paesi in tutto il mondo.

    Chiara Ferragni Unposted

    Il documentario segue il percorso professionale e personale di Chiara Ferragni, scandito dal succedersi delle stagioni della moda e dalla vita frenetica della fashion blogger più influente del pianeta. Il documentario contiene interviste dirette a Chiara e alle persone che fanno parte della sua vita quotidiana, familiari e amici, e contributi di giornalisti, scrittori, sociologi e docenti universitari sul fenomeno moderno della figura dell’influencer. Chiara Ferragni-Unposted indaga come l’avvento dei social network abbia trasformato radicalmente le vite delle persone e le modalità per fare business.

    Chiara Ferragni – Unposted andrà ad arricchire le migliaia di show e film già presenti nel catalogo di Prime Video, servizio disponibile senza costi aggiuntivi per i clienti Amazon Prime, che include le serie Amazon Original Tom Clancy’s Jack Ryan, Good Omens, The Grand Tour, Homecoming e La fantastica signora Maisel.

    Chiara Ferragni Unposted

    I clienti Amazon Prime potranno guardare il docufilm ovunque e in qualsiasi momento sull’app di Prime Video per smart TV, dispositivi mobili, Fire TV, Fire TV stick, Fire tablet, Apple TV, o in streaming online. Dall’app di Prime Video, i clienti Amazon Prime possono anche scaricare i contenuti sui dispositivi mobili per guardarli offline ovunque si trovino senza costi aggiuntivi.

    Prime Video è disponibile in Italia con l’abbonamento a Prime a soli 36 euro all’anno. I nuovi clienti possono avere ulteriori informazioni su www.primevideo.com, per poter registrarsi e usufruire del periodo gratuito di 30 giorni.

  • Tik Tok compie un anno in Italia: i numeri del fenomeno del momento in infografica

    Tik Tok compie un anno in Italia: i numeri del fenomeno del momento in infografica

    Tik Tok, nato nel 2018 dall’unione con musical.ly, compie un anno in Italia e per l’occasione ha realizzato un’infografica con un po’ di dati interessanti.

    Tik Tok ultimamente è diventato il vero fenomeno del momento, infatti se ne parla ovunque. E oggi, dopo più di un anno, ne parliamo anche noi soprattutto perché Tik Tok compie un anno nel nostro paese e, per l’occasione, è stata creata un’infografica con dati interessanti.

    Nato dalla fusione con musical.ly, Tik Tok è ormai la piattaforma del momento. Parliamo della piattaforma per la creazione e condivisione di video di breve durata direttamente da mobile che ha ormai contagiato tutti. Non solo gli utenti più giovani, ma, come si vede in questi giorni, anche quello più adulti.

    TikTok è oggi in oltre 150 Paesi e tradotta in ben 75 lingue ed è diventata, in pochissimo tempo, la piattaforma preferita per chi vuole esprimersi attraverso brevi contenuti video, della durata di 15 secondi, direttamente dal proprio smartphone. A livello globale, conta già quasi 1 miliardo di utenti (la maggior parte in Cina, poi 100 mln negli Usa e 250 mln in India) e nel mese di settembre è risultata essere l’app più scaricata in assoluto.

    Ma adesso vediamo qualche numero che ci fornisce Tik Tok.

    tiktok italia

    In un anno sono state ben 280 le challenge lanciate nel nostro paese su TikTok, mentre gli hashtag più popolari hanno fatto registrare importanti numeri di visualizzazioni come #wasabisong che ne ha raggiunte ben 62 milioni, #backtoschool con 45 milioni e infine #greenscreen con 44 milioni.

    Gli effetti più utilizzati nell’editing dei video sono stati la naturalezza di Senza Filtro, l’effetto stroboscopico di Filtri Colorati e infine la dicotomia colore/bianco e nero di Double Split Screen. Tra i contenuti più amati, al primo posto c’è sicuramente Comedy mentre Fashion&Lifestyle è quello che ha fatto registrare la crescita più rapida in termini di apprezzamento da parte degli utenti e di nascita di nuovi creator.

    Tra i topic in ascesa troviamo invece Animali supportato dal creator @jessibrugali, Arte con @marco.grassi.painter, Famiglia con @missmammasorriso, Beauty con @beatricegherardini, Food con @chefincamicia, Sport con @doda.gledi e @_sg_soccer e infine Travel con @giuligartner.

    Analizzando invece i contenuti tematici, quello che ha appassionato di più è stato Environment, grazie al video di @sespo che ha ottenuto ben 232.000 visualizzazioni, seguito da Beauty con @marta.losito (225.000 visualizzazioni) e infine da Comedy con @zelig_official (201.000 visualizzazioni).

    La vera forza di TikTok, oltre all’aver messo a disposizione uno strumento di editing semplice e immediato, è però la sua community fatta di persone che hanno trovato nell’applicazione lo strumento per far esplodere la propria creatività ed emergere il proprio talento come ad esempio i creator Gabriele Vagnato, Cecilia Cantarano, Vincenzo Tedesco e Daniele Davì che sono nati artisticamente proprio sulla piattaforma. Tra gli altri talenti popolari su TikTok ci sono anche  Jessica Brugali, Maryna, Rosalba, Edoardo Esposito, Nuela, Patrizia & Micol, Tommaso Cassissa e Francesco Vigliotti.

    Lorenzo Antonelli, Cecilia Cantarano, Ludovica Olgiati e Gianmarco Rottaro sono stati invece i creator che hanno fatto registrare la crescita più rapida, mentre Giulia Mabe, Elena Rossi e Mattia Sacchetti quelli che si sono distinti per essere i più creativi.

    Inoltre, nell’ultimo anno, Tik Tok è stata scelta da diversi talent show, come: Italia’s Got Talent con la challegne #igtchallenge, che ha avuto ben 34 milioni di visualizzazioni, Zelig con #tiktokzelig (24 milioni di visualizzazioni) e infine Xfactor con #xf12inediti (20 milioni di visualizzazioni).

    Nike è stato uno dei primi brand a lanciare una challenge su TikTok e ad oggi ne ha veicolate ben tre: #theshadowboxer, #lightingfeet e #basketbeat. Non da meno è stata Vodafone con il progetto #shakeiteasy. Tra i profili professionali che hanno fatto registrare la crescita più rapida, non possiamo non ricordare @italiateam, @inter e @xfactor_italia.

    Guardando invece al mondo della musica i più seguiti sono stati Benji e Fede con #doveequando, Emis Killa con #tijuanachallenge e Sfera Ebbasta con #pablochallenge. TikTok ha attratto anche artisti, sportivi ma anche chef italiani e, tra i più popolari, troviamo Bruno Barbieri, Christian Vieri, Fiorello, Michelle Hunziker e la figlia Aurora Ramazzotti che, sulla scia di tanti artisti internazionali come Ed Sheeran, Will Smith, Jimmy Fallon o Mr Bean hanno aperto un profilo sulla piattaforma per condividere video e restare in contatto con i propri fan.

    Ecco, questo è stato il primo anno di Tik Tok in Italia, in basso trovate l’infografica. E voi lo usate? Raccontateci la vostra esperienza, anche sui social con #TikTokinItalia.

    Tik Tok un anno in Italia

  • Twitter: il bug sugli annunci penalizza la trimestrale, ma crescono gli utenti

    Twitter: il bug sugli annunci penalizza la trimestrale, ma crescono gli utenti

    Twitter ha annunciato i dati dell’ultima trimestrale, la Q3 2019, ed è venuto fuori un quadro tutt’altro che roseo, almeno dal punto di vista finanziario. La società di Jack Dorsey annuncia numeri al di sotto delle aspettative per via di un bug sugli annunci. Anche se il numero degli utenti giornalieri è in crescita.

    Twitter ha annunciato i dati dell’ultima trimestrale, la Q3 2019, e tutti si attendevano qualcosa di più, anzi molto di più. Il risultato è stato che la società di Jack Dorsey ha mancato clamorosamente le aspettative, con risultati che poi hanno portato il titolo TWTR in perdita a Wall Street, con un tonfo, uno dei peggiori dell’anno, del 20%. Ma c’è poi un altro grande problema che riguarda la piattaforma, ossia quello dei tweet abusivi, quindi quelli che non rispettano la policy della piattaforma. Un problema che ha finito per allontanare, nel tempo, utenti di lunga data e impedito a nuovi utenti di unirsi alla piattaforma. Twitter dice che oggi il 50% di questi tweet viene individuato prima ancora che l’utente lo segnali con una capacità di segnalazione cresciuta del 43% rispetto all’ultimo trimestre.

    Ma ora guardiamo i dati finanziari.

    Fatturato e utili in calo, mancando le aspettative

    Twitter ha realizzato nel terzo trimestre, Q3 2019, conclusosi il 30 settembre di quest’anno, 824 milioni di dollari di fatturato (in crescita del 9% su base annua) con un EPS, guadagno per azione, di soli 0,5 centesimi di dollaro. Un risultato di molto al di sotto delle attese che prevedevano un fatturato di 883 milioni di dollari e 0,20 centesimi di dollari di EPS. Dati che hanno provocato un tonfo a Wall Street del 20%, uno dei peggiori da inizio anno e ancora oggi il titolo perde (-1.3% mentre scriviamo).

    twitter calo wall street 2019

    La società di Jack Dorsey fa sapere che questo dato è influenzato dal bug che ha colpito la Mobile Application Promotion che ha finito per fornire dati sbagliati. Il tutto si è quindi tradotto in un calo degli utili operativi del 52%, arrivando a 44,1 milioni di dollari (erano 92 milioni di dollari lo scorso anno). Questo dato ha finito per creare sfiducia dei mercati facendo crollare il titolo in borsa.

    Crescono gli utenti giornalieri monetizzabili

    Dal punto di vista degli utenti, come sappiamo Twitter non rilascia più il numero degli utenti mensili, ma solo di quelli “giornalieri monetizzabili“, i dati sono in senso positivo. Infatti, nell’ultimo trimestre si registra una crescita del dato del 17%, arrivando quindi ad essere 145 milioni di utenti giornalieri, rispetto ai 124 milioni dello stesso periodo del 2018, e rispetto ai 139 milioni dell’ultima trimestrale. Snapchat ne conta 210 milioni al giorno, però.

    [easy-tweet tweet=”#Twitter il bug sugli annunci penalizza la trimestrale, ma crescono gli utenti – #socialmedia #SMM” user=”franzrusso” url=”https://www.franzrusso.it/condividere-comunicare/twitter-bug-annunci-trimestrale-crescono-utenti/”]

    A differenza dei buoni risultati ottenuti negli Usa, in termini di advertising, lo stesso non può dirsi a livello internazionale. In questo caso Twitter è stata penalizzata anche dalla scarsità di eventi internazionali. E’ quindi lecito pensare che il 2020 sarà un anno potenzialmente positivo per la piattaforma, vista anche la recente partnership annunciata proprio in relazione ai prossimi Giochi Olimpici di Tokyo 2020.

    twitter calo fatturato q3 2019

    Twitter, come già detto in relazione alla scorsa trimestrale, è sulla buona strada, sta lavorando bene nel cercare di innovare la piattaforma e di rendere le conversazioni sempre più coinvolgenti. Il dato finanziario può forse dirsi come un incidente di percorso, ci riferiamo al bug che ha colpito la piattaforma di advertising, anche se sono quelle cose che per una azienda come questa non dovrebbero succedere. Basta veramente poco per minare la fiducia dei mercati.

    Ma Twitter è anche una delle poche piattaforme che sta davvero contrastando l’utilizzo abusivo della piattaforma, ammettendo i proprio errori e cercando di migliorare il modo di rendere la piattaforma sempre più un luogo vivibile. Da questo punto di vista, la funzionalità “nascondi tweet”, quella che permette di nascondere tweet molesti in risposta ad un tweet, non ancora attiva nel nostro paese, potrebbe dare una spinta positiva.

  • Enel punta alla finanza sostenibile per soddisfare i SDGs

    Enel punta alla finanza sostenibile per soddisfare i SDGs

    La Sostenibilità è un valore oggi, per fare business in maniera più attenta e consapevole. Anche la finanza sta diventando sempre più sostenibile e un esempio di cui vogliamo parlarvi oggi è quello di Enel, che nelle scorse settimane ha lanciato il suo primo “General Purpose SDG Linked Bond”.

    La Sostenibilità è un valore oggi, un punto di forza per le aziende oggi, per fare business in maniera più attenta e consapevole. Ma anche la finanza sta diventando sempre più sostenibile e un esempio di cui vogliamo parlarvi oggi è quello di Enel, una delle più grandi aziende a livello globale del settore energia, che nelle scorse settimane ha lanciato il suo primo “General Purpose SDG Linked Bond” nel mercato europeo, un’obbligazione che costituisce il primo esempio al mondo nel suo genere. Per il colosso dell’energia italiano è un modo per rafforzare l’impegno al raggiungimento degli obiettivi SDGs (Sustainable Development Goals), delle Nazioni Unite.

    Se è vero, come è vero, che la Sostenibilità è un valore che permette alle aziende di fare Innovazione, di attivare quel cambiamento necessario per affrontare l’era della trasformazione digitale, di essere sempre più competitive, è altrettanto vero che anche la finanza, in questo scenario, gioca un ruolo fondamentale, specie se legata ad una complessiva strategia sostenibile Ecco perché l’iniziativa di Enel, da sempre azienda molto attenta a valori come questi, assume un significato particolare, a testimonianza che c’è sempre più bisogno di una finanza attenta ai bisogni di oggi.

    finanza sostenibile enel franzrusso.it-2019

    L’emissione del bond sostenibile da parte di Enel è legata al raggiungimento da parte di quest’ultima di due importanti obiettivi:

    • SGD 7 (Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni), con il raggiungimento, al 31 dicembre 2021, di una percentuale di capacità installata da fonti rinnovabili (su base consolidata) pari o superiore al 55% della capacità installata totale consolidata (al 30 giugno 2019 già pari al 45,9%);
    • SGD 13 (Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico), con l’impegno a ridurre le emissioni di anidride carbonica al di sotto di 125 g/kWh entro il 2030 e la completa decarbonizzazione entro il 2050.

    L’emissione del “General Purpose SDG Linked Bond” consolida il percorso di Enel verso una finanza sempre più sostenibile e ne rafforza l’impegno al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo connessi. Enel infatti, sta introducendo nella strategia di finanziamento del Gruppo, strumenti finanziari che premiano comportamenti responsabili dal punto di vista della sostenibilità. Quali sono le principali caratteristiche di questo SDG Linked Bond?

    Le prime due tranche sono legate all’obiettivo Enel di raggiungere, al 31 dicembre 2021, una percentuale di capacità installata da fonti rinnovabili su base consolidata pari o superiore al 55% della capacità installata totale consolidata (al 30 giugno 2019 era pari al 45,9%), in linea con l’obiettivo emissioni zero entro il 2050.

    La sua terza tranche a lungo termine è invece legata all’obiettivo di riduzione del 70% delle emissioni dirette di gas effetto serra per kWh al 2030 rispetto al 2017 (125g di emissioni CO2 al 2030 per kWh rispetto ai 411g del 2017).

    Tale obiettivo è stato certificato dall’SBTi – Science Based Target Initiative. In caso di mancato raggiungimento di tale obiettivo, verrà applicato un meccanismo di step up con un incremento di del tasso di interesse a carico del Gruppo Enel.

    Science Based Target Initiative provides companies with a clearly defined pathway to future-proof growth by specifying how much and how quickly they need to reduce their greenhouse gas emissions.

    La Science Based Target Initiative è un’iniziativa congiunta del Climate Disclosure Project, il Global Compact delle Nazioni Unite (UNGC), il World Resources Institute (WRI) e il WWF.

    Gli obiettivi basati sulla scienza (“Science Based Target”) forniscono alle aziende un percorso chiaramente definito per una crescita a prova di futuro specificando quando e quanto velocemente devono ridurre le proprie emissioni di gas serra. L’Accordo di Parigi del 2015 ha visto 195 governi del mondo impegnarsi a contrastare i cambiamenti climatici. Ciò ha segnalato un’accelerazione nella transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Gli obiettivi adottati dalle aziende per ridurre le emissioni di gas a effetto serra sono considerati “basati sulla scienza” se sono in linea con ciò che l’ultima scienza del clima ritiene necessaria per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi – limitare il riscaldamento globale a valori ben al di sotto 2°C sopra i livelli preindustriali e proseguire gli sforzi per limitare il riscaldamento a 1,5°C.
    Enel lega uno strumento finanziario, e il relativo costo agli obiettivi ambientali e, in particolare, al raggiungimento di un target di riduzione delle emissioni di gas serra in linea con l’obiettivo dell’Accordo di Parigi.

    enel finanza sostenibile

    L’operazione di lancio del bond sostenibile è stata un grande successo, infatti gli ordini, per circa 10 miliardi di euro, sono stati quattro volte superiori all’emissione, confermando l’apprezzamento dei mercati per la solidità della strategia sostenibile del Gruppo Enel e dei conseguenti risultati finanziari.
    Enel è quindi focalizzata sulla creazione di valore attraverso decisioni di business che supportano il perseguimento di quattro SDGs nel piano 2019-2021, e cioè, oltre ai due già citati prima, si aggiungono:

    • SDG 9 “Industria, innovazione e infrastrutture”, con oltre 46,9 milioni di contatori intelligenti installati e 5,4 miliardi di euro di investimenti in innovazione e digitalizzazione;
    • SDG 11 “Città e comunità sostenibili”, con investimenti retail e nuovi servizi energetici orientati all’elettrificazione per raggiungere, tra gli altri, 9,9 GW di capacità di risposta alla domanda e 455.000 punti di ricarica per la mobilità elettrica.

    Questo di Enel è un bell’esempio di finanza sostenibile che ci piace raccontare e siamo sicuri, come ha sostenuto Alberto De Paoli, CFO di Enel, che “le aziende abbracceranno sempre più questo modello, orientando il loro business verso una strategia globale che pone la sostenibilità al centro delle loro decisioni di investimento e di finanziamento“.

    [In collaborazione con Enel]