Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Agli italiani piacciono i video in streaming e sono più di 4 milioni gli abbonati

    Agli italiani piacciono i video in streaming e sono più di 4 milioni gli abbonati

    Gli italiani sono sempre più appassionati di video in streaming, una ricerca dell’Osservatorio EY in Italia evidenzia che sono 19 milioni gli italiani che fruiscono di contenuti video online, cresciuti di quasi 3 milioni in un anno. Gli utenti italiani che decidono di abbonarsi sono 4,3 milioni: Netflix conta oltre mezzo milione di abbonati.

    Non è un mistero che gli italiani siano appassionati di video online, da sempre gli utenti hanno sempre amato il fatto di potersi costruire un proprio palinsesto per i contenuti video, decidendo che quello dovesse essere il modo di fruire contenuti video. Questa è una modalità che di fatto ha finito per trasformare il ruolo della televisione che, all’interno di questa trasformazione digitale ha saputo ritagliarsi un proprio ruolo, anche se non è più un ruolo centrale come lo era fino a qualche anno fa.

    L’indagine che ha presentato l’Osservatorio EY di recente a Capri rileva questo amore degli italiani per i video in streaming, per lo più di quei video trasmessi dagli Over The Top, vale a dire colossi come Facebook o Netflix. Gli italiani che decidono di fruire video in streaming, considerando quindi tutte le piattaforme gratuite e non, sono 19,1 milioni, con una crescita di quasi 3 milioni in anno (2,9 milioni), nel periodo compreso tra settembre 2016 e luglio 2017.

    video streaming italia netflix

    E cresce in maniera significativa anche il numero di chi decide di abbonarsi per fruire a pagamento di contenuti video. Secondo l’indagine EY, a giugno 2017 gli abbonati erano 4,3 milioni.

    E cosa guardano gli italiani in streaming?

    Tra i contenuti video preferiti ci sono cinema e serie tv, per gli utenti a pagamento, e intrattenimento, per i consumatori delle versioni gratuite. La metà di coloro che guardano contenuti video gratuiti utilizza le piattaforme digitali offerte dai principali broadcaster italiani, come RaiPlay, Mediaset.it, DPlay, La7.it. Mentre la ricerca evidenzia che tra i servizi a pagamento i servizi più utilizzati dagli italiani sono Netflix e Tim Vision, che hanno raggiunto e superato i 500.000 sottoscrittori già nei primi mesi del 2017. NowTV e Infinity, invece, possono contare a metà del 2017 di una base clienti attorno ai 300.000 sottoscrittori ciascuna.

    Il recente Rapporto del Censis aveva rilevato che l’11,1% degli italiani guarda programmi dalle piattaforme video, un dato che arriva al 20,6% tra i giovani con età compresa tra i 14 e i 29 anni.

  • Rapporto Censis, i social media sono oggi alla base nell’immaginario collettivo

    Rapporto Censis, i social media sono oggi alla base nell’immaginario collettivo

    Il 14° Rapporto Censis sulla comunicazione evidenzia come oggi i social media sono per gli utenti italiani alla base di un nuovo immaginario collettivo. Se prima era la Tv il mezzo che formava miti e simboli, oggi sono Facebook, YouTube, Instagram a esercitare questa funzione.

    E’ stato presentato oggi il 14° Rapporto Censis sulla Comunicazione, un rapporto che rappresenta come oggi il modo di comunicare, e di rapportarsi con gli strumenti di comunicazione e informazione, degli italiani stia cambiando nell’era del web e dei social media. Se il Censis da una parte registra una continua flessione del libri (sempre molto letti dalle donne) e dei quotidiani, dall’altra registra come sia mutato l’immaginario collettivo degli italiani. E’ interessante infatti osservare che se prima era la televisione, mezzo di comunicazione di massa, a formare miti e simboli a cui gli italiani in qualche modo si legavano, oggi questa funzione è esercitata dai Social Media. E sono quindi Facebook, YouTube, Instagram a creare miti e simboli che sono alla base del nuovo immaginario collettivo degli italiani.

    Va detto però che in cima all’immaginario collettivo degli italiani c’è il posto fisso, un “mito” che ancora resiste nonostante avanzino sempre di più esperienze di lavoro sempre più flessibili e sempre più smart.

    I Rapporto Censis fotografa il nostro paese, dal punto di vista della Comunicazione, una fotografia che è utile osservare per meglio comprender, anche dal punto di vista sociale, che cosa significa effettivamente per gli italia il digitale e le nuove tecnologie, fenomeni che stanno cambiando il modo di comunicare e informarsi.

    Restando sull’immaginario collettivo, va notato anche i social network (27,1%) sono subito dietro proprio la televisione (28,5%) tra i mezzi che esercitano più influenza su fattori centrali dell’immaginario collettivo di oggi. I social media sono poi al primo posto tra i 30-44 anni (34%).

    social media immaginario collettivo rapporto censis 2017

    Restando su quelli che sono i temi che solitamente trattiamo qui su InTime, e che interessano voi che ci leggete, il rapporto rileva che nel 2017 gli utenti di internet in Italia costituiscono il 75,2% della popolazione (+1,5% in più del 2016). Il telefono cellulare è usato dall’86,9% degli italiani, quota nella quale domina lo smartphone (69,6%). Proprio lo smartphone è il prodotto digitale che gli italiani hanno acquistato di più negli ultimi 10 anni (+190%).

    Guardando ai social media che gli italiani usano di più, il Rapporto Censis rileva che la piattaforma più usata dagli italiani è WhatsApp utilizzata dal 65,7% della popolazione complessiva e dall’85,8% dei giovani 14-29 anni; a seguire Facebook usata dal 56,2% della popolazione complessiva (79,9% giovani 14-29 anni); poi YouTube con 75,9% dei giovani e 49,6% della popolazione complessiva; Google+ con 34,3% dei giovani e 26,8% della popolazione complessiva; Amazon con 38,7% dei giovani e 26,7% della popolazione complessiva; Instagram, e qui notate il divario, con 48,6% dei giovani e 21% della popolazione complessiva.

    social media italia rapporto censis 2017

    La classifica continua, ma val la pena fare una nota su Twitter usato dal 26,5% dei giovani e dal 13,6% della popolazione. La piattaforma che si appresta a raddoppiare i caratteri da 140 a 280 caratteri è quindi sempre più lontana dagli italiani e soprattutto dai giovani. Altra nota val la pena farla su Telegram usata in Italia dal 9,7% dei giovani e dal 6,1% della popolazione complessiva. Riesce comunque a fare di meglio di Snapchat.

    Il Rapporto evidenzia anche che si registra un continuo allontanamento, online, tra giovani e anziani. Infatti, la quota di utenti della rete arriva al 90,5% tra i 14-29anni, mentre è ferma al 38,3% tra gli anziani 65-80 anni. il 75,9% dei giovani usa YouTube, come fa solo il 16,5% degli ultrasessantacinquenni; quasi la metà dei giovani (il 47,7%) consulta i siti web di informazione, contro appena il 17,6% degli anziani; il 40,9% dei primi guarda la web tv, contro appena il 7,4% dei secondi; il 39,9% dei giovani ascolta la radio attraverso lo smartphone, mentre lo fa solo il 3,5% dei longevi; su Twitter c’è più di un quarto dei giovani (il 26,5%) e un marginale 3,2% degli over 65. Si nota qui anche il caso opposto, quello dei quotidiani, per i quali l’utenza giovanile (il 23,6%) è ampiamente inferiore a quella degli ultra sessantacinquenni (il 50,8%).

    Allora che ne pensate?

  • Instagram introduce la possibilità di fare sondaggi con stickers sulle Stories

    Instagram introduce la possibilità di fare sondaggi con stickers sulle Stories

    Instagram continua ad arricchire le Instagram Stories con nuove funzionalità e nuovi strumenti. L’ultima funzione attivata nella versione numero 15 dell’app, per iOS e Android, è quella di fare dei sondaggi direttamente dalle Stories. Quindi con molta creatività.

    Le Instagram Stories sono per Instagram una funzionalità importante e abbiamo anche visto, qualche giorno fa come proprio le Instagram Stories abbiano contribuito a raggiungere il traguardo degli 800 milioni di utenti. Ed è per questo motivo che Instagram non finisce mai di arricchire questa funzionalità che riscuote molto successo con nuovi strumenti e nuove funzionalità.

    L’ultima funzionalità introdotta è la possibilità di fare sondaggi con gli stickers proprio attraverso le Stories con molta creatività, come è logico che sia trattandosi, appunto, di una funzionalità che gioca molto sulla creatività degli utenti.

    sondaggi sticker instagram stories

    Come fare sondaggi sulle Instagram Stories?

    E’ molto semplice, una volta aggiunta la vostra immagine non dovete fare altro che trascinare lo sticker dei sondaggi all’interno dell’immagine. Fatto questo, potrete ottimizzare il sondaggio con domande o scelte da sottoporre ai vostri utenti. Gli stessi utenti che interagiranno con la vostra storia potranno scegliere una opzione e ovviamente avrete modo di visualizzare i risultati complessivi. Per farlo vi basterà scorrere verso l’alto (l’operazione che fate adesso per vedere chi ha interagito con la vostra storia) per scoprire l’azione che hanno scelto di compiere gli utenti. Anche i sondaggi, così come le Instagram Stories, avranno una durata massima di 24 ore.

    instagram stories selezionatore colori allineamento

    Insieme ai sondaggi ci sono altri due nuovi strumenti, come il selezionatore di colori con cui aggiungere alla modalità testo uno dei colori dell’immagine stessa; o anche il nuovo strumento di allineamento per testo e adesivi per meglio centrali sull’immagine (quest’ultimo per ora solo per iOS).

    I sondaggi con stickers sulle Instagram Stories e i nuovi strumenti saranno disponibili con la nuova versione numero 16 dell’app (iOS e Android).

  • La terza edizione del Premio Cuore Digitale va a Neuron Guard, ma vincono tutti

    La terza edizione del Premio Cuore Digitale va a Neuron Guard, ma vincono tutti

    Neuron Guard si è aggiudicata la terza edizione del Premio Cuore Digitale, iniziativa che quest’anno aveva come tema la scienza e la tecnologia al servizio delle persone raccontate dalle donne. Ma a vincere sono tutte le startup che hanno presentato le loro idee e  i loro dispositivi e vince anche l’associazione che con il presidente Gianluca Ricci lancia l’idea di una “Casa digitale”.

    Il Premio Cuore Digitale cresce e appassiona sempre di più proponendo idee e startup che davvero sono da considerare un vanto per il nostro paese. Il Premio è giunto alla terza edizione ma la qualità delle idee e delle startup viste ieri nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani a Roma è davvero di altissimo livello.

    Ad aprire l’evento è stato il “padrone di casa”, il presidente del Senato Pietro Grasso che si è anche intrattenuto poco prima dell’evento incontrando le startup in lizza per il premio. Grasso ha partecipato con molta emozione è ha tenuto a sottolineare come la tecnologia e l’innovazione oggi siano utili per migliorare la vita dei malati. Queste le parole di Grasso aprendo la terza edizione del Premio Cuore Digitale:

    Hanno tutta la mia ammirazione le donne e gli uomini che mettono al servizio della collettività, in particolare di chi è più fragile – la loro creatività, le loro competenze e il loro ingegno. Grazie al loro impegno, e’ cambiata in meglio la vita di molte persone per le quali sono cadute molte barriere, molti ostacoli prima considerati insormontabili. (…) Sono invenzioni geniali (riferendosi alle startup n.d.r.) che utilizzano la tecnologia per migliorare la vita delle persone che si trovano in situazioni di difficoltà. Ringrazio tutti voi che vi adoperate a migliorare la vita degli altri”.

    cuore digitale pietro grasso

    Il primo premio è andato a Neuron Guard, la startup che ha realizzato un dispositivo che ha realizzato un dispositivo tecnologico che aiuta a ridurre il rischio di danni cerebrali in caso di ictus. E’ una nuova conferma, insieme alle tante ricevute finora anche a livello internazionale, di quanto la tecnologia possa davvero essere di aiuto in situazione impensabili solo fino a poco tempo fa.

    Vince Neuron Guard ma a vincere sono davvero tutte le startup che hanno presentato idee e dispositivi davvero di altissimo livello. Come Robomate, il robot che aiuta i bambini affetti da autismo ad interagire meglio con l’esterno e con gli altri; Endo-Sight, un sistema basato su Realtà Aumentata che aiuta i chirurghi a intervenire con precisione nella rimozione dei tumori; PD Watch, il dispositivo indossabile che aiuta nella diagnosi del morbo di parkinson; e di IntendiMe un sistema basato su tecnologia indossabile che offre un aiuto a tutte le persone che soffrono di disabilità uditiva. Tutte queste startup hanno comunque vinto, per la passione che mettono per realizzare soluzioni davvero utili.

    cuore digitale giusy versace

    Durante la tavola rotonda “Il valore dell’interazione uomo-macchina – le protesi tecnologiche”, moderata dalla giornalista Roberta Ammendola, i ricercatori Lorenzo De Michieli dell’Istituto Italiano di Tecnologia e Daniele Mazzei del “Centro E. Piaggio” dell’Università di Pisa, hanno eseguito la dimostrazione del funzionamento di mani robotiche realizzate grazie alla collaborazione tra i due istituti di ricerca, dimostrazione a cui si è prestata anche l’atleta paralimpica Giusy Versace, madrina della manifestazione. E la Versace, con carisma e passione, ha sottolineato il fatto che oggi l’innovazione deve essere attenta alle persone e deve essere più diffusa, invitando a creare spazi di confronto tra startup, aziende, istituzioni e associazioni.

    cuore digitale gianluca ricci

    In apertura del premio, subito dopo Grasso, era stato proprio Gianluca Ricci a parlare di “Casa digitale”, richiamando il nostro paese ad uno scatto culturale:

    La cultura in Italia negli ultimi anni ha passato diverse fasi, sono nate nel tempo la Casa del Cinema, la Casa dell’Architettura, la Casa della Musica; è il momento di far nascere una Casa del Digitale. erve un luogo comune che favorisca l’incontro tra i giovani talenti, le aziende, le istituzioni, la stampa e la cittadinanza, un luogo dove i problemi e i bisogni reali delle persone possano trovare nell’innovazione tecnologica una soluzione concreta, per far sì che la smart city, di cui tanto si parla, possa diventare una città realmente inclusiva, una città per tutti”.

    E la terza edizione del premio Cuore Digitale è stata molto seguita sui social media. Grazie a Talkwalker abbiamo potuto rilevare 980 risultati da 221 autori unici, con una reach di 14,5 milioni e un coinvolgimento netto di 1.600 utenti. Interessante notare come le fasce di età più coinvolte siano state quelle tra i 25 e i 44 anni.

    C’è davvero voglia e interesse a condividere innovazioni e tecnologie che siano utili a tutti, senza alcun tipo di distinzione e Cuore Digitale ne è la dimostrazione chiara.

    Qui trovate una gallery con le foto dei protagonisti del premio.

  • Twitter pronto per i 280 caratteri, ma il modifica tweet sarebbe più utile

    Twitter pronto per i 280 caratteri, ma il modifica tweet sarebbe più utile

    Twitter ha annunciato di aver avviato una fase di test, per un gruppo ristretto di utenti, per estendere lo spazio a 280 caratteri. Sarebbe l’addio definitivo ai 140 caratteri, il vero carattere distintivo della piattaforma. Ma davvero questo potrebbe risollevare Twitter? Forse sarebbe stato meglio pensare al modifica tweet.

    Se prima dovevamo essere 10 mila, adesso siamo sicuri che Twitter è pronto ad abbandonare il limite dei 140 caratteri. Anzi, sarebbe stato meglio, forse (e qui in tanti dovremmo fare “mea culpa”), se non si fosse parlato di “limite” ma più di caratteristica. Già, perchè la vera caratteristica di Twitter stava proprio in 140 caratteri. Adesso, come ormai ufficializzato, Twitter è pronto a raddoppiare i caratteri, arrivando a 280, esattamente il doppio. In questo modo è come se si avesse lo spazio per due tweet in uno.

    Certo, si tratta di una piccola, grande, rivoluzione per Twitter che ha bisogno, come detto in più occasioni qui sul nostro blog, di innovare il prodotto, quello che a gran voce richiedevano gli investitori e anche gli utenti. Gli utenti, il vero problema di Twitter che restano fermi al palo, per due trimestri consecutivi, dei 328 milioni totali. C’era bisogno di una scossa, di un qualche cosa che facesse sembrare la piattaforma viva e aperta a tutti. Di questo ne siamo tutti consapevoli, ma permetteteci di sostenere che questo dei 140 caratteri non era il primo dei problemi.

    twitter 280 caratteri

    Twitter giustifica questo cambiamento in ragione del fatto che ci sono paesi come la Corea del Sud, il Giappone che grazie al loro idioma sono in grado di esprimere un pensiero che sarebbe lungo più di 280 caratteri, ma loro lo esprimono in pochi simboli e tutto torna. Diversamente, se volessimo esprimere quello stesso pensiero in inglese, o anche in italiano, lo spazio dei 140 caratteri non ci basterebbe. Ed ecco quindi la motivazione di abbandonare i 140 caratteri raddoppiandoli. Del resto, questo lo si sapeva da tempo, è noto, infatti, che Twitter sia la seconda piattaforma più usata in Giappone. Twitter è molto usato dei paesi del sud est asiatico proprio per questo motivo. Una percentuale di utilizzo che non si conferma nei paesi occidentali. Allora, Twitter si allara a 280 caratteri.

    Eppure, non era difficile scrivere in 140 caratteri, bastava semplicemente scrivere nello spazio tutto il pensiero e poi “ripulirlo” delle parole che non servivano. Adesso invece sarà tutto più semplice. Per avere un esempio basta guardare il tweet con cui Jack Dorsey annuncia la grande novità, è in uno spazio da 280 caratteri.

    In verità ci saremmo aspettati l’estensione dei caratteri attraverso la funzionalità dei “tweetstorm”, di cui molto si è parlato nei giorni scorsi, ed è probabile che non venga cassata del tutto. Staremo a vedere.

    Però, come dicevamo all’inizio, davvero i 140 caratteri non erano, a nostro avviso, il vero problema. Quello che davvero gli utenti hanno chiesto a gran voce prima di tutto era, semplicemente la possibilità di avere un “modifica tweet”, la possibilità di poter modificare il contenuto, con qualsiasi modalità si desiderava. Lo chiediamo qui sul nostro blog ormai da due anni. Le opzioni e, soprattutto, i suggerimenti degli utenti erano stati presi in considerazione proprio da Jack Dorsey che a fine dello scorso anno aveva chiesto alla base utenti quali fossero le necessità. E tutti avevano risposto “edit tweet”, modifica tweet. Dorsey stesso aveva annunciato che presto ci sarebbero state novità in questo senso, ma nulla.

    Si è preferito invece perdere da subito la vera caratteristica di Twitter per dare spazio al doppio dei caratteri.

    Ma davvero adesso si riuscirà ad esprimere in 280 caratteri quel mood ironico che ha fatto la fortuna di tanti utenti, oggi delle vere e proprie star? Immaginate un meme a 280 caratteri? No, perchè perde proprio la sua natura. Adesso tutti scriveranno lunghi pensieri, ma non troppo perchè poi a 280 caratteri si fa presto ad arrivare.

    Insomma, Twitter oggi perde un po’ la sua natura, diciamocelo. Perde la sua caratteristica principale. Ma, la tempo stesso, si innova, si desta, da un segnale che qualcosa si muove.

    Per verificare l’efficacia dei 280 caratteri non ci resterà che aspettare. Per poi continuare a lamentarci dell’assenza del modifica tweet.

  • Dopo un anno Microsoft inizia ad integrare LinkedIn all’interno di Office 365

    Dopo un anno Microsoft inizia ad integrare LinkedIn all’interno di Office 365

    A distanza di poco più di un anno dall’acquisizione, Microsoft comincia ad integrare LinkedIn all’interno di Office 365, l’evoluzione in cloud di Microsoft Office. Non è un’integrazione completa con i software di Redmond, ma è comunque un segnale di come il social network per il business potrebbero essere integrato.

    Era il mese di giugno del 2016 quando Microsoft ufficializzò l’acquisizione di LinkedIn per la cifra di 26,2 miliardi di dollari, un’acquisizione che di fatto sanciva l’ingresso di Microsoft nel mondo dei social media. Da allora però da Redmond non è stata avviata nessuna attività concreta per utilizzare la grossa mole di dati che LinkedIn tiene in serbo, eppure era chiaro a tutti che questa integrazione, prima o poi sarebbe dovuta avvenire. E quindi, in occasione del Microsoft Ignite 2017, l’evento annuale della casa di Redmond, che si sta tenendo ad Orlando in Florida (Usa), è stata presentata una nuova versione di Office 365 (le versione in cloud di Microsoft Office) che prevede un’integrazione con LinkedIn.

    Non si tratta di una integrazione vera e propria, per la verità, in pratica nella nuova interfaccia di Office 365 compare una card LinkedIn premendo la quale si accede direttamente al proprio profilo sul social network del business, oppure ai profili di professionisti e colleghi, senza dover accedere da LinkedIn. Per attivare la Profile Card (questo il nome della funzionalità) non si dovrà fare altro che collegare il proprio profilo di Office 365 al profilo LinkedIn e, da quel momento, sarà possibile visualizzare tutte le informazioni, il calendario e tutti i contatti.

    LinkedIn Office 365 Profile Card

    Obiettivo è quello di arrivare all’integrazione del LinkedIn Graph e del Microsoft Graph per creare un ambiente di lavoro moderno, dove applicazioni per il business (come i software che offre Microsoft) si integrano con le funzionalità di contatto che offre LinkedIn. E così il cerchio si chiude.

    L’integrazione presentata oggi in Florida sarà completa entro le prossime settimane su Enterprise Outlook Web, SharePoint e OneDrive for Business; in seguito dall’account Microsoft personale su Outlook Web e poi, infine, su altre piattaforme come la versione desktop di Outlook, Outlook iOS e altri prodotti di Office “nei prossimi mesi”.

    Microsoft comincia adesso a fare sul serio e a dare un senso al suo investimento, integrando la piattaforma all’interno dei suoi tanti software per il business, in modo da sfruttare i dati di LinkedIn.

    E voi che ne pensate?

  • Genius, la soluzione intelligente e digitale di Eni gas e luce per risparmiare sulla bolletta

    Genius, la soluzione intelligente e digitale di Eni gas e luce per risparmiare sulla bolletta

    La tecnologia oggi è in grado di sviluppare strumenti che possono aiutarci nella gestione della casa. Un esempio da questo punto di vista è Genius, la soluzione intelligente e digitale di Eni gas e luce che aiuta a diminuire i consumi di casa tua, grazie agli strumenti “Il Tuo Profilo Energetico”, “La Tua Offerta Ideale” e “Il Tuo Diario Energetico”.

    La tecnologia e il digitale oggi hanno invaso la nostra vita a 360°, un dato di fatto sotto gli occhi di tutti. Grazie a nuovi dispositivi che sfruttano il potenziale tecnologico oggi in circolazione, riusciamo a comunicare meglio e a gestire aspetti della nostra vita con grandi vantaggi. Un esempio è quello di utilizzare strumenti altamente tecnologici che ci permettono addirittura di poter risparmiare sulla nostra bolletta luce e gas di casa. Espedienti impossibili solo rispetto a qualche anno fa e che permettono all’utente di avere il pieno controllo di quello che consuma.

    E siccome siamo molto attenti a proporvi soluzioni altamente tecnologiche, oggi vogliamo parlavi di una in particolare che ci ha colpiti per la sua facilità di utilizzo e per la sua grande efficacia. Si tratta di Genius, la soluzione intelligente e digitale di Eni gas e luce, che permette di risparmiare sui consumi, personalizzando il consumo di energia per usarla meglio e usarne meno.

    La caratteristica di Genius è la presenza di tre strumenti che, analizzando i consumi domestici di gas e luce, permette di trovare l’opzione migliore per le esigenze di ogni utente.

    Il Tuo Profilo Energetico

    Sappiamo bene quanto sia importante usare bene l’energia per riuscire a contenere gli sprechi energetici. Con questo primo strumento è possibile verificare subito quanto consuma la casa e calcolare il proprio profilo energetico attraverso questi semplici passaggi:

    • scegliere quale tipologia di consumi si intende conoscere (acqua calda e cucina 2 minuti, elettrodomestici 4 minuti, riscaldamento e luce 5 minuti);
    • scoprire come migliorare: in base al risultato, Genius svela come ottimizzare i consumi e limitare la spesa energetica;
    • seguire i pratici ed utili consigli di per rendere più efficiente la propria casa.

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    La Tua Offerta Ideale

    Genius offre anche la possibilità selezionare la propria offerta ideale, rispondendo ad alcune domande per poter elaborare l’offerta più adeguata alle proprie esigenze. Basta infatti:

    • rispondere ai quesiti posti da Genius relativi all’utilizzo dell’energia domestica;
    • scoprire l’offerta più adatta alle proprie necessità, che Genius fornirà in base ai dati analizzati;
    • approfondire i vantaggi dell’offerta su misura proposta da Genius, che potrà essere subito attivata online.

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    Il Tuo Diario Energetico

    Grazie a questo strumento è possibile monitorare i consumi energetici e ridurre gli sprechi di energia attraverso suggerimenti mirati sullo stile di vita dell’utente. Tutti i clienti luce possono accedervi gratuitamente, ogni volta che lo desiderano. Non si dovrà fare altro che visitare la propria area personale My Eni. Ecco cosa offre:

    • monitoraggio costante dell’energia consumata a casa; analisi dei consumi energetici: monitora costantemente quanta energia consuma la propria casa;
    • confronto con case simili alla propria accedendo all’area personale My Eni;
    • consigli mirati sui consumi domestici.

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    Con Eni gas e luce c’è Genius, la generazione di strumenti digitali che ti consente di personalizzare l’energia di casa. Così puoi usarla meglio e usarne meno. Perché con Genius, l’energia è tua.

    Insomma, se siete alla ricerca di uno strumento e di una soluzione per eliminare gli sprechi energetici, allora Genius è quello che fa per voi.

    [In collaborazione con Eni gas e luce]

     

  • Talkwalker lancia la Sentiment Analysis con l’Intelligenza Artificiale

    Talkwalker lancia la Sentiment Analysis con l’Intelligenza Artificiale

    Talkwalker, l’azienda lussemburghese che offre una tra le più usate piattaforme per la social media analytics, lancia un nuovo modo di fare la Sentiment Analysis. La nuova tecnologia è sviluppa grazie all’Intelligenza Artificiale, in questo modo l’azienda fornirà il 90% di accuratezza sui risultati per i brand.

    La Sentiment Analysis è uno degli aspetti della social media analysis tra i più importanti, perchè permette di capire, dato un numero di dati rilevati, quale sia la tendenza prevalente, positiva o negativa. E’ un aspetto che, soprattutto dalle aziende, è stato sempre visto con molto interesse, anche se, va detto, i risultati non raggiungevano mai un’accuratezza precisa. La ricerca, da questo punto di vista, è andata avanti a passi da gigante negli ultimi anni e la notizia che stiamo per darvi in effetti lo dimostra.

    talkwalker intelligenza artificiale sentiment analysis

    Talkwalker, azienda lussemburghese che offre una tra le più usate piattaforme per la social media analytics, lancia un nuovo modo di fare la Sentiment Analysis. La nuova tecnologia di sentiment analysis è stata sviluppata grazie all’Intelligenza Artificiale, che consente ai brand di fotografare il sentiment dei consumatori con il 90% di precisione. Gli algoritmi, dotati di profonde capacità di apprendimento, comprendono il significato di frasi complesse e sono in grado di determinare accuratamente le attitudini del cliente e le sue reazioni contestuali all’interno dei tweet, dei post e degli articoli, rendendola la tecnologia di sentiment analysis più avanzata sul mercato.

    Robert Glaesener, CEO di Talkwalker, dando l’annuncio dell’importante lancio, ha dichiarato:

    Un tweet sarcastico è stato sufficiente a mettere in ginocchio un rilevamento del sentiment basato sulle parole chiave, ma le nostre reti neurali sono già in grado di comprendere il sarcasmo e l’ironia a livelli basici. I brand saranno finalmente in grado di esaminare non solo l’andamento macro degli atteggiamenti dei clienti su un’ampia mole di dati, ma otterranno anche risultati molto dettagliati e spendibili. Si tratta di uno strumento unico sul mercato e stabilisce un nuovo standard nella sentiment analysis. Essere in grado di classificare accuratamente il sentiment è solo l’inizio. La definizione di standard di riferimento per determinare lo “stato di salute” dei marchi, l’analisi integrata dei dati di sentiment con informazioni demografiche o con le caratteristiche dei singoli prodotti nella nostra piattaforma: è qui che avviene la vera magia”.

    Le rilevazioni non affidabili del sentiment, basate sulla valutazione di parole-chiave o su categorie predefinite, hanno afflitto gli analisti per anni. I livelli verificati con precisione tipicamente si aggirano tra il 50% e l’80%, per questa ragione molti brand sono portati a taggare manualmente i risultati o addirittura a tralasciare gli indicatori di sentiment dai loro report.

    Per arrivare a questo tipo di risultato, Talkwalker ha addestrato diversi prototipi machine learning con decine di milioni di dati utili puliti, una metrica fondamentale per avere risultati sempre coerenti per ogni tema. Questo permette ai clienti di ottenere immediatamente risultati significativi per qualsiasi progetto.

    Insomma, si tratta di un grosso passo in avanti verso una sentiment analysis sempre più affidabile e non è un caso che a proporlo sia proprio Talkwalker. Già, perchè l’azienda lussemburghese è stata la prima società di social listening a rilasciare una tecnologia proprietaria di image recognition per marchi, luoghi e oggetti nel 2016. Una tecnologia che copre una vasta maggioranza del web “visivo”, con oltre 100 milioni di immagini elaborate ogni giorno su Twitter, Instagram, Facebook, siti di notizie online e altre fonti. Questo ha fatto sì che Talkwalker si consolidasse come azienda leader nel campo dell’Intelligenza Artificiale e innovatrice in quello del social listening.

  • Sicurezza e Tecnologia, ecco le app per la sicurezza personale

    Sicurezza e Tecnologia, ecco le app per la sicurezza personale

    La Tecnologia è in grado di offrire un aiuto per la propria sicurezza? QualeScegliere.it ha testato le applicazioni a disposizione, selezionando le migliori e segnalando quelle più adatte a seconda delle varie esigenze: se SecurWoman 2.0 è la soluzione più completa, Siamo Sicure! e S.H.A.W. offrono molte informazioni utili, bSafe è perfetta per le giovani smart e Where Are U è il progetto ufficiale del NUE 112.

    La Tecnologia è in grado di offrire un aiuto per la propria sicurezza? La risposta è sì e oggi abbiamo modo di scoprirne di più grazie a uno studio di QualeScegliere.it, il contenitore online di guide, consigli, recensioni e informazioni utili per il consumatore digitale, che ha testato e selezionato le migliori applicazioni, segnalando quelle più adatte a seconda delle varie esigenze. Purtroppo i fatti di cronaca recenti non offrono un quadro confortante, ma quanto meno si prova a suggerire queste applicazioni che possono offrire una maggiore percezione di sicurezza.

    Un’analisi Istat, del marzo 2017, rilevava che il numero delle donne che ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale supera i 6 milioni in Italia, mentre sono oltre 3 milioni le donne tra i 16 e i 70 anni che sono state vittime di stalking. Un aiuto diretto e personale può arrivare dal mondo della tecnologia, che mette a disposizione diversi sistemi per sentirsi più sicuri. Gli esperti del portale QualeScegliere.it hanno messo a confronto le più note applicazioni per smartphone, mettendo in evidenza le cinque soluzioni migliori per praticità d’uso, innovazione ed efficienza, utili per la sicurezza personale delle donne e non solo. L’analisi è stata fatta secondo alcuni parametri generali e sulla base di test pratici e ha l’obiettivo di aiutare gli utenti a fare una scelta orientata all’affidabilità e soprattutto alle specifiche necessità.

    E allora, scopriamole insieme:

    SecurWoman 2.0

    Una delle più note applicazioni di pronto intervento, è compatibile con sistemi iOS e Android. L’interfaccia è pulita ed intuitiva, può quindi essere usata da tutte, a prescindere dalla familiarità che si ha con gli strumenti tecnologici. Mette a disposizione i principali sistemi di sicurezza: permette di essere geolocalizzati, di attivare segnali per attirare l’attenzione o disorientare, ed allontanare, eventuali malintenzionati (grazie a suoni e segnali luminosi). Basta un tocco su un pulsante per chiamare direttamente i numeri di emergenza e, grazie all’esistenza di una community che mette in relazione tutti gli utenti, permette di segnalare la presenza di eventuali pericoli agli altri utilizzatori nei paraggi. È disponibile solo in italiano ed è una delle poche soluzioni a pagamento: prevede infatti un canone mensile di 2,99 euro per una serie di servizi extra.

    Plus: non si occupa solo di sicurezza in termini di prevenzione, ma anche di rimedi, grazie ad un’assicurazione che copre furto e scippo, assistenza medica, ripristino serratura e rifacimento chiavi o documenti. Ha la funzione “outdoor”: basta tirare il cavetto delle cuffie per ricevere soccorso immediato. La Centrale Operativa può tenere compagnia telefonicamente in caso di bisogno; è attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, disponibile in due lingue (italiano ed inglese) e può interfacciarsi, se serve, con le Forze dell’Ordine e di Primo Soccorso.

    sicurezza personale app donne franzrusso.it 2017

    Siamo Sicure!

    Interfaccia semplice ed immediata: da un unico “ambiente virtuale” che mostra quattro pulsanti, è possibile attivare allarmi sonori o luminosi (anche il segnale codificato luminoso di SOS); far partire una chiamata di emergenza al 112; inviare, con due soli “tap”, un SMS di richiesta di aiuto (con indicazione della propria posizione ai destinatari tramite tracciamento del GPS). Compatibile sia con sistemi iOS sia con Android, ha la peculiarità di essere interamente gratuita: gli sviluppatori hanno segnalato che non saranno previsti neanche in futuro aggiornamenti a pagamento (eventuali upgrade saranno sempre rilasciati gratuitamente).

    Plus: oltre ad essere davvero semplice nell’utilizzo, si distingue perché mette a disposizione dei consigli di comportamento con un decalogo. Lo scopo è porre l’attenzione anche sulla prevenzione, segnalando i comportamenti migliori per scoraggiare eventuali aggressori o per essere pronte ad affrontarli.

    S.H.A.W.

    Ideata e realizzata da Soroptimist International (associazione femminile internazionale, composta da donne professionalmente attive che opera per la promozione dei diritti umani, l’avanzamento della condizione della donna, l’uguaglianza e lo sviluppo e l’accettazione delle diversità) per la prevenzione della violenza contro le donne, oltre ai tasti di chiamata rapida al 112 o al 1522 (snodo operativo delle attività di contrasto alla violenza di genere e stalking), permette alle utenti di individuare i centri antiviolenza o di ascolto più vicini alla propria posizione, tramite liste, mappe o ricerche avanzate, regione per regione. Nella sezione “Leggi” sono sintetizzati i principali aspetti legislativi relativi ai reati di violenza sessuale, con un focus aggiuntivo sullo stalking. È una soluzione gratuita e disponibile sia su Apple Store, sia sul market Google Play.

    Plus: è davvero alla portata di tutte le donne, a prescindere dalle loro nazionalità. È infatti disponibile in dodici lingue: Arabo, Albanese, Cinese, Francese, Inglese, Italiano, Rumeno, Russo, Sloveno, Spagnolo, Tedesco e Ucraino.

    bSafe

    Una delle più note app di tracciamento, è adatta a chi è pratico di social network e non ha problemi con l’inglese. L’app, disponibile gratuitamente per iOS e Android, è infatti disponibile solo in questa lingua. Le funzioni la rendono adatta soprattutto alle più giovani: come un social network, permette di creare una rete di amici o familiari all’interno della quale indicare il contatto principale da avvisare in caso di pericolo; il pulsante “Alert Friends” consente di avvisare i contatti della rete in caso di bisogno, di lanciare un allarme sonoro, di registrare video e audio e di inviare immediatamente la propria posizione; è possibile anche invitare gli amici a seguire l’utilizzatore nei suoi spostamenti, tramite tracciamento GPS e in caso di percorsi poco sicuri.

    Plus: si tratta di due funzioni molto semplici, ma pratiche. Da una parte “Fake Call” – una simulazione di chiamata in entrata per allontanarsi da qualcuno, utile anche in caso di appuntamenti al buio che non stanno andando come ci si aspettava -, dall’altra “Follow Me with Timer” – permette di definire la durata di un’attività; se non si fa check-in in tempo e non si sposta la scadenza, l’allarme allerta gli amici del ritardo.

    Where Are U

    Un’interfaccia abbastanza chiara e la gratuità contraddistinguono questa soluzione connessa direttamente alle Centrali Uniche di Risposta del NUE 112 (Numero Unico di Emergenza europeo con il quale richiedere l’intervento di Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco e Soccorso Sanitario), che vede tra i partner il Ministero dell’Interno, la Regione Lombardia e la Regione Lazio. Permette di contattare immediatamente i soccorsi della propria zona, inviando la posizione all’operatore del 112 che sta gestendo l’emergenza. Attualmente è disponibile solo in alcune zone: Lombardia, provincia di Roma, Liguria, Friuli Venezia Giulia, provincia di Trento, Catania, Caltagirone, Siracusa e Ragusa.

    Plus: oltre ad una “vicinanza” virtuale con gli operatori di emergenza della propria zona, permette anche una “chiamata muta”. Nel caso in cui si sia fisicamente impossibilitati a parlare, la app consente di chiamare e di segnalare tramite appositi pulsanti il tipo di soccorso richiesto. Oltre che per iOS e Android, è disponibile anche per Windows Phone.

    Queste le app che QualeScegliere ha testato e selezionato per la sicurezza personale. E’ un chiaro esempio di come la Tecnologia può essere utile anche per sentirsi più sicuri. Certo non risolve tutti i problemi, ma ad esempio queste app possono dimostrarsi utili nel caso in cui ce ne fosse bisogno. Ecco, abbiamo ritenuto che fosse utile comunque conoscerle e rendervi informati.

  • Ccleaner, violato il software della Avast che ripulisce il pc

    Ccleaner, violato il software della Avast che ripulisce il pc

    Ccleaner, il popolare software usato spesso per ripulire il proprio pc, è stato violato da alcuni hackers. I pirati informatici hanno nascosto un malware all’interno del software facendo in modo che questo possa poi infettare tutti i pc che usano il software. Si parla di circa 2,3 milioni di pc infettati.

    Un gruppo di hackers, di cui ancora non si conosce molto, è riuscito a violare Ccleaner, software molto popolare ed usato spesso per fare pulizia all’interno del proprio pc. Il gruppo di pirati informatici è riuscito a nascondere all’interno del software un malware capace di infettare i pc sui quali è presente il software. Si parla di numeri molto alti, dalle stime sembrerebbe che i pc infettati possano essere 2,3 milioni. Ccleaner è un software molto utilizzato di solito per ripulire il proprio pc, per eliminare spazio all’interno del proprio disco fisso. Una pratica che si è diffusa anche sui dispositivi mobili. A scoprire la violazione sono stati i ricercatori di Cisco Talos.

    ccleaner hacker

    Lo scorso mese di luglio la Piriform, la società che ha realizzato e prodotto il software fino ad allora, è stata acquisita dalla Avast, azienda molto conosciuta per il software anti-virus. In quell’occasione si disse che Ccleaner è usato da 130 milioni di persone, 15 milioni da mobile ed è stato scaricato oltre 2 miliardi di volte (novembre 2016).

    Le versione del software che risultano infette sono quelle aggiornate nel periodo di tempo che va dal 15 agosto al 12 settembre. Controllate subito la vostra versione, dunque, quella infetta è la 5.33 che al momento è stata rimossa e non è più disponibile per il download. I ricercatori di Cisco fanno però sapere che molti utenti sono ancora a rischio e rimarranno purtroppo in questa situazione anche dopo l’aggiornamento del loro software CCleaner.

    Una volta installato il malware, gli aggressori hanno potenzialmente accesso al computer dell’utente e ad altri sistemi connessi per rubare dati personali sensibili o credenziali che potrebbero essere utilizzate per l’online banking o altre attività online. In modo analogo al malware Nyetya diffuso a fine giugno, anche in questo caso gli aggressori hanno violato un software legittimo e affidabile, trasformandolo in un’applicazione dannosa.

    Quindi fate attenzione, controllare la versione del software e il vostro pc.

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