Categoria: InMusic

In questa categoria parleremo di musica, di artisti e di come la musica si relazione al digitale e come sta evolvendo

  • Cosa è Trash, l’app per creare video musicali con l’Intelligenza Artificiale

    Cosa è Trash, l’app per creare video musicali con l’Intelligenza Artificiale

    Per i musicisti indipendenti nostalgici di Vine e in cerca di un’alternativa a YouTube è arrivata Trash, l’app che grazie all’intelligenza artificiale consente di creare video musicali di grande impatto, da editare e condividere con un click.

    Ricordate l’applicazione gratuita Vine che consentiva di creare brevi video in loop da condividere sui social con i propri amici? A tre anni dalla sua chiusura l’ex dirigente sta provando a replicarne il successo con la nuova app “Trash”, in grado di editare brevi clip grazie all’intelligenza artificiale e per ora disponibile in Italia solo per iOS. In particolare questa nuova app sta puntando al settore musicale, sia attraverso una nuova funzione chiamata Style che consente di passare dalle pillole musicale a veri e propri video integrali usando brani originali, sia con il beta testing di una versione destinata solo a una cerchia ristretta di professionisti del settore musicale. Andiamo quindi a scoprire le funzioni e le caratteristiche generali di Trash App nonché le sue potenzialità per il settore musicale.

    “You shoot, we edit”, il motto dell’app innovativa Trash

    A giugno 2019 una startup americana ha lanciato un’app tecnologica chiamata Trash che consente agli utenti di modificare i video e di condividerli in pochi semplici passi. L’utilizzo è davvero semplice e intuitivo e il risultato di sicuro impatto. L’utente, infatti, non deve fare altro che selezionare e caricare dei mini clip girati con lo smartphone, scegliere eventualmente un brano dal database presente e poi cliccare su “remix” per ottenere in poco tempo un video unico e perfettamente editato grazie all’intelligenza artificiale. Insomma, la creatività dell’utente è al primo posto, agli aspetti tecnici ci pensa Trash App. L’app può essere utilizzata nei modi più disparati, dalla realizzazione di reportage di viaggio a mini video di eventi fino a clip musicali e video in chiave storytelling.
    Agli utenti è consentito non solo condividere i propri contenuti ma anche remixare, commentare e condividere i contenuti di altri utenti.

    L’arrivo della funzione “Style” music e “TRASH for Artists”

    Risale invece a poco tempo fa il lancio di “Style”, ovvero una nuova funzione che consente una maggiore personalizzazione del video. L’utente può appunto scegliere il tipo di video che vuole creare nonché apportare modifiche all’editing, cambiando ad esempio l’ordine delle clip. In particolare, uno degli “Style” a disposizione è stato realizzato specificatamente per i musicisti e consente loro di usare come traccia musicale un loro brano. Ma le sorprese per il settore musicale non sono finite qui; contestualmente al lancio di “Style” è arrivata anche una versione speciale di Trash App chiamata “TRASH for Artists”, attualmente disponibile in versione beta.

    Progettata esclusivamente per band e musicisti indipendenti, questa app consente l’aggiunta di brani musicali originali al catalogo di Trash, nonché la creazione e condivisione sui social di clip e video musicali promozionali. Durante questa fase di beta testing numerosi artisti hanno provato l’app e caricato la loro musica, da artisti emergenti fino a D’Leau, cantautore e produttore americano candidato al premio GRAMMY che ha lanciato agli utenti di Trash App la sfida di mixare il suo ultimo brano. Una selezione di alcuni video musicali realizzati con TRASH for Artists è disponibile sul sito ufficiale.

    In attesa dell’arrivo di nuove funzioni e delle prossime novità, siamo pronti a scommettere che quest’app farà molto parlare di sé, tanto in ambito digital quanto in quello musicale; la semplicità di utilizzo, l’aspetto visual accattivante del video editing e, non ultima, la sua componente “social” fanno infatti di Trash App un possibile erede al trono di Vine e un potenziale avversario di Tik Tok e YouTube.

  • Anche la Musica sposa le Stories, ecco come fare da Tidal e Spotify

    Anche la Musica sposa le Stories, ecco come fare da Tidal e Spotify

    La musica si affaccia sempre più prepotentemente sulle Stories. E così, a distanza di pochi giorni, Tidal, prima, e Spotify, dopo, annunciano la possibilità di condividere musica dalle app direttamente sulle stories. Tidal su entrambe le modalità e Spotify adesso anche sulle Facebook Stories.

    Se le Stories stanno diventando sempre più un canale attraverso cui gli utenti raccontano le proprie giornate, anche se in modalità effimera, allora la musica può essere un ulteriore elemento di narrazione, soprattutto delle emozioni e delle sensazioni. Ebbene, la musica può essere condivisa anche sulle Instagram e le Facebook Stories. In questi giorni sia Tidal, prima, che Spotify, dopo, hanno annunciato la possibilità di poter condividere la musica che si ascolta dalle app direttamente sulle Stories.

    E così, a distanza di pochi giorni, Tidal e Spotify hanno annunciato importanti novità che a molti potrebbere risultare molto interessante.

    musica stories tidal spotify franzrusso.it 2019

    La musica da Tidal verso le Instagram e Facebook Stories

    Il 21 agosto scorso Tidal, l’app di musica in streaming di proprietà della Project Panther Bidco Ltd. di Jay-Z dal 2015, ha annunciato la possibilità di condividere i brani che si ascoltano dall’app direttamente sulle Instagram e Facebook Stories. Interessante la possibilità di condividere anche 15 dei video musicali, la clip sarà visibile solo sulle Instagram Stories mentre sulle Facebook Stories comparirà un’immagine statica. La condivisione da Tidal è possibile sia dall’app iOS che da quella Android.

    Un aspetto importante questo per Tidal che punta a catturare l’attenzione di un pubblico molto attento alla musica, come è quello che usa le Stories. Una modalità utile per cercare di accrescere il numero degli utenti iscritti. L’app oggi conta quasi 4,5 milioni di utenti abbonati e il valore dell’azienda si avvicina ai 600 milioni di dollari. Tidal ha in catalogo licenze per oltre 60 milioni di brani e oltre 250 mila video musicali.

    Spotify permette la condivisione anche sulle Facebook Stories

    Diverso il discorso di Spotify che già da qualche mese permette agli utenti la condivisione di musica dall’app sulle Instagram Stories. La notizia è infatti che Spotify adesso estende la condivisione anche sulle Facebook Stories.

    In pratica, gli utenti hanno la possibilità di condividere anche sulle Facebook Stories 15 secondi del brano preferito in quel momento. A differenza di Tidal (che permette anche la condivisione delle playlist), solo i singoli brani possono essere condivisi.

    Ad aprile Spotify ha superato i 100 milioni di utenti abbonati, arrivando a 217 milioni di utenti attivi al mese.

  • Addio musical.ly: ecco Tik Tok, piattaforma video da 700 milioni di utenti

    Addio musical.ly: ecco Tik Tok, piattaforma video da 700 milioni di utenti

    Se vuoi competere per un obiettivo comune allora è meglio mettersi insieme. Con questo spirito Bytedance, azienda cinese che sviluppa piattaforme video, ha pensato bene di unire la controllata musical.ly, piattaforma molto usata dai giovanissimi con 200 milioni di utenti, insieme a Tik Tok, altra piattaforma di video musicali, dello stesso gruppo, con 500 milioni di utenti. La nascente piattaforma mantiene il nome Tik Tok.

    Bytedance, popolare azienda cinese specializzata nello sviluppo di piattaforme video e proprietaria di diversi brand, ha pensato bene di unire i due prodotti principali della casa, con l’obiettivo di poter competere meglio sul mercato. Una posizione condivisibile. In pratica, l’idea è stata quella di dire addio a musical.ly, piattaforma di video musicali molto conosciuta anche dai giovanissimi italiani, con 200 milioni di utenti, e farla confluire in Tik Tok, altra piattaforma di video musicali, molto conosciuta in Asia, con 500 milioni di utenti, per far nascere una piattaforma unica che mantiene sempre il nome Tik Tok. Quindi un nuovo logo e una nuova interfaccia, offrendo maggiori possibilità nella creazione dei video e prendendo il meglio delle due piattaforme. TikTok si appresta quindi a diventare la app numero uno al mondo per la creazione e fruizione di video, con un bacino di utenti di circa 700 milioni.

    tik tok

    La nuova app unificata offrirà agli utenti un’esperienza di visione semplice, coinvolgente e personalizzata. I profili dei creatori già esistenti, i contenuti e le fanbase saranno automaticamente trasportate nella nuova app TikTok, dove gli autori conserveranno tutti i contenuti preesistenti e i fan, avendo però la possibilità di raggiungere un pubblico globale più vasto e più variegato che mai.

    TikTok incorpora gli elementi più popolari di entrambe le applicazioni con un feed che evidenzia la comunità di utenti, oltre al feed “For You” che fornisce in modo esclusivo una raccolta di video raccomandati personalizzati secondo le preferenze di visione.

    Tik Tok

    La app introduce anche nuove interessanti funzionalità tra cui:

    • una “reazione” che permette all’utente di reagire ai video degli amici direttamente dal telefono;
    • strumenti creativi migliorati come i filtri di movimento che coinvolgono il corpo intero e sbloccano funzioni come l’effetto “specchio deformante” della video/fotocamera
    • i filtri VR-Type che possono essere sbloccati con il semplice battito delle palpebre;
    • effetti greenscreen per gli sfondi.

    https://www.youtube.com/watch?v=njunDO_RACs

    C’è quindi tutto per essere pronti ad affrontare a concorrenza di Facebook e in particolare di Instagram che da pochi giorni ha rilasciato a livello globale Instagram Music, una funzionalità che permette agli utenti di inserire musica all’interno delle Stories, per una durata massima di 15 secondi. Nell’annunciare, qualche settimana, che presto la funzionalità sarebbe stata resa disponibile, avevamo ipotizzato che Instagram, ma si legge Facebook, con questa funzionalità entrava in diretta competizione proprio con musical.ly. Infatti non è strano pensare di realizzare una storia su Instagram mimando sulle note della canzone preferita. E, a distanza di poco tempo, arriva la risposta di Bytedance di unificare le due piattaforme e resistere all’attacco di Facebook.

    Va ricordato che Tik Tok ha il primato dell’app più scaricata nel primo trimestre di quest’anno con quasi 46 milioni di download e ha 150 milioni di utenti attivi al giorno. 

    Si apre quindi uno scenario nuovo di video a colpi di musica che seguiremo con molto interesse.

    La nuova app è disponibile per iOS e Android.

  • YouTube Music disponibile in Italia anche nella versione Premium. Si apre la sfida a Spotify

    YouTube Music disponibile in Italia anche nella versione Premium. Si apre la sfida a Spotify

    YouTube lancia la sfida a Spotify e da oggi YouTube Music e YouTube Music Premium sono disponibili anche in Italia. Dopo il lancio del mese scorso in Usa e in altri quattro paesi, il servizio di musica in streaming, quindi non solo in video, viene reso disponibile in altri 11 paesi. YouTube Music è disponibile nella versione gratuita e in quella a pagamento a partire da 9,99 euro al mese.

    Questo è un giorno importante per YouTube e Google in generale. Annunciato il mese scorso, e disponibile solo per alcuni utenti negli Usa e in altri quattro paesi, il colosso di Mountain View lancia la sua sfida a Spotify, leader incontrastato della musica in streaming, da pochi mesi quotato anche in borsa, con YouTube Music. E da quello che si vede, questa sembra essere davvero una piattaforma che potrebbe rosicchiare qualche utente all’app di Daniel Ek.

    Per YouTube si tratta di una svolta importante, per la prima volta la piattaforma video più grande e seguita al mondo (in termini di utilizzo è la piattaforma più usata in italia) punta anche anche lo streaming della musica in audio, quindi non solo in video. E’ un modo per agganciare sotto un altro profilo quella fascia di utenti che preferisce non solo “vedere” la musica, ma ascoltarla. YouTube Music può essere una carta vincente per Google per il fatto che la piattaforma in sè è già molto seguita dai giovani, basti ricordare i recenti dati di Pew Research che danno Facebook sempre meno usato dagli utenti più giovani che preferiscono proprio YouTube e Instagram. E poi, YouTube Music è vincente per l’offerta musicale che può mettere in campo, forse più completa e più varia di Spotify, avendo la possibilità di offrire agli utenti anche versioni diverse di uno stesso brano.

    youtube music italia

    Prima di passare a vedere come funziona e quali le proposte per il pubblico italiano, bisogna dire che ilmodo in cui Google è riuscita ad arrivare a YouTube Music non è stato certo semplice. Da Mountain View hanno faticato non poco, ricorderete certamente l’esperienza non felicissima con YouTube Red, adesso sostituito proprio da YouTube Music Premium.

    Bene, fatta questa doverosa premessa e presentazione del contesto, passiamo a vedere un po’ meglio come funziona YouTube Music.

    Il servizio è presente da oggi anche in Italia e in altri 11 paesi, lo scorso mese era stato lanciato negli Usa e in altri 4 paesi, ma solo per pochi utenti. Oggi il lancio ufficiale della piattaforma ci permette di scoprire anche il modo con cui si presenta il servizio.

    youtube music italia android franzrusso.it 2018

    YouTube Music ad un primo sguardo ricorda molto Spotify, le categorie “Buonumore”,”Ricarica Musicale”, “Tendenze” e altre, riprendono molto lo schema dell’app di musica in streaming più usata (ancora per il momento). In più esiste la categoria “Performance dal vivo” che potrebbe trasformarsi in uno dei punti di forza della piattaforma.

    Il servizio si presenta quindi con un’app mobile, per iOS e per Android, e una versione desktop, e due versioni:

    • la versione gratuita con annunci pubblicitari;
    • una versione YouTube Music Premium a 9,99 euro al mese;
    • una versione YouTube Music Premium Family (fino a 6 utenti) a 14,99 euro al mese.

    Come vedete l’offerta è altamente competitiva. Inoltre, per la versione YouTube Music Premium è possibile avere da subito 3 mesi gratis. Gli utenti che già sono iscritti a Google Play Music possono già da subito usare YouTube Music Premium.

    Google promette poi di ottimizzare YouTube Music con l’Intelligenza Artificiale che renderà più semplice per l’utente la ricerca di brani correlati e la scoperta di nuova musica.

    Allora, il consiglio è quello di scaricare l’app o usare da subito la versione desktop e di raccontarci le vostre impressioni.

  • Spotify raggiunge il traguardo dei 70 milioni di utenti abbonati

    Spotify raggiunge il traguardo dei 70 milioni di utenti abbonati

    Spotify ha annunciato su Twitter che la piattaforma di musica in streaming on demand ha raggiunto il traguardo dei 70 milioni di utenti abbonati. Una crescita che porta il numero degli utenti complessivi, quindi compresi quelli che la usano in modalità gratuita, a oltre 140 milioni. E intanto si lavora per la prossima IPO.

    Spotify ha raggiunto il traguardo dei 70 milioni di utenti abbinati, un annuncio importante che l’azienda guidata da Daniel Ek, co-fondatore e CEO, ha fatto su Twitter. Nel mese di marzo erano 50 milioni gli utenti abbonati, a luglio dello scorso anno erano 60 milioni e oggi sono cresciuti di altri 20 milioni. Una crescita che porta la piattaforma di musica in streaming on demand, la più usata, a toccare gli oltre 140 milioni di utenti complessivi (dato fermo a giugno 2017), considerando quindi anche gli utenti (quindi più di 70 milioni) che usano la piattaforma in modalità gratuita, quella con gli spot pubblicitari.

    Un traguardo che rafforza la posizione di Spotify rispetto ai suoi concorrenti. Apple Music, ad esempio, conta 30 milioni di abbonati, secondo l’ultimo dato del settembre dello scorso anno. Di altri, a dire il vero, non si conoscono dati più precisi.

    Un risultato che rafforza anche la posizione aziendale di Spotify che è ormai prossima ad entrare nella borsa di New York. Nei giorni scorsi l’azienda svedese ha presentato la documentazione presso la SEC (la Consob italiana) segno che tutto comincia ad orientarsi verso un’offerta pubblica “non usuale”. Infatti, non ci sarà il classico road show.

    spotify utenti globali 2017

    E sempre nei giorni scorsi Spotify è stata citata per danni dalla Wixen Music per violazione del diritto d’autore. L’azienda ha citato Spotify per 1,6 miliardi di dollari per aver messo a disposizione degli utenti brani musicali dei suoi artisti, come Neil Young, Doors, Tom Petty e altri, senza la licenza.

    Intanto, a proposito di licenze, Spotify ha rinegoziato gli accordi con Sony Music, Universal Music Group e Warner Music Group ottenendo una pausa sul pagamento delle royalties. E le etichette hanno ottenuto di tenere fuori dalla modalità gratuita gli album dei propri artisti per un certo periodo.

     

  • Spotify è pronta per Wall Street ma Wixen Music la cita per 1,6 miliardi di dollari

    Spotify è pronta per Wall Street ma Wixen Music la cita per 1,6 miliardi di dollari

    Secondo quanto diffuso da Axios, Spotify è ormai pronta ad entrare a Wall Street e ad avviare la sua IPO nei primi tre mesi del 2018. Una notizia che era nell’aria da tempo, ma che trova conferma ora nella documentazione consegnata alla SEC nei giorni scorsi. Intanto l’azienda di Daniel Ek deve affrontare una citazione per danni da 1,6 miliardi da parte della Wixen Music per violazione di del diritto d’autore.

    Sono almeno quattro anni che si parla di Spotify e del suo ingresso a Wall Street. E negli ultimi anni la IPO era pronta per essere lanciata, ma poi non partiva mai. Ma adesso le cose sembrano aver preso una strada concreta. Infatti, secondo quanto riportato da Axios poco fa, Spotify ha, nei giorni scorsi, consegnato la documentazione necessaria presso la SEC (la Consob italiana) e tali documenti restano ancora segreti. Il sito prova a ipotizzare che la IPO (l’Offerta Iniziale di Acquisto) potrebbe essere avviata entro i primo trimestre del 2018.

    Ad assistere l’azienda di Daniel Ek ci sarebbero Morgan Stanley, Goldman Sachs e Allen & Co. Intanto si profila una iscrizione alla IPO in maniera “non convenzionale” e questo, secondo Axios, potrebbe creare un precedente nel mondo in cui le aziende potranno entrare a Wall Street nel prossimo futuro. Questa modalità infatti, definita “iscrizione diretta”, non prevede il classico road show, anche se la tempistica non dovrebbe cambiare. Non ci sono comunque conferme ufficiali da parte di Spotify, anche se la notizia ormai sta facendo il giro del mondo.

    spotify IPO wixen music

    Ma oggi Spotify è stata al centro dell’attenzione per un altro motivo. E’ notizia di oggi infatti che la Wixen Music, azienda fondata nel 1978 che gestisce i diritti di artisti del calibro di Neil Young, Tom Petty, Beach Boys, Missy Elliott, Doors e Janis Joplin, ha citato l’azienda della musica in streaming per aver usato migliaia di brani senza averne i diritti di riproduzione e senza pagare quanto dovuto. Secondo quanto si legge nei documenti depositati venerdì scorso presso un tribunale della California, Spotify avrebbe messo a disposizione dei suoi utenti (oltre 50 milioni gli abbonati al servizio) canzoni senza invece averne il diritto di farlo. Si parla di brani come “Light My Fire” dei Doors o “Free Fallin’” di Tom Petty, per citarne solo un paio. Il danno richiesto dalla Wixen Music è di 1,6 miliardi di dollari. Ma questa non è la sola citazione di Spotify.

    L’azienda svedese nel mese di maggio dello scorso anno si è accordata per un pagamento da 43 milioni di dollari volto a evitare una class action capitanata dagli autori David Lowery e Melissa Ferrick. A luglio, invece, sempre per via dei diritti sono arrivate le cause di due editori musicali di Nashville, Rob Gaudino e Bluewater Music.

  • Ecco Amazon Music Unlimited, la sfida di Amazon a Spotify

    Ecco Amazon Music Unlimited, la sfida di Amazon a Spotify

    Il mondo della musica in streaming, dove Spotify è il servizio più usato, si arricchisce di un nuovo probabile protagonista. Si tratta di Amazon che lancia Amazon Music Unlimited, un servizio disponibile anche nel nostro paese con oltre 50 milioni di canzoni. Gratis i primi 30 giorni, poi abbonamento a 9,99 euro al mese.

    Il mondo della musica in streaming si arricchisce di un nuovo, forse, grande protagonista. Grande perchè in effetti è il più grande sito di e-commerce, quale è appunto Amazon, e decide di lanciare la sfida ad un altro grande come è Spotify, il servizio di musica in streaming più usato sul web. Jeff Bezos quindi non vuole lasciarsi sfuggire la presenza in un settore, quello della musica, che grazie ai servizi in streaming ha visto aumentare i ricavi del 40% in 15 anni, arrivando fino a 16 miliardi di dollari solo nel 2016.

    Il servizio che Amazon ha lanciato anche in Italia è Amazon Music Unlimited, un servizio di musica on-demand che mette propone un catalogo di oltre 50 milioni di canzoni, centinaia di playlist e radio personalizzate. L’impatto grafico, da desktop come da mobile, e la stessa organizzazione dell’app, ricorda molto proprio Spotify. E’ possibile ascoltare le ultime novità, come i brani consigliati e condividerli con gli amici via mail o via social media. Nella parte destra dell’app Amazon Music prevede una sezione dove di volta in volta proporrà musica sulla base di quella che si ascolta. Amazon Music basa tutto sul fatto che siate già utenti Amazon, o Amazon Prime. E, come Spotify, prevede una versione sfruttabile da browser e l’app da scaricare sul desktop e l’app da scaricare sul vostro dispositivo mobile. Senza dimenticare la sezione Store che permette di acquistare musica su Amazon e di averla disponibile su Amazon Music.

    amazon music unlimited

    Tra gli artisti nel catalogo ci sono Fabio Rovazzi, Francesco Gabbani, Fedez, Baby K, Taylor Swift, Ed Sheeran, Katy Perry e Coldplay, insieme ad altri artisti importanti come Vasco Rossi, Tiziano Ferro, Zucchero, Fabrizio de André, Elvis Presley e David Bowie.

    Gli utenti iscritti ad Amazon Music Unlimited possono scegliere esattamente quali canzoni e album ascoltare oppure scoprire nuove canzoni in modo semplice e immediato grazie ai suggerimenti personalizzati di Amazon.

    Sarà quindi possibile organizzare una festa, allenarsi o prendersi una pausa e rilassarsi con centinaia di playlist curate appositamente per loro dagli esperti di musica italiani di Amazon Music. Saranno inoltre disponibili radio personalizzate e prive di contenuti pubblicitari basate su diversi generi come pop e rap ma sarà anche possibile godersi la musica a seconda del proprio mood, scegliere quella adatta all’allenamento o al relax, o ancora semplicemente scegliere l’artista preferito o le hit del decennio. Sarà possibile scaricare le canzoni, gli album e le playlist dal catalogo di Amazon Music Unlimited sui propri dispositivi per ascoltarli in modalità offline su aerei, treni e in qualsiasi luogo si trovino senza una connessione internet.

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    Ci si potrà iscrivere ad Amazon Music Unlimited al prezzo di 9,99€ al mese. Al lancio, i clienti Amazon Prime riceveranno un’offerta temporanea con un credito di 10€ (equivalente a un mese di uso gratuito) iscrivendosi all’abbonamento mensile. L’abbonamento annuale è disponibile per i clienti Amazon Prime al prezzo di 99€ in un’unica soluzione di pagamento, corrisponde al costo di soli 8,25€ al mese, equivalente ad un risparmio di oltre 20€ l’anno. I clienti Amazon Prime riceveranno un’offerta temporanea con un credito di 10€ anche iscrivendosi all’abbonamento annuale.

    Amazon Music Unlimited prevede anche un abbonamento Family a cui sarà possibile iscriversi consentendo l’accesso al servizio a sei componenti della famiglia al costo di 14,99€ al mese. Gli utenti Amazon Prime avranno inoltre la possibilità di iscriversi all’abbonamento annuale Family di Amazon Music Unlimited al prezzo di 149€ in un’unica soluzione di pagamento, che corrisponde al costo di soli 12,42€ al mese e con un risparmio di oltre 30€ l’anno. Anche in questo caso, gli utenti Amazon Prime riceveranno un’offerta temporanea con un credito di 10€ anche sull’abbonamento Family sia mensile che annuale. Con l’abbonamnto Family tutti i membri potranno ascoltare in streaming la musica che desiderano, in qualsiasi momento e in diversi luoghi contemporaneamente.

    Ovviamente Amazon Music Unlimited è anche su mobile. Tra le funzionalità più importanti dell’app, “Home” mostra le selezioni degli esperti di Amazon Music per consentire ai clienti di rimanere aggiornati sulla musica che amano, sulle novità o sulle tendenze, mentre “Consigliato” permette ai clienti di trovare i consigli musicali personalizzati offerti dalla tecnologia alla base dei suggerimenti di Amazon. Amazon Music è disponibile per dispositivi Fire, iOS, Android, Web, PC e Mac.

    Allora, provatela e poi raccontateci cosa ne pensate.

  • Taylor Swift ci ripensa e ritorna con l’intero catalogo sui servizi in streaming

    Taylor Swift ci ripensa e ritorna con l’intero catalogo sui servizi in streaming

    Dopo aver abbandonato Spotify nel 2014, Taylor Swift, in occasione delle 10 milioni di copie vendute per il suo album “1989”, ritorna sui servizi in streaming, mettendo a disposizione degli utenti il suo intero catalogo. L’artista ritorna dunque su Spotify ma anche su Google Play, Amazon Music e altri.

    Era il 2014 quando Taylor Swift decise, un po’ a sorpresa, di voler abbandonare Spotify e altri servizi di musica in streaming. Una scelta che fece arrabbiare anche i suoi tantissimi fans, il suo account è uno trai più seguiti su Twitter con quasi 85 milioni di followers. Ma la scelta di abbandonare i servizi di musica in streaming, la Swift entrò in contrasto anche con Apple Music, aveva uno scopo ben preciso. L’album era uscito da poco e la strategia della casa discografica dell’artista era di abbandonare tutti i servizi per incentivare le vendite. Una scelta che molti credettero bizzarra e anche fuori luogo: i servizi in streaming aiutano gli artisti nelle vendite.

    taylor swift

    taylor swift twitter account

    E invece, a conti fatti, ebbe ragione la casa discografica, stando alla motivazione con cui Taylor Swift ritorna sui servizi di musica in streaming. L’album 1989 ha raggiunto il traguardo delle 10 milioni di copie vendute e 100 milioni di canzoni totali, quindi ci sarebbe un nesso tra questo risultato e la decisione di abbandonare Spotify e altri. Il tweet in basso è del management che cura gli interessi di Taylor Swift:

    La cantante dal suo account non ha twittato nulla al momento su questa decisione.

    taylor swift streaming spotify
    Taylor Swift su Spotify

    Rispetto a tre anni fa Spotify è cambiato, non c’è più quella pubblicazione libera di album che aveva spaventato lei e il suo entourage. Questa, forse, può essere l’occasione per comprendere che questi servizi di musica in streaming oggi sono degli strumenti promozionali sui quali si può puntare per aumentare le vendite dei dischi ma anche dei concerti e del merchandise che si sviluppa attorno.

    Il catalogo di Taylor Swift è tornato disponibile su tutti i servizi di musica in streamig dalla mezzanotte di oggi. Chissà, forse questo è solo una mossa che anticipa l’uscita del nuovo album.

     

  • Spotify, adesso gli utenti abbonati sono 50 milioni a livello globale

    Spotify, adesso gli utenti abbonati sono 50 milioni a livello globale

    Spotify raggiunge un nuovo importante traguardo, dopo quello di settembre dello scorso anno quando annunciò i 40 milioni di utenti abbonati. E oggi la società fondata da Daniel Ek fa sapere, attraverso un tweet dall’account ufficiale, di aver raggiunto il traguardo dei 50 milioni di utenti paganti. Una crescita del 25% in sei mesi.

    Spotify, la startup che offre il servizio di musica in streaming on demand, ha raggiunto un nuovo importante traguardo. Dopo quello di settembre scorso, quando raggiunse i 40 milioni di utenti abbonati, la società fondata da Daniel Ek, con un tweet dall’account ufficiale, fa sapere di aver raggiunto i 50 milioni di utenti abbonati. Questo significa che la base utenti è cresciuta del 25% negli ultimi sei mesi, vale a dire 600 mila nuovi utenti che ogni mese hanno sottoscritto un abbonamento sulla piattaforma di musica in streaming.

    spotify 50 milioni utenti paganti globali

    Di questo passo, con un ritmo di crescita così costante, Spotify potrebbe dare luogo ad una quotazione a Wall Street, uun’idea che la società accarezza ormai da due anni, come avevamo infatti prospettato in questo articolo. Non è certo, ma potrebbe essere.

    E Spotify, con questi ritmi, si impone sempre di più come piattaforma leader sul mercato. Infatto se si guarda ai competitor diretti, notiamo che Apple Music è “fermo” a 20 milioni di utenti abbonati, erano 11 milioni a febbraio del 2016.

    Nei giorni scorsi Spotify ha iniziato a testare su un piccolo numero di utenti un nuovo servizio, chiamato Spotify Hi-Fi, che offre musica con una qualità audio superiore a un prezzo di 5-10 dollari al mese in aggiunta all’abbonamento mensile da 10 dollari. Un servizio che va a contrastare Tidal, il servizio di musica in streaming di Jay Z che fa della qualità audio elevata il suo punto di forza. E oggi Tidal ha poco più di 1 milione di abbonati.

    E pensare che nel 2011 Spotify poteva contare 2 milioni circa di abbonati, che arrivarono poi ad essere 5 milioni l’anno successivo, nel 2012; tra il 2014 e il 2015 Spotify cresce tra i 10 e i 20 milioni; fino ad arrivare ai numeri di oggi. Ma quanti potrebbero essere gli utenti registratti complessivi. Ecco, questo è un dato che non viene confermato da nessuna fonte, ma si sa quasi per certo che a giugno del 2016 erano 100 milioni a livello globale. Un numero che nel corso dei mesi potrebbe essere cresciuto anche ad un ritmo più elevato.

  • Lidia Schillaci, quando il Digitale incontra il Talento e la Musica

    Lidia Schillaci, quando il Digitale incontra il Talento e la Musica

    Quando tecnologia e digitale incontrano il talento, la passione e la musica, ecco che il risultato è una bella storia come quella di Lidia Schillaci, cantante e autrice, che ha usato Periscope come mezzo per promuoversi, farsi conoscere e far sentire la sua voce stupenda. E oggi è uno dei profili più seguiti su Periscope in Italia.

    Come sapete, leggendo il nostro blog, abbiamo seguito sin dall’inizio la vicenda di Periscope in Italia, quindi sin dal suo arrivo il 26 marzo scorso, quando l’app per i video in live streaming venne rilasciata nel nostro paese. E vi abbiamo anche raccontato in questi mesi come gli utenti hanno accolto quest’app che di fatto permette a tutti di diventare “broadcaster di sè stessi”, una definizione non a caso. Dal racconto che ne abbiamo fatto per la verità ne è venuto fuori che l’app, nonostante le sue enormi potenzialità e anche la sua crescita, non ha ottenuto il grande successo che tutti, Twitter in primis (ma su questo ci ritorneremo), si aspettavano. Per tanti motivi, ma esistono dei casi nel nostro paese che hanno ottenuto davvero un grande successo. E a questo proposito oggi ve ne vogliamo raccontare uno in particolare.

    lidia schillaci

    La storia che vi raccontiamo è quella di Lidia Schillaci, cantante palermitana, molti di voi che ricorderanno in “Operazione Trionfo”, il talent di qualche anno fa che l’ha fatta conoscere al grande pubblico. Da lì in poi la sua vita artistica è stata un crescendo collaborando con artisti del calibro di Eros Ramazzotti, Elisa, Max Pezzali e altri.

    Ad un certo punto della sua carriera Lidia si accorge di voler dare e fare qualcosa di più, vuole provare a cercare nuove strade, a fare quello che spesso si chiama “il salto nel vuoto (senza la rete)”. Vuole scommettere sul suo talento, ha una voce Lidia che mette i brividi per quanto è bella. Il mercato della musica in questi anni è cambiato molto sia dal punto di vista della produzione che della distribuzione, ma Lidia non si perde d’animo, anzi. Vuole raggiungere il suo obiettivo. E in questa fase la tecnologia e il digitale giocano un ruolo fondamentale.

    E quindi arriviamo al mese di marzo di quest’anno quando scopre in anteprima Periscope ed è amore a prima vista, anche se, per sua stessa ammissione, non è una digital addicted. Lidia capisce subito che quell’applicazione, quello strumento per comunicare può essere di grande aiuto nel fare il salto. Lidia inizia ad usare Periscope in maniera diversa, non è un caso dopo poco tempo viene citata anche su Mashable  da Lance Ulanoff ed è da quel momento cresce notevolmente la sua popolarità sull’app. E viene notata poi da tutti i media italiani.

    Si inventa un suo format #LidiaLive che la porterà a girare l’Italia semplicemente collegandosi da una piazza e con la sua voce entra in contatto con migliaia di utenti da tutto il mondo. In queste settimane ha portato nelle piazze italiane il suo #StreetShow.

    Ecco perchè sono riuscito ad incontrarla in una fredda ma soleggiata mattina d’inverno, per chiederle semplicemente, ma “Perchè lo hai fatto? Perchè ad un certo punto della tua carriera ha deciso di ripartire e soprattutto di ripartire con un’app come Periscope?” E lei, con un sorriso mi risponde:

    Avevo bisogno di trovare un’altra strada che mi permettesse si fare ciò che voglio fare, raggiungere i miei obiettivi. Il mondo della musica è cambiato rispetto a qualche anno fa, fare un disco oggi è molto difficile oggi. Allora mi sono decisa a trovare la mia strada, entrando in contatto con la gente grazie proprio a Periscope che mi permette di essere davvero me stessa, farm conoscere non solo in Italia ma anche nel mondo. Sperimentare nuovi modi di interazione e comunicazione, grazie alla musica”

    lidia schillaci account periscope

    Oggi Lidia su Periscope è seguita da 8.600 followers e ha ottenuto più di 2 milioni di cuoricini, un numero elevatissimo se paragonato proprio alle grandi celebrità che usano quest’applicazione. E il suo talento, insieme al suo modo di approcciare a Periscope non è certo passato inosservato. In poco tempo viene notata da Fiorello che l’invita alla sua “Edicola Fiore“, viene invitata da Nicola Savino a “Quelli che il calcio“.

    Lidia ci tiene a sottolineare poi un concetto, e cioè che:

    La Musica  deve essere un momento di libertà e condivisione, quindi quando la tecnologia facilita l’incontro tra questi due momenti ecco che nasce la magia tra quello che fai e quello che sei con il tuo pubblico. Per me cantare e fare musica è proprio questo, è la possibilità di esprimermi in libertà e di condividere emozioni con chi mi ascolta. Il giorno dopo gli attentati di Parigi ero a Milano in Piazza Duomo ed è stato un momento davvero toccante sentire l’emozione della gente raccogliersi grazie alla musica, un momento che è andato online grazie a Periscope e ha raggiunto altre persone nel mondo, bellissimo.”

    lidia schillaci periscope roma

    lidia schillaci periscope milano

    E adesso dove vuole andare Lidia:

    Voglio continuare questa bella avventura, voglio poi cominciare a condividere i miei nuovi progetti, la musica che sto scrivendo e preparando in questi mesi e che vi farò ascoltare presto. Continuiamo il nostro viaggio e proveremo anche ad andare in altre piazze in Italia e chissà forse anche del mondo, chi può dirlo! Quello che mi interessa é portare la mia musica come messaggio di condivisione e di libertà“.

    Lida Schillaci è stata invitata da Samantha Cristoforetti, la donna che è riuscita a stare nello spazio per 200 giorni di fila, per una performance musicale durante l’evento ‪#‎FlightFirenze di domani, 22 dicembre, a Firenze presso Palazzo Vecchio, e vi consigliamo di andarci se ne avete la possibilità.

    Abbiamo voluto presentarvi, raccontarvi Lidia Schillaci perchè ci ha colpito il suo modo nuovo di proporsi, di far conoscere la sua musica, di scommettere sul suo futuro proprio grazie ad un’app che le ha dato la possibilità di esprimersi come desiderava e che, siamo davvero sicuri, le permetterà di ottenere ciò che vuole. E’ un esempio perfetto di quando tecnologia e talento si incontrano, le opportunità che nascono sono imprevedibili, ma se c’è la passione e la voglia di fare, che certo non manca a Lidia, i successi arriveranno presto. E noi saremo qui a seguirla e a raccontarvela, perchè la musica di Lidia continuerà con o senza Periscope.

    (images and video credits: @AndreaGherpelli)

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