Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Dopo 30 anni, ecco quanti sono i siti web oggi nel 2021

    Dopo 30 anni, ecco quanti sono i siti web oggi nel 2021

    Era il 6 agosto 1991 quando venne lanciato il primo sito web. Ad oggi ce ne sono più di 1,88 miliardi e il numero continua a crescere. Nel 1998 andò online Google e online c’erano già più di 2 milioni di siti.

    Era il 6 agosto del 1991 quando Tim Berners-Lee, il papà del World Wide Web (W3), pubblicò il primo sito web della storia. Il sito, ospitato dal CERN sul computer NEXt di Berners-Lee, si presentava con una pagina bianca, molto minimal, e spiegava cos’era il Web e come usarlo, questo l’indirizzo: http://info.cern.ch.

    Sono passati 30 anni da allora e i siti web sono cresciuti a dismisura. Secondo le statistiche che offre Internet Live Stats, ad oggi il numero dei siti web online supera il numero di 1,88 miliardi, un numero che continua a crescere.

    Il traguardo di 1 miliardo di siti web è stato superato nel 2014 e, dopo qualche andamento verso il basso, il numero è poi ricominciato a salire due anni più tardi, nel 2016, arrivando a 1,7 miliardi del dicembre dello stesso anno.

    30 anni siti web 2021 franzrusso.it

    Ma guardando dall’inizio, dopo quel 6 agosto del 1991 i siti web erano 10 nel 1992, anche se fu poi da 1993, quando il CERN rese il World Wide Web disponibile per tutti, che si assistette ad un aumentare progressivo del numero dei siti web.

    E infatti, nel 1994 nacque il primo vero motore di ricerca che era Yahoo! e si chiamava originariamente “Jerry and David’s Guide to the World Wide Web“. Amazon viene pubblicato nel 1995, quando online vi erano 23.500 siti web. Nel 1998 fa il suo ingresso Google e all’epoca era online oltre 2 milioni e 400 mila siti web.

    siti web online

    Nel 2001 nasce Wikipedia, la enciclopedia online più famosa, quella che sarebbe passata alla storia come uno dei più grandi esempi di conoscenza collaborativa. Nel 2003 vede la luce WordPress, la piattaforma che ha sancito il fenomeno blogging, e anche LinkedIn, la prima piattaforma social nel senso vero del termine. L’anno successivo, nel 2004 nacque poi Facebook, la piattaforma social media per antonomasia.

    E poi Twitter nel 2006, il cui nome iniziale era TWTTR (in basso come appariva 15 anni fa), Dropbox nel 2008 (come il nostro InTime Blog), Instagram e Pinterest nel 2010.

    twttr twitter 2006

    Questo per citarne solo alcuni, quelli che hanno sicuramente segnato la nostra storia, quella collettiva e individuale di ciascuno di noi.

    Sono 30 anni di siti web che rappresentano la nostra storia. Basta dare un’occhiata a come si presentavano e a come sono oggi i siti web, quelli che rappresentano la Home, la casa dove ognuno in qualche modo ha rappresentato ciò che era e ciò che voleva essere. E nonostante tutto, i siti web sono ancora oggi importanti per crearsi un proprio spazio, per raccontare la propria azienda, per fare e-commerce, per fare informazione.

  • Twitter Spaces, ecco i co-host per aiutare la moderazione

    Twitter Spaces, ecco i co-host per aiutare la moderazione

    Twitter Spaces introduce la possibilità di aggiungere fino ad un massimo di due co-host. Una funzionalità che era stata annunciata e che era molto attesa.

    La funzionalità era stata annunciata a maggio di quest’anno, quando si seppe che Twitter Spaces sarebbe stato attivato per tutti gli utenti con più di 600 follower, e adesso c’è l’annuncio. In uno spazio organizzare dall’account ufficiale di Twitter Spaces sono state annunciate alcune interessanti novità tra cui, la più importante, quella che introduce la funzione di co-hosting, molto attesa da tutti gli utenti che tengono spazi audio.

    Come attivare i co-host su Twitter Spaces

    La possibilità di avere uno o più co-host si era resa subito necessaria e ora Twitter spinge in questa direzione anche per creare un ulteriore vantaggio competitivo sul competitor Clubhouse che di certo non se la passa bene in questo periodo.

    L’host su Twitter Spaces, colui che apre lo spazio, può adesso invitare alla gestione dello spazio fino a due co-host. L’invito può avvenire solo una volta che lo spazio è stato avviato e non prima, nemmeno se programmato.

    Cosa possono fare i co-host su Twitter Spaces

    Cosa può fare il co-host? In realtà può fare tutto quello che fa l’host, e quindi parlare,  invitare i relatori, gestire le richieste a parlare, rimuovere i partecipanti, appuntare i tweet nella parte alta dello spazio. Ma ci sono alcune cose che non può fare.

    Twitter Spaces ecco co-host moderazione franzrusso.it

    Ad esempio, solo l’host può invitare gli utenti a prendere parte allo spazio come co-host, infatti un co-host non può invitarne un altro. E poi, cosa importante, solo l’host può terminare lo spazio, non il co-host. Questo è un grosso limite, perché in molti casi, purtroppo, sarebbe stato utile che lo spazio potesse continuare in presenza del solo co-host. Vedremo se questa possibilità sarà introdotto più avanti.

    E ancora, altro aspetto interessante, il numero dei co-host, abbiamo detto fino ad un massimo di due, espande il numero delle persone che possono parlare contemporaneamente in uno spazio. Quindi, se prima a parlare erano l’host e 10 speaker partecipanti, adesso il numero aumenta con i due co-host.

    L’introduzione del co-host è una bella notizia, soprattutto perché quella figura può essere molto utile in presenza di spazi molto “affollati”, dove c’è necessità di avere una mano nella moderazione. Ma può essere utile anche per le aziende che vogliono provare a sperimentare Twitter Spaces, potendo contare su una figura che può essere utile a gestire meglio lo spazio.

    Come sapete, Twitter questa settimana ha detto addio ai Fleets, le stories di Twitter, un addio che non ha sconvolto più di tanto gli utenti (segno che quel formato non era effettivamente apprezzato) e ha eletto lo spazio in alto come “Space bar“, lo spazio dedicato agli spazi una volta che sono live, per renderli più visibili.

    Ovviamente, anche questa è solo una posizione temporanea (o almeno di questo si parla) in attesa di vedere attiva la sezione dedicata a Twitter Spaces, in test su iOS, dove vedere gli spazi live del momento in un colpo solo, che è quello che ci vorrebbe.

    Tutto questo sottolinea quanto Twitter stia investendo in Twitter Spaces e nella modalità audio, trovandosi adesso più avanti rispetto a Clubhouse che, nonostante l’estensione ad Android e all’eliminazione degli inviti, fatica a fare breccia tra gli utenti.

    Sarà interessante quindi verificare quanto Twitter Spaces sarà in grado di “resistere” come modalità di contenuto integrata all’interno di altre funzionalità che Twitter già permette. Anche alla luce del superamento della situazione pandemica, con i vaccini che procedono un po’ ovunque a passo spedito, aprendo di nuovo alla possibilità di dare vita ad incontri in presenza.

    Come usare Twitter Spaces e organizzare uno spazio coinvolgente

    Siamo convinti che Twitter Spaces potrà trovare un suo “spazio” anche all’interno degli eventi live in presenza, come momento di “debriefing” dopo un evento, come possibilità di incontrare gli ospiti, gli speaker, i relatori di un evento e metterli a contatto in uno spazio audio su Twitter con tutte quelle persone che non sono riuscite ad essere in presenza. Insomma, le possibilità ci sono.

  • Lo spot Omega per Tokyo 2020, vero trionfo di creatività

    Lo spot Omega per Tokyo 2020, vero trionfo di creatività

    Avrete sicuramente visto già lo spot di Omega per Tokyo 2020, un video di un minuto che è un trionfo di creatività, “fatta in casa”.

    Mancano pochi giorni al termine dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020, dove la squadra italiana ci ha dato grandi soddisfazioni. Ma l’occasione non è solo quella di ricordare le prestazioni sportive degli atleti, abbiamo già visto come l’impresa di Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi è stata vissuta sui social media.

    Quello che vogliamo è portare alla vostra attenzione che un grande evento globale come le Olimpiadi, nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia ancora in corso, sono anche occasione di comunicazione e creatività per le aziende che sfruttano questo momento per promuoversi.

    E una su tutte ci ha colpito in modo particolare. Stiamo parlando di Omega, la celebre casa svizzera specializzata nella produzione di orologi di lusso, per la 29esima volta cronometrista ufficiale della manifestazione (dal 1932), che ha realizzato uno spot di 60 secondi che è un trionfo di creatività. Uno spot che sicuramente avete già visto in televisione che su YouTube ha totalizzato oltre 57 milioni di visualizzazioni.

    spot Omega Tokyo 2020 creatività franzrusso.it intime

    Tradizione e Creatività

    Lo spot è intitolato “Timekeeping and tradition: Omega meets Japan” – “Cronometraggio e tradizione: Omega incontra il Giappone”. La canzone che fa da colonna sonora allo spot è Dreams degli Imagine Dragons (del 2015) e combina in maniera magistrale e coinvolgente momenti della tradizione giapponese insieme a momenti sportivi. “Una celebrazione a schermo diviso tra la precisione al secondo e i tradizionali costumi giapponesi“, così spiega lo spot la casa svizzera.

    Vi starete di certo chiedendo a questo punto, ma chi ha realizzato questo spot meraviglioso? Chissà quale grande agenzia internazionale?

    Spot Omega per Tokyo 2020, tutto fatto in casa

    E invece no, si tratta di uno spot realizzato da un team di comunicazione interno all’azienda, un prodotto “fatto in casa”, si direbbe. E il risultato è eccezionale. Un anno e mezzo per realizzarlo, con riprese effettuate in Giappone e negli Usa. Un lavoro che rappresenta il meglio di quello che è oggi Omega, azienda leader nella produzione di orologi, fondata a La Chaux-de-Fonds (Cantone Neuchâtel) nel 1848, la sua storia, la cura per i dettagli che ben si concilia con le tradizioni del Giappone.

    Un lavoro creativo che si è basato sulla conoscenza piena dell’azienda e del paese che ospita i Giochi Olimpici, in modo da far emergere al meglio le caratteristiche di ognuno. E il risultato è quello che vedete nello spot.

    Se avete tempo, leggete anche i commenti degli utenti lasciati su YouTube.

    Molte volte tanti progetti si sviluppano in maniera sbagliata, per la smodata voglia di voler stupire con effetti speciali, spesso integrando degli elementi estranei alla propria storia, al proprio modo di essere.

    Questo spot dimostra anche che a guardarsi dentro una risposta la si trova sempre e che la conoscenza delle cose arriva sempre dopo un attento studio. Il tutto condito da una sana creatività. Il bello è che questo può essere anche realizzato internamente, anche se questa non è sempre la regola.

    E voi che pensate, vi piace questo spot? Ne avete notati altri durante questi Giochi Olimpici di Tokyo 2020?

  • WhatsApp, foto e video scompaiono una volta visualizzati

    WhatsApp, foto e video scompaiono una volta visualizzati

    Novità in casa WhatsApp. Tra pochi giorni sarà attiva per tutti gli utenti la modalità “Visualizza una volta” che permetterà l’invio di foto o video che scompaiono una volta visualizzati.

    Novità da WhatsApp che va nella direzione di rendere sempre più sicure le conversazioni tra gli utenti. L’app di proprietà di Facebook fa sapere, attraverso un post sul blog ufficiale, che presto gli utenti potranno inviare foto e video con una nuova modalità: “Visualizza una volta“. Ammesso che resti così la denominazione in italiano, questa funzionalità permetterà presto agli utenti di inviare foto e video che scompaiono una volta visualizzati.

    Come funziona “Visualizza una volta” su WhatsApp

    whatsapp visualizza una volta franzrusso.it

    Come già accade per tutte le conversazioni su WhatsApp coperte da crittografica E2E (qui potete leggere un approfondimento sul tema crittografia), anche i contenuti multimediali sono garantiti dalla possibilità di non poter essere visualizzati da esterni. Solo che WhatsApp adesso include una possibilità in più.

    Quando si invia una immagine o un video sarà possibile renderlo visualizzabile una sola volta toccando il pulsante “1”. Una volta che il destinatario aprirà il contenuto, questo scomparirà.

    WhatsApp ritiene che questa funzionalità ossa tornare utile in tutti quei casi in cui si è ben consapevoli che uno screenshot è meno sicuro, e quindi si opta per una modalità che scompare da subito, senza la possibilità di essere consultata nuovamente.

    L’esempio che fa WhatsApp è quello della password Wi-Fi, situazione che sarà capitata sicuramente a molti di voi che state leggendo. Fare una foto e inviarla con la modalità “visualizza una volta” garantisce maggiore sicurezza.

    Se viene usata questa modalità, non sarà possibile, come abbiamo già sottolineato, rivedere il contenuto; se abilitata questa modalità, non sarà possibile salvare, classificare o condividere foto inviate o ricevute; sarà possibile vedere se il destinatario ha visualizzato il contenuto solo se ha le conferme di lettura attive; l’impostazione “visualizza una volta” deve essere attivata ogni volta che si vuole inviare un contenuto multimediale con questa modalità.

    Ovviamente, si tratta di una novità importante per WhatsApp, anche se qualcosa di simile esiste già in alcune app come Telegram, all’interno di conversazioni segrete, e anche con la modalità “Vanish Mode” su Instagram e Messenger, non attiva ancora in Italia. E ancora, una modalità simile esiste anche su Snapchat e, volendo estendere il raggio, esiste anche su Gmail, permettendo di impostare la data di scadenza di una e-mail.

    La modalità “visualizza una volta” sarà disponibile nei prossimi giorni (si parla di una settimana) per tutti gli utenti a livello globale.

    E voi che ne pensate?

  • Cosa succede in un minuto su Internet, nel 2021

    Cosa succede in un minuto su Internet, nel 2021

    Ma cosa succede ogni 60 secondi su Internet, nel 2021? Scopriamolo con i dati di AllAccess elaborati di recente anche da Statista. Ogni minuto vengono condivise 695 mila stories su Instagram.

    L’ultimo anno e mezzo, ormai, caratterizzato dalla pandemia ha visto crescere l’utilizzo di Internet e degli strumenti digitali in generale. Un aumento che si è concretizzato nella crescita del tempo trascorso su Internet e nella crescita del numero degli utenti. Due voci che si possono riscontrare ovunque, in qualsiasi paese del mondo, Italia inclusa ovviamente.

    Ebbene, come sempre accade in questo periodo dell’anno, quando ormai si è già superata la metà, è tempo di fare il classico “tagliando” e vedere cosa succede su Internet nel 2021, soprattutto, cosa succede ogni minuto, quindi ogni 60 secondi, su Internet.

    Per farlo, ci serviamo dell’aggiornamento ad uno dei due grafici che in questi anni ci sono venuti in soccorso e stiamo parlando di quello di AllAccess che da poco anche Statista ha voluto sintetizzare in una grafica altrettanto chiara.

    ogni minuto 60 secondi Internet nel 2021 franzrusso.it

    Gli ultimi dati riguardo agli utenti online, a livello globale, ci dicono che siamo bel 4,7 miliardi (59,5% della popolazione mondiale) di persone connesse a Internet nel mondo, con 4,2 miliardi di persone che usano i social media (53,6% della popolazione mondiale).

    E cosa fanno tutte queste persone connesse, ogni giorno, ogni ora e, quindi ogni minuto?

    Dai dati di AllAccess vediamo che ogni 60 secondi:

    • vengono condivise 695 mila stories su Instagram (era 277 mila nel 2019);
    • vengono inviati 69 milioni di messaggi su WhatsApp e Messenger;
    • si verificano 5 mila download su TikTok;
    • vengono inviate 197,6 milioni di e-mail;
    • si verificano ben 2 milioni di “swipe” su Tinder;
    • 28 mila abbonati su Netflix guardano video;
    • su LinkedIn si creano 9.132 connessioni;
    • su Facebook si registrano 1,4 milioni di scroll;
    • su YouTube vengono caricate 500 ore di video;
    • su Twitch si registrano 2 milioni di visualizzazioni;
    • vengono spesi 1,6 milioni di dollari online.

    Ma ci sono ancora altri dati interessanti che potete visualizzare in questa grafica.

    ogni minuto 60 secondi Internet nel 2021 franzrusso.it

    ogni minuto 60 secondi Internet nel 2021 franzrusso.it

    Sono dati che continueranno a crescere nei prossimi anni, perché se c’è un dato chiaro che viene fuori da questo ultimo anno e mezzo è che gli utenti continueranno ad utilizzare Internet sempre di più, specie dopo aver sperimentano nuovi utilizzi, quasi sempre rinviati per poco tempo a disposizione o anche per scetticismo.

    Le aziende devono prendere dimestichezza con questi dati e sapere che oggi è sempre più importante “ascoltare” gli utenti, cercando di superare l’arroccamento sulle vanity metrics. Quello che conta davvero è la conversazione con gli utenti, capire e interpretare i segnali per dare loro il vero valore che ogni azienda può personalizzare, che va sotto il nome di: Esperienza.

  • L′oro di Jacobs e Tamberi a Tokyo 2020 sui social media

    L′oro di Jacobs e Tamberi a Tokyo 2020 sui social media

    Oltre 4 milioni di interazioni sui social media per l’oro di Jacobs e Tamberi a Tokyo2020. Questo il risultato principale rilevato dall′analisi effettuata in collaborazione con Talkwalker.

    Oltre 4 milioni di interazioni sui social media. Questo l’esito più importante che si può ricavare dalle conversazioni sui social media generate dai due straordinari ori vinti a Tokyo 2020 da Marcell Jacobs e da Gianmarco Tamberi, tutto nel giro di pochi minuti. Un avvenimento storico per l’Italia che è stato celebrato anche su Twitter, Facebook e Instagram.

    Il dati degli oltre 4 milioni di interazioni è stato rivelato da Talkwalker Social Content Ratings, la piattaforma che monitora come gli eventi televisivi vengono vissuti sulle piattaforma social media, specialmente dal punto di vista delle interazioni che riescono a generare.

    E grazie a Talkwalker abbiamo monitorato a grande giornata storica del 1 agosto 2021, con la vittoria di due ori, nei 100 metri maschili e nel salto in alto maschile.

    oro Jacobs Tamberi Tokyo 2020 social media franzrusso

    Abbiamo monitorato le conversazioni tenendo in considerazione tutte le citazioni riguardo ai due atleti, Jacobs e Tamberi, associate a #Tokyo2020 e a #GiochiOlimpici con #ItaliaTeam, l’hashtag ufficiale della squadra olimpica italiana a Tokyo 2020. Il risultato è di oltre 440 mila contenuti condivisi, la maggior parte dei quali condivisi nell’arco di un paio d’ore, tra le 14 e le 16.

    social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it

    Come dicevamo in apertura, le interazioni totali sono state oltre 4 milioni, più del 60% generate su Instagram che dimostra, ancora una volta, di essere la piattaforma dell’engagement; mentre Twitter resta comunque la piattaforma del racconto live. E più avanti vedremo quali sono stati i contenuti più coinvolgenti su tutte le piattaforme, in special modo su quella a 280 caratteri dove si è sviluppato oltre il 95% del flusso di conversazioni.

    La “mappa di calore” che identifica, dal punto di vista geografico, le attività sulle piattaforme, ci spiega meglio come il momento sia stato vissuto anche all’estero, con grande partecipazione.

    mappa social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it

    Dal punto di vista di chi ha partecipato a raccontare e a condividere le proprie emozioni sui social media, possiamo rilevare che vi è quasi parità tra maschi e femmine (50,7% e 49,3%) e l’83% ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni, oltre il 50% la fascia 25-34 anni.

    età mappa social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it

    E queste sono due grafiche che mostrano i temi più discussi (su oltre 600 mila rilevati) e gli hashtag più usati.

    hashtag età mappa social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it temi mappa social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it

    E ora il momento dedicato agli influencer, ossia a quagli utenti che si sono distinti per capacità di coinvolgimento nel periodo monitorato. E notiamo come l’account ufficiale della squadra olimpica italiana sia saldamente in vetta con oltre 210 mila interazioni generate e con una media di 6.800 interazioni per ogni contenuto condiviso. Seguiti da Eurosport e dall’account del Coni.

    influencer temi mappa social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it

    Da sottolineare, se guardassimo la classifica dal punto di vista delle dell’engagement per menzione, quindi per contenuto, in vetta ci sarebbe l’account Instagram di Radio Deejay, con oltre 56 mila interazioni, essendo quindi il contenuto più condiviso in assoluto.

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da Radio DEEJAY (@radiodeejay)

    E ora guardiamo i contenuti più condivisi, dopo aver visto quello in assoluto. Focalizzandoci su Twitter, la piattaforma dove si è sviluppata la grande maggioranza delle conversazioni generate.

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da Radio105 (@radio105)

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da RTL 102.5 (@rtl1025)

    http://twitter.com/sonolaferaz/status/1421904993473503250

    http://twitter.com/afidelf/status/1421847918110248967

    http://twitter.com/dadourado/status/1421825472288247809

    http://twitter.com/JDNalton/status/1421816167220617219

     

     

  • Twitter, al via il test su una nuova sezione shopping

    Twitter, al via il test su una nuova sezione shopping

    Twitter annuncia l’avvio di un nuovo test che prevede per le aziende la possibilità di aggiungere una gallery di prodotti dalla quale gli utenti potranno acquistare, senza mai abbandonare la piattaforma. Il test è solo per iOS, negli Usa e solo in lingua inglese.

    Twitter, a distanza di qualche anno, torna ad occuparsi di shopping, e stavolta sembra fare sul serio. Con un post sul blog ufficiale, a firma di Bruce Falck, revenue product lead di Twitter, la società guidata da Jack Dorsey annuncia l’avvio di un test che prevede una sezione dedicata allo shopping che i brand potranno inserire all’interno della home del proprio profilo, nella parte superiore. Il test al momento è valido solo su iOS, negli Usa, e solo in lingua inglese, come spesso accade con test come questi.

    Il “modulo Shopping“, così viene denominato, permetterà alle aziende di realizzare una vera e propria gallery che gli utenti potranno sfogliare. Una volta scelto il prodotto che interessa, con un semplice click si accede ad un elenco di opzioni per poter acquistare il prodotto stesso, sempre restando all’interno di Twitter.

    modulo shopping twitter franzrusso.it

    Al momento i marchi coinvolti in questa prima fase di test sono una quindicina e tra loro ci sono anche GameStop e Arden Cove.

    Come dicevamo in apertura, per Twitter non è la prima volta quella di provare a farsi spazio all’interno del grande mondo dello shopping online. Ci aveva già provato del 2015 provando con un tasto “Acquista”, strada poi abbandonata due anni più tardi.

    Ma ora torna a sperimentare di nuovo con un’idea più completa ed una strategia più chiara che passa dall’intenzione di offrire: 1) agli utenti la possibilità di concretizzare le conversazione sui prodotti offrendo loro la possibilità di acquistarli; 2) alle aziende di affinare e strutturare meglio il proprio profilo aziendale/professionale, una delle ultime novità di Twitter lanciata ad inizio di quest’anno, aggiungendo anche i propri prodotti.

    Ovvio che per Twitter si tratta di una modalità per provare a diversificare il proprio business, una strada che la società ha già iniziato a intraprendere con il lancio di una versione dell’app a pagamento e anche con le modalità che permetteranno ad alcuni utenti di poter creare contenuti esclusivi e a pagamento per il proprio pubblico.

    E non è un caso che, proprio con la notizia di questo avvio di test, il titolo TWTR segni a Wall Street già +4%. Probabile che la chiusura si attesti attorno a queste cifre, segno che gli investitori apprezzano questo tipo di sperimentazioni.

  • World Emoji Day, ecco le emoji più usate in Italia nel 2021

    World Emoji Day, ecco le emoji più usate in Italia nel 2021

    In occasione del World Emoji Day, che si celebra il 17 luglio, scopriamo le emoji più usate in Italia grazie ad una ricerca di Samsung Electronics Italia. Al primo posto c’è quella col bacio. E voi quale usate di più?

    In occasione del World Emoji Day, che si celebra il 17 luglio ormai dal 2014, Samsung Electronics Italia ha voluto indagare quali siano le emoji più usate nel nostro paese, attraverso una ricerca condotta da Human Highway. Come sappiamo, le emoji, che il prossimo anno compiranno i loro primi 30 anni (!), caratterizzano la forma testuale e spesso vengono usate, sui social media e sulle app di messaggistica, per completare o rendere più chiaro un messaggio. Quante volte vi sarà capitato di mandare un messaggio usano una sola emoji oppure di condividere un post su Facebook o un tweet usando più di una emoji, per meglio esprimere un concetto o il vostro stato in quel momento.

    Le emoji sono ormai entrate a far parte del nostro lessico, era poi il 2015 quando l’Oxford Dictionary definì “emoji” parola dell’anno. E in questo ultimo anno, caratterizzato dalla pandemia da Covid-19, le emoji sono state i termometro attraverso il quale misurare come cambiava il nostro modo di comunicare. Un aspetto colto anche da questa ricerca.

    Ma vediamo subito qualche dato rilevato dalla ricerca Samsung Electronics Italia/Human Highway.

    World Emoji Day emoji più-usate Italia 2021 franzrusso.it

    Intanto diciamo che la parola “emoji” non è ancora ben definita nel genere. Sulla questione è intervenuta anche l’Accademia della Crusca indicando il genere maschile. Anche se il genere femminile è più rilevante nell’uso. Siamo di fronte quindi a una parola dal genere ancora non proprio definito e quindi vedremo come evolverà la questione nel tempo. Qui usiamo il genere femminile.

    La ricerca rileva che vengono usate per esprimere al meglio le proprie emozioni, secondo il 55,8 percento degli intervistati, definendo in modo più efficace ogni messaggio. Le emoji risultano molto utili per chiarire il tono del messaggio (34,2 percento), evitando anche spiacevoli fraintendimenti, così come per rafforzare il testo scritto (38 percento).

    La ricerca ci dice anche che, su un campione di 996 persone eterogenee per età e genere, quelle che utilizzano con maggiore frequenza le emoji sono le donne di età compresa tra i 35 e i 44 anni, abitanti nel Nord-Est e nel Sud Italia. E le donne prediligono emoji più connesse ai sentimenti, come il bacio e il cuore rosso, rispettivamente utilizzati dal 50 percento e dal 36 percento delle intervistate. Invece gli uomini sembrano apprezzare maggiormente simboli più neutri, tra cui il pollice alzato (36,1 percento) e l’occhiolino (19,3 percento).

    Le emoji più usate in Italia

    E adesso passiamo a vedere la classifica che ci mostra quali sono le emoji più usate in Italia. Dall’indagine emerge che la emoji del bacio è al primo posto tra le preferite con 41,4 percento. Poco distante, troviamo la celeberrima emoji della risata con le lacrime, 40,9 percento. In terza posizione troviamo quella del pollice alzato, 29,7 percento, in quarta posizione quella del cuore, 28,3 percento, in quinta posizione troviamo quella degli occhi a cuoricino, 19,1 percento.

    1. 😘 faccia col bacio
    2. 😂 faccia che ride fino alle lacrime
    3. 👍 pollice alzato
    4. ❤️ cuore rosso
    5. 😍 faccia con occhi a cuoricino

    Dati ricerca emoji Samsung Electronics Italia Human Highway

    Se ricordate, lo scorso anno un’indagine di Emojipedia aveva rilevato come nuove emoji stavano entrando in uso sui social media, come quella con la mascherina o quella che indicava il virus. O ancora quella dello starnuto e quella dell’ambulanza.

    Ritornando alla ricerca, alla domanda “Quale emoji vorresti?“, tra le risposte più significative val la pena di segnalare chi desidera una emoji dedicata al vaccino, per sottolinearne l’importanza con amici e parenti; una che esprima chiaramente l’abbraccio; una emoji che rappresenti la speranza; e poi, l’immancabile arcobaleno, simbolo della ripartenza dopo la tempesta.

    Questi risultati salienti di questa bella ricerca di Samsung Electronics Italia/Human Highway che potete comunque consultare qui.

    Le emoji più usate a livello globale

    Ma se vi state chiedendo adesso, e sarebbe pure lecito, qual è la emoji più usata al mondo, nel 2021? Ebbene, a darvi questa risposta ci aiutano i dati sempre aggiornati da Emojipedia, indicandoci quelle più usate su Twitter.

    1. 😂 faccia che ride fino alle lacrime
    2. 😭 faccia che piange fino alle lacrime
    3. 🥺 faccia implorante
    4. ❤️ cuore rosso
    5. 🤣 faccia che ride rotolandosi sul pavimento
    6. ✨ scintille
    7. 😍 faccia con occhi a cuoricino
    8. 🙏 mani giunte
    9. 🥰 faccia che ride con cuori
    10. 😊 faccia e occhi sorridenti (emozionata)

    Mentre Adobe ci indica quelle più usate a livello globale. E al primo posto troviamo quella con la risata fino alle lacrime, seguita da quella con il pollice alzato. In terza posizione quella del cuore; il bacio si trova in quarta posizione e in quinta troviamo quella con la lacrima.

    1. 😂 faccia che ride fino alle lacrime
    2. 👍 pollice alzato
    3. ❤️ cuore rosso
    4. 😘 faccia col bacio
    5. 😢 faccia con la lacrima

    emoji globali adobe

    World Emoji Day, ecco perché il 17 luglio

    Ma perché il World Emoji Day cade proprio il 17 luglio? Perché questo giorno e non un altro? Semplice e la risposta è proprio tra le moji. Infatti, la emoji del calendario, quella usata nella maggior parte dei dispositivi mobili (Unicode Standard), riporta casualmente la data del 17 luglio. Da qui l’idea, nel 2014, di istituire una giornata mondiale che celebrasse questa grafica ormai molto usata.

    Giusto per dare qualche dato, ad oggi le moji usate sono 3.521, erano 2.800 nel 2018. E poi, analizzando 6,7 miliardi di tweet negli ultimi 10 anni si è notato che l’uso delle emoji su Twitter è progressivamente aumentato. Se nel 2014 si registrava una emoji su 10 tweet e nel 2019 una emoji su 6 tweet, oggi se ne registra più di una ogni 5 tweet.

  • Social Radio Lab, ecco quanto sono social le radio italiane

    Social Radio Lab, ecco quanto sono social le radio italiane

    Le radio italiane usano i social media con contenuti mirati per ogni piattaforma. Guadagnando in termini di numero di follower e di engagement. Radio Deejay resta la più seguita con 5,6 milioni di follower.

    La Radio è sempre stata avanti. È arrivata prima della Tv e, a differenza di altri strumenti, non si è fatta sorprendere dai social media, anzi li ha saputi sfruttare per crescere, senza minimamente farsi sopraffare. Cosa che è invece successa ad altri media che hanno fatto difficoltà a trovare una propria identità. La Radio è sempre lì e il modo in usa i social media è un esempio che giustamente è al centro del nuovo rapporto di Social Radio Lab che rileva come le radio italiane usano i social media in maniera intelligente, costruendo contenuti per ogni piattaforma. Una scelta che paga, in termini di crescita, appunto e di interazioni, e che dimostra che le radio sanno parlare diversi linguaggi e conoscono bene il proprio pubblico.

    Entrando più nel dettaglio dell’analisi, che prende in esame nell’arco dei primi sei mesi di quest’anno 28 emittenti radiofoniche, nazionali e locali, più ascoltate in Italia, vediamo che Radio Deejay è la più seguita con 5,6 milioni di follower, seguita da Radio Italia con 4,1 milioni di follower e da Radio 105 con 3,9 milioni di follower.

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    Le radio su Facebook

    Andando ad osservare invece nel dettaglio le piattaforme social media prese in esame, scopriamo che su Facebook, Radio Italia (con 2,5 milioni di like) e Radio Deejay (2,2 milioni), perdono, rispettivamente, 9.600 e 4.100 fan. In crescita invece, entrambe a quota 1,7 milioni di Mi Piace, Radio Maria (+ 28.700 di like) e Radio 105 (+ 31.400). Dal punto di vista dell’engagement, Radio Maria rimane prima con 5,4 milioni di Like sui post (-35%), 1 milione di condivisioni (-13%) e 346.000 commenti (+7%). In crescita invece le interazioni di Rai Radio 2 (1,6 milioni di Mi Piace sui post) e Radio Monte Carlo (1,4 milioni).

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    Le radio su Instagram

    Su Instagram, Radio Deejay con 75.400 nuovi follower raggiunge il traguardo di 1 milione di follower totali, diventando la radio più seguita sulla piattaforma di proprietà di Facebook. Dietro si piazzano Radio 105 (con 909.800 follower, in calo di 1.600 follower); RTL 102.5 (812.600 follower, + 16.900), Radio Italia (634.200 follower, +9.400) e RDS (410.000 follower, + 27.900). Dal punto di vista dell’engagement, Radio Deejay è prima con 4,4 milioni di interazioni (+166% rispetto al semestre precedente) davanti a Radio Italia (2,1 milioni), Radio 105 (1,5 milioni) e RTL 102.5 (1,2 milioni).

    Le radio su Twitter

    Su Twitter invece è RTL 102.5 a primeggiare con 12.700 tweet pubblicati da gennaio a giugno, ottenendo così 641.100 like e 109.000 reazioni complessive tra retweet e risposte. Questo ha comportato una crescita di 26.300 follower (850.700 follower complessivi) superando RDS (814.700, -11.400) e posizionandosi terza dopo Radio Deejay (2,2 milioni di follower, – 37.100) e Radio 105 (1,4 milioni di follower, – 19.400).

    Le radio su YouTube

    Anche su YouTube, Radio Deejay primeggia con 206 mila iscritti, seguono poi Radio 105 (164.000) e Radio Italia (124.000). E la radio guidata da Linus è prima anche dal punto di vista dell’engagement con 3,7 milioni di views, 58.900 di like e 2.000 “non mi piace”.

    Le radio e Telegram

    Crescono anche altre piattaforme come Telegram, dove leader è Radio 2 un piano editoriale ben organizzato per 6.200 utenti iscritti. Mentre sono 11 le radio presenti su TikTok, dove RTL 02.5 vanta 248.900 follower seguita da RDS Next con 242.700 follower. E crescono gli stream delle radio che hanno deciso di essere presenti su Twitch con RDS Next che ha avviato il canale a inizio anno e, grazie a un palinsesto fittissimo e l’attivo coinvolgimento di webstar ha raggiunto i 29.697 iscritti.

    Si rileva anche una crescita delle radio su LinkedIn, oggi se ne contano 16 presenti sul “social business network” per eccellenza. Tra quelle attive si nota RDS (20.543 follower) con un piano editoriale corporate incentrato sui nuovi progetti lanciati dall’emittente, la presentazione dei dipendenti e l’impegno sulla sostenibilità.

  • Twitter dice addio ai Fleets, esperimento non riuscito

    Twitter dice addio ai Fleets, esperimento non riuscito

    A sorpresa, dal 3 agosto Twitter dice addio ai Fleets, i contenuti effimeri che dovevano caratterizzare le storie e “280 caratteri”. Esperimento non riuscito.

    A sorpresa, anche se si attendeva un riscontro da qui a poco sull’esito dell’esperimento, Twitter dice addio ai Fleets, i contenuti effimeri che dovevano caratterizzare le storie e “280 caratteri“. Un esperimento che non è riuscito del tutto e che terminerà, come comunicato dalla società guidata da Jack Dorsey, il prossimo 3 agosto.

    Il contenuto effimero, quello che compare ancora in alto sulla timeline di Twitter, non ha convinto molto gli utenti. La speranza era che Fleets attraesse più persone nell’usare anche questo strumento, cosa che non è successa come ha ammesso Twitter.

    Al momento l’idea è quella di sfruttare questa esperienza per arricchire l’editor del tweet, quindi formattando il testo e arricchendo a libreria dei GIF.

    Twitter addio Fleets franzrusso.it

    Pur ammettendo l’errore, Twitter sostanzialmente ammette che non correre rischi significa rendere stagnante la piattaforma, cosa che invece è l’ultima cosa che si vuole fare. Eppure l’ondata di innovazione che ha investito la piattaforma negli ultimi due anni, innovazione tanto rchiesta dagli utenti, doveva in qualche modo evidenziare un punto debole ed era proprio nei Fleets.

    https://twitter.com/Twitter/status/1415362679095635970

    Twitter comunque dice che continuerà a lavorare su nuovi prodotti e che lo spazio in alto sarà l’ideale per mostrarli. Vedremo cosa ne verrà fuori.

    Peccato perché se solo si fosse arricchito il formato con qualche altro tool forse l’esperimento poteva riuscire. Per quella che è stata la nostra esperienza, i Fleets sono stati un momento interessante, pur riconoscendo i limiti del formato stesso.

    E pensare che l’Italia era stato il primo paese in cui i Fleets erano stati lanciati, nel maggio dell’anno scorso.

    Il siparietto tra Jack Dorsey e Elon Musk

    Intanto, da segnalare il curioso siparietto, a colpi di Tweet con l’immancabile Elon Muck, che praticamente adora Twitter. L’annuncio dell’addio ai Fleets è stato dato attraverso gli account ufficiali di Twitter e Jack Dorsey ha ripreso il tweet dall’account @Twitter con la mano che saluta.

    Esilarante la risposta del fondatore della Tesla: “Una nuova emoji che ride nei DM sarebbe fantastica”. Solo che, finora, Dorsey non ha risposto.

    È andata così, ora si volta pagina. Twitter ha provato ad assecondare i propri investitori che a gran voce chiedevano innovazione attraverso l’introduzione del formato effimero, così da garantirsi un nuovo spazio per fare advertising. Ma l’esperimento non ha funzionato. Sarà interessante vedere cosa ne verrà fuori.

    E voi che ne pensate?

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