Categoria: Events & Web Marketing

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  • Parole O_Stili, la community online che contrasta la violenza nelle parole

    Parole O_Stili, la community online che contrasta la violenza nelle parole

    Parole O_Stili è la prima community in Italia che vede la partecipazione di oltre 300 persone tra giornalisti  giornalisti, manager, politici, docenti, comunicatori e influencer con l’obiettivo di scrivere il primo “Manifesto della comunicazione non ostile”. L’appuntamento è a Trieste i prossimi 17 e 18 febbraio 2017. Saranno presenti anche Laura Boldrini ed Enrico Mentana.

    Le parole parole sono importanti, specie sul Web. Assistiamo ogni giorno a contitnui episodi di violenza verbale che colpiscono e fanno male allo stesso modo. E’ arrivato il momento di provare a fermare tutto questo moto continuo di “parole ostili”. Il Web è un luogo libero, dove chiunque deve sentirsi libero, per creare relazioni, per stare insieme agli altri. Ma sempre nel rispetto di tutti.

    E come si ferma questo fenomeno?

    parole o_stili

    Ecco che nasce “Parole O_Stili“, una community trasversale di oltre 300 tra giornalisti, manager, politici, docenti, comunicatori e influencer per contrastare l’ostilità dei linguaggi nei media, in particolare in Rete. Il primo momento di incontro è in programma il 17 e 18 febbraio a Trieste quando, durante l’evento organizzato assieme alla Regione Friuli Venezia Giulia, sarà presentato un “Manifesto della comunicazione non ostile” scritto a più mani dalla community con l’obiettivo di ridurre, arginare e combattere i linguaggi negativi che si propagano facilmente in Rete.

    Tutti possono votare il Manifesto a questo link paroleostili.com/vota-il-manifesto/, c’è tempo fino al 10 febbraio.

    Nella prima giornata, che sarà aperta dalla Presidente della Camera Laura Boldrini, la community si confronterà su linguaggi e comportamenti digitali e sottoscriverà il “Manifesto della comunicazione non ostile“.

    Ritengo che sia molto utile unire le forze per lanciare una mobilitazione di tutti coloro che sono contrari all’odio in rete.  dichiara Laura Boldrini –  L’hate speech non può rappresentare il prezzo da pagare per essere presenti sullo spazio digitale. Una community contro la violenza sul web fornisce uno strumento in più a disposizione di chi è impegnato a contrastare questo fenomeno ma anche di chi ne è, suo malgrado, vittima.”

    Nella seconda giornata, che vedrà la partecipazione di Enrico Mentana, saranno aperti al pubblico nove tavoli tematici su:

    • social media e scritture; giornalismo e mass media;
    • viaggi, sport e divertimento; politica e legge;
    • business e advertising; in nome di Dio;
    • giovani e digitale; bufale e algoritmi;
    • bambini e social media.

    Sul sito paroleostili.com trovate tutte le informazioni su come iscrivervi  e partecipare ai tavoli e anche il programma delle due giornate.

    La Rete sta diventando il luogo privilegiato dell’incitamento all’intolleranza, all’odio, alla diffamazione. – dice Rosy Russo, ideatrice del progetto – “Parole O_Stili ha l’ambizione di invertire questo trend diffondendo online il virus positivo dell’inclusione e del rispetto grazie a una community capace di raggiungere quasi 4 milioni di persone su Facebook e 4 milioni su Twitter. Se mettiamo insieme la paura di cadere nelle trappole della rete, di non riuscire a ”porgere l’altro tweet“, di essere in difficoltà ad essere se stessi, di non avere più la voglia di confrontarsi perché c’è sempre un troll dietro l’angolo ecco svelato l’origine di questo movimento di idee. Perché per noi le relazioni hanno il profumo del rispetto”.

    “Parole O_Stili” è  l’occasione è quindi quella di riflettere sull’influenza delle parole nella società e sull’importanza di sceglierle con cura, negli anni di tante notizie false, meglio conosciute come “bufale”, contenuti offensivi e discriminatori (hate speech), provocazioni, accuse infondate (trolling).

  • Tecnologia Solidale 2016, l’innovazione tra obblighi di legge e opportunità

    Tecnologia Solidale 2016, l’innovazione tra obblighi di legge e opportunità

    Il primo dicembre presso la Sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio si è svolto il convegno “Tecnologia Solidale 2016”, un evento dedicato a iniziative che fanno uso della tecnologia per migliorare la vita a persone che si trovano in situazioni di difficoltà.

    Si perde facilmente il conto di quanti siano ormai gli eventi che trattano di innovazione mettendo in evidenza l’evoluzione della tecnologia che oggi sempre più fa parte della nostra quotidianità. Stiamo vivendo l’era della trasformazione digitale.

    Il senso di un evento come Tecnologia Solidale 2016 è riassunto perfettamente in una famosa frase di Henry Ford citata da Gianluca Ricci, presidente dell’associazione Cuore Digitale, tra i relatori del convegno: “C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti.”

    Programma evento Tecnologia Solidale 2016Per far sì che ci sia vera innovazione non si può quindi parlare di tecnologia senza considerare cultura digitale e responsabilità sociale.
    Il convegno, giunto ormai alla sua quinta edizione, ha visto come protagonisti le grandi aziende, le startup e le istituzioni in tre distinti panel a loro dedicati. La formula è sempre la stessa, quella sapientemente ideata dall’on. Antonio Palmieri, deputato dell’Intergruppo Innovazione alla Camera.

    Primo panel “La tecnologia solidale e le iniziative delle grandi aziende” moderato da Antonio Palmieri con:

    Paola Andreozzi, Responsabile Corporate Social Responsability Microsoft Italia

    Laura Bononcini, Relazioni Istituzionali Facebook Italia

    Marcella Logli, Direttore Generale Corporate Shared Value di TIM e Direttore Generale di Fondazione TIM

    Andrea Stazi, Public Policy Manager, Google Italy

    Angelo Failla, Direttore Fondazione IBM Italia

    Nel primo panel, dalle dichiarazioni ma soprattutto dal racconto di iniziative e progetti concreti, è emerso un punto fondamentale: la Responsabilità Sociale di Azienda (CSR – Corporate Social Responsibility,) non è più vissuta come obbligo cui ottemperare ma è diventata parte integrante del business aziendale. Per Angelo Failla di Fondazione IBM la C di CSR oggi va intesa come Citizenship ovvero l’azienda come “Cittadino responsabile”.

    Di seguito una sintesi delle iniziative delle aziende presenti.

    Microsoft Italia

    • Programma Donazioni Software Microsoft. Techsoup Italia è il partner progettuale per dotazione e accreditamento per le realtà non profit, onlus e ONG.
    • growITup per favorire lo scaleup anche di startup in ambito sociale.

    Facebook

    • Safety Check e Community Help per situazioni di pericolo ed emergenza.
    • Pulsante Call to Action “dona” per Onlus. In Italia rimanda al sito dell’organizzazione non profit ma presto, come in USA, si potrà donare direttamente sulla piattaforma social grazie alla recente autorizzazione riconosciuta a Facebook per operare come intermediario nei servizi di pagamento in Unione Europea. È inoltre possibile inserire il pulsante “dona” anche nei post e nei live video.
    • Immagini profilo personalizzate, come ad esempio per la campagna di Action Aid Italia “No alla violenza sulle donne”.
    • Iniziative di formazione per uso piattaforma Facebook per le organizzazioni non profit organizzata con TechSoup Italia e Fondazione Pubblicità Progresso.

    TIM – Fondazione TIM

    • WithYouWedo, la piattaforma di crowdfunding sociale sviluppata da Starteed, startup incubata in TIM #WCap: 70 realtà sociali finanziate e raccolta fondi per le zone terremotate.
    • Progetto “Dislessia 2.0. Soluzione Digitale” realizzato da Fondazione TIM con l’appoggio del MIUR e del Ministero della Salute, in partnership con Istituto Superiore di Sanità, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Associazione Italiana Dislessia.

    Google

    • Google Impact Challenge per supporto a startup a vocazione sociale per lo sviluppo dei loro progetti
    • L’officina dei nuovi lavori, progetto formativo gratuito per le competenze digitali avviato insieme a Fondazione Mondo Digitale
    • Crescere in digitale, percorso formativo on-line gratuito e tirocini presso aziende per ragazzi dai 15 ai 29 anni iscritti a Garanzia Giovani, il Piano Europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile.

    IBM – Fondazione IBM

    • MWA (Mobile Wireless Accessibility) team di professionisti che si occupano di accessibilità e fruibilità di tecnologie
    • Programma Impact Grants – servizi di consulenza per aiutare le associazioni non profit a utilizzare in maniera efficace la loro infrastruttura IT
    • People on the Move. Web e mobile App realizzata per Medici Senza Frontiere che permette di acquisire i dati medici dei profughi direttamente sulle rotte di migrazione.

    IBM e Microsoft hanno inoltre testimoniato il loro convinto impegno nelle politiche di genere non solo in azienda ma anche con le attività di promozione delle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) con le rispettive iniziative ProgettoNERD? e NuvolaRosa.

    Il secondo panel “Startup e iniziative di tecnologia solidale” moderato da Stefano Epifani, ha visto l’intervento di:

    Daniela Di Gianantonio, Market analist Siteimprove A/S

    Bruno Calchera, Direttore responsabile CSR oggi

    Gianluca Ricci, Presidente di Associazione Cuore Digitale

    Filippo Scorza, Ideatore di Alfred Mobilità 2.0

    Mario Vigentini, ideatore e fondatore di Mario Way

    «Sulla CSR c’è molta comunicazione ma poca cultura» così Bruno Calchera sottolinea quanto sia importante fare “buona comunicazione” sulla Responsabilità Sociale di Impresa, per avvicinare l’opinione pubblica al tema ma anche per stimolare altre aziende ad emulare buone pratiche.

    Le iniziative di tecnologia solidale sono molte e nascono dal basso, da realtà in cui è un bisogno, un’esigenza reale e urgente a ispirare e guidare l’ideazione di soluzioni tecnologiche. Per questo è importante il confronto costante e diretto tra chi ha competenze nello sviluppo di tali soluzioni e coloro i quali vivono situazioni di difficoltà.

    Da questa consapevolezza è nato ad esempio Premio Cuore Digitale, iniziativa dell’Associazione Cuore Digitale che, come racconta Gianluca Ricci, per la seconda edizione ha organizzato un hackathon inclusivo dedicato alle disabilità visive, in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti di Roma. L’Associazione nasce infatti con lo scopo di promuovere l’incontro tra persone con disabilità, startup e grandi aziende.
    Anche l’esperienza di Filippo Scorza, che ha ideato Alfred mobilità 2.0, la stampella smart dotata di sensori, grazie al confronto con persone malate di sclerosi multipla, conferma quanto questa sia la strada giusta per fare tecnologia solidale.
    Nel panel anche Mario Vigentini della startup MarioWay, prima Benefit Corporation (Bcorp) al mondo nel suo settore, esempio di come il beneficio per la società possa essere oggi lo scopo principale di business. La tecnologia oggi può fare della solidarietà un business positivo, è l’“Economia della solidarietà”.

    Insomma, l’impegno concreto di aziende e startup è rassicurante ma come se la cava la Pubblica Amministrazione? Con Daniela Di Gianantoni vediamo la situazione in merito all’accessibilità di siti web e risorse on-line: decisamente deludente. Su 40 siti web PA analizzati da SiteImprove nessuno risulta totalmente accessibile, solo parzialmente i siti web di due Regioni e di un Comune. Non va molto meglio l’accessibilità di documenti PDF.

    In Italia 1 cittadino su 5 ha qualche forma di disabilità e la non accessibilità ostacola la fruizione di informazioni e servizi. L’accesso alle informazioni è un diritto sancito dall’art.3 della costituzione e un dovere per la PA dettato dalla Legge Stanca (L.4/2004) di cui l’on. Antonio Palmieri è stato uno dei promotori.

    E si arriva così al terzo panel “Il punto di Vista delle Istituzioni” moderato da Carlo Mochi Sismondi con la partecipazione di:

    Flavia Marzano, Assessora a Roma Semplice

    Rosamaria Barrese, Agenzia per l’Italia Digitale

    Roberto Scano, Presidente della Commissione e-accessibility Uninfo

    Mario Staderini, Direttore Agcom – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

    Tecnologia Solidale 2016 - terzo panel

    Le normative, le riforme ci sono, ma una legge di per sé non è il cambiamento, ne è di certo fattore abilitante.
    La legge Stanca sull’accessibilità è del 2004 ma, come rilevato da SiteImprove, nulla da allora è cambiato.

    «In Italia siamo bravi a normare ma è inutile normare quando il mercato lo ha già fatto», Roberto Scano ricorda che esistono già standard internazionali a cui i produttori si attengono. Un sito web se fatto bene, seguendo gli standard internazionali, è fatto per tutti, non serve “renderlo accessibile” ma purtroppo mancano le competenze.
    La PA oggi non deve preoccuparsi di rendere accessibile solo il sito web ma tutti i servizi digitali rivolti al cittadino, a qualsiasi cittadino; un servizio accessibile sarà utile sia a chi ha problemi di mobilità sia a chi è in continuo movimento.

    Il cambiamento va accompagnato con una formazione costante che non dia solo strumenti ma che generi cultura digitale sia dentro la PA sia tra i cittadini. Le norme senza una cultura adeguata portano alla burocratizzazione del processo digitale rendendolo, paradossalmente, analogico, facendolo così percepire ai dipendenti pubblici come un raddoppiamento del lavoro già svolto e rendendolo di fatto inutile.

    Un grande e attento percorso di formazione nella PA è svolto dall’AgID, come spiega Rosamaria Barrese, un impegno importante che però meriterebbe di avere più risorse a disposizione.

    Per ciò che riguarda i cittadini, Mario Staderini illustra i provvedimenti di AgCOM a favore delle persone disabili, provvedimenti che devono essere sempre al passo con i servizi digitali e le soluzioni tecnologiche del mercato. Ricorda però quanto sia essenziale avere un ruolo proattivo nell’alfabetizzazione digitale.

    La digitalizzazione dei servizi è un cambiamento positivo ma potrebbe escludere quella parte di cittadini che non sa come utilizzarli. «Noi non dobbiamo e non vogliamo escludere nessuno», così Flavia Marzano ci parla dei due P.Ro.F., i Punti Roma Facile, attivati a Roma e ora in fase di sperimentazione. I P.Ro.F. sono degli spazi in cui i cittadini possono trovare dei “facilitatori digitali” che li aiutino, gratuitamente, a navigare in rete e ad accedere ai principali servizi on-line.

    In sostanza le parole chiave per un cambiamento che possa essere positivo, concreto e inclusivo sono: formazione, cultura e competenze.

    «Trovata la legge… non trovato l’inganno, ma tutti al lavoro!» Antonio Palmieri, con la schiettezza che lo contraddistingue, conclude così la quinta edizione di Tecnologia Solidale.

    Appuntamento al prossimo anno, tra impegni concreti e speranze per un futuro… accessibile.

    Per chi lo desidera è possibile rivedere la registrazione dell’intero evento.

  • Ecco il 2016 di Instagram in Italia con account, luoghi e hashtag più usati

    Ecco il 2016 di Instagram in Italia con account, luoghi e hashtag più usati

    Instagram piace molto agli 11 milioni di italiani che usano la piattaforma. E vediamo come è stato il 2016 sulla piattaforma per gli italiani con account più seguiti, hashtag e emoji più usati e luoghi più condivisi.

    Instagram è una delle piattaforme che piace molto agli italiani che sono, come ci ricordava qualche settimana fa Vincenzo Cosenza con la sua attenta analisi, 11 milioni, più degli utenti italiani che frequentano Twitter, che sono 8 milioni circa. L’applicazione che permette la condivisione di immagini, quindi non è un’applicazione con cui si fa fotografia (quella è un’altra cosa!), comincia ad essere tra le più usate dagli italiani, diventando adesso la quinta più usata dagli italiani, dopo Facebook, WhatsApp, Facebook Messenger, Google+, e quindi Instagram.

    E allora, con i dati diffusi da Facebook, vediamo come è stato questo 2016, che ormai volge al termine, conoscendo gli account più seguiti, hashtag e emoji più usati e luoghi più condivisi su Instagram.

    colosseo instagram

    Account italiani più seguiti su Instagram nel 2016

    Tra gli account più seguiti, ovviamente, c’è Chiara Ferragni che vanta ben 7,3 milioni di followers, e guadagna nel 2016 oltre 2,5 milioni di nuovi utenti. Subito dopo troviamo Gianluca Vacchi con 6,6 milioni di followers, che guadagna negli ultimi 12 mesi oltre 5,8 milioni di nuovi followers, é l’account che nel 2016 ne guadagna di più. Poi troviamo Mariano Di Vaio con 5,1 milioni di followers che guadagna nel 2016 oltre 1,2 milioni di followers. Andando avanti troviamo Belen Rodriguez, che guadagna, nell’anno che sta per terminare, oltre 1,8 milioni di followers; poi Mario Balotelli con 4,6 milioni di followers e guadagna nell’anno 1,6 milioni di followers; Valentino Rossi con 3,6 milioni di followers.

    Avrete certamente notato che i primi sono tutte figure legano al mondo del fashion e dello sport, l’unico che spezza questo andamento è Papa Francesco che ha aperto il suo account proprio quest’anno, con 3,4 milioni di utenti.

    • Chiara Ferragni – @chiaraferragni (7.3 M)
    • Gianluca Vacchi – @gianlucavacchi (6.6M)
    • Marano di Maio – @marianodivaio (5.1M)
    • Belen Rodriguez – @belenrodriguezreal (4.8M)
    • Mario Balotelli – @mb459 (4.6 M)
    • Valentino Rossi – @valeyellow46 (3.6M)
    • Papa Francesco – @franciscus (3.4M)
    • Fedez – @fedez (2.7M)
    • El Sharaawy – @stewel92 (2.7M)
    • Alessia Marcuzzi – @alessiamarcuzzi (2.6M)

    I luoghi italiani più condivisi su Instagram nel 2016

    Tra i luoghi più condivisi al primo posto troviamo il Colosseo, seguito dalla Fontana di Trevi; al terzo posto c’è il Duomo di Milano e poi Piazza San Marco a Venezia. In quinta posizione troviamo l’Arena di Verona, il Duomo di Firenze in sesta posizione, in settima la Torre di Pisa; il Ponte Vecchio di Firenze in ottava posizione, lo Stadio San Siro di Milano in nona posizione e chiude la top ten la Galleria Vittorio Emanuele di Milano. Di seguito la classifica completa:

    1. Colosseo – Roma
    2. Fontana Di Trevi – Roma
    3. Duomo – Milano
    4. Piazza San Marco – Venezia
    5. Arena di Verona
    6. Piazza Del Duomo – Firenze
    7. Torre di Pisa
    8. Ponte Vecchio -Firenze
    9. Stadio San Siro – Milano
    10. Galleria Vittorio Emanuele – Milano
    11. Piazza Navona – Roma
    12. Bologna Centro
    13. Gardaland
    14. Pantheon – Roma
    15. Piazzale Michelangelo – Firenze
    16. Jesolo Beach
    17. Piazza del Popolo – Roma
    18. Fondazione Prada – Milano
    19. Mondello
    20. Castel Sant’Angelo – Roma

    L’hashtag più utilizzato in Italia è #Love e il Cuore è l’emoji più usata, seguita dalla faccia con gli occhi a cuore e dalla faccina che ride fino alle lacrime.

    E come è stato il vostro anno su Intagram? Raccontatecelo tra i commenti.

  • AnalyticsX, la Digital Transformation passa dall’analisi dei dati

    AnalyticsX, la Digital Transformation passa dall’analisi dei dati

    L’evento annuale di SAS che si è tenuto a Roma nei giorni scorsi ha messo in evidenza come ci stiamo sempre più avvicinando, e relazionando, sul tema degli analytics in ottica di esperienza. Il tema dell’evento targato 2016 era appunto “Analytics Experience – The analytics culture driving transformation”, l’attività di analytics è quella che abilita il processo di trasformazione, si parla di digital transformation, delle aziende oggi, un processo non più rinviabile.

    E quindi, dopo aver compreso che viviamo in un’era in cui siamo sommersi da dati di ogni tipo, e le aziende non sono da meno, è arrivato il momento di concentrarsi sulla fase di elaborazione e analisi degli stessi dati, servono quindi strumenti in grado di rendere più facili queste operazioni, perché da questa fase passa il vero processo di trasformazione. Attraverso gli analytics è possibile sapere cosa conserva quel dato, è possibile dare un’interpretazione completa e fare tutte le associazioni del caso. Di conseguenza, una volta che si è riusciti a estrapolare tutte queste informazioni, si può arrivare ad estrarre il vero valore che contengono i dati, e il valore permette alle aziende di abilitare un processo decisionale più preciso e mirato. I dati, attraverso gli analytics, sono fonte di informazioni tali da guidare le aziende nell’assumere decisioni in maniera più veloce e precisa. Siamo di fronte ad un momento che tutte le aziende hanno sempre atteso, un momento che oggi è finalmente alla portata di tutti.

    analytics experience 2016 roma digital transformation

    Ma cosa serve per avviare un processo di analisi dei dati, quindi analytics? Dall’evento di Roma, #AnalyticsX, è emerso che oggi è necessario avviare un processo che faccia riferimento ad una piattaforma, un sistema che gestisca al meglio il processo di Digital Transformation. I dati, come ci ha dichiarato Randy Guard, Executive Vice President e CMO di SAS, “da soli restano solo un potenziale non sfruttato, ecco che l’analisi dei dati può contribuire al raggiungimento di obiettivi di business e, elemento non secondario, aiutare le organizzazioni ad estrapolare Valore, elemento che prima non era possibile avere“. Randy Guard quindi specifica meglio il significato del dotarsi di una piattaforma oggi che sia basata su qualsiasi tipo di infrastruttura, quindi sul Cloud; che sia un luogo unico dal quale gestire tutti i processi; che sia aperta a tutti i reparti dell’azienda, ma aperta anche nel senso di “senza limiti“, quindi estensibile per ogni esigenza; che sia potente, quindi una piattaforma innovativa, veloce. Tutte queste caratteristiche sono già presenti in Viya, la piattaforma di SAS.

    randy guard sas rome 2016 analytics experience digital transformation
    Randy Guard, Executive Vice President e CMO di SAS

    Sta cambiando quindi l’approccio all’analytics e per questo servono piattaforme che diamo la possibilità alle organizzazioni di estrarre il Valore aggiunto che deriva dall’analisi, un valore che oggi va condiviso. Anche perché, come ci ha tenuto a sottolineare Randy Guard nel nostro incontro, “è il Valore che rappresenta l’elemento chiave che oggi hanno a disposizione le aziende per abilitare la digital transformation“.

    L’innovazione oggi passa per gli analytics, un’azienda che oggi investe nell’analisi dei dati vuol dire che sta proiettando la propria organizzazione verso un processo verso il digitale in maniera incisiva. Dall’analisi dati oggi, come abbiamo appena visto, deriva il vero Valore dei dati stessi, che altrimenti resterebbero solo elementi inespressi.

    E’ importante quindi un nuovo approccio, un nuovo modo di intendere l’analisi dei dati perché, come ha detto Fritz Lehman, Executive Vice President e CCO di SAS, “gli analytics risolvono i problemi dei clienti“.

  • Ecco il nuovo sito web di Enel, orientato allo storytelling

    Ecco il nuovo sito web di Enel, orientato allo storytelling

    Enel, il più importante gruppo energetico del nostro paese, continua la sua azione di rebranding. Dopo aver rinnovato il logo, oggi è la volta del nuovo sito web che diventa, nella strategia digitale del gruppo, un fondamentale luogo dove reperire informazioni in modo facile e dinamico. Ed essere parte di un racconto insieme all’azienda.

    Enel è il più importante gruppo energetico in Italia, uno dei più importanti in Europa e nel mondo, e da circa un anno ha iniziato una grande attività di rebranding. L’azienda fondata nel 1962 ha iniziato un percorso che ha come obiettivo quello di essere presente sul digitale in maniera più diretta, raccontando la propria realtà in Italia e all’estero, e soprattutto coinvolgendo i propri clienti. A questi principi si ispira il nuovo sito web, lanciato ufficialmente nella giornata di ieri, che vede una grafica più moderna e attuale, è stata migliorata l’esperienza dell’utente che adesso ha a portata di mano tutte le informazioni che desidera.

    enel sito web storytelling

    E’ un sito responsive (cosa non da poco) che permetterà all’azienda di raccontarsi e farsi raccontare. Sì perchè il carattere predominante del nuovo sito è che questo è orientato allo storytelling, ossia alla possibilità che gli utenti stessi raccontino le proprie storie, le proprie esperienze, grazie proprio a Enel. Le parole chiavi nel nuovo corso di storytelling dell’azienda sono: sostenibilità e innovazione.

    Il nuovo sito afferma la leadership di pensiero di Enel e le sue importanti attività in Italia, concentrate sul superamento del tradizionale rapporto fra utility company e grande pubblico. Le sfide su smart grid, smart mobility ed efficienza energetica sono temi portanti della nostra visione per un Paese sempre più green, produttivo e connesso. In Italia, Enel porta avanti l’impegno sulla produzione da fonti rinnovabili e propone una vasta gamma di soluzioni evolute e accessibili: una catena di valore che copre tutte le applicazioni dell’energia e prepara la strada per il futuro.

    enel sito web storytelling futuro

    Enel è oggi, nonostante la liberalizzazione del mercato dell’energia che ha visto la comparsa di nuovi players, un marchio e un’azienda autorevole e il principale produttore di energia. Enel Italia, che conta complessivamente oltre 67 mila dipendenti, è anche parte di una più grande organizzazione internazionale, che vive un grande momento di cambiamento, e di questo insieme multinazionale è la parte storicamente più autentica, vera e propria casa madre.

    Il nuovo sito, che vi invitiamo a visitare a questo link, enel.it, è colorato, dinamico, disponibile in italiano e in inglese.

    Buzzoole

  • YouTube Pulse 2016, Youtube è oggi una piattaforma matura

    YouTube Pulse 2016, Youtube è oggi una piattaforma matura

    YouTube Pulse 2016 è l’evento più importante che Google organizza in Italia per mostrare il meglio della piattaforma. Nella cornice dello Spazio Antologico di Milano sono stati assegnati i Gold Play Button. Per l’occasione abbiamo intervistato Paola Marazzini, Director of Agency and Strategic Clients Google Italia: “YouTube è un piattaforma matura”.

    YouTube Pulse 2016 è l’evento più importante che la piattaforma dedica ai suoi protagonisti in Italia e ieri sera, presso lo Spazio Antologico di Milano, è stata l’occasione per fare una grande festa con gli yuoutubers che hanno raccontato un po’ la loro esperienza. A condurre la serata c’erano Willwoosh (Guglielmo Scilla) e DanieleDoesn’tMatter (Daniele Sempitella), affiancati per l’occasione dalla cantante Noemi che ha deliziato il pubblico la sua sua stupenda voce.

    youtube pulse 2016

    youtube pulse 2016 presentatori

    Durante la serata sono stati assegnati 5 nuovi Gold Play Button, il riconoscimento con cui YouTube premia i canali che hanno raggiunto il milione di iscritti. A ricevere il premio sono stati il canale YouTube di Warner Music Italia, la prima etichetta musicale ad ricevere il Gold Play Button; il duo The Show, all’anagrafe Alessandro Tenace e Alessio Stigliano; il canale di fumetti Scottecs (Sio); il duo Matteo Pelusi e Valentino Bisegna, in arte Matt&Bise; J0k3r, youtuber romano con una grande passione per i videogiochi. Nomi quindi che si aggiungono agli youtubers che già hanno raggiunto l’ambito traguardo, come CutiePieMarzia, Pulcinio Pio, FavijTV, I Pantellas, Frank Matano, Dexter, St3pny, Cicciogamer89, Anima, SurrealPower e YoTobi.

    Ma YouTube Pulse 2016 è anche l’occasione per sapere come la piattaforma è utilizzata in Italia. A questo proposito abbiamo anche avuto modo di poter fare qualche domanda a Paola Marazzini, Director of Agency and Strategic Clients Google Italia, che gentilmente ci ha risposto:

    Paola Marazzini, ci può presentare la serata? Qual è lo stato dell’arte oggi di YouTube?

    paola marazzini youtube pulse 2016La serata è uno show ma è l’occasione per fare il punto sulla piattaforma. Google acquisisce YouTube nel 2006 (un anno dopo essere stata fondata da Steve Chen, Jawed Karim e da Chad Hurley), dal 2008 abbiamo cominciato a lavorarci e da allora è stato un crescendo fino a diventare la piattaforma di riferimento per quanto riguarda i video.. E’ cresciuta a tal punto che possiamo oggi considerarla come una piattaforma adulta che ospita sia contenuti e video di tipo istituzionali, sapete tutti che viene utilizzata dal presidente USA, dalla Regina Elisabetta II, dal Papa. Ma soprattutto ci sono contenuti di qualità come i Giochi Olimpici, per esempio, che hanno conosciuto una seconda vita sulla piattaforma, con una declinazione in 79 lingue per 88 paesi, ma anche lo sport con il calcio. In questi anni sono cresciuti tantissimi, parlando proprio dell’Italia, gli youtubers che sono i protagonisti di questo evento.

    Quanto sono gli utenti italiani sulla piattaforma e quale la fascia di età più presente?

    La piattaforma ormai vede stabilmente, secondo gli ultimi dati, 19 milioni di utenti unici in Italia. Il dato a mio parere interessante è che il 39% dei fruitori della piattaforma ha più di 45 anni. YouTube è quindi una piattaforma che risulta essere attualmente interessante per gli investitori che hanno a disposizione un valore in pià, cioè un pubblico complementare al target commerciale, quindi di persone che guardano poca tv. Ma YouTube è una piattaforma che riesce a creare un ponte con il pubblico che è necessario per far passare i messaggi i messaggi dei brand. Viviamo in un’epoca affollata di messaggi e i brand devono creare una modalità per esaltarli e il modo migliore è quello di incontrare gli interessi delle persone. YouTube questo lo riesce a fare molto bene, grazie agli utenti e all’interazione con gli stessi, e anche alla possibilità di fare spettacolo, uno show come quello che vediamo stasera. 

    Cisco di recente ha rilevato che entro il 2020 l’80% dei contenuti, come vede il ruolo di YouTube in questo contesto?

    Si, confermo sono dati che conosciamo anche noi. Già oggi la fruizione dei video è la terza attività dopo il dormire e lavorare a livello globale. La previsione che entro il 2020 la principale forma di intrattenimento video sarà sull’online. Questo è il trend che YouTube ha cavalcato in questi anni ed è un trend che è destinato a crescere, è quindi una grande opportunità ma anche una grande sfida. E’ evidente che stiamo parlando di un panorama che negli ultimi tempi si è affollato di competitor in maniera molto importante, con competitor molto qualitativi. Quindi quello che YouTube ha fatto in questi anni, se ci pensate, è di cavalcare le innovazioni che la Tecnologia ha messo a disposizione, per evolvere. Penso si alle innovazioni per caricare contenuti: se prima era soprattutto webcam, poi diventata digital camera, poi smartphone che ha dato opportunità a tanti di produrre contenuti, ora parliamo di VR a 360° e di contenuto sempre più professionale. E’ cambiato anche il modo di costruire il contenuto, pensiamo che agli inizi veniva usato soprattutto il desktop come modalità privilegiata, per poi passare alla mobilità, quindi tablet e, soprattutto, smartphone. Infatti è il dispositivo che registra il maggior tasso di crescita con un 200%. 

    Paola Marazzini in questa intervista ci ha anticipato qualche dato della ricerca “Gli italiani e YouTube – Studio sul profilo e il comportamento degli utenti“, commissionata da Google a Kantar TNS. Dalla ricerca emerge che YouTube si afferma sempre più come un punto di contatto importante per la relazione con i brand, per la ricerca di prodotti e per le scelte d’acquisto. Come anticipato da Paola Marazzini, YouTube è ormai una piattaforma matura. Livelli di coinvolgimento alto si riscontrano in tutte le fasce di età e in persone con ambiti di interesse diversi: il 42% degli utenti ha tra i 24 e i 44 anni, mentre il 39% ha più di 45 anni. Di questi ultimi, nella fascia 45-55, 1 su 3 va su YouTube quotidianamente, mentre nella fascia 55+ è 1 su 4 ad accedere alla piattaforma almeno una volta al giorno.

    Dato assolutamente interessante è che il 63% degli utenti accede a YouTube da smartphone e il 32% lo utilizza anche fuori casa in assenza di wi-fi. A spingere gli italiani su YouTube sono prevalentemente la musica (58%), la cucina (27%), lo sport (22%), i tutorial e fai-da-te (21%), la tecnologia e i gadget (19%).

    Guardano YouTube in rapporto alla televisione, la ricerca rileva che, se è vero che una persona su due accede a YouTube tutti i giorni, questa percentuale cresce per i light TV viewers, ossia coloro che guardano meno di 3 ore di televisione al giorno, arrivando a 2 persone su 3 che usano quotidianamente la piattaforma. Il 63% degli intervistati dichiara poi di guardare YouTube mentre è davanti alla TV e, in questo caso, nel 77% dei casi l’utilizzo non ha correlazioni con il programma trasmesso. Il 23% degli utenti nella fascia 25-44, infine, afferma di guardare YouTube più spesso della televisione.

    YouTube si conferma anche una vetrina di eccellenza per i brand, che grazie a YouTube possono stabilire una connessione autentica e di valore con gli utenti. Secondo la ricerca, infatti, la piattaforma è ampiamente utilizzata come punto di riferimento prima di un acquisto: il 45% degli utenti ha guardato un video prima di comprare un prodotto, sia online che offline. I settori principalmente impattati da questo momento decisionale sono: prodotti tecnologici, beauty, retail, auto e viaggi. YouTube inoltre facilita il word of mouth. Il 34% delle persone che usano YouTube ogni giorno parla abitualmente dei brand preferiti che vede sulla piattaforma.

    [Grazie a Seidigitale per il video, un grazie speciale ad Andrea Tadioli e all’amico Claudio Gagliardini]

  • Ecco Facebook Workplace, la soluzione di Facebook pensata per le aziende

    Ecco Facebook Workplace, la soluzione di Facebook pensata per le aziende

    Come preannunciato qualche giorno fa, ieri Facebook ha presentato a Londra la soluzione pensata per le aziende, quella che era indicata come “Facebook at Work”. La piattaforma per le aziende quindi si chiama Facebook Workplace ed è il primo servizio di Facebook a pagamento: le aziende pagheranno in base al numero di utenti attivi sulla piattaforma.

    Qualche giorno fa avevamo anticipato che Facebook avrebbe presentato proprio il 10 ottobre 2016 una nuova piattaforma pensata esclusivamente per le aziende, un progetto a cui l’azienda di Menlo Park in realtà stava lavorando da un paio di anni con il nome di “Facebook at Work“. E ieri la presentazione è effettivamente avvenuta, a Londra, una novità assoluta anche questa che di fatto sancisce la prima volta che Facebook presenta un nuovo servizio al di fuori degli Stati Uniti. La piattaforma ha lasciato il suo nome in codice per diventare Facebook Workplace, “luogo di lavoro”, e rappresenta la prima soluzione che Facebook rilascia per le aziende, un social network tutto per loro. Non solo, rappresenta anche la prima volta che Facebook cerca di monetizzare in maniera alternativa alla pubblicità.

    facebook worplace

    Il progetto era già in uso presso qualche organizzazione in versione beta, infatti si scopre che le aziende sono già più di 1.000 (come Starbucks, Danone e Campbell) e che su Facebook Workplace esistono già più di 100 mila gruppi attivi. Cinque sono i paesi che usano la piattaforma più si altri e sono India, Stati Uniti, Norvegia, Regno Unito e Francia. In sintesi Workplace è un luogo dove le aziende possono permettere una maggiore connessioni tra collaboratori e dipendenti, avendo a disposizione un proprio newsfeed, con la possibilità di fare anche chiamate in audio e in video. Rappresenta quindi la risposta a soluzione che già esistono sul mercato, di fatto Workplace non è una novità. E’ la sfida che Facebook lancia a LinkedIn, ma anche a Yammer o a Slake.

    facebook workplace profilo

    Come detto, Facebook Workplace è un servizio a pagamento e il costo che le aziende pagheranno sarà calocato in base al numero effettivo di utenti attivi, quindi non sarà un abbonamento mensile. E il costo per utente sarà così composto:

    • fino a 1.000 utenti: 3 dollari per utente;
    • da 1.001 a 10.000 utenti: 2 dollari per utente;
    • da 10.001+ : 1 dollaro per utente.

    Inoltre, per testare il servizio, le aziende possono usare Facebook Worplace gratis per i primi 3 mesi.

    Alcune caratteristiche di Facebook Workplace:

    facebook workplace chat live video

    • gruppi e gruppi multi-aziendali – caratteristica mutuata da Facebook e qui sarà possibile condividere, oltre documenti, immagini, anche i video live; ci sarà anche la possibilità di creare gruppi multi-aziendali;
    • chat di lavoro – un’applicazione che sembra essere simile a Messenger con la possibilità di fare call di gruppo o individuali;
    • streaming dei Live Video – uno dei punti di forza di Facebook Workplace è la possibilità di condividere live video con i dipendenti di un’azienda, una possibilità che potrebbe essere sfruttata in diversi ambiti; un elemento che pone la piattaforma davanti alle concorrenti non ancora in grado di fornire questa possibilità.

    Facebook Workplace è senza pubblicità e non sarà collegato a Facebook, quindi non ci sarà alcuna relazione tra l’utente registrato sul social network e lo stesso utente che a sua volta usa Workplace, il login sarà quindi separato.

  • Twitter, ecco la settimana dedicata al Food – #ItalyFoodWeek

    Twitter, ecco la settimana dedicata al Food – #ItalyFoodWeek

    Con il patrocinio del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Twitter annuncia la prima edizione della settimana dedicata al cibo e alla qualità italiana, #ItalyFoodWeek. Per 7 giorni, dal 14 al 20 ottobre 2016, aziende, esperti e appassionati del mondo Food potranno utilizzare Twitter per condividere informazioni, opinioni e diventare protagonisti.

    Twitter, con il patrocinio del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, è lieta di annunciare la prima edizione della #ItalyFoodWeek l’iniziativa che, da venerdì 14 a giovedì 20 ottobre, celebrerà le eccellenze del Made in Italy agroalimentare. Per sette giorni, aziende ed esperti del mondo Food, ma anche semplici appassionati di cibo, animeranno su Twitter conversazioni legate al tema.

    La #ItalyFoodWeek si orienterà su tematiche legate al cibo e all’alimentazione, dai prodotti tipici o a chilometro zero, dal vino alla cucina stellata, passando per argomenti di interesse comune ed attualità, quali le conoscenze nutrizionali o la lotta agli sprechi alimentari. Da oggi fino alla data di inizio il 14 ottobre, chiunque potrà prepararsi per partecipare alla conversazione per conoscere, chiedere, condividere o dire la propria, entrando in contatto con aziende, professionisti del settore e altri appassionati di cibo in tutta Italia.

    Ringraziamo Twitter Italia per questa iniziativa – afferma il Ministro Maurizio Martina – perché raccontare l’agroalimentare italiano e le sue eccellenze, valorizzarle e promuoverle nel mondo, significa anche saper sfruttare al meglio le potenzialità dei social network. È proprio questa la forza del nostro sistema: sapersi rinnovare nella tradizione, mantenendo ben salde le proprie radici. Abbiamo incredibili esperienze nella filiera agroalimentare che sono un patrimonio assoluto e possono esprimere tutto il loro valore attraverso la rete.”

    Siamo entusiasti di creare, attraverso questa iniziativa, una piazza virtuale che consenta di celebrare le eccellenze del cibo Made in Italy in una settimana in cui già si svolgeranno in tutto il mondo eventi legati al tema del cibo e dell’alimentazione – ha dichiarato Livia Iacolare, Head of Media Partnership di Twitter Italia – L’#ItalyFoodWeek permetterà di creare un dialogo su tematiche importanti legate all’alimentazione e potrà coinvolgere – grazie alle caratteristiche della nostra piattaforma – chiunque vorrà prenderne parte. Non vediamo l’ora di scoprire le conversazioni e i contenuti che nasceranno da queste giornate”.

    #italyfoodweek

    Temi e hashtag della #ItalyFoodWeek

    La settimana sarà scandita ogni giorno da un tema specifico, definito da un hashtag diverso per ogni giorno della #ItalyFoodWeek:

    Venerdì 14 ottobre, #zerosprechiFW  – In occasione della celebrazione alla FAO della Giornata mondiale dell’Alimentazione, sarà possibile condividere sulla piattaforma contenuti su un tema di grande importanza: lo spreco alimentare e le strategie per combatterlo.

    Sabato 15 ottobre – #kmzeroFW – Un approfondimento dedicato alla filiera corta: caratteristiche, produzioni, riflessi sull’ambiente.

    Domenica 16 ottobre – #apranzoinsiemeFW – Cibo e condivisione: un appuntamento per scoprire tanti modi per stare insieme mangiando. Durante la giornata un focus sarà dedicato sull’Agrogeneration: giovani e start up agroalimentari.

    Lunedì 17 ottobre – #prodottitipiciFW – Una giornata dedicata ai prodotti italiani di qualità certificata Dop e Igp: storia, tradizioni, ricette e curiosità.

    Martedì 18 ottobre – #vinoFW – Vini e cantine: un incontro su etichette e produttori che portano in alto il nome dell’Italia nel mondo.

    Mercoledì 19 ottobre – #cucinaFW – Cucina e chef: dalle ricette di famiglia a quelle dei più grandi cuochi d’Italia per raccontare l’amore per la tavola.

    Giovedì 20 ottobre – #ciboesaluteFW – Nutrizione e salute: dalla spesa alla tavola, passando per i fornelli.

    I Tweet e le conversazioni della settimana si arricchiranno con l’Emoji dedicata, che comparirà semplicemente utilizzando l’hashtag #ItalyFoodWeek o uno degli altri hashtag ufficiali delle diverse giornate. Inoltre il sito www.italyfoodweek.it e un canale Periscope dedicato all’iniziativa permetteranno a produttori, aziende, esperti ed appassionati di essere costantemente aggiornati e assistere agli collegamenti in diretta dei protagonisti e degli altri utenti in live streaming.

    Molte le personalità del mondo Food che hanno già espresso la loro volontà di partecipare all’iniziativa e che Twitteranno durante la settimana, tra cui per citarne alcuni, gli Chef stellati Bruno Barbieri e Rosanna Marziale, Riccardo Casiraghi e Stefano Paleari fondatori di GNAMBOX, la vincitrice della quinta edizione di MasterChef Italia Erica Liverani e i finalisti Alida Gotta e Lorenzo De Guio, Francesca Romana Barberini conduttrice di Alice Club, il club della buona tavola, il vincitore della seconda stagione di Hell’s Kitchen Italia Mirko Ronzoni e il “Cuoco Contadino” Pietro Parisi.

    Questi invece alcuni consigli per prendere parte alle conversazioni su #ItalyFoodWeek

    1. Usa gli hashtag! Ricordati sempre di utilizzare l’hashtag dell’iniziativa #ItalyFoodWeek, ma soprattutto quello legato al tema del giorno per prendere parte alla conversazione.
    2. Immagini, video e streaming Periscope sono sicuramente un modo per rendere i tuoi Tweet ancora più interessanti e coinvolgenti. In particolare i contenuti in streaming su Periscope saranno molto visibili perché sarà attivo un canale dedicato.
    3. Se sei un’azienda, un produttore o un ristoratore avrai sicuramente da raccontare qualcosa dei tuoi prodotti che li rende unici e inimitabili: il processo o il luogo di produzione, una particolare varietà di materia prima, ricette uniche e creative… Rendi questo parte del tuo racconto!
    4. Appassionati, esperti di settore e altre figure pubbliche sono su Twitter. Crea delle liste per raccoglierli tutti, menziona il loro @username nei tuoi Tweet o taggali nelle tue immagini per attirare la loro attenzione. Interagisci con loro per rendere la conversazione ancora più coinvolgente.
    5. Lasciati ispirare! Scopri quello che viene detto dagli altri su Twitter per trovare spunti che si adattino anche al tuo racconto o Tweet con i quali vorresti interagire.

    Allora, preparatevi ad una settimana decisamente appetitosa a 140 caratteri!

  • E finalmente Twitter Momenti è disponibile anche in Italia

    E finalmente Twitter Momenti è disponibile anche in Italia

    Dopo aver annunciato lo scorso agosto che Twitter Moments sarebbe stato aperta a tutti, ecco che Twitter da oggi rende disponibile Twitter Momenti anche in Italia. Da oggi quindi gli utenti potranno creare le proprie storie, raccontando news e fatti con tweet ed opinioni correlate.

    L’attesa è durata un anno dal lancio ufficiale di Twitter Moments, il lancio infatti è avvenuto nell’ottobre del 2015. Ma da oggi Twitter Moments è disponibile anche in Italia. Un annuncio che si attendeva proprio in queste settimane dopo che ad agosto era stato annunciato che la funzionalità sarebbe stata aperta a tutti. Quello che era definito inizialmente come “Project Lightning”, per via dell’iconcina del fulmine che lo contraddistingue, da oggi finalmente arriva anche in Italia.

    Come sappiamo, anche perché abbiamo seguito molto da vicino Twitter Momenti proprio attendendo questo annuncio, all’inizio il servizio veniva gestito da una redazione interna a Twitter, la quale selezionava i “momenti” attraverso un’attività di content curation, scegliendo i temi e quindi i contenuti correlati, ossia tweet, immagini, video da Periscope e Vine. Ma l’obiettivo, come appunto è stato dichiarato lo scorso 9 agosto, era sempre stato quello di rendere Twitter Moments aperto a tutti, nel senso che ogni utente potesse liberamente raccontare le proprie storie e come le stesse si sviluppano.

    twitter moments momenti

    Come creare storie con Twitter Momenti

    Per iniziare a creare dei Momenti, basta cliccare il bottone “Altro” su un Tweet, quello che si vede in basso contrassegnato dai tre pallini orizzontali, selezionare “Nuovo Momento” per aggiungere il Tweet a un nuovo Momento e creare la propria storia su Twitter. Ogni Momento completato o in bozza sarà salvato nella sezione Momenti all’interno propria pagina profilo su Twitter.com.

    I Momenti permettono al agli utenti, ai brand e ai creatori di contenuti in generale, di creare e vivere storie ancora più ricche, raccogliendo una molteplicità di Tweet diversi che, insieme, rendono Twitter uno strumento così potente.

    Ecco alcuni dei Momenti creati dai partner e brand che hanno testato questa funzionalità in Italia nei mesi passati:

    Rai Sport – Il beach volley italiano entra nella storia

    Grande Fratello Vip – #GFvip, Best Moments – Week 1

    Trash Italiano – Maria Express – Ritorno agli Elios

    Samsung Italia  – #GalaxyS7RioStories

    Suggerimenti per creare storie con Twitter Momenti

    Questi invece i suggerimenti su come creare i propri Momenti:

    1. I Momenti sono un modo per raccontare storie su Twitter tramite una collezione di Tweet.
    2. Le storie migliori hanno un inizio, una metà e una fine. E così dovrebbe essere il tuo Momento.
    3. Fai un titolo breve, ma descrittivo.
    4. Usa la descrizione per dare un assaggio di quello che la gente troverà nel tuo Momento.
    5. Dai vita al tuo Momento con foto, GIF, video e Vine.
    6. Non troppo lungo, non troppo corto. Rendi veloci i Momenti con circa 10 Tweet.
    7. Rendi i tuoi Momenti mobile friendly usando solo la parte rilevante delle immagini e tagliando il resto.
    8. I tuoi Momenti possono includere i Tweet di chiunque — i tuoi, dei tuoi amici o del ragazzo della porta accanto.
    9. La tua foto di copertina è come la copertina di un libro. Scegline una a cui le persone non riescano a resistere!
    10. Quando stai creando un Momento, trova facilmente altri Tweet scorrendo la pagina verso il basso.
    11. Non fare troppo affidamento sui link. Prova a raccontare tutta la storia dentro il tuo Momento.
    12. Top Tweet della settimana? Miglior GIF del giorno? Sono alcuni suggerimenti per grandi Momenti.

    Twitter Momenti viene oggi lanciato in tutto il mondo e per ora sarà possibile utilizzarlo solo su twitter.com, presto sarà disponibile anche sull’app mobile di Twitter.

    Allora, siete pronti anche voi ad utilizzare questa nuova modalità?

  • Premio Cuore Digitale, l’incontro delle abilità straordinarie

    Premio Cuore Digitale, l’incontro delle abilità straordinarie

    Si terrà il 29 e il 30 settembre 2016, presso il Press Point di “Roma per il Giubileo”, la seconda edizione di Premio Cuore Digitale, quest’anno in una nuova veste, quella di hackathon inclusivo dedicato alle disabilità visive, organizzato dall’Associazione Cuore Digitale in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Roma.

    Da un’idea di Gianluca Ricci, presidente dell’Associazione Cuore Digitale, lo scorso anno nasce il “Premio Cuore Digitale”. Un premio istituito non solo per offrire un riconoscimento al talento di numerosi “inventori digitali”, impegnati nella realizzazione di soluzioni tecnologiche volte a migliorare la qualità di vita di persone con disabilità motorie e sensoriali ma anche per favorire l’incontro tra loro. Un incontro per nulla scontato, essenziale però per rendere efficace lo sviluppo di qualsiasi idea che possa trovare reale e utile applicazione tra le persone disabili e possa pertanto ritenersi innovativa.

    Locandina evento Premio Cuore DigitaleNella sua prima edizione “Premio Cuore Digitale” ha centrato in pieno il suo obiettivo, accogliendo il favore dei talenti digitali e delle principali Associazioni di categoria.
    Ora è quindi tempo di passare dalle parole ai fatti ed è così che per la seconda edizione del Premio, l’Associazione Cuore Digitale ha organizzato un hackathon inclusivo, dedicato allo sviluppo di soluzioni tecnologiche a favore di persone con disabilità visive. La collaborazione preziosa dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Roma permetterà ai team partecipanti di avere il continuo supporto e il riscontro di persone non vedenti e ipovedenti, che spiegheranno loro le proprie reali esigenze e li aiuteranno quindi a sviluppare al meglio le soluzioni tecnologiche ideate.

    Un hackathon che vedrà coinvolti 7 team che potranno scegliere di sviluppare soluzioni software o hardware e avranno per questo il supporto dei due principali partner dell’evento, la Fondazione IBM Italia e Intel Italia “Code for Good”.

    Fondazione IBM Italia metterà a disposizione IBM Bluemix®, la piattaforma cloud di IBM per lo sviluppo di app, e tutor a supporto dei partecipanti; tra i team anche le ragazze di “Progetto NERD? (Non E’ Roba x Donne?)”. La Fondazione, durante lo svolgimento dell’evento, terrà inoltre un corso sullo sviluppo di app con IBM Bluemix® ad un gruppo di ragazze e ragazzi con disabilità visive.

    Intel Italia fornirà invece delle schede di sviluppo Intel® Edison e dei tutor specializzati per permettere ai maker partecipanti di realizzare in breve tempo i loro prototipi.

    Oltre a Fondazione IBM Italia e Intel Italia sono tante le realtà che credono in Premio Cuore Digitale e che hanno sposato la “formula hackathon”:
    Google Italia, Ricoh Italia, Microsoft Italia, Fondazione Mondo Digitale, Elis, Link Campus University, Roma Makers, Eurizon Solutions Lab, Universitas Mercatorum, BCC Roma e le associazioni amiche di Cuore Digitale, FIABA onlus, Techsoup Italia e ItaliaCamp.

    L’evento ha inoltre l’onore di avere il patrocinio del Senato della Repubblica, di Roma Capitale, di Roma per il Giubileo e dell’Università di Tor Vergata.

    Elenco patrocini e partner evento Cuore Digitale 2016

    Non mancherà un momento di riflessione su temi quali il cyberbullismo e la violenza di genere, problemi gravi ed urgenti per la cui risoluzione l’Associazione Cuore Digitale vuole dare il suo contributo.

    Molte altre informazioni, come l’elenco degli ospiti e dei membri della giuria di qualità, potete trovarle sul sito web dell’associazione www.cuoredigitaleroma.org.

    Lo scorso anno Premio Cuore Digitale mi conquistò da “spettatore”, fui attirato da questa iniziativa che univa la tecnologia al sociale, due temi a cui tengo molto da sempre. La tecnologia utile è a mio avviso una priorità, in un mondo che ormai soffre di bulimia digitale, che va avanti concentrato sulla soddisfazione di bisogni indotti. Temevo che questo Premio potesse essere l’ennesimo evento “istituzionale”, che non portasse a nulla di concreto ma andai ad assistervi pieno di curiosità e nonostante il diluvio che caratterizzò quella giornata. Fu un evento di grande livello, non solo istituzionale; oltre alla Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica conferita al presidente dell’Associazione Gianluca Ricci, alla lettera di incoraggiamento e Benedizione Apostolica inviata da Papa Francesco, c’era il meglio dell’innovazione italiana, persone che dedicano il loro impegno e le loro competenze allo sviluppo di soluzioni tecnologiche che possano migliorare la qualità di vita di disabili e ammalati, tutto senza proclami ma con grande determinazione.

    Oggi in questa iniziativa sono coinvolto anch’io dopo aver conosciuto Gianluca Ricci, ideatore e presidente dell’Associazione, e i ragazzi che si impegnano con lui, con umiltà e senza secondi fini; si chiamano Pietro D’Amore, Massimiliano Vando e Pasquale Russo. Ragazzi splendidi con cui per me è un onore collaborare.

    In forza a Cuore Digitale c’è ora anche Maria Francisca Gutiérrez Milesi e insieme cercheremo di raccontarvi al meglio quello che accadrà il 29 e il 30 settembre. Seguiteci e partecipate su Facebook, dove faremo anche delle dirette streaming, e su Twitter seguendo l’hashtag #CuoreDigitale e l’account @CuoreDigitale.
    Vi aspettiamo!