Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Twitter deve molto al cancelletto, l’hashtag compie 10 anni

    Twitter deve molto al cancelletto, l’hashtag compie 10 anni

    Se c’è un elemento davvero distintivo di Twitter, oltre ai 140 caratteri, quello è l’hashtag che oggi compie 10 dalla prima sua apparizione sulla piattaforma. Era proprio il 23 agosto del 2007 quando Chris Messina suggeriva l’hashtag per i gruppi. Oggi questa è una modalità che rende personalizzabile il modo di usare i 140 caratteri.

    L’hashtag compie su Twitter 10 anni, era infatti il 23 agosto del 2007 quando Chris Messina, avvocato di San Francisco, suggeriva di usare l’hashtag per creare dei gruppi sulla piattaforma. Da allora l’utilizzo dell’hashtag su Twitter è cresciuto a tal punto da diventare uno degli elementi che meglio caratterizzano la piattaforma. Pensateci, l’hashtag è una modalità che permette di personalizzare il proprio modo di usare e comunicare su Twitter, una modalità che in 140 caratteri funziona benissimo. Ma, a differenza di quello che si pensa, l’hashtag non è stato inventato da Twitter. L’intuizione che ebbe 10 anni fa Chris Messina in effetti la spiega. Il cancelletto, verso la metà degli anni ’90 in poi, veniva usato sulle prima chat proprio per creare delle “camere di conversazione” tra gli utenti.

    https://twitter.com/chrismessina/status/223115412

    Oggi Twitter, giustamente, festeggia questo elemento che lo distingue dagli altri, sebbene oggi l’hashtag sia attivo anche su Facebook (dal 2013), su LinkedIn, su Pinterest, su Google Plus (dal 2012), su Tumblr, su YouTube, e lo era su Friendfeed e su Orkut. Pensate che sulla piattaforma da 140 caratteri ogni giorno vengono condivisi circa 125 milioni di hashtag.

    hashtag 10 anni #hashtag10 twitter franzrusso.it 2017

    Ma se Messina può essere ricordato come l’inventore dell’hashtaf su Twitter, è Nate Ritter, imprenditore del settore IT, il primo utente ad usarlo. E lo fece il 23 ottobre del 2007 raccontando, in quello che può essere definito il primo vero live tweeting della storia, di uno spaventoso incendio a San Diego, in California utilizzando #sandiegofire. Questo in basso è il primo tweet di una lunga serie:

    Nel 2012 l’hashtag venne eletta parola dell’anno e nel giugno 2014 il termine hashtag è stato inserito nell’Oxford English Dictionary. In questi dieci anni, gli eventi, le campagne e i temi più discussi sono diventati #trendtopic con hashtag come #JeSuisCharlie, #PrayforParis, #OccupyWallStreet, #LoveisLove, #Brexit, #IceBucketChallenge, #RoyalBaby e, in Italia, #Expo2015, #MafiaCapitale, #terremoto, #Referendum, #FamilyDay, #Petaloso per citarne solo alcuni.

    Alcuni degli hashtag legati agli account di alcuni degli uomini e delle figure più importanti del mondo hanno generato milioni di Tweet in tutto il mondo. Per fare due esempi celebri, i tre hashtag più utilizzati legati all’account di Donald Trump (@realdonaldtrump) sono #Trump2016, #MakeAmericaGreatAgain e #CelebApprentice. Nel caso di un’altra figura influente uomo del nostro tempo, invece, quella del Papa (con un account Twitter, @pontifex, che ha appena raggiunto i 37 milioni di follower) i tre hashtag più usati sono #LaudatoSi, JMJ e Rio2013.

    Dai più importanti eventi mondiali alle campagne di sensibilizzazione, fino alle foto dei throwback settimanali, tutto accade ormai con un hashtag, e tutto accade su Twitter.

    Ecco di seguito alcuni dati interessanti sull’evoluzione dell’hashtag negli ultimi dieci anni:

    • Attualmente, si registra una media di 125 milioni di hashtag Twittati ogni giorno.
    • L’hashtag più Twittato nel 2007 è stato usato circa 9.000 volte. L’hashtag più utilizzato fino ad ora nel 2017 è stato usato più di 300 milioni di volte.

    #FollowFriday:

    • Il primo #Followfriday è stato il 16 gennaio 2009, e l’hashtag #FF (o #followfriday) è stato usato più di 500 milioni di volte da quel momento ad oggi

    #NowPlaying

    • L’hashtag #nowplaying/#np è stato utilizzato per la prima volta in un Tweet in merito alla canzone “Open your Heart” di De Lavender Diamond, nel 2007.
    • L’hashtag #NowPlaying (o #np) è stato utilizzato nei Tweet più di 1 miliardo di volte.

    Award e Premiazioni:

    • Cinque degli hashtag più popolari degli ultimi dieci anni sono nati dalle community di fan che hanno Twittato durante gli show di premiazioni e award: che sia stato per votare o per prendere parte al live tweeting dell’evento, questi cinque hashtag sono stati usati complessivamente più di 3 miliardi di volte.
    • #MTVHottest
    • #MTVStars
    • #KCA
    • #iHeartAwards
    • #BestFanArmy

    Tra gli hashtag più usati per votare degli artisti:

    • #BTSBBMAs
    • #EMABiggestFansJustinBieber
    • #EMABiggestFans1D
    • #vote5sos
    • #PushAwardsKathNiels

    TV/Film:

    • L’hashtag dedicato ad uno show televisivo più Twittato di sempre è #TheWalkingDead
    • L’hashtag dedicato ad un film più twittato di sempre è #StarWars.

    Sports:

    • L’hashtag dedicato ad un evento sportivo più Twittato di sempre è #Euro2016.
    • L’hashtag sportivo più utilizzato di sempre negli USA è #SuperBowl.
    • L’hashtag dedicato ad una lega sportiva più Twittato di sempre è #NFL.
    • L’hashtag dedicato ad un team sportivo più Twittato di sempre è #MUFC.

    Gaming:

    • L’hashtag del mondo del gaming più Twittato di sempre è トレクル (TreCru/Treasure Cruise), usato più di 269 milioni di volte.

    Allora, questo un resoconto sull’hashtag che compie 10 anni su Twitter e i momenti salienti di questi anni. L?hashtag da usare oggi è #Hashtag10 con il quale verrà attivata una emoji personalizzata per 24 ore.

    [l’immagine di copertina è realizzata da @franzrusso]

  • Entro poche settimane anche su LinkedIn tutti potranno caricare video

    Entro poche settimane anche su LinkedIn tutti potranno caricare video

    LinkedIn è sempre più un social network, nella definizione più classica. Dall’acquisizione di Microsoft lo scopo era quello di portare gli utenti a condividere contenuti più spesso e la notizia di oggi va in questa direzione. Dopo averlo lanciato in fase di test, nelle prossime settimane tutti potranno caricare video anche su LinkedIn. Come avviene già su qualsiasi social network.

    Nel maggio scorso, quando LinkedIn ha raggiunto e superato il traguardo dei 500 milioni di utenti, dicevamo che forse era quello il momento in cui considerare la piattaforma, nata per mettere in contatto professionisti e aziende, come un vero social network. Aveva raggiunto di fatto la maturità. In realtà, questo processo verso una piattaforma che mettesse al centro sempre la condivisione del contenuto, e meno la condivisione (spesso esclusiva) del solo CV, inizia quando Microsoft acquisisce la piattaforma nel 2016. Da allora tutte le funzionalità introdotte hanno traghettato la piattaforma più verso la sponda dei social network. E l’ultima funzionalità introdotta ne è una nuova conferma.

    LinkedIn, dal suo blog ufficiale, annuncia che nelle prossime settimane tutti gli utenti, a livello globale, potranno caricare video sulla piattaforma. Sarà possibile registrare video direttamente sulla piattaforma oppure caricare video già realizzati. La funzionalità era stata lanciata in forma di test il mese scorso e forse qualcuno di voi ha avuto modo di provarla.

    linkedin funzionalità video franzrusso.it 2017

    Come avviene già su altre piattaforme, la possibilità di condividere video su LinkedIn offre anche la possibilità di accedere a dati sulle visualizzazioni, su quanti commenti e like ha ottenuto il contenuto, oltre che vedere quali aziende hanno visualizzato i video. Il tutto sarà visibile dalla propria dashboard, da desktop e da mobile.

    LinkedIn spinge ancora più a fondo sulla condivisione continua di contenuti sulla piattaforma, cercando di accrescere l’utilizzo attivo della piattaforma da parte degli utenti (vero neo di LinkedIn: solo il 25% degli utenti è di fatto attivo). E visto che il video è la forma di contenuto più coinvolgente, non sorprende che in poco tempo questa modalità arrivi anche su LinkedIn.

  • Twitter, ecco i tweet per argomenti nella tab Esplora

    Twitter, ecco i tweet per argomenti nella tab Esplora

    Da qualche giorno su Twitter è attiva, all’interno della tab Esplora, la visualizzazione dei tweet per argomenti, in base agli interessi. La funzionalità permette di avere un colpo d’occhio immediato sui contenuti in relazione ad un determinato argomento e i tweet sono resi visibile anche senza la necessità di seguire qualcuno. La nuova funzionalità è disponibile per iOS e Android.

    Abbiamo tante volte evidenziato il fatto che Twitter non rendesse facile la consultazione della timeline, e questo vale specialmente per i nuovi utenti. Trovarsi di fronte ad un vero fiume in piena (parliamo, in media, di 6 mila tweet al secondo; 500 mila tweet al giorno) può essere fuorviante e dispersivo, una situazione che, di certo, non aiuta la ricerca di contenuti interessanti. Un tema questo su cui Twitter ha lavorato in questi ultimi due/tre anni, ma senza riuscire a dare una soluzione adeguata. Ma, forse, adesso sembra esserci andata veramente vicina.

    twitter esplora argomenti tab franzusso.it 2017

    Da qualche giorno, la prima segnalazione per la verità arriva da BuzzFeed, Twitter ha reso possibile la visualizzazione dei tweet catalogandoli per argomenti, e un funzionare dell’azienda guidata da Jack Dorsey ha confermato. Il tutto visibile nella sezione Esplora, quella che è stata lanciata ad inizio di quest’anno, un unico luogo dove rintracciare più o meno quello che succede sulla piattaforma. La visualizzazione degli argomenti viene gestita, ovviamente, dagli algoritmi elaborandoli in base ai nostri interessi.

    Che tipo di implicazioni potrà dare questa funzionalità?

    Pur riconoscendo l’utilità della stessa, sarebbe davvero interessante conoscere quanti sono gli utenti che ogni giorno accedono alla tab Esplora alla ricerca dei tweet interessanti. Da qui si potrebbe comprendere molto dell’atteggiamento degli utenti e delle conseguenze positive che questa potrebbe apportare. Ma sappiamo bene che Twitter, almeno per il momento, non rilascerà questo tipo di informazioni. E quindi non sapremo effettivamente se questo strumento possa effettivamente aiutare nella crescita della piattaforma in termini di coinvolgimento e, soprattutto, in termini di nuovi utenti iscritti. Certo, questa funzionalità offre maggiore “ordine”.

    Implicazione diretta sarebbe quella di non usare più le Liste perchè la visualizzazione dei tweet avviene per argomenti e, quindi, è possibile visualizzare anche contenuti interessanti da parte di account che non si seguono. Va detto, le Liste già sono poco usate e con questa modalità il rischio è che li si comincia ad usare sempre di meno. Per chi le avesse usate poco, la funzionalità delle Liste è molto utile, invece, permettendo una panoramica sempre più completa di ciò che interessa trovare su Twitter, realizzando timeline sempre più verticali sui temi di interesse.

    Al momento, come è forse logico in attesa di nuovi sviluppi, la funzionalità non mostra in realtà tutti i temi di interesse, ma la strada è quella. Per ora solo per iOS e Android.

    Allora, che ne pensate? Avete avuto già modo di visualizzarla?

  • Facebook comincia a rimuovere il video clickbaiting dal news feed

    Facebook comincia a rimuovere il video clickbaiting dal news feed

    Facebook continua il suo sforzo nel contrastare il fenomeno del clickbaiting e, con il nuovo aggiornamento del news feed, prende di mira i video. Nelle prossime settimane contenuti video con immagini fisse e che rimandano a siti non collegati alla notizia verranno penalizzati.

    Chissà quante volte vi sarà capitato, su Facebook, di reputare interessante un video e di cliccarci sopra, e, solo in un secondo momento, di esservi accorti che quello non era in realtà un contenuto video reale, ma era solo un contenuto fake con il fine di ottenete il vostro click. Immaginiamo sarà capitato qualche volta, come del resto a tutti. Ebbene, Facebook ha annunciato che nel prossimo aggiornamento dell’algoritmo che regola la visibilità dei contenuti sul news feed questi video saranno penalizzati.

    Si tratta di un nuovo fenomeno legato al clickbaiting, appunto il video clickbaiting. Se il contenuto sembra un video interessante, riconoscibile dal tasto play, in realtà, una volta cliccato proprio il tasto play, si tratta di un contenuto “esca”, che ha come scopo solo quello di “incassare” il nostro click, o, peggio ancora, di rimandarci su un sito che non avremmo voluto certamente visitare.

    Il nuovo aggiornamento sarà attivo nelle prossime settimane.

    facebook video clickbaiting mobile

    In pratica, una volta che l’algoritmo di Facebook riconosce una foto con un contenuto falso, trattandosi quindi di un video con nessuna attività in movimento, automaticamente la visibilità di questo contenuto verrà abbassata. Questa è, al momento, l’unica azione possibile, non vi sarà la rimozione del contenuto e non vi sarà alcuna penalizzazione per le pagine che ospiteranno contenuti come questi. Si tratta quindi di una azione a metà.

    Ma, come dicevamo all’inizio, questo è un nuovo sforzo che Facebook sta facendo per rendere il news feed sempre più integro. Il mese scorso un nuovo aggiornamento dell’algoritmo era stato annunciato con l’obiettivo di contrastare lo spam. Tutti gli utenti che continueranno a condividere notizie false e fuorvianti vedranno progressivamente ridurre la visibilità degli stessi contenuti sul News Feed. E sempre nell’ottica si migliorare la qualità delle notizie condivise sulla piattaforma, qualche giorno fa Facebook aveva annunciato il rilascio, negli Usa, Paesi Bassi, Francia e Germania, della funzionalità degli articoli correlati, aiutare gli utenti a capire se la notizia condivisa sia una fake news, offrendo una serie di notizie correlate all’argomento.

  • Web e Social Media trainano la pubblicità in Italia nel primo semestre 2017

    Web e Social Media trainano la pubblicità in Italia nel primo semestre 2017

    I dati Nielsen sugli investimenti pubblicitari in Italia nei primi sei mesi del 2017 evidenziano un calo complessivo di -0,4%. Un calo che poteva essere più pesante se a trainare il settore non fossero stati gli investimenti sul web e sui social media: +2,6%. A giungo 2017 il calo complessivo è di -4,7%; web e social media +3,9%.

    In Italia gli investimenti pubblicitari riescono a sviluppare performance positive solo grazie agli investimenti su web e social media. Questo è un dato di fatto che evidenzia anche l’ultimo report di Nielsen sugli investimenti pubblicitari in Italia nei primi sei mesi del 2017. Complessivamente, gli investimenti sono in calo dello 0,4% rispetto allo scorso anno. A trainare in senso positivo gli investimenti è il dato di +2,6% riferito a web e social media, infatti senza questi dati il dato complessivo sarebbe di -3%. Tradotto, significa 1 milione di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2016.

    Se guardiamo poi il dato riferito solo al mese di giugno 2017, notiamo che l’andamento non cambia e i numeri sono quelli. E cioè: -4,7% come dato complessivo; +3,9% per web e social media. Senza questi ultimi investimenti, il dato complessivo sarebbe di -8,6%.

    web social media pubblicità advertising 2017 franzrusso.it

    In pratica va consolidandosi la tendenza che avevamo giù evidenziato a inizio 2016, sono gli investimenti su web e social media che trainano la pubblicità in Italia, a fronte di un settore che è sempre più in calo. E guardiamoli i dati riferiti ai singoli mezzi, come rilevato da Nielsen.

    La Tv nei primi sei mesi dell’anno è in calo dell’1,9%, un dato che risente il calo drastico di giugno 2017: -10,9%. E non va meglio per la stampa, nel singolo mese su giornali si registra -12,8% e sui magazine si registra -11,7%. Nei primi sei mesi del 2017 rispettivamente si ha -10,8% e -7%. Dato diverso quello che fa registrare la radio, con +5% nel primo semestre e +8,9 nel mese di giugno di quest’anno.

    Nello specifico, le stime di Nielsen rilevano che il web advertising nei primi sei mesi dell’anno fa registrare +6,8% che diventa -1,7% se si escludono search e social media. Buona la performance della GoTv, +7,6%.

    Tra i settori merceologici, performance positive si registrano nelle automobili e farmaceutici, rispettivamente +0,9% e +6,8%. Negativi telecomunicazioni (-3%), alimentari (-3,8%), distribuzione (-11,5%). Molto positivi invece elettrodomestici, giochi/articoli scolastici e informatica che incrementano il proprio fatturato rispettivamente del 51,1%, 44,1% e 31,4%, con un apporto complessivo di circa 22 milioni di euro.

  • Su Facebook arrivano gli articoli correlati per contrastare le fake news

    Su Facebook arrivano gli articoli correlati per contrastare le fake news

    Dopo diversi mesi di test, Facebook è pronta a lanciare la funzionalità degli articoli correlati, per ora solo negli Usa, Paesi Bassi, Francia e Germania. Lo scopo è quello di aiutare gli utenti a capire se la notizia condivisa sia una fake news, offrendo una serie di notizie correlate all’argomento.

    Facebook continua la sua azione di contrasto verso le fake news e sta rilasciando in queste ore una funzionalità che forse qualcuno di voi già conosce per il fatto che è stata lanciata in fase di test nei mesi scorsi. Si tratta della funzionalità degli articoli correlati, una modalità molto semplice ma molto efficace, che potrà essere di aiuto per gli utenti a capire se la notizia che si sta condividendo sia in odore di fake news. Il rilascio ufficiale per il momento riguarda pochi paesi, in attesa che si possa arrivare presto ad un rilascio globale. I paesi individuati per il rilascio sono gli Usa, i Paesi Bassi, la Francia e la Germania.

    facebook algoritmo spam articoli correlati

    A scoprire il rilascio di questa funzionalità è stato il Wall Street Journal. Il vero scopo degli articoli correlati è quello di mostrare agli utenti più articoli sullo stesso argomento, in modo tale da avere la possibilità di confrontarli e comprendere se ci si trova davanti ad una fake news. La modalità, dal nostro modo di vedere trova la sua base, evidentemente, sul decalogo che Facebook ha diffuso nell’aprile scorso, le dieci regole attraverso le quali individuare le notizie false. Ecco, seguendole proprio in questo tipo di confronto il tutto potrebbe tornare utile. Resta sempre il problema del tempo da dedicarvi, nel senso che molto spesso si condivide in maniera veloce e l’utente è poco propenso a fare questa attività di verifica. Ecco perchè gli articoli correlati possono dare una grossa mano.

    facebook articoli correlati

    Facebook fa sapere che dalla fase di test sono emersi dati interessanti e positivi, nel senso che gli utenti hanno trovato nella modalità degli articoli correlati un aiuto effettivo nel distinguere se quella notizia che si vorrebbe condividere sia vera o falsa. Qualche settimana fa Mark Zuckerberg aveva infatti dichiarato che Facebook non avrebbe intrapreso la strada della censura, ma si sarebbe impegnata nel contrastare le fake news offrendo modalità aggiuntive. E così è stato.

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    Approfondisci

    Vedremo se questa funzionalità si renderà utile nell’abbattere il fenomeno delle fake news e attendiamo che questa venga attivata anche nel nostro paese.

    E voi che ne pensate?

  • Instagram Stories, a distanza di un anno Instagram ha vinto la sua scommessa

    Instagram Stories, a distanza di un anno Instagram ha vinto la sua scommessa

    Instagram Stories compie un anno, la funzionalità gemella delle Stories di Snapchat venne infatti lanciata il 2 agosto del 2016. E oggi si conosce qualche dato in più. La funzionalità è usata per 32 minuti al giorno di media dagli under 25, mentre gli over 25 anni la usano per 24 minuti. L’hashtag più usato dell’anno è #GOODMORNING.

    E’ passato un anno da quando Instagram lanciò Instagram Stories, la funzionalità gemella delle Stories di Snapchat ed è quindi il momento di tirare un po’ di somme. Sul blog ufficiale di Instagram ci sono tutti i dati, ma prima di vederli è il caso di fare qualche considerazione. Partiamo proprio da quello che scrivemmo un anno fa, e cioè che in effetti Instagram Stories si è rivelata una buona mossa. Una mossa azzeccata, al punto da mandare in crisi, proprio sul punto forte di Snapchat, l’app di Evan Spiegel nell’anno della quotazione in borsa. Un risultato non scontato quello raggiunto da Instagram, una bella scommessa, oggi vinta, su cui molti in realtà dubitarono.

    Il dibattito di 12 mesi fa ruotò molto sul fatto che Instagram aveva copiato e che forse per questo non sarebbe stata una buona idea. Invece, grazie anche ai numeri che Instagram può vantare (diciamolo), Instagram Stories si rivela la carta vincente per raggiungere l’obiettivo che Facebook si era prefissato. E cioè fare in modo che quel pubblico solitamente attratto da Snapchat, quindi un pubblico molto giovane, cominciasse ad usare Instagram grazie proprio alle Stories.

    Non è un caso che, dai dati diffusi oggi proprio da Instagram, si scopre che sono proprio gli under 25 ad usare di più la funzionalità Instagram Stories con un tempo medio, al giorno, di 32 minuti. Ecco la scommessa vinta, già da questo dato. Un anno fa la fascia più presente su Snapchat era quella 18-24 anni che costituiva il 37% sul totale. Ora, come abbiamo visto nel corso di questo ultimo anno, Snapchat è andato in crisi proprio su questo, con un calo delle visualizzazioni, delle Stories, dal 15% fino al 40%, il calo del 20-30% è stato poi nel periodo che va da agosto 2016 a gennaio 2017. Insomma, Instagram un anno dopo può dire che la mossa è stata azzeccata è che la mossa è stata vinta. E ad oggi gli utenti complessivi sono 250 milioni.

    instagram stories un anno dopo

    Bene, adesso vediamo qualche dato riguardo a Instagram Stories in questo primo anno di vita.

    Intanto Instagram rivela che le Stories cominciano ad interessare anche le aziende, in questo ultimo mese oltre il 50% delle imprese presenti su Instagram ha prodotto una Stories.

    Le Location più taggate nel corso del primo anno sono state:

    • Jakarta, Indonesia
    • San Paolo, Brasile
    • New York
    • Londra, Regno Unito
    • Madrid, Spagna

    Gli hashtag più utilizzato nelle Instagram Stories in questo primo anno sono stati:

    • #GOODMORNING
    • #WORK
    • #GOODNIGHT
    • #MOOD
    • #HAPPYBIRTHDAY
    • #TBT
    • #LOVE
    • #HOME
    • #BOMDIA (“ciao” o “buongiorno” in portoghese)
    • #RELAX

    Gli sticker più usati sono stati:

    • Vibrant Location
    • Digital time
    • “Like”
    • Hashtag
    • Weather

    E, infine, i “face filters” più usasi sulle Instagram Stories sono stati:

    • Orecchie da cucciolo
    • Faccia di sonno
    • Orecchie da coniglio
    • Amore con freccette a forma di cuore
    • Orecchie di Koala

    Allora, avete usato anche voi le Instagram Stories in questo anno? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Ecco le 10 squadre di Calcio che sanno usare meglio i Social Media

    Ecco le 10 squadre di Calcio che sanno usare meglio i Social Media

    In un interessante report TOK.tv e Talkwalker hanno analizzato le performance sui social media delle 20 squadre di Calcio più blasonate al mondo. Da qui la classifica delle 10 migliori squadre che si distinguono su Facebook, Twitter e Instagram.

    Calcio e Social Media sono da sempre un binomio vincente, specie in questo momento in cui la maggior parte dei campionati sono in pausa estiva con le squadre che stanno allestendo i loro team. Basta solo “affacciarsi” su Twitter per capire come sta andando il calcio mercato e scoprire gli ultimi colpi da parte delle grandi squadre. Si sa, il Calcio proprio su Twitter è uno degli argomenti più seguiti, tantissimi sono gli appassionati e tifosi che vogliono restare aggiornati seguendo le loro squadre del cuore anche sui Social Media. E se un paio di anni fa circa TOK.tv cominciava a delineare il modo in cui le squadre di calcio usavano proprio questi potenti strumenti di comunicazione, oggi abbiamo l’opportunità di vedere come questo utilizzo è evoluto proprio grazie al report tra TOK.tv e Talkwalker. Un interessante report che ha analizzato le performance delle 20 squadre più blasonate per arrivare a stilare la classifica delle 10 migliori squadre sui Social Media. Di seguito vedremo insieme i dati più rilevanti del report, ma l’invito è quello di scaricarlo e consultarlo per intero. Lo trovate a questo link.

    Nel report vengono riportati numeri, tanti numeri, ma soprattutto si cerca di approfondire per spiegare numeri incredibili, come quelli del Real Madrid che ha superato 106 milioni di interazioni in soli tre mesi. Tra i dati raccolti ci sono anche gli hashtag più usati su Twitter e poi come i brand riescono ad entrare in contatto con i Millennials, la fascia di età più corposa tra coloro che sono abituati a seguire le vicende delle squadre del cuore direttamente dal loro smartphone.

    calcio social media talkwalker tok.tv

    Cominciamo col dire che è proprio il Real Madrid uno dei club più seguiti sui Social Media, specialmente su Twitter dove ha un seguito di oltre 24,5 milioni di follower, con una crescita dell’11,5% nel secondo trimestre del 2017. C’è da notare, da questo punto di vista, che il tasso di crescita tra l’ultimo trimestre del 2016 e il secondo del 2017 lo fa registrare la Juventus con 21,1%, seguita dal Manchester United con il 20%. E in fatto di coinvolgimento, l’engagement, il Real Madrid si dimostra ancora leader con 8,72 milioni di persone coinvolte su una reach di 36,05 miliardi. Dopo il club spagnolo, molto coinvolgente risulta il Manchester United con 7,56 milioni di persone coinvolte su una reach di 26,6 miliardi. La Juventus è la prima squadra italiana con 2,7 milioni di persone coinvolte su una reach di 19,7 miliardi.

    Tra i temi più discussi in questo periodo, nei primi sei mesi del 2017, troviamo due hashtag classici delle rivali spagnole – #HalaMadrid e #ForçaBarça – tra i più usati, mentre per Juve trionfa #ItsTime rispetto al tradizionale #finoallafine. Interessante anche il peso di #MUFC: Il Manchester United, infatti, pur non vincendo la Premier League, mantiene salda la sua posizione in termini di top engaging team della lega inglese.

    Questo il tweet più condiviso nei primi sei mesi dell’anno ed è, ovviamente il tweet che celebra la dodicesima Champions League vinta dal Real Madrid lo scorso 3 giugno a Cardif:

    Su Facebook, dalle 40 statistiche contenute nel report, vediamo che le prime 4 fan page al mondo sono quella di Cristiano Ronaldo, Real Madrid CF, Shakira (che è sposata con Piquè del Barcelloba) e FC Barcelona. Su questa piattaforma le dinamiche sono molto diverse da quelle di Twitter ad esempio. Sulla piattaforma di Zuckerberg gli utenti cercano più informazioni e sono più interessati a quello che i calciatori fanno fuori dal campo. Non è un caso, come avrete già notato, che la pagina di Cristiano Ronaldo sia più seguita della pagina del suo club di appartenenza. Ma anche su Facebook il Real Madrid si conferma il numero 1. Il club dei “merengues” è quello che cresce di più negli ultimi 6 mesi per numero di fans (+11,4%) superando il Barcellona, e si conferma primo club anche per quanto riguarda il coinvolgimento.

    Lione Messi e Cristiano Ronaldo sono, indiscutibilmente, le vere star sui social media, i più citati in assoluto. E, come visto prima su Twitter, anche su Facebook il post sulla finale di Champions League vinta a Cardiff lo scorso 3 giugno è quello più condiviso, con oltre 1,4 milioni di like.

    https://www.facebook.com/RealMadrid/photos/a.74265819952.19583.19034719952/10151287434429953/?type=3&theater

    Su Instagram la ricerca ha evidenziato caratteristiche interessanti, già note ma comunque importanti rilevarle anche in un contesto come questo. E cioè che, nonostante  la frequenza di pubblicazione di contenuti sia minore rispetto a Facebook e a Twitter, il livello di engagement ottenuto invece è molto più alto. Questo lo si spiega per il fatto che non c’è nulla di più “emozionante di uno scatto ben studiato che immortala i campioni della propria squadra nei momenti più importanti della stagione”. In termini di crescita di nuovi followers in questi primi sei mesi del 2017 il Real Madrid è quello che cresce di più (+18,9%), anche se è il Barcellona il club più seguito. I blaugrana sono anche i più bravi in termini di coinvolgimento (252,22 milioni) e reach (16,17 miliardi).

    Insomma, i due club spagnoli sono quelli che meglio di altri altri riescono ad usare questi strumenti, riuscendo a sviluppare un grande livello di coinvolgimento da un grande seguito. Cosa che, invece, non è riuscita al Paris SG, ad esempio, un esempio di come grande seguito non sia sinonimo, come spesso si tende a pensare, di coinvolgimento. Per quello ci vuole una strategia, un livello di cura adeguato, altrimenti i risultati non arriveranno mai.

    Questo è un breve resoconto di questo interessante report che vi invitiamo a scaricare e a consultare, questo il link, all’interno troverete ancora altri dati molto interessanti, utili a capire come i club di calcio usano i Social Media. E, ovviamente, fateci sapere cosa ne pensate.

    infografica calcio social media talkwalker tok.tv franzrusso.it 2017

     

  • Facebook vale più di 500 miliardi di dollari

    Facebook vale più di 500 miliardi di dollari

    Facebook ha superato il valore di 500 miliardi di dollari, un traguardo finora toccato solo da altre tre aziende, del settore tech quotate a Wall Street, prima, come Google (oggi Alphabet), Apple, Amazon (anche se per poco tempo) e Microsoft. Solo a novembre 2015 Facebook valeva 300 miliardi di dollari.

    Che prima o poi accadesse era chiaro, era solo una questione di tempo. E così è stato, Facebook entra a far parte del ristrettissimo gruppo di aziende, del settore tech, quotate in borsa che hanno raggiunto e superato il traguardo dei 500 miliardi di valore. Per Facebook è la prima volta che succede e pensare che solo a novembre 2015 l’azienda fondata da Mark Zuckerberg valeva 300 miliardi di dollari. Il traguardo raggiunto dall’azienda di Menlo Park è stato ottenuto quasi contemporaneamente da Amazon che mercoledì aveva superato il 500 miliardi di dollari. Solo che poi i dati dell’ultima trimestrale, con il calo dei profitti del 77%, hanno poi riportato il valore dell’azienda di Jeff Bezos sotto i 500 miliardi di dollari (475,45 miliardi di dollari dopo la chiusura di ieri). Lo stesso Bezos per un giorno era stato l’uomo più ricco del mondo, superando Bill Gates, fondatore di Microsoft, salvo poi ritornare dietro il creatore di Windows per lo stesso motivo.

    Il risultato di Facebook (che in un anno a Wall Street ha guadagnato più del 40%), così come quello di Amazon, sono la dimostrazione che proprio Wall Street sia stata la sede dove queste aziende hanno dimostrato tutta la loro carica euforica, è proprio così. Teniamo presente che Facebook è stata fondata nel 2004, ed è quindi una delle aziende più giovani del gruppo delle aziende da 500 miliardi di valore. Amazon è stata fondata nel 1994, Google è stata fondata nel 1998, Microsoft è stata fondata nel 1975 e la Apple è stata fondata nel 1976. Il vero fenomeno è quindi l’azienda di Zuckerberg che in soli 13 anni raggiunge un traguardo prima inimmaginabile. Anzi, a voler essere più precisi, Facebook raggiunge questo traguardo in 5 anni, dall’anno in cui si è quotata in borsa, ossia il 2012.

    facebook 500 miliardi di valore

    Facebook è ancora un’azienda che può sorprendere, nonostante tutti comincino a pensare (ma è da un po’ che lo si fa) che stia ormai esaurendo la sua vena in termini di business. Come dimostrato dall’ultima trimestrale, la scelta di puntare, proprio 5 anni fa sul mobile, ha pagato, e non è un caso che e due più importanti acquisizioni fatte da Zuckerberg riguardino proprio due realtà legate al mobile, come Instagram (acquisita nel 2012) e WhatsApp (acquisita nel 2014). Il social network di Zuckerberg ha contribuito alla creazione del fenomeno web 2.0 (è nato poi lo stesso anno, nel 2004) e ha di fatto contributi a rivoluzionare il modo di comunicare e il modo di relazionarsi coi brand. E poi c’è ancora tutto il fenomeno della realtà virtuale su cui Zuckerberg sta puntando molto, basti pensare a Spaces.

    Lo stesso Amazon ha rivoluzionato il modo di acquistare con il suo e-commerce. Per citare un episodio su tutti, l’ultimo Amazon Prima Day ha fatto segnare il 60% in più rispetto al 2016, ottenendo un grande successo anche nel nostro paese.

    Se a novembre 2015 Facebook valeva per 15 volte il valore di Twitter, a distanza di poco più di un anno e mezzo questo divario si è esteso ancora. Oggi l’azienda di Zuckerberg vale bel 41 volte il valore di Twitter, fermo a 12,2 miliardi di dollari.

    Il prossimo ad entrare nel club dei 500 miliardi di dollari di valore? A parte la questione di Amazon, che in breve tempo recupererà valore, la prossima azienda sarà certamente Alibaba, l’e-commerce cinese di Jack Ma, che oggi ha un valore di oltre 400 miliardi di dollari, presente a Wall Street dal 2014.

  • Twitter: ecco una versione a pagamento per inserzionisti a 99 dollari

    Twitter: ecco una versione a pagamento per inserzionisti a 99 dollari

    Nella giornata di venerdì Twitter, dall’account Twitter for Business, ha inviato una mail ad alcuni utenti in cui annuncia il lancio di una versione beta indirizzata a piccoli inserzionisti, a 99 dollari. In pratica, l’idea è quella di chiedere una quota mensile per poi lasciare a Twitter la promozione dei tweet, più o meno 10 al giorno.

    I dati dell’ultima trimestrale, con il calo dell’8% delle entrate pubblicitarie, hanno portato a Twitter ad agire immediatamente. Infatti, nella casella di posta stamattina noto una mail dall’account “Twitter for Business“. Apro con molta curiosità e infatti all’interno c’era una proposta inattesa. In pratica, Twitter sta per lanciare una modalità di abbonamento per gestire la promozione dei tweet. La promozione in pratica le gestisce direttamente Twitter dietro il pagamento mensile di 99 dollari. Nella mail infatti c’è scritto: “twitta come solitamente fai; i tuoi tweet e il tuo profilo vengono promossi automaticamente”. Ogni settimana Twitter appronterà un report con tutti i dati che servono, impressions, reach, follower, coinvolgimento.

    twitter pubblicità inserzionisti 99 dollari

    In un primo momento ho pensato che fosse una “bufala” (visto il periodo), poi ho cliccato ho completato l’adesione e ora sono in attesa di ricevere nuove informazioni sul lancio di questa nuova modalità. I primi 30 giorni sono gratuiti.

    Questa che vedete è la mail che ho ricevuto stamattina:

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    Quello che spinge a fare Twitter con questa modalità, probabilmente rivolta solo a piccoli inserzionisti, è quella di dedicarsi al contenuto, dedicarsi alla condivisione dei tweet e “alla promozione ci pensiamo noi”. Insomma, come idea non sarebbe male e potrebbe portare, effettivamente, qualche “soldo” in più nelle casse di Twitter. Nella fase di lancio si può scegliere di promuovere i tweet in relazione ad una categoria specifica oppure promuoverli all’interno di un’area geografica più idonea. Per il resto gli inserzionisti avranno poco spazio di azione.

    Il passaggio a questa modalità di auto promozione gestita da Twitter, dietro il pagamento di un abbonamento, farà cessare l’accesso alla piattaforma di advertising di Twitter.

    Ora, a voler fare delle veloci considerazioni, l’idea in sè non è male. C’è solo da chiedersi se sia efficace il fatto di lasciare il controllo della promozione a Twitter. Ovviamente, sta tutto nel modo di usare Twitter, questa è infatti una modalità che si rivolge a piccoli inserzionisti, piccole imprese che non vogliono impelagarsi nella creazione di campagne, con tutto quello che comporta, e vogliono uno strumento che possa promuovere i loro contenuti in modo efficace, senza troppi pensieri.

    Se si sceglie queste modalità, è chiaro per quel mese bisognerà fare molta attenzione ai contenuti che si condivideranno, sarà necessario fare una buona programmazione di ciò che si vuole comunicare e condividere, perchè il controllo sui contenuti lo avrà Twitter.

    Ci sarà modo di fare valutazioni più approfondite, certo è che Twitter si muove nella direzione di monetizzare, e subito.

    E voi avete ricevuto la mail? Che ne pensate?

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