Categoria: Innovation

  • SolidWorld Group pronta ad Innovare anche in Medio Oriente

    SolidWorld Group pronta ad Innovare anche in Medio Oriente

    Il Medio Oriente sta diventando uno dei maggiori poli di Innovazione dove sempre di più le aziende decidono di investire. E SolidWorld Group, gruppo leader della stampa 3D, robotica e automazione, vuole giocare un ruolo da protagonista dell’area, aprendo una nuova sede a Dubai.

    Il Medio Oriente, in ottica di Trasformazione Digitale, sta diventando uno dei maggiori poli di Innovazione dove sempre di più le aziende decidono di investire. In un’ottica di investimenti finalizzati a rendere tutta la regione un polo di Innovazione riconosciuto a livello mondiale, aumentano le startup che decidono di spostarsi a Dubai, c’è un grande fermento generale, al punto che ormai tutta la regione si candida a diventare la nuova Silicon Valley.

    E in tutto questo fermento, Dubai, città degli Emirati Arabi Uniti, capitale dell’omonimo emirato, è la città principale che sta attirando sempre più aziende con specifici progetti di sviluppo in ottica di Innovazione Tecnologica e Digitale. L’economia della regione mediorientale e di Dubai è ormai in grande crescita e i numeri recenti lo confermano: +4,6% durante i primi nove mesi del 2022 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    Ma non solo, Dubai ha da poco presentato un programma di robotica e automazione, guidato dalla Dubai Future Foundation, per aumentare il contributo del settore fino al 9% del PIL entro i prossimi 10 anni, rendendo la capitale una delle prime 10 città nel settore della robotica e dell’automazione a livello globale.

    medio oriente dubai solidworld group

    Un contesto ideale per investire e provare ad agganciare questo trend in crescita. Un’occasione, dunque, che SolidWorld Group S.p.A., società a capo del gruppo leader nel settore delle tecnologie CAD 3D, della stampa 3D, scansione 3D oltre che della robotizzazione e automazione, fondata e guidata da Roberto Rizzo, non vuole lasciarsi sfuggire.

    Infatti, nei giorni scorsi, il Gruppo ha annunciato l’apertura di una nuova sede proprio a Dubai, all’interno della Platinum Tower (190 metri di altezza!) tramite la società di nuova costituzione SolidWorld Middle East DMCC, controllata al 60% da SolidWorld Group e il restante 40% è detenuto da figure professionali operative e già azionisti dell’azienda.

    Per SolidWorld Group si tratta di un primo grande investimento dopo la quotazione in borsa, avvenuta nel novembre 2022, che dimostra l’intenzione concreta di espandere il business a livello internazionale con una strategia ben definita.

    Il Gruppo quindi si troverà ad operare all’interno di un contesto in crescita, estremamente positivo, e metterà a disposizione tutto il suo know-how per supportare trasformazione digitale delle imprese, attraverso consulenza tecnica e rivendita di tecnologie innovative, software, stampanti e scanner tridimensionali, con un focus sui processi di automatizzazione e robotizzazione in un’ottica di Fabbrica 4.0.

    Nella sede di Dubai vi è un team attualmente composto da cinque persone e punta al continuo inserimento di nuove figure commerciali, tecnici e ingegneri, con la prospettiva di sviluppare anche un laboratorio produttivo.

    Con questa iniziativa concretizziamo uno degli obiettivi strategici alla base della quotazione“, ci spiega Roberto Rizzo, fondatore e presidente di SolidWorld Group. “Gli EAU sono impegnati in una transizione dall’economia petrolifera al digitale, attraverso la quale puntano a trasformare Dubai, entro il 2030, in uno snodo globale per aziende basate sulle conoscenze digitali, attente alla sostenibilità e focalizzate sull’innovazione.

    Roberto Rizzo SolidWorld franzrusso.it
    Roberto Rizzo, presidente di SolidWorld Group

    SolidWorld Group non solo dispone delle tecnologie più innovative per accompagnare questo percorso, in cui la stampa 3D riveste un ruolo centrale, ma soprattutto possiede quel know-how che oggi è il vero valore aggiunto del Made in Italy, riconosciuto e apprezzato in tutta l’area medio-orientale“.

    Meccatronica, ecco l′azienda iperconnessa spiegata da Roberto Rizzo

    E ancora, SolidWorld Middle East è stata tra i protagonisti della prossima fiera SteelFab ME, una delle più grandi ed affermate del Medio Oriente per la produzione di metalli e per l’industria della fabbricazione dell’acciaio che è tenuta presso l’Expo Centre Sharjah dal 9 al 12 gennaio 2023.

    Insomma, una grande eccellenza italiana, che ha l’innovazione tecnologica nel suo DNA, sbarca a Dubai con l’intento di giocare un ruolo da protagonista in un momento in cui essere digitali e tecnologicamente avanzati oggi non è più una opzione, ma un asset strategico da cogliere per crescere.

  • Meccatronica, ecco l′azienda iperconnessa spiegata da Roberto Rizzo

    Meccatronica, ecco l′azienda iperconnessa spiegata da Roberto Rizzo

    Il nostro è un paese di eccellenze, sembra una frase fatta ma non lo è. E tra queste ci sono eccellenze in settori economici fondamentali per il nostro Paese che meritano di essere conosciute meglio. Come SolidWorld, raccontata in questa intervista a Roberto Rizzo, presidente di SolidWorld Group.

    L’Italia è un paese di eccellenze, lo sappiamo bene. Sembra una frase fatta, di quelle che si sentono spesso; invece, esistono aziende che sono eccellenze in settori economici fondamentali per il nostro Paese che meritano di essere raccontate e fatte conoscere.

    Uno dei settori in cui l’Italia eccelle è quello della Meccatronica (nome che nasce dalla fusione tra meccanica ed elettronica, non il massimo diciamolo), settore che studia il modo di far interagire tre sottosettori, come la meccanica, l’elettronica e l’informatica, allo scopo di automatizzare i sistemi di produzione, semplificando e sostituendo il lavoro umano.

    L’Italia, come dicevamo, dal punto di vista della Meccatronica è un paese di eccellenze, tanto per dare qualche numero, stiamo parlando di un settore che genera un giro di affari da oltre 430 miliardi di euro in un anno, nel 2021, e che si è dimostrato uno dei settori più vivaci tali da guidare l’economia italiana nella fase post-pandemia. Tutto il settore rappresenta un terzo dell’export italiano, vale a dire oltre il 34%.

    meccatronica azienda iperconnessa roberto rizzo

    All’interno di questo settore esiste ormai dal 2000 una vera eccellenza italiana come SolidWorld, fondata dall’ingegner Roberto Rizzo. L’azienda di Treviso è oggi quotata nel segmento Euronext Growth Milan, il Gruppo, composto oggi da 11 aziende è leader nello sviluppo e integrazione delle più moderne e complete tecnologie digitali 3D, in ambito software e hardware, all’interno delle aziende manifatturiere per supportare e accelerare la loro trasformazione verso la Fabbrica 4.0.

    SolidWorld è una realtà ormai consolidata con 14 sedi operative, 3 poli tecnologici, più 150 dipendenti e un fatturato di 55 milioni di euro a fine 2021.

    Se c’è una cosa che ho imparato in questi anni è che nonostante le difficoltà, di un settore come il nostro, non bisogna mai smettere di investire” – ci dice Roberto Rizzo. “Nonostante un periodo difficile che ha toccato tutti, e in particolare il settore in cui operiamo, abbiamo continuato a credere nei nostri progetti e continuiamo il nostro percorso in Ricerca e Sviluppo, perché è solo in questo modo che si costruisce il futuro, puntando sulle competenze delle persone“.

    Roberto Rizzo è tra i primi ingegneri aeronautici a laurearsi alla facoltà di Ingegneria Aeronautica dell’Università La Sapienza, sotto la guida del Prof. Luigi Broglio, considerato il padre dell’astronautica italiana. Dopo aver fondato la CadCam Studio, specializzata nella progettazione di stampi complessi per il settore automotive, attraverso un software CAD 3D israeliano di derivazione aeronautica, nel 2003 fonda SolidWorld, con l’obiettivo di applicare il know how relativo alla progettazione virtuale tridimensionale a nuovi settori.

    SolidWorld utilizza tecnologie proprietarie, integrando software importati dall’estero. Il percorso fatto in questi anni ci ha permesso di allargare l’azienda acquisendone altre per completare l’offerta affiancando al software la parte hardware. Pensi che siamo stati tra i primi a fornire stampanti 3D per l’industria, integrandole con la progettazione.
    SolidWorld Group oggi – continua Rizzo – conta 12 aziende distribuite in tutta Italia, di cui tre sono poli tecnologici, cioè vere e proprie fabbriche digitali che producono per i nostri clienti. Ci teniamo a curare direttamente tutta la filiera dalla progettazione di un nuovo prodotto alla realizzazione degli esecutivi, fino al collegamento con i software.”

    Ma quando parla di Fabbrica 4.0 cosa intende?

    Guardi, oggi viviamo in un contesto che possiamo tranquillamente definire di iper-connessione. Siamo tutti perennemente connessi e questo deve riguardare anche le imprese per migliorare la vita dell’azienda. Questa condizione di iper-connessione oggi coinvolge tutti gli ambienti dell’azienda, dalla produzione alla progettazione, dalla logistica alla delivery. Industry 4.0 non è altro che connettività: software connessi per controllare tutto il processo, facendo comunicare tra loro tutte le fasi produttive. Come sappiamo, ’Italia è la seconda manifattura d’Europa, ma, a differenza della Germania, facciamo ancora fatica a lavorare sui grandi volumi.

    Ecco, grazie a tutto questo le nostre fabbriche oggi sono molto flessibili, il design e il concetto di funzionalità sono la forza dei loro prodotti. Con tutte le tecnologie avanzate di oggi le aziende hanno la possibilità di riprogrammare velocemente l’attività in funzione delle esigenze del cliente“.

    Roberto Rizzo SolidWorld franzrusso.it
    Roberto Rizzo, presidente di SolidWorld Group

    Come è riuscita SolidWorld a superare le grandi difficoltà degli ultimi due anni?

    Come dicevo prima, abbiamo puntato molto su noi stessi e sulla nostra capacità di resistere alle difficoltà. Basti pensare anche all’elevato costo dell’energia e alle congiunture internazionali che hanno dei riflessi sulla nostra economia e sulla vita delle aziende, come quelle dei cittadini. Puntare su noi stessi significa essere in grado anche di affrontare un processo di reshoring che si sta verificando, e noi siamo pronti.

    Per farle un esempio, tra i nostri clienti c’è uno storico marchio di biciclette riconosciuto in tutto il mondo, che ha dichiarato che tornerà a produrre tutto in Italia. Un altro cliente realizza vasche da bagno di altissima qualità, e la fabbrica intelligente permette loro di coniugare due esigenze: la perfezione del prodotto e i tempi di consegna molto ridotti. Ma SolidWorld è molto forte sull’automotive e anche nel settore aerospaziale.

    La nostra azienda oggi affianca oltre 200 aziende del settore, tra cui Leonardo: la stampa 3D consente di costruire rapidamente piccole tirature di parti finite, componenti custom, attrezzature speciali e prototipi estremamente complessi e accurati, garantendo la massima riservatezza e tempi rapidi. Si tratta di una trasformazione riflette anche un cambiamento sociale del modo di intendere il lavoro“.

    Cambia il modo di intendere il lavoro e cambiano anche le competenze?

    In effetti è così. In un contesto come questo, con l’economia che riparte, con questo processo di reshoring ormai avviato, nel nostro Paese facciamo fatica a trovare tecnici specializzati. Come SolidWorld sentiamo molto questa esigenza e facciamo la nostra parte avviano percorsi specifici con gli Istituti Tecnici e le Università italiane per avviare collaborazioni con l’obiettivo si specializzare i ragazzi. Ci teniamo molto e siamo molto attivi su questo.

    Per citare due iniziative, SolidWorld insieme a Umana ha dato vita a Insight4Works, una Academy aperta a diplomati e laureati di tutta Italia con un curriculum di tipo tecnico, dedicata allo sviluppo delle competenze digitali necessarie per l’inserimento dei giovani nelle ‘fabbriche digitali’, caratterizzate da interconnessione e un alto tasso di innovazione tecnologica. E poi Imi Academy (Innovation Management Institute), nata in collaborazione con altre aziende e professionisti, un nuovo ente di formazione nell’ambito della cultura digitale, con la mission di formare nuove figure professionali e manager consapevoli e preparati nell’ambito delle nuove tecnologie, ed in particolare della realtà virtuale e aumentata (XR)“.

    Di recente avete finalizzato una nuova importante operazione che ha dato vita a SolidFactory. Quale sarà il ruolo di questa nuova azienda?

    Le aziende sono alla ricerca di interlocutori che possiedano il know-how necessario per guidarle nei processi di transizione digitale e di Industry 4.0. Si tratta di un processo fondamentale, in una situazione di costante incertezza delle forniture e di forte instabilità geopolitica globale, in ottica di reshoring, come le dicevo prima. Secondo l’ultima indagine del centro studi di Confindustria, su un campione di più di 700 imprese, quasi la metà, con forti legami con l’estero, hanno già riorientato le loro produzioni verso l’Italia o intende farlo entro pochi anni.

    L’obiettivo è che SolidFactory diventi non solo il player di riferimento, in grado di garantire una consulenza sartoriale, per le aziende di tutti i settori industriali che intendono intraprendere un percorso di Digital Automation dei loro processi ma che nell’arco dei prossimi 5 anni, diventi il punto di forza del settore della meccatronica per il Gruppo SolidWorld”.

  • Accenture e Gedi, partnership per accelerare la trasformazione digitale

    Accenture e Gedi, partnership per accelerare la trasformazione digitale

    Accenture e Gedi annunciano una partnership all’insegna della trasformazione digitale. E in virtù di questa partnership, Accenture acquisisce due rami di Gedi Digital che confluiscono nella nuova Accenture MediaTech.

    La notizia è importante perché coinvolge due grandi aziende. Ma lo è anche perché incarna quei principi di cui si parla in questa fase. E cioè quelli della collaborazione e della trasformazione digitale, attraverso lo sviluppo di nuove competenze. Le sfide che le aziende hanno davanti possono essere vinte solo abbracciando questi principi.

    Accenture, azienda globale di servizi professionali con capacità avanzate in campo digitale, cloud e security e GEDI Gruppo Editoriale, una delle più importanti media company europee, hanno stretto un accordo di lungo termine per accelerare la trasformazione digitale del Gruppo.

    Nell’ambito dell’accordo, Accenture acquisisce due rami d’azienda di GEDI Digital: “Operations Multimediali” e “Demand & Delivery”, attivi nello sviluppo tecnologico e gestione dei contenuti multimediali del Gruppo editoriale. I due rami d’azienda confluiscono nella nuova realtà Accenture MediaTech, a cui GEDI rimane legata attraverso un contratto per l’acquisto di servizi di durata pluriennale.

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    L’accordo prevede che Accenture supporti GEDI in qualità di partner nell’implementazione e nella gestione operativa delle tecnologie digitali del mondo Media. In particolare, Accenture MediaTech si occuperà del funzionamento, della progettazione e dello sviluppo dei sistemi, delle app digitali e del front-end dei siti web di GEDI, oltre che dell’implementazione delle tecnologie cloud, dei servizi di cybersecurity e di tutte le attività a supporto della progettazione di prodotti grafici e multimediali (Visual Lab, montaggio audio e video, produzione di podcast, progetti speciali e gestione studi televisivi).

    La nuova Accenture MediaTech accresce la rete di poli specializzati in tecnologie avanzate di Accenture in Italia e consente all’azienda di arricchire la propria offerta con servizi editoriali innovativi dedicati sia alle organizzazioni del settore Media che ad aziende di altri mercati, supportandoli nello sviluppo di servizi multimediali su ampia scala, attraverso competenze altamente professionalizzate.

    L’operazione è coerente con la strategia di crescita di Accenture, volta ad acquisire competenze cruciali nei mercati e nei settori chiave in rapida espansione e per aiutare i clienti a generare valore a 360°.

    Per GEDI la collaborazione con Accenture si inserisce nel percorso di trasformazione digitale intrapreso dal Gruppo e mira ad accelerare il processo di innovazione nell’offerta di contenuti multimediali in un mercato in rapida evoluzione. GEDI potrà quindi focalizzarsi sul core business di creazione e valorizzazione di progetti editoriali su tutte le piattaforme e mezzi a disposizione Gruppo.

    Il trasferimento dei rami d’azienda garantirà alle persone coinvolte di accedere al network di Accenture e ai suoi programmi, finalizzati ad una continua evoluzione delle competenze e alla crescita professionale.

    accenture mauro macchi
    Mauro Macchi, AD Accenture Italia

    Lavorando a stretto contatto con le imprese italiane, supportiamo la crescita sostenibile di ogni business, portando valore ai singoli mercati e scalando gli esempi virtuosi per contribuire alla modernizzazione del Sistema Paese” – ha commentato Mauro Macchi, Amministratore Delegato di Accenture Italia. “Con Accenture MediaTech, oggi diamo vita ad una piattaforma innovativa che, attraverso il know-how di Accenture, è in grado di fornire un catalogo di servizi tecnologici e multimediali di prim’ordine, che possono accelerare la trasformazione del settore. La nuova realtà rappresenta un luogo in cui richiamare e valorizzare i migliori talenti che attraverso il confronto con le tecnologie di frontiera potranno arricchire le proprie competenze specializzate in un settore estremamente dinamico. Un contributo che, ci auguriamo, permetterà di plasmare un nuovo scenario per il mondo dell’editoria e di intraprendere un percorso di crescita sostenibile.

    Daniele Bianchi, Amministratore Delegato di GEDI Digital, ha così commentato: “La partnership che avviamo oggi riconosce l’eccellenza tecnologica che GEDI ha raggiunto nel digitale in questi anni. Per cogliere i nuovi, più ambiziosi obiettivi di sviluppo che ci siamo posti è necessaria ora un’ulteriore accelerazione: con MediaTech avremo accesso a strumenti e a best practices internazionali sempre all’avanguardia, grazie alla forza e alle competenze di un player come Accenture. Questo ci permetterà di concentrare le nostre risorse nel cuore del business editoriale: la creazione e la valorizzazione di contenuti di qualità, per rispondere sempre meglio ai bisogni informativi e di intrattenimento dei nostri lettori e utenti.

  • Politica e diritti digitali, ecco cosa ne pensano i partiti

    Politica e diritti digitali, ecco cosa ne pensano i partiti

    Partiti e diritti digitali. In vista delle prossime Elezioni Politiche 2022, l’analisi di Privacy Network ci permette di vedere cosa ne pensano i partiti di temi come identità digitale e privacy. Il quadro che ne viene fuori è abbastanza deludente.

    In questi ultimi anni abbiamo sviluppato l’opinione secondo cui la politica si interessa poco, e con molta sufficienza, di Innovazione, Digitale e Privacy. Si tratta di una opinione che si basa su come la politica ha trattato questi temi e, quindi, qualche base di verità esiste. Opinione che spesso viene messa in relazione, come è ovvio, con quello che si aspettano i cittadini e che spesso manca.

    Ma, anche in vista delle prossime Elezioni Politiche 2022, che avranno luogo il prossimo 25 settembre, da più parti ci si chiede come i partiti intendono affrontare questi temi, partendo proprio dai loro programmi.

    Ora, nei giorni scorsi vi è stato qualcuno che ha espresso qualche giudizio a riguardo, anche se non in maniera precisa.

    Quello che vogliamo fare invece, in questa occasione, è farvi conoscere cosa davvero ne pensano i partiti politici italiani di Innovazione e Digitale e vedere che spazio questi temi occupano all’interno dei loro programmi.

    Programmi politici diritti digitali

    Per raggiungere questo intento, ci serviamo di una bella analisi che sul tema ha condotto Privacy Network, un team di persone che cerca di attirare l’attenzione del grande pubblico proprio sui diritti digitali. E lo fa con diverse iniziative, una di queste l’analisi di cui vi mostreremo alcuni aspetti salienti.

    È vero, ci sono temi e problemi più urgenti, visto il momento particolare che stiamo vivendo, che il nuovo esecutivo si troverà ad affrontare, ma riteniamo che sia comunque utile affrontare temi legati all’identità digitale, al diritto all’uso delle nuove tecnologie, alla tutela dei diritti delle persone nei confronti delle piattaforme social media e anche nei confronti dell’uso di sistemi di Intelligenza Artificiale (AI).

    Come dicevamo, nella sua analisi Privacy Network ha voluto verificare quanto spazio i partiti politici italiani dedicano a questi temi all’interno dei propri programmi, in vista delle prossime Elezioni Politiche. Poi è stato usato come indicatore oggettivo il numero di volte in cui vengono citate parole come privacy, cybersecurity, intelligenza artificiale, blockchain e altre. Infine, si è e cercato di capire in modo neutrale l’intento di ogni partito e coalizione in questi ambiti.

    Dall’analisi emerge, in generale, che quasi tutti i programmi elettorali parlano diritti digitali e privacy, ma non in modo approfondito.

    Ed ecco una sintesi dei singoli programmi dei partiti su questi temi:

    Il centrodestra (FdI, FI, Lega, NM) si approccia alle nuove tecnologie come a degli strumenti utili a raggiungere gli obiettivi di programma, non a caso vi si fa riferimento in numerosi ambiti. Il difetto principale rilevato è l’eccessiva genericità e residualità dei punti programmatici che parlano di digitalizzazione. Assenti i riferimenti alla privacy e alla tutela dei diritti umani in ambito digitale. In sostanza, ci sono riferimenti al digitale ma restano, appunto, molto generici. Una genericità imputabile anche al fatto che si tratta di programma elettorale molto breve.

    Il programma del PD parla del mondo digitale guardando tanto alla sua funzione strumentale, allo scopo di raggiungere obiettivi programmatici, quanto alle sue possibili derive negative. Il Partito Democratico dedica ampio spazio al tema della tutela dei diritti delle persone nei confronti delle “Big Tech”, ma anche nei confronti dell’uso dei sistemi di intelligenza artificiale. La considerazione che se ne trae è che il programma appare poco leggibile a chi è dotato di una conoscenza approfondita dei temi. E poi, alcuni propositi risultano una ripetizione di quanto già previsto da norme Europee presenti e future.

    Il Movimento 5 Stelle nel suo programma mette in risalto il valore dei dati ancor prima che quello delle tecnologie. I dati sono utili per agevolare la conoscenza e la partecipazione dei cittadini. Le informazioni, secondo il M5S, devono essere accessibili per consentire un miglioramento della ricerca, ma anche dell’informazione in ottica di lotta alle fake news. Non vi è alcun cenno sulla tutela della privacy o dei diritti fondamentali nei confronti, ad esempio, delle piattaforme americane.

    Programmi politici diritti digitali

    Alleanza Verdi Sinistra evidenzia l’importanza dei dati e suggerisce di utilizzarli in diversi settori. Occorre evidenziare che si si riferisce però non ai dati personali ma a informazioni utili al perseguimento delle ricerche e dello sviluppo, senza porre attenzione al tema dei dati personali. Non solo, il programma di Alleanza Verdi Sinistra dichiara apertamente di voler tracciare i dati dei conti correnti dei cittadini al fine di verificare i casi di evasione. Non è da escludere che anche altre forze politiche abbiano simili mire, ma Alleanza Verdi Sinistra lo scrive nero su bianco.

    Le nuove tecnologie vengono viste da Azione Italia Viva e Calenda non come una panacea dai non chiari poteri, ma come un set di strumenti concreti e utili a semplificare e migliorare alcuni settori dell’economia del Paese. In questo programma manca completamente il riferimento ai diritti dei cittadini e alla tutela della loro privacy contro le Big Tech.

    Nel programma portato avanti da Possibile di Civati viene riservato ampio spazio ai temi digitali e, in particolare, al tema della privacy che viene presa in considerazione anche con riferimento al miglioramento della disciplina dello smart working, nonché con riferimento all’ambito della didattica online. Viene citato espressamente il Digital Market Act, normativa in fase di discussione in UE e relativa alla regolamentazione del ruolo delle Big Tech nei mercati on line. Il programma risulta però carente sotto il punto di vista delle soluzioni tecnico/pratiche. Enuncia i temi ma non le modalità in cui verrebbero affrontati e risolti. Alcune soluzioni proposte (come il diritto alla disconnessione) risultano ridondanti rispetto a quelle già presenti nel nostro ordinamento e/o in quello europeo.

    Nel programma elettorale di Unione Popolare manca praticamente del tutto il riferimento alle nuove tecnologie.

    Guardando poi il grafico in alto ci si accorge come i partiti considerano all’interno dei programma alcuni punti specifici. Il tema importante della Privacy, come abbiamo visto, non coinvolge la destra e il centro-destra. Per quasi tutti i partiti il Digitale è uno strumento, meno per Alleanza Sinistra Verdi, partito che in generale mostra poca attenzione su questi temi. Gli altri dati si commentano da soli.

    Insomma, questa analisi ci offre un quadro abbastanza chiaro di come, ancora, la politica continui a considerare poco i temi e i diritti legati all’Innovazione e al Digitale. L’analisi ci mostra come anche in presenza di alcuni punti programmatici interessanti, manca sempre un supporto concreto e l’intenzione reale di portare il paese ad investire di più in questo senso, al fine di sviluppare un solido sistema di diritti.

    Il quadro che ne viene fuori, quindi, è abbastanza deludente e non ci aiuta a smuovere quell’opinione che tutti abbiamo in testa, l’opinione di cui parlavamo all’inizio di questo articolo.

    Speriamo tutto questo possa essere utile ad aprire un dibattito serio in modo da contribuire a formulare una opinione più chiara.

    A questo link potete consultare l’intero report.

    Di questo e dei temi più efferenti alla Privacy si parlerà dal 26 al 30 settembre alla Privacy Week presso gli spazi di Cariplo Factory Milano a Milano.

  • Giro d′Italia, la maglia rosa diventa un NFT

    Giro d′Italia, la maglia rosa diventa un NFT

    La maglia rosa del Giro d’Italia diventa un NFT. Grazie alla collaborazione tra Italia NFT e RCS Sport, da oggi e nei giorni successivi diventeranno opere uniche anche trofeo, loghi e altri simboli della storia e della tradizione del Giro.

    Il fenomeno del momento, quello degli NFT, finisce per coinvolgere anche la carovana in rosa, il Giro d’Italia, una delle grandi classiche ciclistiche su strada. Grazie a Italia NFT, maglia rosa, il trofeo, i loghi e gli altri simboli della storia e della tradizione del Giro saranno disponibili per la prima volta nel rivoluzionario formato delle collezioni digitali certificate dalla Blockchain all’interno del grande marketplace dei non fungible token dedicati al Made In Italy.

    L’iniziativa nasce da un accordo raggiunto tra Italia NFT e RCS Sport, e rappresenta la prima di una serie di attività congiunte per creare nuove iniziative di valore – sia in ambito fisico che digitale – legate al mondo delle massime competizioni sportive.

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    I primi NFT del Giro d’Italia saranno disponibili dal 6 maggio, data che segna l’inizio della kermesse ciclistica, e la lista dei collezionabili digitali si arricchirà durante il corso di tutta la manifestazione. Fra questi, anche le quattro maglie del Giro (rosa, bianca, azzurro e ciclamino), i loghi, le maglie speciali e il Trofeo Senza Fine, quest’ultimo disponibile in un’asta finale esclusiva.

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    La maglia rosa in NFT

    Gli NFT non sono semplici miniature digitali ma vere e proprie opere uniche ed esclusive, rese autentiche dall’associazione alla Blockchain. Per le maglie e le altre creazioni fisiche del Giro d’Italia, il Lab di ItaliaNFT ha lavorato su ogni singolo item, utilizzando avanzate tecniche di scansione e computer graphic per replicare in tutto e per tutto le sembianze degli originali e garantire al contempo un’esperienza visiva aumentata dalle animazioni digitali.

    Anche le texture delle maglie sono state ricreate in modo fedele, mentre per il Trofeo Senza Fine è stata effettuata una virtualizzazione in 3D per esaltare l’eccezionale design della coppa, un nastro d’oro forgiato che simboleggia la strada percorsa dai corridori e che porta incisi i nomi di tutti i vincitori della Corsa Rosa dal 1909 ad oggi.

  • Accenture Technology Vision 2022, il Metaverso è qui

    Accenture Technology Vision 2022, il Metaverso è qui

    Accenture Technology Vision 2022, il report che illustra i trend tecnologici del momento, ci mostra come il Metaverso è già qui.

    Al Technology Vision 2022, che torna in presenza dopo due anni, Accenture ha presentato lo studio che ogni anno individua quelli che saranno i trend tecnologici dell’anno. E alla base di tutto c’è il Metaverso.

    Il report ci mostra come il “Continuum Metaverso“, che comprende mondi, realtà e modelli di business potenziati digitalmente, sta ridefinendo il modo in cui il mondo funziona, opera e interagisce.

    Il report Accenture Technology Vision 2022, “Incontriamoci nel Metaverso. Il continuum tra tecnologia ed experience che dà nuova forma al business“, mostra come le aziende sarebbero già avviate verso un futuro molto diverso da quello in cui sono state progettate per operare, poiché le tecnologie, tra cui la realtà estesa, la blockchain, i digital twin e l’edge computing, stanno convergendo per dare vita ad una nuova forma di esperienza sempre più coinvolgente.

    Accenture metaverso techvision 2022

    “Vediamo il Metaverso come un continuum che attraversa lo spettro tra mondi estesi digitalmente, realtà e modelli, applicati a tutti gli aspetti del business e attraverso le intere organizzazioni” ha dichiarato Mauro Macchi – AD di Accenture Italia.Questa evoluzione ridefinirà le modalità di interazione con il cliente, il modo di lavorare, di costruire e distribuire prodotti e servizi. L’evoluzione del Metaverso spingerà ulteriormente il fenomeno di ibridazione delle competenze e dei mestieri”.

    Mauro Macchi – AD di Accenture Italia, franzrusso
    Mauro Macchi – AD di Accenture Italia

    Accenture ha intervistato oltre 4.600 leader aziendali e tecnologici di 23 settori distribuiti in 35 Paesi. In questa fase iniziale, il 71% dei dirigenti ritiene che il Metaverso avrà un impatto positivo sulla propria organizzazione e il 42% ritiene che sarà rivoluzionario o trasformativo.

    Siamo riconosciuti tra i primi leader nell’ambito delle competenze legate al Metaverso, con 600 brevetti depositati e oltre un decennio di esperienza”, ha aggiunto Valerio Romano – Cloud First Lead Accenture Italia – “Crediamo molto nelle grandi potenzialità di questo nuovo sviluppo tecnologico, tanto che è stato istituito un nuovo business group che aggiunge alle competenze tecniche in quest’ambito i punti di forza creativi di Accenture Song”.

    Valerio Romano - Cloud First Lead Accenture Italia
    Valerio Romano – Cloud First Lead Accenture Italia

    Val la pensa di specificare che Accenture gestisce inoltre un proprio Metaverso, il Nth floor, una piattaforma dove il personale dell’azienda partecipa all’apprendimento immersivo e all’orientamento dei nuovi assunti, è anche un luogo dove ci si incontra e si socializza in team. Per questo esercizio l’azienda prevede che almeno 150.000 nuovi assunti lavoreranno nel Metaverso il loro primo giorno.

    Come dicevamo in apertura, Accenture Technology Vision 2022 è un report molto importante perché individua quelli che sono i trend che caratterizzano l’anno in corso. E vediamoli insieme.

    WebMe. Mettere il Me nel Metaverso

    Le strategie aziendali sono costruite per l’Internet di oggi – un mondo digitale dove le piattaforme sono spesso carenti in termini di interoperabilità e portabilità dei dati. Metaverso e Web 3.0 sono pronti a dare nuova forma a Internet; piuttosto che essere una collezione eterogenea di siti e applicazioni, il Metaverso porterà in prospettiva a un ambiente 3D persistente in cui muoversi da un “luogo” all’altro sarà semplice come camminare da una stanza all’altra. Il 95% dei dirigenti ritiene che le future piattaforme digitali debbano offrire esperienze unificate, permettendo l’interoperabilità dei dati dei clienti in piattaforme e spazi diversi.

    Programmable World. Il nostro pianeta, su misura

    Con l’avanzamento di tecnologie emergenti come il 5G, l’ambient computing, la realtà aumentata e i materiali intelligenti, gli ambienti digitali saranno sempre più integrati nel tessuto del nostro mondo fisico. Questi ambienti non solo daranno nuova forma alle modalità di engagement degli utenti con i mondi, ma ridefiniranno anche tutto ciò che è costruito al loro interno, le modalità di percezione e interazione delle persone, nonché il controllo che hanno su di essi. È interessante notare che il 92% dei dirigenti concorda sul fatto che le organizzazioni leader si spingeranno oltre i confini del mondo virtuale per renderlo più reale, aumentando l’esigenza di persistenza e navigazione senza soluzione di continuità tra il mondo digitale e quello fisico.

    The Unreal. Rendere il sintetico, autentico

    Le aziende e gli ambienti sono sempre più sostenuti dai dati generati dall’IA che riflettono in maniera credibile il mondo fisico. Oggi più che mai, l’IA è una priorità per i business, dato che sia le aziende che i consumatori hanno smesso di raffrontare ciò che è reale con ciò che è falso, preferendo puntare su ciò che è autentico, non solo in termini di contenuti e algoritmi di un’azienda, ma a livello di intero marchio. Con il mondo irreale che è pronto a diventare realtà, i leader devono necessariamente preparare le rispettive aziende. Già il 96% dei dirigenti riferisce che le relative organizzazioni sono impegnate ad autenticare l’origine dei dati e l’uso genuino dell’IA.

    Computing the Impossible. Nuove macchine, nuove possibilità

    L’emergere di una nuova classe di macchine sta permettendo alle organizzazioni di tutti i settori di estendere i confini delle capacità di risoluzione dei computer. Strumenti tra cui il quantum computing e il biology-inspired computing stanno permettendo alle aziende di risolvere quei problemi che potrebbero essere troppo costosi, inefficienti o del tutto impossibili per i sistemi tradizionali. Con le grandi sfide che risultano sempre più “a portata di mano“, il modo in cui le imprese competono, forniscono valore e stringono collaborazioni cambierà radicalmente; quasi tutti (94%) i dirigenti sono d’accordo sul fatto che il successo di lungo termine dipenderà dalla capacità di sfruttare l’elaborazione di prossima generazione per risolvere sfide apparentemente impossibili.

    Ci sono alcuni esempi che vanno sottolineati, come quello di Mars che, in collaborazione con Microsoft e Accenture, sta abbracciando i digital twin – uno degli elementi fondamentali del Metaverso – per ridurre gli sprechi, aumentare velocità e capacità, e permettere ai relativi associati di prendere decisioni in tempo reale in tutta la filiera. Mars ora estende questo concetto allo sviluppo di prodotti con simulazioni digitali che tengono conto di variabilità, come il clima e le disruption, e garantiscono una maggiore visibilità dal punto di origine al luogo di consumo.

    Qui potete consultare l’intero report.

  • ShopFully acquisisce Tiendeo e diventa leader europeo nel drive to store

    ShopFully acquisisce Tiendeo e diventa leader europeo nel drive to store

    ShopFully, la tech company italiana del Drive To Store, già proprietaria di DoveConviene, PromoQui e VolantinoFacile, ha acquisito il 100% di Tiendeo.

    ShopFully, la tech company italiana tra i principali player europei nel Drive To Store, già proprietaria di DoveConviene, PromoQui e VolantinoFacile, ha acquisito il 100% di Tiendeo, società spagnola con sede a Barcellona specializzata nella digitalizzazione dei cataloghi e dei volantini, diventando così il leader europeo nel Drive to Store in termini di Paesi in cui opera, numero di utenti attivi e di partner.

    Di Tiendeo avevamo già scritto qui su InTime Blog nel 2013, in occasione del suo approdo in Italia.

    L’operazione di Shopfully sancisce, quindi, la creazione di un gruppo presente con un team in 12 nazioni, un network di 45 milioni di utenti attivi e oltre 400 partner tra i grandi retailer e brand più noti a livello globale. In questo modo, l’azienda fondata da Stefano Portu potrà offrire a consumatori e mercato una tecnologia e prodotti best-in-class, attraverso una piattaforma di innovazione comune.

    Shopfully tiendeo

    Il piano di espansione di ShopFully

    L’acquisizione rientra nel piano di espansione strategica di ShopFully che di fatto proietta l’azienda come leader nel Drive To Store, a livello europeo e internazionale. Questa di Tiendeo, per Shopfully, va a completare un ciclo di acquisizioni che ha portato anche all’integrazione di PromoQui e VolantinoFacile nel 2020.

    Si tratta di una acquisizione importante e avviene in un contesto di profonda trasformazione dello shopping e del retail. Nonostante infatti l’80% delle vendite avvenga nei negozi e il 70% della crescita del retail dei prossimi anni sia prevista proprio attraverso il canale fisico, il 75% delle decisioni di acquisto dei beni di consumo in Europa sono ormai prese dal consumatore attraverso i canali digitali.

    ShopFully ha registrato negli anni un importante trend di crescita, sia organica sia per linee esterne e punta a collegare sempre più consumatori in Europa e nel mondo con i negozi vicino casa attraverso la sua tecnologia. Con questa acquisizione acceleriamo il nostro percorso e puntiamo a creare ancora maggiore valore per consumatori e partner.” – commenta Stefano Portu, CEO e Founder di ShopFully.

    Siamo felici di entrare nel gruppo di ShopFully, dando vita così al leader europeo del Drive-to-Store.” commenta Eva Martìn Co-Founder di Tiendeo: “Unire le forze permetterà infatti di creare nuove sinergie fra i nostri business, mettendo a fattor comune risorse e know-how per sviluppare soluzioni sempre più innovative da proporre ai mercati in cui operiamo.

    A seguito di questa operazione, i Soci Fondatori di Tiendeo, Eva Martín, Jonathan Lemberger e Maria Martín ricopriranno ruoli di leadership all’interno del senior management team di ShopFully, unendosi a un team di oltre 370 professionisti di quasi 30 nazionalità diverse.

  • Loyalty e Engagement Rewarding, l’idea di Oracle

    Loyalty e Engagement Rewarding, l’idea di Oracle

    Costruire una relazione duratura col cliente è difficile. Una strategia di Loyalty e Engagement Rewarding aiuta a sviluppare un’esperienza sempre più coinvolgente. Ecco l’idea di Oracle, perché i dati sono sempre importanti.

    Costruire una relazione duratura con il proprio cliente è il sogno di tutte le aziende. Un sogno che in realtà è realizzabile, ma servono pazienza, strumenti e… anche creatività. E poi, come accade in tutte le relazioni, ci vuole impegno.

    Se è vero, come è vero, che dopo due anni di pandemia abbiamo registrato un aumento dell’utilizzo del digitale e di tutte le sue manifestazioni.

    È anche vero che l’Esperienza (sì, con la E maiuscola!) ha assunto un valore ancora più grande.

    Oggi l’utente è sempre più informato. Grazie alla moltitudine di accessi all’informazione, che riguardano le aziende e i prodotti/servizi a disposizione.

    Quello che manca, ed è il Valore aggiunto in assoluto, è appunto l’Esperienza.

    L’Esperienza è sempre più personalizzata

    Un’Esperienza che può diventare sempre più diretta e personalizzata, grazie ai dati che oggi le aziende hanno a disposizione. I vari punti di contatto digitali, “touch-point“, sono luoghi che permettono all’azienda di costruire un legame di fedeltà. Quindi una Relazione, restituendo Esperienze di Valore.

    Loyalty e Engagement Rewarding, l’idea di Oracle

    Loyalty tradizionale

    Tutto questo lo possiamo tradurre in quella che è una vera e propria evoluzione da un paradigma di Loyalty tradizionale. Ossia la fidelizzazione del cliente all’interno di un programma che ricompensa gli acquisti fatti.

    Engagement Rewarding

    Engagement Rewarding, ossia l’interazione, il coinvolgimento, che diventa “un premio”; il premio dell’interazione stessa e il coinvolgimento del cliente nel digitale. Grazie a tecniche di gamification.

    Loyalty ed Engagement Rewarding non sono in contrapposizione. In realtà, e l’una non sostituisce l’altra: i due programmi possono convivere in perfetta complementarietà. E oggi, nell’era del digitale, tutto questo – come dicevamo – può assumere un significato enorme per le aziende.

    E, quando si parla di dati e di analisi degli stessi, non si può non parlare di Oracle, azienda leader del settore che ha oggi al suo attivo uno strumento specifico in cloud nell’ambito della “modern Loyalty”- cioè della fidelizzazione ma non intesa in modo tradizionale – chiamata Oracle CrowdTwist.

    Uno strumento prezioso che permette di elaborare attività diverse con l’obiettivo di coinvolgere il cliente. I dati raccolti permettono un’esperienza sempre più profonda e premiante per il cliente.

    Per spiegare meglio, si tratta di una piattaforma per costruire vere e proprie “missioni digitali” basate sulla gamification, che consente ai Brand di coinvolgere i propri clienti in modo innovativo, acquisendo nuovi dati in base ai quali i responsabili marketing possono raccogliere nuovi attributi per conoscere meglio i propri clienti e poter disegnare campagne più mirate e personalizzate.

    A tale proposito vogliamo segnalarvi un webcast on-demand, Dalla Loyalty tradizionale all’Engagement Rewarding, che Oracle Italia ha presentato recentemente. Un evento digitale che potete rivedere e vivere a questo link. Un progetto, una piazza di incontro davvero molto interessante per inquadrare l’evoluzione dalla Loyalty all’Engagement Rewarding.

    Come spiega nel video Paolo Massimiliano Sivo, Cloud CX Country Leader di Oracle Italia, il mondo sta cambiando e cambia anche il modo in cui le aziende instaurano relazioni con i propri clienti. A livello strategico, sottolinea Sivo, oggi servirebbe forse utilizzare più humour, provare a creare divertimento (…e di questi tempi ce n’è davvero bisogno). Ma serve anche provare a tenere d’occhio quelle che sono le ultime tendenze.

    Tra queste la gamification, che possiamo considerare un po’ il sale dell’Engagement Rewarding, abilitando la partecipazione diretta del cliente tramite “missioni”, precisa Sivo, raccorda anche altri paradigmi di grande innovazione. Un esempio è quello del FantaSanremo, un fenomeno di cui si è parlato molto e che ha permesso a un’audience, principalmente composta di millennial e gen-z, di avvicinarsi al Festival e partecipare alla competizione con un’esperienza totalmente digitale. Serve anche dare attenzione al fenomeno NFT (Non Fungible Token), nonché riconoscere che i sistemi aziendali di front-end verso il cliente stanno cambiando, basti pensare alle ultime tendenze quali Metaverso, Web Experience 3d e Advergame.

    Questo è solo un assaggio: all’interno del video trovate un puntuale approfondimento dello strumento Oracle CrowdTwist, di cui parlavamo prima, con gli interventi di Mauro Oldani, CX Master Principal Sales Consultant, Mattia Cattini, CX Marketing Sales Representative, Andrea Fedeli, Director Insight & Customer Strategy e Michael Harris, Principal CX Consultant & Loyalty Manager.

  • Bayer investe nelle nuove tecnologie per un futuro migliore

    Bayer investe nelle nuove tecnologie per un futuro migliore

    Il primo Bayer “Breakthrough Innovation Forum” è stato il momento per conoscere come l’azienda tedesca, leader mondiale nella Salute e nella Nutrizione, oggi investe nelle nuove tecnologie per migliorare il benessere delle persone.

    La Salute dipende da ciò che mangiamo. Sembra un’affermazione banale, ma visti i tempi che viviamo, non lo è affatto. Ippocrate diceva: “Lascia che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo“. Una frase che oggi deve valere ancora di più, consapevoli delle difficoltà che incombono e delle tante sfide da affrontare. I tempi che viviamo sono caratterizzati dall’emergere di nuove tecnologie e innovazioni che ci permettono di affrontare le nuove sfide che abbiamo davanti e per superarle c’è bisogno dell’impegno di tutti.

    A partire dalle aziende che hanno un ruolo primario nell’investire e abilitare nuove tecnologie per migliorare il nostro benessere e la qualità di quello che mangiamo.

    Bayer, innovare per dare nuove soluzioni

    Bayer, multinazionale tedesca riconosciuta come leader in tutto il mondo nel campo della Salute e della Nutrizione, è un’azienda che negli ultimi anni ha investito molto sull’innovazione e le nuove tecnologie e continuerà a farlo.

    E come ha detto Werner Baumann, CEO di Bayer, aprendo il primo Breakthrough Innovation Forum, “l’innovazione è la chiave per abilitare nuove soluzioni, necessaria per cogliere le opportunità di oggi“. Parole che semplicemente definiscono la strada che l’azienda vuole intraprendere per quanto riguarda la Salute e la Nutrizione.

    Per Baumann le grandi sfide che l’azienda ha davanti si affrontano investendo di più. “La confluenza di biologia, chimica, informatica avanzata, analisi dei dati e intelligenza artificiale, è questa l’innovazione che mettiamo in pratica per rendere la vita delle persone più sana“.

    E Bayer, come ha sottolineato Heiko Schipper, presidente della divisione Consumer di Bayer, è sempre più attenta alla diffusione dei dispositivi mobili che permettono agli utenti di caratterizzare uno stile di vita più salutare. E i dispositivi indossabili sono da considerarsi preziosi da questo punto di vista, vista anche la grande diffusione che stanno conoscendo in questi ultimi anni.

    La pandemia ha accresciuto l’attenzione verso la salute e Bayer, da sempre attenta alla prevenzione e al benessere delle persone, vuole sfruttare il potenziale di strumenti come i wearable, in grado di predire le necessità degli utenti in termini di benessere quotidiano. Un esempio è l’investimento con la sua quota di maggioranza nella società di nutrizione personalizzata Care/of e promettenti collaborazioni nel campo dell’invecchiamento“.

    E questi investimenti si concretizzano nell’unità di impact investment Leaps by Bayer con un finanziamento di 1,3 miliardi di Euro fino alla fine del 2024.

    Bayer board BIF22

    Dal fornire risposte a malattie incurabili, dotare le persone di strumenti preventivi per vivere una vita più sana, migliore e più lunga, ad una maggiore produzione agricola riducendo significativamente gli input e rispettando i limiti del pianeta” – ha continuano Werner Baumann. – “Questa capacità è particolarmente guidata dall’accelerazione della confluenza di biologia, chimica, informatica avanzata, analisi dei dati e intelligenza artificiale. In qualità di leader nel settore della salute e della nutrizione, Bayer sta intensificando ulteriormente i suoi sforzi per essere un motore di questa nuova era di innovazione.  Il nostro investimento in partnership e innovazione è un requisito chiave per tutto questo“.

    Leaps by Bayer segue un approccio unico volto ad affrontare dieci delle più grandi sfide dell’umanità come la cura del cancro o la riduzione dell’impatto ambientale dell’agricoltura. “Negli ultimi sette anni, abbiamo investito più di 1.3 miliardi di Euro su un portafoglio che comprende più di 50 società, tutte orientate al cambiamento dei paradigmi chiave nei settori della salute e dell’agricoltura“, ha dichiarato Jürgen Eckhardt, Head of Leaps di Bayer.

    Jürgen Eckhardt Bayer-franzrusso.it

    Gli investimenti per i prossimi anni permetteranno a Bayer di essere al fianco di tutte quelle aziende e imprenditori lungimiranti per supportarli a realizzare le loro soluzioni. Leaps ha già intrapreso diverse collaborazioni come JoynBio, Unfold e BlueRock Therapeutics, oggi interamente di proprietà di Bayer. Ma l’azienda continua a scommettere sul futuro e ad investire in nuovi round di investimento, come su Recursion, società focalizzata sull’intelligenza artificiale che lavora per trovare nuovi trattamenti farmacologici per la fibrosi polmonare e altre malattie fibrotiche, che è diventata pubblica con successo nell’aprile 2021.

    Al Breakthrough Innovation Forum sono stati presentati i CEO delle società in portafoglio di Leaps: Cellino, Andes e Ukko per condividere approfondimenti sulle loro missioni e tecnologie nel campo della salute e dell’agricoltura.

    Ukko, ad esempio, startup di biotecnologia israeliana, specializzata in soluzioni per contrastare le allergie alimentari, utilizza sistemi di Intelligenza Artificiale. Cellino, startup biotech americana, grazie all’intelligenza artificiale permetterà le terapie cellulari meno costose e più scalabili. Andes, startup cilena, ha sviluppato una tecnologia di trattamento dei semi che riduce la dipendenza degli agricoltori dai fertilizzanti sintetici a base chimica. Una grande mano nel contrastare il fenomeno del “climate change”.

    La convergenza di biologia, chimica e dati sta fondamentalmente alterando ciò che intendiamo per salute, malattia e trattamento. Le innovazioni alimentate dalle nuove tecnologie, ci consentono non solo di trattare i sintomi, ma di arrestare o invertire potenzialmente la progressione di una malattia e di offrire la promessa di opzioni di trattamento che sono veramente trasformative per i pazienti“, ha affermato Stefan Oelrich, membro del consiglio di amministrazione di Bayer AG.

    L’impegno di Bayer va quindi nella direzione di sfruttare il potenziale offerto dalle nuove tecnologie emergenti per creare un sistema alimentare sostenibile e resiliente. Altro impegno è quello di aiutare  i coltivatori di tutto il mondo a produrre di più con meno risorse, riducendo qui le emissioni e rimuovendo il carbonio dall’atmosfera.

    L’investimento in ricerca e sviluppo di Bayer di 2 miliardi  di Euro all’anno nella nostra divisione Crop Science non ha eguali nel settore, portando a una solida pipeline di innovazione che abbraccia sementi e tecnologie dei tratti, protezione delle colture e soluzioni digitali valutate fino a 30 miliardi di Euro di  potenziale di vendita di picco nei prossimi due decenni“, ha affermato Rodrigo Santos, Membro del consiglio di amministrazione di Bayer AG e presidente della  divisione Crop Science.

    L’azienda sta quindi scommettendo sulle nuove tecnologie per affrontare le sfide del futuro, del resto questo modo di pensare e agire fa parte del carattere dell’azienda. E questo lo troviamo nelle parole proprio di Rodrigo Santos, in chiusura nel suo intervento: “La scienza e le nuove tecnologie ci permettono di mettere in pratica l’innovazione per lasciare ‘un mondo migliore alle nuove generazioni’“.

  • Internet e inquinamento, un tema che riguarda aziende e PMI

    Internet e inquinamento, un tema che riguarda aziende e PMI

    Internet e inquinamento. Un tema che ancora viene considerato poco, ma anche i siti web possono avere una elevata impronta di carbonio. Ogni pagina vista da un utente produce in media 1,76 grammi di CO2.

    La pandemia è al centro della scena di questo ultimo anno e mezzo. Ma il problema della sostenibilità non è di certo da sottovalutare. I dati ci hanno detto che il 2020 è stato l’anno più caldo mai registrato. La notizia che le emissioni globali sono diminuite dell’8,8% nella prima metà del 2020 ha sottolineato il legame uomo-pianeta. Il 70% dei consumatori ha affermato di essere più consapevole rispetto a prima del COVID-19 che l’attività umana minaccia il clima e che, a sua volta, il degrado dell’ambiente minaccia l’uomo (BCG, luglio 2020).

    Ma quando si parla di sostenibilità va tenuto conto anche dell’impatto che il digitale ha sull’ambiente. Dietro gli effetti WOW del digitale c’è un costo ambientale importante. Una ricerca dell’Università di Cambridge suggerisce che il Bitcoin consuma più elettricità all’anno di tutta l’Argentina. Artist Memo Akten ha calcolato che un singolo NFT ha un’impronta di carbonio pari al consumo totale di energia elettrica di un residente dell’UE per più di un mese.

    E anche i siti web possono avere un’elevata impronta di carbonio. Ogni pagina di un sito vista da un utente produce mediamente circa 1,76 grammi di CO2. Sono 1,8 miliardi i siti web disponibili oggi su internet. Il trasferimento dei dati richiede elettricità, che crea emissioni di carbonio e questo incide sul cambiamento climatico. Emissioni causate dai notevoli consumi di energia elettrica dei data center che ospitano siti web e servizi cloud utilizzati quotidianamente.

    Internet e inquinamento, un tema che riguarda aziende e PMI

    In questo articolo vogliamo raccontarvi il caso di una Società settore delle tecnologie e servizi per il Retail e le Farmacie. E da pochi giorni ha lanciato il suo nuovo sito sostenibile. Stiamo parlando di New Line Digital Signage, che grazie a una serie di accortezze in fase di progettazione, nel design e nella tecnologia usata, da pochi giorni ha un sito che riduce il trasferimento di dati fino all’80% rispetto a un normale sito web. Hanno anche aperto un’area della società che si occupa di trasformare i siti dei clienti in siti sostenibili attraverso calcolatori e metriche attendibili.

    Ma quali accorgimenti sono stati adottati nel nuovo sito web di New Line Digital Signage?

    1. I visitatori non caricano nessuna immagine in automatico prima che non siano loro a richiederla attivamente;
    2. Riduce al minimo il consumo di energia sul dispositivo degli utenti;
    3. Informa l’utente dell’impatto del suo comportamento di navigazione;
    4. Non fa uso di video ma solo di link esterni;
    5. Memorizza i dati localmente sul dispositivo dell’utente per ridurre al minimo il trasferimento dei dati;
    6. Comprime il più possibile i dati;
    7. Carica solo gli script di programmazione, i framework e i cookie più importanti;
    8. Limita la quantità di luminosità emessa dallo schermo;
    9. Ottimizza e limita l’uso di fonts personalizzati.

    I giganti della tecnologia hanno obiettivi di emissioni ambiziosi e accordi PPA (Power Purchase Agreement) per le energie rinnovabili. Apple, Salesforce e HP chiedono informazioni sul clima obbligatorie; la nuova tecnologia dei chip di IBM promette un consumo energetico inferiore del 75% rispetto ai chip esistenti.

    È vero che la portata degli investimenti e il potenziale di innovazione delle grandi aziende tecnologiche significheranno che potrebbero assumere un ruolo guida nella risoluzione delle emissioni di carbonio del settore. Ma è anche vero che il vero cambiamento dovrebbe partire dal basso. E l’esempio di questa piccola società da una parte ci rincuora e dall’altra conferma che il “sottobosco” dell’impresa italiana, le PMI, è fiorente di creatività e responsabilità.

    In New Line Digital Signage sono ottimisti sulla natura umana. Credono che nessuno voglia lasciare un impatto negativo sul pianeta. Oggi, grazie alla trasparenza e alla consapevolezza, i consumatori scelgono sempre di più. E devono, considerare l’impatto dei propri consumi sulla società, sull’umanità e sul pianeta.

    Quando si tratta di progettare siti più rispettosi dell’ambiente, New Line Digital Signage oltre a lanciare il suo nuovo sito web ad impatto ambientale ridotto, ha dato il via ad un nuovo servizio per convertire i siti dei suoi clienti in siti sostenibili.

    In questo modo chi intraprende lo sviluppo di un sito green offrirà agli utenti informazioni e controllo sulla loro esperienza digitale.

    Per tutti coloro che volessero misurare l’impatto del loro sito consigliamo l’utilizzo dello strumento websitecarbon.com le informazioni sono facilmente accessibili.

    Ma soprattutto consigliamo di visitare il nuovo sito di New Line DS newlineds.com per godervi un’esperienza di navigazione totalmente green.