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  • Trasformare la passione in acquisti su Instagram: il case study La Redoute

    Trasformare la passione in acquisti su Instagram: il case study La Redoute

    Come si riesce a trasformare le interazioni e le passioni in acquisti su Instagram? Questa case study dedicata a La Redoute lo dimostra, grazie ad una serie di elementi. Scopriamoli insieme.

    [dropcap type=”background”]R[/dropcap]ecentemente sono stato ospite di una conferenza in Grecia (Ecommerce Expo) dove ho presentato un case study dedicato ad un mio cliente: La Redoute. Personalmente, penso che si tratti di una storia molto interessante in quanto copre svariati punti: centralità dei dati, storytelling votato (realmente) ai bisogni delle persone, utilizzo intelligente di UGC (User Generated Content) ed influencer, un lieto fine fatto di like e commenti che diventano acquisti. In aggiunta, non capita tutti i giorni di imbattersi in un case study su come guidare la propensione all’acquisto su Instagram.

    Per questa ragione, ho deciso di riportate nel dettaglio le diverse sezioni che compongono questa storia: 

    1. lo scenario attuale, alcuni dati chiave relativi a Instagram e social commerce/shopping;
    2. la sfida di business, le domande a cui La Redoute ha dovuto dare risposta;
    3. la strategia, le linee guida della campagna;
    4. le soluzioni messe in campo, la declinazione tattica/operativa delle linee guida strategiche;
    5. i risultati, i numeri che confermano la bontà dell’operato.

    1.Lo Scenario Attuale

    Prima di lanciare una qualsiasi campagna, il primo passo deve concentrarsi sul contestualizzare il ruolo dei social media all’interno del percorso d’acquisto del consumatore. A tal proposito, ci viene in aiuto una recente ricerca realizzata da GlobalWebIndex (“The latest social media trends to know in 2019”): i social media non sono ancora un punto diretto d’acquisto ma rappresentano un touchpoint strategico con il 42% degli utenti che dichiara di utilizzarli per ricercare nuovi brand e prodotti. In aggiunta, secondo lo studio 2018 Global Consumer Insights di PwC, i consumatori mettono al primo posto i social network come fonte primaria di ispirazione all’acquisto. Si tratta di dati molto interessanti ma che vanno messi in relazione alla specificità di Instagram.

    Social Commerce

     In un mio recente articolo su questo blog (“Ecco lo stato dell’arte dell’advertising su Instagram”), avevo già coperto il tema relativo all’evoluzione in atto della piattaforma: ovvero, comincia a prendere fortemente piede un utilizzo del canale per influenzare la fase legata alla considerazione all’acquisto e non soltanto alla notorietà di marca. Ecco alcune cifre a supporto di questa affermazione:

    •  900 milioni di account cliccano sugli Shoppable Posts per visualizzare i tag prodotto tutti i mesi;
    • 60% degli utenti afferma di aver scoperto un prodotto su Instagram;
    • 75% degli intervistati dichiara di aver intrapreso un’azione come visitare un sito, cercare su Google, acquistare un prodotto, suggerire ad un amico dopo aver interagito con un post su Instagram;
    • la media di campagne paid passa dal 17.44% al 54.55% e aumenta il drive to website del +6%.

    Social Commerce su instagramIn questo contesto, nasce la sfida di business della Redoute.

    2.La Sfida Di Business

    La Redoute è uno dei principali e-commerce per fatturato in Francia con i suoi (circa) $558.4m di vendite nette generate al livello globale nel 2017. Inoltre, si tratta di un brand che a livello di categorie di prodotto, investe principalmente su due asset:

    1. fashion, vestiti e accessori;
    2. mobili e arredo per interni.

    Tuttavia, trattandosi di un marchio storico fondato nel 1928, la transizione all’online non è stata facilitata dal forte attaccamento dei suoi consumatori al catalogo cartaceo. Di conseguenza, Instagram ha rappresentato una grande opportunità. Infatti, si tratta di una naturale estensione del catalogo ma allo stesso tempo permette di definire una narrazione a sé stante e in grado di collegare l’esperienza di consumo sui vari formati.

    Conseguentemente, ha preso forma un chiaro interrogativo a cui dare risposta:

    “Come ispirare la mia audience a target, aumentare la propensione all’acquisto e definire uno storytelling in grado di connettere i consumatori alla marca?”

    3.La Strategia

    La risposta a questo interrogativo è stata tanto semplice quanto efficace: dare voce agli utenti e connettere l’esperienza d’acquisto tra social, sito e attivazioni offline come il catalogo. Ad ogni modo, la precedente affermazione può suonare estremamente retorica e poco concreta se non accompagnata da una chiara definizione dei driver che guidano la fiducia dei consumatori.

    recensioni prodotti online

    Se interrogati su cosa rende una raccomandazione di prodotto effettuata da qualcuno che non conosci sui social fidata, gli utenti indicano due chiare opzioni:

    1. effettivo utilizzo del prodotto e servizio;
    2. conoscenza del prodotto e dei temi connessi.

    Quindi, abbiamo potuto isolare due asset chiave attorno a cui è stata sviluppata la nostra campagne di vendita: i consumatori stessi in quanto utilizzatori del prodotto e i contenuti da loro creati (User Generated Content), gli influencer in quanto esperti riconosciuti e credibili in un dato settore. Da questi presupposti, è nata la campagna les préférés/i preferiti.

    la campagna les préférés

    4.Le Soluzioni

    Il primo passo è stato la centralizzazione del processo di content intelligence tramite un tool (quello per cui lavoro che si chiama Socialbakers) dedicato. Da un punto di vista pratico, questa operazione è stata declinata in tre passaggi:

    1. analisi delle precedenti campagne e benchmark dei competitor per individuare best practice e azioni non performanti;
    2. definizione di un flusso avanzato di lavoro del team content in merito a creazione dei contenuti, momenti di approvazione, comunicazione interna e realizzazione dei template;
    3. sviluppo di dashboard automatizzate di misurazione dei risultati in tempo reale per poter mettere in campo gli aggiustamenti del caso.

    Centralizzazione content intelligence

    In contemporanea è partita una mappatura dei prodotti sul sito per individuare i preferiti dagli utenti. Attenzione, quando parliamo dei prodotti preferiti non facciamo riferimento (necessariamente) ai più venduti ma a quelli con i voti più alti e i migliori commenti. A seguire, queste recensioni sono state trasformate in veri e propri shoppable post in cui il copy/caption riportava letteralmente i virgolettati dei consumatori:

    Il consiglio di MlleMell “stavo cercando dei sandali di questa tipologia e devo dire che sono perfetti e di buona qualità. Il prodotto ricevuto rappresenta perfettamente la foto sul sito. Contenta di questo acquisto”

    UGC La Redoute

    Allo stesso tempo, questi contenuti sono stati promossi (anche) in tandem con influencer specializzati in fashion e home decor. Da un lato, sui profili della Redoute, i post venivano condivisi mantenendo i virgolettati dei consumatori. Simultaneamente, sui profili degli influencer, gli stessi prodotti venivano arricchiti dalle opinioni ed esperienze degli autori.

    Influencer La Redoute

    Infine, durante tutto il periodo della campagna, il sito è stato ridisegnato per dare maggiore spazio ai prodotti individuati come les préférés/i preferiti tramite una promozione dedicata, finestre, gallerie e popup. Come abbiamo visto all’inizio di questo articolo, i social sono un touchpoint intermedio di ispirazione all’acquisto che dialoga con le azioni successive intraprese dagli utenti e gli altri asset online che abbiamo a disposizione, sito in testa. Ragione per cui, coerenza e coordinazione sono due aspetti chiave per rendere più fluido il processo di vendita.

    Coordinazione sito e Instagram

    Per riprendere uno dei miei film preferiti, L’odio di Mathieu Kassovitz, fino a qui tutto bene ma il problema non è la caduta, ma l’atterraggio. Quindi, non ci resta che dare un’occhiata ai numeri di questa campagna.

    5.I Risultati

    Le interazioni da sole non hanno alcun valore di business e se non vengono riempite di senso sono soltanto delle vanity metrics che non spostano alcun equilibrio. Tuttavia, se utilizzate in maniera strategica, come veicolare fiducia e inspirare/influenzare il processo d’acquisto, possono diventare un importante volano di vendita. Ad esempio, tornando al nostro caso La Redoute, l’analisi ci mostra come i contenuti relativi alla campagna abbiamo generato:

    • +74% di engagement;
    • +90% del tasso di commenti;
    • +8% del traffico organico da Instagram sul sito.

    Engagement La Redoute

    Ovviamente, questi dati da soli non permettono di sancire il successo di una campagna ma hanno reso possibile le cifre a seguire:

    • -23% del costo per click (dati ad account La Redoute);
    • +40% delle vendite direttamente attribuibili a Instagram (dati Shoppable Posts e Google Analytics).

    Risultati campagna La Redoute

    Come in ogni storia che si rispetti, abbiamo quindi un lieto fine: i like e i commenti diventano acquisti e trasformano Instagram in un canale strategico di vendita per uno dei principali e-commerce europei.

  • Ecco lo stato dell’arte dell’advertising su Instagram

    Ecco lo stato dell’arte dell’advertising su Instagram

    Instagram è la piattaforma del momento. Con oltre 1 miliardo di utenti a livello globale, il 60% dei quali con un’età inferiore ai 30 anni, e con oltre 2 milioni di advertisers attivi e una previsione di fatturato nel 2018 di 6,6 miliardi di dollari, fare advertising su questa piattaforma è ormai strategico per le aziende. Ma vediamo qual è lo stato dell’arte dell’advertising su Instagram.

    La centralità di Instagram è sotto gli occhi di tutti e quindi non merita ulteriori approfondimenti. Tuttavia, vale la pena interrogarsi sulle ragioni di questo risultato. Personalmente, penso che basti citare due dati per trovare la risposta:

    • crescita esponenziale, oltre che estremamente più rapida rispetto alle altre piattaforme, degli utenti attivi mensilmente. Inoltre, questo dato sugli utenti è accompagnato da un tasso di adozione molto rapido relativo ai nuovi formati come le Stories;

    instagram advertising stories

    Instagram stories advertising

    • risultati ottimali in termini di interazioni organiche in relazione agli altri canali. Nella fase iniziale, si tratta di una strategia classica, dando maggiore copertura ai contenuti, per popolare un canale e attrarre investimenti.

    instagram advertising

    Questi due fattori hanno veicolato l’attenzione da parte dei brand e conseguentemente stiamo assistendo a un investimento massivo sulla piattaforma. Ad ogni modo, ultimamente ricevo molte domande a riguardo e noto una certa (fisiologica) confusione sullo scenario attuale. Per questa ragione, in questo articolo ho raccolto alcuni dati chiave relativi alle mie ultime presentazioni e workshop:

    1. Come sta evolvendo l’investimento adv?
    2. Quale posizionamento sta prendendo il canale?
    3. Quali sono gli scenari a venire?

    Ovviamente, per poter investire in maniera mirata su questa piattaforma bisogna avere le idee chiare sullo stato di cose attuali. Quindi di seguito, ho riportato la risposta a questi interrogativi.

    brand instagram advertising

    1 – Come sta evolvendo l’investimento adv?

    Aumenta in maniera incisiva la concorrenza con una media di campagne paid sul canale che passa dal 17.44% al 54.55%. Ragione per cui, osserviamo allo stesso tempo un aumento dell’engagement di tutti quei settori che tradizionalmente erano lontani da questa piattaforma.

    instagram advertising campagne

    instagram advertising engagement

    Una tendenza confermata dal confronto con mamma/matrigna Facebook. Ovvero, i brand stanno migrando sempre più il budget adv verso Instagram.

    instagram advertising condivisioni social media

    Tuttavia per avere una migliore interpretazione, bisogna sempre mettere in relazione i dati. Infatti, crescono le sponsorizzazioni e ovviamente si riduce la portata dell’organico. Non a caso per la prima volta, assistiamo ad una (seppur lieve) diminuzione della media delle interazioni totali. Un andamento in divenire da prendere fortemente in considerazione.

    dati engagement su instagram

    Questa prima panoramica ci porta ad un’ulteriore domanda sulla strada intrapresa dal canale.

     

    2 – Quale posizionamento sta prendendo il canale?

    Basta aprire il proprio smartphone per rendersi conto del successo delle Instagram Stories e i brand non rappresentano un’eccezione. Difatti, l’adozione decolla e in soli sette mesi passa dal 25% al 50%.

    instagram stories advertising

    In ogni caso, se parliamo di questo formato, i brand sono evidentemente ancora in fase di test. Ragione per cui, la spesa adv è ancora fortemente ancorata al newsfeed e stenta a prendere il suo spazio se parliamo di Stories.

    instagam stories feed advertising

    Comunque, bisogna tenere a mente che per favorire l’adozione dei nuovi formati paid le piattaforme, rigorosamente in fase iniziale, tengono i costi relativamente molto bassi. In questo caso, non osserviamo eccezioni con un CPC altamente competitivo che apre ampi spazi di manovra per le campagne legate al drive to website/e-commerce.

    instagram advertising cpc

    Personalmente, trovo questi dati molto interessanti ma l’analisi degli obiettivi legati alla spesa possono indicarci con maggiore precisione l’evoluzione della piattaforma.

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    Rispetto alle precedenti rilevazioni, possiamo osservare uno spostamento e in un certo senso una nuova fase di maturità legata all’utilizzo di Instagram:

    • diminuisce l’investimento in engagement (-6%);
    • al contrario, in maniera speculare, aumento il drive to website (+6%);
    • ergo, comincia a prendere fortemente piede un utilizzo del canale per influenzare la fase legata alla considerazione all’acquisto e non soltanto alla notorietà di marca. Qui un case study a riguardo.

    Sulla base di questi dati, sembra sempre più evidente la vocazione al social commerce del canale. Una direzione indicata anche dallo sviluppo stesso del prodotto, ad esempio con l’introduzioni di feature specifiche come gli shoppable post e Stories.

    3 – Quali sono gli scenari a venire?

    Per quanto mi riguarda, il social shopping è il presente e il futuro della piattaforma. Di conseguenza, bisogna cominciare ad andare oltre al volume delle interazioni e la crescita dei followers per valutare KPIs maggiormente orientati alla vendita come CTR, traffico al sito, lead e conversioni, etc. Per questo motivo, bisogna fare alcune riflessioni.

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    Ripensare le interazioni

    Cerchiamo di essere chiari sin dall’inizio, l’engagement non ha alcun valore di business ma tattico/operativo legato al retargeting delle audience più attive. Di conseguenza, l’obiettivo non deve essere generare un alto volume di engagement ma qualificare le interazioni. In termini pratici, questo vuol dire sposare un approccio orientato alla mappatura delle proprie Social Personas nella creazione dei contenuti. Quindi, prima di creare le nostre risorse di content marketing, andremo ad indagare:

    • interessi e bisogni;
    • obiettivi e sfide;
    • brand preferiti e affinità con il marchio del cliente;
    • principali demografiche.

    Questa attività ci permetterà di rendere più rilevanti i contenuti per i segmenti maggiormente propensi all’acquisto. Di conseguenza, le interazioni saranno votate all’ispirazione e non alla mera collezione di like. Ragione per cui a seguire, il retargeting di contenuti legati all’acquisto vero e proprio sarà percepito in modo più naturale e fisiologico da parte degli utenti.

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    Ampliare la portata degli influencer

    L’investimento attorno all’influencer marketing è già molto forte ma ad oggi i contenuti sono prevalentemente organici. Un dato che apre ampi spazi di manovra per pianificare fette di budget dedicate alle sponsorizzazioni e inserire nel brief specifiche scelte di targeting. Piccola parentesi, fisiologicamente nel lungo periodo andrà ad acuirsi la concorrenza attorno ai contenuti paid degli influencer.

    instagram advertising influencers socialbakers

    Ad ogni modo, non bisogna fermarsi qui ma dobbiamo sempre ricordarci che gli influencer sono degli incredibili creatori di contenuti. Questo significa puntare meno su campagne one shot ma (al contrario) di lungo periodo sviluppando, in sinergia con il creator, formati/contenuti che in successione coprono ogni fase della relazione: scoperta del prodotto, valutazione all’acquisto, conversione. Un punto che emerge anche dall’opinione dei consumatori stessi. Infatti, secondo il report The Influencer Marketing Report 2018, se interrogati sugli influencer e i temi legati ad autorevolezza e fiducia gli utenti rispondono:

    – che i fattori che maggiormente guidano la credibilità sono conoscenza e utilizzo del prodotto, oltre che competenza ed esperienza del settore;
    – che una precedente fiducia nell’autore, legata quindi ad interazioni passate, rende più credibili le segnalazioni di prodotto.

    instagram advertising e-commerce

    Pensare in ottica e-commerce

    Se associato al giusto concept creativo, il tuo profilo Instagram può diventare un perfetto catalogo dei tuoi prodotti esattamente come un e-commerce. Allora, possiamo mettere in campo alcune strategie similari:

    • retargeting di prodotti complementari/similari ai precedenti acquisti provenienti dal canale;
    • sequenze di offerte/promozioni per recuperare i carrelli abbandonati;
    • segmentare il targeting (custom audience) sulla base di interazioni e visite sulle pagine di prodotto per promuovere coupon, prove prodotto e inviti per attività esclusive in negozio al fine di stimolare la valutazione all’acquisto;
    • sfruttare specifiche feature come le Dynamic Product Ads.

    instagram advertising e-commerce

    Conclusioni

    Questo è lo scenario attuale restituito dalle cifre. Tuttavia, si può prevedere il futuro soltanto se si sa interpretare il presente, dati alla mano. Un tema su cui si dovrebbe riflettere in quanto (allo stato attuale) non vedo un’auspicata maturità aziendale in termini di know-how interno, centralità e cultura del dato. Saltare questo punto porterà semplicemente a costi crescenti accompagnati da una mancata incisività delle attività di marketing sulla piattaforma. Insomma, una fumosità fatta di belle foto e tanti followers.

  • Instagram, ecco come chiedere la spunta blu e nuovi strumenti per la sicurezza

    Instagram, ecco come chiedere la spunta blu e nuovi strumenti per la sicurezza

    Instagram ha deciso di introdurre nuovi strumenti per rendere l’applicazione più sicura. Ora è possibile anche effettuare l’autenticazione a due fattori con Google Authenticator e Duo Mobile. Ma la notizia che interesserà molti è che da oggi è possibile richiedere la spunta blu, simile a quella di Twitter.

    Sicuramente la notizia più importante, e forse quella che tanti utenti Instagram stavano aspettando, è quella relativa alla possibilità di poter richiedere la spunta blu, una possibilità che prima non era concessa, essendo una prerogativa dell’azienda concederla. Ma oggi, con la presentazione di un nuovo programma volto a rendere Instagram un luogo più sicuro, questa possibilità è aperta a tutti coloro che hanno una grossa audience e che posseggono i requisiti richiesti. Quindi tutti quegli account che detengono un vasto numero di followers, anzichè attendere che Instagram indichi loro come utenti verificati, possono richiederla visitando prima la pagina Help Center per verificare il possesso dei requisiti.

    Come richiedere la spunta blu di verifica su Instagram

    Una volta verificati i requisiti, basta accedere all’app, andare su Impostazioni nella parte in basso a destra e dal menù accedere da Richiesta di Verifica. Una volta entrati nella sezione di richiesta, sarà sufficiente fornire il nome utente, il nome completo e una copia del documento di riconoscimento. Instagram specifica che “Tali informazioni non saranno condivise pubblicamente“. La possibilità di richiesta di verifica sarà rilasciata nelle prossime settimane.

    instagram verifica spunta blu

    Si tratta quindi di un processo molto simile a quello che Twitter aveva attivato nel 2016, quando tutti gli utenti potevano richiedere la spunta blu per essere verificati. Ma Instagram, come allora Twitter, ha attivato questo strumento di verifica per fare in modo che più persone siano verificate, per contrastare meglio il fenomeno degli account fake e dei bot che attanagliano l’app. E’ la stessa filosofia che guida il pensiero di Jask Dorsey, il fondatore di Twitter, che qualche me fa disse di voler estendere a tutti la spunta blu, proprio per fare in modo che tutti siano individuabili come utenti verificati e non come fake o bot. E’ questa il motivo per cui Instagram oggi introduce questa possibilità diventata invece un coefficiente di vanità. Come se possederlo desse chissà quali potere speciali, niente di vero. Ovviamente, vedremo aumentare in maniera notevole gli account con la spunta blu, come è giusto che sia, ma vedremo crescere notevole l’elemento vanity. Attenzione, però, non tutti potranno comunque averla, ma solo quelli con una grande audience. Infatti, effettuare la richiesta non significa che si otterrà la spunta.

    Oltre a questa possibilità che, come dicevamo in apertura, è la notizia che interessa di più a tutti, Instagram introduce nuovi strumenti per incrementare la sicurezza sull’app, anche in questo caso di ispirazione Twitter (vuoi vedere che allora qualcosa si buono l’hanno combinata?).

    Da settembre, aumentano le informazioni sugli account, Instagram infatti renderà visibile la data di iscrizione dell’account sulla piattaforma, il luogo in cui si trova, gli account in comune con altri (già visibile da tempo), eventuali modifiche all’account e anche gli annunci pubblicitari in programma sull’account, funzionalità da poco resa pubblica anche su Facebook. Nelle prossime settimane vedremo infatti tutte queste informazioni sotto l’etichetta About this account.

    instagram autenticazione due fattori app

    E poi, Instagram incrementa la funzionalità dell’autenticazione a due fattori, seguendo le orme della casa madre Facebook. Infatti, sarà possibile effettuarla anche con app di terze parti come Google Authenticator e DUO Mobile. Per attivarla, cose che vi consigliamo di fare magari proprio con Google Authenticator (in modo da avere tutte le app in uno stesso luogo), è sufficiente andare su Impostazioni e da lì accedere al menù Autenticazione a due fattori. Da qui seleziona l’app con cui effettuarla. Associata, ad esempio con Google Authenticator, vi basterà accedere a quest’ultima app per trovare il codice che vi permetterà di accedere a Instagram all’occorrenza. Il sistema sarà attivo entro le prossime settimane.

  • Ecco le Insta Novels della NY Public Library, quando i romanzi diventano Stories

    Ecco le Insta Novels della NY Public Library, quando i romanzi diventano Stories

    Nessuno poteva pensare che i romanzi potessero prendere vita anche attraverso le Stories. La New York Public Library ci ha provato creando le “Insta Novels”, una modalità per raccontare grandi romanzi della letteratura mondiale attraverso le immagini di tanti designer coinvolti nel progetto, curato dall’agenzia Mother di New York.

    In questi ultimi due anni, dal giorno in cui le Instagram Stories vennero lanciate, abbiamo visto modalità sempre diverse e creative del loro utilizzo, ma forse quello che stiamo per conoscere è uno dei più bei esempi di come le Stories possono essere strumento per coinvolgere e fare cultura.

    Stiamo parlando delle Insta Novels, un progetto della New York Public Library, la famosa biblioteca di New York che si trova sull’altrettanto famosa 5° strada (al numero 476), curato e realizzato dall’agenzia Mother, che si propone di far leggere i romanzi attraverso questa modalità di condivisione effimera che piace molto agli utenti più giovani. Da due giorni l’account Instagram della @nypl sta condividendo grandi classici della letteratura mondiale. Il primo è stato “Alice nel paese delle meraviglie“, celebre romanzo, pubblicato nel 1865, dal matematico e scrittore inglese reverendo Charles Lutwidge Dodgson, meglio noto con lo pseudonimo di Lewis Carroll, illustrato dal designer Magoz.

    insta novels ny public library instagram stories

    Il racconto è condiviso in parti che ogni giorno vengono pubblicate dall’account Instagram della biblioteca. Ad oggi le parti sono due. Le storie consistono in una breve animazione, che funge da copertina e introduce le pagine del romanzo. Troverete le stories poi raccolte all’interno del proprio account.

    https://www.instagram.com/p/BmvKKlhFv0w/?taken-by=nypl

    Il testo del romanzo è incluso per intero, arricchito da frammenti di animazione e illustrazioni moderne, curate, come dicevamo prima, da @Magoz. “Leggere” il romanzo è semplice, basta visualizzare la storia come al solito e tenere premuto con il pollice per rimanere sulla schermata e completare la lettura. Sula storia è anche indicato dove poggiare il pollice, anche se, ad un primo sguardo, non è così intuitivo, ma ci sta.

    La biblioteca fa sapere che nelle prossime settimane sarà pubblicato, in modalità stories, “The Yellow Wallpaper” (La carta da parati gialla, 1892) di Charlotte Perkins e “The Metamorphosis” (La Metamorfosi, 1915) di Franz Kafka. Due splendidi romanzi.

    E’ un esperimento che ci piace moltissimo, coniuga insieme cultura e nuovi strumenti per fruirla. E speriamo che altri prendano esempio, almeno in termini creativi.

    Ma voi avete letto il romanzo per intero? Fateci sapere cosa ne pensate.

  • Instagram Stories ha 400 milioni di utenti, ma con la musica lancia la sfida a Musically?

    Instagram Stories ha 400 milioni di utenti, ma con la musica lancia la sfida a Musically?

    Dopo aver annunciato il traguardo di 1 miliardo di utenti, e dopo il lancio di IGTV, Instagram fa sapere che Instagram Stories ha ormai raggiunto il traguardo dei 400 milioni di utenti. E, per l’occasione, lancia, in 7 paesi per il momento, anche un’altra funzionalità: quella che permette di aggiungere musica alle Stories. Si tratta di una sfida a Musical.ly?

    Poco più di una settimana fa Instagram annunciava che sulla piattaforma era stato raggiunto il traguardo d 1 miliardo di utenti. E, per l’occasione, veniva anche annunciata IGTV, la sfida di Instagram a YouTube grazia alla possibilità di poter caricare video per una durata massima di 1 ora. Ma gli annunci e il lancio di nuove funzionalità non finiscono qui e questa volta riguardano Instagram Stories, quello che è diventato ormai il fiore all’occhiello della piattaforma in soli due anni.

    Instagram Stories ha ad oggi ben 400 milioni di utenti, un traguardo raggiunto in appena due anni, la modalità dedicata ai contenuti effimeri (palesemente copiata da Snapchat) venne appunto lanciata nell’agosto del 2016. Solo a novembre dello scorso anno gli utenti erano complessivamente 300 milioni, ciò significa che la piattaforma è cresciuta ad un ritmo di oltre 16,5 milioni di utenti al mese di media. Mentre esattamente un anno fa erano 250 milioni. Instagram Stories ha quindi dimostrato un ritmo di crescita, per mese, più alto in questi primi 5 mesi del 2018. Numeri che sono più alti di quelli raggiunti da Snapchat, la piattaforma ad oggi conta, in totale, 191 milioni di utenti.

    instagram stories musica

    E veniamo alla novità che riguarda Instagram Stories. Da oggi, ma solo in 7 paesi per il momento e non è compresa ancora l’Italia (e sono Australia, Nuova Zelanda, Francia, Germania, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti), all’interno delle Stories sarà possibile aggiungere la musica che accompagna il racconto. Una possibilità derivante dagli accordi musicali che Facebook ha stretto con le etichette musicali.

    Vista così potrebbe sembrare una banale operazione di arricchimento di funzionalità, ma, considerando che Instagram (leggi Facebook) non fa nulla di scontato, l’operazione potrebbe essere anche una sorta di sfida verso Musical.ly, l’app che sta spopolando tra i giovanissimi che permette di produrre un video in playback mimando gesti che equivalgono al testo, i video possono durare fino a 15 secondi. Musical.ly ha superato, a livello globale, i 200 milioni di utenti complessivi e riscontra un certo successo anche nel nostro paese.

    instagram stories musica

    Inserire musica all’interno delle Stories sarà semplicissimo. Una volta caricato il video, aprendo la sezione degli adesivi si noterà anche un’icona musicale. Una volta fatto tap-in sull’icona si aprirà una libreria di brani musicali. Diciamo che la selezione somiglia molto a quella che di fa per le GIF, si possono scegliere canzoni specifiche oppure ci si lascia consigliare a seconda dell’umore. Importante è la possibilità di poter ascoltare il brano in anteprima in modo da capire se può essere usato per il vostro contenuto. E sarà anche possibile, ecco perchè facevamo accenno a Musical.ly, scegliere prima il brando musicale e su questo registrare il video. Ne vedremo diversi, statene certi.

    instagram stories musica music

    Una volta pubblicata la Stories, comparirà un adesivo che mostrerà autore e titolo della canzone.

    Insomma, anche stavolta Instagram punta ad un pubblico giovane con la musica. Non è difficile immaginare come appunto i giovani useranno questa funzionalità, vedremo quindi molte Stories con potenziali “artisti”.

  • Instagram lancia IGTV, l’app che permette di caricare video di lunga durata

    Instagram lancia IGTV, l’app che permette di caricare video di lunga durata

    Instagram si evolve e punta sui video. Nell’annunciare il traguardo di 1 miliardo di utenti, l’app di proprietà di Facebook annuncia il lancio di IGTV, un’app stand alone che permette di caricare video di durata fino a un’ora. Il contenuto è quindi sempre più video.

    L’annuncio era ormai nell’aria, lo si attendeva da giorni infatti. Ieri, in un evento a San Francisco dove hanno partecipato molte Instagram star, Instagram non solo ha annunciato il traguardo raggiunto di 1 miliardo di utenti attivi al mese, ma ha anche fatto un altro grande annuncio che di fatto chiarisce meglio quale sia la strategia dell’app oggi di proprietà di Facebook: il video. Ma non solo il video di pochi secondi o quello effimero condiviso attraverso le Instagram Stories, no, si parla del video quello di lunga durata, quello che può arrivare fino a 1 ora. Una cosa oggi possibile solo su YouTube. Quindi, Instagram (leggi Facebook) alza l’asticella e lancia la sfida all’unica piattaforma che oggi permetteva questo tipo di video.

    Per prima cosa, va ribadito che si tratta di un’app stand alone, cioè un’app che potrebbe vivere anche staccata da Instagram ma che, in realtà, una volta scaricata, si stringe a doppio filo con Instagram. Infatti da Instagram, in alto a destra, di fianco al loghino di Direct (la sezione dedicata ai messaggi diretti), trovate anche il loghino di IGVT, questi piccolo televisore. Potete scaricare l’app dal market per iOS o da Google Play per Android. L’app vi permetterà di condividere video e di visualizzare contenuti degli utenti che seguite su Instagram.

    igtv instagram franzrusso.it 2018

    Creare il proprio canale su IGTV

    Per entrare da subito su IGTV e cominciare a creare video lunghi, dovete creare il vostro canale, operazione molto semplice. Una volta che siete entrati nell’app, notate poco sopra i video suggeriti, un loghino di impostazioni. Cliccateci sopra e verrete guidati verso la creazione di video lunghi che saranno in verticale a schermo intero. fatta questa semplice procedura, arriverete nella sezione dove potrete caricare video più lunghi. E il vostro canale è creato.

    IGTV propone le sezioni “Per te“, “Persone che segui“, “Popolari” e “Continua a guardare“, qui trovate i video che non avete finito di visualizzare.

    canale IGTV franzrusso.it 2018

    Instagram si evolve, cresce, non solo dal punti di vista degli utenti, ma cresce in termini di offerta, di complessità. Sta dimostrando una certa maturazione che potrebbe tornare utile a Facebook, in un momento in cui ce n’è davvero bisogno. IGTV diventa quindi un’app pronta all’uso per tutti coloro che vogliono creare il proprio canale e sfruttare già un bagaglio di utenti al seguito. Le idee per sfruttare questa opportunità sono innumerevoli, basta solo avere un po’ di idee chiare, creatività e fantasia.

    E’ chiaro che questa potrebbe trasformarsi per Instagram, e quindi sempre per Facebook, in una nuova occasione da monetizzare. Resta da capire quale e come sarà organizzato l’eventuale guadagno che spetterebbe ai creatori di canali, ma questo è un aspetto che vedremo successivamente.

    Intanto, diteci cosa ne pensate e se avete già creato il vostro canale.

    Instagram ha 1 miliardo di utenti a livello globale

     

  • Instagram ha 1 miliardo di utenti a livello globale

    Instagram ha 1 miliardo di utenti a livello globale

    Instagram ha raggiunto il traguardo di 1 miliardo di utenti, raggiungendo quindi tutte le altre app di casa Facebook che hanno già raggiunto, e superato, il medesimo traguardo. L’app fondata da Kevin Systrom nel 2010 impiega quindi impiega poco più di 8 anni e mezzo per entrare del club da 1 miliardo di utenti.

    Forse qualcuno riteneva che lo potesse raggiungere prima, ma resta il fatto che fa oggi anche Instagram fa parte del ristretto club di app e piattaforme digitali da 1 miliardo di utenti. Instagram era quindi l’ultima app di casa Facebook che ancora non aveva raggiunto l’ambito traguardo, ma adesso può unirsi a Facebook stessa, che fa 1 miliardo di utenti al giorno, Messenger e WhatsApp che hanno già superato il miliardo.

    L’app fondata da Kevin Systrom, oggi anche CEO, e da Mike Krieger nel 2010, impiega quindi 8 anni e 8 mesi nel raggiungere questo obiettivo, crescendo ad un ritmo di 200 milioni l’anno, se si paragona questo a quello di settembre 2017, quando gli utenti erano 800 milioni.

    instagram 1 miliardo utenti

    Si può dure che Instagram ha conosciuto due momenti che hanno spinto molto l’app dal punto di vista degli utenti. Il primo è stato nel 2012, quando l’app venne resa disponibile anche per Android (ricordiamo che Instagram era nata solo per iOS), facendo registrare il record di 1 milione di nuovi utenti in 24 ore. E l’altro, sempre nel 2012, quando Facebook acquisì l’app per 1 miliardo di dollari, un investimento strategico per Menlo Park che decise in quello stesso anno di puntare dritto sul mobile per rilanciare Facebook, strategia che si è poi rivelata vincente.

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    Ma a questi due momenti se ne deve aggiungere anche un terzo che, indirettamente se vogliamo, ha contribuito al raggiungimento di questo traguardo, ed è il momento del lancio di Instagram Stories, anche questa rivelatasi poi una scelta vincente.

    Nel commentare questo risultato raggiunto da Instagram, volevamo riportarvi questi dati che ci dicono quante siano le app e le piattaforme digitali che oggi hanno raggiunto e superato il traguardo del miliardo di utenti.

    app 1 miliardo di utenti

    Come potete notare, viene evidenziato anche in quanto tempo (espresso in numeri di anni) è stato raggiunto il traguardo. Guardate lo scarto enorme tra il sistema operativo Windows e le app social, enorme. Il sistema operativo di Bill Gates ha impiegato quasi 26 anni per raggiungere il miliardo di utenti, a differenza di Facebook, ad esempio, che ha impiegato meno di 9 anni. Android, il sistema operativo mobile di Google, è quello che ha impiegato di meno con 5,8 anni. Ma, se guardiamo le app e le piattaforme strettamente social, va detto che la più veloce è stata WhatsApp, con 6,8 anni, seguita da WeChat, l’app di messaging cinese, che ha impiegato poco più di 7 anni per raggiungere il traguardo del miliardo di utenti.

  • Lo Shopping di Instagram da oggi è disponibile anche in Italia

    Lo Shopping di Instagram da oggi è disponibile anche in Italia

    Da oggi, insieme ad altri sette paesi, la possibilità di fare Shopping su Instagram è attiva anche in Italia. Instagram si avvia a diventare uno strumento e-commerce per le aziende che adesso possono diversificare le opportunità di vendita.

    Arriva da oggi in Italia la funzionalità che molte aziende attendevano con molto interesse, Stiamo parlando di Shopping su Instagram, da oggi disponibile anche in Italia insieme ad altri sette paesi come Australia, Brasile (il mercato numero uno per l’azienda Instagram), Canada, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Quello che era partito come funzionalità sperimentale verso la fine del 2016, con gli shoppable post, oggi diventa una funzionalità strategica, anche per le aziende italiane. E’ la dimostrazione che Instagram non è più solo un’app di visual content, ma punta a diventare un’app appetibile anche per il business.

    E i numeri danno ragione ad Instagram. Secondo alcuni recenti dati di Facebook, l’80% degli utenti segue almeno un’azienda e 200 milioni di utenti visitano un profilo business almeno una volta al giorno. E’ la conferma di quello che abbiamo sempre saputo, Instagram è un luogo dove la relazione tra marca e utente avviene in maniera più coinvolgente, grazie al potere del contenuto visual, quindi immagini e video. Adesso questa relazione può addirittura trasformarsi in possibilità di acquisto.

    instagram shopping italia

    Come funziona Shopping di Instagram

    L’azienda che ha un profilo business può taggare fino a 5 prodotti consentendo alle persone di poter acquistare. Anche in questo caso si mette in pratica il principio di Facebook, l’esperienza avviene all’interno dell’app, senza abbandonarla. Infatti, anche in questo caso, l’esperienza di acquisto può realizzarsi senza abbandonare l’applicazione. Si tratta di una vera e propria vetrina di prodotti, ognuno dei quali ha visibili i tag con le informazioni dei prodotti, ad esempio nome e prezzo, cliccando sui quali si approda alle altre informazioni successive, sempre restando nell’app.

    Fino ad oggi le aziende potevano approfittare della funzionalità Shopping solo attraverso gli Usa, ma da oggi tutto cambia. Infatti, è possibile usare questa funzionalità sfruttando piattaforme di e-commerce come Shopify, che supporta la funzionalità dalla fine dello scorso anno. In questo modo, oltre mezzo milione di aziende che usano questa piattaforma, possono oggi raggiungere gli utenti di altri 8 mercati.

    Insomma, da oggi Instagram diventa un’app capace di offrire esperienza di business sempre più avanzate, agganciando il trend della vendita online via dispositivi mobili. Una recente ricerca di Facebook IQ, “Fashion Path to Purchase“, ci dice infatti che il 39% delle persone, negli ultimi 3 mesi, ha acquistato articoli di moda da smartphone o tablet. Ecco spiegato quello che sarà un nuovo successo di Instagram.

  • Instagram è molto vicina al lancio delle audio e video chiamate

    Instagram è molto vicina al lancio delle audio e video chiamate

    Instagram sarebbe ormai vicina al lancio delle audio e video chiamate. Da quanto rivelato da TechCrunch che ha visionato gli applicativi dell’app Instagram Direct, Instagram è ormai vicina a rendere l’app sempre più completa dal punto di vista della messaggistica, sempre più intenta a vincere la competizione con Snapchat.

    Instagram non vuole essere più soltanto un’app che permetta la condivisione di immagini e video, vuole essere molto di più. Obiettivo dell’azienda di Facebook è quello di diventare un’app sempre più completa e competitiva, soprattutto sempre più attrezzata per vincere la competizione con Snapchat. Questa premessa è doverosa per comprendere il significato di quanto ha scoperto TechCrunch, ottenendo in realtà una conferma di quanto era già stato più o meno scoperto il mese di gennaio. Ma ora esiste l’evidenza del fatto che davvero Instagram è ormai vicina al lancio delle audio e video chiamate.

    Da quanto rivelato, appunto, da TechCrunch, che ha visionato i file nascosti di Instagram e, soprattutto, il file applicativi (APK, Android Application Packages) dell’app Instagram Direct, la società è ormai pronta ad aggiungere anche le audio e video chiamate. Da questa indagine sono saltate fuori le immagini che dimostrano che Instagam sta lavorando sul serio su questa nuova funzionalità.

    instagram audio video chiamate

    Dall’immagine che vedete qui sopra si notano infatti le icone che indicano le audio chiamate e le icone che indicano le video chiamate. L’ipotesi che avanza TechCrunch, molto concreta, è che Instagram sia dell’idea di rendere Instagram Direct sempre più un’app di messaggistica, un po’ come è poi diventata Messenger per Facebook. Diventata da poco un’app stand-alone (tra i primi paesi a testarla c’è proprio l’Italia), con le audio e video chiamate andrebbe a completare le funzionalità di Instagram che sarebbe sempre più in grado di contrastare proprio Snapchat che ha lanciato le video chiamate ormai quattro anni fa.

    instagram audio video chiamate - franzrusso.it 2018

    Instagram il mese scorso liquidò le indiscrezioni con un laconico “no comment”, ma adesso, con le evidenze dei pacchetti APK è difficile tacere o far finta di nulla.

    Ovviamente, non si sa nulla su quando questa funzionalità sarà lanciata concretamente, ma dalle evidenze è plausibile ipotizzare che non passerà molto tempo.

    Quel che è certo è che se davvero Instagram è intenzionata a rafforzare la componente messaggistica con l’introduzione delle audio e video chiamate, allora è lecito pensare che il risultato sarà quello di rosicchiare altri utenti, tra l’latro una componente importante, a Snapchat che potrebbe trovarsi di nuovo in difficoltà.

  • Sulle Instagram Stories da oggi è possibile condividere le GIF di Giphy

    Sulle Instagram Stories da oggi è possibile condividere le GIF di Giphy

    Con l’ultima versione dell’app Instagram, la 29, arrivano le GIF da condividere anche sulle Instagram Stories, sia per iOS che per Android. La creatività per i contenuti effimeri si arricchisce quindi di nuovi elementi. Inoltre Instagram annuncia che presto sarà possibile caricare nelle Stories immagini e video di qualsiasi dimensione.

    Instagram continua ad arricchire gli elementi creativi per confezionare Instagram Stories sempre più coinvolgenti. E quindi, non potevano mancare di certo le GIF, l’elemento che in effetti mancava. Da oggi, con la versione 29, rilasciata in questi giorni, sulle Instagram Stories sarà possibile aggiungere anche le GIF grazie alla collaborazione con Giphy, il popolare motore di GIF. Era da tempo che se ne parlava, anche dopo una fase di test disponibile per un numero limitato di utenti.

    instagram stories gif

    Per aggiungere una GIF sulla vostra Storia è semplicissimo, una volta aggiunto il vostro contenuto che volete condividere non resterà altro che cliccare sulla voce GIF che trovate negli elementi da aggiungere. Una volta fatto questo, potete aggiungere le GIF che più si adattano al vostro contenuto scegliendole tra quelle presenti o proprio dal motore di Giphy, infatti in alto potete scrivere il contenuto che cercate per poi vederlo sotto forma di GIF. Un po’ quello che succede già su altre piattaforme come Twitter, ad esempio. E come presto succederà anche su WhatsApp. A questo punto non resta che dare sfogo alla vostra creatività e far sembrare le vostre stories molto “inizi anni 2000”, stile MySpace.

    instagram stories gif

    Ma le novità non sono solo queste. Instagram ha anche annunciato che presto sarà possibile condividere, significa che non saremo più costretti a tagliare le immagini nel formato 9:16, il “formato ritratto”.

    instagram stories formato immagini

    Sarà quindi più fluida la condivisione dei contenuti, in quanto non ci si dovrà più scervellare sul formato. La parte restante del formato sarà poi completata dal colore che più corrisponde all’immagine. Un effetto simile a quello che si vede già su Twitter. Il rilascio di questa funzionalità avverrà nelle prossime settimane.

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