Autore: Franz Russo

  • Glassdoor da oggi arriva anche in Italia

    Glassdoor da oggi arriva anche in Italia

    Glassdoor, la piattaforma che offre recensioni, valutazioni, indicazioni sugli stipendi e molte altre informazioni sui datori di lavoro fornite direttamente dai dipendenti, insieme alle offerte di impiego più aggiornate, arriva in Italia. La piattaforma oggi accoglie a livello globale circa 67 milioni di visitatori unici mensili e offre siti ad hoc in 20 mercati mondiali.

    Glassdoor arriva in Italia. La piattaforma è ormai nota in tutto il mondo e offre recensioni, valutazioni, indicazioni sugli stipendi e molte altre informazioni sui datori di lavoro fornite direttamente dai dipendenti, insieme alle offerte di impiego più aggiornate. L’obiettivo di Glassdoor è quello di offrire a chi è in cerca di impiego una maggiore conoscenza delle opportunità professionali e degli ambienti di lavoro attraverso recensioni e informazioni condivise da coloro che conoscono di più un’azienda, ovvero i suoi dipendenti. La piattaforma unisce queste informazioni con l’accesso alle offerte di lavoro più aggiornate. Glassdoor accoglie a livello globale circa 67 milioni di visitatori unici mensili e offre siti ad hoc in 20 mercati mondiali.

    Lo scopo di Glassdoor è quello di aiutare le persone a trovare il lavoro e l’azienda che amano: sia il sito che la app rappresentano una risorsa gratuita per chi è in cerca di lavoro. Da oggi, prima di candidarsi o di accettare una proposta, gli utenti potranno utilizzare Glassdoor per farsi un’idea più precisa di come sia realmente lavorare presso quel datore di lavoro. La piattaforma offre oltre 50 milioni fra recensioni, valutazioni, informazioni sugli stipendi e molti altri dettagli, il tutto condiviso dai dipendenti stessi. Nessun’altra piattaforma di lavoro unisce la disponibilità di posizioni aperte con questo livello di dettaglio e informazioni su specifiche professioni e aziende.

    glassdoor in italia

    Con Glassdoor è poi possibile personalizzare le proprie ricerche di lavoro in base a titolo, posizione, distanza, settore, dimensioni e valutazioni dell’azienda e molto altro ancora. È possibile anche impostare degli avvisi che allertano l’utente qualora nuove offerte in linea con la propria ricerca compaiono online.

    Glassdoor utilizza un modello “dare-avere”, offrendo accesso gratuito a tutti i dati di Glassdoor una volta che si contribuisce alla piattaforma con i propri contenuti, fornendo ad esempio recensioni su una società o informazioni sui salari. Questo modello aiuta a ridurre la probabilità di recensioni troppo positive o negative, incoraggiando invece valutazioni aziendali più neutre ed equilibrate. La valutazione media delle aziende su Glassdoor è di 3,4 su 5.

    La piattaforma, lanciata nel 2008, aiuta anche i datori di lavoro a selezionare e assumere candidati di qualità e ben informati. Attualmente collabora con un numero crescente e diversificato di 16.000 datori di lavoro. Inoltre, ci sono 200.000 aziende che utilizzano un account Glassdoor gratuito, che consente ai rappresentanti delle aziende di rispondere alle recensioni, pubblicare aggiornamenti aziendali e accedere agli analytics di base che possono aiutare a prendere decisioni più informate in merito alle assunzioni.

    glassdoor italia

    Ideata da Tim Besse, Robert Hohman, attuale CEO dell’azienda, e dal fondatore di Expedia Rich Barton, Glassdoor è una piattaforma sempre più importante e utile per trovare e candidarsi per posizioni aperte e ricercare datori di lavoro – quasi quattro utenti di Glassdoor su cinque (79%) sono più propensi a candidarsi per una posizione aperta se l’azienda è attiva sulla piattaforma (ad esempio, risponde alle recensioni, aggiorna il suo profilo, condivide gli aggiornamenti sulla cultura aziendale e l’ambiente di lavoro). Inoltre, assumere personale attraverso Glassdoor consente alle aziende di ottenere un retention rate più alto del 30%.

    In occasione del lancio della piattaforma in Italia, Glassdoor ha condotto una ricerca online tra oltre 750 persone occupate e in cerca di lavoro nel mercato italiano. Questi i risultati principali:

      • l’85% delle persone in cerca di lavoro e dei dipendenti afferma che la realtà lavorativa tende a differire rispetto alle aspettative generate in fase di colloquio;
      • l’84% dei dipendenti afferma di voler essere meglio informato su quale sia un salario in linea con la propria posizione e le proprie competenze, tanto all’interno dell’azienda in cui si lavora che nel proprio settore di lavoro di riferimento;
      • il 77% delle persone in cerca di lavoro e degli occupati dichiara di trovare utile leggere le recensioni dei dipendenti attuali o precedenti di un’azienda quando deve decidere dove andare a lavorare;
      • il 77% delle persone in cerca di lavoro e dei dipendenti afferma che trovare la giusta cultura aziendale è più importante che guadagnare di più;
      • il 63% delle persone in cerca di lavoro e dei dipendenti, in riferimento al lavoro attuale o al più recente, di non aver negoziato il proprio stipendio e di aver accettato il salario offerto nella proposta d’impiego;
      • il 51% delle persone in cerca di lavoro e degli occupati sta attualmente cercando o prevede di cercare un nuovo lavoro nel corso del prossimo anno.

    Da oggi è quindi disponibile la piattaforma Glassdoor anche nel nostro paese a questo link: glassdoor.it.

  • Il negozio fisico deve essere ecologico, umano e con strumenti digitali

    Il negozio fisico deve essere ecologico, umano e con strumenti digitali

    Il negozio fisico ha ancora un ruolo centrale per le persone. La ricerca di Axis Communications, realizzata da Ipsos, ci mostra che oggi le persone preferiscono un negozio che sia ecologico, umano e con strumenti digitali.

    Se qualcuno pensava che il negozio fisico, nell’era del digitale e degli acquisti online, fosse destinato al definitivo tramonto, allora deve ricredersi, perché le persone cercano ancora un luogo fisico dove fare i propri acquisti. E l’interessante ricerca di Axis Communications, realizzata da Ipsos, ce lo dimostra chiaramente. I negozi oggi devono adeguarsi ai tempi e offrire un’esperienza sempre più coinvolgente e piacevole per le persone che sono comunque alla ricerca di un contatto fisico per fare acquisti. Non devono mancare attenzione per l’ambiente e strumenti digitali.

    negozio futuro franzrusso.it 2019

    Axis Communication è leader mondiale nella produzione di videocamere di rete e con questa ricerca vuole offrire agli store manager tutta una serie di dati, che fa capo alla business intelligenze, in modo tale che da quei dati si possano ricavare indicazioni interessanti per migliorare il coinvolgimento delle persone all’interno del negozio fisico. Il negozio del domani dovrà anche offrire alcuni dei vantaggi tipici del canale online. Ad esempio, la possibilità di risparmiare tempo attraverso aree di ritiro degli ordini online (priorità per il 19% dei clienti) o la presenza di casse mobili (17%), ma sempre mantenendo la dimensione umana e un’atmosfera piacevole, in particolare grazie alla musica che migliora l’esperienza di acquisto per il 75% degli intervistati.

    Dalla ricerca emerge comunque l’elemento della multicanalità come modalità di scelta e acquisto, ma con una preferenza ancora marcata per il punto vendita fisico. Ben il 57% degli intervistati ha dichiarato che il negozio fisico e il sito internet sono complementari, quasi un italiano su tre (33%) preferisce invece il negozio fisico. Poi, un 10% che predilige fare acquisti online.

    ricerca axis ipsos

    Il negozio fisico viene apprezzato per l’immediatezza della fruizione del bene (86%), per la possibilità di vedere, toccare e provare il prodotto (85%), per la consulenza fornita dal personale di vendita (79%), con il quale si possono stabilire relazioni, e per l’assenza di costi di spedizione. Il canale online viene invece più spesso utilizzato da chi non ha necessità/voglia di stabilire contatti umani (70%). All’online viene poi attribuita una più ampia offerta (62%), la disponibilità di informazioni e la possibilità di risparmiare tempo (62%).

    Ma cosa spinge le persone a recarsi in negozio?

    Il 71% degli intervistati a questa domanda ha risposto con la motivazione più che ovvia di effettuare l’acquisto, interessante è soffermarsi sulle percentuali di altri rispondenti. Il 36% considera la visita in negozio un’occasione per raccogliere informazioni, facendo un sopralluogo, il 18% lo ritiene invece un momento di svago. Ed è proprio anche sul concetto di divertimento che si possono aprire nuovi scenari per il retail nazionale. Il cosiddetto showrooming è vissuto anche come attività di intrattenimento, soprattutto tra le generazioni più giovani.

    Prendendo in esame lo spaccato generazionale infatti, sale al 27% la percentuale degli intervistati appartenenti alla Generazione Z (18-24 anni) per i quali il tempo trascorso in negozio è soprattutto un momento di piacere e divertimento. Tale percezione rappresenta un’opportunità per i retailer di attrarre gli acquirenti e indurli all’acquisto, capitalizzando sul ruolo del personale di vendita e individuando nuove dinamiche di interazione per la prova di prodotto.

    ricerca axis ipsos

    “Il punto vendita fisico è in costante evoluzione, raccogliere informazioni per comprendere i trend e le esigenze dei consumatori in anticipo diventa vitale per essere competitivi sul mercato. Con le nostre telecamere di rete, grazie alle applicazioni retail, siamo già in grado di fornire ai retailer dati fondamentali per migliorare la propria offerta, nel rispetto della privacy dei clienti“. – ha spiegato Pietro Tonussi, Business Development Manager di Axis Communications – “La tecnologia deve però essere guidata dalle persone. Con questo nuovo studio abbiamo quindi voluto offrire al mondo retail un’analisi di scenario, con l’obiettivo di dare spunti di riflessione da cui partire per l’ottimizzazione dei risultati sul punto vendita e di porci come partner strategici di consulenza a supporto dei nostri clienti“.

    ricerca axis ipsos

    Il negozio fisico del domani

    Gli acquirenti del futuro cercheranno nello shopping il divertimento ma con un’attenzione importante per il rispetto dell’ambiente, della natura e per l’origine del prodotto. Il 78%, infatti, ha dichiarato di essere preoccupato per la questione ambientale e il 73% afferma di fare attenzione alla provenienza dei prodotti. Cresce inoltre, sempre di più, la voglia di non omologarsi grazie ad articoli personalizzati e originali. Il 74% dei clienti retail coinvolti nell’indagine ha dichiarato di voler avere uno stile del tutto personale senza assomigliare agli altri. Un desiderio molto diffuso soprattutto fra i più giovani che apprezzano la possibilità di essere coinvolti in prima persona nella creazione di un articolo, addirittura attraverso concorsi indetti da designer e stilisti o con l’ausilio di stampanti 3D.

    L’aspettativa principale del cliente è quella di vivere il momento della visita e dell’acquisto sul punto vendita in maniera più rilassata e personale: da shopping experience a human experience. L’82% degli intervistati considera l’atmosfera generale un elemento importante sentirsi in totale comfort all’interno del punto vendita. Un ambiente accogliente che vede nella musica un asset decisivo: ben 3 intervistati su 4 dichiarano che una musica adatta ai propri gusti contribuisca a rendere l’esperienza nel negozio positiva. Lo store del futuro non potrà, ovviamente, prescindere dall’innovazione tecnologica: strumenti per prove prodotto più immersive, soluzioni di gestione dei momenti di picco dell’affluenza e opzioni di check-out intelligenti rappresenteranno certamente fattori importanti su cui costruire un’accoglienza e consulenza personalizzata, in cui l’armonia degli spazi e il contatto umano rivestono un ruolo fondamentale.

  • Mark Zuckerberg: ‘No, non vendo Instagram e WhatsApp’

    Mark Zuckerberg: ‘No, non vendo Instagram e WhatsApp’

    Mark Zuckerberg, CEO e fondatore di Facebook, è stato ricevuto alla Casa Bianca dal presidente Donald Trump e ha anche incontrato alcuni deputati del Congresso. Ma, alla richiesta del  senatore repubblicano Josh Hawley di vendere Instagram e WhatsApp, Zuckerberg ha risposto fermamente di no.

    No, Mark Zuckerberg non venderà Instagram e WhatsApp e, forse, non lo farà mai. Circola con insistenza questa notizia, a ragione, per il fatto che per la prima volta al Congresso americano qualche deputato stia pensando in maniera seria di sciogliere Facebook. Fino ad ora era stato solo un pensiero in reazione a quanto successo negli ultimi mesi, soprattutto in relazione allo scandalo Cambridge Analytica, per cui Facebook è stata multata per 5 miliardi di dollari. Ma ora c’è qualcuno, qualche deputato del Congresso, che prende in considerazione questa idea, del tutto lontana dalla realtà, almeno per ora.

    Tutto ha inizio con la visita di Mark Zuckerberg alla Casa Bianca, dove ha incontrato il presidente Donald Trump, incontro definito da Trump “nice meeting“, come ha scritto su Twitter e su Facebook, senza dare ulteriori dettagli su quello che si sono detti. Molto probabilmente hanno parlato anche di Libra, la valuta digitale di Facebook. E su questo punto, incontrando diversi deputati in forma privata a Capitol Hill (il Campidoglio, sede dei due rami del Congresso americano), Zuckerberg ha voluto tranquillizzare tutti sostenendo che Libra non verrà lanciata senza il placet delle autorità. Un elemento che ha sicuramente remato a favore del fondatore di Facebook.

    Fino a quando, proseguendo i suoi incontri privati, Mark Zuckerberg non si è imbattuto con il senatore repubblicano Josh Hawley, uno dei deputati più critici verso Facebook, e nel suo incontro privato ha avuto modo di dimostrarlo. Infatti, senza tanti giri di parole, Hawley ha chiesto a Zuckerberg due cose, in particolare: “L’ho sfidato a fare due cose per dimostrare che Facebook è serio sull’imparzialità, la privacy e la concorrenza: (1) Vendere Whatsapp e Instagram; (2) Sottoporre Facebook ad un audit esterno, indipendente, per quanto riguarda il tema della censura. Ha detto di no a entrambi“.

    L’idea del senatore Hawley è quella di costringere Facebook ad evitare che i dati degli utenti passino da Instagram e WhatsApp alla piattaforma madre, per impedire una sempre più estesa concentrazione di interessi.

    Una impostazione di pensiero che trova spazio in quella parte di deputati che vogliono “costringere” Facebook a gestire meglio i dati degli utenti, per impedire un nuovo scandalo Cambridge. Oltre a questo, poi, c’è da considerare che al Congresso si sta lavorando su una legge sulla privacy che potrebbe limitare drasticamente la capacità di aziende come Facebook, Google, Amazon e Apple di raccogliere e fare business con i dati personali degli utenti. Si tratta di una legge che potrebbe consentire agli utenti di vedere o vietare l’uso dei loro dati.

    Insomma, la situazione per Facebook, e non solo, da questo punto di vista, si fa sempre più difficile.

  • B2B Day, è arrivato il momento di uscire dal Funnel

    B2B Day, è arrivato il momento di uscire dal Funnel

    Torna B2B Day, la giornata di approfondimento che Marketing Arena organizza ogni anno per approfondire i temi del Marketing Digitale. Il prossimo 25 settembre ci si interrogherà se ha senso, ancora oggi, parlare di Funnel. Tanti gli ospiti e i casi concreti, una giornata tutta da seguire.

    Il prossimo 25 settembre a Milano è di nuovo B2B Day, uno degli eventi più interessati per approfondire i temi tanto cari al B2B e per riflettere sull’evoluzione del Marketing Digital. Il tema di quest’anno, che suona anche come una provocazione, è molto interessante. Marketing Arena ha voluto organizzare questa giornata partendo da questa domanda: “ha ancora senso parlare di funnel nel marketing B2B moderno?“.

    La domanda è molto interessante, anche perché oggi il Marketing si muove su leve molto diverse da quelle del Marketing tradizionale. A spiegare bene come sta cambiando lo scenario, e che forse è arrivato il momento di superare il concetto di Funnel, per come abbiamo imparato a conoscerlo, è il libro di Eric Keiles e Mike Lieberman, “Smash The Funnel” (An Inc. Original, 2019), che ha ispirato l’evento.

    Il concetto di base è che oggi il customer journey è cambiato, il mondo che ci sta intorno è cambiato. Solo che si è andato avanti ancora a lungo procedendo sempre a ragionare nella logica del Funnel. E spesso ci si è accorti che, a fronte degli sforzi fatti nell’attivare strategie di Marketing, i risultati non erano all’altezza delle aspettative. Ecco che è necessario a questo punto procedere con un nuovo paradigma, ponendo la Persona al centro del processo di Marketing, delle Vendite, dell’assistenza clienti.

    b2b day 2019

    E’ necessario quindi rimodulare il tutto e procedere su un nuovo percorso, sapendo bene che nell’era dei social media le Persone oggi sono sempre più informate e in grado di distinguere un prodotto buono da uno meno buono. Manca, a questo punto, riuscire a trovare nuovi strumenti per riuscire a soddisfare meglio le esigenze dei propri clienti e, quindi, di crescere ancora di più.

    L’evento sarà diviso in tre parti: un primo momento sarà dedicato all’approccio di agenzia nei contesti B2B; successivamente ci si focalizzerà sull’analisi di alcuni casi studio ad opera di manager di grandi brand e di PMI; infine verranno esplorati concetti e pratiche di marketing, come la gestione di community e filiere digitali, l’automazione del sistema di CRM, e dimostrazioni pratiche di cosa il B2B può imparare dal B2C.

    L’apertura dei lavori, prevista alle 9:30, è affidata a Alberto Casna, Client Director di Marketing Arena, che modererà il B2B Day e introdurrà la prima tranche di speech.

    Seguiranno gli interventi di:

    • Giorgio Soffiato, Ceo e Fondatore di Marketing Arena
    • Luca Lazzarini, Responsabile Comunicaciòn Comercial di Banco Mediolanum
    • Alessandro Facco, Head of Performance di Marketing Arena
    • Simone Goffo, Digital and Trade Marketing Coordinator di LAGO S.p.A.
    • Alessandro Mininno, CEO & Partner di Gummy Industries
    • Stefano Polato, Food Consultant

    Gabriele Maramieri, Direttore Generale di Quintegia, modererà una tavola rotonda che avrà come protagonisti: Ansel Davoli per Audi Italia, Matteo Molon per Calzedonia Gropu, Lucio Attinà per Alitalia Loyalty, Giacomo Mapelli per Moleskine e Mariagrazia Flaibani per Electrolux Professional.

    La chiusura della mattinata è prevista alle 13:30 ed è affidata a Vladi Finotto, Professore Associato dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, che parlerà di come l’intera progettazione della strategia di marketing B2B debba contare e integrare anche tutte le variabili discusse nell’arco della mattinata.

    Per richiedere di partecipare è necessario compilare il form sul sito.

    Noi saremo lì e vi racconteremo tutto con #B2BDay19. L’evento si terrà presso la Fondazione Feltrinelli a Milano

  • Nasce illimitybank.com, la banca diretta del Gruppo illimity

    Nasce illimitybank.com, la banca diretta del Gruppo illimity

    illimitybank.com è la banca diretta del Gruppo illimity, la banca totalmente digitale che mira a semplificare la vita delle persone. illimity, dopo 12 mesi, lancia la sua banca diretta pensata per le persone, le famiglie e le imprese, offrendo loro strumenti e una piattaforma per soddisfare tutte le esigenze.

    Dopo 12 mesi dalla sua fondazione, illimity lancia la sua banca diretta, illimitybank.com, una banca completamente digitale che mira a semplificare la vita delle persone. E’ una banca, completamente digitale, che mira a soddisfare le esigenze delle persone delle famiglie e delle imprese. Si tratta di una banca completamente in cloud, in collaborazione con Microsoft, un progetto davvero unico nel panorama italiano. #illimitybank è una piattaforma di ultima generazione che unisce competenze specialistiche e tecnologia all’avanguardia, in grado di offrire ai clienti i prodotti e i servizi di una banca completa, con l’immediatezza e la naturalezza garantite da una user experience davvero notevole.

    illimity sede

    Corrado Passera, CEO di illimity, ha spiegato come “oggi il concetto di banca tradizionale in un contesto digitale come quello che stiamo vivendo va in difficoltà. Per questo ci siamo messi insieme per dare vita ad una banca chiamata illimity, perché potesse guardare oltre“. In effetti, nel panorama italiano illimity si è presentata con tutta la sua unicità, riuscendo, in soli 12 mesi, a entrare sul mercato con un progetto altamente innovativo e competitivo. illimity è quotata sull’MTA di Borsa Italiana e opera in specifici segmenti molto importanti, ma non sufficientemente serviti dagli operatori tradizionali. Fornisce infatti credito a imprese ad alto potenziale senza escludere a priori anche quelle con rating basso o addirittura in situazione di difficoltà (Unlikely-To-Pay).

    corrado passera illimity
    Corrado Passera, CEO di illimity

    Per il Gruppo il lancio della banca diretta, illimitybank.com, costituisce quel passo in più in grado di fornire a tutti le caratteristiche della banca tradizionale, completamente digitale. L’offerta della banca comprende conti correnti, conti deposito, pagamenti – dai bonifici agli instant payments, carte di credito e di debito – sviluppate con Nexi e abilitate ai mobile payments grazie ad Apple Pay e Google Pay, e utilizzabili anche per gli acquisti online -, assicurazioni e prestiti personali. L’offerta di illimitybank.com, sviluppata anche con altri primari partner, continuerà a evolversi e ad arricchirsi nel tempo.

    La user experience del sito, che si completa con la validissima app per iOS e Android, è davvero immediata, pulita, l’apertura del conto è facilissima. Un’esperienza digitale disegnata e implementata dal team illimity insieme ad Accenture, società leader nel mondo dell’innovazione. Tutte le operazioni possono essere svolte con estrema facilità e naturalezza.

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    Isabella Falautano, Chief Communication & Stakeholder Engagement Officer

    illimitybank.com va oltre i tradizionali prodotti bancari e propone una gamma di servizi pensati per facilitare la vita quotidiana. Le tecnologie più avanzate basate su intelligenza artificiale, machine learning e data analytics – integrate grazie alla collaborazione con iGenius ed altri partner – supportano servizi pensati per semplificare la vita dei clienti. Sarà per esempio possibile avere una comprensione chiara e immediata delle proprie abitudini di acquisto grazie alla categorizzazione e all’analisi evoluta delle spese.

    illimitybank.com rende inoltre gli obiettivi di risparmio più facilmente raggiungibili grazie alla possibilità di definire limiti di spesa, oltre i quali possono partire degli “alert” (se il cliente lo desidera) e a sistemi di accumulo basati su trasferimenti quotidiani di piccole cifre.

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    Carlo Panella, Head of Direct Banking di illimity

    Inoltre, in ottica open e in conformità alle previsioni della PSD2 (la nuova direttiva europea relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno), illimity metterà a disposizione sulla piattaforma il servizio di aggregazione dei conti che consente di visualizzare in un unico punto, l’home banking di illimity, il saldo e i movimenti di tutti i conti correnti posseduti anche presso altri intermediari per avere una visione ordinata e completa delle proprie finanze.

    illimity conta oggi oltre 300 dipendenti e una community di oltre 40 mila persone. Un progetto unico nel nostro paese e in Europa, che oggi si pone come elemento di semplificazione nel rapporto tra cliente e banca. Un progetto innovativo che merita di essere seguito.

  • Il doodle di Google è per i 94 anni del re del blues B.B. King

    Il doodle di Google è per i 94 anni del re del blues B.B. King

    Oggi il re del blues, il mitico B.B. King, avrebbe compiuto 94 anni e Google ha voluto dedicargli un doodle animato che ripercorre la sua vita, fatta di fatica e di grandi successi. Sempre in compagnia della sua “Lucille”.

    Celebrare i grandi personaggi della storia è un po’ il senso dei doodl di Google e oggi quello animato che vediamo sulla home è dedicato ad un personaggio davvero speciale, mitico. Si tratta del doodle dedicato a B.B. King, re indiscusso del blues, che oggi, 16 settembre, avrebbe compiuto 94 anni. E’ un doodle animato, un video della durata di poco più di due minuti, che ripercorre la vita del mito, fatta di grande fatica e, poi, di grandi successi, sempre con la fianco la sua “Lucille“.

    Riley B. King, questo il suo  verso nome prima di essere conosciuto a livello globale come B.B. King, nacque a Itta Bena, Mississipi, il 16 settembre del 1925 in un famiglia di contadini, lavoratori nei campi di cotone, e ben presto si appassionò alla musica. Migliorata la sua tecnica, cominciò a lavorare in una radio della zona, WDIA, facendo ascoltare la sua musica e facendo conoscere a tutti il suo talento. Alla radio inizialmente si faceva chiamare “The Pepticon Boy“, poi cambiò in “The Blues Boy from Beale Street” (il ragazzo del blues di Beale Street) o più semplicemente “The Beale Street Blues Boy“. Il nome fu poi abbreviato a Blues Boy e, infine, a B.B King, quello che poi lo accompagnerà lungo tutta la sua carriera.

    b.b. king google doodle 94 anni

    Da quel momento comincia la sua vita per le strade, come amava ripetere sempre, quelle strade fatte di lunghe notti e di infiniti concerti. Cominciò a sfornare successi come “You Know I Love You“, “Woke Up This Morning“, “Please Love Me“, “When My Heart Beats Like a Hammer“, “Whole Lotta’ Love“, “You Upset Me Baby“. Per poi arrivare nel 1969 con “The Thrill Is Gone” di Roy Hawkins, un successo planetario (che sentite nel doodle).

    Nella sua lunga carriera, B.B. King ha vinto ben 15 Grammy Award e dal 1951 al 1985 è apparso sulle classifiche R&B di Billboard ben 74 volte.

    b.b. king google doodle 94 anni

    Dicevamo prima che non si separava mai dalla sua “Lucille”, la sua  Gibson ES-335. Ma forse pochi sanno il perchè di quel nome, legato ad un fatto realmente accaduto. Era il 1949, B.B. King stava tenendo un concerto in Arkansas quando due, tra il pubblico, cominciano a litigare. La lite presto sfociò in una bella zuffa e i due fecero cadere il barile che conteneva il kerosene infuocato, procurando un incendio e quindi tutto il locale venne fatto evacuare. Il giorno dopo, B.B. King venne a sapere che i due avevano litigato per una donna e il suo nome era “Lucille”. Da quel momento la sua chitarra prese il nome di quella donna che aveva “acceso” la sua carriera.

    B.B. King è stato un grande artista capace di influenzare, a sua volta, tantissimi artisti. Il primo tra questi, restando nel blues, è stato certamente Eric Clapton, David Glimour, ma anche gli U2 che nel 1987 lo avevano voluto accanto per l’incisione della loro “When love comes to town”. Ed è lunghissima la lista di artisti che hanno suonato con lui, tra questi anche Pavarotti, Zucchero, Edoardo Bennato.

    B.B. King ha sempre suonato, teneva una media di 300 spettacoli l’anno, quasi uno ogni sera, ogni giorno. Fu un grande musicista che non dimenticava mai le sue origini. Una volta disse, in una intervista, disse che se non avesse fatto il musicista, sarebbe rimasto a coltivare i campi di cotone, “perché è lì che sono diventato adulto”.

    Ma c’è poi una frase che c piace sempre ricordare di lui, ed è questa:

    La cosa bella delle nuove cose che si imparano è che nessuno può portartele via”.

    B.B. King muore a Las Vegas il 14 maggio del 2015.

  • IoT e Nuovo Marketing, la persona al centro della trasformazione

    IoT e Nuovo Marketing, la persona al centro della trasformazione

    Il Marketing, nell’era della trasformazione digitale, sta cambiando, e questo sembra ormai chiaro. Ma come sta cambiando e come le aziende stanno affrontando questo cambiamento? Il libro “IoT e Nuovo Marketing” prova a tracciare uno scenario e con il contributo di Massimo Savazzi, si va della direzione della persona e dell’esperienza. Qui il video integrale.

    Il Marketing sta cambiando, anzi è giù cambiato. Nell’era della trasformazione digitale cambia soprattutto il modo in cui si crea, e avviene, la relazione tra utente e azienda. Ed è proprio su questi spetto, fondamentale, che, all’interno del libro scritto insieme a Claudio Gagliardini, “IoT e Nuovo Marketing” (edito da Flaccovio Editore, 2019), abbiamo avuto il piacere di avere il contributo di Massimo Savazzi, Sales Development & eXperience Strategist di Oracle Italia che ci ha scritto un bellissimo capitolo sull’importanza oggi della Persona al centro di tutto e di come l’IoT oggi sia l’elemento abilitante per cui oggi l’esperienza non sia più riferito al prodotto, ma al modo in cui l’utente fruisce del prodotto stesso.

    Insieme a lui abbiamo realizzato un video, una bella conversazione in cui abbiamo toccato tutti i punti principali di questo nuovo modo di fare marketing, nuovo modo di relazionarsi tra utente e azienda.

    Nel nostro libro, assolutamente divulgativo, abbiamo voluto mettere al centro di tutto il fatto che oggi le aziende devono assumere una maggiore consapevolezza, tanto verso la trasformazione in atto, quanto verso un nuovo modo di fare marketing. Più attento all’esperienza, più veloce, anzi immediato.

    Tutto questo è possibile riuscendo a gestire al meglio il fenomeno dell’IoT, l’Internet delle Cose, il passo successivo che ci permette di poter dire che dopo l’era dell’iperconnessione tra le persone, siamo passati all’era dell’iperconnessione con gli oggetti.

    Altro elemento fondamentale in tutta questa trasformazione sono i dati, la rivoluzione in tutto questo è data proprio dai dati che permettono alle aziende di acquisire informazioni, inaccessibili e indisponibili solo qualche anno fa.

    Ecco, per tutti questi motivi, vi invitiamo a vedere e ascoltare il video che abbiamo realizzato preso la sede di Oracle Italia, che ringraziamo ancora una volta. E per qualsiasi chiarimento e informazione siamo qua.

    Potete acquistare il libro su Amazon e sul sito di Flaccovio Editore.

  • SIT, l’azienda italiana punta a diventare leader nello smart heating

    SIT, l’azienda italiana punta a diventare leader nello smart heating

    SIT è un vero colosso del settore heating in continua evoluzione e oggi punta a diventare leader mondiale nello smart heating. Fondata nel 1953, l’azienda è guidata da Federico de’ Stefani che negli ultimi anni ha dato una grande spinta dal punto di vista della tecnologia e dell’innovazione.

    Uno dei tanti aspetti che ci piace trattare qui sul nostro blog è quello di poter raccontare storie di aziende italiane che, nel loro settore, hanno saputo costruire una grande storia e un grande percorso all’insegna della tecnologia e dell’innovazione. L’azienda di cui vi parliamo è SIT, vero colosso mondiale dell’heating (riscaldamento), fondata nel 1953 da Pierluigi e Giancarlo de’ Stefani, è guidata da Federico de’ Stefani, figlio di Giancarlo, che ha impresso una nuova direzione, innovativa, al passo coi tempi che permetterà all’azienda di crescere ancora.

    SIT oggi fattura oltre 350 milioni di euro ed ha registrato un tasso di crescita organica dei ricavi superiore al 10% all’anno, nell’ultimo triennio. Una crescita che testimonia la capacità dell’azienda di saper interpretare i tempi e di guardare verso il futuro, puntando sull’innovazione. E il futuro, oggi, è all’insegna dello “smart gas metering“, si tratta di una gamma di prodotti nuova,  i contatori a gas intelligenti il cui giro d’affari è cresciuto del 70,5% all’anno negli ultimi 5 anni raggiungendo 72,1 milioni nel 2018, pari a un quinto dei ricavi di SIT, con attese di ulteriore crescita a doppia cifra nel 2019.

    SIT azienda

    SIT, una grande storia che guarda al futuro

    Come dicevamo, l’azienda è stata fondata nel 1953 da Pierluigi e Giancarlo de Stefani, con il nome di “SIT La Precisa”. Dagli anni ’60 agli anni ’90, l’azienda ha conosciuto un importante sviluppo sui mercati di riferimento, anche internazionali (nel 1997 è stata aperta la filiale di Shanghai). Da fine anni ’90 sono state realizzate acquisizioni in Olanda e Italia e investimenti in capacità produttiva nel nostro paese, Olanda, Romania, Messico e Cina. Nel 2009 è stata costituita la controllata MeteRSit, oggi uno dei pilastri dello sviluppo dell’azienda.

    Il Gruppo è composto da 6 Società produttive localizzate in Italia, Messico, Olanda, Romania e Cina. Questa localizzazione geografica corrisponde a un approccio “locale” alla dimensione multinazionale, dell’azienda tramite la costituzione di piattaforme continentali per servire i mercati di riferimento.

    SIT ha importanti quote nei mercati in cui opera ed è leader mondiale in oltre 1/3 del proprio fatturato. L’ampia rete commerciale, la tecnologia all’avanguardia, la costante spinta all’innovazione – anche in partnership con i principali clienti – gli importanti investimenti in R&S e l’impegno delle sue persone hanno permesso a SIT di raggiungere questa posizione.

    SIT tecnologia

    L’azienda guidata da Federico de’ Stefani oggi impiega più di 2000 dipendenti, investe il 4% del fatturato in Ricerca e Sviluppo, nel 2018 sono stati investiti 30 milioni di euro nell’innovazione degli impianti e sull’incremento della capacità produttiva, e sono 29 milioni i prodotti realizzati ogni anno.

    Come abbiamo detto, SIT ha grande storia alle spalle ma che guarda al futuro con grande decisione e determinazione. In particolare, si sta concentrando sullo sviluppo tecnologico dei suoi prodotti nella convinzione che l’innovazione possa essere il volano per la crescita futura dell’azienda.

    L’azienda guarda allo sviluppo di soluzioni elettroniche e meccaniche sempre più integrate, in grado di comunicare con l’ambiente esterno attraverso le tecnologie più moderne dell’Internet Delle Cose (IoT), facili da usare e, contemporaneamente, capaci di massimizzare le prestazioni di comfort riducendo il più possibile i consumi energetici.

    Nell’area dei prodotti elettronici, prosegue lo sviluppo di nuovi prodotti che migliorano la presenza di SIT nel settore in particolare mediante progetti in co-design nell’ambito del controllo remoto, dei pannelli di controllo su tecnologia touch a colori, nell’integrazione dei dispositivi in applicazioni di Home Automation (integrazione con Amazon Alexa e Google Home) e nelle applicazioni che utilizzano sensori di combustione ad ossigeno.

    SIT sta inoltre lavorando per far crescere l’intelligenza del contatore che non solo misurerà i consumi ma parlerà con la caldaia (chiusura dell’erogazione in caso di guasti, malfunzionamenti) e diventerà quindi parte integrante della domotica.

    SIT robot mobile

    Al momento, è in fase di sviluppo un’applicazione che permette di prepagare il consumo di gas attraverso un sistema di ricarica. Questa funzionalità permetterà di gestire in maniera più semplice ed economica il consumo del gas nelle seconde case o comunque in abitazioni non abitate in maniera continuativa. Potendo visualizzare il residuo di metri cubi direttamente dall’app, si potrà ricaricare solo l’importo necessario per un periodo di tempo limitato ed evitare i costi fissi imposti dalle utenze.

    SIT e il rispetto per l’ambiente

    Il cuore dell’azienda, da oltre 30 anni, si trova a Rovigo, lo stabilimento rappresenta un polo logistico integrato in Italia.

    SIT è molto attenta all’ambiente attraverso un impegno quotidiano, considerando il rispetto dell’ambiente come strategico per lo sviluppo dell’azienda stessa,

    Lo Smart Gas Metering sviluppa prodotti che permettono un controllo immediato dei consumi da parte dell’utente finale, abilitando comportamenti più consapevoli e generando contestualmente un minor impatto ambientale. Gli investimenti per fare evolvere questa attività sono tutti indirizzati da una logica di transizione energetica dal gas a combustibili ancora più puliti, verso l’obiettivo di emissioni zero.

    SIT azienda esterno

    Esempi concreti che danno evidenza dell’attenzione di SIT per le azioni guidate dalla sostenibilità riguardano l’installazione nello stabilimento di Rovigo di una nuova lavatrice che utilizza acqua e tensioattivi al posto di prodotti chimici per lavare i pressofusi di alluminio. Nello stesso stabilimento sono inoltre state introdotte soluzioni di illuminazione a led con regolazione autonoma per contribuire al risparmio energetico.

    #MadeBySIT

    Il prossimo 1° ottobre sarà l’occasione per conoscere più da vicino la realtà del gruppo SIT con un tour negli stabilimenti di Rovigo. Sarà un momento importante per conoscere più da vicino le tecnologie del gruppo e il percorso di innovazione voluto dallo stesso presidente e CEO, Federico de’ Stefani. Noi saremo lì e vi racconteremo tutto con #MadeBySIT.

  • Anche quest’anno Twitter supporta la prevenzione del suicidio in Italia con una speciale iniziativa

    Anche quest’anno Twitter supporta la prevenzione del suicidio in Italia con una speciale iniziativa

    In occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio, Twitter lancia un’importante iniziativa per aiutare soggetti a rischio in collaborazione con Samaritans Onlus. E fino al 1° ottobre una speciale emoji, un fiocco arancione, comparirà con #GiornataMondialePrevenzioneSuicidio.

    Il 10 settembre è la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio e per l’occasione Twitter, sempre molto sensibile al tema, ha stretto una partnership con​ Samaritans Onlus,​ associazione no-profit italiana a sostegno delle persone in difficoltà avente come obiettivo primario la prevenzione del suicidio, e lancia sulla piattaforma un’importante iniziativa. A partire da oggi, per la prima volta in Italia, chi effettua una ricerca legata al suicidio o all’autolesionismo su Twitter, vedrà comparire in primo piano nella homepage una notifica che incoraggia l’utente a chiedere aiuto, indirizzandolo al servizio di ascolto telefonico di Samaritans Onlus.

    Twitter continua inoltre la sua collaborazione con l’​Associazione Internazionale per la Prevenzione del Suicidio e lancia ​una emoji speciale raffigurante un fiocco arancione​ – il   simbolo internazionale della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio. Fino al 1 ottobre l’emoji comparirà su Twitter con l’uso dell’hashtag #GiornataMondialePrevenzioneSuicidio.

    twitter suicidio

    “Le communities su Twitter possono rappresentare una fonte di grande supporto in tempo reale per chiunque stia attraversando una battaglia contro depressione e pensieri suicidi. Affrontare i delicati problemi legati alla salute mentale richiede una forte collaborazione tra pubblico, privato e associazioni no-profit. L’iniziativa lanciata in Italia con Samaritans Onlus va proprio in questa direzione. Vogliamo offrire tutti gli strumenti possibili alle persone in difficoltà e incoraggiarle a chiedere aiuto” commenta ​Karen White, Director of Public Policy, Europe di Twitter.

    “Sono lieto di collaborare con Twitter a questa importante iniziativa volta a contribuire alla prevenzione del suicidio e sono fiducioso che l’utilizzo di Twitter possa rafforzare il supporto che offriamo a tutti coloro che sono in una condizione di solitudine, nella disperazione e sull’orlo del suicidio e accrescere la consapevolezza delle risorse che sono loro disponibili” dichiara ​Mario Salvetti, Presidente di Samaritans Onlus.

    Qualche giorno fa l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha lanciato un allarme, sono 800.000 persone che si tolgono la vita ogni anno nel mondo – una ogni 40 secondi – i numeri rimangono allarmanti anche se il tasso di suicidi pro capite sta diminuendo. Tra il 2010 e il 2016, continua l’OMS, il tasso globale è diminuito del 9,8%, con un calo di 19,6% nella regione del Pacifico occidentale al 4,2% nella regione del sud-est asiatico. La ragione delle Americhe – dove l’accesso alle armi da fuoco è un importante mezzo di suicidio secondo l’OMS – è l’unica che ha registrato un aumento (+ 6%).

    La stragrande maggioranza dei suicidi si verifica nei paesi a basso e medio reddito, ma i paesi ad alto reddito hanno il più alto tasso di suicidi (11,5 per ogni 100.000 abitanti). I tassi di suicidio in Africa, Europa e Sud-Est asiatico sono superiori alla media mondiale del 10,5 per 100.000 abitanti, mentre la regione del Mediterraneo orientale ha il tasso più basso.

    In Italia, la Sardegna gode di un triste primato, mettendo in evidenza una situazione anomala e in contro tendenza rispetto al resto del paese, che la porta in vetta alle statistiche per numero di suicidi: 20,4 uomini e 4,5 donne su 100 mila abitanti contro circa 5 casi su 100 mila di media nelle regioni del Sud Italia. Lo rileva un’indagine di Voce Amica Sassari Onlus, uno dei 20 centri in tutta Italia aderenti al Telefono Amico Italia che in diverse città d’Italia, oggi, martedì 10 settembre 2019, ha previsto una street action di coinvolgimento della popolazione.

    Twitter ha anche dedicato un form per segnalare gli utenti che minacciano di suicidarsi oppure di farsi del male sulla piattaforma. Un team di esperti specializzati analizza tutte le segnalazioni ricevute e fornisce agli utenti interessati strumenti online e ​hotlines per incoraggiarli a chiedere aiuto. La piattaforma fornisce inoltre informazioni utili nel proprio Help Centre, rivolte sia alle persone in difficoltà che a chiunque sia preoccupato per un altro utente.

    La notifica in homepage ​- già attiva negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Australia, Corea, Giappone, Irlanda, Brasile, Spagna, Germania, Hong Kong e Singapore – ​viene lanciata quest’anno per la prima volta in Italia, Svezia, Belgio e Francia.

    Se tu o qualcuno che conosci sta attraversando un periodo difficile, sappi che non sei solo/a. Chiedi aiuto a Samaritans Onlus.

  • “Diversity Drives Societal Change”. A Roma la conferenza womENcourage 2019

    “Diversity Drives Societal Change”. A Roma la conferenza womENcourage 2019

    Si è tenuta martedì 10 settembre a Roma, presso il Senato Accademico dell’Università Sapienza, la conferenza stampa di presentazione della 6a edizione europea dell’ACM Europe Celebration of Women in Computing: Women Encourage 2019

    Organizzata da due Dipartimenti Sapienza, il Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale “Antonio Ruberti” e il Dipartimento di Informatica, l’edizione di quest’anno ha come tema “Diversity Drives Societal Change” e si terrà presso la sede del Museo MAXXI, dal 16 al 18 settembre.
    L’obiettivo della conferenza è quello di unire e coinvolgere le donne nelle professioni ICT, e fornire un sostegno speciale per studiose, ricercatrici e per chi inizia la carriera informatica.

    In base a quanto rilevato dalla Commissione Europea, nei prossimi anni, fino al 2020, potrebbero essere oltre 900.000 i posti di lavoro vacanti nel campo ICT (Information and Communication Technology) in Europa. Si stima che con una percentuale femminile in ICT pari a quella maschile, il PIL europeo registrerebbe un incremento di circa 9 miliardi l’anno. Purtroppo però, come fa notare Eugenio Gaudio, Magnifico Rettore di Sapienza Università di Roma, sono sempre di più le donne che scelgono di non acquisire le competenze informatiche che sono cruciali in questo periodo di trasformazione digitale: in Europa sono soltanto 24 le laureate in ICT su 1000 (2,4%), di queste solo 6 lavorano nel settore. La carenza di donne è di fatto un danno in termini di innovazione e crescita economica.

    womenencourage 2019

    Il ruolo dell’Università è fondamentale ed è da questa consapevolezza che è nata l’iniziativa congiunta del Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale “Antonio Ruberti” e del Dipartimento di Informatica dell’Università “Sapienza” di Roma di partecipare, vincendola, alla call competitiva internazionale per organizzare in Italia la sesta edizione europea di Acm Women Encourage.

    Alla presentazione della Conferenza ha partecipato anche Paolo Orneli, presidente di Lazio Innova, che ha ricordato l’obiettivo della Regione di rendere il Lazio una regione modello per le pari opportunità. Alle iniziative come “Donna Forza 8” e “Innovazione Sostantivo Femminile” si aggiunge il sostegno a Women Encourage 2019.

    Gli stereotipi di genere condizionano fortemente le scelta delle donne e lo strumento migliore per superarli sono i modelli di riferimento femminile, lo scambio di conoscenze ed esperienze. La Conferenza, che si articola in 3 giornate, sarà una occasione importante di incontro e confronto, una iniziativa che saprà essere di ispirazione ma che, al contempo, offrirà concretezza. Tante le attività previste tra cui hackathon, career fair, keynote speakers di altissimo livello, workshops, panel e interventi di “role models”. Non mancheranno preziose occasioni di partecipazione e networking.

    «La trasformazione digitale – dichiara Tiziana Catarci, direttrice del DIAG Sapienza e ACM womENcourage 2019 General Chair – investe tutti i settori della società e produce cambiamenti di rilievo in ogni aspetto della vita delle persone. Questa tendenza sarà ancora più accentuata nei prossimi anni. Le donne, tuttavia, si stanno autoescludendo da questo processo, lasciandolo in larga misura agli uomini, perché scelgono di non acquisire le competenze informatiche che sono cruciali. Gli stereotipi di genere, infatti, e ancor prima il patrimonio profondo culturale ed emotivo acquisito in ambito familiare, condizionano sottilmente scelte e comportamenti, indirizzando le ragazze verso professioni “femminili”, convincendole della loro inferiorità in campo matematico e scientifico, e facendo percepire l’ingegneria, le scienze e la matematica come temi prettamente maschili, il che non è vero.

    womenencourage 2019

    In Italia le donne ottengono risultati scolastici migliori dei maschi in tutte le materie, matematica compresa, ma sono solo il 23% degli iscritti nei corsi di laurea in ingegneria e il 33% nei corsi di area scientifica. Con riferimento in particolare ai dati relativi a Sapienza, in linea con il dato nazionale, tra i corsi di laurea con la minor presenza femminile c’è quello in Ingegneria Informatica e Automatica (13%).
    Eppure soltanto la cultura della diversità e dell’inclusione è capace di generare un mondo migliore, come auspicato dal titolo del convegno: “Diversity Drives Societal Change”. Tanto per citare un esempio, la mancanza di diversità, di genere e di etnia, sta creando già problemi negli algoritmi di machine learning, che ripropongono un mondo quasi esclusivamente a misura di maschio bianco.»

    «C’è da domandarsi perché, come nota la professoressa Catarci, le donne non siano né artefici né supporters della rivoluzione che l’informatica ha introdotto nelle nostre vite e nel nostro modo di lavorare – dichiara Paola Velardi, professore ordinario del DI Sapienza e ACM womENcourage 2019 Program Chair – Le ragioni sono tante, e cercare di comprenderle è importante per definire politiche adeguate ad invertire la tendenza. La prima cosa da osservare è che gli stereotipi di genere (“la tecnologia non è adatta alle donne”) non sono la prima motivazione. In alcuni paesi del terzo mondo, ad esempio l’India, non certo famosa per favorire l’eguaglianza di genere, molte donne si iscrivono ai corsi di laurea in Informatica. Al contrario, paesi all’avanguardia come i paesi scandinavi, non mostrano tendenze significativamente diverse dall’Italia. Le motivazioni dunque sono da cercare altrove, ed in primo luogo sulla percezione che le donne hanno di questa disciplina. Da una parte l’immagine stereotipata del “nerd” trasmessa insistentemente dai media (Garzanti fornisce questa definizione: “giovane dall’aspetto goffo e insignificante, che sublima la propria condizione con una grande abilità e passione per computer e videogame”) non è certo adatta ad attrarre le ragazze. Dall’altra, il fatto che la nostra esistenza sia oramai condizionata dalle, e immersa nelle, applicazioni dell’informatica – i giovani tengono continuamente lo sguardo fisso sul quel meraviglioso contenitore di “giocattoli” informatici che è il cellulare – impedisce di apprezzarne la presenza, un po’ come la lettera rubata di Edgard Allan Poe, che nessuno vedeva ed era sotto lo sguardo di tutti. Le ragazze, è noto, scelgono una professione per passione, perché ne percepiscono la creatività e l’impatto sociale: né l’immagine del “nerd”, né la visione sbiadita del ruolo dell’informatica le aiutano a comprenderne quanto invece questa professione sia creativa e ad alto impatto. Con le nostre iniziative, ed in particolare nel definire il programma di questa conferenza, la Prof. Catarci ed io ci siamo sforzate proprio di trasmettere questo messaggio, chiedendo a scienziati di grande valore e professionisti (maschi e femmine perché non vogliamo discriminare al contrario) di parlare di molte applicazioni affascinanti ed interdisciplinari, nell’ambito della medicina, nell’architettura, nelle scienze sociali, nell’etica. Inoltre, le ragazze saranno coinvolte, attraverso l’hackathon, nel processo di ideazione di nuove soluzioni per l’economia circolare, la sostenibilità urbana, il bilanciamento tra lavoro e vita, le applicazioni sociali dell’intelligenza artificiale. Siamo sicure che questi stimoli potranno ispirare le loro future scelte professionali.

    ACM è la prima associazione scientifica mondiale in Computer Science, e da anni supporta iniziative volte a favorire la carriera di donne che intraprendono studi nell’area ICT, attraverso un capitolo dedicato, ACM Women Encourage (ACM-W). Le conferenze annualmente organizzate da ACM-W Europe hanno l’obiettivo di ispirare e sostenere le donne che scelgono una carriera nel settore dell’informatica.

    Il Convegno di Roma ha ottenuto il patrocinio della Regione Lazio e il supporto prestigioso di Enti e aziende italiane e internazionali: Eni, EY, Lazio Innova, Sapienza, SIGCHI in qualità di Super Diamond sponsor; Accenture, Google, Links, Oracle Academy, VarGroup in qualità di Diamond sponsor; Rai Way, Uc3m in qualità di Platinum sponsor, Avio, Fondazione Bracco, Fondazione Ugo Bordoni, CTNA, IBM in qualità di Gold sponsor; CINI, CRAT, Microsoft in qualità di Silver sponsor; Fondazione Balsano, Informatics Europe, Lyit in qualità di Bronze sponsor.
    Fondazione Mondo Digitale, IBM, Lazio Innova, Sapienza, SheTech hanno inoltre contribuito all’organizzazione del Convegno.

    Link ufficiale della Conferenza https://womencourage.acm.org/2019/