Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Facebook: Snooze ci permetterà di silenziare un account temporaneamente

    Facebook: Snooze ci permetterà di silenziare un account temporaneamente

    Facebook, secondo quanto riportato inizialmente da TechCrunch, sta sperimentando il tasto “Snooze”, una modalità che permetterebbe di silenziare amici, ma anche pagine e gruppi, temporaneamente: per un giorno, 7 giorni o 30 giorni. Una modalità che potrebbe essere un’alternativa all’idea di non seguire più quell’account o quella pagina o quel gruppo.

    Quante volte vi siete trovati nella condizione di vedere il vostro feed su Facebook tempestato di contenuti, da parte di un vostro amico, o amica, che vi annoiano particolarmente o che vi danno fastidio? La prima cosa che si pensa, di solito, è quella di non seguirlo/a più, quindi di non vedere più nulla di quello che condivide; o al massimo, di bloccare il suo account in maniera permanente. Solo che, alle volte, non si vuole arrivare a rompere definitivamente, se non in casi particolarmente gravi, si vorrebbe solo interrompere quel momento in cui quella persona sta condividendo contenuti che non vi aggradano.

    Ecco che Facebook potrebbe venire in vostro aiuto, infatti, secondo quanto riportato inizialmente da TechCrunch, dal sempre attento Josh Costine, starebbe sperimentando un tasto “Snooze”, una modalità con cui “silenziare”, “addormentare”, “zittire” (scegliete voi la traduzione più adatta) un account che vi sta particolarmente annoiando in quel momento. Questa modalità può essere estesa anche alle pagine e ai gruppi.

    facebook snooze silenziare franzrusso.it 2017

    Per attivare la modalità “snooze” su un account è molto semplice, sempre che alla fine della sperimentazione rimanga quella collocazione. Una volta che avete individuato un account che volete silenziare, è sufficiente cliccare sui tre pallini in alto a destra, subito dopo si aprirà un menù a tendina (lo stesso dove trovare “Non seguire più Tizio” o “Segnala”) dove si potrà trovare la modalità snooze (unfollow or snooze). Da quella dicitura si aprirà un sottomenù che ci darà la possibilità di “silenziare” l’account per un giorno, 7 giorni o 30 giorni; in ultima ipotesi possiamo sempre decidere per l’unfollow.

    facebook snooze bottone

    facebook snooze 1 giorno 7 giorni 30 giorni

    E’ una modalità che potrebbe rivelarsi utile a rendere la timeline sempre più affine ai nostri interessi, ripulendo il rumore di fondo che proviene, talvolta, da account, e anche da annunci pubblicitari, che rischiano di annoiarci o di infastidirci con contenuti non interessanti per noi.

    Facebook ha confermato la fase di test e non è chiaro se si tratti di un test casuale, quindi per un ristretto gruppo di account, oppure se si tratti di un rilascio molto lento. In ogni caso, è certo che presto potremo silenziare qualcuno in maniera temporanea.

    E voi che ne pensate?

  • Agcom pronta a sanzionare gli operatori telefonici che fatturano a 28 giorni

    Agcom pronta a sanzionare gli operatori telefonici che fatturano a 28 giorni

    Da qualche mese gli operatori telefonici hanno cominciato ad utilizzare la modalità dei 28 per quanto riguarda le fatture. Una modalità che ha comportato il passaggio da 12 a 13 mensilità da pagare in un anno con un aumento delle tariffe dell’8,6%. Oggi Agcom ha dichiarato che prenderà “provvedimenti sanzionatori” per chi non fatturerà a 30 giorni.

    Se ne è discusso molto e se ne discute ancora di questa prassi che molti operatori della telefonia mobile hanno adottato per fatturare a 28 giorni e non più a 30, come accadeva prima. Una modalità che ha finito per trasformarsi in un ulteriore esborso per gli utenti. Di recente infatti si è scoperto che la fatturazione a 28 giorni a comportato il passaggio da 12 a 13 mensilità da pagare, con un aumento delle tariffe telefoniche dell’8,6%. Una situazione che ha portato le associazioni dei consumatori ad ipotizzare anche una class action in difesa de consumatori.

    Il vero problema è che Agcom, il garante della comunicazione, aveva già emesso, nel marzo di quest’anno, una delibera, la 121/17/CONS, nella quale l’autorità richiamava gli operatori a rivedere questo atteggiamento, aggiungendo che questa modalità di fatturazione non dovesse essere adottata per la telefonia fissa (per questo caso le compagnie hanno fatto ricorso e si attende la sentenza ad inizio 2018).

    agcom compagnie telefoniche 2017 franzrusso.it

    Di fronte a questa delibera gli operatori hanno continuato come se niente fosse, ignorando il garante e continuando a fatturare a 28 giorni. E oggi, Agcom in un comunicato fa sapere che verranno presi

    “procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori telefonici Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb per il mancato rispetto delle disposizioni relative alla cadenza delle fatturazioni e dei rinnovi delle offerte di comunicazioni elettroniche.

    In relazione alla delibera di cui parlavamo prima, il garante, a seguito delle verifiche avviate, si è reso conto che gli operatori hanno ignorato la delibera. Quello che chiede Agcom è che gli operatori devono tornare alla fatturazione mensile per evitare che i prezzi lievitino, come in effetti è successo, e per una mantenere modalità standard sui consumi, che è quella su base mensile.

    Inoltre, spiega Agcom, questi provvedimenti vengono presi per evitare che anche in altri settori (vedi Sky, ad esempio) possano iniziare a fatturare a 28 giorni.

    Bisognerà vedere cosa succederà, è necessario che Agcom sia sempre in una posizione autorevole perchè è già capitato in passato che gli operatori della telefonia non dessero tanto peso ai pareri del garante. Questo è un provvedimento sacrosanto, ma si è giunti a questa situazione nonostante ci fosse già un parere di Agcom.

  • Facebook insiste con le Stories e ha deciso di prendersele da Instagram

    Facebook insiste con le Stories e ha deciso di prendersele da Instagram

    Secondo quanto riportato da Mashable, Instagram avrebbe iniziato un test tra alcuni utenti che prevede la possibilità di condividere una storia dall’app verso Facebook. Una modalità che permetterebbe a Facebook di avere finalmente uno spazio dedicato alle Stories che funziona e permetterebbe agli utenti di avere una visibilità maggiore. Insomma, se le Stories non vanno su Facebook, Facebook va a prendersi le Stories da Instagram.

    Facebook ha da un po’ di tempo il pallino delle Stories, lo sappiamo bene. Dopo il lancio delle Instagram Stories, Facebook ha replicato questa modalità di condivisione immediata, ed effimera, su WhatsApp e anche su Messenger. Questi ultimi due esperimenti, nonostante il rischio di ripetere una modalità già fin troppo inflazionata, hanno dato esiti soddisfacenti. Poi Facebook ha voluto “tirare un po’ la corda”, come si dice, portando questa modalità anche sulla propria app e l’esito non è stato così brillante, tutt’altro. Allora, da Menlo Park avevano una sola cosa da fare, ed è quella che hanno fatto.

    instagram stories su Facebook

    Secondo quanto riporta Mashable, Instagram avrebbe iniziato una fase di test, attraverso alcuni utenti, che prevederebbe la possibilità di condividere le Instagram Stories direttamente su Facebook. In questo modo Facebook avrebbe le sue Stories e gli utenti di Instagram avrebbero in questo modo una ulteriore visibilità. E il cerchio si chiude. E sempre su Mashable, Instagram, opportunamente interpellata, conferma il test. Quindi è molto probabile che presto questa modalità di condivisione possa essere resa disponibile a tutti.

    Quello che vedete il basso è il tweet di Matt Navarra, direttore Social Media a The Next Web, uno dei primi a twittare la novità:

    Una volta che l’utente ha creato una storia su Instagram potrà poi condividerla su Facebook attraverso un apposito bottone. Su Facebook la storia comparirà con il nome dell’utente e in basso si vedrà la dicitura “Instagram”, per segnalare che quel contenuto proviene da quelll’app.

    Facebook in questo modo riuscirà ad animare quello spazio, in alto sul feed, che al momento resta praticamente inutilizzato. E’ evidente che questa modalità per gli utenti di Facebook non è molto interessante.

    In pratica, Facebook vorrebbe che le Stories rendessero allo stesso modo come visto su Instagram, e se non ci riesce a farlo coi mezzi propri, allora ci prova mutuando la funzionalità dal proprio parco di app. Obiettivo sarebbe quindi quello di garantirsi un po’ del coinvolgimento da Instagram, visto anche il numero di persone che utilizza la modalità delle Stories su Instagram: più di 250 milioni al mese.

    Avrà successo? Sarà un flop? Al momento è difficile dirlo, col tempo, una volta che sarò resa disponibile, saremo in grado di fare qualche considerazione in più sul merito. Certamente questa azione denota una forma di “disperazione”, nel senso che Facebook ha desiderato ardentemente che le Stories funzionassero anche sulla sua app e, alla fine, ha dovuto arrendersi sul fatto che questa modalità agli utenti Facebook (che sono diversi dagli utenti di Instagram) in realtà non interessa. Ma c’è quello spazio in alto da movimentare, allora se le Stories non vanno su Facebook, Facebook va a prendersi le Stories da Instagram.

    E voi che ne pensate?

  • WhatsApp, ecco un’app Business per il Customer Service

    WhatsApp, ecco un’app Business per il Customer Service

    Le voci su una possibile virata di WhatsApp verso il business si erano già fatte insistenti nei mesi scorsi e ora c’è un annuncio ufficiale. WhatsApp, dal proprio blog, annuncia l’intenzione di lanciare nei prossimi mesi WhatsApp Business, orientata alle piccole e medie imprese, e una soluzione enterprise per aziende più grandi. Obiettivo è rendere l’app utile per il Customer Service.

    Che WhatsApp cominciasse a costruire una strategia orientata al business era nell’aria da un po’. Se ricordate, nel mese di marzo avevamo dato notizie, in base alle notizie di Reuters, del fatto che l’app di messaggistica istantanea, tra le più usate al mondo, cominciasse a guardare al business con soluzioni che riguardassero l’advertising. Ebbene, a distanza di qualche mese si ha davvero una conferma di questo nuovo cambio di passo che guarda al business, e quindi anche alla possibilità di monetizzare (vera novità di questo cambio di passo). WhatsApp dal proprio blog ufficiale ieri ha annunciato l’intenzione di lanciare, nei prossimi mesi, una nuova app per le piccole e medie imprese. Si chiamerà WhatsApp Business, mentre per le aziende di grandi dimensioni è allo studio una soluzione enterprise.

    Significa, dunque, che WhatsApp vuole diventare non solo uno strumento attraverso il quale gli utenti possono restare in contatto tra loro con messaggi istantanei, ma vuole diventare, sulla base di questo, anche uno strumento attraverso il quale le aziende possono mettere in atto un’attività di Customer Service ancora più diretta e immediata.

    whatsapp business advertising customer service

    Tutti coloro che usano WhatsApp sanno bene che oggi molte piccole aziende, per lo più piccoli esercizi commerciali, usano proprio WhatsApp per tenere informato il cliente per una comunicazione più diretta. Basti pensare ad informazioni riguardanti la disponibilità di un prodotto, il ritiro dello stesso, e tante altre funzionalità che possono passare attraverso un’app che oggi conta più di 1 miliardo di utenti.

    Ma WhatsApp punta ancora più in alto, vuole diventare davvero l’app del Customer Service per permettere alle aziende più grandi di tenere sempre aggiornato il cliente. Per fare un esempio, una compagni aerea che aggiorna il cliente del proprio volo, oggi questo avviene via mail (e se non si ha le notifiche attivate si rischia di perderle) o via SMS. Pensare di sfruttare WhatsApp da questo punto di vista, per aziende di questo tipo, sarebbe fantastico.

    L’azienda di proprietà di Facebook, per mettere in pratica tutto questo, sta pensando di attivare un sistema che renda riconoscibili, e affidabili, le aziende attraverso dei badge verificati, in modo tale che l’utente sia sicuro di entrare in contatto con un’azienda e non con un profilo privato, come avviene adesso.

    L’idea di fare di WhatsApp un’app specifica per il Customer Service non è male, è forse una delle declinazioni naturali dell’app, data la sua caratteristica di rendere uan relazioni tra utenti subito immediata e diretta.

    WhatsApp punta al business e alla possibilità di monetizzare attraverso l’app. I dettagli sulla monetizzazione non si conoscono ancora, ma di certo questo è una grande passo per un’azienda che finora non aveva mai messo in pratica strategia chiare da questo punto di vista. Basti pensare che dal 2009, anno di fondazione, ad oggi WhatsApp non ha mai avviato una strategia di marketing diretta.

    E voi cosa ne pensate?

  • Instagram Stories anche sul Web: saranno visibili da Mobile e anche da Desktop

    Instagram Stories anche sul Web: saranno visibili da Mobile e anche da Desktop

    Instagram continua ad estendersi sempre più verso il Web. E’ di qualche giorno fa l’annuncio che le Instagram Stories saranno visibili anche via Web, da desktop e da mobile. Le Stories compariranno nella parte alta del sito e saranno visibili a livello globale, in modo graduale. Una modalità che tornerà utile a quanti non dispongono di connessione adeguata per usare l’app.

    Obiettivo di Instagram è quello di crescere (e non potrebbe essere diversamente) anche grazie alle Instagram Stories che stanno conoscendo sull’app di proprietà di Facebook un continuo successo. E proprio in questa ottica arriva l’annuncio, dato qualche giorno fa, che le Instagram Stories saranno presto visibili via Web, sia da Desktop che da Mobile. Nata un anno, con più di 250 milioni di utenti, Instagram Stories si apre al Web proprio per dare la possibilità ai tanti utenti che non dispongono di una connessione sufficiente di poter usare comunque Instagram senza utilizzare l’app.

    La spinta vero il Web era iniziata nel marzo dello scorso anno, quando le notifiche hanno cominciato ad essere visibili dal mobile web.

    Al momento le Instagram Stories cominciano ad essere visibili, gradualmente, sul Web accedendo a instagram.com dal proprio dispositivo mobile. Per vederle da desktop ci vorrà forse un po’ di più. Instagram fa sapere anche che nei prossimi mesi sarà possibile aggiungere le Stories anche da Web. Ma ci vorrà ancora qualche mese per arrivare a questo aggiornamento.

    instagram stories web mobile desktop

    Riuscire a portare le Instagram Stories anche sul Web significa riuscire a portare questa modalità verso quegli utenti che non hanno la possibilità di poter raccontare momenti della propria giornata (che spariscono nell’arco di 24 ore) dall’app perchè non dispongono di una connessione adeguata. Un dato che trova conferma nel fatto che l‘80% della base utenti dell’app proviene dal di fuori degli Stati Uniti.

    Instagram Stories oggi conta 250 milioni di utenti attivi al giorno, un grande risultato rispetto ad una funzionalità nata tra mille perplessità, per il fatto che questa stessa funzionalità fosse già attiva, nella stessa modalità, su Snapchat.

    In pratica, a filosofia di sviluppare meglio la parte Web di Instagram, garantendo a tutti di poter accedere e postare una foto (da mobile web si può fare), e adesso anche di vedere le Stories, rientra nella grande strategia di Facebook, cioè quella di portare il social network in quei paesi dove non esiste una connessione stabile. Basti pensare all’India, dove ci si connette per il 90% da mobile, o ad alcuni paesi dell’Africa.

  • DeepL, il traduttore che sfrutta l’Intelligenza Artificiale e lancia la sfida a Google

    DeepL, il traduttore che sfrutta l’Intelligenza Artificiale e lancia la sfida a Google

    Si chiama DeepL il traduttore automatico che sfrutta l’Intelligenza Artificiale e lancia la sfida a Google, e non solo. Disponibile per tutti gratuitamente da deepl.com, questo traduttore innovativo si basa su un supercomputer con una capacità di 5,1 petaFLOPS (5 100 000 000 000 000 di operazioni al secondo), tanto basta per tradurre un milione di parole in meno di un secondo.

    Nella gran parte dei casi, quando si parla di traduttore si pensa a Google Translate, il traduttore di Google che quasi tutti usano per tradurre dalla propria lingua in un’altra. Il traduttore di Google è quello che di solito è a portata di mano, senza pensare che magari ci possono essere anche altri traduttori, forse anche più performanti di quelli di casa Google. E’ vero, ne esistono altri come quello di Microsoft o anche come quello di Facebook, ma oggi parliamo di questo tema proprio per parlarvi di un altro traduttore, veramente innovativo, che da oggi è disponibile per tutti, gratuitamente.

    Si tratta di DeepL, traduttore automatico che sfrutta l’intelligenza artificiale e che segnerà una vera svolta nel campo dei sistemi di traduzione automatica neurale. Ogni qualvolta che l’utente digita un testo, l’Intelligenza artificiale di DeepL è in grado di catturare anche le minime sfumature di significato e riprodurle nella traduzione. Dalla nostra piccola prova, traducendo dall’italiano in inglese, non possiamo fare altro che confermare che si tratta di un buon traduttore, notando in effetti piccole sfumature che altri non sono ancora in gradi di offrire. Per chiarezza, il livello di traduzione che ne viene fuori non può essere paragonato ad una traduzione perfetta, ma resta il fatto che ci troviamo di fronte a qualcosa di molto soddisfacente.

    deepl traduttore desktop italiano deepl traduttore mobile italiano

    Per sapere qualcosa di più di Deepl diciamo che considerando il campo della traduzione automatica, lo standard di riferimento per valutare le prestazioni di un sistema è il punteggio BLEU (Bilingual evaluation understudy) che confronta i testi tradotti meccanicamente con quelli prodotti da un traduttore. Ebbene, DeepL Traduttore ha battuto il record nei punteggi BLEU. L’elemento rivoluzionario che presenta DeepL è che la sua architettura neurale si avvale della potenza di un supercomputer in Islanda, con una capacità di 5,1 petaFLOPS (5 100 000 000 000 000 di operazioni al secondo), sufficienti a tradurre un milione di parole in meno di un secondo.

    Il team della DeepL utilizza questo supercomputer per addestrare le reti di traduzione neurale su una vasta collezione di testi multilingue. Durante l’addestramento, le reti esaminano una moltitudine di traduzioni e imparano a tradurre in maniera indipendente, con una grammatica e una formulazione corrette. A questo scopo, DeepL può fare affidamento sul successo del suo primo prodotto: Linguee, il più grande motore di ricerca per la traduzione al mondo. Nel corso dell’ultimo decennio DeepL ha raccolto oltre un miliardo di testi tradotti di alta qualità, collezionando il miglior materiale d’addestramento possibile per una rete di traduzione neurale.

    DeepL Traduttore supporta attualmente 42 combinazioni linguistiche tra Italiano, Inglese, Tedesco, Francese, Spagnolo, Olandese e Polacco. Le reti neurali si stanno già allenando per padroneggiare altre lingue quali il mandarino, il giapponese e il russo. DeepL intende inoltre rilasciare un’API nei prossimi mesi, permettendo alle sue traduzioni di qualità superiore di potenziare altri prodotti quali assistenti digitali, dizionari, app per l’apprendimento delle lingue e programmi di traduzione professionali.

    Deepl ha superato alla grande il Blind Test. Il test prevedeva la traduzione di 100 frasi tradotte da DeepL Traduttore e da Google, Microsoft e Facebook. Dei traduttori professionisti hanno poi valutato i risultati, senza sapere da quali sistemi provenissero le traduzioni. Le traduzioni di DeepL sono state scelte tre volte più spesso rispetto a quelle tradotte dai sistemi della concorrenza. Questi i risultati relativi ad agosto 2017:

    deepl traduttore valutazioneL’intento di Deepl non è quello di fermarsi qui ma di andare oltre, sfruttando tutto il suo enorme potenziale.

    DeepL è un’azienda tedesca di deep learning che sviluppa sistemi d’Intelligenza Artificiale per le lingue. L’azienda è stata fondata nel 2009 come Linguee e ha introdotto il primo motore di ricerca Internet per le traduzioni. Linguee ha risposto a oltre 10 miliardi di query da oltre 1 miliardo di utenti. Si colloca tra i primi 200 siti web più utilizzati in Francia, Germania, Spagna e altri paesi.

  • Lenovo e Disney presentano Star Wars: Jedi Challenges in Realtà Aumentata

    Lenovo e Disney presentano Star Wars: Jedi Challenges in Realtà Aumentata

    E’ stato annunciato ieri da Lenovo il lancio di “Star Wars: Jedi Challenges”, un nuovo prodotto dedicato alla saga Star Wars. Con il nuovo Lenovo Mirage AR e la spada laser l’esperienza di combattere con Kylo Ren sarà davvero immersiva. Il dispositivo sarà disponibile già nei prossimi giorni ed è possibile prenotarlo subito.

    [Berlino] – Se siete tra quelli appassionati che da sempre sognavano di combattere contro Kylo Ren, o Darth Vader, prima o poi, allora state tranquilli perchè il vostro sogno sta per avverarsi. E’ di ieri, qui a Berlino in occasione di IFA 2017, l’annuncio da parte di Lenovo del lancio, in partnership con Disney, di “Star Wars: Jedi Challenges“, un dispositivo in realtà aumentata che permetterà di combattere con tanto di spada laser, e anche di un segnalatore acustico per meglio definire la posizione dell’avversario, con Kylo Ren. Il dispositivo sarà disponibile già nei prossimi giorni ed è possibile prenotarlo subito su www.jedichallenges.com. L’annuncio viene fatto in occasione del Force Friday 2, l’evento globale dedicato “Star Wars: Gli Ultimi Jedi” che si terrà dal 1° a 3 settembre 2017.

    Lenovo Disney Star Wars Jedi Challenges

    La realtà aumentata è sempre stata una componente importante della saga Star Wars e oggi questa diventa ancora più coinvolgente per tutti gli appassionati grazie al visore Lenovo Mirage AR, alla spada laser che è controllabile in modo semplice compiendo i gesti di un vero Jedi, fungendo da puntatore e controller, e dal segnalatore acustico che posizionato sul pavimento funge da base per i sensori delle cuffie. Tutti coloro che vorranno cimentarsi per diventare un vero Jedi potranno allenarsi in diverse situazioni, con tante modalità di gioco.

    Lenovo Mirage necessita di uno smartphone ed è compatibile con sistemi Android e iOS, dopo aver scaricato la Jedi Challenges app.

    Lenovo introduce quindi una modalità di gioco e una nuova modalità di racconto ancora più immersiva e coinvolgente. E non vi è dubbio che le stesse modalità, nel corso degli anni, saranno sempre più estese.

    Se siete appassionati del genere, allora non perdete Star Wars: Jedi Challenges”, disponibile da novembre e prenotabile da subito ad un prezzo indicato di 299 euro.

  • Twitter non è popolare negli Usa, tanto meno tra i Millennials

    Twitter non è popolare negli Usa, tanto meno tra i Millennials

    Stanno facendo molto discutere i dati pubblicati da comScore relativi alla survey “2017 U.S. Mobile App Report” dove si nota benissimo la sfida tra Facebook e Google per le app più scaricate dagli americani. Lo stesso poi lo si verifica tra i Millennials statunitensi. E il grande assente è proprio Twitter, segno che Dorsey ha più di un problema da risolvere.

    Nei giorni scorsi comScore ha pubblicati i dati della survey “2017 U.S. Mobile App Report“, un grande e dettagliato rapporto sulle app pià scaricate dagli americani. E in relazione a questi dati si è molto discusso per via del fatto che i big winner sono Facebook, da una parte, e Google, dall’altra. Praticamente si dividono il mercato, a parte qualche eccezione come Snapchat o Pandora. Facebook vince nel settore delle app di comunicazione e conversazione proprio con Facebook, Messenger e Instagram (sorprende che non vi sia WhatsApp), mentre Google vince tra le app di servizi con Google Search, Google Maps, GMail, e poi con YouTube, seconda in assoluto.

    twitter non popolare usa comscore 2017

    Come avrete certamente notato, manca Twitter. A guardare questi dati Dorsey dovrebbe avere ben più di una preoccupazione, sono dati che determinano il fatto che Twitter ormai ha perso terreno, soprattutto tra gli utenti Usa, ossia quelli di casa sua, tanto per essere più chiari. Certo direte voi, è un dato abbastanza evidente e se fosse stata in quella lista non avrebbe tutti questi problemi. Vero, in parte. Twitter se vuole agire per recuperare terreno, come già ampiamente detto, deve innovare il prodotto. E se vuole puntare in alto, deve muoversi e in fretta. Prima che sia troppo tardi. Prima che anche un accordo con gli editori per trasmettere contenuti video live possa rivelarsi inutile.

    app usate usa comscore 2017

    E tanto è vero che Twitter non sia più popolare negli Usa lo dimostra anche un altro dato, sempre estrapolato dei dati di comScore. E cioè che Twitter non è popolare neanche tra i Millennials statunitensi. Il 35% dice di non poter fare a meno di Amazon, l’app più popolare tra i 18-34enni americani. Google e Facebook sono dietro con GMail (30%) e Facebook (29%). Seguono poi Messenger (18%), YouTube (26%). Chiudono WhatsApp e Instagram all’11%. I Millennials Usa dimostrano concretezza usando acquistare online e usando un servizio email molto flessibile.

    app usate millennials usa comscore 2017

    Si nota l’assenza di Twitter, come si nota anche quella di LinkedIn per la verità. Ma la piattaforma a 140 caratteri , dato il suo potenziale (per la maggior parte ancora inespresso) e per i grandi desideri di Dorsey, che stanno sempre di più trasformandosi in velleità, doveva essere tra quelle app.

    Assenza che certamente avranno notato gli investitori.

    Snapchat c’è, invece. Con tutti i problemi che ha riscontrato in questi ultimi mesi relativi alla forte concorrenza di Instagram Stories, ma è ancora lì. E in borsa, in termini di valore ha ormai superato anche Twitter.

    Insomma Jack Dorsey, ultimamente molto impegnata con la sua azienda, Square, dovrebbe trovare davvero un po’ di tempo per dedicarsi a tempo pieno su Twitter. Questo un altro grande, e vero, problema di Twitter.

  • Facebook, ecco due nuove modalità per i ricordi e momenti importanti

    Facebook, ecco due nuove modalità per i ricordi e momenti importanti

    A distanza di due anni dal lancio di On This Day, Accadde Oggi, Facebook da oggi aggiunge due nuove modalità per rivisitare i ricordi e celebrare i momenti importanti. I vecchi post vengono ora visualizzati in un contesto mensile e stagionale, mentre le amicizie verranno celebrate anche mettendo in evidenzia i risultati. Un modo per mantenere sempre più attivi gli utenti incrementando il loro livello di coinvolgimento.

    Facebook è il luogo dove ogni giorno raccontiamo chi siamo e cosa facciamo. E’ a tutti gli effetti un grande raccoglitore dei nostri ricordi e delle nostre tappe importanti che raccontiamo e condividiamo con i nostri amici sulla piattaforma. E tanto è vero che Facebook ci spinge sempre di più a celebrare questi momenti con due nuove modalità. Infatti, a distanza di due anni dal lancio di On This Day, la funzionalità Accadde Oggi che è disponibile per tutti gli utenti, Facebook ha deciso di rendere disponibili altre due modalità che in effetti enfatizzeranno ancora di più i ricordi e i momenti importanti.

    La prima modalità disponibile ci permetterà di visualizzare i nostri ricordi raccolti in un contesto mensile o stagionale. In pratica vedremo i vecchi post raccolti sotto la voce “Gennaio”, ad esempio, oppure li vedremo sotto una raccolta dei ricordi dell’estate.

    facebook momenti importanti mensile stagionale

    Oltre a questa modalità, Facebook celebrerà le amicizie con due impostazioni orientati ai risultati. In pratica vedremo una modalità che evidenzierà quando otterremo un numero elevato di amici e quando i nostri amici hanno apprezzato i nostri post. Obiettivo di Facebook è quella di espandere questa modalità aggiungendo nuovi messaggi nei prossimi mesi. Questi messaggi per il momento saranno visibili solo dai singoli utenti e saranno poi resi condivisibili in un successivo momento.

    facebook celebrazione amicizie risultati

    Facebook ha anche annunciato di aver migliorato la funzionalità On This Day, Accadde Oggi, migliorando il filtraggio.

    Se vi state chiedendo perchè trattare una notizia come questa, è presto detto. Facebook sa benissimo quanto gli utenti amino queste modalità e ovviamente spinge ad intensificare la condivisione di ricordi e momenti importanti perchè il vero obiettivo è sempre quello: mantenere gli utenti sulla piattaforma spingendoli a pubblicare di più. Di conseguenza aumenta il periodo di attività degli utenti e il livello di coinvolgimento sulla stessa, tutti elementi che per Facebook sono di vitale importanza.

  • Facebook: gli utenti possono scattare foto a 360° dall’applicazione

    Facebook: gli utenti possono scattare foto a 360° dall’applicazione

    Facebook aggiunge la possibilità di scattare foto a 360° direttamente dall’applicazione, da iOS e Android. Per farlo basta cliccare nello spazio dove si scrive il post e scegliere la modalità “Foto a 360°”. Una volta scatta la foto panoramica sarà possibile usarla come immagine di copertina e come foto profilo.

    Se prima volevate fare una foto a 360° e non sapevate come fare, pur notando che alcuni vostri amici condividevano immagini panoramiche, ecco che il problema è risolto. Da oggi infatti sarà possibile su Facebook scattare foto a 360° direttamente dall’applicazione, dal vostro dispositivo iOS e Android. Il tutto senza più usare strumenti e applicazioni particolari, come avveniva, appunto, fino ad oggi. E poi, una volta scatta l’immagine potrete condividerla taggando i vostri amici o anche usarla come immagine di copertina e come nuova immagine profilo.

    Scattare una foto a 360° su Facebook è molto semplice. Prima di tutto cliccate nello spazio dedicato allo stato, una volta fatto questo scrollate verso il basso fino a scegliere la modalità “Foto a 360°“. Subito dopo si aprirà la fotocamera in una modalità molto simile a quella usata dalla vostra fotocamera per scattare foto panoramiche. Cominciate a ruotare il vostro dispositivo, scegliete poi il punto di partenza e il gioco è fatto. La foto è pronta per essere condivisa su Facebook e potete utilizzarla anche come immagine di copertina.

    facebook foto a 360° franzrusso.it 2017

    Al momento è possibile solo scattare foto e non video a 360°, per questa modalità è necessario usare Samsung Gear 360, Insta360 o Nikon KeyMission 360 e poi caricare i contenuti separatamente.

    Facebook qualche settimana fa aveva comunicato che in un anno sono state caricate sulla piattaforma 70 milioni di foto a 360°, è quindi logico pensare che questo numero sarà molto più alto da oggi in avanti.

    Allora, per ricapitolare su come fare per scattare una foto a 360° dal vostro dispositivo iOS o Android direttamente dall’app di Facebook:

    facebook foto a 360° android franzrusso.it 2017

    • aprite l’app e cliccate sullo spazio dedicato allo stato, da qui seleziona Foto a 360;
    • una volta aperta la fotocamera, cliccate sul pulsante blu e girate il vostro dispositivo fino ad avere una panoramica completa
    • selezionare il punto preferito e a quel punto potete condividere la vostra foto a 360°.

    Allora, che ne pensate?

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