Categoria: Intelligenza Artificiale

In questa categoria troverete articoli su Intelligenza Artificiale e Machine Learning, soprattutto su come queste tecnologie stanno evolvendosi, con esempi concreti

  • Microsoft investe in Italia su IA e Cloud, la formazione al centro

    Microsoft investe in Italia su IA e Cloud, la formazione al centro

    Microsoft pronta ad investire in Italia 4,3 miliardi di euro per infrastrutture IA e cloud. Al centro la formazione di oltre un milione di persone e sostegno all’innovazione delle aziende italiane.

    Proprio ieri davamo notizia di nuovi investimenti da parte di Oracle in Malesia, con l’apertura di una nuova cloud region. E il pensiero, non espresso, restava sempre su: “e nel nostro paese quando?”.

    Ed ecco che, sempre nella stessa giornata di ieri qualcosa di importante, effettivamente, si è mosso.

    La notizia ha fatto il giro del mondo per via della cifra che il colosso di Redmond vuole investire nel nostro paese. Ci si augura che poi tutto questo auspicio diventi, presto, una realtà concreta.

    Andiamo sulla notizia e su cosa significa per l’Italia, e per l’Europa.

    Microsoft investe in Italia su cloud e IA

    Microsoft ha annunciato ieri un investimento di ben 4,3 miliardi di euro (4,8 miliardi di dollari) in Italia nei prossimi due anni. L’obiettivo è quello di rafforzare l’infrastruttura per l’intelligenza artificiale (IA) e la capacità Cloud nel paese.

    Si tratta della più grande iniziativa di Microsoft in Italia, ed è parte del suo impegno a lungo termine per sostenere la trasformazione digitale del Paese.

    Secondo Brad Smith, vicepresidente e Presidente di Microsoft, l’investimento mira a equipaggiare “il governo italiano, le aziende e la forza lavoro con le tecnologie necessarie per sviluppare un’economia guidata dall’IA, creando nuovi posti di lavoro e generando nuove opportunità di crescita”.

    microsoft investimenti italia IA cloud franz russo 2024

    Cosa prevede l’investimento

    L’investimento prevede la creazione di nuove infrastrutture cloud e datacenter per accelerare l’adozione dell’IA in Italia, sostenendo così l’innovazione e la produttività delle imprese.

    Microsoft opererà secondo i suoi “AI Access Principles”, che promuovono l’innovazione e la concorrenza nel settore dell’IA, impegnandosi a rendere accessibili le tecnologie IA sia alle organizzazioni sia agli individui. E a farlo in modo responsabile e inclusivo​.

    Oltre all’infrastruttura tecnologica, Microsoft introdurrà un programma di formazione chiamato “AI National Skilling Initiative”. Un programma che prevede di formare oltre un milione di persone in Italia entro il 2025, focalizzandosi sulla promozione delle competenze in IA, sia a livello tecnico che di business.

    Attraverso questa iniziativa, Microsoft e i suoi partner forniranno opportunità di formazione a professionisti e studenti in tutto il Paese, compresi coloro provenienti da comunità svantaggiate​.

    L’impatto dell’investimento sulle aziende italiane

    L’IA ha il potenziale di influire significativamente sulla produttività e sul benessere delle società odierne. Specialmente in un contesto come quello italiano, caratterizzato da carenza di talenti e di invecchiamento della popolazione.

    L’Italia potrebbe perdere circa 3,7 milioni di lavoratori entro il 2040, causando un calo del PIL nazionale notevole.

    L’adozione diffusa delle tecnologie IA potrebbe, invece, contribuire a mantenere i livelli di benessere economico, con un potenziale incremento annuo del PIL fino a 312 miliardi di euro nei prossimi 15 anni.

    Questo aumento includerebbe un impatto positivo di 122 miliardi di euro per le PMI e le aziende del Made in Italy​.

    Il valore della formazione al centro

    La formazione di nuovi talenti nel settore dell’IA rappresenta, quindi, una delle strategie chiave dell’investimento di Microsoft. Attraverso la collaborazione con organizzazioni, istituzioni governative e associazioni, l’iniziativa di Microsoft mira a ridurre la “povertà educativa” e a supportare l’inclusione sociale. Un esempio è l’iniziativa “Include to Grow” della non-profit ELIS, che si concentra sull’aiutare le donne che non sono riuscite a trovare lavoro dopo il congedo di maternità​.

    L’infrastruttura cloud di Microsoft, che verrà potenziata da questo investimento, consentirà alle aziende italiane di sfruttare appieno il potenziale dell’IA per crescere e innovare in modo sicuro.

    Il programma AI L.A.B. di Microsoft Italia ha già coinvolto oltre 320 aziende, portando alla creazione di più di 450 progetti basati sull’IA generativa, con il 50% di essi già in fase operativa.

    Quasi metà delle aziende usa soluzioni IA

    Secondo uno studio condotto da THEA Group e Microsoft Italia, il 47% delle aziende che utilizzano soluzioni basate sull’IA ha registrato un aumento della produttività superiore al 5%, mentre il 74% ha riportato un incremento di oltre l’1%.

    Questi guadagni di produttività sono particolarmente rilevanti considerando che la crescita della produttività in Italia negli ultimi vent’anni è stata solo dell’1,6%​

    L’approccio responsabile e sostenibile all’IA di Microsoft

    Microsoft si impegna a sviluppare l’IA in modo responsabile e sostenibile, seguendo sei principi chiave: equità, affidabilità e sicurezza, privacy e sicurezza, inclusività, trasparenza e responsabilità.

    Inoltre, l’azienda si è impegnata a garantire che la sua infrastruttura cloud in Italia rispetti gli standard nazionali per la classificazione dei dati, offrendo servizi cloud anche all’Amministrazione Pubblica attraverso il “Polo Strategico Nazionale”​.

    Microsoft ha inoltre introdotto iniziative per la sostenibilità dell’IA, tra cui l’uso di energie rinnovabili nelle sue infrastrutture.

    Il colosso di Redmond ha sottoscritto tre accordi di acquisto di energia (PPA) per fonti rinnovabili in Italia e sta pianificando ulteriori investimenti per garantire che i suoi data center funzionino in modo efficiente dal punto di vista energetico.

    Questi data center utilizzano sistemi di raffreddamento diretti che riducono il consumo di acqua ed energia, contribuendo a un minore impatto ambientale​.

    Un grande segnale di fiducia

    L’investimento di Microsoft rappresenta un importante segnale di fiducia per il mercato italiano.

    Rafforzare l’infrastruttura digitale attraverso l’IA e il cloud può favorire l’innovazione e la crescita economica del Paese, specialmente per le piccole e medie imprese (PMI) che costituiscono la spina dorsale dell’economia italiana.

    Inoltre, la formazione di un milione di persone entro il 2025 potrebbe aiutare a colmare il gap di competenze nel settore dell’IA, posizionando l’Italia come uno dei principali hub di sviluppo tecnologico in Europa.

    L’attenzione di Microsoft alla sostenibilità e all’inclusività, inoltre, rappresenta un passo significativo verso una trasformazione digitale che non lasci indietro nessuno, rispondendo alle sfide sociali ed economiche legate alla modernizzazione del Paese.

    Una grande opportunità e speriamo diventi realtà

    Questo investimento non rappresenta solo un’opportunità economica, ma anche un catalizzatore per una trasformazione culturale che potrebbe influenzare positivamente diversi settori della società italiana.

    L’investimento di 4,3 miliardi di euro di Microsoft in Italia è destinato ad avere un impatto significativo sul panorama tecnologico e sull’economia del Paese.

    Da un lato, offrirà alle aziende italiane gli strumenti necessari per innovare e rimanere competitive in un mercato globale sempre più digitalizzato; dall’altro, contribuirà a creare una forza lavoro qualificata, pronta ad affrontare le sfide del futuro con un approccio responsabile e sostenibile all’IA.

    Certo, ci si augura che tutto questo possa tradursi in fatti concreti, dovendo confrontarsi con una realtà italiana molto complessa e molto frastagliata.

    [L’immagine di copertina è realizzata da @franzrusso attraverso IA con Image Creator di Microsoft]

  • Anche Oracle guarda al sud-est asiatico: nuova cloud region in Malesia

    Anche Oracle guarda al sud-est asiatico: nuova cloud region in Malesia

    Oracle investe oltre 6,5 miliardi di dollari per la nuova cloud region in Malesia. Si rafforza così la presenza dell’azienda, favorendo l’innovazione tecnologica nel sud-est asiatico.

    Lo sviluppo delle nuove tecnologie e l’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale guardano sempre più a Est, verso l’Asia.

    Oracle ha annunciato un importante investimento di oltre 6,5 miliardi di dollari per la creazione di una cloud region pubblica in Malesia, un passo significativo nella strategia globale dell’azienda per soddisfare la crescente domanda di servizi di intelligenza artificiale (IA) e cloud nella regione del Sud-Est asiatico.

    La nuova cloud region in Malesia sarà la terza di Oracle nel Sud-Est asiatico, dopo le due esistenti a Singapore. Attualmente, Oracle dispone di 50 cloud region pubbliche in 24 paesi, segnalando così il suo forte impegno verso il mercato asiatico​.

    I piani di Oracle e l’espansione in Asia

    L’investimento in Malesia rientra in un più ampio piano di espansione di Oracle in Asia. La società mira a estendere la propria presenza attraverso la creazione di infrastrutture che coprano “dal Giappone fino alla Nuova Zelanda e all’India”.

    Chris Chelliah, vicepresidente senior per la tecnologia e la strategia dei clienti in Giappone e Asia Pacifico di Oracle, ha sottolineato come la Malesia rappresenti un mercato con un forte potenziale di crescita, offrendo numerose opportunità, soprattutto nell’ambito dell’IA e dei data center.

    Anche Oracle guarda al sud-est asiatico: nuova cloud region in Malesia

    Garrett Ilg, vicepresidente esecutivo e direttore generale di Oracle per Giappone e Asia Pacifico, ha aggiunto che la Malesia offre opportunità uniche per le organizzazioni che desiderano accelerare la propria crescita grazie alle più recenti tecnologie digitali.

    Questo investimento, infatti, posiziona la Malesia come un importante punto di accesso per le infrastrutture cloud e una vasta gamma di applicazioni SaaS (Software as a Service).

    L’impatto sull’economia digitale della Malesia

    Il ruolo della Malesia come hub tecnologico in Asia è destinato a crescere grazie all’investimento di Oracle, che avrà un impatto significativo anche sulle piccole e medie imprese (PMI) del paese, aiutandole a sfruttare le tecnologie innovative come l’IA e il cloud per migliorare la propria competitività a livello globale.

    Secondo il Ministro dell’Industria e degli Investimenti della Malesia, Tengku Datuk Seri Zafrul Tengku Abdul Aziz, questo investimento è in linea con il piano industriale nazionale, che punta a creare 3.000 fabbriche intelligenti entro il 2030. L’investimento di Oracle rappresenta quindi un passo importante verso la realizzazione di questa visione​.

    I servizi di Oracle in Malesia

    La cloud region in Malesia consentirà ai clienti e ai partner di Oracle di sfruttare appieno l’infrastruttura e i servizi di intelligenza artificiale offerti da Oracle Cloud Infrastructure (OCI). Tra i servizi offerti ci sono oltre 150 soluzioni, tra cui Oracle Autonomous Database e Oracle Cloud VMware Solution, insieme a servizi IA accelerati come NVIDIA AI Enterprise, NVIDIA Omniverse e NVIDIA DGX Cloud.

    Una delle caratteristiche chiave di questa infrastruttura è la possibilità di gestire la sovranità dei dati, consentendo ai clienti di mantenere il controllo su dove vengono memorizzati e gestiti i dati.

    Questo aspetto è particolarmente importante in settori regolamentati, dove il rispetto delle norme sulla residenza dei dati è fondamentale. Grazie all’accesso a soluzioni generative di IA, come gli agenti di Oracle OCI con capacità di retrieval-augmented generation (RAG), le aziende locali potranno competere più efficacemente in un contesto digitale sempre più complesso​.

    Le iniziative delle altre aziende tecnologiche

    Le previsioni di IDC FutureScape indicano che il mercato dei servizi cloud pubblici in Malesia crescerà con un tasso composto annuo del 27,2% tra il 2022 e il 2027. La creazione della nuova regione cloud da parte di Oracle è un segnale del potenziale della Malesia come hub tecnologico e di innovazione nel Sud-Est asiatico​.

    Questo investimento da parte di Oracle si inserisce in un contesto di crescente interesse delle grandi aziende tecnologiche verso il Sud-Est asiatico. Microsoft, ad esempio, ha annunciato un investimento di 1,7 miliardi di dollari in Indonesia; Amazon ha pianificato di investire 9 miliardi di dollari a Singapore e 5 miliardi in Thailandia.

    Inoltre, Google ha recentemente avviato la costruzione di un centro dati da 2 miliardi di dollari in Malesia, contribuendo a un investimento totale che dovrebbe superare i 3 miliardi di dollari nell’economia del paese entro il 2030​.

    L’investimento di Oracle rappresenta un impegno significativo nello sviluppo dell’infrastruttura digitale della Malesia, rafforzando la posizione del paese come hub tecnologico emergente nel Sud-Est asiatico.

    Questo investimento si inserisce in una più ampia strategia di Oracle per rafforzare la propria presenza globale, in particolare in Asia, dove la domanda di servizi cloud e intelligenza artificiale è in rapida crescita.

    Grazie alla sua infrastruttura resiliente, alle elevate prestazioni e all’attenzione alla sovranità dei dati, Oracle mira a posizionarsi come leader nel panorama digitale della Malesia e dell’intera regione asiatica.

     

  • ChatGPT, OpenAI prevede un aumento del prezzo già dal 2024

    ChatGPT, OpenAI prevede un aumento del prezzo già dal 2024

    OpenAI, diventata di recente una società a scopo di lucro, prevede un aumento dei prezzi di ChatGPT Plus già entro la fine di quest’anno. Ma il prezzo si prevede aumenterà ancora entro il 2029.

    Le vicende che riguardano OpenAI, e il passaggio da una forma di società senza scopo di lucro a una con scopo di lucro, accentrano sempre l’attenzione di tutti.

    Questo per il fatto che dal dicembre 2022, dal lancio di ChatGPT, OpenAI ha conosciuto una crescita vertiginosa. Ed è il caso di dirlo.

    Una crescita che ha portato anche a questo passaggio, epocale per una realtà come questa.

    La società di Sam Altman si appresta quindi a cambiare modello, a fare business in senso stretto. E a fare i conti con gli addii che si sono registrati negli ultimi mesi e negli ultimi giorni.

    Il passaggio ad una forma a scopo di lucro sta tenendo banco a tutti i livelli all’interno di OpenAI.

    OpenAI e nuovi elementi sul passaggio a scopo di lucro

    E ci sono nuovi elementi che emergono da documenti che il New York Times ha visionato e dato conto sul proprio sito.

    ChatGPT, OpenAI prevede un aumento del prezzo già dal 2024

    Questi documenti ci danno la dimensione di che cosa è oggi OpenAI. E di come il passaggio ad una forma a scopo di lucro era un passaggio inevitabile, come ha detto qualcuno.

    In molti si sono chiesti in queste ore se OpenAI prevedesse un aumento di prezzo per chi usa ChatGPT Plus, la versione a pagamento del chatbot a 24 euro al mese. E, secondo quello che si legge nei documenti diffusi dal New York Times, un aumento ci sarà.

    E si tratta di un aumento progressivo da qui ai prossimi 5 anni.

    Il prezzo di ChatGPT aumenta entro la fine del 2024

    Entro la fine di questo anno si precede già un aumento di 2 dollari al mese, sulla base quindi dell’abbonamento attuale dei 20 dollari al mese.

    E non è tutto, perché il prezzo finale entro il 2029 sarà di ben 44 dollari al mese. Vale a dire il doppio del prezzo attuale.

    Questa è la risposta a chi, giustamente si poneva la domanda sui prezzi.

    E questo è frutto del cambio di OpenAI che diventa una società a scopo di lucro.

    Nel solo mese di agosto OpenAI ha incassato 300 milioni di dollari, in aumento del 1.700 percento dall’inizio del 2023. La società prevede circa 3,7 miliardi di dollari di vendite annuali quest’anno. Sono numeri enormi.

    OpenAI diventa a scopo di lucro, tra nuove sfide e nuovi addii

    OpenAI, grandi guadagni e grandi perdite

    Numeri enormi che devono comunque tenere in considerazione in fatto che OpenAI brucia miliardi, per usare una espressione finanziaria. Infatti, la società di aspetta di perdere circa 5 miliardi di dollari quest’anno dopo aver pagato i costi relativi alla gestione dei suoi servizi, più altre spese come gli stipendi dei dipendenti e l’affitto degli uffici.

    Sempre in questi giorni OpenAI ha fatto circolare documenti che parlano di un nuovo round di finanziamenti da 7 miliardi di dollari che portano il valore complessivo di OpenAI a 150 miliardi di dollari. Un valore tra i più alti di sempre tra le società tech.

  • OpenAI diventa a scopo di lucro, tra nuove sfide e nuovi addii

    OpenAI diventa a scopo di lucro, tra nuove sfide e nuovi addii

    OpenAI si appresta a diventare una società for-profit, abbandonando il modello no-profit. Vediamo le ragioni e le sfide che l’attendono. Intanto Sam Altman deve registrare l’addio della CTO Mira Murati e di altri due manager di punta.

    Recentemente, OpenAI ha annunciato un cambiamento che potrebbe avere effetti di assoluta rilevanza.

    Se ne parlava già qualche mese fa, ne avevo scritto nel mese di giugno, ma adesso sembra che la cosa sia più concreta.

    In sostanza, si parla della transizione di OpenAI da un modello no-profit a uno for-profit. Questa mossa segna, appunto, un momento cruciale nella storia della società, fondata nel 2015 con l’obiettivo di sviluppare un’IA sicura e benefica per l’umanità. Ma cosa significa realmente questa transizione e quali sono le possibili implicazioni?

    Una struttura no-profit alla base della missione di OpenAI

    Inizialmente, OpenAI era nata come organizzazione no-profit, sostenuta da donazioni per sviluppare una tecnologia di Intelligenza Artificiale che potesse essere utilizzata in modo responsabile.

    Nel tempo, però, si è fatta strada la necessità di maggiori risorse finanziarie per alimentare la ricerca e lo sviluppo. Nel 2019, l’azienda aveva già creato una struttura “ibrida”, fondando una sussidiaria a scopo di lucro, OpenAI LP, controllata da OpenAI Inc., la divisione no-profit. Questo approccio aveva permesso di raccogliere finanziamenti da colossi come Microsoft, pur mantenendo la missione originale.

    Ora, la società starebbe per compiere un passo ulteriore, eliminando il controllo dell’attuale consiglio di amministrazione no-profit. La decisione è stata comunicata internamente dal CEO Sam Altman, senza però fornire dettagli precisi su come verrà strutturato il nuovo modello for-profit.

    OpenAI diventa a scopo di lucro, tra nuove sfide e nuovi addii

    I motivi dietro la transizione a società for profit

    OpenAI ha spiegato che il cambiamento nasce dalla necessità di ottenere maggiori risorse per sostenere i costi crescenti della ricerca e della tecnologia. Nonostante l’enorme successo dei prodotti come ChatGPT, che ha permesso di raddoppiare i ricavi annuali solo nella prima metà del 2024, le sole donazioni non bastano più a sostenere le ambizioni della società. La nuova struttura permetterà a OpenAI di accedere a fondi di investimento maggiori e di espandersi più rapidamente.

    La decisione, tuttavia, ha sollevato non pochi interrogativi. Uno dei punti cruciali riguarda il futuro dell’impegno etico di OpenAI: il passaggio a una struttura a scopo di lucro potrebbe portare a un bilanciamento diverso tra obiettivi finanziari e l’impegno a garantire uno sviluppo sicuro e responsabile dell’IA. La parte no-profit continuerà ad esistere, ma con un ruolo più limitato nella governance.

    Certo è che in questo modo OpenAI non avrebbe più limiti. Di recente, infatti, ha completato un nuovo round di finanziamenti da 6,5 miliardi di dollari che porteranno il valore dell’azienda a 150 miliardi di dollari.

    Solo a febbraio di quest’anno OpenAI era valutata 86 miliardi di dollari.

    Con la nuova formula, OpenAI assume la forma di una società a scopo di luvro simile a quella di Anthropic, che realizza Claude, e xAI, la società di Elon Musk.

    Le dimissioni di Mira Murati e altri dirigenti

    Un ulteriore elemento che rende la situazione ancora più complessa è la recente notizia delle dimissioni di Mira Murati, Chief Technology Officer di OpenAI. La sua decisione di lasciare la società è stata annunciata attraverso un post su X (ex Twitter), proprio nel momento in cui OpenAI sta attraversando questo importante processo di riorganizzazione.

    Murati, che lavorava in OpenAI da oltre sei anni, ha dichiarato di voler creare “tempo e spazio per esplorare nuove opportunità“. La sua partenza, tuttavia, è stata improvvisa e non prevista nemmeno dal CEO Sam Altman, che ha commentato pubblicamente di essere rimasto sorpreso dalla sua decisione.

    Mira Murati non è l’unica a lasciare OpenAI: insieme a lei, altri due ricercatori di IA, Bob McGrew e Barret Zoph, hanno presentato le loro dimissioni.

    Questo “esodo” di figure chiave ha acceso il dibattito sul clima interno all’azienda. Dopo il tentativo fallito, nel 2023, di rimuovere Sam Altman dal ruolo di CEO da parte del consiglio di amministrazione no-profit, OpenAI ha visto diverse partenze di alto profilo, tra cui Ilya Sutskever e Jan Leike.

    Questo solleva domande sull’impatto che il passaggio a una struttura for-profit potrebbe avere sulle dinamiche interne e sull’orientamento etico della società.

    Le sfide di una struttura for-profit per OpenAI

    La transizione verso una società a scopo di lucro pone OpenAI di fronte a sfide importanti. La principale riguarda l’equilibrio tra l’obiettivo di generare profitti e il rispetto della missione originale di sviluppare un’IA sicura.

    Il controllo di OpenAI passerà a investitori che potrebbero avere interessi più legati ai profitti che alla sicurezza e all’etica dell’IA.

    La nomina recente di Paul Nakasone, ex capo della NSA, nel consiglio di amministrazione e nel comitato sulla sicurezza di OpenAI ha suscitato ulteriori preoccupazioni, indicando un potenziale spostamento dell’azienda verso un ruolo più focalizzato sulla sicurezza e la sorveglianza, anziché solo sulla ricerca e l’innovazione.

    Le implicazioni future per OpenAI

    Il cambiamento di rotta di OpenAI evidenzia la complessità del rapporto tra progresso tecnologico, etica e profitto.

    L’azienda è ora al centro di un dibattito sulla direzione che l’IA dovrebbe prendere in futuro: continuerà a operare nell’interesse collettivo o sarà sempre più orientata verso logiche di mercato?

    La partenza di Murati e degli altri dirigenti riflette probabilmente il disaccordo interno rispetto alla nuova direzione dell’azienda. Mentre la mossa potrebbe portare nuove risorse e accelerare lo sviluppo tecnologico, potrebbe anche erodere i valori che hanno caratterizzato OpenAI fin dalle origini.

    Il tempo, forse, ci dirà se la nuova struttura saprà mantenere un equilibrio tra i profitti e l’impegno etico verso un’IA responsabile.

     

  • Threads, la piattaforma alla ricerca della sua identità

    Threads, la piattaforma alla ricerca della sua identità

    Threads è ancora alla ricerca di una sua identità chiara. La piattaforma con 175 milioni di utenti, al momento sembra quasi una sorta di Quora o Yahoo Answers. Ecco alcune considerazioni.

    Threads, l’app di Meta che da dicembre dello scorso anno è anche in UE, è ancora alla ricerca della sua identità. Pur avendo da poco raggiunto i 175 milioni di utenti, ancora è da comprendere se davvero questa piattaforma può competere, o sostituire, quella che una volta era Twitter, oggi X.

    Come sapete già, l’app inizialmente è stata proposta come vera alternativa, in mezzo alle altre, a Twitter nel momento in cui Elon Musk concludeva il passaggio a X.

    Solo che, a distanza di mesi, e con le dichiarazioni di Mark Zuckerberg riguardo a Threads, non si è ancora compreso fino in fondo quale sentiero social voglia intraprendere l’app. Senza dimenticare il percorso, già iniziato, verso il Fediverso. Uno degli elementi più interessanti che riguardano la piattaforma.

    Di seguito alcune considerazioni – magari potrebbero rivelarsi errate – per spiegare quale sia la percezione attuale che trasmette Threads e quale possa essere la motivazione.

    Threads, la piattaforma alla ricerca della sua identità

    Threads tra algoritmo e IA

    Threads, come tutte le piattaforme digitali, viene gestita da un algoritmo. Il quale entra in gioco soprattutto nella sezione “Per te”, quella dove lo stesso algoritmo propone, o meglio spinge, contenuti da account che non si seguono.

    Per inciso, non sarebbe del tutto corretto parlare di algoritmo, poiché i contenuti sono gestiti da un complesso sistema di Intelligenza Artificiale. Vi ricorda qualcosa? Sì, esattamente: ricorda proprio TikTok.

    La proposta dei contenuti da account che non si seguono avviene attraverso diversi elementi che la IA tiene a considerare.

    Come lavora la IA su Threads

    L’IA considera quanto un contenuto possa piacere a un utente, in quanto l’obiettivo rimane (o dovrebbe rimanere) quello di proporre contenuti di suo interesse

    A seguire, la IA considera anche la probabilità che un utente clicchi su un contenuto per visualizzare le risposte.

    Attenzione, teniamo a mente le risposte perché è questo l’elemento davvero discriminante per il posizionamento di un contenuto su Threads. Questo ci sarà più seguendo queste considerazioni.

    Gli elementi considerati alla IA su Threads

    Dicevamo. L’IA di Threads considera anche la probabilità che un account possa seguire l’autore di un post. Questo sulla base di quante volte un utente abbia visto i contenuti di quel dato autore che comunque non si segue. Questo viene interpretato dalla IA come una forma di interesse.

    E restando sulla scia dell’ultima considerazione, la IA calcola anche la probabilità che un utente possa visualizzare il profilo di quell’autore.

    Altri segnali che la IA considera, quindi è quante volte un utente si sofferma su un contenuto, ci clicca sopra, anche se condiviso da un utente che non si segue, e considera anche quante volte l’utente invece decida di passare oltre, quindi di fare scrolling.

    Ora questi sono, in sintesi, i segnali che la IA considera per discernere e proporre i contenuti all’interno del feed “Per te”. L’altra sezione, “Seguiti”, si muove attraverso dinamiche più classiche in modalità cronologica.

    Ma quali sono i contenuti che possono essere più considerati dalla IA?

    I contenuti favoriti dalla IA su Threads

    Certamente quei contenuti che raccolgono più coinvolgimento, engagement. So bene che questa risposta possa sembrare banale e scontata, ma in realtà va considerata all’interno del contesto Threads.

    É vero che la IA ha come obiettivo quello di proporre contenuti che trasmettano valore agli utenti, anche da account che non si seguono. E questo accade perché diversi utenti, che seguiamo, interagiscono con quei contenuti.

    E di quali contenuti stiamo parlando?

    Ecco, questa è la domanda delle domande.

    Perché guardando Threads allo stato dei fatti, si potrebbe pensare che di qualità e valore dei contenuti proposti ce ne sia ben poca. Mentre, invece, viene premiata soltanto la variabile coinvolgimento. E per coinvolgimento intendo, nella maniera più esclusiva, le risposte ad un dato contenuto condiviso.

    Il valore delle risposte su Threads

    Sono le risposte ad un post che portano i contenuti ad essere meglio considerati dalla IA di Threads. E questo, spesso, senza trasmettere alcun valore e alcuna qualità all’utente.

    In effetti, seguendo questa logica, possiamo dire che attualmente Threads somigli molto a Quora o a Yahoo Answers dei vecchi tempi. Attraverso questa logica, Threads è diventato un luogo dove si è inondati di contenuti che altro non sono che domande, spesso banali (senza offesa eh!), condivisi con il solo scopo di raccogliere risposte e quindi collezionare coinvolgimento.

    Senza trasmettere valore.

    Sembra quasi che attraverso questa modalità l’algoritmo, anzi la IA, dimostri di considerare soltanto gli impulsi che arrivano dai post, senza badare al valore e alla qualità.

    Sono infatti molti utenti che hanno capito questa modalità e la sfruttano. Non è una colpa, è solo una constatazione.

    Cosa caratterizza i contenuti su Threads

    Infatti, se andiamo a vedere cosa poi considera la IA per meglio spingere verso l’alto i contenuti, troviamo:

    • suggerire o insegnare qualcosa di nuovo all’interno della propria area di competenza. Questa modalità viene spesso usata iniziando con una domanda con qualche considerazione. O anche, il contrario, breve considerazione e poi domanda aperta del tipo “e tu come faresti?”;
    • aiutare a risolvere un problema. Questa è una modalità che viene completamente ribaltata. Il problema viene proposto agli utenti attraverso esempi banali e semplici, ponendo domande altrettanto semplici. Da qui si scatena la ridda di risposte;
    • iniziare una conversazione di temi molto semplici, in stile Yahoo Answers, appunto, e poi condividere la propria esperienza. Si chiude con la classica domanda “io ho fatto così, ma al posto mio come vi comportereste?”;
    • iniziare una conversazione con il solo scopo di generare like e risposte. Questa è la modalità classica che vede la condivisione di temi più disparati del tipo “sono di Milano ma mi piace la cucina romana, e a voi?”. E via di seguito con risposte che arrivano a misurare anche chilometri.

    Il rischio di rimanere spiazzati

    Tutto questo finisce per spiazzare chi ha sperato che Threads potesse nel tempo diventare in realtà un vero luogo di approfondimento, di condivisione di notizie e di informazioni. E perchè no, anche di considerazioni più vaste, ma che avessero alla base la condivisione di contenuti che portassero alla costruzione di Relazioni.

    Per non parlare della scarsa considerazione dei link. Anche Threads, come tutte le piattaforme Meta, tende a mortificare la condivisione con lo scopo di mantenere all’interno le conversazioni con le considerazioni trattare poco sopra.

    Threads, opportunità ancora inespressa

    Threads resta ancora una grande opportunità, mostra di avere, nonostante tutto, un potenziale enorme ancora del tutto inespresso.

    Al momento, però, Threads appare privo di un’identità chiara, dimostrando come l’IA che regola queste piattaforme non sia necessariamente sinonimo di qualità condivisa.

    Mi rendo conto benissimo che queste mie considerazioni possano non trovare d’accordo molti ed è questo il bello del confronto. Se avete considerazioni da aggiungere o se avete voglia di dire che queste considerazioni sono tutte sballate, potete scrivere nei commenti qui sotto o sui miei canali social dove rispondo sempre molto volentieri.

     

  • Taylor Swift e il suo appoggio a Kamala Harris su Instagram

    Taylor Swift e il suo appoggio a Kamala Harris su Instagram

    Taylor Swift annuncia il suo supporto a Kamala Harris su Instagram e condanna l’uso dell’intelligenza artificiale da parte di Trump per diffondere disinformazione elettorale. Non è la prima volta per Taylor Swift, ma evidenzia come l’uso delle piattaforme digitali da parte di star globali possa influenza l’opinione pubblica.

    Era l’endorsement che tutti attendevano, ed è arrivato. Alla fine del primo dibattito televisivo tra l’ex presidente Usa, Donald Trump, e la vicepresidente americana, Kamala Harris, Taylor Swift ha pubblicato su Instagram il suo endorsement.

    Ma oltre al suo appoggio per la candidata del partito democratico, Taylor Swift si è soffermata sull’intelligenza artificiale usata dai sostenitori di Trump per farla apparire come sostenitrice del tycoon.

    Il messaggio di Taylor Swift su Instagram

    “Riserverò il mio voto per Kamala Harris e Tim Walz nelle elezioni presidenziali del 2024” – ha scritto Taylor Swift sul suo post su Instagram -. “Voto per @kamalaharris perché lotta per i diritti e perché credo che ci sia bisogno di un guerriero che li difenda. Penso che sia una leader dotata e dalla mano ferma e credo che possiamo ottenere molto di più in questo paese se siamo guidati dalla calma e non dal caos. Sono rimasta così rincuorata e colpita dalla sua scelta del compagno di corsa @timwalz, che da decenni difende i diritti LGBTQ+, la fecondazione in vitro e il diritto di una donna al proprio corpo”.

    Taylor Swift supporto kamala harris instagram franz russo

    Questo il suo messaggio dove ha spiegato il perché del suo appoggio alla Harris.

    La condanna della IA da parte di Taylor Swift

    E poi c’è il passaggio sull’intelligenza artificiale.

    “Recentemente mi è stato comunicato che la ‘me’ realizzata con la IA che appoggiava falsamente la corsa presidenziale di Donald Trump è stata pubblicata sul suo sito. Ha davvero evocato le mie paure sull’intelligenza artificiale e i pericoli legati alla diffusione di disinformazione. Mi ha portato alla conclusione che devo essere molto trasparente riguardo ai miei reali piani per queste elezioni come elettore. Il modo più semplice per combattere la disinformazione è dire la verità”.

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da Taylor Swift (@taylorswift)

    Il riferimento è a ciò che è successo ad agosto scorso. Proprio Donald Trump, sulla sua piattaforma Truth, aveva pubblicato una serie di immagini realizzate con la IA per dimostrare l’appoggio della star alla campagna per la sua rielezione.

    In una di queste si vede uno Zio Sam con il testo che recita “Taylor vuole che TU voti per Donald Trump”. E la risposta scritta da Trump: “Accetto!”.

    Le stesse immagini erano state poi condivise su X, piattaforma di Elon Musk, etichettate come “satira”.

    L’uso del deepfake per diffondere disinformazione

    Il riferimento da parte di Taylor Swift all’uso della IA per veicolare messaggi falsi è assolutamente condivisibile.

    Sappiamo bene come l’evoluzione degli strumenti di IA generativa da questo punto di vista possono creare contenuti falsi in grado di manipolare l’opinione pubblica. Questo accade perché spesso si incontra notevole difficoltà nel distinguere ciò che è vero da ciò che è falso.

    Per non parlare dell’uso del deepfake. Ossia di immagini o video manipolati appositamente che mostrano persone che fanno o dicono cose che in realtà non hanno fatto o detto. È opinione diffusa tra gli esperti che i contenuti realizzati con la tecnica del deepfake possano influenzare come, o persino se, le persone voteranno prima delle elezioni presidenziali di novembre.

    Ora, l’appoggio di Taylor Swift, pubblicato su Instagram, fa giustamente notizia. Stiamo parlando di una star globale che sulla piattaforma di Meta vanta 283 milioni di follower.

    Si tratta di un esempio di utilizzo strategico delle piattaforme digitali per veicolare un messaggio che riguarda la vita di tutti i cittadini americani, che siano connessi o meno. Un messaggio che supera i confini digitali per arrivare a toccare la vita di tutti gli americani.

    La visibilità di una celebrità come Swift, amplificata dalle piattaforme digitali, può influenzare la conversazione pubblica e le decisioni elettorali. Riuscendo a coinvolgere anche chi non ha un account su Instagram, ma vive le conseguenze delle elezioni.

    La potenza di un canale diretto come Instagram

    Utilizzando un canale così diretto come Instagram, Taylor Swift ha potuto raggiungere rapidamente un vasto pubblico, amplificando il suo messaggio politico.

    Inoltre, il formato visivo e personale di Instagram, con il post accompagnato da un’immagine intima con il suo gatto, ha reso il suo endorsement molto più autentico e genuino.

    La firma in calce “Childless Cat Lady” è un riferimento allo sprezzante giudizio di quello che sarebbe poi diventato il candidato vice presidente di Donald Trump, J.D. Vance.

    Infatti una intervista alla rete americana Fox News del 2021, con Tucker Carlson, dichiarava che gli Stati Uniti erano governati da “un gruppo di gattare senza figli che sono infelici per le loro vite e per le scelte che hanno fatto e quindi vogliono rendere infelice anche il resto del Paese“.

    Taylor Swift non è nuova a usare le piattaforme digitali per diffondere messaggi di grande impatto politico.

    In passato, altre celebrità come Oprah Winfrey nel 2018, a sostegno di Stacey Abrams, hanno utilizzato le piattaforme digitali per mobilitare l’elettorato, dimostrando come il potere di una star possa estendersi oltre i confini della rete e influenzare il dibattito politico reale.

    Questo endorsement su Instagram è solo l’ultimo esempio di come i social media siano diventati, nel tempo, strumenti cruciali per le campagne elettorali come quelle presidenziali Usa.

     

     

     

     

  • Canva sempre di più in direzione IA generativa con Leonardo

    Canva sempre di più in direzione IA generativa con Leonardo

    Canva acquisisce Leonardo.ai per integrare tecnologie avanzate di IA nella sua piattaforma, migliorando le capacità creative dei contenuti in vista della IPO del prossimo anno.

    Dopo aver dato un contributo eccellente alla diffusione dell’attività di editing, Canva punta ormai alla IA generativa. Avendo rivoluzionato l’editing di immagini, spostandolo da software a “servizio”, la società australiana si appresta a fare un ulteriore passo in avanti.

    Infatti, Canva, che vanta circa 190 milioni di utenti attivi al mese, ha ufficializzato oggi l’acquisizione di una startup australiana, Leonardo.ai, specializzata in contenuti e ricerca nell’ambito dell’intelligenza artificiale generativa.

    L’obiettivo di Canva rimane quello di creare una “suite di strumenti di intelligenza artificiale visiva a livello globale”.

    Non sono stati divulgati i termini, ma è evidente che questo accordo, che punta sull’IA, sarà una grande spinta per la prossima IPO di Canva, prevista per il 2025.

    canva leonardo ai franzrusso

    Canva e la collaborazione con Leonardo.ai

    Leonardo.ai “continuerà a sviluppare la sua piattaforma web” come offerta di prodotto separata, secondo quanto dichiarato da Cameron Adams, fondatore di Canva.

    La tecnologia di Leonardo.ai e il modello di fondazione Phoenix saranno inoltre “velocemente” integrati nella suite esistente “Strumenti Magici” di Canva, come il generatore di immagini e video “Contenuti Magici”.

    Leonardo rappresenta l’ottava acquisizione di Canva dopo: Affinity (2024), Flourish (2022), Kaleido (2021), Smartmockups (2021), Pexels (2019), Pixabay (2019) e Zeetings (2018).

    Come è nata Leonardo.ai

    Leonardo.ai è una startup australiana fondata nel 2022, specializzata in tecnologie di intelligenza artificiale generativa per la creazione di contenuti visivi.

    La sede principale si trova a Sydney. L’azienda ha rapidamente guadagnato popolarità grazie al suo strumento di maggior successo: un generatore di immagini AI che consente agli utenti di creare asset visivi di alta qualità per vari settori, tra cui il design di videogiochi, la produzione video, la moda e la pubblicità.

    Uno degli strumenti più innovativi di Leonardo.ai è il “Realtime Canvas”, che permette di generare immagini in tempo reale basate su input dell’utente, rendendo più facile e veloce il processo creativo.

    La piattaforma ha attratto milioni di utenti e importanti investimenti, totalizzando oltre 700 milioni di immagini generate finora.

    Phoenix lo strumento di Leonardo che ha stregato Canva

    L’azienda ha anche lanciato di recente Phoenix, a cui si accennava prima.

    Phoenix è un modello innovativo sviluppato da Leonardo.ai per la generazione di immagini basate su intelligenza artificiale. Lanciato di recente, Phoenix rappresenta un passo avanti nell’attività di prompting, nella chiarezza del testo integrato nelle immagini e nel controllo creativo.

    Il modello è in grado di generare testi chiari e leggibili all’interno delle immagini, utile per la creazione di banner, poster e loghi.

    canva leonardo ai piattaforma franzrusso
    Leonardo.ai

    Phoenix offre funzionalità come l’editing dei prompt e l’enhancement, permettendo agli utenti di modificare facilmente le generazioni e ottenere i risultati desiderati.

    Canva ha affermato che questa acquisizione darà a Leonardo la possibilità di innovare ulteriormente nell’ambito dell’IA, aumentando al contempo la portata dell’organizzazione.

    Canva supporterà Leonardo affinché la sua attuale traiettoria sia “sovrapotenziata” e possa “costruire una piattaforma di IA generativa ancora più incentrata sulla creatività a livello globale”.

    La società di Cameron Adams acquisirà gli oltre 19 milioni di utenti registrati su Leonardo, provenienti da una vasta gamma di settori tra cui pubblicità, marketing e design.

     

     

  • MAIA, la IA italiana che punta alla Personalizzazione

    MAIA, la IA italiana che punta alla Personalizzazione

    MAIA è l’IA generativa italiana che rivoluziona il settore con personalizzazione, privacy e supporto linguistico. Ecco l’aggiornamento V5 e nuove funzionalità.

    Nel panorama in rapida evoluzione dell’Intelligenza Artificiale generativa, il 2024 ha visto progressi significativi. Giganti tech come OpenAI, Meta, Google e Microsoft hanno continuato a perfezionare i loro modelli. Migliorando la comprensione del linguaggio naturale e la generazione di contenuti.

    Ad ogni modo, sfide come la personalizzazione, la privacy e la conservazione delle specificità linguistiche locali rimangono al centro del dibattito.

    In questo contesto, vorrei segnalare un progetto tutto italiano. E in relazione alle ultime tre sfide indicate, si sta facendo notare.

    Si chiama MAIA ed è un’intelligenza artificiale generativa che affronta queste sfide con un approccio innovativo.

    MAIA ia generativa italiana franz russo

    Il lancio di MAIA e nuova versione

    Lanciata ad aprile 2024, MAIA ha già attirato l’attenzione per la sua capacità di offrire un’esperienza altamente personalizzata, rispettando la privacy degli utenti e valorizzando il patrimonio linguistico italiano

    Ora, con l’aggiornamento V5 rilasciato qualche giorno fa, MAIA fa un ulteriore passo avanti, introducendo funzionalità che la rendono un prodotto unico nel panorama dell’IA.

    Questo aggiornamento non solo rafforza la posizione di MAIA nel mercato dell’IA, ma apre anche nuove possibilità per l’integrazione dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana degli utenti, italiani e internazionali.


    Leggi anche:

    OpenAI lancia la sfida a Google con il motore di ricerca basato su IA

    MAIA e le nuove caratteristiche

    • Architettura MAISTER: un framework innovativo che integra e coordina cinque modelli di IA per una gamma più ampia di funzionalità.
    • Azioni rapide: quattro comandi veloci (Trascrivi, Traduci, Riformula e Riassumi) per gestire efficacemente testo, immagini e audio.
    • Integrazione con altre app: collegamento diretto con WhatsApp, Telegram, YouTube e altre piattaforme digitali di uso comune.
    • Dataset potenziato: ampliato da 50.000 a 400.000 esempi selezionati per risposte più accurate e apprendimento velocizzato.

    L’evoluzione della tecnologia di MAIA

    Stefano Mancuso, COO di Synapsia, sottolinea: “MAIA diventa multimodale e multimodello: oggi è un prodotto unico nel panorama, pensato per adattare la tecnologia all’individuo“. Questo aggiornamento mantiene i punti di forza originali di MAIA:

    1. Personalizzazione avanzata: grazie al Neural ID, MAIA apprende continuamente dalle interazioni dell’utente.
    2. Rispetto della privacy: l’applicazione protegge contro la profilazione indesiderata e offre agli utenti il controllo sui propri dati.
    3. Preservazione linguistica: MAIA continua a supportare e valorizzare il patrimonio linguistico italiano.

    La diffusione di MAIA

    Dal suo lancio in aprile, MAIA ha registrato oltre 50.000 utenti, di cui il 75% retail e il 25% professionisti. L’applicazione offre una base di servizi gratuiti con funzionalità avanzate disponibili tramite abbonamento mensile.

    MAIA e la visione futura

    MAIA non è solo un prodotto tecnologico, ma rappresenta una visione per un futuro in cui la tecnologia si adatta all’individuo. Il progetto mira allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale Generale (AGI), coinvolgendo attivamente la comunità open-source attraverso il modello LLM MAGIQ.

    MAIA, sostenibilità e innovazione

    MAIA adotta un approccio innovativo per minimizzare l’impatto ambientale, ottimizzando le risorse e riducendo il consumo energetico attraverso un sofisticato sistema multi-modello.

    Con questo aggiornamento, MAIA si conferma all’avanguardia nel campo dell’intelligenza artificiale generativa, offrendo un’esperienza utente senza precedenti e aprendo nuove possibilità per l’integrazione dell’IA nella vita quotidiana.

  • OpenAI lancia la sfida a Google con il motore di ricerca basato su IA

    OpenAI lancia la sfida a Google con il motore di ricerca basato su IA

    OpenAI presenta SearchGPT, un nuovo motore di ricerca basato su intelligenza artificiale. L’annuncio sfida Google e prevede un futuro in cui la ricerca online sarà più contestualizzata e interattiva.

    Si sapeva che questo mese di luglio per OpenAI sarebbe stato un mese di annunci. In effetti, c’era attesa per ChatGPT 5, ma l’azienda di Sam Altman ha preferito fare un altro annuncio. E che annuncio.

    Anche in questo caso, l’annuncio lo si attendeva da maggio, quando se ne era iniziato a parlare.

    In pratica, OpenAI ha ufficializzato la sua sfida a Google lanciando il suo motore di ricerca basato sull’intelligenza artificiale: SearchGPT. Un passaggio obbligato che definisce un cambiamento radicale nel modo in cui ci interfacciamo con la ricerca online.

    Beninteso, non si tratta ancora di un annuncio su larga scala, infatti è limitato a pochi utenti. Ma resta comunque un momento importante e da conoscere per comprendere come OpenAI intende competere con Google.

    searchgpt motore ricerca openai franz russo

    Ecco SearchGPT, il motore di ricerca di OpenAI

    Il motore di OpenAI accoglie l’utente con la domanda classica “Che cosa stai cercando?”, ed è da qui che cambia l’esperienza con la ricerca.

    Sì perché questo motore di ricerca non rilascia più come risultato il classico elenco di link all’interno del quale l’utente va a cercare il risultato.

    La differenza sostanziale è che il motore di ricerca IA fornisce un risultato offrendo già una risposta contestuale a ciò che l’utente chiede. E poi offre una serie di link accompagnate da breve descrizioni.

    In aggiunta, SearchGPT consentirà agli utenti di fare domande di follow-up, proprio come si fa di solito con il chatbot ChatGPT. Possiamo dire che è un follow-up dell’esperienza.

    Il motore di OpenAI presenta anche una barra laterale in cui, secondo ciò che afferma l’azienda, gli utenti possono visualizzare più risultati e fonti, sempre con informazioni pertinenti.

    SearchGPT esempio interfaccia franzrusso

    SearchGPT è in fase di test

    Come si diceva prima, per ora SearchGPT è un test ed è rilasciato per 10 mila utenti. Ed è alimentato dai modelli ChatGPT 4.

    L’intento dell’azienda, anche se non si conoscono le tempistiche, è quello di integrare SearchGPT all’interno di ChatGPT.

    OpenAI ha affermato che la realizzazione di SearchGPT è stata portata avanti in collaborazione con alcuni editori. Come The Wall Street Journal, Associated Press e Vox Media, ossia la società madre di The Verge.

    È evidente che sono proprio gli editori i primi ad essere preoccupati rispetto a come cambierà l’esperienza di ricerca online.

    SearchGPT esempio franzrusso
    Un esempio di SearchGPT

    Motori di ricerca con IA e risposte contestualizzate

    I motori di ricerca online tenderanno ad offrire risposte sempre più complete e contestualizzate. E questo porterà, forse, ad eliminare la necessità di cliccare sul link di un articolo. Un gesto che si traduce in minore traffico online per gli editori e calo di entrate pubblicitarie.

    Questo è un grande tema da tenere in considerazione. Perché è questo che, molto probabilmente, accadrà.

    Si tratta di un cambio epocale del modo in cui abbia intesto i motori di ricerca fino ad oggi. E come questi evolveranno nel futuro, ormai non tanto lontano.

    Fino ad ora gli editori, quelli grandi, hanno potuto trovare forme di collaborazione con OpenAI stringendo accordi per l’utilizzo dei propri contenuti all’interno dei propri modelli. È successo con Politico e la casa madre di Business Insider, Axel Springer; Associated Press; Le Monde; Financial Times; Dotdash Meredith dell’IAC , sede di pubblicazioni come People e Better Homes & Gardens. Di recente OpenAI ha stretto un accordo anche con RCS, editore del Corriere della Sera.

    Altri esempi di motori con IA

    OpenAI è ben consapevole che SearchGPT non è il solo motore di ricerca basato su IA. Proprio 24 ore prima Microsoft ha presentato il suo motore di ricerca, Bing, proprio con la IA applicata. Esiste anche Perplexity, il più conosciuto di questa categoria di motori di ricerca.

    E c’è attesa di vedere come risponderà Google. Nel frattempo il colosso di Mountain View sta affinando Gemini, il proprio chatbot su IA, rendendolo sempre più smart. Ma l’obiettivo, a questo punto, è osservare come Gemini verrà integrato all’interno di quelli che tutti conosciamo come il più grande motore di ricerca online.

    Un cambio epocale per i motori di ricerca online

    Insomma, il fatto che la IA arrivi a fondersi con il mondo dei motori di ricerca non è la vera novità. Diciamo che rappresenta una evoluzione attesa.

    Quello che interessa di più è come questa evoluzione finirà per ridisegnare il panorama della ricerca online. E quindi come reagiranno gli attori principali attuali e come reagiranno gli utenti.

    Si tratta di uno scenario che va definendo nuove abitudini e una nuova esperienza. La quale produrrà nuovi parametri su cui bisognerà ragionare in futuro.

     

     

  • Llama 3.1 per il dominio di Meta sulla IA generativa

    Llama 3.1 per il dominio di Meta sulla IA generativa

    Meta presenta Llama 3.1 405B, un modello di IA generativa open-source con 405 miliardi di parametri. E supera la concorrenza di GPT-4 e Claude 3.5 in prestazioni e accessibilità. Entro fine anno sarà il chatbot più usato al mondo.

    Non passa giorno che non ci sia un annuncio riguardante l’intelligenza artificiale e il lancio di un nuovo modello sempre più performante. L’ultimo annuncio di rilievo proviene da Meta. Si tratta di un modello che rappresenta un ulteriore passo avanti nel campo degli LLM (Large Language Model). E si distingue per essere open-source.

    È evidente che la IA generativa è la tecnologia del momento. E le aziende puntano sempre di più a prevalere in un settore sempre più all’avanguardia.

    E dal punto di vista degli annunci, non passa inosservato quello di Meta. L’azienda guidata da Mark Zuckerberg ha annunciato Llama 3.1 405B. Una novità questa che era attesa dal mese di aprile. Quando Meta disse di aver iniziato a lavorare su un modello più performante e innovativo.

    E in effetti da quello che si conosce rispetto a questo modello l’elemento di novità risiede, secondo il punto di vista di molti, nel fatto che si tratta un modello open-source.

    meta llama 3.1 intelligenza artificiale franz russo 2024

    Ecco Llama 3.1 405B

    Prima di vedere bene cosa significa portare il concetto di open source in un modello di IA generativa, cerchiamo di conoscere meglio le caratteristiche di Llama 3.1 405B.

    Intanto va dello subito che si tratta del più grande modello LLM, open source, mai rilasciato. E Meta sostiene anche che questo suo modello sia superiore a modelli come GPT-4o e Claude 3.5 Sonnet di Anthropic rispetto a diverse prestazioni.

    In generale, un LLM di grandi dimensioni con un gran numero di parametri può svolgere compiti più complessi rispetto a LLM più piccoli. Come comprendere il contesto in lunghi flussi di testo; risolvere complesse equazioni matematiche. E, persino, generare dati sintetici che possono presumibilmente essere utilizzati per migliorare modelli di intelligenza artificiale più piccoli.

    Modello addestrato sui chip Nvidia

    Ora, il modello di Meta è stato addestrato su oltre 16.000 GPU NVIDIA H100. Allo stato attuale, stiamo parlando dei chip più veloci disponibili che arrivano a costare circa 25.000 dollari ciascuno. Meta sostiene che questo modello può battere i rivali rispetto a oltre 150 benchmark.

    Il numero “405B” sta per 405 miliardi di parametri. Ossia variabili interne che un modello di IA utilizza per ragionare e prendere decisioni. Più grande è il numero di parametri di un modello di IA e più intelligente questo modello viene percepito.

    Meta ha anche rilasciato versioni aggiornate di modelli Llama esistenti che contengono 70 miliardi e 8 miliardi di parametri ciascuno.

    meta llama 3.1 confronto modelli ia generativa franz russo

    Le capacità di ragionamento migliorate di Llama 405B consentono a Meta AI di comprendere e rispondere alle tue domande più complesse, in particolare sugli argomenti di matematica e programmazione“, è scritto all’interno del post del blog di Meta. “Puoi ottenere aiuto per i tuoi compiti di matematica con spiegazioni e feedback passo dopo passo, scrivere codice più velocemente con supporto e ottimizzazione del debug“.

    L’estensione di Llama 3.1 405B

    L’azienda di Mark Zuckerberg sta estendendo l’accesso a Meta AI ad altre sette regioni: Argentina; Cile; Colombia; Ecuador; Messico; Perù; e Camerun. Queste sono le ultime ad avere accesso al chatbot in-app di Meta.

    Inoltre, gli utenti ora possono interagire con il bot in sette nuove lingue: francese; tedesco; hindi; hindi-romanizzato; italiano; portoghese; spagnolo.

    Llama 3.1 sarà quindi integrato all’interno delle piattaforme di Meta. Lo si troverà su Instagram, Facebook, Messenger e WhatsApp.

    A partire da questa settimana, Llama 3.1 sarà accessibile prima tramite WhatsApp e il sito web di Meta AI negli Stati Uniti, seguito da Instagram e Facebook nelle prossime settimane.

    La versione Llama 3.1 sulle altre piattaforme sarà quella da 70 miliardi di parametri.

    Mentre il modello di parametri più avanzato di Llama 3.1 da 405 miliardi è gratuito da usare sul sito Meta AI, l’assistente passerà al modello più ridotto da 70 miliardi dopo aver superato un numero non specificato di prompt in una determinata settimana.

    Un’azione suggerita dal fatto il modello da 405 miliardi è troppo costoso per Meta e che difficilmente può essere eseguito da subito su ampia scala.

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da Instagram’s @Creators (@creators)

    Llama 3.1 e la posizione di predominio sulla IA generativa

    Ciò detto, Llama 3.1 con i suoi 405 miliardi di parametri e in una versione open source si pone in una posizione di predominio assoluta nel panorama della IA generativa.

    Questo perché solo Meta è in grado di arrivare a miliardi di persone attraverso le sue piattaforme. Cosa che ancora riesce difficile a ChatGPT o a Claude.

    E questo è spiegato dal fatto che Meta, a differenza degli altri modelli, attraverso Llama 3.1 non intende fare soldi vendendo l’accesso ai loro LLM proprietari o offrendo servizi per aiutare i clienti a utilizzare la tecnologia. L’intento di Meta è quello di arrivare a dominare la scena del panorama della IA generativa. E questo è possibile attraverso un modello open-source.

    Llama 3.1 modello “democratico” open source

    Si tratta di una scelta mira a rendere più “democratico” l’accesso alle tecnologie avanzate di IA, consentendo a ricercatori e sviluppatori di tutto il mondo di contribuire e migliorare il modello.

    L’approccio open-source di Meta si distingue dalle politiche più restrittive di altre grandi aziende, come OpenAI e Anthropic, che mantengono i loro modelli proprietari e chiusi al pubblico.

    meta llama 3.1 esempio franz russo

    Questa apertura mira a promuovere l’innovazione e la collaborazione. Ma, allo stesso tempo, solleva anche interrogativi sul controllo e la sicurezza delle tecnologie avanzate di IA.

    La disponibilità di modelli open-source così potenti può accelerare il progresso tecnologico, ma richiede anche una gestione attenta per evitare usi impropri.

    Nella sua lettera, pubblicata ieri, Mark Zuckerberg ha sostenuto che un approccio open source allo sviluppo dell’intelligenza artificiale garantirà un accesso più ampio ai vantaggi della tecnologia; impedirà la concentrazione del potere nelle mani di poche grandi aziende; e consentirà un’implementazione più sicura dell’intelligenza artificiale nella società.

    Meta e la collaborazione con grandi aziende

    Meta ha realizzato questo progetto con la collaborazione di grandi aziende tech che hanno preso parte a vario titolo. Tra queste, vanno citate Nvidia, IBM, Amazon Web Services, Google Cloud, Dell, Microsoft e altre.

    Non vi è dubbio che entro la fine dell’anno Llama 3.1 sarà il modello IA generativa più usato al mondo.

    meta llama 31 esempio franz russo 2024

    Al momento il sito web non è disponibile per l’Italia, sebbene l’italiano sia una delle lingue aggiunte. Non si conoscono ancora i tempi dell’arrivo di Llama 3.1 in UE, anche perché poi tutto questo deve superare la fase di valutazione rispetto alla nuova norma UE, IA Act.

    Quello che è sicuro è che Meta da oggi si appresta a dominare un settore, come quello della IA generativa, sempre più strategico.