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  • Twitter introduce le Video Webiste Cards per tutti gli inserzionisti

    Twitter introduce le Video Webiste Cards per tutti gli inserzionisti

    Twitter introduce le Video Website Cards, un formato creativo, che si aggiunge alle altre Cards, che combina le potenzialità dei video con la possibilità di indirizzare gli utenti al proprio sito per saperne di più o per interagire in maniera immediata.

    Twitter introduce una nuova Card, il formato creativo che rende il contenuto più coinvolgente e diretto per l’utente. Si tratta delle Video Website Cards, un formato che punta sulle potenzialità dei video, come sappiamo contenuto molto coinvolgente, con la possibilità di offrire agli utenti una modalità più interessante per invitarli a visitare il proprio sito e per interagire in modo più immediato.

    Perchè usare le Video Website Cards?

    Prima di tutto questa modalità sfrutta il grande potenziale dei video, contenuto molto coinvolgente. Quindi, per annunciare il lancio di un prodotto, per invitare i viaggiatori a cliccare per scoprire di più sulla destinazione descritta, o per mostrare in anteprima il gameplay per incentivare le vendite di un nuovo videogioco, la Video Website Card può risultare una forma di contenuto utile all’utente per interagire subito con l’iniziativa.

    twitter video website cards

    Cosa possono fare le aziende con le Video Website Cards?

    Con le Video Website Cards le aziende possono:

    Attirare i consumatori qualificati con un auto-play immersivo che mostra i valori, il prodotto o il servizio di un marchio ancor prima che una persona clicchi. Complessivamente nella versione beta, la Video Website Card ha raggiunto una percentuale di clic 2 volte più elevata rispetto al benchmark del settore per gli annunci adv nel video mobile. Gupta Media (@GuptaMedia) ha collaborato per diversi clienti beta, tra cui Republic Records (@RepublicRecords), che ha utilizzato la Video Website Card per incentivare lo stream digitale dell’album di debutto della cantante hip-hop Aminé (@heyamine), “Good for You”.

    Estendere l’engagement col brand con una creatività pensata per indirizzare i consumatori al sito per scoprire di più o interagire col marchio. Per esempio, la Bank of America (@BofA) ha utilizzato vignette divertenti per mostrare le caratteristiche della sua app per il servizio di mobile banking e ha indirizzato direttamente al proprio sito tutti coloro che volevano maggiori dettagli.

    Mantenere alta l’attenzione dei consumatori. Sul cellulare, il video è fissato nella parte superiore dello schermo e continua la riproduzione anche mentre il sito web è in fase di caricamento. Riempendo anche questo momento dell’esperienza, si è notato una significativa riduzione del numero di utenti che abbandonano rapidamente il sito mentre sta ancora caricando. I brand che hanno partecipato alla beta, infatti, hanno visto un aumento medio del 60% nel mantenimento dell’utente rispetto alle medie del mercato.

    Jaguar USA (@JaguarUSA) ha utilizzato questo format per attrarre gli utenti con un video che mostra l’elegante design della F-TYPE, e che invitava i consumatori ad andare sul sito per saperne di più.

    https://twitter.com/JaguarUSA/status/879338463551795202?ref_src=twsrc%5Etfw&ref_url=https%3A%2F%2Fblog.twitter.com%2Fmarketing%2Fen_us%2Ftopics%2Fproduct-news%2F2017%2FMake-your-videos-work-harder-with-the-Video-Website-Card.html

    La Video Website Card dispone di un video a riproduzione automatica, un titolo personalizzabile e un URL di destinazione associato a un ampio target. Gli inserzionisti possono scegliere di implementare questa funzionalità creativa nelle visualizzazioni video, nei click del sito web o negli obiettivi di awareness, in modo da ottimizzare e pagare solo per le attività più rilevanti per loro. Per esempio, uno studio cinematografico che vuole lanciare un nuovo film potrebbe utilizzare la Video Website Card per ottimizzare le visualizzazioni video del trailer nella fase iniziale della campagna, quando l’obiettivo primario è quello di incrementare l’awareness e, successivamente, ottimizzare i clic al sito quando il film è nelle sale e lo scopo principale diventa quello di vendere i biglietti.

    La creatività  Video Website Card è ora disponibile per tutti gli inserzionisti a livello globale.

     

  • Twitter pronto per i 280 caratteri, ma il modifica tweet sarebbe più utile

    Twitter pronto per i 280 caratteri, ma il modifica tweet sarebbe più utile

    Twitter ha annunciato di aver avviato una fase di test, per un gruppo ristretto di utenti, per estendere lo spazio a 280 caratteri. Sarebbe l’addio definitivo ai 140 caratteri, il vero carattere distintivo della piattaforma. Ma davvero questo potrebbe risollevare Twitter? Forse sarebbe stato meglio pensare al modifica tweet.

    Se prima dovevamo essere 10 mila, adesso siamo sicuri che Twitter è pronto ad abbandonare il limite dei 140 caratteri. Anzi, sarebbe stato meglio, forse (e qui in tanti dovremmo fare “mea culpa”), se non si fosse parlato di “limite” ma più di caratteristica. Già, perchè la vera caratteristica di Twitter stava proprio in 140 caratteri. Adesso, come ormai ufficializzato, Twitter è pronto a raddoppiare i caratteri, arrivando a 280, esattamente il doppio. In questo modo è come se si avesse lo spazio per due tweet in uno.

    Certo, si tratta di una piccola, grande, rivoluzione per Twitter che ha bisogno, come detto in più occasioni qui sul nostro blog, di innovare il prodotto, quello che a gran voce richiedevano gli investitori e anche gli utenti. Gli utenti, il vero problema di Twitter che restano fermi al palo, per due trimestri consecutivi, dei 328 milioni totali. C’era bisogno di una scossa, di un qualche cosa che facesse sembrare la piattaforma viva e aperta a tutti. Di questo ne siamo tutti consapevoli, ma permetteteci di sostenere che questo dei 140 caratteri non era il primo dei problemi.

    twitter 280 caratteri

    Twitter giustifica questo cambiamento in ragione del fatto che ci sono paesi come la Corea del Sud, il Giappone che grazie al loro idioma sono in grado di esprimere un pensiero che sarebbe lungo più di 280 caratteri, ma loro lo esprimono in pochi simboli e tutto torna. Diversamente, se volessimo esprimere quello stesso pensiero in inglese, o anche in italiano, lo spazio dei 140 caratteri non ci basterebbe. Ed ecco quindi la motivazione di abbandonare i 140 caratteri raddoppiandoli. Del resto, questo lo si sapeva da tempo, è noto, infatti, che Twitter sia la seconda piattaforma più usata in Giappone. Twitter è molto usato dei paesi del sud est asiatico proprio per questo motivo. Una percentuale di utilizzo che non si conferma nei paesi occidentali. Allora, Twitter si allara a 280 caratteri.

    Eppure, non era difficile scrivere in 140 caratteri, bastava semplicemente scrivere nello spazio tutto il pensiero e poi “ripulirlo” delle parole che non servivano. Adesso invece sarà tutto più semplice. Per avere un esempio basta guardare il tweet con cui Jack Dorsey annuncia la grande novità, è in uno spazio da 280 caratteri.

    In verità ci saremmo aspettati l’estensione dei caratteri attraverso la funzionalità dei “tweetstorm”, di cui molto si è parlato nei giorni scorsi, ed è probabile che non venga cassata del tutto. Staremo a vedere.

    Però, come dicevamo all’inizio, davvero i 140 caratteri non erano, a nostro avviso, il vero problema. Quello che davvero gli utenti hanno chiesto a gran voce prima di tutto era, semplicemente la possibilità di avere un “modifica tweet”, la possibilità di poter modificare il contenuto, con qualsiasi modalità si desiderava. Lo chiediamo qui sul nostro blog ormai da due anni. Le opzioni e, soprattutto, i suggerimenti degli utenti erano stati presi in considerazione proprio da Jack Dorsey che a fine dello scorso anno aveva chiesto alla base utenti quali fossero le necessità. E tutti avevano risposto “edit tweet”, modifica tweet. Dorsey stesso aveva annunciato che presto ci sarebbero state novità in questo senso, ma nulla.

    Si è preferito invece perdere da subito la vera caratteristica di Twitter per dare spazio al doppio dei caratteri.

    Ma davvero adesso si riuscirà ad esprimere in 280 caratteri quel mood ironico che ha fatto la fortuna di tanti utenti, oggi delle vere e proprie star? Immaginate un meme a 280 caratteri? No, perchè perde proprio la sua natura. Adesso tutti scriveranno lunghi pensieri, ma non troppo perchè poi a 280 caratteri si fa presto ad arrivare.

    Insomma, Twitter oggi perde un po’ la sua natura, diciamocelo. Perde la sua caratteristica principale. Ma, la tempo stesso, si innova, si desta, da un segnale che qualcosa si muove.

    Per verificare l’efficacia dei 280 caratteri non ci resterà che aspettare. Per poi continuare a lamentarci dell’assenza del modifica tweet.

  • Twitter, ecco gli Articoli Popolari nella sezione Esplora da mobile

    Twitter, ecco gli Articoli Popolari nella sezione Esplora da mobile

    Twitter ha rilasciato all’interno della tab Esplora la possibilità di visualizzare gli articoli più popolari sulla piattaforma. E’ un modo per scoprire subito quali sono gli articoli più condivisi a 140 caratteri. Lodevole lo sforzo, ma posizionarla così in fondo ci certo non aiuta.

    Twitter è sempre più alla ricerca di un modo che tenga gli utenti più coinvolti sulla piattaforma. E lo fa puntando tutto sul mobile, non a caso dai dispositivi mobili proviene l’80% degli accessi sulla piattaforma. Per creare più coinvolgimento bisogna quindi mettere in evidenza quello che viene più condiviso, per il fatto che, come è accaduto (e accade ancora), l’utente ha speso difficoltà a trovare da subito un contenuto che sia per lui interessante. In questa ottica, Twitter ha rilasciato nella tab Esplora gli Articoli Popolari, un elenco degli articoli più condivisi a 140 caratteri sulla piattaforma. Questa modalità adesso è rilasciata a livello globale per iOS e Android, ma alcuni utenti (come è accaduto a me) avevano avuto la possibilità di visualizzarla qualche settimana fa per pochissimo tempo. Ed eccola qua.

    Dopo il lancio di Esplora, avvenuto nel gennaio scorso, Twitter sta cercando di creare più ordine proprio in quella sezione. Il fine è quello di creare un “luogo” dove gli utenti possano trovare subito quello che più interessa, come argomenti più condivisi, adesso selezionati per tema, e ora anche gli Articoli Popolari.

    twitter articoli popolari esplora

    In pratica in questa sezione verranno raccolti gli articoli che sono stati più twittati con il link relativo. BuzzFeed, il primo a lanciare la notizia sul rilascio globale, lo ha paragonato ad una specie di Nuzzel, il servizio forse poco usato in Italia ma molto utilizzato negli Usa specie dai giornalisti. Nuzzel aggrega le notizie più condivise, offrendo in questo modo uno spazio dove capire quali sono le notizie che fanno “più rumore” sui social media.

    Bene, se così fosse per Twitter “Articoli Popolar” sarebbe davvero una manna dal cielo per creare maggiore coinvolgimento tra gli utenti e offrire contenuti interessanti. Ma, davvero, non si capisce perchè “seppellire” questa funzionalità così in fondo, alla fine di tutto. Si deve “scrollare” fino in fondo per trovare quello che di fatto interesserebbe molti. Allora, l’auspicio è che presto questa sezione venga spostata più in alto e, altro auspicio, è che vengano resi visibili i Momenti anche in Italia nella sezione Esplora, quest sì che verrebbero rivalutati molto e potrebbero contribuire ad un maggiore coinvolgimento.

    Per il momento godiamoci questa sprazzo di miglioramento.

  • Twitter non è popolare negli Usa, tanto meno tra i Millennials

    Twitter non è popolare negli Usa, tanto meno tra i Millennials

    Stanno facendo molto discutere i dati pubblicati da comScore relativi alla survey “2017 U.S. Mobile App Report” dove si nota benissimo la sfida tra Facebook e Google per le app più scaricate dagli americani. Lo stesso poi lo si verifica tra i Millennials statunitensi. E il grande assente è proprio Twitter, segno che Dorsey ha più di un problema da risolvere.

    Nei giorni scorsi comScore ha pubblicati i dati della survey “2017 U.S. Mobile App Report“, un grande e dettagliato rapporto sulle app pià scaricate dagli americani. E in relazione a questi dati si è molto discusso per via del fatto che i big winner sono Facebook, da una parte, e Google, dall’altra. Praticamente si dividono il mercato, a parte qualche eccezione come Snapchat o Pandora. Facebook vince nel settore delle app di comunicazione e conversazione proprio con Facebook, Messenger e Instagram (sorprende che non vi sia WhatsApp), mentre Google vince tra le app di servizi con Google Search, Google Maps, GMail, e poi con YouTube, seconda in assoluto.

    twitter non popolare usa comscore 2017

    Come avrete certamente notato, manca Twitter. A guardare questi dati Dorsey dovrebbe avere ben più di una preoccupazione, sono dati che determinano il fatto che Twitter ormai ha perso terreno, soprattutto tra gli utenti Usa, ossia quelli di casa sua, tanto per essere più chiari. Certo direte voi, è un dato abbastanza evidente e se fosse stata in quella lista non avrebbe tutti questi problemi. Vero, in parte. Twitter se vuole agire per recuperare terreno, come già ampiamente detto, deve innovare il prodotto. E se vuole puntare in alto, deve muoversi e in fretta. Prima che sia troppo tardi. Prima che anche un accordo con gli editori per trasmettere contenuti video live possa rivelarsi inutile.

    app usate usa comscore 2017

    E tanto è vero che Twitter non sia più popolare negli Usa lo dimostra anche un altro dato, sempre estrapolato dei dati di comScore. E cioè che Twitter non è popolare neanche tra i Millennials statunitensi. Il 35% dice di non poter fare a meno di Amazon, l’app più popolare tra i 18-34enni americani. Google e Facebook sono dietro con GMail (30%) e Facebook (29%). Seguono poi Messenger (18%), YouTube (26%). Chiudono WhatsApp e Instagram all’11%. I Millennials Usa dimostrano concretezza usando acquistare online e usando un servizio email molto flessibile.

    app usate millennials usa comscore 2017

    Si nota l’assenza di Twitter, come si nota anche quella di LinkedIn per la verità. Ma la piattaforma a 140 caratteri , dato il suo potenziale (per la maggior parte ancora inespresso) e per i grandi desideri di Dorsey, che stanno sempre di più trasformandosi in velleità, doveva essere tra quelle app.

    Assenza che certamente avranno notato gli investitori.

    Snapchat c’è, invece. Con tutti i problemi che ha riscontrato in questi ultimi mesi relativi alla forte concorrenza di Instagram Stories, ma è ancora lì. E in borsa, in termini di valore ha ormai superato anche Twitter.

    Insomma Jack Dorsey, ultimamente molto impegnata con la sua azienda, Square, dovrebbe trovare davvero un po’ di tempo per dedicarsi a tempo pieno su Twitter. Questo un altro grande, e vero, problema di Twitter.

  • Twitter deve molto al cancelletto, l’hashtag compie 10 anni

    Twitter deve molto al cancelletto, l’hashtag compie 10 anni

    Se c’è un elemento davvero distintivo di Twitter, oltre ai 140 caratteri, quello è l’hashtag che oggi compie 10 dalla prima sua apparizione sulla piattaforma. Era proprio il 23 agosto del 2007 quando Chris Messina suggeriva l’hashtag per i gruppi. Oggi questa è una modalità che rende personalizzabile il modo di usare i 140 caratteri.

    L’hashtag compie su Twitter 10 anni, era infatti il 23 agosto del 2007 quando Chris Messina, avvocato di San Francisco, suggeriva di usare l’hashtag per creare dei gruppi sulla piattaforma. Da allora l’utilizzo dell’hashtag su Twitter è cresciuto a tal punto da diventare uno degli elementi che meglio caratterizzano la piattaforma. Pensateci, l’hashtag è una modalità che permette di personalizzare il proprio modo di usare e comunicare su Twitter, una modalità che in 140 caratteri funziona benissimo. Ma, a differenza di quello che si pensa, l’hashtag non è stato inventato da Twitter. L’intuizione che ebbe 10 anni fa Chris Messina in effetti la spiega. Il cancelletto, verso la metà degli anni ’90 in poi, veniva usato sulle prima chat proprio per creare delle “camere di conversazione” tra gli utenti.

    https://twitter.com/chrismessina/status/223115412

    Oggi Twitter, giustamente, festeggia questo elemento che lo distingue dagli altri, sebbene oggi l’hashtag sia attivo anche su Facebook (dal 2013), su LinkedIn, su Pinterest, su Google Plus (dal 2012), su Tumblr, su YouTube, e lo era su Friendfeed e su Orkut. Pensate che sulla piattaforma da 140 caratteri ogni giorno vengono condivisi circa 125 milioni di hashtag.

    hashtag 10 anni #hashtag10 twitter franzrusso.it 2017

    Ma se Messina può essere ricordato come l’inventore dell’hashtaf su Twitter, è Nate Ritter, imprenditore del settore IT, il primo utente ad usarlo. E lo fece il 23 ottobre del 2007 raccontando, in quello che può essere definito il primo vero live tweeting della storia, di uno spaventoso incendio a San Diego, in California utilizzando #sandiegofire. Questo in basso è il primo tweet di una lunga serie:

    Nel 2012 l’hashtag venne eletta parola dell’anno e nel giugno 2014 il termine hashtag è stato inserito nell’Oxford English Dictionary. In questi dieci anni, gli eventi, le campagne e i temi più discussi sono diventati #trendtopic con hashtag come #JeSuisCharlie, #PrayforParis, #OccupyWallStreet, #LoveisLove, #Brexit, #IceBucketChallenge, #RoyalBaby e, in Italia, #Expo2015, #MafiaCapitale, #terremoto, #Referendum, #FamilyDay, #Petaloso per citarne solo alcuni.

    Alcuni degli hashtag legati agli account di alcuni degli uomini e delle figure più importanti del mondo hanno generato milioni di Tweet in tutto il mondo. Per fare due esempi celebri, i tre hashtag più utilizzati legati all’account di Donald Trump (@realdonaldtrump) sono #Trump2016, #MakeAmericaGreatAgain e #CelebApprentice. Nel caso di un’altra figura influente uomo del nostro tempo, invece, quella del Papa (con un account Twitter, @pontifex, che ha appena raggiunto i 37 milioni di follower) i tre hashtag più usati sono #LaudatoSi, JMJ e Rio2013.

    Dai più importanti eventi mondiali alle campagne di sensibilizzazione, fino alle foto dei throwback settimanali, tutto accade ormai con un hashtag, e tutto accade su Twitter.

    Ecco di seguito alcuni dati interessanti sull’evoluzione dell’hashtag negli ultimi dieci anni:

    • Attualmente, si registra una media di 125 milioni di hashtag Twittati ogni giorno.
    • L’hashtag più Twittato nel 2007 è stato usato circa 9.000 volte. L’hashtag più utilizzato fino ad ora nel 2017 è stato usato più di 300 milioni di volte.

    #FollowFriday:

    • Il primo #Followfriday è stato il 16 gennaio 2009, e l’hashtag #FF (o #followfriday) è stato usato più di 500 milioni di volte da quel momento ad oggi

    #NowPlaying

    • L’hashtag #nowplaying/#np è stato utilizzato per la prima volta in un Tweet in merito alla canzone “Open your Heart” di De Lavender Diamond, nel 2007.
    • L’hashtag #NowPlaying (o #np) è stato utilizzato nei Tweet più di 1 miliardo di volte.

    Award e Premiazioni:

    • Cinque degli hashtag più popolari degli ultimi dieci anni sono nati dalle community di fan che hanno Twittato durante gli show di premiazioni e award: che sia stato per votare o per prendere parte al live tweeting dell’evento, questi cinque hashtag sono stati usati complessivamente più di 3 miliardi di volte.
    • #MTVHottest
    • #MTVStars
    • #KCA
    • #iHeartAwards
    • #BestFanArmy

    Tra gli hashtag più usati per votare degli artisti:

    • #BTSBBMAs
    • #EMABiggestFansJustinBieber
    • #EMABiggestFans1D
    • #vote5sos
    • #PushAwardsKathNiels

    TV/Film:

    • L’hashtag dedicato ad uno show televisivo più Twittato di sempre è #TheWalkingDead
    • L’hashtag dedicato ad un film più twittato di sempre è #StarWars.

    Sports:

    • L’hashtag dedicato ad un evento sportivo più Twittato di sempre è #Euro2016.
    • L’hashtag sportivo più utilizzato di sempre negli USA è #SuperBowl.
    • L’hashtag dedicato ad una lega sportiva più Twittato di sempre è #NFL.
    • L’hashtag dedicato ad un team sportivo più Twittato di sempre è #MUFC.

    Gaming:

    • L’hashtag del mondo del gaming più Twittato di sempre è トレクル (TreCru/Treasure Cruise), usato più di 269 milioni di volte.

    Allora, questo un resoconto sull’hashtag che compie 10 anni su Twitter e i momenti salienti di questi anni. L?hashtag da usare oggi è #Hashtag10 con il quale verrà attivata una emoji personalizzata per 24 ore.

    [l’immagine di copertina è realizzata da @franzrusso]

  • Twitter, ecco i tweet per argomenti nella tab Esplora

    Twitter, ecco i tweet per argomenti nella tab Esplora

    Da qualche giorno su Twitter è attiva, all’interno della tab Esplora, la visualizzazione dei tweet per argomenti, in base agli interessi. La funzionalità permette di avere un colpo d’occhio immediato sui contenuti in relazione ad un determinato argomento e i tweet sono resi visibile anche senza la necessità di seguire qualcuno. La nuova funzionalità è disponibile per iOS e Android.

    Abbiamo tante volte evidenziato il fatto che Twitter non rendesse facile la consultazione della timeline, e questo vale specialmente per i nuovi utenti. Trovarsi di fronte ad un vero fiume in piena (parliamo, in media, di 6 mila tweet al secondo; 500 mila tweet al giorno) può essere fuorviante e dispersivo, una situazione che, di certo, non aiuta la ricerca di contenuti interessanti. Un tema questo su cui Twitter ha lavorato in questi ultimi due/tre anni, ma senza riuscire a dare una soluzione adeguata. Ma, forse, adesso sembra esserci andata veramente vicina.

    twitter esplora argomenti tab franzusso.it 2017

    Da qualche giorno, la prima segnalazione per la verità arriva da BuzzFeed, Twitter ha reso possibile la visualizzazione dei tweet catalogandoli per argomenti, e un funzionare dell’azienda guidata da Jack Dorsey ha confermato. Il tutto visibile nella sezione Esplora, quella che è stata lanciata ad inizio di quest’anno, un unico luogo dove rintracciare più o meno quello che succede sulla piattaforma. La visualizzazione degli argomenti viene gestita, ovviamente, dagli algoritmi elaborandoli in base ai nostri interessi.

    Che tipo di implicazioni potrà dare questa funzionalità?

    Pur riconoscendo l’utilità della stessa, sarebbe davvero interessante conoscere quanti sono gli utenti che ogni giorno accedono alla tab Esplora alla ricerca dei tweet interessanti. Da qui si potrebbe comprendere molto dell’atteggiamento degli utenti e delle conseguenze positive che questa potrebbe apportare. Ma sappiamo bene che Twitter, almeno per il momento, non rilascerà questo tipo di informazioni. E quindi non sapremo effettivamente se questo strumento possa effettivamente aiutare nella crescita della piattaforma in termini di coinvolgimento e, soprattutto, in termini di nuovi utenti iscritti. Certo, questa funzionalità offre maggiore “ordine”.

    Implicazione diretta sarebbe quella di non usare più le Liste perchè la visualizzazione dei tweet avviene per argomenti e, quindi, è possibile visualizzare anche contenuti interessanti da parte di account che non si seguono. Va detto, le Liste già sono poco usate e con questa modalità il rischio è che li si comincia ad usare sempre di meno. Per chi le avesse usate poco, la funzionalità delle Liste è molto utile, invece, permettendo una panoramica sempre più completa di ciò che interessa trovare su Twitter, realizzando timeline sempre più verticali sui temi di interesse.

    Al momento, come è forse logico in attesa di nuovi sviluppi, la funzionalità non mostra in realtà tutti i temi di interesse, ma la strada è quella. Per ora solo per iOS e Android.

    Allora, che ne pensate? Avete avuto già modo di visualizzarla?

  • Twitter: ecco una versione a pagamento per inserzionisti a 99 dollari

    Twitter: ecco una versione a pagamento per inserzionisti a 99 dollari

    Nella giornata di venerdì Twitter, dall’account Twitter for Business, ha inviato una mail ad alcuni utenti in cui annuncia il lancio di una versione beta indirizzata a piccoli inserzionisti, a 99 dollari. In pratica, l’idea è quella di chiedere una quota mensile per poi lasciare a Twitter la promozione dei tweet, più o meno 10 al giorno.

    I dati dell’ultima trimestrale, con il calo dell’8% delle entrate pubblicitarie, hanno portato a Twitter ad agire immediatamente. Infatti, nella casella di posta stamattina noto una mail dall’account “Twitter for Business“. Apro con molta curiosità e infatti all’interno c’era una proposta inattesa. In pratica, Twitter sta per lanciare una modalità di abbonamento per gestire la promozione dei tweet. La promozione in pratica le gestisce direttamente Twitter dietro il pagamento mensile di 99 dollari. Nella mail infatti c’è scritto: “twitta come solitamente fai; i tuoi tweet e il tuo profilo vengono promossi automaticamente”. Ogni settimana Twitter appronterà un report con tutti i dati che servono, impressions, reach, follower, coinvolgimento.

    twitter pubblicità inserzionisti 99 dollari

    In un primo momento ho pensato che fosse una “bufala” (visto il periodo), poi ho cliccato ho completato l’adesione e ora sono in attesa di ricevere nuove informazioni sul lancio di questa nuova modalità. I primi 30 giorni sono gratuiti.

    Questa che vedete è la mail che ho ricevuto stamattina:

    email twitter inserzionisti 99 dollari

    Quello che spinge a fare Twitter con questa modalità, probabilmente rivolta solo a piccoli inserzionisti, è quella di dedicarsi al contenuto, dedicarsi alla condivisione dei tweet e “alla promozione ci pensiamo noi”. Insomma, come idea non sarebbe male e potrebbe portare, effettivamente, qualche “soldo” in più nelle casse di Twitter. Nella fase di lancio si può scegliere di promuovere i tweet in relazione ad una categoria specifica oppure promuoverli all’interno di un’area geografica più idonea. Per il resto gli inserzionisti avranno poco spazio di azione.

    Il passaggio a questa modalità di auto promozione gestita da Twitter, dietro il pagamento di un abbonamento, farà cessare l’accesso alla piattaforma di advertising di Twitter.

    Ora, a voler fare delle veloci considerazioni, l’idea in sè non è male. C’è solo da chiedersi se sia efficace il fatto di lasciare il controllo della promozione a Twitter. Ovviamente, sta tutto nel modo di usare Twitter, questa è infatti una modalità che si rivolge a piccoli inserzionisti, piccole imprese che non vogliono impelagarsi nella creazione di campagne, con tutto quello che comporta, e vogliono uno strumento che possa promuovere i loro contenuti in modo efficace, senza troppi pensieri.

    Se si sceglie queste modalità, è chiaro per quel mese bisognerà fare molta attenzione ai contenuti che si condivideranno, sarà necessario fare una buona programmazione di ciò che si vuole comunicare e condividere, perchè il controllo sui contenuti lo avrà Twitter.

    Ci sarà modo di fare valutazioni più approfondite, certo è che Twitter si muove nella direzione di monetizzare, e subito.

    E voi avete ricevuto la mail? Che ne pensate?

  • Twitter non sa più crescere ed è nuovo tonfo a Wall Street

    Twitter non sa più crescere ed è nuovo tonfo a Wall Street

    Twitter non sa più crescere, è evidente. I dati trimestrali del Q2 2017 evidenziano, ancora una volta, che l’azienda guidata da Jack Dorsey non riesce più ad attrarre nuovi utenti. A livello globale, gli utenti rilevati nel secondo trimestre di quest’anno sono uguali al primo: 328 milioni. Le entrate pubblicitarie calano dell’8% in un anno. Inevitabile tonfo a Wall Street.

    Twitter non sa più crescere, è ormai evidente. La base utenti rimane ormai stagnante. I dati pubblicati in anticipo (rispetto alla chiusura della giornata, quindi dopo il suono della campanella) relativi al secondo trimestre del 2017, il Q2, rivelano che gli utenti complessivi al 30 giugno 2017 sono 328 milioni: lo stesso numero del primo trimestre. E’ crescita piatta e in tre mesi non vi è stato alcun movimento. Resta solo un +5% rispetto allo scorso anno, che rappresenta tutto il guadagno che Twitter può aspettarsi in questo momento. E a risentirne sono anche le entrate pubblicitarie, in calo dell’8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, pari a 489 milioni di dollari (erano 535 milioni di dollari nel Q2 2016). La società dichiara 574 milioni di dollari di entrate totali, in calo del 5% rispetto ad un anno fa. Dati che si sono tradotti, inevitabilmente, in un nuovo tonfo a Wall Street. In apertura il titolo è arrivato a -13%, salvo poi recuperare qualcosa e attestarsi intorno al -10/12% (nel momento in cui scriviamo) per un valore di capitale di 12,6 miliardi di dollari.

    twitter crescita zero q2 2017 franzrusso.it

    L’unica nota positiva è che gli analisti si aspettavano dati ancora più negativi rispetto alle entrate, e comunque Twitter è riuscita a peggiorare il dato sulla base utenti, infatti gli analisti erano stati comunque ottimisti con almeno 329 milioni di utenti. Ma niente, neanche quelli.

    Eppure nel primo trimestre c’erano stato segnali positivi, con una crescita di 9 milioni di utenti in tre mesi, passando da 319 a 328 milioni di utenti. Ma evidentemente non basta.

    E non è bastato, ancora, l’aumento degli utenti, da 45 a 55 milioni, che hanno visualizzato 1.200 ore di contenuti video, erano 900 ore nel primo trimestre di quest’anno e 600 ore nell’ultimo trimestre del 2016. Quindi, rispetto alla fine dell’anno scorso, sono raddoppiate le ore di contenuto video trasmesse, ma da questo flusso non è arrivata la crescita utenti che si sperava.

    Un dato positivo vero c’è, ed è quello a cui Twitter si aggrappa pur di mantenere un certo ottimismo, ed è il dato del +12% del coinvolgimento giornaliero sulla piattaforma (era +14% nello scorso trimestre). Nonostante questo dato, Twitter ancora non rivela il numero di utenti attivi giornalieri sulla piattaforma, sarebbe davvero interessante conoscerlo.

    twitter crescita utenti q2 2017 franzrusso.it

    Eppure, Twitter in questi ultimi mesi ha lavorato molto sulla sicurezza, uno dei grandi problemi che attanaglia la piattaforma e qualche giorno fa erano stati diffusi dei dati positivi che facevano immaginare un’inversione di tendenza proprio in relazione alla crescita della base utenti. Ma evidentemente serve di più.

    #UPDATE

    Twitter chiude questa lunga e brutta giornata a Wall Strett con -14,13% con il titolo giù a 16,84 dollari.

    Per crescere, e lo ripetiamo ormai da due anni, Twitter ha bisogno di rinnovare il prodotto. Rinnovare non stravolgere. Mentre tutte le altre piattaforme hanno introdotto nel corso del tempo innovazioni in grado di rendere sempre appetibile la piattaforma, Twitter è l’unica a mantenere, sostanzialmente ferma a undici anni fa la sua piattaforma a 140 caratteri. Non si tratta di caratteri in più o in meno, si tratta di rendere più attraente una piattaforma che di certo non è catalogabile come un “normale” social network.

    Twitter è diverso, è uno strumento dinamico, veloce, con cui condividere contenuti e stringere relazioni di valore. Ma ha bisogno di una revisione, tanto nella forma quanto nella sostanza. Per intenderci, e non essere banali, una modalità per modificare il contenuto, andrebbe nella direzione di dimostrare di rinnovare il prodotto e (provare) ad attrarre nuovi utenti.

  • Twitter, il nuovo approccio contro abusi e troll sta funzionando

    Twitter, il nuovo approccio contro abusi e troll sta funzionando

    Nel mese di gennaio Ed Ho, responsabile ingegneri di Twitter, aveva annunciato un “nuovo approccio” contro abusi e troll per rendere più sicura la piattaforma. A distanza di sei mesi, Twitter dice che quell’approccio sta funzionando: gli account sospesi generano il 25% di tweet offensivi in meno; il 65% degli account sospesi subisce questa restrizione solo una volta.

    Come più volte ricordato, uno, dei tanti, problemi che affliggono Twitter è proprio quello legato alla sicurezza, ossia ai continui abusi e contenuti offensivi da parte di certi account. Una situazione che ha di fatto creato un problema di accesso sulla piattaforma, e, in alcuni casi, anche un problema di permanenza. Molti account, soprattutto quelli legati ai personaggi pubblici e alle celebrities, hanno abbandonato la piattaforma per questo motivo. Uno degli ultimi abbandoni che ha fatto molto discutere è stato quello di Ed Sheeran, ad esempio, ma elencarli tutti sarebbe operazione molto ardua. Di fronte a questo problema, Twitter ad inizio anno aveva annunciato un “nuovo approccio” per contrastare il problema legati agli abusi e ai troll. Uno dei punti che prevedeva questo nuovo approccio era quello di intervenire sugli account che usano la piattaforma solo con questo scopo e prendere dei provvedimenti. Un atteggiamento tardivo, per la verità, ma a quanto pare i frutti, a distanza di qualche mese, stanno arrivando.

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    Twitter fa sapere che il “nuovo approccio”, annunciato ad inizio anno da Ed Ho, il capo degli ingegneri di Twitter, sostenuto da lì a poco dal CEO, Jack Dorsey, ha portato ogni giorno ad intervenire contro un numero 10 volte maggiore di account offensivi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Twitter sta anche limitando la funzionalità degli account ritenuti offensivi e, addirittura, sospendendo migliaia di account al giorno. Sono molti gli utenti che ne creano di nuovi anche dopo essere stati sospesi o bloccati. Grazie al “nuovo approccio”, soltanto negli ultimi 4 mesi, ha permesso a Twitter di rimuovere il doppio di questo tipo di account. Oltre ad utilizzare la tecnologia, il team di Twitter monitora costantemente e ogni giorno i contenuti della piattaforma e lavora per migliorare le nostre policy di sicurezza.

    Twitter in questi mesi ha lavorato molto anche sulla comunicazione in relazione a contenuti violenti e offensivi. Gli account che mostrano comportamenti abusivi vengono limitati per un periodo di tempo, restando comunque aggiornati sul motivo di tale limitazione. Gli account che vengono inseriti in questa momentanea limitazione delle funzionalità generano il 25% in meno di Tweet abusivi e il 65 % di questi account rimangono in questa funzione solo una volta.

    Twitter ha introdotto nuove modalità di personalizzazione dell’esperienza, come per esempio la possibilità di applicare filtri alle notifiche e di inserire in modalità “mute” determinate keyword. Il Quality Filter ha aiutato ad avere meno interazioni indesiderate: i blocchi posti dopo le @mention da parte di persone non seguite dall’utente sono scese del 40%.

    Inoltre, Twitter ha stabilito specifiche definizioni e policy per la protezione dalle molestie, che vengono applicate a tutti gli utenti. Le persone definiscono gli abusi in maniera differente, quindi, grazie all’utilizzo di questi nuovi strumenti, ogni utente ha adesso il controllo su quello che vede e vive su Twitter.

    Per il futuro, Twitter promette di lavorare insieme al Trust & Safety Council, gli esperti del settore e ai ricercatori per mantenere alto e costante il livello di feedback. Obiettivo è quello di rendere Twitter un luogo ancora più sicuro dove chiunque possa sentirsi libero di esprimersi senza problemi.

    Staremo a vedere quale saranno gli sviluppi e, soprattutto, visto che tra qualche giorno, il prossimo 27 luglio, saranno resi noti i dati relativi al Q2 2017, sarà interessante vedere la reale conseguenza del “nuovo approccio” sulla crescita della base utenti.

  • Twitter sta sperimentando un bottone per segnalare fake news

    Twitter sta sperimentando un bottone per segnalare fake news

    Il tema delle fake news riguarda anche Twitter, una delle grandi problematiche che la piattaforma da 140 caratteri ha fin qui lasciato irrisolta. Ma, secondo quando segnalato dal Washington Post, sulla piattaforma sarebbe iniziata una fase di test che prevede un bottone attraverso il quale l’utente potrà segnalare notizie false o fuorvianti.

    Il tema delle fake news è uno dei grandi temi degli ultimi mesi. Certo, è un problema che esisteva già prima, ma le ultime elezioni presidenziali negli Stati Uniti hanno, senza dubbio, rivelato una dimensione ancora più grande del problema. Come sapete, l’elezione di Donal Trump sarebbe stata “influenzata” dalle notizie false condivise sui social media, in particolare su Facebook. Ma questo è un tema che riguarda anche altre piattaforme, come Twitter, luogo ideale su cui condividere informazioni e notizie, e anche questo lo sappiamo bene.

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    Ora, da quanto segnalato dal Washington Post, anche Twitter starebbe studiando una modalità per dare modo agli utenti di segnalare notizie false, facendo sì che altri utenti, nel momento in cui dovessero imbattersi su quella notizia, sappiano già che quella è una notizia falsa. Il quotidiano di Jeff Bezos riporta la notizia secondo cui Twitter starebbe iniziando una fase sperimentale che prevede l’uso di un bottone attraverso cui gli utenti possono segnalare notizie false e fuorvianti. Al momento però non è ancora chiaro come avverrà di fatto la fase di segnalazione e la fase di valutazione della veridicità della notizia stessa. Se volessimo avanzare qualche ipotesi, anche guardando a quanto fatto da altri, Facebook in particolare (ma anche Instagram), allora Twitter potrebbe pensare ad una soluzione che preveda l’uso dell’Intelligenza Artificiale che potrebbe individuare le notizie false. 

    Il problema è se effettivamente Twitter è in grado di pensare ad una soluzione che coinvolga l’Intelligenza Artificiale. Twitter non ha la stessa “forza” di Facebook in termini di infrastrutture, però questa potrebbe essere la strada più veloce da percorrere. L’altra sarebbe quella di prevedere una redazione di persone, specifica che lavori sulle segnalazioni. Questa più alla portata, se vogliamo, ma più difficile da gestire. Vedremo quale sarà la soluzione in relazione a questo test.

    Quello che c’è da dire è che Twitter fa bene a pensare ad una soluzione che dia agli utenti la possibilità di segnalare notizie false, sarebbe anche un modo per richiamare persone ad usare la piattaforma con più fiducia. Sarebbe un modo per far crescere anche il numero degli utenti sulla piattaforma.

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