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  • Twitter sceglie l′Italia per lanciare Fleet, abbracciando l’effimero

    Twitter sceglie l′Italia per lanciare Fleet, abbracciando l’effimero

    Twitter sceglie l’Italia per lanciare per le sue stories, denominate Fleet. La piattaforma da 280 caratteri abbraccia quindi il contenuto effimero. Un passaggio, per certi versi, obbligato.

    Twitter sceglie l’Italia per lanciare per le sue stories, denominate Fleet. Verso la tarda serata di ieri gli utenti italiani hanno cominciato a notare in alto sulla home, dall’app mobile, qualcosa di “già visto“. In effetti si tratta di una “nuova” modalità di contenuto su una piattaforma che da sempre, dal 2006, si è sempre caratterizzata per la brevità di caratteri a disposizione: 140 caratteri prima, 280 dopo.

    Il lancio sembra aver colto molti utenti di sorpresa, tra l’altro non tutti ancora le possono ancora utilizzare, anche se, in effetti di sorpresa non si può parlare, almeno per quanto riguarda i lettori del nostro blog. Infatti, se proviamo a mettere insieme i pezzi, non è una sorpresa, anzi, era un lancio atteso, solo non si conoscevano le tempistiche. La sorpresa sta sicuramente nell’aver scelto l’Italia per il lancio ufficiale.

    twitter fleets franzrusso.it

    Il test era stato avviato in Brasile lo scorso marzo.

    Prima di passare a vedere come si usano (lo avevamo già spiegato), anche se sono abbastanza intuitive (un po’ meno lo scorrimento verso “verso l’alto” per le nuove), è utile mettere in fila alcuni elementi, per capire meglio come Twitter è arrivato a Fleet.

    Partiamo da una premessa, e cioè che Twitter ha necessariamente bisogno di accrescere il coinvolgimento degli utenti sulla piattaforma e, di conseguenza, accrescere il numero degli utenti giornalieri monetizzabili (oggi 166 milioni al giorno). Teniamo ben presente che Twitter è un’azienda quotata in borsa che deve realizzare ricavi e garantire dividendi ai suoi investitori. Quindi deve vendere pubblicità e tenere gli utenti quanto più tempo possibile sulla piattaforma. Descritto in maniera poco elegante, ma di questo parliamo. Consideriamo anche che negli ultimi tempi Twitter, a livello di azienda, ha subito alcune “scossette”, come quella provocata dal Fondo Elliott che voleva mandare via Jack Dorsey, co-fondatore e CEO di Twitter, perché “poco focalizzato” sull’azienda. Pericolo poi rientrato, con l’aiuto di Silver Lake pronto ad aiutare l’amico Dorsey con 1 miliardo di dollari.

    Tutto questo succede tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo di quest’anno, quando Twitter acquisì Chroma Labs, la startup specializzata in layout per le stories che vede come suo fondatore John Barnett, l’inventore di Boomerang, la famosa app di Instagram.

    Ecco. Era utile ricostruire brevemente queste fasi per comprendere che in realtà Twitter vive una fase di innovazione (e finalmente!) e di sperimentazione che porta la società a considerare anche altre forme di contenuto, effimere come Fleet, per tentare di coinvolgere gli utenti sulla piattaforma.

    Ora, per quanto sia comprensibile lo spaesamento e la sorpresa degli utenti, è normale che Twitter arrivasse a considerare i contenuti effimeri, unendo la caratteristica di questi contenuti a quella che da sempre contraddistingue la piattaforma: la dinamicità.

    Molti, leggendo  commenti e i messaggi, fanno notare la ridondanza del contenuto, essendo già presente su altre piattaforme (con grande successo), e l’inutilità di questa forma su Twitter. In realtà, proprio questa funzionalità potrebbe tornare molto utile a Twitter per, come dicevamo prima, coinvolgere gli utenti sulla piattaforma offrendo una ulteriore modalità di creazione di contenuti. E potrebbe rivelarsi anche utile per attrarre un pubblico più giovane, tra l’altro ben rappresentato sulla piattaforma.

    Certo, nessuno può escludere nulla e non è detto che poi non facciano la fine dei Moments. Ma Twitter ha il dovere di provare a vivacizzare la piattaforma presentando ai suoi utenti nuove forme.

    Vi ricordate quando nel 2016 apparvero le Stories su Instagram? Tutti a gridare allo scandalo perché in realtà quella era la modalità tipica d Snapchat. E come è andata a finire? Che oggi in Italia 14 milioni di utenti usano solo quella modalità effimera. Giustamente, direte voi, le due piattaforme non sono paragonabili, vero. Ma Twitter doveva provare questa modalità, altrimenti avremmo continuare a dire che “tanto Twitter non cambierà mai“. Inoltre, ricordiamoci sempre che stiamo parlando di piattaforme che non sono ancora definite del tutto, nessuna lo è, proprio per il fatto che sono piattaforme rivoluzionarie che prima non esistevano, sono in continua evoluzione. Normale che l’una possa copiare dall’altra.

    Ecco, detto tutto questo, doveroso descrivere come usare le Fleet su Twitter.

    Ecco come creare Fleet su Twitter

    Come già detto, si tratta di una forme di contenuto che non sarà mai rintracciabile su search, sul motore di ricerca della piattaforma, proprio perché “effimero”.

    Per creare una serie di Fleet, sarà sufficiente toccare il segno “+” all’interno della foto profilo che apparirà in un sorta di bolla di conversazione, la si vede in alto nella timeline:

    twitter fleets home

    Una volta cliccato sul segno più, comparirà uno spazio all’interno del quale sarà possibile inserire un testo fino a 280 caratteri (la caratteristica di Twitter rimane), immagini, GIF, video della durata massima di 2 minuti e 20 secondi. Gli editori “whitelisted” potranno inserire video fino a 10 minuti di durata.

    Dalla timeline sarà possibile scorrere in modo laterale le Fleet (stories) degli utenti che si seguono. La differenza, rispetto al classico formato delle stories che abbiamo imparato a conoscere su altre piattaforme, è che le Fleet di un utente scorrono in modo verticale attraverso il classico gesto dello scroll. E per passare ad un’altra serie di Fleet d un altro account bisognerà toccare verso sinistra (e non verso destra).

    Non sarà possible fare Like o retweet alle Fleet. Sarà possibile rispondere con DM (i messaggi privati) solo se l’utente li prevede e sarà comunque possible interagire con emoji, come succede già su altre piattaforme.

    Ecco, questo era il nostro pensiero, adesso tocca a voi farci sapere cosa ne pensate.

  • Twitter, al via il test che limita le risposte ma non le interazioni

    Twitter, al via il test che limita le risposte ma non le interazioni

    Twitter annuncia l’avvio del test che limita le risposte ad un tweet solo agli utenti menzionati. Ma non sono limitate le interazioni, chiunque può fare retweet. In ogni caso, l’era di Twitter come piattaforma chiusa potrebbe davvero iniziare.

    Twitter ha avviato il test che era stato annunciato all’inizio di quest’anno, si tratta di un test che, come avevamo sottolineato allora, rischia di cambiare per sempre la natura della piattaforma.

    In pratica, da oggi un piccolo gruppo di utenti, a livello globale, inizierà ad usare la funzionalità che permetterà loro di limitare le risposte ai propri tweet. Come scrivevamo lo scorso gennaio, questa funzionalità permetterà ad un utente di comporre un tweet, menzionando uno o più utenti, e limitando le risposte allo stesso tweet solo alle persone effettivamente menzionate nel tweet.

    Nel momento in cui si andrà a comporre il tweet, si potrà scegliere tra tre opzioni delle quali, per ora, è attiva, sempre per il ristretto gruppo di utenti, quella che limita le risposte agli utenti menzionati.

    twitter risposte limitate

    Una volta che il tweet viene pubblicato, tutti gli altri utenti avranno comunque la possibilità di visualizzarlo o di retweetarlo, con o senza commento. Non sarà possibile rispondere, appunto. Una piccola etichetta in basso evidenzierà che solo le persone menzionate potranno rispondere, cliccando la quale si vedrà una finestra che spiega il perché non è possibile rispondere, spiegando che l’utente preferisce “chiudere” la conversazione tra gli utenti menzionati.

    Come detto a gennaio, in questo modo Twitter si trasformerà in una piattaforma chiusa, al pari di altre.

    https://twitter.com/Twitter/status/1263145271946551300

    Il fatto di permettere a chiunque di rispondere ha comunque permesso a tanti di intrufolarsi nelle conversazioni, rispondendo alle volte anche con toni volenti, generando un fenomeno che ha finito per allontanare molti utenti dalla piattaforma. Dalle celebrità ad utenti meno noti che non ritenevano la piattaforma abbastanza sicura.

    La funzionalità di limitare le risposte certamente permetterà di preservare meglio le conversazioni, limitandole solo agli utenti menzionati. Sarà come avere delle “piccole stanze” (ricorda molto mIRC della fine degli anni ’90) che però tutti potranno vedere.

    tweet risposte limitate twitter

    Ecco il punto. Tutti potranno vedere le conversazioni limitate, tutti potranno comunque fare retweet, anche con commento, di conseguenza anche chi vuole “avvelenare” la conversazione, può comunque farlo, anche se non potrà partecipare attivamente con delle risposte dirette. Chiunque, facendo RT con commento potrebbe comunque generare a sua volta delle conversazioni che potrebbero arrecare fastidio proprio all’autore del tweet limitato, e anche in questo caso non potrebbe fare nulla per evitarlo.

    Quello che stona un po’ in merito a questa funzionalità è che forse, pur limitando le risposte, sarebbe opportuno anche limitarne le interazioni, come appunto fare RT. Chiaro, diventerebbe una conversazione ristretta, che potrebbe anche svilupparsi in altri ambiti, ma almeno risponderebbe a tutte le richieste di avere una conversazione più protetta da eventuali disturbatori.

    Al momento, va ribadito, si tratta solo di un test, aperto, ripetiamo, ad un piccolo gruppo di utenti che potrà usarlo sia su Android, iOS e web.

    L’era di Twitter intesa come piattaforma chiusa potrebbe davvero iniziare.

    E voi che ne pensate?

    Twitter da piattaforma aperta si trasforma in piattaforma chiusa

  • Twitter, ecco la nuova emoji per dire grazie

    Twitter, ecco la nuova emoji per dire grazie

    Twitter ha da poco lanciato una nuova emoji per dire “grazie”. Durante questo periodo di emergenza sanitaria sono stati pubblicati più di 265 milioni di tweet contenetti espressioni riconducili a questa parola.

    Twitter anche in questa emergenza sanitaria ha dimostrato di essere uno degli strumenti più adatta per veicolare notizie e informazioni legate alla pandemia da Coronavirus. Gli utenti l’hanno usato con una frequenza maggiore, prova ne è che gli utenti giornalieri monetizzabili sono 166 milioni, un numero mai toccato prima, anche per esprimere gratitudine verso tutte quelle persone che si sono adoperate per contrastare l’emergenza.

    Una ricerca, avviata dal 15 marzo scorso, in pieno lockdown italiano, è stato rilevato ​un aumento del 37% nell’uso della parola ​“grazie” rispetto al mese precedente. E, nello stesso periodo, ​in tutto il mondo sono stati pubblicati più di ​265 milioni di tweet ​contenenti espressioni riconducibili alla parola “grazie”. Oltre a questo si è notata anche una crescita nell’uso delle emoji ​preghiera​ 🙏🏼 e ​applauso ​👏🏻, rispettivamente ​del 50% e del 10%.

    twitter emoji grazie

    Per sottolineare queste tendenze e valorizzare i milioni di tweet in cui vengono utilizzate tali
    espressioni positive, ​Twitter ha lanciato una nuova emoji ​che si attiverà ogni qual volta verrà utilizzato ​l’hashtag #grazie, con le mani a formare un cuore.

    Ma quali sono le categorie che hanno ricevuto in queste settimane messaggi di gratitudine? Ovviamente ci sono medici e operatori sanitari, ai quali forse non basterebbero tutti i grazie del mondo per quello che hanno fatto, e continuano a fare; poi ci sono gli addetti della GDO, della grande distribuzione alimentare, anche loro non hanno mai smesso di lavorare per garantire a tutti di poter fare la spesa e di poter vivere comunque un briciolo di “normalità”.
    Tra tutti quelli a cui abbiamo indirizzato i nostri “grazie” ci sono anche le nostre famiglie; ci sono anche gli operatori e addetti alle pulizie e all’igiene; e poi ci sono anche gli amici.
    Insomma, adesso che tutto sembra volgere verso il meglio, nel senso che il peggio sembra essere passato, è forse il momento di dire grazie, anche approfittando di questa nuova emoji con le mani a formare un cuore.
  • Twitter, più chiare le risposte su versione web e iOS

    Twitter, più chiare le risposte su versione web e iOS

    Twitter ha rilasciato delle novità che riguardano le conversazioni, per ora solo per la versione web della piattaforma e su iOS. In pratica, da oggi è possibile orientarsi meglio nelle risposte, risalendo direttamente alla risposta cui si intende replicare.

    Il lavoro che Twitter aveva lanciato lo scorso anno, ricorderete l’app in beta denominata “twttr” (‘little t’ come viene chiamata internamente”), un mega test a cui sono stati invitati 1.000 utenti, sembra adesso dare i suoi frutti. Infatti, Twitter ha annunciato una novità che riguarda le conversazioni sulla piattaforma, uno de punti nevralgici su cui la società di Jack Dorsey, dopo tanti inviti a farlo per la verità, ha deciso di puntare per innovare la piattaforma da 280 caratteri.

    Da oggi, ma solo per la versione web e sulla versione iOS, è possibile rispondere alle riposte sui tweet in maniera più chiara. Spesso la difficoltà che molti trovavano era proprio quella di rispondere all’account giusto, per il fatto che la conversazione si sviluppava in modo univoco. Adesso, invece, si svilupperanno delle “ramificazioni” mirate, in modo tale da sviluppare una conversazione diretta tra due account, all’interno di un thread.

    twitter risposte chiare

    All’inizio, poco più di un anno fa infatti, questa era stata presentata come una funzionalità più colorata e più simile, graficamente, a quello che già si vede sulle app di instant messaging. Il risultato finale che vediamo oggi è invece quello originario, più conforme allo stile grafico attuale della piattaforma, ma comunque più chiaro.

    Per visualizzare le ulteriori risposte che via via si annidano all’interno di una conversazione, basterà cliccare sull’etichetta che comparirà immediatamente prima, con scritto: “Mostra più risposte“.

    Ma le novità di Twitter, che di recente ha dichiarato il “record” di 166 milioni di utenti unici giornalieri monetizzabili, non finiscono qui. Infatti, la società di San Francisco ha lanciato un test interessante che riguarda sempre le conversazioni.

    Il test, per ora solo su iOS, riguarda le risposte. Capita a tutti, spesso nei casi in cui la conversazione si “surriscalda”, di scrivere delle cose d’impeto che spesso possono degenerare in contenuti giudicati inadeguati. Ebbene, a fronte del suo impegno per garantire una conversazione sempre “salutare”, Twitter permetterà all’utente che sta per rispondere di ripensarci meglio prima di pubblicare.

    Al momento si sa solo questo, ma vi aggiorneremo meglio nel caso di ulteriori aggiornamenti.

  • Twitter, lo scambio di maggiori dati commerciali non vale in Europa

    Twitter, lo scambio di maggiori dati commerciali non vale in Europa

    Twitter sta notificando agli utenti, che vivono al di fuori dell’Europa, di aver cambiato la policy per lo scambio di informazioni con i propri partner commerciali: Facebook e Google. Gli utenti non hanno più possibilità di scegliere.

    Twitter da ieri ha iniziato a notificare agli utenti, al di fuori dell’Europa, compresi i paesi EFTA (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) e il Regno Unito, di aver cambiato la policy con cui la società condivide i dati degli utenti con i propri partner commerciali. Un cambiamento che sta destando non poche polemiche negli Usa, e non solo, ma che forse è una risposta all’incidente di qualche mese fa, quando dalla piattaforma, per via di un bug, vennero resi pubblici i dati degli utenti dalla piattaforma Mobile Advertising Platform.

    Tutti gli utenti che accedono a Twitter, dagli Usa e da altri paesi, si sono trovati davanti al fatto che da oggi Twitter condivide i dati degli utenti con i suoi partner commerciali, nello specifico Facebook e Google, senza più avere la possibilità di scegliere. Ed è questo il punto su cui si concentra la polemica.

    twitter cambio policy dati franzrusso.it 2020

    La società di Jack Dorsey spiega che questa scelta è un modo per garantire l’uso gratuito della piattaforma a 280 caratteri. “È stata rimossa la vostra capacità di controllare le misure pubblicitarie delle applicazioni mobili, ma potete controllare se condividere alcuni dati non pubblici per migliorare le attività di marketing di Twitter su altri siti e applicazioni. Questi cambiamenti, che aiutano Twitter a continuare a funzionare come servizio gratuito, li trovate nelle vostre impostazioni“.

    Quindi gli utenti che vivono al di fuori dell’Europa non hanno, sostanzialmente, più capacità di scelta.

    twitter avviso dati commerciali

    Twitter però specifica che ad essere condivisi con i partner non sono dati sensibili come nome, numero di telefono o indirizzo email. Ad essere condivisi sono le informazioni riguardanti gli annunci pubblicitari che vengono visualizzati nell’app e l’ID univoco dello stesso dispositivo, quello che si accorda dopo aver installato l’app e aver effettuato l’accesso.

    Quindi, Twitter utilizza l’SDK di Facebook e il Google tracking per tracciare queste informazioni. Le stesse informazioni possono poi essere utilizzate e analizzate da Twitter per comprendere meglio il comportamento degli utenti, cioè il suo targeting.

    The Verge fa notare che questa operazione d tracciamento aiuterà Twitter ad evitare incidenti come quello avvenuto lo scorso autunno.

    Si potrebbe notare da una parte lo sforzo di maggiore trasparenza da parte di Twitter, un gesto che potrebbe essere apprezzato. Ma quello che desta più stupore tra gli utenti, ripetiamo non europei, è il fatto di non poter decidere come usare i propri dati di navigazione.

    Forse questo è uno dei casi in cui le norme vigenti e livello europeo mostrano la propria efficacia, a difesa dei consumatori e dei fruitori di servizi digitali. Come già detto, il cambio di policy di Twitter per lo scambio di informazioni relative agli utenti con i propri partner commerciali non è vigente in Europa. Infatti gli utenti europei, sia su iOS che su Android, hanno ancora la possibilità di scegliere se e a quali partner cedere i propri dati, non i dati sensibili ovviamente.

  • Su Twitter arrivano le dirette in contemporanea con 3 utenti

    Su Twitter arrivano le dirette in contemporanea con 3 utenti

    Twitter lancia il nuovo modo per fare le dirette. Si potranno invitare fino a 50 utenti e farne partecipare 3 contemporaneamente. Ecco come funzionano.

    In un momento in cui tutti stanno in casa per via del Coronavirus, si sente di più il bisogno di stare in contatto con le persone. E se non è possible il contatto fisico, ecco che le piattaforme social diventano strumenti quasi insostituibili in momento come questi. Un fenomeno in crescita in questi giorni è sicuramente quello delle dirette, a tutte le ore, su Facebook e, soprattutto su Instagram. Ma entro qualche giorno, il tempo che la funzionalità si attivi anche nel nostro paese, sarà possibile farle anche su Twitter. Così il cerchio si completa. Quindi anche sulla piattaforma da 280 caratteri sarà possibile avviare una diretta in contemporanea per estendere le modalità di conversazione.

    diretta live twitter

    Come fare una diretta su Twitter

    La nuova modalità sarà disponibile entro breve tempo per tutti gli utenti e attivarla è molto semplice. Per attivarla basterà infatti cliccare sull’icona “componi” nuovo tweet e poi avviare la fotocamera.

    A quel punto basterà toccare su “Live” e passare ad invitare gli utenti. Se ne possono invitare fino a 50 e sarà possibile fare una diretta con un massimo di 3 account in contemporanea, che potranno anche scegliere la sola modalità audio. Si potranno anche fare dirette solo in audio toccando il microfono in alto a destra che spegnerà in automatico la fotocamera.

    Invitare utenti a partecipare alla diretta è molto semplice. Una volta avviata la modalità in diretta, si potrà cliccare su “Invita utenti” e subito dopo li si potrà selezionare dalla lista che comparirà immediatamente. Una volta cliccato su “Salva”, partirà la diretta con i tre account che compariranno in contemporanea in alto.

    Per terminare la diretta, basterà cliccare “Stop” in alto a sinistra e confermare l’intenzione d terminare il contenuto live.

    diretta live twitter invito utenti

    Per vedere e cercare una diretta sarà molto semplice. Il video verrà posto in alto sulla timeline, nella Home, verrà notificato agli utenti e sarà rintracciabile anche dalla ricerca. Sarà anche possible rivederli su Twitter e su Periscope.

    Qui c’è la guida completa per fare una diretta su Twitter.

    E voi che ne pensate?

  • Ecco finalmente il modifica tweet, ma è a pagamento

    Ecco finalmente il modifica tweet, ma è a pagamento

    Ecco finalmente il tanto desiderato “modifica tweet” ma non è come sembra. Infatti la mette a disposizione Brizzly+ ma è a pagamento fino a 60 dollari l’anno. Una funzionalità che Twitter poteva rendere disponibile per tutti.

    E così, il modifica tweet è disponibile! Ma attenzione, non è come sembra e non lo ha messo a disposizione Twitter, eh no. Si tratta di una funzionalità messa a punto da Brizzly, nome sconosciuto ai più, che l’ha realizzata sfruttando le API di Twitter. Sembra una bella notizia, è quello che gli utenti di Twitter chiedono da tempo, qui sul nostro blog abbiamo addirittura lanciato l’hashtag #modificatweet nel 2014, ma c’è un però: è a pagamento.

    Brizzly è un cliente che apparve la prima volta nel 2009 poi, per varie vicissitudini, inclusa quella di essere stato acquisito da AOL e poi rivenduto, ed oggi torna di nuovo con la versione Brizzly+, offrendo un set di funzionalità tra le quali spicca proprio quella con cui modificare i tweet.

    brizzly modifica tweet

    In pratica, gli utenti che vorrebbero dotarsi di questa funzionalità, avrebbero l’opportunità di impostare un periodo di tempo, che va dai 10 secondi ai 10 minuti, all’interno del quale intervenire per modificare il tweet. In questa frazione di tempo, l’utente può annullare il contenuto, che era stato precedentemente pubblicato, e correggerlo cliccando su “annulla”.

    Non si tratta proprio di una vera modifica in senso tecnico, avendo comunque la possibilità di rifare il tweet, ma Brizzly in questo modo non memorizzerà più il vecchio contenuto. In un certo qual modo è quello che gli utenti Twitter hanno sempre richiesto ma non hanno mai ottenuto, tra vari tira e molla.

    Il client permette anche la cancellazione automatica dei contenuti impostando il periodo di cancellazione entro 24 ore, una settimana o un mese.

    Come dicevamo in apertura, finalmente gli utenti Twitter potranno avere la tanto agognata funzionalità del modifica tweet, ma in questo caso, secondo la proposta che fa Brizzly+, è a pagamento: 6 dollari al mese (per singola sottoscrizione) oppure 60 dollari l’anno (quindi 5 dollari al mese).

    Per ora la funzionalità è disponile sono per la versione web, non esiste ancora un’app, anche se Brizzly spiega che la stessa funzionalità è ottimizzata per il mobile.

    È poco o è tanto pagare fino a 60 dollari l’anno? Di certo stiamo parlando di una funzionalità che dovrebbe essere nativa di Twitter ma che la stessa piattaforma s è sempre rifiutata di implementare. La risposta definitiva da parte di Jack Dorsey l’abbiamo ottenuta proprio ad inizio anno.

    Sarebbe stato bello avere il tasto modifica tweet all’interno del riquadro di composizione del tweet, siamo più che convinti che avrebbe contribuito ad avvicinare tutti quegli utenti ancora scettici sulla validità della piattaforma.

    Avendola adesso a disposizione a pagamento, impone una riflessione. Vale la pena pagare 60 dollari? Quanto vale effettivamente la correzione di un tweet? Ecco, queste sono le domande a cui adesso bisogna rispondere e non tutti gli utenti sono disposti a farlo.

    Twitter invece di dare sostegno a questa funzionalità, avrebbe fatto meglio ad introdurla, visto che adesso abbiamo la dimostrazione che si poteva fare, invece di permettere di poterla introdurre a pagamento, quindi non disponile per tutti.

  • Twitter avvia il test sulle Stories in Brasile: si chiamano Fleets

    Twitter avvia il test sulle Stories in Brasile: si chiamano Fleets

    Twitter avvia, per ora, in Brasile un test su un nuovo formato effimero chiamato Fleets. Si tratta di quelle che avevamo definito Twitter Stories. Non sarà possibile fare like o retweet, ma solo rispondere in DM e con emoji.

    Ne avevamo scritto qualche settimana fa, quando avevamo dato la notizia dell’acquisizione da parte di Twitter di Chroma Labs, del fatto che le Twitter Stories potessero prima o poi approdare sulla piattaforma da 280 caratteri. Ed è andata proprio così, anche più velocemente di quanto potesse pensarsi.

    Twitter ha infatti annunciato l’avvio di un test, per ora localizzato solo in Brasile, di un nuovo formato chiamato Fleets, una modalità che permetterà agli utenti di pubblicare tweet che appariranno in alto sulla timeline e che poi scompariranno nell’arco delle 24 ore. È la prima volta, dal 2006, anno della sua fondazione, che su Twitter appare un formato diverso da quello dei tweet. Si tratta, né più e né meno, della versione personalizzata delle Stories, quelle che hanno caratterizzato Snapchat, la piattaforma che le ha lanciate, poi arrivate su Instagram nel 2016. Di fatto, Twitter è una delle ultime piattaforme social ad adottare questo formato di contenuto effimero.

    twitter fleets stories franzrusso.it 2020

    Come funziona Fleets, il nuovo formato effimero di Twitter

    Iniziamo subito col dire che questo nuovo formato effimero di Twitter non sarà mai rintracciabile attraverso search, il motore di ricerca interno alla piattaforma, e non sarà mai esportabile su siti. Si tratta di un formato effimero che sarà visibile dai follower dell’utente, un po’ come funziona su altre piattaforme.

    Per creare una serie di Fleets, sarà sufficiente toccare il segno “+” all’interno della foto profilo che apparirà in un sorta di bolla di conversazione, la si vede in alto nella timeline:

    twitter fleets stories timeline

    Una volta cliccato sul segno più, comparirà uno spazio all’interno del quale sarà possibile inserire un testo fino a 280 caratteri (la caratteristica di Twitter rimane), immagini, GIF, video della durata massima di 2 minuti e 20 secondi. Gli editori “whitelisted” potranno inserire video fino a 10 minuti di durata.

    Dalla timeline sarà possibile scorrere in modo laterale le Fleets (stories) degli utenti che si seguono. La differenza, rispetto al classico formato delle stories che abbiamo imparato a conoscere su altre piattaforme, è che le Fleets di un utente scorrono in modo verticale attraverso il classico gesto dello scroll. E per passare ad un’altra serie di Fleets d un altro account bisognerà toccare verso sinistra (e non verso destra).

    Non sarà possible fare Like o retweet alle Fleets. Sarà possibile rispondere con DM (i messaggi privati) solo se l’utente li prevede e sarà comunque possible interagire con emoji, come succede già su altre piattaforme.

    Per Twitter si tratta di un momento fondamentale per testare nuove forme di condivisione sulla piattaforma al fine di attrarre nuovo pubblico, “spaventato”, per certi versi, dalla natura stessa di Twitter, ossia pubblica. Come abbiamo imparato in questi anni, la forma pubblica di Twitter è stata considerata una grande caratteristica che ha permesso a chiunque di usare la piattaforma. Solo che ad un certo punto, il proliferare del fenomeno dei troll, dei contenuti volenti e degli account fake ha finito per spaventare, e allontanare, buona parte d quel pubblico che arrivava comunque sulla piattaforma. Badate che Twitter attrae circa 1 miliardo di utenti al mese, solo che poco più di 300 milioni risultano effettivamente iscritti.

    Un problema questo che per anni non è stato affrontato come doveva. E che ha finito per mettere in difficoltà lo stesso Jack Dorsey, co-fondatore e CEO di Twitter,finito nel mirino del Fondo Elliott che vuole mandarlo via, avendo preso il controllo del consiglio di amministrazione.

    twitter fleets social media

    Le Stories su Twitter costituiscono un momento fondamentale per la vita della piattaforma, perchè offrono proprio a quella parte di utenti “spaventati” la possibilità di poter usare la piattaforma in modo più intimo, più adeguato al proprio modo di comunicare, pur mantenendo la caratteristica dei 280 caratteri.

    Non dimentichiamo un altro aspetto, e cioè che Twitter sta per trasformarsi in una piattaforma chiusa, offrendo agli utenti la possibilità di scegliere come condividere i contenuti, se in formato pubblico o in formato più chiuso.

    L’effimero potrebbe dare nuove possibilità di rilancio, anche dal punto di vista dell’advertising, a Twitter che si trova ad affrontare un momento cruciale per la propria assistenza.

    E voi che ne pensate?

  • Twitter: il Fondo Elliott è pronto a mandare via il CEO Jack Dorsey

    Twitter: il Fondo Elliott è pronto a mandare via il CEO Jack Dorsey

    La notizia potrebbe davvero stravolgere Twitter. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il Fondo Elliott sarebbe pronto a mandare via il CEO e co-fondatore Jack Dorsey.

    Non è la prima volta che la posizione di Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter venga messo in discussione nel consiglio di amministrazione. Era già capitato nel 2016, quando i due maggiori azionisti di allora, il principe saudita Alwaleed bin Talal e Steve Ballmer (ex CEO di Microsoft), si erano messi in testa di vendere l’azienda. E poi, in tanti non hanno mai perdonato a Dorsey il fatto di dividere il suo tempo in due aziende, con lo stesso ruolo di CEO: in Twitter, appunto, e in Square, l’altra sua società, specializzata in pagamenti mobile, quotata in borsa.

    Non è la prima volta, dicevamo, perchè adesso la situazione si fa più difficile. Il Fondo Elliott (sì proprio quello proprietario del Milan, per intenderci), in virtù della sua quota considerevole nella società, ha deciso di fare sul serio e vuole mandare via Jack Dorsey, “colpevole” di dedicarsi abbastanza nella società. Il Fondo, secondo quanto riporta Bloomberg, ha inserito quattro suoi amministratori all’interno del consiglio di amministrazione, l’intento era quello di occupare quante più posizioni possibili per riuscire nell’obiettivo. E, a quanto pare, potrebbe riuscirci per davvero.

    jack dorsey twitter 2020

    Stavolta per Jack Dorsey si fa davvero difficile. É l’unico CEO, a differenza di Mark Zuckerberg di Facebook o di Evan Spiegel e Bobby Murphy di Snapchat a non controllare il consiglio di amministrazione della sua azienda. Un’anomalia che più volta ha posto Twitter nel mirino di possibili compratori e in situazioni difficili.

    Altro elemento che viene imputato a Dorsey, cosa che anche noi, come tanti altri, abbiamo rilevato, è che Twitter, da quando il co-fondatore è tornato, nel 2015, a ricoprire il ruolo di CEO, è cresciuta poco, solo il 6,2%. Facebook, ad esempio, nello stesso periodo è cresciuta del 121%.

    Dopo che la notizia ha fatto il giro di Wall Street il titolo TWTR ha guadagnato il 7,7% nell’after hours, chiudendo con solo + 0.55% nelle contrattazioni ordinarie. Segno che l mercato attende una mossa che possa dare una svolta a Twitter.

    Il Fondo Elliott, guidato e fondato da Paul Elliott Singer, di cui è CEO e CIO, vuole puntare alla guida di Twitter, sapendo bene che la piattaforma presto si troverà ad affrontare due eventi molto importanti come le Olimpiadi in Giappone e le prossime elezioni presidenziali negli Usa. Due eventi in cui il ruolo di Twitter è fondamentale, soprattutto in termini di monetizzazione, in relazione alle Olimpiadi ovviamente.

    Riguardo alle prossime elezioni presidenziali Usa, alcuni siti americani dando questa notizia hanno rilevato il fatto che proprio Paul Elliott Singer è un grande sostenitore dell’attuale presidente Usa Donald Trump e questo potrebbe aver esercitato un peso nella decisione.

    Jack Dorsey sembra ormai in bilico. In questi anni ha tardato a muoversi cercando di rendere la piattaforma più aggiornata e appetibile. Un vero processo di innovazione è stato avviato solo lo scorso anno, ma ora tutto questo potrebbe non bastare. In effetti, il fatto di aver ricoperto il suo ruolo a tempo parziale, e non a tempo pieno come il ruolo richiederebbe, rischia di condannarlo ad abbandonare la guida della azienda che ha contribuito a creare insieme a Evan Wlliams e Biz Stone. Uno scenario che oggi si fa sempre più concreto.

  • Twitter acquisisce Chroma Labs e (forse) si prepara alle Stories

    Twitter acquisisce Chroma Labs e (forse) si prepara alle Stories

    E se Twitter stesse pensando alle Stories? Un’idea che, forse, non suonerebbe tanto lontana anche alla luce della nuova acquisizione di Chroma Labs, una startup fondata dall’inventore di Boomerang (Instagram), specializzata in layout per le Stories.

    Qualche giorno fa, commentando su Twitter l’arrivo dei tasti Reactions ne DM scrissi “mi meraviglierei di eventuali #TwitterStories”. La prova la trovate in basso. E nel giro di qualche giorno, ecco che la società guidata da Jack Dorsey ufficializza l’acquisizione di Chroma Labs, nome che forse dirà poco a più, ma si tratta di una startup fondata dall’inventore dell’app per Instagram, Boomerang, specializzata in layout per le Stories, sia per Instagram che per Snapchat. La domanda sorge quindi spontanea, allora davvero Twitter sta pensando alle Stories?

    Non sarebbe una sorpresa, per la verità, anzi. Sarebbe quasi opportuno per attrarre un pubblico più giovane, nel tentativo di dare una bella spinta alla crescita degli utenti.

    Chroma Labs Twtter Stories

    Ma, al momento, secondo quanto riportato dai media e dai blog Usa, in particolare da TechCrunch, Twitter, per ora, non commenta, quasi allontanando l’idea di lanciarsi nelle possibili Stories sulla piattaforma, facendo intendere chiaramente che l’operazione, di cui non si conoscono altri particolar, avrebbe come obiettivo quello di migliorare l’aspetto delle conversazioni.

    Un tema molto attuale, anche per il fatto che, come sapete, e ne abbiamo già scritto qui sul nostro blog, Twitter sta lavorando su un’app beta, in test chiuso con un migliaio di utenti proprio per sperimentare nuove soluzioni per le conversazioni che si presenteranno più ordinate e anche più colorate.

    Chroma Labs è una startup che vede tra i co-fondatori anche John Barnett, colui, come dicevamo in apertura del post, ha inventato Boomerang, la funzionalità di Instagram molto conosciuta. E’ stata fondata nel 2018 e si è specializzata nella produzione di layout per le Stories. Lo scorso autunno ha lanciato un’app, “Chroma Stories” solo per iOS, che permette di modificare foto e video per poi condividerli su Snapchat o su Instagram Stories. L’app, in virtù di questa acquisizione, non verrà più aggiornata

    Abbiamo costruito Chroma Labs e molti prodotti di successo per ispirare la creatività e aiutare le persone a raccontare le loro storie visive.” – ha detto Barnett commentando la notizia – “Non vediamo l’ora di continuare questa missione su più vasta scala con uno dei servizi più importanti al mondo“.

    Gli altri due co-fondatori sono Alex Li e Joshua Harris che hanno preso parte a diversi progetti Facebook come, appunto, Instagram Stories ma anche Oculus per la realtà virtuale e realtà aumentata.

    In tutto i dipendenti di Chroma Labs sono sette ed entreranno a far parte di Twitter da subito.

    Twitter da questa acquisizione ha molto da guadagnare, si tratta di un’operazione che potrebbe dare una svolta alla piattaforma e provare davvero a farla crescere come merita. Avevamo sottolineato più volte che Twitter aveva la necessità di innovare sè stessa e, ora, questa acquisizione va nella giusta direzione. Entrano nella società specializzata nei 280 caratteri dei talenti che possono arricchire le modalità di conversazione, coniugando la brevità dei messaggi con la brevità delle Stories.

    Forse non sarà nell’immediato, ma le #TwitterStories a questo punto potrebbero davvero arrivare.

    E voi che ne pensate?

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